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Prosegue l’impegno di Regione Lombardia per i bambini di Gaza

28 octobre 2025 à 18:03

Regione Lombardia è in prima linea per offrire assistenza sanitaria e umanitaria ai bambini di Gaza, vittime della guerra e bisognosi di cure urgenti. Si tratta di un impegno concreto, che unisce la nostra rete ospedaliera, il volontariato e il sistema di accoglienza territoriale in un modello di solidarietà e competenza riconosciuto a livello nazionale”. Lo ha dichiarato l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, intervenendo in Consiglio regionale nel corso della seduta che ha visto anche la partecipazione a distanza del cardinale Pierbattista Pizzaballa. All’evento ha preso parte anche il sottosegretario con delega Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

Bambini di Gaza, l’iniziativa di Regione Lombardia

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli interventi di soccorso sanitario coordinati a livello internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e, per l’Italia, dal Ministero degli Affari Esteri e dal Dipartimento di Protezione Civile, attraverso la CROSS – Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario. La Lombardia, sulla base delle proprie capacità organizzative e sanitarie, ha accolto 25 minori palestinesi, la maggior parte con politraumi da guerra, accompagnati da 69 familiari o caregiver. È inoltre previsto l’arrivo di altri 4 pazienti con 14 accompagnatori.

Le strutture ospedaliere della L0mbardia coinvolte

I bambini, il cui arrivo e trasporto è stato coordinata da medici, infermieri e personale sanitario di AREU, l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, sono stati presi in carico dagli ospedali Niguarda di Milano, Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Spedali Civili di Brescia, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Policlinico di Milano, Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano e IRCCS San Gerardo di Monza.

Bertolaso: esempio concreto del nostro modello di welfare territoriale

In foto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, intervenuto a sostegno degli interventi di Regione Lombardia per i bambini di Gaza“L’attività – ha spiegato Bertolaso – è resa possibile grazie a una rete integrata di collaborazione tra ospedali, volontari, mediatori culturali, enti del terzo settore e istituzioni. È un esempio concreto del nostro modello di welfare territoriale. Questa iniziativa dimostra la forza e la generosità del sistema lombardo, capace di coniugare alta professionalità sanitaria, efficienza organizzativa e attenzione umana. È il modo migliore per onorare i valori della solidarietà e della vita”.

Il ‘Progetto Arca‘ è stato individuato da Regione Lombardia come soggetto di riferimento per la raccolta e distribuzione delle donazioni destinate ai bambini e alle loro famiglie, fungendo da ponte tra le strutture sanitarie e la rete territoriale di accoglienza.

Le donazioni dei lombardi

Grazie alla solidarietà dei cittadini e alla collaborazione degli enti coinvolti, sono stati raccolti 90.000 euro destinati a coprire spese di prima necessità, trasporti e servizi di supporto. Sono 18 le famiglie accolte, per un totale di 52 minori, che hanno potuto beneficiare di: mediazione culturale,  accompagnamento e babysitting, fornitura di abbigliamento, giocattoli e beni essenziali, corsi di lingua italiana, buoni spesa e tessere per il trasporto pubblico.

Cattaneo: segnale concreto di vicinanza alla popolazione di Gaza

In foto il sottosegretario regionale alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali, Raffaele Cattaneo, intervenuto a sostegno degli interventi di Regione Lombardia per i bambini di Gaza“La Giunta regionale – ha sottolineato il sottosegretario Raffaele Cattaneo – ha voluto dare un segnale concreto di vicinanza alla popolazione di Gaza attraverso i progetti già deliberati, che saranno tutti realizzati entro la fine del 2025 in collaborazione con le organizzazioni della società civile e con le organizzazioni non governative lombarde in grado di operare immediatamente nella Striscia”.

“In particolare – ha specificato Cattaneo – , i tre interventi, per i quali sono stati stanziati complessivamente 265.000 euro. Riguardano: un progetto di prima assistenza alimentare e sanitaria alla popolazione di Gaza, organizzato dalla Fondazione Pro Terra Sancta in collaborazione con il Patriarcato latino di Gerusalemme; un’iniziativa volta a facilitare la fornitura di acqua potabile e di servizi igienici per le popolazioni sfollate del territorio, promossa dalla Fondazione Cesvi; e un progetto per la cura e la riabilitazione dei feriti civili e delle persone con disabilità nella Striscia di Gaza, proposto da Fonti di Pace”.

“Con questo impegno – ha concluso Cattaneo – la Giunta regionale intende riaffermare il valore della solidarietà internazionale e della cooperazione come strumenti concreti per la difesa dei diritti umani e della dignità delle persone colpite dai conflitti”.

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Lombardia prima regione ad avviare realizzazione CUP unico

1 juillet 2025 à 16:14

“La Lombardia è, al 2025, l’unica regione italiana ad aver avviato concretamente il processo per l’attivazione di un CUP unico regionale, una riforma strutturale che rappresenta un punto di svolta nella gestione delle prenotazioni sanitarie. Si tratta di un progetto fortemente innovativo, che migliora l’accessibilità, uniforma i percorsi e consente una presa in carico più efficace dei pazienti”. Lo ha dichiarato l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, durante la seduta del Consiglio regionale, tracciando un bilancio dell’attuazione del nuovo sistema unico di prenotazione delle prestazioni sanitarie.

CUP unico regionale, Lombardia apri fila

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha tracciato un bilancio dell’attuazione del nuovo sistema unico di prenotazione delle prestazioni sanitarie“La sperimentazione – ha aggiunto Bertolaso – è già stata avviata in Franciacorta, alla Poliambulanza di Brescia e, dal 1° aprile, anche presso l’Asst del Garda. Adesso si aggiunge un altro tassello fondamentale: l’attivazione del CUP unico per la diagnostica radiologica dell’Ospedale Civile di Brescia, nodo centrale del sistema sanitario lombardo. Stiamo sistemando quelle che sono le criticità e i problemi che emergono visto che stiamo passando da un sistema di oltre 10 anni di età a qualcosa di assolutamente innovativo”.

“Il processo – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – è particolarmente complesso sia dal punto di vista tecnico che organizzativo ed ha un impatto molto forte per quello che riguarda tutti i servizi, in particolare per la specialistica ambulatoriale. La migrazione dei dati dal CUP locale a quello regionale unico richiede un grande impegno da parte dei tecnici che si confrontano con una situazione anche per loro assolutamente innovativa. Il passaggio al CUP unico impone anche una riorganizzazione dei servizi e del sistema complessivo”.

