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7 giorni alle Isole Eolie, il paradiso a largo della Sicilia

29 juillet 2025 à 14:54

Le Isole Eolie. Un luogo incantato a largo della Sicilia che non sembra appartenere a un tempo presente. Queste isole non sono delle mere terre emerse, sono creature primordiali nate da un profondo respiro della terra fatto di fuoco e acqua. Sono quel che resta di un mondo arcaico, a noi sconosciuto, la cui anima è rimasta intrappolata tra i crateri ancora fumanti e le correnti marittime che trasportano storie antichissime.

Come la leggenda secondo la quale Eolo, il dio dei venti, viveva proprio in questo arcipelago, tra grotte segrete e cieli irrequieti. Il nostro Pianeta qui è così vivo che a volte ne mostra le proprie viscere, come quando Stromboli decide di parlare al mondo rigettando nell’acqua e nel cielo una linfa che arriva direttamente dal cuore della Terra.

Ognuna delle sette isole ha qualcosa di unico da raccontare: Lipari, isola madre fonte di vita; Salina, verde e rigogliosa, è la terra del vento dolce; Panarea, con la sua bellezza rarefatta; Stromboli, con il suo carattere esplosivo; Vulcano, l’isola che regala al vento storie d’inferni e paradisi; infine, Alicudi e Filicudi, le isole più remote e autentiche dell’arcipelago. Un viaggio alle Eolie è qualcosa di unico che ti fa capire che l’origine del mondo non è poi così lontana. Ecco come viverle appieno, con un itinerario di 7 giorni alle Isole Eolie.

Giorno 1: Benvenuto a Lipari!

Per questo itinerario abbiamo deciso di fare tappa base a Lipari, l’isola più grande delle Eolie, nonché quella che mette a disposizione più servizi per raggiungere anche le isole vicine. Dopo la sistemazione nell’alloggio che hai prenotato per il pernottamento, esci per scoprire le meraviglie che questa perla d’Italia ha da offrire; passeggia per il centro storico, respira l’aroma di gelsomino che aleggia nei suoi vicoletti e goditi la magia di una vita lenta e appassionata.

Se arrivi presto, concediti due passi verso l’antica Acropoli e ammira la meravigliosa Cattedrale di San Bartolomeo, il Chiostro Normanno e l’imperdibile Museo Archeologico Eoliano, uno dei più importanti musei di tutto il Mediterraneo che conserva reperti greci e preistorici rinvenuti in diversi scavi in giro per le isole. Per il museo, ecco le informazioni che devi sapere per organizzare la tua visita al meglio:

  • orari di visita: il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Nei giorni di festa potrebbero esserci variazioni, dunque controlla il sito ufficiale del museo per restare aggiornato.
  • Costo del biglietto: per accedere al museo, la quota intera è pari a 6 euro, con una riduzione a 3 euro per alcune categorie di visitatori.

Dopo aver scoperto il lato storico di Lipari, è arrivato il momento di avere un assaggio della sua bellezza naturale. Noleggia uno scooter – o se preferisci utilizza i mezzi – e raggiungi il Belvedere Quattrocchi: una suggestiva terrazza naturale che si apre a una delle viste più spettacolari di tutto l’arcipelago. Infine, concludi la giornata con una deliziosa cena dove potrai iniziare a prendere confidenza con i sapori eoliani e concediti del meritato riposo, perché dal giorno successivo si comincia un tour che ti toglierà il fiato!

Giorno 2: Alla scoperta di Vulcano

Il cratere di Vulcano, Isole Eolie
iStock
L’escursione più affascinante delle Isole Eolie: salire sul cratere di Vulcano

Da Lipari basta una mezz’oretta di aliscafo per ritrovarti catapultato in un altro pianeta dai connotati quasi marziani. L’Isola di Vulcano è così, ti accoglie con un odore acre di zolfo e con la sensazione di camminare sopra un fuoco che non si è mai spento. Ruvida e mistica, in un solo giorno puoi scoprirne i tratti più affascinanti e vivere la magia dei suoi contrasti. Ecco le esperienze da provare assolutamente durante la tua gita a Vulcano:

  • trekking al Gran Cratere: l’esperienza più iconica dell’isola e tra le imperdibili di tutto il tuo viaggio di 7 giorni alle Isole Eolie. Il percorso dura circa un’ora, prevede una salita facile ma esposta e si snoda tra fumarole sulfuree, rocce ingiallite dallo zolfo e panorami che sembrano usciti da una pellicola apocalittica. Una volta arrivato in cima sul cratere, ti troverai davanti a una caldera immensa e viva. Intorno a te tutte le isole dell’arcipelago.
  • Passeggiata nel centro dell’isola: una volta sceso, goditi una pausa rinfrescante – magari con una deliziosa granita siciliana – nei baretti del porto e del villaggio.
  • Bagno nelle pozze sulfuree e fanghi termali: un’altra esperienza da non perdere è quella di immergerti nelle pozze sulfuree che si trovano nella baia di Levante. Ti consigliamo di verificare che le pozze siano aperte in quel momento poiché, a volte, vengono chiuse per motivi di sicurezza.
  • Scopri la Spiaggia delle Sabbie Nere: la più particolare dell’isola fatta di sabbia vulcanica nera e un mare cristallino.
  • Tour in barca: se ti rimane tempo (ed energia), fai una breve escursione in barca per scoprire la Grotta del Cavallo e la Piscina di Venere; le due meraviglie che raccontano l’anima più mitica dell’isola.

Giorno 3: Giornata tra Stromboli e Panarea

Il terzo giorno del nostro itinerario di 7 giorni alle Isole Eolie è dedicato a una delle escursioni più affascinanti di queste meraviglie della Sicilia: Panarea e Stromboli in un’unica giornata, con rientro serale. Partendo dalla nostra base, Lipari, avviati la mattina presto per un’escursione via mare che ti porterà a scoprire i due volti diversi delle Eolie: da un lato Panarea, con la sua anima chic, le case bianche e le bouganville ovunque; dall’altro, Stromboli, con il suo lato selvaggio, esplosivo e crudo. Ecco cosa potrai fare e vedere durante la tua escursione a Panarea e Stromboli:

  • passeggiatina sull’isola di Panarea: una volta approdato perditi tra le sue viuzze candide, le boutique eleganti e le terrazze vista mare che si affacciano sull’isolotto di Basiluzzo, una perla che emerge dal blu del mare. Non perdere il piccolo centro di San Pietro!
  • Bagno nelle calette: l’acqua di Panarea è tra le più belle di tutto l’arcipelago; turchese e meravigliosamente limpida, è un invito a fermarsi in una delle sue tante calette per un tuffo tra le scogliere e una buona dose di divertimento marino.
Faraglioni a largo di Panarea, Isole Eolie
iStock
Il paesaggio mozzafiato che solo l’Isola di Panarea, alle Eolie, sa regalare
  • Si salpa verso Stromboli: a metà giornata si lascia Panarea per intraprendere il viaggio verso l’Isola di Stromboli. Già solo il tragitto è uno spettacolo che vale il viaggio; passerai davanti al celebre Strombolicchio, lo scoglio nero che parla di miti e leggende.
  • Approdo a Stromboli: questa magnifica isola ha un piccolo villaggio che merita di essere visitato, con le sue viuzze silenziose, le case cubiche e la presenza del vulcano che si fa sentire con forza. Se vuoi farti un bagno in un luogo unico, cerca la spiaggia nera di Ficogrande, resterai senza parole.
  • Lo spettacolo della sciara del fuoco: il momento più alto di questa giornata; ti fermerai in mare davanti alla sciara del fuoco (il punto dove scende la lava). Con un po’ di pazienza, potrai assistere alle eruzioni del vulcano che, non appena cala il sole, si trasformano in nastri di fuoco luminosi visibili grazie al contrasto con il buio della sera. Un’esperienza ipnotica, perfetta per concludere questa lunga giornata prima di rientrare a Lipari.

Giorno 4: Scoprendo Lipari

Dopo giorni intensi tra gite in barca, trekking e cieli infuocati è arrivato il momento di prenderci una pausa e goderci le meraviglie che Lipari ha da offrire, da un punto di vista più slow. Inizia la giornata con una colazione tipica siciliana: granita e brioche, un intramontabile classico che non delude mai. Dopodiché, noleggia una scooter o una macchina e parti alla scoperta delle spiagge più belle di Lipari, tra cui:

  • Spiaggia del Canneto: se vuoi un approccio iniziale lento e senza pensieri, questa spiaggia è l’ideale grazie alla perfetta organizzazione di stabilimenti e servizi. La soluzione ad hoc per chi vuole comfort e tranquillità.
  • Spiagge bianche: è un tratto di costa che prende questo nome per via della pietra pomice che ne caratterizza i fondali, dando all’acqua un colore così turchese da fare invidia ai tropici.
  • Valle Muria: selvaggia e autentica, è la spiaggia per chi vuole vivere un mare meno comfort e più avventura. Con la sua sabbia nera e i suoi scogli regala una sensazione di isolamento totale.
  • Acquacalda: un borgo marinaro sospeso nel tempo dove l’acqua è terribilmente limpida e invitante.

Lipari offre anche molte calette raggiungibili solo via mare, se questa idea ti affascina puoi optare per un tour privato o collettivo intorno all’isola. Porta con te tutto il necessario ma, se vuoi un consiglio, concediti un pranzo veloce in un baretto vista mare per gustare i sapori semplici ma autentici della tradizione. Infine, dopo esserti rilassato scoprendo il volto della Lipari più lenta, concludi la giornata in bellezza: scegli un ristorantino nel centro storico, ordina un piatto di pasta con totani e finocchietto, un bicchiere di vino e goditi la serata. Qui non serve altro.

Giorno 5: Gita ad Alicudi e Filicudi

Abbiamo detto che le Eolie sono 7 sorelle, due di queste sono le più timide del gruppo: Alicudi e Filicudi. Impervie, essenziali e autentiche, sono isole dove gli abitanti camminano ancora a dorso di mulo, dove l’acqua arriva col dissalatore e la connessione non è mai una certezza.

Sono proprio queste caratteristiche a renderle una meta da non perdere assolutamente se stai organizzando un viaggio di 7 giorni alle Isole Eolie. Rispetto alle altre isole che abbiamo visto la traversata da Lipari è lunga; ci vogliono, infatti, circa due ore di navigazione, dunque parti presto per non perdere neanche un minuto.

Prima tappa: Filicudi, tra grotte e silenzi

Isola della lava e delle leggende, è una grande montagna che si tuffa nel mare punteggiata da un piccola manciata di casette bianche, umili e discrete, sparse sul suo crinale. Passeggia per Filicudi Porto o per il borgo di Pecorini a Mare e goditi il benessere delle piccole cose, come una chiacchiera sotto un pergolato o una granita al bar. Se sei un esploratore, visita Capo Graziano, l’antico villaggio preistorico del 1800, o sali fino alla Fossa delle Felci per un panorama mozzafiato. Se hai raggiunto Filicudi con un tour in barca, chiedi di visitare la Grotta del Bue Marino, una gigantesca cattedrale di roccia lavica con acque trasparenti e blu.

Seconda tappa: Alicudi, l’isola verticale

Al pomeriggio, la nostra gita prosegue salpando per Alicudi, la più remota e selvaggia di tutte le Eolie. La chiamano l’isola verticale per la sua conformazione: un cono di terra che esce dritto dal mare. Su quest’isola vivono poco meno di 100 persone, abitanti silenziosi, attaccati a tradizioni antiche. Qui non ci sono strade, banche, movida o supermercati; la vita si è fermata a un tempo sospeso. Se te la senti, intraprendi il sentiero che porta verso la cima dell’isola, è un po’ faticoso ma vedrai che gli sforzi saranno tutti ripagati da una splendida vista. Oppure, siediti su uno scoglio, osserva il mare e lascia che il telefono perda campo e che tu ti disconnetta dal mondo intero. Alicudi non ha bisogno di niente per impressionare, il suo più grande valore è quello, molto semplicemente, di esistere.

Giorno 6: Si salpa verso Salina

Ultima tappa del nostro viaggio di 7 giorni alle Isole Eolie è Salina. La più verde, la più rigogliosa, la più dolce. L’isola è costituita da due vulcani spenti completamente ricoperti di vegetazione: boschi, vigneti, ulivi e coltivazioni di capperi che si mescolano al blu più profondo del mare. Partendo la mattina presto da Lipari, ecco cosa puoi fare e vedere in un giorno nella splendida Salina:

  • Santa Marina Salina: il porto dell’isola, nonché il suo cuore pulsante. Appena approdi, concediti una passeggiata in questo delizioso borgo curato, visita le boutique artigianali o gusta una buona colazione sul lungomare.
  • Lingua e il lago salato: una piccola frazione di Salina che conquista il cuore di tutti grazie al paesaggio del lago costiero da cui l’isola prende il nome. Qui si viene anche per assaggiare la granita più buona delle Eolie!
  • Fare il bagno a Pollara: un luogo che è leggenda. Reso famoso dal film “Il Postino” è un posto magico fatto da una scogliera a picco, un antico villaggio di pescatori che scende nelle profondità marine e il vecchio cratere che si apre sul mare. Un bagno qui è un’esperienza unica da fare almeno una volta nella vita.
  • Fare una degustazione di Malvasia e capperi: Salina è la casa di questi due prodotti delle Eolie, perché non concedersi un assaggio?

Giorno 7: Saluti da Lipari

Il nostro itinerario di 7 giorni alle Isole Eolie giunge al termine, ma non prima di un’ultima granita con brioche a Lipari o un tuffo nelle sue spiagge più belle. Prima di ripartire e tornare alla vita vera, prenditi un momento per guardare ancora il mare e lasciare che il tuo cuore assorba per sempre la voce indomita delle Isole Eolie.

Spiagge della Basilicata ionica: le 5 più suggestive +1 bonus

25 juillet 2025 à 11:44

C’è una zona della Basilicata che non ha bisogno di farsi notare al mondo; non appare sulle vetrine delle agenzie di viaggio e nemmeno sulle bacheche social dei più celebri influencer. Tuttavia, chi la scopre non la dimentica né la lascia più. Stiamo parlando della Basilicata e, in particolare, della parte lambita dalle acque del Mar Ionio. Un tratto di costa silenzioso e tranquillo, caratterizzato da pinete profumate, sabbia fina e un mare che non ha nulla da invidiare a quelli che, ogni estate, invadono i nostri social. Qui tutto si calma: il tempo, il ritmo, il proprio spirito… per lasciare spazio alla contemplazione e all’apprezzamento di una vita lenta, vera. Se per quest’estate sei alla ricerca di una vacanza al mare, dove passeggiare per chilometri con i piedi nudi sulla sabbia e ascoltare il rumore delle onde, sei nel posto giusto. In questa guida troverai la nostra selezione delle 5 spiagge più belle della Basilicata ionica, più una spiaggia bonus da scoprire assolutamente.

1) Marina di Policoro – Bosco Pantano

Molto più di una zona marittima, Policoro è una vera e propria oasi protetta, una delle poche spiagge italiane dove potresti condividere lo spazio con una splendida tartaruga Caretta caretta. Questa spiaggia si trova a pochi passi da Bosco Pantano, un’oasi del WWF tra le più influenti del Mediterraneo che si apre alla vista con dune selvagge, una vegetazione lussureggiante e la promessa di un contatto stretto e incontaminato con la natura. Ovviamente, in questa spiaggia non sono presenti file di ombrelloni, bar che offrono happy hour al tramonto o DJ set alla sera; qui si viene per ritrovare sé stessi e un rapporto con la natura ormai perduto. Se hai intenzione di visitare questa spiaggia, ecco alcune informazioni utili:

  • Come raggiungere la spiaggia di Bosco Pantano: da Policoro dovrai seguire le indicazioni per la Riserva Naturale Bosco Pantano e, dopo, potrai raggiungere la spiaggia attraverso dei sentieri nel mezzo della pineta.
  • Presenza di servizi: la spiaggia è completamente libera, soprattutto nella zona protetta dove non ci sono servizi di alcun tipo. Più in lontananza potresti trovare qualche punto attrezzato.
  • Consigli: non essendoci servizi, porta con te tutto il necessario per affrontare una giornata in spiaggia come acqua, ombra e cibo. Il consiglio più importante è quello di rispettare rigorosamente le regole dell’area protetta.

2) Marina di Pisticci – Lido Quarantotto

Se sei una persona che ama l’ordine, le linee pulite e il minimalismo, la Marina di Pisticci è il posto giusto per te: niente scogliere a picco o calette dalla bellezza drammaticamente sublime, ma una lunga striscia di sabbia chiara che entra morbida nel blu del mare, avvolta dal silenzio e dal profumo di una pineta ombrosa. Orizzontale, lineare, pacifica. Proprio qui, a Marina di Pisticci, c’è una delle spiagge della Basilicata ionica più belle: il Lido Quarantotto. Un nome che profuma di nostalgia e foto in bianco e nero, per una location dall’anima autentica. È una spiaggia che accoglie calorosamente chi non vuole distrazioni offrendo un’ampia distesa di sabbia, tanto spazio libero e quella cura lenitiva che solo il mare sa regalare. La spiaggia perfetta per chi vuole perdersi tra le pagine di un libro o tra i suoi pensieri camminando lungo il bagnasciuga.

  • Come raggiungere Marina di Pisticci: una volta arrivato a Marina Scalo segui le indicazioni che portano verso Marina di Pisticci. Il Lido Quarantotto è uno degli accessi principali di tutta l’area.
  • Presenza di servizi: questa zona della costa della Basilicata ionica offre alcuni stabilimenti balneari ben organizzati, ma se cerchi il mare più autentico prediligi i tratti di spiaggia libera, sono ampi e poco frequentati.
  • Consigli: il lungomare di Marina di Pisticci è un posto perfetto per montare in sella alla bici e pedalare al tramonto, con il vento tra i capelli e il profumo di mare e pini che ti accarezza.

3) Lido di Metaponto

C’è qualcosa di surreale nel nuotare in acque un tempo solcate dalle antiche navi greche, una surrealismo che diventa pura magia quando il sole del pomeriggio fa brillare la sabbia di una luce ambrata e accarezza dolcemente i templi poco distanti. Siamo nel Lido di Metaponto, una delle spiagge della Basilicata ionica dove il tempo si è fermato e il mare è una presenza antica e consapevole, custode delle storie millenarie della Magna Grecia. Una spiaggia lunga e sabbiosa, punteggiata da ombrelloni ordinati dove l’eco del passato si mescola alle risate dei bambini che si divertono sul bagnasciuga e dove basta spostarsi poco più in là, verso i margini meno battuti del litorale, per trovare una quiete assoluta dove il tempo viene scandito dal rumore delle onde del mare. E se vorrai prenderti una pausa dai tuoi pensieri e toccare la storia di una grande civiltà con mano, puoi farlo. A pochi minuti dalla spiaggia si trova il Parco Archeologico di Metaponto, un luogo sospeso tra passato e presente, tra cielo e mare, dove le colonne doriche del Tempio di Hera fungono da sentinelle silenziose vegliando su una storia che non morirà mai.

Tempio di Hera, Metaponto
iStock
Splendido tramonto sul Tempio di Hera, a pochi passi dal Lido di Metaponto nella Basilicata ionica
  • Come raggiungere il Lido di Metaponto: partendo dalla SS106 Jonica, prendi l’uscita per Metaponto e segui le indicazioni per il Lido. Potrai parcheggiare comodamente nelle aree di sosta che circondano la zona.
  • Presenza di servizi: il Lido di Metaponto offre qualcosa per tutti i gusti; dalle spiagge attrezzate con ristoranti, bar, noleggio di pedalò e zone per bambini alle ampie zone di spiaggia libera, ogni viaggiatore può trovare la sua dimensione.
  • Consigli: se sei un appassionato di fotografia, non scordare la macchina fotografica, le colonne del tempio al tramonto offrono uno dei panorami più suggestivi di tutta la costa ionica. Se puoi concederti una sosta più lunga, fermati da queste parti per cena. Spesso vengono organizzate cene con musica dal vivo.

4) Scanzano Jonico – Terzo Cavone

Un tempo agosto era un mese tranquillo, di pausa, con poco caos e tanto relax. A Scanzano Jonico, il tempo sembra essersi fermato in quel preciso istante e la sua spiaggia più ambita – quella di Terzo Cavone – continua a offrire quelle atmosfere a chi sogna un’estate diversa, fatta di lentezza, teli stesi sotto alle pinete e silenzi riempiti dal rumore delle onde o dei gabbiani in lontananza. È una spiaggia che non pretende nulla, se non il rispetto di chi la frequenta. Lontana dalle rotte turistiche offre un mare dalle tonalità turchesi e dalle profondità placide, perfette per lunghe nuotate in acqua e per intrattenere grandi e piccini per ore e ore. Se la tua indole selvaggia è alla ricerca di un luogo di mare che la rispecchi e che la nutra, prosegui verso sud: troverai un paesaggio onirico, fatto di dune sabbiose, qualche macchia di vegetazione e nessuna presenza umana. Questo luogo è per chi vuole rallentare ma, soprattutto, per chi desidera disconnettersi dal mondo e riabbracciare il vero concetto di vacanza.

  • Come raggiungere la spiaggia di Terzo Cavone: sempre dalla SS106, prendi l’uscita per Scanzano Jonico e dirigiti verso la località (sempre segnalata) di Terzo Cavone. Passerai per un breve tratto sterrato in mezzo ai campi coltivati che ti porterà dolcemente verso la pineta costiera e ai parcheggi che abbracciano l’intera zona.
  • Presenza di servizi: si tratta di una zona principalmente selvaggia, con ampi tratti liberi di spiaggia. Tuttavia, è possibile trovare un paio di stabilimenti discreti che non deturpano lo scenario circostante. Se sei un camperista, c’è anche un’area camper dedicata.
  • Consigli: questa spiaggia è l’ideale sia per chi viaggia in famiglia, sia per le coppie o le anime solitarie. Porta con te tutto l’occorrente per goderti questa perla in totale relax come, ad esempio, una sedia da campeggio, frutta fresca e una buona lettura. Il rumore delle onde farà tutto il resto.

5) Marina di Nova Siri

Spiaggia di Nova Siri, Basilicata ionica
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Cielo e mare sfumano a Nova Siri, una delle spiagge più belle della Basilicata ionica

Come le altre spiagge della Basilicata ionica anche Nova Siri non si presenta con grandi scenografie o immagini da rivista patinata, ed è proprio per questo motivo che resta un luogo fuori dalle rotte mainstream offrendo una distesa di sabbia, silenzio, ampi orizzonti e un invito a rallentare. Se stai cercando un’estate discreta fatta di riti consolidati e semplici questo è il posto giusto per te; per camminare a piedi scalzi sul bagnasciuga, apprezzare la sensazione della sabbia tra le dita e lasciare che il sole accarezzi morbido i tuoi pensieri. Spazi liberi e stabilimenti silenziosi e senza pretese si alternano su una distesa di sabbia fine e dorata, bagnata da un mare cristallino e dai fondali bassi e sicuri anche per i più piccini. Non è una spiaggia da colpo di fulmine, ma conquista il tuo cuore lentamente a colpi di tramonti lenti, suoni di cicale in lontananza e profumo di brezza marina.

  • Come raggiungere Marina di Nova Siri: arrivando sempre dalla SS106 Jonica, dovrai seguire le indicazioni per Nova Siri Marina, fino ad arrivare agli ampi parcheggi che fiancheggiano il lungomare.
  • Presenza di servizi: oltre ai tratti di spiaggia libera, perfetta per le anime solitarie, ci sono anche dei tratti di spiaggia attrezzati con bar e ristorantini vista mare.
  • Consigli: questa è una delle spiagge della Basilicata ionica con i tramonti più belli, pertanto, se puoi, fermati fino a sera per goderti i cieli infuocati tingere di rosa il mare e, perché no, un bell’aperitivo e una cenetta vista mare.

Bonus: Marina di Ginosa, dove la Basilicata sfuma nella Puglia

Situata a pochi passi dal confine, poco dopo il Lido di Metaponto, la Basilicata inizia a sfumare verso la Puglia, in un continuum dolce come quando l’orizzonte del mare si mescola al turchese del cielo. È a questa altezza che si trova Marina di Ginosa, il prolungamento naturale della costa metapontina che viene frequentata molto dagli amanti del mare della Basilicata ionica. Calmo, trasparente e placido è accompagnato da spiagge di sabbia fine e chiara e abbracciato sempre dalla solita pineta che abbiamo ritrovato anche nelle altre spiagge che ti abbiamo raccontato. Ma Ginosa non è solo mare, è anche un piccolo borgo che custodisce ancora tutti quei riti e sapori della tradizione che stiamo lentamente perdendo. Ecco alcune informazioni utili se deciderai di scavallare il confine e visitare questa perla d’Italia:

  • come raggiungere Marina di Ginosa: arrivando da Nova Siri o Policoro, prosegui sulla SS106 verso Taranto, una volta arrivato all’altezza di Ginosa Marina svolta per il lungomare, ti ritroverai presto nei pressi degli ampi parcheggi del litorale e potrai parcheggiare con comodità.
  • Presenza di servizi: anche in questo caso ce n’è per tutti i gusti; dagli ampi tratti di spiaggia libera e selvaggia a quelli attrezzati con stabilimenti balneari dotati di tutti i comfort come ombrelloni, esercizi, bar e ristoranti vista mare.
  • Consigli: il centro di Ginosa è molto suggestivo, dopo la giornata di mare concediti una passeggiata fino al paese per goderti un gustoso gelato o una deliziosa cenetta in una trattoria dalla cucina casalinga. Se proprio non puoi trattenerti a cena, goditi almeno la golden hour assistendo a un tramonto semplice ma d’impatto.

Come avrai sicuramente intuito, questo tratto della Basilicata non ha bisogno di effetti speciali per lasciare il segno ma, anzi, conquista il tuo cuore con dolcezza grazie ai suoi paesaggi autentici, le sue storie vere e la promessa di un tempo ritrovato. Il mare, qui, non fa rumore, ti racconta una storia fatta di onde leggere, profumo di resina di pini marittimi e con dei colori che trasformano tutto in poesia. Ognuna delle spiagge della Basilicata ionica che ti abbiamo raccontato ha qualcosa da dire: dalle storie antiche di Metaponto ai racconti di lentezza di Nova Siri; dai servizi essenziali di alcuni tratti di costa all’indole selvaggia di alcune spiagge. Se cerchi un luogo dove l’estate si vive a piedi nudi, nella semplicità più totale, la Basilicata ionica è il rifugio perfetto a cui non saprai dire di no. Un angolo d’Italia ancora poco conosciuto, ma che merita di essere incontrato almeno una volta nella vita.

L’Isola di Mozia: dove il vento soffia storie antiche

22 juillet 2025 à 15:43

Nel cuore del Mar Mediterraneo, sospeso tra cieli tersi e acque blu, c’è un piccolo lembo di terra dove il vento soffia storie antiche e il sole accarezza le pietre con la sua forza silenziosa. Siamo sull’Isola di Mozia, una piccola perla nascosta nello Stagnone di Marsala, lontana dalle rotte turistiche più inflazionate e che accoglie solo viaggiatori curiosi; attratti dai luoghi dove storia, natura e mistero si fondono in un cocktail dal sapore unico. Qui, su quest’isoletta sperduta, il tempo scorre più lento e ti invita a scorrere le pagine di un diario millenario, semplicemente passeggiando tra i suoi sentieri e scoprendo il fascino di ogni rovina, mosaico o frammento di memoria. In questa guida abbiamo raccolto tutte le informazioni che ti servono per godere appieno delle bellezze che l’Isola di Mozia ha da offrire.

Dove si trova l’Isola di Mozia

L’Isola di Mozia è un lembo di terra che si trova a pochissimi passi dalla costa occidentale della Sicilia, incastonata nel cuore della Riserva Naturale Orientata dello Stagnone di Marsala, in provincia di Trapani. Insieme all’Isola Grande, Schola e Santa Maria, l’Isola di Mozia fa parte di un piccolo arcipelago che costituisce i capisaldi della laguna. Meravigliosa meta estiva è, tra le quattro, quella che custodisce la parte più importante della storia fenicia in Sicilia grazie alla vasta quantità di reperti archeologici che si celano nel suo entroterra.

Come raggiungere l’Isola di Mozia

Raggiungere l’Isola di Mozia è semplice ma il viaggio vale tanto quanto la meta finale. Si parte da Contrada Spagnola, una località a pochi chilometri da Marsala, lungo la costa che costeggia la Riserva dello Stagnone. Qui potrai salire su una piccola imbarcazione privata che, ogni giorno, offre un servizio di trasporto tra la terraferma e l’isola con una cadenza costante ogni trenta minuti. In totale ci vogliono circa 5-10 minuti di tragitto, attraversando le acque placide e basse della laguna e un paesaggio onirico punteggiato da saline, mulini a vento e una fauna presente ma silenziosa. Un consiglio: cerca di arrivare presto al mattino così da poter godere di una luce mozzafiato che accarezza l’isola ed evitare gli orari più affollati. Per arrivare al punto di partenza degli imbarchi hai diverse opzioni:

  • in auto: partendo da Trapani o Palermo, percorri la A29 fino all’uscita Birgi-Marsala e segui poi le indicazioni per la Riserva dello Stagnone o “Imbarcadero per Mozia”. Puoi parcheggiare facilmente nel parcheggio che si trova nei pressi del molo d’imbarco.
  • In treno: puoi raggiungere Marsala grazie ai collegamenti frequenti che partono da Trapani e Palermo. Da lì poi proseguire in taxi o con mezzi pubblici fino al molo.
  • In aereo: se vieni da lontano e devi prendere un volo, l’aeroporto più vicino è il Vincenzo Florio di Trapani-Birgi, a soli 10 minuti di auto dal punto d’imbarco. In alternativa, l’aeroporto di Palermo dista circa un’ora e un quarto in auto.

Cosa vedere e cosa fare in estate sull’Isola di Mozia

Rovine di epoca fenicia sull'Isola di Mozia, in Sicilia
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L’eco di una civiltà perduta si fa sentire all’Isola di Mozia, in Sicilia

Possono solamente quaranta ettari racchiudere millenni di storia? Sì, e l’Isola di Mozia ne è una prova. Un concentrato di meraviglie archeologiche adagiate silenziose su una tela fatta di suggestioni paesaggistiche e atmosfere sospese. Il motivo principale per visitare quest’isola – oltre alla sua bellezza che si manifesta principalmente in estate quando le giornate si fanno lunghe e la luce illumina di colori brillanti tutto lo scenario – è sicuramente il suo enorme interesse storico. Qui, infatti, sorgeva un insediamento fenicio risalente al XII secolo a.C i cui resti sono ancora visibili e i quali rendono l’Isola di Mozia in Sicilia un vero museo a cielo aperto. Di seguito troverai tutte le attrazioni da non perdere assolutamente per ripercorrere la storia di una città antichissima conosciuta all’epoca come Mothia.

La Porta Nord

Passeggiando per l’isola ti renderai presto conto di come sia interamente abbracciata per la lunghezza di circa 2,5 km dalle antiche mura fenicie. Queste arterie difensive saranno la primissima cosa che vedrai quando il traghetto su cui sei a bordo si avvicinerà alle coste dell’isola. Come la maggior parte delle città fortificate, per accedere a Mothia si dovevano attraversare delle grandi e maestosissime porte. In totale erano quattro ma oggi l’unica ancora conservata è senza dubbio la Porta Nord. La sua struttura imponente, fatta di blocchi di pietra calcarea squadrati e impilati l’uno sopra l’altro, era solo un assaggio di quello che si trovava poco oltre: una strada sommersa, visibile solo in alcune ore del giorno, che collegava l’isola e la terraferma. Oggi, percorrerla a piedi nudi con l’acqua alle caviglie è una delle esperienze più affascinanti che potrai fare sull’isola.

Santuario del Cappiddazzu

Tra le rovine degli edifici più interessanti dell’isola c’è sicuramente il Santuario del Cappiddazzu, un luogo sacro collocato a sud dell’isola. Avvolto da un fascino misterioso, il nome deriva da un’imponente statua acefala trovata nei dintorni e che probabilmente raffigurava una divinità o figura fenicia. Si ipotizza che il santuario fosse aperto al pubblico dove venivano svolte importanti funzioni religiose per celebrare le divinità e proteggere il raccolto. Tra il canto delle cicale, il rumore del mare in lontananza e il profumo di erbe aromatiche che aleggia nell’aria, la sacralità di questo luogo è ancora ben percepibile.

Tofet

Forse ancor più affascinante del Cappiddazzu, è il Tofet: un santuario all’aperto dove venivano svolti riti religiosi dedicati alle divinità Baal e Tanit e che, ancora oggi, fa discutere gli studiosi di questa antica civiltà. In questo santuario sono state rinvenute dagli archeologi numerosissime stele votive e urne cinerarie che hanno dato vita a un dibattito sulla possibilità che, in questo luogo, venissero svolti sacrifici cruenti o, più semplicemente, venisse solo utilizzato come cimitero infantile. Tanti dubbi e domande che contribuiscono ad aumentare l’alone di mistero attorno all’isola.

Necropoli

Restando sempre in tema riti funebri, non può mancare una visita alla Necropoli di Mozia, collocata sulla costa nord dell’isola. Le tombe venivano spesso scavate all’interno della roccia e risalgono a epoche diverse. Gli studiosi hanno rinvenuto sepolture individuali e collettive e numerosi oggetti facenti parte del corredo funerario tra cui ceramiche, armi e gioielli. Passo dopo passo, il silenzio circostante ti avvolgerà in un incanto mistico e ti sembrerà di camminare dentro una storia che non vuole essere dimenticata.

Casermetta

Ci spostiamo ora nella parte meridionale dell’isola, dove potrai ammirare la Casermetta dell’Isola di Mozia: un edificio di cui non si sa con certezza la funzione originale ma che si presume potesse essere una postazione militare o un punto di guardia. Oggi resta solo una piccolissima parte delle sue mura le quali raccontano una conformazione su due piani. Sebbene non sia rimasto molto da vedere, la sua posizione offre una vista mozzafiato sulla laguna, dove potrai ammirare l’orizzonte e immaginare come doveva essere la vita in epoca fenicia.

Casa dei Mosaici

Mosaici fenici sull'Isola di Mozia, in Sicilia
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Gli splendidi mosaici fenici a Mozia in Sicilia

Proseguiamo la nostra passeggiata attorno all’Isola di Mozia procedendo verso uno dei siti più raffinati di tutta l’isola: la Casa dei Mosaici. Una ricca residenza su due piani il cui più grande punto di forza sono i suoi pavimenti musivi in ciottoli  bianchi e neri, tra i più antichi della Sicilia. I disegni, ancora visibili, rappresentano animali selvatici e figure fitoformi, testimoniando una cultura estremamente sensibile alla natura, all’arte, all’armonia e al bello. Gli ambienti di questa residenza sfarzosa sono ancora visibili e permettono di intuire la disposizione delle stanze e la presenza di cortili interni. Una meraviglia che ti lascerà a bocca aperta!

