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Cotswolds, la campagna inglese che sembra un set cinematografico

Par : signoday
8 avril 2025 à 18:00

Appena fuori Londra, si apre un meraviglioso paesaggio fatto di colline, di ampie distese verdi – che a primavera si coprono di fiori -, di villaggi in pietra calcarea e di antiche cattedrali. Siamo nella zona delle Cotswolds, dove sembra di entrare in una cartolina vivente. Un territorio talmente perfetto e rimasto inalterato nel tempo tanto da essere spesso usato come location per film e period drama. Qui hanno girato la saga di Harry Potter, “Downton Abbey”, “Bridgerton“, “Orgoglio & Pregiudizio”, ma la lista di produzioni cinematografiche è lunghissima. Per i fan del cineturismo è il luogo ideale, ma è soprattutto una zona dell’Inghilterra ricca di storia, cultura e tradizioni.

Una zona talmente bella – e non troppo distante dalla Capitale – tanto da essere stata scelta da molte celebrity per viverci. Partiamo per un viaggio on the road alla scoperta di quella che è considerata la zona più pittoresca del Paese, tra villaggi, castelli, abbazie e palazzi storici.

Lacock, il villaggio di Harry Potter

Tanti i luoghi pittoreschi che s’incontrano nelle Cotswolds, ma sicuramente da non perdere è il villaggio di Lacock, che chi ha visto “Harry Potter e la pietra filosofale” lo ricorderà come Budleigh Babberton, un luogo tutelato dal National Trust. Qui si trova l’Abbazia di Lacock, un edificio che risale al XIII secolo, poi convertito in country house e che, nel film, è la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. I suoi inconfondibili chiostri sono stati set di ben due episodi della saga, “la pietra filosofale” e “la camera dei segreti”, ma anche del più recente film “Animali fantastici – I crimini di Grindelwald”. L’abbazia ospita un museo della fotografia perché, proprio qui, William Fox Talbot, alla fine dell’800, inventò il primo negativo fotografico. Tutto il villaggio è un susseguirsi di scorci che hanno fatto da set per Harry Potter: c’è il vero cottage dei genitori del maghetto, la casa del professor Lumacorno, il pub The Sign of the Angel, che nel film di Harry Potter è Babberton Arms, e tanti altri luoghi visti in altri film.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
La casa dei genitori di Harry Potter a Lacock

Tetbury, a casa di Carlo e Camilla

Seconda cittadina delle Cotswolds per grandezza, Tetbury è famosa per essere la seconda casa di re Carlo III d’Inghilterra e della regina Camilla ed è stata di recente set della serie “Rivals”. Nel Medioevo era un’importante città-mercato per il commercio della lana e dei filati. Oggi è una meta chic, con deliziosi negozi, ottimi ristoranti e sale da tè ed è molto legata alla Famiglia reale britannica. Alle porte della cittadina si trovano, infatti, Highgrove Gardens, la residenza privata della coppia reale. Fin dagli Anni ’80, quando Carlo era ancora Principe, si era dedicato alla creazione dei magnifici giardini intorno alla villa, considerati oggi tra i più belli del Regno Unito. Si possono visitare alcuni giorni della settimana tra aprile e ottobre.

Sempre alle porte di Tetbury si trova un’altra dimora privata che è possibile visitare e che è stata usata spesso come location per cinema e Tv. Qui hanno girato la serie “Poldark” con Aidan Turner, “Tess of the d’Urbervilles”, una produzione della BBC tratta dal romanzo di Thomas Hardy (tra le ultime, un adattamento contemporaneo statunitense di “Northanger Abbey”, tratto dal celebre romanzo di Jane Austen, di cui quest’anno si celebra il 250° anniversario). Si tratta di Chavenage House, già lì prima ancora che arrivasse Guglielmo il Conquistatore e con lui l’invasione dei Normanni. Entrare in questo edificio, completamente arredato e vissuto in ogni minimo dettaglio, è come fare un balzo indietro nel tempo.

Broadway e la torre delle fiabe

Molto bello, e molto più grande di Snowshill, è poi il villaggio di Broadway, che si sviluppa lungo un’unica strada, High Street, costeggiata da deliziosi pub, ristoranti e da tantissimi negozi. C’è anche il Broadway Museum, che racconta l’affascinante storia di questo luogo, con testimonianze di insediamenti umani risalenti a 8.000 anni fa, che ha ispirato anche il creatore di Winnie the Pooh, A.A. Milne, e J.M. Barrie, autore di Peter Pan, e la Cotswolds Distillery, dove poter fare degustazioni di whisky e gin.

Lungo la strada per arrivarci – che nella bella stagione è costeggiata da infinite distese di campi di lavanda – è impossibile non fare tappa alla Broadway Tower, un castelletto costruito alla fine del ‘700 su Fish Hill, uno dei punti più alti delle Cotswolds (solo 312 metri sul livello del mare), e che ricorda il castello di Biancaneve. Dalla cima della torre si può ammirare un bellissimo panorama della campagna. E, per chi ama camminare, questo percorso si trova sul sentiero nazionale Cotswold Way, un bellissimo itinerario di 164 km che collega Chipping Campden, nel Gloucestershire, a Bath.

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Fonte: 123RF
L’iconica Broadway Tower

Chipping Campden, gioiello delle Cotswolds

Chipping Campden è un’altra cittadina incantevole delle Cotswolds, la cui storia è profondamente legata al commercio della lana che, nel Medioevo, rese questo borgo uno dei più ricchi e fiorenti d’Inghilterra. Il termine “Chipping” deriva da un vecchio termine inglese che significa “mercato“, indicando l’importanza del borgo come centro commerciale. Il Court Barn Museum racconta proprio la storia di questo villaggio di artigiani. Nel corso dei secoli, Chipping Campden ha conservato la sua straordinaria architettura, testimoniando la prosperità e l’importanza storica di questa regione.

Snowshill, una cartolina vivente

Uscito da un libro di fiabe è anche il villaggio di Snowshill, con le sue case in pietra (una di queste è servita per girare la celebre scena del pranzo di Natale nel “Diario di Bridget Jones”, ma attenzione perché è vietato superare il cancello!), la grande chiesa, i muretti a secco e l’antico cimitero. Rimasto intatto, è tra i villaggi più pittoreschi delle Cotswolds. Sono benvenuti, invece, tutti coloro che desiderano visitare, grazie ai volontari del National Trust, Snowshill Manor, una casa padronale ricca di tesori straordinari e di incredibili collezioni che vanno dai giocattoli agli strumenti musicali, con splendidi giardini curatissimi.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Snowshill, il villaggio di Bridget Jones, nelle Cotswolds

Cheltenham, la città termale delle Cotswolds

Frequentatissima tra il ‘700 e il periodo Regency, Cheltenham è una delle più importanti città termali d’Inghilterra insieme a Bath e si trova nel cuore delle Cotswolds. Le acque benefiche, scoperte solo nel XVII secolo, fecero sì che venissero aperti tantissimi alberghi e organizzati eventi per intrattenere gli ospiti dell’alta società che frequentavano la cittadina, tra cui Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie, Sir Arthur Conan Doyle, uno dei più celebri autori di gialli, che er solito soggiornare a The Queens Hotel, ancora oggi uno degli alberghi storici più belli in  città, e anche la Famiglia reale. Anzi, pare sia stato proprio re Giorgio III a donare lustro a Cheltenham.

Parchi, sale da ballo e persino un ippodromo dovevano così contribuire a trasformarla nella meta turistica più desiderata d’Inghilterra. Famose sono ancora oggi le corse dei cavalli che si svolgono a primavera per il Cheltenham Festival. Nei giorni delle gare, alla stazione ferroviaria di Cheltenham Spa arriva anche il treno storico a vapore della Gloucestershire Warwickshire Railway, che parte da Broadway e che attraversa i meravigliosi paesaggi delle Cotswolds. Un tragitto breve,  circa 50 km, ma molto emozionante.

Woodstock e il sontuoso Blenheim Palace

Tappa obbligata di ogni itinerario nelle Cotswolds è Blenheim Palace, la Versailles d’Inghilterra, un meraviglioso palazzo patrimonio dell’umanità Unesco dove nacque Winston Churchill e dove sono stati girati molti film e serie Tv. Si trova al confine Est delle Costwolds, nella cittadina medievale di Woodstock, che un tempo faceva parte del territorio di caccia reale. I bellissimi ambienti e i lusurggianti giardini di Blenheim Palace, le fontane, i laghetti, i monumenti e le collezioni d’arte hanno fatto da sfondo a numerose produzioni cinematrografiche. Tra le ultime, “Queen Charlotte”, prequel di “Bridgerton”, “Harry Potter e l’ordine della fenice”, “Napoleon” di Ridley Scott, “James Bond 007 Spectre”, “Indiana Jones e l’ultima crociata”, “Mission: Impossible – Rogue Nation” e molte altre.

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Fonte: Ufficio stampa
Blenheim Palace e il suo meraviglioso parco

Slaughter, icona delle Cotswolds

E, infine, da non perdere è Slaughter, un pittoresco villaggio fatto di poche case – quasi tutte case-vacanza dei ricchi londinesi – che si sviluppa lungo un corso d’acqua con tanto di mulino, che ricorda ancora oggi il passato di questo territorio la cui economia si basava non sul turismo come avviene oggi, bensì sulla produzione della lana. Questo delizioso angolino d’Inghilterra è incredibilmente iconico. In quella che un termpo era la casa padronale, The Slaughters Manor House, poi divenuta un convento, oggi si può soggiornare per provare un’esperienza autentica e fuori dal tempo.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Il villaggio di Slaughters nelle Cotswolds

Come visitare le Cotswolds

Le distanze tra una località e l’altra sono ridotte e, ogni giorno, è un continuo immergersi tra villaggi color miele, bed&breakfast d’altri tempi, castelli, chiese medievali e antiche locande. Per visitare questa zona attraversando i più bei villaggi si può noleggiare un’auto, seguendo la Cotswolds Road oppure salire a bordo di un treno storico a vapore, ma i più sportivi, nella bella stagione, possono percorrere queste splendide colline in bicicletta o, in modo molto British, a cavallo.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Il villaggio di Woodstock

Tutto quello che c’è da sapere per rinnovare il passaporto

Par : signoday
5 avril 2025 à 11:18

Richiedere o rinnovare il passaporto non è complicato, ma bisogna muoversi per tempo e fare attenzione a tutti i passaggi richiesti. Per chi ha in programma un viaggio all’estero, il consiglio è di controllare per tempo la scadenza del documento e prenotare il proprio appuntamento con anticipo, sfruttando anche i canali alternativi come gli uffici postali o il servizio a domicilio.

Anche se comunemente si parla di “rinnovo”, in realtà il passaporto non viene mai rinnovato, ma sostituito con un nuovo documento. Vediamo nel dettaglio come fare, quali documenti servono, quanto costa e in quali casi è possibile richiedere il passaporto in tempi più rapidi.

Cos’è il passaporto elettronico

Il passaporto attualmente in uso è elettronico ed è composto da un libretto cartaceo di 48 pagine dotato di microchip. Questo chip contiene i dati anagrafici, la fotografia e le impronte digitali del titolare. La firma digitalizzata è visibile a pagina 2, tranne nei casi in cui la persona sia minorenne, analfabeta o impossibilitata a firmare per motivi di disabilità. In queste situazioni è riportata la dicitura “esente”, anche in inglese e francese.

La scadenza

La validità è di 10 anni per le persone adulte. Alla scadenza, il documento non può essere prorogato, ma va richiesto un nuovo passaporto. È importante considerare che, negli ultimi sei mesi di validità, il passaporto non consente la libera circolazione in tutti i Paesi: può essere utilizzato solo come documento identificativo. Per i minori le regole cambiano. La validità è di tre anni per chi ha meno di tre anni e di cinque anni per chi ha tra i tre e i diciotto anni. Per evitare problemi prima della partenza, conviene quindi non aspettare l’ultimo momento.

Quando e dove si rinnova il passaporto

Il rinnovo del passaporto può essere richiesto presso la questura, gli uffici passaporti dei commissariati o le stazioni dei Carabinieri. Chi vive all’estero deve rivolgersi ai consolati o alle ambasciate italiane. La procedura inizia con la prenotazione di un appuntamento sul portale Agenda Passaporto, accessibile con credenziali SPID o CIE.

Dal luglio 2024 è attiva una nuova modalità che consente di richiedere o rinnovare il passaporto anche presso gli uffici postali, un’opzione che può semplificare il processo, soprattutto nelle zone dove i tempi di attesa nelle questure sono particolarmente lunghi.

Documenti richiesti per il rinnovo

Per rinnovare il passaporto è necessario presentarsi all’appuntamento con una serie di documenti, che variano leggermente a seconda dell’età della persona interessata. Il modulo di richiesta va stampato e compilato prima dell’appuntamento, scegliendo quello corretto in base all’età del richiedente.

È indispensabile un documento di identità valido, con relativa fotocopia, due foto formato tessera recenti, la ricevuta dell’appuntamento online e le ricevute dei pagamenti richiesti. Se si hanno figli, è necessaria anche la dichiarazione del coniuge, che potrà essere contattato dagli ufficiali per verificare che sia a conoscenza della richiesta del documento. Chi ha un passaporto in scadenza dovrà presentarlo. In caso di smarrimento o furto, è obbligatoria la denuncia effettuata presso le forze dell’ordine.

Chi desidera conservare il vecchio passaporto, magari per motivi affettivi o perché contiene visti validi, può farne richiesta al momento della domanda. In caso di deterioramento, il documento viene restituito annullato insieme al nuovo.

