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L’isola Bisentina riapre, il nuovo itinerario del gioiello sul lago di Bolsena

Par : losiangelica
26 mai 2026 à 11:00

Nel Lazio ci sono autentici tesori che vanno oltre alla splendida Roma. Allontanandoci dal caos per raggiungere il lago di Bolsena c’è un’autentica chicca ad aspettarci: l’isola Bisentina che, per l’estate 2026, riapre le porte al pubblico con visite guidate. Vale la pena andarci, ecco cosa è utile sapere.

L’isola Bisentina riapre, date e prezzi

Le aperture ufficiali dell’isola Bisentina per l’estate 2026 partono sabato 20 giugno e proseguono fino al 1° novembre, con accesso garantito in alcuni giorni della settimana.

Per potervi accedere serve effettuare la prenotazione online obbligatoria, da fare in anticipo sul sito ufficiale dell’isola. I posti sono limitati, e nelle giornate festive vanno esauriti in fretta.

Il biglietto per un adulto costa 46,50 euro totali, suddivisi tra la visita guidata con guida certificata dalla Regione Lazio (25 euro), il servizio di prenotazione (1,50 euro) e il trasporto in battello, andata e ritorno (20 euro). Il pagamento del battello si fa direttamente all’imbarco, non online.

Cosa vedere

Il giro ad anello misura circa 1,5 km e si snoda tra boschi fitti, architetture rinascimentali e scorci improvvisi sul lago. La guida accompagna il gruppo lungo tutto il percorso, e non ci si allontana dal gruppo. Durante la visita non è consentita la balneazione, né si può fumare o fare picnic.

L’isola rimane proprietà privata e ci sono regole precise, ma è possibile portare con sé cani di piccola taglia se tenuti al guinzaglio.

Il percorso del 2026 prevede queste tappe:

  • La chiesa cinquecentesca dei Santi Giacomo e Cristoforo, restaurata di recente, con la cupola di piombo visibile anche dalla terraferma; il giardino all’italiana firmato dalla paesaggista Arabella Lennox-Boyd;
  • L’elegante darsena liberty voluta dall’industriale Giovanni Garassino, arrivata direttamente dall’Esposizione Internazionale di Torino del 1911;
  • La cappella di Monte Calvario, arroccata su uno sperone tufaceo a picco sull’acqua, con affreschi quattrocenteschi di Benozzo Gozzoli;
  • Il Bagno della Contessa, un angolo nascosto sul lato ovest dove nel 1912 la principessa Beatrice Spada Potenziani fece scavare gradini nella roccia per raggiungere la sua spiaggia privata;
  • La Malta dei Papi, un carcere sotterraneo raggiungibile solo tramite un pozzo profondo 30 metri, citato da Dante nel Paradiso e probabilmente di origine etrusca.
La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo sull'isola Bisentina
Getty Images
La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo nell’itinerario

Dove si trova l’isola Bisentina e come raggiungerla

L’isola Bisentina domina il lago di Bolsena. Siamo a circa 20 chilometri da Viterbo e poco più di 100 da Roma.

L’Isola Bisentina si raggiunge solo in battello, da due punti di partenza:

  • Bolsena (sponda nord-orientale) con circa 35 minuti di navigazione, 9 km dall’isola;
  • Capodimonte (sponda sud-occidentale) con circa 15 minuti, 3 km dall’isola. È il borgo direttamente affacciato sull’isola, con un lungolago tranquillo e caratteristico: se venite per la prima volta, è il punto di partenza consigliato.

In entrambi i casi, presentatevi all’imbarco almeno 10-15 minuti prima della partenza. In caso di lago mosso per forte vento, il biglietto rimane valido per tutta la stagione.

Chi preferisce non sbarcare può anche optare per una circumnavigazione dell’isola in battello, a 10 euro da Capodimonte o 14 euro da Bolsena. Un’alternativa più leggera, utile se si è con bambini piccoli o si ha poco tempo per la gita.

Viaggio a Gradoli, il cuore più autentico del Lago di Bolsena

22 mai 2026 à 14:30

Tra i profili dei Monti Volsini si nasconde un’altura tufacea sulla quale è “appoggiato” Gradoli, prezioso borgo della provincia di Viterbo. Con il Lago di Bolsena poco più sotto e una distesa di vigne che accompagna lo sguardo fino all’orizzonte, è un paesino dal carattere ruvido il giusto, plasmato dalla pietra vulcanica e dalla storia del Ducato di Castro.

Quando vi si arriva si viene accolti da strade raccolte, saliscendi improvvisi e scorci che si aprono verso l’acqua e il profilo severo del Palazzo Farnese, che a sua volta domina il grazioso nucleo antico dall’alto. In passato qui c’era una scala ripida che conduceva fino a un antico castello medievale costruito nella zona chiamata Pergola. Oggi sopravvivono pochi frammenti di quella fortificazione, tra cui una torre inglobata in abitazioni private e parte delle mura originarie.

A rendere unico questo angolo della Tuscia, però, contribuisce anche il Lago di Bolsena, il più grande bacino vulcanico d’Europa: le sue acque modificano il clima, addolciscono gli inverni e favoriscono una produzione agricola straordinaria.

Cosa vedere a Gradoli

Questo delizioso angolo di Tuscia per alcuni aspetti è il tipico borgo della zona in cui a colpire non sono di certo i colossali monumenti, in quanto incantano soprattutto i dettagli. Ma a differenza dei suoi “fratelli”, qui a contare sono l’atmosfera, il contrasto tra il tufo scuro delle case e la luce chiara del lago e il silenzio che arriva dai vicoli laterali durante le ore più calde del pomeriggio.

