La magia della Provenza non ha bisogno di presentazioni, perché è una regione della Francia che regala meraviglia ovunque si sposti lo sguardo: da paesini pittoreschi, ricchi di storia e arte, a una natura sorprendente e magica, fino a città che offrono un’immersione totale in un passato incredibile.
Dal visitarla, esplorandola da cima a fondo e assaporando quell’atmosfera unica che l’ha resa celebre, fino a scoprirla piano piano, magari usando come speciale guida di viaggio un romanzo. Io sono Adele, l’ultimo libro nato dalla penna celebre di Csaba dalla Zorza (Marsilio) ci porta a Villeneuve-lès-Avignon, nella vita di una donna di sessant’anni che ha lasciato Milano e si è trasferita in questo luogo per fare da governante in una casa privata. Pronti a partire?
Dalle pagine dei romanzi agli schermi della televisione, ci sono personaggi che hanno saputo conquistare il cuore dei lettori e degli spettatori. Uno di questi è, senza alcun dubbio Rocco Schiavone, il burbero vicequestore nato dalla penna di Antonio Manzini.
Che ha da poco dato vita a una serie di racconti in cui noi lettori possiamo ripercorrere alcune delle location della vita del protagonista: il libro è una raccolta di storie brevi e si intitola I tramezzini di Rocco Schiavone, un modo per conoscere meglio questo personaggio dalle tante sfaccettature, ma soprattutto spigoloso, cinico e ancora legatissimo alla moglie morta ormai da diversi anni.
Nato a Trastevere, pittoresco quartiere di Roma, si sposta poi ad Aosta dove lavora come vicequestore; e in questi luoghi ci accompagna nelle sue avventure di vita e attraverso le sue indagini poliziesche. E, allora, prendiamo tra le mani questa raccolta di racconti pubblicata da Sellerio e partiamo alla volta dei luoghi di Rocco Schiavone.
Sulle tracce de I tramezzini di Rocco Schiavone
Lo abbiamo visto in più di un’occasione muoversi sullo schermo della tv, imparando a conoscere quei luoghi con gli occhi della regia della serie. E se questo può essere emozionante, lo è ancora di più usare come guida di viaggioI tramezzini di Rocco Schiavone, ultimo libro di Antonio Manzini pubblicato da Sellerio, come speciale mappa tra i luoghi del vicequestore.
E partiamo proprio da Roma, da quel quartiere di Trastevere dove nasce e cresce. Senza dubbio si tratta di una delle zone più interessanti della Capitale, immancabile quando si programma una vacanza qui. Tra strade strette e incroci, questa zona di Roma regala scorci davvero suggestivi. È un luogo genuino, vivace e al tempo stesso accogliente. Qui si trovano la casa che ha condiviso con la moglie Marina, ma anche quella dell’amico Sebastiano, oltre a Piazza di Santa Maria in Trastevere tra i luoghi simbolo della sua vita. Girare per questo quartiere è già di per sé un’esperienza indimenticabile, una vera e propria immersione nell’anima di Roma e dei romani. Farlo accompagnati dalle pagine di questo scrittore è ancora più divertente e intrigante.
Ovviamente non può mancare Aosta, che possiamo definire la Roma delle Alpi, dove vive e lavora, ma senza mai sentirsi a casa. Tanti sono i posti che Manzini ci porta a scoprire di questa città. Chiaramente cruciali sono la Questura, dove lavora, Palais Ansermin un bel palazzo del Seicento dove vive e, ancora, la piazza con il porticato e il Caffè Nazionale, dove è solito andare a sorseggiare il caffè.
iStockAd Aosta sulle tracce di Rocco Schiavone
In questa raccolta di racconti spunta anche Panarea, bellissima isola delle Eolie, arcipelago siciliano. Antonio Manzini ci porta qui nel mese di settembre, quando per la prima volta Rocco Schiavone vede il fantasma della moglie Marina.
Insomma, questa raccolta di storie, che ci mostrano sprazzi di vita del protagonista e ci presentano alcuni casi polizieschi, è una vera e propria mappa da seguire per chi non si è perso un libro della serie a lui dedicata.
I luoghi di Rocco Schiavone nei romanzi
Roma e Aosta sono i cuori pulsanti delle storie di Antonio Manzini, perché Rocco Schiavone è tra queste due città che si muove, vive e indaga. E se la prima è il posto in cui è nato, la seconda è quello dove svolge la sua professione. Ma nei romanzi non mancano altri scorci della Valle d’Aosta e di Roma stessa.
Ad esempio, Saint-Vincent, intorno al suo casinò ruotano le vicende del romanzo Fate il vostro gioco, oppure con Pista nera ci porta in quel piccolo scrigno di bellezza che risponde al nome di Champoluc, nel comune di Ayas, dove viene rinvenuto un cadavere sulle piste. Stessa cosa accade con Roma, dove Trastevere è ovviamente centrale, ma non mancano altri scorci che restituiscono l’affresco di una città che affascina al primo sguardo. Ma queste sono solo alcune tappe che si ritrovano nei libri di Manzini, tutti da leggere se si amano le storie poliziesche e i personaggi sfaccettati.
Ideato e portato sullo schermo da Joe Carnahan, The Rip è un film poliziesco Netflix che racconta la storia di un’unità speciale antidroga operativa a Miami. Dopo che l’omicidio del loro comandante rimane irrisolto e l’indagine viene di fatto archiviata, il clima all’interno del dipartimento si fa pesante, segnato da frustrazione, rabbia e senso di impotenza. Per reagire a quella sconfitta, il gruppo decide di seguire una segnalazione anonima che li conduce sulle tracce di un presunto nascondiglio di un cartello.
Quella che sembra una semplice operazione di routine si trasforma però in qualcosa di molto più pericoloso: all’interno di una casa apparentemente abbandonata, gli agenti trovano una somma enorme di denaro. Da quel momento, le conseguenze si fanno sempre più complesse. La voce del ritrovamento si diffonde rapidamente, attirando attenzioni indesiderate e mettendo a dura prova l’equilibrio della squadra. I legami di fiducia iniziano a sgretolarsi, mentre sospetti e ambiguità spingono i protagonisti a guardarsi l’un l’altro con diffidenza, senza sapere chi stia davvero giocando pulito.
Interpretato da un cast di grande richiamo che comprende Matt Damon, Ben Affleck, Steven Yeun, Teyana Taylor, Sasha Calle e Catalina Sandino Moreno, il film si muove tra le strade frenetiche di Miami, sfruttando l’energia e le ombre della città per raccontare una discesa nel lato più oscuro del crimine e della lealtà messa alla prova.
Dove è stato girato
Le riprese principali di The Rip sono iniziate il 3 ottobre 2024 e si sono protratte fino alla fine dell’anno. Tuttavia, ulteriori scene sono state girate nel New Jersey nel novembre 2024. Le riprese si sono svolte tra California, New Jersey e Florida, con location principali nella contea di Los Angeles, nella contea di Hudson e a Miami.
NetflixUna scena dal film The Rip
Da Los Angeles a Long Beach
Una parte consistente di The Rip è stata girata a Los Angeles, nel sud della California. Durante le riprese, la troupe è stata spesso avvistata in diverse zone della città, dove intere strade e quartieri sono stati trasformati scenograficamente per ricreare l’atmosfera di Miami. Ed è probabile che molte scene in interni siano state realizzate all’interno dei numerosi studi presenti nell’area, tra cui FilmStudioLA, Raleigh Studios Hollywood, Los Angeles Center Studios, Universal Studios Hollywood e Warner Bros. Studio.
Un’altra location chiave è stata la città costiera di Long Beach, che ha offerto ambientazioni ideali per rappresentare il volto marittimo di Miami. Il porto di Long Beach e le spiagge circostanti sembrano infatti essere stati utilizzati come equivalenti visivi della città della Florida. Oltre a The Rip, Los Angeles vanta una lunghissima tradizione cinematografica e televisiva, avendo ospitato nel tempo le riprese di numerose produzioni celebri. Tra i titoli più noti figurano Una Battaglia dopo l’Altra, Il Padrino, Pulp Fiction, The Wolf of Wall Street.
iStockLos Angeles, una selle location di The Rip
New Jersey
Oltre alla West Coast, la produzione si è spostata anche nel New Jersey, con diverse scene girate a Hoboken e nei dintorni. Le aree urbane variegate dello Stato si sono rivelate perfette per rappresentare ambientazioni diverse della storia. Nel novembre 2024, cast e addetti ai lavori sono stati avvistati in diverse aree della città di Bayonne, utilizzata come set per varie sequenze del film. Per esigenze di produzione, la lavorazione si è spinta inoltre poco più a nord, fino alla città di Moonachie, che ha ospitato ulteriori riprese della pellicola.
iStockIl lungomare di Hoboken
Miami, Florida
Sebbene The Rip sia ambientato nella vivace città di Miami (Florida), la base principale di produzione è stata Los Angeles. Tuttavia, secondo alcune fonti, una troupe ridotta si è recata nella vera Miami per girare diverse scene in esterni e inquadrature di ambientazione, con l’obiettivo di conferire maggiore autenticità al racconto. È quindi possibile riconoscere sullo schermo alcuni luoghi simbolo della città, tra cui il Porto di Miami, il Kaseya Center, la Panorama Tower, il Four Seasons Hotel Miami, il Southeast Financial Center, il One Thousand Museum e alcune delle spiagge più note della città.
