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Pubblicata graduatoria del bando da 130 milioni ‘Collabora e Innova’

Par : Fabio Benati
1 août 2025 à 18:44

Pubblicata la graduatoria del bando ‘Collabora & Innova’, per il quale, a fine luglio 2025, la Giunta della Regione Lombardia ha deciso di aggiungere allo stanziamento iniziale di 100 milioni altri 30 milioni di euro.

Presentate 138 domande

In totale sono state presentate 138 domande, per 578 soggetti. Iniziative e progetti che muovo una massa di oltre quasi 700 milioni di euro.

A chiusura del bando, quindi, si si contano 59 progetti finanziati che coinvolgono 333 soggetti ai quali sono destinate le risorse di Regione Lombardia portate a 130 milioni di euro (la media di ogni progetto finanziato è di 2,2 milioni di euro).

La graduatoria del bando ‘Collabora & Innova’

Con il bando sono state assegnate agevolazioni comprese tra il 40% e il 60% delle spese ammissibili. E, comunque, fino a 5 milioni di euro per Partenariato (costituito da 3 a 8 soggetti di cui almeno una PMI e un Organismo di Ricerca) per investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Tra i fattori decisivi per l’assegnazione delle risorse, specifiche premialità riservate alla sostenibilità ambientale (adesione di almeno un partner impresa a sistemi di gestione ambientale e/o energetica e/o di processo o prodotto), alla presenza di giovani e donne nella compagine societaria (almeno il 50% della compagine sociale in almeno un partner impresa), all’appartenenza ai cluster tecnologici lombardi da almeno un anno (di almeno un partner impresa), presenza di almeno un partner Start up innovativa o PMI innovativa.

Fermi: sostegno a investimenti strategici

L'assessore Alessandro Fermi“La misura, come noto – spiega l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – è volta a sostenere investimenti strategici per lo sviluppo di innovazioni di prodotto o di processo. Favorendo, quindi, la crescita competitiva attraverso il potenziamento della ricerca e innovazione per la maturazione tecnologica e il trasferimento tecnologico e delle conoscenze”.

“Rispetto alla Call Hub, attivata nella programmazione Por Fesr precedente, avevamo già aumentato – ricorda – la dotazione da 70 a 100 milioni. E ciò in funzione della risposta al precedente bando. Poi la decisione di innalzare ancora l’investimento, a 130 milioni”.

‘Salute e Life Science’ l’ecosistema di maggior successo

Degli 8 ecosistemi proposti, quello che ha avuto maggiore successo è quello dedicato a ‘Salute e Life Science’, con ben 27 progetti presentati, seguito da ‘Sostenibilità’ (11), ‘Manifattura Avanzata’ (10) e ‘Connettività e Informazione’ (5).

Il primo in graduatoria

Il primo progetto in graduatoria – ‘InnoMec+ Innovazione per la transizione digitale, verde e sicurezza dei dati per la filiera meccanica’ – è dedicato alla ‘Manifattura Avanzata’.

A livello operativo, il progetto interverrà con l’introduzione di tecnologie di lavorazione più sostenibili di quelle tradizionalmente impiegate nel settore dei beni strumentali per la mobilità elettrica oltre ad approcci di monitoraggio energetico e tecnologico dei processi produttivi (es. asportazione di truciolo) e dei macchinari impiegati. Unendo a queste soluzioni un opportuno sistema di tracciabilità di materiali e pezzi in lavorazione, sarà possibile gestire eventuali scarti o pezzi non conformi con un approccio circolare, valorizzandoli all’interno dello stesso contesto produttivo oppure a livello di partenariato o, ancora, a livello di mercato.

Al secondo posto

Il secondo, invece, appartiene all’ecosistema ‘Life Science’. ‘Baby Bee’, piattaforma Innovativa per uno Screening neonatale di precisione che integra Biochimica e Genomica. Ha l’obiettivo di migliorare la resa diagnostica dello screening neonatale attraverso lo sviluppo di una piattaforma tecnologica in grado di combinare analisi biochimica e sequenziamento genomico.

Ultimo gradino del podio

Nell’ecosistema ‘Sostenibilità’, infine, il terzo progetto in graduatoria: ‘Climwater’ intende investigare gli impatti del cambiamento climatico sul ciclo idrico integrato, con particolare riferimento all’hinterland milanese.

La graduatoria del bando è disponibile a questo link

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Da Regione Lombardia nuovi fondi per le strutture alberghiere

20 mai 2025 à 17:07

In arrivo nuovi fondi per le strutture ricettive alberghiere e non alberghiere all’aria aperta di Regione Lombardia. La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia, Barbara Mazzali, i criteri generali per l’attivazione del nuovo bando che con 15 milioni di euro a valere sul Programma Regionale FesrFondo europeo di sviluppo regionale (2021-2027) mira alla riqualificazione e realizzazione di strutture ricettive moderne, sostenibili e di qualità. La misura offre un concreto supporto alle Pmi del settore turistico per incrementarne la competitività.

