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L’estranea, le location tutte reali e tutte molto note del film italiano in lizza per gli Oscar

8 octobre 2026 à 16:30

Il nuovo thriller psicologico di Paolo Strippoli, nelle sale dall’8 ottobre 2026, è tra i film più attesi dell’autunno: c’entrano il successo riscontrato alla Mostra del Cinema di Venezia, il fatto che sia stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2027, ma senza dubbio anche la vicenda «spietata e carnale» – come l’ha definita lo stesso regista – che racconta, specchio di una parentesi storica ben definita e in cui molte famiglie italiane in fondo finiranno per riconoscersi. Le location di L’estranea, tutte reali e tutte concentrate tra la Puglia e il Lazio, partecipano a rendere più universale quanto narrato ed evidente il legame dei protagonisti e del regista pugliese con i luoghi che abitano nella finzione (gli uni) e nella realtà (l’altro).

Di cosa parla

In una notte di temporale Anna, la protagonista interpretata da Jasmine Trinca, bussa alla porta dell’appartamento romano della figlia Alice, il personaggio di Romana Maggiora Vergano, e le rivela la bugia su cui da oltre vent’anni si regge l’equilibrio della loro famiglia. Allora, pur di salvarle la gamba dopo un’incidente di cui era stata vittima, la donna aveva stretto un patto con una misteriosa estranea: il personaggio di Valeria Bruni Tedeschi, da cui il titolo del nuovo film di Paolo Strippoli. Questa scelta aveva dato il via a una serie di avvenimenti terribili che avevano colpito la famiglia. Solo Alice ha il potere di interrompere finalmente questa catena spaventosa di eventi e rimettere ogni cosa al proprio posto. A che prezzo però? E la giovane sarà davvero disposta a pagarlo?

Arriva al cinema "L'estranea": il film di Paolo Strippoli in lizza per rappresentare l'Italia agli Oscar 2027
(c) 01 Distribution
Una scena di “L’estranea”

Dov’è stato girato il film

Il dramma familiare di Paolo Strippoli è ambientato tra la Puglia dove la famiglia di Anna, che rappresenta una certa imprenditoria pugliese rapidamente arricchitasi tra la fine degli Anni Novanta e gli inizi degli Anni Duemila, ha le proprie radici e Roma dove la figlia Alice si è trasferita, come molti suoi coetanei, per cercare la propria strada. Per dare realismo alla narrazione anche i luoghi dov’è stato girato il film L’estranea si trovano tra la Puglia e la Capitale.

Bari

A Bari, città di cui è originaria la famiglia di Anna, la produzione (Kazak Productions e Tarantula Film con Le Pacte) ha scelto di girare sia in luoghi centrali e iconici per la storia e il presente turistico del capoluogo pugliese e sia in zone più periferiche e marginali: una soluzione che ha consentito di rappresentare sullo schermo il volto profondamente stratificato che la città ha da sempre.

Sullo schermo sono facili da riconoscere il lungomare e il Molo San Nicola: il pittoresco porto vecchio di Bari, subito a ridosso del centro cittadino e del famoso Teatro Margherita, dove ancora oggi si continuano a tramandare le tradizioni marinare della città come, ogni mattina, quella dell’arrivo e della vendita del pesce fresco.

Bari: i luoghi dov'è stato girato il film "L'estranea"
iStock
L’antico porto di Bari

Un set è stato stabilito presso il Circolo Canottieri Barion: fondato a fine Ottocento è uno dei più storici della zona.

Altra location di L’estranea a Bari è il quartiere San Paolo: sorto tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta del Novecento come primo quartiere residenziale pubblico della città, ancora oggi conserva il suo animo popolare nonostante sia stato interessato nel tempo da interventi di riqualificazione come quello mirato a trasformarlo, tramite murale e street art, in un Quartiere Museo.

Alcune scene del nuovo film di Paolo Strippoli sono state girate al Policlinico Giovanni XXIII.

Monopoli

A Monopoli si è girato sia in location private (come uno studio medico) e di servizio (il canile pubblico) e sia in luoghi molto amati sia dai turisti e sia soprattutto dai locali. Uno di questi è il castello Carlo V: un forte del Cinquecento costruito durante la dominazione spagnola della città e che ancora oggi incuriosisce per la sua pianta poligonale con bastioni, ponti levatoi, mura difensive.

Monopoli: le location di "L'estranea"
iStock
Lo storico castello di Monopoli

Impossibile da non riconoscere sullo schermo è Porto Ghiacciolo: una delle spiagge più belle della Puglia, famosa per il colore cristallino e la temperatura molto bassa – come lascia intuire il nome – delle sue acque, oltre che per l’Abbazia di Santo Stefano che le fa da sfondo.