Palazzo Farnese

Massiccio, elegante e austero, il Palazzo Farnese rappresenta il simbolo assoluto del paese. Antonio da Sangallo il Giovane progettò l’edificio tra il 1517 e il 1526 per Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. La struttura sorse sui resti dell’antica rocca medievale, scelta che racconta bene il passaggio dal sistema difensivo medievale alla raffinata architettura rinascimentale.

La facciata domina piazza Luigi Palombini e tra le sue mura compaiono sale affrescate, scalinate nobiliari e ambienti distribuiti su più livelli. L’antica dimora ospita oggi il Museo del Costume Farnesiano, raccolta sorprendente dedicata agli abiti tra XV e XVII secolo.

Collegiata di Santa Maria Maddalena

Accanto al Palazzo Farnese si alza il campanile elegante della Collegiata di Santa Maria Maddalena, il cui primo riferimento storico risale al XII secolo (anche se incendi e ricostruzioni ne hanno modificato profondamente l’aspetto originario).

L’attuale veste barocca regala interni raffinati, dominati da un prezioso pulpito in noce scuro realizzato dall’artigiano tedesco Matteo Siler. Notevoli anche gli affreschi absidali e il fonte battesimale attribuito alla scuola di Isaia da Pisa. Durante il Venerdì Santo la chiesa assume un ruolo centrale nella Processione del Cristo Morto, rievocazione con figure incappucciate, quadri viventi e fiaccole che trasformano le vie in una scena intensa, antica e profondamente sentita dalla popolazione locale.

Chiesa di San Magno

Circa 7 chilometri separano il centro storico dalla Chiesa di San Magno, costruita lungo le rive del lago. L’edificio in tufo venne legato al Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta nel XIV secolo, dopo l’espulsione dalla Terra Santa.

Si caratterizza per le sue linee semplici, il tetto a capriate e il portale rinascimentale. Tre elementi distinti che insieme vanno a creare una sorta di organismo sobrio ma molto suggestivo. Il luogo custodisce anche il celebre “Perdono di San Magno”, indulgenza plenaria celebrata il 19 agosto fin dal ‘600.

Chiesa di San Vittore

Fuori dal centro abitato, lungo l’omonima strada, a catturare l’attenzione è la Chiesa di San Vittore. Da queste parti tradizione popolare e leggenda si intrecciano in modo affascinante: un banco di nebbia avrebbe fermato un’incursione saracena salvando Gradoli dal saccheggio. Fu così che per ringraziamento venne edificata la chiesa.

L’interno è la casa di un affresco quattrocentesco della scuola senese dedicato alla Madonna delle Grazie, ancora molto venerato dagli abitanti.

Cosa fare a Gradoli

Il borgo di Gradoli possiede un’anima concreta, anche perché nessuna attrazione è stata costruita artificialmente per il turismo di massa. Le esperienze migliori nascono dal contatto diretto con il territorio, dalla cucina e dalle feste che scandiscono l’anno. Tra le attività da provare vi consigliamo:

  • Assaggiare il vino DOC Aleatico di Gradoli tra cantine e vigne vulcaniche: profumo aromatico, colore intenso e gusto morbido raccontano perfettamente il carattere del territorio.
  • Partecipare al Pranzo del Purgatorio durante il Mercoledì delle Ceneri: tradizione secolare della Fratellanza del Purgatorio che coinvolge circa 1800 persone attorno a piatti storici a base di fagioli, pesce di lago e vino locale.
  • Raggiungere il lungolago per una giornata tra spiagge tranquille e acqua limpida: più o meno 8 chilometri di costa permettono relax, nuoto, vela e percorsi ciclabili affacciati sul lago.
  • Visitare Gradoli durante “Aleatico in Festa”: evento estivo dedicato al celebre vino locale tra degustazioni, musica e prodotti della Tuscia.
  • Provare il Fagiolo del Purgatorio: piccolo legume bianco legato a una tradizione gastronomica antichissima. Si fa amare per il suo sapore delicato e per la consistenza cremosa.
  • Percorrere i vicoli del centro storico nelle ore serali: luci soffuse, odore di brace proveniente dalle trattorie e scorci sul lago che restituiscono la parte più autentica del paese.

Dove si trova e come arrivare

Gradoli si trova nella parte nord occidentale del Lago di Bolsena, nel territorio della Tuscia viterbese, a circa 35 chilometri da Viterbo e vicino al confine con la Toscana. Chi arriva in auto percorre generalmente la Strada Regionale Cassia oppure la Via Aurelia fino ai collegamenti interni verso il Lago di Bolsena. Il paesino risulta facilmente raggiungibile anche partendo da Orvieto, Montefiascone o Bolsena.

La stazione ferroviaria più vicina si trova a Orvieto (Umbria), da dove proseguono autobus e collegamenti su gomma diretti verso l’area del lago. Gradoli, in sostanza, rappresenta una scelta perfetta per chi cerca la Tuscia meno nota e più vera.

Centro storico di Gradoli, Lazio
iStock
Passeggiando per il centro storico di Gradoli

In zona, infatti, i rumori sono davvero pochi, le tradizioni ancora intatte e in più c’è un magnifico lago che compare all’improvviso dietro una curva. Cosa volere di più?

Martana, l’isola che custodisce regine, reliquie e silenzi antichi nel cuore della Tuscia

10 mai 2026 à 15:00

Basta affacciarsi dal lungolago di Marta, nella sponda meridionale del Lago di Bolsena, per capire subito quale presenza calamiti lo sguardo. Poco oltre il porto, a circa 2 chilometri dalla riva, una massa scura interrompe la continuità dell’acqua con una linea curva, ma talmente tanto precisa da sembrare disegnata. Da lontano pare una mezzaluna, mentre da vicino rivela qualcosa di molto diverso: roccia vulcanica, vegetazione fitta, pareti tagliate a picco, ruderi, approdi nascosti, gallerie scavate nella pietra, memorie religiose, delitti politici e racconti tramandati per secoli.