Mazzali: una misura a sostegno degli imprenditori

La giunta di Regione Lombardia, su proposta dell'assessore Barbara Mazzali, ha stanziato nuovi fondi per le strutture ricettive alberghiere“Con questa misura –  dichiara Mazzali– continuiamo il percorso che ci siamo dati per innalzare la qualità dell’accoglienza lombarda, sostenendo i nostri imprenditori in un salto di competitività che guarda al futuro. Le strutture ricettive non sono semplici edifici, ma il primo biglietto da visita dell’esperienza turistica. Per questo vogliamo affiancare chi offre servizi eccellenti con spazi rinnovati, funzionali, attenti alla sostenibilità e all’innovazione”.

Strutture alberghiere in Lombardia destinatarie dei fondi

Il bando, rivolto alle micro, piccole e medie imprese, prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 300.000 euro per progetto. Gli interventi potranno riguardare sia la riqualificazione di strutture esistenti, sia la creazione di nuove attività ricettive, con un investimento minimo previsto di 80.000 euro.

Numeri in crescita nel settore turistico

“Questa misura – aggiunge Mazzali – si rende ancora più necessaria se guardiamo ai numeri in costante crescita che la Lombardia registra ogni anno nel settore turistico. Non solo crescono i flussi, ma cresce la qualità e l’origine di questo turismo, sempre più internazionale e attento ai dettagli. Per questo non possiamo permetterci di offrire strutture obsolete: dobbiamo rispondere con forza alle nuove esigenze di chi sceglie la nostra regione. Se vogliamo mantenere e consolidare questo successo, dobbiamo continuare a innovare”.

Turismo di qualità

“Il turismo di qualità – puntualizza l’assessore – non si improvvisa. Si costruisce passo dopo passo, investendo sulla professionalità degli operatori e sulla capacità delle strutture di rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori, sempre più orientati al benessere, alla bellezza, alla sostenibilità”.

“Regione Lombardia – conclude Mazzali – continuerà a sostenere con strumenti concreti il nostro sistema turistico, motore economico e culturale che valorizza le bellezze del territorio”.

I criteri attuativi

Il bando attuativo, contenente modalità operative e termini per la presentazione delle domande, sarà pubblicato a breve sulla piattaforma ‘Bandi e Servizi’ di Regione Lombardia. Per maggiori informazioni contattare l’indirizzo mail: bandi.turismo@regione.lombardia.it.

 

 

 

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Da Lombardia risorse per ricerca e trasferimento tecnologico

13 mai 2025 à 17:14

La Giunta di Regione Lombardia ha fissato le regole per selezionare e finanziare le migliori infrastrutture di ricerca che verranno proposte dalle università lombarde, sia pubbliche sia private, per creare un ponte tra sistema della ricerca e imprese. La selezione verrà realizzata tramite un bando​ (la pubblicazione è prevista entro giugno 2025), di cui sono stati approvati i criteri.

La dotazione finanziaria

Nello specifico, la misura approvata è denominata ‘Infrastrutture di Ricerca per il Trasferimento Tecnologico’ e ha una dotazione di 50 milioni di euro per contributi a fondo perduto, a valere sull’azione 1.1.2. ‘Sostegno al trasferimento tecnologico tra mondo della ricerca e delle imprese lombarde’ del Programma regionale FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) Lombardia 2021-2027.

Regione Lombardia punta a promuovere il trasferimento tecnologico

Questa nuova misura è la prima dedicata esclusivamente agli atenei con risorse FESR e fortemente voluta dalla Direzione Generale ‘Università Ricerca Innovazione’ di Regione Lombardia. Il suo scopo è sostenere investimenti per l’ammodernamento o la creazione di infrastrutture di ricerca del sistema universitario aperte alle imprese. In questo modo si vuole stimolare il trasferimento tecnologico, promuovendo e consolidando la collaborazione tra accademia e aziende, in particolare PMI. Nel complesso si vuole rafforzare la competitività del territorio lombardo grazie ai servizi sempre più avanzati e in linea con i fabbisogni di ricerca e di innovazione delle imprese che gli atenei saranno in grado di offrire.

Dal tour atenei ai criteri del futuro bando

L'assessore Alessandro FermiLa delibera di Giunta 4262 del 30 aprile 2025 rappresenta la fase attuativa del percorso di ascolto, iniziato nel 2024 dalla Direzione generale ‘Università Ricerca Innovazione’ per raccogliere i fabbisogni in ambito infrastrutture espressi dalle università. Prima tappa di questo iter è stato  il Tour Atenei, realizzato dall’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi. Un secondo importante step è stata poi la manifestazione di interesse, alla quale hanno partecipato gli atenei che hanno sede in Lombardia. Con l’approvazione dei criteri del futuro bando, ora le università lombarde hanno a disposizione tutti gli elementi per definire i progetti da candidare alla selezione che Regione lancerà tramite un apposito bando a graduatoria.  Il futuro bando premierà in modo particolare gli aspetti di innovazione e di impatto potenziale sulla competitività delle PMI e sul sistema della ricerca. Anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale e all’uguaglianza di genere verranno valorizzate con un punteggio aggiuntivo.

