Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierFlux principal

Tutti a bordo dell’Archeotram, per fare un viaggio nel passato di Roma

3 mars 2025 à 07:30

Quante meraviglie storiche e archeologiche può contare la Città Eterna? C’è chi sostiene che non basterebbe una vita per conoscere Roma, e probabilmente non c’è niente di più vero. Tuttavia, la nostra Capitale ha deciso di mettere a disposizione dei suoi visitatori un nuovo servizio che permette di fare un vero e proprio viaggio nel passato della città, alla scoperta di monumenti che tolgono il fiato: l’Archeotram.

Che cos’è e quando parte l’Archeotram

L’Archeotram, che si inserisce nel progetto della Passeggiata Archeologica Carme, non è propriamente una novità: se ne parla da ben 30 anni, ma quest’anno, finalmente, sta per diventare realtà. Entro Pasqua 2025, infatti, è previsto il lancio di questo mezzo di trasporto, destinato sia ai turisti che ai romani, che consente, come dichiarato a La Repubblica dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, di salire a bordo della “linea che attraversa la Storia”.

Si tratta infatti di un vecchio tram Stanga, riqualificato e dipinto di un bel tipico rosso pompeiano, che farà un viaggio nel cuore antico di Roma. Durante il tragitto le persone a bordo potranno anche usufruire di guide multilingue e supporti audiovisivi. Una prima prova operativa è già stata effettuata il 18 febbraio di quest’anno, mettendo in evidenza proprio uno dei suoi aspetti più significativi: l’integrazione nel sistema di trasporto pubblico cittadino.

Ciò vuol dire che i passeggeri lo potranno utilizzare acquistando un normale biglietto Atac, poiché l’obiettivo dell’amministrazione è quello di promuovere la cultura e il turismo in modo inclusivo, senza costi aggiuntivi per chi ne usufruisce. Un’idea di mobilità sostenibile che quasi certamente avrà anche un impatto positivo sulla riduzione del traffico nel centro storico della città.

Percorso e fermate dell’Archeotram

L’introduzione di questo interessante mezzo di trasposto si inserisce nel quadro delle iniziative previste per il Giubileo del 2025, e prevede ben dieci fermate all’andata e dodici al ritorno per un totale di un’ora e un quarto di viaggio, attraverso alcuni dei più grandi e importanti siti di archeologia romana e le opere più moderne della nostra Capitale.

Piazzale Ostiense

Si inizia da piazzale Ostiense, dove spicca nei cieli la bellissima Piramide Cestia. Quest’ultima è una tomba romana, alta 36,40 metri, dipinta di bianco e decorata da raffinati affreschi con figure di ninfe e Vittorie alate. In questo stesso luogo si fa spazio anche la suggestiva Porta San Paolo, celebre varco nelle Mura Aureliane costruito nel III secolo d.C..

Piramide Cestia
Fonte: iStock
Piramide Cestia e Porta San Paolo

Circo Massimo

Il Circo Massimo è la prima fermata dell’Archeotram e anche uno dei posti più incredibili di Roma: è ancora oggi considerato il più grande stadio della storia e la struttura per spettacoli più estesa del mondo antico. In passato, da queste parti, si svolgevano alcune delle gare agonistiche più amate dagli antichi Romani, insieme ai giochi dei gladiatori.

Celio

Di nuovo a bordo dell’Archeotram per scendere poi alla fermata Celio, dove si sviluppa l’omonimo parco archeologico che è la culla di importanti testimonianze archeologiche, come i resti del tempio del Divo Claudio. A disposizione c’è anche il Museo della Forma Urbis, che custodisce alcuni frammenti della Forma Urbis Romae, la pianta marmorea della Roma antica incisa tra il 203 e il 211 d.C..

Colosseo

Prossima fermata: Colosseo. Un sito che non ha di certo bisogno di presentazioni, ma che è così spettacolare che ammirarlo è sempre emozionante come la prima volta. Del resto, parliamo del più famoso e imponente monumento della Roma Antica e del più grande anfiteatro del nostro pianeta. Da qui, inoltre, ci vuole un attimo per raggiungere i preziosi Fori Imperiali.

Via Labicana

La Via Labicana sorge tra il Colosseo e la zona di Manzoni, e tale fermata può quindi essere un punto perfetto per scendere dal tram e partire per una bella passeggiata per esplorare alcuni dei numerosissimi tesori di Roma. A poca distanza, per esempio, sorge il Palazzo Merulana che offre un percorso espositivo su quattro piani con opere della scuola romana, del Novecento italiano e molto altro ancora.

San Giovanni

San Giovanni è un meraviglioso quartiere di Roma impreziosito da diversi edifici rinascimentali e una lunga serie di punti di interesse. Imperdibile (e spesso sottovalutata) è la Basilica di San Giovanni in Laterano che è la più antica e importante basilica d’occidente. Con degli interni unici nel loro genere, è anche la sede di una Porta Santa fondamentale per la cristianità.

Basilica di San Giovanni in Laterano, Roma
Fonte: iStock@Photo Beto
Gli incredibili interni della Basilica di San Giovanni in Laterano

Porta Maggiore

Poi ancora Porta Maggiore, anch’essa spesso considerata solo come meta di passaggio, che nei fatti è una delle porte nelle Mura Aureliane di Roma con un’incredibile unicità: si trova nel punto in cui convergevano otto degli undici acquedotti che in passato portavano l’acqua alla città. Ma non è finita qui, perché la verità è che tutta l’area nelle vicinanze è ricca di reperti antichi che grazie all’Archeotram saranno valorizzati.

Principe Eugenio/ Manzoni

Anche in questa fermata ci sono tantissime cose da fare e vedere come, per esempio:

  • Chiesa di Santa Bibiana: dalle origini antichissime, conserva la statua in marmo bianco della Santa che è anche la prima figura completamente vestita scolpita dal Bernini;
  • Palazzo del Freddo Giovanni Fassi: gelateria fondata nel 1880, quindi una delle più antiche di tutta Italia.

Piazza Vittorio Emanuele II

Piazza Vittorio Emanuele II si trova nel cuore del rione Esquilino, dove un tempo persone da tutta Italia erano solite venire per andare ai Mas (oggi trasformati e riqualificati in Accademia di Moda). Proprio qui si trovano i bellissimi giardini Nicola Calipari, con i resti di una fontana romana del III secolo d.C., la Porta Magica detta anche Porta Alchemica e molto altro ancora.

Napoleone III, Giolitti e Termini

Le ultime tre fermate dell’Archeotram sono Napoleone III, Giolitti e Termini, ideali per fare una sosta rigenerativa presso il Mercato Centrale, tempio del buon cibo italiano. Via Giolitti, invece, in poco tempo conduce al cospetto dell’affascinante Basilica di Santa Maria Maggiore mentre il capolinea, piazza dei Cinquecento, è ottimale anche per andare alla scoperta di Palazzo Massimo alle Terme, le Terme di Diocleziano e l’elegantissima piazza della Repubblica.

Visitare Stoccarda: un viaggio tra la storia e i simboli del Baden-Württemberg

28 février 2025 à 14:13

Hai mai sentito parlare di Stoccarda? Quella città tedesca si cita spesso per fare riferimento a due marche di automobili molto celebri e tante persone sono portate a credere che Stoccarda sia solo legata all’industria e non abbia un aspetto affascinante. Nulla di più errato: visitare Stoccarda è il miglior modo per rendersi conto di quanta bellezza questa città contenga. La domanda, quindi, sorge spontanea: quali sono le principali attrazioni e monumenti da non perdere a Stoccarda? Ecco qualche consiglio per il tuo prossimo viaggio in Germania.

Come raggiungere Stoccarda dall’Italia

Stoccarda si trova nel Land tedesco del Baden-Württemberg, zona che occupa il sud-ovest della Germania. Ci sono varie opzioni per raggiungere comodamente la città e tutta l’area circostante.

  • Stoccarda è perfetta da raggiungere in auto, soprattutto se il tuo viaggio on the road parte dal nord Italia. Dista, da Milano, circa 500 chilometri.
  • Quella parte della Germania può essere raggiunta anche in treno. e ferrovie tedesche offrono collegamenti da diverse città italiane, come Milano e Venezia, con cambi a Zurigo o Monaco di Baviera.
  • Per chi necessita di un volo, l’Aeroporto di Stoccarda è ben servito sia da compagnie di bandiera che da alcune low-cost. Molti viaggiatori raggiungono, invece, aeroporti non distanti come Francoforte o Monaco, per poi postarsi a Stoccarda con un’auto a noleggio o con il treno.

Stoccarda non è di certo piccola ma, nella sua parte centrale, si gira perfettamente a piedi. Sono disponibili, in ogni caso, moltissimi mezzi pubblici. In centro girano soprattutto bus elettrici e metropolitana.

Cosa vedere a Stoccarda: il Mercedes-Benz Museum
Fonte: iStock
Il Mercedes-Benz Museum di Stoccarda

La storia dell’automobile a Stoccarda: il Mercedes-Benz Museum

Il motivo per cui molti decidono di visitare Stoccarda è il Mercedes-Benz Museum. In questa città, intatti, nel 1886, Karl Benz inventò la prima vettura a motore. La sede centrale dell’azienda è ancora a Stoccarda e, negli anni, è stato progettato e organizzato un museo molto interessante da scoprire, anche per chi non è propriamente amante dei motori.

Il Mercedes-Benz Museum è aperto tutti i giorni, tranne il martedì, e ammette i visitatori fino alle 17. Il biglietto costa 16€ per un adulto e sono previsti anche dei pacchetti per famiglia e delle riduzioni. La cosa migliore è munirsi di biglietto online, per garantirti l’ingresso nel giorno nel giorno in cui vuoi tu. Considera almeno tre ore per la visita a questa attrazione di Stoccarda che ti racconterà l’evoluzione del mondo dell’automobile nei 160 anni di storia di questo marchio.

Un’altra perla automobilistica: il Porsche Museum

C’è un altro brand automobilistico iconico che ha visto la luce a Stoccarda e la cui presenza ha generato un qualcosa da vedere e da ammirare. Si tratta della Porsche che, ovviamente, ha un suo proprio museo. Quest’ultimo si trova nel quartiere di Zuffenhausen e, proprio come l’altro museo dedicato al mondo automobilistico, è bello sia dentro che fuori.

Anche in questo caso, conviene fare i biglietti online e in anticipo. Il costo è di 10€ e gli orari di visita sono gli stessi del Mercedes-Museum. Il giorno di chiusura è, quindi, il lunedì.

Il Museo Porsche non è solo un’esposizione di automobili, ma un viaggio attraverso la storia di questo marchio diventato un’icona nel mondo dei motori.

Visitare il Porsche Museum a Stoccarda
Fonte: iStock
L’ingresso del Porsche Museum di Stoccarda

La Schlossplatz: il cuore storico di Stoccarda

Dalla storia dell’automobile a quella, vera e propria, della città. Stoccarda è stata pesantemente toccata dalla Seconda Guerra Mondiale ma alcune cose sono rimaste al loro antico splendore e molto è stato debitamente ristrutturato e ricostruito.

Lo si vede bene quando ci si trova al cospetto di una delle cose da vedere a Stoccarda: la Schlossplatz, il cui contorno sono sia edifici storici che moderni. Al centro si erge la Jubiläumssäule, una colonna eretta nel 1841 in onore del venticinquesimo anniversario di regno del Re Guglielmo I del Württemberg. In passato, la Schlossplatz non era un luogo pubblico ma faceva parte dei giardini ducali e, a partire dal 1746, fu utilizzata come area per esercitazioni e parate militari. Solo a metà del XIX secolo fu trasformata in un parco aperto al pubblico, diventando un luogo di svago e ritrovo.

Neues Schloss: il barocco a Stoccarda

Il centro di Stoccarda è un luogo che si fa amare, anche fuori dal periodo dei Mercatini di Natale, capace di attirare tanta gente in città. Il Baden-Württemberg è un Land dove il Barocco è di casa. Lo mostra bene anche Stoccarda stessa, soprattutto in uno dei suoi monumenti storici principali: il Neues Schloss, ovvero il castello nuovo. Si tratta di un palazzo a dir poco imponente, commissionato nel 1746 per sostituire l’antica residenza reale del Württemberg. Questa dimora di 365 stanze è stata, infatti, il domicilio ufficiale dei reali di questo Land per tre generazioni.

Il numero delle stanze non è casuale: al momento della commissione, venne chiesto di costruire una stanza diversa per ogni giorno dell’anno. Oggi, il Neues Schloss ospita uffici governativi e, pertanto, le visite pubbliche sono limitate e possibili solo su prenotazione speciale.

Stoccarda: visitare i monumenti della Schlossplatz
Fonte: iStock
La Schlossplatz di Stoccarda

Altes Schloss: dove la storia è di casa

Se esiste un “Castello Nuovo”, ci sarà sicuramente anche un Castello Vecchio. L’Altes Schloss di Stoccarda si trova sulla Schillerplatz, altro luogo chiave del centro della città. Le sue origini ci portano indietro al X Secolo, quando fu costruito come fortezza con tanto di fossato, per proteggere l’allevamento di cavalli del re. Il nome Stoccarda, infatti, deriva da “Stuotgarten”, ovvero giardino delle giumente.

Questo castello risulta essere oggi una sorta di assemblaggio di più edifici di epoche diverse ma non perde di certo fascino. Anzi, è stato un luogo molto importante fino, come dicevamo, all’entrata in scena del Neues Schloss. Oggi, ospita il Landesmuseum Württemberg, che custodisce collezioni che raccontano la storia e la cultura della regione di Stoccarda.

L’architettura religiosa a Stoccarda: la Stiftskirche

Un altro monumento da non perdere a Stoccarda è la Stiftskirche, la chiesa più antica della città. Si trova non distante dall’Altes Schloss al quale – si pensa – fosse addirittura unita ai tempi della sua costruzione. Risale al X Secolo e gli elementi romanici sono ancora ben visibili, benché la chiesa sia – a oggi – principalmente gotica.

La chiesa è stata fortemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale ma non ha perso né il suo fascino né il suo valore storico-artistico. Al suo interno c’è ancora la cripta reale, dove sono sepolti tutti i membri di quella che fu la famiglia reale del Württemberg.

Attualmente è un luogo di culto luterano ma si può visitare, al di fuori dei momenti in cui ci sono celebrazioni religiose.

Stoccarda per chi ama l’arte: le gallerie e il Kunstmuseum

Stoccarda è una città che offre molto a chi ama l’arte, anche quella contemporanea.In città è stato aperto, nel 2015, il Kunstmuseum Stuttgart, un luogo dove ci sono sia collezioni permanenti che esposizioni temporanee. Il museo è gratuito e, come tutte le attrazioni cittadine pubbliche, è chiuso il lunedì.

Questo luogo si distingue anche per l’architettura esterna: un cubo di vetro modernissimo che, durante il giorno, riflette l’ambiente circostante. Al contrario, di notte, mostra le pareti interne in pietra calcarea illuminate, dando vita a una sorta di scultura luminosa racchiusa dalle vetrate.

