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10 trucchi e consigli per viaggiare che tutti dovrebbero conoscere

4 avril 2025 à 13:09

Viaggiare è un’esperienza meravigliosa, soprattutto quando tutto durante il viaggio va per il verso giusto. Non si tratta tuttavia solamente di fortuna: il viaggiatore che pianifica un viaggio all’estero, magari in un Paese lontano ed esotico, deve fare la propria parte affinché il viaggio diventi veramente indimenticabile, inteso nel senso positivo del termine.
Dunque, non fatevi cogliere alla sprovvista e ascoltate i consigli dei viaggiatori più esperti: alcuni vi sembreranno banali, ma se vi troverete davanti a un imprevisto potranno facilitarvi la vita e in alcuni casi addirittura salvarvela.

Ecco 10 consigli salvavita per viaggiatori.

Unisciti ai gruppi giusti prima di partire

Prima ancora di fare la valigia, iscriviti a gruppi social o forum dedicati alla tua destinazione. Comunità di viaggiatori, gruppi di italiani all’estero o semplici forum di appassionati possono rivelarsi fonti preziose di informazioni. Qui potrai scoprire quali zone evitare, dove trovare il miglior cibo locale senza spendere una fortuna e quali sono le trappole per turisti da cui stare alla larga. Inoltre, puoi chiedere consigli in anticipo su trasporti, alloggi e itinerari alternativi meno battuti.

Iscriviti a newsletter e programmi fedeltà

Le newsletter di compagnie aeree, hotel e attrazioni turistiche spesso offrono promozioni esclusive per chi si iscrive. Potresti ottenere codici sconto, offerte lampo e accesso a prevendite di biglietti per musei o eventi. I programmi fedeltà, anche se usati saltuariamente, possono portare a upgrade gratuiti, check-in prioritario o vantaggi extra come colazioni incluse e bagagli aggiuntivi senza sovrapprezzo.

Impara qualche parola della lingua locale

Anche se molte persone parlano inglese, conoscere qualche frase base della lingua del posto può migliorare notevolmente l’esperienza di viaggio. Un semplice “grazie”, “quanto costa?” o “scusi, dove si trova…?” può aprire porte e conquistare la simpatia dei locali. Inoltre, imparare i numeri aiuta a negoziare prezzi nei mercati o capire il costo di qualcosa senza dipendere sempre dal traduttore online. App per la traduzione come Duolingo o Google Translate possono essere d’aiuto per una preparazione di base anche in lingue come indi o cinese.

Porta con te accessori intelligenti

Ci sono oggetti che sembrano insignificanti ma che, in viaggio, si rivelano veri e propri salvavita. Un riduttore per bottigliette d’acqua per direzionare il getto e improvvisare un bidet in qualsiasi bagno; salviette igienizzanti per le emergenze; una torcia tascabile per escursioni serali o blackout imprevisti, e un gioco da viaggio come un mazzo di carte per creare occasioni di socializzazione sono solo alcuni esempi. Avere questi piccoli strumenti con sé rende il viaggio più confortevole e versatile.

Approfitta di un bagno di qualità quando lo trovi

Se ti imbatti in un bagno pubblico pulito e ben attrezzato, approfittane, anche se non ne hai un bisogno impellente. Nei viaggi lunghi o in zone con servizi igienici scarsi, può fare la differenza. Nei musei, nei grandi hotel o nei centri commerciali si trovano spesso toilette ben curate e gratuite. Alcuni locali richiedono una consumazione per l’accesso, ma può valere la pena pagare un caffè per avere un attimo di comfort.

Scarica mappe offline e info utili

Non sempre avrai accesso a internet, soprattutto in viaggio. Scaricare le mappe offline su Google Maps prima della partenza ti permetterà di orientarti anche senza connessione. Lo stesso vale per le app di trasporti pubblici locali, che spesso offrono la possibilità di consultare orari e percorsi anche senza rete. Inoltre, avere screenshot di biglietti elettronici, indirizzi degli alloggi e numeri di emergenza può rivelarsi essenziale in caso di problemi.

Porta con te una carta di backup e usa app per il cambio valuta

Viaggiare con una sola carta di pagamento è rischioso: potrebbe smagnetizzarsi, essere rifiutata o addirittura bloccata dalla banca per attività sospette. Avere una seconda carta prepagata o di credito può salvarti in situazioni d’emergenza. Inoltre, per evitare sorprese sui costi, utilizza app per il cambio valuta in tempo reale. Applicazioni come XE Currency ti aiutano a calcolare esattamente quanto stai spendendo, mentre altre indicano la percentuale giusta di mancia nei vari Paesi.

Personalizza il tuo kit di pronto soccorso

Un piccolo kit medico può evitare problemi inutili. Oltre ai classici cerotti e antidolorifici, aggiungi medicinali specifici per disturbi comuni in viaggio: antidiarroici per problemi intestinali, antistaminici per eventuali reazioni allergiche e un antibiotico a largo spettro se il medico lo consiglia. Se viaggi in zone tropicali o remote, includi anche una crema contro le punture di insetto e un piccolo repellente. Avere tutto a portata di mano eviterà inutili stress nel trovare una farmacia all’ultimo momento.

Adatta il tuo itinerario in base agli eventi locali

Spesso ci si concentra sulle attrazioni più famose e si perde l’opportunità di partecipare a eventi unici. Prima di partire, controlla il calendario della destinazione per festival, eventi sportivi o mercati locali. Potresti assistere a una celebrazione tradizionale, partecipare a una sagra di quartiere o vedere uno spettacolo all’aperto. Questi momenti sono spesso meno turistici e ti permettono di vivere la cultura locale in modo autentico.

Documentati sulle usanze e sui tabù locali

Conoscere il modo di salutare e le usanze di buona educazione e della popolazione locale ti faciliterà la vita ed eviterà spiacevoli equivoci. Sarà utile conoscere anche eventuali tabù e divieti alimentari: eviterai di consumare alcolici per strada in molti Stati degli USA, non chiederai carne di maiale in un Paese musulmano o di vitello in India, e nemmeno aglio e cipolla a un monaco buddista, se mai ti capitasse di pranzare con uno di loro.

Villa Palagonia, la strana storia della villa dei mostri di Bagheria

1 avril 2025 à 20:28

A Bagheria, in provincia di Palermo, si erge nei cieli Villa Palagonia, un edificio cintato settecentesco che, oltre a essere maestoso e bellissimo, nasconde anche tantissimi segreti e misteri. A popolarla, infatti, sono numerose statue bizzarre, opere che raffigurano mostri che vanno a impreziosire quello che è ritenuto un capolavoro del barocco siciliano, e anche un’attrazione imperdibile per chi visita questa zona affascinante del nostro Paese.

Dove si trova Villa Palagonia

Come accennato, la straordinaria Villa Palagonia sorge a Bagheria, suggestiva realtà della Sicilia. Più precisamente si trova in Piazza Garibaldi ed è lì dall’ormai lontanissimo 1715 ad ammaliare chiunque vi passa davanti. Edificata per volere di Francesco Ferdinando Gravina Alliata, principe di Palagonia, è divenuta quello che è oggi per mano di Ferdinando Francesco II, che scelse di aggiungervi stravaganti decorazioni che le valsero persino il soprannome di “Villa dei Mostri“.

Parliamo quindi di un luogo sorprendente, che si caratterizza per una peculiare aura misteriosa e decadente che l’ha resa oggetto di leggende e racconti (che ora scopriremo insieme nelle prossime righe).

Le cose strane al suo interno

Chiunque decida di visitare la misteriosa Villa Palagonia non può che rimanere incantato dalle sue stranezze e dal distintivo carattere eccentrico, caratteristiche che la rendono unica nel panorama del barocco siciliano. Si presenta quindi come un vero e proprio enigma architettonico e artistico al quale, per alcuni aspetti, è quasi impossibile trovare risposte.

Le statue “mostruose”

Le statue “mostruose” della villa sono tantissime, opere grottesche che popolano il giardino e il muro di cinta. Sono principalmente creature deformi, animali fantastici, uomini con teste sproporzionate, gobbi, nani ed esseri ibridi. Molte di loro sembrano, apparentemente, non avere alcuna logica, ma non mancano di certo studi che sostengono che, in fondo in fondo, siano lì a simboleggiare una vera e propria critica sociale: si ipotizza che Ferdinando Francesco II di Palagonia volesse prendere in giro l’aristocrazia siciliana, trasformandola in una sorta di corte di deformità.

Ci sono anche altri esperti che ritengono che queste sculture abbiano invece un significato esoterico, richiamando antichi simboli alchemici.

Salone degli Specchi

Dal fascino irresistibile è il Salone degli Specchi, ovvero una stanza piena di specchi deformanti che creano giochi di riflessi e illusioni ottiche. Si sostiene che alla base di questa scelta ci sia stata la volontà di distorcere le proporzioni di chi vi si riflette, proprio per disorientare e dare, contemporaneamente, un senso di confusione e inquietudine.

È molto facile, infatti, ritrovarsi all’interno di tale salone e percepire un effetto di labirinto visivo, vivendo la sensazione che la stanza sia più grande e confusa. Un’idea, quella degli specchi ingannevoli, che è stata poi ripresa in film e romanzi gotici e surrealisti.

Salone degli Specchi, Villa Palagonia
Fonte: iStock@Rimbalzino
Il Salone degli Specchi di Villa Palagonia

Affreschi misteriosi

Non mancano di certo gli affreschi dal significato enigmatico, molti dei quali raffigurano scene non facili da immaginare in quella che, in passato, era una dimora nobiliare. Anche in questo caso ci sono creature fantastiche e ibride, volti enigmatici dalle espressioni ambigue (pare quasi che osservino il visitatore), simboli misteriosi e molto altro ancora.

