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Parte in Lombardia ‘Ottobre Rosa’ per prevenire tumori femminili

7 octobre 2025 à 15:17

Regione Lombardia rinnova anche per il 2025 l’appuntamento con ‘Ottobre Rosa’, il mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili. Un’iniziativa che coinvolge ASST, ATS, strutture sanitarie e associazioni del territorio per promuovere visite gratuite, screening e momenti di sensibilizzazione in tutte le province lombarde.

Le iniziative di ‘Ottobre Rosa’ 2025 in Lombardia

Durante tutto il mese di ottobre sono in programma open day, incontri informativi, consulti medici e visite senologiche e ginecologiche gratuite, oltre a campagne di comunicazione per ricordare alle donne l’importanza della diagnosi precoce.

foto generica bertolaso che qui nel cs commenta iniziativa ottobre rosa 2025 in lombardia

Programmi di screening e percorsi informativi

I Centri Screening (ATS) e le Breast Unit regionali (ASST, erogatori privati accreditati, IRCCS) hanno programmato giornate dedicate alla prevenzione, con percorsi di informazione e accesso facilitato ai programmi di screening oncologici gratuiti messi a disposizione dal Servizio Sanitario Regionale.

Bertolaso: prevenzione è chiave della salute

“La prevenzione – sottolinea l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è la chiave della salute. Con ‘Ottobre Rosa 2025’ vogliamo ricordare a tutte le donne lombarde che una visita può salvare la vita. Regione Lombardia è al loro fianco con servizi gratuiti, strutture d’eccellenza e iniziative diffuse su tutto il territorio”.

Qui di seguito le iniziative presenti sul territorio lombardo divise per ATS.

MILANO
BERGAMO
BRESCIA
BRIANZA
INSUBRIA
PAVIA
VALPADANA
MONTAGNA

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La ‘3 giorni’ dedicata a sport e salute in piazza Città di Lombardia

25 septembre 2025 à 16:17

“Una bella iniziativa che anima la nostra piazza Città di Lombardia nel segno dello sport e della salute. Un binomio che, fin dall’inizio del mandato di questa Giunta, è sempre stato al centro della nostra attenzione, diventando sempre più importante un modello per favorire stili di vita corretti“.

Sport e salute in piazza Città di Lombardia

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana dopo aver segnato un calcio di rigore e messo a segno un canestro, in piazza Città di Lombardia, a Milano, trasformata per tre giorni in una grande arena sportiva in occasione di ‘One health day’. Un evento gratuito e aperto a tutti che propone un grande laboratorio a cielo aperto dedicato al tema della salute coniugata allo sport. L’obiettivo, grazie alla collaborazione di Regione Lombardia e con il patrocinio di Coni, Cip e delle federazioni sportive, nonché di associazioni ed enti di cultura, coinvolge istituzioni, università, Irccs e realtà di volontariato.

Tre giorni in piazza Città di Lombardia

In piazza, per la giornata d’apertura, anche l’assessore regionale alla  Sicurezza  e Protezione Civile Romano La Russa, e il sottosegretario allo Sport e Giovani Federica Picchi che aprendo i lavori ha evidenziato “l’impegno e l’attenzione che Regione Lombardia mette in campo per valorizzare ogni disciplina, esaltandone il valore e l’importanza che assume anche e soprattutto a livello sociale”.

“Vedere nella nostra piazza – ha aggiunto Federica Picchi – ospitare, con successo, campi da calcetto, da pallacanestro e da pallavolo, così come spazi dedicati alla scherma, al baseball, alle arti marziali e al golf, è motivo di grande soddisfazione. Un esperimento riuscito che ci spinge a proseguire in questo tipo di iniziative”.

Uno spazio dedicato ad Areu

Uno spazio importante è dedicato anche ad Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza). Qui il presidente Fontana, nel ringraziare operatori, personale e il direttore generale Massimo Lombardo, si è impegnato in una simulazione di manovra di rianimazione cardiopolmonare.

 

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Midsummer School 2025, a Milano il punto sulle cure oncologiche

9 juillet 2025 à 17:23

A Palazzo Lombardia al via  la Midsummer School 2025 ‘Il futuro delle cure oncologiche si incontra a Milano’ un importante momento di confronto scientifico internazionale sul presente e sul futuro della medicina oncologica.

L’iniziativa, articolata in tre giornate di lavoro, prosegue il 10 e l’11 luglio all’Istituto europeo di oncologia (Ieo). L’evento, promosso da Regione Lombardia e Motore Sanità, ha l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca, clinica e politiche sanitarie, promuovendo modelli innovativi per la prevenzione, la diagnosi e la terapia dei tumori.

La scelta di Milano e della Lombardia per discutere di questa branca della medicina non è casuale. La Lombardia e il nord Italia hanno, infatti, una lunga storia nell’ambito oncologico rappresentando la prima regione la Lombardia, seguita dal Veneto e dall’Emilia-Romagna come attrattiva per ciò che concerne la mobilità interregionale. La Lombardia è sede del primo Cancer Center in Italia con l’Istituto nazionale dei Tumori di Milano che diede impulso alla ricerca onco-chirurgica sul tumore alla mammella, è la regione con il più alto numero di Irccs con ampia propensione alla cura ed alla ricerca onco-ematologica, è sede di una rete oncologica collaborativa e non organizzativa, è attenta alla prevenzione primaria e secondaria, ed è capace di offrire diagnostica, cura e gestione tecnologicamente avanzate.
La Midsummer School esaminerà quindi i punti di forza e le criticità della Lombardia e del Sistema sanitario nazionale che dovrà rigenerarsi per mantenere i suoi princìpi fondativi.

Ad aprire i lavori istituzionali a Palazzo Lombardia, è stato il vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone, a seguire sono intervenuti gli assessori regionali Romano La Russa (Sicurezza e Protezione Civile) e Alessandro Fermi (Università, Ricerca e Innovazione).

Ricerca e innovazione pilastri della sanità

“Regione Lombardia – ha dichiarato il vicepresidente Marco Alparone – considera la ricerca e l’innovazione due pilastri fondamentali della propria azione in ambito sanitario. I nostri istituti rappresentano da tempo eccellenze nazionali e internazionali, dove la ricerca si sviluppa all’interno di un ecosistema integrato che coinvolge università, mondo industriale e un sistema sanitario regionale solido e altamente qualificato. Come istituzioni abbiamo il compito di sostenere, anche attraverso investimenti mirati e programmazione strategica, un modello che consenta a tutti i cittadini, non solo lombardi, ma provenienti da ogni parte d’Italia, di accedere alle migliori terapie disponibili senza alcuna disparità. I numeri che gestiamo quotidianamente, dal bilancio alla programmazione, non sono mai fini a sé stessi: servono a garantire l’universalità del diritto alla salute, soprattutto nelle aree più delicate come quella oncologica, dove la ricerca salva vite ogni giorno”.

Midsummer School 2025, tre giorni di confronto sull’oncologia

Durante le tre giornate, esperti, clinici, ricercatori e rappresentanti istituzionali si confrontano su temi cruciali come l’oncologia di precisione, le nuove tecnologie terapeutiche, l’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi, l’equità di accesso e la sostenibilità dei sistemi sanitari.

Grande supporto da innovazione tecnologica e intelligenza artificiale

“È bello che si parli di futuro – ha sottolineato l’assessore Alessandro Fermi – ovviamente non dimenticando i grandi passi in avanti che grazie al mondo della ricerca, ai medici, ai ricercatori, a tutti coloro che hanno contribuito negli ultimi 20 anni a fare degli straordinari miglioramenti sulle cure oncologiche. Se solo pensiamo dove eravamo 20 anni fa e dove siamo arrivati oggi dobbiamo essere orgogliosi. Nei prossimi 5-10 anni faremo importanti passi in avanti rispetto a quelli che sono stati fatti negli ultimi 20. L’innovazione tecnologica e il contributo dell’intelligenza artificiale potranno dare un grande supporto alle cure oncologiche”.