Il cronoprogramma di estensione

Entro la fine di luglio 2025 sarà coinvolta l’Asst della Brianza. A settembre 2025 partirà anche il Centro Diagnostico Italiano e, da fine settembre 2025, il Policlinico di Milano, in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo edificio. Seguiranno l’Asst di Lecco e gli ospedali Sacco, Fatebenefratelli e Buzzi e il completamento dei Civili di Brescia.

Benefici concreti per i cittadini

“Dove il CUP unico è già attivo – ha proseguito Bertolaso – stiamo registrando una maggiore tempestività nella configurazione dei calendari, un incremento delle fasce orarie disponibili e l’apertura delle agende per tutto l’anno. È un cambiamento profondo, che permette anche una gestione più efficiente delle liste d’attesa”.

Il nuovo sistema consente inoltre una maggiore uniformità nelle prestazioni, un miglioramento nella presa in carico e nella continuità assistenziale, con evidenti benefici per il cittadino.

Un impegno corale

“Il progetto – ha concluso Bertolaso – è complesso sia dal punto di vista tecnico che organizzativo, ma sta procedendo grazie al grande lavoro di squadra tra Regione, Aria e RTI – Engineering. L’obiettivo è arrivare, entro il 2026, alla piena attivazione del CUP unico su tutto il territorio lombardo, superando le criticità di un sistema frammentato e non più adeguato alle esigenze attuali”.

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Separate gemelline siamesi, Fontana e Bertolaso: vicinanza ai genitori

23 juin 2025 à 17:06

“Innanzitutto, il pensiero ai genitori: a loro giunga la vicinanza e il caloroso abbraccio di tutta la Lombardia. Poi, un sentito ringraziamento all’equipe multidisciplinare che ha reso possibile un intervento eccezionale”. Così il presidente Attilio Fontana e l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, commentano l’intervento sulle gemelline siamesi all’ospedale San Gerardo di Monza.

Separate gemelline siamesi a Monza

“Un commento il nostro – aggiunge l’assessore Bertolaso – che giunge solo dopo la diffusione della notizia e che non vuole in alcun modo intaccare la privacy della famiglia. Giusto e doveroso evidenziare quanto prezioso sia stato il raccordo di specialisti e operatori di assoluto livello, che ha visto tra i protagonisti eccellenze lombarde: San Gerardo di Monza in primis, oltre a Istituto Neurologico Besta, Policlinico di Milano e Papa Giovani XXIII di Bergamo. Le complesse attività di studio e di intervento sono state oggetto dell’attenzione della comunità scientifica internazionale, in particolare europea e americana: i chirurghi statunitensi hanno anche collaborato in tutte le fasi del percorso”.

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Bertolaso visita i minori arrivati da Gaza e ricoverati in Lombardia

19 juin 2025 à 19:27

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto visita, nella giornata di giovedì 19 giugno 2025, ai tre minori palestinesi giunti il 12 giugno 2025 dalla Striscia di Gaza con un volo dell’Aeronautica Militare e ricoverati in strutture ospedaliere lombarde: l’Ospedale Niguarda e il Policlinico di Milano, e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Durante le visite, l’assessore ha consegnato personalmente beni di prima necessità e doni acquistati grazie alle donazioni raccolte da Fondazione Progetto Arca. In particolare sono stati distribuiti tablet, vestiti e libri per l’apprendimento dell’italiano, pensati per favorire il recupero, la comunicazione e l’integrazione dei giovani pazienti.

Minori da Gaza in Lombardia, la situazione clinica dei bambini

Al Niguarda, l’assessore ha incontrato Adam, il bambino di 11 anni già simbolo di questa missione umanitaria. Sono in corso approfondimenti diagnostici per definire un piano terapeutico.

Presto verrà effettuata una risonanza magnetica, seguita da un intervento per la rimozione di schegge di vetro ancora presenti nel corpo.

L’assessore regionale al Welfare, Giudo Bertolaso, in visita all’ospedale Policlinico di MilanoAl Policlinico di Milano è ricoverata una ragazza di 15 anni che, durante il conflitto in corso in Medioriente, ha subìto l’asportazione di un polmone in condizioni sanitarie di emergenza.

L’équipe multidisciplinare composta da anestesisti e specialisti in chirurgia toracica e pediatrica sta lavorando per risolvere problematiche respiratorie, attraverso un trattamento endoscopico ed evitando, se possibile, ulteriori interventi invasivi.

Bertolaso al Papa Giovanni XXIII di Bergamo

L’assessore regionale al Welfare, Giudo Bertolaso, in visita all’ospedale Papa Giovanni XXIII di BergamoAll’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una ragazzina di 12 anni si trova attualmente in terapia intensiva. Per lei è stato avviato un percorso riabilitativo di terapia motoria. Si sta, inoltre, praticando un trattamento di VAC-therapy, tecnica che utilizza la pressione negativa per favorire la guarigione di gravi ferite.

L’assessore ha anche fatto visita alla casa della ‘Fondazione Angelo Custode Onlus‘, gestita in collaborazione con la Caritas diocesana bergamasca, dove è ospitata la famiglia della dodicenne.

Bertolaso: Regione Lombardia si è mobilitata con tutte le sue eccellenze sanitarie

“Questi bambini – ha dichiarato l’assessore Guido Bertolaso al termine della visita – sono il volto più innocente e tragico della guerra. Regione Lombardia si è mobilitata con tutte le sue eccellenze sanitarie per offrire loro una speranza di cura e di futuro. È stato emozionante vedere la generosità dei lombardi trasformarsi in oggetti utili, parole gentili, abbracci sinceri. Ringrazio Fondazione Progetto Arca per il prezioso lavoro di coordinamento nella raccolta dei beni”.

Al punto stampa all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, oltre a Bertolaso, era presente Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca.

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Atterrato a Milano l’aereo con i bambini provenienti da Gaza

12 juin 2025 à 01:24

All’aeroporto militare di Milano-Linate è atterrato, nella serata di mercoledì 11 giugno 2025, l’aereo dell’Aeronautica con a bordo i pazienti, i bambini, provenienti da Gaza che la Lombardia accoglie per le cure. I minori, accompagnati dai loro familiari, riceveranno cure specialistiche in tre ospedali lombardi. Ad attenderli, al loro arrivo, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso.

