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Aujourd’hui — 17 septembre 2026Flux principal

Una sepoltura insolita riemerge dopo 3.000 anni: la scoperta porta fino a Ramses II

Par : elenausai10
17 septembre 2026 à 11:12

In Egitto, nella regione del Beheira, gli scavi a Tell el-Abqain stanno restituendo un pezzo di storia rimasto sepolto per tre millenni. Il sito, un tempo avamposto militare ai margini occidentali del Delta del Nilo, faceva parte del sistema difensivo che l’Egitto del Nuovo Regno aveva costruito contro le incursioni delle tribù libiche.

Tra le nuove scoperte, a colpire l’attenzione degli archeologi è stata soprattutto una sepoltura fuori dal comune: quella di un cavallo, ritrovato intatto e con ogni probabilità sacrificato secondo un rituale preciso, insieme a testimonianze che collegano il sito al faraone Ramses II.

La scoperta: un cavallo sepolto con cura a Tell el-Abqain

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce un ampio complesso abitativo in mattoni crudi, attraversato da due strade che si incrociano ad angolo retto e collegato all’ingresso meridionale della fortezza, realizzato in pietra calcarea. Un impianto urbanistico tutt’altro che casuale, che racconta di una comunità organizzata: nelle stanze sono stati trovati silos per il grano, forni per la cottura del pane e, nell’angolo sud-orientale, abitazioni sorte intorno a un gruppo di pozzi già noti agli archeologi per recare le titolature di Ramses II.

Alcuni ambienti, a nord della via principale, fungevano da magazzini: al loro interno sono stati rinvenuti grandi vasi in ceramica con resti di chicchi di grano carbonizzati, prova diretta delle strategie di conservazione del cibo adottate nella fortezza.

Ma è la sepoltura di un cavallo maschio, giovane e di taglia media, il ritrovamento più singolare. L’animale, verosimilmente allevato per la velocità e destinato all’addestramento o al traino dei carri da guerra, è stato deposto con il corpo intatto e la testa orientata in una direzione precisa, un dettaglio che lascia pensare a una cerimonia vera e propria. Accanto alla sepoltura sono emersi frammenti cilindrici in alabastro e calcare, probabilmente parte della decorazione di un finimento da carro.

Il legame con Ramses II e i culti della fortezza

A rendere ancora più interessante la scoperta avvenuta in Egitto sono le testimonianze scritte. Per la prima volta nell’area archeologica del Beheira è stata rinvenuta una stele in calcare con un testo ieratico riferito al re Merneptah, che ne celebra la forza paragonandola a quella del dio Seth, con un richiamo anche al dio creatore Ptah. Una seconda stele riporta invece il nome di nascita, il nome del trono e il nome di Horus di Ramses II, mentre una terza raffigura un prigioniero libico delle tribù Meshwesh, con il corpo piegato in segno di sottomissione.

Anche gli oggetti religiosi emersi confermano quanto la vita quotidiana nella fortezza fosse intrecciata alla sfera del sacro: scarabei con i nomi di Ramses II e Seti I, altri legati ad Amon, Sekhmet, Ptah e Seth, oltre ad amuleti a forma di pesce, fiore di loto, cobra, segno nefer e babbuino, simboli di protezione, fertilità e rinnovamento. A completare il quadro, oggetti di uso comune come vasellame per la conservazione di cibo, profumi e oli, tra cui un flacone collegato ai pellegrinaggi ad Abido, pesi da telaio e strumenti per la macinazione.

Nel complesso, la fortezza di Tell el-Abqain restituisce l’immagine di una comunità in cui la vita militare conviveva con l’agricoltura, l’artigianato e la devozione religiosa. Gli scavi proseguono e i ricercatori si aspettano che possano chiarire ulteriormente il ruolo del sito nella difesa della frontiera occidentale egiziana durante il Nuovo Regno.

Hier — 16 septembre 2026Flux principal

La Bambola, le location del nuovo dramma in costume hanno un’eleganza antica e ineguagliabile

16 septembre 2026 à 17:00

C’è un nuovo dramma storico pronto a trasportare gli spettatori in una Varsavia di fine Ottocento animata da amori tormentati, gelosie di classe, ricevimenti sfarzosi, conflitti sanguinolenti. Per ricreare al meglio l’atmosfera del tempo la serie, adattata da un grande classico della letteratura polacca, “Lalka” di Bolesław Prus, è stata girata tra eleganti palazzi aristocratici e ampie arterie urbane che durante la rivoluzione industriale segnarono l’ascesa di una nuova borghesia dedita al commercio e all’impresa.

Scopriamo insieme le location di La Bambola, disponibile su Netflix (col titolo internazionale di The Doll) dal 16 settembre 2026.

Di cosa parla

Stanisław Wokulski (Tomasz Schuchardt) è un uomo di umili origini ma estremamente ambizioso che si è costruito da solo la propria posizione sociale, passando attraverso povertà, guerra, lavoro. Quando si innamora di Izabela Łęcka (Sandra Drzymalska), giovane appartenente a una famiglia nobiliare, è costretto a fare i conti con l’evidenza che la classe aristocratica, in cui pure è apparentemente ben inserito, fatica in realtà a considerarlo uno di loro. I genitori di lei, il padre soprattutto, ostacolano profondamente infatti la relazione nonostante, dal canto suo, anche Izabela provi a liberarsi da vincoli e cliché di classe e a trovare il proprio da sola il proprio posto in società.

Arriva su Netflix il dramma in costume "La Bambola"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “La bambola”

Dov’è stata girata la serie

Per rimanere fedele all’ambientazione, la nuova serie in costume di Netflix è stata interamente girata in Polonia. Nel corso dell’estate 2025, quella in cui sono state effettuate le riprese, i set si sono alternati tra città come Varsavia, Lublino, Łódź e Wrocław.

Varsavia

A Varsavia la maggior parte delle location di La Bambola si trovano in Krakowskie Przedmieście: una delle principali arterie cittadine che collega la città vecchia e il castello. Distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita a metà del Novecento restando il più possibile fedeli alla sua struttura originaria: sulla strada, così, ancora oggi si affacciano chiese e palazzi storici, importanti edifici pubblici e governativi ma anche locali alla moda e boutique lussuose che, a proposito di passato, testimoniano il forte sviluppo borghese vissuto a fine Ottocento dalla capitale polacca.

C'è Varsavia tra le principali location della serie Netflix "La bambola"
iStock
L’elegante Krakowskie Przedmieście

Alcune scene sono state girate in prossimità del monumento a Nicolò Copernico: una statua bronzea che rende omaggio all’astronomo prussiano e al suo apporto alla fisica moderna.

Varsavia: dov'è girata la nuova serie in costume di Netflix "La bambola"
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Lo storico monumento a Copernico

Lublino

A Lublino tra i luoghi dov’è stata girata la serie La Bambola spicca la Old Town: il nucleo originale della città, oggi tutelato come patrimonio artistico-culturale nazionale. Inconfondibile è il Kraków Gate: un’imponente porta d’ingresso in stile gotico – poi rimaneggiata nell’Ottocento con elementi barocchi – che è quello che resta della cinta muraria del XIV secolo che proteggeva la città.

C'è anche Lublino tra le location di "La bambola"
iStock
Lublino: la meravigliosa città antica

Łódź

A Łódź il nuovo dramma in costume di Netflix è stato girato soprattutto al Karol Poznański Palace: un elegante palazzo neorinascimentale, un tempo residenza aristocratica e oggi sede del rettorato dell’Accademia della musica.

Wrocław

A Wrocław, storica capitale della regione meridionale della Silesia, le principali location della serie La Bambola sono Szajnocha Street e Nieborów Palace. La prima è un’elegante via centrale, fiancheggiata da palazzi storici e che richiamano un’atmosfera ottocentesca.

"La bambola" è il nuovo dramma storico di Netflix adattato dal romanzo di Bolesław Prus
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La bambola”

Nieborów Palace è invece una residenza settecentesca, progettata da uno dei più importanti architetti barocchi del Nord Europa: Tylman van Gameren, oggi utilizzata soprattutto come spazio espositivo all’interno di un complesso che, oltre al palazzo, due parchi (di cui uno in stile inglese), un’aranciera, una rimessa per le carrozze, una dependance e un edificio per la manifattura.

Nieborów Palace è una delle location di "La bambola" a Wrocław
iStock
Il romantico complesso di Nieborów Palace

Atokos, l’isola greca senza abitanti diventata celebre per i maiali selvatici in spiaggia

16 septembre 2026 à 15:00

Nel Mar Ionio esiste una piccola isola privata che negli ultimi tempi è diventata una delle mete più insolite della Grecia. Si chiama Atokos e si trova nei pressi di Itaca, tra le isole dello Ionio. È un territorio disabitato dall’uomo, caratterizzato da una costa prevalentemente rocciosa, piccole baie e acque trasparenti. A renderla famosa, però, non sono soltanto il paesaggio e la sua posizione appartata, ma alcuni abitanti molto particolari: gruppi di maiali selvatici che si muovono liberamente lungo le coste e arrivano fino al mare.

Foto e video degli animali sono diventati virali sui social network, portando Atokos all’attenzione di viaggiatori provenienti da diversi Paesi. L’isola, un tempo conosciuta soprattutto da chi navigava nello Ionio, è oggi inserita negli itinerari di numerose escursioni in barca.

La Toscana apre le porte dei suoi luoghi più segreti: torna la Terra dei 100 Castelli

16 septembre 2026 à 14:00

Ci sono luoghi della Toscana che raccontano storie antiche e che, per gran parte dell’anno, rimangono lontani dai percorsi turistici più conosciuti. Sono castelli, fortezze, torri, pievi e dimore storiche disseminati nel territorio di Massa-Carrara, protagonisti dal 17 al 20 settembre 2026 di una nuova edizione de “La Terra dei 100 Castelli“. Quattro giorni di aperture straordinarie, visite guidate ed esperienze per andare alla scoperta di un patrimonio che conta quasi cento castelli e che comprende anche strutture normalmente non accessibili al pubblico o visitabili solo in rare occasioni.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto Valorizzazione Castelli con il contributo della Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest e coinvolge sempre più Comuni, proprietari privati, Pro Loco, associazioni, operatori turistici e realtà culturali. Il supporto di Sigeric, cooperativa specializzata nella valorizzazione turistica della Lunigiana e della provincia, contribuisce inoltre alla costruzione di itinerari, visite ed esperienze capaci di mettere in relazione il patrimonio storico con il paesaggio locale.

Dai castelli Malaspina alle fortezze: i luoghi da scoprire

Il programma permette di scegliere tra numerose aperture distribuite nei diversi comuni della provincia. Tra gli appuntamenti spicca il Castello del Piagnaro di Pontremoli, visitabile dal 17 al 20 settembre dalle 10 alle 18:30, con ultimo ingresso alle 17:30. Il 20 settembre, alle 21:30, sarà inoltre teatro di un concerto di MutaMenti Liliana Sommariva.