Netflix continua a cavalcare con successo la passione globale per il cozy crime, il giallo elegante e ricco di atmosfera che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica. Dopo titoli come Knives out e Il club dei delitti del giovedì, la piattaforma alza l’asticella puntando su un nome leggendario: Agatha Christie. La nuova miniserie I Sette Quadranti di Agatha Christie è un adattamento in tre episodi del romanzo I sette quadranti del 1929 ed è una delle produzioni Netflix più attese del 2026.
A firmare la sceneggiatura è Chris Chibnall, creatore di Broadchurch e grande appassionato dell’opera della “Regina del Giallo”. Tra misteri, società segrete e ambientazioni spettacolari, la serie accompagna lo spettatore in un viaggio tra Inghilterra e Spagna, con location d’eccezione che diventano parte integrante del racconto. Il ruolo di Lady Brent è interpretato da Mia McKenna-Bruce, affiancata da un cast di primo livello che include Helena Bonham Carter, Corey Mylchreest, Ed Bluemel, Nabhaan Rizwan e Martin Freeman.
Di cosa parla
La storia è ambientata negli anni Venti e prende il via durante un sontuoso weekend in una villa di campagna frequentata dall’élite britannica: politici, industriali e aristocratici. Un gruppo di amici decide di organizzare uno scherzo a un loro conoscente, riempiendo la sua stanza di otto sveglie impostate a orari diversi.
Ma lo scherzo prende una piega tragica: l’uomo viene trovato morto. Una delle sveglie scompare, mentre le altre sette segnano orari differenti. Quello che sembra un incidente si rivela presto un omicidio legato a un intrigo ben più ampio, che conduce a una misteriosa società segreta nota come I Sette Quadranti. A indagare non sono i celebri Poirot o Miss Marple, ma una protagonista inedita: Lady Eileen “Bundle” Brent, giovane, brillante e curiosa, chiamata a districare una rete di menzogne che va ben oltre la villa di campagna.
Ufficio stampa NetflixI sette quadranti di Agatha Christie
Dove è stata girata
Ronda, Spagna
La serie che rende omaggio ad Agatha Christie si apre con immagini spettacolari girate a Ronda, nella provincia di Málaga, una delle città più scenografiche dell’Andalusia. La storica La Plaza de Toros de la Real Maestranza de Caballería fa da sfondo alla scena iniziale, conferendo subito un tono elegante e dinamico alla narrazione. Nel corso degli episodi, i luoghi iconici di Ronda vengono reinterpretati in chiave anni Venti, rendendo riconoscibili il maestoso Puente Nuevo, la suggestiva Fuente de los Ocho Caños, il Palacio del Rey Moro, l’Arco di Felipe V e il tranquillo Parque de la Alameda del Tajo.
iStockVista panoramica su Ronda, nella provincia di Malaga
Badminton House, Gloucestershire
La villa di famiglia di Bundle, conosciuta nella serie come Chimneys, rappresenta uno dei luoghi centrali della storia. Per portarla sullo schermo è stata scelta Badminton House, storica dimora privata nel Gloucestershire. Secondo il regista Chris Sweeney, questa residenza era perfetta per evocare un’atmosfera romantica e decadente allo stesso tempo, con un fascino classico tipico delle grandi case di campagna inglesi degli anni Venti. La cura dei dettagli, dai giardini agli interni, ha permesso di trasformare la villa in un luogo vivo, che sembra respirare la storia e i segreti della famiglia Brent.
Bristol
Molte delle scene ambientate a Londra sono state girate a Bristol, trasformata grazie a scenografie dettagliate e al lavoro di post-produzione nella capitale britannica dei primi anni del Novecento. Nella città prende forma il Seven Dials Club, cuore della misteriosa società segreta, con gli esterni girati in All Saints Street e Clare Street e gli interni realizzati al Barrelhouse pub, che ha saputo rendere l’atmosfera del club elegante e intrigante. A Bristol sono state anche ricreate le sedi di Scotland Yard, grazie a location come la Corn Exchange e Bridewell Street, mentre il ristorante immaginario Bon Temps ha trovato la sua perfetta rappresentazione negli spazi raffinati di The Ox.
iStockIl centro di Bristol
Bath
La città di Bath entra nella serie per la sua architettura perfettamente conservata, ideale per raccontare storie ambientate negli anni Venti. La piazza di Abbey Green diventa la vivace area mercatale della fittizia Market Basing, mentre Great Pulteney Street è stata scelta per le sequenze ambientate nelle strade di Londra. La città, ormai location privilegiata per i period drama, ha offerto scenari incredibilmente suggestivi e autentici, tanto che Martin Freeman ha definito le riprese “assolutamente magiche”.
iStockBath, Somerset
Altre location nel Sud-Ovest dell’Inghilterra
Tra le sequenze più spettacolari di I Sette Quadranti di Agatha Christie c’è l’inseguimento finale in treno, girato su una locomotiva a vapore della West Somerset Railway, dove le stazioni storiche di Blue Anchor e Minehead vengono mostrate in tutto il loro fascino. Un altro luogo fondamentale è Westonbirt House, nel Gloucestershire, che diventa la misteriosa Wyvern Abbey. Qui si svolge un weekend di caccia carico di inganni, tradimenti e rivelazioni, che spinge la trama verso i momenti decisivi della storia, rendendo la location protagonista di tensione e dramma.
Cardiff
Anche Cardiff entra a far parte dell’universo visivo della serie, aggiungendo scenari urbani al percorso narrativo. La maestosa Crown Court, edificio di grande pregio architettonico, è stata trasformata nella stazione ferroviaria di Market Basing, mentre la moderna Science Library ha fatto da sfondo alle scene ambientate nel Foreign Office, dove lavorano alcuni dei personaggi chiave della storia.
Sono passati 50 anni dalla scomparsa di Agatha Christie, la regina del giallo e autrice di 66 romanzi, tra cui i celebri casi di Hercule Poirot e Miss Marple, che hanno rivoluzionato il genere crime. In occasione di questo anniversario, Londra ospiterà una grande esposizione alla British Library, in programma dall’ottobre 2026. Allo stesso tempo, a Milano prosegue 50 Pintér x 50 Christie, mostra che celebra le iconiche cover degli Omnibus Gialli e degli Oscar Mondadori, create dall’illustratore italo-ungherese Pintér.
Se c’è una scrittrice che ha trasformato la vita in trama, quella è Agatha Christie: i suoi romanzi intrecciano mistero, suspense e tutti i colori dell’animo umano, senza mai annoiare. Le sue opere sono state tradotte in più di 50 lingue e hanno venduto oltre 2 miliardi di copie, conquistando il pubblico di generazioni diverse. I suoi libri sono stati adattati al cinema, alla TV, alla radio e a teatro, dando vita a un universo narrativo ricco e sfaccettato. Un suo fan deve assolutamente visitare questi luoghi legati alla sua opera e alla sua persona.
Agatha Christie è stata qui
Gran parte dell’ispirazione per i suoi romanzi, celebri per i misteri intricati e i detective immortali come Hercule Poirot e Miss Marple, nasce dalle sue avventure personali: dagli anni trascorsi nel Devon alle spedizioni in Medio Oriente con il marito archeologo.
Getty ImagesI luoghi della vita di Agatha Christie
Torquay
È qui, nel 1890, che nacque Agatha Christie, e la città le rende omaggio ogni anno con l’International Agatha Christie Festival presso la storica Torre Abbey, un evento che offre conferenze, spettacoli e concorsi di scrittura dedicati alla celebre autrice. Chi visita Torquay non può perdere The Agatha Christie Mile, percorso autoguidato inaugurato nel 1990 per celebrare il centenario della nascita della scrittrice.
La passeggiata conduce alla scoperta dei luoghi più significativi della sua vita, dalle strade e giardini che frequentava, come i Princess Gardens, immortalati nel romanzo La serie Infernale, fino al Grand Hotel, dove trascorse la luna di miele nella famosa suite a lei dedicata. Imperdibile è anche il Torquay Museum, custode di manoscritti originali, fotografie e costumi utilizzati nelle trasposizioni televisive dei suoi romanzi.
iStockTorquay, nel Devon, tra i luoghi dei romanzi di Agatha Christie
Dartmoor
Negli ultimi anni della sua vita, quando risiedeva a Greenway, Agatha Christie amava organizzare feste in famiglia e guidare fino alla spiaggia per un tuffo rinfrescante o salire verso il Dartmoor per un picnic. Nonostante la sua passione per questi momenti conviviali, la scrittrice conosceva bene la natura selvaggia e isolata del Dartmoor, e ne sfruttava ogni aspetto per le sue storie. Un esempio perfetto è Un messaggio dagli spiriti, in cui le brughiere diventano una presenza costante e talvolta sinistra, contribuendo a creare l’atmosfera di mistero tipica dei suoi romanzi.