Il suo nome è Isola Martana ed è la più piccola tra le 2 isole del lago con i suoi circa 10 ettari di superficie. Nata da un’esplosione subacquea avvenuta approssimativamente 132.000 anni fa, possiede un fascino quasi magnetico in quanto è un pullulare di fianchi ripidi, prodotti vulcanici stratificati, scarpate scure frequentate da uccelli acquatici, ma anche balze più dolci, terra fertile, lecci, ulivi, oleandri alti quanto alberi e molto altro ancora.

Isola Bisentina, il segreto del Lago di Bolsena tra architetture rinascimentali e racconti che sfiorano il mito

14 avril 2026 à 13:00

Al centro del Lago di Bolsena, il bacino vulcanico più grande d’Europa, emerge una massa di terra dalla forma triangolare con una presenza magnetica. Il suo nome è Isola Bisentina e occupa appena 17 ettari. Ma, nonostante le sue minute dimensioni, restituisce una sensazione di densità rara, quasi eccessiva per uno spazio così raccolto.

Le sue acque raccontano una storia antichissima, legata a un sistema vulcanico spento da centinaia di migliaia di anni quando esplosioni e collassi diedero origine a una vasta caldera poi colmata dalle piogge. Quel paesaggio, rimasto sorprendentemente integro, contribuisce a creare un’atmosfera che ha poco a che fare con la semplice bellezza naturale.

Chi vi arriva, infatti, percepisce una specie di centralità, una forza che nei secoli ha attirato civiltà diverse, pellegrini, religiosi, nobili e studiosi. Gli Etruschi parlarono di omphalos, un punto cardine, una sorta di centro simbolico del mondo. Tra lecci, ulivi e piante secolari si aprono scorci improvvisi, piccole baie e tratti rocciosi che scendono verso l’acqua limpida.

Meraviglie d’estate nel Lazio: tra borghi sospesi, laghi cristallini e coste sorprendenti

16 juillet 2025 à 10:59

Il Lazio è una regione del Centro Italia che riesce a sorprendere di gusto chi decide di scoprirla con calma, soprattutto durante l’estate. Oltre alla grandezza (e all’eternità) di Roma, qui è possibile ritrovarsi al cospetto di un mix variegato di paesaggi, fatti di più di 300 chilometri di costa sul Tirreno con spiagge dorate alternate a scogliere selvagge, oltre 20 laghi che nascono sia da antichi vulcani che dagli Appennini, colline punteggiate di ulivi e montagne che arrivano quasi (in alcuni casi persino a superare) a 2.000 metri di altezza.

In poche ore, in questo angolo del nostro Paese si può passare dal tuffarsi nelle acque limpide del Promontorio del Circeo a una passeggiata tra i borghi medievali della Tuscia, oppure trascorrere un pomeriggio tranquillo sulle rive del limpido Lago di Bolsena. E non mancano grotte nascoste, cascate, canyon e riserve naturali poco conosciute, perfette per chi cerca un’esperienza autentica. Ecco qualche suggerimento su cosa vedere nel Lazio durante l’estate.

Gaeta con la Spiaggia dell’Arenauta

Iniziamo questo viaggio nel Lazio con la Spiaggia dell’Arenauta a Gaeta, piccolo gioiello nascosto tra scogliere imponenti e una rigogliosa macchia mediterranea. È una caletta di sabbia fine e ciottoli, protetta da due promontori rocciosi, che regala ai suoi visitatori acque limpide ideali per lo snorkeling, con fondali ricchi di fauna marina come ricci, stelle e pesci colorati.

L’accesso, però, non è per tutti perché la discesa ripida richiede un po’ di allenamento (bisogna scendere e poi salire 300 scalini, tanto da essere nota anche come Spiaggia dei 300 Gradini) e non è adatta a famiglie con bambini piccoli o persone con difficoltà motorie.

Situata a pochi minuti dal centro di Gaeta (che dal canto suo è una cittadina che vale la pena visitare), è facile da raggiungere ma rimane comunque un angolo di pace lontano dal caos delle spiagge più frequentate. Per viverla al meglio, vi consigliamo di arrivare presto, portare maschera e pinne per esplorare i fondali e magari noleggiare un kayak per andare a caccia delle (tante) grotte nascoste.

Lago di Bolsena, un paradiso

Sapevate che il Lazio può vantare il lago vulcanico più grande d’Europa? Il suo nome è Lago di Bolsena, e con i suoi circa 113 km² di superficie è una destinazione imperdibile per chi ama combinare natura, storia e relax. Circondato da dolci colline punteggiate da borghi medievali come Bolsena, Capodimonte e Marta, sfoggia acque cristalline e tranquille, ottimali per nuotare, fare kayak o vela, specialmente durante le calde giornate estive.

Poco conosciuto al turismo di massa rispetto ad altri laghi italiani, mantiene un’atmosfera autentica e pacifica, il top per chi desidera un rifugio lontano dal caos. Le sue rive sono impreziosite da spiagge naturali nascoste e spot panoramici dove ammirare tramonti mozzafiato. Il lago è anche ricco di storia: sulle sue acque si affacciano resti di antichi insediamenti etruschi e romani, come l’Isola Bisentina che è raggiungibile con una breve gita in barca.

