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Margherita di Savoia, viaggio sulle tracce della prima regina d’Italia

23 mai 2026 à 12:00

Protagonista assoluta del passaggio tra Ottocento e Novecento, Margherita di Savoia entrò ufficialmente nella storia italiana nel 1868 come Principessa di Piemonte, facendo il suo ingresso trionfale nella Villa Reale di Monza ad appena diciassette anni. Da quel momento, la sua vita si intrecciò con la nascita dell’Italia moderna: prima sovrana del Regno d’Italia dal 1878, poi Regina Madre dopo il drammatico assassinio di Umberto I nel 1900, visse una parabola umana e politica intensa, conclusasi il 4 gennaio 1926.

Il viaggio che oggi ne segue le tracce ci accompagna al cospetto di castelli immersi nelle montagne, residenze reali, sentieri panoramici e luoghi segnati dalla memoria storica del Paese, un itinerario che racconta anche il carattere di una donna colta, appassionata di montagna, amante della natura e molto legata ad alcuni paesaggi che ne custodiscono il ricordo.

Villa Reale di Monza, la dimora simbolo

Tra tutti i luoghi legati alla vita di Margherita di Savoia, la Villa Reale di Monza occupa un posto speciale: fu qui che la giovane principessa arrivò nel 1868, iniziando quel percorso che l’avrebbe portata a diventare la prima regina d’Italia. Nel corso degli anni, la straordinaria residenza divenne il centro della sua vita privata e istituzionale, il luogo dove trascorrere lunghi soggiorni lontano dalla rigidità della corte torinese e romana.

Immersa nel verde del grande parco di Monza, la villa colpisce per l’eleganza austera dell’architettura neoclassica: le oltre 700 stanze raccontano un mondo di fastose decorazioni, pavimenti in marmo e parquet, saloni monumentali, arredi raffinati e ambienti che conservano intatta l’atmosfera della monarchia sabauda.

Pochi luoghi, però, raccontano il dolore di Margherita quanto la Cappella Espiatoria di Monza, costruita nel punto esatto in cui il 29 luglio 1900 il re Umberto I venne assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci al termine di una manifestazione sportiva.

Cappella Espiatoria a Monza
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La toccante Cappella Espiatoria a Monza

Fu proprio la regina, insieme al figlio Vittorio Emanuele III, a volere questo monumento commemorativo carico di significato simbolico e spirituale: il progetto venne affidato a Giuseppe Sacconi, già autore dell’Altare della Patria di Roma, e completato da Guido Cirilli.

La cappella emerge immersa nel silenzio di un elegante giardino, racchiuso da una raffinata cancellata in ferro battuto realizzata da Alessandro Mazzucotelli: l’insieme architettonico si sviluppa tra una cripta e un sacello sovrastato da una monumentale stele, mentre alla base si trova la struggente Pietà in bronzo scolpita da Ludovico Pogliaghi.

All’interno, la cripta a croce greca accoglie oltre 180 corone in bronzo provenienti da tutto il mondo, inviate in omaggio al sovrano assassinato, e il cippo in marmo nero che indica il punto preciso del regicidio. I mosaici in stile bizantino-ravennate, con angeli, santi e simboli legati al martirio cristiano e alla tradizione sabauda, ne amplificano il senso di raccoglimento.

Castel Savoia e il legame con il Monte Rosa

Se Monza rappresentò il cuore istituzionale della sua esistenza, fu tra le montagne valdostane che Margherita di Savoia trovò probabilmente il suo luogo dell’anima.

Ai piedi del massiccio del Monte Rosa, nel paesaggio spettacolare della Valle del Lys, sorge Castel Savoia, la residenza estiva che la regina fece costruire a Gressoney-Saint-Jean: immerso nel verde e incorniciato dalle vette, appare come una visione romantica uscita da una fiaba.

Con le torrette appuntite, le finestre panoramiche e l’inconfondibile stile neogotico, il castello riflette il gusto della sovrana e il desiderio di creare un rifugio lontano dalle formalità della corte. A partire dal 1889, dopo un invito del barone Luigi Beck-Peccoz, appartenente a una ricca famiglia walser, Margherita iniziò a frequentare assiduamente queste montagne, scegliendo il Monte Rosa come tappa fissa per ben 37 anni.