I segni delle antiche miniere di stagno e la Finch Foundry di Sticklepath, ora proprietà del National Trust, ma con le sue tre grandi ruote idrauliche ancora operative fino agli Anni ’60, offrono un’idea di come fosse il Dartmoor ai tempi di Christie, fornendo ulteriori spunti per immergersi nell’epoca e nell’ambientazione che hanno ispirato alcuni dei suoi racconti più suggestivi.
iStockDartmoor, il luogo dei pic-nic di Agatha Christie
Greenway House, il rifugio di Agatha Christie
Agatha Christie descriveva Greenway House, la sua casa per le vacanze e rifugio personale, come “il luogo più bello del mondo”. Oggi proprietà del National Trust, la dimora offre ai fan un’opportunità unica di entrare nella vita privata della scrittrice, che amava portare qui la sua famiglia per rilassarsi durante le vacanze o per staccare dopo aver completato un romanzo. Greenway ha anche ispirato direttamente alcune delle sue opere più celebri: tre dei suoi romanzi, Il ritratto di Elsa Greer (1942), La Sagra del Delitto (1956) e Le due Verità (1958), sono infatti ambientati in questa zona.
Il Moorland Hotel
Il Moorland Hotel, vicino a Haytor Rocks è il luogo dove nel 1916, la scrittrice si rifugiò in preda al blocco dello scrittore per completare il suo primo romanzo giallo. All’epoca, il Moorland Hotel le sembrava un grande albergo tetro e quasi deserto, con pochissimi ospiti. Agatha stessa raccontava: “Non credo di aver parlato con nessuno di loro – sarebbe stato un disturbo per quello che stavo facendo”.
Il Pera Palace Hotel di Istanbul
Si dice che sia stata la stanza 411 del Pera Palace Hotel a Istanbul il luogo in cui Agatha Christie scrisse uno dei suoi romanzi più celebri, Assassinio sull’Orient Express (1934). Questo grandioso hotel, situato nel quartiere Beyoglu, era stato costruito per ospitare i passeggeri dell’Orient Express, in viaggio da Parigi e Londra verso Istanbul. Ancora oggi, l’hotel offre la celebre Agatha Christie Room, arredata con ritratti della scrittrice, una piccola biblioteca con i suoi libri e una replica della sua macchina da scrivere. Christie stessa viaggiò sull’Orient Express nel 1928, compiendo così la sua prima avventura da sola fuori dall’Inghilterra.
Getty ImagesLa stanza del Pera Palace di Istanbul dove era solita soggiornare Agatha Christie
A dieci anni dal clamoroso successo della prima stagione, The Night Manager torna con una stagione 2 che promette glamour, tensione e intrighi internazionali. La serie spy ispirata all’universo di John le Carré riporta sullo schermo Tom Hiddleston nei panni dell’enigmatico Jonathan Pine, pronto a infilarsi di nuovo nel mondo oscuro del traffico d’armi e dei servizi segreti.
Le riprese di The Night Manager 2 si sono svolte tra giugno e dicembre 2024, segnando ufficialmente l’avvio del progetto dopo anni di attesa. Anche se la data di uscita ufficiale non è ancora stata annunciata, la serie è attesa nel corso del 2026, compatibilmente con la post-produzione e la programmazione delle emittenti coinvolte.
Di cosa parla
Jonathan Pine è cambiato: il suo passato da infiltrato ha lasciato cicatrici profonde. Ora vive sotto una nuova identità, Alex Goodwin, e guida una piccola unità di sorveglianza dell’MI6 chiamata Night Owls. Nonostante una vita apparentemente più tranquilla, Pine è ancora tormentato dalle conseguenze morali delle sue scelte e dal destino del trafficante d’armi Richard Roper.
La comparsa di un ex collaboratore di Roper e una serie di indizi lasciati dall’agente veterano Rex Mayhew lo trascinano però in una nuova indagine. Questa volta il bersaglio è Teddy Dos Santos, un potente e carismatico trafficante d’armi colombiano.
Pine si infiltra sotto copertura con il nome di Matthew Ellis, un finanziere espatriato con una passione per l’alcol, diretto a Medellín. Ad affiancarlo c’è Roxana Bolaños, imprenditrice affascinante e ambigua, possibile chiave per smantellare un traffico internazionale o per condurre Pine verso un pericolo ancora maggiore.
Ufficio stampa Prime VideoTom Hiddleston in The Night Manager 2
Dove è stata girata
Uno degli elementi più amati di The Night Manager resta l’uso di location internazionali spettacolari, capaci di amplificare il senso di lusso, pericolo e mistero che caratterizza la serie. Se la prima stagione aveva portato Jonathan Pine in un viaggio affascinante da Marrakech a Maiorca passando per le Alpi svizzere, la stagione 2 alza ulteriormente l’asticella.
Come racconta il produttore Matthew Patnick, questa volta le ambientazioni sono ancora più sorprendenti e completamente reali: non è stato utilizzato alcun set in studio. Il quartier generale dell’unità di sorveglianza di Pine, i Night Owls, nasce dall’unione di un elegante esterno a Holland Park, a Londra, e di interni girati a Barcellona, perfettamente integrati grazie al montaggio.
iStockHolland Park a Londra
Sempre a Londra sono state girate scene chiave come il ristorante di Notting Hill in cui Pine incontra Roxana, l’appartamento del protagonista affacciato sul Tamigi sulla South Bank, una corsa lungo il fiume nel primo episodio e una suggestiva chiesa vista nel secondo episodio, situata tra Willesden Green e Kentish Town.
Il cuore più avventuroso della stagione, però, è senza dubbio la Colombia, una delle esperienze più intense per la produzione. Patnick racconta di aver visitato decine di luoghi, riconoscendo istintivamente quelli “giusti” per la serie, tra Medellín e Cartagena, dove sono state girate sequenze memorabili nonostante un calendario serratissimo di soli cinque giorni. Tra le location più iconiche spiccano l’Hotel Nutibara nel centro di Medellín, le riprese sul tram cittadino e la spettacolare villa di Teddy, teatro di una grande festa in cui Pine incontra Roxana per la seconda volta.
iStockCartagena
Le scene nella giungla, particolarmente complesse per via di caldo, umidità e insetti, sono state realizzate combinando ambientazioni in Colombia e Tenerife, perfettamente compatibili dal punto di vista visivo. Le riprese hanno inoltre toccato Madrid, Fuerteventura, la Costa Brava, i Pirenei spagnoli, l’Argentina e, nel Regno Unito, anche il Galles, confermando The Night Manager 2 come una serie profondamente immersa in luoghi autentici e straordinari, capaci di far sentire lo spettatore parte di un viaggio globale senza filtri.
Antico baluardo dei Vichinghi, oggi Aalborg, la quarta città della Danimarca, è una vivace meta dal cuore medievale, centro universitario e industriale, con un centro storico ricco di attrattive, molto amato dai danesi.
Una destinazione che dal 2026 sarà anche più facile da raggiungere dall’Italia grazie a un nuovo collegamento aereo diretto. Ma non solo: vanta un lungomare incredibile e alcuni degli edifici più iconici del Paese, tanto che il New York Times la inserì tra i 10 luoghi da visitare nel 2019.
Nuovo volo diretto Verona-Aalborg
Raggiungere Aalborg dall’Italia sarà ancora più semplice. A partire dal 2 aprile 2026, Volotea inaugurerà un nuovo collegamento aereo diretto tra Verona e Aalborg, arricchendo l’offerta di voli verso il Nord Europa.
La rotta, annunciata dalla compagnia aerea, consentirà ai viaggiatori di scoprire con maggiore facilità una delle città più interessanti della Danimarca, tra architettura contemporanea, cultura nordica e paesaggi affacciati sul Limfjord.
Il nuovo volo rafforza i collegamenti internazionali dall’aeroporto di Verona e rappresenta un’ottima opportunità per chi desidera esplorare la Danimarca con un viaggio comodo e diretto.
Una passeggiata nel caratteristico centro storico
iStockCentro storico di Aalborg
Il punto di partenza per conoscere meglio Aalborg è il suo pittoresco centro storico, un intrigante mix di antico e moderno dove passeggiare lungo le stradine acciottolate, ammirare le inconfondibili case a graticcio, musei, teatri, notevoli esempi di street art, e fermarsi per una pausa golosa in una delle accoglienti caffetterie.
In pieno centro, sul fiordo di Lim, si staglia il Castello di Aalborghus, costruito come fortezza a scopo difensivo nel Cinquecento per poi diventare residenza del re nello Jutland del Nord. Oggi si mostra come un edificio a graticcio in legno rosso con pannelli murali imbiancati, sede di uffici amministrativi.