L’arte è proprio di casa a Stoccarda, dato che ci sono moltissime gallerie che propongono tutti i tipi d’arte: dal design, alla fotografia, alla scultura fino ad arrivare alle installazioni di ogni genere.

Architettura a Stoccarda: la Weissenhofsiedlung
Fonte: iStock
L’architettura modernista della Weissenhofsiedlung di Stoccarda

La mano di architetti famosi per il Patrimono UNESCO di Stoccarda

La Weissenhofsiedlung di Stoccarda è un’importante testimonianza dell’architettura moderna. Si tratta di un insieme di edifici costruiti nel 1927 per l’esposizione del Deutscher Werkbund. Sono stati progettati da 17 architetti di fama internazionale, tra cui troviamo Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius e Le Corbusier.

Nel luglio 2016, due edifici progettati da Le Corbusier all’interno della Weissenhofsiedlung sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Si tratta di due capolavori di architettura modernista che mostrano come design e funzionalità possano coesistere.

Quest’area è aperta ai visitatori, offrendo l’opportunità di esplorare gli interni restaurati secondo il design originale. Un luogo da non perdere, soprattutto se si è appassionati di design e si amano le cose belle.

Stoccarda per chi ama lo shopping: la Königstraße

Ogni città ha una via che diventa un vero e proprio punto di riferimento per lo shopping e Stoccarda non fa di certo eccezione. La Königstraße è il punto di riferimento per chi ama fare acquisti di ogni genere. Affacciati su questa lunga via ci sono negozio di ogni genere: dalle catene di abbigliamento più famose fino ad arrivare ai grandi marchi di alta moda.

Le origini della Königstraße risalgono al XV secolo, ma fu solo a inizio del XIX Secolo che acquisì il suo nome attuale. In quel dato momento storico, infatti, il re decise di trasferire le scuderie reali in questa zona, contribuendo allo sviluppo della via come centro nevralgico della città

Questa strada collega la stazione ferroviaria all’area della Schlossplatz ed è praticamente impossibile non imboccare la Königstraße, anche senza accorgersene. Lungo questa via troverai anche moltissimi luoghi dove mangiare e bere a Stoccarda.

Dove fare shopping a Stoccarda: la Königstraße
Fonte: iStock
La Königstraße di Stoccarda

Stoccarda per i viaggiatori golosi

Stoccarda è una città della Germania che offre molto, in quanto a gastronomia. Anche parlando di vino. Siamo portati, infatti, a pensare alla Germania solo come una grande terra di produzione birraria ma il vino impera spesso e volentieri in tanti Land diversi.

La città ha una lunga tradizione vinicola: Stoccarda vanta addirittura dei vigneti urbani offrono produzioni davvero molto apprezzate. Nel caso tu amassi tanto la birra, sappi che non resterai deluso: proprio qui si svolge, in ottobre, la Cannstatter Volksfest, ovvero la seconda festa dedicata alla birra più grande di tutta la Germania.

Cosa si mangia in un luogo così? A Stoccarda puoi assaggiare alcuni piatti tipici del sud-ovest della Germania, pietanze che non troverai in altre parti del paese. Una delle prime cose da ordinare sono, per esempio, i Maultaschen. Si tratta di pasta ripiena simile ai ravioli, solitamente ripieni di carne, spinaci e molte spezie.

Stoccarda, come molte altre città del Baden-Württemberg, è un luogo perfetto per assaggiare i Käsespätzle, ovvero gli Spätzle al formaggio. Spesso rappresentano un primo piatto ma può capitare di mangiarli come companatico, magari pronti ad accompagnare un buon Zwiebelrostbraten, ovvero del manzo arrosto con cipolle.

Cosa vedere a Boston: attrazioni, monumenti e quartieri per un tuffo nella storia americana

Par : losiangelica
28 février 2025 à 13:00

Una città giovane, dinamica, dedita alle arti e al teatro, tra passato e presente: Boston, in Massachusetts, è in continua espansione e rappresenta un pezzo importante della storia americana. Nel New England, è tra le città più importanti, popolare non solo per gli americani (è una città universitaria), ma anche per i turisti che rimangono affascinati dal suo skyline e dall’architettura storica, che convive con le influenze moderne regalando scorci in cui fare un tuffo nel passato della storia americana. Ecco cosa vedere a Boston, dove si trova l’Old State House: qui, nel 1776, è stata letta la Dichiarazione d’Indipendenza.

The Freedom Trail

L’itinerario turistico di Boston non può che iniziare dal Freedom Trail: lungo il percorso pedonale, possiamo davvero scoprire la storia della città e rimanerne affascinati. In effetti, consigliamo di dedicare almeno una giornata a questo sentiero, poiché è lungo 4 km. Un passo dopo l’altro, si scoprono i quartieri di Downtown, Beacon Hill, North End, Charlestown. La Capitale del Massachusetts ci accoglie con fierezza: qui si respira la storia della Rivoluzione Americana, considerando che Boston è stata fondata dai coloni puritani fuggiti dall’Inghilterra.

Cosa vedere a Boston
Fonte: iStock
Uno scorcio di Boston: Acorn Street

Lungo il Freedom Trail, sono diverse le attrazioni, anche piuttosto antiche, che ci attendono: per esempio il Boston Common, tra i parchi più grandi della metropoli e che vince persino l’appellativo di parco più antico degli Stati Uniti. Camminando ancora, vicino al Boston Common c’è la possibilità di adocchiare, sulla cima della collina di Beacon Hill, la Massachusetts State House, immediatamente riconoscibile per via della sua imponenza e della grande cupola dorata. Per tutti gli amanti della storia americana, possiamo portare indietro le lancette del tempo con una visita all’Old South Meeting House, che si trova a Downtown: qui è stato organizzato il Boston Tea Party, l’atto di protesta dei coloni nordamericani contro il governo.

Trinity Church

Maestosa, vicina alla Boston Public Library (la biblioteca più antica degli Stati Uniti) e soprattutto “tra i dieci più importanti edifici in America”: stiamo parlando della Trinity Church, costruita tra il 1872 e il 1887, chiesa episcopale realizzata in stile neoromanico (Richardsonian Romanesque). Oggi l’edificio convive tra passato e presente e si riflette nei grattacieli moderni: l’architettura convive in modo mozzafiato.

Museum of Fine Arts

A Boston è impossibile annoiarsi, considerando che possiamo arricchire l’itinerario andando alla scoperta dei suoi quartieri (come Back Bay), o visitare i musei, tra cui l’Isabella Stewart Gardner Museum o il Museum of Fine Arts (MFA): è una sorta di paese dei balocchi per chi ama l’arte, considerando che ospita diverse collezioni, non solo di arte americana, ma anche europea, asiatica e africana. Sono presenti rimandi al Rinascimento Italiano, alla pittura olandese e francese e all’arte antica, con particolare focus sull’arte egizia.

Bunker Hill Monument

Attrazioni e monumenti di Boston
Fonte: iStock
Old State House di Boston

Premessa: sono diversi i monumenti che possiamo vedere qui, ma naturalmente alcuni rappresentano un pezzo importante della storia americana. Ci troviamo per l’esattezza a Charlestown, e il Bunker Hill Monument, che si può raggiungere dall’itinerario del Freedom Trail, è un antico obelisco alto 67 metri. Per costruirlo ci sono voluti ben 18 anni e il progetto è stato curato dall’architetto Solomon Willard. Icona del quartiere e della città di Boston, è possibile salire fino in cima all’obelisco per apprezzare il panorama della metropoli. Volendo possiamo raggiungerlo a piedi per vivere un’esperienza di turismo lento o in alternativa le linee di bus che si fermano nelle vicinanze sono 89 e 93.

Downtown Boston

Visitare la Capitale del Massachusetts significa perdersi nei suoi quartieri, come a Downtown, dove si trova il Boston Common, ma anche il Faneuil Hall Marketplace, il luogo ideale in cui fare shopping e portare a casa qualche souvenir. Per chi poi vuole provare la gastronomia di Boston (come il lobster roll o il roast beef sandwich, due piatti simbolo della cucina del luogo insieme alla pizza, proprio così), il punto di riferimento è il Quincy Market, in cui alla fine si può trovare gastronomia da tutto il mondo, anche giapponese e messicana. Il posto perfetto per ristorarsi tra un giro e l’altro, spendendo il giusto.

Little Italy di Boston, il North End

Sono diversi i quartieri caratteristici di Boston e di certo non possiamo non menzionare il North End, considerando che è conosciuto dai più come la Little Italy di Boston. Possiamo dunque tornare metaforicamente a casa visitando questo posto, la cui storia ci affascina: del resto siamo anche nel quartiere residenziale più antico della metropoli, dove con il tempo si sono trasferiti molti italiani e italo-americani. Tra le cose da vedere citiamo l’Old North Church, Paul Revere Mall (dove si trova la statua di Paul Revere, patriota americano), la casa di Paul Revere o magari la Skinny House, la casa più piccola di questa città immensa!

Boston Tea Party Ships & Museum

Tra le cose da vedere a Boston non possiamo non parlare del Boston Tea Party Ships & Museum, dove è possibile rivivere l’evento che ha dato vita all’America: proprio così, qui è prevista un’esperienza immersiva e multisensoriale con attori dal vivo, mostre interattive e repliche a grandezza naturale dei velieri del XVIII secolo. Un vero e proprio incontro con la storia in memoria del Boston Tea Party, con la possibilità di assistere alla rievocazione in 3D e naturalmente assaporare alcuni dei tè insieme a biscotti, torte o scones.

Boston Harbor Islands

Oltre alla Boston urbana, possiamo scoprire i dintorni ma soprattutto possiamo visitare le Boston Harbor Islands. Le isole della baia di Boston sono a dir poco mozzafiato e proprio qui si trova il faro più antico d’America: stiamo parlando di 34 isole, con due che sono in realtà delle penisole, e di certo ognuna ha la sua particolarità anche considerando che sono presenti delle attrazioni storiche o in generale possiamo ammirare il panorama naturalistico. Tra le isole da visitare c’è quella di Georges Island, dove si trova il Fort Warren. In alternativa è possibile prendere il traghetto per Spectacle Island, dove ci attendono una spiaggia, sentieri e il panorama dello skyline di Boston. In estate, è anche un luogo super movimentato dove assistere a concerti ed eventi.

Gustave Eiffel: le opere dell’ingegnere realizzate prima e dopo la torre

27 février 2025 à 13:35

Il suo nome è legato a uno dei simboli più amati e celebri di Parigi, ma in verità il suo ingegno ha dato vita a molto altro in Francia e nel resto del mondo. Stiamo parlando di Gustave Eiffel, ingegnere che ha dato vita alla famosa torre nella capitale francese e che nel corso della sua vita è stato la mente (o una delle menti) dietro a tantissime altre opere famose.

Ponti, viadotti, monumenti: ci sono tantissime strutture e meraviglie che portano la sua firma. Nato come Alexandre Gustave Bönickhausen, detto Eiffel, all’inizio della sua carriera è stato allievo di Charles Nepveu.

Tante le opere che ci ha lasciato: viaggio alla scoperta del patrimonio che porta la sua firma in giro per il mondo.

La prima opera di Eiffel

È con l’ingegneria ferroviaria che la carriera di Gustave Eiffel prende il via. Era giovanissimo, aveva 26 anni, quando gli è stato affidato il cantiere per la realizzazione del ponte Saint-Jean sulla Garonna, noto anche con il nome di Passerelle Eiffel.

È stato progettato da Stanislas de Laroche-Tolay con Paul Regnauld, mentre Gustave dirigeva il cantiere e ha contribuito con alcune idee importanti. Si snoda per circa 500 metri e dal 2009, dopo la dismissione, è classificato come monumento storico. Famoso è anche un incidente avvenuto durante la realizzazione del ponte, quando un operaio è caduto nella Garonna. A salvarlo è stato proprio Eiffel che si è tuffato in acqua.

La nascita della Maison G. Eiffel – Ateliers de constructions métalliques e la carriera

Se i primi anni della sua carriera sono eccezionali è poi con l’aiuto della famiglia che Eiffel riesce a dare vita alla Maison G. Eiffel – Ateliers de constructions métalliques, impresa che nasce nel 1867.

Viadotto Garabit di Gustave Eiffel
Fonte: iStock
Francia: il viadotto Garabit di Gustave Eiffel

Tante le sue opere, come il viadotto di Garabit, si tratta di un ponte ad arco in ferro che attraversa la valle del fiume Truyere e realizzato tra il 1880 e il 1884: ha un’altezza impressionate di 122 metri. Ha dato vita a diversi viadotti, ponti e opere in Francia e all’estero. Ad esempio il ponte Maria Pia sul Douro a Porto in Portogallo, mentre restando in Francia si può ammirare a Nizza l’Observatoire Côte d’Azur sul Mont-Gros dove vi è la più grande cupola mobile d’Europa che è stata progettata proprio da lui.

Ha lavorato in Vietnam, dove portano la sua firma ponti ferroviari e stradali, ma anche mercati, e in Cile dove  si può ammirare la cattedrale di San Marcos ad Arica.

Le due opere più celebri: la Statua della Libertà e la Torre Eiffel

Tanti, tantissimi progetti, ma due restano senza alcun dubbio i più celebri e iconici. Anche perché si trovano in altrettante città amate e ne sono diventati uno dei simboli.

Uno di questi è la meravigliosa Torre Eiffel che è stata realizzata in occasione dell’Esposizione universale che si è tenuta a Parigi nel 1889: questa opera, che è diventata emblema dello skyline parigino, è stata completata in tre anni (dal 1886 al 1889), avrebbe dovuto essere smantellata ma questo non è mai avvenuto. Un aspetto curioso riguarda questa imponente costruzione: infatti a pensarla erano stati due ingegneri di una ditta di Eiffel, ovvero Maurice Koechlin e Émile Nouguier. Successivamente lui, che aveva portato alcuni contributi, ha acquistato il brevetto. Il resto è storia.

Non tutti, poi, sanno che Gustave Eiffel ha progettato l’intelaiatura in ferro di uno degli emblemi di New York e degli Stati Uniti, ovvero della Statua della Libertà: la maestosa opera è stata realizzata dall’artista Auguste Bartholdi e si trova su Liberty Island all’ingresso del porto sul fiume Hudson a New York.

Simboli nel mondo, costruzioni pazzesche, che ha realizzato come una firma in tanti luoghi del mondo a imperitura memoria del suo ingegno.

Torre Eiffel
Fonte: iStock
Torre Eiffel, tra le cue più celebri opere

La Ciclomare che collega il Colosseo a Ostia antica, per innamorarti di Roma in bici

Par : losiangelica
24 février 2025 à 14:46

Una rivoluzione importante riguarda Roma e la sua viabilità: la città punta tutto sul green e lo fa sviluppando un piano ciclabile sempre più completo. Il progetto approvato della Ciclomare darà modo di collegare il centro della città eterna partendo dal Colosseo per raggiungere il litorale di Ostia e gli scavi archeologici di Ostia Antica. Un progetto ambizioso che unisce il desiderio di pedalare e fare attività all’aperto alla riscoperta di alcuni monumenti simbolo del capoluogo laziale.