Sempre dal 17 al 20 settembre aprirà le porte il Castello Malaspina di Fosdinovo, con visite in diversi orari della giornata (ore 11,12,15,16,17 e domenica anche alle ore 18) e prenotazione consigliata mentre a Massa sarà possibile entrare nella Villa della Rinchiostra, dove sono previste visite guidate ogni ora (giovedì dalle 9 alle 13; venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19) e l’accesso alla mostra temporanea “Astratto organico” posta al primo piano della Villa.

Il 17 settembre sarà aperto il Castello di Comano con visita guidata alle 18, apericena alle 19 e musica alle 21:30.

Il 18 settembre sono in programma visite alla Pieve di Codiponte (alle ore 16), al Castello di Pontebosio (alle 17:30), con aperitivo incluso, e al Castello di Avenza sulla Via Francigena (alle 15:15).

Il 19 settembre il programma prevede visite guidate al Castello di Bagnone (alle ore 11), al Castiglione del Terziere (alle 9:30 e alle 11), al Castello di Moneta (alle 15), al Castello di Pallerone (alle ore 15), al Castello Malaspina della Verrucola (alle 11) e alla Pieve di Montedivalli (alle ore 17).

Il Castello di Lusuolo, la Fortezza della Brunella e la Torre di Mulazzo saranno aperti sia il 19 che il 20 settembre con diversi orari.

Il 20 settembre sarà invece possibile visitare il Castello Aghinolfi di Montignoso, aperto dalle 10 alle 18 senza prenotazione, oltre al Castello Malaspina di Monti e al Castello di Bastia.

Per molte visite la prenotazione sarà obbligatoria quindi si consiglia di consultare il sito ufficiale dell’Istituto Valorizzazione Castelli per avere informazioni precise a riguardo.

Torna la Terra dei 100 Castelli in Toscana
Ufficio Stampa
Castello di Comano

Non solo castelli: bici, borghi segreti e musica

La Terra dei 100 Castelli amplia il racconto del territorio anche attraverso proposte dedicate al turismo attivo. Tra queste ci sono Filattiera Segreta, visita guidata in programma il 18 settembre, e due itinerari “Pedala e gusta”: il primo nelle Terre dello Spino Secco, tra Mulazzo e Tresana, e il secondo lungo la Ciclovia dei Castelli, tra Filattiera, Bagnone e Villafranca in Lunigiana. Entrambi prevedono percorsi in bicicletta abbinati alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a info@sigeric.it.

A completare il programma ci sono anche gli appuntamenti musicali, con concerti ospitati in alcuni dei luoghi storici coinvolti nell’iniziativa.

Oltre all’evento di MutaMenti del 20 settembre al Castello del Piagnaro di Pontremoli, si potrà ascoltare musica anche al Castello di Comano il 17 settembre con MutaMenti Nascente Trio e al Castello Malaspina di Monti il 18 settembre con MutaMenti Max De Aloe.

Il programma completo di orari si trova sul sito ufficiale dell’evento.

In Toscana arriva un evento magico: la Terra dei 100 Castelli
Ufficio Stampa
Castello di Pontebosio

Le sagre dell’uva e del vino da non perdere in Italia quest’anno

16 septembre 2026 à 13:00

Con l’arrivo dell’autunno, l’Italia torna a celebrare uno dei suoi prodotti più identitari: il vino. È il momento della vendemmia, dei magnifici borghi che si animano, delle cantine che aprono le porte ai visitatori e delle sagre che portano in piazza uva, calici, ricette locali e antiche tradizioni. Sono tantissimi gli appuntamenti del 2026 che permettono di abbinare una gita fuori porta alla scoperta dei territori del vino.

Abbiamo selezionato dieci feste e manifestazioni da segnare in agenda, tra grandi eventi enoturistici e sagre storiche. Un’occasione per conoscere denominazioni e vitigni, assaggiare ottime specialità regionali e vivere l’atmosfera della vendemmia nel periodo più suggestivo dell’anno.

Cantine Aperte in Vendemmia

Fino al 25 ottobre 2026 le cantine del Movimento Turismo del Vino apriranno le porte durante le settimane più vive dell’anno. L’iniziativa Cantine Aperte in Vendemmia permette di seguire il percorso dell’uva dalla vigna alla cantina, tra raccolta, pigiatura, fermentazione e primi assaggi.

Il programma cambia da territorio a territorio e comprende vendemmie didattiche, degustazioni, picnic tra i filari, passeggiate, musica, pranzi e cene in vigna. Non mancano proposte pensate per le famiglie, con attività per bambini e occasioni per vivere la campagna. Un modo originale per scoprire il vino italiano direttamente nei luoghi in cui nasce.

65ª Festa del Vino del Monferrato (AL)

Casale Monferrato ospiterà la 65ª Festa del Vino del Monferrato il 18, 19 e 20 e il 25, 26 e 27 settembre 2026. In piazza Castello e al Mercato Pavia saranno protagonisti 30 produttori di vino monferrino e 31 Pro Loco, con migliaia di posti a sedere e un ricco percorso gastronomico.

Accanto ai calici troveranno spazio alcuni dei piatti più rappresentativi della cucina monferrina, dagli agnolotti alla panissa, dai friciulin ai fritti misti, fino alla bagna cauda. La festa permette così di scoprire il territorio attraverso il suo abbinamento più autentico: vino e cucina locale.

I partecipanti all’evento avranno anche l’opportunità di decretare “il Vino della Festa 2026“.

140ª Festa dell’Uva di Merano (BZ)

Dal 16 al 18 ottobre 2026 Merano celebrerà 140 anni di Festa dell’Uva. La manifestazione, nata nel 1886, è una delle tradizioni più radicate della città altoatesina e nel 2026 tornerà con un programma che intreccia memoria e contemporaneità.

La festa proporrà musica e folklore, specialità autunnali e iniziative che raccontano la cultura locale, in un’atmosfera capace di unire tradizione e apertura verso il futuro. Il momento più caratteristico sarà quello della domenica con la sfilata con carri allegorici, bande e gruppi in costume tradizionale che trasmormerà Merano in un grande palcoscenico dedicato alla vendemmia.

Le sagre dell'uva 2026 in Italia
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Il borgo di Merano

Festival Franciacorta in Cantina (BS)

Dal 18 al 20 settembre 2026 la Franciacorta celebrerà il suo vino più famoso con un intero weekend dedicato a cantine, degustazioni e territorio. Le aziende partecipanti proporranno visite e assaggi, ma anche esperienze gastronomiche, culturali e all’aria aperta.

Il Festival è pensato per andare oltre il calice e raccontare il paesaggio tra vigneti, castelli, monasteri e dimore storiche. Nel programma 2026 saranno presenti anche appuntamenti “Focus Franciacorta”, con masterclass, degustazioni verticali, visite ai vigneti e incontri con produttori ed enologi.

98ª Festa dell’Uva di Soave (VR)

Dal 18 al 20 settembre 2026 il borgo scaligero di Soave ospiterà la 98ª Festa dell’Uva. L’appuntamento celebra il legame tra il paese e la sua tradizione vitivinicola, portando nel centro storico eventi e iniziative dedicate all’uva e al vino.

La festa è anche un’opportunità per visitare uno dei borghi medievali più suggestivi del Veneto e abbinarvi una passeggiata tra le mura, il castello e le colline vitate che circondano Soave. Un appuntamento ideale per chi cerca una gita d’autunno tra paesaggio, storia e sapori.

59ª Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro (MO)

Il 19 e 20 e il 25, 26 e 27 settembre 2026 Castelvetro di Modena festeggerà la 59ª edizione della Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa. Il borgo collinare modenese si animerà con degustazioni, musica, street food e appuntamenti dedicati alla tradizione vitivinicola locale.

Durante la manifestazione sarà previsto il percorso Degustazione Lambrusco Grasparossa con 14 aziende vitivinicole del territorio che propongono imperdibili assaggi. È una buona occasione per conoscere il Lambrusco Grasparossa direttamente nel territorio di produzione e passeggiare tra il centro storico, le botteghe e gli spazi della festa.

74ª Sagra Provinciale dell’Uva di Riolo Terme (RA)

Dal 25 al 27 settembre 2026 Riolo Terme, in Emilia-Romagna, festeggerà la 74ª Sagra Provinciale dell’Uva. Tre giorni dedicati a sapori, musica e tradizioni, con un programma che mette al centro l’uva e il vino ma anche la convivialità romagnola.

Tra gli appuntamenti gastronomici spicca la grande polentata del venerdì al Parco Pertini, mentre il programma proporrà gara di pigiatura, giochi, spettacoli e serate musicali. La sagra è l’occasione per vivere una festa popolare legata alla vendemmia e scoprire un angolo dell’entroterra romagnolo.

Da non perdere la Camminata della Sagra dell’Uva di domenica 27 settembre, un percorso guidato tra calanchi e gessi.

70ª Festa dell’Uva di Arcevia (AN)

Dal 24 al 27 settembre 2026 il centro storico di Arcevia, nelle Marche, ospiterà la 70ª Festa dell’Uva, una delle ricorrenze più sentite dell’autunno marchigiano. Per quattro giorni il borgo celebrerà la vendemmia con vino, cucina locale, musica e iniziative per tutte le età. Tra i momenti più attesi dell’evento c’è “Vergara in Gara” una competizione dedicata alle sfogline e agli sfoglini per eleggere la migliore tagliatella.

Le vie e le piazze si trasformeranno in un percorso del gusto grazie alle Locande del Buon Ristoro, dove assaggiare ricette della tradizione accompagnate dai vini delle colline della Val Mivola. È un appuntamento ideale per unire una festa popolare alla scoperta dell’entroterra marchigiano.

43ª Festa dell’Uva e del Vino di Chiusi (SI)

Dal 25 al 27 settembre 2026 Chiusi, in Toscana, celebrerà la 43ª Festa dell’Uva e del Vino. Nel centro storico apriranno cantine, enoteche e taverne, creando un percorso tra degustazioni, cucina tradizionale, musica e spettacoli. Il programma comprenderà anche street band, folklore, cene nelle taverne e degustazioni in Piazza Duomo.

Nei giorni che precedono la festa, dal 18 al 24 settembre, è previsto inoltre un calendario di appuntamenti “Aspettando la festa…”, con musica, apertura dell’enoteca, street food e degustazioni.

102ª Sagra dell’Uva di Marino (RM)

Tra gli appuntamenti più celebri del Lazio c’è la storica Sagra dell’Uva di Marino, in programma il 26 e 27 settembre e poi il 3, 4 e 5 ottobre 2026. La festa è profondamente legata alla tradizione vitivinicola dei Castelli Romani e richiama ogni anno visitatori per celebrare il raccolto e il vino locale.

Il cuore della manifestazione è il rapporto tra città e tradizione agricola, con eventi, degustazioni e momenti spettacolari. È una delle feste più caratteristiche dell’autunno romano e un’occasione per scoprire Marino e i suoi dintorni in un periodo particolarmente vivace.

