Salendo a bordo di un traghetto che solca le limpide acque del Mar Tirreno, a un certo punto si nota un’isola che emerge come una lama di tufo chiaro. Quella è Ventotene, un fazzoletto di terra nel vero senso della parola: è lunga poco meno di 3 chilometri. Le dimensioni ridotte però ingannano: qui la scala è piccola, ma il contenuto immenso. Parte dell’arcipelago pontino e collocata tra Lazio e Campania, nasce da antiche attività vulcaniche sottomarine che hanno generato tufi e coste frastagliate.
Un’origine geologica che, per fortuna, si legge ancora nelle pareti scavate dal sale, nei costoni color miele e nei tagli netti della roccia. I Greci la chiamavano Pandataria, nome interpretato come dispensatrice di beni. I Romani, invece, la trasformarono in luogo strategico e residenza d’élite, ma anche in sede di esilio per donne della famiglia imperiale.
Secoli dopo divenne terra di confino politico: tra il 1941 e il 1942, durante il fascismo, qui prese forma il Manifesto di Ventotene, testo firmato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, considerato fondamento ideale dell‘Europa unita. Le auto sono poche e i percorsi brevi, al punto che ci si accorge presto che la fretta qui stona.
Mentre si continua a parlare di possibili razionamenti negli aeroporti, con qualche scalo che ha già sospeso temporaneamente i servizi per le scarse riserve di cherosene, lo stesso spettro si allunga adesso sulle navi. Chi ha in mente una vacanza estiva in Sicilia o Sardegna, o anche solo un traghetto per le isole minori, farebbe bene a tenere d’occhio la situazione.
Dopo il collasso dei colloqui di pace tra Iran e Usa e il blocco dello Stretto di Hormuz, i mercati energetici sono tornati in fibrillazione. E questa volta l’allarme arriva direttamente dagli armatori. Assoarmatori e Confitarma hanno diffuso un comunicato congiunto, chiedendo al Governo un intervento diretto prima che i rincari si scarichino sui biglietti dell’alta stagione.
Le rotte a rischio
Se da una parte si parla di voli Europa-Asia con prezzi alle stelle, le cose non andranno molto meglio per chi pensa di restare in Italia per le vacanze estive. Le tratte più esposte sono quelle verso le isole maggiori: Sicilia e Sardegna in testa. Ma non si tratta solo di turismo. A essere a rischio è anche la cosiddetta continuità territoriale, cioè quei collegamenti quotidiani che permettono ai residenti delle isole di spostarsi verso il resto d’Italia. Un servizio che, per molte comunità, non è un optional.
Gli aumenti sono già stati sottolineati il 12 aprile in un approfondimento del quotidiano La Repubblica che ha mostrato come il passaggio tra Sicilia e Calabria abbia già mostrato i primi segni di aumenti. Anche le tratte tra Corsica e Toscana sono state colpite, tanto da aver registrato alcuni stop di diverse ore.
Se il conflitto dovesse protrarsi per mesi, le conseguenze potrebbero essere concrete: meno corse, prezzi dei biglietti più alti e, nei casi peggiori, una riduzione dell’offerta sulle rotte meno redditizie. Stefano Messina e Mario Zanetti, presidenti rispettivamente di Assarmatori e Confitarma, sono stati chiari: il trasporto marittimo svolge un ruolo fondamentale nell’economia italiana ed è stato escluso dalle prime misure emergenziali, a differenza del trasporto su gomma che ha già beneficiato di un taglio delle accise.
L’impatto già segnalato per le crociere, coinvolgerà dunque anche gli spostamenti più brevi. Come dichiarato nella stampa congiunta da Assarmatori e Confitarma “L’aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto impatta in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori”.
iStockRischio rincari e cancellazioni per i traghetti verso la Sardegna
Come proteggersi
La proposta avanzata dalle associazioni è concreta: un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta, calcolato in base all’extra-spesa sostenuta tra marzo e maggio rispetto al prezzo medio di febbraio per l’acquisto di carburante. Gasolio marittimo e olio combustibile pesante: questi i prodotti nel mirino, con la richiesta di riportarne i prezzi ai livelli pre-conflitto.
Senza un intervento, avvertono, il rischio è che alcuni collegamenti vengano soppressi. Non una minaccia, ma un calcolo economico. Chi gestisce una flotta non può assorbire all’infinito rincari di questa portata.