Regione Lombardia al fianco degli ospedali pubblici e privati

“Qualche anno fa al semplice sentir nominare la parola cancro – ha commentato l’assessore Romano La Russa – sarebbe stata una tragedia:  indubbiamente è sempre e comunque un evento estremamente grave, ma offriamo ai cittadini qualche speranza in più rispetto al passato. Tutto ciò solo ed esclusivamente grazie alla ricerca che negli anni è stata condotta in Italia e in particolare in Lombardia. La Regione Lombardia è infatti da sempre impegnata al fianco di tutti gli ospedali pubblici e privati“.

 

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Sanità, nomine Regione Lombardia per direzioni ATS, ASST e IRCCS

30 décembre 2024 à 13:37

La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha assunto una serie di provvedimenti relativi ad avvicendamenti alle direzioni generali delle ATS e ASST lombarde.

Nomine Lombardia in ATS e ASST

Nello specifico, alla direzione generale dell’ATS Valpadana Stefano Manfredi sostituisce Ida Ramponi. Inoltre, all’ATS Montagna Monica Fumagalli sostituisce Vincenzo Petronella. E, quindi, all’ASST Valtellina/Alto Lario Ida Ramponi sostituisce Monica Fumagalli.

E le novità nei CdA degli IRCCS

Contestualmente, per quanto riguarda, gli IRCCS – con un decreto del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – indicati ai rispettivi CdA i nominativi dei nuovi componenti. Per la direzione generale dell’Istituto dei Tumori di Milano il nominativo di Maria Teresa Montella (al posto di Carlo Nicora). E, per quella del San Matteo di Pavia, Vincenzo Petronella (al posto di Stefano Manfredi).

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‘Collabora e Innova’, 100 milioni per trasferimento tecnologico a imprese

13 décembre 2024 à 12:53

Sono 137 i progetti presentati per il bando ‘Collabora e Innova’, con il quale Regione Lombardia mette a disposizione 100 milioni di euro. Obiettivo, promuovere le relazioni tra imprese, università e centri di ricerca per la messa a sistema delle competenze strategiche e delle eccellenze presenti sul territorio.

L’obiettivo è favorire il trasferimento tecnologico e l’utilizzo di nuove tecnologie da parte del sistema produttivo lombardo.

Fermi:  ‘Collabora e Innova’ misura che soddisfa imprese Lombardia

“Il gran numero di progetti presentati non può che renderci orgogliosi. Evidenziano quanto questa misura vada incontro alle esigenze di imprese, università e centri di ricerca – spiega l’assessore all’ Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi -. La maggior parte dei progetti prevede attività sia di ricerca industriale che di sviluppo sperimentale. Solo 6 progetti sono dedicati esclusivamente allo sviluppo sperimentale. Due esclusivamente alla ricerca industriale. Almeno 25 proposte riguardano l’Intelligenza Artificiale”.

Gli investimenti complessivi proposti ammontano a circa 683,3 milioni di euro, a fronte di una richiesta di contributo pubblico totale pari a 324,4 milioni di euro. L’importo medio di contributo richiesto per progetto è di circa 2,4 milioni di euro. E’ la dimostrazione della capacità del territorio di mettere a terra grandi progetti.

“Rispetto agli ecosistemi dell’innovazione identificati nella strategia di specializzazione intelligente regionale – aggiunge l’assessore – mi piace sottolineare che ben 61 dei progetti presentati rientrano nella sezione ‘Salute e Life Science’.  A seguire, 22 riguardano  ‘Manifattura Avanzata’, 21 la ‘Sostenibilità’, 15 ‘Connettività e Informazione’. Altri 9 la ‘Nutrizione’, 4 ‘Smart Mobility e Architecture’, 3 ‘Cultura e Conoscenza’ e 2 ‘Sviluppo Sociale’”.

Nel complesso il numero di partner coinvolti nelle diverse proposte è di 754, con un numero assoluto di soggetti partecipanti pari a 573 (le imprese potevano partecipare a un solo progetto, gli organismi di ricerca a un massimo di 15 progetti). Le imprese partecipanti sono 518, così suddivise: 274 micro/piccole imprese, 110 medie imprese e 134 grandi imprese. Gli organismi di ricerca partecipanti sono 55, di cui 24 pubblici e 31 privati.

“Anche le Università e gli Ircss lombardi – conclude Fermi – hanno risposto in modo positivo a questo bando.  Gli Atenei sono presenti in 97 progetti, dei quali 6 come capofila. Gli Irccs sono presenti in 34 progetti, dei quali 3 come capofila”.

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Minori in cura oncologica: rifinanziata misura a sostegno famiglie

18 novembre 2024 à 17:16

Promuovere interventi di supporto e sostegno alle famiglie con minori in cura oncologica. È questo l’intento della misura approvata dalla Giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini.

L’intervento rifinanzia il bando che si aprirà nei primi mesi del prossimo anno. Garantirà continuità al percorso innovativo avviato per la prima volta quest’anno.

Il contributo previsto promuoverà le progettualità presentate da Enti del Terzo Settore, iscritti all’anagrafe delle Onlus o enti privati no profit che, in raccordo con le Asst, Irccs o strutture private accreditate presenti sul territorio di Regione Lombardia, svolgono attività di accoglienza, aiuto concreto e alloggiativo, assistenza sociale, supporto ai bisogni educativi, psicologici, ricreativo-ludici dei minori e delle famiglie.

“Abbiamo voluto rinnovare questa misura – ha affermato l’assessore Elena Lucchini – perché vogliamo essere al fianco dei genitori che devono affrontare un momento di profondo dolore e di sconvolgimento dei piani di vita familiare. La prosecuzioni dei progetti di supporto anche nel prossimo anno potenzierà la rete dell’associazionismo e gli enti del Terzo settore di tutto il territorio regionale. L’obiettivo è consolidare un intervento innovativo. Oltre a offrire un aiuto concreto a tutte quelle famiglie che assistono con dedizione i loro figli con una patologia oncologica, in cura nelle nostre strutture sanitarie”.

Le risorse messe a disposizione per questo Avviso ammontano a 300.000 euro. Il contributo regionale per ogni singolo progetto ammesso garantirà la copertura fino a un massimo dell’80% del costo complessivo del progetto. E comunque non superiore a 30.000 euro.

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Ricerca, un successo le adesioni di Università e Irccs a iniziative Regione

31 octobre 2024 à 19:39

Laboratori per lo studio dell’invecchiamento e la produzione di terapie avanzate, simulatori dinamici per la guida di aeromobili, ma anche dispositivi medici gestibili a distanza tramite app o macchinari che applicano l’Intelligenza Artificiale per migliorare e velocizzare gli screening diagnostici. Sono solo alcuni dei fabbisogni di ricerca e innovazione che le università e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) lombardi hanno presentato come maggiormente sfidanti per il territorio lombardo, in risposta alle due manifestazioni di interesse totalmente innovative da poco chiuse dalla direzione generale Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia.

Obiettivi delle due manifestazioni di interesse per infrastrutture di ricerca

Su indicazione dell’assessore Alessandro Fermi, infatti, Regione ha raccolto due esigenze: quella delle università di potenziare quelle infrastrutture di ricerca che svolgono attività di trasferimento tecnologico verso le imprese, con il preciso obiettivo di rafforzare la competitività del territorio lombardo; quella degli Irccs per stimolare il trasferimento tecnologico verso il tessuto imprenditoriale lombardo per favorire futuri investimenti nelle soluzioni innovative, prototipi e nuovi prodotti o servizi sviluppati nell’ambito delle scienze della vita, a beneficio dei pazienti e della società.

Fermi: un risultato al di là di ogni più rosea aspettativa

“Siamo decisamente soddisfatti delle risposte che sono arrivate alla nostra consultazione – spiega Fermi – abbiamo registrato l’adesione dell’87% degli atenei lombardi e dell’80% degli Istituti di ricerca, un risultato che va ben al di là di ogni più rosea aspettativa. Questo conferma la validità della mia idea”. Entrando nel dettaglio e partendo dalla consultazione per le Università, hanno aderito 13 Atenei (tutti gli 8 pubblici e 5 privati), presentando un totale di 50 fabbisogni.