Catturano poi lo sguardo la Casa di Jorgen Olufsen, palazzo mercantile tra i meglio conservati della Danimarca, in stile rinascimentale con una sezione a graticcio, e la Casa di Jens Bangs, in stile rinascimentale olandese, edificata nel 1624 dal noto mercante: dai grandi mattoni rossi, vanta quattro piani, timpani scolpiti e interessanti decorazioni alle finestre.
Merita una sosta la Cattedrale di San Budolfi, della fine del XIV secolo, in stile gotico, dai particolari mattoni gialli. Deriva il nome dal monaco benedettino inglese Botholphus, che visse nel Settecento, e dopo un incendio che ne distrusse la struttura originaria in legno dell’anno Mille, venne ricostruita con tre navate, la torre e il portico.
Le chicche del lungomare
Fiore all’occhiello di Aalborg è anche il lungomare dove svettano alcuni simboli iconici come l’Utzon Center, gioiello architettonico dedicato al cittadino più famoso, l’architetto Jørn Utzon che ha progettato il Teatro dell’Opera di Sydney: qui si possono ammirare i suoi lavori all’insegna di un design e un’architettura davvero all’avanguardia.
Altro edificio che cattura l’attenzione è la magnifica Casa della Musica, o Musikkens Hus, un “edificio d’argento” punto di riferimento per tutti i professionisti e gli amanti delle sette note: è sede di concerti di artisti danesi e internazionali e ospita, tra l’altro, la Aalborg Symphony Orchestra.
Nelle vicinanze ecco un’altra meta imperdibile, cuore pulsante della città: il Nordkraft, vibrante centro culturale inaugurato nel 2009 in un’ex centrale elettrica del 1947. Comprende un punto ristoro, un teatro, un cinema, una palestra, una sala per la musica e un punto informazioni turistiche.
E poi, sì, i danesi amano fare il bagno al porto, in particolare nel Vestre Fjordpark, rinnovato di recente, a pochi passi dal centro: tra relax sulle piattaforme di legno, tuffi e gite in kayak, sembra davvero di essere in un’altra dimensione.
iStockVista aerea della città di Aalborg
L’area archeologica di Lindholm Høje
A nord della città, sorprende il significativo sito di sepoltura vichingo risalente a più di 1500 anni fa.
Custode di segreti di migliaia di anni, fu un centro di grande importanza per il commercio, come testimoniato dal ritrovamento di gemme, monete arabe, numerosi oggetti decorativi in argento e vetro.
È suddiviso in due aree: nella zona superiore si trovano resti di un insediamento del 400 a.C., Età del Ferro, mentre sul lato a sud sono stati rinvenuti reperti dell’anno Mille.
Consta di circa 700 tombe, 150 navi in pietra, e un insediamento abitato fino al 1200 d.C., con resti di recinzioni, case e pozzi.
Il Lindholm Høje Museum permette di immergersi nell’epoca dei Vichinghi grazie a magnifiche ricostruzioni, panorami, illustrazioni e animazioni 3D.
Le distese sconfinate e i panorami mozzafiato di The Abandons, la nuova serie western di Netflix di sette episodi, hanno catturato l’attenzione degli spettatori quasi quanto la trama. Le atmosfere polverose dell’Ottocento, le vallate aperte e i paesaggi selvaggi sembrano usciti direttamente dall’America della Frontiera… ma non tutto è come sembra.
L’ambientazione naturale svolge un ruolo fondamentale in The Abandons, quasi come un personaggio aggiuntivo. Le vallate dell’Alberta con i loro orizzonti infiniti, contribuiscono a rendere ancora più intensa la storia delle due famiglie guidate da Lena Headey e Gillian Anderson, coinvolte in una lotta per la terra, il potere e la sopravvivenza in un mondo senza regole.
Di cosa parla
La storia di The Abandons è ambientata nel 1854, nel cuore del Washington Territory, un vasto territorio dell’epoca che corrisponde oggi allo stato di Washington. All’epoca dei fatti, questa regione comprendeva anche parti di Montana e Wyoming, oltre all’intero Idaho attuale.
La serie racconta lo scontro tra due famiglie in guerra, guidate da potenti matriarche. Le due casate lottano per la supremazia, ma finiscono intrappolate in amori proibiti, omicidi e una battaglia per la terra. Le due famiglie sono i Van Ness, una dinastia ricca e privilegiata che controlla la città, e gli Abandons, una famiglia “ritrovata” composta da orfani ed emarginati.
«Sono affascinato dalla metamorfosi del bene in male», ha dichiarato lo showrunner e creatore di Sons of Anarchy, Kurt Sutter. «Cosa deve accadere perché una persona moralmente retta diventi pericolosamente corrotta? The Abandons esplora questi compromessi complessi attraverso l’istinto umano più potente: l’amore e la protezione delle madri.»
NetflixUna scena della serie The Abandons su Netflix
Dove è stata girata
Nonostante la serie sia ambientata nel nord-ovest degli Stati Uniti, le riprese non si sono svolte lì. Il team di produzione ha scelto infatti il Canada, più precisamente la provincia di Alberta, un luogo che negli anni è diventato un punto di riferimento per produzioni western grazie ai suoi paesaggi naturali incontaminati. Le riprese principali hanno avuto luogo tra maggio e ottobre 2024, con ulteriori sessioni di shooting nei mesi successivi.
Il cuore della produzione è stato il territorio attorno a Calgary, la città più grande di Alberta. Le praterie che si estendono appena fuori dal centro urbano sono state trasformate in una frontier town del periodo 1850, grazie alla combinazione di set costruiti e ambientazioni naturali che richiedono pochissimo intervento scenografico.
iStockAlberta in Canada
Oltre alle aree nei pressi di Calgary, la troupe ha utilizzato anche le zone di Stoney Nakoda Nation e Kananaskis Country. Si tratta di territori caratterizzati da grandi spazi aperti, foreste e montagne, ideali per le sequenze che richiedevano un’ambientazione più selvaggia. Durante i mesi di lavorazione, ai residenti locali sono stati segnalati possibili rumori forti, come spari ed esplosioni, dovuti alle scene d’azione tipiche del genere western.
iStockKananaskis Country
Il sud di Alberta è da tempo uno dei luoghi preferiti dalle produzioni che vogliono ricreare l’atmosfera dell’Ottocento americano. Basta guardarsi intorno per capire il perché: le praterie sterminate e le lunghe strade sterrate sembrano uscite direttamente dai racconti della Frontiera, mentre le piccole città storiche e i villaggi della zona possono essere trasformati con facilità in set perfetti.
Qui tutto appare autentico, tanto che spesso non c’è bisogno di ricorrere a molti effetti digitali. A rendere il territorio ancora più appetibile ci sono poi gli incentivi fiscali dedicati alle produzioni cinematografiche. Non sorprende quindi che serie di enorme successo come Yellowstone o The Last of Us abbiano scelto proprio Alberta per girare molte delle loro scene più iconiche.
“Esistono pochissimi luoghi sulla Terra così estremi da sembrare un altro pianeta. Luoghi che sprigionano una sensazione di ostilità estrema”, ha dichiarato Christopher Nolan quando gli è stato chiesto come mai avesse scelto l’Islanda per girare Interstellar. L’epopea fantascientifica del regista inglese deve molto a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e pone al centro un metodo di viaggio nello spazio che si basa sugli studi del fisico Dr. Kip Thorne (che furono anche alla base del romanzo Contact di Carl Sagan).
Dalle vaste praterie dell’Alberta ai ghiacciai e campi di lava dell’Islanda, fino ai maestosi interni del Westin Bonaventure Hotel a Los Angeles, ogni ambientazione di questo film di fantascienza ha contribuito a creare un universo visivamente mozzafiato. Scopriamo insieme dove sono state girate le scene più iconiche e come questi luoghi hanno dato vita a pianeti lontani e a un futuro prossimo sulla Terra.
Di cosa parla
In un futuro prossimo, la Terra è minacciata da cambiamenti climatici estremi e carestie. L’ex pilota della NASA Cooper, interpretato da Matthew McConaughey, scopre un wormhole vicino a Saturno che permette di cercare pianeti abitabili per l’umanità. Insieme a un team di scienziati e ai robot TARS e CASE, parte a bordo della navicella Endurance in un viaggio attraverso spazio e tempo, affrontando mondi misteriosi e sfide impossibili, mentre sulla Terra passano decenni. La missione diventa una corsa contro il tempo per salvare il futuro dell’umanità. Nel cast anche Jessica Chastain, Matt Damon, Anne Hathaway e John Lithgow.
