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Gli 11 fondali più belli della Grecia dove fare snorkeling e immersioni memorabili

3 juillet 2026 à 16:20

La Grecia è una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo per chi ama esplorare il mondo sottomarino. Tra acque cristalline, grotte marine, relitti pazzeschi e pareti rocciose ricche di vita, il Paese offre scenari perfetti sia per chi pratica snorkeling sia per subacquei esperti in cerca di immersioni indimenticabili da portare nel cuore per sempre.

Dalle isole Ionie all’Egeo, passando per le Cicladi e il Dodecaneso, ogni angolo nasconde fondali che sembrano piccoli paradisi sommersi, dove la visibilità può superare anche i 30 metri e la biodiversità marina sorprende a ogni nuovo tuffo.

Abbiamo selezionato 11 fondali della Grecia, luoghi iconici e autentici che uniscono natura, emozione e avventura.

La laguna turchese di Elafonissi

Sull’isola di Creta, Elafonissi è famosa per la sua spiaggia rosa, ma i suoi fondali sono un vero paradiso per lo snorkeling. Le acque basse e cristalline permettono di osservare facilmente stelle marine, piccoli pesci, praterie di posidonia e a volte anche tartarughe marine Caretta Caretta. La conformazione della laguna crea piscine naturali perfette anche per chi non è esperto. Le condizioni calme e la trasparenza dell’acqua rendono questo luogo ideale per un’esperienza rilassante, immersi in un ecosistema delicato e sorprendentemente ricco.

Dove fare snorkeling in Grecia
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Spiaggia di Elafonissi, Creta

La magia selvaggia della laguna di Balos

Sempre a Creta, la laguna di Balos è un capolavoro naturale dove mare turchese e fondali sabbiosi si incontrano creando sfumature spettacolari. Qui lo snorkeling è particolarmente suggestivo allontanandosi dalla costa e andando verso la fine della laguna, dove la vita marina è più attiva. In alcune zone si trovano piccole grotte e formazioni rocciose che ospitano pesci colorati e crostacei. Le immersioni più profonde, invece, permettono di esplorare pendii rocciosi che degradano lentamente verso il blu intenso aldilà dei limiti della laguna. L’area facente parte della riserva naturale protetta di Natura 2000, ospita grotte sottomarine dove si rifugiano murene e barracuda.

Navagio e i suoi fondali, Zante

Il relitto della baia di Navagio di Zante è uno dei simboli assoluti della Grecia, ma ciò che si nasconde sotto la superficie è altrettanto suggestivo. I fondali di questa zona alternano sabbia bianca e pareti calcaree che scendono rapidamente in profondità, creando un ambiente perfetto per lo snorkeling lungo la costa e per immersioni più tecniche nelle aree limitrofe. La visibilità è spesso eccellente e consente di osservare piccoli banchi di pesci e giochi di luce spettacolari. L’atmosfera sospesa tra mare e relitto rende questa spiaggia unica nel suo genere.

I fondali dove fare snorkeling in Grecia
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La baia di Navagio a Zante

Le grotte blu di Zante

Sempre nell’isola di Zante, le grotte blu offrono uno degli scenari più iconici del Mediterraneo. Qui le grotte marine riflettono la luce del sole creando tonalità blu elettrico che sembrano irreali. I fondali sono rocciosi, ricchi di anfratti e piccoli ecosistemi dove si nascondono pesci e molluschi. Lo snorkeling è particolarmente consigliato nelle ore centrali della giornata, quando la luce penetra nelle cavità e amplifica i colori. Anche le immersioni, adatte a esperti e sub, permettono di esplorare passaggi stretti e formazioni rocciose scolpite dal mare.

I fondali vulcanici di Santorini

L’isola di Santorini non è solo panorami mozzafiato sulla caldera, ma anche un mondo sommerso di origine vulcanica. I fondali qui sono caratterizzati da rocce nere, pareti verticali e acque profonde che creano scenari drammatici e affascinanti.

Le immersioni a Santorini permettono di osservare paesaggi sottomarini vulcanici, acque cristalline e una ricca biodiversità marina. La Red Beach e la White Beach sono due ottime destinazioni per lo snorkeling sull’isola mentre la Laguna della Caldera regala un’esperienza unica tra isolotti vulcanici e pareti rocciose.

I posti più belli dove fare immersioni in Grecia
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Red Beach, Santorini

Le grotte marine di Milos

L’isola di Milos è una delle destinazioni più spettacolari per chi ama la geologia marina. Le grotte di Kleftiko e Sykia regalano un labirinto naturale da esplorare in acqua. I fondali alternano sabbia bianca e pareti di origine vulcanica, con colori che variano dal bianco al rosso intenso. Lo snorkeling qui è un’esperienza visiva continua, mentre le immersioni permettono di attraversare archi naturali e passaggi sommersi davvero scenografici e indimenticabili.

Il paradiso sommerso di Naxos

L’isola di Naxos, nelle Cicladi, offre fondali sorprendentemente vari, ideali sia per principianti sia per subacquei esperti. Le acque limpide permettono di osservare fondali sabbiosi che si alternano a scogliere sommerse e a una ricca storia marina. La barriera corallina di Graviera è una delle immersioni più importanti della Grecia.

In alcune zone si trovano relitti e resti antichi (come il relitto dell’Express Samina) che rendono le immersioni ancora più affascinanti. Lo snorkeling lungo le coste meno ventose è perfetto per scoprire un ecosistema tranquillo, popolato da pesci colorati e piccoli organismi marini.

Le acque cristalline di Lefkada

Nel Mar Ionio, Lefkada è famosa per le sue scogliere bianche e le acque turchesi. I fondali, con visibilità fino a 30-40 metri offrono scenari spettacolari con pareti che scendono rapidamente nel blu profondo. I siti più famosi sono la grotta di Meganisi, la scogliera di Atokos e la baia di Sivota. Questi regalano giochi di luce pazzeschi, piccole insenature e grotte marine. È un ambiente dinamico e selvaggio, perfetto per chi cerca emozioni autentiche.

Grotte dove fare immersioni in Grecia
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Grotta Meganisi, Lefkada

La riserva marina di Alonissos

L’isola di Alonissos ospita uno dei parchi marini più importanti del Mediterraneo (Parco Nazionale Marino di Alonissos e delle Sporadi Settenrionali). Qui i fondali sono protetti e incredibilmente ricchi di vita, tra cui la rara foca monaca del Mediterraneo. Le immersioni nel parco permettono di esplorare grotte sommerse, pareti rocciose e relitti storici in un ambiente incontaminato. Il luogo più iconico da esplorare è quello a circa 30 metri di profondità dove si trova il relitto di Peristera una nave del V secolo a.C.

I fondali nascosti di Cefalonia

Tra le isole Ionie, Cefalonia è una destinazione spesso sottovalutata ma straordinaria per chi ama esplorare il mare. I suoi fondali con visibilità fino a 40 metri, alternano grotte sommerse (come quella di Melissani per subacquei esperti), archi naturali e il relitto del Perseus.

In particolare nelle zone di Myrtos e Antisamos lo snorkeling regala incontri con pesci di piccola e media taglia e praterie di posidonia.

Le acque trasparenti di Corfù

Anche Corfù offre fondali sorprendenti, soprattutto lungo la sua costa occidentale. Le acque cristalline permettono un’ottima visibilità già a pochi metri di profondità, rendendo lo snorkeling un’attività accessibile a tutti. Giali Beach, ad esempio, è una baia ottima per questa attività. Tra baie riparate e scogliere calcaree si alternano piccoli ecosistemi ricchi di vita marina.