Gli arredi

Persino gli arredi di Villa Palagonia hanno le loro stranezze perché, pur trattandosi di una dimora dalle atmosfere grottesche, si distinguono per la loro qualità, in quanto sono incredibilmente lussuosi. La villa è infatti piena di marmi policromi, soffitti decorati in oro con dettagli finemente scolpiti e mobili con intarsi pregiati.

Stanze con angoli insoliti

Sì, avete letto bene: Villa Palagonia si compone di angoli insoliti, tra cui soffitti inclinati o asimmetrici, porte di altezze diverse e corridoi che sembrano finire nel nulla ma che invece conducono ad altre stanze nascoste. La sensazione che si pùò percepire, quindi, è proprio che l’obiettivo di chi ha costruito questa residenza fosse renderla una sorta di labirinto mentale.

Leggende e curiosità

Ad aleggiare intorno alla bellezza mistica di Villa Palagonia ci sono numerose leggende e curiosità. Innanzitutto, si narra che Ferdinando Francesco II di Palagonia, creatore delle stranezze della villa, fosse convinto che circondandosi di mostri e di deformità sarebbe stato protetto dagli spiriti maligni e dal malocchio.

Nel folklore siciliano, inoltre, Villa Palagonia è spesso chiamata “Il Palazzo del Diavolo“. Il motivo? In passato erano tutti convinti che solo una mente diabolica potesse concepire un luogo così bizzarro e unico nel suo genere. A tal proposito c’è anche una leggenda locale, che narra che il principe avrebbe stretto un patto proprio con Lucifero “in persona” per costruire la villa più strana del mondo, il quale in cambio gli chiese di sacrificare la sua sanità mentale.

Statue "mostruose", Bagheria
Fonte: iStock@Rimbalzino
Le statue “mostruose” di Villa Palagonia

A parlare di questo posto pazzesco fu anche Wolfgang von Goethe nel 1787, che lo descrisse con le seguenti parole: “Mai vidi riunita tanta assurdità in un solo luogo. È l’opera di un pazzo.” Una descrizione che, inevitabilmente, contribuì a rendere Villa Palagonia celebre in tutta Europa come un posto di follia e fitto mistero.

Infine, pare proprio che anche Villa Palagonia abbia il suo fantasma. Secondo alcuni è lo spirito dello stesso principe Ferdinando, ancora legato alla sua villa, mentre per altri è quello di un servo che fu condannato a vagare tra queste stanze fuori dal comune.

Orari e prezzi

Questa affascinante villa della Sicilia è aperta al pubblico tutti i giorni (compresi i festivi) dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 17.30. Il biglietto intero costa 6 euro, ma è anche disponibile un ridotto a soli 3 euro (per i bambini dai 5 ai 10 anni). Nei weekend è anche possibile scoprirla con l’ausilio di visite guidate (costo 9 euro, ridotto 6), ma va specificato, tuttavia, che gli orari di apertura possono subire variazioni in base alla stagione.

Forte di Fenestrelle: la spettacolare Grande Muraglia d’Italia, tra storia e leggenda

27 mars 2025 à 09:40

Il Forte di Fenestrelle è la più imponente fortificazione alpina d’Europa, seconda nel mondo solo alla Muraglia Cinese: per questo viene chiamata anche la “Grande Muraglia piemontese” o la “Grande Muraglia Italiana“.

La fortezza si trova vicino a Torino, nella Val Chisone, la valle piemontese che corre tra Sestriere e Pinerolo, terra contesa tra francesi e Savoia nei secoli passati. Ed è proprio per motivi bellici che, lungo il fianco di questa valle angusta, i francesi di Re Sole cominciarono a costruire le prime fortezze che in seguito furono inglobate nell’imponente realizzazione della Grande Muraglia Piemontese.

In realtà, questa fortezza edificata a scopo difensivo non dovette mai sopportare violenti assedi nel corso della sua storia. Piuttosto, fin dalla sua costruzione, svolse un ruolo principalmente detentivo e servì a prigione di stato, prigione comune e prigione militare.

Forte di Fenestrelle: storia e costruzione

La fortezza venne commissionata da Vittorio Amedeo II nel 1727, a scopo essenzialmente difensivo: infatti si sviluppa lungo quello che un tempo era il confine tra Italia e Francia. La costruzione del Forte di Fenestrelle durò 122 anni, dal 1728 al 1850, ma il risultato fu imponente e unico nella storia dell’architettura difensiva.

Per chi si chiede dove si trova esattamente la grande muraglia del Piemonte, la riposta è semplice: la Fortezza è alle porte del paese di Fenestrelle, piccolo comune lungo la strada che da Torino, passando per Pinerolo, conduce a Sestriere. Qui, abbarbicata sulla montagna, si allunga l’antico e straordinario baluardo di difesa che oggi si vanta di essere la più grande struttura fortificata d’Europa. Anche se viene chiamato Forte di Fenestrelle, quello che attende i visitatori è ben di più un maniero. Il complesso fortificato che si sviluppa per oltre 3 chilometri su un dislivello di circa 635 metri andrebbe infatti chiamato Fortezza di Fenestrelle perché è composto da:

  • 3 forti ovvero il Forte San Carlo, il Tre Denti e il Delle Valli;
  • 7 ridotte;
  • Un tunnel dalle mura spesse due metri, dove corre la scala coperta più lunga d’Europa. Con i suoi 4mila gradini, la scala è stata realizzata per permettere di raggiungere tutti i punti della Fortezza delle Finestrelle senza mai bisogno di uscire;
  • Una scalinata di 500 gradini a cielo aperto, la cosiddetta Scala Reale perché era quella usata dal Re quando si recava in visita alla Grande Muraglia Piemontese.

Visite guidate alla Grande Muraglia Piemontese

Da quando venne realizzata fino alla fine del Seconda Guerra Mondiale, la Fortezza di Fenestrelle fu utilizzata come presidio militare con scopo di difesa dei confini, come Prigione di Stato e come Prigione Militare. Poi venne abbandonata a se stessa per i successivi cinquant’anni. Negli anni Novanta, grazie all’iniziativa e all’impegno di numerosi volontari, la Fortezza di Fenestrelle ha visto una seconda nascita. Con il recupero della struttura, oggi è possibile accedere alla fortezza, partecipare alle interessanti visite guidate e ammirare le numerose rappresentazioni teatrali e culturali che avvengono all’interno.

Si può visitare la Fortezza di Fenestrelle tutto l’anno, basta prenotare per assicurarsi il proprio posto durante le visite guidate che accompagnano i turisti alla scoperta di forti e di ridotte, tra passaggi segreti e antiche celle di detenzione, le stanze del Governatore e il palazzo degli Ufficiali.

Gli itinerari che si possono seguire sono tanti, e quindi anche la durata della vista del Forte di Fenestrelle è variabile. Il consiglio è quello di non trascurare niente e di approfittare della visita che dal mattino alla sera: vi permetterà di immergervi nel cuore segreto della Fortezza e di salire fino in cima alla Grande Muraglia Piemontese, a quota 1.800 metri.

La misteriosa e spettrale isola di North Brother a New York

20 mars 2025 à 07:35

Nel cuore della Grande Mela, New York, esiste un luogo misterioso, quasi dimenticato dal tempo. Un’isola avvolta nel mistero e nel silenzio, che nulla sembra avere a che fare con la metropoli americana. Si tratta della misteriosa e spettrale isola abbandonata di North Brother a New York.

Quest’isola si trova tra i quartieri del Bronx e del Queens, nel bel mezzo delle acque turbolente dell’East River e da oltre mezzo secolo resta inaccessibili al pubblico e avvolta da un’aura inquietante, ma allo stesso tempo decisamente affascinante. Perché? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Una storia di isolamento e tragedie a New York

North Brother Island è una piccola isola che misura appena 400 metri per 250, quindi circa 0,1 chilometri quadrati. Una superficie quasi impalpabile rispetto anche l’isola di Manhattan. Ha anche una sorella minore, South Brother Island, ed entrambe sono disabitate da decenni. La prima è quella che vanta una storia più densa di eventi drammatici e utilizzi, in certi casi decisamente controversi, e che fu disabitata fino al 1885.

Tra la fine del Diciannovesimo Secolo e gli anni Trenta del Novecento, infatti, l’isola ospitava il famoso Riverside Hospital, una struttura sanitaria creata per l’isolamento di pazienti affetti da malattie contagiose, come il tifo, il vaiolo e la tubercolosi. Tra gli ospiti più famosi della struttura ci fu anche Mary Mallon, conosciuta anche con il nome di Typhoid Mary, una portatrice sana di tifo che fu confinata sull’isola per oltre vent’anni contro la sua volontà, dal 1915 alla sua morte nel 1938, proprio a causa della sua patologia e per aver contagiato oltre cinquanta persone.

Inizialmente l’isola fu anche luogo del tragico naufragio della General Slocum, un battello a vapore il 15 Giugno 1904 si incendiò durante il suo viaggio sulle acque dell’East River verso Long Island e che portò alla morte di oltre mille persone, la maggior parte cittadini tedeschi. Molti corpi furono ritrovati sulle rive di North Brother, mentre i sopravvissuti furono soccorsi dal personale medico del Riverside Hospital.