Costi per il rinnovo del passaporto

Dal 2014 non è più previsto il pagamento annuale di 40,29 euro per il passaporto ordinario. Oggi le spese si limitano a due voci: un versamento di 42,50 euro tramite bollettino postale intestato al Ministero dell’Economia e una marca da bollo da 73,50 euro. Il bollettino va compilato con i dati del titolare del passaporto, anche se minore, e la causale deve indicare chiaramente che si tratta del rilascio del passaporto elettronico.

La marca da bollo può essere acquistata presso i tabaccai. Si consiglia di conservare tutte le ricevute, da consegnare insieme agli altri documenti il giorno dell’appuntamento.

Tempi per ottenere il nuovo passaporto

La consegna del nuovo passaporto avviene solitamente entro 10 giorni dalla presentazione della domanda, ma i tempi possono allungarsi soprattutto nelle grandi città o nei periodi di maggiore richiesta, come l’inizio dell’estate. I tempi possono essere più lunghi anche se ci rivolge a uffici e stazioni che non stampano direttamente il nuovo documento, per cui sono necessari dei passaggi di consegna e ritiro ai commissariati principali. Per questo motivo è consigliabile prenotare con largo anticipo rispetto alla data del viaggio.

Il ritiro può essere effettuato anche da una persona delegata, purché maggiorenne e in possesso di una delega firmata, legalizzata da notaio o ufficiale dell’anagrafe, oltre a una fotocopia del documento del titolare e un proprio documento d’identità.

Il servizio di consegna a domicilio

Chi non ha modo di ritirare il passaporto di persona può richiederne la consegna direttamente a casa. Il servizio Passaporti a domicilio, attivo in tutta Italia dal 2014 grazie alla collaborazione con Poste Italiane, ha un costo aggiuntivo di 9,53 euro da pagare in contrassegno.

Per attivarlo è necessario compilare un modulo specifico al momento della consegna dei documenti in questura. Verrà fornita una busta preaffrancata con cui sarà possibile seguire la spedizione online. In caso di assenza, il documento può essere ritirato in posta entro 30 giorni. Trascorso questo termine, il passaporto torna all’ufficio emittente. Se la busta viene smarrita, è previsto un rimborso di 50 euro.

Furto, smarrimento o deterioramento: che fare

In caso di smarrimento, furto o deterioramento del documento, la procedura da seguire è la stessa di un normale rinnovo. È obbligatorio allegare la denuncia, se il passaporto è stato perso o rubato. In caso di deterioramento, il vecchio documento va riconsegnato e verrà annullato. I visti eventualmente ancora validi potranno essere mostrati in frontiera, accompagnati dal vecchio passaporto.

Passaporto urgente

Dal 2024 è stato attivato un nuovo servizio chiamato Agenda prioritaria, pensato per chi ha necessità di ottenere il passaporto entro 30 giorni per motivi urgenti. Il portale della Polizia di Stato permette di prenotare un appuntamento d’urgenza, selezionando l’opzione dedicata a chi deve partire entro breve per motivi di salute, lavoro, studio o anche turismo.

Per ottenere l’appuntamento prioritario è fondamentale presentare documentazione che giustifichi l’urgenza, come biglietti aerei già acquistati o una dichiarazione del datore di lavoro.

Il passaporto per i minori

Dal 2012, i minori devono avere un passaporto individuale: non è più possibile l’iscrizione nel documento del genitore. La procedura è analoga a quella per gli adulti, ma il modulo da compilare è specifico per minorenni e la validità del documento varia in base all’età. È inoltre richiesta la presenza di entrambi i genitori al momento della domanda oppure una dichiarazione di assenso da parte del genitore assente.

Il Mulino Bianco degli spot esiste davvero: ecco dov’è

Par : signoday
17 février 2025 à 12:00

Il 2025 è un anno importante per una delle storiche aziende italiane: Mulino Bianco compie 50 anni e nelle case di tutti il celebre mulino delle confezioni è ormai un’icona. La sua immagine fa ormai parte della cultura pop italiana, come marchio di una delle industrie dolciarie più amate e celebri del Paese. Ma forse, quello che non tutti sanno, è che il Mulino Bianco esiste davvero e che, fino a qualche anno fa, ci si poteva addirittura soggiornare.

Dove si trova il mulino di Mulino Bianco

Si tratta di un mulino in Toscana, che si trova nei pressi di Chiusdino, in provincia di Siena. Nel settembre 1990 il marchio di dolciumi Mulino Bianco iniziò la campagna pubblicitaria dedicata alla Famiglia del Mulino, firmata da Armando Testa. Il marchio del Mulino Bianco diventò realtà, identificandosi appunto nel mulino di Chiusdino. «Dal 1990 al 1995 il mulino, assunto alla celebrità come testimonial del Mulino Bianco, ha avuto un breve ma intenso periodo di notorietà ed ha ricevuto numerosi visitatori sia dall’Italia che dall’estero», si legge nel sito de Il Mulino delle Pile che è la location dello spot. Scopriamo la sua storia.

Costruito all’inizio del XIII secolo dai Monaci dell’Abbazia di Serena, originariamente era utilizzato con lo scopo principale di lavorare il grano, ma anche per la cosiddetta sodatura delle stoffe per la vendita ai mercati: quest’ultimo è un procedimento con cui i tessuti venivano trattati con soda caustica con l’obiettivo finale di renderli più lucidi. Oggi invece ospita un agriturismo, che si chiama Mulino delle Pile (le pile erano i recipienti di pietra che, grazie alla ruota idraulica, battevano sui panni per il trattamento di cui sopra).

Come dormire nel Mulino Bianco

Il Mulino delle Pile si trova nel cuore del Parco Naturale della Val di Merse e, fino a qualche anno fa, era aperto tutto l’anno (inclusi ponti e giorni festivi). Dotato di piscina, offriva la possibilità di organizzare banchetti, matrimoni, cerimonie e feste varie. Per chi cercava un’atmosfera più intima c’era invece l’antica cucina, con al centro un grande camino nello stile delle vecchie case di campagna. La torre, che un tempo era il nucleo del Mulino, ospitava una biblioteca e diversi giochi da tavola.

Parliamo al passato perché, purtroppo, con gli anni l’agriturismo ha attraversato periodi di difficoltà fino alla messa all’asta, tanto da essere attualmente chiuso e in stato di abbandono. Nonostante ciò, il luogo continua ad attirare curiosi e nostalgici, desiderosi di ammirarlo.

Per raggiungerlo bisogna percorrere il viale alberato che congiunge l’abbazia di San Galgano al borgo di Chiusdino; a soli 2 km dal palazzetto si svolta a sinistra verso Luriano per poi trovarsi davanti quello che è lo scorcio presente ormai su ogni cartellone pubblicitario.

Il “Mulino Bianco” non è davvero bianco

Un piccolo, non irrilevante dettaglio: oggi il mulino non è più bianco, ma ricoperto in pietra. La prima volta che è comparso in uno spot era il 1976, ma il vero successo è arrivato solo negli anni ’90 che hanno consacrato la grafica del Mulino Bianco come uno dei simboli della cultura pop italiana. Insomma, il look bianco ottenuto tramite il rivestimento a pannelli per lo spot pubblicitario non esiste più.

Entrare nel Mulino Bianco, l’installazione a Milano

In occcasione del 50esimo anniversario del Mulino Bianco, a Milano, in piazza Gae Aulenti, è stata eretta un’installazione formato gigante (5 x 8 x 5,5 metri) dell’iconica sveglia a forma di Mulino, simbolo del brand fin degli Anni ’80. All’interno dell’installazione, che può essere visitabile liberamente dal pubblico dal 21 al 23 febbraio dalle 9.00 alle 20.00, si può vivere un’esperienza immersiva che vuole riportare alla mente dei visitatori i ricordi della loro infanzia. Dalla gallina Rosita alla tazza in coccio, dalle “sorpresine” comparse per la prima volta all’interno delle confezioni di dolci nel 1983 al Fornetto scaldabrioche fino all’incontro con il piccolo Mugnaio, testimonial di questa ricorrenza. E questo è solo il primo di tanti altri eventi che ci saranno quest’anno per fevsteggiare il cinquantenario.

Fontana di Trevi e non solo: i luoghi in cui esprimere desideri nel mondo

Par : signoday
23 décembre 2024 à 20:29

Ci sono luoghi del mondo che, oltre a essere bellissimi, sono anche speciali, ammantati dal fascino della magia. Posti davvero unici che fanno venire voglia di fare le valigie e partire perché sono particolarissimi, ma anche perché si ritiene che un semplice gesto compioto lì possa cambiare le sorti.

È così, ad esempio, la Fontana di Trevi a Roma dove il rito vuole che si lanci una monetina per ottenere ciò che si desidera. Ma non è il solo posto nel mondo in cui la meraviglia del luogo si mescola alla tradizione e alla fortuna. Destinazioni davvero speciali, da raggiungere per colmare lo sguardo di bellezza e per provare un rito speciale.

Alcuni dei più celebri luoghi del mondo che bisogna conoscere per esprimere un desiderio e per fare un viaggio indimenticabile.

La fontana di Trevi a Roma: un grande classico

Maestosa, celebre e profondamente emozionante, è stata realizzata tra il 1732 e il 1759 sulla facciata di Palazzo Poli: stiamo parlando della Fontana di Trevi, a Roma, una delle tappe fondamentali da inserire in un giro alla scoperta della città eterna. Famosa non solo per la sua bellezza, questa fontana è uno dei simboli della Capitale, ma anche dell’Italia intera, più volte protagonista di pellicole celebri, tra le quali è impossibile non citare La dolce vita di Federico Fellini con la scena cult di Anita Ekberg che si tuffa nella sua vasca.

Un’altra ragione per cui è molto amata, deriva dal fatto che è legata a una tradizione: il lancio della monetina. Si dice, infatti, che la si devefar cadere nell’acqua mentre si danno le spalle alla fontana, usando la mano destra e gettandola oltre la spalla sinistra.

Poi ogni lancio ha il suo significato: la prima moneta è per tornare a Roma, la seconda per incontrare il grande amore e la terza per riuscire a sposarsi.

Fontana di Trevi: luoghi in cui esprimere desideri nel mondo
Fonte: iStock
Fontana di Trevi a Roma: luoghi in cui esprimere desideri nel mondo

La Fontana del Porcellino nel cuore di Firenze

Ci spostiamo a Firenze e, più precisamente, in piazza del Mercato Nuovo a lato dell’omonima loggia. Un luogo nel cuore di questa città d’arte e storia meravigliosa, infatti a poca distanza si trova un’altra tappa imperdibile e celebre: il Ponte Vecchio.

Qui vi è la Fontana del Porcellino, una statua bronzea che rappresenta un cinghiale ferito: ne esiste una originale in marmo che si può ammirare agli Uffizi e un’altra che è stata realizzata successivamente. Oggi l’originale è dal 2004 al museo Bardini, mentre in loco si trova una copia.

Cosa dice la tradizione? Che toccare il naso del porcellino porti buona fortuna: si devono prima strofinare le narici e poi incastrare una monetina nella sua bocca. Se questa cade nella grata è prevista buona sorte.  E anche questa statua è famosa: non solo le è stata dedicata una fiaba da Hans Christian Andersen, ma è visibile anche in due film tratti dalla saga di Harry Potter.

Fontana del Porcellino a Firenze per esprimere  desideri
Fonte: iStock
Fontana del Porcellino a Firenze: il posto per esprimere desideri

Il Santuario di Covadonga nelle Asturie in Spagna

In Spagna, invece, nelle Asturie c’è il Santuario di Covadonga: un luogo mistico di grande bellezza realizzato dentro una grotta in cui si erge la statua della Vergine. Siamo nel Parco nazionale dei Picos de Europa e si dice che in questo luogo le donne che vogliono sposarsi possano trovare fortuna: basta bere l’acqua della fontana delle sette cannelle per arrivare alle nozze entro l’anno successivo. Si dice anche che, se si butta una moneta nel laghetto sottostante, in cui si getta anche una suggestiva cascata, si possono ottenere fortuna e buona sorte. Un luogo di grande fascino, importante dal punto di vista storico e religioso.

Santuario di Covadonga nelle Asturie in Spagna, per  eprimere desideri
Fonte: iStock
Santuario di Covadonga nelle Asturie in Spagna: location per eprimere desideri

The Petrifying Well e il pozzo dei desideri nello Yorkshire in Inghilterra

Gettandoci all’interno un oggetto questo viene pietrificato: è un pozzo noto con il nome di The Petrifying Well e si trova a Knaresborough nello Yorkshire, in Inghilterra. Un fenomeno che lo ha reso celebre, tanto da diventare un’attrazione turistica già intorno alla metà del Seicento e da dare vita a tante supposizioni diverse, come quella che si tratti di un pozzo maledetto. Ovviamente la ragione, per cui gli oggetti davvero si pietrificano nel giro di qualche mese, è prettamente scientifica e ha a che fare con il contenuto minerario che crea un guscio. Lì vicino si trova un pozzo dei desideri, al cui internovi è la stessa acqua del Petrifying Well.

The Petrifying Well nello Yorkshire: luogo per esprimere desideri nel mondo
Fonte: iStock
The Petrifying Well nello Yorkshire: un posto in cui esprimere desideri nel mondo

Portmeirion: gli alberi dei desideri in Galles

Sito celebre che ha fatto da sfondo a tanti spettacoli televisivi, Portmeirion è un villaggio turistico che si trova nel Galles ed è stato realizzato tra il 1925 e il 1975. Al suo interno custodisce anche i resti di un castello che si può datare intorno al XII secolo.