Le immersioni più interessanti si concentrano attorno a Ermones con il suo Anchor Point (ideale per esperti), Agni e Paleokastritsa dove è possibile osservare banchi di pesci e giochi di luce che rendono l’esperienza particolarmente suggestiva e rilassante.

La spiaggia principale di Paleokastritsa
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La spiaggia principale di Paleokastritsa, vista dalla strada verso il monastero

È l’isola che racconta il Dodecaneso più autentico: viaggio a Kalymnos, perla dell’Egeo

25 juin 2026 à 15:10

Sbarcando sul molo di questa preziosa isola, la prima sensazione che investe i sensi è l’odore acre e dolciastro della macchia mediterranea fusa con la salsedine. Questa striscia di terra emersa si presenta subito per quello che è, ovvero una fortezza di pietra grigia e arancione che si impenna bruscamente dal blu profondo dell’Egeo meridionale. Kalymnos, infatti, è una terra che ha costruito una personalità diversa rispetto a molte destinazioni celebri della Grecia.

Per decenni il suo nome è stato associato ai pescatori di spugne marine. Prima dell’avvento dei materiali sintetici, uomini partivano verso il Mediterraneo orientale e le coste nordafricane a bordo di piccoli battelli, affrontando immersioni rischiose con pesanti scafandri metallici. Da quell’epopea nacque una cultura marinara che ancora oggi la caratterizza.

Poi arrivò una seconda rivoluzione: a metà degli anni ’90 gli scalatori iniziarono a scoprire l’eccezionale qualità della roccia calcarea locale e, nel giro di pochi anni, divenne uno dei grandi riferimenti mondiali dell’arrampicata sportiva. Eppure ridurre quest’isola a spugne e climbing sarebbe un errore, perché possiede un’anima molto più articolata, quella in cui il fascino nasce proprio dall’imperfezione.

È l’isola greca che sfugge alle mode: Leros, tra verde intenso e baie scolpite dal vento

14 juin 2026 à 16:00

Il Dodecaneso, nel Mar Egeo orientale, è disseminato di bellissime isole e Leros, di primo impatto, sembra “una delle tante”. Eppure basta metterci piede per capire che appartiene a una categoria tutta sua. Secondo la mitologia greca, Artemide scelse proprio questo lembo di terra quale rifugio prediletto e, in qualche modo, la leggenda continua ancora oggi (anche se sotto forme diverse).

Chi arriva in zona cerca spesso una Grecia meno esibita, distante dai circuiti più affollati del turismo mediterraneo. Ed effettivamente l’impatto visivo evoca memorie diverse, un incrocio tra il passato mitologico legato alla dea e le cicatrici monumentali del XX secolo. I profumi di origano selvatico si fondono con l’odore di salsedine e con il sentore balsamico degli eucalipti piantati durante l’amministrazione italiana.

Dal 1912 al 1943, infatti, l’intero Dodecaneso rimase sotto amministrazione italiana e Leros divenne uno dei principali laboratori urbanistici del bacino. Ciò che colpisce maggiormente, però, riguarda l’atmosfera: un equilibrio eccezionale tra storia, paesaggio e vita quotidiana. Non a caso, molti viaggiatori le attribuiscono il soprannome di “Isola degli Intenditori“.

Cosa vedere a Leros

La geografia di quest’isola delle Grecia ha favorito per secoli la nascita di comunità separate tra loro da rilievi dolci e insenature profonde. Per questo motivo ciascun villaggio custodisce caratteristiche distintive e racconta una parte diversa dell’identità locale.

Lakki, la città razionalista nel cuore dell’Egeo

Fondata dai nostri connazionali negli anni ’30 con il nome di Portolago, Lakki venne progettata secondo i principi dell’architettura razionalista. Viali ampi, edifici geometrici, piazze ordinate e prospettive urbane evocano città italiane del ‘900 più che un’isola greca.

L’agorà circolare con la torre dell’orologio rappresenta il simbolo più riconoscibile del centro abitato. Accanto sorgono l’ex teatro, l’ospedale, le scuole e varie strutture pubbliche realizzate dagli architetti Armando Bernabiti e Rodolfo Petracco.

Il Castello di Panagia e i mulini simbolo dell’isola

Sulla collina di Apitiki, a circa 200 metri sul livello del mare, si innalza il Castello di Panagia, chiamato anche Castello della Vergine. La fortificazione bizantina occupa l’area dell’antica acropoli e domina gran parte dell’isola.

Dalle mura la vista abbraccia le baie di Agia Marina, Panteli e Alinda, insieme alle sagome delle altre isole del Dodecaneso. Poco più in basso si allineano gli iconici mulini a vento del XVII secolo, diventati una delle immagini più rappresentative di Leros.

Agia Marina, il volto elegante di Leros

Agia Marina costituisce il cuore amministrativo e commerciale dell’isola. Il porto storico introduce a un intreccio di vicoli, piazzette e dimore signorili che sono i testimoni della prosperità raggiunta tra XIX e XX secolo.

Le influenze egiziane presenti in alcune residenze aristocratiche simboleggiano i rapporti commerciali sviluppati dagli armatori locali con Alessandria e altre città del Mediterraneo orientale. Bouganville, persiane candide e facciate color ocra contribuiscono a creare uno scenario raffinato, lontano dagli stereotipi più diffusi delle isole greche.

Agia Marina, Leros
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Tutta l’eleganza di Agia Marina

Platanos, la capitale storica

Adagiata sul pendio che conduce al castello, Platanos rappresenta il nucleo storico più antico. Attorno alla piazza principale si sviluppa un tessuto urbano tradizionale fatto di case bianche, scalinate e piccole botteghe.

Panteli, il villaggio dei pescatori

Panteli racchiude l’immagine più romantica di Leros: le barche da pesca oscillano davanti alle taverne affacciate sull’acqua, mentre il castello osserva il borgo dall’alto.

Il rapporto con il mare resta parte integrante della vita del villaggio, con le reti stese lungo il molo e il pescato esposto nelle cucine.

Il Museo della Guerra nei tunnel sotterranei

Tra le esperienze più sorprendenti figura il Museo della Guerra di Merikia. L’allestimento occupa una rete di gallerie sotterranee utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fotografie, uniformi, mappe e armamenti illustrano la Battaglia di Leros del 1943, uno degli episodi più significativi del conflitto nel Mediterraneo orientale.

Torre Bellenis ad Alinda

Costruita all’inizio del XX secolo dall’imprenditore Parisis Bellenis, questa residenza in pietra combina suggestioni neoclassiche italiane e gusto eclettico mediterraneo.

Torrette cilindriche, feritoie decorative e ambienti eleganti trasformano l’edificio in uno dei monumenti più particolari dell’isola. Al suo interno, inoltre, trovano spazio il Museo Storico e il Museo del Folklore.

Panagia Kavouradena

Tra i luoghi più suggestivi di Leros c’è questa piccola cappella costruita direttamente sulla roccia presso Xirokampos. Una leggenda racconta che un pescatore trovò un’icona mariana tra alcuni granchi e decise di erigere un santuario nel punto del ritrovamento.

