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Forum Food Beverage 2025, Fontana: primi per agricoltura e qualità prodotti

15 avril 2025 à 14:10

La Lombardia è terra di agricoltura e di eccellenze enogastronomiche. Lo hanno sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore a Enti locali e Montagna, Massimo Sertori, martedì 15 aprile 2025, al Belvedere ‘Berlusconi’ del 39° piano di Palazzo Lombardia alla presentazione ufficiale della 9ª edizione del Forum Food & Beverage del The European House Ambrosetti (TEHA). Anche per la 9ª edizione, il ‘Forum Food&Beverage’ del ‘The European House Ambrosetti’ sceglie come base la Valtellina (6 e 7 giugno 2025, a Bormio).

Forum Food&Beverage 2025, Fontana: non secondario tema dazi

L'intervento del presidente Attilio Fontana alla presentazione del Forum Food&Beverage 2025In sede di presentazione, non si è mancato di toccare il tema attuale dei dazi USA. “È indubbio – ha detto il presidente Fontana nel suo intervento – che i nostri prodotti, autentiche eccellenze agroalimentari, hanno davanti la prospettiva di doversi misurare con i dazi degli USA, ma sono fiducioso che ci siano ancora margini di trattativa”.

“La Lombardia – ha sottolineato – è l’emblema della crescita delle nuove tecnologie, quelle che si utilizzano anche per le produzioni agroalimentari, ma non solo”. “Come Regione Lombardia – ha ricordato il governatore – siamo molto attenti alla sostenibilità con diverse azioni concrete con cui miriamo a sostenere e promuovere il nostro comparto agroalimentare. Perché, se è vero che la Lombardia è la prima regione a livello industriale, lo è anche a livello agricolo, nonostante i cospicui danni arrecati dall’‘italian sounding’“.

Sertori: Bormio casa del Forum dal 2021

L'intervento dell'assessore Massimo Sertori alla presentazione del Forum Food&Beverage 2025“È dal 2021 – ha detto l’assessore Massimo Sertori – che questo Forum viene ospitato a Bormio. E mi piace sottolineare come la V di Valtellina rappresenta la qualità dei prodotti e del territorio, ricco di eccellenze lungo tutta la filiera agroalimentare. Dobbiamo necessariamente puntare a sostenere e a proteggere questa grande qualità che ci è riconosciuta in tutto il mondo”. “Il Made in Italy – ha sottolineato – è la migliore protezione contro i dazi. Chi vuole la qualità acquista i nostri prodotti e visita i nostri territori”.

Forum con vista sulle Olimpiadi

Quindi ha concluso con un riferimento ai Giochi invernali. “Non posso inoltre pensare – ha concluso Sertori – alle prossime Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Un evento di grande visibilità per la Valtellina, che ospiterà numerose gare a Bormio e Livigno, e per l’intera Regione Lombardia e che rappresentano una leva chiave di attrattività economica e turistica”.

Il rapporto

Dal rapporto della The European House Ambrosetti la Lombardia si conferma prima regione in Italia per fatturato agroalimentare con 50 miliardi di Euro (19% del totale nazionale), il 41% in più rispetto al 2015, e detta la linea anche per l’export del comparto (10,9 miliardi). In questo quadro, la Valtellina è una punta di diamante dell’enogastronomia italiana. Sondrio, in particolare, è l’undicesima provincia italiana su 107 per impatto economico delle produzioni certificate di cibo (260 milioni di euro) e la quarta per produzione di vino con 3,2 milioni di bottiglie ogni anno da 24 milioni di euro di valore complessivo.

Il vino il prodotto più esportato

Il vino italiano è il prodotto agroalimentare italiano più esportato con oltre 8 miliardi di euro di valore e una crescita del 5,5% nel solo 2024, seguono pasta e prodotti della panetteria che valgono 7,6 miliardi (+8,6% nell’ultimo anno). Secondo i dati elaborati da TEHA, grassi e oli vegetali italiani (4,1 miliardi di export) e cioccolato (3,4) hanno fatto registrare le crescite più significative del 2024: rispettivamente +27,2% e +17,8%. In positivo anche i prodotti lattiero-caseari (+9,1% per 6,5 miliardi di export), la frutta (+8,3%, 3,9 miliardi) e i piatti pronti trasformati (+6,2%, 4,1 miliardi), mentre aumenti più contenuti sono stati rilevati per le bevande ad esclusione del vino (+5% per 4,2 miliardi), cibo per animali (+3,3%, 3,1 miliardi) oltre che frutta e vegetali trasformati che valgono oggi 6 miliardi all’estero, in linea (+0,7%) con il 2023.