Le location di "L'estrane", il nuovo film di Paolo Strippoli, in Puglia
iStock
La stupenda spiaggia di Porto Ghiacciolo

Gioia del Colle

Tra le location pugliesi di L’estranea c’è anche Gioia del Colle. Qui, come confermano anche numerose testate locali, la troupe ha girato a Villa Povia. Fin qui non si conoscono, però, più dettagli su quali stanze e ambienti della storica residenza – che per il ruolo chiave che ha nelle vicende della famiglia è comparsa fin dalle prime immagini dal set diffuse – siano state interessate dalle riprese.

"L'estranea": il thriller psicologico di Paolo Strippoli in lizza per rappresentare l'Italia agli Oscar 2027 è girato tra Puglia e Lazio
(c) 01 Distribution
Una delle prime immagini dal set di “L’estranea”

Roma

A Roma anche la scelta delle location appare volutamente in rottura con quanto fatto in Puglia, come a sottolineare anche visivamente quanto radicalmente il patto con l’estranea abbia deviato il corso delle vicende familiari.

La figlia di Anna vive nel quartiere di San Lorenzo: uno dei più giovani della Capitale, frequentato ogni giorno da un gran numero di studenti e fuorisede e animato da localini alla moda e da una vivace movida, senza che questo gli abbia fatto perdere il carattere prettamente popolare. È qui in un appartamento di Via degli Ausoni che sono state girate le scene, incluse alcune di quelle in terrazza, in cui Anna raggiunge a Alice e le racconta del patto che da piccola le ha salvato la gamba.

Altre scene sono state girate in prossimità della Stazione Termini: una zona altrettanto frequentata ogni giorno da studenti, lavoratori fuorisede e persone che per ragioni diverse si spostano da o per Roma.

Diversi ospedali romani sono tra le location di L’estranea e non c’è da sorprendersene considerata la trama e che l’evento scatenante è un incidente che stravolge la quotidianità della famiglia di Anna mettendo a rischio la salute di Alice. Riprese sono state effettuate, in particolare, all’Ospedale San Camillo, all’American Ospital e all’Istituto San Leone Magno.

Roma: dov'è stato girato il nuovo film di Paolo Strippoli "L'estranea"
(c) 01 Distribution
Un’altra scena di “L’estranea”

Non mancano scene girate in studio per cui la produzione del nuovo film di Paolo Strippoli si è appoggiata agli Studios di via Tiburtina: tra i teatri di posa più famosi – e utilizzati – della Capitale, dove sono stati girati numerosi classici moderni del cinema italiani e trasmissioni televisive dal forte seguito.

À partir d’avant-hierFlux principal

B.A.E. – Before Anything Else, le stupende location della versione contemporanea di Romeo e Giulietta

4 octobre 2026 à 16:30

Tropea non è solo la principale location di B.A.E. – Before Anything Else, il film ora nelle sale di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun, ma è una sorta di motore immobile dell’azione: senza il mare cristallino, le spiagge dorate, i vicoli assolati, i panorami mozzafiato della cittadina calabra l’incontro tra i due protagonisti, che dà il via a una sorta di rilettura in chiave contemporanea del dramma di Romeo e Giulietta, infatti forse non sarebbe mai avvenuto. Scopriamo insieme dov’è stato girato questo coming of age prodotto da Andromeda Film e Flat Parioli.

Di cosa parla

Romeo (Riccardo de Rinaldis Santorelli, attore già visto sul piccolo schermo in Doc – Nelle tue mani) decide di concedersi un’ultima estate di completa spensieratezza a Tropea insieme agli amici di sempre, prima di affrontare la vita adulta e le sue responsabilità. È mentre è in vacanza che conosce Giulia (Yile Yara Vianello): una ragazza del posto appassionata di teatro che lo convince a partecipare a una rappresentazione amatoriale di Romeo e Giulietta.

Mentre interpretano i giovani innamorati, tra i due inevitabilmente cresce un sentimento travolgente. Come nel dramma di Shakespeare, però, qualcuno è pronto a ostacolare l’amore: si tratta in questo caso di Teo, il fratello maggiore di Giulia, protettivo nei suoi riguardi almeno quanto diffidente verso Romeo.

Arriva nelle sale "B.A.E. - Before Anything Else", il film di formazione di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun
Ufficio stampa Bif&st
Una scena di “B.A.E. – Before Anything Else”

Dov’è stato girato il film

Tropea

Tropea fa insomma da palcoscenico all’attrazione iniziale tra Giulia e Romeo che poi si trasforma in qualcosa di molto più profondo ed è qui che il film è girato per la maggior parte delle scene.

Tropea: dov'è stato girato il film “B.A.E. – Before Anything Else”
iStock
Il panorama mozzafiato di Tropea

Della “perla del Tirreno” – com’è spesso chiamata –incoronata dal Telegraph tra le città più belle d’Italia, si riconoscono sullo schermo le spiagge, sia quelle più rinomate e frequentate dai turisti e sia quelle più nascoste e appannaggio dei locali, e i panorami mozzafiato come quello iconico del Santuario di Santa Maria dell’Isola arroccato su uno scoglio di fronte al mare.