ANSAUna scena del film Interstellar
Dove è stato girato
Le prime scene sulla Terra furono girate intorno a Calgary, ad Alberta, Canada, vicino a varie location de I Segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee. La casa rurale dove Cooper vive con i figli e il padre fu costruita appositamente a Longview, circa 35 miglia a sud di Calgary. Dopo l’esperienza come produttore de L’Uomo d’Acciaio, Nolan ritenne possibile coltivare i 500 acri di mais necessari: il raccolto fu addirittura venduto con profitto.
La scuola dove Cooper scopre che “il mondo ha bisogno di agricoltori” durante la riunione genitori-insegnanti è la Longview School, al 128 di Morrison Road. A nord di Longview, verso Calgary, il Seaman Stadium di Okotoks ospita la partita interrotta da una delle tempeste di polvere sempre più frequenti che minacciano il pianeta. La piccola cittadina attraversata dalla famiglia Cooper durante la tempesta è la Main Street di Fort Macleod, oltre 100 miglia a sud-est di Calgary, dove enormi ventilatori sollevarono polvere spessa ma biodegradabile.
iStockCalgary in Canada
Forse non si riconosce facilmente Fort Macleod sotto quelle nuvole impenetrabili, ma è la stessa città che in Brokeback Mountain divenne “Riverton”, dove Ennis e Alma (Heath Ledger e Michelle Williams) abitavano sopra la lavanderia. Per seguire i misteriosi messaggi, i Cooper percorrono la Spray Lakes Road/Three Sisters Parkway a est da Canmore fino all’entrata del segreto NORAD, costruito nel parcheggio di Goat Creek, a sud di Whiteman’s Pond, sotto il Ha Ling Peak. Ancora riferimenti a Brokeback Mountain: qui Ennis e Jack avevano piantato la loro tenda nella notte in cui nacque la passione tra loro.
Gli interni della gigantesca struttura NASA, con i suoi balconi circolari, furono ricreati nella hall del Westin Bonaventure Hotel (404 South Figueroa Street, Los Angeles). La costruzione del set, che raggiungeva il sesto piano, richiese tre settimane, mentre le riprese furono completate in tre giorni. L’hotel è una presenza ricorrente sul grande schermo, apparso in True Lies, In the Line of Fire, Darkman, nel remake del 1983 di Frenzy, Strange Days, Rain Man e come sede della casa discografica in This Is Spinal Tap.
Le superfici dei pianeti d’acqua e ghiaccio furono girate in Islanda, dove Nolan aveva già lavorato per alcune scene di Batman Begins (2005). Navicelle finte da circa 4.500 kg furono trasportate nel freddo gelido. Le due principali location sono Orrustuhóll, nel campo di lava Eldhraun, e il Ghiacciaio Svínafellsjökull, a est di Skaftafell, un ghiacciaio di sbocco del Vatnajökull, entrambe nel sud dell’Islanda.
iStockGhiacciaio Svinafellsjokul
Orrustuhóll (da non confondere con l’omonimo sito nell’Islanda occidentale) fa parte di un vasto campo di lava a circa nove miglia a nord-est di Kirkjubaejarklaustur. Fino al 1783 era un isolotto nel fiume Hverfisfljót, poi l’eruzione dei Lakagígar ricoprì la zona con una delle più grandi colate laviche nella storia del Paese. Il fiume tornò alla superficie e l’acqua calda favorì la vegetazione in un’area che prima era solo sabbia nera. Si dice che l’equipaggio dell’Apollo 11 si sia allenato qui per il futuro allunaggio. Il pianeta ghiacciato del Dr. Mann (Matt Damon) è il Ghiacciaio Svínafellsjökull, a est di Skaftafell, sempre nel Vatnajökull National Park. Anche parti di Batman Begins e della serie TV Game of Thrones furono girate in questa zona.
iStockKirkjubaejarklaustur
Tra le location islandesi di Interstellar inoltre spicca Máfabót, un tranquillo bassopiano non lontano da Kirkjubæjarklaustur, sospeso tra il mare aperto e un fiume. Qui sono state girate le spettacolari scene del pianeta d’acqua di Miller, proprio quel mondo dove il tempo sembra avere un ritmo tutto suo. L’atmosfera surreale di Máfabót cattura perfettamente la dilatazione temporale che affligge chi si avventura sul pianeta, rendendo ogni scena ancora più suggestiva.
Un ispettore che non porta armi e che non ricorre alla violenza per risolvere i suoi casi, ma si affida alla competenza, allo studio e a una profonda dose di empatia. È così che la regista Paola Randi presenta il protagonista de L’altro ispettore, la nuova serie coprodotta da Rai Fiction, Anele e RaiCom, in onda per tre serate su Rai 1 a partire da martedì 2 dicembre.
La fiction, scritta da Salvatore De Mola, Andrea Valagussa, Paola Randi ed Emanuela Rizzuto e ispirata liberamente ai romanzi di Pasquale Sgrò, che ha partecipato al progetto come consulente, mette al centro il tema della sicurezza sul lavoro.
Nel 2025 si celebra il quarantesimo anniversario di Ladyhawke, il celebre film di Richard Donner girato tra i paesaggi mozzafiato dell’Abruzzo e in particolare nella suggestiva Rocca Calascio. Per commemorare questo storico traguardo, il 6 dicembre 2025 inaugurerà proprio a Calascio la mostraLadyhawke 1985–2025 – 40 anni, ospitata negli spazi dell’ex edificio scolastico di via XXIV Maggio. L’esposizione propone un percorso immersivo alla scoperta dei luoghi del set, permettendo a visitatori, appassionati di cinema e comunità locale di rivivere la magia del film attraverso materiali originali e contenuti inediti.
Tra gli elementi di maggior rilievo ci sono i costumi autentici utilizzati dagli attori, concessi dalla Collezione Costumi d’Arte Peruzzi, e una selezione di fotografie scattate durante le riprese dal fotografo Alfonso D’Antonio, presentate per la prima volta al pubblico. Oltre alla mostra, sono previsti due appuntamenti speciali con la proiezione del film il 27 dicembre e il 3 gennaio nella Nuova Sala Consiliare, accompagnati da approfondimenti sul valore culturale del film e sul ruolo di Ladyhawke nella valorizzazione internazionale di Rocca Calascio.
L’iniziativa non si limita agli spazi espositivi: in occasione dell’inaugurazione, salvo condizioni meteo avverse, sarà possibile partecipare a una passeggiata guidata dalla Rocca al borgo, un’esperienza che permette di rivivere i luoghi del set accompagnati dallo storico del cinema Piercesare Stagni.
Il conto alla rovescia è finito: la stagione finale di Stranger Things debutta nella notte del 27 novembre su Netflix. L’ultimo capitolo, il quinto, della serie dei fratelli Duffer riporterà gli spettatori a Hawkins per un conclusivo viaggio tra nostalgia Anni ’80, mistero e Sottosopra. E in attesa di scoprire come si chiuderà una delle saghe più amate al mondo, c’è un aspetto che incuriosisce milioni di fan: le location reali che hanno dato vita a quell’universo diventato ormai leggenda pop.
Hawkins è una cittadina immaginaria dell’Indiana? Le strade, le scuole e le case che vediamo nella serie esistono davvero? Partite con noi per un viaggio nei luoghi che hanno reso possibile la magia.
Hawkins esiste davvero? Ecco dove nasce la leggenda
Hawkins è il cuore della storia: è qui che si intrecciano amicizia, paura, crescita e scoperta. Ma nella realtà, Hawkins è Jackson, una cittadina della Georgia che ha prestato le sue vie all’immaginario retrò della serie. Le insegne al neon, i negozi vintage e i marciapiedi su cui sfrecciano le biciclette dei protagonisti sono tutti elementi autentici del centro di Jackson, scelto dai Duffer per la sua atmosfera sospesa nel tempo. A pochi chilometri da lì, lo Stone Mountain Park è diventato scenario di molte scene immerse nella natura e nei momenti più misteriosi della saga: un luogo reale trasformato in una porta d’accesso al Sottosopra.
Ufficio stampa NetflixWinona Ryder in Stranger Things
Dove è stata girata la serie Netflix
In Stranger Things gli spazi non sono solo sfondi, ma veri personaggi. La scuola dove tutto inizia, teatro di partite di Dungeons & Dragons e prime lotte contro il male, è nella realtà la Patrick Henry High School di Stockbridge, demolita nel 2025, ma rimasta un simbolo per milioni di fan.
Il Laboratorio Nazionale di Hawkins che rappresenta l’epicentro del mistero, degli esperimenti segreti e del trauma di Undici, è in realtà l’ex Georgia Mental Health Institute e si trova nel campus della Emory University ad Atlanta. L’architettura brutalista e i corridoi spogli hanno contribuito a creare l’atmosfera inquietante delle prime stagioni.