Ciclomare di Roma: il progetto che collega il Colosseo a Ostia Antica

La Ciclomare di Roma prevede un itinerario studiato per poter collegare il centro storico alla costa, garantendo sicurezza e un’esperienza piacevole per gli amanti delle due ruote. Il percorso partirà dal Colosseo, si avvicinerà al Circo Massimo attraversando viale Aventino fino a Porta San Paolo e Piramide Cestia. Da qui, il percorso proseguirà lungo via Ostiense e viale Marconi, due assi viari strategici per la mobilità cittadina.

Si procederà poi lungo la via Cristoforo Colombo, per attraversare la tenuta della presidenza del Consiglio a Castel Porziano e la riserva naturale del litorale per poi giungere a Ostia proseguendo fino agli scavi di Ostia Antica, sito archeologico piuttosto importante. Il progetto ha lo scopo di valorizzare la mobilità lenta, favorire il cicloturismo e riscoprire il territorio con una viabilità più attenta all’ambiente. L’iniziativa fa parte di un piano per poter incentivare soluzioni più green permettendo di spostarsi in bici dal centro storico al mare abbracciando la valorizzazione territoriale.

La realizzazione rappresenta una vera opportunità per Roma; oltre ad incentivare l’uso della bici contribuirà a promuovere un turismo più consapevole e sostenibile dando modo ai viaggiatori di esplorare le meraviglie storiche su due ruote.

Quando sarà pronta

La realizzazione della Ciclomare rientra nel piano di mobilità sostenibile portato avanti dalla regione Lazio; la giunta comunale ha stanziato recentemente 38 milioni di euro per il suo sviluppo con 18 milioni dedicati proprio a questa singola ciclabile.  Il finanziamento si colloca nell’ambito del programma “Un’Europa resiliente e più verde“, che punta a ridurre le emissioni di carbonio e migliorare la qualità della vita urbana attraverso sistemi di trasporto sostenibili. Secondo quanto stabilito dal piano finanziario, i fondi saranno disponibili nel periodo compreso tra il 2025 e il 2027.

L’annuncio del finanziamento è stato accolto con grande entusiasmo dalle istituzioni; in prima linea Francesco Rocca presidente della regione Lazio che ha recentemente dichiarato ad ANSA: “La mobilità sostenibile e il potenziamento del cicloturismo erano alcuni degli impegni che ci eravamo assunti in campagna elettorale. Finalmente, in giunta abbiamo approvato una delibera che prevede lo stanziamento di 38 milioni di euro per interventi che riguardano l’intero territorio regionale. È un motivo di grande soddisfazione e orgoglio, inoltre, aver dedicato 18 milioni di euro alla realizzazione della pista ciclabile Ostia-Colosseo, riprogettata e rimodulata per arrivare non solo al mare, ma anche fino agli scavi di Ostia Antica”

Si prevede che i cantieri coinvolgeranno la città per diversi anni, prevedendo un completamento entro il 2028. Bisognerà attendere ancora qualche anno quindi ma sicuramente il progetto della Ciclomare di Roma è pronto a cambiare la mobilità della capitale.

Cosa vedere ad Anversa, la città nel cuore delle Fiandre

Par : ritarossella
21 février 2025 à 14:21

Dal suo bellissimo castello, alle chiese spettacolari, fino a piazze e palazzi: Anversa è una città operosa, ma anche culla di architettura, cultura e di una storia antica, che si intreccia con le leggende.

Un luogo affascinante, nel cuore delle Fiandre, dove il passato si può apprezzare nei tanti monumenti iconici, che sono tappe imperdibili se si visita la città, ma anche un posto fiorente grazie al suo porto e al commercio di diamanti. E vibrante, perché qui moda e arte sono vivi più che mai.

Passeggiare per le sue strade significa fare un salto indietro nel tempo, mentre non si perde di vista il presente grazie a un’atmosfera che la rende una delle città europee più affascinanti da vedere, dalla sua centralissima piazza del mercato, fino alle opere pittore fiammingo Rubens. La meraviglia è di casa ad Anversa e ci sono tantissime cose da vedere e da fare, per un viaggio speciale e indimenticabile.

Dove si trova

Per raggiungere Anversa si deve arrivare nel Belgio settentrionale, nella regione delle Fiandre: lì sorge questa città che oltre a essere molto popolosa è anche la più importante della zona.

Il suo nome, a quanto pare, è legato a una leggenda del XV secolo che trova le sue radici nel passato più remoto. Si dice, infatti, che un soldato romano abbia ucciso il gigante Druon Antigoon, tagliandogli la mano e buttandola nel fiume Schelda.

Storie a parte, il passato di questa città è davvero interessante e attraversa tante epoche differenti, come testimoniano i tanti monumenti e le numerose bellezze che si possono scoprire girando per le sue strade.

Anversa si sviluppa lungo il fiume Schelda, è dotata di un importantissimo porto ed è lontana circa 90 chilometri dal Mare del Nord. Se questo non bastasse è anche molto vicina a Bruxelles, basti pensare che tra le due città vi sono solamente 42 chilometri, il che significa che la si può raggiungere in treno dalla capitale del Belgio in soli 40 minuti circa, non mancano altri collegamenti come quelli con il pullman. Ma è bene sapere che arrivare nella stazione cittadina è già di per sé una meraviglia, essendo un edificio molto interessante dal punto di vista architettonico.

È anche vicina al confine olandese (da cui dista solamente 20 chilometri), per cui può essere la tappa di un viaggio più grande e che prevede location diverse.

Vale la pena dedicare alla scoperta di Anversa più giorni, ma se il tempo è limitato è bene sapere che ne può bastare anche solo uno per vedere le sue meraviglie più interessanti.

Anversa piazza centrale
Fonte: iStock
Anversa, uno scorcio sulla piazza centrale

Cosa vedere

Sono davvero tantissime le cose che si possono vedere ad Anversa, perché ogni luogo di questa città regala grandi tesori da scoprire. Come spesso capita per le città dalla storia antica, basta girare per le sue strade per ammirarne le numerose meraviglie: di fatto è come un grande museo a cielo aperto tutto da esplorare.

Passato e moderno si intrecciano in questo luogo delle Fiandre in cui la cultura è viva e vibrante, ma è anche meta per tutti coloro che cercano il divertimento grazie ai tanti locali che rendono la sua vita notturna molto interessante.

Le tappe da segnare per ammirare i suoi tanti tesori sono numerose, a partire dalla stazione centrale che merita una visita anche se non si arriva con il treno: tutte le cose imperdibili da vedere ad Anversa.

Centraal Station: la stazione centrale

Imponente e meravigliosa la stazione centrale cittadina lascia senza fiato per la sua architettura favolosa che mescola materiali differenti. Si trova in Koningin Astridplein ed è stata realizzata sul finire del 1800: la pensilina della piattaforma ha la volta alta 43 metri, lunga 186 e larga 66, mentre l’edificio è stato terminato nel 1905. Il punto più elevato è una cupola a 75 metri.

L’apertura è datata agosto 1905 ed è una delle stazioni più affascinanti di tutto il mondo.

Anversa: la stazione
Fonte: iStock
Anversa, la spettacolare stazione

Lo zoo di Anversa

Si trova proprio nei pressi della magnifica stazione ed è un luogo davvero affascinante: stiamo parlando dello zoo di Anversa, noto per essere uno dei parchi zoologici più antichi d’Europa. Natura, animali e bellissimi edifici lo rendono una tappa immancabile per chi visita la città delle Fiandre. È aperto tutti i giorni dalle 10 alle 16.

Rubenshuis: alla scoperta di Rubens

Rubens è stato un celebre pittore fiammingo, che si è trasferito ad Anversa a partire dal 1589, ovvero da quando aveva 12 anni. Ed è proprio in questa città che si possono approfondire la sua arte e la sua vita. Al momento Rubenshuis, la sua casa, è chiusa per lavori di ristrutturazione, ma questo non impedisce di scoprire di più su di lui, ad esempio, grazie alla Rubens Experience, il giardino e la biblioteca.

I musei della città

In questa città ci sono tantissimi musei dedicati a forme d’arte ed epoche differenti. Ad esempio, non si può perdere il Museo Mayer van den Bergh che ospita capolavori di tanti artisti differenti grazie a una collezione molto varia a opera di Fritz Mayer van den Bergh: è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.

Il Museo Reale di Belle Arti KMSKA è il luogo in cui ammirare l’arte, ma è anche un posto dove vengono portate avanti ricerche e ospita opere che spaziano dai maestri fiamminghi a quelli di fama internazionale come Tiziano, Chagall e Modigliani. È aperto tutti i giorni con orari differenti.

Tra i tanti musei è imperdibile anche il MAS Museum aan de Stroom, realizzato all’interno di uno straordinario edificio, è strutturato su più piani e qui si può approfondire la conoscenza della città e ammirarla dall’alto. Ospita anche mostre temporanee al terzo piano. È aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.

Infine, il Plantin Moretus, museo patrimonio mondiale Unesco, antica tipografia e casa della famiglia di editori omonima, dove scoprire e ripercorrere 300 anni di storia della stampa, ma anche conoscere una bella collezione d’arte, i ritratti di Rubens e molto altro. L’apertura va dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.

Cattedrale di Nostra Signora e non solo

Realizzata tra il 1352 e il 1521, la Cattedrale di Nostra Signora è uno dei simboli della città basti pensare che la sua torre alta 123 metri è tra le più elevate d’Europa. In perfetto stile gotico è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco. Meravigliosa e imponente con le sue sette navate, conserva alcuni capolavori di Rubens.

Tra gli edifici religiosi da non perdere anche la chiesa di San Carlo Borromeo, di tipo barocco e realizzata tra 1615 e il 1621, dove ammirare altre opere di Rubens.

Anversa MAS Museum aan de Stroom
Fonte: iStock
Anversa, l’edificio che ospita il MAS Museum aan de Stroom

Cosa fare

Le cose che si possono fare ad Anversa (anche da soli) sono tantissime, a partire da una bella passeggiata per la città alla scoperta di alcune tappe immancabili, fino allo shopping e al divertimento. Perché questo luogo è davvero vivace, all’avanguardia, oltre a custodire una cultura interessante e tesori di tante epoche diverse. Basta camminare per le sue strade perché lo sguardo riesca già da solo a cogliere tutte le sue meraviglie, ma ci sono alcune tappe e alcune cose che vale davvero la pena fare.

Passeggiare per la città: le tappe

Ci sono davvero tante tappe da non perdere quando si fa un giro per Anversa. Come la Grote Markt, la sua piazza principale dove si incontrano alcuni degli edifici più noti della città come il municipio, che è la perfetta rappresentazione dell’architettura rinascimentale nelle Fiandre. Sulla piazza si affacciano anche le case delle corporazioni. Uno scenario davvero unico, impreziosito al centro dalla fontana che ritrae Silvio Barbone, il soldato romano che aveva sconfitto il gigante.

Da visitare anche il Diamond Square Mile, cuore pulsante dell’industria cittadina legata a queste pietre preziose. Mentre lungo la strada Meir ci si può dedicare allo shopping e ammirare alcuni splendidi edifici. Tra le altre tappe imperdibili vi è il fashion district, dove si incontrano anche il MoMu, museo dedicato alla moda, e la famosa scuola Antwerp Royal Academy of Fine Arts.

Het Steen, scoprire il castello medievale

Realizzato tra il 1200 e il 1255, il castello medievale di Anversa è diventato ciò che possiamo vedere oggi nel corso del XVI secolo. Qui vi è anche il centro visitatori per questa ragione potrebbe essere l’ideale punto di partenza per chi programma una vacanza ad Anversa.

Si trova lungo la sponda destra del fiume ed è davvero affascinante, inoltre all’esterno dell’edificio si può vedere anche una statua di Lanfe Wapper un gigante che la leggenda narra si aggirasse per le vie della città.

Vita notturna ad Anversa

Quando si è in città non manca il divertimento, perché ci sono tantissimi locali in cui sperimentare anche molti dei piatti e delle bevande locali. A partire dalla birra, immancabile se si programma una vacanza in Belgio, senza dimenticare le cozze, il cioccolato e le patatine fritte. Ci sono pub, ma anche ristoranti e chioschi, tutti da provare per una pausa sfiziosa e per conoscere questo luogo anche dal punto di vista culinario. Accanto al cibo però non mancano serate da dedicare alla musica (per tutti i gusti) in uno dei tanti indirizzi a disposizione.

Tra le cose da fare, quindi, non deve assolutamente mancare il gustare le specialità locali e conoscere anche la parte più divertente della vita cittadina.

Anversa: Het Steen
Fonte: iStock
Anversa, il castello medievale Het Steen

Cosa vedere a Francoforte, itinerario alla scoperta dei monumenti principali

Par : losiangelica
20 février 2025 à 18:00

Molti fanno l’errore di credere che Francoforte sia solo un centro finanziario ma in realtà si tratta di una città della Germania che sprigiona modernità tra edifici futuristici e grattacieli che danno carattere allo skyline del centro storico senza però dimenticare l’anima storica che la rappresenta. Tra i periodi migliori per visitarla ci sono primavera ed autunno e può bastare un breve weekend di 2-3 giorni per poterla esplorare scegliendo le attrattive migliori. Tra musei di livello, passeggiate lungo il Meno e delizie culinarie ecco cosa vedere a Francoforte, spaziando tra attrazioni e monumenti.

Römerberg Platz

Un tour che si rispetti tra le cose da fare a Francoforte non può che partire da Römerberg Platz. La pizza più fotografata della città lascia tutti a bocca aperta; a colpire è la sua struttura: qui troverai case a graticcio perfettamente restaurate, che ti faranno fare un tuffo nel passato. Un tempo sede di fiere e mercati medievali, oggi è un punto di incontro per turisti e locali. A conquistare il ruolo di protagonista assoluto al centro della piazza è la fontana della Giustizia, un’icona che testimonia l’importanza storica di questo luogo. Durante il periodo di dicembre si anima per i tradizionali mercatini di Natale.

Frankfurter Römer e Kaisersaal

Uno degli edifici più importanti di Francoforte da vedere? Il Römer; si tratta di un municipio del XV secolo che ha dominato la scena storica e culturale della città. Non possiamo negare quanto sia suggestiva la facciata gotica, tanto che è proprio uno degli scatti più condivisi sui social. Al suo interno si trova la Kaisersaal, ovvero la sala degli imperatori in cui sono esposti tutti i ritratti degli imperatori del Sacro Romano Impero e trasporta indietro nel tempo con un’atmosfera curata in ogni particolare grazie all’incredibile conservazione del luogo.

Römerberg
Fonte: iStock
Römerberg di Francoforte tra le cose da vedere

Casa di Goethe

Tra i motivi che spingono molti visitatori a prenotare un viaggio a Francoforte c’è il voler ripercorrere la vita di uno degli scrittori più amati degli ultimi secoli. Proprio qui in città si trova la casa di Goethe, oggi sede museale ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale. Al suo interno si trovano arredi d’epoca, manoscritti e oggetti appartenuti alla famiglia. Visitarla permette di immergersi nell’infanzia e nella giovinezza del poeta, comprendendo meglio il contesto in cui ha sviluppato le sue opere più celebri. Dopo la visita, fermati nel museo accanto, dove troverai una collezione dedicata alla letteratura tedesca e all’influenza di Goethe sulla cultura europea.