Esempi di richieste di finanziamento

Tra le infrastrutture già segnalate come necessarie dagli atenei nelle risposte alla manifestazione di interesse ci sono, ad esempio, laboratori per lo studio dell’invecchiamento e per la produzione di terapie avanzate; simulatori dinamici per la guida di aeromobili o per la gestione di linee manifatturiere; progetti di Space Economy; grandi strumentazioni per applicare le nuove scoperte in ambito di Intelligenza Artificiale. Le infrastrutture proposte dovranno essere pensate nell’ottica di un trasferimento delle conoscenze dall’accademia alle piccole e medie imprese.

I contributi per promuovere il trasferimento tecnologico in Lombardia

Ciascuna università potrà presentare fino a 3 progetti, purché con un importo minimo di spese ammissibili di 500 mila euro ciascuno. Un importante elemento di novità è la presenza di due diversi ‘massimali’ di agevolazione, a seconda del livello di attività economica. Nello specifico, le infrastrutture legate ad attività prevalentemente ‘non economiche’ (dunque senza scopo di lucro) potranno vedersi riconosciuto l’80% delle spese, fino a un massimo di 3 milioni di euro; quelle legate ad attività prevalentemente ‘economiche’ potranno invece richiedere il rimborso del 50% delle spese, ma arrivare a un contributo massimo di 5 milioni di euro.

I rimborsi ammessi

Regione Lombardia rimborserà le spese per investimenti materiali e immateriali strettamente correlate alla creazione o all’ammodernamento dell’infrastruttura di ricerca, quali ad esempio l’acquisto di nuova strumentazione e i lavori correlati per l’installazione e/o l’acquisto di software o di licenze d’uso per software. Solo nel caso di progetti di infrastruttura ‘non economica’ potranno essere rimborsate anche le spese di personale, fino a un tetto del 20%. Non saranno invece ammessi, in ogni caso, progetti che prevedono la realizzazione di nuovi edifici e/o ristrutturazioni importanti. I progetti dovranno essere realizzati entro 24 mesi, salvo eventuale proroga massima di 6 mesi.

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Tour atenei lombardi, Fermi: la Iulm università che sa anticipare il futuro

11 juillet 2024 à 17:52

Tappa milanese, alla Iulm, per il tour tra gli atenei lombardi dell’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi.

Il tour tra gli atenei lombardi alla Iulm

Accolto del prorettore vicario, Valentina Garavaglia, l’assessore Fermi si è quindi confrontato con il direttore generale, Raffaella Quadri, i presidi delle facoltà, prorettori e delegati e rappresentanti dell’ateneo di via Carlo Bo a Milano.

La visita alla Iulm

Con la visita al Laboratorio di traduzione simultanea – Aula Pautasso, alla biblioteca, al Museo della Comunicazione e all’Aula multimediale – TAM TAM l’assessore Fermi ha partecipato a un viaggio immersivo che lo ha portato anche a intervenire in diretta a Radio Iulm. Visitati a Iulm AILab, Brain Lab, Iulm fitness center e Iulm Studios. E conoscenza diretta anche degli spazi di coworking con il Muro del cinema, con la Contemporary Exhibition Hall. Tappe anche in auditorium, all’Albero Segreto, alla Porta d’oro e al Monumento all’Inferno.

Università pionieristica

“Iulm – ha detto l’assessore Fermi – mi è sempre sembrata una università pionieristica, che sa anticipare il futuro. Visto ciò che mi hanno presentato mi sembra che sappiano, concretamente, e con diversi progetti, dare corpo e mantenere questa predisposizione. Quella che è nel dna di questa università”.

Eccellenza nel panorama accademico lombardo

Per l’assessore Fermi, la Iulm si inserisce a pieno titolo nell’eccellenza del panorama accademico lombardo. “Quando mi è stata assegnata la delega all’Università di Regione Lombardia – ha ricordato – ho deciso di conoscere da vicino il mondo accademico. E di farlo iniziando questo viaggio presso tutti gli atenei. Sia pubblici che privati. Probabilmente, infatti, non ci rendiamo conto di quale privilegio abbiamo in Lombardia con un sistema universitario che non ha competitor in Italia ma forse nemmeno in Europa. Questo primato dobbiamo farlo conoscere e raccontarlo perché le università sono un baluardo importante per la crescita dei nostri ragazzi. Il viaggio che sto facendo ribadisce questa mia valutazione ma possiamo e dobbiamo continuare a fare di più”.