330mila tartarughe invadono una spettacolare spiaggia in Messico

Par : elenausai10
16 septembre 2026 à 11:22

Immaginate una spiaggia che, nel giro di due giorni, si riempie di oltre 330mila tartarughe marine intente a scavare buche nella sabbia per deporre le uova. Non è una scena da documentario naturalistico, ma quello che è appena successo sulle coste di Oaxaca, nel Messico meridionale, dove è avvenuta una delle arribadas (arrivi) più imponenti della stagione.

L’arrivo delle tartarughe marine a La Escobilla

Il termine spagnolo arribada, che significa letteralmente “arrivo”, indica uno dei fenomeni più spettacolari del mondo animale: la nidificazione sincronizzata e di massa delle tartarughe olivacee (Lepidochelys olivacea). A differenza di altre specie di tartarughe marine, che nidificano in modo sparso e individuale, le olivacee scelgono di emergere dal mare tutte insieme, in un arco di tempo brevissimo, trasformando il litorale in un formicaio di gusci e pinne.

È esattamente ciò che è avvenuto sulla spiaggia di La Escobilla, nello stato di Oaxaca: in meno di 48 ore sono arrivate oltre 330mila esemplari, la sesta arribada dall’inizio della stagione a marzo. Un numero impressionante, che però va letto con una punta di preoccupazione. Come ha dichiarato un esperto, il cambiamento climatico rappresenta ormai una minaccia concreta per la sopravvivenza della specie, capace di alterare le temperature della sabbia (da cui dipende il sesso dei piccoli) e le correnti oceaniche che guidano le tartarughe verso le coste.

Oltre al loro fascino, le tartarughe olivacee svolgono un ruolo ecologico tutt’altro che marginale. Secondo la Profepa (l’agenzia federale messicana per la protezione dell’ambiente) contribuiscono a trasportare nutrienti dal mare verso gli ecosistemi di spiaggia e duna e aiutano a mantenere in equilibrio le popolazioni di meduse e spugne di cui si nutrono. In altre parole, la loro presenza (o assenza) si riflette sulla salute dell’intero ecosistema costiero.

Dove vedere le arribadas sulla costa di Oaxaca

La Escobilla non è l’unico luogo in cui assistere a questo spettacolo naturale. Lungo la costa del Pacifico dello stato di Oaxaca si trova anche Morro Ayuta, nella regione dell’Istmo di Tehuantepec, considerata il secondo santuario più importante della zona per l’arrivo massiccio delle tartarughe olivacee. Anche qui le autorità ambientali messicane mantengono un presidio fisso durante la stagione, per proteggere le nidiate dal bracconaggio e monitorare l’andamento delle deposizioni.

Le arribadas si susseguono più volte l’anno, con picchi che possono contare da poche migliaia fino a centinaia di migliaia di esemplari in pochi giorni. Chi desidera osservare il fenomeno da vicino può farlo attraverso i programmi di ecoturismo attivi in entrambe le zone, spesso gestiti insieme a comunità locali e associazioni per la conservazione. Oltre all’arrivo delle tartarughe adulte, è possibile assistere anche al momento, altrettanto emozionante, del rilascio dei piccoli verso il mare.

Tartarughe marine su una spiaggia in Messico
Ufficio Stampa - Gobierno de Mexico
Le tartarughe arrivate sulla spiaggia La Escobilla in Messico

La località più conosciuta per vivere questa esperienza è Mazunte, poco distante da La Escobilla, dove il Centro Mexicano de la Tortuga organizza da anni percorsi guidati di educazione ambientale e rilasci aperti al pubblico. Anche la vicina spiaggia di Ventanilla, gestita da una cooperativa locale, propone momenti simili, così come altre zone della costa di Oaxaca dove diversi campi di protezione tengono sotto controllo i nidi fino alla schiusa.

Non stupisce che, negli ultimi anni, sia nata anche un’offerta ricettiva pensata apposta per questo tipo di turismo. Lungo le coste messicane più legate alla nidificazione delle tartarughe sono comparsi hotel di fascia alta con un occhio di riguardo per la conservazione marina, dotati di zone di nidificazione protette, veri e propri centri di incubazione interni e politiche di illuminazione notturna ridotta per non disorientare gli animali durante le fasi più delicate.

Mercatini di Natale a portata di volo: le mete da raggiungere con la nuova promozione Ryanair

Par : elenausai10
16 septembre 2026 à 10:21

Il conto alla rovescia per il Natale può partire anche a settembre, soprattutto quando si tratta di pianificare un viaggio in un periodo di alta stagione festiva come quello natalizio.

Oggi è il momento perfetto per farlo perché Ryanair ha lanciato una nuova promozione valida fino al 16 settembre 2026 per volare dal 17 settembre al 31 dicembre 2026, una finestra abbastanza ampia da coprire sia le prime luci natalizie nelle capitali europee che i giorni veri e propri per chi vuole trascorrere le feste in viaggio.

Noi vi consigliamo queste tre destinazioni!

Sagre ed eventi di ottobre in Sicilia, gli appuntamenti da non perdere

16 septembre 2026 à 09:01

Il profumo dolce dei fichi d’India maturi e delle nocciole tostate annuncia il passaggio all’autunno, quando i borghi si accendono di luci calde e di voci in festa. Tra sagre di paese, piazze animate e banchi colmi di prodotti tipici di stagione, i fine settimana diventano un invito a rallentare e assaporare il territorio con calma. In Sicilia l’atmosfera si fa ancora più intensa: sapori decisi, colori dorati e antiche tradizioni popolari trasformano ogni festa in un viaggio tra gusto e memoria.

Nel calendario di ottobre 2026 in Sicilia spiccano appuntamenti perfetti per scoprire l’isola da tavola, dalla Sagra della Pesca a Leonforte alla grande kermesse dell’Ottobrata Zafferanese: la festa dei prodotti tipici dell’Etna. Tra calici e degustazioni non mancano anche gli eventi dedicati al vino, come “Wine Sicily” 2026 celebra le eccellenze del vino a Palermo, per un mese che profuma di vendemmia e di viaggi nei sapori locali.

Gli eventi di ottobre in Sicilia tra sapori, borghi e feste

  • Oktoberfest Stefanese – Santo Stefano di Camastra (ME), dal 1 al 4 ottobre 2026.
    Evento dedicato alla birra a Santo Stefano di Camastra, con numerosi stand di birre bavaresi e artigianali affiancati da street food siciliano e internazionale.
  • Inycon Menfi – Menfi (AG), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    Manifestazione enogastronomica a Menfi che celebra la cultura vitivinicola e le eccellenze del territorio, tra vino, olio e cibo di qualità.
  • Sagra della Pesca a Leonforte – Leonforte (EN), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Sagra dedicata alla pesca di Leonforte, con un programma che celebra questa eccellenza gastronomica del territorio.
  • Sagra delle pesche e dei prodotti tipici a Leonforte – Leonforte (EN), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Sagra dedicata alla promozione della pesca tardiva leonfortese, coltivata dentro sacchetti per proteggerla da insetti e maltempo.
  • Festa della Noce di Motta Camastra – Motta Camastra (ME), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Festa dedicata alla noce di Motta Camastra come simbolo di produzione di qualità, con eventi collaterali, degustazioni di prodotti tipici e sfilata della noce sui carretti siciliani.
  • Festa della Nocciola a Novara di Sicilia – Novara di Sicilia (ME), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Festa della nocciola nell’antico borgo di Badiavecchia a Novara di Sicilia, nata per valorizzare la storia del territorio e l’attività tipica del popolo locale.
  • Ottobrata Zafferanese – Zafferana Etnea (CT), il 4 ottobre 2026.
    Grande manifestazione fieristica e culturale a Zafferana Etnea che valorizza i prodotti tipici dell’Etna, con mostra-mercato di uva, vino, miele, frutta di stagione, funghi, olio, olive e conserve.
  • Sagra della Mostarda e del Fico d’India – Militello in Val di Catania (CT), dal 9 al 11 ottobre 2026.
    Sagra dedicata alla mostarda e al fico d’India a Militello, con stand di produttori che offrono frutti freschi e mostarda fumante in un suggestivo contesto autunnale.
  • “Wine Sicily” 2026 – Palermo (PA), dal 9 al 11 ottobre 2026.
    Evento a Palermo interamente dedicato al vino siciliano, con degustazioni, incontri, laboratori e un focus sul vino in Sicilia tra cantine affermate e nuove promesse.
  • Ficodindia Fest – Santa Margherita di Belice (AG), dal 10 al 11 ottobre 2026.
    Festa del ficodindia a Santa Margherita di Belìce con tradizioni, arte, musica e gastronomia, pensata per un weekend piacevole per visitatori e famiglie.
  • Sagra del fico d’India – Roccapalumba (PA), dal 16 al 18 ottobre 2026.
    Sagra a Roccapalumba dedicata al fico d’India, con stand al parco urbano che propongono e fanno degustare prodotti agroalimentari locali come insaccati, miele, caciotte, dolci, pane di grano duro e erbe aromatiche.

À partir d’avant-hierFlux principal

L’incredibile città racchiusa in una fortezza a forma di stella: Alba Iulia, perla della Transilvania

15 septembre 2026 à 17:00

Nel centro della Transilvania, sulle rive del fiume Mureș, Alba Iulia sembra quasi raccolta attorno alla sua grande cittadella. A prima vista, per molti, si è arrivati di fronte a una località di provincia tranquilla, ma basta raggiungere la parte alta per capire che il suo peso nella storia della Romania è tutt’altro che ordinario.

Antica Apulum romana, sede dei principi di Transilvania, capitale per un breve periodo dei principati riuniti da Mihai Viteazul e teatro della proclamazione dell’unione della Transilvania con la Romania nel 1918, ha accumulato nei secoli una quantità sorprendente di memorie.

Il suo centro storico è dominato dalla Cetatea Bastionară Alba Carolina, una gigantesca fortificazione costruita dagli Asburgo. Sotto le architetture asburgiche, invece, affiorano le tracce di Apulum, uno dei principali centri militari ed economici della Dacia romana. Accanto alle strutture militari non mancano cattedrali medievali, palazzi principeschi, statue dedicate ai protagonisti della storia romena e una biblioteca nata nel XVIII secolo.

Cosa vedere ad Alba Iulia

Le grandi piazze raccontano la storia ufficiale, mentre portali scolpiti, tombe, iscrizioni e frammenti romani restituiscono una dimensione molto più intima di questa città della Romania.

La fortezza Alba Carolina

Alba Carolina è il simbolo assoluto di Alba Iulia e uno dei complessi fortificati più spettacolari dell’Europa sud-orientale. La costruzione iniziò nel 1714 dopo il passaggio della Transilvania sotto il dominio asburgico, con l’obiettivo di creare una potente struttura difensiva contro l’Impero ottomano.

La fortificazione occupa oltre 100 ettari e segue una pianta a stella. Sette grandi bastioni scandiscono il perimetro, mentre fossati e ulteriori linee difensive aumentavano la protezione della struttura. L’intero sistema militare è accompagnato da una ricchissima decorazione barocca, particolarità che distingue Alba Carolina da molte altre fortezze del territorio.

Se la geometria della cittadella appare rigorosa, le sei porte monumentali introducono invece una dimensione spettacolare: statue, colonne, stemmi e bassorilievi trasformano gli ingressi in vere opere d’arte.