Qui poteva vivere più libera e dedicarsi alle sue passioni: praticava alpinismo, disciplina ancora poco comune per una donna dell’epoca, e affrontò numerose ascensioni sulle vette del Monte Rosa e delle Alpi tutt’intorno.

Il suo legame con il territorio valdostano è così profondo che il suo nome rivive nella Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa, a ben 4.554 metri di altitudine, sospeso tra ghiacciai e cielo.

La Passeggiata della Regina tra boschi, laghi e villaggi walser

A Gressoney il ricordo di Margherita di Savoia non si limita soltanto al castello.

Dal Castel Savoia parte, infatti, la celebre “Passeggiata della Regina”, un percorso semplice e panoramico di circa tre chilometri che collega la residenza reale al borgo di Saint-Jean: si tratta del sentiero che la sovrana percorreva abitualmente a piedi per raggiungere il paese, immersa nei boschi e nei paesaggi alpini che tanto amava.

Si attraversano scorci di rara bellezza, tra prati verdi, antiche architetture walser e vedute continue sul Monte Rosa. L’atmosfera è quieta e permette di immaginare la regina passeggiare lontano dai protocolli ufficiali, in un contesto che rappresentava per lei una forma di libertà.

Laghetto di Gover con cascata sullo sfondo a Gressoney Saint Jean
Laghetto di Gover e cascata a Gressoney Saint Jean

Il percorso si inserisce nell’“Anello Regina Margherita”, un itinerario culturale e paesaggistico che unisce alcuni dei luoghi più significativi di Gressoney-Saint-Jean: oltre a Castel Savoia, il tragitto tocca il suggestivo Laghetto di Gover, il centro storico del paese, il Palazzo Alemagna e il Beck-Peccoz Museum, per un viaggio tra natura, cultura e memoria storica ispirato ai lunghi soggiorni della sovrana nella valle tra il 1889 e il 1925.

Ville Aperte in Brianza, 48 splendide residenze da scoprire

Par : losiangelica
7 mai 2026 à 15:00

Dal 9 al 17 maggio torna Ville Aperte in Brianza, la manifestazione che apre i cancelli di dimore storiche, ville nobiliari e luoghi d’arte sparsi tra le province di Monza e Brianza, Milano, Lecco e Como. 48 siti in 35 comuni, 2 fine settimana per la ventiquattresima edizione che si presenta con il claim “storie che restano”.

Ville Aperte in Brianza: le ville aperte

Sono 48 le ville aperte distribuite in 35 comuni: le attività distribuite su 2 weekend sono tantissime per la 24esima edizione che cade nel 2026. Non solo nomi già noti ma anche new entry tra dimore storiche, edifici nobiliari e parchi.

Villa Cusani Traversi Antona Tittoni a Desio è la protagonista di questa edizione: Piermarini, Palagi, tre secoli di storia aristocratica e un parco romantico che vale da solo la visita. A Monza, la Villa Reale ospita la mostra di Pistoletto. A Cesano Maderno, Palazzo Arese Borromeo chiude il 10 maggio con 0–99. Design per gioco.

Fra le novità, villa Burba Medici Cornaggia a Rho entra per la prima volta nel circuito, con la sua storia secentesca e il parco botanico. Debutta anche il Museo Bagatti Valsecchi di Milano. A Inverigo e Vimercate, esperienze dedicate ai più piccoli.

Villa Reale di Monza
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La Villa Reale di Monza nel programma di Ville Aperte in Brianza

Info utili

Il programma ufficiale con date e orari di ogni iniziativa è riportato sul sito ufficiale di Ville Aperte in Brianza. Le prenotazioni sono aperte ufficialmente e sono consigliate, anche se non obbligatorie per ogni attività. Le attività sono concentrate nei 2 weekend dal 9 al 17 maggio. Sul sito ufficiale dell’iniziativa sono riportati tutti i dettagli evento per evento; filtrando il proprio preferito o la città per trovare idee si individueranno tutte le informazioni utili.

Ville Aperte in Brianza, il programma

Il programma prevede 2 weekend fitti di tantissimi appuntamenti che iniziano il 9 maggio con il concerto inaugurale alle 18 presso lo spazio Stendhal di villa Tittoni a Desio con un palco dedicato al flamenco.