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Agroalimentare, The European House Ambrosetti: Lombardia è protagonista

Agroalimentare, Lombardia protagonista, e primo settore manifatturiero in Italia per valore aggiunto. Oltre 66 miliardi di euro, più della produzione di macchinari e apparecchiature (43) e prodotti in metallo (37). Rispetto al Pil i 37 miliardi generati dall’agricoltura e i 29 da alimentare e bevande rappresentano il 3,8% del totale, più di Germania (2,6%) e Regno Unito (2,1%), meno di Francia (4,5%) e Spagna, paese con incidenza più alta (5,2%).

Sono alcuni dei dati anticipati giovedì 9 maggio  nella conferenza stampa di presentazione dell’8ª edizione del forum ‘La roadmap del futuro per il Food & beverage‘ organizzato da The European House Ambrosetti, in programma a Bormio (SO) il 7 e l’8 giugno 2024.

All’incontro sono intervenuti, insieme all’assessore regionale alla Montagna ed Enti locali, Valerio De Molli e Benedetta Brioschi, The European House Ambrosetti; Giovanni Pomella, Lactalis Italia; Gianluca Giovannetti, gruppo Amadori e Michel Beneventi, gruppo San Pellegrino.

Agroalimentare, i primati della Lombardia. Valtellina al top

Nel 2022 la filiera agroalimentare lombarda ha raggiunto un fatturato di 48 miliardi, con un aumento del 34% rispetto al 2015, confermando la sua leadership. Con un fatturato di 2,5 miliardi di euro nelle produzioni certificate nel 2022, + 15% rispetto al 2021, la regione raggiunge il primato italiano anche nell’export: 10,4 miliardi di euro nel 2023, + 84% rispetto al 2015. La regione è terza in Italia per numero di produzioni certificate. Con 75 tra Dop e IgpMantova, Brescia, Cremona, Sondrio e Lodi sono tra le prime 20 in Italia per valore della produzione certificata.

La Valtellina, i numeri

Un territorio d’eccellenza si contraddistingue per alcuni dati significativi: secondo la survey The House Ambrosetti, quella di Sondrio è la 3ª provincia italiana su 107 per impatto economico territoriale di prodotti a base di carne certificata, dopo Parma e Udine; con 850 ettari di vigne e 2.500 km di muretti a secco la Valtellina è il vigneto terrazzato più grande d’Italia; è, infine, la 4° provincia lombarda per produzione di vino, con 3,2 milioni di bottiglie l’anno e 24 milioni di euro di fatturato.

“Dati molto positivi e in continua crescita, quelli evidenziati oggi – ha commentato l’assessore alla Montagna ed enti locali – con un trend che va a consolidarsi. E la direzione tracciata è verso il prodotto di qualità, il made in Italy è questo. La Valtellina sarà protagonista nel mondo con l’evento olimpico, dovremo sfruttarlo al massimo per far conoscere insieme alle nostre bellezze anche i prodotti straordinari che realizziamo”.

I dati della filiera al completo

Nell’economia italiana cresce ancora il peso della filiera agroalimentare estesa (agricoltura, alimentare, distribuzione e intermediazione). Essa vale 586,9 miliardi di euro, l’8,4%in più rispetto al 2021 e + 29% sul 2015. Genera quasi 335 miliardi di valore, pari al 19% del Pil italiano. “Siamo il primo paese in Ue per prodotti certificati – ha ricordato De Molli -, 890 in totale, 326 dal mondo alimentare con 8,9 miliardi di euro, e 564 dal settore vinicolo per oltre 11 miliardi di euro”.

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Indagine Ambrosetti, 15% dei milanesi pronto a trasferirsi in aree rurali

28 novembre 2023 à 18:03

Il 15% dei milanesi sarebbe pronto a trasferirsi in aree rurali a sud della metropoli. Nello specifico in Lomellina, Oltrepò Pavese, Oltrepò Mantovano e Oglio Po. Territori in grado di dare risposte a una nuova domanda di qualità della vita che arriva dalla città.
È il frutto, in sintesi, dell’appuntamento organizzato oggi in Regione sotto il titolo ‘Oltre Milano, nuova qualità della vita‘, durante il quale è stata illustrata l’indagine realizzata da ‘The European House Ambrosetti‘.