Piscine Naturali e il Kothon

Abbandoniamo un attimo le bellezze storiche per concentrarci sulle bellezze naturali dell’isola. La presenza di piscine naturali è, senza dubbio, uno dei tratti più affascinanti dell’Isola di Mozia, formatesi grazie alle acque basse della laguna. Tra queste ce n’è una che risale ai tempi della civiltà fenicia: il Kothon. Una vasca rettangolare che in origine veniva interpretata come porto ma che, in seguito, venne riconosciuta come bacino sacro. Secondo gli studiosi, questa piscina sacra era collegata al tempio del Cappiddazzu e utilizzata per rituali religiosi legati all’acqua e alla fertilità. Oggi, la vasca è riempita naturalmente da acqua di mare e appare come uno specchio mistico immerso nella vegetazione.

Museo Whitaker

Tutta l’Isola di Mozia, in Sicilia, appartiene alla Fondazione Whitaker, in nome dell’archeologo inglese che dedicò tutta la sua vita allo studio di questo luogo. All’interno dell’isola si trova il cuore culturale della stessa: il Museo Giuseppe Whitaker, ospitato nella sua villa sull’isola e che conserva una grande quantità di reperti provenienti dagli scavi tra cui ceramiche, oggetti votivi, maschere, anfore e altri oggetti che testimoniano l’esistenza di una civiltà ormai perduta. Tra i reperti più significativi del museo c’è il celebre Giovinetto di Mozia: una statua greca del V secolo a.C., scoperta nel 1979, che testimonia i legami culturali e commerciali che questa civiltà seppe intrecciare con le altre del Mediterraneo. Mentre puoi visitare liberamente l’isola durante gli orari di apertura, per il Museo Whitaker devi acquistare i biglietti, ti consigliamo di visitare il sito ufficiale della Fondazione per restare aggiornato sui costi d’ingresso e gli orari di visita.

L’Isola di Mozia non è solo un puntino sulla mappa, ma un luogo vivo e fervido dove si era insediata un’antichissima civiltà che partiva con le navi cariche di merci e sogni e si spingeva oltre le Colonne d’Ercole. In questa guida abbiamo cercato di fornirti diversi motivi per visitarla, ma la verità è che ti basterà camminare tra i suoi resti per renderti davvero conto del grande impatto che ha sulla nostra memoria storica. Se stai visitando questo lato della Sicilia, non puoi esimerti dallo scoprire questa perla nel mare.

Pescasseroli, il borgo delle meraviglie in Abruzzo

18 juillet 2025 à 11:02

Si sa, l’Italia è un paese ricco di piccoli borghi: ogni regione ne custodisce tantissimi, e sono uno più affascinante dell’altro. Ma oggi vogliamo raccontartene uno in particolare, incastonato nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: Pescasseroli. Un piccolo borgo medievale, abitato da poco più di duemila anime, che sembra appena uscito da una favola antica sospesa tra sogno e realtà. In estate profuma di legno e di pulito, in inverno di zenzero e cannella.

Un rifugio discreto, lontano dai sentieri battuti, perfetto per chi ama fuggire dalla quotidianità e ritrovare un contatto autentico con sé stesso e con la natura che lo circonda. In questa guida abbiamo raccolto tutto quello che puoi vedere e fare a Pescasseroli in Abruzzo, a prescindere dalla stagione in cui lo visiterai. Perché, che sia estate o che sia inverno, questo borgo ti aspetta a braccia aperte e con una grande promessa: lasciarti senza fiato.

Dove si trova Pescasseroli

Pescasseroli si trova in Abruzzo, a circa 1.160 metri di altitudine, nel cuore dell’Appenino centrale. Geograficamente è compreso nel bacino dell’Alto Sangro, adagiato in una conca verde e abbracciato da un paesaggio che alterna boschi rigogliosi, morbide vallate e montagne millenarie. Un contesto di sconfinata bellezza naturale che sembra progettato appositamente dalla natura per invitare le persone alla contemplazione.

Il borgo appartiene alla provincia dell’Aquila ed è considerato il cuore pulsante di una delle aree protette più antiche e importanti d’Italia, istituita nel 1923 per tutelare la biodiversità appenninica: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La sua posizione strategica, a cavallo tra tre regioni (Abruzzo, Lazio e Molise), lo rendono facilmente raggiungibile da città come Roma e Napoli, dalle quali dista rispettivamente 2 ore e mezza e 2 ore e 15 di auto. Tuttavia, nonostante la grande vicinanza a questi due enormi centri abitati, Pescasseroli offre un’atmosfera lenta e rilassata, dove la natura è protagonista. Il borgo è la porta d’accesso per il Parco, sede di numerosi centri visita, rifugi montani, aree faunistiche e partenze dei sentieri segnalati che si snodano tra faggete, altopiani e cime panoramiche.

Cosa vedere a Pescasseroli

Pescasseroli è un forziere che racchiude una moltitudine di tesori, tra storia, natura e spiritualità. Ti basterà passeggiare per le vie acciottolate del suo centro storico per restare affascinato da un’architettura medievale che si mescola a paesaggi mozzafiato e una cultura radicata fatta di silenzi e leggende. Di seguito, ecco le cose da vedere assolutamente se ti trovi in questo delizioso borgo abruzzese.

Il Centro Storico

L'Abbazia di Pescasseroli, in Abruzzo
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Il cuore pulsante di Pescasseroli: la Chiesa di San Pietro e Paolo

Il cuore del borgo, l’anima del luogo. Perditi nel labirinto di vicoli che caratterizzano il centro di Pescasseroli e lasciati indirizzare dai muri delle case in pietra viva e dagli scorci che si aprono su viste meravigliose sulle montagne circostanti. Tutto, qui, sembra fermo in un tempo sospeso; ogni elemento, ogni dettaglio. I balconi in ferro battuto, gli ampi portoni antichi con stemmi scolpiti, persino gli allestimenti delle piccole botteghe artigianali sembrano uscire da un’epoca ormai dimenticata. Fermati nel centro del borgo, nella Piazza Benedetto croce, e guardati intorno. Potrai ammirare gli abitanti del luogo svolgere le loro attività quotidiane e i visitatori riempirsi gli occhi di una semplice meraviglia. La chiesa madre, i caffè, i ristorantini, le botteghe: tutto assume un’aura diversa capace di rigenerare anche le batterie più scariche. Nel borgo puoi trovare alcuni luoghi sacri che meritano una visita:

  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: una chiesa di origine medievale, che si affaccia proprio sulla piazza principale. Non farti ingannare dall’aspetto semplice e sobrio della sua facciata; al suo interno si celano piccoli tesori preziosi, come gli altari lignei barocchi, le tele votive e un sontuoso organo risalente al ‘700. La chiesa è dominata dal suo antico campanile romanico che fa da simbolo a tutto il paese.
  • Cappella di Santa Lucia e la Chiesa della Madonna del Carmelo: più piccole e più defilate rispetto alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, anche queste due chiesette meritano una visita, magari come pausa durante la passeggiata nel borgo.

La Casa natale di Benedetto Croce

È proprio qui, a Pescasseroli in Abruzzo, che nacque nel 1866 il celebre filosofo e scrittore Benedetto Croce. Le porte della sua casa natale, Palazzo Sipari, un edificio dall’architettura di tipo tardo rinascimentale e ingentilito da eleganti forme classiche, si aprono su prenotazione a chiunque voglia immergersi nella vita di questa figura di spicco per il nostro Paese. La casa conserva non solo l’arredamento originale che vi permetterà di osservare gli usi e i costumi di fine ‘800, ma è anche ricca di documenti, reperti e fotografie appartenenti alla famiglia del filosofo.

L’Abbazia di Santa Maria di Monte Tranquillo

Restiamo in tema storia e architettura, con un’altra perla di Pescasseroli: l’Abbazia di Santa Maria di Monte Tranquillo. Situata a solo sei chilometri dal centro storico del borgo e immersa tra faggi e un silenzio che si può trovare solo nelle zone di montagna, questa splendida abbazia è stata edificata nel XII secolo da monaci benedettini e, oggi, si mostra come un rudere affascinante e misterioso che si integra perfettamente con lo scenario che la circonda. Puoi raggiungere questo luogo magico con un’escursione facile a piedi o in bicicletta, non appena arriverai verrai travolto da un’atmosfera solenne e spirituale.

Le rovine del Castello medievale

Ultima tappa d’interesse storico, i ruderi del Castello di Pescasseroli ti aspettano su una delle alture che sovrastano il borgo. Secondo alcune testimonianze storiche, il castello venne costruito intorno al XI secolo e in seguito abbandonato. Oggi, infatti, quel che rimane della fortezza sono solo dei ruderi ma la posizione su cui si ergeva non ha eguali: una vista mozzafiato sull’intera vallata e sulle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Puoi raggiungere le rovine del castello medievale con una breve passeggiata – leggermente in salita – che parte dal centro del paese. Un consiglio? Arriva in questo luogo all’alba o al tramonto, non te ne pentirai.

L’area faunistica del Parco: il Centro Visita Pescasseroli

Abbiamo tenuto per ultima l’attrazione numero uno del borgo: il Centro Visita Pescasseroli, ovvero l’Area Faunistica del Parco Nazionale. Una delle esperienze più affascinanti che potrai vivere durante la tua permanenza in questa meravigliosa perla d’Abruzzo. Situata a pochi chilometri fuori dal centro del paese, si tratta di una vera e propria oasi didattica, pensata per consapevolizzare le persone sulla fauna selvatica e sui comportamenti etici e rispettosi da mantenere nei confronti degli habitat naturali. Ma non solo, questo luogo è stato progettato anche per proteggere alcune specie simbolo dell’Appennino che rischiano l’estinzione. Qui potrai ammirare alcuni esemplari che difficilmente riusciresti ad ammirare in natura, tra cui:

  • L’orso bruno marsicano: icona del Parco, gli individui della sua specie sono poco presenti in natura.
  • Lupo appenninico: simbolo del ritorno della fauna selvatica nonché figura leggendaria che da sempre popola favole e racconti.
  • Gatto selvatico: abitante intelligentissimo ed elegante dei boschi che circondano Pescasseroli.
  • Camoscio d’Abruzzo: una specie che si vede solo nella ree più remote del Parco.
  • Cervi e Caprioli: abitanti silenziosi e maestosi di queste zone.

Tutti questi animali vivono in ampie zone recintate, in ambienti ricostruiti fedelmente secondo le caratteristiche di quelli naturali e curati da biologi, veterinari e guardie del parco che ne assicurano la salvaguardia. Questa tappa è perfetta sia per gli adulti, sia per chi viaggia con i più piccini (un modo perfetto per insegnare ai grandi di domani il rispetto degli ecosistemi e delle biodiversità), anche grazie alla facilità del percorso e dei pannelli interattivi e informativi disseminati per tutta l’area del parco. Ma la magia non finisce qui, il Centro Visita di Pescasseroli, oltre alla sua Area Faunistica include anche un museo naturalistico che racconta la flora, fauna e geologia del parco; l’Orto botanico, che conserva le specie vegetali tipiche di questa zona; il Giardino degli animali minori con tartarughe, rapaci e altri ospiti del parco; alcuni laboratori didattici, pensati appositamente per scuole e famiglie.

Cosa fare a Pescasseroli in primavera-estate

La primavera e l’estate sono le stagioni in cui Pescasseroli fiorisce e prende vita. La primavera, in realtà, è una stagione di transizione, in preparazione di un periodo più attivo e ricco di esperienze da provare. In estate, invece, il paese è un’esplosione di brio e vivacità. Ecco le esperienze migliori da fare a Pescasseroli in questo periodo dell’anno:

  • escursioni e trekking: se sei un amante dei trekking e delle escursioni ad alta quota, l’estate è la tua stagione ideale per visitare Pescasseroli in Abruzzo. Ci sono moltissimi percorsi che attraversano boschi millenari e ti conducono in luoghi capaci di togliere il fiato. Tra questi troviamo Castel Mancino, Monte Tranquillo, la Camosciara, la Val Fondillo, il trekking delle Gole del Sagittario e tanti altri.
  • Mountain-bike e cavalcate: se invece sei una persona che ai percorsi a piedi preferisce montare in sella a una bicicletta o, perché no, a un cavallo, Pescasseroli ha qualcosa anche per te. Sono numerosissimi i percorsi ciclabili che si snodano nel Parco e che ti conducono attraverso la bellezza della natura. Infine, grazie alla presenza di diversi maneggi nella zona puoi provare la magia di battere i sentieri in sella a un maestoso cavallo.
  • Eventi e sagre di paese: il calendario estivo di Pescasseroli è fitto di eventi religiosi e sagre di paese che ti permetteranno di conoscere a fondo l’anima e la cultura di questo borgo. Tra questi non possiamo non citare l’infiorata del Corpus Domini; la Festa di San Pietro e Paolo (che cade il 29-30 giugno); la Madonna del Carmelo che ricorre ogni anno il 15 e 16 luglio; la Processione al Santuario di Monte Tranquillo, nell’ultima domenica di luglio.
  • Osservazione della fauna: l’estate è il momento migliore per osservare la fauna del Parco. Ti consigliamo di partecipare alle escursioni organizzate che ti porteranno a incontri ravvicinati – sempre nel rispetto della biodiversità – di lupi, orsi marsicani, camosci e tantissime altre specie autoctone.

Cosa fare a Pescasseroli in autunno-inverno

Foliage nel bosco di Pescasseroli, Abruzzo
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La magia del foliage tinge l’autunno a Pescasseroli, Abruzzo

Anche l’autunno, come la primavera, è una stagione abbastanza tranquilla e di transizione per Pescasseroli. La meraviglia di questo periodo è data dal foliage che tinge di colori caldi e accesi tutta la natura circostante, con la maestria di un abilissimo pittore. In inverno, invece, il borgo si accende nuovamente di vita, anche grazie al fatto che Pescasseroli è una frequentata stazione sciistica, tra le più famose in Abruzzo. Ecco tutte le esperienze da provare assolutamente a Pescasseroli quando il freddo abbraccia il borgo e la neve scende copiosa e silenziosa.

  • Sci e Snowboard: se sei un appassionato surfista dei monti, l’inverno è la tua stagione. Le piste di Pescasseroli si trovano poco fuori dal centro e sono adatte a tutti i livelli di esperienza. Qui si può fare sia discesa che sci di fondo, in quest’ultimo caso sarai immerso completamente nei magici boschi della zona. Inoltre sono presenti scuole di sci per chi vuole imparare, a prescindere dall’età.
  • Ciaspolate ed escursioni a piedi: se non ami sciare ma non vuoi rinunciare alla magia della montagna invernale non temere, sono presenti molti percorsi per ciaspolare o per passeggiare e che variano di difficoltà. Non perderti la possibilità di un’escursione con una guida esperta che ti racconterà storie e aneddoti su queste montagne.
  • Relax nei rifugi: infine, per chi allo sport predilige il relax, Pescasseroli è ricca di malghe, baite e rifugi dove puoi rilassarti e provare il cibo tipico di questa splendida regione.
  • Goderti la magia del Natale: se sei così fortunato da frequentare questa zona nel periodo natalizio, ti accorgerai presto di essere entrato in una favola nordica. Luci, presepi artigianali, mercatini e quell’inconfondibile profumo di zenzero e cannella ti accompagneranno per tutto il tuo soggiorno facendoti tornare bambino.

A prescindere dalla stagione in cui lo visiterai, Pescasseroli sarà una sorpresa a tutti gli effetti. Uno di quei luoghi che non necessità di effetti speciali, poiché la sua più grande forza risiede nella sua semplicità; della natura che lo circonda, delle tradizioni che ne animano le giornate, della storia che lo caratterizza e che viene testimoniata da abbazie, castelli e case di grandi menti. Pescasseroli in Abruzzo è un borgo da visitare almeno una volta nella vita, per rendersi conto di quanto sia importante rallentare e apprezzare le cose più semplici.

Paradisi della Liguria: le isole più belle da scoprire in estate

16 juillet 2025 à 14:52

Scogliere selvagge, grotte segrete e un mare mozzafiato che incanta solo a guardarlo. È vero, la Liguria non è famosa per la quantità delle sue isole, tuttavia quelle poche che custodisce tra le sue coste sono capaci di lasciare il segno e conquistare i cuori di chi decide di visitarle. Piccole e misteriose, spesso selvagge, sono luoghi ideali per chi desidera un’estate all’insegna dell’esplorazione e della scoperta. Sono isole che vanno scoperte piano, a piedi o in barca, tra sentieri immersi nel verde e calette dove l’acqua si tinge di turchese. In questa guida, ti raccontiamo le isole della Liguria più belle, da scoprire nei mesi estivi, per un’estate diversa dal solito.

Isola di Palmaria

Salpando da Portovenere, a pochi minuti di traversata, puoi sbarcare in un mondo parallelo dove il caos non esiste. L’Isola di Palmaria è la più grande della Liguria e anche la più sorprendente; con sentieri immersi nella natura che si aprono su panorami selvaggi, un mare turchese, spiagge nascoste, scogliere a picco e un aroma inconfondibile di pino e rosmarino. Luogo ideale per chi vuole vivere l’incanto del mare nella calma più totale, tra silenzi e contemplazioni, l’Isola di Palmaria va esplorata, ascoltata e respirata.

Vivere l’Isola di Palmaria in estate: cosa vedere e cosa fare

Nonostante sia suggestiva in ogni stagione, in estate l’Isola di Palmaria si illumina di tutta la sua bellezza, con una natura rigogliosa che la ricopre e che risalta sullo sfondo di cieli azzurri e mari turchesi. Inoltre, le giornate lunghe e soleggiate sono un invito a godersi tutte le esperienze che l’isola ha da offrire, tra cui:

  • Giro dell’isola a Piedi: con una passeggiata ad anello della durata di circa 3 ore puoi fare il giro completo dell’isola, scoprendo gli scorci mozzafiato che si aprono sul mare e sulla splendida Portovenere. Il sentiero è considerato di media difficoltà, con tratti misti tra pianeggianti e rocciosi. Consigliato abbigliamento sportivo e scarpe da trekking.
  • Scoprire la Grotta Azzurra: a sud dell’isola, la Grotta Azzurra è uno di quei luoghi mistici che sembrano appena usciti da un libro di leggende folcloristiche. Puoi raggiungerla solo in barca o in kayak ma, una volta entrato, resterai senza fiato; la luce che filtra riflette il turchese del mare sulle pareti avvolgendo tutta la grotta di una luce azzurra surreale. Se vuoi godertela al meglio, affitta un kayak da Portovenere e raggiungila la mattina presto quando è ancora deserta.
  • Forte Cavour: se ami la storia, visita il Forte Cavour. Un’ex-struttura militare, oggi abbandonata, che offre uno sguardo sulla storia dell’isola e un’atmosfera sospesa nel tempo. Il forte non è visitabile al suo interno ma è una sosta imperdibile da fare durante l’escursione sull’anello dell’isola.
  • Relax in spiaggia: se vuoi goderti lunghe giornate rilassanti in spiaggia, l’Isola di Palmaria è il posto giusto. Nel prossimo paragrafo ti racconteremo le tre spiagge più belle dell’isola, per momenti di totale relax vista mare.
  • Sport: se invece sei un’anima sportiva, l’estate all’Isola di Palmaria ha tante attività da offrire tra cui SUP, kayak, snorkeling, immersioni subacquee ed escursioni guidate via mare.

Le 3 spiagge più belle dell’Isola di Palmaria

Vista sull'Isola di Palmaria in Liguria
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La pittoresca Isola di Palmaria, a poco da Porto Venere in Liguria

Tra le isole della Liguria, quella di Palmaria non è sicuramente un’isola da stabilimenti balneari organizzati ma, nonostante ciò, è quella che offre più possibilità di balneazione. Qui le spiagge sono lasciate nelle mani della natura e ognuna differisce dall’altra per qualche caratteristica. Dai ciottoli levigati alle calette rocciose, ogni spiaggia è da scoprire e da vivere secondo i propri gusti e le proprie attitudini di viaggio: c’è la spiaggia perfetta per chi vuole nuotare, quella per prendere il sole in solitudine e quella per immergersi con maschera e boccaglio. Ecco la nostra top 3:

  • Spiaggia del Pozzale: a sud-est dell’isola è la spiaggia più famosa di Palmaria, forse anche grazie alla facilità con la quale si può raggiungere. La spiaggia offre ciottoli chiari, mare turchese e una vista incredibile su Portovenere. Apprezzata molto anche dai locals, è tra le più gettonate soprattutto in alta stagione.
  • Cala della Fornace: molto più intima della Spiaggia del Pozzale, è una spiaggetta piccola e selvaggia, perfetta per chi cerca tranquillità e preferisce le soluzioni lontane dai sentieri battuti.
  • Spiaggia dei Gabbiani: un nome che non è un caso; qui i gabbiani sono di casa, proprio perché è una spiaggia protetta e raggiungibile solo in barca. Qui puoi trovare mari cristallini e una vita sottomarina che toglie il fiato. Se decidi di visitarla, porta con te maschera e boccaglio. Non te ne pentirai!

Come raggiungere l’Isola di Palmaria

Puoi raggiungere l’Isola di Palmaria comodamente da Portovenere (la quale dista solo 300 metri) con i taxi-boat, molto frequenti sopratutto in estate, che arrivano principalmente nella Spiaggia del Pozzale. In alternativa, puoi optare per i battelli turistici che partono da La Spezia e che includono nel loro itinerario tappe a Portovenere o Palmaria. Infine, puoi raggiungerla in kayak o con una barca privata qualora ne possedessi o ne affittassi una. Un consiglio: sull’isola ci sono pochi punti di ristoro e nessun esercizio, dunque porta con te cibo e acqua se hai intenzione di stare lì tutto il giorno.

Isola di Bergeggi

Vista panoramica sull'Isola di Bergeggi in Liguria
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L’Isola di Bergeggi: piccola perla ligure

Come vedrai leggendo i paragrafi successivi, le isole della Liguria sono avvolte da un fascino misterioso. Così come le altre, anche l’Isola di Bergeggi è abbracciata da un’aura che sa di leggende secolari. Un piccolo gioiellino rigoglioso adagiato nel mare della Riviera ligure di ponente. L’isola si colloca di fronte all’omonimo borgo, a una distanza di una manciata di metri, ed emerge dal mare come uno scoglio misterioso, ricoperto di vegetazione mediterranea e avvolto da acque limpidissime e turchesi. L’isola, come molte altre delle sue sorelle, non è visitabile in loco ma la si può ammirare avvicinandosi con imbarcazioni di ogni tipo. Forse è proprio per questo motivo che solo a guardarla si inizia a pensare a storie antiche di pirati, fanciulle da salvare e monaci eremiti. L’Isola di Bergeggi è una destinazione piccola solo sulla mappa, ma piena di grandi in emozioni.

Scoprire l’Isola di Bergeggi in estate: cosa vedere e cosa fare

Se è vero che non si può approdare sull’isola, è altrettanto vero che in estate ci sono molte cose che puoi fare per godere della sua bellezza, rispettando questo ordine restrittivo pensato per conservarne l’autenticità e l’integrità. In questo periodo dell’anno l’isola si colora di nuance vivide e, essendo una Riserva Naturale Regionale e Area Marina Protetta, offre un contesto incontaminato e lontano dalla quotidianità. Ecco alcune attività che puoi fare attorno all’isola senza scendere a terra:

  • escursione guidata: come dicevamo, l’accesso autonomo sull’isola non è consentito. Tuttavia, vengono organizzate alcune visite guidate in determinati periodi dell’anno che si avvicinano all’isola e ne svelano i suoi segreti.
  • Kayak attorno all’isola: unendo attività sportiva e relax, puoi provare l’esperienza di circumnavigare l’isola pagaiando. Partendo dalla spiaggia di Bergeggi, che si trova di fronte allo scoglio, puoi prendere un kayak a noleggio e avvicinarti all’isola. Ma la meta non è tutto, tra una pagaiata e l’altra potrai trovare piccole grotte e acque cristalline che tolgono il fiato.
  • Snorkeling e immersioni subacquee: se i fondali marini ti attirano come il canto di una sirena, non riuscirai a resistere al richiamo dell’Isola di Bergeggi; il mare che la circonda, infatti, è un microcosmo che pullula di vita. Stelle marine, praterie di posidonia, spugne, pesci e ricci di mare, vorrai passare ore a galleggiare equipaggiato di maschera e boccaglio. Per un’esperienza completa puoi anche prendere parte a un corso di diving che puoi trovare facilmente nella zona.
  • Vedere l’alba sul mare: se ami gli scenari romantici e a tratti poetici, goditi l’alba sul mare da una delle spiagge di fronte all’Isola di Bergeggi. Vedere il sole sorgere lentamente e abbracciare di luce l’isola è un’esperienza magica difficile da dimenticare.

Le 3 spiagge più belle nei dintorni dell’Isola di Bergeggi

È vero, l’Isola di Bergeggi, come tante altre isole della Liguria, non è accessibile per la balneazione diretta. Tuttavia, la costa che la fronteggia e che dista appena 200 metri dallo scoglio è ricca di spiagge incredibili che soddisfano i gusti di ogni viaggiatore. Abbiamo fatto una selezione delle tre spiagge più belle con vista sull’Isola di Bergeggi, per assaporarne l’atmosfera nel modo più diretto possibile.

  • Spiaggia libera di Bergeggi: è la spiaggia più vicina all’isola, con solo 200 metri di mare che le separano. Questa spiaggia è adatta per tutti quelli che amano le distese larghe e gli ingressi morbidi in mare. Ampia, fatta di ciottoli chiari e lambita da un mare turchese mozzafiato, è la scelta migliore per chi desidera avvicinarsi il più possibile all’isola. È proprio da questa spiaggia che si possono noleggiare equipaggiamenti come kayak e suo o prendere parte a escursioni guidate in barca che ti porteranno nelle vicinanze dell’isola e ne circumnavigheranno le coste.
  • Spiaggia del Lido delle Sirene: un’altra spiaggia mozzafiato, meno inflazionata della spiaggia libera di Bergeggi, è la Spiaggia del Lido delle Sirene. Per accedervi dovrai affrontare un breve sentiero, adatto a tutti i tipi di allenamento. Si tratta di un caletta nascosta, incastonata tra le scogliere, tranquilla e lontana dal caos vacanziero. I fondali in questa zona sono un vero spettacolo, facendo di questa spiaggia la meta ideale per chi ama fare snorkeling e ammirare la vita sottomarina.
  • Baia delle Vele: ultima spiaggia della nostra selezione è la Baia delle Vele. Una perla raggiungibile solamente a piedi o in barca. Come la Spiaggia del Lido delle Sirene, anche questa è intima e riservata, selvaggia e silenziosa. Perfetta per chi vuole ritrovare una connessione diretta con la natura e per godersi un’atmosfera di calma e relax totale. Da qui, la vista sull’Isola di Bergeggi è spettacolare, soprattutto nelle ore del tramonto quando il cielo si tinge di arancione e il tempo sembra sospendersi improvvisamente.

Come raggiungere l’Isola di Bergeggi

Come ti abbiamo raccontato, l’Isola di Bergeggi dista solo 200 metri dalla costa, ecco tutte le opzioni che hai per poterti avvicinare quanto consentito e goderti al meglio la bellezza dell’Isola.

  • In kayak o SUP: noleggiando uno di questi due mezzi e partendo direttamente dalla Spiaggia libera di Bergeggi. In pochi minuti sarai vicino alla costa dell’isola e potrai girarla in autonomia.
  • Barca privata (o diving boat): se possiedi una barca privata puoi raggiungere facilmente l’isola e circumnavigarla. In alternativa, se sei un fan delle immersioni, puoi partecipare a un tour di diving.
  • Escursioni guidate: alcune associazioni ambientali, inoltre, organizzano tour autorizzati con accesso all’isola. Questo avviene solo per piccolissimi gruppi e in poche date selezionate, quindi monitora i siti di riferimento per capire se c’è qualche opzione valida durante la tua permanenza.

Isola del Tino

Se Palmaria è l’isola da esplorare in lungo e in largo, quella del Tino è da contemplare. Decisamente la più misteriosa tra le isole della Liguria, è chiusa al pubblico per gran parte dell’anno. Scrigno che custodisce perle storiche e naturali, quest’isola non solo è patrimonio UNESCO ma è anche zona militare. A guardarla dalla costa sembra solo una montagna rocciosa che emerge dal mare ma, in realtà, al suo interno si trova un’antica abbazzia, fortificazioni e sentieri boscosi.

Scoprire l’Isola del Tino in estate: cosa vedere e cosa fare

Se stai visitando queste zone in settembre, non perderti l’occasione di approdare sull’isola. Questa, infatti, è visitabile solo ed esclusivamente in occasione di San Venerio – patrono del Golfo della Spezia – festività che cade ogni anno il 13 settembre e il weekend successivo. In questi giorni, l’isola apre al pubblico e offre visite guidate, eventi religiosi e culturali. Durante tutto il resto dell’anno la puoi ammirare solo dal mare, prendendo parte a qualche tour in barca che costeggia l’arcipelago. Anche se piccina, ecco tutto quello che puoi fare, quando possibile, sull’isola di Tino.

  • Visitare l’Abbazia di San Venerio: fondata nel IX secolo nel luogo dove San Venerio trascorse la sua vita da eremita, quest’abbazia è il cuore pulsante dell’isola. Resti medievali e tracce romaniche contribuiscono ad amplificare il fascino misterioso di un tempo sospeso.
  • Salire sul faro del Tino: costruito nel 1840, questo faro sorge sontuoso e imponente sulla sommità dell’isola e rappresenta uno dei simboli più iconici del Golfo della Spezia. Nei giorni in cui l’isola è aperta al pubblico, è possibile salire in cima per godere di un panorama incredibile dove il mare e il cielo si fondono.
  • Esplorare le fortificazioni militari: l’Isola del Tino è punteggiata da fortezze militari dismesse costruite tra ottocento e novecento. Oggi è possibile osservarle camminando tra i sentieri dell’isola e le postazioni che si mimetizzano nella vegetazione rigogliosa.

Come raggiungere l’Isola del Tino

Non essendo aperta al pubblico tutto l’anno, per raggiungere l’isola del Tino hai solo due opzioni:

  • Per l’occasione di San Severio: durante la festa del patrono, vengono organizzati tour speciali in barca partendo da Portovenere o da La Spezia. È l’unica occasione che hai per poter scendere sull’isola, esplorarla a piedi e visitare le sue attrazioni principali.
  • In barca: tutto il resto dell’anno puoi navigare intorno all’isola senza sbarcare, poiché zona militare. Per farlo puoi optare per un tour organizzato o utilizzando la tua imbarcazione privata o kayak. Anche se non potrai scendere, ti accorgerai presto della meraviglia che si apre ai tuoi occhi, con falesie a picco sul mare e il suggestivo faro che domina il panorama.

Isola del Tinetto

L’isola del Tinetto è, più che un’isola, un grande scoglio che emerge dal mare. Insieme a Palmaria è l’Isola del Tino è considerata Patrimonio dall’UNESCO. Nonostante sia la più piccola dell’arcipelago, la sua superficie ridotta è uno scrigno spirituale e archeologico. Come sua sorella maggiore, l’Isola del Tino, non vi è possibile sbarcare per preservarne l’integrità ma puoi circumnavigarla e ammirare dal mare le sue meraviglie. Tra queste troviamo:

  • Il Monastero e l’Oratorio del VI secolo: protetti tra le rocce dell’isola, si possono ancora riconoscere i resti di un antico complesso monastico scolpito direttamente nella pietra. Una testimonianza unica di uno dei primissimi insediamenti eremitici della zona.
  • Fauna e flora: sull’Isola del Tinetto non vi è molta vegetazione ma è possibile scorgere alcune specie tipiche della macchia mediterranea. Ma il vero tesoro è il mare che pullula di vita, perfetto per chi ama fare snorkeling e immersioni.

Come raggiungere l’Isola di Tinetto

Come ti abbiamo raccontato, l’Isola del Tinetto non è visitabile su terra ma la si può scoprire dal mare. Per raggiungerla puoi partecipare a un tour in barca da Portovenere o da La Spezia: ti avvicinerai il giusto per poter ammirare i resti del monastero e le falesie a picco sul mare. In alternativa, puoi circumnavigarla con un’imbarcazione privata o raggiungerla con kayak o un SUP da Portovenere. Non dimenticarti di portare con te maschera e boccaglio, un tuffo nelle acque che avvolgono il Tinetto di permetterà di scoprire un mondo sottomarino che pullula di vita.

Isola Gallinara

Ultima perla tra le isole della Liguria, è l’Isola della Gallinara, esattamente di fronte al litorale di Albenga. Anche quest’isola, come le sue sorelle Tino, Tinetto e Bergeggi, non è accessibile ma ne puoi vivere la magia dal mare. Con una forma inconfondibile, l’Isola Gallinara emerge dal mare come una tartaruga gigante addormentata che si lascia cullare dalle onde che ne bagnano il profilo. Oggi l’isola è considerata riserva naturale protetta e custodisce una biodiversità ampia e variegata e tante storie e leggende dal fascino antico. Misteriosa, protetta, perfetta nella sua distanza.

Scoprire l’Isola della Gallinara in estate: cosa vedere e cosa fare

Anche in questo caso, l’approdo non è consentito ma ciò non significa che tu non possa godere delle esperienze magiche che ha da offrire. Il suo perimetro è infatti esplorabile in diversi modi, tutti che garantiscono non solo la possibilità di riempirsi gli occhi di meraviglia guardando la natura dell’isola, ma anche di tuffarsi nelle sue splendide acque. Ecco cosa puoi fare attorno all’Isola della Gallinara, senza scendere su terra:

  • Esplorarla in kayak o in barca: che tu scelga un’imbarcazione privata, un tour guidato o un’avventura in kayak, potrai navigare lentamente lungo tutta la costa dell’isola, ammirandone le scogliere a picco sul mare, le sue grotte e la vegetazione che la ricopre. Per circumnavigarla ci vuole in media un’oretta, tempistiche che variano a seconda dell’imbarcazione che scegli e del tempo che vuoi dedicarle.
  • Snorkeling e immersioni: la vita sottomarina nelle vicinanze dell’isola pullula di vita ed è un vero e proprio paradiso per chi ama armarsi di maschera e boccaglio e scoprire pesci colorati, scogli ricchi di vegetazione marina e altri simpatici abitanti del mare. Le acque turchesi e limpide facilitano l’avvistamento delle creature marine facendoti dimenticare il tempo trascorso in acqua.
  • Scoprire la sua storia ammirandola da lontano: la Gallinara è uno scrigno che custodisce storie e leggende. Dal suo antico monastero benedettino ai relitti e reperti storici che ne popolano i fondali, ci sono tantissime storie che puoi leggere e scoprire seduto comodamente sul tratto di costa che si affaccia su questa magnifica isola. I punti panoramici migliori dove ammirarne la bellezza sono sul lungomare di Albenga, soprattutto al tramonto; da Capo Mele, un promontorio nei pressi di Alassio dove l’isola si mostra da un’angolazione differente ma altrettanto affascinante; dal Belvedere di regione Torretta: un punto panoramico che regala una vista mozzafiato sulla grande tartaruga dormiente.