Anche il labirinto di vicoli stretti del centro storico, su cui si affacciano eleganti palazzi settecenteschi, fa da cornice alla storia di Giulia, Romeo e un gruppo di amici che godendo della bellezza folgorante del Sud e dei suoi ritmi lenti sembrano provare soprattutto a costruire ricordi confortanti per quando sarà la vita adulta a bussare alle loro porte.

Altre location

I materiali di produzione segnalano tra le location di B.A.E. – Before Anything Else più in generale la Costa degli Dei: quel tratto di costa tirrenica che si estende da Pizzo a Nicotera, punteggiata da baie, cale e spiagge tra le più belle della Calabria e dove si trova appunto, tra località di mare molto rinomate sia in Italia e sia all’estero, anche Tropea. Non sono stati forniti, però, ulteriori dettagli su dove sia stato girato il film ed eventuali altre location oltre a Tropea. Una presentazione in anteprima è stata organizzata, già a inizio anno, a Spilinga proprio per rimarcare il profondo legame del film – presentato in quel periodo al Bif&st – col territorio.

Si trovano sulla Costa degli Dei le location di "“B.A.E. – Before Anything Else”
iStock
La spettacolare Costa degli Dei

Alcune fonti in Rete segnalano tra i luoghi dov’è stato girato B.A.E. – Before Anything Else anche Roma: con ogni probabilità per le scene in interna e le riprese effettuate in studio.

American Horror Story 13, tutte le location più spettacolari (e non mancano sorprese)

3 octobre 2026 à 16:00

In un’intervista a The Hollywood Reporter Ryan Murphy ha raccontato che la tredicesima stagione di American Horror Story, da poco debuttata negli Stati Uniti e in Italia disponibile dal 1° ottobre 2026 su Disney+, è stata pensata innanzitutto come «un omaggio ai fan» che da quindici anni la seguono appassionatamente e alla storia stessa della serie.

I tredici nuovi episodi vedranno tornare sullo schermo personaggi molto amati come quello di Sarah Paulson e quelli di Evan Peterson, in una sorta di crossover inedito tra tutte le stagioni precedenti.

Anche le location di American Horror Story: 13 potranno suonare familiari a chi sta al di là dello schermo: tra edifici infestati, covi delle streghe e hospice inquietanti non mancano infatti easter egg che ricordano agli spettatori quanti misteri si possano nascondere dietro a luoghi, all’apparenza come tanti, che si frequentano ogni giorno.

Di cosa parla

Ben DeSoto, il protagonista della nuova stagione, lavora in un hospice di New York. Quando gli viene affidato un uomo anziano almeno quanto ricco e misterioso conosce Constance Langodon, il personaggio interpretato da Jessica Lange nella prima stagione della serie (American Horror Story: Murder House) che ha almeno ufficialmente il compito di formarlo. Nel lussuoso attico in cui viene condotto Ben si accorge presto a proprie spese che il numero tredici, da cui sembra perseguitato e per cui al contrario della fidanzata Kira ha una vera e propria fobia e, è presagio di eventi che dire nefasti è poco. Con Constance nei paraggi, del resto, difficilmente poteva essere altrimenti.

Su Disney+ è disponibile la nuova attesissima stagione di "American Horror Story"
Ufficio stampa Disney+
Una scena di “American Horror Story: 13”

Dov’è stata girata la serie

L’attesissima tredicesima stagione di American Horror Story è stata girata principalmente a New York tra quartieri alla moda, vie dello shopping e della movida ben noti anche solo per il numero di volte in cui sono stati scelti come set cinematografici.

New York: dov'è stata girata la tredicesima stagione di "American Horror Story"
iStock
New York è un set a cielo aperto

Manhattan

The Apollyon, l’edificio al cui tredicesimo piano si trova l’attico dove vive l’anziano signore assistito da Ben e Costance, nella realtà non esiste: è un mix di palazzi e ambienti residenziali della New York bene.

"American Horror Story:13" è una sorta di crossover delle stagioni precedenti
Ufficio stampa Disney+
Un’altra scena di “American Horror Story: 13”

Tra i luoghi dov’è stata girata American Horror Story: 13 nella Grande Mela c’è, infatti, soprattutto Manhattan con set segnalati al Washington Square Park, uno dei parchi pubblici più grandi e frequentati anche per attività culturali, e presso la Riverside Church, la chiesa più alta degli Stati Uniti (grazie al suo campanile di 120 metri) che con il suo stile neogotico si adatta perfettamente alle atmosfere dark della serie di Ryan Murphy e Brad Falchuk.

Le location di "American Horror Story: 13" a Manhattan
iStock
L’atmosfera, decisamente gotica, all’interno della Riverside Church

Le scene in aeroporto sono state girate al John Jay College of Criminal Justice, una delle più rinomate scuole pubbliche americane di legge e giustizia criminale.