Kaiserdom

Conosciuto come Kaiserdom, o duomo di San Bartolomeo è tra i simboli cult di Francoforte. La struttura della cattedrale gotica è tra i luoghi di incoronazione degli imperatori del Sacro Romano Impero e al suo interno è un vero e proprio capolavoro di arte sacra. Vetrate colorate e decori richiamano un’atmosfera solenne e per chi non soffre di vertigini è possibile salire in cima alla torre così da avere una suggestiva vista sul fiume Meno.

Chiesa di San Paolo

Gli amanti dell’architettura religiosa apprezzeranno una visita alla chiesa di San Paolo, oggi considerato anche un simbolo della democrazia tedesca. Basti pensare che proprio qui, nel 1848, si è svolta la prima assemblea nazionale della Germania per poter gettare le basi della costituzione moderna della nazione. Oggi non è più un luogo di culto, ma uno spazio dedicato a mostre ed eventi culturali.

Lo zoo di Francoforte

Chi visita Francoforte con bambini o famiglia apprezzerà uno stop allo zoo di Francoforte. Non meno importante dello zoo di Berlino, è stato fondato nel 1858 diventando uno dei più antichi d’Europa. Al suo interno vengono ospitati circa 4500 animali appartenenti a 500 specie diverse. Leoni, tigri, giraffe e animali esotici possono essere osservati in un luogo in cui vengono curati e accuditi rispettando le loro esigenze.

Cosa fare a Francoforte con i bambini
Fonte: iStock
Cosa fare a Francoforte con i bambini, visitare lo zoo

Main Tower

Chi desidera una vista suggestiva per ammirare Francoforte dall’alto potrebbe valutare una salita sulla main tower. Alta oltre 200 metri, vanta una piattaforma mozzafiato sul fiume e la città. Al tramonto consigliamo di salire fino al 53esimo piano dove si trova un ristorante elegante.

I musei di Francoforte

Considerata a tutti gli effetti la capitale finanziaria della Germania, Francoforte sta riscuotendo maggiore interesse turistico grazie ai grandi investimenti che vengono fatti dal punto di vista museale. La città ha una grande offerta tra i musei, ciascuno con il proprio tema trattato in modo approfondito e con opere di pregio esposte. Ecco i musei di Francoforte da visitare assolutamente.

Dam museo d’architettura

Se sei affascinato dall’urbanistica e dal design degli edifici, il DAM è una tappa imperdibile. Il museo si trova lungo il Museumsufer e si contraddistingue per regalare una panoramica sull’architettura tedesca e internazionale; le esposizioni variano da modelli storici di città medievali a visioni futuristiche dell’abitare moderno ma è soprattutto il fatto di ospitare anche esposizioni temporanee legate a topic quali la sostenibilità, la tecnologia e l’innovazione a renderlo ancora più interessante.

Museo Städel

Tra i musei d’arte da non perdere assolutamente in Germania c’è lo Städel. Al suo interno custodisce collezioni con oltre 700 anni di storia. Sono esposti qui capolavori di Rembrandt, Vermeer, Botticelli, Monet e Picasso. Accanto alla collezione permanente spesso vengono ospitate mostre temporanee, un omaggio all’arte a tutto tondo.

MMK Museum fur Moderne Kunst

Tra I musei d’arte contemporanea più amati in Europa c’è proprio l’MMK. Con un’architettura che colpisce al primo sguardo, ospita all’interno opere di Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Joseph Beuys, insieme a una collezione in continua espansione di artisti emergenti. All’esterno lascia a bocca aperta: ha una struttura triangolare e futuristica che lo rende esso stesso un’opera d’arte.

Museo ebraico

Francoforte ha una lunga e complessa storia legata alla comunità ebraica, e questo museo racconta la loro esperienza attraverso i secoli. Dopo una recente ristrutturazione, coinvolge con un’esperienza che spazia tra documenti storici, oggetti di culto e installazioni multimediali. Qui potrai scoprire la vita di figure celebri come Anne Frank e Moses Mendelssohn, nonché esplorare la storia del ghetto di Francoforte e delle persecuzioni del XX secolo.

Museo di storia naturale

Perfetto per le famiglie e per gli amanti della natura, lo Senckenberg Naturmuseum è uno dei più grandi musei di storia naturale della Germania; tra le attrazioni principali vanta enormi scheletri di dinosauri, modelli realistici di animali preistorici e un’affascinante sezione dedicata alla biodiversità del nostro pianeta. L’edificio offre anche esperienze interattive che rendono la visita coinvolgente per grandi e piccoli.

Cosa vedere a Nizza: itinerario nel centro storico tra spiagge, musei e monumenti

Par : losiangelica
18 février 2025 à 18:00

Stai pensando di prenotare una vacanza a Nizza? Splendida dalla primavera all’autunno ha tantissimo da offrire. Tra le località di mare più glamour d’Europa c’è la Costa Azzurra. Apprezzata da VIP e dal turismo luxury, spicca per un mare da sogno, una vivace vita notturna e un contesto storico e artistico che fa scoprire un’anima della Francia che va oltre la Provenza e Parigi. Cuore pulsante? Sicuramente Nizza, che viene infatti scelta per trascorrere le vacanze on the road alla scoperta del litorale e dei borghi più caratteristici. Scopriamo insieme cosa vedere a Nizza tra attrazioni e monumenti.

La promenade des Anglais

Simbolo principale di Nizza tra le cose da vedere è la promenade des Angleis. Si tratta di un viale di circa 7 chilometri che costeggia il mare; pedonale o percorribile in bicicletta regala una vista sul litorale da sogno costeggiando le vie interne del centro. Qui si trova anche uno degli hotel più esclusivi che con la sua cupola rosa viene spesso fotografato per aver ospitato VIP e personaggi famosi che lo scelgono per le proprie vacanze.

promenade des Anglais a Nizza
Fonte: iStock
La promenade des Anglais, la passeggiata sul lungomare di Nizza

Vecchia Nizza

Accanto ad una nuova Nizza più glamour ed esclusivo c’è il centro storico più caratteristico che con un labirinto di viette rivela una vivace vita commerciale. Negozi, ristoranti, mercati: proprio qui si respira quella che è l’anima più autentica della città balneare più amata della Francia. Imperdibile è il Cours Saleya, il famoso mercato dei fiori e dei prodotti locali, che di sera si trasforma in un vivace centro della vita notturna. Tra le cose da non perdere qui c’è la cattedrale di Santa Reparata, un capolavoro barocco con una facciata riccamente decorata; anche l’interno con cappelle ornate e soffitto affrescato conquista al primo sguardo.

Collina del castello

Del castello di Nizza restano poco più che delle rovine ma proprio qui sulla collina sorge una delle viste panoramiche più belle: la baia des Anges di Nizza è da scoprire dall’alto passeggiando all’interno del parco in cui resti archeologici, cascate artificiali e tanto verde non mancano. Per non affaticarsi si può evitare la salita a piedi e avvantaggiarsi con l’ascensore panoramico.

Place Masséna

Si chiama place masséna ed è la piazza principale da vedere a Nizza: si distingue per un’architettura che ha contaminazioni sia francesi sia italiane. Edifici dai colori vivaci e statue luminose firmate dall’artista Jaume Plensa l’arrricchiscono ma è soprattutto la fontana del sole ad attirare scatti fotografici. Da qui si parte per lo shopping tra i negozi cittadini più apprezzati.

Notre Dame

Non solo Parigi ha una sua Notre Dame. Anche Nizza ne ha una; la cattedrale neogotica si ispira fortemente alla celebre basilica con due torri gemelle e vetrate colorate. L’interno è sobrio ed elegante proprio come nella costruzione originale della capitale francese recentemente riaperta dopo un lavoro di ristrutturazione in seguito ad un incendio.

Musei di Nizza

A Nizza ci sono più musei ma tra i più interessanti c’è quello dedicato a Matisse. Si trova all’interno di una villa del XVII secolo circondata da un delizioso giardino in cui passeggiare; al suo interno sono custoditi dipinti, disegni e sculture del celebre artista, che ha trascorso molti anni a Nizza. Un’alternativa è il MAMAC. Si tratta di un museo dedicato all’arte dal XX al XXI secolo dove sono esposte opere di Yves Klein e Andy Warhol. Ad attirare l’attenzione è già l’edificio stesso con un’architettura moderna che attira l’attenzione di turisti e fotografi amatoriali. Altrettanto interessante il museo dedicato a Marc Chagall che custodisce le 17 tele che l’autore ha realizzato per il suo importante lavoro iconografico sulla Bibbia.

Il porto

Tra i luoghi più belli in cui passeggiare a Nizza c’è il porto. Qui sono ormeggiati yacht e barche di lusso che convivono con modelli da pesca; la zona è molto vivace e ospita un numero altissimo di locali, bar e ristoranti dove poter gustare piatti della tradizione quali la bouillabaisse o la pissaladière. Da qui è anche possibile partire per escursioni in barca verso Monaco o la Corsica.

Le spiagge più belle di Nizza

Non possiamo negare che molti raggiungono Nizza proprio per le sue spiagge; le più belle si affacciano sulla baie des Anges e tra queste c’è la rinomata plage Beau Rivage: privata ed esclusiva, è apprezzata dalla clientela vip in cerca di privacy e servizi ricercati. Chi preferisce la spiaggia pubblica può godere di un mare effetto wow alla plage de Castel oppure la plage de Carras consigliata anche per famiglie con bambini per la componente sabbiosa e minore presenza di ciottoli.

La movida di Nizza
Fonte: iStock
La vivace vita notturna di Nizza

Lo specchio d’acqua attivo in estate

Come in molte città francesi (anche Bordeaux ne ha uno!) è stato installato uno specchio d’acqua con 128 getti d’acqua e 900 vaporizzatori che creano giochi di luce e riflessi incantevoli ideale per rinfrescare in estate e dar vita ad un’area gioco per bambini. Le numerose panchine e aree di sosta permettono di godersi il panorama da diverse prospettive, offrendo un momento di tranquillità in una delle città più vivaci della Costa Azzurra all’ombra di bambù giganti, felci tropicali e piante tipiche del Mediterraneo.

La cucina nizzarda da gustare

Tra le attrazioni di Nizza anche la sua cucina; un tripudio di sapori mediterranei, con piatti semplici ma ricchi di gusto. Una delle specialità è sicuramente la socca, una sorta di farinata di ceci francese cotta nel forno a legna. Altrettanto gustosa la salade niçoise, un’esplosione di gusta immancabile in estate con tonno, uova sode, acciughe, olive e verdure di stagione. Chi ama la cucina di mare potrà lasciarsi conquistare dalla zuppa di pesce tradizionale conosciuta come bouillabaisse, una versione decisamente più ricca del caciucco toscano. Il tutto, ovviamente, accompagnato da etichette di vino prestigiose.

Non c’è nulla di meglio che un weekend a Nizza per fare il pieno di vitamina D non solo in estate, esplorando musei e opere d’arte e concedendosi una buona cena vista mare in un locale tipico della Costa Azzurra. E per chi avesse qualche giorno in più si può esplorare la vicina Provenza, oppure le altre località cult della zona come Mentone.

Cosa vedere a Cracovia: guida alla scoperta di musei e monumenti

Par : losiangelica
26 janvier 2025 à 17:00

Quando si consultano i siti di comparatori prezzo per i voli low cost, tra le città europee da raggiungere in poche ore di volo dall’Italia si trova spesso Cracovia. La città tra le più amate della Polonia conosciuta per il centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ha tanto da raccontare a livello culturale, storico e artistico ma anche nightlife e esperienze culinarie attirano numerosi turisti. Non solo castelli e piazze medievali, se c’è un aggettivo con cui potremmo definirla è poliedrica: sono tanti i volti che mostra. Zaini in spalla (sì, basta un weekend per visitarla!) e partiamo alla scoperta di Cracovia: ecco cosa vedere, monumenti e attrazioni da non perdere.

Piazza Rynek Glówny e la città vecchia

Non possiamo non partire dal cuore della città vecchia se vogliamo esplorare Cracovia. La zona è dominata da piazza Rynek Główny con una pianta tipicamente medievale e riconosciuta come una delle piazze più grandi d’Europa. Risale al XIII secolo e lo spazio davvero ampio è poi circondato di locali, caffè e ristoranti che rivelano una vitalità quotidiana. Al centro a conquistare il ruolo di protagonista c’è l’antico mercato dei tessuti, il Sukiennice che oggi è in realtà il luogo adatto dove acquistare qualche oggetto d’artigianato come souvenir.

Spostandosi a piedi, ma di pochi passi, si inizia ad esplorare la città vecchia con il centro storico premiato come Patrimonio Unesco: in alcuni minuti si raggiunge la torre del municipio, unica parte superstite dell’antico palazzo e che offre una splendida vista sulla piazza. Il dedalo di vie conduce in alcuni angoli nascosti ma autentici, ad esempio si può visitare l’università Jagellonica tra le più antiche dell’UE. Altrettanto suggestiva la visita alla struttura medievale conosciuta con il nome di Barbacane: era di epoca medievale ma è ancora oggi perfettamente conservata.

Restando in piazza e nel cuore della città vecchia il campanile rivela la basilica gotica di Santa Maria con numerose influenze polacche. Ad attirare lo sguardo sono le due torri asimmetriche, inconfondibili e che rendono la costruzione riconoscibile da qualsiasi punto della città. Al suo interno c’è l’altare di Veit Stoss, un’opera d’arte lignea di dimensioni e bellezza impressionanti risalente al XV secolo e con affigurata la vita della Vergine Maria e la Passione di Cristo. Ogni ora per intrattenere i turisti e ricordare l’antico rituale, suona uno squillo di tromba dalla torre più alta.

basilica gotica di Santa Maria a Cracovia
Fonte: iStock
Le iconiche torri della basilica gotica di Santa Maria

Collegium Maius

Come accennato, visitando l’università Jagellonica in città vecchia si fa un viaggio indietro nel tempo. Qui consiglio di raggiungere il Collegium Maius, l’edificio più antico collegato e fondato nel XV secolo. Non è solo il complesso gotico ad attirare lo sguardo ma sapere che qui vi hanno soggiornato ospiti illustri tra cui Niccolò Copernico. Attraverso una visita guidata si potranno scoprire la stanza del rettore, l’aula delle lezioni storiche e la sala degli astronomi.

Castello del Wawel e cattedrale

Uno dei monumenti di Cracovia più amati è il castello del Wawel: si tratta di un simbolo di regalità che domina la collina arroccato in una posizione strategica direttamente sul fiume Vistola. Costruito con un mix di stili tra gotico, rinascimentale e barocco ha ospitato i monarchi e diversi personaggi illustri. Oggi è tra i più visitati e racchiude attrazioni quali le camere reali arredate con mobili di pregio e arazzi, il tesoro della corona dove vengono custoditi i gioielli e non lontana si raggiunge la cattedrale.