In ascolto dei protagonisti

“Con la tappa alla Iulm – ha chiosato Fermi – siamo più o meno a metà di questo tour-viaggio che ci sta portando, fisicamente, a incontrare non solo Rettori e docenti, ma anche gli studenti. E per visitare quello che è qualcosa di straordinario che abbiamo in Lombardia. È un tour che ci consente di raccogliere le esigenze dei diversi atenei, in questa tappa quelle della Iulm. Come Istituzioni abbiamo il dovere di provare a mettere in campo tutti quegli strumenti che possano continuare, e se possibile ad aumentare, l’attrattività del sistema universitario lombardo. Già oggi circa il 40% degli studenti arriva da fuori regione e un 7-8% dall’estero. Quindi ci giochiamo anche il futuro dell’università e, come Regione, vogliamo mettere in campo iniziative che possano aiutare il sistema formativo e non solo accademico a crescere”.

Continuare ad attrarre studenti

“Abbiamo la necessità – ha continuato l’assessore – di provare a tenere i nostri studenti dopo il percorso universitario e anche di continuare ad attrarre studenti da altre regioni e da tutta Europa. Lo facciamo mettendo a disposizione innanzitutto risorse nel campo dell’innovazione e della ricerca per fare in modo che i nostri atenei siano e rimangano attrattivi per tutti i giovani”.

Misura legata al Pnrr

“Proprio per questo motivo – ha spiegato – abbiamo ‘inventato’ quindi una misura che possa garantire continuità ai fondi arrivati con il Pnnr. Così, per la prima volta a livello italiano, abbiamo usato una quota dei fondi Fesr per preparare una manifestazione di interesse rispetto a progetti che prevedono implementazione di laboratori, aule studio, tecnologia. Tradotto: metteremo a disposizione 40-50 milioni di euro. Con un unico vincolo: quello di collegare queste tecnologie che finanzieremo con il mondo delle imprese”. “Qualora la risposta fosse positiva – ha concluso Fermi – la misura diventerà strutturale, così le università potranno continuare a essere competitive”.

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Ricerca. Fermi: da Regione Lombardia aiuto concreto ad attività Irccs

9 juillet 2024 à 13:13

Un aiuto concreto da parte di Regione Lombardia agli Istituti di Ricovero e Cura a carattere Scientifico (Irccs). È stata pubblicata la manifestazione di interesse per la ricognizione dei fabbisogni per la realizzazione di attività di ricerca da parte degli Irccs finalizzate al trasferimento tecnologico verso le imprese lombarde. In concreto, con questa misura Regione Lombardia vuole favorire futuri investimenti. In particolare nelle soluzioni innovative, prototipi e nuovi prodotti o servizi sviluppati nell’ambito delle scienze della vita. Il tutto a beneficio dei pazienti e della società.

Lombardia, prima Regione a sostenere attività ricerca Irccs verso imprese

“La Lombardia – spiega l’assessore a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – è la prima Regione italiana che prova a mettere in campo risorse per favorire il processo che porta le ricerche dei nostri Irccs a incontrare il mercato e quindi a diventare progetti concreti. È una misura che, fin dalla primissima fase, abbiamo condiviso con loro, per fare in modo che fosse il più possibile aderente alle loro aspettative. Grazie anche alla disponibilità di fondi a valere sul Fesr, dunque, potremo mettere in campo le risorse che serviranno per fare un ulteriore salto in avanti ai nostri istituti”.

Partita la Fase 1, pronti per la Fase 2

È dunque partita la Fase 1. Quella di consultazione degli stakeholders tramite una procedura aperta di manifestazione di interesse, che sarà chiusa il 23 settembre. Ci sarà poi spazio per la Fase 2. Ossia quella della definizione della misura di sostegno alle attività di ricerca negli Irccs pubblici e privati lombardi per il trasferimento tecnologico.

Il Documento di consultazione

In particolare, tramite il Documento di consultazione, potranno essere descritti lo scenario di riferimento in cui si collocano le attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico degli Irccs. E, inoltre, si vedranno i fabbisogni di sviluppo delle proprie attività di ricerca in relazione allo sbocco sul mercato e relativi TRL (Technology Readiness Level, lo strumento unificato per misurare il grado di maturità tecnologica di una tecnologia/servizio/soluzione) da raggiungere. Infine, saranno illustrati gli eventuali progetti di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico che potrebbero essere avviati nel breve termine.

Obiettivo: più attrattività e internazionalizzazione del sociosanitario

“Tutto questo – conclude l’assessore Fermi – è studiato per aumentare l’attrattività e l’internazionalizzazione del sistema sociosanitario lombardo. Investire in innovazione e ricerca in questo campo significa infatti migliorare le cure e proporne sempre di più appropriate”.

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Programmazione Ue, a disposizione 2 miliardi per far crescere la Lombardia

23 mai 2024 à 16:49

Con i 2 miliardi di dotazione del settennio 2021-2027, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) è uno strumento preziosissimo per realizzare gli obiettivi di ricerca, competitività e crescita sostenibile della Lombardia.

