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Il Lago Vittoria, il gigante d’Africa: cosa vedere e cosa fare

29 décembre 2024 à 13:00

Il Lago Vittoria, tra Tanzania, Uganda, Kenya, Ruanda e Burundi, è il più grande dell’Africa e il secondo al mondo dopo il Lago Superiore in Nord America. Questo enorme bacino di acqua dolce di 68.870 km² nell’area centro-orientale del continente, rappresenta una risorsa vitale per milioni di persone ma è anche un luogo di straordinaria biodiversità, storia e cultura. Un ecosistema ricco e complesso, formatosi quasi 400.000 anni fa, che ospita più di 200 specie di pesci ed  è fondamentale per la sopravvivenza delle popolazioni locali.

Il suo nome occidentale si deve all’esploratore britannico John Hanning Speke, primo uomo bianco a raggiungere il lago nel 1858, che lo chiamò “Vittoria” in onore dell’allora regina d’Inghilterra. Principale sorgente del fiume Nilo, che  da qui scorre verso Nord fino al Mar Mediterraneo, il lago è un santuario per ippopotami e coccodrilli, che popolano le sue rive e isole, e per gli scimpanzé che abitano l’isola di Ngamba, in Uganda.

Il Lago Vittoria però è un gigante fragile, minacciato dal cambiamento climatico e dalle attività antropiche: negli anni ’50, ad esempio, l’introduzione del persico del Nilo, che avrebbe dovuto incrementare la produzione ittica, ha avuto invece effetti devastanti sull’ecosistema, portando all’estinzione di molte specie di pesci endemici e a un drastico cambiamento della biodiversità del lago.

ippopotami nilo
Fonte: iStock
Gruppo di ippopotami a bagno nelle acque del Lago Vittoria

Una risorsa vitale sotto minaccia

Il Lago Vittoria è cruciale per la sopravvivenza di circa 40 milioni di persone che vivono lungo le sue coste e per la fauna del territorio. Principale fonte di acqua dolce per la regione, ne supporta l’agricoltura, offre l’approvvigionamento idrico alle città vicine come Kisumu, in Kenya, Kampala, in Uganda e Mwanza, in Tanzania, ed è sede di una delle più grandi industrie ittiche del mondo. Vivido esempio di quanto le risorse naturali siano fragili e vulnerabili, la sua conservazione dipende in primo luogo dalla collaborazione tra i Paesi che ne condividono le acque (Tanzania, Uganda e Kenya): per preservare questo patrimonio naturale servono politiche per uno sviluppo e una gestione delle risorse sostenibili. Le sue acque sono oggi minacciate da numerosi fattori:

  • La pressione demografica. Con milioni di persone che vivono lungo le sue rive, ha portato a un aumento esponenziale delle attività agricole e industriali, senza adeguati sistemi di depurazione delle acque. Gli inquinanti come pesticidi, fertilizzanti e mercurio, utilizzato dai cercatori d’oro, hanno gravemente danneggiato l’ecosistema del lago.
  • L’eutrofizzazione. Si tratta di un fenomeno causato dall’eccessivo apporto di sostanze nutritive nelle acque, che favorisce la crescita di piante infestanti come il giacinto d’acqua che, oltre a soffocare la vita sotto la superficie, ostacola la navigazione e danneggia la pesca. La presenza di giacinti d’acqua è diventata così massiva che satelliti hanno documentato come il loro proliferare in vastissime aree del lago, abbia creato una vera e propria barriera vegetale.
  • Il cambiamento climatico. Gli esperti prevedono un aumento delle temperature nella regione, con conseguente aumento dell’evaporazione e potenziale abbassamento del livello del lago. Se ciò dovesse accadere, il lago potrebbe smettere di alimentare il Nilo Bianco, con gravi conseguenze per i paesi a valle, che dipendono dal flusso costante di acqua del lago per l’irrigazione e la produzione di energia idroelettrica.
  • L’oleodotto. La costruzione di un oleodotto che attraverserà il bacino del lago e la crescente industria del petrolio, rappresentano una grave minaccia. Le maree nere e l’inquinamento da greggio mettono ulteriormente a rischio la fauna e la flora del lago, compromettendo l’accesso all’acqua potabile e dunque minacciando la sicurezza alimentare della regione.
Mwanza Tanzania
Fonte: iStock
La vita nella città di Mwanza, in Tanzania, come le altre dell’area, dipende dal Lago Vittoria

Affrontare le minacce all’ecosistema, dall’inquinamento al cambiamento climatico, è cruciale per garantire che questo enorme specchio d’acqua continui a nutrire e sostenere le popolazioni che dipendono da esso, rimanendo un’insostituibile fonte di vita, e di bellezza, per tutto l’ecosistema circostante.

Le isole del Lago Vittoria: un viaggio tra natura e cultura

Il Lago Vittoria è una delle meraviglie naturali dell’Africa. Le sue isole, la fauna selvaggia e le tradizioni culturali lo rendono una meta affascinante per i viaggiatori fin dall’epoca delle grandi esplorazioni del continente. Seppur minacciato, come abbiamo visto, da diversi fattori, il lago continua a offrire esperienze uniche tra relax e avventura.

Un viaggio al Lago Vittoria, una crociera tra le sue isole più belle come Ukerewe, Rubondo e Ukara, i safari nelle aree circostanti, sono esperienze da non perdere per chi desidera immergersi nella natura selvaggia dell’Africa orientale. Le isole Ssese sono una delle principali attrazioni turistiche della zona, insieme all’isola Migingo, non lontano dalle coste del Kenya. Oltre che per la sua indiscutibile bellezza, il lago rappresenta un’importante risorsa naturale che va protetta con impegno e urgenza.

Un viaggio di esplorazione del Lago Vittoria non può prescindere da quella delle tante isole che lo puntellano. Ognuna ti offrirà esperienze differenti e  indimenticabili, tra una biodiversità straordinaria e tradizioni locali da scoprire.

Ukerewe: l’isola più grande del lago

Ukerewe, situata nel tratto settentrionale del Lago Vittoria, è la più grande delle isole del lago. Ammirerai paesaggi mozzafiato e una natura incontaminata, con colline verdeggianti che salgono fino a 200 metri sopra il livello del lago. Ukerewe è una meta ideale se cerchi tranquillità e vuoi conoscere meglio la cultura locale. L’isola è densamente popolata, ma conserva ancora un’atmosfera rustica e tradizionale, con i suoi villaggi pittoreschi che vivono principalmente di agricoltura e pesca.

Rubondo: un paradiso naturale

Rubondo è una delle isole più remote e affascinanti del lago, santuario naturale protetto dal 1977, quando fu istituito il Parco Nazionale. Destinazione perfetta se ami il birdwatching, le escursioni nella natura selvaggia e la pesca sportiva. Tra la sua vegetazione lussureggiante potrai osservare una ricca varietà di specie selvatiche: scimpanzé, ippopotami e coccodrilli del Nilo.

Ukara: tra cultura e natura

Ukara è una piccola isola situata nella parte centrale del lago, ottimo punto di partenza per battute di pesca. Ukara offre anche interessanti siti storici e culturali, dove è possibile conoscere le tradizioni degli abitanti locali. Più tranquilla rispetto ad altre, è perfetta se desideri esplorare il lato autentico del Lago Vittoria.

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Fonte: iStock
Osserva da vicino gli scimpanzè salvati sull’isola di Ngamba

Il santuario degli scimpanzé sull’isola di Ngamba

Conosciuta come l’Isola degli Scimpanzé, è casa di oltre 40 scimpanzé salvati da diverse situazioni che non possono essere rimessi in libertà. Avrai la possibilità di osservarli da una piattaforma sopraelevata ma in sicurezza perchè separati da una recinzione che evita il contatto. 

Isola di Ssese

L’Isola di Ssese è un autentico tesoro. Raggiungibile in aereo, in barca o in traghetto, offre bellissime spiagge sabbiose e la possibilità di fare delle lunghe escursioni a piedi o a cavallo, battute di pesca e birdwatching. 

Isola dell’Equatore 

Sai che l’Equatore attraversa il Lago Vittoria? Lo fa nell’isola Lwaji (Isola dell’Equatore), che potrai raggiungere con una gita in barca per goderti le sue tranquille acque blu e i venti leggeri e rinfrescanti che la rendono speciale. Anche questa isola ospita inoltre numerose specie di uccelli e ti sorprenderà con i suoi enormi alberi, capaci di crescere sulla roccia dell’isola.

Le attività e le esperienze più popolari

Oltre a essere una risorsa vitale per milioni di persone il Lago Vittoria, una delle principali attrazioni turistiche dell’Africa orientale, è un luogo ricco di bellezze naturali e opportunità di avventura.  Tra le esperienze più popolari ci sono:

  • Battute di pesca: le acque del lago sono ricche di specie ittiche, tra cui la tilapia e il pesce persico del Nilo. La pesca è una delle attività più tradizionali e di sostegno per l’economia delle popolazioni locali, ma è anche un’esperienza che attira ogni anno molti turisti;
  • Birdwatching: con oltre 200 specie di uccelli, il Lago Vittoria è un paradiso per gli appassionati di birdwatching. Le isole e le zone umide circostanti sono ricche di avifauna, tra cui la famosa gru coronata, simbolo dell’Uganda;
  • Escursioni e gite in barca: un modo perfetto per godersi la vista panoramica e scoprire le numerose isole che punteggiano la sua superficie.
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Fonte: iStock
Partecipa a una crociera sul lato ugandese del Lago Vittoria

A pesca nel Lago Vittoria

Gli operatori locali offrono molte occasioni, tra escursioni giornaliere o più lunghe, per chi ama la pesca. Nella acque del Lago Vittoria  si pescano il tilapia, il pesce giallo e il pesce gatto, il pesce persico del Nilo. Tutto l’equipaggiamento e l’attrezzatura da pesca sono messi a disposizione dagli organizzatori.

Escursioni e gite in barca sulla rotta di Churchill

Potrai seguire il percorso che seguì Winston Churchill nel 1907 per arrivare all’esatta sorgente del Nillo, Jinja, in Uganda, dove coniò la celebre espressione “perla dell’Africa”, per descrivere la bellezza unica del Paese e la sua meravigliosa vegetazione. Una volta a Jinja, potrai partecipare a uno dei tanti safari organizzati, compresa una visita al Centro Educativo della fauna ugandese. Potrai anche montare a cavallo per un giro nei dintorni e lungo le rive del Nilo, fare un’escursione su un vulcano o un trekking alla ricerca dei gorilla mentre, se ami la velocità e il fango, potrai esplorare l’area con un quad. I più coraggiosi potranno provare il bungee jumping sul Nilo o divertirsi con il rafting, per poi rilassarsi con una tranquilla crociera al tramonto.

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Fonte: iStock
Il Lago Vittoria è la meta ideale per gli appassionati di birdwatching

Birdwatching sul Lago Vittoria

Migliaia di turisti arrivano qui ogni anno sperando di avvistare uccelli acquatici come lo Shoebill, il Martin Pescatore Malachite, il Tisserin Testa Nera, il Falco Nero e tanti altri, in particolare nelle zone umide di Mabamba, durante un safari guidato in barca. Un’esperienza di birdwatching memorabile.

In Egitto, alla scoperta del tempio di Kôm Ombo

20 décembre 2024 à 16:32

Un luogo di culto antico, in cui si sente vibrare il passato più remoto tra le pietre che sono lì da tanto tempo e che sono testimoni silenziose di una civiltà. Un’emozione che si può provare in Egitto se si visita il tempio di Kôm Ombo che è stato realizzato nel periodo della dinastia tolemaica, che ha governato il regno dal 305 al 30 a.C.

Si trova vicino all’omonima cittadina, sulla riva orientale del Nilo e a una quarantina di chilometri dalla grande città di Assuan. Pietre che ricordano il colore del sole e della terra e che sono state poste lì migliaia di anni fa a costruire un luogo di culto particolarissimo e suggestivo, un posto che vale la pena scoprire per carpire un po’ di quell’anima del passato così affascinante e, per certi versi, misteriosa.

Alla scoperta del tempio di Kôm Ombo

L’Egitto è una terra di bellezze, ricca di un passato che emerge con le sue preziose testimonianze in tanti luoghi e che ci fa sentire l’eco di un passato lontano e grandioso. Uno dei posti da visitare, se si programma un viaggio in questo Paese che sembra fare da collegamento tra Africa del Nord e Medio Oriente, è il tempio di Kôm Ombo. La sua storia è strettamente collegata a quella di Tolomeo VI, infatti è stato inizialmente costruito da lui proprio all’inizio del suo regno. Successivamente ha subito alcuni rimaneggiamenti per essere ampliato.

Su questo sito già precedentemente vi era una più antica struttura religiosa, che pare sia stata realizzata durante il Nuovo Regno, ovvero tra il 1550 e il 1069 a.C., ma ciò che possiamo ancora ammirare e apprezzare oggi è di un periodo diverso, ovvero quello greco-romano tra il 332 a.C. e il 395 d.C.

La peculiarità di questo tempio è quella di essere dedicato a due dei (il dio coccodrillo Sobek e il dio falco Har wer) e così ha due ingressi, due corti, ma anche due sale ipostile e due santuari.

Quando lo si visita si rimane affascinati dalle colonne con i suggestivi capitelli, ma anche dalle decorazioni in bassorilievi che impreziosiscono le pareti. Ragiungerlo significa fare un viaggio nel passato, anche alla scoperta di una cultura e di tradizioni lontane ed estremamente intriganti. Dal tempio, poi, si gode di una magnifica vista sull’ansa del Nilo.

Come e quando visitare il tempio di Kôm Ombo
Fonte: iStock
Come e quando visitare il tempio di Kôm Ombo in Egitto

Come e quando visitare il tempio di Kôm Ombo

Visitare il tempio di Kôm Ombo è molto facile, infatti la struttura è aperta tutti i giorni dalle sette alle 21. Il modo più bello e suggestivo per raggiungerlo, a quanto pare, è tramite fiume: navigando sul Nilo si arriva al sito rimanendo profondamente affascinati da tanta bellezza: vi sono pacchetti crociere che includono una sosta qui. In alternativa si può arrivare anche in automobile (si impiegano circa 40 minuti da Assuan) oppure in autobus.

Ma non è l’unica meraviglia da scoprire in questo luogo; infatti, accanto al tempio c’è un Museo del coccodrillo all’interno del quale si possono vedere le mummie dei coccodrilli del Nilo, con esemplari di 4,30 metri, ma anche più piccoli (di “soli” due metri). Tra le altre cose si possono ammirare statue del dio Sobek e un modello di tomba, andando alla scoperta dei metodi di sepoltura e le bare in cui veniva posto l’animale sacro. Anche questo museo mantiene gli stessi orari di apertura del tempio.

L’orario migliore per raggiungerli? Senza dubbio il fascino del tramonto è qualcosa di magico.

Le location di Senna, la bella serie Tv sul pilota di Formula 1

1 décembre 2024 à 07:55

Il 29 novembre 2024, Netflix ha lanciato una delle sue produzioni più attese: Senna, la miniserie brasiliana dedicata al leggendario pilota di Formula 1 Ayrton Senna.

In sei episodi, lo spettatore si ritroverà “catapultato” nella vita e nella carriera di uno dei protagonisti più carismatici del motorsport mondiale, dalla sua infanzia fino al tragico incidente durante il Gran Premio di Imola del 1994 che lo portò via troppo presto. La serie si distingue non soltanto per la cura nella narrazione, ma anche per le location suggestive in cui è stata girata, capaci di rendere omaggio al carisma di Senna.

Le location principali: tra Sud America ed Europa

Argentina: il cuore delle sequenze di gara

La provincia di Buenos Aires ha ospitato gran parte delle riprese legate alle competizioni automobilistiche. Il celebre circuito Oscar y Juan Gálvez è stato utilizzato per ricreare alcune delle gare più iconiche di Senna.

Anche Balcarce, città della stessa provincia, ha fornito un supporto essenziale: qui sono state infatti costruite molte delle auto impiegate durante le riprese, e il circuito Juan Manuel Fangio, insieme a una pista di kart adiacente, ha contribuito a dare vita alle sequenze più adrenaliniche.

Altre città argentine, come La Plata, Mar del Plata e la piccola San Cayetano, sono state trasformate in set, con il circuito di San Cayetano che ha fatto da sfondo a momenti chiave della serie.

Brasile: l’anima di Senna

San Paolo, Brasile
Fonte: iStock
Le location di Senna, la bella serie Tv sul pilota di Formula 1

Per il ritorno alle origini del pilota, il Brasile ha giocato un ruolo fondamentale. A San Paolo, città dal profondo legame con Senna, sono state sfruttate le tecnologie di uno studio di produzione virtuale. Qui, tramite avanzati effetti visivi e piattaforme mobili, è stato possibile ricreare gare emozionanti con un livello di dettaglio a dir poco impressionante.