Per chi viaggia, il consiglio pratico è semplice: se avete già in mente un traghetto per l’estate, potrebbe valere la pena prenotare prima che i prezzi si adeguino alla nuova realtà dei costi. La stagione è ancora lontana, ma le variabili in gioco legate a geopolitica, mercati energetici e tempi di risposta del Governo si muovono velocemente. Un consiglio in più? Stipulare una polizza assicurativa che possa coprire le spese di annullamento e cancellazioni. L’emergenza carburante che ha colpito gli aerei sta andando a toccare anche altri settori mettendo in pericolo le vacanze estive.
Viaggiare in traghetto è molto più che un semplice spostamento: è un’esperienza che unisce fascino dei porti, orizzonte infinito del mare e attesa della destinazione che si avvicina all’orizzonte.
Negli ultimi anni sempre più viaggiatori stanno riscoprendo il piacere di raggiungere le loro mete italiane preferite via mare, trasformando la traversata in un vero e proprio momento di vacanza.
Secondo alcuni dati di tendenza 2025 di Ferryscanner – compagnia di viaggio dove prenotare viaggi in traghetto – alcune destinazioni italiane si distinguono per popolarità tra chi sceglie questa modalità di viaggio, segno che la vacanza “island style” continua ad attirare visitatori da tutta Italia e anche dall’estero.
C’è chi d’estate invita a non “geolocalizzare” le spiagge per non attirare troppa gente, mentre a Venezia i residenti della laguna rilanciano: meglio se su Google Maps sparissero direttamente anche le fermate. In questo clima di insofferenza verso i flussi turistici, in continuo aumento, torna d’attualità un vecchio servizio cittadino, il traghetto sul Canal Grande.
Poco noto ai visitatori, è stato recentemente riscoperto online come “versione economica” della gondola, simbolo indiscusso della città, ma oggi sempre più proibitiva per i portafogli. 30 minuti, durante il giorno, costano 90 euro. Il traghetto, invece, con soli 2 euro, permette di vivere più o meno la stessa esperienza, ma risparmiando.
Un consiglio diventato subito virale e che ha provocato maggiore frustrazione per i residenti, per i quali il servizio è un’aggiunta essenziale alle linee pubbliche di vaporetti.
Boom di turisti sulle gondole ‘low cost’
La riscoperta dei traghetti non è stata accolta con entusiasmo da chi a Venezia ci vive. Per i residenti, infatti, questo servizio rappresenta un’alternativa rapida e a basso costo ai vaporetti, spesso sovraffollati. Con una spesa di soli 70 centesimi, attraversare il Canal Grande diventava un gesto quotidiano, una piccola abitudine riservata quasi esclusivamente ai locali.
Oggi, invece, anche lungo le calli che portano agli stazi si formano code di visitatori, attirati dalle gondole “da parada”, versioni più ampie e spartane della tradizionale imbarcazione, prive del caratteristico ferro a prua e guidate da due gondolieri. Quello che un tempo era un servizio funzionale e silenzioso si sta trasformando in una nuova attrazione turistica, un fattore che preoccupa i residenti anche in vista del prossimo flusso di visitatori legato al Festival del Cinema di Venezia.
Limitare l’accesso eliminando le fermate da Google Maps
Secondo Cecilia Tonon, capogruppo del consiglio comunale per “Venezia è Nostra”, il problema non è nuovo: da anni chiede misure per gestire l’affollamento. A differenza dei vaporetti, dove esistono varchi separati che danno priorità ai residenti, agli stazi dei traghetti lo spazio non lo consente. Una delle soluzioni proposte è la più drastica: rimuovere del tutto le fermate dalle mappe online, come già avvenuto a Barcellona, dove la linea 116 diretta a Park Güell è stata cancellata da Google e Apple Maps per ridurre la pressione turistica.
Tuttavia, c’è chi ribatte dichiarando che, se il traghetto fosse rimasto unicamente appannaggio dei residenti, oggi sarebbe quasi deserto: la popolazione lagunare si è drasticamente ridotta e non basterebbe a mantenerlo in vita. Così, anche questo servizio nato per i cittadini ha finito per adattarsi all’industria turistica dominante.
Al traghetto di San Tomà, punto strategico tra Rialto e Accademia, la scena è emblematica: qualche anno fa era frequentato soprattutto da veneziani, oggi la coda si snoda lungo la fondamenta ed è composta in larga parte da turisti.
C’è qualcosa di magico nel partire via mare d’estate. L’odore di salsedine nell’aria, la linea sottile dell’orizzonte che si allarga davanti a noi, la sensazione che il viaggio sia già cominciato, molto prima di mettere piede a destinazione. Il traghetto diventa un ponte tra la quotidianità e l’avventura, un invito lento e affascinante a cambiare ritmo.