Tre associazioni di guide abilitate propongono itinerari per adulti e famiglie. Tra le novità? Il museo Bagatti Valsecchi di Milano che per la prima volta entra nel circuito; proprio qui il 10 maggio, si attende una visita dedicata a Carolina Borromeo.

Presso Monza, invece, nel centenario della morte della regina Margherita, viene proposto l’itinerario “la cappella espiatoria, il liberty e la regina Margherita”. Si parte dalla Cappella e poi si attraversa il quartiere della villa reale.

Per i bambini ci sono due appuntamenti pensati per tenerli lontani dalla noia: ad Inverigo si esplora Villa “La Rotonda” con mappa e schede da compilare, disegnando quello che si osserva.

Più adrenalinico l’appuntamento a Oreno di Vimercate, dove il Casino di Caccia della Villa Borromeo ospita un’escape room ambientata in una sala affrescata di un antico castello medievale, scene di caccia, intrighi, enigmi da risolvere.

Nel weekend finale, il 16 e 17 maggio, a Lurago d’Erba si segnala Fanta-city: Il viaggio dell’eroe, un percorso tra cascine storiche e campi aperti accompagnato da tre cantastorie, ispirato alla struttura narrativa del viaggio epico. Fantasy e Brianza: un abbinamento che funziona meglio di quanto sembri.

Fra le new entry del 2026 c’è villa Burba Medici Cornaggia a Rho, aperta sabato 9 maggio. La dimora è del 1665 e si affaccia su una delle vie di comunicazione storiche del territorio. Il parco adiacente conserva specie botaniche di un certo interesse.

Non manca il filone spirituale: in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, l’Associazione Cammino di Sant’Agostino propone un percorso a piedi di circa 15 km che parte dalla Chiesa di Sant’Agostino a Como, attraversa Sant’Abbondio e il Santuario di Sant’Antonio da Padova, e arriva al Santuario della Madonna della Neve a Cucciago.

Sul fronte del gusto, la manifestazione porta avanti “Le Vie del Gusto” con visite guidate e degustazioni in tre realtà del territorio.

Il Birrificio Artigianale DuLac di Galbiate accompagna i visitatori tra i macchinari e chiude con la degustazione di tre birre. A Seregno, invece, il Birrificio Railroad affianca una delle poche distillerie di whisky italiane con degustazione di birre e della quarta edizione speciale in tiratura limitata di 800 bottiglie.

Villa Reale di Monza, la reggia che accese la luce prima di tutti

2 août 2025 à 14:55

A pochi chilometri da Milano, dove la città cede il passo alla campagna e ai grandi viali alberati, si apre un complesso monumentale che racconta tre secoli di storia europea: la Villa Reale di Monza, una residenza reale con 700 stanze, una storia imperiale, giardini all’inglese e una sorprendente vocazione tecnologica.

Infatti proprio qui, dove si respira ancora l’eleganza degli Asburgo e lo stile dei Savoia, passato e innovazione convivono in perfetto equilibrio. E non è solo per la maestosa struttura o per l’estensione smisurata del parco: sorprende scoprire che fu anche una delle prime residenze al mondo in cui si accese la luce elettrica con un interruttore.

Prima della Reggia: padiglioni, giardini e scenografie sorprendenti

Gli edifici che accolgono ancora prima di varcare la soglia della Villa Reale compongono un vero e proprio “preludio scenografico” all’esperienza della visita. Sono spazi pensati per affascinare e per raccontare, ognuno con una funzione differente, oggi trasformati in luoghi culturali di grande suggestione.

L’Orangerie

Elegante e luminosa, l’Orangerie fu progettata nel 1790 da Giuseppe Piermarini per accogliere piante esotiche e agrumi, secondo la moda del tempo. Non era solo una serra, ma un vero e proprio status symbol: fu infatti inaugurata in occasione del ventennale di matrimonio dell’Arciduca Ferdinando con Maria Beatrice d’Este, come segno di prosperità e raffinatezza.

Dopo un accurato restauro, ospita mostre temporanee e iniziative culturali, e mantiene la vocazione originaria di spazio vivo e versatile.

Il Teatrino di Corte

Piccolo nelle dimensioni ma grande nell’eleganza, il Teatrino di Corte venne costruito nel 1806 su progetto dell’architetto Luigi Canonica. Pensato per l’intrattenimento privato della corte, conserva tuttora un’atmosfera raccolta e intima, con affreschi neoclassici che decorano le pareti e il palchetto reale: angeli, maschere, strumenti musicali e motivi floreali si uniscono in una decorazione leggera e preziosa.