Un’altra location brasiliana di rilievo è Angra dos Reis, nello stato di Rio de Janeiro. Oltre a essere un’importante meta turistica, con attrazioni come il Parco Nazionale di Ilha Grande e la Baia di Angra, ha aggiunto alla serie un tocco di autenticità grazie ai suoi paesaggi iconici.

Uruguay: il fascino del Víctor Borrat Fabini

Montevideo, Uruguay
Fonte: iStock
Veduta di Montevideo, Uruguay

Il circuito automobilistico Víctor Borrat Fabini, situato a Ciudad de la Costa, ha ospitato diverse riprese, regalando alla serie un’atmosfera senza eguali.

Per ricreare il celebre Gran Premio di Monaco del 1984, il team di produzione ha trasformato un vecchio aeroporto di Montevideo in un circuito temporaneo, a dimostrazione di una straordinaria capacità di adattamento scenografico.

Regno Unito e Repubblica d’Irlanda: un tocco europeo

La miniserie ha trovato spazio anche in Europa, dove alcune sequenze significative sono state girate tra il Regno Unito e l’Irlanda. Il lavoro congiunto tra registi, scenografi e tecnici ha permesso di utilizzare più location per rappresentare un unico circuito, grazie a un’attenta pianificazione e all’uso dei VFX.

Un viaggio nella vita del leggendario Ayrton Senna

La serie, realizzata con la collaborazione della famiglia del pilota, promette un racconto autentico ed emozionante.

Ripercorre gli inizi nei kart, il passaggio alla Formula Ford in Inghilterra e il debutto in Formula 1 con il team Toleman. La storia si snoda attraverso le memorabili vittorie con McLaren, le accese rivalità (in particolare quella con Alain Prost) e i successi che lo consacrarono come una vera leggenda.

Non mancano approfondimenti sulla figura complessa di Senna: il suo impegno per la sicurezza in pista, i valori umani che lo caratterizzavano e le sfide personali che affrontava lontano dal rombo dei motori.

Le 5 imperdibili mete lungo il Danubio

4 novembre 2024 à 09:19

Il Danubio attraversa nove Paesi e diverse Capitali dell’Europa centrale e orientale. Alcune di queste sono città splendide, ricche di storia e di fascino, anche legate al fiume che scorre loro in mezzo e che, spesso, sono collegate tra loro da navi da crociera o anche da traghetti che percorrono brevi tratti.

Lungo i suoi 2800 chilometri, il paesaggio cambia continuamente e alcune tappe meritano davvero una sosta. Ecco le città europee lungo il Danubio dove fermarsi in un itinerario ideale.

Ratisbona

Città fiabesca nel cuore della Baviera, Ratisbona sorge nell’alto corso del Danubio ed è patrimonio culturale dell’UNESCO. I suoi suggestivi edifici storici e religiosi, sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale, testimoniano una storia millenaria, caratterizzata da periodi di intenso fermento culturale e commerciale. Da non perdere una passeggiata tra i vicoli del centro storico, ammirando opere architettoniche medievali come il ponte Steinerne. È considerata un centro culturale, artistico e storico molto importante e, nella sua università, fondata nel 1962, ha insegnato teologia un certo Joseph Ratzinger, divenuto in seguito Papa Benedetto XVI.

Belgrado

Collocata tra il Danubio e la Sava, la Capitale serba è rinata a nuova vita dopo la fine della guerra del Kosovo. Oggi, Belgrado è una città moderna, effervescente, la cui movida attira giovani da tutto il mondo e si spegne solo con le prime luci dell’alba. La Fortezza è il monumento più antico della città, ma non bisogna tralasciare una visita a Skadarlija, il quartiere bohèmien di Belgrado. Stari Grad, la “Città Vecchia”, è il cuore pulsante nonché la zona più suggestiva e affascinante della Capitale della Serbia. Con le sue stradine strette e acciottolate, le splendide architetture storiche e gli edifici dal fascino decadente che si affacciano sulla Sava, questo quartiere è perfetto per chi desidera stare nelle zone più turistiche, mentre il quartiere emergente e uno dei più dinamici di Belgrado è Savamala, divenuto, nel tempo, il punto di riferimento per la movida notturna della città.

Bratislava

Un’energia vibrante si sparge per le strade di Bratislava, adagiata sulla riva sinistra del Danubio. La Capitale della Slovacchia è attraversata da un fermento che la spinge a cambiare rapidamente e a trasformarsi sempre più in senso moderno. Staré Mesto (la città vecchia) e Bratislavský hrad (il castello) sono le perle della Capitale slovacca. La vicinanza con i confini austriaci e ungheresi la collocano in una posizione ideale. I traghetti collegano quotidianamente la città con Vienna raggiungibile in poco più di un’ora. Lungo questo tragitto, tappa obbligata è quella al Castello di Devin, situato alla confluenza del Danubio e del fiume Morava. Le rovine del castello, che risalgono al IV secolo, offrono una vista mozzafiato sui fiumi e sul paesaggio. Il castello ha svolto un ruolo cruciale nelle difese contro le invasioni barbariche, perché era inespugnabile e permetteva il controllo dei traffici fluviali.

Vienna

Quando si pensa al Danubio si pensa subito a Vienna, al “bel Danubio blu”, come musicava Johann Strauss. La Capitale austriaca è considerata la patria della musica, ma non solo. Musei, giardini, palazzi, ristoranti raffinati e un’animata vita notturna fanno di Vienna il luogo ideale per viaggi culturali ricchi di stimoli. Teatri e palazzi antichi si armonizzano perfettamente con edifici post-moderni. I caffè e i ristorantini tipici avvolgono i visitatori in un’atmosfera da sogno. Dalle residenze reali alle gallerie d’arte, dalle strade piene di vita agli ampi spazi verdi, Vienna è una città dai mille volti, con oltre il 50% di spazi verdi, caratteristiche che la rendono oggi una delle città ai primi posti per la qualità della vita.

Budapest

Tagliata in due dal Danubio, Budapest ha il fascino di Vienna, ma con ancora più vitalità. La sera, le strade di Pest si riempiono di una moltitudine allegra, attirata dai numerosissimi locali e ristoranti, e dagli animati “ruin pubs”. Ai momenti dedicati alla cultura si alternano serate di divertimento e ore di relax in uno dei tanti stabilimenti termali, veri e propri centri nevralgici della tradizione ungherese. Qui, il Ponte delle Catene collega la zona collinare di Buda a quella pianeggiante di Pest, mentre una funivia permette di raggiungere la collina del castello dal centro storico di Buda. Perché la Capitale dell’Ungheria, ai turisti, ha tantissimo da offrire: dai monumenti ai musei, dalle terme ai Ruins Pub.

Crociera lungo il Danubio

Una delle più belle esperienze è la crociera lungo il fiume Danubio, che si può vivere partendo da Vienna per ammirare la spettacolare Valle di Wachau, le meravigliose città imperiali di Budapest e Bratislava, graziosi paesini, fortezze medievali e castelli da favola. Si parte dal porto fluviale della Capitale austriaca per arrivare dapprima a Durnstein, grazioso paese di Wachau, che si fa notare per il castello risalente al Medioevo, e proseguire, costeggiando la valle, per Melk, millenario centro culturale e spirituale nonché meraviglia naturale Patrimonio UNESCO. Da qui, la navigazione notturna conduce a Bratislava, accogliente e ricca di attrazioni culturali e storia, e poi a Budapest, chiamata anche “Parigi dell’Est”, divisa in due dal Danubio e celebre per il suggestivo Ponte delle Catene del XIX secolo che unisce la zona pianeggiante di Pest con quella collinare di Buda. Ancora, la crociera continua arrivando a Strigonio (Esztergom), raccolta cittadina sulle sponde del Danubio che vanta la Basilica più grande del Paese, per poi fare ritorno a Vienna.

Le 10 città sull’acqua, destinazioni affascinanti in tutto il mondo

21 octobre 2024 à 13:30

Tra le città costruite sull’acqua, Venezia è senz’altro un orgoglio tutto italiano, ma la Serenissima non è certo l’unico centro urbano al mondo ad esercitare da sempre un fascino irresistibile, proprio per il fatto di unire l’architettura con la natura in un equilibrio spettacolare.

Canali, fiumi e lagune diventano vere e proprie arterie di queste città, protagoniste assolute in grado di  modellare lo sviluppo del centro stesso e l’atmosfera che lo permea. Attraversare queste meravigliose quanto suggestive (e misteriose) città sull’acqua permette di avere la possibilità, per un viaggiatore, di vedere scorci unici, dove i riflessi sull’acqua raccontano storie di antiche civiltà, modernità e cultura.

Non fermatevi a Venezia. Fate come dei veri Marco Polo e scoprite quali sono le più belle città sull’acqua del mondo.

Venezia, regina tra le città d’acqua

Venezia è senza dubbio la città sull’acqua più famosa del mondo e con la sua bellezza giochiamo “in casa”. Fondata nel V secolo d.C., la città lagunare sorge tuttora su un insieme di isole nella laguna veneta e ogni anno attira milioni di turisti, tanto da essere stata di recente sotto i riflettori per l’esperimento relativo al pagamento di un ticket di ingresso a causa del fenomeno dell’overtourism. I suoi canali, su tutti il celebre Canal Grande, sono attraversati da gondole e vaporetti e offrono una prospettiva unica dei palazzi rinascimentali e gotici che dominano il centro di Venezia. Ma la Serenissima è anche la culla del Carnevale, una delle feste più iconiche al mondo, dove maschere di finissima e pregiata fattura riempiono la città di mistero e bellezza.

Amburgo, il gigante del Nord

Adagiata con la sua eleganza sulle rive del fiume Elba, Amburgo è la città portuale più importante della Germania e la seconda più grande dell’Unione Europea. Nonostante sia una metropoli di impronta industriale, Amburgo è anche una città che ammalia grazie ai suoi scorci pittoreschi resi tali dai numerosi canali, laghi e ponti (pensate che ne conta persino più di Venezia e Amsterdam messi insieme!). Uno dei luoghi più curiosi da visitare se si è di passaggio ad Amburgo è il Miniatur Wunderland, il più grande plastico ferroviario del mondo. Oltre a questo, l’Elbphilharmonie, una sala concerti ultramoderna affacciata sul porto, è diventata ormai un simbolo iconico della città, da fotografare subito.

Amburgo, canali
Fonte: iStock
Le barche lungo i canali di Amburgo

Alappuzha, la Venezia d’Oriente

Ci spostiamo molto più lontano, prendendo l’aereo verso l’India: qui, Alappuzha, anche conosciuta come Alleppy, è attraversata da un intricato sistema di canali, lagune e laghi che la rendono un centro vivo di attività legate all’acqua. I turisti possono navigare tra le houseboats, tipiche case galleggianti, e visitare villaggi di pescatori nascosti tra le palme. Ogni anno si svolge la famosa gara delle Snake Boat, in cui barche lunghe e affusolate vengono spinte da decine di rematori, in una vera e propria festa, oltre che competizione.

Amsterdam, la Venezia del Nord Europa

Se pensate che Amsterdam sia solo coffe shop e vita notturna, significa probabilmente che non ci siete ancora stati e non avete ancora avuto il piacere di scoprire quanto questa città olandese e i suoi dintorni abbiano da offrire ai turisti. Infatti, Amsterdam è una città incredibilmente bella dal punto di vista architettonico e urbano, piena di verde e caratterizzata da un ritmo di vita rilassato, con i suoi cittadini che usano principalmente le biciclette come mezzo di trasporto, una ricca offerta culturale e ottimo street food. Amsterdam è soprannominata la “Venezia del Nord” per il suo vasto sistema di canali, che attraversano la città creando un paesaggio pittoresco. Fondata nel XVII secolo, la città ha più di 100 chilometri di canali, 90 isole e oltre 1.200 ponti. Una delle attività più popolari tra i turisti è fare un giro in barca lungo i canali, che offre viste uniche sui caratteristici edifici del Secolo d’Oro. Oltre a questo, Amsterdam è una città vibrante, con musei famosi come il Rijksmuseum, il Van Gogh Museum e la Casa di Anna Frank.

Birmingham, la città dai mille canali

Pochi sanno che Birmingham, nel cuore dell’Inghilterra, ha più chilometri di canali di Venezia. Questi canali furono costruiti durante la Rivoluzione Industriale per facilitare il trasporto delle merci e oggi sono una caratteristica affascinante della città. I turisti possono fare escursioni in barca lungo il Gas Street Basin, una zona vivace e restaurata piena di ristoranti, caffè e pub, oppure esplorare il Jewellery Quarter, il famoso quartiere dei gioiellieri.

Birmingham, canali
Fonte: iStock
I canali di Birmingham alla sera

Fort Lauderdale, Venice of America

Situata in Florida, Fort Lauderdale è spesso chiamata la Venezia d’America grazie al suo sistema di baie e canali che si estendono per oltre 250 chilometri. Qui si possono fare giri in gondola o in barca, ammirando le lussuose ville che si affacciano sui canali. La città è anche famosa per le sue spiagge e la Las Olas Boulevard, una strada ricca di boutique, gallerie d’arte e ristoranti raffinati, perfetta per passeggiare.

Fort Lauderdale, Florida
Fonte: iStock
I canali della città americana di Fort Lauderdale

San Pietroburgo, la Venezia russa

San Pietroburgo, la seconda città della Russia, è attraversata dal maestoso fiume Neva e da una rete di canali che le conferiscono un’atmosfera elegante e regale. Tra le cose da fare, un giro in barca lungo i canali è imperdibile, soprattutto in estate quando le temperature sono più miti. Durante le Notti Bianche, in giugno, la città si illumina con eventi culturali e festival. Da non perdere anche una visita all’imponente Museo dell’Hermitage, una delle più grandi collezioni d’arte al mondo.

Stoccolma, la regina del Baltico

Stoccolma si estende su quattordici isole lì dove il lago Mälaren incontra il Mar Baltico. La capitale svedese è una perfetta combinazione di natura e modernità, dove l’acqua è parte integrante del paesaggio urbano. Gli amanti della natura possono fare escursioni in kayak tra le isole, mentre gli appassionati di cultura possono visitare il Palazzo Reale, il Museo Vasa e il centro storico, Gamla Stan, con le sue pittoresche stradine medievali.

Suzhou, la Venezia d’Oriente

Suzhou, conosciuta come la Venezia d’Oriente, è celebre per i suoi antichi canali, ponti di pietra e giardini classici cinesi. Situata nella provincia di Jiangsu, è una delle città più pittoresche della Cina, con il Giardino dell’Umile Amministratore e il Giardino del Maestro delle Reti, entrambi Patrimonio dell’Unesco. I canali di Suzhou sono attraversati da tradizionali barche cinesi, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e rilassante.

Suzhou, canali
Fonte: iStock
I corsi d’acqua nella città cinese di Suzhou

Xochimilco, città d’acqua del Nuovo Mondo

Situata nei pressi di Città del Messico, Xochimilco è famosa per i suoi coloratissimi canali e le trajineras, tipiche imbarcazioni tradizionali decorate con fiori e motivi vivaci. Qui, i turisti possono noleggiare una barca e navigare tra i canali accompagnati da musicisti mariachi e gustando piatti della cucina messicana direttamente a bordo. Questo sito, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è anche un’affascinante finestra sulla cultura e le tradizioni azteche.

Tevere Day 2024 festeggia il fiume di Roma nuovo patrimonio Unesco

Par : mgwesteast
3 octobre 2024 à 10:30

Roma si prepara a celebrare un traguardo di grande prestigio per il suo fiume. In occasione della sesta edizione del Tevere Day, in programma dal 7 al 13 ottobre 2024, è stato annunciato l’inserimento del tratto del fiume che attraversa il centro storico della capitale tra i beni tutelati dall’Unesco. Un riconoscimento significativo per l’associazione Tevere Day, che da anni si impegna per il rilancio e la valorizzazione del fiume, promuovendo iniziative che coinvolgono l’intera città.

Un evento di punta per Roma

Ormai entrato nel calendario dei grandi eventi della capitale, il Tevere Day è una manifestazione di punta per Roma, capace di unire il divertimento e la riflessione sul futuro del principale corso d’acqua cittadino. Organizzata con il contributo di Roma Capitale e parte del programma dell’Estate Romana 2024, la sesta edizione si svolgerà lungo 84 chilometri di sponde del Tevere, coinvolgendo numerosi quartieri della città e località limitrofe come Ostia e Fiumicino.

Circa 140 eventi diffusi animeranno le rive del fiume, con punti focali situati al Lungotevere degli Anguillara, al Ponte della Musica e a Scalo de Pinedo. Il Tevere Day non sarà limitato solo alla città di Roma, ma si estenderà anche ai parchi naturali di Nazzano Tevere Farfa, Ostia Antica e Fiumicino con i Porti Imperiali, regalando ai partecipanti un’immersione nelle bellezze naturali e storiche del territorio.