Da questa consapevolezza parte il lavoro della Regione Lombardia, illustrato dall’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, durante il convegno ‘Energia, Sviluppo e Innovazione: i nuovi orizzonti europei per la Lombardia del Futuro’ che ha chiuso il tour fra le province voluto proprio per presentare le nuove possibilità e per provare a stimolare il territorio a fare ancora meglio della scorsa programmazione di cui hanno beneficiato oltre 25.000 imprese ed enti attivando progetti del valore di oltre 1,8 miliardi di euro (risorse pubbliche e private).

Programmare e usare bene le risorse

“Programmare e usare bene queste risorse – ha detto l’assessore – è una responsabilità importante. Il nuovo Fesr è il terzo fondo attivo sul territorio regionale, subito dopo PNRR e Legge 9 (Piano Lombardia), che sono gli strumenti straordinari con cui si è voluto far fronte alle conseguenze della crisi pandemica. Il FESR non è un fondo straordinario, ma uno strumento strutturale e ciclico. Uno degli obiettivi centrali della nostra programmazione, infatti, è proprio dare continuità a quanto è stato avviato negli scorsi anni con i fondi straordinari. Questi, infatti, non devono ‘drogare’ il sistema, ma mettere le basi di una crescita capace poi di persistere nel tempo”.

Già attivi bandi per oltre 700 milioni

Ad oggi risultano già attivati bandi per oltre 700 milioni di euro. Numerose sono però le iniziative già in rampa di lancio. Fra queste ‘Collabora e Innova’ che prevede 100 milioni di euro per finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati in partenariato tra imprese  e organismi di ricerca, comprese Università.

La seconda misura prevede uno stanziamento di circa 40 milioni di euro, finalizzati a potenziare le infrastrutture di ricerca dedicate al trasferimento tecnologico.

Allo studio misura ad hoc per gli Irccs

“Un percorso completamente nuovo – ha sottolineato l’assessore – è quello che abbiamo avviato con le Università. Lo stesso dedicheremo anche agli IRCCS, una delle eccellenza della Lombardia e che hanno una vocazione specifica alle scienze della vita. Il percorso nasce dalla consapevolezza che abbiamo uno straordinario valore di ricerca. Che però ancora fatica ad arrivare al mercato, quindi a brevettare, a vedere la nascita di start up, a raccogliere finanziamenti dal mercato. Vogliamo quindi intervenire su questo specifico obiettivo, fortemente condiviso dagli stakeholder”.

Le competenze, una nuova sfida per il 2024

Un’ulteriore misura in cantiere per il 2024 è quella relativa alle ‘Competenze’. Per affrontare le grandi sfide della trasformazione digitale e green occorre infatti intervenire anche sul fronte della qualità e della formazione del capitale umano.

“I temi su cui sarà possibile intervenire e in cui le competenze hanno un valore strategico – ha concluso l’assessore – sono dunque molteplici. Penso anzitutto al deep tech, cioè tutte quelle tecnologie che richiedono attività ad alta intensità di ricerca e sviluppo, basate su concrete innovazioni ingegneristiche o progressi e scoperte scientifiche”.

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Università Brescia è emblema di una sfida vinta

27 mars 2024 à 17:27

“L’Università di Brescia è l’emblema di una sfida vinta, che è quella della territorialità”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi che ha incontrato, fra gli altri, il rettore Francesco Castelli, il prorettore con delega alla ricerca, Alessandro Padovani, nell’ambito della V tappa del tour fra gli Atenei lombardi.

L’Università di Brescia

“Oltre quarant’anni di vita, 16.000 studenti, 7 sedi – ha fatto notare Fermi – sono il segno concreto di un Ateneo che ha voluto premiare il territorio. Non ce ne è un’altra che ha voluto radicarsi così offrendo un servizio di qualità come quella di Brescia. E allora dobbiamo batterci affinché i ragazzi che nascono in questa zona possano continuare a studiare e crescere professionalmente senza doversi necessariamente recare nel capoluogo. Questa è la grande sfida che dobbiamo vincere”.

Per farlo servono ovviamente delle risorse perché sostenere economicamente 7 sedi “non è banale”.

E allora la Regione Lombardia vuole provare a fare qualcosa “mettendo delle risorse” a partire dall’uso dei Fondi europei che transitano attraverso le regioni, in particolare il Fesr.

“In questi mesi – ha continuato l’assessore – proprio per compensare lo sforzo che il nostro sistema universitario ha fatto per supplire alla mancanza di fondi pubblici destinati al diritto allo studio, abbiamo provato a capire come sostenere questo sistema di eccellenza. A breve presenteremo una misura innovativa e che può diventare strutturale. I fondi del Fesr devono essere messi a bando. Ogni Università dovrà quindi proporre progetti che possano avere ricadute positive sull’ambito economico in cui ricadono. Sarà una misura anche economicamente interessante che potrebbe cubare fra i 40 e i 60 milioni di euro”.