Con questa guida sulle isole della Liguria ti abbiamo raccontato di posti magici, accessibili e meno accessibili. Piccoli mondi sospesi tra cielo e acqua, ognuno dei quali possiede un carattere e un’anima differente ma, soprattutto, tante storie da raccontare per rinvigorire l’immaginazione di chi ha voglia di starle a sentire. Belle e suggestive in ogni stagione, l’estate è sicuramente il periodo dell’anno migliore per visitarle o ammirarle da lontano; quando la vegetazione che le ricopre si fa fitta e quando il sole ne bacia il profilo esaltandone la bellezza. Dalla vivace Palmaria, alla misteriosissima isola del Tino, queste isole sono scrigni che custodiscono storie millenarie e una natura intatta e incontaminata. Perfette per lunghi momenti di contemplazione, le isole della Liguria non saranno tra le più famose d’Italia ma riescono a stupire per varietà e conformazione.

Sabbia bianca e mare turchese in Abruzzo: 7 spiagge da sogno

9 juillet 2025 à 10:00

Quando pensiamo a una spiaggia con la sabbia bianca, la nostra mente corre subito lontano: ai tropici, Caraibi, Maldive, Thailandia, Honduras. Immaginiamo immediatamente distese candide, acque turchesi e palme rigogliose; luoghi dove il tempo sembra sospeso in un’epoca parallela. Quasi mai penseremmo all’Italia. Eppure, il nostro Paese custodisce angoli sorprendenti che non hanno nulla da invidiare a quelli che definiamo da sempre “paradisi terrestri”, e l’Abruzzo è proprio uno di questi. Lungo i suoi 130 chilometri di costa si aprono scorci inaspettati, dove la sabbia si fa più chiara, soffice e luminosa.

In alcuni punti sembra quasi di camminare su una tela bianca che sfuma verso l’azzurro di un mare limpido e cristallino. Sono spiagge dalla bellezza autentica, a volte sconosciute, da scoprire con lentezza. Libere o attrezzate, selvagge o comode, ce n’è per tutti i gusti di viaggio. In questa guida trovi la nostra selezione di spiagge di sabbia bianca in Abruzzo. Per farti vivere un’estate da sogno.

1) Pineto

A Pineto, in provincia di Teramo, il mare è abbracciato e cullato da una profumata pineta costiera che si adagia silenziosa tra la costa e un entroterra fatto di piccoli borghi fermi a un tempo sospeso. In questa zona, la sabbia è fine e dorata ma, quando baciata dal sole, si illumina di una luce quasi abbagliante. Le acque sono placide, i fondali bassi e, alle spalle, i pini marittimi sorvegliano la spiaggia creando zone d’ombra perfette per chi desidera prendersi una pausa dal sole e rilassarsi sotto le loro fronde, respirando quell’inconfondibile profumo di resina che si mescola alla brezza marina. Proprio per queste sue caratteristiche, questo tratto di costa abruzzese è uno dei più amati, soprattutto per chi viaggia con i bambini. Ecco alcune cose da sapere su Pineto:

  • Come raggiungere Pineto: puoi arrivarci tranquillamente in auto imboccando la SS16 e parcheggiando comodamente nei pressi delle spiagge. Oppure, se preferisci procedere con i mezzi pubblici, puoi andare in treno scendendo alla stazione vicino al mare.
  • Presenza di servizi: il tratto di Pineto soddisfa tutti i gusti; ci sono sia spiagge libere per chi vuole un contatto più autentico con il mare, sia spiagge attrezzate con stabilimenti balneari, bar, ristoranti e noleggio di equipaggiamenti per sport acquatici.
  • Consigli: la pineta è attraversata di ampie piste ciclabili, se hai la bici con te potresti valutare la possibilità di spostarti e esplorare più tratti di questa zona. In bassa stagione la spiaggia è quasi deserta, mentre in alta stagione è tra le più gettonate.
Tramonto su una spiaggia in Abruzzo con torre
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Cieli infuocati al tramonto su una splendida spiaggia in Abruzzo

2) Torre Cerrano

C’è un angolo di Abruzzo, dove la natura incontra la storia, sullo sfondo di un mare che ne custodisce dolcemente i segreti. Ci troviamo a Torre Cerrano, tra Pineto e Silvi, dove a fare da protagonista c’è un’antica torre costiera del Cinquecento che veglia solenne su una spiaggia fine e chiara, la quale riflette la luce del sole illuminando un paesaggio circostante fatto di dune naturali, pinete profumate e cespugli di macchia mediterranea. Tutto questo tratto fa parte dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, la cui salvaguardia ne assicura il carattere autentico. Qui il tempo scorre più lento, tra un tuffo in un mare trasparente e calmo o una passeggiata con le gambe in acqua. Ti accorgerai presto che lo scenario che hai davanti sembra appena uscito da una favola marina. Qui non esistono grandi stabilimenti, ma il giusto per garantirti un momento tutto per te dove ritrovare pace e tranquillità. Ecco alcune informazioni utili per visitare una delle spiagge di sabbia bianca in Abruzzo più suggestive in assoluto:

  • Come raggiungere Torre Cerrano: puoi arrivare in auto seguendo le indicazioni per Torre Cerrano e parcheggiando in uno dei tanti parcheggi disponibili intorno alla pineta. In alternativa puoi raggiungere la spiaggia in bici o a piedi, percorrendo la ciclo-pedonale che costeggia la spiaggia e collega Pineto a Silvi.
  • Presenza di servizi: puoi trovare alcuni piccoli stabilimenti nei dintorni ma, principalmente, la spiaggia è libera senza bar o ristoranti sulla spiaggia. All’interno della pineta potresti trovare in alcuni punti servizi igienici e docce pubbliche.
  • Consigli: se viaggi da solo porta con te un libro, la quiete di questo posto ti permetterà di immergerti nelle tue storie preferite senza distrazioni. Se viaggi in famiglia, questa spiaggia è l’ideale grazie ai fondali bassi e alla presenza di ombra data dalla pineta. Al tramonto questa spiaggia dà il meglio di sé, un dettaglio da tenere in considerazione quando pianificherai la tua visita.

3) Martinsicuro

Situata nella zona settentrionale della regione, a un passo dalle Marche, Martinsicuro abbraccia i suoi visitatori con una spiaggia lunga e ampia, fatta di sabbia bianca e fine che riflette i raggi del sole illuminando di una luce delicata tutto ciò che la circonda. Il mare è calmo e limpido con un accesso graduale e lento, perfetto per chi ama camminare in riva, magari con l’acqua fino alle ginocchia, o per chi viaggia con i bambini piccoli. Non è assolutamente una meta cool e mondana, ma è una tappa per chi cerca qualche giorno di vita lenta per riprendersi dalla frenesia della quotidianità che ci accompagna tutto l’anno. Il lungomare è punteggiato da locali sobri e da piccole attività che ti permettono di godere di un’esperienza di viaggio comoda e autentica. Hai deciso che questa spiaggia fa per te? Ecco alcune informazioni da tenere a mente.

  • Come raggiungere Martinsicuro: puoi raggiungerla in auto arrivando dalla A14 e uscendo a San Benedetto del Tronto–Ascoli Piceno per poi proseguire sulla SS16 verso sud. Se decidi di arrivare in treno devi sapere che non c’è la stazione di Martinsicuro ma puoi scendere ad Alba Adriatica e proseguire in bus fino alla spiaggia.
  • Presenza di servizi: qui puoi trovare sia stabilimenti balneari – semplici e senza grandi pretese – sia zone di spiaggia libera completamente incontaminate.
  • Consigli: la bicicletta è il mezzo perfetto per spostarti nei dintorni grazie alla presenza di lunghe piste ciclabili. Ideale per famiglie, coppie o viaggiatori senior. Se stai cercando una zona completamente deserta, spostati nel tratto nord, verso il fiume Tronto.

4) Alba Adriatica

Non è un caso che questa spiaggia venga chiamata “la spiaggia d’argento”. La sua sabbia, infatti, è chiarissima e brillante, alla stregua di quelle tropicali che tanto sogniamo in inverno. Alba Adriatica è una delle località abruzzesi più amate e gettonate da chi vuole fuggire dalla routine e rifugiarsi in un tratto di costa capace di lenire qualsiasi cosa. Il lungomare è curato, vivace e pieno di servizi, la spiaggia bianca e morbida fa da sfondo a un mare limpido e perfetto per fare il bagno in qualsiasi momento della giornata. Essendo così celebre, non è una spiaggia deserta ma è sempre frequentata soprattutto in alta stagione. Se stai cercando un angolino sperduto di costa, dovrai cercare altrove, magari in una delle altre spiagge che ti abbiamo indicato in questa guida. Ecco cosa devi sapere su Alba Adriatica:

  • Come raggiungere Alba Adriatica: puoi arrivare in macchina prendendo la A14 e uscendo a Val Vibrata; dopodiché potrai lasciare l’auto comodamente in uno dei tanti parcheggi che fiancheggiano la costa. In alternativa, puoi prendere il treno e scendere alla fermata specifica “Alba Adriatica-Nereto”.
  • Presenza di servizi: la spiaggia è attrezzata di tutti i comfort possibili; stabilimenti balneari, bar, ristornati, hotel, servizi igienici e pista ciclabile che costeggia il lungo mare. Se viaggi con i bambini, alcuni tratti mettono a disposizione anche aree gioco, campo sportivi e animazione.
  • Consigli: perfetta per chi cerca una vacanza con tutti i comfort del caso, per chi viaggia in famiglia con i bambini e per chi alle zone sperdute e desolate predilige spazi frequentati e vivaci. Non perdere la possibilità di assaggiare del cibo tipico abruzzese in uno dei tanti ristorantini vista mare.

5) Torino di Sangro

Tra le insenature della Costa dei Trabocchi, Torino di Sandro offre un litorale che affascina per le sue sfumature. Sabbia quasi bianca che si mescola a minuscoli ciottoli levigati chiari che esaltano l’azzurro dell’Adriatico. Una gemma d’Italia alle cui spalle si estende la Riserva Naturale Regionale “Lecceta di Torino di Sangro”: un polmone verde di lecci secolari, che rilascia un costante e piacevole aroma di mirto e lentisco e che offre splendidi sentieri panoramici. Una spiaggia quieta, lenta perfetta per chi vuole godersi un pezzo di mare senza la calca della movida che invade le spiagge più cool dell’Abruzzo.

  • Come raggiungere Torino di Sangro: per arrivare alle spiagge puoi usare la tua auto imboccando la A14 e uscendo a Val di Sangro per poi proseguire sulla SS16 in direzione sud per circa 10 minuti. Su tutto il litorale puoi trovare parcheggi liberi o a pagamento. In alternativa puoi raggiungere la località in treno, scendendo alla stazione di Torino di Sangro–Costa Verde (linea Pescara–Termoli) che si trova a soli 800 metri dal mare. Infine, puoi scegliere di andare a piedi o in bici percorrendo la splendida Via Verde che collega tutti i trabocchi della costa.
  • Presenza di servizi: i lidi attrezzati si alternano a tratti di spiaggia libera con docce e passerelle a disposizione. Sul lungomare (e anche sui trabocchi) puoi trovare bar e ristoranti.
  • Consigli: se ami la natura dedica un’oretta a esplorare la Lecceta, è ricca di sentieri e splendidi panorami sul golfo. Se invece ami la storia, concediti una sosta al Sangro River War Cemetery il quale regala un momento di raccoglimento e una vista magnifica sulla costa.

6) Punta Penna

distesa di sabbia bianca in Abruzzo
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Sabbia bianca e finissima in una delle splendide spiagge abruzzesi

Una spiaggia che riesce a farti dimenticare dell’orologio, della vita di tutti i giorni e persino dello smartphone. Punta Penna è un luogo che – fortunatamente – resta ancora fuori dalle rotte turistiche più quotate e gode di una quiete rigenerante data dalla sua posizione all’interno della Riserva Naturale di Punta Aderci. Sabbia bianca, ampi spazi e un mare che vira dal turchese al verde profondo. Qui non ci sono stabilimenti attrezzati, ma solo il mare e la potenza della natura. Per raggiungere la spiaggia dovrai scendere per un sentiero e, solo quando arriverai alla fine, ti troverai davanti uno spettacolo mozzafiato: una mezzaluna di sabbia con una scogliera naturale che si allunga nel mare come un nastro di raso. Qui, la vacanza al mare diventa pura poesia.

  • Come raggiungere Punta Penna: puoi arrivare in auto da Vasto seguendo le indicazioni per Punta Penna. A pochi passi dalla spiaggia troverai un comodo parcheggio. Dopodiché, dovrai proseguire per il sentiero che conduce alla baia. Il sentiero è facile e adatto a tutti i livelli di allenamento ma, essendo in pendenza, richiede scarpe comode.
  • Presenza di servizi: non c’è alcun servizio, la spiaggia è completamente libera. In alta stagione c’è solo un piccolissimo punto di ristoro all’inizio del sentiero.
  • Consigli: non essendo attrezzata, è fondamentale che porti con te acqua, cibo e ombra a sufficienza per la tua permanenza. È una spiaggia adatta a chi vuole restare fuori dal mondo per un po’. Nelle giornate più limpide – se sei fortunato – potresti avvistare anche dei delfini nuotare in libertà.

7) Spiaggia di Mottagrossa

Poco più a nord rispetto a Punta Penna, nascosta e silenziosa, c’è la Spiaggia di Mottagrossa, appartenente alla stessa riserva protetta. Stessa sabbia, stesso mare ma con un’anima più selvatica rispetto alla sorella. Qui la costa diventa più irregolare, con bordi frastagliati e una fisionomia più spigolosa. La natura – spontanea e selvaggia – conquista la spiaggia arrivando quasi fino al bagnasciuga. Questa zona è meno frequentata e più difficile da raggiungere rispetto alle altre spiagge che abbiamo visto, ed è forse proprio per questo motivo che è più preziosa. Mottagrossa è per chi ama conquistarsi le cose, sudando e faticando un po’, e per chi vuole premiarsi con qualcosa di davvero bello.

  • Come raggiungere Spiaggia di Mottagrossa: puoi arrivare in auto, trovando comodamente parcheggio nei pressi della Riserva di Punta Aderci. Poi, puoi proseguire a piedi seguendo le indicazioni per Mottagrossa.
  • Presenza di servizi: nessun servizio a disposizione, né sulla spiaggia né nei dintorni. La spiaggia è totalmente libera.
  • Consigli: attrezzati con scarpe comode per il sentiero e con acqua, ombra e cibo per far fronte alla giornata. Porta con te maschera e boccaglio poiché i fondali sono ricchi di vita e vorrai passare ore ad ammirarli. Infine, se puoi, visitala nei periodi di bassa stagione per godere di una quiete e una solitudine senza eguali.

Salpa verso Dugi Otok, l’isola lunga e silenziosa della Croazia

7 juillet 2025 à 18:04

Lontano dal turismo di massa, nel cuore di una Croazia che sembra creata appositamente per chi cerca una vacanza all’insegna della quiete – tra mari cristallini, verdi rigogliosi e spiagge incontaminate – esiste un luogo magico, lontano dai sentieri battuti, dove il tempo scorre lento e con un ritmo scandito dalle onde.

Si chiama Dugi Otok, significa letteralmente “Isola Lunga” ed è una delle perle segrete della Dalmazia. Paesaggi mozzafiato, villaggi autentici e una buona dose di natura incontaminata: quest’isola è il posto perfetto per passare un’estate rigenerante tra relax e scoperta. In questa guida di portiamo alla scoperta di cosa fare e cosa vedere nell’Isola Lunga in Croazia, con una particolare attenzione alle sue spiagge più belle. Pronto a partire?

Dove si trova l’Isola Lunga in Croazia

Prima di scoprire le attrazioni, le esperienze e le spiagge più belle dell’Isola Lunga in Croazia, apriamo la nostra mappa per scoprire dove si trova esattamente questa splendida isola. Stiamo parlando di un lembo di terra, lungo e sottile, che si snoda nell’Adriatico come una virgola verde tra cielo e mare e che si posiziona precisamente nel nord della Dalmazia, a ovest di Zara. Dugi Otok è l’isola della fuga lenta, perfetta per chi vuole scoprire una Croazia ancora autentica e per chi ha bramato per tutto l’inverno un’estate diversa. Per raggiungere l’isola dovrai arrivare prima a Zara in aereo o in treno e poi procedere via mare. Per questo tratto finale hai hai due opzioni:

  • prendere il catamarano per pedoni: parte dal porto vicino al centro storico di Zara (o da Gaženica) e attracca a Sali o Zaglav. Il tragitto dura circa 45-54 minuti.
  • Imbarcarti su un traghetto per auto e pedoni: in questo caso la partenza sarà dal porto principale di Zara, Gaženica, e l’arrivo sarà al porto di Brbinj o Božava per un totale di un’ora e quaranta minuti circa. Decisamente più scomodo della prima opzione è, tuttavia, l’unica soluzione se hai deciso di portare con te la tua auto.

Cosa vedere a Dugi Otok

Quarantacinque chilometri di piccoli tesori e grandi meraviglie. Dugi Otok – l’Isola Lunga – è un susseguirsi di paesaggi che raccontano una Croazia vera, fatta di villaggi sospesi nel tempo, fari romantici affacciati su orizzonti sconfinati, natura selvaggia e spiagge meravigliose. Di seguito, trovi un elenco di cose da vedere sull’Isola Lunga in Croazia; luoghi che sapranno conquistare il tuo cuore – che tu sia un’anima tranquilla alla ricerca del relax più totale, sia che tu sia un viaggiatore avventuroso che ama fare qualcosa di diverso e nuovo ogni giorno.

Sali

Veduta del villaggio di Sali, Croazia
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Il pittoresco villaggio di Sali nell’Isola Lunga in Croazia

Chiamarla città non sarebbe credibile ma, nonostante ciò, è il centro abitato principale di tutta l’isola. Sali – il cui nome deriva dalle saline di epoca medievale – è un piccolo ecosistema che si regge su una vita completamente dedicata al mare, tradizioni genuine e lentezza mediterranea. Non ci sono attrazioni celebri da visitare, se non la sua piccola Chiesa di Santa Maria, ma ciò che incanta sono le sue casette in pietra che si affacciano su un piccolo porto dove le barche con le vernici scrostate ondeggiano leggere, e il profumo di pietanze della tradizione croata si sprigiona dai tanti ristorantini, bar e locali che punteggiano il porto. Concediti una passeggiata lungo la riva nelle ore del tramonto e ammira cieli rosa infuocati e un’atmosfera capace di regalare una sensazione immediata di pace e serenità. Sali è anche il punto di partenza per salpare verso le isole Kornati o per visitare il Parco Naturale di Telašćica di cui ti parleremo nei prossimi paragrafi.

Piccolo villaggio di Božava

Dopo Sali, il secondo villaggio dell’isola è quello di Božava. Piccolo e discreto, si trova sulla costa nord-ovest dell’isola, immerso in una baietta tranquilla e abbracciato dal profumo di resina che si sprigiona dai pini marittimi. Simile a Sali, è fatto di casette in pietra, un porticciolo e qualche piccola e sobria struttura ricettiva che non deturpa né il panorama né l’atmosfera sospesa a un tempo che fu. Il piccolo villaggio è il luogo perfetto per chi cerca autenticità e quiete. Ti consigliamo di prendere il trenino che porta alla spiaggia di Sakarun – di cui ti parleremo alla fine di questo articolo – per goderti un viaggio rilassante che attraversa boschetti profumati e scorci incredibili. Infine, concediti una passeggiata serale romantica sul suo molo o una cena all’aperto. La soddisfazione di sentirsi parte di una vita più lenta è garantita!

Parco naturale di Telašćica

Senza dubbio, l’attrazione principale di Dugi Otok, nonché una delle aree protette più straordinarie della Croazia. Il Parco Naturale di Telašćica è un angolo di mondo dove la natura è protagonista assoluta e dove l’uomo è un minuscolo spettatore. La baia si sviluppa principalmente nell’entroterra ed è costituita da piccole insenature lungo la costa e da cinque isole. Il paesaggio è variegato, da un lato puoi trovare pinete profumate, uliveti e prati fioriti mentre, dall’altro, grandi scogliere che si tuffano a picco sul mare aperto.

Dire che l’area è disabitata non sarebbe propriamente corretto viste le 250 specie di piante e animali che la popolano. Un vero paradiso per chi ama perdersi nella bellezza della natura, immortalarla o, semplicemente, viverla con tutti i sensi. Per godere appieno dell’esperienza di questa riserva naturale, ti consigliamo di esplorarla in bici o a piedi, percorrendo sentieri panoramici che ti toglieranno il fiato. Non perderti l’occasione di ammirare il mondo dal belvedere del parco: un’esperienza unica che ti farà capire come il silenzio, in realtà, possa essere assordante. Ecco alcune informazioni utili se deciderai di visitare il parco:

  • come raggiungere il Parco naturale di Telašćica: il parco dista circa 5 chilometri da Sali, puoi raggiungerlo in auto o in bici in soli 5-10 minuti; oppure a piedi con una passeggiata ci circa un’ora e mezza (con qualche tratto in salita). In alternativa, puoi raggiungerlo via mare con un fast boat da Sali o, ancora, con un transfer o taxi organizzato che offre trasferimenti andata e ritorno da Sali.
  • Tips&Tricks: se viaggi in alta stagione, ti consigliamo di prenotare un tour o acquistare i biglietti per il parco online. Indossa abbigliamento comodo e porta con te acqua, cibo e qualcosa per proteggerti dal sole.

Lago di Mir

Vista del Lago di Mir in Croazia
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Lo splendido Lago di Mir nell’Isola Lunga in Croazia

Un altro luogo imperdibile, nascosto tra le dolci colline del Parco di Telašćica, è il lago salato di Mir, una delle meraviglie più inaspettate di tutta l’isola. Separato dal mare solo da una lingua di roccia, le acque di questo lago sono le più calde dell’Adriatico e ricche di sali minerali. Non a caso, il Lago di Mir, viene spesso indicato come luogo ideale per recuperare la salute di pelle e articolazioni. In estate l’acqua è calma e rappresenta la condizione perfetta per un bagno rilassante. Qui non ci sono stabilimenti attrezzati e nemmeno orde di persone intente a occupare le sue spiaggette con schiamazzi e rumori molesti. Sarete solo tu e la natura più incontaminata. Per raggiungere il parco hai diverse possibilità:

  • via terra: puoi raggiungerlo in auto o in bici partendo da Sali e imboccando la strada D109 verso sud-est. Non puoi sbagliare, il parco e il lago sono perfettamente segnalati. A separare il parcheggio dal lago ci sono circa 3-4 chilometri di sentiero dalla difficoltà bassa e adatto a tutti i tipi di viaggiatori.
  • Via mare: puoi arrivare in barca o in kayak, attraccando alla baia di Mir Bay e, dalla cala, proseguendo a piedi per 5 minuti circa.
  • A piedi: per un’esperienza completa puoi valutare di intraprendere un’escursione a piedi da Sali fino al lago. La camminata è facile e ti permetterà di ammirare splendidi panorami sul parco.

Faro di Veli Rat

Lo chiamano il guardiano dell’estremo nord. Il faro di Veli Rat, con i suoi 42 metri di sobria raffinatezza che si affacciano sul blu più totale, è il faro più alto di tutto l’Adriatico. Eretto a metà ‘800, ancora oggi svolge la sua funzione di guida per le imbarcazioni che solcano le sue acque ed è profondamente immerso in una pineta silenziosa e suggestiva. Attorno a esso si aprono calette tranquille e piccole spiagge. Non solo questo faro è aperto al pubblico e, se lo vorrai, potrai salire sulla sua cima e godere di una vista mozzafiato sull’infinito, ma è anche possibile dormire nel faro, soggiornando in uno degli appartamenti ricavati dalla vecchia casa del guardiano. Se hai in mente qualcosa di romantico, questa potrebbe essere l’occasione perfetta per dare vita al tuo sogno.

Cosa fare a Dugi Otok (e dintorni) in estate

L’estate di Dugi Otok è un’estate di vita lenta ma che non annoia. Ogni giorno potrai fare qualcosa di diverso, qualcosa che saprà stupirti e rilassanti al contempo. Che sia una giornata di mare o un’escursione, quest’isola ha davvero tanto da offrire. Ecco alcune esperienze da provare assolutamente sull’Isola Lunga in Croazia.

Gite in barca e snorkeling

Il modo più autentico per scoprire l’anima di quest’isola è salpare verso il mare e navigare lungo la sua costa frastagliata. Baie nascoste, spiagge irraggiungibili via terra, grotte marine e scorci mozzafiato. Ogni angolo saprà conquistarti il cuore. Se non hai la patente nautica non c’è alcun problema, esistono tanti tour organizzati che prevedono escursioni in barca e anche soste per fare snorkeling e immersioni. Prova a cercare nei siti delle compagnie che li organizzano per trovare la formula più adatta al tuo concetto di vacanza.

Fare kayak nella baia di Pantera

Se ami gli sport acquatici, non perderti l’occasione di pagaiare in kayak nella baia di Pantera. Le acque calme, il fondale basso e luminescente e la natura incontaminata che la circonda rendono questa baia il luogo perfetto per lunghe esplorazioni in kayak. La natura flessibile di questa tipologia di imbarcazione ti permetterà di accedere a piccole grotte e minuscole spiagge dove potrai soddisfare la tua sete di solitudine.

Scoprire i magnifici dintorni

Se la tua natura da esploratore ti spinge a visitare anche qualcosa di esterno all’Isola Lunga, ci sono molti luoghi nei suoi dintorni che fanno al caso tuo. Due di questi, però, sono davvero imperdibili.

  • Il Parco Nazionale delle isole Kornati: 80 isole e isolotti che meritano una visita. Le Kornati sono un arcipelago che ammalia per la sua bellezza ruvida e il silenzio che lo avvolge. Partendo da Sali puoi visitarle con una gita giornaliera in barca e godere di un’esperienza quasi mistica fatta di pareti di roccia, insenature cristalline e acque cangianti a seconda dell’ora del giorno. Imperdibile.
  • Zara: prima di tornare alla realtà di tutti i giorni, concediti una sosta a Zara, una delle città croate più affascinanti in assoluto. Passeggia per il suo centro storico, visita la sua Chiesa di San Donato ma, soprattutto, vai a vedere l’Organo Marino; una banchina con dei fori che, quando colpiti dalle onde, suonano come un organo del mare. Da qui potrai assistere a uno dei tramonti più belli della tua vita.

Le 8 spiagge più belle di Dugi Otok

Le spiagge dell’Isola Lunga in Croazia non sono solo belle, sono straordinarie, spettacolari e mozzafiato. Ognuna diversa dall’altra, ognuna con qualcosa da raccontare. Quasi sempre immerse in contesti naturali intatti e quasi mai attrezzate con bagni e stabilimenti, sono spiagge che offrono la possibilità di ritrovare un contatto con la natura ormai perduto. Acque calme e cristalline, sabbie dorate o ciottoli levigati, calette segrete o ampie baie, ogni spiaggia sembra uscita dalle mani di un pittore paziente e in pace con il mondo. Ecco le 8 spiagge più belle di Dugi Otok.

1) Sakarun

Spiaggia simbolo dell’isola, Sakarun la trovi su cartoline, brochure e poster che promuovono il turismo a Dugi Otok. Una distesa – a forma di mezzaluna – di sabbia bianchissima, avvolta dall’abbraccio profumato di una rigogliosa pineta e lambita da acque che cambiano colore passando dal turchese brillante al blu profondo. Il fondale basso e il mare calmo, la rendono la spiaggia perfetta per bambini e persone che vogliono una vacanza rilassante. Un accorginemento: in piena stagione questa spiaggia – essendo per l’appunto il simbolo dell’isola – può essere decisamente affollata; ti consigliamo quindi di arrivare la mattina presto o verso sera per godertela in tutta la sua quiete.

2) Veli Žal

Meno gettonata della celebre Sakarun, ma comunque molto apprezzata e affascinante è la spiaggia di Veli Žal, collocata sul versante ovest dell’Isola Lunga. È una spiaggia di ciottoli gentilmente levigati dal mare e dal tempo che accoglie la dolcezza del moto ondoso di un mare cristallino e turchese. Scrutando l’orizzonte potrai godere di un’ampia vista sulla piccola isola di di Mežanj e potrai respirare a pieni polmoni tutto il piacere di un’atmosfera sospesa nel tempo. Niente musica, niente urla, schiamazzi o rimbombi di racchette o palloni. Qui la melodia è quella dell’acqua che lambisce la spiaggia e il verso di qualche gabbiano curioso. La scelta ideale per chi desidera una fuga dal tran-tran della quotidianità.

3) Spiaggia di Veli Rat

Se prima ti abbiamo raccontato del Veli Rat, il famoso faro più alto di tutto l’Adriatico, arrivati a questo punto non potevamo di certo esimerci dal raccontarti la spiaggia su cui veglia: la Spiaggia di Veli Rat. Rocciosa, ruvida e autentica, questo angolo sperduto dell’Isola Lunga in Croazia è la soluzione perfetta per chi, alle lunghe distese di sabbia, predilige la natura selvaggia e ruggente che, al mare, si traduce in acque profonde e potenti. Colori intensi, un paesaggio marziano, a tratti lunare, che ricorda quasi il set di Dune e che invita lo sguardo a prendere la rincorsa fino all’orizzonte. Ovviamente, non serve nemmeno dirlo, questa spiaggia non è attrezzata e non offre alcun tipo di servizio, sei tu che devi decidere che forma dare alla tua sosta su questa lingua di terra dal carattere sublime. Un consiglio: per la conformazione dei suoi fondali portati maschera e boccaglio; fare snorkeling qui non ha prezzo.

4) Brbinjscica Bay

Esistono spiagge che amano ostentare la propria bellezza e spiagge che preferiscono svelarsi solo a chi ha il coraggio di cercare. Brbinjscica Bay è una di queste. Una baia nascosta, perfetta per chi ama l’avventura e le grandi gioie delle piccole scoperte. Per raggiungere questa spiaggia dell’Isola Lunga in Croazia, devi percorrere una strada sterrata a piedi o, se lo preferisci, arrivarci via mare in barca. È proprio la difficoltà nel raggiungerla che la rende una meta così speciale, il cui paesaggio diventa il rewarding perfetto per chi decide di cercarla. Una conca rocciosa immersa nell’acqua trasparente con grotte da esplorare e scorci incredibili che ti faranno dimenticare di essere sul pianeta terra. Brbinjscica Bay non è la spiaggia di chi vuole le cose comode, ma è il rifugio di chi ama sentirsi parte della natura e vuole starsene il più lontano possibile dal mondo.

5) Telašćica Bay

Spiaggia di Telašćica in croazia
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Le acque cristalline della Spiaggia di Telašćica, Croazia

Situata all’interno dello splendido Parco Naturale di Telašćica, c’è una baia – la Telašćica Bay – fatta di numerose calette piccole e appartate dove la natura è protagonista indiscussa. Niente spiagge di sabbia, niente chioschi, aperitivi o servizi igienici: qui gli alberi corrono liberi fino alla riva, l’acqua ipnotizza gli occhi di chi guarda con il suo colore verde smeraldo e i suoi riflessi ottici, il sole accarezza le calette e qualche uccello di mare vola indisturbato. È la spiaggia perfetta per chi vuole riprendersi dopo un’escursione a piedi nel parco o dopo aver esplorato il Lago di Mir e, grazie al suo silenzio etereo, è perfetta anche per chi vuole perdersi tra le pagine di un buon libro senza essere disturbato.

6) Lojisce Bay

Ci spostiamo sul versante nord dell’Isola Lunga in Croazia per immergerci in un’altra baia intima e appartata, perfetta per chi vuole ritrovare la connessione tra il proprio spirito e quello del mare. Lojisce Bay non offre alcun servizio e nessuna comodità, ma regala un panorama mozzafiato, un fondale roccioso, e una presenza umana ridotta all’osso. Una spiaggia ideale per chi vuole isolarsi e fare del suono delle onde che si mescola al fruscio delle fronde dei pini marittimi la colonna sonora della propria estate. Anche in questo caso – come per la Spiaggia di Veli Rat – non dimenticare maschera e boccaglio: il fondale roccioso fa da habitat a diverse specie di flora e fauna di mare che sapranno intrattenerti tra un tuffo e l’altro.

7) Skrača Beach

Piccola, defilata e difficile da trovare, Skrača Beach è uno di quei luoghi che se riesci a visitare ti faranno sentire un privilegiato. Spesso deserta anche in estate, è il posto perfetto per chi vuole godersi una vacanza lontana da tutto e da tutti. Il mare turchese e il paesaggio essenziale che ricorda una poesia di Eugenio Montale saranno gli strumenti con i quali potrai ricaricare le batterie della tua anima. Il mare, trasparente come una piscina, si fonde con il colore del cielo creando un paesaggio surreale e davvero unico.

8) Čuna Bay

A volte la semplicità sorprende di più della maestosità, e questa cosa Čuna Bay la sa molto bene. Situata a sud-est dell’Isola Lunga è una piccola spiaggia senza pretese raggiungibile in barca o con una breve passeggiata. L’atmosfera rilassata, l’acqua calma e poco profonda, e il fondale sabbioso la rendono il luogo perfetto per chi ama le spiagge semplici ma comunque desolate. A differenza delle sue sorelle non colpisce al primo sguardo, ma entra piano piano sotto la tua pelle raggiungendo il tuo cuore e facendolo suo per sempre.

Dugi Otok non è una semplice e comune isola: è un invito a rallentare. Ascoltare il silenzio, assaporare i gusti mediterranei, riempirsi gli occhi di meraviglia, respirare i suoi profumi che cambiano in base al punto dell’isola in cui ti trovi e toccare con mano la bellezza della natura; l’Isola Lunga in Croazia va vissuta coinvolgendo tutti i tuoi sensi. Che tu decida di nuotare nel lago di Mir o nel suo mare, di scoprire i suoi villaggi o restare nelle sue parti più remote, quest’isola ti lascerà un ricordo che va oltre il concetto di “bella vacanza” per fare spazio a un’esperienza capace di cambiarti per sempre.