La Rotonda dell’Appiani

Un capolavoro di architettura e scenografia. La Rotonda, progettata anch’essa dal Piermarini, è un ambiente circolare creato per stupire gli ospiti con soluzioni ingegnose: camini girevoli, fontane e porte a scomparsa, in una perfetta fusione tra funzione e meraviglia.

Gli affreschi della volta sono opera di Andrea Appiani, uno dei maggiori pittori neoclassici italiani, e raffigurano il mito di Amore e Psiche, scelto come simbolo di bellezza, mistero e passione.

La Cappella Reale

Nascosta tra le ali della Villa, la Cappella Reale è un capolavoro barocco con pianta a croce greca, incastonata in una struttura esterna quadrata.

Dedicata all’Immacolata Concezione, è decorata con stucchi, fregi e rosoni attribuiti all’architetto Giocondo Albertolli. Al centro dell’altare maggiore spicca una pala attribuita al Legnanino, che raffigura la Vergine Immacolata con un’intensità spirituale che contrasta con la leggerezza neoclassica dell’architettura circostante.

Particolare della Villa Reale di Monza
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Scorcio della Villa Reale di Monza

Tra specchi, affreschi e saloni: il cuore della Villa Reale

Visitare la Villa Reale di Monza significa immergersi in un raffinato universo architettonico e decorativo. Il percorso si snoda tra 28 ambienti, suddivisi tra gli Appartamenti Reali e le sontuose Sale di Rappresentanza. Si inizia dall’atrio d’ingresso per poi attraversare la storia: dagli Asburgo a Napoleone, dai Savoia fino ai progetti contemporanei.

Le Sale di rappresentanza

L’Atrio degli Staffieri, il maestoso Salone da Ballo, la luminosa Sala degli Uccelli decorata secondo il gusto “alla cinese”, la Sala da pranzo ufficiale: sono solo alcune delle sale del piano nobile, in cui si conservano pavimenti veneziani e lignei originali, stucchi neoclassici e affreschi realizzati dai più grandi artisti del secondo Settecento lombardo.

Le decorazioni, sobrie ma raffinate, parlano di un’epoca in cui l’arte era al servizio del potere, e l’eleganza uno strumento diplomatico.

Gli Appartamenti reali

Tra gli ambienti più affascinanti spiccano gli Appartamenti Reali di Umberto I e della Regina Margherita, che vissero qui nella seconda metà dell’Ottocento: le stanze raccontano il gusto di corte con mobili intagliati, velluti, tappeti orientali, grandi specchi e dettagli preziosi.

Nella Sala del Biliardo si ammirano ancora i tavoli realizzati dall’ebanista Giuseppe Maggiolini, mentre l’antica biblioteca in mogano, oggi restaurata, accoglie una collezione di ceramiche di Sèvres un tempo utilizzate dalla casa reale.

Gli Appartamenti privati

Gli ambienti più intimi vennero trasformati dall’architetto Majnoni d’Intignano, che aggiornò la decorazione secondo i gusti ottocenteschi ma senza rinunciare all’impianto maestoso voluto dagli Asburgo. Ogni stanza è una citazione colta delle grandi regge europee del XVIII secolo, in un dialogo continuo tra sobrietà e magnificenza.

Il Belvedere

L’ultimo piano della Villa, un tempo destinato alla servitù, dona una delle vedute più emozionanti dell’intero complesso. Da qui lo sguardo si spinge da un lato lungo il cannocchiale dei Giardini Reali, che idealmente punta verso Vienna, dall’altro segue il grande Viale Cesare Battisti in direzione Milano.

Luogo sospeso tra visione imperiale e orizzonte moderno, è stato anche rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale, quando venne temporaneamente abitato dagli sfollati. Restaurato nel 2014, è tornato a raccontare la sua doppia anima: quella austera e quella panoramica, tra cielo e storia.