Le spiagge più belle di Leros

Circa 46 chilometri di costa in cui si alternano baie raccolte, insenature protette e lunghi tratti affacciati sull’Egeo. Molte spiagge conservano ancora un aspetto naturale che altrove è diventato un miraggio.

  • Alinda: la più estesa dell’isola, è caratterizzata da sabbia chiara, fondali graduali e una lunga fila di tamerici.
  • Vromolithos: inserita in una baia scenografica tra colline verdi e abitazioni affacciate sul mare. Acque trasparenti e colori intensi ne fanno una delle preferite dagli abitanti.
  • Panteli: tratto raccolto accanto al villaggio dei pescatori, ideale per chi apprezza un contesto autentico.
  • Agia Kioura: piccola, essenziale e molto amata per la trasparenza del mare. Nelle vicinanze sorge la celebre chiesa decorata dagli esiliati politici della dittatura greca.
  • Xirokampos: affacciata verso Kalymnos, unisce sabbia dorata, acque profonde e scorci dominati dal Paleokastro.
  • Dio Liskaria: una delle località balneari più frequentate dell’isola, circondata da vegetazione e facilmente raggiungibile.
  • Gourna: celebre per i tramonti che colorano il mare di sfumature rosate e dorate.

Dove si trova e come arrivare

Leros appartiene all’arcipelago del Dodecaneso e occupa una posizione strategica nel Mar Egeo orientale, tra Patmos, Kalymnos e Lipsi, a breve distanza dalla costa dell’Asia Minore. L’isola dispone di un piccolo aeroporto situato a Partheni, conneso quotidianamente ad Atene tramite voli interni.

Per chi preferisce il mare, i collegamenti in traghetto rappresentano la soluzione più diffusa. Le navi partono regolarmente dal porto del Pireo e dalle principali isole del Dodecaneso, comprese Rodi, Kos, Patmos e Kalymnos. L’approccio dal mare, del resto, resta il modo più affascinante per arrivare.

Quando le profonde insenature iniziano a delinearsi all’orizzonte e il profilo del castello compare sulle alture, si comprende subito perché tanti viaggiatori sviluppino un rapporto quasi viscerale con questa piccola isola: Leros divide raramente, perché più spesso conquista in silenzio.

Il silenzio azzurro dell’Egeo ha una forma, ed è quella dell’Isola di Lipsi

30 mai 2026 à 16:00

La mappa del Dodecaneso riserva frammenti di roccia calcaree che sembrano gettati per caso da una divinità distratta. Tra Patmos e Leros, infatti, sorge un minuscolo arcipelago, una costellazione di 30 isolotti disabitati che corona l’unica isola maggiore, Lipsi (o Lisso).

Si tratta di un posto dal magnetismo antico, legato alla leggenda della ninfa Calipso: la mitologia greca identifica questa sponda proprio con la mitica Ogigia, la prigione dorata che trattenne Ulisse per 7 anni, stregato dalla bellezza della padrona di casa e dalla pace del territorio.

Qui risiedono stabilmente circa 700 abitanti, una comunità unita che protegge un microcosmo intatto. I ritmi quotidiani seguono il battito del mare, le stagioni della pesca e il soffio costante del Meltemi, il vento estivo che rinfresca le giornate e pulisce l’aria, rendendo l’orizzonte limpido.

Chalki, l’isola color pastello del Dodecaneso dove il tempo non esiste

9 mars 2026 à 16:00

Se non preferite la fretta del turismo moderno, dovete salire su una barca che salpa nell’Egeo per poi rallentare davanti a una piccola baia semicircolare in cui compaiono facciate rosa antico, verde menta, ocra e azzurro pallido. Tutto questo non è un sogno, ma un’isoletta della Grecia incastonata tra Rodi e Tilos: si chiama Chalki.

Sono solo 28 chilometri quadrati di roccia chiara e montagne asciutte che si alzano fino ai 590 metri di altezza, pochi abitanti permanenti (persino meno di 300 durante l’inverno) e un mare da fare invidia anche ai Caraibi. Certo, con l’estate il numero di persone che solcano questo suolo cresce, ma l’isola conserva lo stesso le sue dimensioni intime, che fanno quasi sorridere chi arriva da mete ben più affollate del Paese.

Il tempo, poi, scorre in un modo tutto suo: le auto sono quasi assenti, le distanze minuscole e il porto coincide con il villaggio intero. Tutto è così a misura d’uomo che l’orologio perde importanza già dopo poche ore dalla sbarco. Chalki è un Dodecaneso semplice, una Grecia priva di eccessi turistici, ma piena di orizzonti limpidi.

Cosa vedere a Chalki

Sì, la battigia è certamente uno dei suoi punti di forza, ma Chalki svela la sua identità più profonda tra i sentieri aridi che risalgono le sue alture interne. Nonostante le minute dimensioni, infatti, è custode di tracce storiche sorprendenti, antiche fortezze, monasteri remoti e persino edifici neoclassici.

Nimborio, il porto che sembra un quadro

Il primo incontro con quest’angolo di Grecia avviene con Nimborio, unico vero centro abitato. Si fa amare istantaneamente già dal porto che forma una conca naturale quasi chiusa, puntellata da edifici colorati disposti come gradinate di un teatro. Le tonalità danno vita a una sorta di arcobaleno, che con il sole del Dodecaneso diventa persino più brillante.

Nimborio, Chalki
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Le casette colorate di Nimborio

Poi c’è il lungomare, punto di ritrovo, con tavolini all’aperto, pescatori che sistemano le reti e anziani che giocano a tavli (il backgammon greco) accanto a bicchieri di ouzo. Alle spalle, invece, tre mulini a vento abbandonati rendono l’atmosfera ancora più densa, immobile nei pomeriggi d’estate.

Chiesa di Agios Nikolaos

Il campanile più elegante di questa minuscola terra emersa appartiene alla Chiesa dedicata a San Nicola, patrono dei naviganti. Si tratta di un edificio che risale al 1861 e che riflette la ricchezza accumulata durante l’epoca della pesca delle spugne. Il cortile presenta una pavimentazione decorativa chiamata hohlakia, composta di piccoli ciottoli bianchi e neri che vanno a formare disegni geometrici che ricordano tappeti di pietra.

All’interno compaiono icone lignee scolpite e affreschi bizantini, illuminati da lampade a olio e dal profumo dell’incenso.

Il municipio e la torre dell’orologio

Davanti al porto prende vita il municipio di Chalki, ospitato in una dimora signorile del XIX secolo. Accanto alla facciata svetta una torre dell’orologio che domina la piazza. Curiosamente, questa struttura rappresenta un regalo della comunità di emigrati greci stabilitisi negli Stati Uniti. Un legame sentimentale con la terra natale che attraversa oceani e generazioni.

Chorio e il castello dei Cavalieri

A circa due chilometri da Nimborio appare un villaggio fantasma. È Chorio, antica capitale dell’isola costruita in posizione elevata per difendersi dalle incursioni piratesche. Le case in pietra giacciono in rovina tra cespugli di timo e fichi d’India, mentre il silenzio si diffonde nel paesaggio.

Sopra il borgo abbandonato emergono le mura del castello eretto nel XIV secolo dai Cavalieri di San Giovanni. La fortezza sfrutta i resti, secondo alcuni, di un’antica acropoli greca. La località custodisce frammenti di mura ellenistiche, cisterne medievali e piccole chiese. Il sentiero sale tra rocce chiare e panorama marino e dalla cima lo sguardo raggiunge l’orizzonte del Mar di Karpathos.