Gita a Brighton: per chi cerca il mare a un passo da Londra

6 juillet 2025 à 12:51

Sei a Londra ma vorresti inserire nel tuo itinerario una gita nei dintorni, magari vista mare? Brighton potrebbe essere la risposta al tuo desiderio! Affacciata sulla splendida costa del Sussex, in Inghilterra, questa piccola cittadina è un concentrato di stile, mare e creatività esplosiva. Si trova a un’ora di treno da Londra ed è la meta perfetta per chi vuole staccare dalla frenesia della capitale inglese e scoprire un lato più artistico del Regno Unito.

L’odore di salsedine, il rumore delle onde, il sole e i cieli limpidi sono la tela dove Brighton esprime la sua personalità eccentrica fatta di negozi vintage, locali hipster, gallerie d’arte e una comunità LGBTQIAP+ forte e vibrante. In questa guida abbiamo raccolto i best of di questa città da scoprire in un giorno ma, se hai un po’ più di tempo da dedicarle, alla fine di questo articolo troverai delle tappe extra. Ecco cosa vedere a Brighton partendo da Londra!

A tu per tu con la città: conosciamo Brighton

Come sempre, prima di buttarci a capofitto nelle stradine vibranti di questa città inglese, è giusto conoscere un po’ la sua storia per capire il volto che ha assunto oggi e per entrarci in sintonia. Fino al XVIII secolo, Brighton si chiamava Brighthelmstone ed era un semplicissimo villaggio di pescatori come tanti sulla costa inglese. Quando la moda dei bagni e delle destinazioni di villeggiatura prese piede conquistando l’alta società londinese, la città si trasformò completamente. Quello che all’epoca era il Principe Reggente – il futuro Re Giorgio IV – puntò gli occhi su Brighton e decise di trasformarla in una destinazione d’élite, un luogo esclusivo dove la nobiltà britannica poteva passare le proprie estati tra feste e fasti.

Da quel momento, Brighton divenne “la regina delle località balneari inglesi” dove lo stile vittoriano si mescolava alle vibes bohémien, tipiche dell’epoca. Nel novecento la città cambiò volto più volte, abbandonando quello stile d’alta società e diventando un centro culturale alternativo, inclusivo e vibrante. Oggi, lo spirito libero della città si percepisce in ogni angolo, stradina e scorcio che si apre alla vista mentre stai passeggiando gustandoti un cono gelato.

Brighton: le tappe imperdibili per un day-trip

Per riuscire ad assaporare tutta l’essenza di Brighton in un solo giorno, abbiamo fatto una selezione accurata delle attrazioni da non perdere assolutamente. Dalle sue stradine eccentriche alle sue spiagge, passando per alcuni luoghi d’interesse storico fondamentali per capirne l’anima, ecco i best of di Brighton.

Royal Pavilion

Vista panoramica del Royal Pavilion di Brighton
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Il Royal Pavilion di Brighton in tutto il suo splendore architettonico

Curioso come nel cuore dell’Inghilterra esista un palazzo che sembra appena uscito da “Le mille e una notte”: stiamo parlando del Royal Pavilion, l’edificio più iconico e unconventional di tutta Brighton. Cupole arabeggianti, minareti e decorazioni che sembrano provenire da un sogno esotico e non dalla costa del Sussex. La storia di questo palazzo è strettamente legata alla storia della città poiché fu commissionato proprio dal Principe Reggente (poi Giorgio IV) che iniziò a frequentare il villaggio per motivi di salute e il quale, dopo essersi innamorato dell’atmosfera rilassata della città, decise di porre le fondamenta della sua residenza estiva, lontana dai doveri di corte. L’esterno del palazzo è in perfetto stile moghul indiano, mentre gli interni sono un melting-pot di stili che variano dall’asiatico all’europeo. Visitare questo palazzo significa tuffarsi nella vita privata di uno dei monarchi più stravaganti d’Inghilterra. Ecco cosa devi sapere se vuoi visitare il palazzo:

  • Orari di apertura: il palazzo è aperto da aprile a settembre dalle 9.30 alle 17.45; da ottobre a marzo, invece, l’orario di apertura va dalle 10.00 alle 17.15.
  • Costo del biglietto: il costo d’ingresso per gli adulti è di £19.50, mentre i minori (dai 5 ai 18 anni) pagano una tariffa ridotta pari a £11.75.

Brighton Palace Pier

L'ingresso del Brighton Palace Pier
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Il Brighton Palace Pier, l’iconico molo della splendida Brighton

Proseguiamo la nostra selezione con una vera e propria icona: il molo vittoriano. Il Brighton Palace Pier è stato inaugurato nel 1899 ed è il cuore pulsante del lungomare della città: si arriva dalla spiaggia attraversando un lungo ponte di legno e ferro che si spinge a largo nelle acque della manica. Inizialmente pensato come luogo di svago per i turisti benestanti di fine ‘800, oggi il Pier è un vero e proprio parco giochi dall’anima nostalgica.

Camminando verso la punta del molo sarai accolto da giostre, sale giochi retrò, chioschi che vendono gelati, pop-corn, caramelle e zucchero filato restituendo un’atmosfera sospesa nel tempo. Un consiglio: se puoi, visita il molo al tramonto, quando le luci illuminano le attrazioni a festa, la brezza marina ti solletica il viso e ti sembrerà di essere catapultato in un film di Wes Anderson! Insomma, non puoi dire di essere stato a Brighton senza aver fatto una piccola sosta nel suo molo iconico.

Brighton Beach

Spiagge di sabbia fina e palme? Non qui. Perché Brighton è tutta un’altra storia! Una distesa di ciottoli levigati dal mare e dal vento che si trasforma in un palcoscenico di vita quotidiana: amici, famiglie e coppie in relax che fuggono dalle città limitrofe per godersi un po’ di sole – che sappiamo in Inghilterra essere una rarità – immersi in una cartolina fatta di sedie a sdraio a righine, di coni gelato che si sciolgono troppo in fretta e di simpatici gabbiani che cercano di rubare un panino a qualcuno.

Per conoscere davvero l’anima di Brighton, una sosta nella sua spiaggia è d’obbligo, magari seduto su una coperta mentre assaggi del croccantissimo fish&chips e attendi il tramonto, quando il cielo si tinge di nuance calde e pastello e quando la spiaggia inizia a svuotarsi restituendo un’atmosfera pacifica e silenziosa. La sera, la spiaggia si anima di falò improvvisati e artisti di strada che si dilettano ad armonizzare la propria voce con quella del mare. Se riesci a sostare a Brighton fino a dopo cena, ti consigliamo una passeggiata qui. Alle spalle della spiaggia puoi intravedere la lunga passeggiata che unisce i ricordi del periodo vittoriano e dell’epoca d’oro del turismo balneare, alla vivacità contemporanea e chic che ne denota il carattere attuale. Ti innamorerai? Assolutamente sì.

Undercliff Walk

Se sei un amante dei paesaggi marini maestosi, l’Undercliff Walk è esattamente quello che stai cercando. Un sentiero pedonale di circa cinque chilometri, scenografico come pochi, che collega Brighton Marina a Saltdean e che si snoda tra le imponenti scogliere di gesso bianco che caratterizzano questa zona della Manica. La passeggiata è mozzafiato: da un lato il muro verticale e bianco delle scogliere che ti sovrasta con una solennità imponente e silenziosa e, dall’altro, l’orizzonte del mare che si apre sconfinato. Il percorso è tutto pavimentato e facile, adatto a tutti i livelli di allenamento.

I cittadini di Brighton lo apprezzano molto e, infatti, vedrai tante persone che fanno jogging, che portano a passeggio il cane o che, semplicemente, sono immersi in passeggiate meditative. Per godere appieno di questo luogo ti consigliamo di partire la mattina presto dal Marina, quando a solcarlo c’è solo qualche early-bird e la luce accarezza gentilmente le pareti bianche delle scogliere. In alternativa, puoi andare nel pomeriggio per goderti i colori del tramonto.

The Lanes

Negozietti vintage sulle vie del centro di Brighton
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L’anima nostalgica delle Lanes di Brighton

Dopo una buona dose di mare e di sole, è il momento di scoprire la città e, per farlo, partiamo dalle sue viuzze più iconiche: le Lanes, un dedalo di vicoletti lastricati che non seguono un ordine preciso e che nasce dall’antico villaggio di pescatori di un tempo. Oggi passeggiare in questa zona significa sfogliare un album di foto d’epoca, con i suoi negozietti d’antiquariato, gioiellerie e negozi d’artigianato, piccole botteghe e gallerie d’arte che restituiscono subito l’atmosfera di un’epoca perduta. Un posto magico dove poter scovare piccoli tesori unici e unconventional ma non solo: nelle Lanes non c’è solo shopping, ma anche l’occasione di godersi un momento per sé con lentezza, sorseggiando un matcha latte e ascoltando la musica live di qualche artista di strada. Questo luogo è fatto per chi ama perdersi nella bellezza delle piccole cose.

North Laine

Se The Lanes è il volto storico ed elegante di Brighton, la North Laine è la sua personalità ribelle, creativa e fuori dagli schemi. Come suggerisce il nome, questa zona si trova a nord della città ed è un caleidoscopio di colori, culture alternative e indipendenza: qui, infatti, non troverai grandi catene e grandi marchi, bensì piccoli negozi autentici, diversi l’uno dall’altro, e con una personalità fuori dal comune. Anche i muri hanno tanto da raccontare, ti basti camminare con il naso all’insù per vedere delle splendide opere di street art che rendono la North Laine un museo a cielo aperto.

Ti consigliamo di entrare in alcuni dei tanti negozi vintage, librerie indipendenti, negozietti mistici, bar e locali hipster e vegan-friendly per respirare a pieni polmoni l’anima alternativa di questa splendida cittadina marittima adagiata sulla costa del Sussex. Ma soprattutto, goditi il lusso di sentirti libero di esprimere chi sei veramente: che tu abbia un look brat o demure, che tu sia un’anima vintage o una futurista, qui puoi sentirti veramente capito, accolto e supportato.

Brighton i360

Chiudi la giornata in bellezza con un ricordo di Brighton… da capogiro! Salendo sulla Brighton i360, una torre panoramica avanguardista progettata dalle stesse menti che hanno creato il London Eye, potrai ammirare Brighton da 138 metri di altezza e, se la giornata è limpida e lo permette, riuscirai a intravedere persino l’Isola di Wight. All’interno della capsula c’è anche un bar dove, se lo desideri, potrai gustare un bicchiere di vino o un cocktail e goderti lo spettacolo mozzafiato. L’esperienza è accessibile tutto il giorno, ma di sera, con la costa illuminata e il sole che tramonta lento sul mare, è tutta un’altra cosa. Se decidi di farti un giro stratosferico sulla Brighton i360, queste sono le informazioni da non dimenticare:

  • Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 21; sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00.
  • Costo del biglietto: dipende da quale esperienza decidi di intraprendere. Se vuoi fare solo il giro il costo del biglietto è di £18.50 per gli adulti, che si riduce a £16.50 per gli over 60 e a £9 per i bambini dai 4 ai 15 anni.

Hai più tempo? Ecco cosa vedere a Brighton come bonus

Gli sdraio a righe sulla spiaggia di Brighton
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La suggestiva spiaggia acciottolata di Brighton

Se Brighton ti incuriosisce a tal punto che potresti anche valutare di fermarti un po’ di più, la città offre tanti altri piccoli tesori da scoprire Tra arte e natura, scienza e poesia. Ecco alcune tappe extra da aggiungere al tuo soggiorno nella splendida città di Brighton.

Brighton Museum & Art Gallery

L’arte e la storia di un luogo da sempre catturano il tuo interesse e li trovi dei posti perfetti per conoscere meglio una località, la sua cultura e le sue caratteristiche? Allora il Brighton Museum & Art Gallery è il luogo che fa per te, perfetto per dissipare la tua sete di cultura. Situato a pochi passi dal Royal Pavilion, nel pieno centro di Brighton, questo museo ospita una vastissima collezione di opere: dall’arte contemporanea alla storia locale, dall’archeologia all’arte decorativa è un vero pozzo senza fondo di conoscenza, capace di restituire una fotografia completa della città.

La miscela eclettica di mostre permanenti e temporanee sanno soddisfare gli interessi di qualsiasi viaggiatore. Ma la bellezza di questo luogo non è solo nel suo contenuto, ma anche nel suo contenitore. L’edificio infatti è esso stesso un’opera d’arte con spazi espositivi luminosi e organizzati che ti faranno voglia di fermarti un po’ di più. Non perderti assolutamente la sezione dedicata alla moda e all’evoluzione del costume, questa sala ti permetterà di guardare con occhio attento l’evoluzione degli usi e costumi nel tempo, restituendo una mappa chiara di come è cambiato lo spirito creativo della città. Ecco le informazioni che ti servono:

  • Orari di apertura: il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 17.00.
  • Costo del biglietto: il costo del biglietto è di £9.50 per gli adulti e di £4.50 per i giovani dai 5 ai 18 anni.

Sea Life Brighton

Tra le cose da vedere a Brighton, se hai la possibilità di fermarti un po’ di più, c’è sicuramente il Sea Life Brighton, l’acquario più antico al mondo dove potrai ammirare da vicino migliaia di creature che popolano i nostri mari, passando anche sotto suggestivi tunnel trasparenti con squali, pesci e razze che nuoteranno sopra la tua testa. Perfetto per chi viaggia in famiglia ma non solo, è ideale anche per chi vuole scoprire di più sull’ecosistema marino che circonda la costa inglese.

Come arrivare a Brighton da Londra

Per raggiungere Brighton da Londra e goderti un day-trip al mare il modo migliore è prendere il treno. I treni per Brighton partono più o meno ogni 20 minuti da London Victoria, London Bridge, Blackfriars e St Pancras International, soprattutto nelle fasce orarie più gettonate. In totale ci vogliono tra i 60 e i 90 minuti per raggiungere la cittadina sulla costa del Sussex. In alternativa, puoi raggiungerla in auto con un viaggio della durata di 2 ore.

Cavallino-Treporti, la magia del mare che incontra la laguna

1 juillet 2025 à 18:32

Il litorale di Cavallino-Treporti è una sottile striscia di terra sospesa tra mare e laguna, una penisola che si distende tra Venezia e Jesolo come un ponte naturale tra due mondi. Qui il profumo della laguna si mescola alla brezza marina, il paesaggio mette in scena campi coltivati, canali silenziosi, spiagge dorate e pinete ombrose. Una terra fertile, modellata dall’uomo e dalla natura, che custodisce una biodiversità sorprendente e un’atmosfera rarefatta, a tratti fuori dal tempo. Affacciato sull’Adriatico e abbracciato dalla Laguna di Venezia, questo tratto di costa lungo 15 chilometri è molto più di una semplice località balneare: è un’esperienza da vivere lentamente, a piedi, in bici o in barca. Non sorprende che Cavallino-Treporti sia oggi il 5° comune italiano per affluenza turistica, più visitato persino di città come Bologna, Torino o Verona. Perfetto da vivere in estate, ma capace di sorprendere anche fuori stagione. In questa guida ti accompagniamo alla scoperta delle sue meraviglie: ecco cosa fare e cosa vedere a Cavallino-Treporti.

Breve storia di Cavallino-Treporti

Prima di raccontarti tutto quello che puoi vedere e fare a Cavallino-Treporti, è utile conoscere un po’ della sua storia e il motivo per cui è diventata una meta turistica così apprezzata. La sua storia è fatta di bonifiche, battaglie e rinascite. Terra di frontiera e di fatiche, la laguna e il mare hanno modellato il paesaggio e fatto da metronomo alle vite dei suoi abitanti. Una figura importante per la storia di questa località nel veneziano, è quella di Giovanni Matteo Alberti, medico e benefattore che nel diciannovesimo secolo si dedicò completamente alla comunità promuovendo l’istruzione e la salute in una zona ancora rurale e paludosa.

Negli anni, Cavallino-Treporti è passata da essere un’area agricola e militare a una delle zone turistiche più amate del nostro paese, ma le radici non si dimenticano e le testimonianze del suo passato sono ancora ben visibili. Oggi, Cavallino-Treporti è un must del turismo en-plein-air grazie alla moltitudine di campeggi, glamping, villaggi turistici e strutture che ricevono, ogni anno, milioni di turisti da tutta Europa. 5° comune in Italia per affluenza turistica, 15 km di costa e capitale del turismo all’aria aperta, questa zona non vanta solo un ampio ventaglio di riconoscimenti record, ma è apprezzata perché è semplice, autentica e varia. Dalle spiagge alla laguna, dallo sport al relax, qui puoi davvero fare ciò che vuoi.

Cosa vedere a Cavallino-Treporti

Tra spiagge lunghe e sabbiose, scorci di laguna, piccoli borghi sospesi in un passato antico e architetture militari, Cavallino-Treporti è uno scrigno ricco di tesori che raccontano storie antiche, e di paesaggi capaci di togliere il fiato. Ecco cosa non devi perderti se vuoi scoprire il lato più vero di questo luogo.

Le Spiagge

Una delle prime cose da vedere a Cavallino-Treporti sono le sue spiagge. Sabbia fina e dorata che conduce dolcemente verso un mare calmo e sicuro, perfetto per famiglie e amanti del relax. Alle spalle dell’arenile, dune naturali e una pineta lussureggiante offrono il contesto ideale per chi cerca il contatto con la natura. Ogni bagno, separato da dighe artificiali, mette a disposizione tutti i comfort: lettini, ombrelloni, chioschi dove mangiare o sorseggiare un drink, servizi igienici e docce. Alcuni offrono anche la possibilità di noleggiare equipaggiamenti per attività acquatiche come pedalò o SUP e altri hanno sono dog-friendly. Il tutto sorvegliato da staff di salvataggio che, controllando dall’alto di piccole casette, garantisce la sicurezza dei bagnanti.

Il centro storico di Treporti

Dalla spiaggia, ci spostiamo nell’entroterra alla scoperta del centro storico di Treporti: un piccolo gioiello lagunare che sorge su tre piccole isole – Portosecco, l’Isola della Chiesa e Saccagnana. Il cuore pulsante del paese è la Chiesa della Santissima Trinità, particolarmente interessante non solo per la pala d’altare ottocentesca che custodisce al suo interno, ma anche per le due torri campanarie che spiccano all’orizzonte e da cui deriva l’epiteto “Il paese dei due campanili”. Passeggia per le calli acciottolate del borgo, lasciati condurre verso scorci che si affacciano su piccoli canaletti e fermati a osservare la vita che si compie sulla sua piazzetta principale, dove le persone si incontrano e le barche ormeggiate ondeggiano dolcemente, cullate dai moti placidi della laguna.

La Laguna

Se la Laguna di Venezia fosse una conchiglia, il tratto di Cavallino-Treporti sarebbe la sua perla. Dichiarata Patrimonio UNESCO, è un capolavoro fatto di barene, canali, briccole e specchi d’acqua più o meno profondi. Qui la pace regna sovrana e una ricca fauna lagunare dà il meglio di sé con voli spettacolari di aironi e fenicotteri, e tuffi carpiati di pesci della laguna. Il consiglio? Passeggia sulla strada del Pordelio al tramonto per vedere la laguna indossare il suo vestito migliore: cieli infuocati che si riflettono su specchi d’acqua colorando tutto di rosso, arancione e, a volte, viola. Un luogo ideale da scoprire a piedi, in barca, in bici o in kayak per ritrovare sé stessi e rigenerarsi l’anima.

Lio Piccolo

A nord di Treporti, immerso nella laguna, si trova un antichissimo borgo lagunare abitato da una decina di persone al massimo. Si tratta dell’insediamento più antico di tutta la zona e conserva, ancora oggi, tracce di epoca romana, come piccole rovine e mosaici. Se in passato è stato un fiorente scalo commerciale, grazie alla sua posizione strategica in mezzo alle valli da pesca, oggi è una cartolina che proviene dal passato per ricordare a tutti noi che, a volte, per apprezzare le cose belle che ci circondano dobbiamo solo rallentare. Passeggiare o, perché no, pedalare qui significa fare un piccolo viaggio nel tempo con la chiesetta e il palazzo Boldù che, insieme alle saline e ai riflessi d’acqua, raccontano storie uniche e restituiscono scorci poetici. Se sei fortunato, qui, potrai anche ammirare degli splendidi fenicotteri rosa.

Forti di Cavallino-Treporti

Sei un amante della storia e in ogni viaggio che fai cerchi sempre di dedicare del tempo alla visita di luoghi di interesse storico? Allora qui non ti annoierai! Tra le cose da vedere a Cavallino-Treporti ci sono anche una serie di fortificazioni austro-ungariche e italiane risalenti al primo conflitto mondiale. Lungo tutta la penisola si snoda la Via dei Forti, un museo a cielo aperto punteggiato proprio da torri telemetriche, batterie come Vettor Pisani, Amalfi e San Marco, polveriere e caserme. Giganti dormienti che ci ricordano, in un solenne silenzio, gli anni tumultuosi che hanno fatto tremare persino questa terra lontana da tutto e da tutti. Tra le fortificazioni, la più importante è Forte Treporti, conosciuta anche con il nome di Forte Vecchio ed edificata a metà del 1800 sopra gli antichi resti di una postazione francese, ideale per difendere l’ingresso nella laguna.

I fari di Cavallino-Treporti

Faro di Punta Sabbioni all'alba
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L’alba sfiora dolcemente il faro di Punta Sabbioni a Cavallino-Treporti

Se le storie di lupi di mare, di navi, di pirati e di fari che fanno da sentinelle del mare ti hanno sempre affascinato, allora non puoi esimerti dal visitare i due fari del litorale di Cavallino-Treporti che vegliano silenziosi sulle sue acque.

  • Il Faro di Piave Vecchia: situato alla foce del Sile, questo faro è una struttura costruita nel 1846 dagli austriaci per scopi militari. Completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale dalle forze tedesche, venne ricostruito tra il 1949 e il 1951. Alto 48 metri è una guida per le navi e una testimonianza della storia travagliata del territorio. Oggi è un punto di riferimento, visibile fino a 18 miglia di distanza. Il suo aspetto così iconico l’ha fatto rientrare a pieno titolo nello skyline jesolano nonostante appartenga, a tutti gli effetti, al territorio di Cavallino-Treporti. Il faro non è visitabile in quanto all’interno di una zona militare adibita a sede della Guardia Costiera, ma nulla ti vieta di passeggiare sulla sua spiaggia e ammirarlo anche da vicino.
  • Il Faro di Punta Sabbioni: un secondo faro, affacciato sull’ingresso della laguna veneziana, è quello di Punta Sabbioni. Una sentinella colorata che da un lato guida le imbarcazioni che si dirigono a Venezia, dall’altro regala panorami spettacolari sul mare soprattutto all’alba e al tramonto. Anche questo faro non è visitabile internamente ma puoi osservarlo da vicino camminando sulla sua promenade.

Il Convento di Mesole

Ultima tappa delle cose da vedere a Cavallino-Treporti è il Convento di Mesole, uno degli edifici più antichi e intriganti di questa zona. Costruito nel XIV secolo sui resti di un antico monastero femminile, è una testimonianza del passato rurale legato intrinsecamente alla vita lagunare. Distribuito su due piani con una facciata semplice e bianca dominata da un grande focolare esterno coronato da un camino quadrangolare, mostra al suo lato un oratorio del seicento. Il convento è una delle tappe preferite dagli amanti del cicloturismo che solcano sulle proprie bici queste zone.

Cosa fare a Cavallino-Treporti

Se Cavallino-Treporti è quinto comune in Italia per affluenze turistiche, il motivo non risiede solo nelle cose da vedere ma anche nella moltitudine di esperienze che ha da offrire. Una vacanza qui e 0gni giornata può trasformarsi in un’avventura diversa: che tu voglia semplicemente rilassarti in spiaggia, fare un’escursione in barca, divertirti in un parco acquatico e chi più ne ha più ne metta. Dall’alba al tramonto, il litorale offre attività per tutti i gusti e per tutti i tipi di viaggiatori. Ecco quindi la nostra selezione di cose che puoi fare a Cavallino-Treporti.

Relax in Spiaggia

La prima attività che ci viene in mente è, senza dubbio, una buona sessione di relax in una delle tante spiagge del litorale. Con i suoi fondali bassi e le acque calme è la soluzione perfetta per chi ambisce a un mare dotato di tutti i comfort, l’ideale per le famiglie con i bambini. Che tu sia un amante delle spiagge attrezzate o di quelle libere, che tu sia in compagnia del tuo cane, della tua famiglia, dei tuoi amici, ce n’è per tutti i gusti. Non solo, se sei un fan dell’happy hour in spiaggia potrai trovare diversi bagni i cui chioschetti attendono le 18 per mettere su un dj-set e animare la golden hour.

Escursioni in Kayak

Una delle esperienze più belle è pagaiare tra canali, barene e valli da pesca per scoprire una laguna silenziosa e suggestiva. Ci sono diversi esercizi che mettono a disposizione il noleggio di kayak a ore per scoprire la laguna in autonomia. Tuttavia, il nostro consiglio è quello di partecipare a un’escursione guidata con gli esperti che organizzano diverse esperienze, una più interessante dell’altra, come l’aperitivo in kayak, il kayak notturno, al tramonto o all’alba. Un modo divertente per coniugare sport e natura, immerso nel contesto unico di una vera poesia lagunare.

Noleggiare una barca

Un’altra cosa da fare a Cavallino-Treporti è noleggiare una barca e fare un’uscita di un giorno o in laguna, alla scoperta delle barene e dei suoi canali, o in mare aperto per un tuffo a largo in un mare dalle tinte blu profonde e scure. Nessuna meta obbligata, solo il profumo del mare, il vento tra i capelli e una sensazione di libertà unica.

Fare escursioni di un giorno nei dintorni

Cavallino-Treporti è un’ottima base per scoprire le località vicine. Da qui partono tantissime escursioni verso le isole della laguna nord di Venezia. Puoi visitare la coloratissima Burano, con le sue casette iconiche e la sua anima autentica; scoprire l’antica arte del vetro soffiato nata nell’isola di Murano o scoprire le leggende della silenziosa Torcello, con il suo Ponte del Diavolo e il trono di Attila. Se un giorno decidessi di fare qualcosa di ancora diverso, puoi recarti a Punta Sabbioni e prendere un traghetto che in pochi minuti ti porterà a Venezia o al suo vivacissimo Lido.

Fare un giro in bici sulla pista ciclabile più lunga d’Europa

Con più di 40 km di ciclabili che si snodano tra pinete, campagne, argini e laguna, Cavallino-Treporti è un paradiso per gli amanti del cicloturismo. Ma la vera chicca è la nuova pista ciclabile sull’acqua più lunga d’Europa. Una strada pensata per le biciclette completamente a sbalzo sulla laguna veneziana che si estende per 7 chilometri lungo il canale del Pordelio e che offre panorami mozzafiato a chiunque decida di solcarla. L’ennesima attrazione che giustifica il 5° posto nella lista dei comuni più visitati d’Italia.

Cenare in uno dei suoi agriturismi

Siamo in Italia, possiamo esimerci dal dedicare un paragrafo alla tradizione culinaria di un luogo? Ovviamente no. Ecco che tra le cose da fare a Cavallino-Treporti abbiamo inserito anche l’esperienza di provare la cucina locale in uno dei tanti ristoranti e agriturismi della zona. Ce ne sono alcuni di favolosi immersi come lupi solitari nella laguna, altri più vivaci sulla spiaggia e altri ancora in paese. Per la location c’è davvero l’imbarazzo della scelta, mentre su cosa mangiare, beh, anche qui non si scherza: piatti di terra, di mare o di laguna, qualsiasi palato può trovare soddisfazione.

Partecipare ai numerosi eventi in spiaggia che si tengono in estate

Fuochi d'artificio in spiaggia a Cavallino-Treporti
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Lo spettacolare Beach On Fire a Cavallino-Treporti

Cavallino-Treporti è una zona che ha tanto da offrire a prescindere dalla stagione in cui la si visita ma è l’estate la stagione in cui si tengono alcuni degli eventi più interessanti. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere per una serata all’insegna dello svago.

  • Sand and Sound: un festival musicale sulla sabbia che si tiene in giugno e che prevede postazioni dislocate per tutti i 15 chilometri di litorale dove si esibiscono artisti e band di qualsiasi tipo. Dal jazz al rock, dalla samba al cantautorato italiano, qui il divertimento è assicurato.
  • Ferragosto: a ferragosto, tutta Cavallino-Treporti si anima con feste in spiaggia private e non, concerti dal vivo, dj-set, spettacoli teatrali e chi più ne ha più ne metta. Ti consigliamo di visitare i siti ufficiali della zona per scoprire il programma qualora ti trovassi qui il 15 di agosto.
  • Beach On Fire: questo evento si tiene solitamente a fine agosto ed è uno degli spettacoli pirotecnici più lunghi al mondo. Da Punta Sabbioni al Faro Piave Vecchia, fuochi d’artificio sincronizzati illumineranno e coloreranno la notte per iniziare a salutare (a malincuore) l’estate.

Scoprire il lido di Jesolo

Se vuoi dare uno scossone alla tua vacanza rilassante a Cavallino-Treporti e cambiare ritmo per una sera, il Lido di Jesolo è il posto perfetto. A pochi minuti di distanza, offre un’atmosfera vivace, frenetica e urbana; un universo parallelo fatto di luci, musica e movimento. Sei chilometri di isola pedonale, una delle più lunghe d’Europa, punteggiati da locali alla moda, negozi, ristoranti, gelaterie, discoteche e vetrine illuminate fino a tarda notte. Qui si viene per vivere la movida jesolana in tutte le sue sfumature: fare aperitivo in terrazza, cenare all’aperto con il sottofondo dei DJ set, ballare fino a tardi o semplicemente passeggiare lungo Via Bafile, il cuore pulsante della città, dove ogni sera si respira un’energia briosa. Un’esperienza che aggiunge un pizzico di energia alla tranquillità di Cavallino-Treporti, perfetta per chi ama alternare relax e nightlife.

Cose fare a Cavallino-Treporti se viaggi con i bambini

Sei in vacanza con la tua famiglia e ti stai chiedendo cosa potresti fare di alternativo per intrattenere i tuoi bambini regalando loro delle esperienze che si porteranno nel cuore per sempre? Cavallino-Treporti ha la risposta anche per te. Ecco due cose da fare a Cavallino-Treporti per te e i tuoi bambini.

Andare al parco divertimenti Caribe Bay

A solo 10 km da Cavallino-Treporti, si trova uno dei parchi acquatici più celebri d’Europa: Caribe Bay. Con scivoli mozzafiato, piscine a tema, aree relax, spettacoli dal vivo e attrazioni acquatiche è la soluzione perfetta per chi vuole divertirsi con tutta la famiglia, a prescindere dalle età. Anche i più piccini, infatti, possono godere di scivoli per loro e spettacoli live ad hoc per stimolare la loro immaginazione, tra storie di pirati fate e sirene. Se decidi di trascorrere una giornata in questo splendido parco devi sapere che:

  • È aperto dal 31 maggio al 14 settembre.
  • Il parco prevede due ingressi: uno giornaliero dalle 10.00 alle 18 e uno pomeridiano dalle 14.00 (con ultimo accesso alle 15:45).
  • Il costo del biglietto per adulti giornaliero è di 39 €, con ridotto a 33 € (bambini da 100 a 140 cm) e ingressi gratuiti sotto i 100 cm. Il costo dell’ingresso pomeridiano scende a 35 € per adulti e 29€ per i ridotti.

Un giro sulla Jolly Roger

Un’altra imperdibile esperienza da far fare ai tuoi bambini è salire a bordo della famosa Jolly Roger, una vera nave dei pirati che salpa dalle spiagge di Cavallino-Treporti e si spinge a largo per dare vita a una vera e propria festa di lupi di mare. Una volta a bordo, la ciurma recluta aspiranti pirati con giochi, prove di abilità e preparandosi per un “arrembaggio” contro una nave nemica. Cannoni, tatuaggi (temporanei, ovviamente), spettacoli e colpi di scena sarà un’esperienza divertente che ricrea il meraviglioso mondo dei pirati e che conquisterà sia il cuore dei più piccoli che, te ne renderai conto, il tuo. Ecco alcune informazioni utili se deciderai di salpare con una ciurma di corsari:

  • La crociera dura circa 90 minuti.
  • L’esperienza è accessibile da metà giugno a inizio settembre.
  • L’imbarco è direttamente sulla spiaggia, utilizzando una scaletta in acqua. Le tappe previste per gli imbarchi sono sia a Cavallino‑Treporti sia a Jesolo.
  • Il costo è di 22 euro per gli adulti e 20 per i bambini.

Come raggiungere Cavallino-Treporti

Cavallino-Treporti è facile da raggiungere e accessibile. Partendo da Venezia-Mestre puoi arrivarci in auto seguendo l’A4 fino all’uscita di Venezia Est e proseguendo poi per la strada regionale “Via del Mare”. Puoi arrivare a Cavallino-Treporti anche in autobus con il servizio locale ATVO: partendo dalla stazione di Mestre o Venezia vengono messe a disposizione linee fino a Lido di Jesolo e poi transfer con autobus fino a Ca’ Savio/Cavallino. Infine, puoi arrivare via mare partendo da Venezia (nello specifico da Piazzale Roma o S. Marco) e arrivare a Punta Sabbioni in circa 40 minuti di traghetto. Da lì potrai poi proseguire via bus o taxi per l’ultimo tratto.

In sintesi, Cavallino-Treporti è una destinazione magica che conquista per la sua ampia gamma di esperienze da provare: mare, laguna, borghi, natura, eventi e avventure. Un luogo capace di regalare emozioni forti e soprattutto di restituire quel famoso tempo per noi che ricerchiamo invano nelle nostre quotidianità scandite da impegni, lavoro e famiglia. Che sia la prima volta o un ritorno, Cavallino‑Treporti sarà sempre pronto ad accoglierti con qualcosa di nuovo. Buona Vacanza!

I segreti del Cilento, ecco le spiagge meno frequentate

28 juin 2025 à 14:24

Se è vero che il Cilento è una delle zone della Campania più gettonate per chi vuole trascorrere una vacanza al mare, è anche vero che c’è una parte di Cilento che non ama farsi notare. Resta in disparte, timida e pacata, e si mostra solo a chi la cerca, a chi crede che le cose belle vadano conquistate con un po’ di fatica, a chi si ripete in testa che “il gioco vale la candela”. Lontana dalle spiagge più famose, lontana dalle baie più affollate, attira i viaggiatori attenti con sussurri fatti di fruscii degli ulivi e del respiro lento del mare. È un Cilento che per viverlo servono piedi allenati, spirito d’avventura e tanta voglia di restare, finalmente, in silenzio. Questa guida è un viaggio tra angoli di paradiso dove il tempo si è fermato e dove il rumore non vi ha ancora messo piede; dove le folle di turisti non hanno ancora incrociato questi luoghi sulle proprie rotte. Calette raggiungibili solo via mare o a piedi, spiagge sotto le falesie, tratti di costa che si svelano solo a chi sa dove cercare. Ecco la nostra selezione di spiagge meno conosciute nel Cilento.