Curiosità sulla Villa di Monza

Ingresso in notturna della Villa Reale di Monza, Lombardia
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Particolare della Villa Reale di Monza

La Villa Reale di Monza fu costruita in soli tre anni, dal 1777 al 1780, su volontà dell’Arciduca Ferdinando d’Asburgo, che desiderava una dimora estiva salubre e vicina a Milano. A progettarla fu Giuseppe Piermarini, lo stesso architetto del Teatro alla Scala, che per la villa si ispirò alla Reggia di Caserta e al castello di Schönbrunn. Ne venne fuori un’imponente struttura neoclassica con pianta a U rovesciata, composta da un corpo centrale e due ali laterali che ospitano oggi più di 740 stanze su 22.000 metri quadrati.

Ma non è solo la bellezza a colpire. È l’anima moderna che sorprende: la Villa fu uno dei primi edifici al mondo dotati di luce elettrica attivabile tramite interruttore, simbolo di quel legame tra innovazione e rappresentanza che ne ha segnato la storia.

Il cuore della villa è immerso in un sistema pensato per stupire. Il cosiddetto “cannocchiale prospettico”, ideato da Piermarini, è un viale che parte idealmente da Vienna, attraversa in maniera simbolica l’impero asburgico, guarda verso Milano e si apre su un paesaggio che unisce geometria e natura. A finanziare l’ambizioso progetto fu l’imperatrice Maria Teresa d’Austria, decisa a lasciare un’impronta visibile e duratura.

Nel 1805 Napoleone Bonaparte trasformò la Villa in una tenuta agricola con annesso parco: nasce così il Parco di Monza, oggi uno dei più grandi parchi cintati d’Europa con oltre 720 ettari di estensione. Oltre ai Giardini Reali in stile inglese, progettati nel 1785, il parco è un luogo aperto e vissuto, dove arte, natura e sport convivono.

Nel 1868 Vittorio Emanuele II donò la Villa al figlio Umberto I in occasione del matrimonio con Margherita di Savoia e la coppia la trasformò in residenza estiva.

Cosa vedere a Monza, la splendida cittadina simbolo della Brianza

Par : losiangelica
6 mai 2025 à 22:00

Non lontana da Milano e spesso non presa in considerazione, in realtà la città di provincia di Monza ha tanto da offrire per una gita in giornata o magari un bel pomeriggio all’insegna di arte e cultura. Sorprende con eleganza, storia nobiliare e tanto verde. A pochi chilometri dal caos meneghino, offre un mix di tante attività e luoghi da vedere: dalla maestosità di villa Reale che molti paragonano ad una piccola Versailles, all’incredibile parco senza contare il richiamo importante all’autodromo che ha fatto la storia della Formula 1.

5 cose da vedere a Monza

Monza è una città dalle molte sfaccettature, camminando per le sue vie si trova il contrasto tra la società aristocratica del passato, i fasti della Formula 1 e ovviamente il desiderio di fuggire dal caos di Milano a pochi passi. La cittadina di provincia in Brianza ha tanto da offrire, ecco 5 cose da vedere assolutamente a Monza in un giorno o in un weekend.

1. Duomo di Monza

Primo monumento da non perdere? Il duomo di Monza. Certo, non imponente come quello di Milano ma resta comunque un gioiello architettonico capace di mixare lo stile gotico a quello rinascimentale. Ha una facciata bianca, simbolo di purezza, con righe verdi in alternanza arricchiti dalla presenza di Teodolinda e del marito Agilulfo; al suo interno custodisce alcuni tesori.

Da non perdere il museo del tesoro, qui viene conservata la celebre corona ferrea. Ne hai mai sentito parlare? Si tratta di una reliquia sacra, simbolo del potere imperiale che secondo tradizione ha incoronato alcuni imperatori come Carlo Magno e Napoleone. Il museo espone anche paramenti sacri, croci preziose e antichi manoscritti, rendendo la visita un viaggio affascinante nel tempo.

2. Villa reale di Monza

Imponente ed elegante, è forse il motivo che spinge molti a visitare Monza: stiamo parlando di villa Reale, una piccola Versailles in stile neoclassico. A commissionarla è stata Maria Teresa d’Austria nel Settecento per renderla la residenza estiva. Al suo interno è possibile ancora oggi visitare gli appartamenti reali, arredati con sfarzo e attenzione ai dettagli ed è possibile anche partecipare a percorsi guidati con esperti che raccontano la storia del luogo.  La villa ha ospitato dagli Asburgo ai Savoia diventando spesso teatro di eventi aristocratici importanti.