La Cattedrale di San Michele

Accanto alla fortezza sorge la Cattedrale romano-cattolica di San Michele, considerata il monumento medievale più prezioso della regione. L’insieme attuale conserva tracce di epoche differenti, con una stratificazione particolarmente evidente nelle forme architettoniche e nelle decorazioni.

All’interno si trovano le tombe di importanti protagonisti della storia transilvana, come quello di Iancu de Hunedoara, principe e comandante militare ricordato soprattutto per la vittoria nella battaglia di Belgrado contro le forze di Maometto II.

La Cattedrale ortodossa della Riunificazione

Poco distante, la Cattedrale ortodossa della Riunificazione crea un contrasto interessante con la più antica San Michele. L’architettura riprende forme della tradizione romena antica, tanto da avere un campanile supera i 50 metri e ai suoi piedi le statue dedicate ai sovrani.

Il Museo Nazionale dell’Unione e la Sala dell’Unione

Per capire il significato storico di Alba Iulia bisogna entrare nel Museo Nazionale dell’Unione. Il complesso comprende edifici storici e collezioni dedicate all’archeologia, alla storia, all’etnografia e alle tradizioni della Transilvania.

Museo Nazionale dell'Unione, Romania
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Ingresso al Museo Nazionale dell’Unione

La Sala dell’Unione occupa un posto speciale nella memoria nazionale: il 1° dicembre 1918 fu proclamata proprio ad Alba Iulia l’unione della Transilvania con la Romania, evento destinato a diventare uno dei fondamenti della Grande Romania. La data è oggi Festa Nazionale. Le collezioni archeologiche riportano invece molto più indietro nel tempo, fino alla presenza romana.

Il Palazzo del Principe

La storia politica della città passa anche attraverso il Palazzo del Principe, situato nei pressi della Cattedrale di San Michele. Nato come residenza episcopale, fu successivamente trasformato in residenza principesca.

La Biblioteca Batthyaneum

La Biblioteca Batthyaneum risale al 1794 e custodisce un patrimonio librario di straordinario valore. La collezione comprende libri antichi, manoscritti e incunaboli, insieme a documenti preziosi per la storia culturale della Romania e dell’Europa centrale.

Tra i tesori associati alla biblioteca c’è il Codex Aureus, manoscritto del IX secolo legato alla tradizione carolingia e contenente parti dei Vangeli.

Le vestigia di Apulum

Prima delle mura stellate venne Apulum. La presenza romana rappresenta uno degli strati più antichi della città e comprende le vestigia della legione XIII Gemina, oltre ai resti delle colonie romane sviluppatesi nell’area. Passeggiando nella cittadella, quindi, può capitare di incontrare una storia molto più antica delle architetture visibili in superficie.

Cosa fare ad Alba Iulia

La cittadella invita a una visita lenta, soprattutto per cogliere i particolari che sfuggono durante un semplice passaggio tra le attrazioni principali.

  • Attraversare le porte della fortezza: per seguire il percorso monumentale tra archi, sculture e decorazioni barocche, fino alla grande Piața Cetății.
  • Assistere al cambio della guardia: significa vedere la fortezza prendere vita attraverso una rievocazione delle tradizioni militari dell’epoca asburgica.
  • Fermarsi nella piazza della cittadella: dove osservare nello stesso spazio la Cattedrale ortodossa, San Michele, il Museo dell’Unione e la statua equestre di Mihai Viteazul.
  • Cercare le tracce di Mihai Viteazul: per ricordare il principe che nel 1600 riunì sotto il proprio controllo Valacchia, Transilvania e Moldavia, trasformando Alba Iulia nella capitale dei principati riuniti.
  • Raggiungere la Lupa Capitolina: aggiunge un curioso legame con l’Italia. La statua della lupa che allatta Romolo e Remo fu donata nel 1933 dalla città di Alessandria.

Dove si trova e come arrivare

Alba Iulia si trova nella Romania centrale, in Transilvania, sulle rive del Mureș, a circa 380 km da Bucarest. La posizione la colloca tra importanti città della regione, con Cluj-Napoca a nord e Sibiu a sud. In auto, la città è facilmente inseribile in un itinerario attraverso la Transilvania, soprattutto per chi desidera alternare centri storici, castelli e paesaggi montani.

Il viaggio da Bucarest richiede diverse ore, mentre Sibiu e Cluj-Napoca rappresentano collegamenti più brevi e pratici per costruire un itinerario regionale. Alba Iulia lascia soprattutto la sensazione di essere una città racchiusa dentro una città più grande, con Apulum romana sotto la fortezza asburgica e la memoria della Romania moderna incastonata tra cattedrali, palazzi e bastioni.

La finestra di pietra che nasconde una storia antichissima legata a Robin Hood: Okiennik Wielki, in Polonia

15 septembre 2026 à 16:00

Poco fuori da Zawiercie, nella campagna della Slesia polacca, il paesaggio si caratterizza per la presenza di campi aperti, strade secondarie e una vegetazione che sembra avere preso possesso di tutto. Poi, a un certo punto, tutta questa meraviglia lascia spazio a una parete calcarea alta oltre 30 metri, quasi sproporzionata rispetto all’ambiente circostante. E lì, osservando con attenzione, si nota un grande foro nella parte superiore, oggi conosciuto con il nome di Okiennik Wielki.

Okiennik deriva da okno, “finestra”, mentre Wielki vuol dire “grande”. Nota an che come Okiennik Duży e Okiennik Skarżycki, vanta un’apertura naturale che misura circa 7 metri di profondità e 5 metri di diametro, dimensioni sufficienti a trasformarla in una sorta di balcone scavato nella montagna.

Da lontano, il masso ricorda una rovina fortificata. Da vicino, invece, si distinguono pareti irregolari, fenditure, blocchi accatastati alla base e il profilo della finestra, attraverso la quale il cielo appare incorniciato dalla pietra.

Origine, formazione e leggende di Okiennik Wielki

Il territorio in cui prende vita Okiennik Wielki è caratterizzato soprattutto da rocce calcaree formatesi milioni di anni fa in antichi ambienti marini. Nel corso del tempo, l’azione dell’acqua, del gelo, delle variazioni di temperatura e dell’erosione ha modellato le masse rocciose, consumando le parti più vulnerabili e lasciando in rilievo pareti, torri, guglie e blocchi isolati.

Queste formazioni vengono chiamate in polacco ostańce, termine traducibile con “rocce residuali” o “monoliti isolati”. Sono ciò che rimane di antichi rilievi calcarei dopo un lungo processo di demolizione naturale. Okiennik Wielki appartiene proprio a questa famiglia, ma possiede una particolarità che lo distingue immediatamente dagli altri affioramenti: nella sua parete si è aperta una cavità di dimensioni eccezionali, tanto regolare da sembrare una finestra ricavata intenzionalmente.

Il grande arco roccioso, però, è soltanto la parte più spettacolare di un insieme più ampio. Attorno alla parete principale si trovano altre rocce, passaggi e cumuli di pietra che conferiscono al posto un aspetto quasi castellano. Da questa somiglianza sono nate numerose ipotesi sul passato di Okiennik.

Secondo le tradizioni locali e alcune ricostruzioni storiche, tra il XII e il XIII secolo ai piedi delle rocce sarebbe sorto un insediamento fortificato in legno. La parete con la finestra avrebbe potuto svolgere la funzione di donjon, cioè la torre centrale e più protetta di una fortificazione medievale. Nella roccia sono stati individuati fori e tracce che potrebbero essere collegati al fissaggio di strutture lignee.

Grande Finestra, Polonia
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La Grande Finestra della Polonia

Le storie tramandate nel tempo hanno poi aggiunto un tono più leggendario: le rocce sarebbero state utilizzate come rifugio dai briganti, figure molto presenti nell’immaginario popolare della regione. Tra i nomi associati a Okiennik compare quello di Malarski, descritto nei racconti come un uomo affascinante, amato dalle donne e generoso con i poveri. La sua fama ricorda quella del “Robin Hood” della tradizione polacca. Secondo la leggenda, avrebbe sottratto ricchezze ai più facoltosi per aiutare chi aveva bisogno, fino a essere ucciso da un gendarme travestito da mendicante.

Al di là delle storie, il dato più sorprendente arriva dalla preistoria: nella Jaskinia w Okienniku Wielkim, una cavità situata sotto la formazione, sono stati rinvenuti strumenti in selce risalenti a circa 60.000 anni fa.

La visita a Okiennik Wielki, cosa vedere e cosa fare

La visita è gratuita e, per chi desidera soltanto ammirare la formazione, può essere piuttosto breve. Dal punto in cui generalmente si lascia l’auto, il percorso verso le rocce richiede circa 5-10 minuti a piedi, per una distanza indicativa di 200 metri. Il tragitto attraversa un breve tratto boscoso e prosegue su terreno irregolare, con un lieve dislivello.

La parete calcarea si alza davanti agli occhi e la finestra appare in alto, abbastanza grande da rendere immediatamente comprensibile il nome del luogo. Conviene osservarla prima dal basso, perché la prospettiva permette di cogliere meglio le proporzioni della formazione e il rapporto tra l’apertura e la parete.

Il punto più interessante è naturalmente il grande foro. L’ingresso, tramite un breve passaggio attrezzato con una corda o attraverso un accesso adatto soprattutto a chi possiede esperienza nella progressione su roccia, può variare in base alle condizioni del terreno e alla manutenzione degli appigli. Per questo, raggiungere il punto panoramico ai piedi della formazione è una cosa, entrare nella finestra è un’altra.

Le rocce sono infatti frequentate dagli arrampicatori e chi non ha esperienza dovrebbe evitare di affrontare passaggi verticali improvvisati. La finestra è spettacolare anche osservata dal basso, e il panorama circostante ripaga già la breve salita. Quel che è certo, infatti, è che per gli appassionati di arrampicata Okiennik Wielki rappresenta una delle aree più note della Jura: la parete principale, chiamata Ściana Czołowa, raggiunge circa 35 metri e ospita numerosi itinerari di diversa difficoltà.

Per chi preferisce un’esperienza meno verticale, il modo migliore per vivere Okiennik è dedicarsi all’osservazione. La luce cambia rapidamente sulla superficie chiara del calcare, le ombre accentuano i bordi dell’apertura e la vista sui campi circostanti restituisce la sensazione di trovarsi davanti a una torre naturale.

Dove si trova e come arrivare

Okiennik Wielki si trova nella Polonia meridionale, per la precisione nel villaggio di Piaseczno, appartenente al comune di Kroczyce, nel voivodato della Slesia. La formazione sorge nella Jura Krakowsko-Częstochowska, una regione caratterizzata da alture calcaree, boschi, vallate e resti di antiche fortificazioni.

Il riferimento urbano più vicino è Zawiercie, distante circa 10 km. Da Katowice il tragitto in auto è di quasi 60 km, mentre da Cracovia sono approssimativamente 90 km. Per raggiungere la zona conviene dirigersi verso Kroczyce e poi seguire le indicazioni per Piaseczno. L’ultimo tratto conduce lungo una strada asfaltata piuttosto stretta.