Lombardia accoglie i bambini feriti di Gaza

Il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e l'assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, accolgono i feriti provenienti da Gaza“Ancora una volta – ha dichiarato Bertolaso – Regione Lombardia e la sanità lombarda si mettono a disposizione per sostenere chi è in difficoltà. L’ennesima conferma del nostro impegno nel nome della solidarietà. Le parole che più mi hanno colpito nell’attesa dell’arrivo dell’aereo a Linate sono state quelle del rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si è congratulato con noi ringraziando la Lombardia, definendola un esempio per il mondo intero. I 3 bambini appena atterrati si aggiungono agli 11 arrivati sul nostro territorio tra febbraio e maggio. Inoltre, abbiamo ribadito la disponibilità ad accoglierne altri, perché la Lombardia è sempre pronta ad aiutare i più piccoli che si trovano in condizioni complesse. Nella nostra regione – ha concluso Bertolaso – il sistema sanitario è solido, efficiente ed efficace con competenze di assoluto livello. A tutti gli operatori di questo settore va, ancora una volta, il nostro ringraziamento”.

Comazzi: prezioso e qualificato impegno del nostro sistema sanitario lombardo

Presente anche l’assessore regionale a Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, che ha voluto ringraziare “tutto il sistema sanitario lombardo per il prezioso e qualificato impegno dimostrato anche in questa occasione”.

Adam al Niguarda, due altre ragazze a Policlinico Milano e Papa Giovanni XXIII Bergamo

L'aereo che ha trasportato i feriti di Gaza che la Lombardia accoglie per curarliTra i bambini arrivati a Linate c’è anche l’undicenne Adam, con fratture multiple e una lesione neurologica: sarà ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, accompagnato dalla madre e altri familiari. Anche altre due minori saranno curate in Lombardia, si tratta di una quindicenne, presa in carico dal Policlinico di Milano per gravi lesioni al torace e fratture multiple e di una dodicenne, che ha riportato varie fratture complesse, destinata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Trasferimento curato da AREU

Il trasferimento dei bambini nella struttura sanitaria di destinazione è curato da AREU con un’ambulanza medicalizzata, con a bordo due autisti soccorritori, un medico e un infermiere.

Sinergia istituzionale virtuosa

L’intervento rientra nell’ambito del servizio Medevac (Medical Evacuation), promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Dipartimento nazionale di Protezione civile.
L’organizzazione sul territorio è stata garantita da Regione Lombardia, con il coordinamento operativo di AREU e della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia.

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Al Policlinico di Milano un centro specialistico per la tosse cronica

22 mai 2025 à 18:22

Grazie alla donazione di 755.000 euro della Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia OdV, al Policlinico di Milano è ora attivo un Centro specialistico per migliorare la diagnosi e il trattamento della tosse cronica in età pediatrica e adulta. Il nuovo Centro rappresenta un punto di riferimento anche nell’ambito della ricerca per identificare i fattori di rischio, valutare le predisposizioni genetiche ed individuare i trattamenti innovativi e la sperimentazione di nuove terapie.

Spesso trascurata, la tosse può cronicizzarsi già dopo appena quattro settimane
A livello globale, il numero di persone colpite da forme persistenti è in continuo aumento, in particolare nelle aree urbane, dove l’inquinamento atmosferico compromette la salute dell’apparato respiratorio. Questo contesto favorisce l’insorgenza di patologie in cui la tosse rappresenta uno dei primi segnali da non sottovalutare. È il caso, ad esempio, delle bronchiectasie: dilatazioni anomale dei bronchi che comportano l’accumulo di muco e un maggiore rischio di infezioni polmonari ricorrenti.

La tosse cronica non è solo un sintomo, ma può rappresentare essa stessa una vera e propria patologia.
È il caso della tosse da iperreattività bronchiale, una condizione simile all’asma caratterizzata da un’eccessiva sensibilità delle vie respiratorie a stimoli di varia natura (infettivi, ambientali ecc.). Nei bambini, una delle cause più frequenti è la Protracted Bacterial Bronchitis (PBB), una bronchite batterica persistente che, se non adeguatamente trattata, può evolvere in danni polmonari permanenti. In ogni fascia d’età, la tosse cronica incide profondamente sulla qualità della vita, non solo di chi ne è affetto, ma anche dei familiari coinvolti nella gestione quotidiana della malattia.

Team Centro Tosse Policlinico di Milano

Per garantire un approccio diagnostico e terapeutico altamente specializzato, il nuovo Centro si avvale di un team multidisciplinare. Oltre a pneumologi e pediatri, sono coinvolti fisioterapisti, infermieri, radiologi, tecnici di radiologia, biologi e microbiologi con competenze specifiche nella gestione di questa condizione.

“La pediatria e la pneumologia del Policlinico di Milano presentano un’esperienza clinica e di ricerca che consente il migliore approccio assistenziale e diagnostico-terapeutico della tosse cronica nel bambino e nell’adulto. L’idea è di sviluppare uno studio osservazionale prospettico di almeno 10 anni che consenta una raccolta dati e biobancaggio di campioni biologici per una migliore definizione della epidemiologia, la identificazione dei fattori di rischio, la definizione di fattori condizionanti la prognosi, inclusi potenziali biomarcatori” dichiara Francesco Blasi, Direttore del Dipartimento Area Medica e della Pneumologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano,  Professore ord. di malattie dell’apparato respiratorio, Presidente del Comitato di Direzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, Prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario . “Il Centro si avvale anche della collaborazione della Medicina del lavoro dell’Università degli studi di Milano per la valutazione dell’impatto dell’inquinamento atmosferico nella patogenesi della tosse cronica e con la Humanitas University di Milano, la University of Dundee (UK) e la Lee Kong Chian School of Medicine, Nanyang Technological University, Singapore, per studi particolarmente innovativi sulle interazioni tra microbioma respiratorio e intestinale”.