Invece l’Indiana di Stranger Things è stato ricostruito principalmente intorno ad Atlanta, pertanto non è il vero Stato Americano. Qui si trova casa Byers, uno dei luoghi emotivamente più intensi della serie e si tratta di una casa privata situata su Coastline Road a Fayetteville. Tra quelle mura sono nati momenti iconici, come la celebre scena con le luci natalizie usate da Joyce per comunicare con Will.
iStockFayetteville
Impossibile dimenticare lo Starcourt Mall, il famoso centro commerciale che irrompe nella terza stagione diventando il punto di incontro preferito dei ragazzi di Hawkins e scenario di uno scontro esplosivo tra bene e male nel corso degli episodi. Il centro commerciale nella realtà è il Gwinnett Place Mall di Duluth che offre un tuffo negli Anni ’80 tra negozi pastello, neon colorati e atmosfere da film di Spielberg.
Le case dei Wheeler e di Steve Harrington invece si trovano entrambe a East Point, immerse in quartieri residenziali autentici, perfetti per raccontare il contrasto tra quotidianità e orrore fantastico. Il seminterrato di Mike, rifugio del gruppo e tempio nerd dei walkie-talkie e dei dadi di D&D, è stato ricostruito negli Screen Gem Studios di Atlanta. Pur non essendo una location reale, rappresenta uno dei luoghi più iconici della serie: uno spazio sicuro, simbolo di amicizia e immaginazione.
iStockEast Point
La sala giochi della seconda stagione, in cui Dustin incontra Max, nella realtà è un’ex lavanderia trasformata in un vero tempio del retrogaming. Cabinati, luci viola, musica synthwave. Per raccontare il trasferimento dei Byers e la nuova vita di Undici, la produzione ha scelto Albuquerque, in New Mexico (dove è stata girata anche la serie Tv Pluribus), anche se secondo la sceneggiatura loro si trasferiscono in California. Infine le scene ambientate in Russia, con Hopper protagonista, sono state girate nella Lukiškės Prison di Vilnius, struttura reale chiusa nel 2019.
Ogni 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si riaccendono i riflettori su un tema che purtroppo resta attuale. Tra testimonianze, iniziative e momenti di riflessione, il cinema diventa spesso uno strumento potente per raccontare ciò che le parole, da sole, a volte non riescono a esprimere. Come “C’è ancora domani”, l’opera prima di Paola Cortellesi che è divenutata in pochissimo tempo un simbolo di consapevolezza femminile, resilienza e speranza.
Il successo di questo film non si è limitato al suo valore narrativo: la risposta del pubblico è stata straordinaria. Nel 2023 il film ha raggiunto 36,6 milioni di euro di incasso, diventando il titolo più visto dell’anno, ed è stato distribuito in 15 Paesi, tra cui la Francia. Anche il suo arrivo sulle piattaforme ha confermato l’onda lunga dell’entusiasmo: il film ha debuttato subito nelle top 10 di Netflix e, nel giorno della prima su Sky, ha registrato 714 mila spettatori, segnando un nuovo record. Numeri che testimoniano quanto la storia di Delia abbia saputo toccare corde profondissime e universalmente condivise.
Negli Anni ’90 Fantaghiròha conquistato intere generazioni con le avventure di una principessa coraggiosa, tra magie, nemici terrificanti e storie d’amore impossibili. La miniserie italiana, ispirata alla fiaba popolare toscana “Fanta-Ghirò, persona bella”, ha saputo creare un mondo fantastico unico grazie non solo alla sceneggiatura e ai personaggi, ma anche alle location mozzafiato in cui è stata girata.
Dalla Repubblica Ceca alla Slovacchia, passando per Cuba e Thailandia, ogni set ha contribuito a costruire l’atmosfera fiabesca che ha reso celebre la saga.
Di cosa parla Fantaghirò
La serie prende spunto dalla fiaba tradizionale toscana, in cui una giovane principessa dimostra coraggio e intelligenza affrontando prove impossibili e conquistando l’amore di un re nemico, portando pace tra due regni. Nella trasposizione di Lamberto Bava del 1991, Fantaghirò diventa una guerriera moderna: indipendente, audace e capace di innamorarsi di Romualdo a prescindere dal suo genere.
I film raccontano le sue battaglie contro forze oscure, streghe malvagie e creature fantastiche, in un mondo che mescola magia, romanticismo e avventura.
ANSAAlessandra Martinez e Remo Girone in Fantaghirò
Dove è stato girato
Sebbene gran parte delle riprese siano avvenute all’estero, la produzione, i costumi e la scenografia sono interamente italiane. Grazie alla combinazione di set naturali, castelli fiabeschi e scenografie esotiche, Fantaghirò è riuscita a creare un mondo suggestivo e senza tempo, capace di affascinare ancora oggi chi l’ha amata negli Anni ’90.
Thailandia
Per Fantaghirò 4, alcune scene sono state girate in Thailandia. In particolare nell’antica città museo di Samut Prakan (Mueang Boran), a circa 30km a sud-est di Bangkok. I templi e le architetture orientali hanno contribuito a ricreare il regno di Re Tohor, dove Fantaghirò si reca per fermare il male. Le atmosfere esotiche dei paesaggi tropicali e delle costruzioni storiche hanno fornito uno sfondo perfetto per un racconto fantasy dai toni avventurosi e misteriosi, dando agli spettatori la sensazione di entrare in un mondo lontano e incantato.
iStockTempli dell’antica città di Samut Prakan
Cuba
Il quinto film della saga, Fantaghirò 5, ha avuto come set principale Cuba, scelto per la sua bellezza naturale e i suoi paesaggi tropicali, ma anche per motivi economici. A raccontarlo fu il regista Lamberto Bava: «Abbiamo scelto Cuba per contenere i costi e dare alla serie un’ambientazione completamente diversa. Qui c’è una scuola di cinema straordinaria, con tecnici preparati e manodopera qualificata. Certo, la burocrazia rallenta un po’ tutto, ma a Cuba non si compra nulla solo con il denaro».
Qui approda il galeone volante del cattivissimo Senzanome e della sua ciurma di arcimboldi vegetali. Tra spiagge, grotte e il Parco forestale metropolitano de L’Avana, sono state girate le scene più spettacolari, incluso il galeone dell’orco mangiabambini. In questo capitolo, Fantaghirò incontra le Memosughe, creature che succhiano i suoi sentimenti, e deve ricostruire la propria vita in un mondo parallelo, lontano dall’amore per Romualdo e dalla sua famiglia.
iStockParco metropolitano dell’Avana a Cuba
Nelle foreste dell’Avana, dove un tempo fu girato il primo Tarzan con Johnny Weissmuller, è stato costruito il galeone pirata in scala reale, mentre gli studi televisivi della Riv, ricavati negli ex locali della Fox, sono stati trasformati in un mondo di magie, streghe e fumi colorati grazie agli effetti speciali di Sergio Stivaletti.
I castelli della Repubblica Ceca
Nonostante le ambientazioni esotiche, i castelli dell’Est Europa restano il cuore della saga. Il castello di Bouzov, in Repubblica Ceca, è stato scelto come dimora di Fantaghirò. La sua architettura gotico-rinascimentale ha regalato alle scene un’atmosfera fiabesca, impreziosita dal celebre pozzo in cui la principessa viene isolata dalle sorelle.
Il castello di Pernstejn ha invece rappresentato la residenza di Romualdo, con torri slanciate e boschi incantati che hanno fatto da sfondo ai momenti romantici della serie. In Slovacchia, il castello di Bojnice ha ospitato le scene del palazzo della Strega Nera, con le sue torri, le mura ricoperte di edera e i giardini incantati. I fiumi, i laghi e le foreste circostanti hanno completato il quadro, rendendo ogni avventura visivamente memorabile.
Ambientato su un’isola pittoresca e senza nome, The Lost City (2022) cattura lo spettatore con paesaggi mozzafiato e scenografie curate nei minimi dettagli, che fanno da sfondo all’avventura rocambolesca di una celebre scrittrice di romanzi rosa e del suo affascinante “cover man”, interpretati da Sandra Bullock e Channing Tatum.
La storia segue il rapimento della protagonista da parte di un eccentrico miliardario e il suo viaggio alla scoperta dei misteri di un’antica città descritta nei suoi libri, mentre il suo compagno cerca coraggiosamente di salvarla. Il film diretto da Aaron e Adam Nee attraversa ambienti diversi, dalle foreste lussureggianti alle suggestive grotte subacquee, offrendo un mix perfetto di azione, humor e scenari naturali da sogno.
Dove è stato girato
Le riprese si sono svolte principalmente sull’incantevole isola della Repubblica Dominicana, meta cinematografica di molti film famosi come Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna, Fast & Furious 7 e il più recente Shotgun Wedding.
Portillo
La regione di Portillo è famosa per le sue spiagge soleggiate e la splendida costa. Tuttavia, ciò che ha catturato l’attenzione del team di produzione è stata la giungla ricca di una vegetazione lussureggiante. Gran parte delle scene ambientate nella foresta sono state girate proprio qui, tra cui la fuga di Loretta (Sandra Bullock) e Alan (Channing Tatum) dal sito archeologico in cui sono tenuti prigionieri, e la memorabile scena dell’attacco in motocicletta.