Si tratta di un luogo di culto e incoronazione per i sovrani polacchi. Al suo interno, si possono visitare tombe monumentali, splendide cappelle e la celebre campana di Sigismondo, il cui rintocco accompagna i momenti più solenni della nazione. Tappa imperdibile la cripta reale: basta scendere alcune scale per scoprire che proprio qui riposano alcune figure importanti della storia. Una chicca? I local la chiamano la grotta del drago ed è una caverna legata al mito di Smok Wawelski.

Castello del Wawel a Cracovia
Fonte: iStock
Castello del Wawel e cattedrale di Cracovia

Quartiere Kazimier e Stara Synagoga

Un quartiere simbolo di Cracovia è quello di Kazimierz: il luogo storico, racconta la comunità ebraica di un tempo e oggi è simbolo della rinascita culturale e storica diventando un eclettico centro artistico e gastronomico.

All’interno del quartiere Kazimier tra i monumenti più suggestivi della cultura ebraica c’è la Stara Synagoga. L’edificio datato XV secolo è tra le più antiche d’Europa e la più antica in assoluto della Polonia. A lasciare a bocca aperta ci pensa la struttura con un’architettura sobria ma solenne e oggi è sede del museo storico. Al suo interno si possono scoprire collezioni di oggetti liturgici, documenti e fotografie che raccontano la vita della comunità ebraica di Cracovia. Entrati ci si rende conto che i dettagli gotici prendono il sopravvento, un luogo di culto, di silenzio e riflessione. La visita dà modo di ricordare una pagina buia della storia come quella dell’olocausto che ha colpito molto duramente la comunità ebraica di Cracovia. Nei dintorni è anche possibile visitare il cimitero Remuh.

Museo Czartoryski

Tra le tappe imperdibili per chi visita Cracovia c’è il museo Czartoryski. Apprezzato da chi ama l’arte, è stato fondato nel XVIII secolo su richiesta della principessa Izabela Czartoryska. Al suo interno tantissimi i pezzi di pregio ma in modo particolare molti lo visitano per poter vedere Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci. Non si tratta però dell’unico tesoro: qui sono esposti anche diversi capolavori di Rembrandt.

Museo Czartoryski di Cracovia
Fonte: iStock
Museo Czartoryski a Cracovia

Nowa Huta

Viene spesso soprannominato il quartiere socialista; Noewa Huta è al di fuori dei classici itinerari turistici ma credo abbia molto da raccontare. È stato progettato negli anni ’50 come città operaia, seguendo il modello del regime comunista. Oggi è strano passeggiarci, sembra proprio di fare un tuffo nel passato.

Jordan Park

Una vera e propria oasi verde nel cuore della città: il Jordan Park non è un semplice giardino in cui rilassarsi ma il luogo fondato nel 1889 dal medico Henryk Jordan, pioniere della medicina sportiva che lo ha fortemente desiderato per promuovere benessere fisico e mentale invitando le persone a fare attività all’aperto. Sentieri per passeggiate, piste ciclabili e aree giochi lo rendono ancora attuale e molto frequentato dalla comunità locale.

Rynek Underground

Si tratta di un museo interattivo posizionato sotto la piazza di Rynek Główny. L’esposizione sotterranea si sviluppa sotto uno dei punti principali della città e qui alcuni resti archeologici rivelano il passato della città tra il XII e il XIV secolo. Passeggiando su alcune passerelle si potranno ammirare i numerosi reperti e fare un vero e proprio viaggio nel tempo, anche grazie alle simulazioni e alle innovazioni tecnologiche che rendono l’esperienza più immersiva.

Podgorze, il ghetto ebraico

Podgorze è il nome del ghetto ebraico di Cracovia. Qui si passeggia all’interno di una delle pagine nere della storia; durante la Seconda Guerra Mondiale i peggiori crimini e le angherie sono rimaste indelebili trasformando la località in un luogo simbolo dell’olocausto. Tra i luoghi cult piazza degli eroi del ghetto dove oggi si ergono 33 sedie in ferro, un memoriale toccante per omaggiare una storia di speranza e resilienza.

Quartiere ebraico di Cracovia
Fonte: iStock
Il quartiere Podgorze di Cracovia

Stained Glass Museum

Tra i musei da visitare assolutamente c’è quello dedicato all’arte del vetro colorato: esposizioni e dimostrazioni dal vivo fanno scoprire quello che è uno dei cardini dell’artigianato locale. Consigliato soprattutto ad appassionati di arte e design, durante l’anno ha in calendario diversi workshop.

Fabbrica di Schndler

Chi non ha mai visto il film Shindler’s List? Il capolavoro cinematografico ha come protagonista la fabbrica che oggi è stata trasformata in museo per raccontare il periodo di occupazione nazista della città. L’allestimento è curato nei minimi dettagli e fa in modo di vivere la quotidianità della località durante il conflitto. L’emozione è palpabile soprattutto nello scoprire le storie dei lavoratori salvati da Oskar Schindler, un imprenditore armato di coraggio che ha fatto la differenza salvando centinaia di persone dalla deportazione.

Mocac: il museo d’arte contemporanea

Se sei un amante dell’arte moderna tra le destinazioni top che non può mancare c’è il MOCAK. Si trova non lontano dal centro e dai punti già citati e qui sono ospitate opere di artisti internazionali tra collezioni permanenti ed esposizioni temporanee che toccano temi quali identità, società contemporanea e memoria. La struttura stessa è di enorme prestigio per il settore dell’architettura contemporanea e si integra al tempo stesso con il contesto storico del quartiere.

Visita ad Auschwitz e la miniera di Sale di Wieliczka

Nonostante non siano propriamente nella città di Cracovia ma poco distanti, fanno parte delle cose da vedere assolutamente per chi si ferma in città per più di un solo weekend. La prima tappa obbligata è quella di Aushwitz-Birkenau: un luogo difficile da visitare emotivamente ma necessario per ricordare attraverso il museo memoriale tutte le vittime dell’olocausto. Il complesso visitabile ha due aree principali. Il campo di lavoro accoglie ancora oggi con la scritta “arbeit macht frei” rivelando poi l’opera di sterminio che in realtà era.

Miniera di sale Cracovia
Fonte: iStock
cappella di santa Kinga nella miniera di sale

Altro must to see è la miniera del sale di Wieliczka: dista meno di 15 km dal centro della città e si sviluppa in sotterranea su nove livelli. I visitatori hanno modo, con l’aiuto di una guida, di esplorare circa 3 km di gallerie così da scoprire laghi sotterranei persino sculture realizzate dai minatori. Una delle attrazioni principali è la cappella di santa Kinga: una vera e propria cattedrale sotterranea realizzata con cristalli di sale.

Questo è il monumento più amato della Spagna (no, non è la Sagrada Familia)

Par : elenausai10
5 janvier 2025 à 07:30

Quando pensiamo ai monumenti iconici e più amati della Spagna, il nostro pensiero va immediatamente a luoghi incredibili come la Sagrada Familia a Barcellona o l’Alhambra a Granada. Eppure, secondo una ricerca svolta dall’agenzia di viaggio specializzata in crociere Iglu Cruises, che ha analizzato migliaia di recensioni lasciate dai turisti su monumenti architettonici in tutta la Spagna, non sono loro quelli più amati.

Il monumento più amato del Paese è risultato la Mezquita-Catedral di Córdoba, una moschea dalla straordinaria bellezza. Questa, infatti, vanta una percentuale impressionante di recensioni a cinque stelle, con l’86,3%, rendendola non solo il monumento più apprezzato in Spagna, ma anche in tutta Europa.

Si tratta di una delle più grandi opere di architettura islamica al mondo e conquista qualsiasi visitatore con gli interni decorati in modo estremamente particolare. Inoltre, rappresenta il simbolo di un periodo d’oro della Spagna quando musulmani, ebrei e cristiani arricchivano la loro città con un mix di culture diverse e vibranti. Scopriamo un po’ della sua storia e come visitarla!

La storia della Mezquita-Catedral di Córdoba

La storia della Mezquita-Catedral di Córdoba comincia nel 786 d.C. durante il dominio del primo emiro omayyade Abd ar-Rahman I: fu lui che decise di acquistare metà della chiesa visigotica di San Vicente per le preghiere del venerdì della comunità musulmana. Successivamente acquistò anche l’altra metà su cui erigere una nuova moschea.

Con la crescita della città durante l’emirato e il califfato, furono eseguiti numerosi ampliamenti tra il IX, X e XI secolo, che hanno quasi quintuplicato le dimensioni della moschea e le hanno dato la forma che possiede oggi, con una importante alterazione: proprio nel mezzo della moschea si trova una cattedrale cristiana, da qui il nome ‘Mezquita-Catedral’, moschea-cattedrale.

Questo avvenne nel 1236, dopo la reconquista da parte di Ferdinando III detto Il Santo. A partire da questo momento, infatti, i musulmani furono mandati via da Córdoba e nella moschea vennero costruite cappelle, altari e altri elementi cristiani.

Cosa vedere nella Mezquita-Catedral

La Mezquita-Catedral unisce gli stili omayyade, plateresco, rinascimentale e barocco e rappresenta l’unica moschea al mondo ad avere una cattedrale al suo interno. Qui comincerete la visita dall’incantevole Patio de los Naranjos, un cortile con alberi di arancio, palme, cipressi e fontane, un tempo luogo delle abluzioni rituali prima della preghiera nella moschea.

Per godere di panorami mozzafiato e di una prospettiva unica dall’alto sull’edificio principale, salite sulla torre campanaria alta 54 metri costruita originariamente da Abd ar-Rahman III tra il 951 e il 952 come minareto della Mezquita. Successivamente fu rivestita da un robusto guscio esterno e innalzata dai cristiani nel XVI e XVII secolo.

La Mezquita-Catedral fu un edificio rivoluzionario al tempo, basta guardare i suoi interni: se i classici edifici islamici si sviluppavano in verticale, la Mezquita, invece, fu concepita come uno spazio orizzontale e democratico. Qui gli uomini pregavano fianco a fianco sull’argamasa, un pavimento di calce e sabbia rossastra compattata.

Sopra di loro, un tetto piatto, decorato con motivi dorati e multicolori, era sostenuto da archi striati che suggerivano una foresta di palme da dattero. Gli archi poggiavano infine su 1293 colonne, di cui oggi ne rimangono 856.

Un altro dettaglio da ammirare, contraddistinto da un magico splendore, è il portale del Mihrab, un arco a forma di mezzaluna racchiuso da una cornice rettangolare, detta alfiz. Per la decorazione del portale, Al-Hakim chiese all’imperatore di Bisanzio, Nicéforo II Foca, di inviargli un mosaicista capace di imitare i superbi mosaici della Grande Moschea di Damasco, uno dei grandi edifici omayyadi siriani dell’VIII secolo. L’imperatore cristiano inviò al califfo musulmano non solo un mosaicista, ma anche un dono di 1600 kg di tessere d’oro mosaico.

Infine visitate la parte della cattedrale cristiana, frutto di un lavoro che durò quasi 250 anni, un elemento racchiuso nei tanti stili presenti, da quello rinascimentale al barocco. Tra le caratteristiche più tarde troviamo il ricco retablo (pala d’altare) del XVII secolo della Capilla Mayor, realizzato in diaspro e marmo rosso, e gli splendidi stalli del coro in mogano, scolpiti nel XVIII secolo da Pedro Duque Cornejo.

Mezquita Catedral Cordoba
Fonte: iStock
Vista dall’alto della Mezquita-Catedral di Córdoba

Come visitare la Mezquita-Catedral

La Mezquita-Catedral, il monumento più amato della Spagna, può essere visitata tutto l’anno acquistando un biglietto di 13 euro per gli adulti, 10 euro per gli over 65 e 7 euro per i bambini tra i 10 e i 14 anni (i minori di 10 anni entrano gratuitamente). I biglietti possono essere acquistati anche in loco, ma noi consigliamo di prenderli online per evitare file e avere la certezza di riuscire a entrare.

Il monumento è aperto dalle 10:00 alle 18:00, mentre la torre campanaria, per la quale è necessario acquistare un biglietto a parte del costo di 3 euro, ha orari ben precisi che consigliamo di controllare sul sito ufficiale. Per chi desidera un’esperienza particolare, può visitare la Mezquita-Catedral di sera acquistando un biglietto di 20 euro dove scoprirete la sua storia assistendo anche a uno spettacolo di luci e suoni della durata di un’ora.

Per arrivare alla Mezquita-Catedral vi basterà salire sul bus 3 e 12 con fermata a “Puerta del Puente”.

Cosa vedere e cosa fare a Santa Cruz de Tenerife, tra divertimento, cultura e spiagge

28 décembre 2024 à 10:25

Vivace, cosmopolita e dinamica, Santa Cruz de Tenerife è un’imperdibile capitale costiera, rinomata per il suo importante porto, uno dei principali dell’Oceano Atlantico e vanta ben 58 chilometri di costa con alcune tra le spiagge più incantevoli dell’isola.

E non soltanto: è ricca di monumenti, musei e molteplici luoghi d’interesse ed è nota anche per il patrimonio architettonico modernista, visibile lungo i viali che impreziosiscono la zona portuale.

Insomma, rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione e modernità, ed è una meta imprescindibile per chi visita Tenerife. Scopriamo, allora, cosa fare e cosa vedere per una vacanza che non si dimentica.

Cosa vedere a Santa Cruz de Tenerife

Una visita a Santa Cruz de Tenerife può iniziare dal centro storico, dove scoprire monumenti che raccontano storie antiche, lasciarsi sorprendere da scorci incantevoli e gustare i piatti tipici della cucina locale presso i ristoranti Guida Michelin, veri capolavori dai sapori autentici.
Tra le tappe da mettere in lista spiccano Plaza de Pedro Schwartz e Plaza de la Paz, perfette per sentirsi accolti e parte integrante della vivacità del luogo. La Iglesia de la Concepción, invece, vi regalerà un viaggio nel passato, mentre il Museo de Bellas Artes vi conquisterà con il lato più contemporaneo e creativo di Santa Cruz, in quattordici sale di un edificio classicista del 1929.

Spostandovi sul lungomare, verrete conquistati dall’originalissimo Auditorium, completato nel 2003 su progetto dell’archistar Santiago Calatrava: tra il porto e il parco marino, vanta la sala principale che può ospitare fino a 1616 persone, e la sala della musica da camera che arriva a 422. Sede dell’Orquestra Sinfónica de Tenerife, dispone di due terrazze che guardano il mare e si apre verso la città e verso l’Oceano come una gigantesca opera d’arte nata per stupire.

Non lontano, ecco il Castillo di San Juan Bautista (o Castello Nero), risalente al 1644, caratterizzato da una torre circolare in pietra basaltica e pareti con feritoie. Accessibile da un piccolo fossato, ha mura spesse 2 metri e mezzo, è alto 8 metri e ha un diametro di 30 metri.

Per gli amanti del verde, fa bella mostra di sé il parco urbano Parque Garcia Sanabria, realizzato nel 1926: dimora di piante esotiche, palme e grandi alberi,  si sviluppa su una superficie di 67mila metri quadri, adornata da piacevoli sentieri, statue, fontane, alberi da frutto e siepi. Si tratta di una vera e propria oasi nel cuore della città, dove non lasciarsi sfuggire la vista di 13 sculture contemporanee (esposte al primo Salone Internazionale di Scultura negli Anni Settanta) e il grazioso orologio di fiori proveniente dalla Svizzera e donato all’isola dal Consolato di Danimarca.