“Le cause della tosse cronica in età pediatrica – sottolinea Valeria Daccò Responsabile della Fibrosi Cistica dell’area pediatrica – differiscono da quelle degli adulti. Oltre alle condizioni più comuni, come l’asma, nei bambini possono essere coinvolte condizioni specifiche che richiedono un’attenta valutazione. È fondamentale prestare attenzione ai bambini che presentano tosse persistente, poiché solo il 20% si risolve spontaneamente, mentre nel restante 80% è possibile identificare una causa specifica e trattabile. Un ritardo nella diagnosi e nella terapia può avere conseguenze significative sulla salute respiratoria del bambino, compromettendone il benessere anche in età adulta. Per garantire un corretto percorso diagnostico e terapeutico, è essenziale seguire linee guida e protocolli dedicati in ambito specialistico”.

policlinico milano centro formazione medici

Il percorso diagnostico e clinico attivato presso il Centro per la Tosse Cronica inizia con una prima visita specialistica, affidata a uno pneumologo o a un pediatra esperto in pneumologia.
Durante questo primo incontro sono programmati gli accertamenti necessari — esami funzionali respiratori, indagini radiologiche, analisi ematologiche e microbiologiche — insieme a eventuali ulteriori approfondimenti utili a individuare le cause della tosse persistente.
Segue la presa in carico da parte del team multidisciplinare, con visite specialistiche mirate e controlli periodici per monitorare l’evoluzione del quadro clinico.

Il nuovo Centro si pone quindi come punto di riferimento per la diagnosi precoce, la ricerca e l’innovazione terapeutica, con l’obiettivo di migliorare il benessere dei pazienti affetti da questa patologia e delle loro famiglie.

Oltre a questo importante finanziamento, la Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia OdV ha contribuito all’upgrade tecnologico delle attrezzature presenti nel nuovo Padiglione Sforza per lo studio e la cura della insufficienza respiratoria nell’adulto e nel bambino.

“Si tratta di un centro di eccellenza creato per rispondere in modo concreto alla speranza di cura dei pazienti e delle loro famiglie. Una realtà che nasce anche grazie all’alleanza con la Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia per contrastare questo disturbo offrendo iter diagnostici multispecialistici e risposte innovative” commenta Matteo Stocco, Direttore Generale del Policlinico di Milano.

Con l’attivazione di questo Centro – aggiunge Marco Giachetti, Presidente del Policlinico di Milano – confermiamo la nostra vocazione a offrire cure sempre più specialistiche e personalizzate, capaci di rispondere in modo efficace a patologie spesso trascurate ma con un impatto rilevante sulla vita dei pazienti. È un ulteriore passo avanti verso una sanità sempre più attenta, integrata e multidisciplinare. Desidero ringraziare la Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia per il prezioso contributo: realtà come questa dimostrano quanto la collaborazione tra enti del terzo settore e strutture pubbliche sia fondamentale per rafforzare il sistema sanitario e garantire percorsi di cura all’avanguardia, accessibili a tutti.

Come Presidente di LIFC Lombardia, sono orgoglioso di aver sostenuto la nascita del Centro di Eccellenza per la diagnosi e il trattamento della Tosse Cronica al Policlinico di Milano. La tosse è una costante per i pazienti con fibrosi cistica, un sintomo che conosciamo fin troppo bene e che impatta profondamente sulla qualità della vita. Chi meglio di noi caregivers o pazienti può comprendere quanto sia invalidante la tosse cronica? E chi meglio dei nostri specialisti può dedicarsi allo studio e alla cura di questo sintomo? Con questo finanziamento, LIFC Lombardia ha voluto investire in un progetto che non solo migliorerà la vita dei nostri pazienti, ma che rappresenterà un punto di riferimento per tutti coloro che soffrono di tosse cronica, adulti e bambini. Siamo convinti che questo Centro di eccellenza farà la differenza nella ricerca e nella cura di questa patologia, offrendo nuove speranze e soluzioni innovative.” Conclude Fabio Roncoroni Presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Lombardia.

 

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Parkinson: neurostimolatore a distanza impiantato al Policlinico di Milano

11 avril 2025 à 12:19

Soffrire di Parkinson e poter ricevere modifiche della terapia a distanza dal proprio medico attraverso un piccolo neurostimolatore cerebrale ora è possibile. Per il Policlinico di Milano è la realizzazione di un progetto innovativo, una nuova frontiera della telemedicina che corre sui binari del progresso, per una cura sempre più personalizzata. Per la prima volta in Italia al Policlinico di Milano è stato impiantato in una paziente del Centro Parkinson e Parkinsonismi (ASST G. Pini-CTO) un nuovo neurostimolatore: il più piccolo sistema ricaricabile esistente, che dispone di funzioni innovative, in particolare la possibilità di essere programmato a distanza.

Impianto di dimensioni molto ridotte

L’introduzione nella pratica clinica di questo impianto, caratterizzato sia da dimensioni molto ridotte che dalla possibilità di controllo da remoto dei parametri di stimolazione, rappresenta un importante passo avanti nella gestione della malattia di Parkinson, perché grazie a questa tecnologia, è possibile registrare e monitorare costantemente al domicilio l’attività cerebrale del paziente e di modulare l’erogazione di corrente in base alle sue necessità cliniche, garantendo una tempestiva riprogrammazione del dispositivo e migliorando molto la qualità delle cure.

Piattaforma di telemedicina integrata

Questo nuovo stimolatore cerebrale – dichiara Filippo Cogiamanian, Direttore della Neurofisiopatologia del Policlinico di Milano – ci consente, grazie alla piattaforma di telemedicina integrata, di modificare da remoto i parametri di stimolazione in base alle necessità del pazienteriducendo la necessità di spostamenti, un aspetto cruciale per chi vive lontano dai Centri di riferimento”.

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Intervento eseguito con la paziente sveglia

Continua Marco Locatelli, Direttore della Neurochirurgia al Policlinico di Milano e Professore Associato all’Università degli Studi di Milano, raccontando: “L’intervento chirurgico di impianto di questo neurostimolatore, il più piccolo ora disponibile, è andato molto bene, con un protocollo chirurgico ormai consolidato da anni di esperienza presso il nostro Centro: è stato eseguito con la paziente sveglia, perché è importante monitorare, quando possibile, l’attività cerebrale e l’immediata risposta alla stimolazione”.

Il Centro Parkinson e Parkinsonismi protagonista

Questo neurostimolatore – sottolinea poi Salvatore Bonvegna, Responsabile della Neuromodulazione del Centro Parkinson e Parkinsonismi di Milano – completa le recentissime innovazioni tecnologiche nel campo della neuromodulazione ora disponibili per i pazienti con malattia di Parkinson, come la stimolazione cerebrale profonda di tipo adattativo, che hanno visto il Centro Parkinson e Parkinsonismi protagonista principale nel panorama internazionale”.

