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Stati Uniti fuori rotta: viaggio sul treno Mardi Gras che attraversa la costa del Mississippi

23 juin 2026 à 13:00

È stata l’ultima grande opera rinata dopo Katrina, l’uragano che ha causato ingenti danni lungo tutta la costa del Golfo del Messico 25 anni fa. Stiamo parlando dell’Amtrak Mardi Gras Service, il treno che ha preso servizio da meno di un anno e che corre lungo la costa partendo da New Orleans, in Louisiana, costeggia il mare del Mississippi e termina a Mobile, nello Stato dell’Alabama. Tutti lo aspettavano con ansia e nessuno si lamenta del fischio che si sente forte in tutte le case quando il convoglio sta per arrivare in stazione. Come cantava una nostra canzone “quando passa, ride tutta la città”. E, sentirlo arrivare, è davvero una gioia.

Il treno Mardi Gras

Il nome del treno non poteva essere più azzeccato. L’Amtrak Mardi Gras Service collega la città più famosa del mondo per i festeggiamenti del Mardi Gras, il carnevale che si celebra a New Orleans, alla città che, pochissimi sanno, è stata la prima in realtà a festeggiarlo: Mobile. Il treno è fondamentalmente turistico, ma molti degli abitanti delle città che attraversa, da quando è stato ripristinato il servizio, lo prendono molto volentieri per recarsi a New Orleans evitando così il traffico autostradale.

Il viaggio a bordo non è lungo perché dura poco più di tre ore. La distanza ferroviaria tra le due città è di meno di cento chilometri e si può fare tranquillamente in giornata. Ma il bello è scendere alle singole fermate per esplorare i dintorni e scoprire cosa offrono le città attraversate da questa storica linea che è tornata attiva. Le quattro città dove ferma il Mardi Gras tra un capolinea e l’altro sono tutte nello Stato del Mississippi e sono: Bay St. Louis, Gulfport, Biloxi e Pascagoula. Il treno viaggia due volte al giorno, con una corsa la mattina e una al pomeriggio.

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©Matt Donnelly
L’Amtrak Mardi Gras Service su uno dei ponti sul Golfo del Messico

L’esperienza a bordo

Viaggiare a bordo del treno Mardi Gras è come fare un salto indietro nel tempo. I vagoni vintage di Business e di Seconda classe, con ampi sedili di pelle reclinabili (con una grossa maniglia), tavolino e poggiapiedi, le due gigantesche locomotive da 4200 cavalli e del peso di 12mila kg ciascuna  – una in testa al treno e l’altra in coda perché a Mobile non è possibile girare il convoglio), il vagone ristorante a metà treno che sembra un diner degli Anni ’50, il capotreno con cappello e fischietto… tutto a bordo è una magia.

La storia della linea ferroviaria

Del resto, questa linea ferroviaria – prima dell’uragano Katrina del 2005, anch’essa chiamata, come a Manhattan, Ground Zero – esisteva sin dagli Anni Venti del Novecento, prima ancora che nascesse l’Amtrak, la grande compagnia ferroviaria che oggi collega tutti gli Stati Uniti d’America. A quei tempi faceva parte della Louisville & Nashville Railroad che correva lungo la costa del Golfo con i suoi treni diesel o a vapore. Il percorso era famoso per i suoi panorami mozzafiato sulle paludi salmastre e per gli imponenti ponti levatoi soggetti alle maree, tra cui il celebre viadotto lungo 1.382 metri sullo stretto di Rigolets.

Quando nacque la Amtrak, la nuova compagnia lanciò un treno giornaliero chiamato Gulf Coast Limited che serviva per trasportare i turisti tra Mobile e New Orleans, in occasione dell’Esposizione Universale del 1984. Il servizio riscosse grande successo, tanto che addirittura a partire dagli Anni ’90 estese il famoso treno transcontinentale, il Sunset Limited, fino alla Florida (ora non c’è più) fornendo un servizio regolare per le principali località della costa del Golfo. Il servizio fu interrotto nell’agosto del 2005 dall’uragano e, per 25 anni, si sono cercati i fondi per riportalo in vita. Il Mardi Gras Train è ripartito ad agosto del 2025, esattamente un quarto di secolo dopo e, a meno di un anno, ha già superato i 100mila passeggeri.

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@Amtrak
La Business Class dell’Amtrak Mardi Gras Service

Quanto dura il viaggio

Il treno Mardi Gras Service impiega circa 3 ore e 20 minuti per effettuare l’intero percorso. I tempi di percorrenza delle singole tratte sono:
– New Orleans – Bay St. Louis = un’ora e 5 minuti
– Bay St. Louis – Gulfport = 20 minuti
– Gulfport – Biloxi = 20 minuti
– Biloxi – Pascagoula = 30 minuti
– Pascagoula – Mobile = un’ora e 5 minuti.

Quanto costa il biglietto

La tratta da New Orleans a Mobile (e viceversa) costa a partire da 15 dollari a seconda di quanto in anticipo si prenota e del giorno della settimana. Se si desidera più spazio per le gambe, sedili più confortevoli e bevande analcoliche incluse, si può fare l’upgrade in Business Class e il prezzo varia in base alla disponibilità, ma in genere si deve calcolare circa 15–25 dollari in più rispetto al costo del biglietto base. Amtrak offre regolarmente sconti dedicati per bambini (2-12 anni), studenti e over 65.

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©Matt Donnelly
Il treno Mardi Gras di Amtrak attraversa le paludi prima di raggiungere il Golfo del Messico

Le tappe del viaggio

Il treno del Mardi Gras parte da New Orleans o da Mobile, che sono i due capolinea. La maggior parte dei turisti stranieri che lo volesse prendere, però, molto probabilmente partirebbe dalla prima, essendo più facilmente collegata tramite l’aeroporto internazionale (dall’Italia non ci sono voli diretti per New Orleans, ma è facilmente raggiungibile da Atlanta).

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©Matt Donnelly
Il Mardi Gras attraversa quattro città lungo la costa del Mississippi

Il viaggio a bordo è una vera esperienza, anche un po’ vintage, se vogliamo, perché i vagoni e la locomotiva sono storici e senza troppa tecnologia a bordo (c’è solo il wi-fi e la presa Usb). Anche il percorso è molto bello: una volta lasciata New Orleans, si attraversano paludi, ponti d’acciaio, e si inizia a correre lungo la costa del Golfo con la sua natura selvaggia, la fitta vegetazione e le imbarcazioni dei pescatori. Se avete in mente gli Stati Uniti fatti di grattacieli, luci al neon, deserti e pickup, qui troverete tutt’altro.

New Orleans

L’Amtrak Mardi Gras Service parte dallo Union Passenger Terminal di New Orleans, la stazione ferroviaria nel pieno del French Quarter, il quartiere storico e più famoso, ed è uno snodo dove a sua volta giungono treni provenienti da Chicago, New York e persino da Los Angeles. Per chi volesse organizzare un viaggio “on the rail” attraverso gli Stati Uniti d’America c’è quindi la possibilità di percorrere itinerari spettacolari, lenti e sostenibili, ammirando i paesaggi che cambiano Stato dopo Stato, partendo anche da o verso altre città.