Il riconoscimento Unesco

“A rendere ancora più significativa questa edizione, inoltre, è il nuovo ruolo del fiume Tevere che, per il tratto che attraversa il centro storico della capitale, verrà riconosciuto quale patrimonio Unesco,” ha dichiarato Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, durante la conferenza stampa di presentazione del Tevere Day 2024, ufficializzando il riconoscimento del fiume tra i beni tutelati dall’Unesco, non solo per la sua valenza storica, ma anche per il suo valore ambientale e culturale. Un risultato importante, che sarà celebrato e approfondito nel corso di un convegno dal titolo “Tevere patrimonio del mondo”, in programma l’8 ottobre all’Ara Pacis.

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, ha sottolineato l’importanza del fiume come elemento unificante della città: “Il Tevere è il filo conduttore che lega le ricchezze di Roma, dal Circo Massimo a Ostia Antica. Organizzare giornate per valorizzarlo è un’idea vincente, e continueremo a sostenerla in futuro”.

Tevere Day
Fonte: Ufficio Stampa Tevere Day
Battello sul fiume, Tevere Day, Roma

Un programma per tutte le età

Il Tevere Day 2024 vuole essere una festa per tutti, con eventi e attività pensate per ogni fascia d’età. Tra le attività previste, spiccano escursioni in bicicletta, aperitivi in barca sotto i ponti del fiume, sport all’aria aperta come canoa, canottaggio, pesca e scherma. I più giovani potranno partecipare a lezioni di skateboard e roller, mentre le famiglie avranno l’opportunità di godere delle numerose iniziative sportive e culturali, tra cui visite guidate alle mostre e tour storici lungo le sponde del fiume.

A partire dal 7 ottobre, si inizierà a celebrare il fiume con gli incontri “Parliamo di Tevere” all’interno dei luoghi della cultura della città, tra librerie, biblioteche e musei, in cui saranno invitati scrittori, esperti e personaggi che parleranno del Tevere, raccontando storie, aneddoti, progetti e nuove iniziative legate al suo recupero e alla sua valorizzazione.

Per i più piccoli, saranno organizzati laboratori didattici e attività di sensibilizzazione ambientale, tra cui le “Lezioni di Ambiente”, un progetto educativo rivolto alle scuole che si terrà dall’11 al 13 ottobre, coinvolgendo studenti di ogni grado in esperienze a contatto con la natura e il fiume, promuovendo la conoscenza della biodiversità e l’educazione ambientale.

Aperture straordinarie

Tra le novità di quest’anno, spicca l’apertura straordinaria del murale “Carnevale Romano” di Orfeo Tamburi, custodito nel Palazzo dell’Anagrafe. Questo evento speciale, curato dal Municipio 1, è un ulteriore segnale dell’impegno dell’associazione Tevere Day nel promuovere la cultura anche al di là delle sponde del fiume.

Un’altra esclusiva sarà l’apertura dei siti archeologici dell’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, tra cui il Tempio di Giove Giovario, mai accessibile prima al pubblico, assieme ai Sacconi Rossi, al Refettorio, alla Chiesa di S. Giovanni Calibita, alla Sala Capitolare. Questi luoghi, ricchi di storia e fascino, rappresentano un’opportunità unica per scoprire tesori nascosti nel cuore di Roma.

Tra gli appuntamenti più attesi, torna anche il Festival Musicale dei Municipi, un evento che vedrà la partecipazione di orchestre di quartiere, bande e cori provenienti dai vari municipi di Roma. Un’occasione per godere della musica popolare e tradizionale, creando un’atmosfera festosa lungo le rive del Tevere.

Con oltre 200 associazioni coinvolte e un programma che spazia dallo sport all’intrattenimento culturale, il Tevere Day 2024 si preannuncia come un evento imperdibile per romani e turisti. Gli organizzatori, sostenuti da partner prestigiosi come Bulgari, puntano a consolidare l’importanza del fiume non solo come risorsa naturale, ma come simbolo di identità e coesione per la città.

Crociere gourmet, le più belle esperienze a bordo con chef stellati

Par : mgwesteast
5 septembre 2024 à 16:30

Le crociere gourmet sono sempre più diffuse a bordo delle navi più eleganti del mondo, dove rinomati chef stellati creano menù esclusivi, trasformando ogni pasto in un’esperienza indimenticabile. Del resto, non potrebbe esserci momento migliore di una crociera a tema per combinare il piacere della navigazione con esperienze gastronomiche di alto livello.

Dai più classici itinerari nel Mediterraneo alle navigazioni fluviali lungo il Danubio, fino ai viaggi nei fiordi norvegesi con cene firmate da maestri della cucina internazionale, le crociere gourmet rappresentano il perfetto connubio tra esplorazione culturale e piaceri del palato. Ecco allora una panoramica delle più belle esperienze da vivere a bordo di navi lussuose, dove il mare diventa un palcoscenico per chef stellati di fama mondiale.

Massimiliano e Raffaele Alajmo a bordo di Crystal Cruises

Gli ospiti delle navi Crystal Serenity e Crystal Symphony potranno a breve gustare le creazioni degli chef stellati Massimiliano e Raffaele Alajmo, che porteranno la loro esperienza culinaria nell’esclusivo ristorante Osteria d’Ovidio su entrambe le unità della flotta Crystal Cruises. Con una carriera caratterizzata dal perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, coronata dall’aver mantenuto le tre stelle Michelin per ben 22 anni, i fratelli Alajmo offriranno un’esperienza gastronomica che celebra la ricca tradizione della cucina italiana.

Il menu dell’Osteria d’Ovidio sarà annunciato prossimamente e prevederà l’utilizzo di ingredienti freschi e locali, inclusi prodotti speciali dall’Italia. Inoltre, gli ospiti avranno l’opportunità di cenare nei rinomati ristoranti degli Alajmo, Le Calandre a Padova e Grancaffè & Ristorante Quadri a Venezia, grazie alle escursioni organizzate da Abercrombie & Kent.

Questa nuova iniziativa rafforza ulteriormente l’impegno di Crystal Cruises verso l’eccellenza culinaria, una compagnia che già vanta l’unico ristorante Nobu in mare, Umi Uma, e che ha recentemente annunciato che entro la fine dell’anno sarà inaugurato anche il nuovo Beefbar di Riccardo Giraudi.

Chef Max e Raf Alajmo
Fonte: Crystal Cruises
Gli Chef Massimiliano e Raffaele Alajmo

 

Il primo Culinary Masters’ Cruise 2024

Partirà il prossimo 16 ottobre a bordo della nave Marina di Oceania Cruises la prima edizione della Culinary Masters’ Cruise, un’esperienza esclusiva dedicata agli amanti della buona cucina guidata da due Maîtres Cuisiniers de France, Alexis Quaretti ed Eric Barale. Durante il viaggio, i passeggeri avranno l’opportunità di immergersi completamente nell’arte culinaria attraverso esperienze gastronomiche raffinate ed eventi speciali.

L’itinerario di 10 giorni porterà i viaggiatori da Malta a Civitavecchia, toccando alcune delle destinazioni gastronomiche più celebri del Mediterraneo, tra cui Kotor in Montenegro; Dubrovnik e Spalato in Croazia, Bari e i porti greci di Corfu and Katakolon. Gli ospiti potranno partecipare a dimostrazioni culinarie dal vivo, discutere di cucina con gli chef in esclusivi panel, e gustare cene a tema presso The Terrace Café, dove verranno serviti piatti preparati con ingredienti freschi locali.

Inoltre, sarà possibile prenotare esperienze personalizzate, tra cui tour culinari nei porti visitati e degustazioni di vini a bordo. La crociera prevede anche l’esclusivo Gala Seafood Brunch, un’esperienza di alta cucina solitamente riservata solo agli eventi di lancio delle navi.

Culinary Masters' Cruise
Fonte: Oceania Cruises
Gli chef della Culinary Masters’ Cruise di Oceania

Le crociere a tema di Windstar Cruises

Nel 2025, Windstar Cruises celebrerà il decimo anniversario della sua prestigiosa partnership con la James Beard Foundation, espandendo la serie di crociere tematiche culinarie che hanno reso famosa la compagnia e accogliendo a bordo cinque chef di fama internazionale: Jamilka Borges, José Mendin, Jennifer Hill Booker, Jennifer Jasinski e Larry Forgione.

In qualità di compagnia di crociere ufficiale della James Beard Foundation, Windstar condivide la missione della fondazione: celebrare e sostenere i talenti della cultura gastronomica americana, promuovendo standard di eccellenza culinaria basati su capacità, equità e sostenibilità.

Le crociere tematiche James Beard Foundation del 2025 offriranno agli ospiti l’opportunità di interagire direttamente con gli chef attraverso cene esclusive con abbinamenti di vini, dimostrazioni culinarie a bordo e tour dei mercati locali accompagnati dagli chef.

Esperienze uniche che porteranno gli ospiti in destinazioni spettacolari tra cui il Mar Baltico e il Mediterraneo. È qui che si svolge la crociera “Spanish Symphony” con lo chef José Mendin: 8 giorni da Lisbona a Barcellona a bordo dell’ammiraglia Wind Surf con partenza il 12 aprile, durante la quale sono previste una cena con lo chef con abbinamento di vini, due cooking class e un tour del mercato con lo chef.

Il 29 giugno partirà invece da Stoccolma la Star Legend per la crociera “Baltic Beauty” di 11 giorni con la Chef Jennifer Hill Booker; mentre dal 27 agosto la Chef Jennifer Jasinski sarà a bordo di Wind Surf nella crociera di 9 giorni “Adriatic Archipelagos & Greek Goddesses” da Venezia ad Atene.

Il ristorante stellato sulle navi Costa

Costa Crociere ha unito le forze con tre chef del calibro di Bruno Barbieri, Hélène Darroze e Ángel León, che hanno rielaborato con il loro inconfondibile tocco personale le ricette più autentiche delle destinazioni visitate durante la navigazione. Le loro creazioni si possono gustare presso il ristorante Archipelago, presente su Costa Smeralda e Costa Toscana, che offre un’esperienza culinaria unica con tre menù esclusivi, uno per ciascuno chef.

Ogni menù è composto da cinque portate che raccontano il viaggio attraverso i sapori del mare, ideati con particolare cura per gli ingredienti, provenienti principalmente da produttori locali, e per la preparazione, al fine di ridurre gli sprechi alimentari. L’innovativo design del ristorante, con tavoli “isola” circondati da sculture di rame e legni di recupero, riflette l’attenzione alla sostenibilità.

Inoltre per permettere a tutti gli ospiti di vivere un viaggio gastronomico che anticipi le emozioni delle mete raggiunte, nei ristoranti principali di tutte le navi Costa sono serviti i “Destination Dishes”, ricette create dai tre chef che reinterpretano le tradizioni culinarie delle località che gli ospiti visiteranno il giorno successivo.

Chef Bruno Barbieri su nave Costa
Fonte: Costa Crociere
Chef Bruno Barbieri firma i menu stellati di Costa Crociere

Le crociere gourmet Maris 2025 di Swan Hellenic

Le crociere gourmet Maris in programma nel 2025 a bordo delle eleganti navi di design SH Diana e SH Vega rappresentano il connubio perfetto tra l’eredità culturale delle spedizioni Swan Hellenic e l’expertise culinaria degli chef internazionali di JRE-Jeunes Restaurateurs. Si tratta di viaggi che offrono esperienze gastronomiche uniche, con menù accuratamente selezionati che riflettono le iconiche destinazioni esplorate.

Ogni viaggio Maris è caratterizzato dalla creatività straordinaria di chef stellati sotto i 40 anni, riconosciuti a livello internazionale, tra cui anche due italiani, Federico Pettenuzzo (1 Stella Michelin) e Alberto Basso. Nel 2025, sono in programma dieci crociere Swan Hellenic Maris, dall’Artico all’Europa e al Mediterraneo, con nove viaggi su SH Diana e uno su SH Vega.

Durante queste crociere, gli ospiti potranno gustare piatti esclusivi ogni sera, culminando in una Cena di Gala che metterà in mostra la piena creatività degli chef, ispirati da tradizione, sostenibilità e ingredienti locali di qualità. Inoltre, gli chef Maris offrono dimostrazioni culinarie e conducono escursioni gastronomiche a terra, condividendo la loro arte e passione con gli ospiti, rendendo ogni crociera un’esperienza memorabile.

Si comincia con lo chef svizzero Heribert Dietrich (1 stella Michelin) a bordo della crociera di 9 notti della SH Diana lungo la costa atlantica europea, da Lisbona a Portsmouth, con partenza il 12 maggio 2025. Sarà poi la volta dello chef italiano Federico Pettenuzzo (1 stella Michelin) con la crociera di 11 notti che salperà l’11 agosto da Lisbona diretta a Palermo costeggiando la costa nordafricana. Mentre lo chef Alberto Basso sarà a bordo dell’itinerario di 10 notti da Palermo a Venezia, con partenza dal capoluogo siciliano il 22 agosto.

Le Gavroche at Sea sulle navi Cunard

Il celebre chef Michel Roux, due stelle Michelin, torna a bordo delle navi Cunard per una nuova serie di residenze esclusive di Le Gavroche at Sea nel 2025. Tra aprile e agosto l’acclamato chef supervisionerà quattro residenze durante emozionanti crociere nei Fiordi Norvegesi, a bordo delle navi Queen Anne e Queen Mary 2.

Il primo evento si terrà a bordo della Queen Mary 2, dal 6 aprile, con un raffinato menù degustazione di cinque portate durante una crociera di sette notti nei Fiordi. Successivamente, Roux porterà la sua arte culinaria sulla Queen Anne l’11 maggio, dove gli ospiti potranno gustare le sue specialità di pesce e i suoi grandi classici.

Il 15 agosto, Roux tornerà sulla Queen Mary 2 per un’altra residenza, completando poi la serie di eventi esclusivi a bordo della Queen Anne il 31 agosto. Durante ogni crociera, Roux terrà dimostrazioni culinarie dal vivo e incontri con gli ospiti, raccontando la sua straordinaria carriera di oltre 40 anni e firmando copie dei suoi libri.

Oltre a queste residenze, Roux lancerà una nuova raffinata proposta a base di frutti di mare, con ostriche servite ogni sera presso The Champagne Bar (Queen Mary 2) e Carinthia Lounge (Queen Anne).

chef Michel Roux
Fonte: Cunard
Chef Michel Roux a bordo delle navi Cunard nel 2025

Sinfonia d’Autunno sul Danubio

Alta cucina protagonista anche della crociera fluviale Sinfonia del Danubio di Avalon Waterways, un viaggio di 7 giorni tra Vilshofen e Budapest, immersi nei colori vibranti della natura e nella cultura dell’Europa Centrale, attraverso Germania, Austria, Slovacchia e Ungheria. Partendo il 21 ottobre, questa crociera in lingua italiana offre un’esperienza culturale rilassante, con escursioni guidate di città storiche come Vienna, Bratislava e Budapest, nonché la pittoresca valle di Wachau, famosa per i suoi vigneti. A bordo, gli chef di Avalon Waterways trasformano ogni pasto in un’esperienza gourmet, utilizzando ingredienti locali per creare piatti raffinati accompagnati da vini internazionali, ma sono previsti anche speciali momenti conviviali come barbecue all’aperto o tapas al tramonto, che rendono ancora più gustosa la crociera.

Friuli, un’escursione panoramica con vista sul Tagliamento

28 août 2024 à 18:07

Il Tagliamento è un fiume unico.

Non per i suoi 170 chilometri di lunghezza, dalle sorgenti sul Passo della Mauria a 1195 metri di altitudine fino a sfociare nell’Adriatico tra Lignano Sabbiadoro e Bibione, che lo rendono il più lungo ed importante del Friuli. Non, o almeno non solo, per gli intrecci della Storia, che lo videro protagonista tanto in epoca napoleonica quanto durante la rovinosa ritirata seguente alla disfatta di Caporetto, o le righe della letteratura, che da Hemingway a Pasolini ne hanno toccato le sponde.

La caratteristica che lo rende singolare è che si tratta di un braided river, un fiume a canali intrecciati. Il solo a scorrere nell’intero arco alpino ad aver mantenuto questa caratteristica morfologica grazie a un limitato intervento dell’uomo sul suo corso.

Quando si attraversa uno dei tanti ponti che in Friuli portano da una parte all’altra del fiume più rilevante della regione si intuisce immediato il significato di braided river: come sinuose trecce dalle volontà indipendenti, molteplici canali portano le cristalline acque del Tagliamento da monte a valle all’interno di un grande, ampio letto di ghiaia, intrecciandosi e separandosi più volte. Sono canali mutevoli, che modificano continuamente il proprio corso, tanto che quando si attraversa il medesimo ponte e si guarda giù, magari dopo un periodo di assenza, si trova un fiume diverso, un panorama cambiato e cangiante.

Fonte: Getty Images
I canali intrecciati del corso del Tagliamento

L’unicità del Tagliamento, che condivide questa caratteristiche con un risicato numero di fiumi in Europa e con una quantità più sostanziosa nel mondo intero, rende altrettanto unico anche il contesto paesaggistico all’interno del quale il fiume si muove.