Monastero di Agios Ioannis Alargas

Il nome Alargas significa “lontano” e il monastero conferma perfettamente questa definizione. Si trova nell’entroterra, così talmente interno che è raggiungibile con un percorso tra pietre, muretti a secco e macchia mediterranea, per poi apparire improvvisamente tra cipressi e cortili silenziosi.

Il 29 agosto tutta la popolazione si riunisce proprio qui per la festa religiosa, tra cibo, musica e una celebrazione che prosegue fino all’alba con danze tradizionali chiamate sousta.

Monastero di Taxiarchis Palarniotis

Tra i pochi posti dell’isola circondati da vegetazione si trova questo luogo di culto dedicato all’arcangelo Michele. E ciò che lascia davvero sorpresi è che qui, a differenza del resto del territorio, tutto appare sorprendentemente verde.

Dal cortile si apre una vista ampissima sulle montagne aride e sul mare e a disposizione ci sono sentieri che collegano il monastero a vecchi mulini a vento e ruderi di cappelle medievali.

Le spiagge più belle di Chalki

E poi le spiagge di Chalki, che si distinguono per una purezza quasi minerale dovuta soprattutto ai fondali rocciosi e all’assenza di sedimenti portati da fiumi. La caratteristica principale delle sue calette risiede nella loro accessibilità ridotta, elemento che ne preserva la quiete anche durante i mesi più caldi. La roccia chiara di cui è composta, tra le altre cose, riflette la luce e produce un mare straordinariamente limpido.

  • Pondamos: l’unica vera distesa sabbiosa dell’isola e si trova a pochi minuti dal porto. La sabbia appare grossolana e dorata, mentre il fondale resta basso per diversi metri. Una taverna affacciata sul mare prepara pesce fresco e insalate greche.
  • Ftenagia: piccola baia di ciottoli situata a sud di Nimborio. L’acqua raggiunge tonalità turchesi incredibili e la visibilità rende questo punto ideale per snorkeling tra scogli e pesci.
  • Kania: insenuatura raccolta circondata da vegetazione mediterranea. Un minuscolo paradiso raggiungibile a piedi o tramite taxi boat dal porto.
  • Trachia: istmo roccioso situato sotto il castello medievale. Due lingue di ciottoli si affacciano su acque chiarissime in uno scenario selvaggio.
  • Areta: tra le baie più isolate di Chalki, con montagne scure che circondano la costa e danno vita a un ambiente quasi primordiale.

Come arrivare

Chalki non è facilissima da raggiungere e, anzi, possiede collegamenti limitati. L’accesso più semplice passa dall’isola di Rodi, raggiungibile in aereo dalle principali città europee. Dal porto di quest’ultima o da quello di Kamiros Skala partono traghetti locali che coprono la distanza in circa un’ora. Alcune navi provenienti dal Pireo effettuano una fermata durante la traversata nel Dodecaneso, anche se il viaggio supera spesso le 20 ore.

Quello di Chalki è un ritmo antico, lo stesso che la governa da secoli. Ah, è anche un’isola ecologica che oggi punta tutto sulla sostenibilità energetica: un vero paradiso.

Perché Karpathos è l’isola segreta della Grecia dove andare questa estate

26 février 2026 à 12:30

Per tutti quelli che hanno voglia di andare in Grecia durante le prossime vacanze estive e sognano un’isola autentica, selvaggia e poco battuta dal turismo di massa, Karpathos è la destinazione perfetta.

Situata nel Mar Egeo meridionale tra Creta e Rodi, questa perla del Dodecaneso combina paesaggi mozzafiato, tradizioni millenarie e un’atmosfera genuina che conquista chiunque la visiti.

Negli ultimi anni l’isola sta attirando sempre più attenzione internazionale proprio per la sua unicità e autenticità, risultando una meta ideale per chi è alla ricerca di una meta diversa rispetto alle classiche isole greche più gettonate.

Symi (in Grecia) e le sue spiagge: natura selvaggia e acque trasparenti

4 août 2025 à 09:42

Chi arriva a Symi dal mare resta immobile per qualche istante, come se l’isola imponesse di rimanere in silenzio. A metà strada tra Rodi e la costa turca, nel cuore del Dodecaneso, Symi si svela piano, come una sorta di anfiteatro di case neoclassiche color miele e ocra arrampicate sul porto naturale di Gialos.

È un’isola piccola, aspra e luminosa, in cui le montagne brulle scendono a picco su calette nascoste, raggiungibili spesso solo a piedi o in barca. Qui non ci sono lunghe distese di sabbia né stabilimenti affollati, ma il mare è trasparente come il vetro. Ecco le spiagge più belle di Symi per l’estate.

Agios Georgios Dysalonas, tra le più scenografiche

Una delle spiagge più scenografiche di Symi è senza subbio Agios Georgios Dysalonas, dove si arriva solo via mare per ritrovarsi davanti agli occhi una parete di oltre 300 metri di altezza che taglia il cielo. È una scogliera calcarea quasi verticale, che protegge un piccolo tratto di costa ricoperto di ciottoli bianchi. L’acqua qui assume un colore quasi irreale, tra il turchese e il cobalto, limpida al punto che le barche sembrano fluttuare nel vuoto.

Questa spiaggia è completamente selvaggia: non ci sono taverne, lettini, musica. Solo silenzio, vento e roccia. Vi basti pensare che, secondo gli abitanti, questo è il posto dove “il mare tocca la montagna”, perché non c’è praticamente spiaggia. Agios Georgios è anche un punto sacro, tanto che è presente una minuscola cappella incastonata nella roccia, spesso chiusa, ma venerata da anni dai pescatori del posto.

Gialos Beach, angolo di paradiso

Molto affascinante è anche Gialos Beach, una delle porte d’ingresso naturali all’isola di Symi. La spiaggia sorge proprio nel porto principale, un luogo di passaggio e incontro, dove le barche attraccano e la vita locale pulsa tra taverne, caffè e botteghe di artigianato.

A differenza delle spiagge isolate che si raggiungono solo via mare o dopo sentieri tortuosi, Gialos è facilmente accessibile e offre un’esperienza autentica della quotidianità di Symi. Il mare è limpido, ma le acque sono spesso affollate di barche, soprattutto durante l’estate, perché molti turisti sbarcano proprio qui per una nuotata veloce prima di esplorare il borgo.

L’arenile è composto di ciottoli e scogli, perfetti per prendere il sole con vista sulle casette color pastello che si arrampicano sulle colline. Un piccolo segreto: da queste parti c’è la tradizione di fare un tuffo all’alba, quando il porto è silenzioso e la luce dipinge il mare di sfumature d’oro e azzurro.

Agios Vasilios, tra le più tranquille

Tranquillità e bellezza si possono trovare ad Agios Vasilios, situata a breve distanza dal centro del villaggio di Pedi. Parliamo di una piccola insenatura che gode di un’atmosfera intima, lontana dal trambusto turistico, dove la natura conserva il suo volto più autentico.

La spiaggia è composta da ciottoli levigati e rocce basse che si tuffano in un mare cristallino, ideale per chi ama fare snorkeling tra pesci colorati e formazioni sottomarine. Questo, tra le altre cose, è anche un punto d’incontro per pescatori che spesso si fermano a riparare le reti o a scambiare due chiacchiere, mantenendo vive le tradizioni marinare dell’isola.