Spiaggia del Troncone

C’è qualcosa di primitivo nella spiaggia del Troncone, qualcosa che ti fa capire che la natura è passata con le sue mani nude a plasmarne l’aspetto. Niente cerimonie, niente fronzoli: è una spiaggia che ti accoglie con la sua sabbia grezza, ciottoli levigati dal tempo e pareti di roccia che nascondono segreti millenari. Qui il concetto di happy hour non è mai arrivato e nemmeno quello di spiaggia attrezzata. Sarete solo tu, il mare e una libertà che profuma di salsedine. Libera anche di carattere, è una delle poche spiagge naturiste in Campania scelta appositamente da chi cerca un ritorno a un rapporto naturale e istintivo con la natura. Il rifugio ideale per chi desidera uno spazio per sé. Di seguito, troverai alcune informazioni utili per vivere al meglio l’esperienza di questa spiaggia magnifica.

  • Come raggiungere la Spiaggia del Troncone: la spiaggia si trova sulla litoranea tra Marina di Camerota e Palinuro. Poco dopo il Camping Troncone potrai imboccare diversi sentieri che scendono, silenziosi, verso la spiaggia.
  • Presenza di servizi: non ci sono servizi, la spiaggia è completamente libera e non attrezzata.
  • Consigli: non avendo servizi a disposizione, è fondamentale che porti con te acqua, ombra e cibo. Se puoi, arriva nelle prime ore del mattino o verso il tramonto, quando la luce abbraccia tutto il panorama con un velo dorato.

Cala degli Infreschi

Angolo paradisiaco di Cala degli Infreschi in Cilento
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L’acqua turchese e l’atmosfera unica di Cala degli Infreschi

Un’insenatura perfetta, nascosta tra le pieghe frastagliate di una costa selvaggia. Cala degli infreschi ha un’anima antica che la rende agli occhi di chi guarda un anfiteatro naturale dove lo scorrere del tempo smette di esistere. È raggiungibile solo a piedi o via mare e, per questo motivo, è fuori dalle rotte del turismo di massa, mantenendo fede a quella promessa antica di un riparo sicuro per viandanti del mare e pescatori. Qui, la roccia fa un tuffo carpiato in un mare trasparente che cambia sfumatura a ogni ora del giorno passando da un verde smeraldo al blu profondo e riempiendo di meraviglia gli occhi di chi guarda. La sua distanza da tutto e da tutti, protetta come una gemma preziosa all’interno dell’Area Marina Protetta degli Infreschi, è un luogo dalla bellezza assoluta. Se hai intenzione di visitarla, ecco alcune informazioni utili:

  • Come raggiungere la Cala degli Infreschi: a piedi, con un trekking di circa 2 ore, lungo il “Sentiero degli Infreschi”, che inizia da Lentiscelle. Oppure in barca partendo da Marina di Camerota.
  • Presenza di servizi: nessuno, la spiaggia è completamente libera e non attrezzata. Tuttavia, alcuni tour in barca mettono a disposizione un rinfresco a bordo.
  • Consigli:non avendo servizi a disposizione è fondamentale che porti con te acqua, ombra e cibo. Se decidi di raggiungerla con il trekking di due ore, evita le ore più calde e indossa calzature adatte. Non dimenticare maschera e boccaglio e, infine, resta fino al tramonto; è in questo momento della giornata che Cala degli Infreschi si mostra in tutto il suo splendore.

Cala Fortuna

Un nome, un programma. Cala Fortuna, non ha fretta di farsi scoprire ed è per questo che non la vedi sulle mappe e non ci sono cartelli che ne segnalano la presenza. Chi riesce a trovarla è davvero fortunato perché verrà folgorato da un luogo dalla bellezza sublime: una conca di sabbia e ciottoli incastonata come un diamante nella scogliera. Se ami il mare, sei nel posto giusto: qui è profondo, denso, disarmante protetto da pareti rocciose che si pongono come scudo dal vento e dal rumore. È una delle calette meno battute tra Marina di Camerota e Cala degli Infreschi ed è proprio per questo che conserva un’aura intima, quasi segreta.  Non c’è nulla da fare qui, se non fermarsi e ammirare. Ecco alcune informazioni utili su Cala Fortuna, una delle spiagge meno conosciute nel Cilento.

  • Come raggiungere Cala Fortuna: puoi arrivarci a piedi con una deviazione lungo il “Sentiero degli Infreschi”, oppure via mare in kayak o imbarcazione.
  • Presenza di Servizi: nessuno, la spiaggia è completamente libera e non attrezzata. Tuttavia, alcuni tour in barca mettono a disposizione un rinfresco a bordo.
  • Consigli: porta con te acqua, cibo e ombra per poter far fronte al caldo delle giornate estive. Meglio raggiungerla già nelle prime ore del giorno e, fondamentale, porta con te maschera e scarpette; i fondali sono rocciosi e fanno da casa a un mondo pieno di meraviglie.

Spiaggia di Marina di Pisciotta

La Spiaggia Marina di Pisciotta vista dall'alto
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Lo spettacolo mozzafiato della Spiaggia Marina di Pisciotta in Cilento

Appena sotto il borgo senza tempo di Pisciotta, si svela ai viaggiatori più curiosi una spiaggia incontaminata che indossa l’abito della semplicità. Ciottoli chiari, un mare limpido e trasparente e una fauna marina che fa invidia alle favole degli abissi: proprio qui potrai vedere le famose meneche, pesciolini azzurri che fanno da simbolo al luogo. Questa spiaggia non è per chi cerca il comfort di lettini e ombrelloni, ma è una spiaggia per chi cerca l’autenticità delle piccole cose; per chi, quando pensa all’anima del mediterraneo, pensa a barchette di legno scrostate, profumo di sardine grigliate e il rumore dei remi sul molo. Basta spingersi oltre il piccolo porto per trovare calette quasi sempre deserte dove potersi estraniare dal mondo e ascoltare il ritmo del mare e del tuo cuore. Ecco quello che devi sapere sulla Spiaggia di Marina di Pisciotta:

  • Come raggiungere la Spiaggia di Marina di Pisciotta: partendo dal piccolo borgo devi seguire il lungomare direzione sud. Superato il porto potrai trovare la zona più solitaria e selvaggia.
  • Presenza di servizi: nelle calette dopo il porto non ci sono servizi. Tuttavia, puoi trovare alcuni bar e ristoranti nella zona del porto.
  • Consigli: porta con te acqua e ombra; se hai intenzione di sdraiarti, ti consigliamo un telo mare spesso per attutire l’impatto con i ciottoli.

Baia di Ascea (verso Punta del Telegrafo)

La Baia di Ascea è considerata una delle spiagge più belle del Cilento. Così lunga e ampia, accoglie nella sua parte centrale turisti e famiglie offrendo loro stabilimenti perfettamente attrezzati. Ti starai chiedendo, quindi, perché l’abbiamo inserita nella lista delle spiagge meno conosciute del Cilento. La risposta è semplice: basta camminare verso sud, lasciandosi alle spalle il rumore del turismo di massa, per scoprire un lato della baia selvaggio e incontaminato. Il paesaggio, man mano che ci si sposta verso Punta del Telegrafo, diventa più solitario e intimo: la spiaggia si restringe, come a porre una barriera naturale ai visitatori, e l’atmosfera si più calma e serena, con un mare placido e fondali bassi che variano tra sabbia e roccia. Questo tratto della baia di Ascea è perfetto per chi cerca la solitudine anche in pieno agosto. Di seguito, alcune informazioni utili per capire meglio questa splendida lingua di terra.

  • Come raggiungere la Baia di Ascea: fino ad adesso ti abbiamo raccontato di spiagge che si raggiungono a piedi o via mare. Questa, invece, è facilissima da raggiungere; puoi partire a piedi dalla spiaggia principale di Ascea Marina e camminare verso sud lungo la riva.
  • Presenza di servizi: non sono presenti servizi in questa zona più remota ma puoi trovarne tanti nella parte iniziale della spiaggia.
  • Consigli: la zona è molto esposta al sole, quindi attrezzati per affrontare al meglio il caldo con acqua, ombra, occhiali, cappello e crema solare.

Spiaggetta del Pozzillo

Proseguiamo il nostro tour delle spiagge meno conosciute del Cilento, con questo piccolo angolo invisibile e lontano dagli occhi delle folle. La strada che si snoda tra Pioppi e Acciaroli è una delle più scenografiche del Cilento e, forse, dell’Italia in generale. Tuttavia, non molti sanno che proprio sotto i suoi tornanti suggestivi e panoramici si nasconde una piccolissima baia, la Spiaggetta del Pozzillo, trascurata dalla maggior parte dei viaggiatori in quanto non visibile dalla strada. Raggiungerla non è semplicissimo, dovrai armarti di una buona dose di curiosità e audacia per affrontare il sentiero stretto e scosceso che porta alla piccola calle. Faticoso? Certo, ma il traguardo ti lascerà con il fiato sospeso: alla vista ti si aprirà una piccola mezzaluna di ciottoli chiari, acqua trasparente come il cristallo e una quiete che avvolge tutto. Questo è uno di quei classici posti in cui, se ci arrivi, senti davvero di aver scoperto qualcosa di unico.

  • Come raggiungere la Spiaggetta del Pozzillo: trova un varco nella vegetazione lungo la strada tra Pioppi e Acciaroli dove si apre un sentiero che scende verso il mare, quella è la strada giusta. Ovviamente, ci puoi arrivare anche in barca.
  • Presenza di servizi: come avrai intuito, qui non c’è alcun tipo di servizio. La spiaggia è totalmente libera.
  • Consigli: tassative le scarpe chiuse per la discesa e uno zaino leggero. Inoltre, è fondamentale che porti con te acqua, ombra e cibo.

Spiaggia della Molara

Scario è una Cilento diversa, alternativa, dove le montagne corrono ripide verso il mare e dove la costa è frastagliata e punteggiata da anfratti e minuscoli approdi. Ed è proprio in una di queste piccole insenature che si nasconde la Spiaggia della Molara, raggiungibile solo ed esclusivamente via mare e, per questo motivo, perfettamente protetta dal tempo e dalla folla. Se sei un’anima solitaria, questa spiaggia fa per te: una lingua di ghiaia bianca lambita da acque così turchesi da sembrare appartenenti al Mar dei Caraibi e circondata da pareti rocciose che restituiscono una natura selvaggia e incontaminata. Niente barche, niente bambini che costruiscono castelli, niente persone che rispondo al cellulare urlando al mondo i fatti propri. Solo silenzio, e la sensazione che tutto, per un attimo, sia perfettamente al suo posto. Conosciamo meglio la Spiaggia della Molara con qualche informazione che potresti trovare utile qualora decidessi di esplorarla:

  • Come raggiungere la Spiaggia della Molara: puoi arrivare alla spiaggia solo ed esclusivamente via mare con un’escursione in barca privata o con un tour organizzato che parte dal porto di Scario.
  • Presenza di servizi: nessuno, la spiaggia è completamente libera e non attrezzata.
  • Consigli: opta per un’imbarcazione di piccole dimensioni o scegli un’escursione in kayak per poterti fermare sulla spiaggia. Inoltre, è una zona protetta, quindi non tutte le escursioni collettive fanno scendere i visitatori, informati sulla soluzione giusta. Infine, il sole su questa baia batte forte, attrezzati di conseguenza.

Spiaggia dei Gabbiani

Ecco una spiaggia davvero difficile da raggiungere e, dunque, completamente priva di orde di visitatori che rovinano l’atmosfera con schiamazzi e bastoni per i selfie. Tra le falesie che si tuffano nel mare tra Scario e Marina di Camerota, c’è una caletta silenziosa e lontana dal mondo dove i gabbiani nidificano indisturbati e dove l’essere umano è ospite. La spiaggia dei Gabbiani è uno di quei luoghi che si ammirano con il naso all’insù; una poesia verticale fatta di rocce altissime, verde lussureggiante e acque cristalline, con una piccola lingua di terra che si apre all’improvviso facendo perdere un battito a chi la vede per la primissima volta. È il posto perfetto per chi vuole fare snorkeling senza urti, per chi vuole restare in acqua mezz’ora a guardare il cielo e sentire solo il battito delle ali. Ecco alcune info pratiche:

  • Come raggiungere la Spiaggia dei Gabbiani: puoi arrivare alla spiaggia solo ed esclusivamente via mare con un’escursione in barca privata o con un tour organizzato che parte dal porto di Scario.
  • Presenza di servizi: non ci sono servizi, la spiaggia è completamente libera e non attrezzata.
  • Consigli: per apprezzarne appieno l’essenza, scegli un tour organizzato che preveda la discesa e la sosta sulla spiaggia. Porta acqua e qualcosa da mangiare e non dimenticarti la maschera; i fondali sono limpidi e ricchi di pesci da ammirare.

La spiaggia di San Francesco

Appena sotto il promontorio su cui troneggia il convento di San Francesco, ad Agropoli, si cela una piccola spiaggetta silenziosa e raccolta, a tratti devota. La sabbia si alterna agli scogli, l’acqua è placida e trasparente e il profilo del convento veglia sulla spiaggia come un padre anziano e saggio. Non sorprende che l’aura che avvolge questo luogo trasudi un fascino spirituale, regalando una sensazione di quiete difficilmente replicabile in altre spiagge. La sua posizione è tattica, si trova a due passi dal centro ma è nascosta da una grande scogliera che la rende il luogo perfetto dove trovare un po’ di pace dalla vivacità che sconvolge queste zone, soprattutto nel mese di agosto. Ecco cosa devi sapere sulla Spiaggia di San Francesco:

  • Come raggiungere la Spiaggia di San Francesco: puoi arrivaci tranquillamente a piedi dal centro storico, scendendo dal belvedere del convento di San Francesco. Comoda e accessibile.
  • Presenza di servizi: nella spiaggia non ci sono servizi, ma il centro è a pochi passi e qui puoi trovare bar e ristornati.
  • Consigli: la Spiaggia di San Francesco resta all’ombra fino a tardi, quindi è una soluzione perfetta per trascorrere del tempo al mare anche nelle ore più calde.

Bonus: due spiagge segrete per gli amanti del trekking

Abbiamo scelto di includere nella lista delle spiagge meno conosciute del Cilento anche un piccolo bonus dedicato solo ai grandi amanti e praticanti del trekking. Sono due spiagge, una più bella dell’altra, che non si fanno trovare facilmente e che si svelano solo a chi non ha paura di sudare un po’, di perdersi nella vegetazione, di ascoltare il respiro del sentiero prima di quello del mare. Cala del Cefalo e la Spiaggia di Marcellino sono un vero e proprio viaggio nel viaggio e, se deciderai di conquistarle, ti accorgerai presto che, alla fine, saranno loro a conquistare te.

Cala del Cefalo

Tra Marina di Camerota e Palinuro, c’è una piccola spiaggia che si fa desiderare: Cala del Cefalo. Per raggiungerla devi camminare per un sentiero escursionistico che dura circa 40 minuti, ma sarà un vero viaggio fatto di profumo di mirto, sapore di mare, suoni di cicale a tutto volume e scorci di acqua cristallina che appaiono a tratti in qualche varco nella vegetazione. E dopo aver camminato – e sudato – ci sei: una baia silenziosa di sabbia scura incastonata tra rocce verticali e pini marittimi. Il tutto avvolto da un silenzio mistico che ti inviterà alla riflessione.

  • Come raggiungere Cala del Cefalo: devi imboccare il sentiero escursionistico che ti porta alla spiaggia partendo o da Marina di Camerota o da Cala del Porto Infreschi.
  • Presenza di servizi: assolutamente nessun tipo di servizio o di attrezzatura, è tutto completamente libero e incontaminato.
  • Consigli: il primo consiglio è quello di non perderti quest’esperienza, Cala del Cefalo è una delle baie più belle di tutto il Cilento. Poi, indossa scarpe da trekking e porta con te acqua abbondante e protezione solare. Meglio approcciarsi al sentiero nelle ore meno calde della giornata.

Spiaggia di Marcellino

La Spiaggia di Marcellino è la nostra seconda perla per gli amanti del trekking. Un luogo creato da madre natura per chi sceglie di perdersi per ritrovarsi. Protetta dalla montagna e incastonata in una delle zone più intatte del Parco del Cilento, questa spiaggia è una vera e propria esperienza che inizia con un passo davanti all’altro. Con un trekking di 40 minuti, in un sentiero che si apre tra rocce e ginestre, arriverai a un piccolo lembo di terra, quasi sempre deserto, fatto di ghiaia fine, mare blu cobalto e pareti di un verde con pochi eguali che abbracciano la spiaggia in un silenzio magico. Non vuoi perdertela? Ecco alcune informazioni utili:

  • Come raggiungere la Spiaggia di Marcellino: per arrivare alla spiaggia dovrai imboccare il sentiero escursionistico che parte da località Roccagloriosa o Bosco e camminare nella vegetazione per circa 40 minuti.
  • Presenza di servizi: ovviamente, come per tutte le sue sorelle, la Spiaggia di Marcellino non dispone di alcun servizio.
  • Consigli: tassative le scarpe da trekking e porta con te acqua e cibo per mantenere l’equilibrio energetico. Ultimo consiglio, parti presto e rimani lì il più a lungo possibile, tornerai completamente cambiato.

Ormai lo avrai capito, le spiagge meno conosciute del Cilento non le trovi facilmente sulle mappe: sono luoghi da scoprire con calma, da vivere a pieni sensi e, soprattutto, da raccontare a pochi eletti. Alcune si raggiungono solo attraverso sentieri impervi, altre sono più accessibili ma comunque fuori dalle rotte del turismo vacanziero di massa. In questi luoghi, non troverai stabilimenti attrezzati, musica al tramonto o file di ombrelloni, ma il silenzio di una natura che non chiede niente, se non di essere rispettata. Quel che è certo è che una volta scoperte ti lasceranno un segno indelebile nel cuore, perché il vero viaggio è quello che si compie tra un passo e l’altro, tra un sospiro e un battito, tra una caletta nascosta e il silenzio assordante del mare. Il Cilento più incredibile ti aspetta, ma solo se sai dove – e soprattutto come – cercarlo.

Sospese tra cielo e mare: ecco le isole italiane più belle

26 juin 2025 à 15:25

Quando pensiamo ai paradisi terrestri, ci proiettiamo sempre in luoghi lontani ed esotici, senza renderci conto che non serve prendere un volo intercontinentale per perderci in un’isola da sogno. Basta guardare una mappa dell’Italia per scoprire che il nostro Paese conta più di 800 isole. Alcune celebri, altre quasi segrete, ma tutte capaci di regalarci quella pausa dal mondo che bramiamo ogni volta che pensiamo alla parola “vacanza”. Sono lì, tra Tirreno, Adriatico e Mediterraneo, e sono pronte a sorprenderti più di qualsiasi altra meta esotica. La dolce vita che si percepisce a Capri, il fascino mistico delle Isole Eolie, il carattere travolgente di Favignana; ogni isola ha la sua voce e va ascoltata, assaporata… lasciandosi guidare dal vento e da un ritmo che batte al tempo di una vita lenta e rilassata. In questo articolo ti portiamo a scoprire le più belle, una selezione precisa delle isole più sorprendenti da visitare in estate per dimenticarsi della vita di tutti i giorni, dell’orologio, e persino del telefono. Ecco le isole d’Italia da non perdere assolutamente.

Favignana

la splendida Favignana in Sicilia
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I colori mozzafiato che puoi trovare all’Isola di Favignana in Sicilia

Iniziamo la nostra selezione da un’isola che, appena ci metti piede, ti disarma con la sua bellezza semplice. Una farfalla adagiata sul mediterraneo tra la Sicilia e l’Africa. È l’isola più grande delle Egadi e si trova solo a mezz’ora di aliscafo da Trapani. Nonostante la sua vicinanza alla terraferma è un’isola lontanissima dal trambusto del mondo. Leggera, ariosa, senza fronzoli e senza fretta è un luogo magico dove trascorrere le proprie vacanze e dove il tempo sembra essere fermo a un’epoca che non conosciamo, con i muretti a secco, le biciclette sgangherate e i panni stesi al sole. Il mare? Un capitolo a parte. Acque cristalline, reminiscenti delle acque caraibiche, con scogliere che sembrano scolpite dalle mani di un maestro. Tra le spiagge e baie più belle troviamo:

  • Cala Rossa: con le sue scogliere a picco sul mare, è considerata tra le baie più belle di tutta Italia.
  • Cala Azzurra: acque calme e cristalline, l’ideale per nuotare e rilassarsi nel silenzio più totale.
  • Bue Marino: selvaggia e suggestiva, è circondata da antiche cave di tufo. Qui il mare è profondo e potente.
  • Lido Burrone: l’unica spiaggia sabbiosa di tutta l’isola, perfetta per chi vuole il massimo del relax dalla sua vacanza al mare.

Quest’isola, tra le più belle d’Italia, non è solo mare, è anche memoria storica. Potrai visitare l’ex stabilimento Florio per scoprire la storia di un’isola legata in modo indissolubile alla tonnara e al mare come concetto di lavoro e fatica. Abbiamo scelto di inserirla in questa selezione perché Favignana è un’isola che non si concede a tutti allo stesso modo: va esplorata e va capita. Perfetta per chi cerca un’estate fuori dalle rotte affollate.

Lipari

Restiamo nella rigogliosa Sicilia ma questa volta ci spostiamo nell’arcipelago delle Isole Eolie presentandoti Lipari: cuore pulsante di questo gruppo di isole. È la più grande tra tutte ed è anche la più viva e la più abitata. Immersa in un mosaico tinta blu mare e rosso lava, non appena arriverai al suo porto ti troverai accolto da casette colorate che si riflettono sull’acqua, storie antiche e sorrisi sinceri che ti regaleranno la sensazione di essere nel posto giusto. La sua anima è vulcanica e ne sono la prova le sue scogliere di ossidiana nera, le cave di pomice e i sentieri che ti conducono a punti panoramici sull’intero arcipelago. Lipari e la base più comoda per chi vuole esplorare le Eolie avendo tutto a portata di mano: ristorantini, bar, spiagge e gite in barca. Tra le sue spiagge e cale più iconiche troviamo:

  • Spiaggia di Canneto: la più gettonata, con ciottoli bianchi e un mare limpidissimo, è la più facile da raggiungere.
  • Spiaggia Bianca: situata ai piedi delle antiche cave di pomice, offre un mare così cristallino da sembrare quasi un mare tropicale, con un fondale così bianco che l’acqua sembra uno specchio di luce liquida.
  • Papesca: più appartata e intima, è una piccola lingua di ciottoli lambita da acque estremamente turchesi.
  • Valle Muria: perfetta per chi ama le spiagge raggiungibili solo attraverso piccoli trekking, questa lingua di terra si apre dopo una camminata tra la vegetazione mediterranea e offre sabbia scura e un mare selvaggio.

Lipari andava assolutamente inserita in questa lista perché è la porta d’accesso migliore per scoprire l’anima delle Isole Eolie e esplorare le sue isole minori come Vulcano, Salina, Stromboli e Panarea.

Salina

L'isola di Salina, Eolie, vista da lontano
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Il dolce saliscendi della splendida Salina, Isole Eolie

Non lasciamo ancora le Eolie per scoprire Salina: l’isola verde che profuma di capperi e di silenzi. Più appartata e intima di Lipari e di tutte le sue sorelle eoliane, Salina è il luogo ideale per chi vuole ritrovare sé stesso. Le gobbe dei suoi due antichi vulcani sono ricoperte di vigneti, uliveti e fichi d’india rendendola l’isola più verde tra tutte. Lontana dagli eccessi del turismo, è l’isola del tempo dilatato dove potrai lasciarti cullare dal suo mare blu, scoprire i suoi piccoli borghi e passeggiare al tramonto immerso nel silenzio più totale. Tra le sue perle troviamo:

  • Spiaggia di Pollara: una delle più iconiche delle Isole Eolie, scavata in un antico cratere e celebre per il film “Il Postino”. I tramonti visti da qui sono tutta un’altra storia.
  • Scario: baia piccolina e dai ciottoli scuri accessibile solo a piedi o in barca e perfetta per chi ama infilarsi maschera e boccaglio e scoprire le meraviglie del mondo marino.
  • Lingua: una spiaggia lunga e ventosa che si apre alla vista sulla splendida Lipari e che offre un lungomare coccolo e delizioso.
  • Punta Barone: una zona rocciosa con piattaforme naturali da cui tuffarsi nel mare più blu cobalto che hai mai visto.

Merita di essere in questa selezione delle isole in Italia più belle dove trascorrere le proprie vacanze perché è il giusto mix tra bellezza naturale, silenzi raccolti e accoglienza sincera. Il luogo perfetto per chi vuole sentirsi più vicino alla terra e al mare.

Capri

Vista su Capri in un giorno d'estate
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L’atmosfera da dolce vita che si respira solo a Capri

Cambiamo regione e voliamo in Campania, su un’isola il cui nome incanta prima ancora di metterci piede: Capri. Iconica, italianissima e celebre in tutto il mondo, già dal traghetto si capisce, appena vedendola, che non siamo di fronte a un’isola qualsiasi ma a un luogo dalla bellezza sconcertante e dal fascino senza tempo. Ma non è solo la sua allure internazionale a renderla unica tra le isole d’Italia, ma è quell’indole tutta sua di sorprendere senza mai perdere un punto di eleganza. Passeggiare tra i vicoletti di Anacapri, navigare sotto i celebri Faraglioni, attraversare i Giardini di Augusto o esplorare il vuoto dal Belvedere di Tragara, sono tutte esperienze che lasceranno un segno indelebile nel tuo cuore. Ma Capri non è solo un teatro a cielo aperto, è anche natura selvaggia fatta di sentieri scoscesi, fondali trasparenti e magnifiche cale e spiagge, tra le quali meritano una menzione d’onore:

  • Marina Piccola: la più iconica e soleggiata, ai piedi dei faraglioni, incanta tutti con le sue acque calme, un panorama che parla da solo e un’atmosfera da dolce vita.
  • Bagni di Tiberio: raggiungibili a piedi o in barca, mostra il lato storico dell’isola con i suoi resti romani a pochissimi passi dal mare.
  • Grotta Azzurra: non è una spiaggia, ma una vera esperienza. Per visitarla si entra in barca e si ammira in silenzio la sua luce blu e il rumore delle onde che si infrangono sulle sue pareti.
  • Cala del Rio: la più selvaggia e rocciosa è perfetta per chi cerca quiete e immersioni in fondali limpidi.

L’abbiamo scelta perché sarebbe stato un sacrilegio escluderla. È un’isola dalle mille anime: elegante e aspra, snob e spirituale, mondana e mistica. Va visitata almeno una volta nella vita.

Ischia

Restiamo ancora un po’ nel golfo di Napoli per scoprire Ischia. Un’isola rigogliosa e vulcanica, colta e accogliente. È la più grande di tutto il golfo ma, nonostante ciò, riesce a mantenere un’anima raccolta, sincera e autenticamente mediterranea. Ogni angolo dell’isola è una scoperta: Forio con i suoi tramonti mozzafiato, Sant’Angelo con le sue casette tinta pastello, Ischia Ponte con il suo splendido Castello Aragonese. Ma ciò che la rende unica sono il suo verde rigoglioso fatto di limoneti, pinete, e montagne e, soprattutto, la sua acqua: calda, termale e ricca di minerali. Le sue spiagge e baie migliori? Eccole:

  • Spiaggia dei Maronti: la più lunga di tutta l’isola, con sabbia scura e vista mozzafiato su Sant’Angelo.
  • Baia di Sorgeto: una piscina di acqua calda grazie alle sue sorgenti termali che sgorgano direttamente dalle rocce che l’abbracciano.
  • Citara: mare turchese e accesso alle terme, il posto perfetto per chi vuole il massimo del relax.
  • Scarrupata di Barano: raggiungibile solo con una passeggiata a piedi o direttamente dal mare, è la spiaggia più selvaggia e intatta con scogli levigati dal tempo e un mare che toglie il fiato.

Ischia merita una visita perché qui puoi davvero rallentare, curarti, ritrovarti e ricaricarti. Il luogo perfetto per chi vuole un’estate all’insegna del benessere e della bellezza autentica.

Procida

Casette colorate di Procida si riflettono sul mare
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La coloratissima Procida in tutta la sua spettacolare bellezza

Ultima nel Golfo di Napoli, Procida. Un’isola che non ostenta e non abbaglia ma che ti conquista piano piano, man mano che la vivi. È la più piccina dell’arcipelago ma possiede un’identità fuori dal comune. Procida è colore, panni stesi al sole, muri scrostati dal tempo e profumo di limone che invade le sue stradine. È estate, allo stato puro. A Procida si cammina e ci si meraviglia, passo dopo passo. Ti basta ammirare la Marina Corricella, con le sue case tinta pastello che si affacciano sul mare e che sembra uscita da un quadro; o la Terra Murata che domina l’isola dall’alto e custodisce memorie antiche. E poi, le spiagge. Semplici, senza pretese ma con una luce che si riflette sul mare blu creando incredibili scenari. Tra le più belle troviamo:

  • Spiaggia della Chiaia: una spiaggia che si raggiunge con una lunga scalinata e che regala una vista spettacolare e un mare calmo e tranquillo, perfetto per grandi nuotate.
  • Spiaggia di Ciraccio: una lingua di terra lunga con sabbia scura di origine vulcanica e con i suoi suggestivi faraglioni che emergono dall’acqua come divinità marine.
  • Spiaggia della Chiaiolella: vivace, familiare e autentica, offre un punto perfetto per godersi il sole fino a tardi in compagnia del brio del suo vivace porticciolo.
  • Spiaggia del Pozzo Vecchio: una baia intima, raccolta e romantica. Incorniciata da pareti verdi e calata in un silenzio mistico è il luogo perfetto per ritrovare il proprio benessere psicofisico.

Meritava una menzione in questa lista delle isole d’Italia migliori dove trascorrere la tua estate perché, non è solo una meta di viaggio, ma è un luogo d’anima che conquista i cuori di chi cerca autenticità, bellezza indomita e tranquillità.

Isola d’Elba

Il nostro viaggio tra le isole d’Italia continua e questa volta facciamo tappa in Toscana, dove troviamo un’isola dai mille volti: l‘Isola d’Elba. Selvaggia e sofisticata, dove la montagna incontra il mare e dove il passato abbraccia il presente. Prima per grandezza dell’arcipelago toscano e terza d’Italia, l’Elba sorprende per la sua varietà di scenari diversi che le donano un ritmo unico: ciottoli scuri, sabbia dorata, scogli a picco e calette nascoste. Ma anche colline, sentieri e borghetti, l’Elba non è mai banale e, per questo motivo, non smette mai di stupire. Nello stesso giorno puoi passare la mattina a rinfrescarti nelle sue acque, il pomeriggio a fare un trekking tra i castagneti e la sera goderti una cenetta in uno dei suoi deliziosi borghi. Da Portoferraio a Capoliveri, da Marciana Marina a Marina di Campo, ogni luogo ha un carattere unico, tutto da scoprire. Ma la voglia di mare è tanta! Quali sono, quindi, le sue spiagge più belle? Scopriamole insieme:

  • Cavoli: la più iconica, la più amata. Fatta di acque turchesissime e sabbia chiara, l’atmosfera qui pulsa a un ritmo giovanile e travolgente. Perfetta per un tuffo seguito da un aperitivo vista mare.
  • Fetovaia: incastonata in promontori verdi con sabbia dorata fina e un fondale basso, ricorda molto i paesaggi marini dei Caraibi e, per questo, è molto amata.
  • Sansone: ideale per gli amanti del trekking, si raggiunge solo con una passeggiata ma il premio è assicurato. Ciottoli bianchi e un mare così trasparente da ricordare il cristallo. È il rewarding perfetto dopo la fatica dellq passeggiata.
  • Zuccale: deliziosa caletta vicina a Capoliveri, è circondata da un verde lussureggiante e ci puoi arrivare con una breve discesa a piedi.

Vale il viaggio perché è, a mani basse, l’isola della libertà: per come si gira, per la quantità di esperienze diverse che ha da offrire e perché regala un’atmosfera vacanziera in ogni stagione dell’anno.

Isola del Giglio

Restiamo in Toscana per scoprire un’altra isola che sembra esistere fuori dal tempo: l’Isola del Giglio. Seconda per grandezza nell’Arcipelago Toscano, ma prima per impatto emotivo, è un concentrato di natura selvaggia fatta di acque limpide e scorci che rivelano viste uniche solo a chi ha voglia di camminare, perdersi e lasciarsi guidare dal proprio istinto. Dal porto dell’isola si sale verso il suo borgo medievale: Giglio Castello e ci si lascia incantare dalla sua atmosfera medievale a da quel silenzio sospeso tra cielo e mare. In basso, invece, sentieri e passeggiate si snodano silenziosi verso spiagge e calette nascoste che sembrano appena uscite da un favola di mare. E, a proposito di mare, qui le acque sono trasparenti come il cristallo, incorniciate da rocce di granito e da una vegetazione mediterranea lussureggiante. Tra le baie più belle Giglio ci sono:

  • Cala dell’Arenella: piccola e intima, con sabbia fina e dorata e acqua verde smeraldo. È facile da raggiungere ed è amata da chi cerca pace e quiete.
  • Spiaggia delle Cannelle: comoda e a portata di mano, grazie ai suoi fondali gentili e alle sue acque calme è tra le più gettonate dell’isola.
  • Cala del Corvo: il contrario della Spiaggia delle Cannelle, è selvaggia e rocciosa ed è perfetta per chi ama tuffarsi in luoghi e atmosfere da isola deserta.
  • Cala del Campese: una vista mozzafiato sui faraglioni e un’ampiezza tale da ospitare chiunque regalando spazio e privacy.

L’Isola del Giglio è speciale, vera e non addomesticata. La bellezza si conquista camminando e facendo fatica, ed è proprio per questo motivo che l’abbiamo inserita tra le isole d’Italia più belle per la tua estate.