Isola Bisentina, Lazio
Getty Images
Veduta dell’Isola Bisentina, sul Lago di Bolsena

Gole del Farfa, natura allo stato puro

Tra le meraviglie della Sabina meritano una menzione le Gole del Farfa, che si rivelano un gioiello nascosto per gli amanti della natura e del trekking. Questa forra stretta, formata dal fiume che le dà il nome, si estende per circa 10 chilometri tra ripide pareti di roccia calcarea, offrendo scenari selvaggi e impressionanti, con cascate, piscine naturali e una vegetazione rigogliosa tipica della macchia mediterranea.

Una zona fantastica per chi vuole fuggire dal caldo, in quanto qui si può trovare un microclima fresco anche nei mesi più afosi. Il sentiero che attraversa le gole è accessibile ma richiede un minimo di preparazione, e lungo il percorso si incontrano anche tracce di storia locale, come antichi mulini e ponti in pietra.

La Gole del Farfa permettono quindi di immergersi in un ambiente incontaminato a breve distanza dalla città, una meta estiva in cui vivere un’esperienza autentica, rinfrescarsi e riconnettersi con la natura.

Tuscania, un tuffo nella storia

Tuscania è un suggestivo borgo medievale che prende vita nel cuore della provincia di Viterbo, inserito in un paesaggio di colline vulcaniche e fertili campi coltivati. Si tratta di un posto in cui si respira storia in ogni angolo, dalle antiche chiese romaniche in tufo alle suggestive vie acciottolate che si snodano tra piazze raccolte e palazzi storici.

La zona è famosa anche per le numerose necropoli etrusche di cui è puntellata, che testimoniano la lunga e affascinante storia di antiche civiltà. A meno di 30 chilometri c’è poi il mare di Montalto di Castro, con le sue spiagge che rappresentano un piacevole contrasto alla tranquillità delle colline, permettendo di unire cultura e relax senza troppa difficoltà.

Parco Archeologico di Ostia Antica, un capolavoro

Un’altra delle cose da vedere assolutamente nel Lazio in estate è il Parco Archeologico di Ostia Antica, uno dei siti archeologici meglio conservati d’Italia. Il motivo è molto semplice: i viaggiatori possono fare un tuffo vero e proprio nella vita quotidiana dell’antica Roma, lontano dalla folla e dal caos della Capitale.

Sorge a pochi chilometri di distanza dalla costa romana, quindi perfetto per concedersi un bagno rigenerante in mare dopo la visita, e si estende su oltre 40 ettari. Qui si possono esplorare rovine di case, templi, teatri, terme e persino un antico porto fluviale. Ma ad essere del tutto onesti, quello che molti non notano subito e che, nei fatti, sorprende maggiormente sono i mosaici e gli affreschi, incredibilmente ben conservati, che raccontano la vita di una civiltà vivace e raffinata.

La comodità dell’accesso, con mezzi pubblici ben collegati da Roma, rende Ostia Antica una meta ideale per una gita di mezza giornata o una pausa culturale durante le giornate estive. Il vantaggio principale è poter camminare tra le pietre millenarie in tranquillità, senza la calca dei siti più noti, mentre l’unico neo è la mancanza di molte strutture ricettive o punti ristoro direttamente nel parco (c’è solo un piccolo bar nei pressi dell’ingresso), che suggerisce di portare con sé acqua e snack, soprattutto nelle giornate calde.

Riserva Naturale di Posta Fibreno, un luogo tutto da scoprire

A più o meno un’ora di distanza da Roma, la Riserva Naturale di Posta Fibreno è un gioiello nascosto caratterizzato dalla presenza di un lago cristallino e di sorgenti naturali che lo alimentano. L’acqua limpidissima, talmente trasparente da permettere di osservare chiaramente la flora e la fauna acquatica, è solo una delle peculiarità che invita i visitatori a raggiungerlo per fare una fuga dalla routine, con sentieri facili e ben curati che si snodano tra boschi di faggi e castagni.

Molto interessante è anche la presenza di un antico mulino ad acqua restaurato, che aggiunge un tocco di storia rurale al paesaggio naturale. I visitatori, da queste parti, possono scoprire l’isola galleggiante “La Rota”, uno spettacolo naturale citato persino da Plinio, che galleggia al centro del lago, intraprendere il Sentiero Benessere recentemente inaugurato per passeggiate rilassanti a ridosso delle sorgenti e fare immersioni e pedalò.

La riserva offre anche aree picnic attrezzate, ma è bene sapere che in alta stagione può diventare affollata nel weekend.

Ponza, isola fantastica

Il Lazio vanta anche delle isole straordinarie, tra cui l’imperdibile Ponza. Di origine vulcanica, prende vita a circa 33 chilometri nautici dalla costa di Formia, nel cuore del Mar Tirreno, e incanta con le sue scogliere a picco, calette nascoste e un mare di un blu intenso difficile da dimenticare.

Nonostante in alcuni periodi sia molto affollata, Ponza conserva un fascino autentico. Il merito è del suo un centro storico pittoresco con viuzze strette, piazzette animate e ristoranti di pesce che raccontano storie di pescatori locali. Gli amanti del mare qui trovano il paradiso: spiagge come Cala Feola, Chiaia di Luna (anche se si può ammirare solo da lontano) e Frontone mettono a disposizione acqua limpida e fondali che sono eccezionali per fare snorkeling e immersioni.

Tra le altre cose, da queste parti si possono noleggiare piccole barche per esplorare grotte marine e angoli inaccessibili a piedi, in modo da vivere la sensazione che il tempo si sia davvero fermato.

Cala dei Pescatori a San Felice Circeo

Poi ancora San Felice Circeo, borgo sospeso tra mare e storia, dove terrazze panoramiche affacciate sul Golfo e vicoli medievali convivono con la natura selvaggia del promontorio. Qui tutto è bellissimo, ma a meritare una menzione d’onore è soprattutto la Cala dei Pescatori (o Spiaggia del Pescatore), una piccola insenatura nascosta e tranquilla che si specchia su un mare limpido, con fondali bassi perfetti per fare snorkeling tra banchi di pesci e praterie di Poseidonia.