Il sito archeologico è stato realizzato in una piantagione di cocco chiamata West Grove, nella stessa area. L’area dello scavo è stata trasformata in modo scenografico, con tende e tavoli da lavoro a sottolineare il poco interesse di Abigail Fairfax (Daniel Radcliffe) per l’archeologia e la sua ossessione per l’apparenza di grandezza.
Secondo quanto riportato da Conde Nast Traveler, Radcliffe ha spiegato sul set: «Ogni volta che entri in scenografie come questa e vedi la quantità di lavoro che è stata impiegata, rimani stupito. E questo aiuta il pubblico a capire chi è Fairfax. Non è davvero interessato all’archeologia; per lui conta solo lo sfarzo e l’apparenza».
Altos de Chavón
La vivace cittadina in cui vediamo per la prima volta Loretta e Alan ballare insieme, consolidando la nascente storia d’amore che si sviluppa poi nel corso del film, è stata girata ad Altos de Chavón. Il borgo è stato costruito negli Anni ’70 per richiamare i villaggi mediterranei del XVI secolo, con vicoli acciottolati e persiane in legno. Grazie al suo stile pittoresco e idilliaco, la cittadina ha offerto lo sfondo perfetto per il momento romantico della coppia.
Altos de Chavón è anche una popolare attrazione turistica, famosa per il suo anfiteatro romano da 5.000 posti situato vicino al fiume Chavón, che ha ospitato in passato concerti di artisti del calibro di Frank Sinatra. La cittadina si trova inoltre nelle vicinanze del tranquillo resort Casa de Campo, noto per le sue lussuose ville e la raffinata atmosfera.
iStockAltos de Chavon
Salto de Sacoa
Senza dubbio le scintillanti cascate catturerebbero immediatamente l’attenzione di chiunque, e il luogo è facilmente accessibile al pubblico per una visita. Situata nel Parco Nazionale Los Haitises, la cascata Salto de Sacoa è stata la splendida location scelta dal team di produzione per le scene dell’ingresso alla tomba di Kalaman. Mentre Loretta e Alan esplorano la zona alla ricerca dell’entrata nascosta, la vegetazione lussureggiante e l’acqua cristallina si mostrano da ogni angolo, creando uno sfondo mozzafiato e dinamico che contrasta con l’oscurità della grotta in cui stanno per entrare.
Il getto d’acqua si riversa in uno stagno racchiuso tra valli e vegetazione selvaggia, regalando uno scenario talmente suggestivo da sembrare una cartolina. Il parco si trova nelle vicinanze della capitale, Santo Domingo, e vanta vaste mangrovie e piante subtropicali, elementi che ne fanno una vera e propria gemma naturalistica della Repubblica Domenicana.
Iguabonita Cave
Quando Loretta e Alan si avventurano verso la tomba di Taha e Kalaman cercano di fuggire attraverso una rete di caverne e grotte sottomarine. In realtà sono state utilizzate tre location differenti, sapientemente unite per ricreare il complesso e inquietante sistema mostrato sullo schermo.
Tra queste c’è la grotta sotterranea di Iguabonita, situata all’interno dello Scape Park (a Punta Cana), un noto parco avventura all’aperto molto frequentato sia dai turisti che dai locali. I suoi stretti passaggi e i tortuosi corridoi oscuri mettono a dura prova anche i viaggiatori più coraggiosi, mentre le ampie e maestose cavità aperte lasciano letteralmente senza fiato. Questo suggestivo scenario sotterraneo ha contribuito a creare l’atmosfera di cupezza e malinconia che circonda le tombe di Taha e Kalaman, i cui resti simboleggiano tragicamente l’amore perduto e la dolorosa perdita di Taha.
Un’altra location fondamentale per le scene delle caverne sono stati i Pinewood Studios a Juan Dolio. Lo studio è famoso per il suo imponente serbatoio d’acqua, utilizzato per girare le sequenze subacquee in cui Loretta e Alan nuotano disperatamente verso la barca durante la loro fuga finale.
Con una vista a perdita d’occhio sul Mar dei Caraibi, il serbatoio è stato lo sfondo di molti film recenti dalle acque profondamente blu, come il thriller psicologico Old di M. Night Shyamalan e l’horror di sopravvivenza 47 Metri di Johannes Roberts. Nonostante The Lost City sia stato girato principalmente in esterni, la produzione ha sfruttato anche i modernissimi set interni offerti da Pinewood Studios.
Samaná, Las Terrenas
The Lost City si conclude con l’immagine fiabesca di Alan che galoppa lungo la spiaggia sul suo cavallo bianco, indossando una camicia bianca con volant e con i capelli biondi che svolazzano al vento. Questa scena è resa ancora più suggestiva dal paesaggio tranquillo, dalle sabbie bianche e dalle acque turchesi della spiaggia di Samaná a Las Terrenas. Si tratta di una delle spiagge lungo la costa nord dell’isola rimaste pressoché incontaminate dall’industria turistica, regalando così una vista spettacolare e autentica.
iStockSpiaggia paradisiaca di Samaná, a Las Terrenas
Samaná ha rappresentato anche la terza location per le sequenze sotterranee delle caverne nel film, in particolare quelle lungo la parte nord-orientale delle spiagge. Le grotte subacquee si sono rivelate il set perfetto per girare le scene in cui Loretta e Alan attraversano l’acqua avvicinandosi alla tomba di Kalaman. All’interno delle caverne sono visibili diverse pitture murali e incisioni realizzate dal popolo nativo dei Taíno, spesso raffiguranti squali, divinità e balene.
Queste grotte hanno già avuto fama come sfondo iconico per film amatissimi dal pubblico, come Jurassic Park. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la troupe cinematografica ha soggiornato proprio a Samaná durante le riprese, immergendosi completamente nella bellezza naturale della zona.
La criminalità in Italia torna a crescere, trainata soprattutto dai reati di strada e dalla microcriminalità urbana. È quanto emerge dalle più recenti analisi del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, secondo cui nel 2024 sono stati denunciati 2,38 milioni di reati, con un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente e del 3,4% rispetto al 2019.
Un incremento che, pur restando lontano dai livelli di dieci anni fa, ridisegna la geografia della sicurezza nel Paese. Le città metropolitane restano i principali poli di rischio: Milano, Roma e Firenze guidano la classifica delle province con il più alto numero di reati denunciati ogni 100mila abitanti.
La sera del 5 novembre 2025 il cielo ci regalerà uno spettacolo straordinario: la Superluna più grande del 2025, la seconda delle tre previste quest’anno. Condizioni meteo permettendo, il nostro satellite naturale apparirà più grande e più luminoso rispetto a una Luna piena media, offrendo un’occasione unica per osservare il cielo notturno.
Alle ore 14:20 del 5 novembre la Luna sarà piena, circa 9 ore prima del suo passaggio al perigeo, cioè il punto più vicino alla Terra lungo la sua orbita, a soli 356.832 km da noi (contro una distanza media di poco più di 384.000 km). Questa coincidenza tra Luna piena e perigeo è comunemente definita “Superluna”, un termine privo di valore scientifico ma sicuramente affascinante.
Tratta dall’omonima saga letteraria di Andrzej Sapkowski, la serie fantasy action drama di Netflix The Witcher è creata da Lauren Schmidt Hissrich. La quarta stagione segna il ritorno dello show con Liam Hemsworth, che prende il posto di Henry Cavill nel ruolo di Geralt di Rivia, il quale intraprende un nuovo viaggio pieno di avventure e sfide. A causa degli eventi che hanno sconvolto il Continente nella stagione precedente, il protagonista si trova separato da Yennefer e Ciri.
Mentre i tre seguono percorsi diversi attraverso la terra dilaniata dalla guerra del Continente, ciascuno dovrà affrontare numerosi demoni lungo il proprio cammino. Nonostante la solitudine e i pericoli, Geralt, Yennefer e Ciri incontrano alleati inaspettati che aumentano le loro possibilità di sopravvivere al vero e proprio battesimo del fuoco.
Inoltre, i tre sperano di riunirsi grazie ai gruppi di emarginati e compagni incontrati durante i loro viaggi. Il mondo immaginario in cui si svolge la storia segue lo stile delle stagioni precedenti, con scenari pittoreschi e surreali, sottolineando l’elemento fantastico che caratterizza l’intera narrazione.
Dove è stata girata
Le riprese della quarta stagione di The Witcher si sono svolte tra Inghilterra e Galles, toccando diverse location tra Surrey, Devon, Gloucestershire e Gwynedd. Secondo le fonti, la produzione principale è partita nell’aprile 2024 e si è protratta per circa sei mesi, fino alla fine di ottobre dello stesso anno.