Nanou Beach, una gemma

Vale la pena fare un salto anche a Nanou Beach, piccola gemma nascosta sulla costa orientale di Symi, poco distante dal vivace villaggio di Nimborio. Meno frequentata dai turisti, è un rifugio ideale per chi cerca tranquillità e un contatto autentico con la natura selvaggia dell’isola.

Caratterizzata da una distesa di ciottoli chiari e acque limpide che sfumano dal turchese al blu profondo, mette a disposizione un’atmosfera intima e raccolta, circondata da macchia mediterranea e piccole scogliere. Nanou è spesso utilizzata anche come punto di partenza per escursioni in kayak verso calette nascoste e grotte marine, accessibili solo dal mare.

Nanou Beach, Symi
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La bellissima Nanou Beach

Panormitis Beach, spiaggia “spirituale”

Il cuore “spirituale” dell’isola è Panormitis Beach, sulla costa sud-occidentale, proprio accanto al celebre Monastero di Panormitis, uno dei luoghi più sacri e amati dell’isola. Poco estesa ma ricca di fascino, offre un equilibrio perfetto tra natura, storia e cultura locale.

Le sue acque cristalline lambiscono una riva composta da ciottoli chiari, accarezzati da un paesaggio roccioso dove le tonalità calde delle pietre si mescolano al verde intenso degli alberi e degli arbusti tipici della macchia mediterranea. Non è raro vedere piccoli gruppi di pellegrini e visitatori che, dopo aver esplorato il monastero, si fermano qui a vivere un momento di pace e riflessione, immersi nel silenzio rotto solo dal fruscio del mare.

In estate, durante la festa di San Michele Arcangelo, la spiaggia si anima con eventi solenni e processioni, momenti intensi di spiritualità che richiamano fedeli da tutta la Grecia.

Nimborio Beach, a due passi da un villaggio

Nimborio Beach è una spiaggia incantevole non troppo distante dal pittoresco villaggio di Nimborio, sul versante nord-occidentale di Symi. Si tratta di una piccola baia di ciottoli bianchi e acque cristalline amata soprattutto dai locali, che apprezzano la sua atmosfera autentica e rilassata, lontana dalla frenesia delle mete più turistiche.

La particolarità di Nimborio Beach sta nel suo legame stretto con il villaggio: basta fare pochi passi dalle case color pastello per tuffarsi in un mare che sembra scolpito apposta per nuotate lente e rinfrescanti. Il fondale è dolcemente digradante, ideale per famiglie e per chi ama esplorare con la maschera e il boccaglio, trovando piccoli pesci e conchiglie tra le rocce.

Maroni Beach, tra le meno conosciute

Davvero interessante è Maroni Beach, nascosta sulla costa nord-ovest di Symi. Raggiungibile solo via mare (il che la rende il top per chi cerca pace e natura incontaminata), è una piccola baia di ciottoli bianchi avvolta da una pineta che sfiora l’acqua cristallina, creando un’atmosfera intima e quasi selvaggia.

Come è possibile immaginare, non ci sono chioschi o servizi, solo la tranquillità del mare e la compagnia delle capre selvatiche che spesso si aggirano nei dintorni. A renderla speciale è anche la presenza di una piccola cappella sulla riva che aggiunge un tocco di spiritualità e divenire il luogo ancora più unico nel suo genere.

Marathounda Beach, tra scogliere selvagge

Anche l’affascinante Marathounda Beach è un piccolo angolo dell’isola che in pochi conoscono, pure perché nascosto tra le scogliere selvagge della costa sud-est di Symi. Qui il tempo sembra rallentare: la spiaggia di ciottoli chiari si adagia in una baia protetta dove il mare è cristallino e silenzioso, quasi un invito a perdersi tra i riflessi azzurri e a esplorare i fondali con calma.

Senza nessuna struttura turistica a disturbare la magia del territorio, Marathounda permette di vivere un’esperienza intima e autentica, come se l’isola stessa sussurrasse storie antiche e custodisse un segreto solo per chi abbia voglia di cercarlo davvero. Chi arriva qui sa che ha trovato un rifugio dove la natura regna sovrana e la bellezza si scopre passo dopo passo, in un dialogo silenzioso tra pietre, mare e vento.

Toli Beach, davvero appartata

Non è di certo da meno Toli Beach e, anzi, è una delle spiagge più suggestive e meno conosciute di Symi. Situata sulla costa nord-occidentale dell’isola, vicino al villaggio di Emborio, è raggiungibile sia via mare che via terra, ma la strada tortuosa e ripida rende l’accesso un po’ impegnativo, aggiungendo un tocco di avventura alla visita.

La spiaggia è caratterizzata da ciottoli bianchi e acque cristalline, ideali per nuotare e fare snorkeling. La zona è attrezzata con lettini gratuiti e una taverna che offre piatti tipici e vista panoramica sulla baia. Da qui, inoltre, parte un sentiero panoramico che la collega a Gialos, offrendo viste spettacolari lungo il percorso.

Agios Nikolaos Beach, atmosfera pittoresca

Infine Agios Nikolaos Beach, piccola baia sulla costa nord-orientale di Symi, tra Pedi e Marathounda, famosa per la sua sabbia mista a ciottoli e le acque limpide che sfumano dal turchese al blu. Il suo vero charme nasce dall’omonima chiesetta bianca, che domina la riva e regala un’atmosfera serena e pittoresca, perfetta per chi cerca relax lontano dal caos.

Da queste parti si possono trovare lettini, ombrelloni e una taverna che serve piatti tipici greci, mentre gli alberi di tamarisco offrono ombra naturale, ideale per le famiglie con bambini grazie alle acque poco profonde. Raggiungere la spiaggia è facile, perché si può fare una piacevole camminata di 20 minuti da Pedi seguendo il sentiero segnato, oppure arrivarci in barca o con un taxi boat dal porto di Gialos.

L’isola della Grecia con un solo abitante è un vero paradiso

30 juin 2025 à 16:28

C’è un’isola in Grecia che potrebbe tranquillamente essere quella dove è sbarcato Robinson Crusoe. Si chiama Kinaros ed è un minuscolo lembo di terra del Dodecaneso, nel Mare Egeo, a soli di 4,5 chilometri dalle vicine Leros, da una parte, e la più frequentata Amorgos, dall’altra. Nessun traghetto ci arriva. È una perla ancora sconosciuta. Ed è il paradiso che stiamo cercando.

Kinaros, paradiso della Grecia

L’isola ha un solo abitante. Anzi, una: Irini. La signora, originaria dell’isola, si era trasferita a vivere in Australia, ma 25 anni fa ha deciso di tornare a Kinaros con il marito, scomparso pochi anni fa. Oggi vive sola sull’isola più solitaria e paradisiaca della Grecia. Una volta alla settimana, una barca le porta beni di prima necessità.

Se cercate in Internet troverete: hotel=0, ristoranti=0, traghetti=0. Non è una meraviglia? Non si può quindi soggiornare sull’isola di Kinaros e neppure sedersi a una taverna per una bella insalata greca e un bicchiere di vino. Bisogna portarsi tutto da casa (e riportare via la spazzatura). C’è solo una chiesetta sulla cima di un monte, costruita dal nonno di Irini alla fine dell’800.