Con Ferryhopper, l’estate si pianifica all’insegna della libertà, scegliendo tra destinazioni estive in traghetto che promettono isole, coste e itinerari su misura. Portare con sé l’auto, viaggiare con il proprio amico a quattro zampe e costruire un percorso personalizzato evitando i costi elevati dei noleggi non è mai stato così semplice.
Sardegna e Corsica, due perle in un solo viaggio
Chiudi gli occhi e immagina strade che si perdono tra spiagge dorate, boschi profumati e scogliere che sfidano il cielo. La Sardegna è tutto questo, e molto di più. Facilmente raggiungibile via mare, l’isola è una delle destinazioni estive in traghetto più amate, complice la possibilità di portare l’auto e muoversi liberamente tra calette nascoste e borghi senza tempo alla scoperta dell’entroterra, ancora poco battuto dal turismo di massa.
Ma l’avventura non finisce qui. Da Santa Teresa di Gallura, bastano meno di sessanta minuti di traversata per approdare a Bonifacio, in Corsica, con i suoi bastioni medievali a picco sul mare. Un itinerario combinato possibile grazie a Ferryhopper, che ti permette di intrecciare due isole straordinarie in un unico viaggio senza rinunce.
Fonte: iStockBonifacio
Sicilia e isole minori, l’avventura continua
Sotto il sole cocente e tra il profumo degli agrumi, la Sicilia ti accoglie come una vecchia amica. Raggiungerla via nave con la propria auto e, perché no, il proprio animale domestico, significa avere il tempo dalla propria parte: niente attese snervanti, solo voglia di scoprire.
E da Palermo il viaggio può continuare. Una breve navigazione ti conduce a Ustica, dove la natura domina incontrastata tra acque cristalline e sentieri selvaggi. Oppure si può partire alla volta delle Eolie o delle Egadi, isole ideali per una giornata fuori dal tempo o una “mini-crociera” tra fuoco, vento e mare. Con Ferryhopper, costruire un tour tra questi arcipelaghi diventa semplice, fatto di scelte sempre nuove.
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La Croazia tra coste, città storiche e isole da esplorare
Le onde raccontano storie antiche lungo le coste della Croazia. Dal traghetto che parte da Ancona verso Spalato o da Bari verso Dubrovnik, ogni arrivo è una scoperta: città che brillano di pietra bianca, mercati profumati, porti pieni di vita.
E il vero sogno? Saltare da un’isola all’altra, lasciandosi trasportare dal vento. Da Spalato a Hvar, da Dubrovnik a Korčula o Sipan, le destinazioni estive in traghetto qui si trasformano in un mosaico di esperienze.
Albania e Corfù, il road trip che non ti aspetti
C’è un’energia speciale quando il viaggio è scoperta inattesa. Imbarcarsi da Ancona verso Durazzo o da Brindisi verso Valona significa aprire la porta su un’Albania che lascia senza fiato tra spiagge dorate, montagne selvagge, città sospese tra Oriente e Occidente.
Con l’auto al seguito, ogni angolo è a portata di mano. E se l’impulso di una fuga improvvisa prende il sopravvento? Da Saranda, il traghetto ti porta in meno di un’ora a Corfù, per assaporare un assaggio di Grecia tra ulivi secolari e mare turchese. Una deviazione che aggiunge poesia a un road trip già straordinario.
Fonte: iStockCorfù
Grecia, la regina delle isole
La Grecia non ha bisogno di presentazioni perché il suo richiamo è da sempre irresistibile. Dai porti di Ancona, Venezia, Bari e Brindisi partono traghetti che ti conducono verso Patrasso o Igoumenitsa, porte d’accesso a un’estate infinita.
Una volta sbarcati, il viaggio continua. Da Atene partono le rotte verso le Cicladi, il GolfoSaronico, le isole ioniche. Con Ferryhopper, si può combinare più tratte e più isole, costruendo un’estate su misura, fatta di approdi lenti e scoperte luminose. Tra mulini a vento, templi antichi e spiagge bianchissime, ogni viaggio via mare in Grecia diventa poesia.
Fonte: iStockSantorini
Perché scegliere di viaggiare in traghetto
Viaggiare via mare non è solo un modo per spostarsi. È scegliere un ritmo diverso e di certo più libero. Portare l’auto, viaggiare con il proprio animale oppure ancora riempire il bagagliaio senza pensieri e risparmiare sui noleggi. I vantaggi del traghetto sono concreti e immediati.