Ventennale collaborazione con il Policlinico di Milano

Questa novità si inserisce in una ormai ventennale collaborazione tra il Policlinico di Milano e il Centro Parkinson G.Pini-CTO che ha portato alla fondazione di Newronika, società nata come spin-off del Policlinico di Milano e dell’Università degli Studi di Milano, per la sperimentazione e implementazione clinica di nuovi paradigmi di stimolazione, come la stimolazione adattativa. Il lavoro pionieristico di Newronika e di altre aziende ha portato alla recente commercializzazione di dispositivi capaci di una stimolazione adattativa ora disponibili per tutti i pazienti.

La collaborazione tra il Policlinico di Milano e il Centro Parkinson e Parkinsonismi (ASST G.Pini-CTO) rientra nel progetto regionale lombardo di implementazione di reti Hub e Spoke per l’ottimizzazione della gestione di patologie croniche e complesse come la malattia di Parkinson, garantendo ai pazienti l’accesso a trattamenti all’avanguardia e un monitoraggio continuo e personalizzato delle terapie.

Del nuovo centro di ricerca per la cura del Parkinson di Milano  ne avevamo già parlato qui

E qui l’approfondimento

 

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Policlinico Milano, una nuova area green con 100 alberi

25 mars 2025 à 17:36

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha partecipato alla presentazione del progetto ‘Green on the Ground‘ del Policlinico di Milano. Presente anche l’assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente.

L’iniziativa, illustrata in occasione della Festa del Perdono 2025, mira a integrare elementi naturali nel tessuto urbano per migliorare la qualità degli ambienti ospedalieri e promuovere la cura e la sostenibilità.

Policlinico Milano, gli obiettivi del progetto: meno asfalto e nuovi alberi

Il progetto prevede la creazione di quasi 2.000 metri quadrati di verde a terra e la piantumazione di 100 nuovi alberi nel Policlinico di Milano, con l’obiettivo di ridurre l’asfalto intorno ai padiglioni, offrire maggiore sicurezza ai pedoni e migliorare la biodiversità e il benessere dei pazienti e dei cittadini.

Al tavolo dei lavori anche Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano, Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico, Marina Brambilla, rettore dell’Università degli Studi di Milano, Mario Delpini, arcivescovo di Milano, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il progettista Andreas Kipar. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato un messaggio.

Fontana: trasformiamo l’intera area in un polmone verde per la città

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, parla al microfono durante la presentazione del progetto 'Green on the Ground' del Policlinico di Milano in cui saranno piantati 100 nuovi alberi“Oggi – ha detto il presidente Attilio Fontana – celebriamo la Festa del Perdono, una tradizione che da secoli rappresenta il cuore solidale di Milano e della Lombardia. È un’occasione preziosa per ribadire il valore della generosità, della cura e dell’innovazione nel nostro sistema sanitario”.

“Il Policlinico di Milano è da sempre un punto di riferimento per la salute dei cittadini e con il progetto del ‘Nuovo Policlinico‘ conferma la sua vocazione d’eccellenza, coniugando progresso medico, sostenibilità e accessibilità. L’iniziativa ‘Green on the Ground’ è un simbolo concreto di questo impegno: 100 nuovi alberi e oltre 2.000 metri quadrati di verde che non solo migliorano l’ambiente ospedaliero, ma trasformano l’intera area in un polmone verde per la città, favorendo il benessere di pazienti e cittadini”.

In Lombardia storia di valorizzazione degli spazi dedicati alla cura

“La Lombardia – ha concluso il governatore Fontana – ha una lunga storia di valorizzazione degli spazi dedicati alla cura e il ‘Nuovo Policlinico’ ne è una dimostrazione straordinaria: un ospedale aperto, integrato nel tessuto urbano, che promuove la riabilitazione anche attraverso il contatto con la natura. Voglio ringraziare tutti coloro che con il loro impegno, dai benefattori ai professionisti sanitari, rendono possibile questa visione. Milano e la Lombardia dimostrano ancora una volta che tradizione e innovazione possono camminare insieme per offrire un futuro migliore”.

Lucente: strutture sempre più all’avanguardia

L’assessore di Regione Lombardia, Franco Lucente, presente alla presentazione del progetto 'Green on the Ground' del Policlinico di Milano in cui saranno piantati 100 nuovi alberi, in foto insieme al Direttore Generale Marco Stocco“L’intervento – ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente – rappresenta un tassello importante nel percorso di rinnovamento del ‘Nuovo Policlinico’, un simbolo dell’eccellenza della sanità pubblica lombarda. Integrare spazi verdi tra i padiglioni ospedalieri non è solo un’innovazione urbanistica, ma anche un segnale concreto dell’attenzione che poniamo al benessere dei pazienti, del personale sanitario e di tutta la comunità”.

“L’iniziativa – ha concluso Lucente – si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione degli ospedali lombardi, volto a garantire strutture sempre più all’avanguardia, accessibili e in grado di offrire cure di eccellenza. Il Policlinico di Milano, con il suo legame profondo con l’università e la ricerca, rappresenta un punto di riferimento non solo per la Lombardia, ma per l’intero Paese”.

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Più case Aler a canone accessibile per personale sanitario e sociosantario

Par : Marco Dozio
10 mars 2025 à 13:31

Più case a canone calmierato per gli infermieri e il personale sanitario e più ambulatori e presìdi sociosanitari nei quartieri popolari. Si muove su questi due ambiti di intervento il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e le Aler per ‘integrare le politiche abitative e rafforzare la sanità territoriale’, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Case Aler per il personale sanitario e sociosanitario

Per quanto riguarda le case Aler da destinare al personale sanitario e sociosanitario, il documento definisce le modalità d’azione per proseguire e potenziare la politica attuata negli ultimi anni da Regione Lombardia, grazie alla quale Aler Milano ha finora sottoscritto diverse convenzioni per mettere a disposizione oltre 200 alloggi destinati al personale delle ASST e degli IRCCS.

Il protocollo con le Aler prevede di estendere a tutta la Lombardia quanto già messo in atto con specifiche intese territoriali: di recente, infatti, sono stati siglati due accordi per offrire soluzioni abitative agli infermieri e al personale sanitario dell’ASST Nord Milano e del Policlinico di Milano. In particolare, i dipendenti di ASST Nord Milano e IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano possono usufruire rispettivamente di 32 e 20 appartamenti Aler a canone concordato.