Per chi atterra direttamente a New Orleans, invece, ricordiamo che questa città è unica al mondo perché è un insieme di culture, quella francese (dei coloni), quella africana (degli schiavi) e quella americana, che hanno influito sulla musica (jazz e blues), sull’architettura (coloniale), sullo stile di vita (le credenze voodoo, per esempio) e sulla cucina (creola e cajun). È il migliore punto di partenza per questo viaggio indimenticabile.

Bay St. Louis

La prima fermata del treno è a Bay St. Louis, ed entriamo nel Mississippi, una deliziosa cittadina costiera dove ha sede il Waveland’s Ground Zero Hurricane Museum, il museo dedicato all’uragano Katrina che ha colpito il Golfo del Messico il 29 agosto del 2005. Ricavato nella ex scuola, l’unico edificio rimasto in piedi in città perché fatto di mattoni, è il racconto vivente di quel terribile giorno e di quelli a seguire, con fotografie, display interattivi e un tunnel del vento che simula la forza di Katrina, l’uragano di Categoria 5, il livello massimo e più distruttivo sulla scala Saffir-Simpson (si entra nella Categoria 5 quando i venti superano la velocità di 252 km/h). Il coffee shop del museo vende le migliori Layer Cakes – le famose torte a quattro strati – del Sud degli Stati Uniti.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il museo dell’uragano Katrina a Bay St. Louis

La sua atmosfera rilassata e artistica, l’architettura storica e le viste panoramiche sul lungomare la rendono una località molto apprezzata dagli abitanti delle grandi città limitrofe che la frequentano nei weekend. Se ci capitate in settimana, infatti, Bay St. Louis è molto tranquilla, ma si anima nei fine settimana.

Una tappa imperdibile è sicuramente lo storico locale dove suonano musica del vivo da cent’anni, 100 Men Hall. A inizio del XX secolo, si cantavano gospel e, durante gli anni della segregazione, era l’unico locale a fare esibire musicisti afroamericani. Nel corso degli anni, l’associazione che lo gestisce ha sponsorizzato numerosi eventi – una domenica sì e una no viene organizzato un blues brunch – e ha anche affittato la sala a promotori che hanno ingaggiato artisti blues, rhythm & blues e jazz. I residenti locali ricordano esibizioni di Ray Charles, James Brown, B.B. King, Jimi Hendrix, Tina Turner e di molte altre star internazionali.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il mitico 100 Men Hall dove si sono esibiti i più grandi musicisti blues e jazz

La Old Town è il quartiere storico di Bay St. Louis, facilmente percorribile a piedi, ricco di negozietti locali che vendono oggettistica e vinili, gallerie d’arte e caffè o panifici ospitati in edifici del XIX secolo. La spiaggia vi dà un primo assaggio della meraviglia che vi aspetta d’ora in avanti durante questo insolito viaggio: sabbia candida come la neve e acqua verde smeraldo. La Bay St. Louis Beach è molto frequentata non soltanto per sdraiarsi a prendere il sole, quanto per frequentare i tantissimi beach bar dove servono giganteschi piatti di gamberi del Golfo rossi ed enormi e dove fare belle passeggiate sul lunghissimo pontile di legno, che è ancora più spettacolari all’ora del tramonto.

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@Coastal Mississippi
Pescherecci al porto di Bay St. Louis, Mississippi

Pass Christian

Per una gita nei dintorni, si attraversa il Bay St Louis Bridge, lungo oltre 3 km sulla U.S. Route 90, e si arriva nella cittadina di costiera di Pass Christian soprannominata “The Pass”, nota per la sua atmosfera rilassata, i viali alberati di querce secolari, le spiagge tranquille affacciate sul Mississippi Sound e il porto, che è il cuore pulsante della tradizione marinara cittadina, dove si respira la vera cultura del Golfo. È una meta consigliata se si cerca una fuga autentica e meno caotica rispetto alle vicine città dei casinò (ci sono in quasi tutte le località costiere e, anche grazie al clima favorevole, garantiscono un afflusso turistico praticamente tutto l’anno), con chilometri di sabbia finissima e bianca e spiagge protette dalle Barrier Islands.

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123RF
La favolosa spiaggia di Pass Christian

Gulfport

La seconda tappa del treno è a Gulfport, la più grande delle città del Coastal Mississippi. Questa fermata della linea ferroviaria è molto richiesta perché offre tantissime attività per i turisti e per le famiglie che vi soggiornano, dalle attrazioni culturali alle attività legate al mare, comprese le escursioni alle isole.

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@CM Staff
La spiaggia di dune di Gulfport

L’attrazione più recente è il gigantesco edificio che ospita il Mississippi Aquarium inaugurato di recente, che ospita oltre 200 specie di animali, tra delfini, pinguini, squali e coccodrilli. Poi c’è il museo dei treni, Traintastic, uno dei musei di treni giocattolo e di modellismo più grandi degli Stati Uniti, con plastici ferroviari interattivi in diverse scale, vagoni storici a grandezza naturale su cui salire a bordo e aree gioco per i bambini.

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Getty Images
Il padiglione sul mare a Jones Park a Gulfport, Mississippi

Il posto più fotografato di Gulfport è Fishbone Alley, un retrobottega divenuto, grazie alle opere di street art, un vicolo pedonale riconvertito in museo a cielo aperto. Le spiagge qui sono meravigliose: chilometri di sabbia bianca, ideale per prendere il sole. Il cuore del lungomare è il Jones Park, un’area verde di oltre definita “il cortile sul retro del Mississippi“, con sentieri per passeggiate, un faro storico, un porto turistico e grandi aree gioco con spruzzi d’acqua.

Gulf Islands

Ma il meglio deve ancora arrivare, perché Gulfport è il punto di partenza per imbarcarsi verso le Gulf Islands, un piccolo arcipelago nel Golfo del Messico che fa parte del parco nazionale Gulf Islands National Seashore. Da oltre un secolo, la famiglia Skrmetta, di origine dalmata, trasporta passeggeri con i propri ferry dalla costa alle isole. Le isole sono quattro (una, Dog Key Island, meglio nota come, Isle of Caprice, è sommersa e la sua incredibile storia ve la racconto qui): Ship Island, Cat Island, Horn Island e Petit Bois).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il paradiso di Ship Island nel Golfo del Messico

L’isola più visitata è Ship Island, letteralmente un paradiso terrestre in quanto è un’area protetta e meta di birdwatching, ma sono molti anche i visitatori che la raggiungono per le sue candide spiagge, le dune di sabbia e il mare caldo e trasparente. Già durante la navigazione è facile avvistare i delfini e sono molte le specie di uccelli che vengono a salutare i nuovi arrivati già sull’imbarcazione. Su Ship Island c’è anche un antico forte, Fort Massachusetts, risalente all’epoca della Guerra Civile americana e costruito dagli inglesi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Partenza verso Ship Island dal porto turistico di Gulfport