Ma c’è di più. Grazie a Ferryhopper, le destinazioni estive in traghetto si trasformano in esperienze su misura con itinerari flessibili per scoprire rotte meno battute, partendo con la certezza che ogni tratta è già parte del viaggio.
Le giornate si allungano, l’aria profuma di primavera e la voglia di partire si fa sempre più forte. Pasqua è il momento perfetto per concedersi una pausa, lasciarsi alle spalle la routine e scoprire luoghi ricchi di storia, tradizioni e sapori autentici. Ma perché scegliere il solito viaggio quando puoi rendere l’esperienza ancora più magica salpando in traghetto? Immagina di sentire la brezza marina sul viso mentre ti avvicini a un’isola da sogno, senza stress da imbarchi affollati o limitazioni sui bagagli. Che tu voglia immergerti nelle celebrazioni pasquali di Napoli, esplorare le incantevoli isole greche o perderti tra i colori e i sapori della Sicilia e della Sardegna, c’è una rotta perfetta per te. E conFerryhopper, trovare la soluzione più conveniente è un gioco da ragazzi. Scopriamo insieme le destinazioni migliori per una Pasqua indimenticabile.
Napoli e le sue isole, Pasqua tra storia e sapori
A Pasqua, la città si anima con celebrazioni e riti antichi che trasformano questo periodo in un’esperienza unica. Tra le tradizioni più affascinanti c’è lo Struscio del Giovedì Santo, un’antica usanza che prende il nome dal rumore delle vesti delle donne che un tempo percorrevano le sette chiese della città per visitare i Sepolcri. Il Venerdì Santo, invece, si svolgono numerose rappresentazioni della Via Crucis, eventi emozionanti ed evocativi che coinvolgono sia il centro storico che la provincia.
Il lunedì di Pasquetta, invece, è ideale per una gita fuori porta. Il clima primaverile invita a scoprire le perle del Golfo di Napoli come Capri, Ischia o Procida, o a fare un salto in Costiera Amalfitana tra panorami mozzafiato e borghi incantevoli. Gli amanti della storia possono visitare gli scavi di Pompei, aperti anche a Pasqua e Pasquetta, oppure godersi il verde del Bosco di Capodimonte o del Parco Virgiliano. Per un’esperienza più avventurosa, un’escursione sul Vesuvio è un’ottima scelta.
Infine, la Pasqua napoletana è un trionfo di sapori. Dalla zuppa di cozze del Giovedì Santo, nata alla corte dei Borbone, ai rustici tradizionali come il casatiello e il tortano, fino alla mitica pastiera napoletana, un dolce dal profumo inconfondibile e dalla storia affascinante. Secondo la leggenda, la pastiera sarebbe nata dall’unione di sette ingredienti donati alla sirena Partenope come simbolo della città.
Procida, un’atmosfera magica
Procida è un piccolo gioiello dove il tempo sembra essersi fermato. Salendo dalla Marina Grande fino a Terra Murata, si raggiunge il cuore più antico dell’isola, da cui si gode di una vista mozzafiato sul Golfo di Napoli. Qui si trovano il suggestivo Palazzo d’Avalos con l’ex carcere borbonico, il Museo Casa di Graziella e l’Abbazia di San Michele Arcangelo, centro delle celebrazioni pasquali isolane da oltre cinquecento anni.
Fonte: iStockProcida
Le due storiche confraternite dell’isola, i Bianchi e i Turchini, organizzano poi riti solenni che culminano tra il Giovedì e il Venerdì Santo. La sera del Giovedì Santo la Confraternita dei Bianchi mette in scena l’Ultima Cena e la Lavanda dei Piedi, seguite dalla suggestiva processione degli Apostoli Incappucciati, che attraversa l’isola illuminata solo dalle candele. Il Venerdì Santo all’alba, la Confraternita dei Turchini porta in processione il Cristo Morto e la Madonna Addolorata fino all’Abbazia di San Michele Arcangelo, da cui parte la spettacolare Processione dei Misteri: carri che raffigurano scene della Bibbia, realizzati con maestria e passione dagli abitanti dell’isola.
Ischia, tra spiritualità e benessere
La Pasqua a Ischia è un vero risveglio per l’isola: il sole bacia le spiagge, i profumi della primavera invadono le strade e il mare accoglie i primi tuffi della stagione. La spiritualità si manifesta nella Corsa dell’Angelo, una tradizione emozionante che anima il centro di Forio la domenica di Pasqua, con statue portate in spalla tra ali di folla.