Borse di studio, Ministero investa di più

Negli ultimi anni, la Lombardia ha sempre aumentato i fondi destinati alle borse di studio. E’ arrivata infatti a mettere sul piatto, solo nell’ultimo anno, 20 milioni di euro. “Sono tanti soldi – ha sottolineato Fermi – ma non bastano perché è aumentato la platea degli aventi diritto anche in conseguenza a quanto stabilito dal Pnrr che, purtroppo, finirà”.

“L’unica soluzione – ha concluso Fermi – è che il Ministero scelga di investire di più cambiando anche i criteri di riparto del Fondo visto che, ad esempio, la Lombardia ha il 33% degli studenti che arrivano da fuori Regione. Noi, intanto, stiamo già pensando come poter usare il Fondo Sociale Europeo per il diritto allo studio. Tutto ciò per far fronte ad una situazione che non si è mai palesata in questo modo”.

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Bergamo, Fermi: investiti 175 milioni con la programmazione comunitaria

Par : Marco Dozio
15 mars 2024 à 13:37

Nuove opportunità per le imprese e gli enti del territorio attraverso le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Con la programmazione comunitaria 2021-2027 sono a disposizione della Lombardia 2 miliardi di euro per dare corpo alle politiche regionali in materia di ricerca e innovazione ma anche per incrementare la competitività e migliorare la sostenibilità ambientale, economica e sociale.

L’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, nell’ambito del tour nelle province lombarde, ha incontrato oggi a Bergamo i rappresentanti di aziende e istituzioni per promuovere i fondi FESR con l’obiettivo di allargare la platea dei beneficiari.

All’evento, che si è svolto a Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni, sono intervenuti anche gli assessori regionali Paolo Franco (Casa e Housing sociale) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche).

Assessore Fermi: benefici per 3.000 imprese bergamasche

“È necessario – ha sottolineato l’assessore Fermi – far conoscere sempre più la possibilità di intercettare le risorse, così da non perdere questa grande occasione. Per lo scorso ciclo di programmazione (FESR 14-20) nella provincia di Bergamo sono stati finanziati progetti per oltre 175 milioni di euro, di cui hanno beneficiato circa 3.000 imprese. Col nuovo ciclo possiamo fare ancora di più: la programmazione 2021-2027 ha un valore complessivo doppio rispetto a quella precedente”.

Programmazione comunitaria Bergamo: la semplificazione

“Da parte nostra – ha proseguito Fermi – stiamo lavorando per semplificare l’accesso ai fondi, anche grazie all’aiuto di Unioncamere. Vogliamo mettere a punto bandi in grado di rispondere alle istanze del sistema economico e sociale. Occorre continuare a sviluppare le peculiarità dei territori. Bergamo ha fatto bene con la scorsa programmazione, ma ora le risorse e dunque le opportunità sono aumentate. Il futuro della nostra Regione si fonderà sulla capacità di investire i fondi a disposizione in maniera sempre più utile e intelligente, in una logica di crescita sostenibile”.

Assessore Franco: impegno a tutto campo per la competitività

“La sinergia tra soggetti diversi – ha affermato l’assessore Franco – è fondamentale per raggiungere il risultato e trasformare queste risorse nel motore di un ulteriore sviluppo economico-sociale della nostra comunità. Informare stakeholder e cittadini significa attivare una rete di imprese, enti e istituzioni che a Bergamo è molto vasta e radicata. Occorre promuovere i bandi, le modalità di partecipazione e le ricadute pratiche sul territorio. Il nostro è un impegno a tutto campo per la ripresa economica e la competitività della Bergamasca”.

Assessore Terzi: fondi essenziali per vincere le sfide del futuro

“I fondi disponibili – ha osservato l’assessore Terzi – possono davvero fare la differenza per Bergamo e i bergamaschi. Vogliamo mettere a terra gli investimenti per rendere il territorio sempre più attrattivo, interconnesso e in grado di vincere le sfide del futuro. C’è grande passione e voglia di fare, anche pensando all’obiettivo dell’Autonomia che ci consentirà di gestire meglio le risorse e avere maggiori responsabilità sulle decisioni che riguardano la nostra terra. La Regione in questo senso si pone come punto di riferimento per i territori e gli enti intermedi”.

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Programmazione comunitaria: Varese in 7 anni oltre 80 milioni a 2.700 ditte

23 février 2024 à 13:22

Con l’obiettivo di far conoscere le opportunità che offre la programmazione comunitaria europea, l’assessore regionale Alessandro Fermi (Università, Ricerca e Innovazione), ha incontrato rappresentanti di imprese ed enti di Varese. Con lui anche l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso. È la terza tappa del tour nelle province lombarde studiato affinché si allarghi il numero di coloro che le intercettano.