Si trova proprio ai piedi della Torre Fico e regala un colpo d’occhio spettacolare, incorniciata dalla macchia mediterranea del Parco del Circeo. Non ci sono stabilimenti, quindi è meglio arrivare attrezzati e anche presto nei fine settimana perché la caletta è piccola e si riempie in fretta.

Le persone del luogo la amano per la sua atmosfera autentica e per le caverne marine nei dintorni, come la Grotta delle Capre, accessibili solo via mare.

Lago di Bracciano, un luogo sorprendente

Altrettanto affascinante è il Lago di Bracciano, uno di quegli angoli in grado di emozionare per equilibrio tra natura, storia e qualità della vita. Non è un caso, infatti, che sia uno dei pochi bacini in Italia dove è vietata la navigazione a motore. Ciò fa sì che l’acqua sia talmente pulita da essere utilizzata persino come riserva idrica per Roma.

Di origine vulcanica, ha una forma quasi circolare e una superficie di circa 57 km², con profondità che sfiora i 160 metri. Lo circondano tre borghi affacciati direttamente sulle rive, Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano, ognuno con una personalità diversa: Bracciano è dominato dall’imponente Castello Orsini-Odescalchi, Anguillara ha il fascino un po’ decadente dei vicoli a picco sul lago, mentre Trevignano è il più elegante e rilassato, con un bel lungolago curato e tanti ristorantini di pesce.

Pur essendo frequentato tutto l’anno, in estate è il top per chi cerca un luogo balneabile non lontano dalla Capitale (circa 40 km) dove stendere un telo sull’erba o sulla spiaggia di sabbia vulcanica e nuotare in acque calme e fresche. Chi lo conosce bene sa che i tramonti visti da Trevignano sono tra i più belli della regione, e che in zona si trovano trattorie che servono il coregone, pesce tipico del lago, e l’anguilla alla brace.

Cascate di Monte Gelato, oasi di pace

Infine le Cascate di Monte Gelato, nel cuore del Parco Regionale della Valle del Treja, tra i comuni di Mazzano Romano e Calcata, a circa 50 km a nord di Roma. Da queste parti il fiume Treja, che sfocia nel Tevere, scorre su antiche colate di basalto vulcanico dando vita a una serie di piccole cascate immerse in un paesaggio tranquillo e bucolico, circondato da boschi, sentieri e radure ideali per una pausa all’ombra.

È uno di quei posti che i romani conoscono bene, soprattutto per le gite domenicali fuori porta: facile da raggiungere, gratuito e adatto anche alle famiglie con bambini. Il momento migliore per andarci, in modo da evitare la calca, è certamente la mattina presto (specie nei weekend estivi).

Il sentiero che porta alle cascate è semplice e adatto a tutti, e lungo il cammino si incontra un vecchio mulino restaurato, tracce archeologiche romane e tanta natura rigogliosa. Un piccola ma interessante curiosità: la Cascate di Monte Gelato sono state il set di decine di film italiani, da Bud Spencer a Fantozzi.

Il Presepe Vivente di Bolsena, tutte le info sull’evento

5 décembre 2024 à 13:19

Bolsena, con la sua posizione incantevole e il fascino delle sue tradizioni, è una delle gemme più affascinanti e nascoste della Tuscia viterbese. Immersa nel cuore del Lazio, questa cittadina medievale è un vero scrigno di storia, cultura e bellezze naturali. Bolsena è nota non solo per il suo celebre Lago di Bolsena, il più grande bacino lacustre di origine vulcanica d’Europa, ma anche per il suo patrimonio storico e architettonico che racconta secoli di tradizioni.

Tra i suoi tesori spicca la Rocca Monaldeschi, uno degli edifici medievali più suggestivi della zona, che domina il centro storico con la sua maestosità. Le strette vie acciottolate, le piazzette pittoresche e gli angoli nascosti fanno di Bolsena una cittadina dal fascino autentico, dove il passato sembra ancora vivo e palpabile ad ogni passo.

Nel periodo natalizio, Bolsena si trasforma in un palcoscenico magico che cattura l’immaginazione di tutti i visitatori. Il tradizionale Presepe Vivente di Bolsena, che si svolge ogni anno nel suggestivo quartiere medievale del Castello, è uno degli eventi natalizi più celebri e coinvolgenti della Tuscia viterbese. Si tratta di una rievocazione storica che porta in scena la Natività con oltre 200 figuranti, che, vestiti con abiti d’epoca, ricreano scene di vita quotidiana, trasportando i visitatori indietro nel tempo.

La magia del Presepe Vivente di Bolsena risiede nella capacità di immergere ogni spettatore in un’atmosfera che ricorda il passato, attraverso la ricostruzione autentica degli ambienti e dei mestieri dell’epoca. Dalla bottega del fabbro alla locanda, dall’accampamento dei soldati romani alle cantine che ospitano scene di vita quotidiana, ogni angolo del borgo è vivo di storie da raccontare.

Il percorso, che si snoda tra i vicoli e le piazzette del quartiere Castello, è arricchito da una serie di dettagli affascinanti, come le musiche filodiffuse, che creano un sottofondo evocativo, e la presenza di artisti itineranti che animano il cammino.

Ogni angolo del Presepe Vivente è curato nei minimi dettagli, e la partecipazione attiva della comunità locale, che ogni anno contribuisce con passione e dedizione, fa sì che l’evento non sia solo una rievocazione storica, ma anche un’occasione di unione e partecipazione collettiva.