Ed è qui che si trova un posto davvero speciale; infatti, i tronchi sono stati ritrovati con monete da due penny incastrate nella corteccia, perché utilizzati come alberi dei desideri. Nella stessa location si trova anche una fontana che viene utilizzata dalle persone per provare a far avverare un proprio sogno.

Portmeirion: dove ci sono gli alberi per esprimere i desideri
Fonte: iStock
Portmeirion: qui ci sono gli alberi per esprimere i desideri

Lago di Bled: in Slovenia per un desiderio

Nelle Alpi Giulie, in Slovenia, vi è il Lago di Bled che ha un diametro di circa 2 chilometri: si tratta di un suggestivo specchio d’acqua, con un bellissimo castello che si affaccia sulla sua sponda settentrionale.

Nel centro del lago vi è un’isoletta di piccole dimensioni con diverse costruzioni, tra queste anche la chiesa di Santa Maria Assunta, che custodisce la campana dei desideri. Si racconta che, se fatta suonare tre volte, riesca ad avverare i sogni.

Provare per credere: per raggiungerla basta prendere una barca a remi. Tra l’altro si trova in zona di facile accesso: a soli 35 chilometri dall’aeroporto internazionale di Lubiana e a 55 chilometri dalla Capitale.

Lago di Bled: qui c'è la campana per esprimere desideri
Fonte: iStock
Lago di Bled: qui si trova una campana per esprimere desideri

Halligen, le isole che scompaiono nel mare

Par : signoday
18 décembre 2024 à 14:31

Durante l’alta marea scompaiono quasi del tutto, ma nel resto del tempo esistono e sono davvero bellissime. Stiamo parlando delle Halligen, isolotti che in maniera ciclica vengono inghiottiti dall’acqua del Mare del Nord.

Un posto affascinante da visitare, come tutti i luoghi in cui la natura dà il meglio di sé e incanta con esperienze uniche nel loro genere. Ma anche un luogo che mostra come l’ingegno dell’uomo possa essere molto utile dove sembra difficile vivere. Infatti ci sono alcune aree di queste isole che non vengono sommerse e sono quelle dove sorgono le costruzioni, realizzate appositamente su collinette artificiali per essere protette dal gelido mare che bagna la zona più settentrionale della Germania.

Tutto quello che c’è da sapere sulle Halligen, su come visitarle e quando raggiungerle.

Halligen, le meravigliose isole inghiottite dal mare

Siamo nel Parco nazionale del Wattenmeer dello Schleswig-Holstein, in quella parte del Mare del Nord che è stata denominata Mare di Wadden che dal 2009 è patrimonio dell’umanità Unesco. Qui, nella Germania settentrionale, si trovano dieci piccole isole, le Halligen, che nel Medioevo pare fossero circa una cinquantina ma sono state con il tempo sommerse dalle acque, restando quelle attuali. Piatte, alluvionali e soggette a inondazioni cicliche che avvengono nel corso dell’anno, il loro fascino deriva dal fatto che ci sono ma scompaiono in base alle maree. Di fatto la loro esistenza è molto precaria e dipende anche dall’innalzamento del mare.

Ora ci sono diversi momenti nel corso dell’anno in cui scompaiono, ma solo in parte. Infatti, è stata la mano dell’uomo a renderle abitabili, dando vita a Warften, ovvero colline artificiali di un’altezza di circa un metro che permettono di proteggere le costruzioni.

Sono una manciata quelle abitate e vale la pena raggiungerle, non solo per la straordinarietà della loro presenza, ma anche perché sono parte integrante di un contesto paesaggistico di grande importanza: come detto fanno parte di un parco nazionale (dove vi sono altre meraviglie), sono inserite nei patrimoni dell’umanità e sono anche parte di un’area biosfera Unesco.

Cosa sapere sulle Halligen

Le Halligen sono “sogni fluttuanti”, come le aveva descritte il poeta Theodor Storm: di queste solo alcune sono abitate e vale la pena visitarle tutto l’anno perché ogni stagione offre allo sguardo panorami straordinari.

Tra le dieci isole la più vasta è la Hallig Langeness che si estende su una superficie di circa 9,5 chilometri quadri e conta 121 residenti, oltre a 2 alberghi e altrettanti ristoranti e bar, sono invece 116 le persone che vivono a Hooge, 578 ettari di terra su cui si trovano una scuola e un asilo, oltre a due hotel, cinque ristoranti e due bar. Val Gardena, infine, è la terza isola più grande e conta 11 residenti.

Luoghi meravigliosi, magici, da visitare per ammirare la natura, per scoprirne l’unicità e che possono essere raggiunti in giornata oppure mete per una vacanza più lunga. Si possono fare passeggiate, immersi nell’aria salmastra, tra animali e paesaggi straordinari.

Ogni isola ha delle peculiarità, basti pensare che quella di Nordstrandischmoor ospita migliaia di oche Brent che qui si riposano durante la migrazione. Oltre a questo, con la sua superficie di 1,9 chilometri quadrati ospita 23 residenti e una scuola, che è la più piccola della Germania.

Per raggiungere la più grande delle Halligen, Langeness, si può utilizzare il traghetto che parte dalla stazione di Schlüttsiel che in estate parte tutti i giorni alle 10 con un viaggio di due ore ttraverso lo spettacolare Mare di Wadden. Giunti sull’isola si può, ad esempio, noleggiare una bicicletta e andare in esplorazione senza dimenticare di non perdere alcune tappe fondamentali come il museo o il faro, che però non è accessibile. Esiste anche un collegamento con la terraferma che però è accessibile solo agli abitanti dell’isola e con i loro mezzi privati.

Hallig Langeness, la più grande delle Halligen, le isole che scompaiono
Fonte: iStock
Hallig Langeness, la più grande delle isole che scompaiono

Quando andare alle Halligen

Tra novembre e marzo le isole vengono inondate anche una ventina di volte, ma vale la pena scoprire questi luoghi in ogni momento dell’anno. Sul sito ufficiale vengono segnalati, ad esempio, diversi appuntamenti tipici della zona. Ad esempio, il mercato invernale di Langeness con torte fatte in casa, bibite, e oggetti realizzati a mano, oppure l’arrivo di grandi stormi di oche Brent sui prati: uno spettacolo naturale maestoso e indimenticabile. E, ancora, le danze in costume tradizionale che vengono riproposte ogni due anni su Hallig Hooge. Vengono organizzati anche alcuni eventi come tour di birdwatching, mostre, escursioni e molto altro.

Anche l’estate è un periodo favoloso per visitare queste isole, in quanto ci sono delle zone balneabili dotate di docce con acqua dolce, viene consigliato di verificare gli orari di acqua bassa e alta in quanto è meglio nuotare quando la marea è alta.

Il consiglio, prima di partire, è quello di informarsi sui siti ufficiali per poter prenotare e contattare l’host se si decide di voler dormire lì. Stessa cosa per i collegamenti che possono subire delle variazioni in base al periodo dell’anno in cui si decide di partire, ma possono essere soggetti a modifiche anche in base alle condizioni del mare, come bassa marea o temporali.

Una cosa è certa: vale la pena raggiungere queste incredibili isole, luogo in cui la natura viene tutelata e in cui le persone vivono in maniera sostenibile di turismo ma anche impiegati nella difesa delle coste.

Halligen: le barche con la bassa marea a Hallig Hooge
Fonte: iStock
Barche con la bassa marea a Hallig Hooge, una delle Halligen

Monowi: alla scoperta del paesino che ha un solo abitante

Par : signoday
13 décembre 2024 à 14:11

Benvenuti a Monowi, popolazione un solo abitante, località Nebraska – Stati Uniti. No, non è uno scherzo: questa cittadina, che si trova a poca distanza dal Dakota del Sud, è abitata da una sola persona, secondo i dati più recenti.

Si trova in un territorio che apparentemente sembra disperso nel nulla ed composta da un pugno di case, abbandonate. Con qualche eccezione. E per questo estremamente affascinante e, come tutti i luoghi del mondo unici nel loro genere, vale la pena visitarla perché nonostante sia disabitata, la sua unicità la rende una tappa curiosa per tutti coloro che desiderano esplorare gli Stati Uniti.

Tutto quello che c’è da sapere su Monowi, luogo con un solo abitante in Nebraska e villaggio incorporato nella contea di Boyd..

Monowi, la storia della città con un solo abitante

C’è stato un tempo in cui Monowi era una cittadina degli Stati Uniti abitata, con una sua economia e una popolazione che superava il centinaio di persone. A spiegarlo il sito Nebraska’s Natural Resources Districts su cui si legge che l’ufficio postale è stato aperto nel 1902 ed è rimasto in funzione fino al 1967, mentre il periodo d’oro di questa cittadina si può far risalire agli anni Trenta quando qui abitavano circa 150 persone. Addirittura, secondo Travel and Leisure, in quel periodo di massimo splendore le attività commerciali erano circa 120 e comprendevano negozi di alimentari, ristoranti e anche una prigione.

Piano piano la popolazione di questo luogo degli Stati Uniti si è ridotta, anche a causa dell’abbandono delle campagne. Fino a quando nel 2004 gli abitanti di Monowi da due si sono ridotti a uno: infatti è in quell’anno che è morto Rudy, il marito di Elsie Eiler, al momento circa 90 anni e unica cittadina.

Oggi è lei che si occupa tutto e, a quanto pare, è sindaco ed esattore delle tasse, ma anche colei che gestisce l’unico bar cittadino che è aperto dal 1971, secondo quanto riportato da un articolo del New York Times. Ed è sempre lo stesso articolo che spiega che, se Monowi continua a esistere, il merito è suo in quanto “archivia ogni anno i documenti richiesti dalla contea e dalla stato”.

Cosa fare a Monowi

Pur essendo abitata da una sola persona Monowi è una città viva: il bar è aperto tutti i giorni –  tranne il lunedì – e nella taverna la signora Elsie serve da bere e da mangiare non solo ai visitatori, ma anche a residenti della zona: hot dog, hamburger, birre, sono tra le specialità e ha anche una licenza per la vendita di alcolici. Si tratta di un luogo davvero tradizione, tutto in legno e con qualche tavolo. Quando ha celebrato i 50 anni di attività, nel 2021, ha raccontato a Nebraska Public Media che può contare circa una cinquantina di avventori al giorno. Non deve stupire, dunque, che l’orario di chiusura si aggiri intorno alle 21,30 di sera.

Le tasse che raccoglie servono a pagare l’accensione dei tre lampioni e l’acqua corrente, ma ha anche un piano stradale comunale da mantenere aggiornato. Aveva raccontato alla BBC: “Quando faccio domanda allo Stato per le mie licenze per alcolici e tabacco ogni anno, le inviano alla segretaria del villaggio, che sono io. Quindi, le ottengo come segretaria, le firmo come impiegata e le consegno a me stessa come proprietaria del bar”. Insomma: fa tutto lei.

Tra le altre cose da vedere c’è una biblioteca, che ha dedicato al marito Rudy, e che contiene circa 5mila volumi tra libri e riviste.

Quali sono i posti più vicini? Senza ombra di dubbio Lynch, che si trova a poco più di dieci chilometri di distanza, ma i suoi clienti arrivano dai post più disparati: come racconta il servizio della BBC anche da località più distanti come Lincoln e Omaha. E Monowi poi, richiama i viaggiatori che vogliono scoprire questo luogo così speciale degli Stati Uniti.

Baile Herculane, in Romania: alla scoperta delle antiche terme

Par : signoday
11 décembre 2024 à 16:06

Sulle montagne della Romania, a metà strada tra Timișoara e Drobeta Turnu Severin, si trova un luogo che affonda le radici nella storia antica, in un angolo naturale di rara bellezza. Sulle porte d’ingresso della cittadina di Baile Herculane, si legge la scritta “Verso le acque sacre ad Ercole”, un richiamo a una leggenda che ha da sempre legato questo luogo all’eroe della mitologia greca. La storia racconta che Ercole, stanco dopo le sue fatiche, si fermò in questa valle per immergersi nelle acque termali e ritemprare il suo corpo. Da quella leggenda prende il nome la città, che ancora oggi è conosciuta per le sue acque termali terapeutiche.

Scopriamo insieme qual è la storia delle terme di Baine Herculane, quali servizi e trattamenti offrono, gli orari e i costi di ingresso.

La storia di Baine Herculane

Baile Herculane non è solo un simbolo del benessere moderno, ma anche un testimone di un passato straordinario. Già in epoca romana, la località era nota per le sue sorgenti minerali, apprezzate da chi cercava cure naturali. In effetti, sono stati ritrovati sei statue risalenti all’epoca romana, raffiguranti il celebre eroe, che testimoniano l’importanza di questo luogo già ai tempi dell’Impero Romano. Una delle statue, una copia in bronzo, fu realizzata nel 1874 e si trova oggi nel centro della cittadina, a simboleggiare la tradizione storica e termale di Baile Herculane.

Secondo alcune fonti storiche, si dice che l’imperatore Traiano, durante il periodo della dominazione romana, commissionò la costruzione delle prime strutture termali. Questo afflusso di visitatori d’élite – tra cui aristocratici e nobili romani – consolidò Baile Herculane come uno dei principali centri termali dell’antichità.

Nel corso dei secoli, la città non ha mai perso la sua fama come località termale di lusso. Durante il periodo della dominazione austro-ungarica, Baile Herculane visse una seconda giovinezza, diventando una meta privilegiata per i nobili europei, attratti dalle acque curative. La imperatrice Elisabetta d’Austria (Sissi) e suo marito, Francesco Giuseppe, avevano addirittura padiglioni personali alle terme, segno del prestigio che Baile Herculane aveva acquisito in Europa.