Le risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) sono fondamentali per dare corpo alle politiche regionali in favore della ricerca, dell’innovazione, della competitività, della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Varese, Programmazione comunitaria: oltre 80 milioni

“L’obiettivo – ha spiegato Fermi – è fare meglio della scorsa programmazione. Nella provincia di Varese, aveva permesso di finanziare progetti per oltre 80,8 milioni di euro, di cui hanno beneficiato quasi 2.700 imprese. Un risultato già molto interessante che, sono convinto, potrà diventare ancora migliore visto che siamo riusciti a recuperare quasi il doppio dei fondi. Alcune misure sono già in programma e altre potranno nascere nel corso dell’anno. Proviamo quindi a stabilire una linea di percorso per utilizzare tutte le risorse e farlo in modo intelligente. Sono profondo sostenitore della Lombardia dei territori e quindi sono convinto che ogni provincia debba scommettere sulle proprie peculiarità e svilupparle. Una programmazione europea che cuba due miliardi di euro non può prescindere da questo obiettivo. Serve fare un sano lavoro di squadra per fare avanzare un sistema”.

La semplificazione

Altro grande tema è quello della semplificazione. “Oggettivamente – ha continuato – la burocrazia è spesso faticosa e demotivante. Il nostro compito è quello di mettere in campo una cabina di regia che agevoli il più possibile il percorso per la presentazione delle domande. C’è un po’ di lavoro da fare – ha concluso Fermi –  ma è stimolante e rappresenta una grande opportunità”.

Per la cultura lombarda impegnati 18 milioni

“Portare le opportunità messe in campo da Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Caruso – è la concreta testimonianza di quanto la nostra istituzione sia concretamente vicina ai territori. Un impegno finanziario di circa 18 milioni di euro destinato a sostenere e promuovere la ricchezza culturale lombarda. Attraverso le risorse europee abbiamo realizzato due importanti iniziative. La prima è  ‘Lombardia per il Cinema‘. È  una misura inedita per cui sono stati stanziati 3 milioni di euro per rafforzare la competitività del settore della produzione audiovisiva e cinematografica.  La seconda è ‘InnovaCultura‘, per cui è stato garantito un finanziamento da 6 milioni di euro. I fondi servono  per promuovere nuove competenze tecnologiche nei musei, negli ecomusei, nei siti Unesco, nei parchi archeologici, nelle biblioteche e negli archivi storici della Lombardia.

Questo tour, di cui Varese è la terza tappa, ha l’obiettivo di sensibilizzare i singoli territori su quali sono le opportunità che il fondo regionale mette a disposizione. Iniziative come quella di oggi sono importanti momenti di ascolto e confronto per ribadire che Regione c’è ed è vicina a chi vuole ‘fare cultura’ in Lombardia”.

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Comunità energetiche rinnovabili, Sertori: pronti a sostenerne lo sviluppo

1 février 2024 à 16:30

L’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, ha avviato l’1 febbraio 2024 a Sondrio il primo degli incontri provinciali dedicati allo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e al tema dell’autoconsumo di energia rinnovabile. Intervenuto in videocollegamento anche il presidente del Gestore Servizi Energetici, Paolo Arrigoni.

Gli eventi sono l’occasione per presentare le attività di accompagnamento che Regione Lombardia intende intraprendere, anche grazie al supporto della Comunità Energetica Regionale Lombarda (CERL), istituita dalla legge regionale 2/2022.

Comunità energetiche, modelli di sviluppo e gestione energia

sviluppo comunità energetiche“La Lombardia – ha sottolineato Sertori – ha dimostrato da subito forte interesse ad accompagnare la diffusione delle Cer. Esse costituiscono una delle principali opportunità di sviluppo di impianti di piccola taglia che utilizzano Fonti energetiche rinnovabili (Fer), sia a livello nazionale che regionale. Possono innescare modelli virtuosi di gestione e condivisione di energia rinnovabile sui territori. Generano benefici sociali, ambientali ed economici per i partecipanti alle configurazioni. Inoltre, contribuiscono a consolidare l’uso e l’accettazione delle Fer da parte dei cittadini e dei diversi attori pubblici e privati del territorio”.

In vigore dal 24 gennaio, il decreto dedicato alle Comunità energetiche rinnovabili, pubblicato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, sblocca la nascita e lo sviluppo delle Cer in Italia. Ora si attendono i tempi tecnici del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che dovrà redigere le regole operative e predisporre il portale per il riconoscimento delle Cer.

Cer, obiettivo sostegno a piccoli comuni

Nel frattempo, ha aggiunto l’assessore, “abbiamo subito avviato un dialogo con il Ministero per chiedere modifiche sostanziali alla bozza di decreto, perché i fondi del PNRR, destinati al sostegno delle Cer, venissero trasformati da concessione di fondi a restituzione (prestito) a contributi a fondo perduto. Un segnale forte per gli oltre mille piccoli comuni lombardi. Spesso, infatti, non hanno la capienza finanziaria necessaria per avviare progetti di così ampio respiro e complessità. Abbiamo, inoltre, avviato la raccolta di manifestazioni di interesse a costituire Comunità energetiche sul territorio raccogliendo più di 500 candidature”.