Isola de La Maddalena

Il mare dell'isola de La Maddalena in Sardegna
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L’isola de La Maddalena baciata da un’acqua cristallina

Potevamo non inserire in questa lista la bellissima Sardegna? Certo che no! E quindi eccoci qui con un’isola che non sembra trovarsi in Italia. La Maddalena è l’isola principale di un arcipelago fatto di sette isole e decine di piccoli isolotti sospesi in un mare che cambia colore a ogni ora del giorno. Collegata da un ponte alla più selvaggia Caprera, la Maddalena è un paradiso terrestre fatto di spiagge incontaminate, rocce granitiche plasmate dalle mani del vento, acque che sfumano dal verde al turchese al blu profondo in base al momento della giornata. Ma la Maddalena non è solo questo, ha anche un piccolo centro storico dall’anima gentile, con stradine ordinate, casette delicate e un porto pieno di barche di tutti i tipi. Una pennellata di civiltà in un luogo incontaminato e selvaggio, ti basterà uscire dal paesino per ritrovati nella quiete del Parco Nazionale dell’Arcipelago e scoprirne le sue meraviglie, tra cui:

  • Spiaggia della Bassa Trinità: una delle più gettonate grazie alla sua sabbia chiara e alle acque poco profonde dai riflessi turchesi. Perfetta per tutti, grandi e piccoli.
  • Cala Spalmatore: un’insenatura protetta dal vento, ideale per le famiglie e per chi ama nuotare in tranquillità, cullato dalle onde.
  • Spiaggia del Relitto: questa spiaggia si trova dal lato di Caprera, ed è famosa per i resti di una vecchia nave incagliata a riva.
  • Punta Tegge: perfetta per chi ama tuffarsi, grazie ai suoi scogli granitici lisci che fanno da trampolino sul mare turchese. È amata dai più giovani per l’alta dose di divertimento assicurato.

L’abbiamo scelta perché racchiude l’essenza della bellezza mediterranea, con la sua anima incontaminata ma facilmente accessibile. Questo è il luogo per chi ama il mare vero, commovente e sublime.

Isola di San Pietro

Acqua cristallina della Sardegna con barchetta
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L’acqua turchese che lambisce l’Isola di San Pietro in Sardegna

Ultima delle isole d’Italia più belle dove passare le vacanze estive, sempre in Sardegna. San Pietro è un’isola che sconvolge perché nessuno si aspetterebbe di trovare a largo della costa sarda un luogo così particolare e diverso da tutto il resto. Partiamo, innanzitutto, dalla sua storia: la lingua parlata in quest’isola è il tabarchino, un dialetto ligure antico portato dai coloni di Pegli e della Tunisia. Puoi sentirlo nel centro abitato dell’isola, Carloforte: un borgo marinaro con casette dalle persiane colorate, barchette ormeggiate e un profumo costante di tonno e pesto che aleggiano nell’aria. San Pietro non è pettinata: è un’isola ruvida e sincera, dove le rocce sono sentinelle silenziose e dove la luce ha una nuance tutta sua. È un’isola frastagliata e selvaggia dove il maestrale soffia ruggente plasmando le scogliere che si tuffano a picco nel mare azzurro. Chi viene qui è perché cerca l’autenticità anche nelle cose più piccole. Tra le spiagge o baie più belle dell’isola troviamo:

  • La Bobba:  una delle più accessibili e, quindi, una delle più gettonate. Offre una distesa di sabbia morbida, acque meravigliose e una vista mozzafiato sui faraglioni.
  • Cala Fico: insenatura profonda, indomita e selvaggia, è incastonata in una cornice di scogliere alte ed è perfetta per chi ama nuotare nelle acque più profonde.
  • Spiaggia di Guidi: piccola e riservata, presenta un fondale basso di sabbia chiara, perfetto per chi vuole nuotare in totale tranquillità.
  • La Caletta: scogli rossi, acqua smeraldo e una tranquillità quasi mistica. La Caletta è, forse, la spiaggia più scenografica dell’isola.

Il motivo che ci ha spinti a inserirla in questa lista è perché è autentica e ruvida ma, soprattutto, perché è fuori dalle rotte del turismo di massa restituendo l’opzione ideale per chi desidera un’estate più vera, meno levigata, ma profondamente intensa.

In un’Italia che si racconta principalmente attraverso le sue città, le sue isole restano mondi paralleli, meno frequentati e capaci di restituirti il tempo che stavi cercando. Ce ne sono davvero tante e, se si potesse, andrebbero esplorate tutte, ma forse una sola vita non basterebbe. Con questa guida, abbiamo voluto selezionarne alcune di davvero sorprendenti, per permetterti di trascorrere delle vacanze uniche. Su ognuna di queste isole troverai una parte di te che stavi cercando o che, addirittura, non sapevi di avere.

Viaggio in California: goditi l’estate a La Jolla a San Diego

24 juin 2025 à 18:01

Palme ondeggianti, casette dei bagnini tinta pastello, ragazzi sui pattini e skateboard che sfrecciano al sole. Se c’è un’immagine che racconta la California, è proprio questa. E tra le tante meraviglie di San Diego, ce n’è una che brilla più di tutte: La Jolla. Si pronuncia la Hoya e rappresenta la quintessenza dello stile di vita californiano. Un perfetto equilibrio tra eleganza urbana e natura incontaminata, affacciata su uno dei tratti più spettacolari dell’Oceano Pacifico. Il suo nome, secondo l’ipotesi più diffusa, deriva dallo spagnolo la joya, ovvero il gioiello (e non potrebbe esserci definizione più azzeccata). Tanto che, ancora oggi, gli americani la chiamano affettuosamente Jewel City. In questa guida ti portiamo a scoprire tutto quello che puoi vedere e fare a La Jolla. Metti gli occhiali da sole, la crema solare e un cappellino… si parte!

Cosa vedere a La Jolla, gioiello di San Diego

Questa zona costiera del Nord America è un caleidoscopio di scorci naturali e atmosfere rilassate. Se ami la potenza dell’oceano, sei nel poso giusto: scogliere scolpite, spiagge, riserve naturali e un entroterra che pullula di vita, ogni angolo di questa perla del Pacifico mostra un lato diverso del proprio carattere. Ecco la nostra selezione delle cose da vedere a la Jolla, nel cuore della California.

La Jolla Cove

Partiamo con il pezzo forte di tutta l’area: la Jolla Cove. Una delle baie più iconiche (e quindi fotografate) della California. Incastonata tra falesie alte e dorate e lambita da acque cristalline è un vero spettacolo naturale che toglie il fiato. Una piccola insenatura nella grandiosità dell’Oceano Pacifico capace di restituire una cartolina dal carattere sublime. La Cove è parte del San Diego-La Jolla Underwater Park, una riserva protetta di circa 2.000 acri che si estende sia sopra che sotto il livello del mare, tra le più ricche di biodiversità dell’intera costa californiana. È popolata da banchi di pesci variopinti, razze, tartarughe e leoni marini, diventando un vero e proprio paradiso per gli amanti dello snorkeling e del sub. Inoltre, nella profondità delle sue acque, si estende una rigogliosissima kelp forest, una foresta di alghe fluttuanti che sembra appena uscita da un film Disney. Per chi predilige una permanenza più asciutta, la Cove offre comunque lo spettacolo della natura a portata di lettino: leoni marini che poltriscono sugli scogli, uccelli marini in volo e albe e tramonti che dipingono il cielo di la Jolla sono uno spettacolo che mozza il fiato anche se visto dalla spiaggia. Nonostante possa sembrare una zona impervia vista la noncuranza con cui la fauna marina si mostra al pubblico, in realtà è molto frequentata e, per questo motivo, è attrezzata con sentieri, panchine, punti panoramici e con il servizio di salvataggio che garantisce la sicurezza dei bagnanti. Un consiglio: arriva nel pomeriggio e goditi un tramonto spettacolare sull’oceano.

Leoni marini a La Jolla, California
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Simpatici leoni marini riposano indisturbati sulle scogliere di La Jolla

La Jolla Shore

Dopo la Cove, è il momento di spostarci su un’altra spiaggiamolto più ampia e, per questo motivo, tra le più amate e frequentate della zona. Si trova a nord di la Jolla Cove e si presenta come una lunga distesa di sabbia dorata con un ingresso graduale nell’oceano e con acque calme e poco profonde che la rendono il luogo ideale per famiglie con i bambini, anziani o persone con mobilità limitata. Per queste sue caratteristiche è anche una delle spiagge più gettonate per chi è alla prime armi con la disciplina del surf e con chi vuole frequentare dei corsi prima di buttarsi e tentare di prendere l’onda perfetta. La spiaggia è perfettamente attrezzata con tutte le comodità e i servizi che ti aspetteresti da una delle spiagge dei nostri litorali, con docce, bagni, tavoli, aree erbose e un parcheggio ampio e comodo nelle vicinanze. Se stai viaggiando con i bambini, potresti trovare molto comodo e utile anche il Kellog Park, una grande area giochi per i più piccoli e con aree ombreggiate dove poter rilassarsi e pranzare con calma. Che tu voglia semplicemente riposarti o provare qualche sport adrenalinico, questa spiaggia saprà conquistarti.

Ellen Browning Scripps Park

Se al mare preferisci gli spazi verdi, non temere: ce n’è anche per i tuoi gusti. Appena sopra le scogliere di la Jolla Cove si estende l’Ellen Browning Scripps Park, a detta di molti il parco più bella di tutta San Diego. Complice anche la vista mozzafiato che si aprirà ai tuoi occhi e che ti regalerà tutta la potenza dell’oceano. La posizione sospesa tra cielo e mare offre, infatti, panorami spettacolari sulla costa frastagliata e sulla fauna marina che si muove indisturbata fino all’orizzonte. Questo luogo è perfetto per passeggiate contemplative, pic nic intimi e raccolti e per godersi tutto il piacere che la natura marittima ha da offrire. Il parco – che deve il suo nome a Ellen Browning Scripps, filantropa e figura chiave nella storia culturale e scientifica della California – è perfettamente accessibile e attrezzato e, sopratutto in estate, è teatro di eventi, concerti e matrimoni all’aperto.

The Cave Store e Sunny Jim Cave

Tra le cose da vedere a La Jolla, questa è una delle più particolari ma anche una delle più turistiche. Quello che alla vista sembra essere un semplice negozio di souvenir fronte oceano è, in realtà, una facciata pittoresca che nasconde uno degli angoli più incredibili di tutta la località. Con una scala, infatti, puoi scendere all’interno della Sunny Jim’s Sea Cave, una grotta naturale che – secondo la leggenda – veniva utilizzata dai contrabbandieri in epoca proibizionista. Per raggiungerla dovrai entrare in un tunnel scavato a mano nel 1902 e scendere per circa 145 gradini fino alla piattaforma che si trova nella cavità rocciosa vista oceano. Il nome, curioso tanto quanto l’esistenza di questa grotta, si deve alla forma della sua apertura sul mare che ricorda – sempre secondo le leggende – un personaggio celebre che appariva su alcune scatole di cereali a fine ottocento. Se vuoi cimentarti in questa esperienza unica ecco alcune informazioni che possono servirti:

  • Durata: l’esperienza è self-guided e dura circa 15-20 minuti contando sia la discesa che l’ascesa dei 145 gradini.
  • Orari: il negozio è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alla grotta entro le 16.30.
  • Costo: il biglietto viene 10$ per gli adulti, 7$ per giovani e bambini.
  • Consigli pratici: la grotta è sicura ma può essere umida e scivolosa quindi indossa abiti e calzature comode e ricorda di essere prudente nei movimenti, soprattutto in discesa.

The Children’s Pool e La Jolla Tide Pools

Queste due aree sono tra le più gettonate per chi visita la Jolla in estate. The Children’s Pool – un tempo pensata come area sicura per i più piccini – oggi fa da casa a foche e leoni marini i quali trovano molto rilassanti i suoi scogli a pochi metri dalla riva. Nella stagione riproduttiva, tutta la zona viene protetta per assicurare la nascita dei cuccioli in un ambiente tranquillo e riservato. I visitatori possono comunque ammirare lo spettacolo della natura compiersi ma rispettando gli spazi di questi splendidi animali. Poco oltre The Children’s Pool si trovano le Tide Pools, delle vere piscine naturali che, con la bassa marea, mostrano un mondo marino in miniatura con anemoni colorate e le creature del mare.

Birch Aquarium

A picco su una scogliera vista oceano, il Birch Aquarium è parte della Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego. Questo ambiente protetto è una finestra sul mondo marino della California, con oltre 60 habitat riprodotti e popolati da migliaia di creature marine. Il punto forte di questo aquarium è la vasca forestale di kelp: due piani di acquario ospitano questa magnifica foresta sottomarina dove vivono pesci locali e murene, con sessioni giornaliere di diving e feeding tenute dai biologi. Questa tappa è fondamentale per scoprire l’anima marina della California, ed è ampiamente consigliata nel caso viaggiassi con i bambini per vedere da vicino il mondo sottomarino e insegnare loro l’importanza della biodiversità e il rispetto dei nostri mari. Ecco alcune informazioni utili alla programmazione della tua visita:

  • Orari d’ingresso: il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 ma gli orari di chiusura variano molto da periodo a periodo, ti consigliamo di visitare il sito e scoprire la programmazione giornaliera.
  • Costo del biglietto: il costo per gli adulti è di 34,95$, mentre i minori fino a 13 anni pagano 29,95$.

La Jolla Downtown

Dopo averti portato alla scoperta delle meraviglie naturali e marine di questa splendida località, non ti resta che esplorare l’ultima tappa dell’itinerario sulle cose da vedere a La Jolla, a San Diego: il suo piccolo centro. È tra Girard Avenue e Prospect Street che batte il cuore di questa perla californiana. Tra palme, architetture e meravigliosi scorci sul mare si snoda una promenade punteggiata da caffè sofisticati, giollerie d’alto artigianato, atlier d’arte contemporanee e boutique di design. La passeggiata che ci vuole tra un tuffo in una delle spiagge della baia e un’escursione in qualche grotta marina. Qui il tempo rallenta, puoi concederti il lusso di sfogliare i libri di un bookshop indipendente, degustare un bicchiere di vino californiano in qualche wine bar o provare tutti gli outfit che vuoi in un negozio second-hand o di moda locale. Downtown La Jolla non è solo una meta di shopping ma un’esperienza a tutto tondo: soprattutto al tramonto il quartiere si anima e potrai godere di un’atmosfera vivace, tra luci soffuse, murales colorati e il rumore delle onde in lontananza. Un angolo in cui la California mostra il suo lato più elegante e rilassato.

Cosa fare a La Jolla

Due surfisti si battono il cinque a La Jolla, California
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Il surf è una delle tante attività imperdibili da fare a La Jolla, a San Diego.

Dopo aver elencato cosa vedere a La Jolla, ecco una guida su cosa fare a La Jolla per vivere al massimo tutte le esperienze che questa zona costiera ti può regalare.

  • Snorkeling e sub: come ti abbiamo detto all’inizio, le acque protette di questa riserva naturale sono un vero paradiso per chi ama fare snorkeling e immersioni. Potrai nuotare insieme a pesci colorati e tartarughe, farti rapire il cuore dalla kelp forest e partecipare a tour guidati anche per i principianti dove verrai edotto sulle nozioni base e dove ti verrà offerta l’attrezzatura per immergerti.
  • Ammirare la fauna marina: oltre agli animali che popolano l’oceano, puoi anche osservare altre specie selvatiche come foche e leoni marini, ma anche cormorani, pellicani e gallinelle di mare. Inoltre, tra dicembre e aprile, puoi anche avvistare le balene grigie in migrazione.
  • Kayak nelle grotte marine: il vero fiore all’occhiello de La Jolla Cove sono le sue escursioni in kayak verso le celebri grotte. Con un tour guidato – e tanta voglia di pagaiare – potrai raggiungere le cavità naturali che si possono vedere solo via mare. Un’avventura che toglie il fiato!
  • Shopping: per tutti gli amanti dello shopping, il centro de La Jolla offre negozi, piccole boutique e store indipendenti dove potrai trovare pezzi incredibili di artigianato californiano, perfetti per portare a casa con te un pezzettino di questo luogo incredibile.
  • Passeggiare sul lungomare la sera: se di giorno la Jolla riempie gli occhi di meraviglia, di sera incanta il cuore con il tramonto che sfiora l’oceano. Concediti una passeggiata sul lungomare e ammira i ragazzi che fanno skate, le ragazze sui pattini e qualche artista di strada che si esibisce al ritmo delle onde e dell’estate che va.
  • Prova i piatti tipici californiani: infine, regalati l’esperienza di provare la cucina tipica californiana con una cena vista oceano. I ristoranti sono tantissimi e spesso sono dotati di terrazze sul mare. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ormai lo hai capito, se ti trovi a San Diego in California, non puoi assolutamente perdere l’occasione unica di scoprire questa perla del Pacifico. La Jolla è un vero e proprio dipinto vivente dove natura e tessuto urbano si mescolano in una danza dallo stile unico. Qualsiasi sia la tua attitudine di viaggio (che tu sia un esploratore, un amante della fauna marina, uno sport addicted o un adepto del relax) questa zona non solo saprà soddisfare le tue aspettative ma, addirittura, saprà superarle. Elegante e selvaggia, accogliente e maestosa, La Jolla è un gioiello da vivere in tutte le sue sfaccettature.

Sotto il cielo d’Irlanda: cosa vedere a Dublino in 3 giorni

19 juin 2025 à 16:06
Chiudi gli occhi e ascolta: il tintinnio di due pinte di Guinness che si toccano in un pub a Camden Street, il fruscio di pagine antiche che riecheggiano tra le volte del Trinity College, il rumore di passi sul selciato di Temple Bar bagnato da una lieve pioggia estiva. Hai già capito: sei a Dublino, capitale d’Irlanda.
Una città dal fascino autentico che puoi visitare in tre giorni per coglierne tutta l’essenza: letteraria, storica, mistica. In questa guida trovi l’itinerario completo per scoprire cosa vedere a Dublino in tre giorni!

Giorno 1: nel cuore della Storia di Dublino

Il primo giorno a Dublino sarà all’insegna della storia. Un tuffo nell’anima della città, fatta di libri antichi, vicoli pieni di vita, pietra medievale e narrazioni dal passato. Sarà il giorno in cui la città ti prenderà per mano e ti racconterà le sue storie più belle; tra mito e leggenda, tra sacro e profano.

Tappa 1: Trinity College & Book of Kells

La Long Room del trinity College, Dublino
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La solennità della meravigliosa Long Room al Trinity College di Dublino

L’università più prestigiosa d’Irlanda, nonché una di quelle più celebri d’Europa, apre le sue porte per offrire un momento di quiete solenne dal trambusto della città. Un campus fatto di eleganti palazzi in stile georgiano e vittoriano, piccole piazze squadrate e prati verdi tirati a lucido. Tappa imperdibile del campus è la sua Old Library, l’antica biblioteca risalente al 1732, la quale conserva due incredibili tesori:

  1. Il Book of Kells: capolavoro miniato dell’arte celtica, realizzato nell’800 d.C. su pergamena di vitello da monaci amanuensi. Un’opera fragilissima di incredibile bellezza.
  2. La Long Room: qui il respiro si ferma. Quasi 65 metri di scaffali di legno che fanno da casa a più di 200.000 volumi antichi. Un tempio della conoscenza che profuma di carta antica e di un passato accademico sfarzoso.

Tappa 2: Grafton Street & St. Stephen’s Green

Sei sei un fan di Ed Sheeran sicuramente “Grafton Street” ti suona familiare. La strada più famosa di Dublino viene citata nella sua famosissima “Galway Girl”. È proprio in quest’area che si concentrano il maggior numero di pub, negozi e ristoranti, ma non solo: musicisti, cantautori e mimi allietano le giornate in questo quartiere! Possiamo dirlo, è un luogo che pulsa. Poco più in là si trova il giardino più popolare e amato della città: St. Stephen’s Green, chiamato affettuosamente dai dubliners “the green”. Qui potrai goderti un po’ di quiete all’ombra di qualche albero, osservare i lavoratori in pausa pranzo che si gustano un sandwich, studenti con il naso tra i libri e bambini che ammirano curiosi le anatre che popolano il suo laghetto.

Tappa 3: Temple Bar

Temple Bar a Dublino in Irlanda
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L’iconico quartiere di Temple Bar a Dublino, in Irlanda

Dopo esserti rinfrescato sotto le fronde di un albero di St. Stephen’s Green, è il momento di conoscere il quartiere più iconico di Dublino: Temple Bar. Non confonderti, è vero che c’è l’iconico pub rosso che si chiama The Temple Bar, ma con Temple Bar si intende proprio tutto il quartiere! In questo luogo la Dublino turistica si mischia a quella autentica creando una miscela davvero esplosiva. Ti consigliamo di passeggiare con calma per il distretto e scoprire i suoi murales, le librerie indipendenti, le gallerie d’arte e, perché no, i suoi pub che, soprattutto alla sera, animano il quartiere con tanta musica dal vivo.

Tappa 4: Dublin Castle

Se ami i castelli, le corti e lo stile regency, una visita al Castello di Dublino è d’obbligo. Dall’esterno, la fortezza appare umile e discreta, dovrai varcare la sua soglia per percepire un’Irlanda che ha conosciuto il dominio britannico e che ha rivendicato la sua autonomia. Ogni sala racconta la trasformazione di questa regione da terra occupata a Repubblica indipendente. All’interno del complesso del castello, si trova un altro dei tesori di Dublino: la Chester Beatty Library. Una delle collezioni più celebri al mondo di manoscritti antichi, arte orientale e testi religiosi provenienti da diversi angoli di mondo. Da non perdere!

Tappa 5: Christchurch Cathedral

Ultima tappa di questo primo giorno a Dublino è la Christchurch Cathedral. Fondata nel 1030 dai Vichinghi norvegesi convertiti al cristianesimo e ricostruita a partire dal 1172, è uno degli edifici simbolo della città nonché uno dei più antichi. L’architettura è imponente, il silenzio al suo interno disarmante; ma quello che colpisce di più è la sua cripta, la più grande e antica d’Irlanda. Un labirinto sotterraneo che custodisce segreti e stranezze, come la famosa “mummia del gatto e del topo”, intrappolati insieme in un organo nel XVIII secolo. Concediti, infine, una passeggiata nel suo chiostro al tramonto.

Giorno 2: tra libri, pinte di Guinness e rivoluzioni

Continuiamo a scoprire cosa vedere a Dublino in 3 giorni, con il tour perfetto da dedicare alla seconda giornata nella capitale irlandese. L’itinerario che vi proponiamo attraversa l’anima più combattiva della città: dalle cattedrali gotiche alle biblioteche dimenticate, dal nero intenso della Guinness a una cena nel pub più antico di tutto il Paese. Ognuna di queste tappe ti resterà impressa nel cuore!

Tappa 1: St. Patrick’s Cathedral

Dedicata al santo patrono d’Irlanda, St. Patrick’s è una dichiarazione d’identità. Leggenda vuole che la cattedrale si erga proprio nel punto esatto in cui San Patrizio battezzò i primi cristiani dublinesi. Gotica e maestosa, con una guglia di 43 metri, è un luogo di grandezza storica e raccoglimento spirituale. Tra le tante figure che riposano protette dai suoi muri spessi, troviamo anche Jonathan Swift, il celebre autore de I Viaggi di Gulliver che riposa accanto alla sua amata Stella. Meritano una visita il coro della chiesa e il suo piccolo giardino esterno.

Tappa 2: Marsh’s Library

Se ami i luoghi poco conosciuti dai turisti ma molto amati dai locals, devi assolutamente visitare la Marsh’s Library: la più vecchia biblioteca pubblica d’Irlanda, il cui aspetto è rimasto invariato dal 1707. Una perla nascosta che custodisce libri antichi avvolti da una luce morbida e da un’atmosfera mistica che conquista i cuori di tutti gli amanti della letteratura.

Tappa 3: Guinness Storehouse

Il cancello della Guinness Storehouse di Dublino
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La storica Guinness Storehouse di Dublino, dove nacque l’iconica birra scura

Un pinta di “black stuff” è ciò che ci vuole per dare una rinfrescata a questo pomeriggio irlandese. Scopri la storia di questa birra così iconica nel tempio da cui è nato tutto, la Guinness Storehouse, situata nello storico quartiere di St. James’s Gate. Ogni piano è dedicato a una particolarità della Guinness: i quattro ingredienti di base, la provenienza della materia prima, le pubblicità nel corso della storia. Al terzo piano puoi cimentarti nel rituale perfetto della spillatura e fare una degustazione di Guinness. La mostra culmina al Gravity Bar, una terrazza panoramica a 360° che si affaccia sui tetti in ardesia di Dublino. È, a mani basse, l’attrazione più interessante della città che ti permetterà di scoprire non solo la storia dell’iconica birra irlandese, ma anche la storia dell’Irlanda.

Tappa 4: Cena al The Brazen Head

Per concludere la giornata al meglio, una cenetta al The Brazen Head, il pub più antico d’Irlanda. Le sue origini risalgono al 1198 e, anche se l’edificio attuale è del Settecento, le pietre sembrano custodire ancora voci e storie di secoli fa. Goditi alcuni piatti della tradizione come l’Irish stew fumante, fish & chips croccante, bangers and mash… tutto in compagnia di una pinta di Guinness, ovviamente! In questo pub quasi ogni sera si tiene una session di musica folk dal vivo con chitarre, violini, bodhrán e voci; ed è proprio in luoghi come questi che capisci quanto l’Irlanda sia un paese che non racconta la storia: la canta.

Giorno 3: un caleidoscopio di emozioni

Se ti stai chiedendo se ci sono ancora cose da vedere a Dublino in 3 giorni, sì, eccome. Il terzo giorno sarà un viaggio tra natura e memoria, perfetto per salutare la città con uno sguardo più consapevole e il cuore un po’ più pieno.

Tappa 1: Phoenix Park

Con i suoi 700 ettari, questo parco recintato è uno dei più estesi d’Europa. Noleggia una bici e perditi tra i suoi prati sconfinati, querce centenarie e aiuole curate. Se sei fortunato potresti anche avvistare i protagonisti indiscussi di quest’area verde: i daini in libertà che pascolano tranquilli tra i prati di questo giardino lussureggiante.

Tappa 2: Kilmainham Gaol

Dopo la sosta al parco, prosegui la tua passeggiata verso la Kilmainham Gaol, un ex carcere – oggi museo – simbolo della storia irlandese. Ti consigliamo di visitarlo per scoprire le celle spoglie e i freddi corridoi che hanno ospitato la maggior parte dei leader rivoltosi che hanno combattuto per l’indipendenza d’Irlanda. Il museo espone le lettere scritte a mano, i racconti delle ultime ore di vita dei condannati, le storie d’amore e i sacrifici che hanno dovuto subire in nome della libertà. Impossibile uscirne come si è entrati.

Tappa 3: IMMA (Irish Museum of Modern Art)

Se sei un appassionato di arte moderna ti trovi nel posto giusto per una visita all’IMMA (il museo di arte moderna irlandese) che si trova nell’ex Royal Hospital Kilmainham. Qui potrai ammirare opere di artisti irlandesi e internazionali e assaporare la bellezza di un luogo dove arte e silenzio dialogano in un’armonia perfetta.

Tappa 4: Merrion Square & le porte colorate

Ultima tappa del nostro itinerario su cosa vedere a Dublino in 3 giorni è Merrion Square, una delle piazze georgiane più eleganti della città con facciate simmetriche, finestre ad arco e le famose porte coloratissime che punteggiano gli edifici della piazza. Passeggia in lungo e in largo e prova a immaginare la vita nel XIX secolo, tra carrozze, salotti e caffè letterari. Non è un caso che, proprio qui, visse l’archetipo del dandy per eccellenza: Oscar Wilde. La città lo ha voluto omaggiare con una statua, situata al centro della piazza, che lo ritrae sdraiato su una roccia, con un sorriso beffardo circondato dalle sue citazioni. Una fotografia dissacrante e teatrale che ne cattura l’anima.

Burano: cosa vedere nell’isola più colorata d’Italia

13 juin 2025 à 14:30

Sono davvero pochi i luoghi nel mondo che sembrano uscire dalla tavolozza colorata di un pittore. Burano è decisamente uno di questi. Con la sua aura sospesa, una bellezza ferma a un tempo passato e le sue case coloratissime che si riflettono sui placidi canali che attraversano l’isola, Burano è un microcosmo che ha scelto la dolce anarchia del colore come forma di resistenza all’ordinario. In questa piccola guida, vogliamo portarti a conoscere questa perla incastonata nella laguna di Venezia che stupisce per la sua forza attrattiva. Ecco cosa fare e cosa vedere a Burano.

A tu per tu con l’isola: Burano si racconta

Prima di portarti nel nostro tour dell’isola, vogliamo raccontarti la sua storia. Una storia la cui trama si intreccia alle reti dei suoi pescatori. Si narra che Burano sia stata fondata dagli abitanti di Altino per mettersi in salvo dalle invasioni barbariche che portavano morte e distruzione nell’entroterra. Da qui, l’idea di di cercare un rifugio tra le acque impervie della laguna veneta. Anche sul nome non vi è certezza: secondo alcune testimonianze potrebbe riferirsi o a una delle porte di Altino (la porta Boreana), oppure alla Bora, vento del nord che soffia spesso tra le strette calli dell’isola. Nel tempo, Burano non ha mai subito grandi sconvolgimenti: niente sfarzi, niente opulenza nobiliare, ma un’indole umile e semplice portata avanti con fierezza dai suoi pescatori e dalle sue merlettaie. E forse, proprio grazie a questa resilienza, Burano è riuscita a mantenere la sua straordinaria autenticità, secolo dopo secolo. Passeggiare oggi per le sue calli significa regalarsi un momento di puro benessere, in un luogo dove il tempo è scandito dal rumore dei panni appesi al vento e dalle albe e dai tramonti che aumentano la saturazione dei muri colorati delle sue case. L’eco di una risata di bambini, il suono placido delle acque dei canali che sfiorano le banchine e il profumo di dolci nell’aria. Per apprezzarla, Burano va assaporata nella calma più totale.

Cosa vedere a Burano: ode alla lentezza

Una piazzetta colorata di Burano
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La quiete di un piccola piazzetta di Burano in un giorno d’estate

Dimentica Google Maps, Burano va esplorata seguendo il proprio istinto, perdendosi tra le sue calli e con il cuore disposto alla ricerca delle piccole meraviglie. Ogni angolo può portarti a una piccola piazzetta racchiusa tra casette colorate, o a uno scorcio che si apre sulla laguna veneziana – una delle più affascinanti in Italia. Non aspettarti attrazioni sconvolgenti o grandi monumenti, qui le cose da vedere sono umili, ma ricche di storia e significato e si intrecciano alla quotidianità degli isolani. Un campanile che pende ma resiste, un museo dove il tempo si intreccia in splendidi merletti, una casa che spicca per il suo stile esuberante. Ecco tutto quello che devi assolutamente vedere all’isola di Burano.

Le sue case colorate

Chiunque approdi a Burano non può non essere colpito dalla sinfonia di colori con il quale viene accolto. Ogni casa dell’isola, infatti, è dipinta con una tonalità diversa: azzurro puffo, giallo limone, rosa BigBubble, verde menta. Nessuna si ripete, nessuna rompe il ritmo della tavolozza. È un’orchestra perfettamente arrangiata che ti catapulta direttamente all’interno di un film di Wes Anderson o in un quadro di Kandinsky. È un vero e proprio caleidoscopio che trasmette una serenità con pochi eguali al mondo. Ma come mai questa scelta di utilizzare intonaci colorati per le case di Burano? La domanda è più che lecita. Leggenda vuole che siano stati i pescatori dell’isola a scegliere tonalità sgargianti e tutte diverse per poter riconoscere facilmente la propria abitazione anche con la coltre di nebbia fitta che si appoggia sulla laguna nei mesi invernali. Che sia questa l’origine dietro la scelta dei colori non è certo, quel che è certo è che poi nel tempo è diventata una vera e propria norma comunale. Chi vuole ridipingere casa, infatti, deve chiedere un’autorizzazione ufficiale al comune il quale indicherà i colori disponibili per quella specifica abitazione. Una regola assurda, forse, ma che ne tutela l’aspetto onirico che tanto amiamo.

La casa di Bepi

Tra le case già straordinarie di Burano, ce n’è una che spicca ancora di più, sfidando ogni aspettativa: la Casa di Bepi Suà. Questa abitazione, infatti, non è semplicemente colorata, ma è decorata con figure geometriche, simboli, righe, stelle di colori diversi. È un vero e proprio mosaico degno di un libro per bambini. Il suo proprietario era Giuseppe Toselli, detto “Bepi Suà” (Bepi della caramella – devi sapere che, anche in epoca moderna, a Burano, ci sono pochi cognomi ma molto diffusi; pertanto qui come in altri luoghi del Veneto, vengono affibbiati i “detti”: dei soprannomi aggiunti al cognome per distinguere i diversi rami familiari), ed era un venditore di dolciumi con una piccola bottega nella piazza principale di Burano. Dopo il pensionamento, si dedicò alla decorazione della sua casa, ritoccandola costantemente. Oggi, un passaggio di fronte a questi muri è d’obbligo, anche solo per ammirare un esempio di arte nell’arte.

Piazza Galuppi

Il cuore pulsante di Burano è la sua piazza principale – di fatto l’unica vera piazza dell’isola-: Piazza Baldassarre Galuppi. Il nome si deve a un compositore settecentesco che nacque proprio qui a Burano, conosciuto anche come il Buranello. Un tempo, al posto della piazza, sorgeva un canale ma questo venne interrato per poter creare un punto di aggregazione per tutti gli isolani. Oggi, il monumento in bronzo di Galuppi sorveglia la piazza, frequentata da vivaci bambini che giocano, visitatori curiosi e gatti che sonnecchiano all’ombra del campanile storto della chiesa di San Martino.

La Chiesa di San Martino e il campanile storto

A proposito della Chiesa di San Martino e del suo campanile, devi sapere che questa chiesa semplice e a navata singola, custodisce un’opera d’arte davvero preziosa: una “Crocifissione” del Tiepolo, un’opera meravigliosa che colpisce per la maestria del pittore nel dosare la luce. Tuttavia, il vero protagonista di questa chiesa è il suo campanile storto. Con una pendenza di circa 1,8 metri, è diventato simbolo distintivo dell’isola.

Il museo del merletto

Burano è anche tradizione e memoria custodite in un gesto tanto semplice quanto straordinario: quello del merletto ad ago, tramandato tra generazioni. È una bellissima forma d’arte, che trova origine nel XVI secolo, quando le merlettaie di Burano divennero famose in tutta Europa per le opere straordinarie e la loro maestria. L’isola è molto attaccata a questa tradizione e ne ha voluto celebrare la grandezza con un museo dedicato: il Museo del Merletto, che si trova in Piazza Galuppi. Aperto nel 1981, ha sede negli spazi della storica Scuola dei Merletti di Burano, fondata nel 1872 dalla contessa Andriana Marcello per recuperare e rilanciare una tradizione secolare che rischiava di essere perduta. Oggi il museo espone centinaia di pezzi antichi e moderni, gli strumenti d’epoca utilizzati per creare i merletti e racconta le storie delle maestre merlettaie. Non solo, se hai un po’ di fortuna, potrai anche vedere le tecniche delle merlettaie all’opera le quali, soprattutto al mattino, si trovano nel museo per dare vita a incredibili pezzi. Se stai visitando Burano, questa tappa è imprescindibile per conoscere uno degli aspetti più caratteristici di quest’isola. Per pianificare la tua visita al meglio, ecco alcune informazioni utili:

  • Orari di visita: Il museo è aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10:00 alle 16:00, con ultimo ingresso consentito alle 15:30. Le operazioni di chiusura iniziano circa 20 minuti prima dell’orario indicato, quindi è consigliabile arrivare con un po’ di anticipo per godersi la visita con calma. Durante i mesi estivi (dal 1° maggio al 30 settembre) regala un’opportunità in più: ogni venerdì e sabato resta aperto fino alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:30, per chi vuole scoprire l’arte del merletto nelle ore più dorate della giornata.
  • Costo del biglietto: il prezzo del biglietto d’ingresso al museo varia in base alla categoria. L’ingresso singolo adulto viene 5 euro mentre famiglie, over 65, giovani e studenti pagano 3,50.