La valle del medio Tagliamento, quella che orientativamente si trova tra Venzone e Pinzano al Tagliamento, offre una occasione perfetta per scoprirlo: qui il fiume si trova ad attraversare territori con una altitudine piuttosto bassa, contornati di montagne le cui vette non raggiungono grandi sommità, ma che per il forte dislivello rispetto al principale corso d’acqua che le attraversa permettono di bearsi gli occhi con panorami eccezionali.

Un esempio? Dalla cima del Monte Cuar, 1478 metri sopra il paese di Forgaria del Friuli, nel Gemonese, si gode di un panorama sensazionale sul corso del Tagliamento, su alcuni suoi affluenti e sulle montagne circostanti.

Per raggiungere la sommità della montagna esiste un sentiero ad anello, un’escursione semplice e divertente alla portata dei più.

Friuli, escursione al Monte Cuar

Monte Cuar Friuli Tagliamento
Fonte: Lorenzo Calamai
Il Lago di Cavazzo visto dal Monte Cuar

L’escursione per salire al Monte Cuar prende le mosse dal Cuel di Forchia, una sella da dove passa la strada sterrata che arriva dal vicino paese di Avasinis e che è uno snodo di molti sentieri della zona.

Percorrendo la SP41 con provenienza Trasaghis, si raggiunge la frazione di Avasinis e si svolta a sinistra su via Novedet. La stretta strada asfaltata si impenna quasi subito, trasformandosi in una tortuosa stradella di montagna. La si segue per circa 8 chilometri, fino ad arrivare al Cuel di Forchia, contraddistinto da una vistosa segnaletica del CAI, con tanti cartelli in legno che indicano diverse direzioni per imboccare altrettanti sentieri.

Qui ci si trova di fronte a una scelta, poiché l’anello per la salita al monte Cuar si può percorrere in entrambi i sensi: il sentiero 815 sale per un sentiero comodo e largo, con una pendenza inizialmente molto morbida, che si fa più ostica solamente negli ultimi due chilometri dei sei che si devono percorrere per arrivare alla cima; il sentiero 816, invece, sale da Cuel di Forchia alla cima in un paio di chilometri appena, brusco e ripido, e arriva alla croce sommitale.

Uno lo si percorre in salita, l’altro lo si percorre in discesa, tenendo conto che anche scendere comporta la sua fatica. I tempi di percorrenza sono simili, il dislivello in salita molto simile. Il primo passa dalle rovine di alcune piccole stalle e costruzioni contadine: i fianchi della montagna, oggi meta soprattutto di escursionisti, erano fino agli anni Settanta sfruttati per l’agricoltura e l’allevamento. Rigogliosi cespugli di lamponi costeggiano il sentiero, quasi tutto al riparo di un fitto bosco. Il secondo, dal sapore più impervio e immediatamente montano, corre lungo il costone roccioso più ripido del monte: si chiama cuar, in friulano corno, per via di questa sua forma protrusa, proprio come un balcone panoramico.

Monte Cuar Friuli Tagliamento
Fonte: Lorenzo Calamai
I pascoli attorno al Monte Cuar

Lungo il sentiero 815 si trova inoltre una malga, poco sotto la cima del monte, tra pascoli verdeggianti. È aperta al pubblico e ci si può rifocillare assaggiando i prodotti tipici locali. Da qui già si gode di una splendida vista sul versante nord-orientale, con il Monte Festa e il Monte San Simeone che vegliano sul Lago di Cavazzo, le vette della Carnia alle loro spalle.

Il panorama sul corso del Tagliamento

Quando si avvista l’ampia croce che simboleggia la vetta del Monte Cuar, si percorrono con energia gli ultimi passi per arrivare fino in cima. È il momento di far viaggiare lo sguardo lungo le valli del Tagliamento e del torrente Arzino, uno degli affluenti del fiume che scorre in una vallata adiacente, incassato tra tornite colline sul lato destro del panorama, incuneandosi fino alla confluenza nel fratello maggiore.

All’estrema sinistra, incassato tra le montagne circostanti, il Lago di Cavazzo offre bella mostra di sé, con le sue acque cristalline. Accanto fa il suo ingresso sulla scena il Tagliamento, che proviene dalla sua parte più montana: l’ampio letto grigio, sinuosamente tagliato dai canali più grandi e dai rivoli più piccoli, si espande di fronte all’ampia pianura di Gemona del Friuli e di Osoppo.

Monte Cuar Friuli Tagliamento
Fonte: Lorenzo Calamai
Il Tagliamento scorre verso sud oltre il Monte di Ragogna

Spostando lo sguardo verso destra, lo si osserva lambire il Monte di Ragogna, un colle che ricorda la schiena di un gigantesco dinosauro che emerge dalla pianura circostante. Dietro, le colline intorno a San Daniele del Friuli. La vista si perde verso l’orizzonte mentre il fiume continua la sua intrecciata e vorticosa discesa verso sud, nella pianura udinese.

Lo sguardo spazia a 360 gradi, consentendo di ammirare la corona di montagne nobili che spuntano all’orizzonte e lo circondano, regalando quel tipo di pienezza sensoriale che riescono a dare i panorami che, con un’espressione trita ma assolutamente efficace, chiamiamo mozzafiato.

Friuli, dal Natisone all’Isonzo: lungo il fiume in bicicletta

28 août 2024 à 17:53

Non c’è, in Italia, altra regione così brulicante di torrenti e fiumi balneabili e brillanti come il Friuli. La regione all’estremo nord-est del nostro paese è un vero e proprio regno delle acque, capace di conquistare i più indefessi amanti del turismo fluviale e di stupire al contempo anche i novizi del wild swimming.

Ad aumentare esponenzialmente l’attrattiva delle sponde di alcuni dei fiumi e dei torrenti friulani c’è la possibilità, non così frequente, di poterle esplorare in sella a una bicicletta, sfruttando magari alcuni dei percorsi ciclabili pensati per i visitatori della regione.

Pensate a quando andate in bicicletta nella vostra città: piste ciclabili intermittenti, automobilisti imprudenti, l’inquinamento che neutralizza il piacere del movimento a due ruote. Niente a che vedere con l’esperienza di pedalare tranquilli a stretto contatto con la natura che regala la ciclovia che collega Cividale del Friuli a Tolmin, in Slovenia, e che collega le rive del fiume Natisone a quelle dell’Isonzo.

Due corsi d’acqua straordinari. Il Natisone attraversa una valle stretta, dall’altitudine assai limitata, con usi, costumi e cultura separati da quelli del resto del Friuli. Le sue acque tendono allo smeraldino, sempre limpide e pure, raramente fredde (una rarità per certi corsi montani). L’Isonzo ha metà del suo corso in territorio italiano, ma le sue spiagge più belle, caratterizzate da piscine naturali con acque turchesi e cristalline su un fondale di sassolini bianchissimi, si trovano in Slovenia, nella zona compresa tra Kranjska Gora e Tolmin.

friuli ciclabile natisone isonzo
Il Natisone poco fuori da Cividale

Le due vallate, di qua e di là dal confine di Stato, hanno il vantaggio di mantenersi su un’altitudine media relativamente bassa, mentre i fianchi delle montagne si impennano ai loro lati. Così, anche per il ciclo-amatore alle prime armi non è impresa impossibile percorrere i 45 chilometri che compongono il percorso: il dislivello totale dell’intero percorso è di appena 350 metri, alla portata della maggior parte delle persone, e pertanto adatto a intere famiglie.

Cividale del Friuli, la partenza

La partenza del percorso ciclistico è a Cividale del Friuli, piccolo gioiello delle Valli del Natisone, di cui è anche il centro decisamente più rilevante.

Nata in epoca romana con il nome di Forum Iulii, dalla cui contrazione nasce il toponimo Friuli che andrà ad indicare l’intera regione, Cividale è un borgo storico, con un centro che merita una prolungata visita.

Vi si entra attraversando il Ponte del Diavolo, che permette di attraversare una vertiginosa gola dove scorre il fiume Natisone. Si accede quindi a Piazza del Duomo, con il duomo cinquecentesco che si trova di fronte al bel Palazzo comunale, ornato a sua volta dalla statua di Giulio Cesare, fondatore della città.

friuli ciclabile natisone isonzo
Fonte: Lorenzo Calamai
Cividale del Friuli vista dalle sponde del Natisone

In fondo alla piazza, sul lato opposto, si trova il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, ospitato in quello che fu il Palazzo dei Provveditori veneti, elegante edificio di impronta palladiana. Il Museo ospita soprattutto reperti del passato longobardo della città, che fu capoluogo del ducato stabilito in Friuli dopo la caduta dell’impero romano.

Altra mirabile testimonianza del passato di Cividale è il Tempietto longobardo, piccolo gioiello di architettura e scultura facente parte del complesso religioso di Santa Maria in Valle, all’estremità orientale del centro storico.

Il Museo archeologico nazionale e il Tempietto longobardo sono i due luoghi che fanno parte del sito seriale dell’UNESCO I Longobardi in Italia: i luoghi del potere, che raggruppa le tracce del passaggio storicamente, architettonicamente e artisticamente importante della popolazione longobarda nella Penisola, al fianco di luoghi come Benevento, Brescia, Campello sul Clitunno, Spoleto.

Partendo dal centro storico di Cividale prende quindi le mosse la pedalata lungo il corso del Natisone per giungere nella valle dell’Isonzo. Si risale il corso d’acqua sulla sponda in sinistra orografica sfruttando la pista ciclabile in sterrato ben tenuto fino alla vicina frazione di Ponte San Quirino, quindi si passa sull’altro lato e si attraversano tutte quelle piccole frazioni di San Pietro al Natisone che ospitano alcuni dei più bei luoghi dedicati al wild swimming lungo il fiume, soste ideali per una pedalata col giusto ritmo.

Le piscine naturali del Natisone lungo il percorso

Fin dalle prime battute, il percorso ciclistico affronta piste ciclabili dedicate o strade secondarie molto poco trafficate. In più, ci sono diversi spot dov’è possibile abbandonare la bicicletta per qualche decina di minuti, rinfrescandosi nelle più belle spiagge d’acqua dolce del fiume Natisone.

Poco dopo l’attraversamento del Natisone in località Ponte San Quirino, ad esempio, si arriva a Vernasso.

Qui l’area predisposta alla nota, chiassosa sagra locale, si trasforma in un gioiellino di pace e tranquillità durante la settimana. Vi si trova una larga spiaggia per metà costituita da sassi e per metà da un bel prato d’erba. Il fiume si allarga tranquillo in un’ampia piscina naturali dove rinfrescarsi in totale relax.

Non lontano, in località Oculis, è possibile una piccola deviazione: percorrendo una stradina tra i campi sulla destra si arriva a un piccolo ponte pedonale. A fianco del ponte un sentierino porta al letto del torrente e a una bella spiaggia riparata dalle fronde degli alberi. Le acque del Natisone scorrono placide all’ombra delle chiome: un luogo ideale per i giorni più caldi d’estate.

Superata la località di Cras si giunge all’incrocio con il ponte che attraversa il fiume. Mentre il percorso ciclabile continua seguendo le indicazioni per Antro e imbocca la strada sterrata sulla destra a pochi metri dall’incrocio, gli appassionati di wild swimming possono imboccare, anche in bici, il sentiero che scende a pochi metri dal ponte. Conduce a un’ampia radura boschiva a stretto contatto con una spiaggia in uno dei punti più belli del Natisone: una cascatella delimita l’inizio di un tratto molto spettacolare, con grosse conformazioni rocciose decorate da una timida vegetazione che sorgono dal letto del fiume, che sotto di loro raggiunge una elevata profondità.

Trampolini ideali per un acrobatico tuffo nelle temperate acque del Natisone, mentre l’ampia piscina naturale garantisce anche lo spazio per qualche rilassante bracciata.

Un’altra piccola piscina naturale si trova dietro al campo sportivo di Pulfero, che viene fiancheggiato dal percorso ciclistico che, infine, si sposta lungo la Strada statale 54 fino a Stupizza e poi al confine con la Slovenia.

A Stupizza l’ultima possibile deviazione per un bagno nel Natisone: in concomitanza della fermata dell’autobus del paesino, si seguono le indicazioni per il percorso tematico il Villaggio degli Orsi e la strada bianca che porta al ponte sul fiume. Da qui si accede alla lunga spiaggia di sassolini bianchi, con tanto spazio per sistemarsi (e anche per appoggiare le bici, se serve). La piscina naturale migliore si trova risalendo di un centinaio di metri a monte del ponte.

La Valle dell’Isonzo e lo sconfinamento in Slovenia

friuli ciclabile natisone isonzo
L’Isonzo scorre in terra slovena

Oltrepassato il confine nei pressi di Stupizza, si prosegue per qualche chilometro lungo il corso del Natisone sloveno, quindi si piega a oriente in direzione Tolmin, piegando verso la valle dell’Isonzo.

È qui che le cose si fanno un po’ più avventurose: il percorso lascia l’asfalto per uno sterrato comunque non impegnativo, tagliando per le campagne fino a Kobarid, quella che fu Caporetto, nota per la battaglia della Prima guerra mondiale.

Proprio in questo luogo carico di storia e di fascino, nel quale merita fermarsi a riprendere fiato, si incontra l’altro grande fiume di questo splendido viaggio a due ruote: da qui in poi si costeggia l’Isonzo fino a Tolmin, scendendo verso sud con lo sguardo rapito dagli scorci sulle sue acque turchesi e incredibilmente attraenti.

friuli ciclabile natisone isonzo
Una delle meravigliose spiagge sull’Isonzo

Poco a sud di Kobarid, in località Ladra, si trovano un paio di tratti di fiume splendidi, con ampie spiagge di sabbia sulle sponde delle acque turchesi del fiume.

Infine anche a Tolmin, termine ultimo della splendida pedalata, l’Isonzo regala un paio di splendidi spot per il wild swimming proprio a margine della città: dove il torrente Tolminka si getta nell’Isonzo formando un’enorme piscina naturale.

Così, anche una volta scesi dal sellino, ci sarà spazio per un ultimo tuffo prima del ritorno a casa.

In Friuli, tra wild swimming, meraviglie naturali, borghi e cultura

28 août 2024 à 13:56

Un enorme punto interrogativo: se si guarda da una foto satellitare il corso del Tagliamento, il fiume più importante, caratteristico e identitario del Friuli, lo si vede disegnare, con il suo ampio letto grigio solcati da azzurri canali che si staglia nelle immagini aeree, un’ampia curva iniziale per poi andare giù dritto, lungo la verticale nord-sud, fino a gettarsi nell’Adriatico.

In effetti il Tagliamento nasce nei pressi del Passo della Mauria, in Carnia, e scorre in direzione est fino al magico borgo di Venzone. Qui, scontrandosi con il massiccio montano delle Prealpi Giulie, è costretto a deviare repentinamente il suo corso verso sud con una grande curvatura che, molti chilometri più a valle, si stabilizza in un percorso più rettilineo verso sud.

Quella forma che ricorda un punto interrogativo ha un significato metaforico ma preciso: lungo il corso del Tagliamento si trovano molte risposte alle vostre domande sui luoghi da visitare nella vostra prossima vacanza in Italia.

Monte Cuar Friuli Tagliamento
Fonte: Getty Images
I canali intrecciati del corso del Tagliamento

Il Friuli è un paradiso per l’outdoor, una terra delle acque che invita a nozze gli amanti del wild swimming e della natura, un territorio bellissimo pieno di ricchezze culturali e culinarie che, malgrado una costante crescita turistica in anni recenti mantiene la sua originalità e offre zone ancora molto poco battute, ma assolutamente imperdibili.

Il Tagliamento e i suoi affluenti: le spiagge più belle del Friuli

Tagliamento, Arzino, Leale, ma anche Torre, Natisone, Isonzo e molti altri ancora. Sono i nomi di alcuni dei fiumi che condiscono il territorio del Friuli di una molteplicità di stupende spiagge d’acqua dolce, tra piscine naturali, canyon da esplorare e grandi cascate.

Le spiagge più belle del Friuli, infatti, non sono sul mare. Niente da togliere al litorale adriatico della regione, ma le vette di bellezza raggiunte dai fiumi e dai torrenti che costellano le mille valli delle province di Udine e Pordenone restano irraggiungibili: spiagge di minuscoli sassolini bianchi levigate dallo scorrere millenario dei corsi d’acqua, stupendi ambienti naturali da esplorare, torrenti dalle acque cristalline che regalano ogni possibile colorazione nello spettro del blu e dell’azzurro.

Friuli Val d'Arzino
Fonte: Lorenzo Calamai
Le sinuose curve dell’Arzino, uno dei torrenti più belli del Friuli

Uno spettacolo a cui è difficile resistere e che è molto vario: lungo il corso del Tagliamento sono innumerevoli le discese sull’ampio greto del fiume, dove in ogni giorno d’estate è possibile scorgere il cono degli ombrelloni piantati tra la ghiaia, mentre la gente si rinfresca dalla calura gettandosi nelle fredde acque del fiume; il torrente Arzino, suo affluente, è assai più selvaggio e montano, ma regala la possibilità di esplorarlo camminando direttamente nel letto del torrente, e i suoi colori sono unici; il torrente Palâr ha i puoi bei trampolini per tuffi adrenalinici tra le sue acque cristalline, e lo si può risalire esplorando un ambiente fluviale incontaminato; il fiume Natisone, più a est, è adatto a tutti i gusti, con spiagge comode da raggiungere e acque temperate dove sguazzare gioiosamente.