In alcune inquadrature è facile riconoscere i negozi alla moda, i ristoranti chic, le gallerie d’arte e più in generale l’atmosfera raffinata di SoHo.

Brooklyn

Altre location di American Horror Story: 13 si trovano a Brooklyn: qui si sarebbe girato tra la W 122nd e la W 124th Street. Diverse fonti in Rete hanno segnalato la presenza di set anche all’esterno e nei pressi degli studi della Broadway Stages, di cui non è escluso la produzione possa aver sfruttato le facility.

"American Horror Story: 13" è disponibile su Disney+ dal 1° ottobre
Ufficio stampa Disney+
Ancora una scena di “American Horror Story:13”

Quasi Vera, le location sorprendenti (e tutt’altro che artificiali) del film con Frank Matano e Taylor Mega

2 octobre 2026 à 18:00

Fausto Brizzi torna al cinema con una commedia di profonda attualità, interpretata da un cast d’eccezione di cui fanno parte tra gli altri Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Francesco Sole, e impreziosita da un cammeo di Taylor Mega. Quasi Vera, nelle sale dal 1° ottobre 2026, è un film ricco di location sorprendenti, con palazzi rinascimentali nel cuore del Lazio e località marine rinomate a due passi dalla Capitale.

Di cosa parla

Diego, il protagonista interpretato da Frank Matano, è un attore esordiente che tra provini andati male e piccole comparse in film di second’ordine stenta a far decollare la propria carriera. Decide così di sfruttare le conoscenze informatiche che possiede per creare, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, un’influencer virtuale.

Vera, che ha il volto di Taylor Mega, grazie al suo fascino e alla sua ironia, oltre che a una conoscenza dei goal della Nazionale degna dei migliori influencer sportivi, diventa presto un fenomeno virale. Ciò costringe Diego, altrettanto presto, a fare i conti con le conseguenze impreviste del suo progetto e con un confine tra realtà e finzione che si fa sempre più pericolosamente labile.

"Quasi Vera" è il nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Taylor Mega
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Fausto Brizzi, ambientato a Roma, è stato girato interamente nel Lazio: tra i Castelli Romani e il litorale capitolino.

Ariccia, Palazzo Chigi

Ad Ariccia, cittadina dei Castelli Romani famosa per le fraschetterie e per lo stupendo centro storico di impianto rinascimentale, si trova senza dubbio la location di Quasi Vera più esclusiva: come confermano diverse fonti, tra cui anche testate locali, la produzione (Tramp Limited) ha girato a Palazzo Chigi.

Ariccia con il suo Palazzo Chigi
123RF
Ariccia con il suo Palazzo Chigi

Progettato da Gian Lorenzo Bernini per i signori di Ariccia, questo palazzo ducale è una delle poche dimore barocche italiane rimaste intatte nell’architettura, nella disposizione delle sale e persino nell’arredamento, oltre che per la collocazione nella splendida cornice di Piazza di Corte (spesso usata come set cinematografico, anche per grandi classici italiani come Il Gattopardo di Luchino Visconti).

A comparire nelle riprese è lo scenografico piazzale barocco e l’interno della Sala da Pranzo d’Estate, una delle più suggestive del palazzo che conserva ancora alle pareti decorazioni murali e parati di cuoio.

Questi ambienti imitano, nel nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti e Rocío Muñoz Morales, i raffinati salotti della Roma bene in cui l’influencer virtuale interpretata da Taylor Mega comincia a essere invitata sempre più spesso man mano che il suo numero di follower aumenta.

Ostia

Tra le location di Quasi Vera c’è, come accennato, anche il litorale laziale: presente già in altri suoi film (da Notte prima degli esami a Poveri ma ricchi) è simbolo del legame che il regista, come la maggior parte delle persone nate e cresciute nella Capitale, ha mantenuto nel tempo con località di mare in cui con ogni probabilità è stato bambino prima e adolescente poi.

A Ostia la troupe del film ha girato, secondo fonti locali, per quattro settimane. Uno degli stabilimenti balneari più storici della zona, Il Venezia, ha fatto da sfondo a scene estive da cui trapela la tipica socialità spensierata e caciarona romana.

"Quasi Vera": i luoghi nel Lazio dov'è girato il nuovo film di Fausto Brizzi
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera” girata sul litorale laziale

La valle dell’Eden, le location della serie tratta dal romanzo di Steinbeck sono un tuffo nella storia

1 octobre 2026 à 16:30

Il nuovo adattamento del celebre romanzo di John Steinbeck in arrivo su Netflix dal 1° ottobre 2026 è pronto a trasportare lo spettatore nella California di inizio Novecento tra rivalità familiari, amori travolgenti, grandi rivoluzioni politiche e conflitti internazionali e, soprattutto, ostinati tentativi da parte dei personaggi di sfuggire a un destino apparentemente già scritto.