Cosa fare a Burano: le esperienze da non perdere

Mani di una merlettaia di Burano che lavorano con ago e filo
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L’antica arte del merletto tramandata di generazione in generazione a Burano

È vero, Burano riempie di meraviglia gli occhi di chi guarda. Ma non è solo un luogo da vedere, è un luogo da vivere appieno, scoprendolo un passo alla volta e concedendosi il lusso della lentezza. Tra una casa colorata e placido canale, ci sono alcune esperienze che devi provare per poter dire di aver davvero vissuto l’isola. Ecco cosa fare a Burano, per portarti a casa con te un pezzettino della sua anima.

  • Assistere a una dimostrazione di merletto: come ti abbiamo già raccontato, il merletto a Burano è una vera e propria istituzione. Non perderti l’occasione di assistere in prima persona al lavoro di una merlettaia. Se non riesci a vederle all’opera al Museo del Merletto, prova a entrare in qualche bottega sull’isola. Spesso, oltre a chi vende i merletti, c’è anche chi li crea. Lasciati incantare da un gesto che racconta storie di donne, tradizioni e artigianato locale.
  • Assaggiare i tipici dolcetti di Burano: non lasciare l’isola senza aver provato un bussolà (o buranello); un biscotto della tradizione a forma di ciambella che profuma di burro, vaniglia e un tocco di limone. Leggenda vuole che venissero preparati dalle famiglie per i marinai che andavano per mare. Oggi li puoi trovare in qualsiasi pasticceria di Burano.
  • Fermarsi a contemplare il tempo sospeso: al giorno d’oggi è difficile concedersi un momento di pura stasi. Ma a Burano, la lentezza, è uno stile di vita. Goditi il momento, siediti in silenzio su una panchina e ascolta il rumore dell’acqua sulle banchine, il fruscio dei panni stesi al vento e il suono delle cicale che riposano sulle fronde degli alberi. Il benessere è assicurato.
  • Il mercato del Pesce: rumoroso, disordinato, senza fronzoli. Il piccolo mercato del pesce è un inno all’autenticità. Attivo soprattutto al mattino, ti offre l’opportunità di vedere uno spaccato di vita vera dell’isola. I pescatori arrivano presto con il pescato fresco raccolto in laguna: cefali, anguille, go’ e, nelle stagioni giuste, le preziosissime moeche. Passeggia tra i suoi banchi e lasciati ammaliare dalla musicalità del dialetto veneziano che si mescola ai suoni della vita vera.
  • Esplorare Mazzorbo: l’isola di Burano è collegata tramite un piccolo ponte di legno all’isola di Mazzorbo. Ti basterà attraversarlo per scoprire l’anima rurale della laguna. Niente case colorate o musei da esplorare, semplicemente tanto verde tra orti e vigneti. Una chicca da non perdere è l’antica chiesa di Santa Caterina, la più vecchia della laguna ancora esistente. Se hai voglia di scoprire un luogo fuori dai sentieri battuti dai turisti, allora concediti una passeggiata in quest’isola meno inflazionata, più meditativa ma altrettanto magica.
  • Vedere la lavorazione del vetro: anche se la lavorazione del vetro è una tradizione tipica dell’isola di Murano, l’arte del vetro soffiato si aggira anche in qualche piccola bottega di Burano. Uno spettacolo ipnotico che affascina sempre grandi e piccini. Estremamente consigliato se stai viaggiando con la famiglia.

Come raggiungere Burano

L’unico modo per raggiungere Burano è procedere via acqua. Ed è forse proprio questa una delle caratteristiche che regalano a quest’isola un’aura dal fascino sospeso. A meno che tu non sia dotato di un’imbarcazione privata, i modi per raggiungere Burano sono principlamente 2:

  • Partendo da Venezia: con il vaporetto 12, in partenza ogni 30 minuti da Fondamente Nove, puoi arrivare all’isola in circa 45 minuti. Il percorso si snoda attraverso la laguna, offrendoti un’esperienza quasi onirica tra placidi silenzi, isolotti disabitati, canneti e aironi curiosi.
  • Partendo dalla terraferma: in alternativa, puoi raggiungere Punta Sabbioni (punto di partenza ideale se ti trovi al Lido di Jesolo o in zona Cavallino-Treporti). Da qui salpano traghetti e motonavi dirette verso la laguna. La traversata è un po’ più lunga ma pur sempre suggestiva.

Il tragitto offerto dai vaporetti spesso fa più fermate, permettendoti di visitare anche le altre celebri isole della laguna di Venezia: Murano (famosa per la lavorazione del vetro) e Torcello (la più antica tra le isole veneziane). Se ti interessa fare un tour di tutte e tre, prova a contattare qualche tour operator; spesso organizzano tour combinati delle isole. Un consiglio: a Burano dedica almeno mezza giornata intera e, se ami la calma e vuoi evitare gli affollamenti turistici, parti presto alla mattina oppure visitala nel tardo pomeriggio. È in quei momenti, quando l’isola si svuota e le luci si abbassano, che Burano svela il suo volto più autentico.

Viaggio al centro dell’anima di Seattle: il Pike Place Market

4 juin 2025 à 13:04

Seattle: una deliziosa città degli Stati Uniti, sfiorata da una luce tutta sua, che filtra dalla coltre di nubi che sembra aver preso residenza sopra la città. Una luce delicata, dalle sfumature argentee, che si scontra sulle vetrine dei caffè, dei grattacieli e sui rivoli d’acqua che scivolano placidi lungo i marciapiedi. Seattle batte al ritmo di musica grunge, profuma di porticcioli e conquista i suoi visitatori con la sua incredibile presenza scenica, dove il quotidiano si fa spettacolo.

Questa magia raggiunge l’apice della sua meraviglia al Pike Place Market, il cuore pulsante della cittadina dello stato di Washington, dove ogni giorno profumi, sapori, storie e sguardi si mescolano in una danza incessante e ammaliante, capace di attrarre tutti i viaggiatori che vogliono sentire il battito della città. In questa guida, ti portiamo a spasso tra le bancarelle del Pike Place Market di Seattle, il mercato tipico della città.

Seattle Pike Place Market: una storia lunga più di 100 anni

Considerato “l’anima di Seattle”, il Pike Place Market affonda le proprie radici nel 1907, quando i suoi primissimi banchi vennero disposti con timidezza lungo una stradina che si affacciava sula baia di Elliot. Il mercato stava in piedi su un’idea molto semplice: mettere in contatto diretto gli agricoltori e i produttori del luogo con i cittadini, con l’obiettivo di abbattere il Caro Prezzi dell’epoca. Nessuno avrebbe mai immaginato la portata che avrebbe avuto negli anni a venire. Il Pike Place Market è cresciuto insieme alla trama urbana, superando crisi economiche, piani urbanistici devastanti e un referendum che ne minacciò l’esistenza.

Il Pike Place Market oggi

Banchi di frutta fresca del Pike Place Market
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Banchi di frutta fresca esposti al Pike Place Market

Oggi, il mercato è un simbolo di resilienza e rinascita che continua urlare al mondo la sua forte identità e l’autenticità che lo contraddistinguono dai primissimi anni del ‘900 rendendolo uno dei mercati più iconici dell’America del Nord. Se ti stai immaginando un mercato ordinato ed elegante, sei fuori strada: il Pike Place Market è, come quasi tutti i mercati, un binomio unico di disordine e armonia; dove il profumo delicato di fiori si mischia con quello del pesce fresco, e dove le risate dei venditori si confondono con i tentativi di contrattare degli acquirenti.

Il mercato è abitato da più di cinquecento rivenditori – principalmente commercianti, artisti, ristoratori, pescivendoli, coltivatori e artigiani – che puntano a vendere la propria merce incastonati in uno scenario senza eguali che si apre sulla baia e sulle Olympic Mountains. Visitare Seattle e non fare un salto in questo mercato, significa scegliere di scoprire questa città a metà e non entrare nel profondo della sua anima.

Cosa fare e cosa vedere al Pike Place Market

Il Pike Place Market è un luogo che non va semplicemente ammirato, ma va provato, assaporato e vissuto. Bisogna attivare la modalità sensoriale e passeggiare tra i suoi banchi con tutti i 5 sensi accesi, lasciandosi guidare da un profumo, da un gusto, da un suono, da un colore o da un’esperienza tattile. Ecco alcune esperienze da non perdere per vivere appieno l’atmosfera del Pike Place Market.

  • Assistere al celebre “fish toss”: i venditori di pesce fanno letteralmente prendere il volo a merluzzi, salmoni e granchi. Quando qualcuno ordina un determinato pesce, il venditore lo prende e lo lancia prima di incartarlo, una specie di bar-tender acrobatico in versione ittica. Questa peculiarità è una delle attrazioni principali del mercato che attira, ogni giorno, migliaia di occhi curiosi.
  • Visitare il primissimo Starbucks al mondo: abbiamo attirato la tua curiosità? Come biasimarti! Al n.1912 di Pike Place Street si trova il primo negozio Starbucks mai esistito. Aperto il 31 marzo del 1971, era gestito da tre fondatori e vendeva chicchi di caffè tostati e attrezzature per la preparazione dell’iconica bevanda. Preparati ad affrontare un po’ di fila; grazie alla sua nomea è una delle attrazioni più visitate di Seattle e nello specifico del Pike Place Market.
  • Assaporare la cucina locale: il mercato non è solo un luogo dove fare la spesa, ma è anche il posto giusto per gustarsi una pausa pranzo veloce. Passeggia tra le varie bancarelle di street-food e lasciati solleticare il palato da deliziosi panini al granchio, golosissimi formaggi artigianali, calde ciambelle e sfiziosissime clam-chowder; la celebre zuppa di vongole.
  • Scoprire le meraviglie artistiche locali: la zona più bassa del mercato è punteggiata da piccole botteghe artistiche. La miglior occasione per comprare dei souvenir più creativi e meno banali delle solite calamite; gioielli hand-made, fotografie, stampe, oggetti da cartoleria e chi più ne ha più ne metta. Qui puoi trovare il tuo ricordo di questa splendida città degli Stati Uniti.
  • Vedere uno spettacolo al Market Theater: se vuoi dare una svolta alle tue serate americane, ti consigliamo di prendere parte a uno dei tanti spettacoli che popolano l’agenda del Market Theater, il teatro che si trova ai piedi del famossissimo Gum Wall. L’offerta è costituita principalmente da spettacoli comici e improvvisazioni, un ottimo modo per concedersi un momento di leggerezza tra una risata e l’altra. Ti consigliamo di visitare il sito ufficiale del teatro per scoprire cosa andrà in scena nel periodo in cui ti troverai a Seattle.
  • Foto-ricordo davanti al neon “Public Market Center”: tra tutte, è l’insegna più iconica della città. Imponente, rossa e con quel fascino retrò senza tempo. Un foto qui è d’obbligo per rispondere alla provocazione “pic or didn’t happen”.
  • Esplorare i negozi più curiosi: il Pike Place Market è un forziere pieno di botteghe fuori dal tempo che vendono gli oggetti più curiosi e disparati. Perditi tra i piani più nascosti del mercato e scoprirai un mondo parallelo. Tra i negozi più famosi ci sono sicuramente il Penzeys Spices; una drogheria profumatissima che rivende spezie provenienti da ogni angolo del pianeta. Ti basterà attivare l’olfatto per capire quanto ogni ingrediente abbia un’anima unica. Un’altra chicca è la libreria sotterranea, un piccolo paradiso nascosto per tutti i bibliofili a caccia di prime edizioni o romanzi dimenticati. Infine, le botteghe più delicate e sorprendenti come quelle di candele profumate o saponi artigianali.
  • Faccia a faccia con i buskers: la tua visita al Pike Place Market, non sarebbe tale senza un incontro ravvicinato con i suoi artisti di strada. Musicisti, mimi, cantautori e suonatori di didgeridoo; fermati ad ammirare come la loro arte è parte intrinseca di questo luogo magico.

Come raggiungere il Pike Place Market

Cartelli stradale che indicano la via dove si trova il Pike Place Market di Seattle
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Il famoso Pike Place Market si trova tra Pike Street e Pike Place.

Raggiungere il mercato è semplicissimo. A maggior ragione se ti trovi già nel cuore della città. Il Pike Place Market si affaccia sulla First Avenue e più precisamente tra Pike Street e Virginia Street. Se ti trovi in centro, il modo migliore per raggiungerlo è a piedi, così potrai godere di una splendida passeggiata tra i grattacieli e le vie più iconiche di Seattle. In alternativa puoi optare per:

  • l’autobus: sono tante le linee che ti porteranno nei pressi del mercato, tra queste la 10,11,43 e 47.
  • I light rail: se il Pike Place Market è la tua primissima meta una volta atterrato a Seattle, puoi raggiungerlo con il Link Light Rail che collega l’aeroporto al centro in solo 40 minuti. Per raggiungere il mercato, scendi alla stazione Westlake, e da lì prosegui a piedi.
  • Monorotaia di Seattle: un’alternativa scenica che ti porterà in un viaggio tra i grattacieli di Seattle. La monorotaia parte dal Seattle Center e arriva a due passi da Westlake Center.
  • Automobile: seppur un mezzo alternativo, l’auto è sconsigliata a causa del traffico intenso che caratterizza il centro-città.

Informazioni utili alla tua visita

Dopo averti raccontato la storia e i segreti del Pike Place Market, è il momento di fornirti tutte le informazioni necessarie per la tua visita.

  • Dove si trova: il mercato si trova precisamente all’85 Pike Street, a Seattle nello stato di Washington.
  • Orari di apertura: il Pike Place Market è aperto tutti i giorni (tranne il giorno del Thanksgiving e quello di Natale) dalle 10:00 alle 17.00. Molti bar e ristoranti restano aperti anche la sera.
  • Costo d’ingresso: il mercato non prevede cosi di accesso, pertanto è gratuito in tutti i momenti dell’anno.
  • Un consiglio? Visita il mercato al mattino presto e, preferibilmente, durante la settimana. Così potrai evitare la calca di turisti e goderti l’atmosfera unica di questo luogo.

A prescindere da quando visiterai Seattle, Il Pike Place Market resta un vero e proprio microcosmo in costante movimento, un palcoscenico che ospita ogni giorno uno spettacolo di vita quotidiana. Per apprezzarlo devi attivare tutti i sensi e lasciarti trasportare dal profumo del pane caldo che si mescola a quello del pesce e delle spezie, dal vociare dei venditori che fa da base alle melodie di un busker, dal sorriso di un artigiano che non vede l’ora di raccontarti la storia e le caratteristiche della sua attività.

Visitare questo mercato di Seattle, significa immergersi nella cultura della città e respirane a pieni polmoni la sua anima travolgente. È un’attività da fare senza fretta, concedendosi il lusso di perdersi per ritrovarsi. Qualsiasi sia il motivo che ti ha spinto fino al mercato più famoso di Seattle non importa, quel che è certo è che il Pike Place Market saprà sorprenderti.

Un giorno a Bologna: ecco cosa vedere in 10 imperdibili tappe

26 mai 2025 à 11:20

Weekend libero e voglia di fare una gita fuori porta? Bologna è sicuramente un’ottima scelta! Una città che va vissuta attraverso tutti i sensi. Si ascolta nel delicato rimbombo dei passi sotto i portici, si ammira tenendo sempre il naso all’insù, si respira nel profumo di ragù che proviene da una finestra aperta e si tocca nelle texture ruvide dei suoi palazzi storici. Un giorno può bastare per innamorarsene, ma solo se sai dove guardare. Ecco cosa vedere a Bologna in un giorno: un itinerario in 10 tappe pensato per esplorare buona parte del centro storico, senza fretta, ma con un buon ritmo per non perderti i punti di interesse più iconici ed emozionanti.

Tappa 1: Piazza Maggiore, il cuore di Bologna

Il nostro itinerario in 10 tappe su cosa vedere a Bologna in un giorno, parte dal cuore della città: Piazza Maggiore. Un rettangolo in pietra chiara che unisce secoli di storia e che si presenta come un palco dove va in scena la vita dei bolognesi. Questa piazza, risalente al XII secolo, è circondata da edifici storici che raccontano la vita politica, economica e spirituale della città, tra cui:

  • Basilica di San Petronio: una delle chiese più grandi d’Europa, con una facciata incompiuta, dei dettagli al suo interno che fanno ancora discutere e una storia tutta da raccontare che testimonia le ambizioni e le vicissitudini della città.
  • Palazzo d’Accursio: sede storica del comune, al suo interno troviamo il Museo Morandi, dedicato al celebre pittore bolognese e una terrazza panoramica che offre una vista mozzafiato sulla piazza e sul centro storico.
  • Palazzo dei Banchi: un elegante edificio costruito a metà del 1500 per conferire alla piazza più uniformità e coprire le retrostanti vie del mercato. Il palazzo deve il suo nome ai “banchi” che esercitavano attività di cambiavalute.

Tappa 2: La fontana del Nettuno, tra storia e segreti

Sul lato di Piazza Maggiore, si apre Piazza del Nettuno, che prende il nome dalla celebre fontana del Nettuno, realizzata a metà 1500 dallo scultore Giambologna. Dal centro della fontana si erge maestoso il dio del mare, Nettuno, con un’altezza di 3,4 metri. Attorno al dio, putti e sirene che rappresentano i fiumi dei continenti di cui si era a conoscenza all’epoca: Danubio, Nilo, Gange e Rio delle Amazzoni. La fontana del Nettuno cela al suo interno uno dei famosi 7 segreti di Bologna. Per scovarlo, dovrai posizionarti su una specifica mattonella dietro il Nettuno (la più scura fra tutte) e, con un gioco ottico, noterai che il pollice della mano sinistra di Nettuno, sembra un’erezione. Questo effetto è stato voluto dallo scultore come segno di protesta nei confronti del clero che criticò l’eccessiva virilità della statua.

Tappa 3: Sala Borsa, un’affascinante sorpresa

Dopo esserti divertito con il segreto del Nettuno, voltati di 90°, ti troverai davanti a una delle sorprese più affascinanti di Bologna: la Sala Borsa. Quella che una volta era la Borsa Valori di Bologna, dove si svolgevano le contrattazioni finanziarie e commerciali della città, oggi è una biblioteca pubblica frequentata da studenti e lettori. Varcata la sua soglia verrai accolto dal salone principale e dal suo ampio pavimento in vetro sotto il quale si possono ammirare i resti archeologici della Bologna romana, con strade e fondazioni che risalgono a duemila anni fa.

Tappa 4: Il Palazzo dell’Archiginnasio, culla dell’Alma Mater Studiorum

Palazzo dell'Archiginnasio a Bologna
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La culla dell’università bolognese: l’Archiginnasio

Continuiamo a scoprire il carattere culturale della città – che le è valso il nomignolo di “Bologna la Dotta” – con un’immersione nella sua vita universitaria. A pochi passi da Piazza Maggiore, merita una visita il Palazzo dell’Archiginnasio, uno dei luoghi più simbolici della città, nonché culla della Bologna universitaria. Fu proprio questo edificio a diventare, nel XVI secolo, la prima sede unificata dell’Università di Bologna, l’Alma Mater Studiorum, la più antica del mondo occidentale. Il suo cortile interno è affollato da stemmi araldici che appartengono a professori e studenti illustri provenienti da tutto il mondo. Il ruolo dell’edificio oggi è quello di Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, la quale custodisce milioni di volumi.

Tappa 5: Via delle Pescherie Vecchie, tra profumi e sapori

A questo punto della giornata ti sarà sicuramente venuto un certo languorino. Assecondalo passeggiando tra i profumi e i sapori di Via delle Pescherie Vecchie, un luogo dove Bologna si esprime in tutta la sua golosità tra botteghe storiche, piccole taverne, localini e banchi di frutta, salumi e formaggi. Una reminiscenza del vecchio mercato che brulicava di vita e che oggi non è da meno. Fermati per un aperitivo a base di tigelle, taglieri gustosi e un buon calice di vino.

Tappa 6: Le due torri, icone di Bologna

Dopo esserti riempito lo stomaco di delizie, prosegui la tua passeggiata fino alle celebri torri di Bologna. Simboli iconici della città, la Torre degli Asinelli e la Garisenda dominano il centro storico con la loro aria antica e sgangherata. Se vuoi provare l’esperienza di una vista mozzafiato sui tetti caldi e rossi di Bologna, puoi scalare la più alta delle due – la Torre degli Asinelli – affrontando 498 scalini in legno scricchiolanti. La vista ti toglierà il fiato ma, se non te la senti, non ti preoccupare, anche dai loro piedi le torri hanno un impatto davvero imponente.

Tappa 7: I portici di Bologna, patrimonio UNESCO

I portici di Piazza Santo Stefano a Bologna
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I meravigliosi portici bolognesi, patrimonio UNESCO

Non è un’attrazione che si concentra in un un punto preciso di Bologna ma si snoda per tutta la città, come un sistema circolatorio che la nutre di bellezza. Camminare sotto i portici bolognesi è una vera e propria esperienza. 60 chilometri di percorso coperto, 40 dei quali sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Tutti diversi, ma tutti magnifici. A nostro avviso, i più suggestivi sono:

  • Il porticato di Via Zamboni: in piena zona universitaria, ha un look vivace e fatiscente, da apprezzare per la sua autenticità.
  • Il porticato di Via Farini: l’opposto di quello di Via Zamboni, elegante e signorile, caratterizzato da raffinate boutique e negozietti.
  • Il porticato di Strada Maggiore: imponente e maestoso, sorretto da colonne robuste scultoree.
  • Il porticato della Basilica di Santa Maria dei Servi: sorprende per il suo soffitto completamente affrescato e per la sua lunghezza. Decisamente tra i più belli del centro.

Se ti trovi ancora nei pressi delle Torri, imbocca il porticato di Strada Maggiore per raggiungere la prossima tappa!

Tappa 8: Piazza Santo Stefano, dove il silenzio si fa mistico

Qualche metro sotto i portici di Strada Maggiore, e ti ritroverai presto in una delle piazze più belle della città: Piazza Santo Stefano. Un luogo in cui il tempo sembra sospeso, dove il brusio della città si affievolisce improvvisamente e tutto viene pervaso da un’atmosfera lenta e calma. La piazza di presenta con una forma irregolare e con un pavimento che pende leggermente. Al suo centro, si apre il complesso di Santo Stefano. Conosciuto come il complesso delle Sette Chiese, è un insieme di edifici religiosi che, un tempo, rappresentava un vero percorso spirituale. Oggi, quello che rimane di questo complesso sono quattro chiese comunicanti che si aprono tra cortili silenziosi, chiostri e cripte. Un luogo dove regna la pace e il silenzio, perfetto per prendersi una pausa dal trambusto della città. Qualsiasi la stagione, qualsiasi sia l’orario, questo è uno dei quei classici posti che ti fanno venire voglia di fermarti un po’ di più di quanto previsto.

Tappa 9: La piccola Venezia e la sua finestrella segreta

Il canale che si vede dalla finestrella di Via Piella, Bologna
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La piccola Venezia, nascosta dietro la finestrella di Via Piella a Bologna

Tra le cose da vedere a Bologna in un giorno, ce n’è una che spiazza per la sua delicatezza: la piccola Venezia. Per poterla vedere, dovrai andare in via Piella, cercare una piccola finestra segreta incassata nel muro e aprirla.  Davanti ai tuoi occhi, ti si aprirà uno scorcio da cartolina: il Canale delle Moline che scorre placido tra case dai colori caldi e balconcini fioriti. Quella che oggi sembra una scenetta romantica, un tempo faceva parte di una grande macchina ingegneristica: i canali servivano a portare forza e acqua ai mulini che foraggiavano le industrie tessili della città, rendendo Bologna una delle città più avanzate da un punto di vista tecnologico di tutto il medioevo. Pssst, ti sveliamo una cosa: la finestrella di Via Piella è uno dei 7 segreti di Bologna!

Tappa 10: Il mercato delle erbe, per una gustosa conclusione

Ultima tappa del nostro itinerario delle cose da vedere a Bologna in un giorno è il Mercato delle Erbe! Il luogo migliore per chiudere la giornata con gusto. Situato tra Via Ugo Bassi e Via Belvedere, questo mercato al coperto è uno dei luoghi preferiti dai locals per fare un aperitivo o un’apericena. Questo posto nasce come mercato ortofrutticolo nel 1910 oggi, invece, è uno spazio polifunzionale all’insegna dei sapori della tradizione. All’ingresso svolge ancora il ruolo per cui è nato presentando bancarelle di frutta, verdura, formaggi e salumi. Addentrandosi, invece, il mercato si trasforma e verrai accolto da moderni bistrot, wine bar e trattorie. La tappa perfetta per chiudere questo itinerario in bellezza!

Cosa vedere nei dintorni di Bologna

Se hai un po’ di tempo in più, ci sono alcuni luoghi incredibili a pochi minuti dal centro di Bologna, perfetti per una gita in stile emiliano e per assaporare appieno l’atmosfera della nostra splendida Italia. Ecco la nostra Top 3 (+1) di cose da vedere nei dintorni di Bologna:

  • Santuario di San Luca: puoi raggiungerlo a piedi partendo dal centro di Bologna con una camminata sotto il portico più lungo del mondo (o con il trenino turistico dedicato). Terminato il portico e scalati tutti i gradini, arriverai al santuario della Madonna di San Luca, il quale domina la città regalandoti una vista spettacolare suoi suoi tetti.
  • Dozza: un piccolo borgo medievale che si distingue per i murales che decorano le sue case. Una specie di atelier d’arte a cielo aperto che merita una passeggiata.
  • Rocchetta Mattei: se ti piacciono i castelli, ti consigliamo una visita a Rocchetta Mattei, un castello fiabesco e surreale che incanta per il suo mix di stili gotico e moresco. Questo luogo è un pelo più distante dal centro, ci vuole un’oretta abbondante di auto.
  • Vignola: a un’ora da Bologna, Vignola è la gita fuori porta ideale da fare in primavera, quando i ciliegi sono in fiore e l’atmosfera è delicata ed elegante.

Cosa vedere a Bologna se hai un giorno in più a disposizione

Infine, per concludere questa guida, ti lasciamo delle attrazioni extra da aggiungere al tuo itinerario qualora riuscissi a dedicare un giorno in più al tuo soggiorno bolognese. Ecco cosa vedere a Bologna in due giorni, oltre a quello che ti abbiamo già indicato:

  • Museo Internazionale e Biblioteca della Musica: collocato nel cuore di Strada Maggiore e all’interno di un elegante palazzo settecentesco, il Museo della Musica conserva spartiti originali, strumenti rari e scambi epistolari tra artisti e compositori che hanno fatto la storia della musica. Un luogo suggestivo che sottolinea l’importanza di questa disciplina per Bologna, la quale – non a caso – è stata denominata Città Creativa UNESCO per la Musica.
  • La Casa di Lucio Dalla: restiamo sempre in ambito musicale con una chicca pensata per gli amanti del cantautorato italiano. La casa di Lucio Dalla, in Via d’Azeglio è visitabile su prenotazione e rappresenta uno scrigno di ricordi, strumenti, opere d’arte e oggetti del celebre cantautore scomparso improvvisamente nel 2012. Un viaggio nella mente di un visionario.
  • Palazzo Poggi e i musei universitari: una tappa perfetta per gli amanti della scienza naturale e umana. Qui sono custodite le collezioni storiche dell’Università di Bologna, tra cui modelli in cera, strumenti anatomici, mappe e reperti di vario tipo.
  • Piazza San Francesco e il Pratello: ultimo luogo d’interesse da aggiungere alla lista di cose da vedere a Bologna in due giorni è Piazza San Francesco e la via del Pratello. La piazza è un luogo amatissimo dai bolognesi per la sua ampiezza silenziosa e l’atmosfera tranquilla che si respira soprattutto nelle ore diurne, ma è altrettanto amata dagli studenti che, alla sera, si ritrovano qui e si divertono a cantare e suonare la chitarra seduti per terra di fronte alla maestosa facciata della chiesa. La piazza si collega a Via del Pratello, un’arteria vivace che pulsa al ritmo di osterie vecchio stile, studenti che si ritrovano nei bar e musica live che proviene dei suoi locali.

Portici, torri e pasta fresca: cosa vedere a Bologna

22 mai 2025 à 14:16

Bologna la Dotta, la Rossa, la Grassa. Bologna che canta, Bologna che conquista il cuore di tutti. Una città che non si mostra subito, ma si svela a poco a poco, passo dopo passo. Un luogo che lascia un segno indelebile sul cuore di chi ha la fortuna di viverla, anche solo per poco tempo. Con la sua identità medievale ancora perfettamente intatta, l’anima colta, l’indole godereccia e un’ironia tutta emiliana che trasuda da muri rossi e piatti colmi di pasta fresca, Bologna è un invito a godersi la vita. Una città che profuma di libri, suona di cantautorato, sa di pasta fresca della domenica e ti osserva dall’alto con le sue torri sgangherate, mentre il sole tramonta dietro quei famosi colli bolognesi che Cesare Cremonini ha tanto decantato in sella alla sua 50 Special. Se stai pianificando una gita in questa città così ricca di vita, ti starai sicuramente chiedendo cosa vedere e cosa fare. Le risposte le troverai tutte in questa guida: ecco cosa vedere a Bologna!

Piazza Maggiore

Chissà per quanti versi delle sue canzoni Lucio Dalla ha tratto ispirazione dall’atmosfera magica e sospesa di Piazza Maggiore, la piazza principale di Bologna. Un vero palcoscenico a cielo aperto, dove si consumano scene quotidiane da osservare con occhio attento, dove si raccontano storie che riecheggiano tra i muri del sagrato incompiuto di San Petronio e volano leggere, spinte dal vento, da un portico  all’altro. Fermati al centro della piazza, ruota su te stesso e ammira la Basilica, Palazzo d’Accursio e il Nettuno, che sorveglia i passanti con il suo tridente e uno sguardo vivo. E di notte… di notte la malinconia si accende, e la piazza diventa un luogo da ammirare in silenzio e solitudine.

La Basilica di San Petronio

La Basilica di San Petronio ha una storia tutta da raccontare. Voluta dal Comune nel 1390, e non dal clero, è la chiesa del popolo bolognese: un simbolo laico di una città che ha sempre rivendicato la propria autonomia. Il sogno era ambizioso: costruire la più grande basilica d’Europa, persino più imponente di San Pietro. Ma il papato, temendo questa sfida simbolica, fece deviare il progetto bloccandone l’espansione. Così, la facciata di San Petronio è rimasta una promessa non mantenuta: incompleta, asimmetrica e spoglia nella sua parte superiore. All’interno, la narrazione è potente. Qui si trova meridiana di Cassini, la più lunga al mondo, tracciata nel 600 per calcolare con precisione il calendario e i solstizi. E poi ci sono gli affreschi, che ancora oggi fanno discutere: tra paradisi e inferni danteschi, spicca l’immagine di Maometto tra i dannati. Una scelta iconografica controversa, che ha attirato proteste e minacce, ma che testimonia anche lo spirito libero, colto e provocatorio di Bologna.

Palazzo d’Accursio

Il cuore politico di Bologna. Un tempo sede del governo cittadino, oggi Palazzo d’Accursio accoglie il museo Morandi e un belvedere che regala una splendida vista su Piazza Maggiore. Il nome del palazzo si deve al giurista che vi abitò nel Duecento, quando Bologna era già un centro vitale di diritto e sapere. Una volta salite le ampie scale in pietra, si accede alle meravigliose sale affrescate del primo piano e al Museo Morandi, dedicato al celebre pittore bolognese. Ma la vera chicca è il suo ampio terrazzo panoramico che si apre su Piazza Maggiore regalando uno sguardo inedito e sospeso sulla città.

Casa di Lucio Dalla

Restando sempre nella zona di Piazza Maggiore, a pochi passi verso Via d’Azeglio, si trova la casa di Lucio Dalla, oggi casa-museo. Dietro un semplice portone si apre un vero e proprio universo: gli ambienti sono rimasti come li aveva lasciati lui; ricchi di ricordi, storie e musica. Ogni stanza è affollata da quadri, maschere teatrali, strumenti musicali e fotografie con amici e artisti. Visitare questo luogo significa entrare nella mente di un cantautore che ha raccontato Bologna (e l’Italia) con ironia, delicatezza e profondità. Una casa eccentrica e piena di vita. Per visitarla di accede solo tramite visita guidata, ti consigliamo di controllare sul sito ufficiale date, disponibilità e costi.

Le Torri di Bologna: Asinelli e Garisenda

Le torri di Bologna dal basso
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Le maestose torri simbolo di Bologna

Possiamo affermare che la Bologna medievale è stata una pioniera del concetto di skyline. Sì, perché la città emiliana contava circa 180 torri, simboli di potere e prestigio delle famiglie nobiliari. Oggi ne sopravvivono solo 20, ma le più celebri – la Torre degli Asinelli e la Garisenda – continuano a dominare la città dall’alto come due sorelle storte, simboli inconfondibili dell’identità bolognese.

  • la Torre degli Asinelli: alta 97,2 metri, fu costruita tra il 1109 e il 1119 dall’omonima famiglia. È visitabile percorrendo la bellezza di 498 gradini in legno che conducono a una vista mozzafiato di 360° sulla città. Una tappa imperdibile… a meno che tu non sia uno studente bolognese! La tradizione universitaria, infatti, impone un tabù molto chiaro: mai salire sulla Torre degli Asinelli prima della laurea, o il traguardo accademico non si concretizzerà mai.
  • La Garisenda: accanto alla Torre degli Asinelli, la Garisenda: più storta della torre di Pisa, ha conquistato persino il cuore di Dante che l’ha citata nel Canto XXXI dell’Inferno.

La Basilica di San Domenico

Meno inflazionata di San Petronio, ma altrettanto ricca di significato, la Basilica di San Domenico custodisce le spoglie del fondatore dell’ordine domenicano. Merita una visita in quanto capolavoro di scultura: l’Arca di San Domenico è un’opera straordinaria, realizzata da maestri come Nicola Pisano, Niccolò dell’Arca e un giovanissimo Michelangelo, che qui scolpì tre delle sue statue. Una volta varcata la sua soglia, verrai avvolto da un’atmosfera intima e solenne che racconta una Bologna spirituale e colta, meno esibita ma profondamente radicata nella storia della città.