Spilimbergo e Venzone, borghi da non perdere

Il Friuli, la zona centro-occidentale della regione Friuli-Venezia Giulia, comprendente le province di Udine e Pordenone, è un territorio pieno non solo di attrazioni naturali, ma anche di splendide opere dell’uomo, che si possono ammirare nei borghi medievali e rinascimentali che popolano il suo territorio.

Il Duomo romano-gotico, il Palazzo del Daziaro, la Loggia della Macia e il Castello con il suo Palazzo dipinto sono le principali attrazioni del bel borgo di Spilimbergo, sulla sponda occidentale del Tagliamento. Una cittadina curata e viva, movimentata dai tanti eventi culturali che si susseguono nelle sue strade lastricate e pedonali del centro storico, animata dalle osterie che popolano i suoi vicoli e immersa in una atmosfera rinascimentale conferitale dalle opere d’arte di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, e dalle architetture che riportano gli stilemi romanici, gotici, e del Rinascimento Veneto.

Spilimbergo-Friuli
Il centro di Spilimbergo, uno dei borghi più belli del Friuli

Spilimbergo è inoltre per la Scuola mosaicisti del Friuli, centro di formazione di fama mondiale nell’antica (e resa contemporanea) arte del mosaico.

Ben più a monte, seguendo il corso del Tagliamento, si incontra Venzone. Antica cittadina rasa al suolo dal terremoto del 1976, è stata ricostruita così com’era, pietra per pietra, riportandola ad essere l’unico esempio rimasto in Friuli di cittadina fortificata del Trecento.

Cinta dalle antiche mura, Venzone affascina con la sua atmosfera medievale, con il Duomo di Sant’Andrea a recitare il ruolo di grande protagonista della scena. Il Municipio è uno splendido esempio di palazzo di stile gotico veneziano.

Nella Cappella di San Michele, vicino al Duomo, sono conservate le mummie di Venzone, una serie di corpi risalenti al XIV secolo. Nel Seicento circa una quarantina di mummie venne estratta dalle tombe del Duomo: il processo di mummificazione non era dovuto ad opera umana, ma a particolari condizioni naturali del luogo. I motivi esatti per cui la mummificazione sia stata possibile non è ancora stato determinato con precisione, ma si ritiene sia dovuto a una temperatura e umidità particolarmente adatte, oltre alla consistente presenza di solfato di calcio nel terreno e, forse, di un particolare tipo di fungo idrovoro.

Duomo di Venzone
Mura e Duomo di Venzone

Le colline di San Daniele e i gusti del Friuli

Un viaggio in Friuli non può prescindere dalle gioie del palato, che in Friuli sono peraltro più economiche che in molte altre regioni d’Italia, che si parli di cibo o di buoni bicchieri.

San Daniele del Friuli, oltre a essere un borgo seduto sul cocuzzolo di una dolce collina e meritare una visita, è naturalmente la patria di uno dei prosciutti più rinomati del Paese. La cittadina offre osterie e ristoranti di tutti i livelli e per tutte le tasche per assaggiare un prodotto prodigioso e unico al mondo, mentre le persone del luogo sapranno edurvi su quale, secondo loro, sia il prosciuttificio che in quel momento offre il prodotto migliore.

Da non perdere l’abbinamento con i fantastici formaggi locali e con alcuni dei vini bianchi più pregiati d’Italia, anche se non sono da sottovalutare i vini rossi freschi e leggeri che accompagnano spesso i pasti dei friulani.

Re della cucina friulana, infine, è il frico, ricetta contadina simbolo della regione. Si tratta di una sorta di tortino con due soli ingredienti di base: patate e formaggio. Lo si può arricchire con cipolla, salsiccia, speck, ma la ricetta di base prevede solo l’unione di qualche patata, come legante, e di una ricca grattugiata di formaggio che viene fatto fondere, fino a formare una crosticina dorata all’esterno. È così pronto ad essere impiattato per far innamorare della cucina friulana qualunque ospite, come accade da innumerevoli generazioni.

Cosa fare a Comacchio, la “piccola Venezia” sul Delta del Po

Par : ritarossella
3 août 2024 à 10:00

Comacchio, situata nella provincia di Ferrara, è spesso soprannominata la “piccola Venezia” per i suoi canali e ponti altrettando suggestivi e affascinanti. Questa cittadina nel cuore del Parco Regionale del Delta del Po offre una straordinaria combinazione di storia, cultura e natura ed è una piacevole meta per una gita di qualche giorno, praticamente tutto l’anno.

Comacchio, di sale e pesca

Con origini che risalgono all’epoca etrusca, Comacchio ha una storia piuttosto antica. Durante il Medioevo la città è stata un importante centro di commercio e produzione di sale, un’attività che contribuì notevolmente alla sua prosperità. La pesca, un’altra risorsa vitale, ha modellato la cultura e l’economia di Comacchio nel corso dei secoli. I monumenti e musei testimoniano la ricca eredità della città, come ad esempio, il Museo Delta Antico, situato nell’ex Ospedale degli Infermi, che espone reperti che raccontano la storia della vita sul Delta del Po dalla preistoria all’epoca romana. La produzione di sale, tra l’altro, è stata ripresa a fini culturali e didattici: dopo un lungo periodo di interruzione, le saline di Comacchio hanno ripreso a produrre sale in piccole quantità, soprattutto per mantenere viva la tradizione e per scopi educativi e turistici. Le visite guidate alle saline permettono ai visitatori di conoscere da vicino le tecniche tradizionali di produzione del sale, un’attività che ha avuto un’importanza storica fondamentale per l’economia della città.

Il centro storico

Il centro storico di Comacchio è un labirinto di canali, ponti e vicoli pittoreschi. Passeggiando tra le sue stradine, scoprirete angoli incantevoli e panorami suggestivi. Via Edgardo Fogli, una delle vie principali, è particolarmente vivace, con negozi e caffè che invitano a una pausa rilassante.

Trepponti

Simbolo indiscusso di Comacchio, il Trepponti è un ponte monumentale costruito nel XVII secolo, precisamente nel 1634, su progetto dell’architetto Luca Danese. Questo straordinario esempio di architettura idraulica è composto da cinque scalinate e tre archi principali che si uniscono in un unico punto centrale. Il nome “Trepponti” deriva proprio dalla fusione delle parole “tre” e “ponti”, riflettendo la particolare struttura del ponte con i suoi tre archi principali. È anche conosciuto come Ponte Pallotta, in onore del cardinale Giovanni Battista Maria Pallotta, che commissionò la costruzione. Il Trepponti è accessibile gratuitamente tutto l’anno e non è richiesto alcun biglietto per attraversarlo. Per una vista panoramica dei canali e del centro storico, il punto migliore per fermarsi è sulla cima delle scalinate centrali. Da qui, si possono ammirare le intersezioni dei canali e osservare il movimento della città. La luce migliore per scattare foto? Al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando il sole crea suggestivi giochi di luce e ombra.

Duomo di San Cassiano

Nel cuore di Comacchio, il Duomo di San Cassiano rappresenta la principale chiesa cittadina. Questo imponente edificio religioso, con la sua facciata neoclassica, risale al XVII secolo ed è dedicato al patrono della città. All’interno, si possono ammirare pregevoli opere d’arte, tra cui il magnifico altare maggiore in marmo, opere pittoriche del XVIII secolo e una serie di statue lignee raffiguranti santi. Particolarmente degni di nota sono il dipinto della Madonna col Bambino e Santi e il coro ligneo intagliato, che testimoniano l’abilità degli artisti e artigiani locali.

Museo Delta Antico

Situato nell’ex Ospedale degli Infermi, il Museo Delta Antico è una tappa imperdibile per chi visita Comacchio. Il museo ospita reperti archeologici che raccontano la storia del Delta del Po, dalla preistoria all’epoca romana. Tra i pezzi più significativi ci sono le antiche imbarcazioni romane e una collezione di strumenti utilizzati nella pesca e nella produzione del sale.

MARB e Manifattura dei Marinati

Un’altra tappa fondamentale è il MARB (Museo Archeologico del Delta del Po) e la Manifattura dei Marinati. Questa fabbrica-museo illustra il tradizionale ciclo di lavorazione delle anguille, pescate da secoli nelle acque salmastre di Comacchio. L’anguilla è conservata attraverso un procedimento di marinatura che è rimasto invariato nel tempo. L’anguilla marinata delle Valli di Comacchio è riconosciuta come Presidio Slow Food, un simbolo della tradizione gastronomica locale.

Canali, ponti e batane

I canali e i ponti sono il tratto distintivo di Comacchio. Una passeggiata lungo i canali regala una vista unica sulla città, con angoli nascosti e scorci suggestivi. Tra i ponti famosi, oltre al Trepponti, ci sono il Ponte degli Sbirri e il Ponte del Carmine. Un’esperienza imperdibile è una gita in batana, l’antica barca tipica di Comacchio. Le batane, con la loro forma sottile e lunga, sono ideali per navigare i canali stretti della città e scoprire la storia della pesca locale.

Il lungomare

Anche se Comacchio non dispone di un vero e proprio lungomare, la vicina Lido degli Estensi si presenta come una lunga spiaggia sabbiosa ideale per il relax e la balneazione. Lungo la passeggiata si trovano numerosi ristoranti e bar dove gustare piatti di pesce fresco.

Parco Regionale del Delta del Po e valli di Comacchio

Il Parco Regionale del Delta del Po è una delle aree naturali più importanti d’Europa, con una straordinaria biodiversità. I visitatori possono percorrere sentieri escursionistici, fare gite in bicicletta e partecipare a tour naturalistici per scoprire la ricchezza di questo ecosistema unico. Il parco propone diverse attività come il birdwatching, la pesca e il canottaggio.

All’interno del Parco, le Valli di Comacchio rappresentano un vasto complesso di lagune salmastre, paludi e canali che si estendono per oltre 13.000 ettari. Questo straordinario ecosistema umido è un paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching, con numerose specie di uccelli che nidificano e sostano durante le migrazioni. Tra le specie più avvistate si trovano fenicotteri, aironi, spatole e avocette.

Le visite guidate in barca sono un ottimo modo per esplorare le Valli e ammirare la flora e la fauna locali. Queste escursioni offrono l’opportunità di navigare tra i canali e le lagune, permettendo di osservare da vicino gli uccelli e altre specie animali nel loro habitat naturale. Le guide esperte forniscono informazioni dettagliate sulla storia, la geologia e l’ecologia della zona, arricchendo l’esperienza con curiosità e aneddoti.

Oltre al birdwatching, le Valli di Comacchio propongono altre attività interessanti, come la pesca sportiva e le escursioni a piedi o in bicicletta lungo i sentieri che attraversano il parco.

Escursioni nei dintorni di Comacchio

Nei dintorni di Comacchio ci sono numerose escursioni e gite di un giorno che meritano attenzione. Tra le mete più popolari ci sono il Bosco della Mesola, una riserva naturale che ospita cervi e daini; o città storiche come Ravenna, famosa per i suoi mosaici bizantini, e Ferrara, ricca di storia e patrimonio culturale, raggiungibili abbastanza comodamente e velocemente da Comacchio, sia in auto che con i mezzi pubblici.

Info pratiche

Come arrivare a Comacchio

Comacchio è facilmente raggiungibile in auto, trovandosi a breve distanza dalle principali autostrade. Per chi arriva in treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Ferrara, da cui è possibile proseguire con autobus o taxi. La città non ha un aeroporto proprio, ma gli aeroporti di Bologna e Venezia sono relativamente vicini e ben collegati tramite trasporti pubblici.

Muoversi a Comacchio

Muoversi a Comacchio è semplice e piacevole. Il centro storico è da esplorare a piedi, grazie alle dimensioni contenute e alla presenza di numerosi ponti e passerelle. Per raggiungere le valli e altre attrazioni nei dintorni, è possibile noleggiare biciclette o partecipare a tour guidati in barca. Gli autobus locali offrono un servizio affidabile per spostamenti verso le località vicine.

Cucina e gastronomia

La cucina di Comacchio è profondamente legata alle tradizioni del Delta del Po. Il piatto tipico per eccellenza è l’anguilla, preparata in vari modi, dalla marinatura alla grigliatura. Tra gli altri piatti locali si trovano le vongole veraci e le cozze, spesso accompagnate da vini locali come il Trebbiano e il Lambrusco. Non mancano inoltre i dolci tradizionali, come i pinza, biscotti secchi tipici della zona.

Comacchio Museum Pass

Il Comacchio Museum Pass è un’opzione conveniente per scoprire tutte le bellezze della città con un unico biglietto. Il pass (sempre da verificare prima) include gli ingressi al Museo Delta Antico, alla Casa Museo Remo Brindisi, alla Manifattura dei Marinati, oltre al giro in barca nelle Valli di Comacchio. Per ulteriori dettagli su prezzi, validità e modalità di acquisto, è consigliabile visitare il sito ufficiale del turismo di Comacchio o contattare gli uffici turistici locali.

Quando andare

Il clima di Comacchio è tipicamente temperato, con estati calde e inverni miti. La primavera e l’autunno, magari approfittando di qualche ponte o di un week end lungo, sono i periodi migliori per visitare la città, quando le temperature sono piacevoli e le folle meno numerose. L’estate è ideale per chi abbina la visita al mare, ma può essere molto affollata, soprattutto nei fine settimana e durante le festività, e molto calda. L’inverno è più tranquillo, ma alcune attrazioni potrebbero avere orari ridotti o essere chiuse.

 

Come visitare Londra in battello sul Tamigi e cosa vedere

16 juillet 2024 à 11:00

Londra è una città che mescola storia antica e modernità in una maniera sorprendente. Si tratta di una delle destinazioni turistiche più affascinanti del mondo, la cui visita è d’obbligo per tutti i viaggiatori. Sono tantissimi i modi per visitare la capitale del Regno Unito: attraverso lunghe camminate, sfruttando la fitta rete di mezzi pubblici oppure utilizzando gli iconici taxi. A queste modalità, però, va aggiunto sicuramente la possibilità di esplorare Londra attraverso un tour in battello lungo il Tamigi, un viaggio in barca che offre ai visitatori della città un’esperienza unica ed indimenticabile. Ecco come pianificare al meglio il tour di Londra in battello e cosa vedere.

Il fascino di un tour in battello sul Tamigi

Il Tamigi è il cuore pulsante di Londra, un fiume che ha visto secoli di storia passare lungo le sue rive. Viaggiare in battello in città offre una prospettiva diversa della capitale britannica, permettendo di ammirare gli iconici monumenti  inglesi e gli storici quartieri da un punto di vista decisamente privilegiato. Lontano dal traffico cittadino, i visitatori saranno in grado di godere di una navigazione tranquilla e rilassante, con una vista panoramica senza eguali.

Pianificazione del tour di Londra

Ci sono diverse compagnie che offrono crociere sul Tamigi, ognuna delle quali con itinerari e servizi differenti a disposizione. Sono disponibili differenti tour lungo il fiume, che possono variare da brevi crociere di mezz’ora ad escursioni di un’intera giornata. Prima di imbarcarsi, quindi, è essenziale pianificare il tour in battello, così da non perdere nessuna delle attrazioni. Anche la tipologia di battello è un fattore importante. Infatti, esistono battelli turistici standard, ma anche crociere con cena e spettacolo, per un’esperienza decisamente unica, ed imbarcazioni più piccole, ideali per chi è alla ricerca di un’esperienza più intima. La scelta sicuramente dovrà ricadere sul battello più adatto all’esperienza ricercata.

Le principali stazioni di partenza dei tour in battello sul Tamigi includono il molo di Westminster, il molo di Tower Pier ed il molo di Greenwich, quindi, in base alla posizione scelta per il pernottamento a Londra, sarà necessario verificare il punto di partenza più comodo e facilmente raggiungibile dalla propria sistemazione. Inoltre, è altamente consigliato acquistare i biglietti in anticipo, specialmente nei periodi di alta stagione, per evitare code e, soprattutto, garantire la disponibilità per il tour desiderato.

Ecco cosa vedere lungo il Tamigi: le principali attrazioni

Navigare sul Tamigi è un’esperienza che permette ai visitatori di osservare alcune delle attrazioni più celebri di Londra, molte delle quali si trovano direttamente lungo le rive del fiume, da una prospettiva unica e sicuramente indimenticabile.

Il Parlamento inglese ed il Big Ben

Iniziando il tour dalla stazione di Westminster, sarà possibile ammirare subito il maestoso Palazzo di Westminster, che ospita al suo interno la sede del Parlamento britannico, ed il famoso Big Ben, torre dell’orologio e simbolo della città. La vista dal fiume darà una prospettiva unica di questi edifici iconici, riconosciuti in tutto il mondo. Si raccomanda una visita al tramonto, quando gli edifici, grazie alle loro luci, sono particolarmente affascinanti, creando un’atmosfera magica.