Franco: più infermieri e personale medico in ambulatori e presidi sociosanitari

“L’obiettivo del protocollo – evidenzia l’assessore Franco – è diffondere sempre più, a Milano e in tutta la Lombardia, il modello operativo che abbiamo strutturato per aiutare concretamente chi ogni giorno, col proprio lavoro e la propria competenza, garantisce servizi essenziali al funzionamento delle comunità. Uno dei problemi principali che attiene al reclutamento sul territorio del personale sanitario riguarda proprio la difficoltà di trovare case a prezzi accessibili, questo vale in particolare per le aree delle grandi città ma non solo. Chi opera per la salute e il benessere dei cittadini deve avere il massimo sostegno da parte delle istituzioni e i provvedimenti di Regione Lombardia vanno esattamente in questa direzione”.

I quartieri coinvolti

“I due ambiti di intervento del protocollo – prosegue Franco – sono strettamente collegati perché la messa a disposizione degli alloggi è anche finalizzata ad assicurare la presenza di infermieri e personale medico negli ambulatori e nei presìdi sociosanitari che vogliamo implementare all’interno dei caseggiati Aler in tutta la Lombardia, sulla base di quanto già avviato con i progetti ‘C.A.S.A.’ (Centri Aler per i servizi abitativi) in 6 quartieri di edilizia residenziale pubblica di Milano: San Siro, Mazzini, Gratosoglio, Molise Calvairate, Lorenteggio e Salomone“.

Gli spazi ‘C.A.S.A.’ realizzati nei quartieri Aler sono presìdi istituzionali che comprendono ambulatori sociosanitari di prossimità, custodi e ‘community manager’ per l’assistenza agli inquilini, e servizi destinati alle donne vittime di violenza.

‘Missione Lombardia’: obiettivo potenziare i servizi

Attraverso l’attivazione di ambulatori sociosanitari, con le figure del medico o dell’infermiere di quartiere, si attua un potenziamento dei servizi all’interno del quartiere: prestazioni infermieristiche domiciliari, consulenze in telemedicina, presa in carico e monitoraggio di pazienti cronici e fragili, sportello di supporto psicologico e servizio di fisioterapia.

“Potenziare i servizi di accompagnamento sociale e la sanità territoriale – sottolinea Franco – significa rafforzare la presenza delle istituzioni in aree complesse, garantendo importanti punti di riferimento ai cittadini perbene che vivono nelle case popolari e che non possono essere lasciati soli. Per implementare i presìdi investiamo risorse della programmazione comunitaria nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano per il rilancio delle politiche abitative regionale che presta grande attenzione anche alla dimensione umana e sociale, accanto all’impegno messo in campo per gli interventi di manutenzione e riqualificazione degli edifici”.

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Al Policlinico di Milano salvata bimba nata prematura con un raro tumore

7 janvier 2025 à 16:13

La piccola Anna (nome di fantasia), è stata fatta nascere d’urgenza a 28 settimane con un cesareo perché la massa tumorale del teratoma sacrococcigeo, di quasi 600 grammi, che aveva continuava a crescere e andava eliminata. E così è stato con un delicato intervento eseguito al Policlinico di Milano durato 2 ore e ben riuscito.

L’ecografia alla 16ª settimana e l’invio alla ‘Mangiagalli’ di Milano

Tutto inizia con una ecografia alla 16esima settimana di gravidanza dall’esito implacabile. Una massa cellulare anomala dal volume significativo rischia di compromettere la vita della bambina nel grembo. I genitori, che vivono in una provincia del Nord Est d’Italia, sono inviati presto alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, centro di riferimento per le gravidanze difficili e con una grande esperienza nel trattamento di questa neoplasia benigna, che si verifica in un 1 bambino ogni 35.000.

Il teratoma sacrococcigeo compromette la funzionalità degli organi in fase di sviluppo

La piccola ha un teratoma sacrococcigeo, un tumore raro che si sviluppa alla base del coccige. Le cause sono sconosciute ma si sa che la sua caratteristica più pericolosa è quella di crescere velocemente, compromettendo la funzionalità degli organi in fase di sviluppo del feto: per i genitori di Anna questo ha significato trovarsi di fronte alla possibilità di dover interrompere la gravidanza.

Fondamentale la diagnostica prenatale

Il fattore tempo in certe situazioni può destabilizzare, ma la scienza corre più veloce: la diagnostica prenatale permette oggi di individuare precocemente l’aumento anomalo di cellule nei tessuti e fornisce agli specialisti informazioni preziose per intraprendere il percorso terapeutico più appropriato.

Primo intervento alla 26ª settimana

È così che il primo intervento Anna l’ha ricevuto nel grembo della sua mamma, alla 26ª settimana. Il team della Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano ‘spegne’ con tecnologia laser alcuni vasi sanguigni che alimentano il tumore e questo permette alla piccola di crescere per altre due settimane nell’ambiente migliore possibile, la pancia della sua mamma.

Alla 28esima settimana il cesareo urgente

Anna cresce, ma il tumore con lei e alla 28esima settimana è necessario il cesareo urgente, il peso della piccola alla nascita è di 1,6 kg e include i quasi 600 grammi di teratoma.

Ci siamo trovati di fronte a una situazione unica per la sua complessità – esordisce Ernesto Leva, chirurgo pediatrico e Direttore del Dipartimento Area Materno-Infantile dell’Ospedale -. Abbiamo giocato tutte le carte di cui la medicina dispone e che in questo Ospedale coesistono. Anna e la sua famiglia ci hanno insegnato molto dal punto di vista umano. Le risposte della piccola all’evolversi della patologia e la fiducia della famiglia nella vita e nelle nostre possibilità ci hanno permesso di muoverci attivando tutte le nostre più qualificate risorse. Il preciso trattamento fetale ha agevolato la Chirurgia Neonatale, la cui azione è stata possibile soltanto grazie alla straordinaria collaborazione delle tante specialità coinvolte per permettere di operare la piccola”.

intervento policlinico di milano

Un gioco di squadra

La Terapia Intensiva Neonatale è stata fondamentale per gestire le necessità di una bambina pretermine così piccola e garantire la stabilità clinica necessaria per poter affrontare questa nuova fase chirurgica. Per capire se la massa così estesa intaccasse la cavità addominale, ci è voluto l’imaging della Radiologia Pediatrica. Mentre la Cardiologia Pediatrica ha potuto confermare che la piccola sarebbe stata in grado di affrontare l’intervento con il supporto fondamentale degli anestesisti pediatrici e con la collaborazione gomito a gomito con infermieri e personale sanitario. Proprio questa sinergia, necessaria su situazioni così complesse, ha reso a questo caso unico nel suo genere di essere trattato nel modo più appropriato.