Per chi viaggia in bicicletta, il riferimento più interessante è il tratto ciclabile del Sentiero dei Nidi d’Aquila, che collega la zona di Kromołów alle rovine del castello Bąkowiec di Morsko. Il percorso passa nei pressi di Okiennik Wielki e costituisce una delle sezioni più piacevoli della rete cicloturistica della Jura, grazie alla presenza di una strada separata dal traffico automobilistico.

Vola in autunno verso tre città europee da 15 euro con la promozione Vueling

15 septembre 2026 à 15:00

L’autunno può essere il momento ideale per concedersi una pausa dalla routine e scoprire una nuova città, soprattutto quando si trovano tariffe convenienti. Vueling propone una nuova promozione che permette di prenotare alcuni voli con sconti fino al 20%, per viaggiare tra il 1° ottobre 2026 e il 31 gennaio 2027. L’offerta è disponibile per acquisti effettuati dal 15 al 20 settembre, sul sito della compagnia o tramite l’app mobile, ed è valida su una selezione di voli diretti operati da Vueling, fino a esaurimento dei posti disponibili. Il prezzo finale può variare in base ai servizi accessori scelti.

Tra le combinazioni disponibili ci sono alcune proposte particolarmente interessanti per organizzare un city break nei prossimi mesi. Dalle atmosfere autunnali di Bruxelles alla vivacità di Bilbao, fino a una Barcellona da vivere lontano dalla piena stagione turistica, ecco tre idee che abbiamo selezionato per voi da prendere al volo.

Da Firenze a Bruxelles

Novembre può essere davvero una buona occasione per scoprire Bruxelles con un’atmosfera decisamente autunnale. In questo periodo la capitale belga si presta a passeggiate suggestive dalla Grand-Place fino ai suoi diversi quartieri, entrando in piccoli locali e birrerie artigianali per una pausa al riparo dal clima più fresco. La città è particolarmente interessante anche per la sua scena gastronomica, tra street food, cioccolato e specialità locali come le waffle belghe o le patatine fritte.

Vale la pena dedicare un po’ di tempo al quartiere del Sablon, con le sue boutique e le gallerie d’arte moderna e contemporanea, oppure esplorare le zone più creative della città come Ixelles e Saint-Gilles. Novembre è inoltre un buon periodo per alternare passeggiate e musei, approfittando delle numerose proposte culturali di Bruxelles. Sicuramente da non perdere l’iconico Atomium e il Museo Magritte.

Il volo da Firenze a Bruxelles del 22 novembre parte da 28 euro a persona.

Nuova promozione Vueling per partire in autunno
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Bruxelles, Belgio

Da Venezia a Bilbao

Ottobre è invece perfetto per visitare Bilbao, quando l’autunno permette ancora di vivere la città camminando senza il caldo dei mesi estivi. Oltre ai grandi musei, come il Guggenheim, si può dedicare una parte della giornata alla scoperta del Casco Viejo, il centro storico attraversato da strade strette e piazze dove fermarsi per assaggiare i tantissimi tipi di pintxos.

Una passeggiata lungo la Ría de Bilbao durante una giornata di sole offre un punto di vista diverso sulla città, tra architettura contemporanea e quartieri, come Bilbi o Abando, che negli ultimi decenni hanno cambiato volto. In autunno può essere piacevole anche raggiungere i dintorni della città per ammirare il paesaggio dei Paesi Baschi. Una tappa consigliata è Hayedo de Otzarreta nel Parco Naturale del Gorbeia con i suoi spettacolari faggi secolari.

Andare da Venezia a Bilbao il 29 ottobre costa da 22 euro a persona.

Da Milano Malpensa a Barcellona

Dicembre è ideale per scoprire una Barcellona diversa da quella dei mesi più affollati. Le temperature generalmente più miti rispetto a molte altre città europee permettono di passeggiare a lungo, alternando i quartieri del centro, come El Born o El Raval, alle zone meno turistiche come Sant Andreu.

Dicembre porta inoltre in città un’atmosfera particolare, tra mercatini, decorazioni e tradizioni natalizie. È il momento giusto per curiosare tra le bancarelle e fermarsi in una caffetteria per una pausa. Per chi ama l’arte, poi, i musei rappresentano una valida alternativa nelle giornate più fresche. Da non perdere il Museo Picasso e la Fondazione Joan Miró.

Si può volare da Milano Malpensa a Barcellona il 1° dicembre da 15 euro a persona.

Avviso all’utenza – Assemblee sindacali

15 septembre 2026 à 14:02

Avviso all’utenza – Assemblee sindacali del 16 e 23 settembre

Si informa che, in occasione di due assemblee sindacali, convocate: per il giorno 16 settembre p.v., dalle ore 14.30 alle 16.30 e per il giorno 23 settembre p.v., dalle ore 9.00 alle 10.30, gli sportelli aperti al pubblico potranno risultare temporaneamente chiusi.
Si invita pertanto l’utenza a tenere conto della possibile riduzione dei servizi al pubblico nelle fasce orarie interessate.
Ci scusiamo per gli eventuali disagi e ringraziamo per la collaborazione.

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Widow’s Bay, le location reali della serie vincitrice di 14 Emmy Awards

15 septembre 2026 à 14:00

Con 14 premi assegnati su 19 candidature Widow’s Bay è stata la vera protagonista della cerimonia degli Emmy Awards 2026. L’horror comedy di Apple TV, da poco rinnovata per la seconda stagione, è stata premiata come miglior serie comica, per l’interpretazione da protagonista di Matthew Rhys e quelle da non protagonisti di Kate O’Flynn e Stephen Root, oltre che per la regia di Hiro Murai e la sceneggiatura di Katie Dippold e in numerose categorie tecniche.

Ambientata in un’isola del New England infestata da presenze misteriose, Widow’s Bay ha location tutte da esplorare, ma che in parte suoneranno familiari agli amanti delle storie di paura.

Di cosa parla

Tom Lofits (Matthew Rhys) è il sindaco di una remota isola del New England: nonostante le oltre quaranta miglia che la separano dalla costa, una copertura wi-fi praticamente inesistente e altri innumerevoli disagi che gli abitanti conoscono bene, il suo intento è quello di trasformarla in una meta turistica esclusiva. Il piano non tiene conto, soprattutto, di una serie di leggende popolari che vogliono l’isola infestata da presenze misteriose ed eventi paranormali. L’arrivo di un cronista del New York Times, incaricato dal sindaco di realizzare un reportage promozionale, dà il via a una paurosa escalation di questi fenomeni che i cittadini reputavano del tutto prevedibile.

"Widow's Bay" è stata premiata come miglior serie comica agli Emmy Awards 2026
Ufficio stampa Apple TV
Una scena di “Widow’s Bay”

Dov’è stata girata la serie

Parlando delle location di Widow’s Bay, la prima cosa che può venire da chiedersi è se l’“isola della vedova” esiste realmente. La showrunner della serie, Katie Dippold, ha raccontato a People di aver effettivamente girato alcune scene su un’isola del New England, la cui identità è stata però volutamente mantenuta segreta. L’unica informazione disponibile è che si tratta di un’isola raggiungibile dopo una discreta traversata su traghetto che non è dato sapere, comunque, se in partenza dal Maine o dal Massachusetts.

Widow's Bay, la misteriosa isola dell'omonima serie Apple TV, esiste davvero?
Ufficio stampa Apple TV
Widow’s Bay è anche nella realtà un’isola del New England

In Massachussetts – come confermano anche diverse fonti in Rete – sono state girate numerose scene delle serie Apple TV stra-premiata agli Emmy:  a Gloucester, Rockport, Worcester e altre cittadine.

Gloucester

Il porto di Widow’Bay, per esempio, è Lane’s Cove: il pittoresco porticciolo protetto da una scogliera di granito di Gloucester. Nella cittadina, famosa per la pesca e come meta di mare, la produzione ha girato anche nei pressi dell’Eastern Point Lighthouse – il faro – e della Half Moon Beach, un tratto di costa sabbioso famoso proprio per la sua conformazione a mezza luna.

Le location della serie "Widow's Bay" nel Massachusetts
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La splendida costa di Gloucester

Cape Ann

In diverse inquadrature della serie sono riconoscibili i panorami di Cape Ann: il suggestivo promontorio roccioso affacciato sull’Atlantico che nel tempo ha ispirato molte storie di paura americane, famoso anche come punto di avvistamento delle balene.

Massachusetts: le location della serie "Widow's Bay"
Getty Images
Il suggestivo promontorio di Cape Ann

Rockport

Tra le location di Widow’s Bay molte si trovano a Rockport. In questa cittadina del Massachussetts dove il tempo sembra essersi fermato e si ha ancora la possibilità di esplorare la tradizione marinara americana, la serie è stata girata soprattutto a Bearskin Neck: un tempo un borgo di pescatori, oggi diventato un quartiere ricco di gallerie d’arte, negozi esclusivi e localini alla moda.

Rockport: dov'è stata girata la serie premiata agli Emmy "Widow's Bay"
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Il vivace quartiere di Bearskin Neck

Altre location

Numerosi edifici pubblici e privati disseminati in diversi centri del Massachusetts come Harvard, Ayer, Maynard, Groton, Shirley, sono stati riadattati per esigenze narrative.

Il municipio di Widow’s Bay, dove sono state girate numerose scene con il neo premio Emmy Matthew Rhys è la Town Hall di Berlin: una costruzione di fine Ottocento in uno stile che imita quello greco, oggi usata principalmente per eventi cittadini.

La chiesa dell’isola è invece la Martha-Mary Chapel di Sudbury: una cappella fatta edificare negli Anni Quaranta dall’industriale Henry Ford in ricordo della madre e della suocera, interamente realizzata con legni di alberi distrutti dall’uragano che colpì il New Englad nel 1938.

C'è anche la Martha-Mary Chapel tra le location della serie Apple TV "Widow's Bay"
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La cinematografica Martha-Mary Chapel

I diner e le iconiche tavole calde all’americana hanno un posto d’onore tra le location di Widow’s Bay: ancora parlando con People, la sceneggiatrice ha raccontato di come questi luoghi siano capaci di evocare in lei un’atmosfera degna di Stephen King. Alcune delle scene chiave della serie Apple TV, ambientate all’interno della Barnabus Tavern, sono state girate così al Vincent’s Bar di Worcester: un locale alla buona dove vivere l’esperienza così tipica negli Stati Uniti di mangiare qualcosa mentre gente del posto in camicia di flanella chiacchiera del più e del meno o di com’è andata la giornata.

Capodichino cambia volto: così sarà il nuovo aeroporto di Napoli entro il 2035

Par : losiangelica
15 septembre 2026 à 13:15

L’aeroporto di Capodichino cambia volto; lo scalo di Napoli ha un Masterplan approvato entro il 2035 per cambiare profondamente. Enac ha detto sì nell’estate del 2026 prevedendo un investimento di oltre 250 milioni di euro per interventi che ridisegneranno significativamente il servizio nei prossimi anni. I principali cambiamenti? Un nuovo terminal dedicato ai voli extra-Schengen e intercontinentali, nuove piazzole per gli aerei e un albergo vicino all’area imbarchi per facilitare i pendolari. La novità più attesa riguarda però la metropolitana che arriverà a collegare proprio l’aeroporto con il centro città.