Le location di La valle dell’Eden (titolo originale East of Eden) sono state scelte per ricreare il più fedelmente lo spirito dell’epoca e i grandi stravolgimenti che avvengono attorno e nella vita dei protagonisti. Il risultato? È che sono anch’esse tutt’altro che scontate.

Di cosa parla

Scritta da Zoe Kazan, la serie segue le vicende di due famiglie rivali: gli Hamilton e i Trask. I sette episodi disponibili su Netflix si concentrano in particolare sui fratelli Adam e Charles Trask: il loro rapporto conflittuale è reso ancora più teso dall’arrivo in città di Cathy Ames, una donna affascinante quanto enigmatica interpretata da Florence Pugh, che romperà i già precari equilibri familiari e darà il via a una serie di eventi destinati ad avere ripercussioni fino alle due generazioni successive.

Arriva su Netflix "La valle dell'Eden": un nuovo adattamento del romanzo di John Steinbeck
Ufficio stampa Netflix
Una scena de “La valle dell’Eden”

Diretta da Garth Davis (per i primi quattro episodi) e Laure de Clermont-Tonnerre (per i restanti tre), la miniserie Netflix affronta così temi universali come l’amore, la gelosia, i legami familiari, l’eterno conflitto tra bene e male.

Dov’è stata girata la serie

La nuova serie Netflix tratta dal romanzo di John Steinbeck è ambientata nella Salinas Valley, in California, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Come ha raccontato a Vanity Fair la stessa showrunner, però, girare in California sarebbe stato logisticamente e soprattutto economicamente troppo dispendioso: è per questo che le location di La valle dell’Eden si trovano tutte in Nuova Zelanda.

"East of Eden", la nuova serie Netflix tratta dal romanzo di Steinbeck, è ambientata nella Salinas Valley tra fine Ottocento e inizi Novecento
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La valle dell’Eden”

L’Otago Centrale

La regione centrale dell’Otago è stata sfruttata, per esempio, per ricreare quelle che dovevano essere un tempo le grandi vallate californiane – da cui il titolo – e le ambientazioni più rurali. Qui si è girato, in particolare, nei pressi dell’Oteake Conservation Park: un’area protetta di oltre 65mila ettari dominata dai caratteristici profili piatti dei monti Hawkdun Range, un tempo abitata da popolazioni indigene e poi protagonista nella seconda metà dell’Ottocento della corsa all’oro.

Ōamaru

Nel quartiere vittoriano di Ōamaru, centro del distretto di Waitaki famoso per i pinguini blu e per i treni a vapore, sono ambientate la maggior parte delle scene cittadine. Tra le location più facili da riconoscere ci sono, oltre al porto, proprio la stazione e il deposito ferroviario della Ōamaru Steam and Rail.

Nuova Zelanda: dov'è stata girata la serie "La valle dell'Eden"
iStock
Il centro storico vittoriano di Ōamaru

Dunedin

Anche la vicina Dunedin è stata scelta a rappresentare sullo schermo la California di fine Ottocento e inizi Novecento per via degli edifici in pietra e delle numerose architetture vittoriane che richiamano quell’epoca. Tra i set principali, dove sono state girate scene all’aperto e sequenze in esterna, c’è Queen’s Garden: uno dei parchi pubblici più antichi della città. Riprese sono state effettuate anche in vie e all’interno di negozi ben frequentati per lo shopping. La location di La valle dell’Eden più riconoscibile a Dunedin è, però, senza dubbio la stazione ferroviaria: con la sua facciata ricca di decorazioni in pietra, i pavimenti interni a mosaico e i giardini curati che la circondano è ufficialmente tra le attrazioni più fotografate della Nuova Zelanda e spesso vista anche sullo schermo.

C'è anche la stazione ferroviaria di Dunedin tra le location di "La valle dell'Eden"
iStock
L’iconica stazione ferroviaria di Dunedin

North Island

Altri luoghi dov’è stata girata la serie Netflix tratta dal romanzo di John Steinbeck si trovano a North Island. Il tranquillo sobborgo marinaro di Devonport, ad Auckland, è servito a riprodurre spiagge e coste della California. Alcune scene sono state girate nel pittoresco centro di Thames, dove il tempo sembra essersi fermato all’età dell’oro.

Le location reali del nuovo adattamento Netflix del romanzo di John Steinbeck "East of Eden"
Ufficio stampa Netflix
Ancora una scena di “La valle dell’Eden”

Doc – Nelle tue mani 4, le location straordinariamente realistiche della fiction con Luca Argentero

30 septembre 2026 à 17:12

Le location di Doc – Nelle tue mani 4, in arrivo in prima serata su Rai 1 e RaiPlay dal 1° ottobre 2026, sembrano essere state scelte con un solo intento: rendere la narrazione il più possibile realistica e vicina a quella che deve essere l’esperienza quotidiana di medici e altro personale sanitario, pazienti, caregiver e famiglie. Per il ritorno in corsia di Luca Argentero, nei panni dell’amatissimo Andrea Fanti, sono stati scelti infatti luoghi che hanno a che vedere da vicino con il meglio della realtà sanitaria italiana: scopriamo quali.