L’intervento di 2 ore è perfettamente riuscito, nessun danno agli organi

L’intervento, durato circa 2 ore, è riuscito perfettamente e la rimozione del teratoma non ha comportato danno agli organi urogenitali. “Su un corpicino così piccolo l’azione chirurgica è finalizzata a rimuovere la massa ma, soprattutto, a preservare le funzionalità degli organi circostanti – aggiunge Ernesto Leva -. Con questa famiglia è come se avessimo stretto un lungo fidanzamento: continueremo a vedere Anna per molto tempo, la pubertà sarà un periodo sensibile ma noi saremo con lei e i suoi genitori”.

Anna cresce bene e, grazie all’assistenza dell’équipe della Terapia Intensiva Neonatale e alle cure dei suoi genitori, ha superato anche le problematiche della prematurità – ha dichiarato Monica Fumagalli, direttrice della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Milano -. Il momento del ritorno a casa tanto desiderato da tutta la famiglia è finalmente arrivato”.

Il percorso di follow up multidisciplinare per promuovere lo sviluppo dei bambini nati pretermine

Ora che la corsa contro il tempo è stata vinta, non resta che seguire la piccola nel serrato, ma fiducioso percorso di follow up multidisciplinare che vedrà coinvolti neonatologi/pediatri e chirurghi ma anche molti altri professionisti sanitari, fondamentali per promuovere lo sviluppo dei bambini nati pretermine. La rete di sostegno dell’Ospedale, in grado di accogliere e dare ospitalità ai familiari che non abitano nelle vicinanze dell’Ospedale in caso di lungodegenze, toglie sicuramente qualche preoccupazione a mamma e papà.

Curare bambini come Anna – dichiara Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano – è possibile solo in grandi centri in grado di seguire le famiglie e i piccoli pazienti dall’età gestazionale fino a 100 anniSono le realtà multispecialistiche in grado di mettere in rete le proprie professionalità a dare risposte coraggiose e complesse”.

Nella foto in alto, parte dell’équipe medica infermieristica della Chirurgia Pediatrica, Chirurgia Fetale, Anestesia pediatrica e Neonatologia. Da sinistra: Carlo Scala, coordinatore Blocchi Operatori; Giuseppe Sofi, direttore Anestesia Pediatrica, Ernesto Leva, direttore Dipartimento Area Materno-Infantile, Nicola Persico, direttore Chirurgia Fetale; Monica Fumagalli, direttrice Neonatologia;  Maria Teresa Russo, coordinatore infermieristico TIN e Gabriella Araimo, responsabile medico TIN.

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Donazione organi e tessuti, numeri in crescita in Lombardia

18 novembre 2024 à 13:45

“L’obiettivo di Regione Lombardia è quello di raggiungere, entro il 2026, 40 donatori di organi per milione di abitanti, rispetto ai 32 attuali”.  Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, intervenuto oggi a Palazzo Lombardia in occasione della riunione Tecnico-Scientifica del Nord Italia Transplant, consueto momento di confronto per i sanitari coinvolti nel processo di donazione e trapianto. Esattamente 50 anni fa Regione Lombardia identificava nel Policlinico di Milano la sede del centro di riferimento per i trapianti.  La riunione odierna è stata un’occasione per comunicare ai cittadini la dimensione quantitativa e qualitativa della donazione di organi e tessuti quale indicatore dell’efficienza della cura degli assistiti in un ospedale.

Guido Bertolaso

Assessore Bertolaso: vogliamo raggiungere 40 donatori di organi e tessuti in Lombardia per milione di abitanti

“Il nostro sistema sanitario regionale – ha detto Bertolaso – si conferma all’avanguardia nel settore della donazione e dei trapianti. Grazie al lavoro instancabile delle strutture coinvolte e al crescente impegno della Regione Lombardia, abbiamo raggiunto traguardi significativi. Come l’incremento del numero di donatori per milione di abitanti e la soddisfazione del fabbisogno regionale di cornee, estendendo il nostro supporto anche ad altre regioni e paesi. Il trend 2024 indica un’ulteriore crescita rispetto al 2023 e al 2022: siamo a 32 donatori di organi utilizzati per milione di abitanti (erano 20 del 2021, 24 nel 2022, 28 nel 2023).  L’aumento non casuale ma frutto di una precisa volontà regionale. L’obiettivo è di raggiungere, entro il 2026, 40 donatori per milione di abitanti”.

La ‘Banca Regionale dei Tessuti’

“Tuttavia – conclude l’assessore – il nostro lavoro non si ferma qui. Guardiamo al futuro con l’obiettivo di potenziare ulteriormente la rete di donazione e trapianto. Vogliamo migliorare i percorsi di trapianto di rene da vivente e implementare programmi innovativi. Tra questi la creazione di una ‘Banca Regionale dei Tessuti’ e una campagna di informazione su scala regionale. In pratica essere un modello di eccellenza non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Dimostrando che la solidarietà e la scienza possono andare di pari passo per salvare vite umane”.

I numeri

Per effetto dell’incremento delle donazioni, sono in crescita i trapianti. Al 5 novembre 2024 sono stati realizzati 712 trapianti da donatore deceduto (546 nel 2020, 584 nel 2021, 656 nel 2023). Questo significa che abbiamo risposto al bisogno di trapianto per un numero maggiore di assistiti, con una riduzione del tempo di attesa in lista.

Trend in crescita delle donazioni di organi e tessuti in Lombardia

In due anni sono triplicate le donazioni ‘multi-tessuto’, cioè realizzate in soggetti deceduti da cui vengono prelevati più tessuti (22 nel 2021, 56 nel 2023, 64 nel 2024). Questa disponibilità di tessuti consente di curare numerose patologie (muscolo-scheletriche, cutanee, cardiache e vascolari) in ambito regionale e nazionale.

Soddisfacimento di tutte le richieste di cornee in ambito regionale

Le donazioni di cornee, grazie ai livelli raggiunti, consentono di soddisfare il 100% del fabbisogno regionale e di rispondere anche a richieste provenienti da altre strutture italiane o straniere, per il tramite della banca degli occhi regionale presso le sedi degli IRCCS San Gerardo di Monza e San Matteo di Pavia.