Il medico austriaco Johann Krantz, nel 1772, fu uno dei primi a studiare scientificamente le proprietà terapeutiche delle acque di Baile Herculane, e le sue scoperte contribuirono a renderle ancora più famose. Krantz pubblicò i risultati delle sue ricerche, e l’anno successivo si registrò un notevole afflusso di persone desiderose di godere dei benefici delle acque termali.

Alla fine del 19° secolo, Baile Herculane era già uno dei centri termali più celebri d’Europa. Il prestigio della località era tale che, nel 1852, l’imperatore Francesco Giuseppe definì Baile Herculane come “il più bello stabilimento termale del continente europeo”. Questa valutazione confermava il valore unico di Baile Herculane, che, nonostante il passare dei secoli, continua a mantenere una reputazione internazionale come destinazione per il benessere e la salute.

Oggi, le acque termali di Baile Herculane sono ancora al centro dell’offerta turistica, con ben otto sorgenti che sgorgano a temperature che vanno dai 48 ai 67 gradi Celsius. Ricche di minerali come sodio, calcio, zolfo e cloruro, queste acque sono utilizzate per trattare numerose patologie, dalle malattie cardiovascolari alle affezioni muscoloscheletriche, fino ai disturbi respiratori e digestivi. Ma Baile Herculane non è solo un luogo di cura: è anche un punto di partenza per esplorare uno degli angoli più suggestivi della Romania, tra montagne, foreste e sentieri che raccontano una storia millenaria.

Come arrivare alle terme di Baile Herculane

Baile Herculane si trova nella parte sud-occidentale della Romania, nella Valle del Cerna, ed è facilmente raggiungibile sia in aereo che in treno. La soluzione ideale è volare verso l’aeroporto di Timișoara, a circa 190 km di distanza. Da Timișoara, è possibile prendere un treno che impiega circa 4-5 ore per arrivare a Baile Herculane. Se si preferisce volare su Bucarest, il viaggio in treno verso Baile Herculane richiede circa 7 ore.

Valle del Cerna, Romania
Fonte: iStock
Sguardo sulla Valle del Cerna

Giorni di apertura e orari delle terme di Baile Herculane

Le terme di Baile Herculane sono tra le più belle in Europa e sono aperte tutto l’anno, permettendo ai visitatori di godere delle proprietà terapeutiche delle acque termali in qualsiasi stagione. Gli orari specifici possono variare a seconda della stagione e del centro benessere scelto, ma generalmente le strutture sono aperte dalle 9:00 alle 19:00. Si consiglia di verificare con le strutture termali per confermare gli orari in periodi di alta stagione o durante festività.

Prezzi delle terme di Baile Herculane

I prezzi per l’accesso alle terme di Baile Herculane variano a seconda dei trattamenti scelti e della stagione. In generale, l’ingresso alle piscine termali e ai bagni terapeutici ha un costo che va dai 30 ai 50 lei (circa 6-10 euro) per una sessione di alcune ore. È possibile trovare pacchetti con sconto durante la bassa stagione o in occasioni particolari dell’anno, come durante le festività nazionali o eventi speciali. Si consiglia di contattare direttamente le strutture per conoscere eventuali offerte stagionali.

Trattamenti e servizi delle terme di Baile Herculane

Le terme di Baile Herculane sono famose per le loro acque minerali provenienti da otto sorgenti naturali, che offrono numerosi benefici terapeutici. Le acque sono ricche di zolfo, cloruro, sodio e calcio, ideali per il trattamento di patologie come artrosi, malattie cardiovascolari, disturbi digestivi e respiratori. Inoltre, Baile Herculane è l’unica località termale in Europa con una sorgente termale curativa per le patologie oculari. I visitatori possono scegliere tra trattamenti termali all’interno delle strutture, piscine termali all’aperto o bagni di fango. Tra i servizi offerti ci sono anche massaggi rilassanti, sauna, e terapie di rilassamento e benessere.

Info utili per le terme di Baile Herculane

  • Parcheggio: le strutture termali di Baile Herculane offrono parcheggi per i visitatori, ma durante i periodi di alta stagione potrebbe essere necessario prenotare in anticipo.
  • Accessibilità: le terme sono generalmente accessibili a persone con disabilità, ma si consiglia di verificare con le strutture specifiche per confermare la disponibilità di strutture adeguate.
  • Contatti: è possibile ottenere maggiori informazioni o prenotare i trattamenti termali tramite i siti web delle strutture termali di Baile Herculane o chiamando direttamente ai numeri telefonici presenti su ciascun sito web.

Starbucks e gli altri: le catene di caffè più famose del mondo

Par : signoday
7 novembre 2024 à 17:55

“Il caffè è un piacere, se non lo si beve in un bel posto che piacere è?”, si potrebbe dire parafrasando un vecchio spot pubblicitario. E non a caso nel mondo sono sempre più diffuse le catene di bar e caffetterie, con l’Italia che, soprattutto negli ultimi anni, si è inserita a pieno diritto nella competizione. Anche grazie al nostro inconfondibile espresso, che una buona fetta del pianeta ci invidia.

Già nel 2017 i punti vendita sparsi sul nostro territorio erano quasi duemila, dimostrazione di come anche il Belpaese sia ormai abituato a questo tipo di attività commerciale. Ma è soprattutto all’estero che il caffè in franchising è una realtà consolidata, inarrivabile per il bar a gestione familiare. Starbucks è il leader del mercato, ma alle sue spalle il principale competitor è di origini italiane, anche se nel nostro Paese è praticamente sconosciuto. Vediamo quali sono tutte le principali catene di bar e caffetterie del mondo, tra le quali troviamo anche delle eccellenze tutte italiane.

Costa Coffee, catena dal cuore italiano

Qual è la catena di caffetterie di origini italiane che compete direttamente con Starbucks? Si tratta di Costa Coffee, fondata a Londra nel 1971 dai fratelli italiani Sergio e Bruno Costa: i suoi punti vendita sparsi per il Pianeta erano oltre 3.400 nel 2022, un numero secondo solo a quello di Starbucks (nel Regno Unito, invece, è più grande rispetto al leader mondiale).

Nel 2019 è stata acquisita da Coca-Cola, rafforzando così la sua presenza a livello internazionale. Basti pensare che ora è presente in più di 41 Paesi attraverso sedi in franchising.

Costa Coffee è molto apprezzata dai clienti per la qualità delle proprie materie prime, con la lenta tostatura dei chicchi di caffè, figlia della tradizione italiana, e per le sue specialità come il Costaccino. E a proposito di Italia, nell’aprile 2024 la catena è finalmente sbarcata anche a Roma Fiumicino con il suo primo punto vendita dello Stivale, in particolare al Terminal 3 dell’Aeroporto Internazionale “Leonardo da Vinci”.

Costa Coffee e la St. Paul's Cathedral di Londra
Fonte: ANSA
Negozio Costa Coffee vicino alla St Paul’s Cathedral di Londra

McCafé, celebre in tutto il mondo

Impossibile non conoscere anche il celebre McCafé, la filiale di McDonald’s fondata nel 1993 specializzata nell’offerta di bevande a base di caffè espresso di alta qualità, bibite e tante varietà di dolci. I punti vendita McCafé sono ormai tantissimi e fanno concorrenza a Starbucks: sono presenti in oltre 30 Paesi del mondo con un’importante fetta in Italia, che conta ben 610 negozi dedicati alla caffetteria (nel 2024).

Tim Hortons, la catena canadese

Altri grandi competitor in fatto di bar e caffetterie sono i canadesi di Tim Hortons (attivi dal lontano 1964), che nel Paese della foglia d’acero hanno addirittura superato il colosso McDonald’s nel campo della ristorazione di massa. Parliamo di numeri? Questa catena conta più di 5.700 negozi (nel 2023).

Lavazza, orgoglio italiano

Tra i maggiori competitor della catena con il logo Starbucks troviamo anche l’orgoglio italiano dei bar Lavazza. La casa torinese, nata nel 1894, nel 2023 ha avuto ricavi di circa 3,1 miliardi in tutto il mondo e ha sedi operative in diverse nazioni.

A Torino, inoltre, è possibile visitare il Museo Lavazza, che offre agli ospiti un’esperienza immersiva nella cultura del caffè e dei suoi rituali attraverso un percorso multisensoriale che ripercorre la storia dell’azienda e si immerge a 360° nel mondo del caffè.

Dunkin’ Donuts, Gloria Jean’s Coffees e Caribou Coffee

Altri colossi della caffetteria internazionale concorrenti di Starbucks sono la società australiana Gloria Jean’s Coffees (con più di 600 negozi in 40 diversi Paesi in tutto il mondo) e le due statunitensi Caribou Coffee (con più di 750 shops) e Dunkin’ Donuts.

Proprio Dunkin’ Donuts, fondata nel 1950, è la più importante catena statunitense specializzata nella vendita delle variopinte ciambelle zuccherate, oltre che nella caffetteria. Basti pensare che conta più di 13.200 punti vendita in circa 40 diversi Paesi. Anche se risulta essere abbastanza nota anche in Italia, tutt’oggi non ha punti vendita nel Bel Paese.

Dunkin' Donuts: le tipiche ciambelle colorate e il caffè
Fonte: iStock
Dunkin’ Donuts

Altre catene famose in Europa

Tornando in Europa, vanno quantomeno menzionati Tchibo, leader del settore in Germania e che vanta quasi 1.000 punti vendita soprattutto nell’Europa Centrale, e Caffè Nero, considerato il caffè preferito dai britannici. Questa catena londinese vende in buona parte del Vecchio Continente e recentemente è sbarcata anche negli Usa e in parte dell’Asia, per un totale di circa 1.000 bar.

Anche l’Italia punta a crescere grazie a Segafredo (che ha già 600 bar Segafredo Zanetti Espresso sparsi per il Pianeta) e Illy, presente in 34 nazioni del mondo con i suoi Illy Caffè, negozi posizionati in luoghi suggestivi, spesso nel cuore dei centri storici cittadini.

Puglia, il mistero della foresta pietrificata

Par : signoday
6 novembre 2024 à 12:03

C’è un segreto prezioso che si nasconde nel mare pugliese, una foresta che sembra uscita dalla fantasia per trasformarsi in realtà. Siamo a Torre Ovo e guardiamo la meraviglia del mare pugliese, ci troviamo vicini alla frazione di Campomarino del comune di Maruggio, dove la meraviglia non solo la si può osservare sopra la superficie dell’acqua, ma anche sotto, dove si nasconde una foresta pietrificata, dall’aspetto suggestivo e misterioso.

Un luogo in cui la bellezza della natura circostante si mescola alla storia, che emerge tra reperti di epoche del passato che si intrecciano tra loro, ma anche alle meraviglie che si nascondono a poco profondità sotto il livello dell’acqua e che vale la pena scoprire programmando una vacanza in questo luogo dalla bellezza impareggiabile che si trova nel Sud Italia: il mistero della foresta pietrificata in Puglia, tutta da scoprire.

La foresta pietrificata in Puglia, dove si trova

Ci troviamo in un territorio che si trova tra Campomarino di Maruggio e Torricella, un posto di confine e di impareggiabile bellezza, che si affaccia sul Mar Ionio. Uno scenario affascinante, in cui la natura e i reperti del passato diventano gioielli da scoprire. Nella zona, ad esempio, si trovano le suggestive Dune di Campomarino che si estendono per 41 ettari e con un’altezza che arriva fino ai 12 metri.

Campomarino di Maruggio, il parco dunale lì vicino la Torre Ovo
Fonte: iStock
Campomarino di Maruggio, il parco dunale lì vicino la Torre Ovo: nello stesso mare la foresta pietrificata

Poco distante da qui, ma nello stesso mare, a Torre Ovo, nell’acqua che si estende verso l’orizzonte, si cela un segreto magnifico. Una foresta pietrificata sotto il mare, tra i cinque e i sette metri di profondità, nella baia su cui si affaccia la torre di guardia. A osservare nelle profondità marine si scorgono rocce calcaree le cui forme sembrano ricreare quelle dei tronchi degli alberi. L’estensione di questa prateria pietrificata, conosciuta anche come foresta fossile, è di circa 800 metri.

Ma come ha potuto crearsi una simile bellezza? Una cosa è certa, quella sul fondale non è una vera foresta, ma è il rusltato della “mano della natura” che ha creato qualcosa di straordinario.

Il mistero della foresta pietrificata

Una risposta certa su come si è formato questo tesoro sottomarino non c’è, ma è certo che il mare lo custodisca ormai da tantissimi anni. La foresta pietrificata, infatti, oltre a essere rara pare poter essere stata realizzata dai gasteropodi durante il Pleistocene, scavando le proprie tane.

Un’intervista su Telerama riporta il fatto che si tratta di sedimenti che hanno formato “il calco di una tana”, che potrebbe essere stata realizzata da un crostaceo di grandissime dimensioni.: una volta che il buco è rimasto vuoto, questo potrebbe essersi riempito di sedimenti. Poi l’erosione avrebbe lasciato questi sedimenti, eliminando il “calco”. Oppure potrebbe essere il risultato del lavoro e delle tane di conchiglie bivalvi o gasteropodi che vivevano sul fondo del mare.

Quello che è certo è che la foresta pietrificata nasce da un lavoro che è durato migliaia di anni, che ha dato vita a uno spettacolo unico al mondo e che è visibile non solo per i sub esperti, ma anche per chi ha voglia di fare una piccola esplorazione sottomarina.

Cosa vedere nei dintorni della foresta pietrificata

La Puglia è uno scrigno di tesori di incomparabile bellezza e Torre Ovo è uno di quelli. In una gita alla scoperta della foresta pietrificata deve essere inserita anche questa costruzione datata 1473, realizzata per difendere questo luogo dagli attacchi dei Saraceni. Edificio affascinante, si affaccia a picco sul mare da un’altezza di 15 metri.