Il London Eye, per una vista unica su Londra

Proseguendo il tour lungo il Tamigi, precisamente verso est, si incontra il London Eye, ovvero la ruota panoramica più grande d’Europa. Questa struttura moderna offre una vista spettacolare sulla capitale britannica e navigando lungo il fiume londinese è possibile apprezzarne la maestosità. Il London Eye è una tappa obbligata per gli amanti della fotografia o per chi, semplicemente, è alla ricerca di uno scatto indimenticabile.

La Cattedrale di St. Paul

Il tour prosegue e un’altra attrazione di cui si può godere è la cupola della Cattedrale di St. Paul, struttura considerata un capolavoro dell’architettura londinese, in grado di dominare lo skyline della città. Dal battello, si ha una visuale perfetta per ammirare questo edificio storico, che ha resistito negli anni ad incendi e bombardamenti, rappresentando, così, un simbolo di resilienza e bellezza della città Londra.

Il Tower Bridge e la Torre di Londra

Continuando la navigazione, si raggiunge il maestoso Tower Bridge, uno dei ponti più famosi al mondo. Caratterizzato dalle sue torri gotiche ed il meccanismo di apertura, questo ponte nel cuore di Londra rientra fra le attrazioni da non perdere se si visita la città. Poco distante, inoltre, si trova la Torre di Londra, che un tempo fu prigione e oggi è stata riconvertita a museo, le cui mostre saranno in grado di raccontare storie di re e regine, ma anche gioielli e tradimenti.

Vista del Tower Bridge dalle sponde del Tamigi al tramonto, con luci accese
Fonte: iStock
Vista del Tower Bridge dalle sponde del Tamigi

Il quartiere di Greenwich ed il meridiano

Infine, il quartiere di Greenwich, dove il battello attracca per consentire l’esplorazione di questa area storica della capitale. Greenwich ospita, inoltre, l’Osservatorio Reale, dove passa il famoso Meridiano Zero, punto di riferimento per il calcolo del tempo in tutto il mondo. Sarà possibile visitare in questo quartiere anche il museo marittimo nazionale ed ammirare il Cutty Sark, un antico clipper, ovvero veliero, restaurato con cura.

Come sfruttare al meglio il tour sul Tamigi

Un tour in battello sul Tamigi è un’esperienza straordinaria ed unica, ma allo stesso tempo è importante tenere a mente alcuni aspetti, utili per godere al meglio di questa visita nella capitale britannica.

Per rendere l’esperienza ancora più memorabile, è possibile combinare il tour in battello con altre attività, come ad esempio un tour in carrozza fra le vie della città, e scoprire così tutte le meraviglie di Londra. Ad esempio, molte compagnie offrono pacchetti che includono l’ingresso a varie attrazioni turistiche come il London Eye o la Torre di Londra. Alcune crociere serali, inoltre, offrono cene a bordo, con menu gourmet e spettacoli dal vivo, creando un’atmosfera romantica e suggestiva.

Un altro modo per arricchire il tour sul Tamigi è partecipare ad una crociera tematica. Ci sono crociere, infatti, che offrono guide specializzate in storia, architettura o addirittura letteratura, permettendo ai visitatori di approfondire la conoscenza di Londra ammirando i suoi monumenti più iconici.

Esplorare Londra in battello sul Tamigi è un’esperienza che permette di scoprire la città da una prospettiva unica. La tranquillità della navigazione, unita alla bellezza dei paesaggi e alla ricchezza storica e culturale dei monumenti lungo il fiume, renderà questo viaggio sul Tamigi un’esperienza indimenticabile.

Pianificare il tour con attenzione, scegliendo l’itinerario ed il tipo di crociera adatto, farà di questa esperienza un’avventura straordinaria. La soluzione adatta per gli appassionati di storia, per amanti della fotografia o semplicemente per chi è alla ricerca di un modo rilassante per scoprire la città, che sia, o meno, la prima volta nella fantastica città di Londra.

A Roma c’è una spiaggia in città, si chiama Tiberis

1 juillet 2024 à 07:30

Molte grandissime città del nostro pianeta non hanno la fortuna di essere bagnate dal mare, ma quando l’estate, il caldo e il sole arrivano scatta la voglia di andare in spiaggia. La cosa positiva è che alcune di queste località sono attraversate da lunghi fiumi, che nelle loro sponde permetto di creare delle spiagge artificiali. È il caso di Roma, la nostra eterna Capitale, dove è appena stata inaugurata Tiberis, una spiaggia sul fiume.

Dove si trova Tiberis e la differenza con le stagioni precedenti

Tiberis è una bellissima spiaggia romana situata più o meno al di sotto di Ponte Marconi, ovvero quello che costituisce la congiunzione dei due rami del viale omonimo che a nord del fiume si trova nel quartiere Portuense, nel XII Municipio, e a sud di esso nel quartiere Ostiense, nell’VIII Municipio.

Parliamo quindi di una banchina adesso attrezzata come spiaggia sul fiume, piena di aree relax, ombrelloni e lettini, tavoli da ping pong, biliardini e persino campi da beach volley. L’area di circa 2 ettari presenta anche giochi d’acqua ideali per i bambini e un chiosco che garantisce a tutti la possibilità di usufruire di un luogo comodo, accessibile, sicuro, pulito ed accogliente. Sono anche previste lezioni di yoga e di altre discipline, in modo da poter beneficiare della vicinanza alla natura che impreziosisce il letto del Tevere.

Non è la prima volta che a Roma d’estate si può approfittare di questa opportunità, ma le novità di quest’anno sono davvero tantissime: al calar del sole, e più precisamente dall’aperitivo in poi, Tiberis si arricchisce con eventi di musica dal vivo e serate di ballo, per finire la propria giornata nella migliore maniera possibile.

Tiberis diventerà una spiaggia permanente

Ma le novità non sono finite qui, perché a partire dal 15 ottobre, ovvero il giorno che il Comune di Roma ha fissato come termine della stagione estiva, l’area di Tiberis sarà interessata da dei lavori che punteranno a realizzare il nuovo parco fluviale Tevere Sud, che sancirà la restituzione definitiva di questi spazi preziosi alla cittadinanza.

Tiberis diventerà perciò un vero e proprio parco permanente, con la presenza di giochi d’acqua luminosi, con pedana e passerella antiscivolo, con nuove attrezzature e con la costruzione di una piazza con gradonata. Aumenteranno anche la aeree arboree ripariali con lo scopo di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. L’obiettivo, nei fatti, è quello di far diventare il biondo Tevere il più grande parco lineare di Roma (e non solo).

Come si può leggere sul sito del Comune di Roma, il primo cittadino, Roberto Gualtieri, ha commentato: “Essere riusciti a stabilizzare un luogo così bello e di qualità per noi è motivo di gioia. Questa spiaggia fluviale è solo una tappa del progetto più ampio dei parchi d’affaccio. Tiberis, con la programmazione anche invernale, diventa a pieno titolo il nono parco lungo il corso del fiume. Andremo avanti, per creare un unico parco fluviale lineare, il più grande d’Europa. Riportiamo il Tevere al centro della vita della città e Tiberis è il gioiello di questo progetto avendo anche questa dimensione di spiaggia, con tutti i servizi necessari per godere di questo spazio”.

Alla scoperta di Smederevo, l’antica capitale serba

29 juin 2024 à 09:49

Esistono città che sono diventate capitali grazie al loro sviluppo storico, e altre che sono state costruite per esserlo. Smederevo fa parte di questa seconda categoria. Ultima capitale medievale serba, nel corso del tempo le sono stati dati diversi epiteti: è chiamata città dell’acqua, la più grande fortezza di pianura d’Europa e la porta tra l’Oriente e l’Occidente.

Smederevo si trova nella Serbia centrale ed è il centro amministrativo del distretto di Podunavski. Si estende su una superficie di 481,5 km ed è delimitata dal Danubio a nord, dalla Velika Morava a est e dalle colline di Sumadija a sud e a ovest.

Gli antichi insediamenti romani di Mons Aureus e Vincea si trovavano nella zona dell’odierna Smederevo. La città viene menzionata per la prima volta nella Carta del 1019 d.C. dell’imperatore bizantino Basilio II, con il nome di “Sphenteromon”. Il suo clima è moderatamente continentale. Sul territorio di Smederevo vivono 117.134 abitanti, di cui 83.768 all’interno della città e della sua periferia.

La storia della città e della sua celebre fortezza

Uno dei motivi principali per visitare Smederevo è la famosa Fortezza di Djuradj, celebre per le sue finestre e la sua acustica particolare. Le magnifiche vetrare catturano ancora oggi le attenzioni dei visitatori come facevano in passato. Il loro infatti non è un vetro qualsiasi, ma proviene direttamente dall’isola veneziana di Murano. Mentre venivano costruite le torri di pietra a difesa della fortezza (ben 25), il corpo centrale era stato studiato per propagare al meglio la musica per il despota e il suo seguito reale, così come per i nobili di passaggio a Smederevo per affari o per pregare sulle reliquie di San Luca, oggi custodite a Padova. All’interno della fortezza ci sono ancora i resti della chiesa che per un periodo ospitò le memorie di uno dei quattro evangelisti.

La città si è estesa a partire dalla fortezza, a forma di triangolo, custodendo i segni della vita, delle battaglie e delle sofferenze, della sua crescita e del suo sviluppo nel corso della storia. Solo a Smederevo si può vedere un gelso di oltre 300 anni, sotto il quale Karadjordje prese le chiavi della città dal comandante turco nel 1805. Alla folla riunita disse: “Continuiamo dove ci siamo fermati, Smederevo è stata l’ultima capitale serba e sarà la prima capitale della Serbia liberata”. E in effetti, ancora oggi, si può vedere una targa commemorativa a Smederevo, sulla casa dove si trovava il primo governo serbo, dal 1805 al 1807.

Smederevo municipio
Fonte: iStock
Municipio di Smederevo

Dopo la fine della dominazione ottomana, fu la dinastia reale degli Obrenovic a segnare il volto della città. Vennero costruite chiese, uffici distrettuali, il tribunale, e la piazza della città fu resa più accogliente e moderna, in modo da essere al pari delle più belle capitali europee dell’epoca. La città doveva mostrarsi al meglio per accogliere quanti arrivavano a Smederevo, anche attraverso i collegamenti via nave, per il suo famoso vino. Gli operosi viticoltori e frutticoltori di Smederevo accolsero le navi al porto nel 1888 ed esposero i loro prodotti sul lungofiume del Danubio, senza sapere di aver dato vita a uno dei festival più antichi della Serbia, l’Autunno di Smederevo, quando la città si riempie di bancarelle di frutta, uva, vino e tanti altri prodotti gastronomici della zona. Il momento ideale per assaggiare la Smederevka, varietà autoctona di vino bianco, da cui l’antica capitale prende il suo nome.

Avendo sempre avuto un importante significato strategico, Smederevo fu attaccata due volte dagli eserciti austro-ungarici e tedeschi, sempre respinti, durante la Prima Guerra Mondiale. Fu la Seconda però a portare a Smederevo l’evento più distruttivo della sua storia. La Fortezza comincio ad accogliere gli armamenti delle forze militari del Regno di Jugoslavia. Tonnellate di scatole di munizioni, granate, polvere da sparo, esplosivi, barili di carburante, benzina, olio furono trasportati nella fortezza da ogni parte. Il 5 giugno 1941, alle 14:14, il deposito di esplosivi nella fortezza di Djuradj saltò in aria. In pochi secondi causò la morte di 2.500 persone e ne ferì il doppio, mentre un terzo delle case della città fu demolito. Il monumento commemorativo di quella tragedia si trova nell’area tra il Museo di Smederevo e la Fortezza.

Nel dopoguerra Smederevo si è sviluppata come città industriale, grazie alla ferriera, tuttora in funzione, che ha dato il via all’industria della città e dell’intera Serbia, ma è anche una città di giovani, di sport, di turismo e naturalmente di vino. Smederevo è nota per la sua atmosfera rilassata e per l’eccellente offerta enogastronomica.

Quello dell’acciaieria è un tema complesso perchè, se è vero che ha fornito lavoro e opportunità  di crescita e sviluppo per l’economia e per gli abitanti di Smederevo, non vanno dimenticati i problemi dovuti  all’inquinamento prodotto dall’industria. La qualità dell’aria, ma anche di acqua e suolo, specialmente nei vicini villaggi di Radinac, Vranovo e Ralja, è considerata inaccettabile. Il tema non è nuovo ma persiste fin dal 1960. L’inquinamento però sarebbe aumentato dal 2016 in poi, quando la nuova proprietà dell’acciaieria, l’azienda cinese HBIS, ha aumentato la produzione senza, denunciano gli attivisti locali, fare alcun investimento in tencologie che potessero limitare le emissioni.

Fortezza di Smederevo
Fonte: iStock
Vista dall’alto della Fortezza di Smederevo

Smederevo, cosa fare e cosa vedere

Smederevo offre molto ai visitatori, indipendentemente dal tempo e dal periodo dell’anno. La città dispone di un numero incredibile di attrazioni, paesaggi pittoreschi e luoghi incantevoli ed è una destinazione perfetta in ogni stagione, facilmente raggiungibile da Belgrado. Se vuoi conoscere meglio la Serbia, il suo patrimonio e la sua storia, Smederevo è destinazione ideale. Qui trovi la nostra Top 10 delle cose da fare a Smederevo: ce n’è per tutti i gusti!

  1. Fai un tour a piedi della città per orientarti al meglio. Puoi partire esplorando la chiesa di San Giorgio, una delle più grandi chiese serbe del XIX secolo, e scoprire la storia generale della città.
  2. Visita la Fortezza di Smederevo, la più grande fortificazione di pianura in Europa. È una fortezza triangolare con 25 torri.
  3. Da non perdere la Chiesa dell’Assunzione della Santa Madre di Dio, risalente al XV secolo. Gli scavi archeologici condotti nel 1982 hanno dimostrato che la chiesa è stata costruita sul sito di una necropoli più antica.
  4. Fai un tour delle regioni vinicole per conoscere l’origine del miglior vino di Smederevo. La Smederevka, che prende il nome dalla città di Smederevo, è il vitigno principale e il simbolo tradizionale della viticoltura della regione.
  5. Visita il Museo della Storia della città con manufatti risalenti all’epoca romana. Il tesoro museale esposto offre ai visitatori l’opportunità di rivivere la storia della regione e di farsi un’idea della sua ricchezza e imprevedibilità.
  6. Fai una crociera: niente di più rilassante di una crociera lungo il fiume Danubio. È un’attività perfetta per le giornate estive, adatta a tutte le età e un ottimo modo per vedere Smederevo da una prospettiva diversa, lontano dalla folla.
  7. Visita la Biblioteca comunale, una delle più antiche istituzioni culturali di Smederevo, fondata nel 1846.
  8. Visita la Villa della Collina d’Oro, un tempo residenza estiva della dinastia reale degli Obrenovic, situata nella parte più bella della città, su una collina rivolta a nord, verso il Danubio e le pianure del Banato.
  9. La Città del Vino è da non perdere. Questo luogo particolare, con le sue botti a forma di casa, ha persino strade che portano i nomi dei vini per cui questa regione era famosa fin dall’antichità.
  10. Goditi il tuo viaggio al massimo visitando Piazza della Repubblica, un luogo di incontro, riposo e divertimento tra i giovani e gli anziani della città. Con la sua continuità storica, la forma urbana triangolare e il patrimonio rappresentativo, mostra l’identità della città stessa e, insieme alla Fortezza, ne esprime il profilo riconoscibile.

Come arrivare a Smederevo

Il comune di Smederevo si trova in una posizione geografica estremamente comoda da raggiungere. Si trova a circa un’ora di distanza da Belgrado, la rinata capitale serba:

  • sull’autostrada internazionale E-75, il Corridoio 10 che collega Budapest, Belgrado, Nis, Salonicco e Atene
  • si trova sulla linea ferroviaria internazionale che collega Budapest e Belgrado con Atene e Sofia
  • sulla parte più attraente della sponda del Danubio in Serbia, con una riva adatta alla costruzione di porti e marine, con aree vicine sviluppate industrialmente, sul Corridoio internazionale 7
  • a 45 km da Belgrado, centro amministrativo, economico e turistico della Serbia
  • l’aeroporto internazionale Nikola Tesla si trova a 60 km da Smederevo

Per raggiungere Smederevo da Belgrado ci sono almeno una decina di autobus al giorno (ogni 30 minuti) dalla stazione degli autobus di Lasta. Alcuni di questi passano dall’autostrada e sono un po’ più costosi, anche se non necessariamente più veloci. La maggior parte prende la strada più panoramica via Grocka, lungo un alto crinale sopra il fiume Danubio. La stazione degli autobus di Smederevo è vicina alla Fortezza, così come la stazione ferroviaria. Esiste anche un servizio di autobus frequente per Vrsac, attraverso le città di Kovin e Bela Crkva a nord del Danubio.