La fase attuativa

“Ora procederemo alla seconda fase attuativa – sottolinea l’assessore – che prevede lo sviluppo di un’azione ad hoc per il sostegno economico delle infrastrutture universitarie per la ricerca dedicate al trasferimento tecnologico con le risorse del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR 2021-2027). Gli uffici della DG Università Ricerca Innovazione sono al lavoro per individuare lo strumento più appropriato per valorizzare il patrimonio di conoscenze e di tecnologie innovative espresso dalle università in modo che il sistema della ricerca e dell’innovazione lombardo rappresentato anche dal tessuto delle imprese possa rimanere all’avanguardia in un contesto altamente sfidante di tecnologie in rapido mutamento”.

La sfida degli Irccs per il trasferimento tecnologico

A questa seconda manifestazione di interesse hanno aderito 15 Irccs (3 pubblici e 12 privati), proponendo in totale 32 fabbisogni. “Emerge un grande potenziale di innovazione – sottolinea Fermi – che rischia di rimanere inespresso. Ciò avviene poiché le fasi di sviluppo immediatamente successive alla ricerca di base richiedono mix di competenze, tempi di realizzazione e rispetto di rigorosi standard regolatori che gli investitori sono restii a supportare a causa dell’alto rischio di fallimento e dei lunghi tempi per il raggiungimento del mercato.

L’impatto dell’investimento pubblico

“E’ proprio in questa fase – ha aggiunto – che l’impatto dell’investimento pubblico può essere più significativo. Queste risorse possono diventare il volàno di ulteriori investimenti di grande valore per la collettività. Grazie alla partecipazione collaborativa degli Irccs alla consultazione, Regione Lombardia può ora dare avvio alla seconda fase del percorso.  Si prevede in particolare la definizione di una misura di sostegno alle attività di ricerca negli Irccs pubblici e privati lombardi per il trasferimento tecnologico, da avviare nei primi mesi del 2025”.

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Regione Lombardia intensifica le misure a tutela dei lavoratori sanitari

21 octobre 2024 à 16:13

Regione Lombardia rafforza il proprio impegno nella tutela dei lavoratori sanitari e socio-sanitari dalle aggressioni con una serie di misure operative volte a prevenire e contrastare gli episodi di violenza che si verificano all’interno delle strutture sanitarie. La Direzione Welfare ha infatti inviato una circolare alle Ats, Asst e Irccs con alcune disposizioni anche alla luce della recente normativa nazionale che rafforza la protezione degli operatori sanitari prevedendo la procedibilità d’ufficio in caso di violenze e l’inasprimento delle pene.

Bertolaso: vogliamo garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini

“Episodi di violenza contro gli operatori sanitari e socio-sanitari – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – non possono e non devono essere tollerati. Regione Lombardia ha deciso di rafforzare il proprio impegno con una serie di misure concrete per garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini. Le nuove disposizioni, in linea con la normativa vigente, puntano a prevenire e contrastare le aggressioni all’interno delle strutture sanitarie. La collaborazione con le Forze dell’ordine, il monitoraggio continuo degli episodi di violenza e il supporto psicologico e legale per i lavoratori aggrediti sono solo alcune delle azioni messe in campo.”

I dati in Lombardia su aggressioni a sanitari

“La sicurezza degli operatori – ha specificato l’assessore – deve essere garantita a priori ma anche nelle fasi successive in caso si verifichi un evento di aggressione. Per tutelare il nostro personale oltre a segnalare gli eventi violenti alla Procura, gli enti sanitari dovranno valutare di costituirsi parte civile nell’ambito dei processi penali. Ho infatti detto ai Direttori generali che questa deve diventare una prassi. Nel 2022 segnalate in Procura solo il 6 % delle aggressioni fisiche. Nel 2023 il dato è addirittura in calo al 4%. Anche in questo caso l’espressione fondamentale è ‘prendersi in carico’ non solo dei nostri pazienti ma anche del nostro personale. La tutela della salute e del benessere degli operatori rappresenta un presupposto fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e sicuro. Il tutto a beneficio non solo dei lavoratori, ma anche dei cittadini lombardi che si affidano quotidianamente ai servizi sanitari”.

sanità lombarda pronto soccorso

Gli episodi e i pulsanti anti aggressioni

Nel 2023 sono stati segnalati in Lombardia 4.836 episodi di aggressione (dagli insulti alla violenza con arma). In regione sono diverse le strutture ospedaliere che hanno attivato il pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari e vari Pronto Soccorso si sono dotati di figure di accoglienza per pazienti e accompagnatori, in particolare la presenza del ‘Caring nurse’ si è dimostrata efficace per ridurre la conflittualità e le conseguenti aggressioni.

Misure principali della circolare

Le misure principali indicate da Regione Lombardia riguardano in particolare la collaborazione con le Forze dell’ordine, si invitano infatti le strutture sanitarie a stipulare protocolli operativi con le Forze di polizia per garantire un intervento tempestivo in caso di aggressioni. Le strutture sanitarie sono inoltre incoraggiate a istituire procedure aziendali per garantire supporto psicologico e legale ai dipendenti che subiscono aggressioni fisiche o verbali. Queste misure si estendono anche alla fase successiva all’aggressione, assicurando un adeguato accompagnamento durante il percorso.

La segnalazione all’Autorità giudiziaria

Previsto anche l’obbligo di segnalazione all’Autorita’ giudiziaria per episodi di violenza a danno del personale. L’obbligo si applica anche nel caso di danni a beni aziendali provocati durante aggressioni. Infine il monitoraggio e analisi dei dati. Regione Lombardia ha attivato un monitoraggio continuo degli episodi di violenza. I dati, raccolti dall’Agenzia di Controllo del Sistema Socio Sanitario lombardo, verranno utilizzati per identificare aree critiche e rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione.

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Al via piano operativo per la riduzione delle liste d’attesa in Lombardia

16 juillet 2024 à 18:09

Regione Lombardia ha approvato il piano operativo per l’abbattimento delle liste d’attesa. Disponibili, in totale 60,95 milioni di euro. Di questi, 40,95 sono destinati agli erogatori pubblici e 20 milioni di euro agli erogatori privati accreditati. Le ATS (Agenzie di Tutela della Salute), si legge nella delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, dovranno predisporre manifestazioni di interesse rivolte agli erogatori privati accreditati presenti sul territorio, per l’acquisto di prestazioni aggiuntive finalizzate al recupero delle liste di attesa, da erogarsi entro il 31 dicembre 2024.

Il monitoraggio costante

I volumi delle prestazioni ambulatoriali oggetto del PNGLA (Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa) saranno monitorati costantemente per assicurare che le ATS rispettino gli accordi e gli obiettivi fissati. Per quanto riguarda le strutture pubbliche, sono in tutto 3.764.800 tra prime visite ed esami diagnostici le prestazioni già individuate che sui territori, Asst e Irccs, dovranno rendere disponibili per i pazienti. Le strutture private accreditate dovranno garantire entro dicembre 2024 in totale 4.328.000 prestazioni tra prime visite, TC/RM e altri esami diagnostici.

Assessore Bertolaso: obiettivi ben precisi da raggiungere

“Come avevo anticipato quando era stata approvata la delibera di stanziamento dei fondi – ha spiegato l’Assessore al Welfare Guido Bertolaso – con il piano operativo stabiliamo dettagliatamente il numero di prestazioni che devono essere rese disponibili dalle strutture sul territorio, con obiettivi precisi da raggiungere. Evidenzio che questo costante impegno di Regione Lombardia per garantire ai cittadini il maggior numero possibile di esami e visite è stato recentemente riconosciuto anche da Agenas: secondo i dati presentati durante un’audizione al Senato, la Lombardia risulta tra le Regioni più virtuose nel recupero del livello di prestazioni pre-pandemia, in particolare per quanto riguarda le prime visite”.

Prime visite erogate dati Agenas 2019 – 2023, Lombardia in testa

In Italia, secondo i dati Agenas, le prime visite erogate sono diminuite mediamente del 10%. La Lombardia, assieme alla provincia di Trento è l’unica regione italiana che le ha aumentate (2%).