In seguito, dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’isola è stata utilizza prima per ospitare i veterani di guerra, che frequentavano le università di New York, per combattere la crisi degli alloggi del dopoguerra. Negli anni cinquanta il Riverside Hospital venne nuovamente riconvertito, questa volta in un centro per il trattamento di adolescenti tossicodipendenti, fino alla sua chiusura nei primi anni Sessanta, quando i membri dello staff medico vennero accusati di fornire stupefacenti ai pazienti, causando un alto tasso di ricaduta fra i pazienti.

È possibile visitare North Brother Island?

Una storia che ha dell’incredibile e che ha lasciato macchie indelebili nella storia della meravigliosa città di New York.

Tuttavia, dopo il suo abbandono, North Brother Island si è trasformata in una riserva naturale protetta. Gli edifici in rovina, infatti, sono stati letteralmente divorati dalla vegetazione e si sono trasformati in un perfetto rifugio per diverse specie di uccelli. Tra questi, la Nitticora, un airone notturno a rischio estinzione e protetto.

Questa sua trasformazione non consente di accedere all’isola, con l’obiettivo di preservare l’ecosistema e ridurre l’impatto umano, oltre che per la pericolosità degli edifici presenti e delle condizioni impervie del terreno. In certi casi eccezionali solo ricercatori, documentaristi e funzionari governativi possono ottenere permessi speciali per la visita dell’isola. Basti pensare che vengono rilasciati dal NYC Parks solo quattro permessi di ingresso a stagione, in Inverno ed Autunno, e gli ingressi sono vietati dal 21 Marzo al 21 Settembre, ovvero Primavera ed Estate.

Per chi desidera scoprire il lato affascinante e misterioso dell’isola di North Brother da vicino, la soluzione migliore è partecipare a un tour in barca lungo l’East River, che permette di osservare l’isola senza violare le restrizioni.

Il fascino eterno di un luogo dimenticato

North Brother Island, per la sua storia, è più di un’isola abbandonata. È un pezzo di storia nascosto nel cuore di New York, icona degli Stati Uniti e una delle città più vivaci e grandi del mondo. Un luogo inquietante, ma allo stesso tempo affascinante e ricco di storia, seppur caratterizzato da momenti tragici, che continua tutt’oggi ad attirare l’attenzione di urban explorer e amanti del mistero.

Isola del Liri: l’unica città in Italia con una cascata nel centro storico

21 février 2025 à 10:52

Un luogo di rara bellezza, in cui la magnificenza della Natura si mescola alla mano dell’uomo dando vita a una cartolina spettacolare. Il nostro viaggio ci porta nel Lazio, dove si trova una cittadina particolarissima: facendo una passeggiata nel suo centro storico, infatti, ci si può imbattere in una spettacolare cascata, un salto di quasi trenta metri tra le case che lascia senza fiato.

Benvenuti a Isola del Liri, un comune che si trova nel cuore dell’Italia, in provincia di Frosinone. Qui, in verità, si trovano ben due cascate nel centro storico, ma se una è davvero imponente, l’altra invece presenta un salto meno verticale.

Tutto quello che c’è da sapere su questo luogo dalla storia antica, in parte sviluppato su un’isola e che vale la pena visitare.

Isola del Liri, la cittadina con una spettacolare cascata nel centro storico

Immaginatevi di girare il centro storico di una cittadina, di scoprirne le tante bellezze, fino a rimanere senza fiato. Perché è qui che ci si può imbattere in una cascata alta 27 metri: no, non è frutto dell’immaginazione di uno scrittore o di un pittore, ma un posto che esiste davvero e si trova nel cuore dell’Italia.

Per raggiungere Isola del Liri si deve andare nel Lazio, in provincia di Frosinone, qui nel centro città che si sviluppa su un’isola che divide in due il fiume Liri, si trovano due cascate e una di queste leva il fiato.

Per vederle si deve arrivare al castello Boncompagni – Viscogliosi e lì si possono ammirare i due salti. Vi è la Cascata Grande, che ha un’altezza di circa 27 metri, e la Cascata del Valcatoio, che non è verticale ma procede lungo un piano inclinato.

La prima lascia senza fiato ed è una delle poche a trovarsi nel cuore di una cittadina, ma non solo: è l’unica in Italia e in Europa. Solo per questa ragione merita una visita, perché ammirarla significa entrare in contatto con una bellezza rara e preziosa.

Isola del Liri, la storia di questa splendida cittadina

Ma non è solo la cascata a essere un’attrazione imperdibile di questo luogo; infatti, Isola del Liri ha una storia antica e per questa ragione girare per la cittadina significa imbattersi nelle tante testimonianze di un passato ricco e interessante.

A partire dal periodo romano poiché la nascita di Isola del Liri è legata a Arpinum e Sora, due municipi dell’epoca. Successivamente è stata sotto il dominio bizantino e longobardo, poi ha fatto parte del Principato di Capua e del Ducato di Sora. È nel XIX secolo che è entrata a far parte della provincia di Terra di Lavoro e del Circondario di Sora, nello stesso periodo si sono sviluppate molte industrie, soprattutto cartarie.

E tante testimonianze di queste fasi della sua storia si possono ritrovare nelle bellezze che si incontrano visitando la cittadina.

Isola del Liri cosa vedere oltre alla cascata
Fonte: iStock
Isola del Liri, cosa vedere in questa cittadina oltre alla cascata

Cosa vedere a Isola del Liri

Ci sono tantissime meraviglie che si possono ammirare a Isola del Liri, a partire dal Castello Boncompagni-Viscogliosi, che si trova proprio nei pressi della cascata e la sua realizzazione può essere fatta risalire al periodo medioevale. È un monumento nazionale ed è davvero spettacolare e bellissimo. Da non perdere anche la Torre Marica: utilizzata per gli avvistamenti, si trova sul colle San Sebastiano ed è databile intorno all’XI secolo.

Non mancano edifici religiosi come la chiesa di San Lorenzo Martire, con le sue due torri, e quella della Madonna delle Grazie che ha un’interessante pianta circolare, oltre a palazzi affascinanti come Villa Nota Pisani, dove ha vissuto la famiglia industriale Lefebvre e che fa parte della Rete delle Dimore Storiche del Lazio. Si deve sapre che non è accessibile per le visite, ma si può affittare per gli eventi.

E per tutti coloro che amano le passeggiate è imperdibile il Parco Fluviale, un percorso che segue le sponde del fiume Liri e collega questa cittadina con Sora. Si parte dal ponte di Roma e ci si va a immergere in un tracciato lungo il quale si incontrano tantissime delle meraviglie del luogo.

Una cosa è certa: raggiungere Isola del Liri resterà tra i ricordi più belli di una vacanza, non solo per i suoi tanti tesori, ma anche per quella spettacolare cascata che impreziosisce di meraviglia il suo centro storico.

Fontana di Trevi, a chi vanno le monete gettate in acqua?

10 octobre 2024 à 08:00

La Fontana di Trevi è uno dei monumenti più iconici al mondo per la sua bellezza artistica, simbolo dell’italianità nel mondo grazie a diversi e famosi film cinematografici americani, ma anche per le sue tradizioni antiche. Migliaia di turisti passeggiano per le vie di Roma ogni anno e si fermano davanti a questa maestosa opera per fotografarla, ma anche per compiere un gesto che ha radici storiche: il lancio della moneta. Questo semplice gesto ha un significato simbolico che negli anni ha contribuito a creare leggende e miti che affascinano i visitatori della capitale.

Dopo il lancio della moneta, però, sorge spontanea una domanda che molti visitatori della Fontana di Trevi si pongono: dove finiscono tutte le monete all’interno della fontana e a cosa servono?

L’antica tradizione del lancio della moneta

Il primo passo è capire da dove questo gesto prende le sue origini. Lanciare una moneta nella Fontana di Trevi risale ad un’antica credenza secondo cui, chi compie questa azione, si assicura il proprio ritorno a Roma. Per seguire correttamente il rito, bisogna stare di spalle alla fontana e lanciare la moneta con la mano destra, ma sopra la spalla sinistra. Si dice che ogni moneta lanciata abbia anche un significato ben preciso. La prima moneta lanciata garantisce, quindi, il ritorno nella città di Roma, la seconda moneta favorisce l’incontro con il grande amore della propria vita, mentre la terza moneta significherebbe la realizzazione del desiderio di matrimonio.

Insomma, il lancio della moneta, per chi crede e segue correttamente questo rito, è un gesto che per molti potrebbe risultare decisamente importante per il futuro. Le monete accumulate nella fontana, grazie a questa tradizione, raggiungono ogni anno cifre impressionanti.

Quanto valgono le monete gettate nella fontana?

Secondo le stime più recenti, la somma delle monete gettate in acqua nella Fontana di Trevi ogni anno è in media di 1,5 milioni di euro. Una cifra che sembra aumentare col passare degli anni, grazie anche all’incremento di turismo in Italia e nella capitale.

Nel 2023 è stato anche confermato un dato importante per il turismo di Roma: le monete rinvenute della Fontana di Trevi avevano una diversa valuta: euro, dollari, yen, rubli e valute meno comuni come le rupie o i pesos. Ogni moneta, per ovvi motivi, viene convertita in euro, e ciò permette di massimizzare il valore complessivo raccolta dalle acque del monumento.

Le operazioni di raccolta avvengono ogni settimana da parte degli addetti ai lavori, momento in cui il monumento viene chiuso temporaneamente per consentirne lo svuotamento.

A chi sono destinate le monete gettate in acqua?

Una domanda che molti turisti si sono sicuramente posti negli ultimi anni, ovvero conoscere la destinazione delle monete gettate nelle acque della Fontana di Trevi. Da diversi anni tutto l’ammontare raccolto dal monumento viene donato in beneficienza alla Caritas di Roma, ovvero un’associazione cattolica che si occupa di sostenere i meno fortunati. In particolar modo, il denaro raccolto viene utilizzato per portare avanti progetti di assistenza ai poveri, per l’acquisto di pasti caldi, il supporto sanitario e la realizzazione di programmi di inclusione sociale.