La data sembra lontana ma è relativamente vicina se si pensa al grande cambiamento che si prospetta; secondo le stile il lavoro permetterà di ospitare fino a 17,3 milioni di passeggero all’anno: una crescita importante che dovrà lavorare di pari passo con l’aumento dei voli. La strategia punta anche su aerei più capienti, un maggiore riempimento dei posti disponibili e una distribuzione delle partenze più equilibrata nell’arco della giornata. L’obiettivo è aumentare la capacità dello scalo senza appesantire ulteriormente un aeroporto che resta inserito nel tessuto urbano di Napoli.

Come cambia l’aeroporto Capodichino

La novità che probabilmente noterete di più riguarda i collegamenti internazionali. Capodichino vuole ritagliarsi uno spazio più importante sulle rotte a lungo raggio, con un’area dedicata ai passeggeri diretti fuori dallo spazio Schengen. Il nuovo terminal dovrebbe estendersi per circa 15 mila metri quadrati e diventare operativo dal 2032. Sono previsti cinque nuovi gate, spazi più ampi per i controlli dei passaporti, sia per chi parte sia per chi arriva, e nuove aree commerciali.

L’investimento previsto per questa parte del progetto è di circa 37 milioni di euro. L’idea è semplice: permettere a Napoli di gestire con maggiore facilità voli intercontinentali e aprire la strada a nuove destinazioni, comprese quelle verso Oriente. Prima del 2032, però, inizieranno a cambiare altre parti dell’aeroporto. Nei prossimi anni sono previsti interventi sulla pista, sui piazzali e sulle infrastrutture già esistenti. Una parte dei lavori riguarderà inoltre l’aviazione privata, settore che a Napoli potrebbe acquistare sempre più peso anche in vista dei grandi eventi internazionali ospitati dalla città.

E poi c’è una novità che interesserà soprattutto chi prende voli al mattino presto o arriva a Napoli a tarda sera: l’airport hotel. Dovrebbe nascere nell’edificio oggi utilizzato dagli uffici Gesac, praticamente accanto allo scalo. Parliamo di circa 150 metri dal terminal e appena 50 dalla futura stazione della metropolitana. L’investimento previsto è di 14 milioni di euro e, secondo il cronoprogramma, l’hotel dovrebbe essere pronto entro il 2030.

Novità: la metro arriva in aeroporto

La trasformazione più interessante, però, potrebbe iniziare ancora prima di varcare le porte del terminal. Uno dei nodi storici di Capodichino è infatti l’accessibilità. L’aeroporto è vicinissimo al centro di Napoli, un vantaggio enorme rispetto a tanti altri scali europei, ma quella stessa vicinanza significa convivere ogni giorno con il traffico cittadino. La metro sarà uno dei tasselli più importanti. La nuova stazione prevista a Capodichino dovrebbe aprire nel 2027 e cambierà parecchio l’esperienza di chi arriva a Napoli senza auto. L’obiettivo sarà quindi poter scendere dall’aero e iniziare il viaggio direttamente dalla rete metropolitana

40 Comuni e 10.000 anni di storia: la Valle Camonica punta alla Capitale della Cultura 2029

Par : losiangelica
15 septembre 2026 à 11:30

La Valle Camonica si presenta con una candidatura per poter diventare Capitale Italiana della Cultura; il progetto con il titolo “10.000 anni di futuro” viene lanciato in una data importante: proprio nel 2029 ricorrono i 50 anni dal riconoscimento dell’Arte Rupestre del territorio nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

La Valle Camonica si candida alla Capitale della Cultura 2029

La forza della proposta sta proprio nella dimensione territoriale. I protagonisti non sono uno o due Comuni chiamati a rappresentare gli altri, ma l’intera Valle Camonica. L’idea è costruire un programma nel quale musei, parchi archeologici, borghi, biblioteche, spazi culturali e luoghi meno conosciuti possano diventare parti dello stesso racconto.

Durante la presentazione a Milano, l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha posto l’accento sul carattere identitario della candidatura e sul valore del cinquantesimo anniversario UNESCO. La sfida, nella prospettiva regionale, sarà fare in modo che il patrimonio storico non resti soltanto un elemento da conservare, ma diventi occasione di ricerca, progettazione e occupazione.

La candidatura arriva inoltre in un momento nel quale la valle può mettere insieme diversi anniversari e percorsi già avviati. Oltre ai 50 anni del sito UNESCO, il territorio può contare sull’esperienza della Riserva della Biosfera MAB UNESCO, sulla rete dei parchi archeologici, sui musei, sul Distretto Culturale, sulla Fondazione Valle dei Segni e sui rapporti con università e centri di ricerca.

E le incisioni rupestri, pur restando il riferimento più immediato, non esauriscono il patrimonio camuno. Ci sono le testimonianze romane, i castelli, le chiese, i borghi, l’arte sacra e le opere del Romanino. Poi c’è la produzione contemporanea, che nella candidatura dovrebbe diventare uno dei punti di contatto fra il passato e ciò che la Valle Camonica e il territorio in provincia di Bergamo vuole essere nei prossimi anni.

Il programma e perché la Valle Camonica si candida

10.000 anni di futuro” è, prima ancora che uno slogan, la sintesi del posizionamento scelto per il dossier. La Valle Camonica vuole partire dai segni lasciati dall’uomo sulla roccia e usarli come chiave per parlare dei segni che una comunità può lasciare oggi: culturali, sociali, ambientali e tecnologici.

Il programma definitivo dovrà tradurre questa idea in progetti, eventi e interventi concreti. Tra i temi indicati nel percorso preparatorio compaiono la montagna, il carattere diffuso della candidatura, l’identità della Valle dei Segni, l’UNESCO, il turismo e l’ospitalità, il coinvolgimento dei soggetti privati e la costruzione di una governance in grado di gestire un progetto complesso.

Non mancherà il capitolo delle infrastrutture culturali ma la candidatura non si giocherà soltanto sulla quantità degli eventi o sulla capacità di riempire un calendario. Uno dei nodi sarà la partecipazione. Giovani, scuole, associazioni, cittadini e imprese dovranno essere coinvolti nella costruzione del programma, con attenzione anche all’accessibilità e all’inclusione.

Il progetto della Capitale italiana della Cultura richiama esplicitamente l’utilizzo di nuovi strumenti per ampliare l’accesso alla cultura e raggiungere pubblici più giovani con l’aiuto della tecnologia. Per la Valle Camonica può diventare anche un modo per raccontare il patrimonio archeologico attraverso linguaggi diversi da quelli tradizionali. Dopo il debutto istituzionale a Palazzo Pirelli, la candidatura sarà presentata ufficialmente in Valle Camonica sabato 19 settembre, al Museo Nazionale della Preistoria di Capo di Ponte. Non è l’unica in lizza, ovviamente: c’è anche Bassano del Grappa tra i candidati.

Una follia autunnale, parti per queste mete a prezzi stracciati con la nuova promozione Ryanair

Par : losiangelica
15 septembre 2026 à 10:00

L’estate sta finendo, ma la voglia di partire ovviamente no. E se state già cercando una scusa per mettere in calendario un weekend fuori porta, Ryanair prova a darvela con “Follia d’autunno – Prezzi folli di metà settimana”, la nuova promozione con tariffe a partire da 16,99 euro.

Il tempo, però, è pochissimo. Dovete prenotare entro il 15 settembre 2026 per viaggiare dal 17 settembre al 31 dicembre 2026. Le mete a disposizione tantissime e spaziano da spiagge e isole ancora piacevoli da scoprire in autunno, mete perfette per scoprire il foliage e fare un city break e ovviamente località da scoprire nel periodo natalizio. Accanto alle partenze da 16,99 euro spuntano, con un po’ di flessibilità sulle date, anche voli sotto la soglia dei 15 euro.

Da Bergamo a Kalamata

Il calendario dice autunno. Kalamata, almeno per un po’, sembra non essersene accorta. Da Milano Bergamo si vola verso Kalamata con tariffe da 16,99 euro: una cifra davvero conveniente. Ma perché visitare la meta roprio in questo periodo? Le temperature sfiorano i 30 gradi di giorno fino a fine settembre e scendono a circa 20 gradi la sera… nelle ore diurne stare in spiaggia è ancora fattibile e molto piacevole.

La città ha il mare a pochi minuti dal centro e una lunga passeggiata costiera, però vale la pena allontanarsi dalla sdraio. Si può salire al Castello di Kalamata, che domina la parte vecchia, per poi scendere verso la chiesa dei Santi Apostoli, legata alla memoria della Guerra d’indipendenza greca. Poco distante ci sono il Museo Archeologico della Messenia, vicoli, taverne e piazze dove la vita continua senza troppo preoccuparsi della stagione turistica.

C’è anche il curioso Parco Municipale delle Ferrovie, museo all’aperto tra vecchie locomotive e vagoni storici, e c’è soprattutto il lato gastronomico. Kalamata è terra di olive e olio: andando avanti verso l’autunno, mercati e produttori diventano parte del viaggio tanto quanto spiagge e siti archeologici.

Gli ulivi di Kalamata
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Kalamata, la città delle olive da scoprire

Da Pisa a Rabat

Sulla rotta Pisa-Rabat Ryanair propone voli da 14,99 euro, con partenze dirette che trasformano la capitale marocchina in una delle occasioni più interessanti della promozione. Rabat è affacciata sull’Atlantico, più rilassata rispetto ad altre grandi città marocchine e abbastanza raccolta da poter essere scoperta senza trasformare un weekend in una maratona. A ottobre le massime si aggirano intorno ai 27 °C: clima ideale per passare parecchie ore fuori, tra monumenti, giardini e medina.

La prima tappa può essere la Kasbah degli Oudaïa, fortezza arroccata tra il fiume Bouregreg e l’oceano. Vicoli bianchi e blu, mura, scorci sull’acqua. Poco sotto ci sono i Giardini Andalusi; più avanti, cambiando completamente scenario, la Torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V.

Vista del porto di Rabat, Marocco
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Rabat e il suo porto sono affascinanti

Da Napoli a Budapest

A Budapest l’autunno arriva presto e anche in città si vive il foliage e l’atmosfera con colori caldi che caratterizzano la capitale ungherese. Con voli a meno di 17 euro da Napoli è una chicca da non perdere, anche nei weekend… e in più ci sono in promo tante date perfette per scoprire anche i mercatini di Natale.

Una volta arrivati, la città si presta perfettamente a qualche giorno senza programmi troppo rigidi. Si può iniziare dalla Collina del Castello e dal Bastione dei Pescatori, con il Parlamento dall’altra parte del Danubio, e poi scendere verso il centro. In autunno anche l’Isola Margherita cambia atmosfera: quasi 100 ettari di verde nel mezzo del fiume, attraversabili a piedi o in bicicletta.