Ma l’isola è anche trekking panoramici, terme rigeneranti e passeggiate nei Giardini La Mortella, che riaprono proprio in questo periodo. Immancabile la pausa gourmet: casatiello, pastiera e fave con pancetta sono i protagonisti delle tavole ischitane. E per Pasquetta? Picnic all’aria aperta tra boschi e spiagge, per vivere l’isola in libertà.
Capri, eleganza e panorami mozzafiato
L’isola accoglie la Pasqua con il suggestivo Concerto di Pasqua nella Piazzetta, ma anche con scorci da cartolina e una cucina irresistibile, dalla torta caprese ai piatti di pesce fresco. Per smaltire il pranzo pasquale, niente di meglio che una passeggiata panoramica tra i sentieri più affascinanti: dal Pizzolungo al Sentiero dei Fortini ad Anacapri, fino al percorso che conduce alla Migliara. Da non perdere anche Villa Lysis, un gioiello neoclassico con terrazze mozzafiato affacciate sul mare. E se avanza tempo, una visita alla Grotta Azzurra renderà il weekend pasquale ancora più indimenticabile.
Fonte: iStockCapri
Sardegna, tra riti secolari e spiagge incantevoli
La Sardegna regala un’esperienza pasquale unica, tra antiche tradizioni, suggestivi riti religiosi e paesaggi da cartolina. A Cagliari, la Processione dei Misteri attraversa i quartieri storici con statue lignee del XVIII secolo e canti polifonici che risuonano nelle vie del centro. Se ti trovi in città, non perdere l’occasione di visitare la Chiesa di Sant’Efisio, addobbata con i colori tipici pasquali de Su Nenneri.
Fonte: iStockCagliari
Nel nord, a Olbia, il toccante S’Iscravamentu, la deposizione di Cristo dalla croce, coinvolge l’intera comunità in un rito di forte impatto emotivo. Mentre a Castelsardo, il Lunissanti illumina il borgo con una processione notturna tra canti gregoriani e fiaccole accese, culminando in un suggestivo picnic primaverile.
Se ami la natura, l’Ogliastra ti conquisterà con la Settimana Santa di Barisardo e il festival Tortolì in fiore, mentre gli amanti del trekking possono avventurarsi sul Selvaggio Blu, uno dei percorsi più incredibili d’Italia. E per una Pasquetta perfetta? La Maddalena è la meta ideale. Prendi un traghetto da Palau e goditi un pranzo vista mare, magari proseguendo fino alla splendida Caprera. E per gli amanti della montagna, è d’obbligo una visita al Parco del Gennargentu o un viaggio alla scoperta del Mandrolisai attraverso la tradizionale Sagra del Torrone di Tonara.
Sicilia, arte, cultura e mare cristallino
La Pasqua in Sicilia è una festa che coinvolge tutti i sensi. Il momento più atteso del pranzo è sicuramente quello dei dolci. La regina della tavola è la cassata siciliana, nata proprio come dolce pasquale: colorata e decorata con frutta candita, è diffusa in tutta l’isola con varianti locali. A Palermo si predilige la versione cotta al forno, mentre nel ragusano esiste una variante a base di focaccia, che può essere sia dolce che salata. Immancabili anche le pecorelle di pasta reale, vere e proprie opere d’arte, e le cuddure cu l’ova, dolci intrecciati con uova sode, simbolo di rinascita.
Fonte: iStockUstica
Ma la Pasqua in Sicilia non è solo una festa per il palato: ogni provincia custodisce tradizioni uniche. A Prizzi, in provincia di Palermo, si svolge il suggestivo Ballo dei Diavoli, una lotta simbolica tra bene e male che culmina con il trionfo del bene. A Piana degli Albanesi si festeggia con i riti bizantini, mentre a Trapani si possono ammirare i Quadri Viventi di Buseto Palizzolo e la celebre Processione dei Misteri, che si snoda per le vie della città per ben 24 ore. E se ami le esperienze più wild, allora Ustica è la soluzione che fa per te. Sono numerosi i percorsi di trekking ed è possibile fare un intero giro dell’isola a piedi in appena 12 chilometri.
Consigli per un viaggio perfetto
Viaggiare in traghetto è ancora più conveniente grazie a Ferryhopper. Con l’app e il sito web puoi confrontare tutte le offerte disponibili e trovare la tariffa migliore. Le promozioni attive sono evidenziate con apposite labels, così puoi scegliere in un attimo la soluzione più vantaggiosa e prenotare senza stress. La prenotazione è semplice. Ti basta selezionare porto di partenza e arrivo, data e numero di passeggeri, confrontare gli itinerari disponibili e scegliere l’opzione migliore. Dopo aver inserito i tuoi dati e completato il pagamento, riceverai una conferma via e-mail con tutti i dettagli del viaggio. Inoltre, puoi modificare la prenotazione in pochi clic, portare con te il tuo veicolo e viaggiare senza limiti di bagagli.