Si tratta di un contributo estremamente importante da parte del comune di Roma, che permette all’associazione di sostenere migliaia di persone in difficoltà ogni anno, offrendo loro non solo aiuti materiali, ma anche diverse opportunità di reinserimento nella società. Ad esempio, uno dei progetti messi in atto dall’associazione Caritas, grazie ai fondi provenienti dalla Fontana di Trevi, riguarda l’integrazione dei migranti e dei rifugiati giunti in Italia, per contrastare così uno dei temi più urgenti del Paese e dell’Europa intera.

Operai intenti a raccogliere le migliaia di monete gettate nella acqua della Fontana di Trevi dai turisti
Fonte: iStock
Operai raccolgono le monete dalla Fontana di Trevi

L’impatto del turismo e la protezione della fontana

Il fenomeno dell’overtourism ha colpito anche l’Italia, soprattutto negli ultimi. Questo causa determinati problemi e, a volte, anche urgenze dal punto di vista della manutenzione di alcune opere d’arte. Non ne è da meno la Fontana di Trevi, diventata una priorità per il comune di Roma. Il flusso costante di monete gettate nell’acqua della Fontana di Trevi rappresenta per questo una sfida. Le monete in metallo, infatti, possono danneggiare l’opera e causare danni nel lungo periodo.

Proprio per questo motivo negli ultimi anni sono stati effettuati diversi interventi di restauro ed attuate varie manovre per prevenire il deterioramento della Fontana di Trevi e salvaguardare questa antica tradizione porta fortuna. Uno fra tutti l’ultima proposta mossa dall’ente competente, secondo cui si potrebbe passare presto all’ingresso a numero chiuso alla Fontana di Trevi, per evitare che vengano arrecati ulteriori danni al monumento a causa del numero troppo elevato di turisti.

La Fontana di Trevi non è solo un simbolo di Roma, ma è anche l’esempio di come una tradizione storica, portata avanti per millenni, possa trasformarsi in un atto di solidarietà così importante. Ogni moneta gettata in acqua non è solo un desiderio espresso, ma un contributo senza eguali a favore dei più bisognosi.

La Grande Cascata di Tivoli nella Valle dell’Inferno

18 septembre 2024 à 14:59

Un luogo che sembra sospeso tra sogno e realtà, dove il passato stupisce con i suoi resti tutti da scoprire e dove la mano dell’uomo ha saputo creare qualcosa di indimenticabile. Siamo a Tivoli, vicino a Roma dove sorge il parco di Villa Gregoriana al cui interno si possono ammirare manufatti di tante epoche diverse, piante e la grande cascata, seconda in altezza, dietro solo a quella delle Marmore.

Un posto che è stato riportato alla sua antica bellezza in tempi recenti e che si può raggiungere per una gita, anche con i bambini e gli amici a quattro zampe. Si resterà stupiti da tanto fascino percorrendo sentieri battuti anche da personaggi del passato e lasciandosi incantare a ogni angolo.

Il parco Villa Gregoriana della cascata di Tivoli

Un regno della meraviglia e dello stupore: è il parco Villa Gregoriana e sorge in quella che un tempo era chiamata Valle dell’Inferno, all’interno del quale si trova la suggestiva e grande cascata. Siamo a Tivoli, a solo mezzora di automobile dalla Capitale d’Italia: Roma. Qui si apre d’innanzi ai nostri occhi uno scenario di grande bellezza, dove l’estetica incontra la storia e dove la mano dell’uomo ha saputo creare qualcosa di straordinario. Un percorso romantico di grande fascino che colma lo sguardo di stupore.

Al suo interno si possono percorrere i sentieri, lungo i quali si incontrano settantaquattro specie arboree. Ma non solo perché, oltre a essere uno scrigno in cui la natura cresce rigogliosa, è anche luogo in cui la storia si mostra in tutta la sua bellezza.

Un tratto del percorso denntro il Parco Villa Gregoriana a Tivoli
Fonte: iStock
Tivoli, tratto del sentiero nel Parco Villa Gregoriana

Vi sono reperti appartenenti a epoche differenti. Ad esempio, ci si imbatte nelle rovine della domusdi Manlio Vopisco, oppure si può vedere il Tempio di Vesta con le sue colonne corinzie. Interessante sapere che all’epoca della realizzazione ammontavano a 18, ma oggi se ne possono ammirare 10. Da non perdere anche le grotte (di Nettuno e delle Sirene) e poi lasciarsi togliere il fiato dai suggestivi scorci e dal panorama unico.

Un luogo in cui respirare natura e storia, basti pensare che il parco di Villa Gregoriana è stata una delle mete del Grand Tour romantico, che vedeva ricchi aristocratici europei viaggiare inserendo tra le varie tappe anche diverse località italiane: così nell’arco dell’Ottocento qui sono passati moltissimi personaggi illustri.

Una vista del Parco Villa Gregoriana a Tivoli
Fonte: iStock
Tivoli, il parco Villa Gregoriana

La cascata di Tivoli

All’interno di questo scenario di grande meraviglia c’è un luogo che concorre alla sua fama, la grande cascata. Seconda solamente a quella delle Marmore, ci mostra l’acqua compiere un salto di circa 120 metri. A realizzarla è stata l’intuizione di papa Gregorio XVI che, nel 1832, ha voluto trovare una soluzione per ridurre le conseguenze delle esondazioni dell’Aniene. Così l’acqua è stata incanalata in due cunicoli realizzati da mano umana e ha dato vita alla cascata, allontanando il corso del fiume dalle case.

Oltre a questa opera vennero piantate essenze e vennero pensati dei sentieri per camminare. Dopo anni in cui questo posto è stato meta ammirata di tanti, il parco è caduto in disuso fino a quando della sua gestione non si è occupato – a partire dal 2002 – il Fai. Dopo il recupero è nuovamente aperto al pubblico dal 2005. E chi lo visita ne resta ammaliato.

Come visitare la cascata e il parco

Innanzitutto, è bene sapere che per raggiungere il parco Villa Gregoriana con la sua cascata ci vuole solamente mezz’ora da Roma. Inoltre, se si arriva in stazione a Tivoli, i 400 metri di distanza si percorrono in circa 5 minuti.

L’ingresso è gratuito per coloro che sono iscritti al Fai, gli orari di apertura che osserva variano in base al periodo dell’anno. Per accedervi viene consigliato l’uso di scarpe comode, vi è un grande dislivello, esclusa l’area dell’Acropoli e dei templi, e si percorre in circa 90 minuti.

Germania, il ponte del diavolo che fa impazzire i turisti

13 septembre 2024 à 11:27

Un luogo in cui la natura e la mano dell’uomo hanno creato una vera e propria meraviglia, così tutti coloro che si trovano a visitare il Rhododendron Park Kromlau, parco di rododendri e azalee che si trova a Gablenz in Sassonia restano senza fiato muovendosi all’interno dei suoi 80 ettari.

Piante rigogliose, un suggestivo lago di nome Rakotzsee che è il cuore pulsante di tutto il parco e poi lui, il ponte del diavolo, il cui vero nome è Rakotzbrücke.

Fascino e mistero ammantano questa costruzione che sembra essere uscita da un sogno, fata di pietre appuntite, che si allungano verso il cielo, mentre la struttura va a formare un arco perfetto che, specchiandosi nelle acque del lago, diventa un cerchio.

Magia? Oppure la sapiente mano dell’uomo? Ovviamente la seconda, anche se non mancano le storie e le leggendo. Quello che è certo è che, da qualsiasi angolo si osservi la costruzione, completamente priva di barriere, si nota la ruota che va a formare insieme al suo riflesso. Tutto quello che c’è da sapere.

Il parco in Germania in cui ammirare il ponte del diavolo

Un paesaggio favoloso, in cui godere della bellezza della natura e dell’ingegno dell’uomo. Siamo in Germania, in Sassonia, e l’area dove è sorto il parco Kromlau è stata acquistata nel 1842 da Friedrich Hermann Rötschke che ha dato il via alla sua idea che si ispirava a quella del vicino Parco di Muskau, Patrimonio dell’Umanità Unesco. La struttura del parco e le specie di piante che crescono rigogliose al suo interno hanno dovuto fare i conti con il trascorrere del tempo, ma resta comunque il fascino lussureggiante di un luogo in cui respirare la bellezza della natura.

Rocce basaltiche vicino al ponte del diavolo nel Park Kromlau
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Alcune rocce basaltiche vicino al ponte del diavolo nel Park Kromlau in Sassonia

Oltre alla flora rigogliosa, uno degli elementi più affascinanti del parco è il suo meraviglioso ponte del diavolo, che lascia senza fiato non solo per la sua struttura che sembra sfidare ogni legge umana, ma anche perché il suo riflesso va a formare un cerchio perfetto quando si specchia nelle acque del lago.