Questa straordinaria rappresentazione teatrale della Natività si svolge proprio ai piedi della maestosa Rocca Monaldeschi della Cervara, uno dei luoghi simbolo di Bolsena. Il Presepe Vivente diventa così un’esperienza che coinvolge ogni visitatore, non solo nel cuore della cittadina, ma anche nel cuore delle tradizioni secolari che questa comunità ha saputo preservare nel tempo. La rappresentazione, che è cresciuta negli anni, si distingue per il suo realismo storico e per l’attenzione ai dettagli, unendo l’amore per la tradizione con la passione per la ricerca storica, creando un perfetto connubio tra il passato e il presente. Partecipare a questo evento è come fare un salto nel tempo, un’opportunità per vivere un Natale autentico, avvolti dalla magia di una delle rievocazioni più suggestive d’Italia, in un borgo che sembra uscito da una fiaba.

La storia del Presepe Vivente di Bolsena

Il Presepe Vivente di Bolsena ha quest’anno raggiunto la sua X° edizione e si svolge ogni anno nel pittoresco quartiere medievale del Castello, uno dei luoghi più affascinanti di Bolsena. Nato con l’obiettivo di ricreare fedelmente la scena della Natività, il Presepe Vivente di Bolsena (uno dei più suggestivi in Italia) coinvolge ogni anno centinaia di figuranti, che interpretano con passione e dedizione mestieri e ruoli storici dell’epoca, come maniscalchi, pastori, soldati romani, mercanti, lavandaie e molti altri. I figuranti si distribuiscono lungo il percorso che attraversa i vicoli e le piazzette del quartiere, ricostruendo scene di vita quotidiana dell’epoca, fino ad arrivare alla maestosa scena finale della Natività, che incanta i visitatori con la sua bellezza semplice ma emozionante.

Date e orari del Presepe Vivente di Bolsena

Il Presepe Vivente di Bolsena si svolge in diverse date durante il periodo natalizio, attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero. Le date più importanti dell’edizione del 2024-2025 sono:

  • 26 dicembre 2024 – ore 17:30
  • 1 gennaio 2025 – ore 17:30
  • 5 gennaio 2025 – ore 17:30

In queste serate, il quartiere Castello si trasforma in un viaggio indietro nel tempo, con oltre 15 scene di vita quotidiana che immergono i visitatori nell’atmosfera dell’antico mondo di Betlemme.

Presepe Vivente di Bolsena, Re Magi
Fonte: Ufficio Stampa
I Re Magi al Presepe Vivente di Bolsena

Il programma del Presepe Vivente di Bolsena

Il programma del Presepe Vivente di Bolsena prevede una rappresentazione teatrale della Natività, che si sviluppa lungo un percorso che attraversa il quartiere medievale del Castello. I visitatori possono ammirare scene viventi e interagire con i figuranti che recitano il loro ruolo nel presepe, come pescatori, artigiani, mercanti e soldati romani. Ogni scena è ricreata con grande attenzione ai dettagli storici, facendo immergere completamente lo spettatore nell’atmosfera del tempo.

Durante il percorso, sono previste anche gustose degustazioni di prodotti tipici preparati dai figuranti. I visitatori possono assaporare formaggi, salsicce, vin brulè, bruschette, castagne, e la tipica zuppa di lago conosciuta come “sbroscia”. Inoltre, è possibile ascoltare la musica filodiffusa e ammirare artisti itineranti che arricchiscono ulteriormente l’atmosfera.

L’evento culmina con l’arrivo alla capanna della Natività, un momento emozionante che riporta i visitatori alla tradizione cristiana della nascita di Gesù. La scena finale è resa ancora più suggestiva dalla presenza di una gigantesca Stella Cometa di 7 metri, illuminata da ben 32 metri di fili di LED, che si staglia sulla Rocca Monaldeschi e guida simbolicamente i Re Magi verso la Natività.

Le novità del Presepe Vivente di Bolsena

Ogni anno, il Presepe Vivente di Bolsena si arricchisce di nuove scenografie e elementi coinvolgenti che rendono l’esperienza ancora più magica. Una delle peculiarità più apprezzate è l’utilizzo delle cantine storiche e dei vicoli del quartiere Castello, che vengono riaperti per accogliere le scene di vita quotidiana. Questo rende l’atmosfera ancora più autentica, facendo rivivere antichi mestieri e tradizioni. Inoltre, l’evento è arricchito dalla presenza di animali della fattoria, come cavalli, asini, galline, e conigli, che contribuiscono a ricreare un’ambientazione genuina e affascinante.

Sagre ed eventi del 9 e 10 novembre 2024

7 novembre 2024 à 13:30

Il weekend del 9 e 10 novembre 2024 è ricco di sagre ed eventi in Italia. Da nord a sud è possibile gustare specialità della tradizione, vivere il folklore locale e divertirsi in famiglia o con gli amici. Grandi città e piccoli borghi immersi nella natura hanno previsto tante attività all’aria aperta per intrattenere gli avventori con musica, storia, degustazioni e mercatini dell’artigianato e prodotti locali. Di seguito vi segnaliamo alcune sagre ed eventi che vi consigliamo di non perdere.

San Martino a Bolsena

Il 9 novembre dalle 15 a piazza Giacomo Matteotti, Bolsena, inizieranno i festeggiamenti per San Martino con un tuffo nella tradizione. L’artigianato, la musica e l’enogastronomia saranno protagonisti di una giornata densa di eventi che coinvolgeranno tutta la comunità del posto ed eventuali turisti. Piazza Matteotti sarà il cuore pulsante della festa patrocinata dall’Amministrazione comunale con una serie di degustazioni curate da Bolsena 1328, Comitato rione San Giovanni, Sbandieratori & Musici Monaldeschi in Bolsena e La Bolsena futsal 2019 che permetteranno di assaggiare tante specialità come castagne, dolci, focacce farcite, carne alla brace, vino e tanto altro. Dalle 19 poi si potrà assistere a una live musicale di Pietro Paolacci, mentre per gli amanti dello shopping il 9 e il 10 novembre sarà aperto un mercatino dell’artigianato da non perdere.