I volontari sull’isola aspettano l’arrivo dei traghetti per raccontare la storia del forte, di quando l’isola era terra francese e del mitico pirata Jean Lafitte che bazzicava in queste acque e al quale il governo della Louisiana chiese aiuto per sconfiggere le forze nemiche britanniche, in cambio di bauli d’oro e di libertà assoluta di movimento tra un’isola e l’altra. Se si sale sulla cima del forte si può scorgere il punto in cui l’oceano si unisce alle acque del Golfo. C’è una sola persona che vive sull’isola tutta l’anno ed è un ranger, per il resto è disabitata. Una gita di un giorno a Ship Island merita assolutamente perché è qui che si respira la vera essenza del Golfo.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Arrivo Ship Island, paradiso inaspettato

Biloxi

La terza fermata è nella cittadina di Biloxi, la più famosa delle località costiere del Mississippi. Soprannominata la “Playground of the South” (il parco giochi del Sud), questa città ha una doppia anima: è famosa per i grandi casinò stile Las Vegas (i più famosi sono l’Hard Rock Hotel, il Beau Rivage e l’IP Casino Resort Spa), ma la sua storia è legata al mare e alla pesca, tanto che ci sono generazioni di pescatori che si tramandano il mestiere da decenni. Infatti, è qui che hanno deciso di aprire un museo dedicato al mare e all’industria attica, il Maritime & Seafood Industry Museum, un’attività che qui va molto forte, specie quella legata alla pesca di gamberi e alla coltivazione delle ostriche che hanno reso celebre Biloxi nei secoli scorsi, tanto da essere considerata la capitale mondiale della pesca. Tra i migliori indirizzi di pesce della costa del Mississippi, c’è la storica Mary Mahoney’s Old French House che ha avuto tra gli ospiti tantissimi vip, da Diana Ross a Billy Idol, dall’ex segretario della difesa americana Donald Rumsfeld a John Grisham, i cui legal thriller. La giuria e Il partner sono stati ambientato proprio a Biloxi, giusto per citarne alcuni.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il centro di Biloxi, ridente cittadina dello Stato dello -Mississippi

Ma l’edificio più iconico – e decisamente inaspettato – della città è sicuramente quello dell’Ohr-O’Keefe Museum of Art, un museo di arte moderna che è un omaggio all’artista di opere di ceramica piuttosto originali George Ohr, originario di Biloxi, progettato nientemeno che dall’archistar Frank O’Gehry che era appassionato delle opere di Ohr. Inconfondibile nel design per le linee arrotondate dello stile architettonico decostruttivista, il museo consiste in quattro capsule di metallo – l’ultima realizzata nel 2025 – che catturano la luce del sole, facendo cambiare colore all’edificio a seconda delle ore del giorno (tra le opere decostruttiviste più famose in assoluto di Gehry ci sono il Museo Guggenheim di Bilbao e la celebre Casa Danzante di Praga).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’Ohr O’Keefe Museum of Art di Biloxi progettato da Frank Gehry

Un altro museo interessante da visitare a Biloxi è il Coastal Mississippi Mardi Gras Museum, che celebra la storia, le tradizioni e l’arte profondamente radicate del Carnevale lungo la costa del Golfo. Il museo espone una vasta collezione di sfarzosi abiti ricamati a mano, pesanti strascichi di velluto ed elaborate corone indossate in passato dai re, dalle regine e dai membri della corte del Mardi Gras. Un lunghissimo boardwalk costeggia la bellissima spiaggia di dune di Biloxi. Una passerella di legno con decine di ristoranti e negozi con cartelli che raccontano anche la storia della città.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Coastal Mississippi Mardi Gras Museum di Biloxi

Ocean Springs

Non lontano da Biloxi, merita sicuramente una gita fuori programma la cittadina balneare di Ocean Springs, che si trova oltre la baia, dopo aver attraversato il Biloxi Bay Bridge lungo la U.S. Route 90. Una lunghissima spiaggia bianca su cui s’affacciano splendide ville in stile coloniale, un centro storico vivacissimo e completamente pedonale con tanti negozi, ristoranti e gallerie d’arte e un bel museo d’arte, il Walter Anderson Museum of Art (WAMA), dedicato al uno dei più importanti e stravaganti artisti folk d’America che ha lavorato a Ocean Springs trovando la sua ispirazione nella natura del Golfo è la perfetta meta di villeggiatura dove fermarsi, anche per qualche giorno, gustandosi deliziose ostriche sulla spiaggia con una birra Fly Llama, un birrificio artigianale della costa del Golfo del Mississippi.

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@Coastal Mississippi
La splendida spiaggia di Ocean Springs

Pascagoula

La quarta città dove si ferma il Mardi Gras Service è Pascagoula. Situata quasi al confine con lo Stato dell’Alabama, è una città industriale con una lunghissima storia portuale, ma custodisce anche importanti riserve naturali. Pascagoula è ancora in piena fase di ricostruzione e stanno nascendo, uno dopo l’altro, nuovi condomini, ristoranti e rooftop con vista sul Golfo. Qui si può visitare un rarissimo esempio superstite di architettura coloniale francese, La Pointe – Krebs Museum, anche detto “Old Spanish Fort” risalente a circa il 1757. All’interno del museo si può scoprire la vita dei primi coloni europei giunti su questi lidi secoli fa e dei nativi americani della tribù dei Pascagoula, che hanno dato il nome alla città.

Ma c’è un altro luogo che appassionerà molti visitatori perché è legato agli UFO. Infatti, non molti lo sanno, Pascagoula è famosissima in tutti gli Stati Uniti tra gli appassionati di ufologia in quanto, nel 1973, due operai del cantiere navale dichiararono di essere stati rapiti dagli extraterrestri mentre stavano pescando sul fiume. L’evento scatenò un enorme caso mediatico. Oggi, sul lungofiume è presente una targa che indica il punto esatto del presunto rapimento alieno.

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@Coastal Mississippi
La lunga spiaggia bianca a Pascagoula

La zona circostante è famosa per i pachi naturali, come il River Audubon Center, a pochi chilometri a Nord della città, dove corre il fiume Pascagoula, noto per essere il sistema fluviale più lungo degli Stati Uniti continentali ancora completamente selvaggio. Un parco dove si può praticare kayak e fare birdwatching (l’area ospita oltre 300 specie di uccelli) passeggiando lungo passerelle di legno che attraversano le paludi, i bayou e i giardini botanici di piante autoctone: il paradiso dell’ecoturismo e della natura incontaminata, insomma.

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@Coastal Mississippi
Il Pascagoula River Audubon Center

Mobile

Il Mardi Gras Service termina nella Mobile Amtrak Station, nello Stato dell’Alabama. Mobile (si legge mobil) non è di certo tra le città più visitate dagli italiani negli USA, eppure merita assolutamente un viaggio e non soltanto perché ci arriva il treno storico. Innanzitutto, è una bellissima città dove si respira ovunque il mix di cultura franco-creola, a partire dall’architettura coloniale tipica del Sud. Fondata dai francesi nel 1702, vanta un primato importante: è qui che è nato il primo Mardi Gras d’America, ben prima che la festa si espandesse a New Orleans.

Sono tantissime le attrazioni da visitare a Mobile. Qui le riassumeremo velocemente, giusto per stuzzicare un po’ la vostra curiosità. Prima di tutto, Mobile è famosa per i cantieri navali: qui vengono costruite tutte le navi della Marina Militare americana – se ne può visitare una, la USS Alabama, che ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale – ma anche sottomarini, portacontainer e navi da crociera. Molto interessante è il Maritime Museum a forma di gigantesca nave container, a due passi dalla stazione ferroviaria.