E poi, oltre alle Dune di Campomarino, si può ammirare il piccolo comune di Maruggio (di cui Campomarino è la frazione sul mare): un borgo medievale salentino, con il suo bellissimo centro storico, le architetture religiose, le costruzioni militari (Torre Ovo), i suoi palazzi e gli edifici rurali.  Senza dimenticare i suoi prodotti tipici che sono un’esplosione di gusto e sapori.

Maruggio, borgo vicino a quel mare dove c'è la foresta pietrificata in Puglia
Fonte: iStock
Maruggio, comune vicino al mare dove c’è la foresta pietrificata in Puglia

Miracolo a Dubai: il giardino più grande del mondo è qui

Par : signoday
6 novembre 2024 à 11:14

C’è un giardino che è un vero e proprio sogno a occhi aperti, un luogo in cui prendono forma villaggi, cuori giganteschi, aeroplani, animali e in cui la realtà supera la fantasia. Tutto è stato realizzato con i fiori e le piante e il colpo d’occhio è favoloso, multicolore e spettacolare.

Siamo a Dubai, terra in cui lo stupore è di casa, dove i palazzi arrivano a toccare il cielo e l’ingegno dell’uomo si mostra in tutta la sua incredibile tecnica. Qui c’è un giardino enorme, che accoglie i visitatori e li fa immergere in una fiaba, un luogo fantastico che è anche un’esplosione di colori e natura.

Benvenuti al Dubai Miracle Garden, il giardino di Dubai che ospita 150 milioni di fiori e si sviluppa su un’area di 72mila metri quadrati.

Dubai Miracle Garden, tutto sul giardino più grande (e magico) del mondo

Passeggiare per il Dubai Miracle Garden significa fare il pieno di stupore e meraviglia: siamo a Dubai negli Emirati Arabi e questo luogo fatto di fiori e piante naturali è considerato il più grande al mondo. Ci si imbatte, ad esempio, in una donna che galleggia nell’aria: è la Floating Lady, i cui capelli ricadono verso il terreno, così come l’abito realizzato con meravigliose petunie rosse. Oppure si può fare la conoscenza di un grande orsacchiotto e misurare il tempo con un gigantesco orologio floreale di 15 metri: i disegni cambiano in base alla stagione ed è fatto con fiori e piante.

Dubai Miracle Garden: il grande orologio
Fonte: iStock
Dubai Miracle Garden: il maestoso orologio

Un’altra attrazione imperdibile è l’aeroplano ricoperto da fiori e piante: si tratta dell’iconico Airbus A380 a due piani di Emirates, realizzato a grandezza naturale su cui vi sono più di 500mila fiori e piante.

E poi vi sono bellissime figure e casette che si specchiano nell’acqua del Lake Park, zona in cui i colori e i contrasti sono meravigliosi, ma non mancano un campo di girasoli, un punto panoramico da cui ammirare tutta la meraviglia di questo giardino a Dubai, un Heart Tunnel in cui ci si muove tra cuori e fiori, senza dubbio il punto più romantico di tutti, e le zone coperte da ombrelli colorati dove passeggiare o sedersi.

Per rilassarsi durante la visita ci sono apposite aree salotto intorno al Lake Park: per godere di un momento di relax ma anche per ammirare una vista straordinaria.

Siamo a Dubai, in Asia, dove la realtà supera la fantasia e in ogni luogo ci si imbatte in qualcosa di straordinario per grandezza e ingegno, proprio come questo giardino fantastico che non ha nulla da invidiare ad altri celebri in tutto il mondo.

Tutte le informazioni utili per visitare il giardino di Dubai

Per pianificare una visita al Dubai Miracle Garden si deve innanzitutto visitare il sito internet ufficiale per verificare aperture e orari. In genere si può accedere dal lunedì al venerdì  dalle 9 alle 21, mentre il sabato e la domenica dalle 9 alle 23. Si può raggiungere con i mezzi pubblici, come metropolitana e autobus, ma anche con il taxi.

Aereo Emirates: attrazione Dubai Miracle Garden, il giardino a Dubai
Fonte: iStock
L’aereo Emirates, un’attrazione del Dubai Miracle Garden

Questo luogo di grande fascino e bellezza ha aperto i battenti nel 2013, il 14 febbraio ovvero il giorno di San Valentino, e da allora è una delle attrazioni cittadine che vale la pena visitare.

Accanto, poi, si trova un’altra tappa in cui la meraviglia la fa da padrona: si tratta del Dubai Butterfly Garden che si fregia di essere il più grande giardino coperto delle farfalle al mondo: composto da dieci cupole, queste ospitano un totale di 15mila farfalle di 50 tipologie diverse che differiscono per dimensioni e colori. Si sviluppa su oltre 6.670 metri quadrati. Una doppia magia, da raggiungere se si programma una vacanza in questo luogo sempre più amato in tutto il mondo.

Surtsey, la neonata isola islandese vietata all’uomo

Par : signoday
23 octobre 2024 à 09:20

Immaginiamoci un luogo che fino a pochi anni fa neppure esisteva, ma che oggi è una realtà anche se mai i civili potranno visitarlo: è l’isola di Surtsey, che si trova al largo delle coste dell’Islanda.

Si tratta di un luogo del mondo davvero particolarissimo, perché non solo l’isola prima non c’era ed è nata una sessantina di anni fa, ma il tempo ne ha fatto anche mutare la forma e le dimensioni e oggi è un posto affascinante, che viene studiato non solo dai vulcanologi, ma anche da botanici e biologi.

Tutto quello che c’è da sapere su Surtsey, l’isola in Europa che è emersa dalle acque del mare.

Surtsey, la storia dell’isola

La storia dell’isola di Surtsey prende il via – probabilmente – qualche giorno prima del 14 novembre del 1963, quando un’eruzione vulcanica ha iniziato a dare forma a quello che poi – anni dopo – sarebbe diventato un luogo esteso per circa 2,7 chilometri quadrati.

L’isola è nata a 130 metri sotto il livello del mare, negli abissi, ha raggiunto la superficie il 14 novembre e ha smesso di crescere il 5 giugno 1967. E non è rimasta uguale a sé stessa, infatti con il tempo le sue dimensioni si sono costantemente ridotte. In tal senso è interessante un dato: nel 2012 l’isola di Surtsey misurava 1,3 chilometri e la sua cima più alta raggiungeva i 155 metri.

Questo perché con la fine dell’attività del vulcano, l’isola non solo ha smesso di crescere, ma piano piano le sue dimensioni si sono ridotte. E per le sue caratteristiche è riserva naturale dal 1965, tanto che solo in pochi hanno il privilegio di raggiungerla. Inoltre, dal 2008 è patrimonio dell’Umanità Unesco.

Isolata e protetta sin dalla sua nascita, questo luogo al largo delle coste dell’Islanda è un vero e proprio laboratorio naturale. Un suo grande valore è quello di mostrare agli scienziati come vi è arrivata la vita, giunta qui abbastanza velocemente sia per quanto riguarda le piante che, successivamente per gli animali: dagli uccelli, agli animali marini senza dimenticarne altri come gli insetti e i ragni.

Da Vestmannaeyjar, visuale delle isole compresa Surtsey
Fonte: iStock
Da Vestmannaeyjar la vista sulle isole compresa Surtsey

Come vedere l’isola di Surtsey

Affascinante e proibita, l’isola di Surtsey ha una grande potenza attrattiva per le sue tante peculiarità. Il fatto, poi, che solo a un ristretto numero di persone sia concesso raggiungerla la rende ancora più intrigante. Ma esiste qualche modo per vederla? La risposta è sì. Pare, infatti, che ci sia un punto sulla da cui è possibile vederla da lontano.

Infatti, Surtsey fa parte dell’arcipelago delle Vestmannaeyjar che, invece, può essere visitato. Le isole sono davvero poche e di piccole dimensioni: la più grande è Heimaey che si estende su una superficie di oltre 13 chilometri quadrati e che è anche l’unica a essere abitata. Da lì si può scorgere la piccola isola proibita. Per il resto totale divieto di accesso, come accade anche ad altri luoghi della Terra che non si possono raggiungere.

L’isola di Surtsey sparirà?

Se si pensa al fatto che la dimensione dell’isola sta lentamente, ma inesorabilmente, diminuendo nel corso del tempo, è logico pensare che ben presto questa sparirà dalle cartine geografiche.

Ma la verità è che potrebbe non accadere così velocemente, si presume che l’isola resterà nel mare ancora per qualche secolo. E la si potrà ammirare da lontano con un misto di stupore e meraviglia.

I borghi delle streghe in Italia: luoghi magici del passato e del presente

Par : signoday
18 octobre 2024 à 12:56

Sono luoghi affascinanti, ammantati da quel pizzico di mistero che li rende ancora più belli: tra casette di pietra, memorie del passato sussurrate, quasi come presenze che tramano nell’ombra e dietro alle imposte delle finestre. Sono i borghi delle streghe in Italia, località che si dice siano state abitate nel passato dalle fattucchiere. E, chissà, magari lo sono anche oggi.

Disseminati da nord a sud della penisola, sono paesini arroccati, ma non mancano luoghi intrisi di fascino che racchiudono in sé storie e leggende che si tramandano di generazione in generazione: posti da visitare tutto l’anno ma, in particolare, in autunno quando il loro fascino diviene ancora più palpabile e l’atmosfera ancora più sinistra.

I borghi delle streghe in Italia, per una vacanza da brivido alla scoperta di luoghi misteriosi e in cui il tempo sembra essersi fermato.

Triora in Liguria

A Triora tutto parla delle streghe: è un borgo arroccato sulle montagne, con tante case che si snodano una attaccata all’altra e vi si respira un’aria affascinante e piena di magia. Siamo in provincia di Imperia, a 800 metri di altitudine nella Valle Argentina, un luogo di grande bellezza paesaggistica, ma anche con una storia antica. E c’è un periodo, in particolare, che ha reso questo borgo un paese delle streghe, infatti qui tra il 1587 e il 1589 si sono tenuti i processi di stregoneria che hanno visto accusate 35 donne e un uomo. Per sapere di più di quel periodo basta visitare il Museo Etnografico e della Stregoneria. Un altro luogo da visitare quando si raggiunge il borgo (circa 30 minuti di automobile da Arma di Taggia) è la Cabotina, che si trova fuori dal paese e dove – si dice – queste donne fossero solite incontrarsi per i sabba. Oltre che per le streghe, ci sono anche altre moltissime ragioni per visitare Triora, tra queste la possibilità di assaggiare il pane che viene impastato e cotto qui: una vera delizia genuina.

Triora in Liguria: borgo delle streghe
Fonte: iStock
Tra i borghi delle streghe in Italia vi è Triora

Rifreddo in Piemonte

Ci spostiamo in Piemonte, a Rifreddo, ai piedi del Monviso e del Monte Bracco, nella Valle Po. Poco più di mille abitanti e tantissime cose da vedere in questo borgo in provincia di Cuneo noto, anche lui, per i processi alle streghe. Pare che i primi documenti che parlano di questo luogo possano essere individuati nella seconda metà dell’anno Mille e quindi la sua storia è davvero antica. È nel 1495, invece, che qui si è tenuto un processo alle masche, donne che si narrava avessero dei poteri e che per secoli pare che vivessero qui.

E oltre al fascino dell’occulto, il borgo merita di essere visitato per i tesori che custodisce come il palazzo comunale, che è stato realizzato nel XV secolo, e il monastero femminile cistercense di santa Maria della Stella, che risale al XIII secolo.

Cimego in Trentino e un altro luogo simbolo

È un borgo che non esiste più Cimego, infatti dal 2016 è divenuto una frazione di Borgo Chiese in provincia di Trento. Qui si narra siano vissute delle streghe nel passato, di due si conoscono anche i nomi: Nicolina e Brigida, la prima pare sia stata condannata al rogo agli inizi del 1500, mentre non ha patito lo stesso destino la seconda, che è riuscita a salvarsi grazie al suo ingegno. Visitare la zona di Quartinago del borgo di Cimengo nel periodo di Natale può essere straordinario infatti, durante i mercatini, si può conoscere di più in merito a quelle donne che si racconta avessero poteri speciali. Inoltre, viene anche acceso un fuoco che ricorda gli antichi e misteriosi sabba. Tra edifici medievali, fascino e storia, si può rivivere l’eco di un passato lontano.

In Alto Adige, nel territorio della provincia di Bolzano, c’è un altro posto pieno di fascino che merita di essere citato. Stiamo parlando del massiccio dello Sciliar: non è un borgo ma un luogo intriso di mistero, dal momento che si racconta che su questo altipiano si riunissero le streghe giungendo a cavallo delle loro scope da tutto il mondo. Qui si trovano le panche delle streghe, delle formazioni rocciose che sembrano perfette per sedersi, o il sentiero Sorgenti delle Streghe, ma si narra anche che le fattucchiere scatenassero temporali violenti o fossero causa di disgrazie come raccolti andati a male o la perdita di un capo di bestiame. Leggende e tradizioni, storie sussurrate e tramandate da una generazione all’altra, fanno di questo luogo una meta da raggiungere. Magari dopo aver vistato il borgo di Cimego.

Cimego in Trentino: un borgo delle streghe
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Cimego, il borgo delle streghe in Trentino

Calcata nel Lazio

È durante le giornate in cui soffia il vento che raggiungere Calcata nel Lazio diventa imperativo, soprattutto se si amano i brividi e si desidera andare a caccia di misteri paurosi. Poiché si dice che tra le stradine del borgo si possa udire un rumore molto particolare, che leggenda narra essere il canto delle streghe.