Come muoversi a Belgrado: mezzi, costi e consigli

27 juin 2024 à 10:00

Belgrado, oggi capitale della Serbia e un tempo della Jugoslavia, è una città ricca di fascino, ma ancora troppo poco conosciuta rispetto alle altre capitali europee. Essendo situata sul Danubio è perfetta anche come meta strategica per esplorare tutto ciò che ha nelle vicinanze. Come ogni luogo per molto segnato dalla guerra, anche Belgrado ha quel fascino decadente che in ogni caso la rende davvero suggestiva. Sono molti, infatti, i suoi punti d’interesse da visitare assolutamente. Prima di stilare una lista delle cose da vedere è necessario capire come muoversi a Belgrado, magari con una esaustiva guida turistica alla mano. Ecco consigli, info e costi.

Come arrivare dall’aeroporto al centro

Se si arriva a Belgrado in aereo si atterra all’aeroporto Nikola Tesla che dista circa 20 chilometri dal centro storico, quindi circa 20 minuti. Per raggiungere la città basterà utilizzare i mezzi pubblici. Quali? Sicuramente bus e tram in prima linea. Anche i taxi sono molto utilizzati dai turisti grazie ai loro costi contenuti e alla loro comodità.

Vediamo nel dettaglio linee e costi per raggiungere il centro storico:

  • taxi: costo medio €20,00; tempo di percorrenza: 20-30 minuti. Il servizio taxi info si trova proprio vicino all’uscita dell’aeroporto.
  • bus: linee 72 e 607; costo medio: 89,00 RSD, cioè € 0,80; tempo di percorrenza: circa 30 minuti.
  • minibus: linea A1; costo: 400,00 RSD, cioè € 3,40; tempo di percorrenza: circa 40 minuti. Solitamente le corse sono ogni 20 minuti.
spostarsi a Belgrado
Fonte: iStock
Visitare il centro di Belgrado: come. spostarsi

Come muoversi in città

Se la meta del nostro viaggio è Belgrado è importante sapere che per muoversi in città ci sono numerose soluzioni, la scelta dipende soltanto dai gusti e dalle esigenze personali. Le alternative possibili sono: muoversi a piedi, con i mezzi pubblici o in auto. Ognuno, chiaramente, ha i suoi vantaggi.

A piedi

Sicuramente per scoprire le bellezze cittadine, camminare a piedi è la formula ideale perché così è più semplice entrare in sintonia con la città respirando la sua atmosfera senza tempo. Lungo un percorso di circa 2,5 chilometri è possibile partire dal tempio di San Sava per poi continuare su via Skerlićeva e Bore Stankovica, fino a Piazza della Repubblica e il quartiere Bohemien di Skadarlija, uno dei luoghi di riferimento per la movida di Belgrado. La città serba è una perfetta meta da scoprire a piedi anche perché sono molte le aree pedonali e quelle verdi dove poter camminare in totale relax e, magari, riposarsi su qualche panchina.

In bus

Sono  numerosi i turisti che decidono di utilizzare il bus anche perché le sue 112 linee coprono in modo organizzato la città. Sia con il bus che con il tram è possibile raggiungere ogni parte di Belgrado. Uno dei suoi punti di forza è il servizio 24 ore su 24 che garantisce mezzi per tutto il giorno. I costi? Un biglietto per una corsa singola dura 90 minuti e ha un costo di 89,00 RSD, quindi € 0,75. Se, invece, si acquista direttamente sul bus e ha un costo di 150,00 RSD, cioè € 1,30.

In tram

Sicuramente il tram è il mezzo di trasporto più panoramico e affascinante per visitare Belgrado. Con le sue 12 linee (dal n° 2 al 14) è perfetto per muoversi nel centro città e nei quartieri vicini che vengono coperti capillarmente. Il servizio in questo caso non è 24 ore su 24, ma va dalle 4 di mattina a mezzanotte. Un biglietto del tram ha durata di 90 minuti e un costo di 89 RSD che equivale a 0,75 euro.

In filobus

Tra i numerosi mezzi pubblici di Belgrado c’è anche il filobus, attivo dal 1947 e ancora oggi molto utilizzato. Anche questo è utilissimo e comodo per spostarsi nel centro storico grazie alle sue 5 linee. Il costo di un biglietto è esattamente come quello di bus e tram, cioè 89 RSD (€ 0,75).

In metro

Attenzione alle fake news che si trovano in rete: la metro a Belgrado non è ancora attiva. Nonostante i numerosi progetti che hanno portato all’ideazione di un piano d’azione per muoversi in questa direzione, la capitale della Serbia non ha ancora ottenuto una prima linea di metropolitana. Nonostante ciò, si continua a sperare che quel progetto possa essere messo in atto non solo per i turisti ma per chi vive la città nella quotidianità e potrebbe trarne un incredibile vantaggio.

spostarsi a Belgrado
Fonte: iStock
Visitare il centro di Belgrado: come. spostarsi

In auto

Non è impossibile muoversi a Belgrado in auto, ma se si è turisti è sconsigliato. I motivi sono vari, quelli più rilevanti sono:

  • difficoltà di trovare parcheggio: le aree del centro storico sono 3 e ognuna ha tempi limitati e tariffe diverse (nella zona rossa si può sostare al massimo 1 h, nella zona gialla massimo 2 h, nella zona verde massimo 3 h). I parcheggi sono tutti a pagamento. Se si arriva a Belgrado con la propria auto è consigliato scegliere un hotel o un appartamento dotato di parcheggio in modo da poter lasciare lì il proprio mezzo per la durata della vacanza.
  • limiti di velocità: diversi da quelli italiani.
  • cartelli stradali: scritti in serbo, quindi non facilmente comprensibili per chi non conosce la lingua.

Consigli sui quartieri di Belgrado

Come ogni altra città anche a Belgrado ci sono quartieri più tranquilli in cui si può passeggiare a ogni ora del giorno e altri che, invece, sono da evitare.

Il centro storico non è soltanto interessante e suggestivo da scoprire, ma è anche uno di quelli più consigliati anche per alloggiare. Si può considerare il cuore della città dove è possibile visitare numerose attrazioni come musei, teatri e gallerie d‘arte, ma anche frequentare bar, locali e boutique.

Anche ​​Skardalija che si trova proprio accanto al centro storico, è uno dei quartieri consigliati. Perché? Per i suoi vicoli affascinanti, i negozi e i numerosi ristoranti. Ideale anche per una vacanza con bambini.

Dorćol che è considerata la zona più antica di Belgrado, si divide nella parte alta (Gornji Dorćol) e nella parte bassa (Donji Dorćol), entrambe luoghi da visitare assolutamente. Qui, tra le altre cose, è consigliata la visita alla cittadella di Kalemegdan dove è possibile ammirare le antiche rovine romane.

Il quartiere di Vračar è il più piccolo della città e offre bar e locali in quanto è principalmente residenziale. Da visitare qui c’è la cattedrale ortodossa più grande del mondo, il Saint Sava Temple. Facile raggiungerlo dalle altre zone cittadine perché si raggiunge a piedi ed è collegato molto bene anche con i mezzi pubblici.

3 giorni a Bratislava: cosa fare nella capitale della Slovacchia

Par : ritarossella
12 juin 2024 à 12:00

Bratislava, la capitale della Slovacchia, situata sulle rive del Danubio, offre una combinazione perfetta di storia, cultura e modernità. Sono sufficienti pochi giorni per immergersi nella sua atmosfera, esplorando i castelli, le chiese, i musei e assaggiare le specialità della cucina locale. La città, con il suo centro storico compatto e facile da visitare a piedi, è perfetta per un weekend lungo o come tappa durante un viaggio più lungo in Slovacchia. Vediamo insieme cosa fare in 3 giorni per conoscere Bratislava.

Giorno 1: scoperta del centro storico

Piazza Hodžovo námestie e Palazzo Grassalkovich

La visita può iniziare da Piazza Hodžovo námestie, una delle piazze principali della città. Qui si trova il Palazzo Grassalkovich, residenza ufficiale del Presidente della Slovacchia. Costruito nel XVIII secolo, il palazzo è un esempio magnifico di architettura barocca. Il giardino presidenziale (Prezidentská záhrada), sul retro del palazzo, è aperto al pubblico e l’ingresso è gratuito. Qui si trova la bella fontana della giovinezza, al cui interno sono scolpite tre giovinette, e la statua della grande Maria Teresa d’Austria a cavallo. Ogni giorno alle 12.00 si ripete il cambio della guardia al Palazzo Presidenziale, un momento solenne quasi all’altezza di quello londinese.

Chiesa Blu di Sant’Elisabetta

Si prosegue verso la Chiesa Blu, ufficialmente conosciuta come la Chiesa di Sant’Elisabetta, un gioiello dell’Art Nouveau. Con la sua facciata blu pastello -da cui prende il nome- e i dettagli in mosaico, è una delle attrazioni più fotografate della città. Sono colorate di blu anche le panche interne e le mura nei pressi delle finestre dai colori sgargianti. Costruita all’inizio del XX secolo, la chiesa è unica nel suo genere e rappresenta una tappa imperdibile della visita alla capitale.

Porta di San Michele

Il cammino porta verso la Porta di San Michele, l’unica porta rimasta delle antiche fortificazioni medievali della città. Risalente al XIV secolo, la torre della porta, alta 51 metri, offre una vista panoramica sul centro storico. All’interno, il Museo delle Armi presenta una collezione di armi storiche e armature. Da giugno a settembre è possibile tornare indietro nel tempo, all’epoca delle incoronazioni di importanti sovrani: nel Punto foto-video dell’Incoronazione, al primo piano della Torre, è ricostruito un ambiente arredato in stile d’epoca ed un autentico modello 3D della città storica con il percorso del corteo dell’incoronazione dove scattare foto e scaricare video.

Passeggiata per il centro storico

La giornata si può concludere con una passeggiata senza meta per le strade acciottolate del centro storico. Si possono scoprire piazze pittoresche, come la Piazza Principale (Hlavné námestie), circondata da edifici storici e caffè all’aperto. La cena rigorosamente da consumare in uno dei tanti ristoranti locali per gustare piatti tradizionali slovacchi, come i bryndzové halušky (gnocchi di patate con formaggio di pecora).

Giorno 2: arte, storia e panorami mozzafiato

Cattedrale di San Martino

Il secondo giorno può iniziare con una visita alla Cattedrale di San Martino, uno dei luoghi di culto più importanti di Bratislava. Costruita nel XIII secolo, questa cattedrale gotica è famosa per essere stata il luogo di incoronazione dei re ungheresi. Da ammirare le vetrate colorate e l’interno maestoso della chiesa, dove nel 1835 Ludwig van Beethoven ha eseguito la sua Missa solemnis e dove nel 1884 Franz Liszt ha diretto la sua Messa d’Incoronazione ungherese. All’interno, percorrendo la lunga e alta navata centrale fino al fondo, si può ammirare la statua a cavallo di San Martino e la bella cappella di San Giovanni, progettate entrambe da Georg Raphael Donner. Di notevole interesse architettonico, alzando lo sguardo, sono le volte reticolate e l’alta cupola di 85 metri. A un quarto d’ora a piedi dalla cattedrale, si trova il memoriale Chatam Sofer, ultime vestigia dell’antico cimitero ebraico di Bratislava distrutto nel 1943.

Castello di Bratislava

Si prosegue con la visita al Castello di Bratislava, simbolo iconico della città e da tempo sede del Parlamento della Slovacchia. Situato su una collina che domina il Danubio, a 80 metri d’altezza sopra il fiume, e visibile da tutta la città, il castello offre viste spettacolari su Bratislava e i suoi dintorni. Per la sua posizione strategica, il castello ha ospitato nel tempo insediamenti dei Celti, dei Romani, degli Slavi e degli Ungheresi. L’aspetto attuale del castello risale al XIII secolo, a cui hanno seguito diverse modifiche e una ristrutturazione nella seconda metà del XX secolo. Il museo all’interno del castello racconta la storia della Slovacchia dal Medioevo a oggi attraverso una ricca collezione di reperti storici e opere d’arte. La visita del museo comprende le mostre e l’accesso al Castello.

Museo della Città di Bratislava

Il pomeriggio può essere dedicato alla scoperta del Museo della Città di Bratislava, situato nel Vecchio Municipio. Questo museo offre una panoramica completa sulla storia della città, dalle sue origini medievali ai giorni nostri. Le mostre presentano artefatti storici, mappe antiche e modelli architettonici.

Lungo il Danubio

La giornata si può concludere con una passeggiata lungo il Danubio per ammirare le luci della città che si riflettono sull’acqua. In alternativa, sono organizzate diverse crociere serali sul fiume, cena inclusa.

Giorno 3: Escursioni e cultura

Castello di Devin

Il terzo giorno può iniziare con una gita fuori porta al Castello di Devin, situato alla confluenza del Danubio e del fiume Morava. Le rovine del castello, che risalgono al IV secolo, offrono una vista mozzafiato sui fiumi e sui paesaggi circostanti. Il castello ha svolto un ruolo cruciale nelle difese contro le invasioni barbariche, perché era inespugnabile e permetteva il controllo dei traffici fluviali. Il castello si trova poco distante dal centro di Bratislava e si può raggiungere dalla capitale con i mezzi, o anche a piedi attraversando la riserva naturale Devinska Kobyla; oppure utilizzando i servizi fluviali, con le barche a disposizione nel piccolo porto cittadino (situato in Fajnorovo nabrezie 2).

Casa del Buon Pastore

Rientrando in città, si può visitare la Casa del Buon Pastore, una delle case rococò meglio conservate della città. L’edificio ospita il particolare Museo degli Orologi, che espone una collezione unica di orologi storici slovacchi, inclusi orologi da parete, da tasca e da torre.

Arte contemporanea

Il pomeriggio può essere dedicato all’arte contemporanea visitando la Galleria Nazionale Slovacca e il Museo di Arte Danubiana Meulensteen, situato lungo il Danubio. Questi spazi espositivi presentano una vasta gamma di opere d’arte moderne e contemporanee, offrendo un’interessante visione della scena artistica slovacca.

Informazioni pratiche

La Bratislava CARD

Per visitare i musei della capitale può essere conveniente la Bratislava CARD, una carta turistica ufficiale che permette di conoscere e vivere il meglio che la città di Bratislava e la sua regione offrono, in poco tempo e a un prezzo conveniente. Include 23 musei, diverse audioguide e mezzi pubblici. È possibile scegliere tra una classica carta in plastica o una versione digitale sostenibile, compatibile con le piattaforme iOS e Android.

Cosa mangiare

La cucina slovacca è ricca e variegata. Da non perdere i bryndzové halušky, gnocchi di patate con formaggio di pecora, e il kapustnica, una zuppa di crauti. Si può anche provare il guláš, un gustoso stufato di carne, e il lokše, un tipo di pancake di patate. Per i dolci, lo šúľance, gnocchi dolci con semi di papavero, è una delizia.

Come arrivare a Bratislava e come muoversi

La capitale slovacca è facilmente raggiungibile in aereo, con voli diretti dalle principali città europee. L’aeroporto di Bratislava è a soli 9 km dal centro città, collegato da bus e taxi. Il centro storico è ben servito dai mezzi pubblici, ma si visita facilmente a piedi e in bicicletta con bike sharing. Bus e treni servono anche i dintorni della città; in alternativa è possibile noleggiare un’auto.

Quando andare

La capitale è incredibilmente viva tutto l’anno e ospita diversi eventi e festival internazionali che possono essere una buona occasione per visitarla. L’inverno, con i suoi mercatini di Natale, ha un fascino particolare, ma anche l’autunno con la visita nei dintorni di vigneti e natura è un buon momento per un viaggio in Slovacchia.

La regione del Kvarner: il gioiello nascosto della Croazia

13 mai 2024 à 13:02

Regione del Kvarner: tra mare cristallino e montagne

Ci troviamo nel territorio del Quarnero (o Quarnaro), dal nome croato Kvarner. Un luogo affascinante disteso tra l’Istria e le tranquille isole Quarnerine di Cherso e Lussino. La regione comprende anche Fiume, con il suo vivace panorama cittadino e un patrimonio storico e culturale tutto da esplorare, collegandosi anche con la splendida Riviera di Abbazia (Opatija riviera). Proprio qui si possono ancora ammirare le splendide ville antiche spesso trasformate in hotel di lusso, i parchi ben curati e il romantico lungomare in cui passeggiare al chiaro di luna.

Ce n’è per tutti i gusti: puoi rinfrescarti nelle tranquille foreste del Montanaro oppure rilassarti sotto il sole, lungo le dorate spiagge della Riviera di Cirquenizza: il Kvarner è uno scrigno di esperienze che aspetta solo di essere esplorato.