Due musei da non perdere: MAMbo e la Pinacoteca

Oltre alla casa di Lucio Dalla, ci sono altri due musei che meritano una visita se stai pianificando un soggiorno nella meravigliosa Bologna:

  • Pinacoteca Nazionale di Bologna: una vera e propria esperienza immersiva nella pittura italiana, con capolavori che spaziano da Giotto a Raffaello, dai Carracci a Guido Reni. È considerata una delle gallerie d’arte più importanti di tutta Italia ma, nonostante ciò, non è mai eccessivamente affollata, permettendoti una visita piacevole a stretto contatto con gli artisti. La Pinacoteca è aperta da martedì a domenica, dalle 9 alle 19, salvo occasioni speciali con orari variabili. Il costo del biglietto intero è di 8 euro, i giovani dai 18 ai 25 anni pagano solo 2 euro.
  • MAMbo: il Museo d’Arte Moderna di Bologna si trova a pochi passi dalla stazione centrale e sorprende fin da subito per la sua architettura industriale e per la sua ampia collezione che va dal Futurismo al contemporaneo. È una manifestazione dell’anima audace della città, sempre pronta a sperimentare e a mettersi in gioco. Una vera chicca per gli amanti dell’arte moderna e contemporanea. Il museo è chiuso il lunedì; aperto il martedì e il mercoledì dalle 14.00 alle 19.00; il giovedì con un’estensione fino alle 20.00; il venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00. il costo del biglietto è intero è di 6 euro, ridotto 4 euro.

I Giardini Margherita

Il lato più green e bucolico di Bologna si trova nei suoi meravigliosi Giardini Margherita. Situato in una zona residenziale dal gusto raffinato, è un grande parco di 26 ettari, progettato secondo i canoni stilistici del giardino all’inglese, con ampie distese verdi, alberi secolari e laghetti decorativi. Se hai tempo, ti consigliamo di trascorrere qui un pomeriggio, magari sorseggiando una bevanda in uno dei bar all’interno del parco e osservando le tante persone che lo animano ogni giorno: studenti immersi nei libri, gruppi di amici che si rilassano suonando la chitarra e cantando insieme, equilibristi che camminano su slackline tese tra gli alberi. Se c’è un luogo che incarna davvero le vibes bolognesi, sono proprio i Giardini Margherita.

Il Santuario di San Luca

Il santuario di San Luca a Bologna
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Il celebre santuario della Madonna di San Luca, appena fuori Bologna

Un’altra chicca da visitare assolutamente, se hai un po’ di tempo, è il Santuario di San Luca: un portico lungo quasi quattro chilometri, il più lungo del mondo, che culmina sulla cima del Colle della Guardia, dove si erge il celebre santuario. Il percorso, da fare preferibilmente a piedi per vivere un’esperienza completa, è una piccola sfida, sia fisica che spirituale. Ma il gioco vale la candela: ti si aprirà davanti uno spettacolo mozzafiato, con Bologna ai tuoi piedi e il cielo così vicino da sembrarti a portata di mano.

Bologna da vivere: le esperienza da provare assolutamente

Dopo averti raccontato cosa vedere a Bologna, è il momento di svelarti cosa fare a Bologna. Una città dove il concetto di “vita lenta” è uno modo di vivere, un culto. Ecco alcune esperienze da provare per goderti appieno Bologna e le sue mille sfaccettature.

  • Mangiare: un verbo che a Bologna sa di promessa. Non è un caso che tra i vari epiteti di questa città ci sia anche “Bologna la grassa”. Perché qui mangiare è un’arte. Tortellini, lasagne, tagliatelle, mortadella e tigelle, i piatti da provare sono tantissimi. Un consiglio? Prediligi le trattorie e osterie autentiche, dove sentirai il profumo di domeniche lente, risate in famiglia e tovaglie a quadri.
Tortellino fatto in casa a Bologna
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Uno dei piatti tipici bolognesi: i tortellini fatti in casa
  • Visitare tutte le piazze: Piazza Maggiore, certo, ma anche piazza San Francesco, Santo Stefano e Verdi. Se hai poco tempo, è un’ottima idea per scoprire le bellezze di Bologna in un giorno solo.
  • I colli bolognesi: ma quanto è bello andare in giro, per i colli bolognesiiiii! Cremonini ce lo ha insegnato bene, i Colli offrono sentieri panoramici, casolari, vigne e scorci romantici. Prova una degustazione di vini o un trekking e assapora la freschezza della natura e della campagna emiliana.
  • Immergerti nella vita universitaria: con una storia che comincia nel 1088, l’Università di Bologna è la più antica del mondo occidentale. Per conoscerla davvero ti basti osservare gli studenti nel loro habitat naturale: nelle piazze, nei bar, nelle sedi dell’ateneo. I quartieri più iconici per la vita universitaria sono il Pratello e Via Zamboni. Una passeggiata qui e potrai sentire discussioni animate, profumo di birrette, risate… libertà. È un’energia contagiosa che rende Bologna la città vivace e sempre in fermento che tutti conosciamo.
  • Scovare i 7 segreti: la finestrella segreta, il  vaso rotto in cima alla torre, l’eco magico… se c’è un’attività che piace a tutti i visitatori è la caccia ai 7 segreti di Bologna. Un’attività perfetta da fare se visiti Bologna in giornata per vedere buona parte del centro storico.

Come raggiungere Bologna

Ora che sai cosa vedere a Bologna, non ti resta che organizzare il tuo viaggio! Facile da raggiungere (ma difficile da lasciare), la città si trova in una posizione strategica, perfettamente collegata con tutta Italia e con molte città d’Europa. Tra le soluzioni più convenienti puoi optare per:

  • Il treno: decisamente la soluzione più comoda. La stazione centrale di Bologna è un importante crocevia del traffico ferroviario d’alta velocità italiano. Dista solo 37 minuti da Firenze, un’ora da Milano e due ore da Roma.
  • In auto: per arrivare a Bologna dovrai imboccare l’autostrada A1, A13 o A14. Ma il centro storico è principalmente a traffico limitato, quindi dovrai parcheggiare fuori le mura e raggiungere il centro a piedi.
  • In aereo: se sei distante e l’unica soluzione è prendere l’areo, non c’è problema. L’aeroporto più vicino è il Guglielmo Marconi, poco fuori dal centro. Puoi arrivare nel cuore della città in soli 7 minuti con il Marconi Express, un servizio monorotaia che collega l’aeroporto al centro.

Pensiamo che ormai tu lo abbia capito: Bologna non si visita, si vive. Si ascolta, si osserva, si assapora, si respira… lentamente. È una città che va scoperta con calma, con tutti i sensi. È umile: non ostenta la sua bellezza, anzi, la sussurra. Una voce bassa che esce dai mattoni rossi dei suoi edifici storici, dalle vie di fuga delle sue strade acciottolate, dalle note musicali che dalla casa di Lucio Dalla invadono le strade e i portici. Bologna è così, un po’ artista e un po’ attivista, ma anche un po’ un’aristocratica signora. Ti entra dentro l’anima senza far rumore, con una forza gentile tipica di quei luoghi che avranno sempre un posto nel nostro cuore. È difficile da spiegare e, forse, per capirlo davvero, l’unica soluzione è concedere un momento a questa città e lasciarsi cullare dalle sue braccia grandi e morbide. Con questa guida, non solo abbiamo voluto raccontarti cosa vedere a Bologna, ma anche quali emozioni potrai provare se deciderai di aprire il tuo cuore a questa perla dell’Emilia-Romagna.

Manchester ti cambia, un viaggio che lascia il segno: cosa vedere

15 mai 2025 à 14:44

Un cielo che sembra sul punto di rompersi da un momento all’altro, il rumore dei passi sull’asfalto bagnato e una colonna sonora che suona a ritmo di Britrock. Welcome to Manchester! Una città del nord-ovest dell’Inghilterra che ha tanto da raccontare e che conquista il cuore di chi ama la musica, la cultura in tutte le sue forme, lo sport, la storia e la letteratura. Manchester è più di una città: è il ruggito forte e dirompente dell’Inghilterra industriale. E per sentirlo, basta osservare i Mancunian, gli abitanti di Manchester: lo si coglie nel loro look deciso, nell’accento ruvido e autentico, in un’identità così forte da risultare contagiosa. Qui si spinge per il futuro, ma il legame con il passato – industriale, rivoluzionario, fiero – è ancora vivido. Lo si legge nelle birrerie artigianali, nelle gallerie d’arte post-industriali e negli stadi che smuovono il mondo al ritmo di alcuni dei cori da stadio più iconici di sempre. Questa città è uno stile di vita. E per capirla va visitata da cima a fondo. In questa guida, scopriamo insieme cosa vedere a Manchester!

Cosa vedere a Manchester se ami l’architettura

Manchester è una città che si comprende leggendo le facciate dei suoi edifici. Dalle torri neogotiche ai magazzini in mattone rosso, dai suoi ponti di ferro alle testimonianze di epoca vittoriana, ogni costruzione è un vero libro di storia a cielo aperto. Ecco le tappe imperdibili per chi ama visitare le città con il naso all’insù.

Manchester Cathedral

A pochi passi dal fiume Irwell che attraversa la città, si erge un luogo che vanta oltre 600 anni di storia e che narra racconti di sopravvivenza, restauri e modernizzazioni. Stiamo parlando della Cattedrale di Manchester, il cui attuale edificio risale al XV secolo. La basilica è caratterizzata da un vestito di pietra scura, pinnacoli gotici e vetrate colorate che si mischiano a elementi moderni dovuti ai restauri post-bellici, restituendo uno spettacolo unico. All’interno della chiesa potrai ammirare gli stalli del coro e il celebre “Angel Stone”, un frammento sassone del IX secolo. Di seguito alcune informazioni per pianificare al meglio la tua visita.

  • Orari di apertura: la cattedrale di Manchester è visitabile dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 16.00. La domenica dalle 12.00 alle 16.00.
  • Costo di accesso: l’ingresso è gratuito ma si possono lasciare donazioni per la manutenzione della chiesa.

Manchester Town Hall

Facciata del Town hall di Manchester
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L’imponente facciata del Town Hall di Manchester

Un esemplare edificio neogotico tra i più impressionanti di tutto il Regno Unito. Inaugurato nel 1877 è una dichiarazione di potere e orgoglio della Manchester vittoriana in piena rivoluzione industriale. Nei 90 metri di torre dell’orologio, è custodita anche la “Great Abel” celebre campana mancuniana. Anche l’interno stupisce per la sua solennità, tra affreschi in pietra e vetrate colorate. Fino al 2027 non si può accedere all’interno dell’edificio per lavori di ristrutturazione ma la sua bellezza è visibile anche solo dall’esterno.

Castlefield

Se per te l’architettura è la fotografia che immortala l’anima di una città, allora devi passare per Castlefield. Un quartiere che racconta il carattere industriale di Manchester grazie ai suoi canali, edifici in mattoni rossi, ponti di ferro e rotaie dimesse. Proprio qui nasce il primo canale industriale al mondo: il Bridgewater Canal, il quale ha contribuito al successo commerciale della città di Manchester. Oggi, questa zona è stata riconvertita in un’area chic della città con bar che si affacciano sul canale, passeggiate pedonali, loft moderni, gallerie e boutique.

Cosa vedere a Manchester se ami i libri

Manchester è una città fatta per i bookworms: gli appassionati di letteratura che contano più libri sul comodino che vestiti da indossare. La città, infatti, è disseminata di librerie indipendenti e biblioteche. Dopo aver fatto scorta di nuove letture, ti consigliamo di visitare le tre biblioteche più suggestive della città e lasciarti incantare dalle pile di volumi che custodiscono. Ecco la nostra top 3:

  • John Rylands Library: un tempio della cultura e della conoscenza, con i suoi soffitti a volta, le vetrate colorate e un silenzio che rasenta la sacralità, ammirare un libro qui è come abbandonarsi a un vero e proprio rituale mistico. Questa biblioteca custodisce libri rari e manoscritti.
  • Chetham’s Library: con radici che affondano nel lontano 1653, è la biblioteca pubblica più antica nel mondo anglosassone. Legno scuro, libri antichi e un’atmosfera immutata… se ci immergiamo nel mood e osserviamo bene, possiamo ancora intravedere personaggi del calibro di Marx ed Engels studiare tra queste mura.
  • Manchester Central Library: rispetto alle sue cugine, le vibes di questa biblioteca sono più contemporanee e vivace. Maestosa e accogliente ospita ogni giorno lettori, studenti e visitatori curiosi.

Cosa vedere a Manchester se ami la musica

Joy Division, The Stone Roses, The Smiths, Oasis: Manchester è stata la culla di un’intera cultura musicale. Qui la musica è parte integrante dell’identità della città, percepibile nei locali storici, nei club, nei pub e per le strade stesse. Ecco due delle attrazioni da non perdere se il tuo cuore batte a ritmi di Rock ‘n’ Roll.

The Haçienda

Un club che ha fatto la storia della vita notturna mondiale. Aperto nel 1982 e chiuso nel 1997, ha lanciato il concetto di rave e acid house e ha ospitato band incredibili come i New Order e gli Stone Roses. Oggi l’edificio è stato riconvertito in appartamenti ma potrai ammirare da fuori un luogo che ha fatto la storia della musica, in un periodo di anarchia e rivoluzione culturale. A celebrarne i fasti del passato una targa commemorativa immortalata dalle macchine fotografiche di milioni di appassionati musicali.

Albert Hall

Una vecchia cappella oggi sconsacrata e trasformata in sala da concerti, uno dei luoghi più suggestivi in cui concedersi l’esperienza di un concerto live a Manchester. Se stai programmando un viaggio in questa incredibile città inglese, controlla il programma sul sito ufficiale e goditi uno spettacolo in un’atmosfera intima e potente.

Cosa vedere a Manchester se ami il calcio

Vista dall'alto di Old Trafford
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Old Trafford, lo stadio del Manchester United

A Manchester il calcio è un vero e proprio credo capace di creare rapporti e distruggerli allo stesso tempo. Manchester United o Manchester City, la squadra del tuo cuore determina la persona che sei e non puoi farci assolutamente nulla. Ecco tre tappe imperdibili se al posto del cuore hai una palla da calcio.

Old Trafford

Per i tifosi del Manchester United è un vero e proprio santuario. Conosciuto come “Il Teatro dei Sogni”, Old Trafford è stato inaugurato nel 1910 e ha visto calcare il suo manto erboso (sempre impeccabile) da leggende come George Best, Eric Cantona e Cristiano Ronaldo. Per respirare appieno l’atmosfera di questo posto, ti consigliamo un tour guidato per vedere da vicino i suoi spazi e conoscerne la sua storia. Ma se hai la fortuna di assistere a una partita dal vivo, allora hai raggiunto l’apice: non stai solo guardando una partita, stai vivendo un rito.

Etihad Stadium

L’altra perla calcistica di Manchester è l’Eithad Stadium, casa del Manchester City (e casa di Liam Gallagher degli Oasis che non perde l’occasione per dichiarare il suo amore per la squadra). Qui l’amore per questo sport diventa spettacolo: strutture all’avanguardia, tecnologia e un’atmosfera elettrizzante. Anche in questo caso, ti consigliamo di prendere parte al tour guidato dello stadio o, se ne hai la possibilità, di presenziare a un match.

National Football Museum

A pochi passi dalla Cattedrale, il National Football Museum è il museo del calcio più grande e importante di tutto il Regno Unito. Un’esposizione che appassiona anche i meno esperti di calcio; tra maglie storiche, curiosità legate ai club e alle tifoserie e un’ottima architettura interattiva che coinvolge grandi e piccoli. Se decidi di visitarlo, il museo è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00, il costo del biglietto per gli adulti è di 17 sterline, i bambini tra i 5 e i 15 anni pagano 11 sterline. Sono disponibili soluzioni convenienti per gruppi, studenti e famiglie.

Cosa vedere a Manchester se ami la storia

Manchester è una città che ha avuto la capacità di cambiare il mondo intero. È qui che è nata la Rivoluzione Industriale e, con essa, anche le idee di uguaglianza, diritti e progresso. Se ami a storia, qui c’è pane per i tuoi denti. Ecco cosa vedere a Manchester, per tutti gli appassionati di storia.

Science and Industry Museum

Questo museo meriterebbe una visita anche solo per la location che lo ospita. Ambientato in una ex stazione ferroviaria datata 1830, qui potrai apprendere e toccare con mano l’ascesa industriale della città, ammirando locomotive a vapore, telai tessili, turbine e innovazioni originali che hanno fatto conoscere al mondo la parola progresso. Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00, prevede un costo d’ingresso di 5 euro per gli adulti che può aumentare se il visitatore decide di lasciare una piccola donazione. I bambini sotto i 16 anni non pagano l’ingresso.

People’s History Museum

Se a Londra la storia è stata fatta da re e regine, a Manchester è stata fatta dalle persone comuni. Che hanno lottato per i propri diritti, per quelli del mondo intero e per una visione della città più equa e solidale. Il People’s History Museum racconta proprio le storie e le vicende delle persone più coraggiose del novecento: suffraggette, sindacalisti e attivisti. Un percorso avvincente che testimonia lo schieramento di Manchester in prima linea per cambiare il mondo. Se stai pianificando di visitare questo museo devi sapere che è accessibile tutti i giorni (a esclusione del martedì) dalle 10.00 alle 17.00. L’ingresso è gratuito ma è apprezzata una donazione.

Manchester Jewish Museum

La comunità ebraica di Manchester ha avuto una forte influenza nella città. per scoprirne la storia, ti consigliamo una visita al Manchester Jewish Museum, situato in un’ex sinagoga restaurata nei minimi dettagli. Un percorso emozionante che parla di migrazione, integrazione e identità. Anche questo museo è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00 e il costo d’ingresso è di 10 sterline per gli adulti e 7 sterline per i bambini dai 10 ai 17 anni.

Cosa fare a Manchester per un’esperienza completa

Uno dei canali di Manchester, Regno Unito.
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Una passeggiata tra gli iconici canali di Manchester, Regno Unito.

Dopo averti raccontato le attrazioni e i luoghi da non perdere in questa splendida città inglese è arrivato il momento di aggiungere alcuni tasselli a quest’esperienza di viaggio. Di seguito troverai una lista delle esperienze da provare assolutamente per vivere come un vero mancunian la vibrante Manchester!

  • Fare un pub crawl come si deve: come tutte le città inglesi, anche Manchester è costellata da pub storici. Puoi perderti l’esperienza di girare i pub più iconici? Assolutamente no! Ti consigliamo, quindi, di fare un pub crawl e scoprire l’anima godereccia degli abitanti di Manchester.
  • Ascoltare musica live: come ti abbiamo raccontato, Manchester è terra di musica e musicisti. Non perderti assolutamente l’esperienza di un concerto dal vivo; che sia un concerto alla Albert Hall o in un pub, la musica live è parte della cultura di questa città.
  • Iniziare la giornata con una vera English Breakfast: uova, bacon, fagioli, funghi, salsiccia, pane e una tazza di tè fumante. La colazione all’inglese (che per noi italiani somiglia più a un pranzo) è una vera istituzione ed è un ottimo modo per iniziare la giornata e per iniziarti alla cucina tipica del Regno Unito.
  • Passeggiare lungo i canali di Castlefield: passeggiare a Castlefield è come sfogliare un album della rivoluzione industriale. Ideale al tramonto, con una pinta di birra in mano e il rumore dei passi che riecheggia tra le mura storiche.
  • Scoprire il quartiere di Northern Quarter: a tratti punk e a tratti vintage, è il quartiere degli artisti, della musica e della street art. Tra murales, caffetterie indipendenti, barber shop e negozi second-hand, passeggiare per le sue vie significa perdersi nella Manchester più giovane e alternativa.
  • Partecipare a un walking-tour: che tu sia un appassionato di musica, sport o letteratura, a Manchester puoi trovare tanti tour a piedi organizzati che ti porteranno a scoprire i luoghi iconici legati a una determinata tematica. Non ti resta solo che scoprire quelli che ti ispirano di più.

Come arrivare a Manchester

Manchester è una delle città più famose d’Inghilterra, pertanto è perfettamente collegata e facilmente raggiungibile dall’Italia e dalle principali città europee. Ecco alcune opzioni per programmare la tua visita secondo le tue esigenze di viaggio.

  • In aereo: Manchester ha il suo aeroporto, che dista circa 15 chilometri dal centro città e offre voli diretti dalle principali città italiane. Una volta atterrati è possibile arrivare in centro in 15-20 minuti con treni diretti o con il servizio di navetta.
  • In treno: se sei già nel Regno Unito e Manchester è una delle varie tappe del tuo viaggio, puoi raggiungerla agevolmente in treno. Il servizio ferroviario del Regno Unito è tra i più efficienti al mondo e puoi arrivare da Londra a Manchester in due ore e mezzo con corse frequenti. Inoltre anche Liverpool, Leeds, Birmingham ed Edimburgo sono perfettamente collegate.
  • In bus: ci sono molte compagnie di bus che organizzano tratte che collegano le città del Regno Unito a Manchester e che possono essere una valida soluzione se non ami prendere aerei o treni.

E mentre nella tua testa starai canticchiando una canzone degli Oasis o qualche coro da stadio, sognando il tuo prossimo viaggio nella città di Manchester, questa sarà lì ad aspettarti con la sua identità forte e il suo carattere unico. Che tu sia un amante del calcio, della musica o dei libri, in questa guidi trovi tutte le cose da vedere a Manchester. Ma preparati: da questa città non tornerai uguale a prima.

Il fascino misterioso del quartiere Gastown di Vancouver

17 avril 2025 à 10:35

Ci sono quartieri così iconici da diventare l’anima stessa della città. Basti pensare a Montmartre, che racchiude nelle sue stradine acciottolate tutta la poesia di Parigi. A Soho, emblema dello stile londinese. O all’Alfama che, con il suo fascino decadente e nostalgico, racconta Lisbona. Esattamente come queste città, anche Vancouver ha il suo quartiere storico dalle mille storie da narrare: Gastown. Un quartiere che conserva il fascino delle origini, incastonato tra alcune delle strade più importanti della città della Columbia Britannica come Water Street, Columbia Street, Hastings Street e Cambie Street. Oggi, con questa guida, ti portiamo a fare due passi con noi tra le sue strade lastricate, per scoprire la sua storia e tutto ciò che rende questo quartiere un vero e proprio simbolo di Vancouver. Pronto a partire per un viaggio tra passato e futuro? Ecco cosa vedere a Gastown!

Gastown Vancouver: una storia affascinante

Prima di elencarti tutti i luoghi di interesse da non perdere a Gastown, ti vogliamo raccontare un po’ della sua storia. Partiamo dal suo nome così particolare: Gastown deriva da Jack “Gassy” Deighton, un marinaio e capitano di battelli a vapore che mise radici qui nel 1867 aprendo il primo saloon della città. Da questo momento in poi, la città fiorì diventando un importante centro produttivo di legname e uno snodo cruciale per il commercio marittimo. Nel 1886, la cittadina venne inglobata nella City of Vancouver e, poco dopo, venne completamente rasa al suolo da un devastante incendio lasciando intatti solo due edifici. Qualche anno dopo, con lo sviluppo fiorente di Vancouver, Gastown venne completamente ricostruita diventando il cuore pulsante della vita notturna della città e tornando alla ribalta nella scena della movida cittadina. Con la Grande depressione e l’avvento del proibizionismo, Gastown vide un periodo di grande declino che durò fino agli anni ’60. In questi anni, il quartiere rischiò di essere abbattuto a favore della costruzione di una grande superstrada ma, fortunatamente, venne salvato da attivisti politici che convinsero il governo a preservarlo in quanto sito di grande interesse storico per tutta la comunità.

Cosa fare e cosa vedere a Gastown: i best of

Iniziamo col dire che Gastown è un quartiere che si presta a essere esplorato completamente a piedi. Le sue stradine acciottolate e i suoi edifici che a volte ricordano lo stile newyorkese a volte lo stile europeo, ti spingeranno a esplorare l’area facendo fede al tuo istinto, svoltando ogni tanto di qua e ogni tanto di là. Nonostante Gastown non sia così grande, ha una concentrazione di cose da fare e da vedere che lo rendono un quartiere che pullula di vita a tutte le ore. Di seguito, puoi trovare la nostra selezione dei best of da fare e da vedere a Gastown, Vancouver.

L’Orologio a vapore di Gastown

Il suggestivo Steam Clock di Gastown
Fonte: iStock
L’iconico orologio a vapore di Gastown sbuffa allo scoccare del quarto d’ora

In un mondo di incertezze, una cosa è assolutamente inconfutabile: lo Steam Clock, è l’attrazione numero 1 di Gastown. Non fatevi ingannare dalle apparenze, questo splendido orologio sembra appartenere ai tempi che furono ma, in realtà, è un capolavoro che unisce un’estetica vittoriana al sapere ingegneristico attuale. Questo famoso orologio a vapore è stato costruito nel 1977 ed è uno dei rarissimi orologi a vapore funzionanti al mondo. Ogni 15 minuti, l’orologio sbuffa e il vapore fuoriesce accompagnato da un fischio che attira subito l’attenzione. Questa sua peculiarità lo ha reso così iconico da diventare il monumento più fotografato di tutta Vancouver. Per apprezzarne appieno la bellezza, ti consigliamo di visitarlo la sera quando le luci dei lampioni esaltano la resa estetica della nuvola di vapore che lo abbraccia.

Maple tree square

Non puoi dire di aver visto Gastown senza soffermarti qualche istante nel suo cuore pulsante: Maple tree square, la piazza dove tutto ebbe inizio. Un tempo dominata da un grande acero, fu proprio qui che si radunarono i primissimi abitanti della città. Situata all’incrocio tra Carrall, Powell e Water Street fu anche il luogo in cui sorse il famoso saloon di Gassy Jack, nel cuore di Gastown. Oggi la piazza resta il centro del quartiere, punteggiata da caffè, ristoranti e locali attira ogni giorno locals e visitatori, soddisfacendo sia le attitudini degli early-birds sia delle anime della notte. Attualmente, il governo sta lavorando alla definizione del futuro di questa piazza, con l’obiettivo di riportarne al centro la storia e la cultura indigena.

Le statue di Gastown

Passeggiando per Gastown, oltre al suggestivo orologio a vapore, ti imbatterai anche in altri monumenti che raccontano la storia di questo luogo e di chi lo ha plasmato. In particolare, ti consigliamo di conoscere queste due figure.

  • Gassy Jack: fino a qualche anno fa, nel luogo dove venne aperto il primo bar di Gastown, sorgeva una statua in rame alta circa due metri che rappresentava Captain John “Gassy Jack” Deighton – il padre fondatore di Gastown. Commissionata nel 1970 e scolpita da Vern Simpson, questa statua omaggiava questa figura così leggendaria per la città. Nato a Hull, in Inghilterra, è stato pilota fluviale, capitano e gestore del primo bar di Gastown e la sua storia è ricca di fascino e controversie. La statua venne spostata più volte in zone diverse del quartiere, fino a trovare la sua sistemazione definitiva davanti al luogo in cui Deighton costruì il saloon. Nel 2022 venne abbattuta dai manifestanti durante una protesta, poiché la sua esistenza rappresentava un tributo al colonialismo e al razzismo, in particolare con riferimento al fatto che Deighton sposò, nel 1870, una ragazza Squamish di soli 12 anni. Oggi, potrai vedere il piedistallo su cui si ergeva ma, per poter vedere la statua, dovrai aspettare che il governo ne decida il suo destino. Ad ogni modo, questo è il punto migliore dove fermarsi e scoprire la storia di questo uomo.
  • Angel of Victory: una seconda statua dalla potenza evocativa così forte da arrivare allo stomaco dritta come un pugno. “The Angel Of Victory” si trova davanti alla stazione Waterfront ed è una scultura toccante che raffigura il corpo senza vita di un soldato sorretto da un angelo alato. Il monumento, installato nel 1921, è dedicato ai dipendenti delle Canadian Pacific Railway, caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Si contano più di 1100 vittime. Insieme a questa statua, ne vennero realizzate altre due identiche, posizionate in luoghi simbolo in Canada. Tuttavia, quella di Vancouver porta con sé un segno distintivo rispetto alle altre: negli anni ’60 alcuni cittadini tentarono di pulirla, convinti che fosse ricoperta da un velo di sporcizia. In realtà, era una patina naturale che si forma con l’ossidazione del bronzo. Oggi i graffi lasciati dai tentativi di pulizia sono ancora ben visibili.

Hotel Europe

L'iconico Hotel Europe a Gastown, Vancouver
Fonte: iStock
L’iconico Hotel a forma di ferro da stiro di Gastown a Vancouver

Una versione ridotta del celebre Flatiron building della Grande Mela. L’Hotel Europe, con la sua caratteristica forma da ferro da stiro è uno degli edifici più iconici e fotografati di Gastown. Lo stile inconfondibile dei primissimi anni del 900 gli dona quel fascino retrò che scalda il cuore. Questo edificio fu il primissimo hotel in cemento armato di tutto il Canada. Per vederlo dovrai arrivare all’incrocio tra Powell Street e Alexander Street, dove la sua enorme prua si staglia facendo sollevare il naso di tutti i passanti. Anche per questa location non può mancare una misteriosa storia di presenze soprannaturali. I primi racconti di eventi paranormali registrati nell’hotel risalgono agli anni ’80 quando qualcuno affermò di aver sentito strani rumori di graffi provenire da dietro una parete con una sensazione inquietante correlata. Una seconda figura spettrale – un uomo con un berretto piatto e un cappello nero – sembra essere stata avvistata più volte nei pressi dell’hotel. Riuscirai anche tu a vederla?

Gaoler’s Mews

Uno degli angoli più suggestivi e affascinanti di Gastown, un luogo perfetto per chi ama le storie misteriose; quelle meno conosciute ma, allo stesso tempo, più intriganti. Gaoler’s Mews, piccolo scorcio di Gastown, sorge sulle memorie della primissima prigione di Vancouver (attiva a fine del diciannovesimo secolo). Qui vennero rinchiusi criminali, contrabbandieri e reietti; anime in pena che vissero nel periodo in cui Gastown sembrava più che altro una città di pirati con pochi scrupoli. Oggi, questa zona è stata completamente riqualificata e si presenta ai visitatori come un cortile lastricato e appartato, circondato da deliziosi edifici vittoriani con mattoni faccia a vista e che ospitano gallerie d’arte, boutique e ristoranti raffinati. L’atmosfera è suggestiva: da un lato l’anima moderna e vivace strappa un sorriso, dall’altro una strana sensazione aleggia nell’aria; quella di un luogo che ha visto il lato più oscuro di un’epoca. Se un edificio come l’Hotel Europe custodisce storie di fantasmi, può un posto come questo, che sorge sulle rovine di un’antica prigione, non avere anch’esso le sue storie paranormali da raccontare? Ovviamente no. Gaoler’s Mews è noto per le sue storie di fantasmi; come quella della donna vestita di nero che si aggira per il vicolo acciottolato per poi sparire dietro un cancello di ferro battuto che porta a Blood Alley (leggenda vuole che si tratti dello spirito di una donna, ancora in lutto per il marito giustiziato nel cortile); o quella dell’uomo che attraversa corridoi e pareti e chi si dice abbia incontrato la morte in un saloon o in un bordello dei primi del novecento. Queste sono solo alcune delle storie che rendono questo luogo così affascinante, le altre… dovrai scoprirle da solo.

Crab Park

Se ami gli angoli tranquilli e, nei tuoi itinerari, non manca mai un parco, allora una sosta a Crab Park è d’obbligo. Un angolo verde, pacifico e sereno, che si affaccia sul porto regalandoti una vista mozzafiato sulle montagne, sullo skyline di Vancouver e sul viavai del porto. Questo luogo, nato come iniziativa comunitaria negli anni ’80, oggi è una deliziosa oasi impreziosita da una piccola spiaggia, aree verdi e arte di strada.

Coal Harbor

Sempre restando in tema pace e tranquillità, un altro immancabile spot di Gastown è Coal Harbor. Un quartiere rilassato che si estende lungo la baia e che regala una delle passeggiate più suggestive e scenografiche di tutta la città canadese. Il luogo perfetto per chi cerca una pausa tranquilla, a tratti un po’ chic, per rallentare il passo e godersi il qui e ora.

Altre cose da vedere o da provare a Gastown

Un attore del Lost Souls Of Gastown Walking Tour
Fonte: iStock
Il suggestivo Lost Souls Of Gastown Walking Tour, dove scoprire storie misteriose del quartiere

Queste che ti abbiamo raccontato sono solo alcune della cose da fare o da vedere nella zona di Gastown a Vancouver, nel cuore del Nord-America. Ma questo piccolo lembo di terra ha ancora così tanto da offrire. Concludiamo questa guida con altri piccoli suggerimenti per goderti al massimo questo magnifico quartiere.

  • Ammira Vancouver dall’alto: per una vista panoramica mozzafiato sulla città, sali fino alla Vancouver Lookout e ammira le montagne, lo skyline e il porto. Il momento migliore? Decisamente il tramonto!
  • Partecipa al Lost Souls of Gastown Walking Tour: se ami le storie di fantasmi e vorresti approfondire quelle che ti abbiamo raccontato o scoprirne di nuove, allora partecipa al Lost Souls of Gastown Walking Tour, uno spettacolo notturno teatralizzato e itinerante che ti accompagnerà nei punti più misteriosi del centro storico e ti racconterà il lato oscuro di Vancouver; tra epidemie, incendi e fantasmi del passato.
  • Gustati la scena culinaria di Gastown: che tu sia un tipo da bistrot eleganti o più un tipo da localini hipster, Gastown saprà soddisfarti. Questo quartiere è una delle zone più golose per scoprire i piatti tipici della cucina canadese, e non solo.
  • Goditi uno spettacolo di musica live: per entrare appieno nell’atmosfera di questo quartiere devi provare l’esperienza di una serata in un pub con musica dal vivo. Il più celebre fra tutti è il Blarney Stone, una vera istituzione che offre un serate che spaziano dal jazz al rock.
  • Arte, cultura e shopping: ultimo ma non ultimo, Gastown è il posto migliore per accaparrarsi qualche souvenir alternativo e stiloso. Qui puoi trovare boutique indipendenti, negozi e gallerie d’arte dove cercare un ricordo perfetto!

Molto più di un quartiere, Gastown è uno scrigno che racchiude le origini e i segreti di Vancouver. Storie antiche, miti e leggende: camminare per le sue stradine lastricate significa affrontare un viaggio che scende nelle profondità più recondite di una delle città più affascinanti del Canada.

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