Tutto l’amore che resta, la nuova fiction con Raoul Bova svela luoghi speciali nel cuore del Lazio

29 septembre 2026 à 17:00

Nella nuova fiction Rai Tutto l’amore che resta, con Raoul Bova, i luoghi non sono semplici luoghi, ma accompagnano – a tratti quasi spingono – i protagonisti verso un percorso profondo di crescita e cambiamento personale. Non a caso l’ambientazione principale di questa sorta di teen drama in salsa italiana, che ha nel cast anche Giulia Bevilacqua, Francesco Leo e Gloria Harvey, è una scuola.

Le location della nuova serie Tv, in onda dal 29 settembre 2026 in prima serata su Rai 1 e su Rai Play, svelano scorci meravigliosi e inaspettati del Lazio.

Il mio nome è Carlo, le location del tv movie su Carlo Acutis tutte realmente frequentate dal Santo

27 septembre 2026 à 16:00

È a tutti gli effetti un film sulla vita di un Santo, ma di un classico film sulla vita di un Santo non ha né l’intento agiografico e né le ambientazioni ufficiali e in pompa magna. Nel tv movie sulla vita di Carlo Acutis, “il primo Santo Millennial” come la stessa Chiesa lo ha definito spesso durante il processo di canonizzazione, la vera protagonista sembra essere l’influenza che la spiritualità di Carlo ha sempre avuto su chi gli stava accanto.

Anche le location di Il mio nome è Carlo sono, più che chiese e pulpiti, i luoghi che il giovane milanese appassionato di informatica frequentava ogni giorno. Scopriamo insieme dov’è stato girato il film Tv in onda in esclusiva su Canale 5 domenica 27 settembre in prima serata e in streaming su Mediaset Infinity.

Di cosa parla

Il mio nome è Carlo racconta di quando a sei anni Carlo Acutis (in queste scene interpretato da Nicolò Caruz Jaramillo) mostrava una spiritualità precoce per la sua età e capace, soprattutto, di contagiare tutti. Più tardi, a undici anni (a interpretarlo c’è ora Edoardo Vitalone), Carlo scopre una passione per il computer che lo accompagnerà per tutta la vita e che di fatto lo farà Santo: dalla sua cameretta intuisce, infatti, che la Rete può essere usata per raccontare la fede e avvicinare i più giovani a Cristo. Quando a quindici anni (col volto di Samuele Carrino, che i più ricorderanno per il ruolo da protagonista ne Il ragazzo dai pantaloni rosa) lo colpisce una forma acuta di leucemia Carlo non perde la speranza e continua soprattutto a regalarla a chi gli sta intorno: i genitori (interpretati nel film Mediaset da Lucia Mascino e Flavio Parenti), il domestico arrivato dalle Mauritius, i tanti medici degli ospedali milanesi in cui viene ricoverato.

Arriva in prima Tv su Canale 5 il film sulla vita di Carlo Acutis: "Il mio nome è Carlo"
Ufficio stampa CEI
Una scena di “Il mio nome è Carlo”

Dov’è stato girato il film

Milano

La maggior parte delle location di Il mio nome è Carlo si trovano come accennato a Milano in un «quadrilatero», come lo ha definito al Corriere della Sera il produttore del film, in cui di fatto si è svolta l’intera esistenza del Santo.

Piazza Tommaseo e l’Istituto Marcelline

In una delle prime scene un Carlo bambino è appena uscito dallo storico Istituto delle Marcelline e attraversa una piazza Tommaseo colorata di rosa dall’iconica fioritura delle magnolie: una scena, quella di un bimbo che esce da scuola nella primavera meneghina, così comune da far apparire ancora più straordinaria la vicenda canonica di Acutis.

Piazza Vetra e le Colonne di San Lorenzo

Qualche inquadratura più tardi ritroviamo il ragazzo, ormai adolescente fatto, impegnato a distribuire coperte ai senzatetto di piazza Vetra: di passaggio tra le Colonne di San Lorenzo e il Parco delle Basiliche è molto frequentata ogni giorno da milanesi e non, cosa che non la mette a riparo oggi come in passato dal situazioni di disagio e precarietà.

C'è Piazza Vetra tra le location di "Il mio nome è Carlo" a Milano
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La storica piazza Vetra a Milano

La Chiesa di Santa Maria Segreta

Uno dei principali luoghi dov’è stato girato Il mio nome è Carlo è la parrocchia abitualmente frequentata dalla famiglia Acutis: la Chiesa di Santa Maria Segreta, chiamata così perché dove oggi c’è la costruzione in stile neobarocco un tempo sorgeva un tempio pagano dedicato alla dea Demetra. Nell’oratorio della parrocchia sono girate le numerose scene in cui Carlo fa catechismo ai suoi coetanei con risultati decisamente più apprezzabili di quelli del prete.