NetflixUna scena di The Witcher 4 su Netflix
Nel Devon in particolare, sono state utilizzate le aree circostanti Haytor Quarry e le Haytor Rocks, presenti in diverse scene della stagione. Un’altra location scelta dalla produzione è stata la foresta di Puzzlewood, una popolare attrazione turistica situata vicino a Coleford nel Gloucestershire, dove sono state girate numerose scene notturne particolarmente suggestive. La vecchia foresta è stata presente anche in Star Wars e Doctor Who ed è una delle ambientazioni all’aperto più famose sullo schermo.
iStockL’atmosfera fiabesca della foresta di Puzzlewood
Surrey, Inghilterra
Gran parte delle riprese della quarta stagione di The Witcher si è svolta nella contea cerimoniale del Surrey (dove è stato girato anche The Sandman 2), situata nel sud-est dell’Inghilterra. Come già accaduto per le stagioni precedenti, la produzione ha nuovamente sfruttato le strutture dei Longcross Studios, in Chobham Lane, nella cittadina di Chertsey. Lo studio dispone di quattro teatri di posa principali di diverse dimensioni e di otto “meganova stages”, oltre a 120 uffici, laboratori, un ampio parcheggio, un backlot di 200 acri, magazzini per i costumi e tutte le infrastrutture necessarie per la realizzazione di grandi produzioni cinematografiche e televisive.
Tra i mesi di maggio e giugno, diversi membri del cast e della troupe sono stati avvistati mentre giravano scene importanti presso la Waverley Abbey, la prima abbazia cistercense costruita in Inghilterra, situata a pochi chilometri da Farnham. Alcune sequenze con i Rats sarebbero state invece girate a Hankley Common, una riserva naturale di 1.400 acri che si trova a Elstead.
Altri momenti cruciali della stagione sono stati filmati nel Muslim Burial Ground di Woking e nella suggestiva Crystal Grotto, lungo Portsmouth Road a Cobham. Infine, diverse riprese in esterni si sono svolte nei dintorni di Bourne Wood, vicino a Farnham, e nella riserva naturale di Thursley Common, nel distretto di Waverley.
iStockLe rovine dell’Abbazia di Waverley
Gwynedd, Galles
Nelle fasi finali della produzione, nel settembre 2024, Liam Hemsworth insieme al resto del cast e della troupe si è trasferito nella contea cerimoniale di Gwynedd. Il lago di origine glaciale Llyn Padarn è stato una delle location principali della stagione, poiché le scene della Battaglia del Ponte sono state girate sia sul lago sia nelle aree circostanti, inclusa la cittadina di Llanberis.
Per agevolare le riprese, la troupe ha realizzato un porto galleggiante temporaneo sul lato nord del lago, vicino a Craig yr Undeb (Union Rock), e una torre di castello finta. Alcune sequenze chiave sono state inoltre registrate al National Slate Museum, situato all’interno del Padarn Country Park a Llanberis, e al Castello di Dolbadarn, alla base del Llanberis Pass.
Inoltre, le sequenze che raffigurano il viaggio dell’Hansa attraverso terreni pericolosi sono state girate nello Snowdonia National Park, vale a dire nelle vicinanze di Llyn Gwynant, le cui scogliere rocciose e sentieri di montagna sono stati inclusi. L’estetica della serie è esaltata dalla bellezza naturale del paesaggio gallese, che ha dato vita alle scene di viaggio più cinematografiche.
Diane Keaton ci ha lasciati l’11 ottobre 2025, all’età di 79 anni, ma il suo stile unico, il suo carisma e la sua presenza ironica e luminosa sullo schermo resteranno per sempre impressi nella memoria collettiva di chi ama il cinema. Attrice apprezzatissima, musa e icona fuori dagli schemi, Keaton ha attraversato decenni di storia cinematografica con un’eleganza tutta sua, fatta di nevrosi adorabili, humour tagliente e un talento capace di spaziare dal dramma alla commedia con rara naturalezza.
Il pubblico la ricorda per ruoli indimenticabili: da Il Padrino di Francis Ford Coppola, in cui vestì i panni della tormentata Kay Adams, al brillante Baby Boom, passando per Misterioso omicidio a Manhattan, Tutto può succedere e La stanza di Marvin. Ma è soprattutto grazie al sodalizio artistico e sentimentale con Woody Allen che Diane Keaton ha segnato un’epoca, diventando la protagonista di alcune delle opere più amate del regista newyorkese.
Tra tutte, Io e Annie (Annie Hall, 1977) resta il film simbolo di quella stagione d’oro: un ritratto generazionale, ironico e malinconico dell’amore a New York, che valse a Keaton l’Oscar come miglior attrice protagonista e ad Allen la consacrazione internazionale. Con la sua andatura ondeggiante, i completi maschili oversize e quella voce sospesa tra il sogno e la realtà, Annie Hall è entrata nella storia del cinema ed è diventata una sorta di alter ego della Keaton stessa.
In questo articolo ripercorriamo le location più iconiche di Io e Annie, seguendo le tracce di quella storia d’amore complicata e tenerissima che si snoda tra parchi, librerie, ponti e bistrot della New York anni ’70. Un viaggio tra luoghi reali e memoria cinematografica, per rendere omaggio a un’attrice che ha reso ogni scena un po’ più vera, un po’ più brillante, proprio come lei.
Di cosa parla Io e Annie
Nel 1977 Io e Annie rivoluzionò la commedia romantica con un racconto brillante, frammentato e malinconico sull’amore, la memoria e l’impossibilità di comunicare davvero. La storia segue la relazione a intermittenza tra Alvy Singer, nevrotico intellettuale ebreo newyorkese, e Annie Hall, eccentrica e spontanea ragazza destinata a rifiorire sulla costa opposta degli Stati Uniti.
Girato principalmente a New York, Io e Annie è una lettera d’amore alla città, ai suoi quartieri, ai suoi cinema e alla sua vitalità intellettuale. Ma oggi molte delle location del film sono scomparse, demolite o trasformate in altro. Solo poche sopravvivono, come reliquie di un’epoca che Woody Allen ha saputo catturare con ironia e nostalgia.
Getty ImagesUna scena dal film ‘Io e Annie’
Dove è stato girato
L’infanzia di Alvy a Coney Island, raccontata in uno dei flashback più surreali del film (con casa sotto le montagne russe), si svolgeva realmente sotto la storica Thunderbolt Ride. Ma la casa bruciò nel 1991, e le montagne russe furono demolite nel 2000. Oggi, nulla resta se non la suggestione cinematografica. Anche Steve’s Famous Clam Bar, visto nella scena sul lungomare, è sparito da tempo.
Più fortuna ha avuto il Manhattan House (200 East 66th Street), un elegante palazzo modernista dove Alvy passeggia con l’amico Rob parlando delle sue paranoie. Oggi è considerato edificio storico e si può ancora ammirare nella sua sobria eleganza. La prima volta in cui Alvy e Annie si incontrano avviene al Wall Street Racquet Club, un tempo situato sui Pier 13 e 14, sull’East River. Ma il club è stato chiuso e persino i moli sono stati demoliti nel 2002.
La stessa sorte è toccata a molti dei cinema newyorkesi amati da Allen, tutti ormai chiusi. Il Beekman Cinema, dove Alvy aspetta Annie davanti a Face to Face di Ingmar Bergman, è stato demolito nel 2005. Il New York Theater, dove appare a sorpresa Marshall McLuhan nella famosa scena “zittisci-il-saccente”, era in Broadway al 1514, ma non esiste più. Curiosità: Allen inizialmente voleva Luis Buñuel per quella scena, ma il regista spagnolo rifiutò.
iStockNew York vista da Central Park
Il Thalia Cinema, dove Alvy rivede Annie con un altro uomo mentre vanno a vedere Il dolore e la pietà, chiuse nel 1987. Oggi, al suo posto, c’è il centro culturale Symphony Space, sulla 2537 Broadway. Central Park, fortunatamente, resiste al tempo: è lì che Annie e Alvy prendono in giro i passanti allo zoo, in una scena divertente che ha fatto scuola. Così come sopravvive il fascino dell’Upper East Side, dove si suppone che si trovi l’appartamento di Annie. Anche se il numero civico resta sconosciuto, li vediamo passeggiare davanti al civico 40 di East 68th Street.
Chi non ricorda la scena esilarante in cui Alvy e Annie tentano (invano) di cucinare due astici vivi in una casa in riva al mare? Quelle sequenze sono state girate a The Hamptons, la celebre località balneare chic a est di Long Island. Spiagge dorate, case eleganti e atmosfere rilassate: perfette per rappresentare la tensione silenziosa tra i due protagonisti, ormai alla deriva.
Pur essendo profondamente radicato a New York, Io e Annie ha anche una scena girata a Los Angeles, ambientata in un ristorante salutista dove Alvy tenta di adattarsi alla filosofia californiana mangiando germogli di erba medica con lievito di birra. Il locale era The Source Restaurant, leggendario ristorante vegetariano anni ’70. Oggi, lo stesso edificio ospita il Cabo Cantina, un ristorante messicano al 8301 di Sunset Boulevard, all’angolo con Sweetzer Avenue, a West Hollywood.