L’indagine, illustrata alla presenza degli assessori Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Barbara Mazzali (Turismo, Marketing territoriale e Moda), ha esplorato tra un campione di cittadini milanesi e ‘non milanesi’ l’ipotesi di stabilirsi nelle aree rurali e provinciali comprese nei tre GAL (Gruppo Azione Locale).

 

“In questi territori, caratterizzati dal settore primario – ha sottolineato l’assessore Alessandro Beduschi – la riscoperta di una diversa occasione di vita non lontana dalla metropoli consente un’opzione. Vale a dire, fare scelte differenti in una realtà che fa delle eccellenze agricole una delle sue caratteristiche più eclatanti. Sono territori da riscoprire, hanno una capacità di attrazione notevole in chi cerca emozioni, suggestioni che vanno anche oltre le produzioni locali. Sono luoghi che hanno bisogno di aumentare la consapevolezza di diventare nuove opportunità. Obiettivi che attraverso i Gal si possono centrare. È l’inizio di una nuova frontiera che fa del sud della Lombardia una grande fucina per nuove occasioni di sviluppo”.

Mazzali: indagine Ambrosetti, milanesi attratti dalle campagne di Pavia e Mantova

“C’è un forte ritorno alle origini – ha spiegato l’assessore Barbara Mazzali – a qualcosa di vero e autentico. E le nostre campagne lombarde hanno proprio questo sapore. Lomellina, Oltrepò Pavese, Oltrepò Mantovano e Oglio Po oggi stanno diventando destinazione di una possibile scelta di vita. I milanesi sono attratti dalla campagna di Pavia e Mantova, ma la vivono come meta fuori porta, sebbene sia in aumento l’ipotesi di trasferirsi a vivere in aree extra-urbane”.

“Fa piacere constatare, come emerge dall’indagine – ha concluso Mazzali – che già oggi nei tre territori venga riconosciuta la qualità del patrimonio naturalistico e storico-artistico e dell’offerta enogastronomica. A cui io tengo ad aggiungere strutture ricettive di qualità e fascino tradizionale, un patrimonio che certamente vale un soggiorno di viaggio. Interessante, infine, il dato del 21% degli intervistati che associa l’Oltrepò Mantovano e Oglio Po, alla presenza del sistema fluviale del Po (20,9%). Non dimentichiamo che la Lombardia rurale è anche fiumi e laghi navigabili, in totale immersione nella natura”.

Il tema della ‘qualità della vita’ (tempo libero, reti sociali, sicurezza, potere d’acquisto migliore e patrimonio naturale) è il refrain principale che muove le opzioni di scelta del campione intervistato, 507 cittadini (42,6% milanesi e 57,4% residenti in altri Comuni della cintura metropolitana).

Altri quattro pilastri decisivi sono rappresentati da mercato del lavoro, sistema imprenditoriale, servizi di base e commerciali e infrastrutture, viarie e di trasporto.
E sulla disponibilità a trasferirsi, metà del campione non lo esclude per il futuro. Sette milanesi su 10 considerano questa opzione possibile per gli anni a venire). Ma il 15% del campione sarebbe già pronto a trasferirsi. E il miglioramento del potere di acquisto diventa elemento vantaggioso per concretizzare queste ipotesi.

Indagine Ambrosetti, si rafforza l’idea di trasferirsi fuori città

Se il 15% del campione afferma di essere intenzionato a trasferirsi a vivere in una zona rurale, più della metà del campione (51,7%) dichiara di poter valutare questa opzione in futuro. Tra i tre territori in esame, l’Oltrepò Pavese è il luogo in cui vivere più selezionato fra i tre territori lombardi in esame, specialmente per la fascia d’età 45-64 anni.

“I tre Gal lombardi – ha spiegato Pio Parma, ricercatore European House Ambrosetti – sono chiamati, quindi, ad evolvere nella direzione di una ‘smart land’. Ciò in perfetta linea con quanto Regione Lombardia prescrive con la Strategia regionale delle Aree interne”. Sei gli ambiti da potenziare e riqualificare.  Welfare, servizi di vicinato e commerciali, reti di connettività, materiali e immateriali, patrimonio edilizio e agricolo, avvio di forme di governance in rete.

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