Il liceo Leone XIII

Altra location del tv movie sulla vita di San Carlo Acutis è il Leone XIII: il liceo gesuita realmente frequentato dal ragazzo che compare sullo schermo in numerose scene in cui hanno fatto da comparse i suoi veri studenti.

Altre location

Le abitazioni private, sia quella della famiglia Acutis e sia quella dove Carlo partecipa con i compagni a una festa durante la quale ha modo di pronunciare una delle sue frasi più famose (“Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie e io non voglio”), non sono invece quelle originali: si tratta di appartamenti scelti comunque nel centro di Milano, tra le vie adiacenti alla Scala e Parco Sempione.

Milano del resto è una co-protagonista silenziosa ma affidabile della santità di Acutis e del film di Giacomo Campiotti che la racconta su Canale 5 a poco più di un anno dalla canonizzazione (avvenuta il 7 settembre 2025 a opera di Papa Leone XIV). Lo skyline e diversi panorami della città punteggiano le inquadrature: ancora secondo quanto riportato da Corriere della Sera, per rendere possibili delle riprese della città dall’alto, la Fabbrica avrebbe aperto in via eccezionale le terrazze del Duomo di Milano.

C'è anche il Duomo di Milano tra i luoghi in cui è stato girato il tv movie sulla vita di Carlo Acutis
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Le magnifiche terrazze del Duomo di Milano

Tra le location di Il mio nome è Carlo segnalate dalla Regione Lombardia, che ha sostenuto la produzione del film, ci sono anche l’Acquario civico e il Museo di Storia Naturale di Milano.

L’ospedale in cui nel film Carlo trascorre le ultime ore di vita è l’Ospedale San Gerardo di Monza.

Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, le location reali e suggestive del survival thriller con Brad Pitt

26 septembre 2026 à 17:00

Le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, il survival thriller di David Ayer arrivato nelle sale italiane lo scorso 24 settembre 2026, hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere a chi sta al di qua dello schermo quella stessa sensazione di solitudine, inquietudine e di essere in completa balia della natura che il protagonista, il personaggio interpretato da Brad Pitt, prova per gran parte della pellicola.

Ambientato tra ghiacciai, laghi, montagne e altri anfratti impervi dell’Alaska, il film è stato girato in realtà in tutt’altri luoghi: scopriamo dove.

Di cosa parla

James Belmont è un ufficiale delle Forze Speciali americane che, dopo un tragico incidente aereo, si ritrova disperso in Alaska. Con lui c’è solo Odin, il cane militare che per tutta la carriera lo ha accompagnato in esperienze al limite. Questa volta la missione impossibile per i due è sopravvivere alla natura ostile che hanno attorno: a circondarli ci sono infatti solo laghi, ghiacciai, montagne, anfratti che danno rifugio a ogni tipo di predatori. Nel viaggio di ritorno verso la civiltà l’uomo e il cane possono fare, così, affidamento solo uno sull’altro ed è proprio su questo rapporto di reciproca lealtà tra uomo e animale che si concentra la regia di David Ayer.

Arriva nelle sale "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio". il nuovo film di David Ayer con Brad Pitt
(c) Eagle Pictures
Una scena di “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”

Dov’è stato girato il film

Oltre che raccontare attraverso le immagini la potenza della natura, le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio hanno un ruolo comprimario finendo per tracciare la cornice non solo paesaggistica, ma anche e soprattutto psicologica, del viaggio dei due protagonisti. L’Alaska in cui James e Odin si ritrovano soli e sperduti dopo l’incidente aereo è nella realtà la Nuova Zelanda: più nello specifico South Island, l’isola più estesa – ma meno popolosa – del Paese immersa nell’Oceano Pacifico.

Le location reali del nuovo film di David Ayer con Brad Pitt
iStock
La natura imponente di South Island

L’Isola del Sud

Commentando su GQ i luoghi dov’è stato girato il nuovo film con Brad Pitt, il regista ha affermato che lo spettatore avrà l’impressione di essere davvero davanti a immagini dell’Alaska, tanto sono simili i paesaggi di questa remota isola neozelandese a quelli dello stato americano.

Ayer non ha negato le difficoltà di girare a su un’isola «dove c’è fango dappertutto e il rischio costante di rotolare giù dall’altro lato della montagna» e raccontato che alcune riprese sono state effettuate in posti tanto remoti da richiedere l’intervento di elicotteri per trasportare attrezzature e attori. Per girare una sequenza in cui camminano da soli circondati dallo sconfinato paesaggio montano, per esempio, Brad Pitt e il vero cane di salvataggio neozelandese che nella pellicola interpreta Odin sono stati appositamente trasportati in volo su una cresta montuosa.