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123RF
Il centro storico di Mobile, Alabama

Essendo il carnevale un tema molto sentito, c’è naturalmente un museo dedicato, il Mobile Carnival Museum, ubicato all’interno di un palazzo d’epoca. Il centro storico ricorda New Orleans, con le case dai balconi in ferro battuto, i viali sormontati da tunnel naturali formati dai rami delle querce secolari (se ne vedono in tutto il Sud degli Stati Uniti), illuminati la sera dai lampioni a gas.

Tanti anche gli itinerari tematici: come quello lungo il delta del fiume Mobile, il secondo più grande degli Stati Uniti, soprannominato l'”Amazzonia d’America” per via della sua eccezionale biodiversità, da fare con un airboat; o quello lungo il Civil Right Trail, un itinerario nato nel 2018 e in continua espansione di cui fa parte il quartiere di Africatown, dove furono sistemati gli ultimi schiavi arrivati dall’Africa nel 1860, quando la schiavitù era già stata bandita negli Stati Uniti (la Heritage House racconta la storia della nave Clotilda che fu incendiata proprio per celare il misfatto).

Insomma, questo viaggio è una full immersion nel cuore degli Stati Uniti del Sud, dove il mix di influenze africane ed europee si sposa perfettamente con cittadine autentiche, uno stile di vita rilassato, spirito di resilienza, ottima cucina e un mood da vacanza slow e sostenibile, dove i paesaggi naturali, inaspettati e meno conosciuti, fanno da sfondo a fatti storici – anche molto recenti – fondamentali per capire lo sviluppo di questo grande Paese.

L’isola sommersa nel Golfo del Messico che non riemerge da cent’anni

19 mai 2026 à 16:30

Nel Golfo del Messico, al largo della città di Biloxi, nello Stato del Mississippi, c’è un piccolo arcipelago di isole, paradiso turistico e del birdwatching. Le Gulf Islands fanno parte del Gulf Islands National Seashore, una meta turistica per milioni di visitatori ogni anno, attratti per le sue acque color smeraldo, le magnifiche spiagge di sabbia bianchissima e sottile come borotalco, le fertili paludi e i siti storici.

Le isole sono quattro: Ship Island, Cat Island, Horn Island e Petit Bois. Fino a cent’anni fa però, le isole del piccolo arcipelago erano cinque. Una è scomparsa, divorata dal mare, ma di tanto tanto, a seconda delle maree, riappare. Ed è della sua storia che vi voglio raccontare.

La fantastica storia di Isle of Caprice

Dog Key Island, meglio nota come, Isle of Caprice (isola del capriccio, il nome la dice lunga sulla sua storia), è la quinta delle Gulf Islands. Ebbe breve durata, ma fu un’isola leggendaria. Situata a circa 12 miglia dalla costa di Biloxi, nel Mississippi, tra Ship Island e Horn Island, in quella che oggi è parte della catena di barrier islands, tra il Mississippi e l’Alabama, da sempre era solita apparire a sparire a causa delle maree e delle correnti.

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@Courtesy of the Mississippi Department of Archives and History
Folla di turisti sbarca sulla Isle of Caprice

L’isola del divertimento

Fino agli Anni ’20 del Novecento, su questo sottile lembo di terra emersa del Golfo del Messico vi era un casinò. Come spesso accadeva in quegli anni, quelli dell’epoca del Proibizionismo, infatti, sulla terraferma era vietato il gioco d’azzardo e l’alcool, pertanto, spesso venivano realizzati pontili artificiali che conducevano verso edifici lontani dalla costa o allestite navi-casinò che navigavano al largo. In questo caso, l’isola, al limite delle acque territoriali dello Stato, fu trasformata nel regno del gioco e del divertimento.

Era il 1925, quando alcuni investitori, tra cui un certo Walter Henry “Skeet” Hunt, acquisirono l’isola tramite un atto di cessione federale trasformandola in una destinazione turistica offshore. Decisero, infatti, di aprire l’Isle of Caprice Cabanas Hotel, un resort che, secondo le cronache locali, fu inaugurato il 30 maggio del 1926, con casinò dove anche le bevande alcoliche potevano essere vendute liberamente. La Isle of Caprice era famosa per essere una fiorente e affascinante meta turistica, soprannominata la “Montecarlo del Sud“. Vantava spiagge di meravigliosa sabbia stile Caraibi (come le altre quattro isole dell’arcipelago), le celebri cabanas, ristoranti, sale da ballo con musica dal vivo suonata da grandi orchestre, e naturalmente il casinò.

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@Courtesy of the Mississippi Department of Archives and History
Una cartolina di inizio ‘900 con il resort sulla Isle of Caprice

I traghetti facevano avanti e indietro giorno e notte trasportando regolarmente i turisti da Biloxi all’isola che, all’epoca, veniva promossa come “un paradiso”. I resoconti storici descrivono folle che arrivavano quotidianamente a bordo dei battelli. L’isola ospitava gare di nuoto, balli, cene a base di pesce ed eventi sociali che contribuirono a consolidare l’immagine di Biloxi come meta turistica durante gli Anni ’20.

Il declino di Isle of Caprice

La sua fortuna durò fin quando, circa cent’anni fa, l’isola non venne inghiottita dalle acque del Golfo, spiagge e casinò inclusi, a cui si aggiunse un grande incendio che danneggiò parte del resort nel 1931. Infatti, questa zona, come abbiamo imparato con l’Uragano Katrina del 2005, che ha colpito la Louisiana e tutti gli Stati che s’affacciano sul Golfo, ma anche con molti altri formatisi prima e dopo quello più terribile, è soggetta agli uragani che possono presentarsi in qualunque momento.

A causa di questi improvvisi e devastanti fenomeni meteorologici e della costante erosione della costa, l’Isola di Caprice venne completamente sommersa. Tra le concause ce n’è una che gli esperti hanno ritenuto fondamentale: i turisti sull’isola erano soliti raccogliere frequentemente l’avena marina dalle dune di sabbia, senza rendersi conto del ruolo cruciale che questa pianta svolgeva nella stabilizzazione della sabbia. L’avena marina, infatti, che apparentemente sembra erbaccia, al contrario contribuisce a trattenere la sabbia trasportata dal vento e a proteggere le isole dall’erosione e gli storici suggeriscono che la sua rimozione potrebbe aver contribuito al rapido deterioramento dell’isola.

L’isola che appare e scompare

Da decenni, Isle of Caprice è nascosta lì sotto il Mississippi Sound, a pochi metri dalla superficie, e intorno a essa si sono formati due stretti canali navigabili noti come Dog Keys. Oggi fa parte del folklore e dalla storia del turismo della zona. Dicono che, di tanto in tanto, l’isola riaffiori sopra la superficie del mare, ed è per questo che i proprietari di Isle of Caprice, da allora, continuano a pagare le tasse di proprietà, in attesa che riemerga definitivamente e rivendicare le terre. E, visti i cambiamenti climatici, non ci sarebbe da stupirsi.