Festival Zafferano
Fonte: Ufficio stampa
Festival Strade dello Zafferano 2024

Festival Strade dello Zafferano a San Gavino Monreale

Il 9 e 10 novembre San Gavino Monreale ospita la seconda edizione del Festival Strade dello Zafferano di Sardegna DOP, celebrando la tradizione e i sapori autentici del territorio. Tra il mare e le colline della Marmilla, nel cuore del Campidano, in Sardegna, si producono ogni anno circa 350 chili di stimi di zafferano per un totale di 450 in tutta Italia e la Sardegna con oltre 45 ettari coltivati, detiene il primato nazionale per la produzione di Crocus Sativus.

San Gavino Monreale, insieme a Turri e Villanovafranca sono il centro di questa produzione che rappresenta un’eccellenza unica al mondo. “Questo prezioso ‘oro rosso’ deve essere considerato per quello che è un gioiello che merita di uscire dalle dinamiche commerciali locali che ne limitano la diffusione e puntare verso i mercati internazionali, dove può esprimere tutto il suo valore e portare benessere alle comunità dove viene prodotto” ha detto Riccardo Pinna, Assessore alla Cultura, Spettacolo, Promozione della Città e Turismo del Comune di San Gavino Monreale, sottolineando l’intenzione di costruire intorno allo zafferano uno “storytelling che ne agevoli la commercializzazione”.

Il 9 novembre sarà possibile fare un tour guidato dei murales di San Gavino, partecipare a laboratori artigianali nella Casa Mereu per fare il sapone naturale e scoprire gli usi dello zafferano nella cosmesi, e nei campi da tennis di via Dante si svolgerà un torneo chiamato Zafferano Cup. La giornata si concluderà con una tavola rotonda con esperti e produttori che discuteranno sul valore culturale, sociale ed economico dello zafferano in Sardegna.

Il 10 novembre invece ci saranno vari festeggiamenti dello zafferano con visite guidate ai campi di S’Ibba Manna, Il Giardino di Levante e un’escursione in bici con un percorso di 30 km fino a Sardara. Un grande mercato all’aperto sarà allestito dalle 9 di mattina con tanti prodotti tipici e un’esposizione di auto d’epoca a cura del club delle 500 di San Gavino Monreale. Vari spettacoli, laboratori e animazioni sono previsti per tutta la giornata

Festa del tartufo a Sant’Agostino

A Sant’Agostino dall’8 al 24 novembre si celebra il tartufo che nel comune di Terre del Reno, in Emilia Romagna è la star del tardo autunno. Lasagne, sformati, crespelle, tortellini, la farina cotta in crosta di pane sono solo alcune delle specialità che si possono gustare in questi giorni di festa, tutte le sere dalle 19.30 e la domenica a pranzo dalle 12.

Servito con professionalità il tartufo bianco “Magnatum Pico” accompagna tanti piatti tipici per questo appuntamento da non perdere. Il buon cibo sarà accompagnato per l’occasione da alcuni eventi per rivivere il legame antico e profondo tra questo prezioso alimento e Sant’Agostino. Sarà possibile fare suggestive passeggiate nel Bosco della Panfilia tra frassini, farnie, olmi, aceri, noccioli e pioppi, e ascoltare il picchio rosso e il picchio verde che tambureggiano sui rami.

Coppa del Mondo del Panettone a Milano

Dall’8 al 10 novembre 2024 a Palazzo Castiglioni di Milano si svolgeranno eventi, workshop e altre iniziative per degustare i panettoni più buoni del mondo. La Coppa del Mondo del Panettone celebra la tradizione antica di un dolce che custodisce la storia e la cultura di un territorio, la Lombardia.

Il Maestro Giuseppe Piffaretti è il patron della manifestazione iniziata nel 2019 con la prima edizione che accoglie ogni anno il pubblico che può degustare, partecipare a laboratori e acquistare prodotti tipici. L’ingresso è gratuito e prevede il coinvolgimento di ospiti speciali come Ernst Knam e Iginio Massari.

Festa Birra
Fonte: Ufficio stampa
Festa della Birra a Grand Tour Italia

Venti di Cioccolandia a Castel San Giovanni

Castel San Giovanni è pronta ad accogliere la festa del cioccolato il 9 e 10 novembre 2024, un appuntamento imperdibile per la città in provincia di Piacenza. Prelibatezze, professionisti e golosi sono chiamati a riunirsi per due giorni tra montagne di meringhe, piramidi di profiterole e salame al cioccolato. Tante bancarelle popoleranno lo spazio, aperte dalle 10 del mattino in poi, da Piazza XX Settembre, zona San Rocco e Piazza Cardinal Casaroli. Il centro di Castel San Giovanni sarà abbellito da stendardi realizzati da Fabrizio Sclavi e tutte le informazioni per partecipare all’evento sono sul sito http://www.prolococastello.com

Borgo Rurale in Abruzzo

In un piccolo paese di Treglio, in provincia di Chieti, Abruzzo, si terrà la 25° edizione di Borgo Rurale, una festa del vino novello, olio nuovo e castagne prevista per il 9 e 10 novembre. Grazie al lavoro di 300 volontari e massaie tregliesi, è possibile questo evento che anima il paese e conferma l’ospitalità abruzzese.