Hai cambiato programma? Con Ferryhopper puoi modificare i tuoi biglietti online in pochi minuti. Ti basta accedere alla sezione La mia prenotazione, inserire e-mail e codice di prenotazione e potrai aggiornare data, ora, tipo di veicolo o posto. Il servizio è disponibile solo per compagnie aderenti e deve essere richiesto almeno 12 ore prima della partenza. Non solo: è inoltre possibile prenotare un viaggio multitratta con operatori navali diversi e visualizzare tutto l’itinerario in un’unica prenotazione. Un esempio? L’idea di fare un giro del Golfo, tra Napoli, Capri, Ischia e Procida può essere riservato in un’unica prenotazione.
Viaggiare in gravidanza è possibile e talvolta necessario per rilassarsi e godersi una vacanza rinfrescante, soprattutto nei mesi estivi quando è impossibile resistere al richiamo delle più belle mete turistiche del Mediterraneo. In linea generale, intraprendere un viaggio quando si aspetta un bambino o una bambina fino all’inizio del terzo trimestre non è pericoloso e la situazione va valutata caso per caso tenendo in considerazione alcuni fattori come la lunghezza della tratta o le condizioni di salute della donna in gravidanza.
Come dichiara anche la coordinatrice delle ostetriche del Percorso Nascita di Humanitas San Pio X, per la maggior parte delle donne, in qualunque periodo della gravidanza, è possibile viaggiare, con le dovute precauzioni e con le giuste informazioni. Queste informazioni vanno ricercate anche nei siti ufficiali di ciascuna compagnia navale perché ognuna ha regole ben precise in merito, soprattutto quando la gravidanza è a un livello avanzato.
Queste norme – di recente introduzione – sono nate per tutelare la gestante stessa, soprattutto nei casi in cui trascorrere ore a bordo di un traghetto potrebbe essere sconsigliato. In generale, una donna in salute non avrà alcun problema nel compiere la traversata, ma le compagnie stesse hanno bisogno di tutelarsi nel caso in cui succeda qualche imprevisto. Scopriamo quali sono le linee guida da rispettare per poter viaggiare con il traghetto in gravidanza.
Linee guida per viaggiare con la Tirrenia
La Tirrenia consiglia a tutte le donne in gravidanza di consultare il proprio ginecologo prima di partire e di valutare insieme a lui la possibilità di viaggiare o meno. Dal sesto mese in poi, inoltre, è possibile imbarcarsi solo presentando un certificato medico rilasciato non più di 7 giorni prima della partenza. Questo certificato è obbligatorio per donne all’ultimo mese di gravidanza, il cui parto sia previsto nelle 4 settimane successive, per gravidanze con complicanze mediche attestate e per gravidanze gemellari.
Inoltre, la Tirrenia ricorda di portare sempre con voi l’intera documentazione relativa alla gravidanza perché, in caso di necessità, il medico di bordo avrà a disposizione tutte le informazioni per intervenire correttamente. Infine, all’imbarco, le donne in gravidanza avranno diritto a un accesso privilegiato, perché considerate passeggeri con mobilità ridotta.
Fonte: iStockDonna in gravidanza in vacanza
Viaggiare in gravidanza con la Moby
Anche la Moby consente l’imbarco alle donne in gravidanza ma, concluso il 6° mese di gravidanza, sarà necessario presentare un certificato medico che ne autorizzi espressamente il viaggio e ne garantisca l’idoneità fisica. Il documento, che dovrà essere presentato all’ufficiale della nave, sarà valido solamente se rilasciato non oltre i 7 giorni precedenti la partenza del traghetto. La stessa regola vale per il viaggio di ritorno, nel qual caso andrà bene un certificato emesso da una struttura abilitata. A bordo, i traghetti Moby garantiscono il massimo comfort per le donne in dolce attesa. Per le lunghe traversate, è consigliato prenotare una cabina per avere una più ampia libertà.