Siamo in provincia di Viterbo, nella Tuscia, a una cinquantina di chilometri di distanza da Roma. Qui, nella Valle del Treja e vicino alle Cascate di Monte Gelato, si trova Calcata, borgo arroccato su una rupe di tufo: proprio per dubbi circa la solidità di questa roccia c’è stato un momento in cui si è svuotato. Ma altri controlli hanno poi rivelato che non vi erano pericoli e il destino di questo borgo è cambiato: infatti è tornato a ripopolarsi quando le preoccupazioni sono state eliminate da una nuova perizia e grazie all’arrivo di molti artisti.  Per questo, oltre a essere considerato il borgo delle streghe, viene definito anche come quello degli artisti. Ed è veramente un luogo sospeso tra sogno e realtà, dall’aspetto quasi magico: infatti tra stradine e botteghe, l’atmosfera è senza dubbio unica e affascinante e vale la pena raggiungere Calcata per immergersi completamente nella sua storia e nella sua bellezza senza tempo.

Calcata, borgo delle streghe nel Lazio
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Calcata, affascinante borgo delle streghe e degli artisti nel Lazio

San Lupo in Campania e le streghe di Benevento

Raggiungiamo la Campania dove, si narra, vivesse la janara detta anche strega di Benevento. Le storie raccontano che queste streghe fossero solite incontrarsi lungo il fiume Sabato, sotto un albero di noce. Si dice che nascessero tutte la Vigilia di Natale e che sapessero compiere varie stregonerie. Vicino a Benevento, a San Lupo, vi è una storia che racconta di una fanciulla bellissima nata durante un Sabba, dalla passione tra una strega e il diavolo. Questa, dopo essere stata adottata, si occupava delle greggi della famiglia. Un nobile del Castello di Limata, però, anni dopo l’avrebbe notata ottenendo un rifiuto, motivo per cui la giovane è stata tacciata di essere una strega e uccisa, gettata nel torrente delle Janare dal ponte omonimo. Pare che tempo dopo sia stata vista danzare sulle rive dll’acqua e che un discendente di quel signore l’abbia seguita sparendo per sempre

Alla janara di Benevento e dintorni si aggiungono altre tipologie di streghe paurose, che suscitano timore solo a nominarle. Come la Zucculara, che viveva nell’area del teatro romano cittadino, oppure la Manalonga che abitava i pozzi. Ovviamente ci sono stati diversi processi alle streghe nel corso dei secoli e molte di queste hanno parlato di sabba a Benevento. E, per chi è alla ricerca di misteri, la città campana di Benevento è una meta prediletta. Oltre alle sue leggende, poi, ci sono tantissimi tesori storici e architettonici da scoprire, come la chiesa di Santa Sofia che risale al 760 e di origine Longobarda e il monastero collegato che fanno entrambi parte di un sito Unesco.

Teatro Romano a Benevento
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La strega Zucculara si racconta vivesse nei pressi del Teatro Romani di Benevento

Uggiano in Puglia

Raggiungiamo il Salento e la provincia di Lecce, qui troviamo Uggiano la Chiesa, un borgo di quasi cinquemila anime. Si racconta che le streghe si dessero appuntamento proprio qui per celebrare i propri riti, sotto un albero: il noce del mulino a vento. Legate a questi luoghi vi sono diverse leggende, come quella di un oste la cui moglie era solita partecipare ai sabba, che per un errore obbligò le streghe a nascondere l’albero alla vista. E, oggi, si narra che di notte non sia difficile sentire strani rumori e canti nella campagna intorno a questo borgo.

Oltre alla sua campagna che sembra celare segreti e misteri, vale la pena visitare questo borgo per le sue tante testimonianze di epoche diverse come la Cripta di Sant’Elena che pare risalire al periodo della dominazione bizantina, senza dimenticare la Torre dell’Angelo del primo periodo del XVII secolo, sino al menhir San Giovanni Malcantone, un megalite monolitico alto 4 metri.

San Fili in Calabria

Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta di alcuni borghi delle streghe in Italia con San Fili, che si trova in Calabria e – più precisamente in provincia di Cosenza. Noto come il paese delle magare, si distende su tre colli ed è un luogo intriso di bellezza. Le magare calabresi si dice che fossero delle antiche guaritrici e non delle vere e proprie streghe, pare che potessero curare con le erbe. Insieme a loro vi è anche un’altra donna misteriosa: la Fantastica, capace di volare e vestita da sposa ma dall’aspetto spaventoso.

Questo paesino ha tantissime chiese, tra queste quella della Madre Santissima Annunziata dalla storia davvero antica: un luogo da visitare per lasciarsi incuriosire dalle sue storie e leggende.

San Fili, paese noto per le leggende sulle streghe
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San Fili, borgo calabrese noto per le leggende sulle streghe

Lituania, un paradiso per gli uccelli

Par : signoday
27 août 2024 à 16:00

Dal canapino acquatico alla beccaccia, fino all’aquila reale: in Lituania, dovunque guarderete, soprattutto in determinate stagioni, vedrete tantissimi magnifici esemplari di uccelli. Uno dei più piccoli gioielli d’Europa è infatti il paradiso dei birdwatcher perché possiede una ricca varietà di habitat, tra cui paludi, foreste e due dei paesaggi più mozzafiato dei Baltici: il delta del Nemunas e la penisola di Curonian, cosparsa di dune di sabbia.

La Lituania è il luogo ideale dal quale osservare la fauna ornitologica soprattutto perché è situata lungo la rotta migratoria dell’Est Baltico ed è in grado di offrire esperienze uniche e indimenticabili durante le intense migrazioni primaverili e autunnali. Dotato di un clima mite e di paesaggi diversificati, il paese è come una calamita per innumerevoli specie di uccelli, molte delle quali figurano in alto nelle liste dei desideri stilate dagli appassionati di birdwatching. Inoltre, molte specie presenti, che proprio in Lituania si riproducono regolarmente, sono considerate a rischio di estinzione come l’aquila di mare, il re di quaglie, la moretta tabaccata e il pagliarolo.

Dove fare birdwatching in Lituania

Ad attirare l’attenzione dei birdwatcher provenienti da ogni parte del mondo sono soprattutto i flussi migratori autunnali, quando milioni di uccelli lasciano i loro luoghi di riproduzione nell’emisfero settentrionale per svernare nell’Europa occidentale e meridionale, in Africa e in Asia. Questa tratta, conosciuta come Baltic Flyway, ha in Lituania una delle sue terrazze privilegiate dal quale ammirarla, ancora meglio se in compagnia di guide esperte che vi accompagneranno in questa esperienza unica.

In particolare, sono tre i luoghi privilegiati da tenere a mente per avvistare gli uccelli durante la migrazione: il Parco Nazionale di Curonian Spit, Capo Ventė e il Lago Žuvinas, non a caso conosciuto anche come il lago degli uccelli.

Parco Nazionale di Curonian Spit

Un paradiso rilassato e accessibile, oltre che uno dei più belli in cui fare birdwatching in Lituania, è il Parco Nazionale di Curonian Spit. Patrimonio UNESCO, famoso per le sue dune di sabbia, è anche il luogo perfetto dove osservare le diverse specie di uccelli interessate dal flusso migratorio grazie alle sue torri di avvistamento. Anche i non professionisti potranno divertirsi grazie alla presenza di postazioni informative ricche di informazioni e curiosità. Qui, la location ideale è soprattutto la Riserva Naturale di Nagliai, considerata la rotta più trafficata d’Europa e dove sarà possibile avvistare anche specie rare come i falchi pellegrini, i falchi dalle gambe rosse, le aquile marziali e gli storni rosei.

Parco Nazionale di Curonian Spit
Fonte: iStock
Vista aerea del Parco Nazionale di Curonian Spit

Capo Ventė

Capo Ventė conquista i professionisti e gli appassionati per il numero vertiginoso di uccelli che si possono avvistare nella sua area: ben mezzo milione ogni giorno durante l’alta stagione migratoria, che va da settembre a ottobre. Un luogo storico per gli appassionati di birdwatching: fu qui che, nel 1929, lo zoologo e biologo lituano Tadas Ivanauskas inaugurò la prima stazione di inanellamento per uccelli d’Europa. In questa zona avrete l’opportunità di avvistare diverse specie provenienti dalla Siberia e dirette a sud, come le poiane dalle zampe ruvide, e di regalarvi anche altre esperienze, come il tour in barca sul fiume Minija.

Lago Žuvinas

In fermento durante i flussi migratori è anche il Lago Žuvinas, situato all’interno di una riserva naturale. Questo è considerato soprattutto il paradiso degli uccelli acquatici e, grazie alla sua natura paludosa, rappresenta il luogo ideale dove, se si è fortunati, è possibile avvistare anche il rarissimo canapino acquatico.

Le cicogne, simbolo della Lituania

Di uccelli, in Lituania, se ne possono avvistare tantissimi, ma solo uno è considerato il vero simbolo del paese: l’elegante cicogna. Non una cicogna qualunque, bensì quella bianca, in quanto questo territorio ospita la più alta densità conosciuta al mondo, a dispetto di un drastico calo registrato nelle altre aree d’Europa. Secondo una ricerca, sono presenti 13.000 coppie nidificanti nelle aree agricole e in prossimità delle zone umide.

La Lituania offre l’habitat perfetto alla cicogna perché vanta foreste umide e terreni agricoli perfetti per le sue necessità. Il periodo ideale per avvistarla è sicuramente la primavera, in concomitanza con il ritorno di questa specie dalla migrazione invernale in Africa, dove ripartono intorno alla metà di agosto seguendo la rotta che dall’Est Europa e la Turchia porta fino alla Penisola araba. L’inverno della Lituania, infatti, è troppo rigido per la cicogna che oltre a preferire i luoghi caldi, non vola mai sopra il mare: in virtù della sua conformazione fisica e all’ampiezza delle ali, durante la rotta migratoria seguirà un percorso che la conduce sopra diversi paesi come Israele, la Siria e il Libano.

Nei mesi compresi tra maggio e agosto, invece, gli appassionati potranno ammirare questi animali nella loro quotidianità. Oltre ai corsi dei fiumi principali, i punti privilegiati per osservare le cicogne sono la foresta di Uzulenis (a pochi chilometri da Vilnius) e la foresta di Punia, a sud di Kaunas.

Cicogna bianca
Fonte: iStock
Un esemplare di cicogna bianca

Aperitivo in terrazza, le location più panoramiche d’Italia

Par : signoday
13 août 2024 à 13:50

C’è un modo di godersi al meglio una città, specie dopo averla visitata, quando a fine giornata arriva il momento di rilassarsi senza però perdere occasione per continuare a fare delle piacevoli scoperte. È quando arriva l’ora dell’aperitivo e si può salire sulla cima di un edificio per godersi lo skyline, ascoltare buona musica, chiacchierare con gli amici e sorseggiare uno dei migliori cocktail del locale più alla moda del momento. Uno Spritz sui tetti di Firenze, davanti allo skyline di Milano o ammirando piazza Navona dall’alto, anche questo fa parte dell’esperienza di un viaggio.

L’ideale è quindi regalarsi un buon aperitivo in terrazza. Un cocktail in mano, un tramonto mozzafiato, la compagnia giusta e una leggera brezza – o l’aria condizionata, se fa troppo caldo – ad accarezzare la pelle sono la ricetta perfetta per chiudere una giornata in bellezza. Da Nord a Sud dell’Italia, sono numerosissimi i rooftop che offrono panorami spettacolari, alcuni perfetti per l’estate – certi sono aperti anche ad agosto – ma molti da godersi tutto l’anno.

I più bei rooftop di Milano

Il viaggio alla scoperta dei rooftop più belli non può non partire da Milano, la capitale italiana della movida e dell’happy hour. Una delle location più mozzafiato di Milano è sicuramente The Organics SkyGarden al tredicesimo e ultimo piano dell’Hotel Hyatt Centric Milan Centrale. dalla terrazza tutta vetrate si gode di una vista pazzesca a 360 gradi dello skyline più incredibile di Milano, quello modernissimo di piazza Gae Aulenti con il famoso Bosco Verticale, il Palazzo della Regione Lombardia e la Torre Solaria, ma anche quello della Stazione Centrale, del Duomo e dei tetti della vecchia Milano. L’arredamento del locale ricorda una giungla. Ci si immerge in vero paradiso tropicale, tra vegetazione lussureggiante di piante esotiche e soffitti decorati con verde fogliame tipico della foresta pluviale del Centro America, a cui sono ispirati i cocktail esotici creati da esperti mixologist e serviti in originali bicchieri, accompagnati da piatti a base di cevice, tropical salad e frutta.

Con vista sui tetti della città, in pieno quartiere Brera, c’è un piccolo rooftop circondato dal verde che regala una bellissima vista sul centro storico e che dà l’impressione di trovarsi in un giardino sospeso. Sì, perché sul tetto dell’Hotel Milano Scala c’è un vero e proprio orto i cui prodotti, dalle verdure alle spezie, vengono poi impiegati per la cucine del ristorante dell’albergo. Un secret garden poco noto ma meraviglioso e molto rilassante.

Non è molto alto, perché si trova proprio sopra l’ingresso principale dell’hotel, ma è comunque un rooftop, dove sembra di stare in un giardino la Greenhouse dell’Hilton Milan, circondato da piante, un soffice praticello su cui camminare e tavolini di ferro battuto dove rilassarsi con un cocktail in mano. Magari a base di limoncello, prodotto direttamente con i limoni che crescono nella serra insieme a tante altre erbe usate dallo chef per preparare i piatti del ristorante e lounge bar CotoliAMO (aperto anche nel mese di agosto) sostenibile e zero waste perché tutto ciò che è possibile qui viene riutilizzato. Inoltre, vengono organizzati Pesto Experience, per scoprire i trucchi per fare il pesto direttamente dallo chef, la Mixology Class, per imparare a realizzare il proprio cocktail seguendo i segreti del bartender e prendendo gli ingredienti direttamente dalla serra dell’hotel.