Il vino novello e il vin brulé offerto dalle cantine della zona, i visitatori potranno assaggiare piatti tipici dell’antica tradizione contadina come la pasta di zucca gialla, le salsicce e crepa di rape, gli arrosticini, il baccalà e peperoni arrosto, le crespelle, la pizza fritta, formaggi, per citarne alcuni. Inoltre ci sarà tanta musica con esibizioni dal vivo e per più piccoli sarà a disposizione un baby parking dalle 17.30.

Festa della Birra a Grand Tour Italia, Bologna

A Bologna la birra diventa protagonista dal 7 al 10 novembre 2024 per Grand Tour Italia. La Festa della Birra permette ai visitatori di assaggiare tante birre artigianali italiane prodotte dalla Valle D’Aosta alla Sicilia, accompagnate da piatti della tradizione di ogni regione. Un evento per gli amanti di questa bevanda con una storia antica, pensato secondo tre formule di offerta per ogni gusto: la birra da strada sarà servita con il cibo street food come arrosticini e piatti comodi da gustare in piedi; il Menù della Festa invece precede un pranzo o una cena di quattro portate preparate con ingredienti freschi; e infine A Tutto luppolo prevede che ogni ristorante di Grand Tour Italia avrà un menù speciale abbinando piatti locali a birre locali.

Come raggiungere l’Isola Bisentina: un gioiello nel cuore del Lago di Bolsena

17 juillet 2024 à 14:09

L’Isola Bisentina è la più grande delle due isole che punteggiano il Lago di Bolsena e raggiungerla è più semplice di quanto si possa pensare: basta seguire i passi giusti (e lasciarsi guidare dalla bellezza del paesaggio!).

Un tesoro nascosto nella Tuscia viterbese

L’isola si trova adagiata nel cuore del Lago di Bolsena, formato da un complesso di bocche eruttive, di carattere esplosivo, che – eruttando – circa 600mila anni crearono un’enorme e profonda depressione calderica, che si riempì di acque meteoriche diventando lago. A poca distanza dal comune di Capodimonte, l’isola Bisentina è un vero e proprio gioiello immerso nella Tuscia viterbese, facilmente raggiungibile dai principali centri della regione e del Lazio.

In auto verso il Lago di Bolsena

Partendo da Roma bisogna prendere in direzione nord sull’autostrada A1, fino all’uscita Orte. Da qui, imboccate la E45 in direzione Orte-Terni e proseguite sulla SS675 verso Viterbo. Uscite a Bolsena e seguite le indicazioni per Capodimonte. Una volta arrivati, il porto dista solo 3 km. Per chi arriva invece da Firenze, il viaggio inizia sull’autostrada A1 però in direzione sud, con destinazione l’uscita Chiusi-Chianciano Terme. Proseguite sulla SS2 in direzione Orvieto e imboccate la SS675 verso Viterbo. Uscite a Bolsena e seguite le indicazioni per Capodimonte. Il porto si trova a circa 3 km dal paese e da qui partono i battelli per l’Isola Bisentina.

Coi mezzi pubblici

Chi viaggia con i mezzi pubblici deve raggiungere il porto di Capodimonte, da cui partono i battelli verso l’Isola Bisentina. La traversata dura circa 15 minuti e il servizio è frequente specialmente nel periodo estivo. Se ci si sposta in treno: scendete alla stazione ferroviaria di Orvieto, la più vicina all’isola, situata a circa 20 km da Capodimonte. Da qui, potrete comodamente raggiungere il porto con un autobus o un taxi. In alternativa, numerose linee di autobus collegano le principali città della Tuscia e del Lazio con Capodimonte. Una volta arrivati, il porto dista solo 3 km.

Altre info

Ricordate che l’isola è raggiungibile solo in battello, e non è possibile attraccare con barche private. I biglietti per il battello possono essere acquistati direttamente al porto; ma in alta stagione, si consiglia di prenotare per evitare sorprese. L’Isola Bisentina è una meta per una gita fuori porta tutto l’anno, ma il suo fascino raggiunge il culmine da aprile a ottobre. In estate può essere particarmente affollata. Una volta sull’isola dimenticate l’auto e spostatevi a piedi o in bicicletta, scoprendo i suoi splendidi sentieri.

Un po’ di storia

Già gli Etruschi consideravano l’isola Bisentina l’ombelico del mondo, un luogo sacro che nel corso dei secoli ha visto un susseguirsi di popoli e culture. Molto probabilmente il suo interno era un luogo di culto, mentre le sue coste hanno visto l’insediamento di diverse comunità, dai primi abitanti che vi si rifugiarono dalle invasioni saracene ai frati minori che vi costruirono un convento nel XV secolo. Ma è sotto i Farnese che l’isola vive il suo periodo d’oro. La potente famiglia romana fa dell’isola il proprio mausoleo e commissiona la costruzione di sette cappelle votive, dando vita ad un’opera d’arte unica nel suo genere: una Via Crucis che ripercorre la passione di Cristo.

Cosa fare sull’isola

Esistono diverse escursioni organizzate che propongono il viaggio in barca (da Bolsena o Capodimonte) e la visita dell’isola, percorrendo un itinerario di tipo T (turistico), ad anello, di circa 2 chilometri, prevalentemente in piano ma con due dislivelli: il primo è superabile percorrendo una trentina di gradini scavati nella pietra, il secondo percorrendo un pendio ripido di circa 100 metri con dislivello di 22 metri. Si cammina su sentieri boschivi e prati con piano irregolare e sterrato. In generale, sono consigliate scarpe da trekking o da ginnastica e un abbigliamento comodo; oltre a protezione solare, impermeabile, acqua potabile e snack.  In alternativa è comunque possibile organizzarsi per visitare questa isola in totale autonomia.

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