Una storia di famiglia

All’inizio del secolo scorso, “Skeet” Hunt era una delle figure più pittoresche e influenti di Biloxi, ridente città dello Stato del Mississippi. Ristoratore, promotore, consigliere comunale, uno dei primi organizzatori delle celebrazioni del Mardi Gras (le famose celebrazioni di carnevale sarebbero nate nel Mississippi e non a New Orleans, in Louisiana) e, in seguito, una figura di spicco negli ambienti politici di Washington, D.C.. Ancora oggi, l’anziana signora Susan Hunt, nipote dello storico proprietario di Isle of Caprice, paga ogni anno otto dollari di tasse per l’isola sommersa, nel caso in cui la fortuna torni a sorriderle.

Lungo il Mississippi, un viaggio slow nel Minnesota delle piccole città

8 avril 2026 à 09:13

Ci troviamo in un’America che sfugge ai circuiti turistici frenetici, un’America fatta di Main Street ombreggiate da alberi centenari, di caffè dove ti chiamano per nome, di tramonti che incendiano il fiume più grande del continente. È l’America della Great River Road, la strada panoramica che segue il Mississippi attraverso il Minnesota, da dove il fiume nasce come un umile ruscello a dove diventa una potente arteria d’acqua che solca il paesaggio tra scogliere vertiginose. Ma da dove parte tutto questo?

Itasca State Park, dove tutto ha inizio

Ogni grande storia ha un inizio, e quella del Mississippi comincia in modo quasi surreale: in una foresta di pini nel nord del Minnesota, 1475 piedi sopra il livello del mare, dove un modesto ruscello largo appena 5-6 metri emerge dal Lago Itasca. È qui che si trova uno dei momenti fotografici più belli d’America: attraversare a piedi il Mississippi camminando su grandi pietre.

L’Itasca State Park, istituito nel 1891, è il parco statale più antico del Minnesota e uno dei più antichi d’America. La sua creazione fu quasi miracolosa: il voto legislativo passò con un solo voto di margine, grazie agli sforzi instancabili di Jacob V. Brower, uno storico e antropologo che vide la regione rapidamente depredata dal disboscamento e si batté per preservare almeno una parte delle foreste di pini per le generazioni future. Oggi, sono oltre 500000 all’anno i visitatori che vengono qui per camminare attraverso le headwaters.

Con oltre 32000 acri di territorio e oltre 100 laghi, Itasca è un santuario naturale dove la foresta primordiale sopravvive ancora in tutta la sua maestosità. La Wilderness Drive, un percorso panoramico di 16 chilometri, serpeggia attraverso alcune delle ultime foreste di pini antichi del Minnesota. Lungo il percorso, fermatevi al Preacher’s Grove, dove si trovano alcuni dei pini bianchi più grandi dello stato, veri e propri monumenti naturali che raggiungono altezze vertiginose. La Aiton Heights Fire Tower, una torre di avvistamento incendi del 1920 alta 30 metri, si apre su una vista panoramica mozzafiato sulla foresta e sui laghi che si perdono all’orizzonte.

Il nome stesso “Itasca” racconta una storia affascinante: fu creato nel 1832 dall’esploratore Henry Schoolcraft, che guidato da Ozawindib della tribù nativa degli Anishinaabe raggiunse finalmente la vera sorgente del Mississippi. Schoolcraft, aiutato da un compagno missionario istruito, forgiò il nome combinando le sillabe finali e iniziali delle parole latine “veritas” (verità) e “caput” (testa), creando così “Itasca” – la vera fonte.

Il Mary Gibbs Mississippi Headwaters Center, che prende il nome dalla prima donna commissaria di parchi statali degli Stati Uniti, dispone di mostre interattive sulla geologia, la storia e l’ecologia del fiume, oltre a un café stagionale dove rifocillarsi. Ma è al Douglas Lodge, costruito nel 1905, che trovate l’atmosfera più vera: in questa struttura storica, con le sue enormi travi di legno e i camini in pietra, è possibile alloggiare e mangiare in un’ambientazione che sembra ferma nel tempo.

Da Itasca alle Twin Cities, il fiume che cresce

Lasciando Itasca, il Mississippi compie un percorso inaspettato: invece di dirigersi immediatamente a sud, il fiume scorre prima verso nord fino a Bemidji, poi piega verso est e infine inizia la sua lunga discesa meridionale vicino a Grand Rapids.

Bemidji, conosciuta come “la prima città sul Mississippi”, è famosa per le sue statue giganti di Paul Bunyan e Babe the Blue Ox, i leggendari boscaioli del folklore americano. Queste sculture, alte oltre 5 metri, sono tra le più fotografate del Minnesota e rappresentano perfettamente lo spirito del nord. Al lago Bemidji si può praticare la pesca di walleye e northern pike, mentre la città stessa conserva un centro storico grazioso con negozi d’antiquariato e caffè accoglienti.

Proseguendo verso sud, Little Falls merita una sosta per visitare la casa natale di Charles Lindbergh, il primo aviatore a compiere la traversata in solitaria dell’Atlantico. La Charles A. Lindbergh House and Museum conserva l’atmosfera della vita rurale del Minnesota all’inizio del XX secolo e racconta la straordinaria storia di come un ragazzo di campagna divenne famoso a livello internazionale.

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Red Wing, dove il fiume incontra l’artigianato

A circa 45 minuti a sud di St. Paul, la città di Red Wing segna veramente l’inizio della Great River Road nella sua manifestazione più spettacolare. Con una popolazione di circa 16.000 abitanti, Red Wing è l’incarnazione perfetta della cittadina americana che ha saputo preservare la sua identità e il suo patrimonio artigianale.

La Red Wing Shoes, fondata nel 1905, è diventata un’icona globale del lavoro artigianale americano. Il loro flagship store nel centro di Red Wing dispone di un seminterrato che ospita un enorme outlet dove potete trovare affari incredibili su scarpe e stivali di altissima qualità, mentre il Red Wing Shoe Company Museum al piano superiore racconta 120 anni di storia attraverso esposizioni di macchinari antichi, scarpe d’epoca e storie dei lavoratori. L’attrazione più fotografata? Lo stivale più grande del mondo, una creazione gigante che domina l’ingresso del museo.

La Red Wing Pottery, attiva dal 1877 al 1967, produsse ceramiche che oggi sono avidamente ricercate dai collezionisti. Il Pottery Museum of Red Wing espone oltre 10000 pezzi, dalle semplici giare utilizzate nelle fattorie agli elaborati vasi Art Déco che definirono un’epoca.

Ma Red Wing non è solo storia industriale. Lo St. James Hotel, un elegante albergo italiano del 1875, domina Main Street con la sua facciata vittoriana restaurata.

Per chi ama l’outdoor, Barn Bluff è un’escursione obbligatoria. Questa formazione rocciosa calcarea si erge 107 metri sopra la città, e il sentiero di 4,7 chilometri (andata e ritorno) porta alla cima, dove la vista panoramica sul Mississippi e sulla città storica è semplicemente spettacolare. È particolarmente magica al tramonto, quando il sole tinge il fiume d’oro e le ombre si allungano sulle colline boscose del Wisconsin sulla sponda opposta.