In anni recentissimi sono stati portati avanti importanti lavori di ristrutturazione, come si legge sul sito -infatti – sono stati rinnovati 8,5 chilometri di sentieri e ne sono stati ricostruiti alcuni, sono avvenute nuove piantumazioni ed è stato allestito un punto informazioni. Il parco è accessibile ogni giorno e al suo interno vi è una suggestiva struttura molto antica che può ospitare cerimonie nuziali, in più ci sono una serie di sistemazioni: una di queste rende possibile pernottare nel castello, ma ci sono anche altre soluzioni come la Kavalierhaus che è stata realizzata intorno al 1860 e in anni recenti è stata sottoposta a interventi di ristrutturazione. Per chi desidera si può anche capeggiare nei pressi del lago, che è balneabile

Il ponte del diavolo in Germania

Di ponti del diavolo se ne possono trovare diversi in numerose parti del mondo, sono accomunati dalla loro spettacolarità e dalle leggende che circolano in merito alla loro costruzione. Infrastrutture che si innalzano verso il cielo e si allungano con le loro forme particolari. Proprio come quello che si trova in Germania e più precisamente in Sassonia, vicino al confine con la Polonia.

Pare che il ponte Rakotzbrücke sia stato realizzato intorno alla metà dell’Ottocento, nel corso degli anni Sessanta di quel secolo, soprattutto utilizzando pietre in basalto e inizialmente assicurandolo con supporti in legno, poi successivamente rimossi. Ci sono voluti circa una decina di anni per innalzarlo e la sua vista lascia letteralmente senza parole. Un po’ perché va a formare un cerchio perfetto con il suo riflesso nel lago, un po’ perché le colonne di basalto che lo circondano, giunte appositamente da cave lontane per la sua costruzione, sembrano non poter essere il frutto della mano dell’uomo. A quanto pare, non si può salire sulla struttura per preservarla.

Lungo 7,8 metri e largo 6,5, è stato oggetto di ristrutturazione tra il 2018 e il 2019. Ovviamente, come accade per tutti i ponti che vengono definiti del diavolo, anche in merito a questa costruzione si sussurrano paurose leggende.

Il Ponte del Diavolo Rakotzbrücke
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Ponte del diavolo Rakotzbrücke in Germania

Le leggende del ponte del diavolo Rakotzbrücke

Affascinanti e al tempo stesso misteriosi, costruzioni talmente eccezionali da rendere impensabile che siano state realizzate dalla sola mano umana. Anche il ponte del diavolo Rakotzbrücke ha le sue leggende. Ad esempio, come accade per molte infrastrutture simili, si dice che il maligno abbia avuto parte nel suo compimento, pretendendo in pegno per l’aiuto l’anima della prima persona che lo avrebbe attraversato (in questo caso un cane).

Ma non è l’unica storia, si dice anche che, se lo si guarda da una certa angolazione possa mostrare il volto del Diavolo.

Ma al di là delle leggende una cosa è certa: mentre lo si osserva è facile immaginare davvero una favola ricca di misteri e di colpi di scena, perché questo ponte – e il paesaggio in cui è immerso  – regalano tantissimi spunti alla fantasia.

E vale la pena visitare il parco e il suo ponte in ogni momento dell’anno, perché ogni stagione regala suggestioni uniche, ma non solo perché al suo interno vengono organizzati anche diversi eventi: da festival ad appuntamenti musicali fino a un meraviglioso mercatino di Natale.

Norilsk, in Siberia, è la città più a nord del mondo

12 septembre 2024 à 11:20

Fredda, industriale e città tra le più a nord del mondo: siamo in Russia nel circondario federale della Siberia. Siamo a Norilsk. Una città che è nata solamente nel secolo scorso e che ha preso il nome dal vicino corso d’acqua e dai monti omonimi.

Un luogo che viene definito tra i più freddi, ma anche molto inquinato. Basti pensare che qui si trovano alcuni dei più grandi depositi minerari al Mondo. E questa è anche la fortuna del luogo poiché l’estrazione di minerali e la fusione sono tra le sue industrie e ricchezze principali.

E questa città è senza dubbio un luogo dal grande fascino, come tutti i posti estremi in cui l’uomo deve fare i conti con situazioni climatiche più complesse: basti pensare che per dimensioni è la seconda città che si trova all’interno del Circolo Polare Artico. La storia, cosa vedere e fare a Norilsk in Siberia.

La storia di Norilsk in Siberia

Norilsk è famosa sin dai tempi più antichi, anche se non esisteva ancora. Il perché va ricercato nella sua ricchezza più grande: la presenza di tantissimi minerali. Così, anche se qui non sorgeva nulla, questa zona era già celebre durante l’età del bronzo, a testimoniarlo i resti di un sito trovati nei pressi di un lago.

Ma è solamente nel 1921 che è stata realizzata una capanna durante delle spedizioni condotte da un geologo ed esploratore per conoscere meglio questa regione. Quella costruzione esiste ancora, nonostante sia stata spostata, ed è un monumento storico. E se Norilsk è stata realizzata intorno alla fine degli anni Venti, la nascita ufficiale della città, però, è il 1935 a causa della presenza del campo di lavoro Norillag, chiuso nel 1956.

Perché è difficile visitare la città di Norilsk

Ma si può visitare Norilsk in Siberia? La risposta è sì, ma, a quanto pare, serve un visto speciale (oltre al passaporto per entrare in Russia) per poterla raggiungere.

Innanzitutto, è bene sapere che le vie d’accesso sono sostanzialmente due: ci si arriva tramite aereo con un volo della durata di poco pià di 4 ore da Mosca, oppure nei mesi più caldi – pochi – in estate via fiume.

Per quanto riguarda l’accesso, invece, viene regolamentato, è approvato dalle associazioni ospitanti e il dipartimento della città di Norilsk del Servizio federale di sicurezza russo per il territorio di Krasnoyarsk stabilisce, insieme alle autorità interessate, in merito all’ammissione degli stranieri.

Essendo – quindi – l’ingresso alla cittadina un po’ più complesso del normale è chiaro che visitarla non risulta così immediato come avviene per altri luoghi.

Siberia, la città di Norilsk
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La città di Norilsk in Siberia fredda e difficile da visitare

Cosa vedere a Norilsk in Siberia

Una città difficile da raggiungere e da visitare e per questo molto affascinante: le cose da vedere a Norilsk non sono poche. Comprese quelle che regala natura: qui, infatti, la notte polare dura dal 30 novembre al 13 gennaio, circa, e le temperature che riescono ad arrivare anche a 27 gradi sotto lo zero. In estate, invece, si oscilla intorno ai 15 gradi, ma con qualche picco anche a 25.

Ci sono alcuni luoghi interessanti da visitare a partire dal centro storico che è un esempio di architettura socialista, ma anche la moschea, il teatro e – naturalmente – la prima casa costruita nel 1921.

Vi è anche il memoriale del gulag Norillag, è per merito dei suoi prigionieri che è stata costruita la città: il campo è composto da qualche rudere, ma nei pressi del monte Schmidt vi è il Calvario di Norilsk.

Le altre tappe in Siberia

La Siberia è un luogo che affascina i viaggiatori con il suo clima estremo e con la sua natura che regala scenari mozzafiato. Tra le altre cose da vedere in questa zona della Russia c’è senza dubbio l’aurora boreale, una delle magie del cielo maggiormente apprezzate e ricercate in tutto il mondo.

Nel Territorio di Krasnojarsk, dove si trova anche la città di Norilsk, si trova l’Altopiano Putorana: qui vi è una riserva naturale di grande pregio che custodisce alcune specie animali rare oltre a suggestivi e preziosi paesaggi. Inoltre – a quanto pare – vi è una vasta popolazione di renne selvatiche dal momento che vi transita una rotta di migrazione importante.

All’interno del territorio dell’altopiano vi è anche il Lago Vivi, si trova nella parte sud-occidentale e su una sua sponda era stato collocato il centro geografico della Russia, poi successivamente spostato di qualche decina di metri successivamente all’annessione della Crimea.

Un’area affascinante da scoprire per la bellezza dei paesaggi e della sua natura, una parte di questa zona poi è iscritta nella lista patrimoni mondiali Unesco: con i suoi ecosistemi che passano da subartici e artici, con taiga, tundra forestale, sistemi desertici artici e sistemi lacustri e fluviali di acqua fredda incontaminati, come viene elencato sul sito ufficiale.

L'Altopiano Putorana in Siberia si trova nello stesso territorio di Norilsk
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La bellezza della natura dell’Altopiano Putorana in Siberia

Inquinamento a Norilsk

Se si fa una ricerca online su Norilsk emerge che anche la questione inquinamento è abbastanza spinosa: basti pensare che a maggio del 2020 è avvenuto un vero e proprio disastro quando 20mila tonnellate di gasolio si sono riversate in un vicino fiume a causa del crollo di una cisterna di uno stabilimento di un’azienda mineraria. Questa, a sua volta, ha dichiarato che l’incidente ambientale è avvenuto a causa dello scioglimento del permafrost. Norilsk viene considerata uno dei luoghi più inquinati della Russia.

Il vero castello di Dracula esiste e non è in vendita: il castello di Bran

11 septembre 2024 à 12:04

C’è il fascino del mistero, quello che ammanta alcuni luoghi donando loro una luce particolare. Poi c’è la valenza storica e architettonica, considerando che la sua realizzazione è avvenuta durante il Medioevo. E poi c’è la bellezza del paesaggio, di questo castello incastonato tra rocce e natura.

Il castello di Dracula (noto però con il nome di castello di Bran) è stato da tanto tempo individuato come il luogo in cui ha vissuto il sanguinario Vlad III, a cui potrebbe essersi ispirato Bram Stoker nella stesura del suo celebre romanzo, ed è una delle tappe che vanno segnate in un ideale diario di viaggio alla scoperta delle tante bellezze della Romania. Qui siamo nella regione della Transilvania, luogo ricco di roccaforti medievali e di natura spettacolare. E proprio da qui si gode di una vista che spazia sulla valle.

Un castello bellissimo, dotato di un fascino speciale e che legato a uno dei personaggi più affascinanti dei romanzi.