La meta più amata dai velisti nell’Egeo

Il nome “Kinaros” viene dal carciofo che un tempo si coltivava sull’isola, da cui il nome derivato dalla parola “kinara”. L’isola è stata citata da autori come Plinio il Vecchio e Athenaeus, che testimoniano la sua esistenza da millenni. Oggi, però, non c’è nulla, ma è un approdo perfetto per chi trascorre le vacanze in barca. Si può gettare l’ancora in una delle tante insenture dell’isola e raggiungere la riva a nuoto o con un tender.

Una volta messo piede su Kinaros, è buona educazione rendere omaggio alla signora Irini – la sua casa è proprio sulla costa – e chiederle il permesso di restare sull’isoletta, per godere delle spiagge deserte e piuttosto rocciose, per esplorare i dintorni (è grande solo 4,5 chilometri quadrati) e per fare una passeggiata in collina (l’altitudine massima è di 300 metri circa) o regalarsi un fantastico bagno nelle fresche acque turchesi dell’Egeo.

Cosa vedere a Rodi, magica isola greca che mescola storia, cultura e panorami da sogno

26 juin 2025 à 14:06

Storia, natura mozzafiato, centri abitati, spiagge da sogno: Rodi è un’isola della Grecia, la più grande fra quelle del Dodecaneso, ed è uno scrigno di cultura e bellezza.

Già, quella che si presume sia l’origine del suo nome, è poesia: pare infatti che possa derivare dalla parola antica greca che significa rosa, tanto è vero che viene definita isola delle rose. Ma le teorie sono tante e si intrecciano con la mitologia e con il passato ancora più antico.

Quello che è certo è che oggi Rodi è una meta fantastica da visitare per la quantità di ricchezze che svela ai suoi visitatori e per le numerose esperienze che qui si possono vivere. Un luogo autentico, affascinante, con le sue spiagge da sogno, la sua natura straordinaria e i suoi luoghi intrisi di storia.

Cosa vedere e cosa fare a Rodi, isola greca di grandi dimensioni in cui ogni viaggiatore si sente accolto.

Rodi: otto cose da vedere sull’isola del Dodecaneso

Ci sono posti in cui i paesaggi mozzafiato si uniscono a un passato vivido e ancora visibile, a una cultura intrigante e a esperienze indimenticabili. Succede, ad esempio, a Rodi: magnifica isola della Grecia, in cui mito e leggenda si intrecciano alla storia dando vita a un luogo da sogno, perfetto per una vacanza che mescola spiagge paradisiache, natura straordinaria, opere del passato e tradizioni da conoscere. E un viaggio qui significa tante cose da fare e da vedere. Dieci cose da vedere a Rodi.

1. Rodi: dentro la città vecchia

Il centro storico di Rodi è un vero e proprio viaggio indietro nel tempo: la città vecchia, infatti, è stata iscritta nei Patrimoni dell’Umanità Unesco ed è un concentrato di meraviglia. E qui, in questo tesoro cinto da mura, si torna al Medioevo e si trovano alcune tappe fondamentali di un viaggio sull’isola. A partire dal Palazzo dei Grandi Maestri, incredibile fortezza che è stata eretta dai cavalieri di Rodi nel XIV secolo, poi distrutta e infine ricostruita. Si continua con la via dei Cavalieri, strada in cui sembra di camminare nel passato e su cui si affacciano interessanti palazzi. Il museo archeologico, invece, si trova nel palazzo che era noto come l’Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni e al suo interno si possono ammirare reperti della zona. Non manca un bagno turco, questo databile intorno al XVI secolo.

Rodi città, la parte antica
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La parte antica della città di Rodi

2. La città nuova

Se Rodi ha una parte antica di grande meraviglia e fascino, va anche detto che la città ha anche una zona moderna, in cui spiccano palazzi in stile italiano. Qui vale la pena ammirare il lungomare, area in cui si trovano molti luoghi interessanti come la cattedrale ortodossa o il nuovo mercato, Nea Agorà, posto vivace in cui ci si imbatte in tanti negozi, ristoranti e caffè.

3. Acropoli di Rodi

Nella zona occidentale della città si trova l’Acropoli di Rodi dove si possono ammirare i resti del passato più antico, bisogna salire sul Monte Smith da dove si gode di un panorama che leva il fiato per poter rimanere affascinati dai resti del Tempio di Apollo, quelli dell’Odeon che era l’antico teatro, e dello stadio. Un luogo in cui respirare la storia e fare il pieno di bellezza.

4. Il sito archeologico Kamiros

Un altro posto sull’isola da raggiungere per chi è alla ricerca dei resti più antichi è il sito archeologico Kamiros: siamo nella zona nord-occidentale di Rodi e questa città era stata fondata nel VII secolo a. C. dai Dori, anche se ciò che si può ammirare oggi sono i resti dell’epoca ellenistica. Qui si possono ammirare quello che è stato il tempio di Atena Kamirada, ma anche la piazza del mercato e poi basi di statue ed edifici. Si trova a circa 30 chilometri dalla città di Rodi.

Il sito archeologico di Kamiros sull'isola di Rodi
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Il sito archeologico di Kamiros che si trova sull’isola di Rodi

5. Lindos, il villaggio (ma non solo)

Lindos è un villaggio da cartolina, con le sue casette bianche, la natura che lo incornicia e un mare dalle mille sfumature di blu. Siamo sulla costa orientale dell’isola, a circa 55 chilometri dalla città principale (di cui è una frazione). E qui si possono incontrare diverse meraviglie come l’acropoli che si trova a 116 metri di altitudine, su una collina che si getta nel mare, con il tempio dorico di Atena Lindia, databile intorno al IV secolo a. C.. Nello stesso sito vi è la rocca dei Cavalieri, innalzata nel XIV secolo, e molto affascinante. È un luogo incredibile, di struggente bellezza, da cui la vista spazia su panorami bellissimi.

Isola di Rodi: Lindos
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Isola di Rodi: alla scoperta di Lindos

6. Monastero di Panagia Filerimos

Sopra la collina di Filerimos si trova un monastero che è stato innalzato dai cavalieri di San Giovanni, ma non solo: da qui si può ammirare un panorama incantevole e – aspetto che non guasta – si trova a circa 15 chilometri dalla città capoluogo. Dedicato alla Vergine Maria, è stato innalzato nel XV secolo sopra una precedente costruzione bizantina e presenta uno stile gotico. Nella stessa zona si possono ammirare molte altre bellezze: la volta di San Giorgio, la fontana dorica e il vecchio battistero. La vista spazia fino alla baia di Ialyssos.

7. Monastero di Tsambika

A picco sul mare, poi, vi è il Monastero di Tsambika: siamo sulla costa orientale dell’isola, nei pressi del centro urbano di Archangelos. Questo luogo sacro non solo è interessante per le meraviglie che contiene, ma anche per la bellezza del paesaggio intorno e per la vista che leva il fiato. Si raggiunge dopo aver percorso quasi 300 gradini.

8. Prassonissi

Collegata a Rodi vi è Prassonissi, isola che emerge dalle acque nella zona meridionale. A unir le due vi è una striscia di sabbia che sparisce con l’alta marea. Oltre a essere paesaggisticamente molto bella, è interessante perché qui avviene l’incontro tra due mari: il mar Mediterraneo e l’Egeo. La sua peculiarità è quella di presentare due tipologie di riva: quella più ventosa e quella più tranquilla. Il posto ideale per chi ama il surf. Vi è anche un faro.