Quando le temperature scendono, poi, Budapest gioca la carta che poche città europee possono permettersi: le terme. Le piscine dello Széchenyi sono una delle immagini simbolo della città e con l’aria fresca il vapore che sale dall’acqua rende tutto ancora più scenografico.

Budapest nella stagione autunnale
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Budapest in autunno è magica

I migliori eventi e le sagre di ottobre nel Veneto

15 septembre 2026 à 09:04

Quando l’aria si fa più frizzante e i campi cambiano colore, le comunità si ritrovano nelle piazze per celebrare il raccolto, accendere fuochi simbolici e assaggiare i prodotti dell’autunno. Tra profumo di mosto, caldarroste e piatti di stagione, le sagre di paese e le feste patronali diventano il cuore pulsante dei borghi, trasformando ogni weekend in un rito collettivo. In questo clima, il Veneto si riempie di luci, stand e sapori che raccontano il legame profondo tra territorio, cucina e tradizione.

Nel calendario di ottobre 2026 in Veneto spiccano appuntamenti che attirano appassionati da tutta Italia, come la Festa dell’Uva e del Vino a Bardolino, la storica Fiera del Riso a Isola della Scala e l’evento dedicato ai formaggi Caseus Veneti 2026: formaggi in vetrina a Piazzola sul Brenta. Accanto a queste manifestazioni note, un fitto intreccio di sagre, fiere d’autunno e feste di paese anima località grandi e piccole, dall’entroterra alla laguna, offrendo ogni fine settimana nuove occasioni per scoprire il territorio attraverso la sua tavola.

Gli eventi di ottobre in Veneto tra sagre, fiere e sapori

  • Fiera del Riso a Isola della Scala – Isola della Scala (VR), dal 17 settembre al 13 ottobre 2026.
    La Fiera del Riso di Isola della Scala è una storica manifestazione dedicata al riso e al risotto, con piatti preparati secondo ricette tradizionali dalla lunga storia.
  • Festa dell'Uva e del Vino a Bardolino – Bardolino (VR), dal 1 al 5 ottobre 2026.
    La Festa dell'Uva e del Vino a Bardolino celebra il rinomato vino locale sul lungolago, con iniziative dedicate alla promozione di questa eccellenza enologica veronese.
  • Fiera Franca e Fiera d'Autunno a Bassano – Bassano del Grappa (VI), dal 1 al 4 ottobre 2026.
    A Bassano la Fiera Franca propone esposizione di bestiame, Concorso del Bue Grasso e attività commerciali, affiancata dalla Fiera d’Autunno in centro storico con numerose bancarelle di artigianato e specialità gastronomiche locali.
  • Festa del radecio di Conche – Codevigo (PD), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    La Festa del radecio di Conche di Codevigo propone iniziative dedicate al radicchio locale, con appuntamenti gastronomici anche alla domenica a mezzogiorno.
  • Fiera Nazionale 'I giorni del miele' – Lazise (VR), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    La Fiera Nazionale "I giorni del miele" a Lazise del Garda è una mostra mercato di rilevanza europea dedicata ai mieli italiani, punto d’incontro per l’apicoltura nazionale ed estera sulle tematiche legate all’agricoltura.
  • Sagra del Rosario a Vallio di Roncade – Roncade (TV), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    La Sagra del Rosario a Vallio di Roncade nasce dai festeggiamenti religiosi in onore della Madonna del Rosario, con celebrazione della Santa Messa e processione nella prima domenica di ottobre.
  • Fiera del Derlo – Selva di Progno (VR), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    La Fiera del Derlo celebra il tipico cesto in legno usato sui pendii del territorio, con eventi nelle strade del paese e attenzione alla salvaguardia del mestiere ormai raro del Derlaro.
  • Antiche Fiere di San Luca – Treviso (TV), dal 2 al 25 ottobre 2026.
    Le Antiche Fiere di San Luca a Treviso riportano il grande Luna Park con numerose attrazioni, banchetti diffusi e degustazioni di cibi tipici come polpi, maroni e oca arrosta, inaugurando la stagione autunnale.
  • ViWine Festival a Vicenza eccellenze vinicole e gastronomiche locali – Vicenza (VI), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    Il ViWine Festival trasforma Piazza dei Signori e il centro storico di Vicenza in un percorso di degustazione di vini locali e piatti della tradizione, valorizzando le eccellenze enogastronomiche del territorio.
  • Sagra dei Bigoli co’ l’Arna – Zanè (VI), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    La Sagra dei Bigoli co’ l’Arna a Zanè propone specialità gastronomiche tradizionali, musica e momenti di socialità, con protagonista il piatto tipico a base di bigoli e anatra.
  • Mostra Micologica a San Vito – Altivole (TV), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    La Mostra Micologica a San Vito espone numerose specie di funghi con esperti a disposizione, accompagnata da menù dedicati, enoteca, pesca di beneficenza, mostra mercato e altre iniziative a tema.
  • Ganzega d’autunno – Moriago della Battaglia (TV), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    La Ganzega d’autunno anima il centro storico di Mori con costumi d’epoca, antichi mestieri, mostre, spettacoli e cucina tipica, ricreando le tradizioni della gente trentina del secolo scorso.
  • Caseus Veneti 2026: formaggi in vetrina – Piazzola sul Brenta (PD), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Caseus Veneti a Piazzola sul Brenta è la manifestazione ufficiale dei formaggi del Veneto, con oltre trecento prodotti in concorso e un percorso alla scoperta dell’arte casearia e delle sue tradizioni.
  • Festa delle Giuggiole ad Arquà Petrarca – Arquà Petrarca (PD), il 4 ottobre 2026.
    La Festa delle Giuggiole ad Arquà Petrarca celebra il frutto tipico locale con spettacoli musicali, arte, artigianato e prodotti genuini, immersi nell’atmosfera medievale del borgo trecentesco dei Colli Euganei.
  • Festa della Castagna al Parco della Birreria Pedavena – Pedavena (BL), il 4 ottobre 2026.
    La Festa della Castagna al Parco della Birreria Pedavena propone castagnate, mercatini, musica e oltre 60 stand di prodotti tipici e artigianali, con caldarroste preparate dai volontari della Pro Loco.
  • Distillerie aperte – Villaga (VI), il 4 ottobre 2026.
    Distillerie Aperte permette di visitare quattro distillerie della provincia, con visite guidate e degustazioni enogastronomiche per conoscere da vicino produzione, segreti e tradizioni dei maestri distillatori.
  • Festa della patata e del wurstel – Arzignano (VI), dal 8 al 11 ottobre 2026.
    Ad Arzignano torna la Festa della patata e del wurstel, dedicata alla valorizzazione di queste specialità con proposte gastronomiche e momenti conviviali.
  • Festa dei Marroni a Combai – Miane (TV), dal 9 ottobre al 1 novembre 2026.
    La Festa dei Marroni a Combai promuove il marrone Igp con caldarroste, piatti a base di castagne, passeggiate nei boschi, mostre e un mercatino d’artigianato lungo le vie del paese.
  • Pomopero, mostra espositiva di mele e pere – Lusiana Conco (VI), dal 10 al 11 ottobre 2026.
    Pomo Pero a Lusiana è una mostra espositiva di antiche varietà di mele e pere, affiancata da un mercato di prodotti tipici e DE.CO. e da attività dedicate a sostenibilità, cultura locale e buon cibo.
  • Pomo Pero – Scambio Sementi e Mercatino dei Fiori a Lusiana – Lusiana Conco (VI), dal 10 al 11 ottobre 2026.
    Il Pomo Pero di Lusiana presenta antiche varietà di mele e pere, con mercato di prodotti tipici e DE.CO. e un programma di iniziative sulla sostenibilità del territorio, la cultura locale e le produzioni tradizionali.
  • Mostra dei Prodotti Agroalimentari d'Autunno – Noventa Vicentina (VI), il 11 ottobre 2026.
    La Mostra dei Prodotti Agroalimentari d’Autunno a Noventa Vicentina è una fiera che anima piazza e centro storico con prodotti agricoli a chilometro zero, florovivaismo, specialità enogastronomiche, artigianato e commercio locale.
  • Val Polis Cellae – San Pietro in Cariano (VR), il 11 ottobre 2026.
    Val Polis Cellae offre un itinerario tra cantine della Valpolicella, dove degustare vini rossi come Amarone e Recioto abbinati ai sapori del territorio, circondati da opere d’arte nel paesaggio autunnale.
  • Tovena in Festa – Cison di Valmarino (TV), dal 16 al 31 ottobre 2026.
    Tovena in Festa è la sagra paesana con piatti tipici, mercatini, spazi per bambini e le celebri trippe alla tovenese, offrendo un’occasione per riscoprire sapori antichi e la storia locale.
  • Suca Baruca, la Festa della Zucca – Piove di Sacco (PD), il 16 ottobre 2026.
    Suca Baruca nasce dalla tradizione delle zucche intagliate con candela e propone mostra mercato di zucche, laboratori di intaglio per bambini e degustazioni gastronomiche per le vie della città.
  • Antica Fiera di Arsego – San Giorgio delle Pertiche (PD), dal 16 al 20 ottobre 2026.
    L’Antica Fiera di Arsego propone espositori, mercato agricolo, bancarelle, stand gastronomico, pesche di beneficenza e spettacoli, per un appuntamento all’insegna del gusto e del divertimento.
  • Festa della Zucca – Sernaglia della Battaglia (TV), dal 16 al 18 ottobre 2026.
    La Festa della Zucca offre numerose specialità a base di zucca, dagli gnocchi alle crespelle, cappellacci e spatzle, fino a pane, dolci, marmellate e altre preparazioni dolci e salate.
  • Hostaria – Festival del vino di Verona – Verona (VR), dal 16 al 18 ottobre 2026.
    Hostaria trasforma il centro storico di Verona in una grande cantina a cielo aperto, con degustazioni di numerose etichette, eventi culturali, musica e intrattenimento, con attenzione al sociale e all’ambiente.
  • La Fiera delle Anime – Arsiè (BL), il 18 ottobre 2026.
    Storica fiera di Arsiè, tra le più antiche della provincia di Belluno, con profonde radici nella tradizione locale risalente al 1666.
  • Antica Fiera del Rosario – Fumane (VR), il 18 ottobre 2026.
    Fiera tradizionale a Breonio con mostra-mercato, stand gastronomici, esposizioni e varie iniziative collaterali.
  • Sagra Poenta e Bacalà – Thiene (VI), dal 23 al 26 ottobre 2026.
    Sagra dedicata al piatto tipico “polenta e baccalà” a Thiene, per riscoprire una secolare tradizione gastronomica berica.
  • CioccolandoVi a Vicenza – Vicenza (VI), dal 23 al 25 ottobre 2026.
    Rassegna nel centro storico di Vicenza dedicata al cioccolato, con la partecipazione di maestri cioccolatieri e proposte di qualità.
  • Fiera Franca Cittadellese – Cittadella (PD), dal 24 al 26 ottobre 2026.
    Fiera a Cittadella con esposizioni di prodotti tipici, artigianato locale e banchi enogastronomici nel centro storico, oltre alla tradizionale Fiera del Bestiame presso il Cimitero Austroungarico.
  • Antica fiera di San Simeone – Marostica (VI), il 25 ottobre 2026.
    Festa del patrono San Simeone e del Ringraziamento a Marostica, con mostra mercato di prodotti agricoli tipici, giochi popolari, artisti di strada e benedizione dei frutti autunnali e dei trattori.
  • Fiera Franca del Rosario – Segusino (TV), il 25 ottobre 2026.
    Storica fiera di Segusino, evento turistico e culturale che unisce momento conviviale e scoperta delle specialità di un territorio tra pianura e montagna.
  • Halloween al Castello di Bevilacqua – Bevilacqua (VR), il 31 ottobre 2026.
    Cena a tema Halloween al Castello di Bevilacqua, con zucche mostruose, atmosfere magiche e un’animazione adatta anche ai bambini.