Elenco prestazioni da erogare

Queste nel dettaglio le prestazioni che dovranno essere erogate (dal pubblico e dai privati accreditati) come prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale:

Prime visite

Cardiologica, chirurgica vascolare, dermatologica, medicina fisica e riabilitazione, endocrinologica/diabetologica, gastroenterologica, ginecologica, neurologica [neurochirurgica], oculistica, oncologica, orl, ortopedica, pneumologica, urologica/andrologica.

Diagnostica

Colonscopia con endoscopio flessibile, ecografica del capo e del collo, ecografica del cuore, ecografica mammella, Eco(color)doppler dei tronchi sovraaortici, eco(color)dopplergrafia cardiaca a riposo, eco(color)dopplergrafia cardiaca a riposo e dopo prova fisica o farmacologica, Eco(color)dopplergrafia degli arti superiori o inferiori o distrettuale, arteriosa o venosa, ecografia addome, ecografia ostetrico – ginecologica, elettrocardiogramma, elettrocardiogramma dinamico, elettromiografia semplice, esame audiometrico tonale, esofagogastroduodenoscopia, fotografia del fundus, mammografia, polipectomia endoscopica dell’ intestino crasso, Risonanza Magnetica Nucleare (RM), spirometria, test da sforzo, Tomografia Computerizzata (TC).

I NUMERI

Erogatori pubblici

Sono in tutto 3.764.800 tra prime visite e diagnostica le prestazioni che le 8 Ats lombarde dovranno garantire così divise:

ATS – PRIME VISITE – DIAGNOSTICA – TOTALE

MILANO 600.200 882.500 1.482.700
INSUBRIA 170.600 268.900 439.500
MONTAGNA 47.200 91.000 138.200
BRIANZA 130.800 293.600 424.400
BERGAMO 98.500 172.900 271.400
BRESCIA 147.400 317.800 465.200
VAL PADANA 100.400 186.900 287.300
PAVIA 85.700 170.400 256.100
TOTALE 1.380.800 2.384.000 3.764.800

Qui di seguito il link con il dettaglio diviso per ATS, Asst e Irccs.

Erogatori privati

Le strutture private accreditate dovranno garantire entro dicembre 2024 in tutto 4.328.000 prestazioni tra prime visite, TC/RM e altri esami diagnostici.
Qui di seguito il link con i dettagli relativi alle strutture private accreditate.

Le Agenzie della Salute, come prevede la delibera, dovranno predisporre manifestazioni di interesse rivolte ai privati accreditati.

 

 

 

 

 

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Ricerca. Fermi: da Regione Lombardia aiuto concreto ad attività Irccs

9 juillet 2024 à 13:13

Un aiuto concreto da parte di Regione Lombardia agli Istituti di Ricovero e Cura a carattere Scientifico (Irccs). È stata pubblicata la manifestazione di interesse per la ricognizione dei fabbisogni per la realizzazione di attività di ricerca da parte degli Irccs finalizzate al trasferimento tecnologico verso le imprese lombarde. In concreto, con questa misura Regione Lombardia vuole favorire futuri investimenti. In particolare nelle soluzioni innovative, prototipi e nuovi prodotti o servizi sviluppati nell’ambito delle scienze della vita. Il tutto a beneficio dei pazienti e della società.

Lombardia, prima Regione a sostenere attività ricerca Irccs verso imprese

“La Lombardia – spiega l’assessore a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – è la prima Regione italiana che prova a mettere in campo risorse per favorire il processo che porta le ricerche dei nostri Irccs a incontrare il mercato e quindi a diventare progetti concreti. È una misura che, fin dalla primissima fase, abbiamo condiviso con loro, per fare in modo che fosse il più possibile aderente alle loro aspettative. Grazie anche alla disponibilità di fondi a valere sul Fesr, dunque, potremo mettere in campo le risorse che serviranno per fare un ulteriore salto in avanti ai nostri istituti”.

Partita la Fase 1, pronti per la Fase 2

È dunque partita la Fase 1. Quella di consultazione degli stakeholders tramite una procedura aperta di manifestazione di interesse, che sarà chiusa il 23 settembre. Ci sarà poi spazio per la Fase 2. Ossia quella della definizione della misura di sostegno alle attività di ricerca negli Irccs pubblici e privati lombardi per il trasferimento tecnologico.

Il Documento di consultazione

In particolare, tramite il Documento di consultazione, potranno essere descritti lo scenario di riferimento in cui si collocano le attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico degli Irccs. E, inoltre, si vedranno i fabbisogni di sviluppo delle proprie attività di ricerca in relazione allo sbocco sul mercato e relativi TRL (Technology Readiness Level, lo strumento unificato per misurare il grado di maturità tecnologica di una tecnologia/servizio/soluzione) da raggiungere. Infine, saranno illustrati gli eventuali progetti di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico che potrebbero essere avviati nel breve termine.

Obiettivo: più attrattività e internazionalizzazione del sociosanitario

“Tutto questo – conclude l’assessore Fermi – è studiato per aumentare l’attrattività e l’internazionalizzazione del sistema sociosanitario lombardo. Investire in innovazione e ricerca in questo campo significa infatti migliorare le cure e proporne sempre di più appropriate”.

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Cuore e prevenzione, il 54% degli italiani ritiene di non essere a rischio

14 juin 2024 à 17:24

Il 54%*degli italiani ritiene di non essere a rischio: al contrario, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte sia in Italia (30,8%**) sia in Europa***. Anche nel continente, infatti, pesano per il 32%seguite da quelle oncologiche (22%).

Solo un italiano su due dichiara di fare ‘qualcosa’ per la prevenzione cardiovascolare (e solo 1 su 10 ritiene di fare ‘molto’), concentrandosi sull’alimentazione (50%), sul movimento e sull’attività fisica (39%). A effettuare controlli ed esami medici regolari è il 18%. Solo l’11% dichiara d’impegnarsi a ridurre il fumo. Gli ostacoli che rallentano le azioni preventive sono molteplici. Si va dalla modifica dello stile di vita (39%), alla scarsa consapevolezza del rischio (33%). Ed ancora mancanza di informazioni su cosa fare per la prevenzione (27%) e scarsa comunicazione e supporto da parte del medico (21%)****.

Consapevole di questa urgente necessità, il Parlamento ha approvato un emendamento alla legge di Bilancio 2023. Riguarda lo stanziamento di fondi del Ministero della Salute pari a 20 milioni di euro per il quadriennio 2023-2026 di un progetto previsto dal PNRR. Finanziato quindi “Al cuore della prevenzione –  approcci integrati per una prevenzione cardiovascolare di precisione personalizzata: lo studio CVRISK-IT”. Si tratta di una importante iniziativa promossa sul tema delle malattie cardiache nel nostro Paese. I dettagli dello studio, quadriennale, fortemente innovativo, sono stati illustrati alla Camera dei deputati in una conferenza stampa promossa dalla Rete Cardiologica IRCCS alla quale aderiscono 20  Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (retecardiologica.it).

In tutto 17 Irccs partecipano allo studio: 11 sono lombardi

Tra i 17 Irccs che partecipano allo studio 11 sono lombardi:  Policlinico San Donato (capofila), Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Centro Cardiologico Monzino, Fondazione Policlinico San Matteo, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Istituto Clinico Humanitas, Istituto Nazionale di Riposo e Cure per Anziani – INRCA, Istituto Mediterraneo per i trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT), Istituti Clinici Scientifici Maugeri S.p.A. Società Benefit, Istituto Auxologico Italiano, Multimedica, Istituto Neurologico Mediterraneo NEUROMED, Fondazione Cà Granda – Ospedale Maggiore Policlinico, Ospedale Policlinico San Martino, Ospedale San Raffaele, San Raffaele Roma, SDN Istituto di Ricerca Diagnostica e Nucleare

Obiettivo progetto 

L’obiettivo principale del progetto è valutare l’efficacia di una modifica al paradigma valutativo di prevenzione sin qui adottato. Gli attuali modelli algoritmici di previsione si basano infatti su fattori individuali: età, sesso, abitudine al fumo, pressione arteriosa e livelli di colesterolo. Sfugge a questi preziosi indicatori predittivi una zona grigia in cui il pericolo di malattia cardiovascolare, pur presente, non è ancora elevato. Le linee guida cliniche raccomandano di considerare ulteriori elementi di stima detti “modificatori del rischio”. Sebbene l’effettivo beneficio del loro “ingresso” nella pratica valutativa non sia ancora confortato da informazioni definitive. Il progetto della Rete Cardiologica fornirà le risposte ai quesiti mancanti introducendo nel trial tre modificatori di rischio. Intanto la componente ereditaria, la presenza e la quantità di calcio coronarico e l’analisi dell’arteria carotidea per rilevare eventuali segni di danno d’organo subclinico. Conoscere meglio questi ulteriori fattori modificanti dovrebbe consentire, ritengono i ricercatori di CVRISK-IT, di intervenire con maggiore personalizzazione. Ed anche determinare una migliore aderenza alle prescrizioni, di modificare lo stile di vita e di attivare trattamenti specifici.