Cosa fare a Santa Cruz de Tenerife

Siamo alle Canarie, laddove il clima è mite tutto l’anno con temperature gradevoli che, durante i mesi più freddi, si attestano tra i 16 e i 24 gradi: perché non approfittarne per godersi la vita da spiaggia tra relax, tuffi e bagni di sole? Santa Cruz, come accennato, custodisce alcune tra le spiagge più apprezzate dell’isola come, ad esempio, Las Teresitas, un trionfo di palme nel vicino villaggio di San Andrés, con un tratto di mare calmo e tutti i comfort e servizi, anche per i più piccoli.

Ancora, il Parco Marittimo César Manrique (complesso di piscine con cascate artificiali e viste da cartolina) è ideale per dedicarsi alle più varie attività acquatiche: snorkeling, vela, paddle-surf, immersioni e surf.

Ma Santa Cruz de Tenerife non offre solo mare e paradisiache spiagge dorate: concedetevi una passeggiata lungo le vie dello shopping e fermatevi al Mercato di Nuestra Señora de África, aperto al mattino, il non plus ultra per fare scorta di cibi freschi, vini, formaggi e delizie a non finire.

E poi da segnare in agenda una sosta al Tenerife Espacio de las Artes (TEA), spazio culturale che promuove i giovani talenti dell’isola e racchiude la Biblioteca Alejandro Cioranescu, il Centro per la Fotografia e il museo contemporaneo Oscar Dominguez.

Infine, soprattutto se viaggiate con bambini, esplorate l’Orto Botanico di Palmetum, 12 ettari di rara bellezza custode di oltre 2000 specie provenienti da climi tropicali e sub-tropicali e della migliore e più grande collezione di palme d’Europa con più di 500 esemplari. L’Orto Botanico è altresì un importante punto per il birdwatching.

Il Yonghe Gong di Pechino: le informazioni per visitare il Tempio dei Lama

23 décembre 2024 à 10:11

Quante cose ci sono da vedere a Pechino? La capitale cinese è una città che sorprende sempre, sia chi è in cerca di modernità che di storia. Sono molti, infatti, i monumenti da ammirare a Pechino e alcuni di essi sono diventati dei veri e propri simboli della città e testimoni della sua bellezza.

Il luogo conosciuto come Yonghe Gong – ovvero il Tempio dei Lama – fa parte di questa lista. Stai pensando di inserirlo tra le cose da vedere in Cina? Dovresti. Ecco qualche consiglio e informazione su come organizzare la tua visita al Tempio dei Lama di Pechino.

Dove si trova il Tempio dei Lama

Il Tempio dei Lama è situato nel distretto di Dongcheng, nella parte nord-orientale del centro di Pechino, Cina. L’indirizzo preciso è No. 12 Yonghegong Street, Dongcheng District. La stazione della metropolitana più vicina è Yonghegong Lama Temple (linee 2 e 5), che consente un accesso facile e diretto al sito.

Il modo migliore per arrivare al Tempio dei Lama, infatti, è proprio grazie a questo mezzo pubblico. Il costo del biglietto è di circa 0,40€. In alternativa, puoi arrivare in taxi: ricordati di portare sempre con te qualcosa su cui indicare, in caratteri cinesi, l’indirizzo del tuo alloggio e quello della tua destinazione.

All’interno dell’area dello Yonghe Gong si cammina molto: indossa scarpe comode e abbigliamento adatto alla stagione del tuo viaggio a Pechino. Il Tempio dei Lama è contornato da molta natura e non mancano i luoghi dove potersi sedere per riposare un po’.

Come organizzare la visita al Tempio dei Lama di Pechino
Fonte: iStock
La porta del Tempio dei Lama di Pechino

Storia del Tempio dei Lama

Il Tempio dei Lama è decisamente nella lista delle meraviglie di Pechino e fu originariamente costruito alla fine del XVII Secolo, durante la dinastia Qing, come residenza imperiale per il quarto figlio dell’imperatore. Il palazzo rifletteva già al tempo il prestigio e la raffinatezza della famiglia imperiale, con un’architettura davvero sontuosa e ricca di dettagli.

Nel 1722, quando il principe Yong salì al trono come imperatore Yongzheng, parte della residenza fu trasformata in un monastero per i monaci buddisti tibetani. Questo gesto non solo consolidava il suo potere, ma promuoveva anche il buddismo tibetano come elemento di coesione tra i diversi gruppi etnici dell’impero Qing.

Dopo la morte di Yongzheng, questo luogo continuò a essere considerato importante, soprattutto dal punto di vista religioso. Il Yonghe Gong, che divenne un centro spirituale e culturale fondamentale. Il tempio ospitava numerosi monaci, principalmente provenienti dal Tibet e dalla Mongolia. Era diventato un vero e proprio ponte tra il governo imperiale e le popolazioni di queste regioni. Il nome “Tempio dei Lama” gli venne attribuito proprio in quel periodo, per identificarlo con maggiore chiarezza rispetto ad altri luoghi religiosi in città.

Ancora oggi, è un luogo importante per molti credenti parte della comunità buddista tibetana.

Acquistare i biglietti del Tempio dei Lama

I biglietti per il Tempio dei Lama possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria all’ingresso del tempio o online tramite piattaforme turistiche cinesi. Se hai già un programma folto per il tuo viaggio a Pechino, acquista il biglietto in anticipo: questo ti permetterà di entrare nel giorno da te scelto e non dove cambiare in corsa i tuoi programmi.

Il costo del biglietto è di circa 25 yuan (circa 3-4 euro), ma è sempre consigliabile verificare eventuali aggiornamenti sui prezzi. Il tempio è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 16:30.

Cosa vedere nel Tempio dei Lama di Pechino
Fonte: iStock
Una delle statue del Buddha

Cosa vedere nel Tempio dei Lama

Il complesso del Yonghe Gong – che, ricordiamo, è il nome cinese del Tempio dei Lama – è costituito da cinque principali edifici disposti lungo un asse centrale, circondati da padiglioni minori e alcuni cortili. Le attrazioni da vedere in quell’area sono molte e, ovviamente, sono tutte comprese nel biglietto d’ingresso al tempio. Ecco cosa vedere:

  • Sala degli Imperatori Celesti (Yonghemen Hall): questa sala costituisce l’ingresso principale del tempio, con un grande portale decorato da sculture in legno e dipinti di molti colori. All’interno si trovano statue dei Quattro Re Celesti, figure imponenti che accolgono i visitatori con il loro sguardo vigile.
  • Sala dei Protettori Celesti: Questa sala ospita una statua centrale di Buddha Maitreya seduto, affiancata da statue di altre divinità protettrici. Le pareti sono adornate con bassorilievi e dipinti che narrano storie mitologiche.
  • Sala dell’Armonia Eterna (Yonghedian): È il cuore del complesso, dove si trova una maestosa statua del Buddha Shakyamuni, circondata da offerte di fiori e incenso. Gli intricati dipinti murali rappresentano scene della vita del Buddha, mentre i soffitti sono decorati con motivi tradizionali cinesi e tibetani.
  • Sala della Ruota della Legge (Falundian): Questa sala è dedicata alla recitazione delle scritture buddiste. Al centro si erge una grande ruota della preghiera in bronzo, riccamente incisa con mantra sacri. Qui troverai anche la statua del fondatore della scuola di buddismo tibetano seguita dai monaci di questo tempio. La spiritualità di questo ambiente è molto alta.
  • Padiglione delle Diecimila Gioie (Wanfuge): questo luogo rappresenta il punto culminante della visita. Qui troverai un’altra statua di Buddha, questa volta di misura colossale. È alta 18 metri ed è stata scolpita da un unico tronco di legno di sandalo bianco. La statua è un capolavoro di maestria artigianale ed è di alto valore spirituale e religioso. Il padiglione è decorato con lanterne ed elementi dorati che riflettono la luce, creando un’atmosfera maestosa e sacra.
Come comportarsi nel tempio dei Lama di Pechino
Fonte: iStock
Fedeli nel Tempio dei Lama

Regole di Comportamento nel Tempio dei Lama

Quando si visita il Tempio dei Lama di Pechino, durante un viaggio in Cina, è importante rispettare alcune regole di comportamento per preservare la sacralità del luogo e onorare le tradizioni locali.

Si consiglia di vestirsi in modo sobrio e appropriato, evitando abiti troppo vistosi o troppo scollati. Come accade, infatti, anche nelle chiese in Italia, viene chiesto ai turisti di portare rispetto alla presenza di credenti che si recano lì non per visita ma per devozione. Non si toccano le statue o gli oggetti sacri, né si entra nelle aree riservate ai monaci. È necessario mantenere il silenzio o parlare a bassa voce per non disturbare le preghiere e le meditazioni in corso.

All’interno del Tempio dei Lama si può mangiare e bere e solo in zone opportunamente indicate e segnalate. Inoltre, alcune aree del tempio vietano le fotografie: i cartelli che indicano questo divieto sono scritti in più lingue quindi non ci si può non accorgere. Prima di entrare in una sala, è buona norma inchinarsi leggermente in segno di rispetto. Infine, i telefoni cellulari vanno spenti o messi in modalità silenziosa.

Visitare il Palacio de Bellas Artes di Città del Messico: cosa sapere

Par : losiangelica
18 décembre 2024 à 17:26

Se dovessimo eleggere uno dei monumenti must have da visitare durante un viaggio in Messico sarebbe Palacio de Bellas Artes: tra i più iconici di Città del Messico incarna un mix tra arte, cultura e architettura. A due passi dal centro, dovresti visitarlo se stai pianificando la tua prossima vacanza proprio qui.

Perché visitare il Palacio de Bellas Artes?

Se ti stai chiedendo se mettere o no Palacio de Bellas Artes nel tuo itinerario la risposta è sì. Non solo avrai l’opportunità di vedere tutte le opere d’arte al suo interno ma potrai persino rivivere la storia: affreschi e non solo raccontano pagine del passato del Paese. Sei un amante della fotografia? Devi sapere che l’edificio è una vera chicca: la facciata, con le linee pulite e i dettagli ornamentali, è perfetta per scatti da condividere sui social. All’interno, invece, a dominare la scena sono i i giochi di luce e ombra che creano un’atmosfera unica.

Informazioni utili per la visita

Per raggiungerlo non è complicato: l’edificio si trova in pieno centro, a pochi passi dal parco Alameda Central. Proprio per questo i turisti possono raggiungerlo agevolmente con i mezzi pubblici, bus e metro comprese. Normalmente l’accesso al museo è consentito dalle 11 alle 17 ma è sempre meglio verificare sul sito ufficiale le eventuali chiusure o i cambi di programma.

Per vivere al meglio l’esperienza al Palacio de Bellas Artes, consigliamo di dedicare almeno due ore alla visita. Iniziate esplorando la parte esterna, magari al mattino, quando la luce naturale valorizza i dettagli architettonici, Poi proseguite con il museo e lasciatevi affascinare dai murales e dalle opere esposte. Se programmerete la visita in concomitanza con uno spettacolo teatrale o un concerto, la magia di assistere a un evento culturale in un contesto così prestigioso arricchirà ulteriormente il vostro viaggio.

Cosa sapere per visitare Palacio de Bellas Artes
Fonte: iStock
Palacio de Bellas Artes, una delle tappe più iconiche in un itinerario di Città del Messico

È un capolavoro di architettura

Il Palacio de Bellas Artes viene considerato tra gli esempi di architettura eclettica che hanno dominato il XX secolo. A progettarlo è stato l’architetto Adamo Boari che si è divertito sperimentando e mixando stile neoclassico, Art Nouveau e Art Déco. A dominare la scena ci pensa la cupola: decorata con toni di arancione e oro non solo spicca nello skyline ma lascia tutti a bocca aperta, soprattutto all’ora del tramonto.

Un museo e teatro di fama mondiale

Il Palacio de Bellas Artes è molto più di un edificio solo bello da vedere. All’interno ospita spazi dedicati sia alle arti visive che a quelle di performance. Rinomato per le sue collezioni permanenti e per le mostre temporanee che spaziano dall’arte messicana al modernismo internazionale, conta tra i tesori più preziosi i murales di celebri artisti come Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros e José Clemente Orozco, che raccontano la storia e le lotte sociali del Messico. Sul fronte delle arti performative, il palazzo è celebre per il suo teatro, che ospita spettacoli di opera, danza e musica classica. L’acustica perfetta e il sipario di vetro Tiffany, decorato con un paesaggio vulcanico, rendono ogni evento un’esperienza indimenticabile. Insomma, se stai pianificando una vacanza alla scoperta di Città del Messico inserisci questa tappa nel tuo itinerario delle cose da vedere assolutamente.

Egitto, scoperta in un’antica tomba la statua del vero volto di Cleopatra

Par : elenausai10
11 décembre 2024 à 10:09

Cleopatra è una di quelle figure che, con il suo fascino e mistero, è entrata a far parte del nostro immaginario collettivo e della cultura popolare. L’abbiamo vista interpretata dalle migliori attrici, come Elizabeth Taylor, ed è stata raccontata negli anni da artisti e stilisti di ogni livello, basti pensare alla sfilata di Chanel nel 2018 al Metropolitan Museum di New York. Ma qual è il suo vero volto? Forse, grazie al recente lavoro di un’archeologa, l’abbiamo finalmente scoperto.

Sono quasi 20 anni che Kathleen Martinez lavora senza sosta per cercare la tomba della regina d’Egitto che, si presume, si trovi alla fine di un tunnel segreto situato sotto le rovine del tempio egizio di Taposiris Magna. Seppur l’ultima scoperta non riguardi la tomba, rappresenta un avvenimento sensazionale che potrebbe avvicinarci alla sua posizione: durante gli scavi, infatti, è stata rinvenuta la statua di una donna con una corona reale, insieme ad altri preziosi reperti.

Una scoperta sensazionale: la statua e gli altri reperti

La missione archeologica è stata portata avanti dal team dell’Universidad Nacional Pedro Henríquez Ureña, capitanato da Kathleen Martinez, in un antico tempio a ovest della capitale tolemaica, in Egitto. Quello che hanno trovato è una statua di marmo bianco, di cui rimane solo la testa, raffigurante una donna con labbra carnose e capelli intrecciati intorno alla testa. Secondo Martinez, la statua mostrerebbe il vero volto di Cleopatra VII, la sovrana che regnò dal 51 al 30 a.C.

Un’ipotesi, però, non totalmente condivisa da altri esperti, i quali sottolineano le differenze tra i tratti del viso mostrati sulla statua di marmo e le rappresentazioni ampiamente conosciute dell’ex regina. Alcuni di loro, quindi, credono che la statua raffiguri invece un’altra principessa della dinastia tolemaica. Tuttavia, ad alimentare la teoria dell’archeologa ci sono gli altri reperti trovati.