Ottobre in Umbria: le migliori sagre, feste ed eventi

15 septembre 2026 à 09:03

Profumo di castagne arrostite, calici di vino nuovo e olio appena franto portano in tavola i colori più intensi dell’autunno. È il tempo delle sagre di paese, delle feste patronali e degli eventi enogastronomici che celebrano i prodotti di stagione, tra sapori genuini e atmosfere raccolte. In questo scenario l’Umbria diventa un mosaico di piccoli borghi in festa, dove ogni fine settimana è un invito a scoprire tradizioni, piazze e panorami immersi nel foliage.

Nel cuore verde d’Italia, il calendario di ottobre 2026 si accende tra rievocazioni storiche, celebrazioni religiose e weekend gourmet. Ad Assisi la Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia richiama pellegrini e visitatori da tutto il Paese, mentre a Trevi Frantoi Aperti in Umbria racconta il mondo dell’olio extravergine tra visite e degustazioni. Per chi ama i sapori dolci, Altrocioccolato a Città di Castello trasforma le vie del centro in un percorso dedicato al cioccolato e alle sue infinite declinazioni.

Ottobre 2026 in Umbria, tutti gli eventi da gustare

  • Giostra dell'arme – San Gemini (TR), dal 26 settembre al 11 ottobre 2026.
    A San Gemini la Giostra dell’Arme vede sfidarsi i due rioni con prove a cavallo, corteo storico, investitura dei cavalieri e spettacoli rievocativi di ambientazione medievale.
  • Corciano castello di vino – Corciano (PG), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    Corciano castello di vino propone un percorso sensoriale itinerante dedicato alle tradizioni vinicole del territorio umbro, per valorizzare la città e il suo patrimonio enologico.
  • Festa della vendemmia a Penna in Teverina – Penna in Teverina (TR), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    A Penna in Teverina la Festa della vendemmia celebra uva, vino e mosto con stand gastronomico, piatti casalinghi e dolci locali a base di mosto come maritozzi, pane tipico e tisichelle.
  • Festival dell'Oriente a Perugia – Bastia Umbra (PG), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Al complesso Umbria Fiere di Bastia Umbra il Festival dell’Oriente presenta culture e tradizioni asiatiche con mostre, bazar, gastronomia, cerimonie, spettacoli, concerti, danze, arti marziali e incontri tematici.
  • Festa di San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia – Assisi (PG), il 4 ottobre 2026.
    Ad Assisi la Festa di San Francesco Patrono d’Italia prevede celebrazioni liturgiche nelle principali basiliche e festeggiamenti civili con spettacoli, danze e canti popolari in città.
  • A Piegaro torna la Sagra della Castagna – Piegaro (PG), dal 9 al 18 ottobre 2026.
    A Piegaro la Sagra della Castagna propone stand gastronomici dove la castagna è protagonista in numerose ricette, dai primi piatti ai dolci, compresa la tradizionale versione arrosto.
  • La disfida di San Fortunato a Todi – Todi (PG), dal 9 al 11 ottobre 2026.
    A Todi la Disfida di San Fortunato celebra il patrono con eventi a tema medievale, tra cui il Palio dell'Aquila, una mostra mercato dei prodotti tipici e un corteo storico lungo le vie della città.
  • Frantoi Aperti in Umbria – Trevi (PG), dal 17 ottobre al 15 novembre 2026.
    Frantoi Aperti in Umbria celebra l’arrivo del nuovo olio extravergine trasformando i frantoi in laboratori culturali con eventi dedicati al fumetto, attività per bambini e mostre sul legame tra olio e territorio.
  • Altrocioccolato – Città di Castello (PG), dal 23 al 25 ottobre 2026.
    Altrocioccolato è una manifestazione dedicata al consumo responsabile e ai prodotti biologici, con stand di vendita, laboratori didattici, degustazioni, mostre, mensa equo-solidale e un ricco programma di spettacoli e incontri.

Ottobre in Trentino-Alto Adige: le migliori sagre, feste ed eventi

15 septembre 2026 à 09:03

Profumo di mele nuove e castagne arrostite riempie i borghi vestiti di foliage, tra tavolate condivise e piazze animate. Le sagre di paese si intrecciano alle feste patronali, mentre i prodotti tipici di stagione raccontano la storia dei territori attraverso sapori semplici e autentici. Calici alzati, piccoli mercati contadini e antiche tradizioni agricole tornano protagonisti, trasformando ogni weekend in un viaggio tra gusto e convivialità. In questo scenario, il Trentino-Alto Adige diventa una meta ideale per chi ama scoprire l’autunno passo dopo passo.

Tra le vallate e i paesi del Trentino-Alto Adige, ottobre 2026 offre un calendario fitto di appuntamenti enogastronomici, dalle dolci note del Dolomiti Gourmetfestival di Dobbiaco ai sapori di montagna de La desmontegada de le vache di Predazzo. Non mancano le grandi feste popolari come l’Oktoberfest Trento o gli eventi dedicati al vino e ai frutti dell’autunno, che guidano i visitatori alla scoperta di ogni angolo della regione tra degustazioni, folklore e panorami alpini in pieno foliage.

Eventi di ottobre in Trentino-Alto Adige, tutte le sagre da segnare

  • Dolomiti Gourmetfestival – Dobbiaco (BZ), dal 1 al 3 ottobre 2026.
    Nella regione 3 Cime Dolomiti il Dolomiti Gourmet Festival riunisce chef italiani e internazionali per proporre una cucina sostenibile ispirata alla natura e al legame con il territorio.
  • Oktoberfest Trento – Trento (TN), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    Manifestazione a Trento ispirata all’Oktoberfest, con sapori bavaresi, musica e tradizioni alpine in un’atmosfera festosa.
  • Transumanza delle bestiame a Castelrotto – Castelrotto (BZ), il 3 ottobre 2026.
    A Castelrotto le strade si animano con la transumanza del bestiame e i festeggiamenti che accompagnano il rientro degli animali.
  • La desmontegada de le vache di Predazzo – Predazzo (TN), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    A Predazzo si festeggia la fine dell’alpeggio con sfilate di carri, musica, laboratori e proposte gastronomiche della tradizione.
  • Festa della Patata – Ronzone (TN), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Nel centro storico di Ronzone si celebra l’autunno con una festa dedicata alla patata e ai prodotti dell’orto, tra mercatini, bancarelle artistiche, animazione per bambini e cucina tipica.
  • Festival della Polenta a Storo – Storo (TN), dal 3 al 4 ottobre 2026.
    Evento dedicato alla celebre farina gialla di Storo e alla polenta, piatto simbolo della cucina di montagna locale.
  • Festa della zucca a Pergine Valsugana – Pergine Valsugana (TN), dal 9 al 11 ottobre 2026.
    A Pergine Valsugana, nel parco Ai Tre Castagni, le zucche vengono esposte in una mostra autunnale dedicata a questo ortaggio.
  • Sapori d’Autunno 2026 a Brentonico – Brentonico (TN), dal 10 al 11 ottobre 2026.
    A Brentonico mercato dei sapori, tour enogastronomici, laboratori, attività per bambini, spettacoli e concerti celebrano l’autunno e la tradizione di montagna.
  • Ritorno del bestiame dall'Alpeggio – Terento (BZ), il 10 ottobre 2026.
    A Terento il ritorno del bestiame dall’alpeggio è una colorata festa della transumanza con animali adornati, bande musicali, balli e sfilate.
  • Festa della Mela con grande sfilata – Naz-Sciaves (BZ), il 11 ottobre 2026.
    A Naz-Sciaves la Festa della Mela propone degustazioni di mele appena raccolte, mercato contadino, giochi per bambini, musica, balli e una grande sfilata con incoronazione della reginetta della mela.
  • Festa della Castagna – Keschtnriggl – Tesimo (BZ), dal 15 ottobre al 8 novembre 2026.
    Le Giornate della castagna Keschtnriggl a Tesimo-Prissiano, Foiana e Lana valorizzano cultura e usanze locali, con particolare attenzione alle castagne e al loro ruolo per la popolazione.
  • La Festa dell'uva. Kermesse di musica e folklore – Merano (BZ), dal 16 al 18 ottobre 2026.
    A Merano la Festa dell’uva propone tradizione, musica tipica, specialità gastronomiche altoatesine e buon vino nel centro cittadino, in una manifestazione storica molto sentita.
  • Pomaria 2026 – Arte, cultura, gastronomia, musica e tradizione – Cles (TN), dal 17 al 18 ottobre 2026.
    In Val di Non “Pomaria” è una grande festa delle mele con raccolta in campo, laboratori di cucina per lo strudel, giochi, degustazioni e iniziative per adulti e bambini.
  • Il Vicolo del vino di Termeno – Termeno sulla Strada del Vino (BZ), il 17 ottobre 2026.
    Il Vicolo del vino di Termeno è una festa lungo la Strada del Vino con degustazioni di bottiglie selezionate, specialità culinarie e musica vivace.
  • Settimane della Castagna a Velturno – Velturno (BZ), dal 17 ottobre al 8 novembre 2026.
    A Velturno le Settimane della Castagna offrono visite guidate, escursioni e degustazioni dedicate alla castagna e alla cucina rurale, nel periodo del Törggelen.
  • Formai dal Mont – Ville d'Anaunia (TN), dal 23 al 25 ottobre 2026.
    A Tassullo la rassegna Formai dal Mont presenta i formaggi di malga di Val di Non, Val di Sole e Altopiano della Paganella, offrendo un percorso di scoperta dei prodotti lattiero-caseari locali.
  • Mercato di Stegona – Brunico (BZ), dal 26 al 28 ottobre 2026.
    Il Mercato di Stegona, frazione di Brunico, è la più grande fiera del Tirolo, trasformando il paese in un grande luna park dove passeggiare, contrattare e fare acquisti.
  • Sagra della ciuiga – San Lorenzo Dorsino (TN), dal 30 ottobre al 1 novembre 2026.
    A San Lorenzo in Banale la Sagra della ciuìga celebra il tipico salame con le rape con degustazioni, menu a tema, spettacoli di strada, musica antica e l’apertura di corti e cantine del borgo Berghi.

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