Vista sul lago superiore
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Vista sul lago superiore

Lake City e Lake Pepin, dove il fiume si fa lago

Continuando verso sud per circa 30 chilometri, si raggiunge Lake City, una vivace cittadina resort affacciata sul Lake Pepin, un’espansione naturale del Mississippi larga quasi 4 chilometri e lunga 35. Tecnicamente non è un vero lago, ma un’area dove il fiume si allarga, creando uno specchio d’acqua che sembra più un lago alpino che un fiume del Midwest.

Lake Pepin ha un posto speciale nella storia americana: fu qui che nel 1922 Ralph Samuelson inventò lo sci d’acqua, provando e riprovando finché riuscì a rimanere in piedi su due assi di legno trainato da una barca. Oggi il lago è un paradiso per gli sport acquatici: vela, kayak, paddleboard e ovviamente sci d’acqua. Il porto turistico di Lake City ospita invece centinaia di barche a vela.

La città stessa ha un grazioso lungofiume con parchi, sentieri pedonali e panchine da cui ammirare il tramonto. I ristoranti locali servono pesce fresco pescato nel lago, specialmente walleye preparato in dozzine di modi diversi. I sentieri del Frontenac State Park offrono numerosi scorci panoramici sul lago, raggiungibile in auto o con un’escursione, si apre su viste panoramiche sul lago e sulle Driftless Bluffs che lo circondano, scogliere calcaree che raggiungono altezze fino a 180 metri.

Wabasha, la città delle aquile e di Grumpy Old Men

A soli 20 minuti di macchina a Sud di Lake City si trova Wabasha, una cittadina che ha raggiunto una fama inaspettata come location del film cult “Grumpy Old Men” con Jack Lemmon, Walter Matthau e Ann-Margret. Ogni febbraio, la città celebra il suo patrimonio cinematografico con il Grumpy Old Men Festival, pieno di gente vestita con le iconiche camicie a quadri rosse e celebrazioni a tema film.

Ma la vera star di Wabasha è l’aquila calva americana. Durante tutto l’anno, centinaia di aquile migrano verso questa zona, creando uno degli spettacoli naturali più impressionanti del Minnesota e che può essere ammirato anche durante le escursioni fluviali su prenotazione.

Il National Eagle Center ospita diverse aquile calve “ambasciatrici” che per vari motivi non possono più vivere in natura. I visitatori possono osservare questi magnifici rapaci da distanza ravvicinata durante gli eagle encounter giornalieri, dove i naturalisti portano le aquile nella sala principale e raccontano le loro storie individuali.

A Wabasha merita una visita anche LARK Toys, uno dei negozi di giocattoli specializzati più grandi d’America. La vera attrazione è la giostra intagliata a mano, dove invece dei tradizionali cavalli troverete un alce, una lontra, pesci dorati e persino un drago con un mago come compagno.

Winona: arte, cultura e le scogliere della Driftless Area

Trenta miglia a sud di Wabasha, Winona rappresenta forse la sorpresa più grande della Great River Road. Questa città universitaria di circa 27000 abitanti è letteralmente schiacciata tra il Mississippi a nord e il Lake Winona a sud, con scogliere calcaree che si ergono su entrambi i lati.

Winona si trova nel cuore della Driftless Area, una regione geologicamente unica che si estende attraverso il Minnesota sud-orientale, il Wisconsin sud-occidentale, l’Illinois nord-occidentale e l’Iowa nord-orientale. Il nome “Driftless” (senza depositi) si riferisce al fatto che questa zona non fu coperta dall’ultima glaciazione, preservando una topografia antica di scogliere, valli profonde e grotte. Mentre il resto del Midwest fu levigato dai ghiacciai, lasciando un paesaggio piatto, la Driftless Area mantenne le sue scogliere vertiginose e i suoi paesaggi accidentati.

Il Minnesota Marine Art Museum è la gemma culturale di Winona. La particolarità? Tutte le opere hanno come tema l’acqua e il mare, creando un dialogo continuo tra l’arte e la posizione del museo sul grande fiume.

Per i panorami più spettacolari, è obbligatorio un passaggio a Sugar Loaf Bluff, una formazione rocciosa isolata alta 26 metri che si erge dalla pianura alluvionale, si scopre con un’escursione più impegnativa (30-40 minuti in salita ripida) ma ricompensa con viste ancora più spettacolari. In cima, un piccolo belvedere permette di ammirare il panorama a 360 gradi.

Il Great River Bluffs State Park, 29 chilometri a sud di Winona, è considerato da molti il punto panoramico più bello di tutta la Great River Road. I sentieri conducono lungo il bordo delle scogliere, che in alcuni punti si ergono oltre 150 metri sopra il fiume, con viste vertiginose sulla valle del Mississippi che si estende fino all’orizzonte.

Per quanto riguarda il cibo, Winona ha sviluppato una scena culinaria sorprendentemente sofisticata per le sue dimensioni. NOSH Scratch Kitchen è il luogo dove la cucina americana incontra l’anima del Mediterraneo. Qui non esistono menu standard, perché a decidere cosa mangi è la terra: frutta, verdura e carni arrivano dai produttori locali seguendo esclusivamente l’alternanza delle stagioni. Pane, dolci e salsicce vengono prodotti ogni mattina da zero e la stessa filosofia si trova al bar, con una carta di vini internazionali di qualità e una drink list che spazia dai classici ai cocktail artigianali più ricercati.

Sapori di Sicilia porta l’autenticità italiana nel cuore del Minnesota, con paste fresche fatte a mano, pane appena sfornato e gelato artigianale che ricorda le gelaterie della Sicilia. Per qualcosa di più semplice ma altrettanto amato, Bloedow’s Bakery, in attività dal 1924, è leggendaria per le sue ciambelle giganti e i cookie glassati – attenzione, sono chiusi la domenica. È stata inclusa nella classifica delle 50 migliori panetterie degli Stati Uniti da Saveur Magazine.

Il centro storico vittoriano di Winona merita una passeggiata dedicata. Molti edifici del XIX secolo sono stati restaurati e ospitano negozi indipendenti, gallerie d’arte e caffè.

L’itinerario perfetto, come organizzare il viaggio

La Great River Road del Minnesota può essere scoperta in modi diversi a seconda del tempo a disposizione e degli interessi. Ecco alcune opzioni:

Weekend lungo (3-4 giorni): Partite da Minneapolis verso Red Wing (1 ora), dedicate mezza giornata alla città e a Barn Bluff. Proseguite verso Lake City per il pranzo e una sosta panoramica (30 minuti). Arrivate a Wabasha nel pomeriggio per visitare il National Eagle Center (1 ora). Pernottate a Wabasha o proseguite fino a Winona. Il secondo giorno, visitate Winona: Marine Art Museum al mattino, pranzo in centro, Garvin Heights o Sugar Loaf nel pomeriggio. Il terzo giorno, visitate il Great River Bluffs State Park prima di rientrare, oppure visitate l’Itasca State Park se vi dirigete a nord.