 

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Ottobre in rosa, al via seconda edizione di ‘Onco Hair Milano 2.0’

Par : Fabio Benati
23 octobre 2024 à 15:31

Riparte a Milano Onco Hair 2.0. Il progetto che dona i capelli alle donne in chemioterapia offrendo un aiuto concreto alle pazienti con maggiore fragilità economica che combattono contro il carcinoma alla mammella.

L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Lombardia dagli assessori regionali alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, e all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi.

Intervenuti anche Marco Dell’Acqua, membro della Commissione centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo; Marco Giachetti, presidente Fondazione IRCSS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico; Ornella Garrone, direttore Oncologia Medica Policlinico di Milano (equipe progetto Onco Hair); Claudia Buccellati, presidente Associazione per il Policlinico ETS; Angelo D’Andrea, amministratore delegato CRLAB.

L’iniziativa oltre a Regione Lombardia coinvolge l’associazione per il Policlinico ETS, Fondazione Cariplo e CRLAB. Consente di donare venti protesi di capelli ad altrettante donne selezionate da un’equipe di oncologi e psicologi del Policlinico di Milano. Ne beneficeranno pazienti che stanno affrontando la chemioterapia per sconfiggere il cancro al seno. Si tratta del tumore in assoluto il più frequente, con 55.900 nuovi casi nell’ultimo anno censito (2023). Le venti donne, selezionate nell’arco dei prossimi 3 mesi, riceveranno quindi la loro protesi su misura entro 40 giorni dal momento in cui vengono rilevati i parametri specifici (come conformazione della testa, colore dei capelli). L’obiettivo è infatti quello di poter applicare la protesi tricologica prima della caduta dei capelli in modo da evitare questo trauma psicologico.

Una misura per le donne

Purtroppo a volte, comprare una parrucca per le donne che combattono il cancro e intendono far fronte a uno degli effetti collaterali più comuni come l’alopecia – dichiarano gli assessori Lucchini e Tironi – può rivelarsi un lusso. Per questo, dal 2019, Regione Lombardia ha consolidato una misura per la tutela della salute, dell’autostima e del benessere, dell’individuo e della famiglia. La misura è rivolta infatti a persone sottoposte a terapie oncologiche, chemioterapiche e radioterapiche. Prevede un riconoscimento di un contributo per l’acquisto di una parrucca (fino a 250 euro a persona) e per l’acquisto di protesi tricologiche (fino a 400 euro)”.

In meno di 5 anni quasi 8.000 beneficiari

In poco meno di 5 anni – chiariscono Lucchini e Tironi – contiamo quasi 8.000 beneficiari, dei quali circa 1.300 solo nel 2024, che hanno fatto domanda direttamente. Cui si aggiungono coloro che hanno ottenuto la parrucca direttamente dalle associazioni coinvolte nell’iniziativa. Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che sono impegnati nel Progetto Onco Hair 2.0, una solida alleanza tra associazioni, istituzioni e privati capaci di operare a sostegno delle donne”.

Impatto positivo per le pazienti

La protesi tricologica CNC (Capelli naturali a contatto) è un dispositivo medico altamente personalizzato che è molto di più di una parrucca. È infatti un unicum mondiale realizzato totalmente all’interno dei laboratori CRLAB di Zola Predosa (BO) ed esportato in numerosi Paesi. È creato utilizzando capelli umani e vergini inseriti uno alla volta in una sottile membrana polimerica biocompatibile coperta da brevetto. Il processo produttivo prevede 39 fasi e determina un indubbio beneficio per le pazienti.

10 punti di miglioramento

Infatti, uno studio pilota realizzato da ‘Salute Donna’ e condotto presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, ha misurato infatti in 10 punti di miglioramento sulla scala BIS (scala dell’immagine corporea, che va da 0 a 30) l’impatto positivo per le pazienti con recidiva di carcinoma mammario e alopecia recidivante che utilizzano questo dispositivo al posto della parrucca. L’alopecia indotta da chemioterapia è infatti considerata dal 47% delle donne l’aspetto più traumatico dell’intero percorso di cure. Tanto che l’8% di esse vorrebbe rifiutarle proprio per evitare questa perdita. La protesi CNC permette a chi la indossa una vita assolutamente normale. Diventa parte integrante del corpo, consente di nuotare, legarsi i capelli e persino farseli tirare.

 

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Da Regione 50 milioni per le attrezzature del nuovo Policlinico di Milano

9 août 2024 à 12:43

Uno stanziamento di 50 milioni di euro in favore della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano per l’anno 2024 per l’acquisizione di arredi e attrezzature, comprese grandi apparecchiature. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Assessore Bertolaso: opera strategica per il territorio regionale

“Il nuovo Policlinico di Milano – ha commentato Bertolaso – sarà, ancora di più di oggi, il fiore all’occhiello della sanità lombarda impegnata anche nella formazione universitaria e nella ricerca. Con questo importante finanziamento assicuriamo l’acquisto di attrezzature e arredi sanitari in ambito di diagnostica per immagini, terapie intensive e blocchi operatori, neonatologia, servizio materno-infantile, blocchi interventistici, ambulatori e degenze presso il Nuovo Building e il Padiglione ‘Satellite’ Guardia. Oltre ad apparecchiature moderne come 5 TAC, di cui una Premium, due modello 256 e due intraoperatorie; 2 Risonanze Magnetiche di cui una a 3 Tesla e 2 Angiografi di cui uno robotizzato”.

Il nuovo Policlinico di Milano

Il Nuovo Building, che prenderà la denominazione di “Padiglione Sforza”, ospiterà le degenze programmate con 800 posti letto, oltre ai nuovi Pronto Soccorso pediatrico e ostetrico-ginecologico. Il Padiglione ‘Satellite’ Guardia sarà invece dedicato all’emergenza urgenza.

“Nel 2025 – ha concluso l’assessore regionale – saranno resi disponibili altri fondi per le attrezzature per il completamento finale del Policlinico. Si tratta di una grandissima opera ormai in dirittura d’arrivo per il rinnovo di un ospedale tra i più importanti d’Europa insieme ad altri nosocomi lombardi, che diventerà ancor più moderno, efficiente e funzionale per le esigenze dei cittadini.

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