Tra questi ci sono lampade a olio, contenitori di calcare, statue di bronzo e ceramiche rituali, ma soprattutto 337 monete, molte delle quali riportano l’effige della famosa regina, oltre che una statua a mezza figura di un re che indossa il copricapo Nemes dei faraoni e un amuleto a forma di scarabeo con l’iscrizione “La giustizia di Ra è sorta”.

Dov’è stata fatta la scoperta

La statua di quello che potrebbe essere il vero volto di Cleopatra è stata trovata, insieme ad altri reperti, sotto il Tempio di Taposiris Magna, vicino ad Alessandria d’Egitto, sotto il muro sud del suo perimetro esterno. Gli archeologi pensano che questo sia il luogo in cui riposa Cleopatra che, secondo gli esperti, è stata probabilmente sepolta insieme all’amante Marco Antonio. Il Tempio di Taposiris Magna, il cui nome significa “grande tomba di Osiride”, rappresenta un luogo importantissimo nelle ricerche legate alla regina d’Egitto.

Qui, infatti, sempre grazie agli scavi portati avanti dall’archeologa Kathleen Martinez dell’Università di Santo Domingo, è stata trovata una galleria lunga 1.300 metri, situata a 13 metri di profondità. Il tunnel, considerato “un prodigio della tecnica ingegneristica antica”, potrebbe essere il luogo in cui si trova la tomba di Cleopatra, una teoria oggi avvalorata dall’ultima scoperta relativa alla statua.

Cleopatra, l’ultima della dinastia tolemaica a governare l’Egitto, fu incoronata a soli 18 anni e la sua fama è arrivata intatta fino a noi grazie alla sua bellezza e intelligenza, oltre che per la struggente storia d’amore con Marco Antonio. Che si tratti o no del viso della sovrana, non vediamo l’ora di saperne di più per approfondire la sua enigmatica figura storica.

Scoperti due cerchi di pietra a Dartmoor (e i misteri si infittiscono)

18 novembre 2024 à 07:30

Dartmoor è un affascinante altopiano (e un parco nazionale) situato nella contea inglese del Devon che, grazie alla sua vegetazione rada e paludosa, è considerato una delle zone più selvagge del Paese. Un’area che per tantissimi anni è stata poco esplorata, al punto che la vegetazione era arrivata a coprire circa 80 cerchi e file di pietre molto simili a quelli di Stonehenge (180 km a est), scoperti poi nel 2007 a seguito di un incendio (a differenza di altri monumenti simili della zona).

Secondo gli studiosi, questi stessi cromlech potrebbero essere opera del “popolo” che costruì quelli di Stonehenge, ma recentemente sono stati riportati alla luce due ulteriori cerchi di pietre neolitiche che, a loro volta, hanno portato alla ribalta un’altra teoria già precedentemente indagata: pare che nel cuore di questo selvaggio altopiano in passato ci fosse un “arco sacro” di monumenti.

La nuova scoperta avvenuta a Dartmoor

Come riporta The Guardian, la scoperta dei due cerchi di pietra è il risultato del lavoro di una vita di Alan Endacott, lo stesso archeologo che, nel 2007, riportò alla luce l’anello di pietre più alto nel sud dell’Inghilterra, il Sittaford Stone Circle, scoperta che già all’epoca rafforzò la teoria della passata esistenza di un arco sacro.

Nel corso del tempo l’archeologo ha continuato con passione e dedizione il suo lavoro, tanto da essere stato ricompensato con questi due recenti ritrovamenti.

Uno dei cerchi da poco rinvenuto sembra avere caratteristiche simili a Stonehenge, mentre il secondo potrebbe essere servito come passaggio dai pellegrini in viaggio in questa zona.

Endacott ha chiamato uno dei monumenti “Il ​​Circolo di Metheral”, per omaggiare la collina sotto cui si trova. Esso è composto da 20 pietre, in gran parte cadute, e misura circa 40 x 33 metri. Il secondo cerchio, invece, si trova leggermente più a nord.

L’archeologo, aiutato da un gruppo di volontari, ha anche individuato alcuni segni di una sponda esterna che potrebbero essere indicativi della possibile (passata) presenza di un antico monumento di forma simile alle Stripple Stones sul Bodmin Moor, in Cornovaglia, all’Anello di Brodgar nelle Orcadi o persino alla fase precedente di Stonehenge.

È stato trovato anche un dolmen crollato, che Endacott ha denominato “Il Fratello Dolmen Caduto” in omaggio alle persone delle comunità di Dartmoor che morirono nelle guerre mondiali.

Altopiano di Dartmoor
Fonte: iStock
Una parte dell’altopiano Dartmoor

La teoria dell’arco sacro

Sul quotidiano britannico si può leggere che, secondo Endacott, qui probabilmente sorgeva un arco sacro di monumenti destinato a circondare le alture al centro della brughiera. Il motivo, stando al suo pensiero, è che in passato Dartmoor poteva vantare una maggiore copertura forestale, quindi forse questi monumenti fungevano da segni per riconoscere il terreno più elevato, che a sua volta doveva essere racchiuso in un cerchio per ragioni che non sono ancora note.

L’archeologo ha infatti dichiarato: “Questi scavi hanno superato le mie aspettative e hanno portato alla luce nuove prove che aiuteranno la nostra comprensione, ma inevitabilmente hanno anche sollevato ulteriori domande sul perché siano stati costruiti. Ci sono sicuramente altri siti che voglio approfondire. Non ci fermeremo tanto presto”.

Le prove raccolte fino a questo momento suggeriscono che le pietre fossero originariamente in posizione verticale, sebbene ciò non sia stato dimostrato in modo definitivo. A rimanere ancora sconosciuti sono il metodo con cui tutto questo è stato ottenuto e la data di costruzione dei cerchi di pietre, anche se si suppone che cada intorno alla metà del III millennio a.C.

Quel che possiamo affermare con certezza, è che questo luogo è un potenziale tesoro di informazioni (e che nasconde ancora tantissimi gioielli da scoprire) riguardanti le origini, i significati, l’uso e l’abbandono dei cerchi di pietre, non solo a Dartmoor ma in tutto il Regno Unito.

Queen’s Staircase, la scalinata in onore della Regina Vittoria a Nassau

Par : mgwesteast
16 novembre 2024 à 18:13

Situata nel cuore di Nassau, la capitale delle Bahamas, la Queen’s Staircase è una delle attrazioni più iconiche dell’isola di New Providence. Vero e proprio monumento alla resilienza e alla speranza, con i suoi 65 gradini scolpiti a mano nella roccia calcarea, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia delle Bahamas e della lotta per la libertà, diventata nel tempo un simbolo di emancipazione per la popolazione dell’arcipelago. Dedicata alla Regina Vittoria, la Queen’s Staircase è una meta turistica imperdibile, in particolare per gli amanti della storia e della natura, essendo circondata dalla lussureggiante vegetazione tropicale.

Una simbolo di resilienza e speranza

Costruita alla fine XVIII secolo da schiavi africani con strumenti rudimentali e una straordinaria abilità manuale, la scalinata, composta originariamente da 66 gradini, fu progettata per fornire un accesso rapido tra il centro città e il Forte Fincastle, un’imponente fortificazione militare che domina Nassau. Completata nel 1794, dopo ben 16 anni di lavori, nel 1834 fu dedicata alla Regina Vittoria in omaggio al suo ruolo cruciale nell’abolizione della schiavitù nell’Impero Britannico e non solo

Il suo regno rappresentò infatti un periodo di cambiamenti significativi per i diritti umani e la regina divenne un simbolo di speranza contro l’oppressione. Un legame che conferisce alla scalinata un valore simbolico oltre che storico, rendendola un luogo di riflessione e tributo alla resilienza e alla giustizia.

La costruzione della Queen’s Staircase

Ogni gradino della Queen’s Staircase racconta una storia di sacrificio e determinazione, poiché fu realizzata da schiavi liberati che, nonostante la dura condizione di oppressione, contribuirono a creare un’opera di incredibile valore storico e culturale. Ma ha anche rappresentato un atto di resistenza e speranza per una comunità che stava lottando per la propria dignità e per un futuro migliore.

L’architettura semplice ma imponente della Queen’s Staircase ne fa un capolavoro di funzionalità e bellezza, perfetto esempio di come la storia e la natura si intrecciano in un unico, suggestivo percorso. I gradini seguono una pendenza naturale del terreno, allo stesso tempo regolare e armoniosa, che si snoda attraverso la lussureggiante vegetazione tropicale.

Un percorso nella natura tropicale

Lungo il percorso, i visitatori possono ammirare le pareti che fiancheggiano la scalinata, creando un effetto scenografico che aggiunge ulteriore fascino al luogo. La natura lussureggiante e le rocce scolpite dal vento e dalle intemperie, hanno acquisito una forma affascinante e irregolare, creando un’atmosfera magica e suggestiva, che cattura l’immaginazione.

Un vero e proprio tunnel naturale di rocce coralline avvolge la scalinata, formando un passaggio fresco e ombroso che offre una pausa ristoratrice dal caldo tropicale. La luce che filtra attraverso le fronde degli alberi e le pareti rocciose genera giochi di ombre e luci che accrescono la suggestione del sito.

Questo angolo selvaggio di Nassau, che può sembrare quasi mistico, è anche un omaggio alla forza della natura, che protegge e avvolge questo simbolo di speranza e libertà. Qui i visitatori sono attratti non solo dalla bellezza delle rocce e della vegetazione, ma anche dal senso di serenità che si respira lungo il cammino in una perfetta fusione di storia e natura.

Il collegamento con il Forte Fincastle

Il collegamento tra la Queen’s Staircase e il Forte Fincastle rappresenta un itinerario storico che unisce due simboli fondamentali di Nassau. La scalinata, costruita per facilitare l’accesso al forte, era strategicamente importante, permettendo alle truppe britanniche di spostarsi rapidamente dalla città al punto di difesa in caso di attacco.

Il Forte Fincastle, costruito nel 1793 e progettato per proteggere Nassau dalle incursioni navali, è una struttura di notevole valore storico e architettonico, con la sua caratteristica forma a nave. La scalinata, che si erge maestosa lungo la collina, offre pertanto anche una connessione diretta con il passato coloniale delle Bahamas. Questo percorso tra i due monumenti è un viaggio nel tempo, che consente di esplorare il patrimonio militare e sociale dell’isola, e di comprendere il legame tra le difese della città e le lotte per la libertà e la dignità dei suoi abitanti.

Leggende e misteri della Queen’s Staircase

Leggende e storie locali aleggiano sulla Queen’s Staircase, contribuendo ad aumentarne il fascino. Una delle storie più diffuse è quella secondo cui i 66 gradini simboleggino gli anni di regno della Regina Vittoria, sebbene la scalinata ne conti attualmente solo 65. Un errore che potrebbe sembrare insignificante, ma che ha alimentato numerose teorie e curiosità legate al sito. Un’altra leggenda parla invece di apparizioni spettrali.

Si dice che gli spiriti degli schiavi che hanno costruito la scalinata, in segno di gratitudine o di eterni rimpianti, si manifestino nei pressi del sito, provocando strani rumori o apparizioni di luce nelle notti più buie. E non manca chi ritiene che la vegetazione che circonda la scalinata sia “magica”, in grado di curare le malattie o di portare fortuna a chi la visita con rispetto. Tramandati di generazione in generazione, questi racconti non fanno che aggiungere un tocco di mistero a un luogo già di per sé straordinario.

Come raggiungere la Queen’s Staircase

La Queen’s Staircase si trova a pochi passi dal centro di Nassau e si può quindi raggiungere facilmente a piedi, seguendo le indicazioni. Per chi arriva con una crociera, il sito è a pochi minuti a dal porto ed è quindi una meta ideale per una visita durante una sosta. In alternativa, i mezzi pubblici, taxi e navette locali offrono comodi collegamenti con la zona.

Orari migliori e consigli per la visita

La Queen’s Staircase è aperta tutti i giorni, generalmente dalle prime luci del mattino fino al tramonto. L’ingresso è gratuito, ma è possibile fare una donazione per sostenere la manutenzione del sito. Durante i periodi di alta stagione turistica, la scalinata può essere affollata nelle ore di punta o durante le soste delle navi da crociera, quindi è meglio programmare la visita al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando anche la temperatura è più piacevole.

È inoltre consigliabile indossare scarpe da ginnastica o sandali con supporto, in quanto i gradini possono essere irregolari o scivolosi in caso di pioggia e umidità. La visita può essere combinata facilmente con un tour del vicino Forte Fincastle, per un’esperienza completa di esplorazione storica di Nassau.

Inaugurata la passerella per visitare la Fontana di Trevi

Par : elenausai10
11 novembre 2024 à 13:21

I turisti stranieri (e non solo) che pianificano un viaggio a Roma arrivano con una lista ben precisa di cose da fare. Una di queste è sempre stato il lancio della moneta nell’iconica Fontana di Trevi, una delle attrazioni più amate della Capitale. Chi sta organizzando il suo itinerario in questo periodo e prevede di proseguire con questa tradizione dalle origini antichissime, tuttavia, dovrà rivedere i suoi piani.

Di cambiamenti, negli ultimi mesi, la Fontana di Trevi ne ha visti davvero tanti: dall’introduzione del numero chiuso e del biglietto d’ingresso per i non residenti al restauro stesso del monumento a un mese dall’inizio del Giubileo 2025. Dopo l’installazione della vasca temporanea, posta davanti alla recinzione, ora arriva anche la passerella temporanea che permette ai visitatori di ammirare il celebre monumento da vicino anche durante i lavori di manutenzione straordinaria.

L’inaugurazione della passerella alla Fontana di Trevi

In vista del Giubileo 2025, l’anno santo del cattolicesimo convocato periodicamente dal Papa, la Capitale prevede l’arrivo di milioni e milioni di visitatori che, durante il loro soggiorno in città, si aspettano sicuramente di poter ammirare dal vivo i monumenti più iconici come la Fontana di Trevi. Per risolvere il problema dell’attuale restauro e permettere ai turisti di visitare la fontana, è stata montata una passerella, un percorso sopraelevato inaugurato dallo stesso sindaco Roberto Gualtieri.

L’obiettivo della passerella è permettere ai turisti di ammirare da vicino le statue della fontana senza essere penalizzati dai lavori, che proseguiranno fino a dicembre. L’accesso è gratuito, ma contingentato: alla struttura potranno accedere fino a 130 persone per volta, dalle 9:00 alle 21:00, con orario posticipato dalle 11:00 per i soli lunedì e venerdì.

Sia la vasca che la passerella sono state prese di mira dalle critiche locali e internazionali: da una parte ci sono i commercianti presenti sulla Piazza di Trevi, contrari alla passerella perché rovinerebbe i marmi e i travertini su cui è poggiata, dall’altra la stampa internazionale come il New York Post, che invece ha scritto: “La fontana di Trevi di Roma è stata sostituita da un’orrenda piscina comunale. E l’amministrazione intende far pagare l’ingresso”.