Previsto il reclutamento di 30 mila individui sani di età compresa tra 40 e 80 anni

Lo studio di intervento, randomizzato, controllato e diviso in due fasi, ha caratteristiche di unicità anche sotto il profilo dimensionale. Grazie al contributo di istituzioni, centri di assistenza primaria, agenzie governative e organizzazioni di volontariato coordinate dalla Rete, dopo il passaggio autorizzativo ai Comitati Etici degli IRCCS (Hub) e delle altre strutture coinvolte, prevalentemente ospedali (Spoke), è infatti previsto il reclutamento di 30 mila individui sani di età compresa tra 40 e 80 anni, senza precedenti di cardiovascular disease (CVD) o diabete di tipo 2. Questo primo campione sarà sottoposto a valutazioni a 12 mesi in base ai più avanzati modelli di predizione del rischio cardiovascolare. I soggetti ai quali sarà diagnosticato un rischio“molto alto” saranno sottoposti al trattamento raccomandato dalle linee guida. Gli altri, invece – con rischio “da basso a moderato” o “alto”, saranno randomicamente avviati ai tre nuovi approcci metodologici. In seguito, riceveranno informazioni specifiche e consulenze personalizzate su come condurre uno stile di vita sano, basate sul profilo di rischio cardiovascolare stimato.

Gli esiti del trial offriranno a operatori sanitari e responsabili delle politiche sanitarie gli strumenti per una migliore identificazione delle malattie cardiovascolari. Ed anche per l’innalzamento dell’efficacia dei livelli di prevenzione e per la formulazione di protocolli di gestione sempre più adeguati.

Gli altri target di progetto 

Anzitutto, con la creazione di una piattaforma sicura, trasparente ed etica, allineata con le normative nazionali italiane sulla privacy e con le leggi europee, quello di sviluppare un modello innovativo e ripetibile di interazione con le persone arruolate. CVRISK-IT, il database e la biobanca “diffusa” della Rete Cardiologica, arricchiti dai numerosi dati provenienti dallo studio, saranno utili a future indagini sui determinanti di salute e sui meccanismi alla base delle malattie croniche nella popolazione italiana. Infine, affinché la consapevolezza del rischio cardiovascolare possa aumentare notevolmente rispetto a quel preoccupante 54%, sarà proposta una strategia di comunicazione e divulgazione, rivolta a molteplici target. L’universo dei soggetti potenzialmente arruolabili e reclutati, i medici esterni e gli operatori sanitari. Nonché gli attori dell’ecosistema cardiovascolare, le istituzioni e l’opinione pubblica. L’auspicio è un impatto diretto sulle pratiche sanitarie col conseguente miglioramento della vita di molti.

* IQVIA perFondazione Italiana per il Cuore (2023) | ** ISTAT 2021 | *** EUROSTAT 2021 |**** IQVIA per Fondazione Italiana per il Cuore (2023)

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Programmazione Ue, a disposizione 2 miliardi per far crescere la Lombardia

23 mai 2024 à 16:49

Con i 2 miliardi di dotazione del settennio 2021-2027, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) è uno strumento preziosissimo per realizzare gli obiettivi di ricerca, competitività e crescita sostenibile della Lombardia.

Da questa consapevolezza parte il lavoro della Regione Lombardia, illustrato dall’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, durante il convegno ‘Energia, Sviluppo e Innovazione: i nuovi orizzonti europei per la Lombardia del Futuro’ che ha chiuso il tour fra le province voluto proprio per presentare le nuove possibilità e per provare a stimolare il territorio a fare ancora meglio della scorsa programmazione di cui hanno beneficiato oltre 25.000 imprese ed enti attivando progetti del valore di oltre 1,8 miliardi di euro (risorse pubbliche e private).

Programmare e usare bene le risorse

“Programmare e usare bene queste risorse – ha detto l’assessore – è una responsabilità importante. Il nuovo Fesr è il terzo fondo attivo sul territorio regionale, subito dopo PNRR e Legge 9 (Piano Lombardia), che sono gli strumenti straordinari con cui si è voluto far fronte alle conseguenze della crisi pandemica. Il FESR non è un fondo straordinario, ma uno strumento strutturale e ciclico. Uno degli obiettivi centrali della nostra programmazione, infatti, è proprio dare continuità a quanto è stato avviato negli scorsi anni con i fondi straordinari. Questi, infatti, non devono ‘drogare’ il sistema, ma mettere le basi di una crescita capace poi di persistere nel tempo”.

Già attivi bandi per oltre 700 milioni

Ad oggi risultano già attivati bandi per oltre 700 milioni di euro. Numerose sono però le iniziative già in rampa di lancio. Fra queste ‘Collabora e Innova’ che prevede 100 milioni di euro per finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati in partenariato tra imprese  e organismi di ricerca, comprese Università.

La seconda misura prevede uno stanziamento di circa 40 milioni di euro, finalizzati a potenziare le infrastrutture di ricerca dedicate al trasferimento tecnologico.

Allo studio misura ad hoc per gli Irccs

“Un percorso completamente nuovo – ha sottolineato l’assessore – è quello che abbiamo avviato con le Università. Lo stesso dedicheremo anche agli IRCCS, una delle eccellenza della Lombardia e che hanno una vocazione specifica alle scienze della vita. Il percorso nasce dalla consapevolezza che abbiamo uno straordinario valore di ricerca. Che però ancora fatica ad arrivare al mercato, quindi a brevettare, a vedere la nascita di start up, a raccogliere finanziamenti dal mercato. Vogliamo quindi intervenire su questo specifico obiettivo, fortemente condiviso dagli stakeholder”.

Le competenze, una nuova sfida per il 2024

Un’ulteriore misura in cantiere per il 2024 è quella relativa alle ‘Competenze’. Per affrontare le grandi sfide della trasformazione digitale e green occorre infatti intervenire anche sul fronte della qualità e della formazione del capitale umano.

“I temi su cui sarà possibile intervenire e in cui le competenze hanno un valore strategico – ha concluso l’assessore – sono dunque molteplici. Penso anzitutto al deep tech, cioè tutte quelle tecnologie che richiedono attività ad alta intensità di ricerca e sviluppo, basate su concrete innovazioni ingegneristiche o progressi e scoperte scientifiche”.

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Università, imprese e centri ricerca, 100 milioni per aumento competitività

21 mai 2024 à 18:47

Cento milioni di euro per promuovere le relazioni tra imprese, università, centri di ricerca e accrescerne la competitività e favorire il trasferimento tecnologico e l’utilizzo di nuove tecnologie da parte del sistema produttivo lombardo.

Lo prevede una delibera ‘Collabora&Innova’ (la vecchia Call Hub), approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione.

La misura è volta a sostenere investimenti strategici per lo sviluppo di innovazioni di prodotto o di processo. Punta, inoltre, a favorire la crescita competitiva attraverso il potenziamento della ricerca e innovazione per il trasferimento tecnologico e delle conoscenze.

Università, imprese e ricerca: aumentata dotazione finanziaria

“Rispetto alla Call Hub – spiega l’assessore – attivata nella programmazione Por Fesr 2014-2020, abbiamo aumentato, già in partenza, la dotazione finanziaria per il settennio 2021-2027 da 70 a 100 milioni”.