Settimana completa (7 giorni): Iniziate dall’Itasca State Park (3,5 ore da Minneapolis), dedicate 2 giorni all’esplorazione del parco e delle headwaters. Scendete verso Bemidji e Little Falls (1 giorno ciascuno), poi raggiungete le Twin Cities per 1-2 giorni di esplorazione urbana. Proseguite con l’itinerario del weekend lungo descritto sopra, aggiungendo tempo extra per escursioni, pesca, o semplicemente per rilassarvi nei piccoli centri.

Autunno foliage (fine settembre – metà ottobre): Questo è probabilmente il periodo più spettacolare. I colori autunnali trasformano la valle del Mississippi in un caleidoscopio naturale. Il loop Winona-Red Wing, percorribile su entrambe le sponde (Minnesota e Wisconsin), è considerato uno dei migliori scenic drive autunnali d’America.

Inverno eagle watching (dicembre-marzo): Se il vostro interesse principale sono le aquile calve, pianificate il viaggio in inverno. Le temperature saranno fredde (spesso sotto zero), ma la concentrazione di aquile è massima. Il National Eagle Center organizza uscite speciali di birdwatching, e i punti panoramici lungo il fiume offrono osservazioni spettacolari.

Dove dormire: Ogni cittadina lungo il percorso dispone di numerose opzioni di alloggio. A Red Wing, lo St. James Hotel è un’esperienza storica indimenticabile. Winona ha diverse catene alberghiere e B&B vittoriani. All’Itasca State Park ci sono campeggi, cabin, e il Douglas Lodge per un’esperienza più rustica. Lake City ha resort affacciati sul lago perfetti per famiglie.

Distanze: Red Wing dista circa 80 km da Minneapolis (1 ora). Da Red Wing a Lake City: 45 km (30 minuti). Da Lake City a Wabasha: 20 km (15 minuti). Da Wabasha a Winona: 50 km (40 minuti). Questo rende possibile visitare tutte e quattro le città in un solo giorno, anche se vi perdereste molto della loro magia.

Per destinazioni, cosa fare e planning di viaggio visita il sito Explore Minnesota.

Sulle tracce di The Help: le location iconiche del film premio Oscar

8 août 2025 à 08:00

Tate Taylor, adattando l’omonimo best-seller di Kathryn Stockett, ha dato vita a The Help (2011), un dramma intenso ambientato nel Mississippi degli anni ’60, dove i venti della segregazione razziale soffiavano ancora molto forte. Il film, vincitore dell’Oscar per la miglior attrice non protagonista Octavia Spencer, è noto non solo per le sue straordinarie interpretazioni, ma anche per la cura con cui sono state scelte le location, capaci di restituire in modo vivido un’epoca di forti contrasti sociali.

Di cosa parla The Help

Nel Mississippi degli anni ’60, Eugenia “Skeeter” Phelan torna a casa dopo l’università con un sogno: diventare scrittrice. Scopre un mondo ancora segnato dal razzismo e decide di raccontare le storie delle domestiche afroamericane che da sempre crescono i figli delle famiglie bianche.

Con l’aiuto di Aibileen e Minny, raccoglie testimonianze di discriminazione e coraggio. Il libro che ne nasce scuote la società di Jackson, dando voce a chi non l’ha mai avuta. Un racconto di ribellione, solidarietà e verità, che segna un punto di svolta nella coscienza collettiva del Sud segregato.

The Help film
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Una scena dal film The Help

Dove è stato girato

Sebbene la storia sia ambientata a Jackson, capitale del Mississippi, gran parte delle riprese si sono svolte a circa 150 km più a nord, nella città di Greenwood, lungo il fiume Yazoo. Questa scelta è stata dettata dalla maggiore autenticità architettonica della zona, rimasta in parte intatta rispetto agli anni ’60.

Greenwood: il cuore (reale) della narrazione

Il viale alberato di Grand Boulevard rappresenta l’élite bianca del Sud: qui si trova la villa di Hilly Holbrook (Bryce Dallas Howard), al numero 413, teatro di una delle vendette più iconiche del cinema moderno. Poco lontano, al 1101 di Poplar Street, è situata la casa di Elizabeth Leefolt, dove le donne si riuniscono per giocare a bridge.

Scendendo a sud verso Little Red Park, troviamo la zona dove le domestiche si radunano per prendere l’autobus, simbolo visivo della divisione sociale ed economica del tempo.

Jackson
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Jackson, Mississippi

Dimore d’epoca e luoghi simbolici

La casa della ‘tacky’ ma sensibile Celia Foote (Jessica Chastain), immersa nella campagna, si trova nella splendida Cotesworth House, nei pressi di Carrollton. La fattoria dei Phelan, dove vive Skeeter (Emma Stone), è la Whittington Farm al 7300 di County Road 518, anche se le scene d’interni sono state girate al 613 di River Road. La dimora della domestica Constantine (Cicely Tyson), ingiustamente licenziata, si trova al 1080 di County Road 150.

Jackson tra realtà e finzione

Alcune sequenze sono state effettivamente girate a Jackson, come quella in cui Skeeter scopre l’esistenza delle leggi Jim Crow presso il Mississippi State Capitol. Sempre a Jackson troviamo due location significative per la sua storyline romantica: Brent’s Drugs (655 Duling Avenue), tipica farmacia con diner in stile retrò, e il Mayflower Café (123 West Capitol Street), dove si consuma una cena a base di ostriche.

Le scene di chiesa in cui Aibileen ritrova forza e dignità sono ambientate nella Little Zion MB Church, sul County Road, che ospita anche la tomba di Robert Johnson, leggendario bluesman. Il ballo di beneficenza organizzato al finto “Robert E. Lee Hotel” è stato girato tra la facciata neoclassica della Leflore County Courthouse e gli interni dell’Elks Lodge di Greenwood.

La libreria “Avent and Clark”, dove viene esposto il libro The Help by Anonymous, è in realtà il negozio di articoli da regalo A Pocket Full of Posies, al 309 di Howard Street. Infine, il supermercato dove Minny e Aibileen scoprono l’effetto del libro sulla comunità è Wong’s Foodland, a Clarksdale (520 Anderson Blvd).

Greenwood
Greenwood

Un nuovo inizio su Grand Boulevard

Nel toccante finale, Aibileen (Viola Davis) cammina lungo il Grand Boulevard verso un futuro incerto, ma finalmente libero. La sua modesta casa, simbolo di dignità silenziosa, si trova al 203 di West Taft Street.

Molti di questi luoghi sono ancora visitabili oggi, anche se si tratta di residenze private: si consiglia quindi discrezione e rispetto per la privacy dei residenti. Greenwood ha saputo conservare l’atmosfera del passato, rendendola una destinazione affascinante per chi ama il cinema, la storia e la cultura del Sud degli Stati Uniti.

Baton Rouge, il fascino irresistibile della capitale della Louisiana

Par : mgwesteast
22 mai 2025 à 16:10

Capitale della Louisiana dal nome poetico, Baton Rouge (“bastone rosso”, in francese) invita a fare un viaggio attraverso secoli di storia e a immergersi nella vivace eredità creola e cajun che anima le sue strade. Dai fasti delle antiche piantagioni alle atmosfere senza tempo delle dimore storiche, questa tranquilla cittadina affacciata sulle rive del maestoso Mississippi, lontano dai circuiti turistici più battuti, è una meta ideale per chi desidera scoprire il cuore autentico e affascinante del Deep South degli Stati Uniti.