Castello di Bran, la sua storia e il legame con Dracula

Le sue torri, i boschi lussureggianti, la vista che si allarga sul territorio circostante: il castello di Dracula si trova in Romania vicino alla catena montuosa dei Carpazi, tanto è vero che è circondato da due massicci Bucegi e Piatra Craiului. Inoltre, si trova a poca distanza Brasov, città capoluogo del distretto.

La sua storia è davvero antica e si intreccia con quella di questo affascinante territorio: una prima costruzione può essere fatta risalire al 1211, quando venne realizzata una fortezza in legno da parte dei Cavalieri Teutonici. Abbandonata in seguito nel 1226.

È nel 1377 che il castello all’incirca come lo vediamo oggi (non ha subito grossi mutamenti nel corso del tempo) ha iniziato a essere realizzato: in un anno è stato eretto. Nel corso del tempo è stato abitato da diverse personalità: nel 1448 da Vlad III, nobile conosciuto come molto sanguinario. E colui che potrebbe aver ispirato il celebre Conte Dracula che infatti, nonostante l’autore del celebre romanzo abbia cercato di non creare assonanze con personaggi realmente esistiti, viene spesso associato a Vlad III, ed è il protagonista del romanzo di Bram Stoker che ne collocava il castello in Transilvania, su una roccia molto alta.

Da qui il collegamento tra il personaggio affascinante e sanguinario del romanzo e questo luogo che si trova in Transilvania. E, nonostante Dracula sia un personaggio immaginario, il richiamo di questi luoghi deriva anche dalla magia di provare a immaginarlo muoversi in questa struttura favolosa.

Tornando ai vari abitanti e alla storia del maniero: dopo Vlad III vi sono stati vari passaggi di proprietà, periodi in cui il castello di Bran è caduto in disuso e qualche intervento di rinnovamento. Nel 1920 è diventato la residenza dei sovrani del Regno di Romania.

Oggi è un museo e una delle location più visitate della Romania. Senza dubbio è una costruzione affascinante che fa ancora molto parlare di sé.

In Romania vi è il castello di Bran che ha ispirato quello di Dracula
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Il castello di Bran in Romania che pare aver ispirato quello di Dracula

Le voci di vendita del castello di Bran

Il Castello di Dracula è in vendita? Qualche anno si è diffusa la voce che questa antica magione, dal passato affascinante e di grande bellezza, fosse in vendita. Sembrava che l’obiettivo fosse quello di mantenerlo con la destinazione turistica attuale, ma che ci fosse la volontà di cedere la proprietà a un’altra persona (da diversi anni è nuovamente degli eredi legittimi: gli arciduchi Dominic, Maria – Magdalena ed Elisabeta, figli della principessa Ileana).

Notizia successivamente smentita e, infatti, negli anni non si è più accennato a un passaggio di proprietà e il Castello di Bran è rimasto nelle mani dei discendenti della famiglia reale.

La struttura era tornata a loro nel 2009, dopo che era stata confiscata alla principessa Ileana e alla sua famiglia nel 1948, dall’allora governo comunista.

Com’è il castello di Dracula

Ma com’è il castello di Dracula? A osservarlo da fuori sembra proprio uscito da una fiaba, sta a chi lo guarda decidere se a lieto fine oppure oscura: con le sue torri, la sua struttura imponente, che sembra fare da vedetta a tutto il territorio circostante, e il suo fascino.

Il casello di Bran si articola su quattro differenti piani ed è ricco di stanze e luoghi memorabili. Ci sono gli spazi che sono stati abitati dalla famiglia reale, ma ci sono anche le storie di paura: è dal 2020 che, infatti, si possono approfondire i miti e il folklore locale. Basta dirigersi al quarto piano della struttura per vistare la mostra permanente Una storia di paure in Transilvania che porta alla scoperta di sette personaggi fantastici e paurosi.

Il cortile del castello di Bran che potrebbe aver ispirato quello di Dracula
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All’interno del Il cortile del castello di Bran che potrebbe aver ispirato quello di Dracula

Programmare una visita qui significa immergersi alla scoperta delle tradizioni e dei miti di questo luogo affascinante e misterioso, conoscerne la storia e le leggende.

Si può mangiare nel ristorante del Castello, che è stato aperto nella Queen Maria’s Tea House ed è immerso nel verde: al suo interno si possono gustare piatti tipici e tè ed è aperto tutti i giorni. Così come è aperto tutti i giorni l’accesso al Castello di Bran: segnalano sul sito ufficiale della struttura che dal primo aprile al 30 settembre si può visitare il lunedì dalle 12 alle 18, oppure – a partire dal martedì e fino alla domenica – dalle 9 alle 18; dal primo ottobre e fino al 31 marzo, invece, è accessibile: il lunedì dalle 12 alle 16 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 16. Non mancano eventi pubblici che vengono segnalati sul sito ufficiale. Ma la location può essere scelta anche per eventi privati.

Un luogo che vale la pena inserire nelle tappe di un viaggio alla scoperta della Romania e della Transilvania, basti pensare che – solo nel 2023 – è stato raggiunto da più di 1 milione di visitatori. Ambientazione indimenticabile, storia e misteri, sono davvero attrattive a cui è impossibile resistere.

Cascate del Mulino di Saturnia, terme gratis con vista mozzafiato

23 décembre 2024 à 09:00

Nel cuore della Maremma toscana, in provincia di Grosseto, Saturnia è un antico e delizioso borgo famoso per le sue sorgenti di acqua termali. Le Cascate del Mulino, infatti, sono una serie di cascate termali naturali situate vicino al piccolo borgo toscano.

Queste cascate sono famose per le loro acque calde sulfuree che sgorgano da sorgenti naturali e formano piscine termali in mezzo alla campagna toscana. Le acque termali delle Cascate del Mulino provengono da sorgenti naturali che sono state utilizzate per le loro proprietà terapeutiche sin dai tempi antichi. Si crede infatti che le acque di Saturnia possiedano benefici per la pelle e per la salute generale.

Vediamo insieme nel dettaglio che cosa offre questo tipo di esperienza ai viaggiatori, quali sono gli orari di apertura, i prezzi e i trattamenti offerti alle terme di Saturnia.

L’esperienza alle terme di Saturnia

Le acque termali del borgo di Saturnia, tra le più belle in Italia, formano diverse piscine naturali lungo il corso del fiume, creando un ambiente suggestivo e rilassante per chi decide di visitarle. Le Cascate del Mulino sono accessibili gratuitamente al pubblico, il che le rende una meta popolare per i turisti e per coloro che hanno voglia di rilassarsi in un ambiente naturale e accogliente quale i paesaggi della Maremma.

Le cascate sono inoltre circondate da una lussureggiante vegetazione e offrono un’esperienza unica per chi desidera immergersi nella natura incontaminata della Toscana. Data la loro bellezza e la reputazione terapeutica delle acque, le Cascate del Mulino possono diventare molto affollate durante i periodi di alta stagione. Si consiglia, pertanto, di visitarle presto al mattino o in tarda serata per evitare le folle.

Queste cascate, dette anche Cascatelle o Cascate del Gorello, hanno scavato naturalmente la roccia di travertino formando le famose piccole piscine dove è possibile immergersi gratuitamente, di giorno e di notte, per tutto l’anno e in tutte le stagioni.

Terme di Saturnia
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Le bellissime Terme di Saturnia

L’acqua termale della sorgente, la stessa che alimenta le Terme di Saturnia in Toscana, sgorga a una temperatura di 37 gradi centigradi e dunque è piacevolmente calda, fatto apprezzato soprattutto durante l’inverno. Sono molti i benefici sull’apparato respiratorio, articolare e circolatorio. Sulla pelle inoltre l’acqua termale ha una benefica funzione antiossidante ed esfoliante. Oltre che immergersi nelle piscine, il cui fondale è ricoperto di sassolini bianchi, i visitatori possono bagnarsi direttamente sotto le cascate, facendosi massaggiare la schiena naturalmente dall’acqua.

La vista dalle piscine sulla campagna circostante è mozzafiato: il luogo è incantevole e le cascate particolarmente suggestive sia di giorno che di notte, soprattutto alla luce della luna piena. Secondo la mitologia questa antichissima fonte termale nacque da un fulmine lanciato da Giove, adirato contro il padre Saturno che dopo essere stato detronizzato dal figlio aveva vagato per tutta la penisola prima di fermarsi proprio qui, in Maremma.

Come arrivare alle Cascate del Mulino

Per raggiungere le Cascate del Mulino nei pressi del borgo di Saturnia, potete prendere un’auto e seguire le indicazioni stradali per Saturnia. Una volta arrivati a Saturnia, continuate verso le cascate seguendo le indicazioni per “Cascate del Mulino”. Potete parcheggiare l’auto nei pressi delle cascate e poi seguire il sentiero che vi condurrà alle piscine termali. Se preferite i mezzi pubblici, potete prendere un pullman per Saturnia e poi utilizzare un taxi locale per raggiungere le cascate. Vicino alle cascate c’è comunque un parcheggio gratuito e un bar tavola calda con bagni e docce.

Il periodo migliore per immergersi nelle calde acque delle Cascate del Mulino di Saturnia è l’autunno, o la primavera; in alta stagione e nei weekend il luogo è sempre molto affollato. Da non dimenticare le scarpette di gomma date le superfici scivolose e il fondale di sassolini, oltre a costume da bagno e protezione solare.

Se avete tempo, inoltre, vi suggeriamo di non perdere l’occasione di visitare i dintorni del luogo e in particolare gli incantevoli borghi di Pitigliano, Sorana e Montemerano, a poca distanza.