Vasca passerella Fontana Trevi
Fonte: IPA Agency
Vasca e passerella alla Fontana di Trevi

Gestione degli accessi e rischio multe

Considerato l’alto numero di visitatori che arriva ogni anno a Roma e l’importanza del monumento stesso, insieme alla vasca per le monete e alla passerella sono arrivate anche delle regole da seguire. Il Comune ha vietato il lancio delle monetine dalla passerella per evitare di danneggiare la fontana, oltre che il consumo di pasti durante la visita. Chi trasgredisce queste disposizioni rischia una sanzione (una multa di 50 euro) da parte delle autorità presenti in loco per garantire la sicurezza della situazione e il flusso dei visitatori.

La passerella, che sarà smontata prima dell’inizio del Giubileo, la cui data ufficiale è il 24 dicembre con l’apertura della Porta Santa a San Pietro, seppur criticata dalla stampa, ha trovato l’appoggio dei turisti. C’è chi è molto felice di poter ammirare da vicino i marmi e chi, invece, si emoziona al pensiero di far parte dei primi visitatori a poter camminare sulla passerella e guardare la fontana a distanza ravvicinata.

Cosa vedere a Lione, la città francese tra i due fiumi

5 novembre 2024 à 14:50

Elegante e romantica, ricca di scorci suggestivi e monumenti che ne raccontano la storia millenaria, Lione è la meta ideale per una breve vacanza o un fine settimana non distante dal confine italiano, complice anche la sua tranquillità. Infatti, rispetto a tante località che sono soggette all’overtourism, Lione è molto meno affollata, nonostante sia la città più grande della Francia, dopo Parigi e Marsiglia.

Andiamo alla scoperta di tutte le meraviglie da non perdere in un viaggio in questa città incantevole costruita sulla confluenza del Rodano e della Saona. Scopriremo così il suo caratteristico centro storico, la collina Croix-Rousse, e la collina Fourvière, le tre aree in cui può essere suddivisa la città. Non mancano, poi, le specialità enogastronomiche offerte dalle trattorie site tra le viuzze che si snodano tra i palazzi antichi e moderni.

Il centro storico di Lione, la “Città Vecchia”

È proprio il centro storico il luogo perfetto da cui iniziare la propria visita a Lione: la sua “Città Vecchia“, recuperata con cura ed oggi tutelata dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, è tutta un susseguirsi di vicoli e di piazzette, di chiese e di palazzi storici. Ed è casa di ristorantini tipici che invitano a sedersi ai loro tavolini in ferro battuto. Ecco cosa vedere nel centro storico di Lione.

Place des Terreaux

Partiamo dalla penisola di La Presqu’ile, quel lembo di terra centrale che spicca tra i due fiumi di Lione, il Rodano e la Saona, che è il cuore pulsante della città.

Qui, l’ideale è passeggiare senza meta alla scoperta degli angoli più suggestivi della zona, ma c’è un luogo che è davvero imperdibile: è la Place des Terreaux, il cui nome deriva dal fatto che anticamente fosse parte del fiume, ma che venne riempita di terra per trasformarla in quella che oggi è la piazza più importante del centro cittadino.

Sulla Place des Terreaux si affacciano il Municipio (Hotel de Ville) e il Museo delle Belle Arti, e sorge la splendida fontana di Bartholdi, lo scultore della Statua della Libertà. Sembra che questa fontana fosse destinata alla città di Bordeaux, ma che non potendosela permettere venne terminata da Lione, dove si trova tutt’oggi.

Vale la pena, infine, una visita al Museo delle Belle Arti per la sua eccezionale collezione di monete (sono circa 50.000) e le opere d’arte dei più grandi esponenti europei, tra cui gli italiani Perugino, Tintoretto e Veronese.

Places de Terreaux, piazza principale di Lione
Fonte: iStock
Places de Terreaux, Lione

Quai St-Vincent e Quai de la Pecherie

Esplorando La Presqu’ile, non può mancare una passeggiata lungo il Quai St-Vincent, da cui ammirare i tipici palazzi variopinti sulla sponda del fiume Saona, per giungere fino al Quai de la Pecherie, che nel weekend vede riempirsi di vecchi librai. Lì si trova anche un palazzo la cui facciata è totalmente affrescata con libri e citazioni che ricordano gli scrittori di Lione, tra cui Rabelais, Stendhal ed Antoine de Saint-Exupery, il celebre autore de “Il Piccolo Principe“.

Il Muro dei Lionesi

Lione è ricca di splendidi murales e lo dimostra anche la facciata di uno stabile situato nella Presqu’Ile, e più precisamente in Rue de la Martinière. L’enorme dipinto murale, chiamato “Muro dei Lionesi”, che si apre alla vista rappresenta i personaggi tipici della città, alcuni dei quali famosi in tutto il mondo. Alcuni esempi? Potrete vedere l’Imperatore Claudio, Joseph-Marie Jacquard e i fratelli Lumière.

Muro dei Lionesi, un palazzo di Lione
Fonte: iStock
Muro dei Lionesi, Lione

Place Bellecour

Un altro luogo simbolo della Città Vecchia di Lione è Place Bellecour, raggiungibile con una breve camminata da Place Terreaux. È enorme (310×200 metri), tanto da detenere il titolo di piazza pedonale più grande della Francia e d’Europa.

In questa piazza, in cui avvengono tutti gli avvenimenti più importanti della città e in cui si incontrano molte attività, negozi e locali, si trovano più statue: quella equestre di Luigi XIV, quella del “Guardiano di pietra” e quella dedicata ad Antoine de Saint-Exupery.

La grandissima Piazza Bellecour di Lione
Fonte: iStock
Piazza Bellecour, Lione

I Traboules di Lione

Al di là delle sue grandi architetture, religiose e non, Lione è una città da scoprire piano piano. I suoi traboules, ad esempio, ne costituiscono la vera anima: sono i tipici passaggi coperti costruiti tra i palazzi, che permettono di attraversare gli edifici senza dovervi girare attorno. Sono particolari opere architettoniche che hanno avuto origine nel progetto dell’architetto Philibert Delorme, che costruì un passaggio che riuniva due palazzi in Rue Juiverie, nel 1800.

Ancora oggi la città custodisce diversi Traboules, ma non tutti sono visitabili. Dove poterli attraversare? Ad esempio da rue St Jean 54 verso rue du Boeuf 27 si trova il traboule più lungo di Lione, mentre da rue St Jean 27 verso rue des Trois Maries 6 se ne trova un altro accessibile. La regola è sempre quella di rispettare coloro che vivono nei palazzi restando in silenzio durante la traversata.

Tipico Traboule di Lione, che attraversa i palazzi
Fonte: iStock
Tipico Traboule di Lione

La Cattedrale di Saint Jean

Dopo una passeggiata nella parte della Città Vecchia che sorge sulla penisola di Lione, il consiglio è di raggiungere la Cattedrale di Saint Jean, dedicata a Santo Stefano e San Giovanni Battista. Costruita a partire dal 1100, con lavori che durarono ben 300 anni, è uno tra i migliori esempi in Europa di transizione dal romanico al gotico.

Per costruire questa chiesa larga 80 metri, furono sottratte le pietre usate per i monumenti romanici della città: oggi, una visita qua è d’obbligo. Anche al suo interno, dove è custodito uno degli orologi astronomici più antichi del continente. Passate qui alle 12.00, alle 14.00, alle 15.00 o alle 16.00, quando l’orologio si attiva e va in scena un vero e proprio spettacolo della meccanica.

Cattedrale di Saint Jean, Lione
Fonte: 123RF
Cattedrale di Saint Jean, Lione

La collina di Fourvière

Un’altra splendida area della città di Lione è senza dubbio la collina di Fourvière, raggiungibile a piedi o con una colorata funicolare che parte dalla Cattedrale. Dall’alto di questo colle, che tocca i 254 sul livello del mare, si gode di una vista spettacolare sull’intera città e anche oltre, vino ad avvistare, nelle giornate più terse, anche le Alpi con il Monte Bianco.

Quella di Fourvière viene chiamata la “collina che prega” per via dell’alta concentrazione di chiese, conventi e luoghi religiosi che qui sorgono.

Basilica di Fourvière

Sulla collina di Fourvière merita sicuramente una visita la splendida Basilica di Fourvière, il luogo sacro più importante della città. Costruita nel 1870, la sua strana forma ricorda quasi un elefante rovesciato e al suo interno custodisce una navata in mosaico che racconta la vita della Vergine Maria. A colpire è la mescolanza di stili utilizzati: all’esterno si possono vedere le influenze gotiche, classiche, bizantine che si uniscono armoniosamente.

Basilica di Fourvière, Lione
Fonte: iStock
Basilica di Fourvière, Lione

La zona archeologica romana e il Museo della Civiltà Gallo-Romana

Sulla collina di Fourvière si incontrano diverse testimonianze della storia antica di Lione e della Gallia, legata alla colonia romana Lugdunum, che qui prosperò diventando la più grande città dell’Ovest d’Europa, nonché zecca imperiale di Roma, e che diede i natali a due imperatori romani: Claudio e Caracalla. Tutt’oggi si possono ammirare il Teatro Antico, tra i più grandi di Francia, e l’Odeon.

A colpire è anche il Museo della Civiltà Gallo-Romana, sia per le opere conservate che ripercorrono la storia di Lione, sia per l’architettura stessa di questo luogo, ideato dall’architetto Zehrfuss. La struttura museale è completamente integrata nella collina su cui sorge il Teatro Antico, e presenta grandi aperture finestrate che regalano scorci di incredibile bellezza sui resti romani e sul paesaggio circostante.

La collina della Croix-Rousse

Diversamente da Fourvière, la collina della Croix-Rousse (Croce Rossa) viene chiamata la “collina che lavora”. Qui infatti si concentravano le produzioni di seta e le botteghe artigiane. Se vi va di camminare, consigliamo di salire lungo la Montèè della Grande Cote, la strada che un tempo era abitata dai Canuts, (operai della seta). Tra scivoli e scalini, si raggiunge uno dei punti panoramici su Lione più belli e mozzafiato.

Palazzo dei Voraces

Deviando per pochi metri dalla strada Montèè della Grande Cote che risale la collina, si raggiunge uno dei palazzi storici e simbolo delle organizzazioni operaie dei lavoratori della seta in città: la Cour des Voraces (Palazzo dei Voraci), famosa per la sua grande scalinata di sei piani e per essere un imponente traboule, con uscite su varie vie laterali.

Anfiteatro delle Tre Gallie

Uno dei primi anfiteatri costruiti al mondo è proprio quello che sorge sulla collina della Croix-Rousse: l’Anfiteatro delle Tre Gallie. Risale al 19 a.C. ed oggi ne restano soltanto alcuni elementi, ovvero una parte dell’arena, le fondamenta e certi tratti di muro.

Enogastronomia nei Bouchons

È proprio così che Lione va vissuta: camminando senza una precisa destinazione, pronti a lasciarsi stupire dai suoi monumenti, dalle sue vie, dal suo spirito. E come le chiese e le testimonianze storiche, anche le tradizioni culturali ne raccontano la personalità. Un viaggio alla scoperta di Lione, infatti, non può prescindere dal tuffarsi nel suo ricco patrimonio enogastronomico.

Nella Città Vecchia, e non solo, ci si può fermare in uno dei tanti ristorantini e trattorie che offrono i piatti della tradizione lionese. Si chiamano “Bouchon lyonnais” e sono caratterizzati da un’atmosfera accogliente e conviviale (sono riconoscibili da un’apposita insegna all’entrata del locale). Lione vanta infatti la migliore cucina francese, e provarla nei luoghi in cui è nata e si è radicata non ha prezzo.

Bouchon, tipico ristorante e trattoria di Lione
Fonte: iStock
Un Bouchon, tipico ristorante e trattoria di Lione

L’appartamento nascosto in cima alla Tour Eiffel

Par : elenausai10
28 octobre 2024 à 10:41

La Tour Eiffel fu terminata nel 1889 ed è considerata il simbolo di Parigi, oltre che uno dei monumenti più famosi al mondo. Alta più di 300 metri, dopo la sua inaugurazione suscitò meraviglia, stupore, fascino e, probabilmente in alcuni esponenti dell’élite francese, anche un pizzico di gelosia. L’ingegnere e imprenditore Gustave Eiffel, che finanziò il progetto e ne acquistò il brevetto (sapevate che non fu lui il vero progettista della torre?) fece costruire in cima un appartamento segreto per condurre esperimenti e intrattenere visitatori illustri.

Immaginate la reazione della società parigina del tempo quando scoprì l’esistenza di una mini casa con una delle viste migliori sulla città! Oggi non rappresenta più un’esperienza elitaria e i turisti in visita nella capitale francese possono sbirciare e vederne gli interni. Scopriamo insieme la storia dell’appartamento segreto in cima alla Tour Eiffel e come visitarlo.

L’appartamento privato di Gustave Eiffel

Parigi e la Tour Eiffel sono un connubio indissolubile e Gustave Eiffel, talmente conscio dell’importanza che avrebbe ricoperto questa incredibile struttura in ferro, decise di viverci letteralmente dentro. L’appartamento che costruì per se stesso è situato al terzo livello della torre. Non era un ambiente enorme, ma accogliente e arredato secondo l’estetica del XIX secolo. Cuscini, carta da parati con motivo paisley, una libreria e un pianoforte a coda contribuivano a creare l’atmosfera perfetta dove Gustave Eiffel poteva accogliere i suoi ospiti e dedicarsi ai suoi esperimenti. Insieme all’appartamento fu costruito, infatti, un laboratorio dotato di attrezzature sperimentali.

Nel suo libro “La Torre Eiffel a trecento metri”, Henri Girard ha scritto: “Eiffel ha ricevuto innumerevoli richieste per affittare quello straordinario pied-à-terre rifiutando tutte le offerte perché nessun’altra abitazione avrebbe potuto offrire al suo proprietario un luogo lontano dai rumori e dalla sofferenza umana. Da qui si può guardare sugli splendori di Parigi e di notte cullati dal canto del vento, ci si addormenta con la luce delle stelle eternamente vigili”. La società parigina non vedeva l’ora di mettere mano all’appartamento, diventato uno dei più esclusivi della città, ma non ci riuscì mai. Gustave Eiffel lo usò semplicemente per se stesso scegliendo con cura la sua compagnia, come Thomas Edison.

Appartamento segreto Tour Eiffel
Fonte: Getty Images
L’appartamento segreto sulla cima della Tour Eiffel

Come visitare l’appartamento sulla Tour Eiffel

All’interno del ‘Bureau de Gustave Eiffel‘, situato al terzo e ultimo piano della Tour Eiffel, viene rappresentata anche la figlia Claire. Il terzo piano della Tour Eiffel è diviso in due: il livello inferiore è aperto a tutti e offre una terrazza da dove i turisti possono ammirare il panorama parigino, mentre dietro ai vetri si nasconde l’appartamento segreto, oltre ai tre laboratori: uno per le previsioni meteo, uno per l’astronomia e uno per lo studio della fisiologia.

Se acquistate i biglietti per raggiungere la cima della torre, la visita dell’appartamento segreto è incluso nel prezzo. Tuttavia non potete accedere al suo interno, ma semplicemente ammirarlo da un vetro che ne preserva gli arredi e l’ambiente, rimasti uguali al tempo in cui Gustave Eiffel vi trascorreva le sue giornate, ma non la notte. Nella stanza, infatti, non era presente un letto.

❌
❌