Cosa fare a Rodi

Se le cose da vedere sull’isola di Rodi sono veramente tante, non mancano neppure quelle da fare: esperienze che vale la pena vivere e che diventeranno alcuni dei ricordi più belli di un viaggio indimenticabile. Infatti, alcune caratteristiche vincenti di questo luogo non sono ancora state menzionate, come le spiagge da sogno (che possono per merito entrare nell’elenco di quelle più belle della Grecia) e la natura incredibile. Ma ecco che non mancano le occasioni per vivere anche questi luoghi.

Baia Anthony Quinn: isola di Rodi
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La celebre Baia Anthony Quinn sull’isola di Rodi
  • Fare un tour delle spiagge: l’isola di Rodi – come le altre che fanno parte della Grecia –  è ricca di arenili da sogno, proprio quelli che ci spingono a partire per colmare lo sguardo di una bellezza che leva il fiato. Tra quelle che vale la pena raggiungere vi è quella, iconica, che porta il nome di Baia di Anthony Quinn, dal momento che ha fatto da sfondo al film I cannoni di Navarone: è di piccole dimensioni e sembra una gemma preziosa incastonata in un paesaggio fatto di mare cristallino, roccia e vegetazione mediterranea. Da citare anche Tsambika beach, Agathi Beach (o Golden Beach) o la spiaggia di Elli. Una cosa è certa: c’è l’imbarazzo della scelta.
  • Scoprire la Valle delle farfalle: a Rodi c’è un luogo in cui la magia sembra prendere forma, è la Valle delle Farfalle che si trova nei pressi di Petaloudes e non troppo distante dalla città principale. Qui la natura ha creato un ambiente paradisiaco: ruscelli, stradine, laghetti, una vegetazione lussureggiante e, poi, loro: le farfalle. Soprattutto sul finire dell’estate sono tantissime.
  • Vistare le Terme di Kallithea: poco distante dalla celebre Baia Anthony Quinn si trova Kallithea, frazione della città di Rodi da cui dista circa una decina di chilometri. Qui ci sono spiagge diversificate tra loro e delle belle terme, un complesso realizzato durante l’occupazione italiana e che ha aperto i battenti nel 1929. Sorge in un luogo celebre fin dall’antichità per le sue acque termali. Vale la pena visitarle per fare un salto indietro nel tempo, al passato più recente dell’isola. E poi si trovano in un’area di grande pregio
  • Partire per un tour sulle isole vicine: Rodi non è solo isola, ma è anche la possibilità di partire alla scoperta di quelle vicine con gite in barca. Si può raggiungere Symi, posta a pochissima distanza dalla Turchia, con i suoi monasteri e chiese da vedere, le case dipinte e spiagge stupende. In genere è inclusa una tappa alla Saint George Bay, dove fare il bagno in un luogo paradisiaco. Un’altra gita è quella verso Halki, piccola isola che si trova a circa sei chilometri dalle coste di Rodi: un luogo in cui respirare autenticità e bellezza.
Valle delle Farfalle sull'isola di Rodi
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La meravigliosa Valle delle Farfalle sull’isola di Rodi

Come arrivare a Rodi

Arrivare a Rodi è davvero semplice, infatti esistono dei collegamenti diretti dall’Italia in aereo: senza dubbio questo è il metodo più veloce e pratico. Inoltre l’aeroporto si trova a circa 15 chilometri dalla città principale.

Arrivare dall’Italia in traghetto, invece, risulta più complicato dal momento che non ci sono linee dirette ma si può raggiungere l’isola solamente dal Pireo, collegato a Patrasso. Quindi dall’Italia si deve prendere un traghetto fino a Patrasso, da lì raggiungere il Pireo e poi partire alla volta di Rodi. Un percorso decisamente più lungo, ma perfetto per chi non ama volare e mette in conto un viaggio meno immediato e più “avventuroso”.

Una cosa è certa: raggiunta l’isola di Rodi, poi, ci si potrà solo far incantare dalla sua meraviglia e dalla magia di un posto che mescola storia, cultura, panorami da sogno e spiagge indimenticabili.

Le mitiche isole del Dodecaneso in Grecia

7 août 2024 à 17:39

L’arcipelago del Dodecaneso è un luogo affascinante situato nel Mar Egeo, un punto di incontro unico dove trovare esempi antichi di cultura, storia e bellezze naturali. Queste isole hanno una posizione strategica tra Grecia e Turchia e rappresentano un vero e proprio tesoro nascosto, destinazione adatta per i viaggiatori alla ricerca di avventure indimenticabili e panorami mozzafiato.

Storia e cultura del Dodecaneso

Dodecaneso significa letteralmente “dodici isole”, anche se in realtà è composto da più isole e numerosi isolotti. La storia di questo arcipelago è molto ricca e complessa, dalle influenze che derivano dall’antica Grecia e dall’Impero Romano, ma anche dai Cavalieri di San Giovanni e dall’Impero Ottomano, fino alla recente storia greca e italiana.

Queste fantastiche isole, abitate fin dal periodo antico, comprendono non solo le più famose Rodi e Kos, quest’ultima conosciuta anche per essere stata la patria di Ippocrate, ma anche altri bellissimi luoghi come Patmos e Karpathos. Le tracce di questi antichi splendori oggi sono ancora visibili sotto forma di rovine archeologiche, tra templi e antiche città.

Ecco quali sono le principali isole del Dodecaneso

Rodi, patrimonio dell’umanità

Rodi è l’isola più grande e popolosa dell’intero arcipelago del Dodecaneso. La città medievale di Rodi, inoltre, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e offre un affascinante mix di storia e cultura dell’antica Grecia e modernità. Da non perdere una visita al Palazzo del Gran Maestro, oltre che le mura medievali e la via dei Cavalieri. Inoltre, per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del relax e del divertimento, soprattutto per rinfrescarsi e godere del fantastico mare greco, si consigliano le spiagge di Elli e Faliraki.

Qui il sole splende trecento giorni l’anno ed è la più turistica fra tutte quelle che compongono questo arcipelago. Sull’isola di Rodi, conosciuta anche come “isola delle Rose”, oltre a spiagge bellissime e cultura millenaria, è possibile trovare una ricca e intensa vita notturna.

L’isola di Kos

Kos è tra le isole più famose dell’intera Grecia, destinazione scelta da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo per un viaggio tra spiagge, villaggi e storia. Si trova di fronte a Bodrum, famosa località della riviera turca e distante circa 4 chilometri dalla costa.

Questa isola è famosa per l’ottimo clima che la caratterizza, ma anche per le testimonianze storiche e le bellezze naturali che si possono visitare come, ad esempio, l’Asklepeion dell’omonimo capoluogo dell’isola, uno dei santuari più frequentati dell’antichità.

La città di Kos offre anche una vivace vita notturna, oltre a numerosi ristoranti, bar e caffetterie da vivere sul lungo lungomare greco.

La montuosa isola di Kalymnos

L’isola di Kalymnos è famosa per la sua tradizione di pesca delle spugne, note anche come porifere, e per essere una meta ideale per gli appassionati di arrampicata. Kalymnos, infatti, è un’isola montuosa e brulla, con pareti rocciose e panorami mozzafiato, e rappresenta un vero e proprio piccolo paradiso per gli appassionati della disciplina.

Il capoluogo è una città moderna ed elegante con case colorate che fanno da cornice al porto, in contrasto con i caratteristici paesini sparsi tra le valli profumate di limoni e dove è possibile venire a contatto con la vera cultura popolare locale.