“La sfida per la Lombardia – ha spiegato Sertori – sarà ora mettere a terra i progetti che sono stati proposti dai territori. Non solo quelli riconosciuti meritevoli di accedere alla fase 2 della Manifestazione di interesse, ma soprattutto quelli proposti da piccoli comuni lombardi. Che potranno candidarsi al finanziamento tramite fondi PNRR”.

Il tour informativo avviato l’1 febbraio 2024 toccherà tutte le province lombarde, insieme a GSE e al CERL. Gli incontri saranno aperti a enti locali, associazioni di categoria, Camere di commercio. Generalmente a  tutti coloro che intendono approfondire i contenuti del nuovo decreto, sono interessati ad aggregarsi in comunità energetiche e a cogliere le opportunità di finanziamento regionale, nazionale, comunitario.

Idroelettrico e fotovoltaico, Lombardia protagonista

Regione Lombardia è ancora protagonista: da sola contribuisce per il 23% alla produzione di energia da idroelettrico con una potenza installata pari al 27% della potenza idroelettrica nazionale. E’ distribuita principalmente sui territori della provincia di Sondrio.
Per quanto riguarda invece il fotovoltaico la Lombardia detiene il 12,6% della potenza rispetto all’installato a livello nazionale e il primato per numero di impianti. Si registra inoltre un incremento di potenza installata dal 2021 al 2022 pari al 16%.

Regione Lombardia, per la promozione delle Fer, ha reso concrete misure di sostegno alla realizzazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili. Ha messo a disposizione risorse autonome per circa 90 milioni di euro per sostenere la diffusione di impianti Fer e altrettanti per interventi sugli involucri edilizi. Con l’obiettivo di migliorarne le prestazioni energetiche.

A queste risorse si sono affiancate quelle della programmazione regionale Fesr 21-27. Più di 300 milioni di euro per la definizione di azioni in tema di energia; di questi 55,5 milioni sono destinati al sostegno delle Cer e 90 per la diffusione delle Fer.

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Disponibili ancora 12 milioni per le imprese lombarde che innovano

18 janvier 2024 à 17:44

Da giovedì 18 gennaio 2024 è aperta la seconda finestra per le PMI interessate alle agevolazioni previste dalla seconda edizione del bando ‘Ricerca e Innova‘. La misura prevede contributi fino all’80% delle spese ammissibili e fino a 800.000 euro. E’ finalizzata a investimenti in ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale, a sostegno della capacità innovativa delle imprese.

La misura di Regione Lombardia vale, nel complesso, ben 27,2 milioni di euro a valere su risorse POR FESR 2021-2027. Metà disponibili su questa seconda finestra.

Per partecipare, le PMI con sede operativa in Lombardia devono presentare progetti – e relative spese di investimento – all’interno di 4 ambiti specifici. Per questa seconda finestra sono: ‘Manifattura Avanzata’, ‘Connettività e Informazione’, ‘Smart Mobility e Architecture’ e ‘Cultura e Conoscenza’.

Bando Ricerca e Innova, 43 progetti nella prima finestra

“Sulla prima finestra del bando, che si è chiusa il 16 novembre scorso – spiega l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – sono pervenuti 43 progetti – attualmente in valutazione – per un valore complessivo richiesto di 14,8 milioni di euro”.

“La misura – ricorda Fermi – ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione tecnologica e digitale delle imprese attraverso la progettazione, la sperimentazione e l’adozione di innovazioni dei processi produttivi aziendali nelle aree strategiche della Regione in grado di mantenere e migliorare la competitività del tessuto imprenditoriale lombardo. ‘Ricerca e Innova’ intende sostenere gli investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale da parte delle PMI lombarde”.

Le novità del bando

Il bando, che è alla seconda edizione, prevede importanti novità. La prima, come detto, è l’eliminazione delle procedure a sportello e click day. Quest’anno verrà seguita una procedura di valutazione nel merito, sulla base di criteri tecnici ed economico-finanziari, entro 180 giorni. Un’altra novità importante riguarda le ricadute ambientali del progetto, per la prima volta inserite con uno specifico criterio di valutazione, mentre si confermano le premialità riservate alla sostenibilità ambientale, alla presenza di giovani e donne nella compagine societaria e all’appartenenza ai cluster tecnologici lombardi.

‘Ricerca e Innova’ prevede la concessione di un’agevolazione mista, composta in parte da un finanziamento agevolato (tasso 0,5%) e in parte da contributi a fondo perduto (in conto capitale), che può arrivare a coprire l’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 800.000 euro. I progetti presentati devono avere un valore minimo di 80.000 euro e prevedere una durata massima di 18 mesi. Il 70% dell’agevolazione è a finanziamento, il 10% a contributo. La quota di contributo è incrementata fino al 20% per i progetti Green, cioè che concorrono agli obiettivi del Green Deal europeo.

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