Traghetto in gravidanza con Grimaldi Lines
Queste regole valgono anche per i viaggi con la Grimaldi Lines: le gestanti devono obbligatoriamente presentare un certificato medico, rilasciato entro i 7 giorni precedenti la partenza, se hanno superato il sesto mese di gravidanza. È inoltre necessario in qualsiasi mese di gestazione, se si tratta di una gravidanza complicata. Non saranno ammesse a bordo le donne il cui parto è previsto non oltre i 7 giorni successivi alla partenza, né a coloro che hanno partorito nei 7 giorni precedenti. Il Comandante della nave può rifiutare di far salire a bordo una donna incinta qualora, a suo avviso, non sia in condizioni di affrontare la traversata. In questo caso, è dovuto solo il rimborso del biglietto.
Viaggiare con GNV in gravidanza
Infine la GNV (Grandi Navi Veloci) prevede l’obbligo di presentare il certificato medico di idoneità al viaggiodal sesto mese di gravidanza in avanti, oltre all’obbligo di compilare un apposito modulo disponibile sul sito della compagnia o presso le biglietterie GNV. Un certificato di autorizzazione è necessario invece in qualsiasi momento della gestazione, mentre resta valida la facoltà del Comandante di non accettare a bordo una donna incinta che non sia considerata in grado di viaggiare.
Si trovano a circa 17 km dall’Indian Gateway: sono le grotte di Elephanta e fanno parte dei siti patrimonio dell’umanità Unesco. Conosciute come sistemi di grotte sull’isola di Elephanta o Gharapuri per i local, fanno parte di importanti siti archeologici. Esempio straordinario di architettura e scultura rupestre indiana, la loro storia risale al VI secolo d.C., rappresentano una fusione di arte e spiritualità e sono una delle esperienze imperdibili per i turisti che visitano Mumbai.
Da Mumbai, le grotte sono facilmente raggiungibili con un breve viaggio in traghetto: dal quartiere di Colaba raggiungi il Gateway of India, punto di partenza principale per i traghetti diretti all’isola di Elephanta, da qui i trasporti partono ogni 30 minuti circa; la piccola crociera dura circa 50 minuti e nel frattempo potrai deliziarti con la vista panoramica sulla costa di Mumbai.
Alla scoperta delle grotte di Elephanta
Le grotte di Elephanta sono un complesso di templi scolpiti nella roccia dedicati a Shiva, una delle principali divinità Indù; si trovano sull’omonima isola che ospita principalmente due gruppi di grotte: le grotte indù e le grotte buddiste, proprio per questo è necessario rispettare la località.
Una volta giunti sull’isola, raggiungerai le grotte a piedi o eventualmente con il trenino turistico; arrivati all’entrata acquista il tuo biglietto d’ingresso e ricorda di avere un grande rispetto per il luogo: non toccare le sculture, sono delicate e il contatto potrebbe danneggiarle; fotografare è lecito ma è importantissimo rispettare le restrizioni che riguardano l’uso del flash nelle aree sensibili. Oggi è un luogo turistico ma va considerato che prima della Regola portoghese introdotta nel 1534 era un luogo di culto. Di grande interesse storico, vede le sculture datate tra il V e l’VIII secolo dopo Cristo.
A renderle particolarmente preziose è la struttura scavata all’interno della roccia basaltica, estremamente dura e quindi di grande pregio proprio per l’impegno che sarà stato necessario per poterle ricavare. Se oggi i muri sono spogli, è possibile cogliere pochissime tracce di quello che un tempo erano i dipinti che le adornavano.
Come visitare le grotte di Elephanta
Devi sapere che una guida ti accompagnerà attraverso l’esplorazione delle grotte; grazie alle spiegazioni in lingua inglese potrai scoprire in modo approfondito quello che è il passato del luogo di questi tempi scavati nella roccia e che oggi si contraddistinguono per un arrivo impervio.
Come spesso accade per i luoghi di culto, l’arrivo non è tra i più facili: sappi che per raggiungere l’ingresso dovrai affrontare un percorso piuttosto dissestato e tantissimi scalini ma una volta raggiunto ti assicuro che ne varrà la pena. Se sei amante della biodiversità ti strapperanno un sorriso le tantissime scimmie che popolano il luogo e che scorrazzano liberamente, talvolta persino interagendo direttamente con i visitatori. (a tal proposito attenzione allo zaino se hai degli snack!) Non tornare a casa senza aver acquistato un souvenir locale in una delle bancarelle ai lati della strada: anelli, gioielli e sculture artigianali sono una delle opzioni migliori se desideri portare in Italia un ricordo speciale.