Visitare villa reale a Monza
Fonte: iStock
Cosa vedere a Monza partendo dalla villa Reale, la piccola Versailles della Brianza

3. Passeggiare per il centro storico

Il centro storico di Monza è un vero e proprio concentrato di fascino e storia; vorrei infatti consigliare di dedicare almeno un paio d’ore per scoprire le varie viette allontanandosi dalla sola piazza Trento e Trieste e dalla via Italia, dove comunque suggerisco di passare. Chi ha una buona camminata può raggiungere i ponti sul Lambro dove godersi una vista suggestiva. Oltre al duomo, da non perdere l’Arengario un edificio gotico prima sede del comune e oggi utilizzato per mostre ed eventi culturali.

4. Orto botanico e roseto Niso Fumagalli

Monza è una città molto verde, tra i luoghi simbolo ha sicuramente il parco attorno alla villa ma non è l’unica zona fiorita da scoprire. L’orto botanico e il roseto Niso Fumagalli sono una chicca. L’ultimo, in particolare, in primavera dà il meglio di sé grazie al tripudio di colori e profumi. Ogni anno attira tantissimi appassionati e curiosi confermandosi un gioiello didattico dove scoprire specie autoctone e piante officinali.

5. Autodromo nazionale

Se pensiamo a Monza, uno dei luoghi cult non può che essere l’autodromo nazionale. Inaugurato nel 1922 è tra i circuiti più amati al mondo, tanto da aver ottenuto il soprannome di tempio della velocità. Ogni anno qui si disputa una gara del Gran Premio attirando tifosi da tutto il mondo. Durante l’anno, però, ospita anche altri eventi automobilistici alcuni dei quali con vetture storiche.

Autodromo di Monza
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Scoprire l’Autodromo di Monza tappa importante per la Formula Uno

3 cose da fare a Monza

Ma cosa fare a Monza oltre a vedere i monumenti che abbiamo segnalato poc’anzi? Ecco 3 attività originali per poter entrare meglio nell’anima della cittadina brianzola e capirne la tradizione e la sua quotidianità.

1. Visitare le mostre temporanee ospitate nella villa reale

Oltre ad essere un esempio di architettura neoclassica, la villa Reale di Monza ospita numerose mostre temporanee durante l’anno. La rassegna si rinnova e oltre a poter visitare gli antichi appartamenti, molti visitatori si concedono un ticket per poter visitare le numerose esposizioni (fotografiche e non solo) che attirano l’attenzione.

Negli ultimi anni sono state ospitate collezioni che hanno omaggiato Klimt, hanno ripercorso le tracce della caccia alle streghe e tantissimi eventi. Ogni esposizione viene curata nei minimi dettagli; per il calendario aggiornato è consigliato consultare il sito ufficiale della reggia di Monza dove vengono indicate le iniziative.

2. Godersi una passeggiata o un giro in bici nel parco della villa

Un’altra attività da non perdere quando si visita Monza è l’opportunità di esplorare il parco della villa. Si tratta di un’estensione di circa 700 ettari: uno spazio incredibilmente enorme fatto di prati, boschi, sentieri ombreggiati e corsi d’acqua.

Su due ruote è molto più semplice esplorarlo ed è un’attività che piace anche ai bambini; all’interno del parco poi si possono scoprire piccole meraviglie antiche che raccontano il passato glorioso della residenza.

3. Degustare i piatti tipici brianzoli

Nonostante l’incredibile vicinanza a Milano non bisogna farsi cogliere in inganno, la cucina di Monza ha delle specialità tipiche del territorio della Brianza. Tra i piatti più rappresentativi? La cassoeula, piatto ricco a base di verze e carne di maiale, perfetto nelle giornate più fredde. Ma non mancano salumi artigianali, risotti, formaggi locali e dolci caserecci che raccontano secoli di storia gastronomica.

Come arrivare a Monza

Monza è ben collegata con varie città della Lombardia ma sicuramente il metodo più pratico è partendo da Milano. Dalla stazione centrale, così come da Lambrate e Porta Garibaldi si trovano numerosi collegamenti; più lenti anche i bus che comunque potrebbero essere un’opzione per chi desidera fare un’esperienza di turismo lento. La proposta più comoda è usare la propria auto, arrivando all’interno del parcheggio di villa Reale: è a pagamento ma i posti sono così tanti che è sicuramente una delle opzioni più pratiche e fuori dal rischio ZTL del centro.

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