Sempre in zona in zona Garibaldi, è d’obbligo anche una visita all’american bar del Ceresio 7, un rooftop con tanto di piscina e ristorante dove trascorrere anche un’intera giornata. Un luogo decisamente glam e alla moda, dove poter bere uno Spritz accompagnato da qualche piattino rigorosamente servito ammirando lo skyline più moderno con i grattacieli di Porta Nuova.

Tra i rooftop più suggestivi e più centrali, con una splendida vista sul Parco Sempione e sul Castello Sforzesco, c’è quello della Terrazza Triennale. In pieno centro con vista proprio su piazza Duomo, c’è la Terrazza Aperol, che fa parte dell’edificio che ospita la Galleria Vittorio Emanuele: non è grandissima, ma l’affaccio su una delle piazze più importanti d’Italia con vista sulla cattedrale più famosa la mondo è davvero unico.

I più bei rooftop di Roma

Se a Milano, con le sue luci che illuminano la notte di una città che non dome mai, si possono ammirare modernissimi skyline, a Roma i rooftop regalano viste a dir poco da sogno. È il caso di Achilli al D.o.m., una location esclusiva, nascosta tra i tetti della Capitale, nel cuore del centro storico cittadino. Ogni sera, solo 50 persone possono rifugiarsi in questo esclusivo angolo di città, godendosi il tramonto della Città Eterna. Meno selettiva, ma ugualmente elegante è la terrazza delloZuma, a due passi da piazza di Spagna. Il suo lounge bar, dal fascino nipponico e dall’arredamento minimal, è perfetto per rilassarsi gustando sakè, sushi e liquori pregiati.

I più bei rooftop nelle altre città

L’eleganza eterna di Torino, ex Capitale d’Italia, si nota molto nei suoi famosi caffè, dove servono il tradizionale bicerin, ma ora che la città è tornata molto in auge tra i turisti che la visitano tutto l’anno, aprono anche qui nuovi locali contemporanei sui tetti dei palazzi più belli. Come l’Otium Rooftop, con affaccio su piazza Solferino: design moderno e internazionale e ambiente rilassato e vivace con vista sui tetti della città circondati dalle Alpi. Per ammirare i capolavori di Firenze, dalla Cupola del Brunelleschi al Campanile di Giotto, un’ottima soluzione è La Terrazza del Continentale Lungarno Hotel, a pochi passi dal Ponte Vecchio, un locale incredibilmente romantico con una vista top.

A Venezia, la meta prediletta dagli innamorati è lo Skyline Rooftop Bar all’ottavo piano dell’antico Molino Stucky, sull’isola della Giudecca che offre un aperitivo a bordo piscina e una delle viste più affascinanti sui canali. Il Sud non è da meno. Nella sua celebre “Caruso”, Lucio Dalla con passione cantava “Qui dove il mare luccica e tira forte il vento, su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento…”. A ispirare quei versi che hanno fatto la storia della canzone italiana avrebbe potuto essere tranquillamente la terrazza in cima all’esclusivo Majestic Palace Hotel di Sorrento. Arredamento totally white per un bar che s’affaccia sul golfo e su un immenso giardino da 15mila metri quadrati.

Notti esplosive: le feste con i fuochi d’artificio più belle d’Italia

Par : signoday
8 juillet 2024 à 20:13

Spettacoli pirotecnici che passione: l’estate è un momento magico per tante ragioni, compreso il fatto che si trascorre più tempo all’aria aperta, che le serate fuori sono all’ordine del giorno e che ci sono tantissimi appuntamenti da non perdere nel ricco calendario di eventi.

Tra i più magici le feste che vedono come protagonisti i fuochi d’artificio e che si trovano in tantissimi luoghi d’Italia. Lo spettacolo delle luci che esplodono nel cielo stellato e la miriade di colori che sovrastano il territorio, vanno a creare fantasie sempre nuove e lo spettacolo si ripete ogni anno regalando a chi assiste momenti indimenticabili e, perché no, anche profondamente romantici.

In Italia ci sono numerose feste di fuochi d’artificio sparse per tutta la Penisola: si tratta senza dubbio di appuntamenti impedibili che, di frequente, si intrecciano alle tradizioni del territorio.

Le feste con fuochi d’artificio in Italia: nord

Il nostro viaggio alla scoperta delle feste con fuochi d’artificio tra le più suggestive d’Italia parte dal Piemonte e, più precisamente, da Torino dove ogni anno – in occasione del suo patrono San Giovanni – si tengono diversi appuntamenti che culminano il 24 giugno. Imperdibili sono proprio i fuochi che illuminano dall’alto la città e sono davvero un momento indimenticabile. Questa festa si articola in altri momenti come la sfilata del corteo storico e l’accensione del falò.

Ci spostiamo in Lombardia, sul Lago di Como, dove ogni anno si tiene la Festa di Varenna (nel 2024 alla sua 41esima edizione). Dal 5 al 7 luglio street food, giochi della tradizione, rievocazione storica e interessanti escursioni sopra le Lucie, imbarcazioni tipiche di questa zona. Nella notte di sabato 6 luglio anche un favoloso spettacolo pirotecnico per incantare grandi e piccini.

Imperdibile anche il Palio dei Castelli di Castiglione Olona (Varese) dove il passato, tra artisti di strada, cibo, musica e corteo storico, si mescola allo spettacolo dei fuochi d’artificio. La data? Per assistere alla magia dello spettacolo pirotecnico il 7 luglio 2024.

Anche la Liguria regala tantissimi appuntamenti con i fuochi d’artificio. Qui le luci si specchiano sul mare e regalano allo sguardo scenari davvero suggestivi. Tra i tanti non si possono non citare quelli che vengono proposti a Recco in occasione del 7 e dell’8 settembre. Bancarelle di cibo (in cui gustare la famosa focaccia al formaggio di Recco), fiera di merci varie e le sparate dei quartieri cittadini accolgono i visitatori. E poi spazio ai fuochi, che hanno reso la cittadina in provincia di Genova celebre in tutta Italia.

Levanto, in provincia di La Spezia, si accende di magia tra il 24 e il 25 luglio in occasione della Festa del Mare: corteo storico, sbandieratori, musici, processione sono alcuni delle cose imperdibili. Come lo è la serata finale_ sulla passeggiata con gli occhi puntati verso il cielo per godere dell’esplosione di luci e colori.

A Bibione (Venezia), invece, lo spettacolo pirotecnico si tiene sabato 15 giugno 2024 ed è il modo perfetto per inaugurare l’estate. E per concluderla? Nella stessa location lo how si tiene anche il 12 settembre e i fuochi d’artificio sono coordinati alla musica.

Il Redentore, invece, a Venezia regala il fascino meraviglioso di uno spettacolo pirotecnico sabato 20 luglio: la bellezza delle luci colorate che si stagliano nel cielo di questa città unica al mondo è un momento di profonda e memorabile bellezza.

Centro Italia: le feste dei fuochi

È la Romagna una delle regine dei fuochi d’artificio: la Notte Rosa 2024 si tiene dal 5 al 7 luglio e coinvolge tutto il territorio sia sulla costa che nella zona più interna. Parola d’ordine? Divertimento con concerti, mostre, spettacoli e i tanto amati fuochi d’artificio che rendono la festa ancora più indimenticabile.

Se invece Firenze è la vostra città del cuore, qui il 24 giugno per San Giovanni si tengono tantissimi appuntamenti imperdibili, ma lo spettacolo pirotecnico osservato dalla zona del lungo Arno è qualcosa che resta tra i ricordi indelebili: una cartolina di impareggiabile bellezza. I “Fochi di San Giovanni” sono davvero imperdibili.

A Roma occhi puntati verso il cielo in occasione della Girandola a Castel Sant’Angelo: si tratta della festa di San Pietro e Paolo che si celebra il 29 giugno, quando si tiene la rievocazione storica e poi lo spettacolo pirotecnico che si può ammirare da punti ben precisi lungo il Tevere.

Invece a Cinecittà Word dal 5 al 14 luglio 2024 c’è Stelle di fuoco, ovvero il campionato italiano di fuochi d’artificio che prevede tantissimi spettacoli che tolgono il fiato: decisamente imperdibile, prevede circa un totale di 12 show che si possono ammirare anche da una distanza di 10 chilometri.

Spettacoli pirotecnici: le feste con i fuochi d’artificio nel sud Italia

Tra le mete più amate delle vacanze c’è il sud Italia che regala location da favola, cibo saporito e un’accoglienza invidiabile. Ma anche spettacoli pirotecnici stupefacenti. A Napoli, ad esempio, il 15 luglio si celebra la Madonna del Carmine con un concerto e lo show Incendio del campanile.

A Bari, invece, si celebra San Nicola con i fuochi che, nel 2024, sono in programma l’8 e il 9 maggio con cambio di data e programmazione il 19: lo spettacolo pirotecnico è sempre molto suggestivo e si tratta di un antipasto gustoso di quelli che animano tutta Italia con le feste durante l’estate. A Locorotondo (in provincia di Bari), poi, si tiene LUMinAria il 5 luglio con musica, danza e la bellezza suggestiva dell’illuminazione del centro grazie alla luce morbida e avvolgente delle candele. A concludere fuochi barocchi da ammirare con il naso all’insù.

In Sardegna, infine, si può ricordare Sa Gloriosa 2024 che si tiene a Masullas in provincia di Oristano: l’appuntamento è dal 29 giugno al 3 luglio.Durante queste giornate sono previsti tantissimi eventi, ma senza dimenticare il fascino suggestivo dei fuochi d’artificio. Per questi l’appuntamento è previsto nella serata del primo luglio.

Dal nord al sud della penisola italiana si tengono tantissime feste con fuochi d’artificio, spettacoli pirotecnici di inequivocabile bellezza che lasciano senza fiato. E vale la pena partire con il naso all’insù e con nel cuore la voglia di lasciarsi ammaliare da tanta bellezza.

Fusi orari, un mondo di sigle (UTC, GMT, PST): ecco cosa significano

Par : signoday
30 avril 2024 à 11:09

Quando si viaggia si deve fare continuamente i conti con i cambi di fuso: paese che vai – infatti – orario che trovi. Più le vacanze vengono fatte vicino a casa, ad esempio all’Italia, meno grande sarà la differenza, ma appena ci si allontana un po’ le ore di scarto possono essere davvero tante e influire anche sulla sensazione di riposo e sul ritmo sonno-veglia.
Nulla di preoccupante e che un po’ di preparazione pre viaggio non possa sistemare, ovviamente, ma comunque s tratta di aspetti a cui fare attenzione per agevolarsi prima della partenza.

Ci sono tante sigle diverse che indicano il fuso orario: da quello usato in Italia (e in tante altre parti di Europa), a quello che è stato adottato in zone lontane nel mondo: la guida per conoscerle e per capirle.

Il tempo coordinato universale: la sigla UTC

È quello da cui partono tutti gli altri fusi orari, stiamo parlando del tempo coordinato universale noto anche con la sigla UTC e corrisponde a quello di Greenwich, dove è stato posto il meridiano 0. Noto anche con la sigla GMT, ovvero tempo medio di Greenwich, l’UTC ha una differenza molto importante con quest’ultima.

Infatti, se il tempo coordinato universale si basa sugli orologi atomici, il GTM sui fenomeni celesti. Il secondo, quindi, ritarda sempre di pochissimo rispetto al primo. Qual è il fuso orario dell’Italia? UTC +1.

Il fuso orario in Italia e non solo: la sigla CET

Abbiamo detto che in Italia il fuso orario, rispetto a quello preso come riferimento per tutto il mondo, è UTC + 1, ma questa zona (come accade per le altre) ha una propria sigla specifica: CET, ovvero Central European Time. Viene usato per Francia, Danimarca, Germania, ma anche per Marocco, Repubblica del Congo e molti altri paesi. Va ricordato che questo scarto di un’ora rispetto a Greenwich avviene solo con l’ora solare: quando scatta quella legale (nei paesi che la osservano) le ore passano a due.

Un dettaglio interessante, che poi fa parte di una delle diverse curiosità sul fuso orario: la Spagna, come il Portogallo, dovrebbe essere sul meridiano 0, ma a causa di una decisione di Franco presa nel 1942, oggi osserva lo stesso fuso orario italiano. Ecco perché i loro pasti avvengono circa un’ora dopo rispetto ai nostri.

Le altre sigle che si usano nel mondo

I fusi orari nel mondo sono 24, le differenze rispetto al tempo coordinato universale sono molto più numerose e segnano che le lancette possono andare avanti non solo di ore ma anche di mezz’ora o 45 minuti. Chiaramente ci sono stati che hanno più orari: maggiore è la loro estensione, infatti, più è facile che da una parte all’altra ci siano differenze (anche) importanti. Era il caso della Russia, che aveva 11 zone diverse, poi ridotte a nove. O gli Stati Uniti che ne hanno – anche loro – nove.

Ma quali sono le sigle? EET (East European Time), si colloca a UTC + 2 e comprende – tra i tanti – Egitto, Bulgaria, Finlandia, Grecia, Mozambico, Ucraina, e una parte della Russia. MSK, Moscow Time, invece è a UTC+3 e include Mosca e San Pietroburgo, Arabia Saudita, Iraq e Somalia solo per citare qualche paese. L’Iran, invece, si colloca a UTC +3,30. L’India, che è uno Stato molto esteso, adotta un unico fuso orario: la sua sigla è IST, che si traduce in India Standard Time. Viene utilizzata anche dallo Sri Lanka.