Fonte: Luca Tabako -TB Kvarner
Kvarner

Le spiagge incontaminate del Kvarner: un paradiso marino

Per coloro che cercano il massimo relax il Quarnero custodisce i luoghi perfetti in cui godersi la natura e immergersi delle sue acque cristalline: le isole di Lošinj (Lussino), Cres (Cherso) e Krk (Veglia) incantano con le loro spiagge incontaminate e i paesaggi verdi lussureggianti che le abbracciano.

Tra le spiagge più suggestive troviamo: San Biagio (Sv. Blaž), Piccolo bok (Mali bok), Grotte azzurre (Plave Grote) e Lubenizze, nell’isola di Cherso, oppure le spiagge di Cikat, Kadin e Veli Zal nell’isola di Lussino. A Veglia (Krk), che rientra anche nel territorio di Quarnerolo (più a est), si possono ammirare le spiagge di Vela Luka e Vela plaža o la Spiaggia dorata (Punat/Stara Baška).

Queste isole croate offrono lo sfondo perfetto per una vacanza rigenerante. Che tu voglia rilassarti in un lussuoso resort con vista sull’Adriatico o che tu sia intenzionato a esplorare calette nascoste e baie isolate, le isole del territorio del Quarnero promettono serenità e tranquillità ad ogni angolo.

Fonte: Luka Tabako
Località balneare di Baska

Immergiti nei sapori del Kvarner: un viaggio gastronomico speciale

Il viaggio tra le bellezze del Kvarner non può non comprendere anche la scoperta del suo ricco patrimonio culinario.

La città di Fiume e i suoi dintorni sono vivaci località anche dal punto di vista culinario. Qui puoi assaggiare prelibatezze a base di pesce fresco e gustosi piatti tradizionali che portano con sé le influenze dei sapori mediterranei e centro-europei dei secoli passati.

Nella riviera che ospita la città di Abbazia (Opatija), eleganti resort offrono un’ampia gamma di specialità gastronomiche della regione, con ristoranti lussuosi dove vivere un’esperienza di alta cucina.

Assicurati di provare le squisite specialità del Kvarner, come la pasta šurlice con salsa di agnello o l’iconico gambero del Kvarner, un ottimo esempio della maestria culinaria della regione.

Fonte: TB Opatija
Gambero del Kvarner – Opatija

Mentre il sole estivo tramonta sulle paradisiache spiagge del Kvarner, non potrai che raccogliere i ricordi indelebili di una vacanza immersa in paesaggi mozzafiato e alla scoperta della vibrante cultura croata..

Che tu abbia trascorso le tue giornate sdraiato su spiagge dorate baciate dal sole, esplorando città storiche o gustando la deliziosa cucina locale, una cosa è certa: il Quarnero lascia un’impressione memorabile su tutti coloro che visitano questo territorio unico. Allora, perché aspettare? Inizia a pianificare la tua vacanza da sogno al Kvarner e scopri la bellezza e il fascino del  gioiello nascosto della Croazia.

 

 

Le 5 migliori spiagge d’acqua dolce della Lunigiana

11 mai 2024 à 12:30

La Lunigiana è quell’estremo lembo nordoccidentale della Toscana, chiuso a ovest dal mare, a nordest dall’Appennino toscoemiliano e a sud dalle Alpi Apuane. Una terra di confine tra le attuali Liguria, Emilia e Toscana, con alle spalle una storia peculiare e  millenaria e una cultura che fa eccezione rispetto a quella della regione di cui fa parte, o di quelle confinanti.

Un territorio segnato dal passaggio del fiume Magra, in particolare, ma che per la verità rappresenta una vera e propria terra dei fiumi. Nessun’altra parte della Toscana è così ricca di fiumi e torrenti che si offrono per conformazione al wild swimmingin un susseguirsi di spiagge d’acqua dolce dalla bellezza stordente e che offrono una splendida alternativa selvaggia al vicino Mar Tirreno. Niente lidi, ombrelloni e lettini, soltanto acqua cristallina, il verde del bosco e la voglia di un tuffo rinfrescante a contatto con la natura.

1. Le Pozze di Treschietto sul torrente Bagnone

Tra le frazioni del comune di Bagnone, inteso come l’affascinante borgo capoluogo del territorio in questione, spicca Treschietto, contraddistinto dalla spettacolare torre del castello dei Malaspina che domina la valle del Bagnone, inteso stavolta come il torrente affluente del Magra che caratterizza questa valle.

La valle del torrente Bagnone è un vero e proprio paradiso del wild swimming e nei pressi di Treschietto si trova uno dei luoghi più belli per goderne. Scendendo dall’abitato verso Mochignano, altra frazione più a valle, si compiono un paio di tornanti e poi si passa su un vecchio ponte sopra il torrente. Una volta superato, si apre uno spiazzo sul margine destro della carreggiata dove poter lasciare l’auto e scendere sul letto del fiume in meno di cinque minuti grazie a una traccia di sentiero che attraversa i prati.

Fonte: Lorenzo Calamai
L’invitante piscina naturale delle Pozze di Treschietto

In corrispondenza dell’arrivo sulla riva del torrente si può scendere nella piccola gola dove le acque si restringono, dando vita a una bella piscina naturale sotto una impetuosa cascatella e offrendo posto per sistemarsi sui massi riparati dal sole. La zona più bella è però quella che si trova risalendo per qualche decina di metri il corso del Bagnone, fino ad arrivare proprio sotto al grande ponte attraversato con l’auto. Qui sotto un’ampia polla di acqua verdissima è contornata da massi che si trasformano nel trampolino ideale per un tuffo e una nuotata, visto che la parte centrale della piscina naturale è assai profonda.

Fonte: Lorenzo Calamai
Bagno alle Pozze di Treschietto

2. I Bozzi di Vico del torrente Redivalle

Non lontano da Treschietto, nella borgata Montale della frazione Vico, si trova una bella spiaggia d’acqua dolce che offre ampio spazio per un lungo momento di relax, comode piscine d’acqua dolce e una scenografica cascata con la possibilità di un elettrizzante tuffo nella polla sottostante. Qui ci si bagna nel torrente Redivalle, un altro dei principali corsi d’acqua della valle del Bagnone. Per arrivarci bisogna percorrere la Strada provinciale 67 fino a Vico. Entrati in paese, seguire le indicazioni stradali per Valle e imboccare la strada che porta a Montale. Qui percorrere tutto l’abitato e proseguire sulla strada sterrata per poco meno di un chilometro, fino al passaggio su un ponticello, quindi posteggiare ai margini della strada.

Fonte: Lorenzo Calamai
Le piscine naturali di Vico Montale sul torrente Redivalle, molto gettonate per la tintarella

Poco oltre, alcuni sentieri CAI salgono verso la maestosa cascata Pisciaron di Pungitopo, osservabile soltanto da debita distanza, e salgono al Rifugio dei Fagianelli. Dalla parte opposta della strada, un ampio sentiero scende sul letto del torrente, dove accanto a un vecchio mulino abbandonato si trovano pozze d’acqua fresca e cristallina, con ampi massi piatti dove sdraiarsi al sole.

Seguendo il corso del torrente per poche decine di metri, si giunge ai veri e propri Bozzi di Vico, una cascata con un salto di sette/otto metri in una polla sottostante. Un sentiero aggira la cascata e permette di accedere ai massi sottostanti per fare comodamente il bagno, ma per i più audaci un tuffo dalla sommità della cascata è un’attrazione adrenalinica da non perdere.

Fonte: Lorenzo Calamai
La cascata: dalla sommità si può fare un bel tuffo direttamente nella polla sottostante

3. Il Ponte della Colombaia a Pracchiola

Pontremoli è la cittadina più rilevante della Lunigiana. In mezzo al borgo scorre il fiume Magra, che vi arriva da nordest, dalla cosiddetta Valdantena, dal nome etrusco del corso d’acqua. Qui un gruppo di borghi rurali, affascinanti quanto semi-abbandonati, punteggia la collina, dominando i silenziosi boschi circostanti. Uno di questi è Pracchiola, frazione di Pontremoli con poco più di un centinaio di abitanti, costituito da belle case in pietra e vicoli tortuosi, arcate e volte.

Poco prima di arrivare al parcheggio ai margini del paese, si incontra un ponte sul fiume Magra. Si tratta di un ponte moderno che cela sotto di sé l’antico Ponte della Colombaia, risalente al Quattrocento. Lasciate l’auto a bordo strada e, utilizzando il sentiero che si apre sulla destra della carreggiata poco prima del ponte asfaltato, scendete verso il ponte antico.

Fonte: Lorenzo Calamai
Il quattrocentesco Ponte della Colombaia sorveglia lo scorrere del fiume Magra da tempo immemore

Da qui, con una discesa un po’ impervia, potrete accedere alle meravigliose piscine naturali sottostanti. Il torrente passa sotto al ponte quattrocentesco in uno stretto canyon per poi estendersi in una piscina naturale piccola ma deliziosa, non molto profonda, prima di saltare in una più grande, dove l’acqua è più alta. Ci si può sistemare tra i ciottoli e la ghiaia che rimangono immediatamente a valle della piscina più bassa, senza tralasciare un tuffo nell’acqua cristallina della più alta.

4. Le Cascate del Pontaccio a Magliano

A metà tra il bel borgo di Fivizzano e la piccola Licciana Nardi, in una zona della Lunigiana da dove si gode una vista assolutamente strepitosa sulle cime delle Alpi Apuane, si trova la frazione di Magliano. Nei pressi di un’ampia curva a U della Strada provinciale 21 si può lasciare l’auto a bordo strada e imboccare il sentiero che scende in meno di 5 minuti sul letto del torrente Arcinasso, un piccolo corso d’acqua che però in questa zona ha realizzato, con la sua incessante azione erosiva, un vero e proprio capolavoro naturale.

Fonte: Lorenzo Calamai
Una delle tre cascatelle consecutive del Pontaccio di Magliano

Se immaginate un paradiso dell’Eden, un angolo di pianeta Terra celestiale, questo deve somigliare alle Cascate del Pontaccio. Utilizzando il sentiero per risalire a monte della prima cascata che si incontra, infatti, si apre uno scenario unico: una serie di cascatelle di acqua cristallina formano quattro piscine naturali consecutive, scavate in una roccia argillosa che conferisce una colorazione pastello all’ambiente circostante.

Al Pontaccio non è semplice fare un bagno vero e proprio: le piscine sono piccole e poco profonde, ad eccezione della prima dove si può effettuare un tuffo. Si tratta però del luogo ideale per un picnic e per una giornata di relax con nelle orecchie il solo suono dello scorrere del torrente, rinfrescandosi con un’immersione zen nelle sue acque.

Fonte: Lorenzo Calamai
Il sole entra schermato dalle chiome degli alberi del bosco circostante: è un luogo ideale per ripararsi dai giorni più caldi dell’estate

5. Le Piagnare del Magra a Groppodalosio

Se vi state godendo una vacanza in Lunigiana, vi sarete accorti della peculiare costruzione dei tetti di molte delle vecchie case in pietra. La copertura è costituita infatti da piagne, lastre di arenaria disposte in triplice strato per proteggere dalla pioggia.

Dal nome di tali lastre nasce il nome delle Piagnare, un tratto spettacolare del fiume Magra dove il corso d’acqua scorre in mezzo a una ripida parete rocciosa di arenaria. Il colore scuro della pietra contrasta con il verde e l’azzurro delle purissime acque del Magra, qui davvero incontaminate.

Fonte: Lorenzo Calamai
Lo sbocco del sentiero è direttamente sopra la principale piscina naturale, con ampio spazio per sistemarsi

Le Piagnare si trovano nei pressi del paese di Groppodalosio, una frazione della Valdantena, nel comune di Pontremoli. Per raggiungerle si deve raggiungere il paese di Previdé, attraversarlo e proseguire verso Casalina. Quando su una curva verso destra, si può vedere un cancello pedonale in legno e filo di ferro chiudere il passaggio a un sentiero che si inoltra nel bosco, si è trovato l’accesso ad uno dei luoghi più belli per il wild swimming dell’intera Toscana.

In meno di tre minuti, infatti, il sentiero sbuca nei pressi di una grande piscina naturale formata dal Magra, con ampi massi all’ombra e al sole dove stendersi. L’esposizione del luogo permette di avere il sole per gran parte della giornata, cosa utile se si considera che ci si trova a circa 500 metri di altitudine e che le acque del fiume qui hanno temperature abbastanza fredde.

Fonte: Lorenzo Calamai
Un contesto naturale incontaminato e mozzafiato

Lo scenario naturale è strepitoso: la ripida lastra di arenaria arriva fino a un gigantesco masso che divide in due il corso del fiume poco più a monte. Si può risalire il corso d’acqua agilmente, avventurandosi fino al ponte di Groppodalosio, una vecchia ma solida costruzione in pietra dalla quale passa la Via Francigena e dalla quale si può risalire fino al paese.

Sulle acque incantate della Senna: le crociere del 2024

Par : marcobaldini
13 avril 2024 à 10:25

Con l’arrivo della primavera, le navi Avalon Waterways tornano a solcare i fiumi d’Europa, tra cui la romantica Senna sulle orme di Monet e dell’Impressionismo, la corrente pittorica che ebbe un effetto dirompente sull’arte che va dall’Ottocento ai giorni nostri.

Lasciata Parigi, le crociere fluviali raggiungono la Normandia, lungo un percorso ricco di significati e suggestioni che raccontano alcune delle pagine più importanti della storia, dell’arte e della cultura francese: dalla guerra dei Cent’Anni e Giovanna d’Arco, passando da Napoleone e giungendo, appunto, fino alle impressioni pittoriche di Monet e alle grandi battaglie del Novecento.

Navigare lungo la Senna: un punto di vista privilegiato sull’Impressionismo

Sono passati 150 anni da quando Monet, Pissarro, Degas, Morisot, Renoir e colleghi rivoluzionarono il modo di concepire l’opera d’arte e il ruolo stesso dell’artista all’interno della società e Avalon Waterways rende omaggio a questa straordinaria stagione con tre crociere lungo il corso della Senna, che dal cuore di Parigi taglia il nord-ovest della Francia fino a sfociare in Normandia.

La partenza è da Parigi, la favolosa Ville Lumière che pullula di luoghi legati a Monet e all’Impressionismo, dall’Orangerie, che conserva alcune delle tele più famose dell’artista, fino alla mostra tematica ospitata dal Musée d’Orsay, da Montmartre alla Senna, passando per il Moulin de la Galette e per il Folies Bergère.

Ma i luoghi più significativi dell’esperienza di vita e di arte di Claude Monet sono senza dubbio quelli che si incontrano a bordo delle navi sulle due rive della Senna, da Vernon e Giverny, dove il pittore visse per 40 anni e coltivò la sua grande passione per il giardinaggio, fino alla Cattedrale di Rouen.

La crociera si conclude nel luogo in cui l’Impressionismo è cominciato: proprio a Le Havre, dove la Senna incontra l’Oceano.

Non soltanto Impressionismo: altri cinque motivi per partire

L’Impressionismo è uno spunto che affascina ma non è l’unico motivo per partecipare a una crociera lungo la Senna.

Infatti, tra le attività del terzo giorno di crociera, in cui la nave Avalon Wateways sarà ancorata a Conflans, c’è anche una visita alla località dove la deliziosa crema Chantilly è nata e al suo Castello dove apprendere i segreti della golosa ricetta.

In alternativa alla visita a Chantilly, è possibile scoprire un altro luogo simbolo dell’arte ovvero Auvers, che si specchia nell’Oise, affluente della Senna. Qui terminò la tormentata esistenza di Vincent Van Gogh.

Ancora, tra le attività facoltative del terzo giorno, è prevista una tappa al Castello di Malmaison, opulenta residenza alle porte di Parigi dove tutto parla dell’Imperatrice Giuseppina, prima moglie di Napoleone Bonaparte.

Il quinto giorno, invece, durante la sosta della nave a Rouen è possibile ripercorre i passi di Giovanna d’Arco tra la Cattedrale, la  Tour Jean d’Arc dove fu processata e tenuta prigioniera e la place du Vieux-Marché, mentre il sesto giorno Avalon Waterways propone un tour di un’intera giornata nei luoghi più significativi dello sbarco alleato in Normandia tra cui Omaha Beach, il monumento di Pointe du Hoc e il cimitero americano o, in alternativa, una visita guidata dei siti commemorativi britannici e canadesi, tra cui il cimitero britannico, il Pegasus Memorial, la città balneare di Arromanches, il centro di Juno Beach e il cimitero di guerra canadese di Bény-sur-Mer.

Le partenze: date e tariffe

Le crociere Avalon Waterways lungo la Senna nel 2024 saranno tre, in partenza a bordo della nave Avalon Tapestry: il 14 maggio (a partire da 3.031€ a persona in cabina doppia), il 25 giugno (a partire da 3.031€ a persona in cabina doppia) e il 20 agosto (a partire da 2.712€ a persona in cabina doppia).

Tutti i prezzi sono per persona in cabina doppia e includono tasse portuali e mance.

Crociera sulla Senna a Parigi con Torre Eiffel
Fonte: iStock
Crociera fluviale lungo la Senna a Parigi

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