Per la Call Hub, infatti, dallo stanziamento iniziale di 70 milioni di euro, si è passati a 114 con lo scorrimento della graduatoria. Risorse che hanno, così, finanziato 33 progetti per 204 soggetti, di cui 140 imprese e 64 enti di ricerca. I 100 milioni di questa nuova edizione potranno diventare in caso di scorrimento della graduatoria 130.

Destinatari della misura sono partenariati di imprese (PMI, grandi imprese) e organismi di Ricerca (OdR) pubblici e privati. Sono comprese, infatti, Università, istituti di ricerca e IRCCS, composti da minimo 3 e massimo 8 soggetti, di cui almeno 1 PMI e 1 OdR.

Sono finanziabili progetti che abbiano un importo minimo di 3,5 milioni di euro. Previsto un contributo a fondo perduto pari al 60% delle spese ammesse per le piccole imprese, al 50% per le medie imprese e al 40% per le grandi imprese e gli Organismi di Ricerca. L’agevolazione concessa per singolo Partenariato non potrà essere superiore a 5 milioni di euro.

Le risorse saranno allocate sugli 8 ecosistemi ‘Salute e Life Science’, ‘Nutrizione’, ‘Sostenibilità’ e ‘Sviluppo Sociale’, ‘Manifattura Avanzata’, ‘Smart Mobility e Architecture’, ‘Cultura e Conoscenza’ e sull’ecosistema ‘Connettività e Informazione’. Tutte aree afferenti alla Strategia di Specializzazione intelligente per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia – S3 2021-2027.

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Assessore Welfare incontra medici italiani in Usa: basi per collaborazione

21 mai 2024 à 16:03

L’assessore regionale al Welfare, impegnato con il presidente di Regione e con il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali in una missione istituzionale negli Stati Uniti, ha fatto visita al National Institutes of Health (NIH)’.

Missione in Usa: al lavoro con i medici per rendere più solidi i rapporti internazionali nella ricerca

Nel corso dell’incontro ha dialogato con i ricercatori italiani che qui svolgono la propria attività professionale ed ha concordato con loro uno scambio di esperienze di formazione e ricerca con le realtà scientifiche lombarde. In particolare, l’assessore ha avviato un dialogo finalizzato alla possibilità di dotare la Direzione Welfare di Regione Lombardia di un’area dedicata ai rapporti e alle relazioni internazionali nel settore della ricerca.

L’assessore poi, insieme al presidente e al sottosegretario, ha incontrato, all’ambasciata di Washington, medici, ricercatori e professionisti sanitari italiani che lavorano negli Stati Uniti.

Irccs lombardi si recheranno negli Stati uniti per proseguire percorso

All’appuntamento hanno partecipato oltre 50 professionisti, che operano in diverse città americane. Tra queste, oltre a Washington e New York, anche Miami, Boston, San Diego, Chicago e Los Angeles. A loro l’assessore ha illustrato le potenzialità del ‘modello sanitario’ della Lombardia. Ed ha evidenziato come lo stesso sia considerato non solo in Italia, ma a livello europeo, uno dei più qualificati ed efficienti. Caratteristiche fondamentali per gettare le basi di un percorso che possa prevedere un ‘riavvicinamento’ di questi professionisti verso la Lombardia. E proprio in questa direzione va l’impegno di un ulteriore approfondimento di questa possibilità da dopo l’estate con rappresentanti degli IRCCS lombardi. Prevista infatti una missione negli Stati Uniti per condividere il raggiungimento di questo obiettivo.

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Università, Fontana e Fermi: 33% studenti da altre regioni, 8% dall’estero

25 janvier 2024 à 16:20

Sono i numeri a far comprendere come il sistema dell’università in Lombardia sia qualificato e attrattivo. Il 33% degli studenti giunge da altre regioni e l’8% dall’estero.

È partito dalla Liuc di Castellanza il tour ‘Un viaggio fra le eccellenze. Università e Regione Lombardia si incontrano’ che porterà l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, a visitare 15 università lombarde. Alla prima tappa ha partecipato anche il presidente Attilio Fontana.

In Lombardia sistema università è di altissimo livello

“Inizia da un ateneo importante – ha detto il governatore – questo viaggio che ci porterà a toccare con mano un comparto, quello universitario, che in Lombardia è di altissimo livello. Si tratta di un fiore all’occhiello di cui siamo particolarmente orgogliosi perché è un mezzo attraverso il quale possiamo guardare al futuro con ottimismo. Perché il futuro è fondato su conoscenza, istruzione e su tutto ciò che ci consente di stare al passo con una evoluzione della nostra società sempre più rapida. E noi continueremo a sostenere le nostre università”.

“Conoscenza, innovazione e ricerca – ha aggiunto – sono gli ambiti che costituiscono il cuore pulsante della nostra Regione e che ci fanno essere ottimisti anche sul futuro della nostra Lombardia. Cosa che è testimoniata anche dai fatti, dai numeri ed è dimostrato dall’attrattività nei confronti dell’Europa. Continuiamo a ricevere richieste di investimenti nella nostra regione perché siamo una regione che sta in linea con i tempi”.

Università,  per gli studenti è anche centro di ricerca

“Regione Lombardia – ha sottolineato il presidente Fontana – deve dire grazie a tutti gli atenei, non a uno solo perché è il ‘nostro’ è un sistema di cui dobbiamo essere orgogliosi. Con queste premesse, possiamo affrontare il futuro con ottimismo. Il sistema dei centri di ricerca direttamente connesso con le università sta producendo risultati eccezionali. Abbiamo istituito un nuovo centro di trasferimento tecnologico, per ora limitato ai quattro Irccs, ma è una Fondazione aperta a cui possono partecipare tutte le istituzioni pubbliche e private”.

“Io credo che anche voi – ha detto il presidente Fontana rivolgendosi agi studenti – possiate guardare a questa istituzione con attenzione perché questo trasferimento poi riesce a rendere effettivi tanti studi, tante ricerche, soprattutto per le piccole imprese che, autonomamente, non sono in grado di portare avanti la ricerca per l’innovazione”.

Gli studenti sono il futuro

“Voglio quindi lanciare – ha detto il governatore – un appello agli studenti perché loro sono il futuro. Con l’istruzione, l’acquisizione di conoscenze e la voglia di fare vi siano le condizioni per guardare con ottimismo e positività al futuro e che i nostri ragazzi, che sono sicuramente bravissimi, sono più bravi di noi anche perché la complessità del mondo che devono affrontare è forse maggiore di quella che abbiamo affrontato noi, potranno dare una risposta a tutte queste preoccupazioni”.

“Sono orgoglioso di essere qui con voi – ha concluso Fontana – e lo sono ancor di più da varesino. Questa università ha dato ottimi risultati e riesce essere da esempio in rapporto all’occupazione. Oggi è normale che gli studenti abbiano il posto di lavoro prima di completare i corsi, perché sono ricercati e richiesti”.

Assessore Fermi: sul territorio per ascoltare studenti università

“L’obiettivo di queste visite – ha affermato l’assessore Alessandro Fermi – è ringraziare il sistema e gli atenei.  Ogni singola tappa porterà alla luce le peculiarità di ogni singola realtà. Siamo partiti dal Liuc, che ha un forte radicamento territoriale, e che avrà certamente esigenze e prospettive diverse da altri”.

“Ci sono temi trasversali – ha continuato – che riguardano tutto il sistema universitario, perciò occorre ascoltare il corpo docente, ma soprattutto gli studenti. Aspettative e richieste, il tema del diritto allo studio e della residenzialità è fondamentale. Un contatto diretto ci aiuterà ad avere una fotografia molto chiara, anche sul tema della ricerca. Dovremo capire quali possono essere le iniziative per migliorarla, per migliorare il sistema dei laboratori, dove allocare le risorse”.

“Vi sono poi nuove iniziative – ha rimarcato l’assessore – e sui fondi Fesr abbiamo la possibilità di creare canali di investimento per migliorare la parte dei laboratori. Perciò vogliamo capire quali iniziative avviare e capire rispetto alle risorse quali attività finanziare. Abbiamo l’ambizione di diventare ancora più attrattivi e superare le già ottime percentuali di oggi che ci dicono che il 33% degli studenti vengono da fuori regione e l’8% dall’estero”.