Giorni di apertura e orari delle Cascate del Mulino

Le Cascate del Mulino sono aperte tutto l’anno, 24 ore su 24, per una esperienza termale gratuita in ogni stagione. Non ci sono orari di chiusura, il che permette ai visitatori di godere delle acque calde anche al tramonto o di notte, quando le cascate si trasformano in un suggestivo spettacolo sotto la luce della luna. Tuttavia, è consigliato visitarle al mattino presto o in tarda serata, soprattutto nei periodi di alta stagione, per evitare la folla e godere al meglio della tranquillità del luogo.

I prezzi delle Cascate del Mulino

L’ingresso alle Cascate del Mulino è completamente gratuito. Non sono previsti costi per l’accesso alle piscine termali naturali, rendendo questo sito un’ottima scelta per chi desidera immergersi in acque termali benefiche senza spendere. Tuttavia, durante i periodi di alta stagione (come i weekend estivi), è possibile che l’area diventi affollata, per cui è consigliabile arrivare presto per trovare un buon posto. Se volete un’esperienza più esclusiva, potete scegliere di prenotare un trattamento in una delle strutture termali private nei dintorni, ma le cascate pubbliche offrono comunque un’esperienza altrettanto unica.

Trattamenti e servizi alle Cascate del Mulino

Le Cascate del Mulino non offrono trattamenti termali specifici come quelli delle strutture private, ma l’esperienza di immergersi nelle acque calde delle piscine naturali è in sé un trattamento benefico. Le acque sulfuree sono conosciute per le loro proprietà terapeutiche, che aiutano a rilassare i muscoli, favorire la circolazione e migliorare la salute della pelle. Se desiderate un servizio extra, nelle vicinanze c’è un bar che offre bevande e spuntini e sono presenti anche bagni e docce per una maggiore comodità dei visitatori.

Info utili sulle Cascate del Mulino

Le Cascate del Mulino sono facilmente accessibili grazie alla presenza di un parcheggio gratuito situato a pochi passi dalle piscine termali naturali, dove i visitatori possono lasciare l’auto in tutta comodità. Per quanto riguarda l’accessibilità, il sito è adatto a tutti, ma è consigliato indossare scarpette di gomma, poiché le superfici possono essere scivolose e il fondale delle piscine è ricoperto di sassolini. Inoltre, per chi desidera ulteriori informazioni riguardo le condizioni delle cascate o su eventuali modifiche all’accessibilità, è possibile contattare il Comune di Saturnia o gli uffici turistici locali, che forniranno tutte le indicazioni utili per godere al meglio della visita.

Le 5 spiagge più belle di Lampedusa, capolavori della natura

9 août 2024 à 16:04

Lampedusa è un vero paradiso in Terra che sorge al largo della costa siciliana e non molto prima di quella africana. Si tratta di un luogo eccezionale e che si rivela una meta ideale per coloro che sono alla ricerca del sole (anche piuttosto caldo), della possibilità di fare immersioni, di godere di natura selvaggia e di scoprire spiagge paradisiache. Terra di confine tra due continenti, al punto da possedere caratteristiche ambientali sia africane che europee, è un susseguirsi di spiagge e calette da sogno e per questo, noi di SiViaggia, abbiamo deciso di selezionare per voi le migliori 5 spiagge di tutta l’isola.

La Spiaggia dei Conigli, un capolavoro

Non si può parlare di Lampedusa e non menzionare la Spiaggia dei Conigli, una meraviglia reale anche perché si sviluppa in una delle zone più incontaminate dell’isola. Sorge, infatti, al cospetto di un omonimo isolotto che è anche la culla del gabbiano reale, e persino un’area naturale protetta in cui le tartarughe caretta caretta depongono le loro uova.

A numero chiuso e con prenotazione obbligatoria, offre una sabbia bianchissima e un mare purissimo, tanto che all’arrivo il visitatore crede di sognare a occhi aperti. A dispetto del nome, la Spiaggia dei Conigli non si chiama così perché ci sono tantissimi animali di questo tipo, ma a causa di una traduzione impropria di “Rabit Island”, il nome che gli diede l’ammiraglio William Smith, nel 1894. Sembrerebbe, infatti, che il signor Smith non volesse parlare di conigli, perché il nome “Rabit” potrebbe riferirsi al termine arabo rabit, che può essere spiegato con “legame” o “collegamento”, probabilmente in riferimento all’istmo che compare durante la bassa marea.

Cala Pulcino, una delle più belle

Non troppo distante dalla Spiaggia dei Conigli sorge Cala Pulcino, da molti ritenuta la più bella di tutta l’isola. Dalla forma stretta e profonda, offre fondali piuttosto bassi e una sabbia (mista a ciottoli) di un bianco abbagliante, che a sua volta è lambita da un mare di uno splendido colore turchese.

Cala Pulcino, Lampedusa
Fonte: 123RF
Tutta la bellezza di Cala Pulcino

Per raggiungerla occorre fare una passeggiata nella pineta e nella macchia mediterranea, oppure si può scegliere una gita in barca. Qualsiasi sia la vostra decisione, una volta arrivati (oltre a innamorarvene) potrete visitare anche grotte ed anfratti che rendono il paesaggio ancor più emozionante.

Vai alla scoperta delle meraviglie di Lampedusa, spiagge comprese, con un’indimenticabile gita in barca

Cala Croce, mare dalle tonalità cangianti

L’affascinante Cala Croce sorge lungo la costa meridionale di Lampedusa e si distingue per essere piccola, attrezzata, dotata di tutti i comfort necessari ma assolutamente suggestiva: è incorniciata da un numero indefinito di arbusti e agavi spinose.

Nella realtà dei fatti, Cala Croce si compone di due insenature di sabbia bianca, una più grande e una più piccolina e riservata, che mettono a disposizione dei visitatori un arenile di morbida sabbia bianca (e una parte anche rocciosa), costantemente accarezzato da un mare dalle tonalità cangianti. Alcune informazioni in più: è ben protetta dai venti e questo le consente di offrire un mare quasi sempre calmo; a causa delle minute dimensioni e dei numerosi servizi che offre, è spesso molto affolata.

Cala Croce, Lampedusa
Fonte: Getty Images
Veduta della suggestiva Cala Croce

Cala Greca, che sembra un piccolo fiordo

Cala Greca è davvero unica nel suo genere: chi la vede per la prima volta può credere di essere arrivato su un fiordo roccioso per via della sua peculiare conformazione. Non a caso, è conosciuta anche come Cala Stretta. Si tratta di una minuta spiaggetta di sabbia bianca come la neve mista ad alghe e piccoli ciottoli, protetta da suggestive scogliere modellate, nel corso dei millenni, dal vento e dal mare.

L’acqua, manco a dirlo, riesce a presentare tutte le sfumature del turchese, donando anche una trasparenza che ha dello straordinario. Situata sulla Costa Sud di Lampedusa, è facilmente raggiungibile a piedi.

Cala Greca, Lampedusa
Fonte: 123RF
Tutti gli incredibili colori di Cala Greca

Spiaggia di Mare Morto, acque calme e limpide

Il nome Mare Morto potrebbe far sembrare che questa spiaggia non prometta bene, ma nei fatti non è assolutamente così: si chiama in questa maniera perché si trova in un punto dell’isola molto riparato dal vento, offrendo costantemente acque molto calme e limpide.

Soprannominata anche Cala Calandra, ha un aspetto piuttosto selvaggio grazie alla presenza di scogli e rocce, che sembrano catapultare il visitatore in un paesaggio marziano, incredibilmente bagnato da un mare limpidissimo e turchese. Ottime soddisfazioni le possono avere anche gli amanti dello snorkeling, che possono scoprire i fondali colorati e ricchi di vita marina di Lampedusa.

Ma non è tutto perché, non essendo di facile accesso, la Spiaggia di Mare Morto è quasi sempre poco affollata, mettendo i suoi visitatori nella condizione di godere del suo splendido paesaggio fatto di grotte e promontori, rocce ideali per i tuffi e uno scenografico arco naturale, in tutta tranquillità. Per trovarla occorre raggiungere la costa nord orientale di Lampedusa, ma siamo sicuri che varrà assolutamente la pena.

Spiaggia di Mare Morto, Lampedusa
Fonte: iStock
Spiaggia di Mare Morto, incanto di Lampedusa

Dublino a piedi, 6 zone da vedere: itinerari fai da te

17 juillet 2024 à 18:00

Dublino è la vibrante capitale dell’Irlanda, una città che si presta meravigliosamente ad essere esplorata a piedi dai propri visitatori, di tutte le età. Si tratta di una città ricca di storia, cultura e fascino, ed offre un mix perfetto fra antichità e modernità nel Paese irlandese. Camminare per le strade della capitale significa scoprire angoli nascosti, vivere ed immergersi nell’atmosfera unica dei suoi quartieri ed immergersi nella quotidianità dei suoi abitanti. Ecco sei zone imperdibili di Dublino, per un itinerario fai da te per vivere al meglio la città e scoprire i suoi angoli più famosi a piedi.

Temple Bar: il cuore pulsante della vita notturna

Temple Bar è senza dubbio uno dei quartieri più famosi di Dublino. Con le sue stradine acciottolate, i pub storici e le gallerie d’arte, rappresenta il centro della vita culturale e notturna della città irlandese. Iniziare la passeggiata da qui è l’ideale, precisamente da Ha’penny Bridge, un pittoresco e affascinante ponte pedonale che collega le sponde del fiume Liffey. Da qui, è possibile immergersi nel dedalo di vie che compongono il quartiere di Temple Bar.