Grotta di Shiva
Uno dei luoghi cult che non puoi perderti è la grotta di Shiva spesso indicata sulle guide come Grotta grande. lunga 27 metri, si apre in un’unica grande sala con una caratteristica pianta quadrangolare. Rimarrai a bocca aperta accedendovi: l’ingresso viene sorretto da 4 pilastri e sono i 3 portici a svelare una navata in fondo. Per i credenti l’interno ospitava un tempio che è tutt’oggi considerato la dimora di Shiva raffigurato con una scultura.
Gli amanti del mare sanno che all’Isola d’Elba troveranno un vero paradiso. Con i suoi 140 chilometri di costa, ricchi di spiagge sabbiose e calette rocciose, questa meta è capace di conquistare qualsiasi viaggiatore. Le spiagge da non perdere sono tante, da Procchio, ideale per chi non vuole rinunciare ai comfort degli stabilimenti balneari, a Biodola, perfetta per le famiglie con bambini grazie alla bassa profondità delle sue acque. Chi è alla ricerca di una spiaggia meno frequentata, la location da segnare è sicuramente Seccione, priva di servizi e tranquilla anche in alta stagione.
Ma come arrivare senza l’auto in quest’isola da sogno? Il mezzo ideale è il treno che, grazie ai collegamenti semplici e frequenti, permette di raggiungere il punto d’imbarco dei traghetti in totale comodità e semplicità. Vediamo insieme come arrivare all’Isola d’Elba in treno.
Come arrivare all’Isola d’Elba senza auto
Non importa da quale parte d’Italia si provenga, per raggiungere l’Isola d’Elba è necessario prendere il traghetto. Essendo una delle mete turistiche più gettonate d’Italia, arrivarci è semplicissimo perché i viaggi, oltre a essere comodi, sono anche molto frequenti, soprattutto durante il periodo estivo. L’isola si trova tra la Corsica e la costa della Toscana, a pochi chilometri da Piombino, punto d’imbarco dei traghetti che la raggiungono. Per chi desidera arrivare all’Isola d’Elba senza auto, il treno è il mezzo ideale e la fermata da tenere a mente è quella specifica della stazione ferroviaria di Piombino Marittima, dov’è presente anche la stazione degli autobus.
Treni in partenza da nord
Partendo da nord, per esempio da Venezia S. Lucia o da Milano, per arrivare all’Isola d’Elba in treno bisogna prendere un mezzo che passida Pisa e Livorno, capoluogo di provincia dell’isola. Essendo un’isola molto frequentata durante tutto il periodo dell’anno, scendendo dal treno sarà presente la coincidenza per il battello, disponibile a qualunque ora. Dal porto si può prendere anche un’imbarcazione a noleggio, così da raggiungere una delle meravigliose calette che punteggiano tutta la costa a proprio piacimento.
Treni in partenza dal centro Italia
Dal centro Italia, per esempio da Roma, sono presenti treni con un solo cambio a Campiglia Marittima per un totale di circa 4 ore di viaggio. Supponendo di partire da Livorno, invece, per arrivare all’Isola d’Elba in treno c’è il regionale diretto che impiega un’ora e 29 minuti, oppure il Frecciabianca. Chi parte da Firenze dovrà salire su un qualsiasi treno regionale e fare cambio a Pisa, da dove partono frequentemente le coincidenze verso Piombino Marittima. Tuttavia, per chi è mattiniero, il modo più veloce per arrivare all’Isola d’Elba in treno da Firenze è il regionale con partenza dalla stazione di Santa Maria Novella alle 5:35 e arrivo a Piombino Marittima alle 8:05.
Treni in partenza da sud
Infine, chi proviene da sud, per esempio da Napoli, dovrà salire su un treno con cambio a Roma e Campiglia Marittima, distante 20 minuti di viaggio da Piombino. Per trovare la giusta coincidenza, per controllare gli orari o per acquistare i biglietti, il sito di riferimento è sempre Trenitalia.
Arrivare all’Isola d’Elba in traghetto
Una volta giunti alla stazione ferroviaria di Piombino Marittima, da qui sarà facilissimo raggiunge il punto d’imbarco per i traghetti. Le tratte di navigazione delle compagnie Moby, Toremar, Blu Navy e Corsica Ferries coprono l’intera giornata, dalle 5 di mattina alle 22.30 la sera. La traversata dura circa un’ora, ma per chi desidera un mezzo privato e più veloce può prenotare un aliscafo che ridurrà la traversata a soli 35 minuti. Il porto principale dell’Isola d’Elba è quello di Portoferraio, ma non è l’unico. È possibile raggiungere l’isola anche scendendo nei porti di Rio Marina e Cavo, entrambi situati sul versante orientale.