Capitol Park Museum, alle origini della Louisiana

Situato nel cuore di Baton Rouge, il Capitol Park Museum racconta attraverso cimeli, testimonianze e installazioni interattive, l’evoluzione culturale, sociale ed economica della Louisiana. Tra i pezzi forti figurano una barca da gamberi lunga 15 metri, un rarissimo sottomarino risalente alla Guerra Civile e numerosi oggetti legati al patrimonio musicale locale: dalla tromba di Louis Armstrong, al clarinetto di Pete Fountain, alla chitarra Stratocaster a pois di Buddy Guy, fino al Grammy di Clifton Chenier, il “re dello zydeco”.
Il museo dedica ampio spazio anche alla storia sociale della Louisiana. Un’intera sezione è riservata alla lotta degli afroamericani per i diritti civili, con mostre che documentano il periodo della schiavitù, le rivolte, le leggi segregazioniste e il boicottaggio degli autobus di Baton Rouge del 1953, evento che anticipò e ispirò analoghe proteste nel Sud degli Stati Uniti.

Louisiana Art & Science Museum, dall’Antico Egitto alle stelle

Fiore all’occhiello del Louisiana Art & Science Museum (LASM), ambientato in un ex deposito ferroviario sul Mississippi, è la sezione dedicata all’Antico Egitto, dove si possono ammirare vari reperti archeologici e una mummia dell’epoca tolemaica, collocata in una fedele ricostruzione di una tomba scavata nella roccia.
Particolarmente coinvolgenti sono le gallerie interattive di arte e scienza, pensate per stimolare la curiosità dei più giovani attraverso esperienze pratiche e laboratori didattici. L’Irene W. Pennington Planetarium, un moderno teatro a cupola di oltre 18 metri di diametro, ospita invece proiezioni astronomiche, film in grande formato, spettacoli musicali visivi e mostre dedicate all’esplorazione dello spazio.

Old State Capitol, il castello sul Mississippi

Adagiato sulla riva del Mississippi, il Louisiana’s Old State Capitol è uno degli edifici storici più singolari e affascinanti dello Stato. Costruito nel 1850 in stile gotico revival, è conosciuto anche come il “castello sul fiume” ed è sede del Museo di Storia Politica della Louisiana.
Dichiarato National Historic Landmark, l’edificio ha attraversato fasi alterne: fu sede del parlamento statale prima della Guerra Civile americana, e poi nuovamente tra il 1882 e il 1932. Nel 1861 ospitò la convenzione di secessione, in seguito fu trasformato in comando militare, prigione e guarnigione, e infine devastato da un incendio. Dopo un lungo restauro, nel 1994 è stato riaperto al pubblico, che oltre alle esposizioni può ammirare la monumentale scalinata in ghisa e l’imponente cupola in vetro colorato in stile cattedrale.

Old State Capitol Louisiana
Fonte: istock
Old State Capitol di Baton Rouge, Louisiana

Louisiana State Capitol, il grattacielo della democrazia

Con i suoi 137 metri di altezza e 34 piani, il Louisiana State Capitol di Baton Rouge è il più alto edificio del suo genere negli Stati Uniti. Voluto dal carismatico governatore Huey P. Long, il grattacielo fu completato nel 1932 ed è oggi un’icona architettonica in stile Art Déco e un punto di riferimento per la storia e la cultura della Louisiana.
Oltre a ripercorrere le vicende politiche dello Stato attraverso alcune mostre permanenti, i visitatori possono salire fino al deck panoramico, situato al 27° piano, da qui si gode una vista eccezionale sulla città e il fiume Mississippi.

Gli incantevoli giardini del LSU Rural Life Museum & Windrush Gardens

A pochi minuti dal centro di Baton Rouge, il complesso del Burden Museum & Gardens presenta un affascinante affresco della vita rurale storica della Louisiana. Situato in Essen Lane, nei pressi dell’Interstate 10, il sito comprende tre distinti spazi di grande valore culturale e paesaggistico.

Il Rural Life Museum ospita la più vasta collezione di architettura vernacolare della Louisiana e una ricchissima raccolta di oggetti, attrezzi e testimonianze della cultura materiale dal XVIII all’ inizio del XX secolo.
Accanto al museo, i Giardini Botanici si estendono su una vasta area che comprende spazi tematici, zone boschive, zone umide, arboreti, mentre il percorso naturalistico Trees and Trails si snoda per oltre 5 chilometri di sentieri tra i boschi.
I romantici Windrush Gardens, sono invece ispirati alle dimore storiche della Louisiana e ai giardini europei, e si estendono su cinque ettari sotto maestose querce secolari.

Magnolia Mound, suggestioni creole

Situata in una tenuta di oltre 6 ettari, Magnolia Mound è una preziosa testimonianza dell’architettura creola francese della fine del XVIII secolo. Costruita nel 1792, questa casa colonica in stile vernacolare è stata meticolosamente restaurata e consente un’immersione nella vita quotidiana della Louisiana rurale d’inizio ‘800. Gli ambienti sono stati ricreati fedelmente sulla base di documenti d’epoca, con arredi e oggetti originali. Il complesso comprende inoltre diverse strutture storiche come la cucina con focolare aperto, la casa del sovrintendente, le abitazioni dei lavoratori, la colombaia, e l’orto agricolo.

USS KIDD Veterans Museum, il cacciatorpediniere della Seconda Guerra Mondiale

Ormeggiata lungo il Mississippi, la USS KIDD (DD-661) è l’unico cacciatorpediniere classe Fletcher restaurato alla sua configurazione originale del 1945. Dichiarata National Historic Landmark, questa storica nave-museo della Seconda Guerra Mondiale, soprannominata “Pirata del Pacifico”, accoglie i visitatori tra ponti, cabine e sale comandi, distribuiti su cinque livelli.
Il vicino Veterans Museum ospita una ricca collezione di reperti militari: dal celebre aereo P-40 Warhawk, a vari modelli navali, fino alla riproduzione di una trincea della Prima Guerra Mondiale, mentre la Louisiana Veterans Hall of Honor rende omaggio ai cittadini dello Stato che si sono distinti sotto le armi.

Bluebonnet Swamp Nature Center, alla scoperta di flora e fauna locali

Situato su una vasta area selvaggia alle porte di Baton Rouge, il Bluebonnet Swamp Nature Center è dedicato alla conservazione, all’educazione ambientale e al turismo sostenibile. L’area espositiva accoglie mostre periodiche a tema ecologico e artistico, dedicate alla flora e alla fauna locali, collezioni di reperti naturali e minerali, oltre a una ricca raccolta di decoy d’epoca, le tradizionali sagome intagliate di uccelli acquatici usate nella caccia.
All’esterno, si possono percorrere sentieri e passerelle sopraelevate che si snodano attraverso una varietà di habitat tipici del sud degli Stati Uniti, tra cui la palude di cipressi e tupelo, la foresta di faggi e magnolie e i boschi di latifoglie, dove è facile avvistare la fauna locale.

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