Passeggiando per il quartiere, inoltre, non si potrà fare a meno di notare l’iconico Temple Bar Pub, un luogo imperdibile per gli amanti della musica dal vivo e, soprattutto, dell’iconica birra Guinness. Per gli appassionati d’arte, fare una sosta alla Gallery of Photography e al National Photographic Archive, che ospitano mostre temporanee di fotografi irlandesi ed internazionali, può quasi ritenersi d’obbligo. Concludere la visita del quartiere con una cena in uno dei tanti ristoranti tipici della zona, dove poter gustare piatti della tradizione irlandese, sarà sicuramente il modo ideale per terminare la giornata.

Vista esterna del famoso The Temple Bar nel centro di Dublino, omonimo quartiere storico della capitale irlandese
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The Temple Bar nel centro di Dublino

Grafton Street e St. Stephen’s Green: shopping e relax nel cuore della città

Grafton Street è la via dello shopping per eccellenza della capitale d’Irlanda. Si tratta di una vivace strada pedonale, costellata da diversi negozi di moda, grandi magazzini e boutique di lusso, ma anche di numerosi artisti di strada che creano un’atmosfera allegra e dinamica, che accompagna i visitatori durante la passeggiata lungo la via.

Alla fine di Grafton Street, si trova il parco pubblico di St. Stephen’s Green, un luogo incantevole dove potersi rilassare dopo una giornata passata alla scoperta della città di Dublino. Questo spazio verde, risalente al diciassettesimo secolo, è il luogo ideale per una passeggiata tranquilla o un picnic. Tra i diversi laghetti, aiuole fiorite e statue commemorative, il parco di St. Stephen’s Green offre un’oasi di pace nel cuore della capitale irlandese.

Trinity College e il Book of Kells, per un tuffo nella storia

Il Trinity College è una delle istituzioni accademiche più prestigiose al mondo ed una tappa obbligata per chi visita la città di Dublino. Venne fondato nel 1592 e da allora, questo antico collegio universitario, ospita al suo interno il celebre Book of Kells, un manoscritto miniato risalente all’Ottocento d.C. e che rappresenta uno dei tesori più preziosi dell’Irlanda.

L’ingresso al campus universitario è libero, quindi è possibile passeggiare liberamente tra gli edifici storici ed i rigogliosi giardini che lo colorano. La visita alla Old Library, la vecchia libreria del Trinity Collegge, dove è esposto il Book of Kells, è a pagamento, ma vale assolutamente la pena non perdere la possibilità di osservare questo reperto storico così importante. Dopo aver ammirato il manoscritto, da non perdete l’occasione di esplorare la Long Room, una spettacolare sala di lettura che ospita oltre 200.000 volumi antichi.

Foto interna della Long Room, famosa sala lettura all'interno dell'antico Trinity College della città di Dublino
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Long Room, sala lettura all’interno del Trinity College

Il quartiere georgiano di Dublino: eleganza ed architettura

Per un tuffo nell’eleganza del diciottesimo secolo, bisogna dirigersi verso il quartiere georgiano di Dublino. Questa zona della città, caratterizzata da edifici storici in stile georgiano e con le tipiche porte colorate, è una delle più affascinanti della capitale. Per visitare questo quartiere a piedi, si consiglia di iniziare l’itinerario da Merrion Square, una piazza circondata da splendide case georgiane.

Passeggiando per le vie del quartiere, non si deve perdere l’occasione di visitare la National Gallery of Ireland, uno dei musei più famosi della città di Dublino e che ospita una vasta collezione di opere d’arte europee ed irlandesi. L’itinerario continua verso Fitzwilliam Square, un’altra piazza georgiana perfettamente conservata, e dalla quale godere di una vista delle eleganti facciate delle case storiche. Per gli appassionati di storia e letteratura, non può mancare una sosta alla casa natale di Oscar Wilde, situata proprio a Merrion Square.

Il quartiere dei Docklands: modernità ed innovazione

Il quartiere dei Docklands rappresenta il volto moderno ed innovativo della città di Dublino. Questa zona, che un tempo fu un’area portuale in decadenza, è stata completamente riqualificata negli ultimi decenni ed oggi ospita grattacieli, uffici di grandi aziende tecnologiche e spazi culturali contemporanei, che si possono facilmente visitare a piedi. Il tour parte dai Grand Canal Docks, dove poter ammirare l’architettura moderna durante una lunga e piacevole passeggiata lungo il canale.

In questo quartiere è possibile visitare anche il Bord Gáis Energy Theatre, un imponente teatro che ospita spettacoli internazionali di teatro e musica, famoso in tutto il Paese. Per gli amanti di scienza e tecnologia, da non perdere il Science Gallery, un museo interattivo che esplora le connessioni tra scienza, arte e design, adatto a tutti.

Phoenix Park: natura e tranquillità

Phoenix Park è uno dei parchi urbani più grandi d’Europa. Si tratta di un vero e proprio polmone verde per la città di Dublino. Questo vasto spazio verde offre numerose ai visitatori per passeggiate, picnic e attività all’aria aperta. All’interno del parco, sarà possibile trovare anche attrazioni come lo Zoo di Dublino e la residenza presidenziale Áras an Uachtaráin.

In questo quartiere, si può partire per un tour a piedi dal Phoenix Monument, un obelisco situato nel cuore del parco cittadino. Da qui, sarà possibile seguire uno dei tanti sentieri che attraversano il parco, immergendosi nella natura ed osservando daini e scoiattoli. Per gli amanti della storia e della cultura irlandese, a Phoenix Park si può visitare Magazine Fort, una fortezza del diciottesimo secolo situata al suo interno.

Dublino è una città unica, che si può visitare a piedi, permettendo ai visitatori di scoprire ogni suo angolo nascosto e di vivere appieno la sua atmosfera. Da Temple Bar con la sua vivace vita notturna, al tranquillo Phoenix Park, passando per il prestigioso Trinity College e i moderni Docklands, ogni quartiere offre qualcosa di speciale. Organizzare un itinerario fai da te è semplice e permetterà di muoversi a vostro ritmo, assaporando ogni istante di questa affascinante città. Buon viaggio e buona scoperta di Dublino!

Come ottenere gratis un upgrade in classe Business su un volo

6 juin 2024 à 10:30

Avete mai volato in Business Class? Se siete abituati a viaggiare in economy, l’esperienza è da provare almeno una volta nella vita, e non è detto che per farlo dovrete sborsare una fortuna, anzi.

A volte, per ragioni che sembrano imperscrutabili e misteriose, ad alcuni viaggiatori che hanno acquistato una tratta in classe economica viene offerto gratis il passaggio alla classe superiore. Ecco alcuni trucchi per avere una maggiore probabilità di essere scelti dallo staff della compagnia aerea per l’upgrade in Business.

Business Class
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La Business Class in aereo

Scegliete i voli più affollati

I voli dove è più probabile avere la possibilità di un upgrade sono quelli delle tratte più affollate dai turisti durante le vacanze (Pasqua, Natale, Capodanno, agosto) in orari di punta o nei weekend. In questi casi, infatti, la probabilità che l’economy sia piena e la Business più libera è decisamente alta, per cui vi è la possibilità che la Business class possa essere popolata dai fortunati a cui sarà concesso un upgrade gratuito.

Non viaggiate in gruppo

Se viaggiate da soli o al massimo in coppia è più probabile che siate scelti per il cambio di classe. Infatti, concedere l’upgrade alla Business class in un momento di pieno della economy è comunque più semplice per un solo passeggero.

Vestitevi da business class

L’abito fa il monaco: presentatevi al check-in e al gate vestiti da Business Class, come se foste abituati a viaggiare in prima classe, ma in maniera naturale e senza esagerare. Vietati infradito, cappellini con visiera, marsupi da comuni turisti, come anche vestiti troppo succinti. Non solo, ovviamente anche mostrare buona educazione e un linguaggio appropriato nella richiesta può influenzare positivamente il personale di bordo. Un’altra chicca? Alcuni membri delle compagnie aeree dichiarano di essere propensi a concedere il cambio in Business class a chi sta festeggiando un’occasione speciale, come un compleanno.

Passeggero in business class
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Un passeggero in Business Class

Fate il check-in all’ultimo momento

Se arrivate all’ultimo per il check-in e la classe economica è piena, avete più probabilità di essere trasferiti alla classe superiore senza sovrapprezzo. Inoltre, anche essere disposti alla flessibilità potrà favorirvi l’upgrade in classe superiore: quando si tratta di voli in overbooking, ad esempio, le compagnie aeree possono proporre ad alcuni passeggeri di usufruire di un volo successivo ma con un upgrade in business class.

Chiedete l’upgrade

Andate al banco del gate e chiedete in maniera molto educata se è possibile acquistare un upgrade. Ricordatevi sempre di non insistere e di fare la domanda al personale della compagnia aerea una volta sola. A questo punto ci sono almeno quattro possibilità:

  • non ci sono upgrade disponibili
  • ci sono upgrade disponibili, ma sono troppo cari. In tal caso, declinate gentilmente l’offerta e ringraziate
  • ci sono upgrade disponibili, a un prezzo molto minore rispetto a quello che vi aspettereste e quindi sarete disposti ad accettare
  • siete stati così amabili che la persona al banco vi beneficia di un upgrade gratis (c’è sempre un certo numero di upgrade discrezionali a disposizione su alcuni voli)

Poter viaggiare in prima classe, ottenendo un upgrade gratuito, è un po’ il sogno di tutti i passeggeri: oggi, per farlo (o per lo meno per provarci), è possibile utilizzare anche il proprio smartphone e come si dice sempre “tentar non nuoce”.

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