A UTC+8, poi, si trova il AWST, l’Australian Western Standard Time che viene utilizzato dall’Australia (zona occidentale), dalla Cina, una zona della Russia e molti altri.  UTC +9,30, invece, è la sigla del ACST – Australian Central Standard Time, UTC + 10 corrisponde a AEST – Australian Eastern Standard Time.

Le altre sigle sono: BEST, Bering Standard Time, che si pone – rispetto al tempo coordinato universale a -11 – ed è adottato da Isola Jarvis, Isole Midway, Samoa Americane e alcune altre zone.

A UTC – 10 vi è il HST, Hawaii-Aleutian Standard Time, adottato da parte della Polinesia Francese e degli Stati Uniti, segue AKST – Alaska Standard Time a UTC-9, PST – Pacific Standard Time a UTC-8 che copre parte del Canada, degli Stati Uniti, del Messico così come lo fa il MST – Mountain Standard Time, che si colloca a -7 rispetto al tempo coordinato universale. A -6, invece, vi è il CST – Central Standard Time che corrisponde a zone del Messico, degli USA e alcuni Stati del centro e sud America. Il EST – Eastern Standard Time, viene utilizzato sulla costa orientale degli Stati Uniti, ma anche in parte del Canada e in alcuni Paesi del centro e su America: si colloca a -5 rispetto al meridiano zero.

AST – Atlantic Standard Time è a UTC -4 e corrisponde all’orario che si trova in Anguilla, Antigua e Barbuda, Bermuda, Bolivia, Brasile e molti altri posti. In Canada, a Terranova, infine vi è UTC -3,30 ovvero il NST – Newfoundland Standard Time.

Fuso orario e ora legale

Esistono, poi, zone con fusi orari diversi, con scarti di mezzora o 45 minuti. In generale tutti i fusi orari possono essere modificati quando viene adottata l’ora legale che, va ricordato, non viene utilizzata in tutti i Paesi del mondo dando vita a un mosaico abbastanza vario di orari.

Per questo, prima di partire, è bene sapere quanto grande sarà la differenza rispetto all’Italia (o l’altro Stato da cui si parte) e – se ci si trova nel periodo dell’ora legale – se questa viene adottata oppure no.

Ma non solo: è importante anche capire in quale momento dell’anno viene applicata. Prendiamo come esempio gli Stati Uniti: qui l’ora legale non viene utilizzata in tutti i paesi e dal 2007 è stato stabilito che prenda il via la seconda domenica di marzo e finisca la prima domenica di novembre, un’estensione che si traduce – rispetto al passato – in quattro settimane in più. In Europa le cose stanno diversamente, infatti viene adottata in maniera abbastanza uniforme lo stesso calendario, che prevede che l’ora legale prenda il via l’ultima domenica di marzo, mentre la fine è prevista l’ultima domenica di ottobre.

Insomma: paese che vai orario (e regole) che trovi: quindi prima di partire è bene fare il punto e capire quale sarà quello o quelli a cui fare riferimento durante il nostro viaggio.

Fenicotteri, ecco dove puoi vederli in Italia

Par : signoday
29 avril 2024 à 14:46

Le zampe lunghe, il collo che si piega, quell’aspetto elegante e regale: sono i fenicotteri, volatili maestosi e intriganti, che affascinano i viaggiatori di tutto il mondo. Vederli, infatti, lascia senza fiato: sarà per il colore tipico del loro piumaggio che incanta con tantissime sfumature di rosa, sarà che vederli tutti insieme è uno spettacolo per gli occhi, ma dirigersi dove si possono vedere i fenicotteri è una tappa di vacanza obbligata. Anche in Italia.

Infatti, nel nostro paese è facile avvistarli in numerosi siti, soprattutto nel corso dell’estate e della primavera, in quei luoghi che si trovano lungo le direttrici migratorie e che i fenicotteri scelgono per sostare: le location da raggiungere per ammirarli in tutta la loro bellezza.

Nord Italia, dove vedere i fenicotteri

Ci sono diversi siti nel Nord Italia in cui è possibile vedere i fenicotteri: posti da raggiungere per chi ama questi volatili la cui figura ha, da diversi anni, dato il via alla flamingo mania.

A contribuire al mito anche il loro colore: i fenicotteri nascono bianchi ma, grazie al fatto che si nutrono di crostacei e molluschi ricchi di carotene, il loro piumaggio muta con l’avanzare dell’età fino a farli diventare dei toni che ben conosciamo. Le sfumature delle loro piume sono tante e passano dal rosa più chiaro, virando a quello più intenso, regalando un impatto visivo notevole. Soprattutto perché sono animali di dimensioni abbastanza considerevoli (arrivano fino a un metro circa) che vivono in stormi numerosi.

Li si può ammirare, ad esempio, in Emilia-Romagna e, più precisamente, a Comacchio nel Parco del delta del Po dove si trova la Salina. Un luogo da visitare per la sua bellezza e per le tantissime specie di uccelli presenti. Tra cu i fenicotteri. Si può accedere solo in compagnia delle guide o del personale.

Anche la Salina di Cervia è una location perfetta per ammirarli, soprattutto quelli alla ricerca di un clima cado durante il periodo delle migrazioni.

Potrebbe sembrare incredibile ma i fenicotteri rosa si possono vedere anche a Milano, in piano centro. Si trovano a Villa Invernizzi, raggiungibile anche in metropolitana. Si tratta di una dimora privata, quindi non è accessibile al pubblico: ma dalla cancellata è possibile vederli nel giardino e rimanere affascinanti dalla loro bellezza. Per uno scorcio indimenticabile, in centro città.

Centro Italia, le località da raggiungere per vedere i fenicotteri

Che sia per una gita fatta proprio per ammirare i fenicotteri, oppure che sia la tappa di un viaggio più articolato, non importa: se vi trovate a transitare dal Centro Italia sappiate che anche qui potete ammirare i fenicotteri. Ci sono alcune località predilette da questi uccelli, in cui è facile vederli e ammirarne le tante sfumature di rosa.

In Toscana, ad esempio, nella laguna di Orbetello in provincia di Grosseto si possono incontrare nel corso dei mesi estivi: si tratta di un’oasi WWF, che è stata istituita nel 1971 e che regala la possibilità di vedere tantissime specie diverse di uccelli. Oltre ai fenicotteri, vi sono anatre, aironi e gru, solo per citarne qualcuno. Un vero luogo di bellezza e in cui la natura regala il meglio di sé.

Sempre in Toscana vale la pena visitare la riserva naturale del WWF Padule Orti-Bottagone, si estende su 126 ettari ed è un luogo molto apprezzato da questi uccelli proprio per la sua posizione lungo le direttrici migratorie.

Nel Lazio, invece, ci sono le Saline di Tarquinia che si estendono su una superficie di 170 ettari e dove poter ammirare moltissimi animali stanziali o migratori, tra cui i tanto amati flamingo. Oltre agli uccelli vi sono volpi, nutrie, scoiattoli e testuggini comuni. Si tratta di un’area Sic (sito d’importanza comunitaria) e Zps (Zona di protezione speciale).

Fenicotteri, dove incontrarli nel Sud Italia

Nel Sud Italia ci sono alcune località che sono state scelte dai fenicotteri. Tra questa le Saline dei Monaci, in Puglia e – più precisamente – nella zona del Salento all’interno della Riserva naturale regionale orientata di Torre Colimena. Le saline si trovano sulla costa, separate dal mare da una piccola striscia di sabbia.

Sempre in Puglia vi è la riserva delle saline Margherita di Savoia, questa si trova nella zona ai piedi del Gargano e si estende per 20 chilometri. Qui il fenicottero rosa è arrivato nel 1986 e da allora ha trovato in questo luogo il posto ideale per riprodursi e svernare. Ci sono fino a 9mila esemplari, stanziali 4mila.

In Calabria – nel comune di Montebello Jonico (Reggio Calabria) – vi è l’Oasi Naturale del Pantano di Saline Joniche che viene scelta durante i due flussi migratori annuali da tantissime tipologie di uccelli, compresi i tanto amati flamingo rosa.

In Campania, invece, si deve visitare l’Oasi delle Soglitelle a Villa Literno: si trova a pochissima distanza da Napoli ed è proprio lungo la linea migratoria che collega l’Europa all’Africa, per questa ragione si fermano qui tantissimi uccelli, compresi i fenicotteri per una sosta prima di raggiungere Puglia e Sicilia. Gli orari migliori per avvistarli? Mattina e sera e sono circa un centinaio di esemplari, ha spiegato a Vanity Fair Rino Esposito, responsabile Lipu dell’Oasi. Dal 2019 a oggi qui sono state censite 199 specie di uccelli.

Ammirare i fenicotteri nelle isole italiane

Con l’arrivo della primavera lo spettacolo dei fenicotteri lascia senza parole se si visitano le Saline del Molentargius, area che si trova nella zona sud della Sardegna, vicina a Cagliari. Qua un tempo veniva estratto il sale marino, ma oggi è il luogo perfetto per ammirare habitat e reperti dei primi del Novecento. È un sito importantissimo per la nidificazione dei fenicotteri.

Ci spostiamo su un’altra isola e andiamo in Sicilia. Qui, nella riserva di Vendicari, tra Noto e Marzamemi, si possono avvistare numerosi uccelli, compresi i fenicotteri nel periodo autunnale quando si spostano per raggiungere la Tunisia.  Il luogo è adatto a chi desidera dedicarsi al birdwatching, grazie anche ali appositi capanni che servono da punti di osservazione.

Sempre in Sicilia, una tappa è quella della riserva delle Saline di Priolo che è stata affidata in gestione alla Lipu. Si trova in provincia di Siracusa ed è il primo e unico luogo di nidificazione di questi uccelli in Sicilia.

Turbolenze in aereo, un pilota spiega perché non avere paura

Par : signoday
23 avril 2024 à 11:30

Le turbolenze in aereo possono fare paura, del resto non sono poche le persone che hanno timore di volare e affrontano con il terrore ogni aspetto della traversata. Quando si è nel cielo, quei momenti durante i quali l’aereo oscilla possono essere poco comprensibili per i passeggeri, inaspettati e repentini e le reazioni possono essere le più disparate: c’è chi si diverte, chi soffre e chi vive questa situazione con profondo terrore.

Ma, in realtà, non si dovrebbe aver paura delle turbolenze in aereo. Si tratta, infatti, di ordinaria amministrazione, come aveva spiegato in un’intervista un pilota di aerei.

Perché non avere paura delle turbolenze in aereo, la parola al pilota

Possono essere causate da diverse ragioni e gli aerei sono predisposti per affrontarle senza incorrere in alcun problema. Stiamo parlando delle turbolenze in volo, in merito alle quali Richard Tobiano, pilota capo della Qantas, aveva dato qualche utile spiegazione in un articolo sul sito ufficiale della compagnia aerea.

“Per i piloti – aveva spiegato – è una parte quotidiana del nostro lavoro e non c’è nulla da temere. Gli aerei sono progettati per affrontare livelli di turbolenza ben oltre qualsiasi cosa potresti realisticamente incontrare. Ma per i passeggeri, soprattutto se si tratta di una scossa improvvisa, la turbolenza può essere erroneamente percepita come un ‘tuffo’ o un ‘calo massiccio’”.

Ma quali sono le ragioni che scatenano la turbolenza? “Cambiamenti improvvisi nella direzione e velocità del vento, in particolare quando gli aerei salgono alla loro altitudine di crociera dove l’aria è di solito più liscia – si legge -. Turbolenza associata a nubi grandi e dense”. Oppure dovuta alla scia di aria “disturbata” di qualche aereo nelle vicinanze.

Inoltre, veniva spiegato che le compagnie aeree impegnano molto a evitare le turbolenze. In genere ci si organizza con: “Rapporti meteo dettagliati, radar meteo all’avanguardia, parlare con altri piloti che volano lungo lo stesso corridoio e spaziatura tra gli aerei, tutto aiuta ad appianare le cose. La turbolenza può essere inaspettata e scomoda, ma se hai la cintura di sicurezza allacciata ogni volta che sei seduto, non è qualcosa da temere”.

Cosa fare in caso di turbolenza in aereo: i consigli

Secondo un articolo pubblicato su D’Marge i posti dove si percepiscono meno le turbolenze sono quelli centrali, in corrispondenza delle ali. Se invece questi momenti non fanno alcuna paura, allora il posto giusto è quello più vicino alla coda.

Ma se si temono le turbolenze in aereo e si ha paura di volare ci sono alcune cose che si possono fare per poter gestire l’ansia. Tra i primi consigli, ovviamente, il comprendere che non c’è nulla da temere e che la paura che si prova è irrazionale.

Poi bisogna evitare di bere bibite energetiche o caffè, contengono ingredienti eccitanti che potrebbero aumentare lo stato di ansia. Vale la stessa cosa per gli alcolici. Potrebbe essere utile osservare cosa fa il personale di bordo: se sono tranquilli e sereni significa che non c’è proprio nulla di cui avere paura. Potrebbe essere utile anche parlarne con loro, probabilmente potrebbero riuscire a rassicurarvi.

In genere i piloti avvisano quando si stanno per incontrare delle turbolenze, per far allacciare le cinture di sicurezza, ma è ancora meglio tenerle allacciate tutto il tempo, in caso di evento inaspettato. E, infine, distrarsi, magari utilizzando apposite tecniche di rilassamento, oppure leggendo un libro o ascoltando della musica.

Queste sono alcune piccole soluzioni utili per affrontare con più consapevolezza un viaggio in aereo e, magari, provare ad avere meno paura delle turblenze.

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