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Lombardia è ricerca, 1 milione a Rosenberg e June per lotta contro i tumori

Par : redazione
8 novembre 2023 à 15:18

Gli scienziati americani Steven A. Rosenberg e Carl H. June hanno ricevuto al Teatro alla Scala di Milano dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessore  a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, il Premio Internazionale ‘Lombardia è Ricerca‘ per la lotta contro i tumori. Si tratta di un riconoscimento da 1 milione di euro che dovrà essere utilizzato per il 70% per attività di studio e analisi da condurre in Lombardia.

La consegna del ‘Nobel’ lombardo è avvenuta al termine della sesta edizione della Giornata della Ricerca ideata e realizzata dalla Regione Lombardia per premiare la miglior scoperta scientifica nell’ambito delle Scienze della Vita. Il tema di quest’anno era ‘Modelli innovativi di cura, terapia e prevenzione’. E la scelta è stata fatta da una giuria di 14 top scientist di livello internazionale, presieduta dal professor Marco Bianchi dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano.

Presidente Fontana: senza ricerca non c’è futuro

ricerca tumori“Oggi la ricerca – ha detto Fontana – fa passi da gigante nella lotta al nemico numero uno per la salute della collettività. Ne sarebbe fiero Umberto Veronesi, cui questa giornata è intitolata e dedicata. Premiamo due scoperte che si integrano per completarsi: il trasferimento cellulare adottivo di Rosenberg e la modifica genetica di cellule immunitarie di June”.

E poi il presidente Fontana ha voluto anche lodare i giovani che hanno accettato la sfida presentando i loro progetti. “È questa la via che intendiamo indicare a ricercatori e studenti che, con le loro innovazioni, app e strumenti, apportano un contributo determinante nel campo della prevenzione e promozione di stili di vita sani, anch’essi cruciali nella lotta al cancro. Così come cruciale resta la loro attenzione alle fragilità e la voglia di incidere con nuove tecnologie al miglioramento della vita di tanti cittadini che vivono con i loro diversi talenti e abilità”.

Contributo alla ricerca scientifica

intervento Fontana“Con questo premio – ha proseguito Fontana – valorizziamo il contributo della ricerca scientifica per il progresso sociale ed economico. E oggi siamo ancora più convinti di voler incidere sul benessere della popolazione, premiando la qualità e la ricerca, nel mondo e in Lombardia perché un Paese senza ricerca e senza innovazione è un paese senza futuro”.

Assessore Fermi: premio è grande esempio di collaborazione

ricerca tumori“Vogliamo continuare a far crescere ogni giorno sul nostro territorio – ha aggiunto Fermi – nuove teorie e tecnologie potenzialmente ‘dirompenti’. Siamo sulla strada giusta, come dimostrano i numeri che possiamo vantare nella nostra Regione e come, in maniera davvero perfetta, dimostra anche questo Premio della Ricerca, mirabile sintesi tra mondo dell’Università, della Ricerca e dell’Innovazione. E quest’anno, più che in altre occasioni, anche mirabile esempio di collaborazione”.

Ricerca contro i tumori, gli investimenti in Lombardia

Il professor Carl June ha deciso di destinare il 70% del Premio per realizzare un’iniziativa di collaborazione continuativa tra il polo di eccellenza che ha creato a Philadelphia e un network di organismi di ricerca pubblici e privati che in Lombardia stanno investendo sul tema delle CAR-T. La rete è promossa dagli IRCCS pubblici Istituto Nazionale dei Tumori, San Gerardo e Policlinico San Matteo. Questa rete, alla quale potranno aderire anche IRCCS privati quali San Raffaele e IEO, rappresenta il nucleo attorno a cui costruire un vero e proprio network lombardo. Esso potrà includere anche gli altri centri che propongono ai propri pazienti terapie avanzate. Una particolare attenzione sarà data all’attività di formazione di giovani ricercatori e all’organizzazione di visite di scambio. È previsto anche un meeting scientifico annuale tra Milano e Philadelphia.

L’immunoterapia e i tumori

L’immunoterapia con cellule derivate dal paziente rappresenta una svolta nella lotta contro il cancro. Dopo decenni in cui chirurgia, radioterapia e chemioterapia hanno costituito le uniche opzioni, oggi l’immunoterapia ha affiancato le terapie tradizionali come terapia innovativa con risultati promettenti per forme di cancro altrimenti non trattabili. Questo approccio per la prima volta utilizza le cellule stesse dei pazienti come strumento terapeutico, dunque come potenziale farmaco contro il tumore.

Biografia di Rosenberg e June

Steven Rosenberg è un chirurgo e immunologo statunitense che lavora ai National Institutes of Health a Bethesda, Maryland. È stato il primo a usare cellule immunitarie per curare il melanoma, tumore cutaneo per il quale all’epoca non c’era terapia. Le cellule furono estratte dai pazienti, fatte crescere in laboratorio e reinfuse nei pazienti assieme a Interleuchina 2. Si tratta di una molecola solubile che porta all’attivazione delle cellule antitumorali. Alcuni pazienti furono curati in modo definitivo usando le loro stesse cellule. Studi successivi dello stesso Rosenberg e di Carl June hanno permesso un deciso passo avanti.

Carl H. June è un oncologo e immunologo statunitense, attualmente professore nella Scuola di Medicina Perelman dell’Università di Pennsylvania. June è riuscito a modificare geneticamente le cellule T (le cellule immunitarie che uccidono cellule infettate e cellule tumorali) trasformandole in cellule chimeriche esprimenti un recettore per antigeni tumorali (cellule CAR-T). Le cellule CAR-T, che non esistono in natura, possiedono la proprietà di riconoscere e uccidere in modo selettivo le cellule tumorali ma non quelle normali. I primi studi clinici risalgono agli anni 1990 e sono ancora in co-stante sviluppo, con CAR-T di nuova generazione che hanno garantito la remissione completa a pazienti affetti da leucemie e linfomi refrattari alle terapie standard. Nel 2017 sono state approvate due terapie basate sulle cellule CAR-T, il tisagenlecleucel (Kymriah) e lo axicabtagene ciloleucel (Yescarta) contro la leucemia linfoblastica acuta (B-ALL) e il linfoma diffuso a grandi cellule B.

Studi e ricerche dei due scienziati

Carl H JuneGli studi di Rosenberg e June hanno fornito dunque all’immunoterapia con cellule immunitarie una ‘proof of principle’, dimostrando che questo approccio funziona. Lo sviluppo futuro dell’immunoterapia sarà quindi quello di aumentare il repertorio di tumori aggredibili. Ciò avverrà raffinando sempre più la creazione di nuove cellule riprogrammate, con specificità sempre più elevata. L’immunoterapia oggi si presenta dunque sempre più come un sistema integrato di approcci. Non si parla inoltre di immunoterapia solo contro i tumori, le applicazioni future potrebbero riguardare anche altre patologie, come ad esempio le malattie autoimmuni. In tutto questo, le intuizioni di Rosenberg e June sono state rivoluzionarie.

‘Lombardia è ricerca’, Veronesi: quella di Rosenberg e June ‘medicina d’avanguardia’

Ventura VeronesiLa Giornata della Ricerca che, come ogni anno, si è svolta al Teatro alla Scala di Milano, è dedicata alla memoria di Umberto Veronesi. “Il Premio assegnato a Steven A. Rosenberg e Carl H. June per le loro scoperte sull’utilizzo delle terapie cellulari nella lotta al cancro rappresenta un importante riconoscimento alla medicina d’avanguardia. L’ obiettivo è aumentare le percentuali di guarigione per le diverse forme di tumore fino ad oggi considerate non curabili. Ricerca d’eccellenza ed innovazione rappresentano il motore fondamentale per trovare soluzioni di cura sempre più efficaci per i pazienti di oggi e di domani” – ha affermato il professor Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Veronesi e Direttore Divisione Senologia Chirurgica IEO.

Come da regolamento, il 70% del Premio dovrà essere investito sul territorio lombardo in collaborazione con i nostri centri di ricerca.