L’isola di Leros

Leros è un’isola tranquilla e pittoresca, con incantevoli villaggi, belle spiagge e una storia interessante. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Leros fu una base navale italiana e tedesca, e ancora oggi si possono vedere i resti delle fortificazioni militari. La capitale, Platanos, con le sue case tradizionali e le strette vie, merita una visita.

L’isola di Symi

L’isola di Symi è conosciuta per le sue colorate case neoclassiche, che si affacciano sul porto di Gialos, ed è caratterizzata da una natura selvaggia. È un’isola prevalentemente rocciosa e alcune spiagge, spesso raggiungibili solamente in barca, sono a dir poco bellissime. Tra queste Agios Georgios, alta ben 300 metri, e Aghios Nikolaos, spiaggia di sabbia che si può facilmente raggiungere a piedi o attraverso il servizio di taxi boat. Quest’isola è la destinazione ideale per gli amanti della fotografia, alla caccia di foto e panorami perfetti.

Gli amanti della natura scelgono Karpathos

Karpathos è l’isola ideale per chi è alla ricerca di esperienza nella natura, ma stando comunque a stretto contatto con le tradizioni locali. Infatti, qui è possibile visitare gli storici villaggi di Olympos e Menetes, che conservano ancora antiche usanze del popolo locale, per un assaggio autentico della vita greca, fra le piccole vie che si snodano in mezzo alle case bianche e quadrate. Sono presenti anche spiagge molto belle, come Amoopi, Lefkos e Kira Panagia.

Nei pressi di quest’ultima spiaggia c’è una piccola campana presso una chiesa dal tetto rosso, che è possibile raggiungere lasciandosi alle spalle la spiaggia e le piccole casette, che secondo la leggenda, se suonata, riporterà i visitatori sull’isola ancora una volta nella vita.

Vista della baia di Scarpanto sull'isola di Karpathos in Grecia, con case tipiche sullo sfondo
Fonte: iStock
Baia di Scarpanto sull’isola di Karpathos

L’isola farfalla di Astypalea

Astypalea è una bellissima isola a forma di farfalla, con bellissime coste a strapiombo sul mare. Grazie alla sua forma questa piccola isola del Dodecaneso è unica nel suo genere, formata da due isole gemelle unite da un lembo di terra lungo appena 150 metri.

È un’isola montuosa con bellissime coste a strapiombo sul mare. L’omonimo capoluogo sembra un anfiteatro adagiato su un colle. Le piccole case bianche hanno porte e finestre colorate. Il paese è dominato un imponente castello veneziano: i veneziani la chiamavano Astropalia e a distanza di secoli sono ancora evidenti e vivi i segni del veneto passaggio tanto che non è raro incontrare persone, specie anziani, che volentieri parlano la nostra lingua.

Queste sono solo alcune delle isole del Dodecaneso, mete ideali per scoprire questo angolo di paradiso nel mar della Grecia. Si trovano qui anche Nisyros, famosa per il suo vulcano ancora attivo, ma anche Chalki, lontana dal turismo di massa. Destinazioni ideali per gli appassionati di storia, ma anche per gli amanti della natura, per chi è in cerca di relax e per chi vuole immergersi a pieno nella cultura locale, perfette per tutti.

Come arrivare dall’aeroporto di Kos in città

11 mai 2024 à 19:15

È baciata dal sole tutto l’anno e le sue spiagge sono un paradiso terrestre e meta di molti viaggi diretti in Grecia. Stiamo parlando di Kos (in italiano Coo) la terza isola più grande del Dodecaneso. Sono tanti i nomi con i quali viene chiamato questo lembo di terra bagnato dalle acque del mediterraneo, dal quale prende il suo splendido clima: “piccola Rodi”, “giardino dell’Egeo” o “isola di Ippocrate”.

Se state organizzando un viaggio in questo affascinante paradiso terrestre, ecco tutto quello che dovreste sapere per spostarvi dall’aeroporto, in comodità e risparmiando, verso la città di Kos.

L’aeroporto di Kos e i voli diretti dall’Italia

L’aeroporto internazionale di Kos Ippokratis (KSG), situato nella zona centromeridionale dell’isola, prende il nome da colui che è considerato il padre della medicina, ovvero Ippocrate, che nacque proprio in quest’isola.

Arrivare a Kos è facile. L’aeroporto è collegato a molte delle principali città europee, oltre che ad Atene e Salonicco, in Grecia. Dall’Italia, i voli diretti a Coo partono dagli aeroporti di Napoli, Roma, Bologna, Verona, Bari, Milano Malpensa, Venezia e Pisa. Alcuni collegamenti diretti sono solamente stagionali e spesso i biglietti vanno a ruba. Per questo motivo il consiglio è quello di prenotare il volo con largo anticipo.

Situato vicino ai villaggi di Antimachia e Kardamena, l’aeroporto dell’isola dista circa 26 chilometri dalla città di Kos.

State organizzando il vostro viaggio a Coo e una volta atterrati avete intenzione di raggiungere la città? Ecco tutto quello che dovreste sapere sui trasporti in quest’isola greca.

Come spostarsi dall’aeroporto di Kos

Una volta atterrati all’aeroporto di Kos, potrete scegliere una delle tre opzioni di trasporto offerte per gli spostamenti verso il centro cittadino dell’isola di Ippocrate: prendere un autobus (o bus navetta), noleggiare un’auto oppure prendere il taxi.

Autobus

La scelta più comune per la maggior parte dei viaggiatori ricade sull’autobus. I mezzi pubblici, gestiti dalla società Ktel Kos Sa, raggiungono sia la città che le altre località disseminate nell’isola, come Mastihari, Marmari, Pyli e Tigaki.

La corsa in autobus dura all’incirca 40 minuti (anche se possono verificarsi ritardi in situazioni di traffico particolarmente intenso) ed effettua solo una fermata al porto di Mastihari prima di raggiungere la stazione centrale di Kos, in via Pisandrou. Il costo del titolo di viaggio, acquistabile direttamente a bordo o nelle reception di molti hotel, è di soli 3,50 euro a persona per tratta singola.

Il numero e gli orari delle corse variano in base ai giorni della settimana. La domenica le corse sono ridotte e l’ultimo autobus parte alle ore 16 dall’aeroporto, mentre da Kos l’ultimo viaggio parte alle ore 17. Per trovare tutte le informazioni sugli orari delle corse, vi consigliamo di visitare il sito web ufficiale della compagnia di trasporto.

Taxi

Un’alternativa all’autobus per raggiungere la città di Kos dall’aeroporto è il taxi. Meno economico rispetto alla prima soluzione, il servizio taxi (presente fuori dal terminal aeroportuale) vi permette di raggiungere qualsiasi punto dell’isola e per questo è consigliato soprattutto a coloro che soggiornano fuori dal centro cittadino.

Di contro, oltre al costo ben più elevato rispetto all’autobus (una corsa in taxi verso Kos parte da circa 35/40 euro), riuscire a trovare un taxi disponibile può richiedere un’attesa anche molto lunga. Per questo, se optate per un taxi il consiglio è quello di prenotare il viaggio in anticipo.

Noleggio auto

La scelta che permette di visitare comodamente ogni angolo di questa perla del mediterraneo è il noleggio di un’automobile. Fuori dall’aeroporto si trovano varie compagnie che prestano tale servizio. Vi consigliamo di prenotare l’auto in anticipo, in modo da essere sicuri della sua disponibilità e per risparmiare sul prezzo del noleggio.

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