Il professor Carl June – direttore del ‘Center for Cellular Immuotherapies’ dell’Università della Pennsylvania – ha deciso di destinarlo per la realizzazione di un’iniziativa di collaborazione continuativa tra il polo di eccellenza che lui e i suoi colleghi hanno creato a Philadelphia e un network di organismi di ricerca pubblici e privati che in Lombardia stanno investendo sul te-ma delle CAR-T. Sul territorio lombardo sta infatti nascendo una rete per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo di terapie CAR-T cells e terapie avanzate. La rete è promossa dagli IRCCS pubblici Istituto Nazionale dei Tumori, San Gerardo e Policlinico San Matteo.

Il network lombardo

veronesi palcoLa rete, alla quale potranno aderire anche IRCCS privati quali San Raffaele e IEO, rappresenta il nucleo attorno a cui costruire un ‘network lombardo’. Esso potrà includere anche gli altri centri che propongono ai propri pazienti terapie avanzate.

La collaborazione tra la Lombardia e la Pennsylvania sarà finalizzata a creare una rete per la ricerca biomedica, il trattamento e la produzione in ambito sperimentale e accademico di CARTs e terapie avanzate. Promuovendo, quindi, attività di ricerca, di sviluppo e produzione di prodotti accademici finalizzati all’utilizzo terapeutico. Una particolare attenzione sarà data all’attività di formazione di giovani ricercatori e all’organizzazione di visite di scambio. È previsto anche un meeting scientifico annuale tra Milano e Philadelphia.

Nel corso della Giornata è intervenuto l’architetto Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston, che ha parlato del futuro delle città e dei territori. Con il loro bisogno di creatività, innovazione e sostenibilità per eccellere in un contesto sempre più globale e interconnesso. Un tema fortemente legato agli investimenti che in Regione Lombardia si stanno sviluppando su Hub e cittadelle dell’innovazione. Propulsori di un’eccellenza che può nascere dall’interconnessione tra competenze e discipline diverse.

Immancabile e accolto da grandi applausi Gerry Scotti. Quest’anno ha voluto con sé sul palco il vincitore di Amici 2023, Mattia Zenzola, per premiare gli studenti vincitori del Premio ‘Lombardia è Ricerca‘ dedicato alle scuole.

I premiati delle scuole: Castellanza (VA), Merate (LC) e Milano

Il primo progetto classificato, ‘Kick On – Siete bravi nel vostro campo… lo sarete anche nel mio?’, è stato messo a punto da tre studenti dell’Istituto Tecnico ‘Cipriano Facchinetti’ di Castellanza (Varese). È stato creato un prototipo di calcio balilla per disabili, avendo come target persone con disabilità agli arti superiori e affetti da patologie come la tetraparesi distonica di tipo spastico. Una patologia che non permette un uso efficiente degli arti superiori. Uno dei tre studenti che lo ha messo a punto è anche il target del progetto stesso, avendo una patologia che non gli permette di usare le braccia.

Mattia ZenzolaAl secondo posto 10 studenti della 4H dell’Iss ‘Viganò’ di Merate (Lecco), con il progetto intitolato ‘Smartwear’, studiato per rispondere alle necessità di Claudio, un bambino di 4 anni che ha avuto una paralisi cerebrale infantile. Oltre a non aver alcun movimento spontaneo, il piccolo è cieco e non parla, ma ha preservato il canale uditivo e quello tattile. Il prodotto si compone quindi di un guanto, degli occhiali, un bracciale e un’interfaccia grafica che funge da telecomando. Il tutto per creare un’attività ludica in grado di connettere il bambino all’ambiente, aumentando la sua qualità di vita attraverso un maggior benessere.

Sono 24 i ragazzi del liceo scientifico statale ‘Vittorio Veneto’ di Milano al terzo posto grazie al progetto ‘Healty rooms: live, treat and be well’. Il prodotto realizzato è un centro dedicato alla salute mentale costruito con una app di metaverso. Lo spazio realizzato è articolato in cinque aree tematiche: ‘Salute e sport’, ‘Le dipendenze’, ‘Humanities e salute mentale’, ‘Psicologia e colori’, ‘Società e ambiente’.

I giovani studenti hanno progettato e poi realizzato i prototipi che Regione Lombardia premierà con 15.000, 10.000 e 5.000 euro. Ulteriori 5.000 euro andranno a ognuno degli istituti di provenienza dei vincitori, per un totale di 45.000 euro.

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Al Pini di Milano 3 nuovi reparti. Fontana: miglioriamo qualità strutture

Par : redazione
18 octobre 2023 à 16:56

Oltre 1.800 mq ristrutturati, per un totale di 47 posti letto, destinati alla degenza: un progetto volto a migliorare l’accoglienza e la funzionalità di tre nuovi reparti dell’ASST Pini-CTO, sia per gli assistiti che per il personale sanitario. Questi i numeri dei reparti di degenza destinati alla Prima Clinica Ortopedica, alla Chirurgia dell’anca displasica e alla Clinica santa Sofia inaugurati mercoledì 18 ottobre alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del direttore generale, Paola Lattuada.

“Cerchiamo di migliorare la qualità – ha detto Fontana – sia delle strutture che della tecnologia. Disponiamo del miglior capitale umano in circolazione e lo dobbiamo mettere nelle condizioni di sentirsi orgoglioso di lavorare in queste strutture. Purtroppo non possiamo agire da un punto di vista economico per premiare il loro lavoro. Vogliamo, infatti, offrire loro la possibilità di capire che nel pubblico possono trovare le condizioni migliori per svolgere la loro importantissima attività. Il Pini, oltretutto, non solo è un centro universitario di grande livello, ma anche uno dei più importanti centri traumatologici del nostro Paese”.

Presto il Pini-CTO potrebbe diventare un Irccs

Il presidente Fontana ha anche annunciato che il Gaetano Pini potrebbe diventare presto un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico). “Credo che ci siano tutte le condizioni – ha detto – affinché l’ospedale lo diventi. Ci sono ricerche fondamentali che vengono portate avanti in questo istituto. È una richiesta che stiamo portando avanti e speriamo si possa realizzare quanto prima”.

Il lavoro di ristrutturazione dei tre nuovi reparti al Pini

La ristrutturazione, avviata ad aprile 2019 e sospesa fino a luglio 2021 in periodo di pandemia, è finanziata mediante le risorse stanziate da Ministero della Salute e da Regione Lombardia. L’obiettivo è di rendere i nuovi reparti più funzionali e rispondenti ai bisogni degli assistiti.

Dg Lattuada: valorizziamo prossimità del Pini al territorio milanese

“Siamo molto orgogliosi di inaugurare le aree di degenza a seguito di questa ristrutturazione che ha permesso di valorizzare la prossimità dell’ASST Pini-CTO al territorio milanese, scelta che traspare anche dalla grafica dei simboli architettonici della città, e soprattutto di aumentare la capacità ricettiva del Presidio Pini. Le aree in precedenza – ha aggiunto Paola Lattuada – occupate dai reparti sopra citati verranno destinate ai pazienti che transitano dal Pronto Soccorso e necessitano di ricovero”.

Il costo complessivo dei lavori di ristrutturazione è di circa 2.7 milioni di euro. Un intervento di grande impatto che ha cambiato il volto e le funzionalità dei tre reparti di degenza.

Rinnovati e resi funzionali al 5° e al 6° piano del Monoblocco B tutti gli ambienti destinati alla degenza della Prima Clinica Ortopedica. Diretta dal prof. Pietro Simone Randelli, è dedicata alla presa in carico di pazienti che necessitano di interventi per la riparazione e ricostruzione di tendini e legamento, la correzione di deformità articolari  o per il trattamento di vari tipi di artrosi. In particolare del ginocchio, della spalla, della caviglia e del piede, anche attraverso tecniche computer assistite e di protesizzazione personalizzata.

Il 5° piano ospita anche la degenza della Chirurgia dell’Anca Displasica, diretta dal dott. Filippo Randelli, che si occupa di chirurgia dell’anca, a 360 gradi e ad altissimo livello. Le degenze del 5° e del 6° piano, dispongono di 37 posti letto. Il 7° piano, destinato alla Clinica Santa Sofia, ha 10 posti letto.

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