I luoghi reali dov'è stato girato il nuovo film con Brad Pitt "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
(c) Eagle Pictures
Un’altra scena di “Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio”

Organizzare i set ha richiesto alla produzione anche una costante collaborazione con autorità locali, consulenti culturali e rappresentanti delle comunità Māori: tra le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio ce ne sono, infatti, di profondamente significative per questa popolazione indigena.

Il Lago Wakatipu

Come il Lago Wakatipu. Situato nel centro della regione dell’Otago, questo lago è il terzo più grande e il secondo più profondo della Nuova Zelanda. Per secoli, prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, è stato un luogo chiave per la civiltà Māori come testimoniano i resti ancora presenti di insediamenti, luoghi di culto e deputati alla produzione di attrezzi da lavoro. Nel survival thriller di David Ayer con Brad Pitt sue sono le acque blu profondo da cui, in una scena presente anche nel trailer, James riemerge a fatica dopo l’incidente aereo.

Nuova Zelanda: i luoghi esatti dov'è stato girato il nuovo film con Brad Pitt
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Il suggestivo Lago Wakatipu

Queenstown

Sulle sponde del Wakatipu sorge Queenstown: un’altra delle location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio scelta con ogni probabilità dalla produzione per le vette che la circondano, quelle dei Remarkables, così adatte a riprodurre sullo schermo i panorami dell’Alaska. Queenstown oggi è frequentata soprattutto dagli amanti di sport outdoor come bungee jumping, rafting, sci, parapendio tanto da essere conosciuta come la capitale mondiale dell’avventura.

Queenstown è una delle location del film "Heart of the Beast" a South Island
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Queenstown è la capitale dell’avventura

Glenorchy

Spostandosi verso l’estremità settentrionale del lago si trova Glenorchy, un altro dei luoghi dov’è stato girato Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, ma soprattutto quello in cui è stato stabilito il campo base della troupe per gran parte dei giorni di produzione. In molti ricorderanno questa tranquilla cittadina neozelandese immersa tra laghi, praterie e foreste di faggi rossi come location di Il signore degli anelli che, negli anni, ne ha fatto meta di set jetting internazionale. In una scena del nuovo film di David Ayer Brad Pitt pesca da solo su uno dei vecchi moli in pietra di Glenorchy.

C'è anche Glenorchy tra le location di "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
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La fiabesca Glenorchy

Mount Aspiring National Park

Glenorchy è soprattutto uno dei punti di accesso più comodi e frequentati al Mount Aspiring National Park. Chiamato così dal nome di una delle sue vette più imponenti – il Mont Aspiring, alto oltre 3.000 metri – è un’immensa area protetta oggi facente parte del patrimonio UNESCO e molto amata da alpinisti e appassionati di trekking.

Il Mount Aspiring National Park interpreta l'Alaska nel nuovo film di Ayer con Brad Pitt "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
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Le suggestive alture dal Mount Aspiring National Park

Con le sue alture impervie, specie quelle della cresta occidentale, deve essere apparsa perfetta per rappresentare l’Alaska sullo schermo: diverse fonti riportano di Brad Pitt avvistato a girare tra le vallate della zona scavate da ghiacciai e corsi d’acqua.

Milford Sound

Tra le location di Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, scelta per ragioni simili a quelle di cui si è detto fin qua e cioè per la somiglianza dei suoi paesaggi a quelli da fine del mondo dell’Alaska, c’è anche Milford Sound: uno dei fiordi più famosi della Nuova Zelanda, collocato all’interno del parco nazionale del Fiordland.

Milford Sound è tra i luoghi in Nuova Zelanda dov'è stato girato "Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio"
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L’imponente fiordo di Milford Sound

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare e a dispetto della difficile accessibilità, è una meta turistica molto frequentata e tra le più affollate della Nuova Zelanda, eletta più volte come miglior destinazione di viaggio.

Nonostante questo riesce a veicolare un senso di solitudine e di remoto che ben si adattano all’atmosfera del survival thriller di David Ayer con Brad Pitt: sarà per le ripide pareti rocciose, le cime che emergono dall’acqua, le numerose e nutrite cascate che danno l’impressione di essere in un posto in cui è la natura l’assoluta e incontrollabile padrona. Niente di più adatto, insomma, per un film che gioca tutto sulla tensione psicologia del ritrovarsi soli e sperduti, dopo un evento catastrofico, nel bel mezzo di un paesaggio che si percepisce come ostile.

Santiago – Un cammino per ricominciare, le location dense di spiritualità del film francese

25 septembre 2026 à 18:30

Più che un film sul Cammino di Santiago, quello di Yann Samuell appena arrivato nelle sale è un film su come mettersi in cammino e allontanarsi, anche solo momentaneamente, da certi nodi della propria esistenza e su come ciò possa aiutare a scioglierli. I paesaggi, pure stupendi, che i due protagonisti interpretati da Julien Le Berre e Alexandra Lamy si ritrovano ad attraversare con lo zaino in spalla, restano così soprattutto sfondo rassicurante e consolatorio di un viaggio che è innanzitutto interiore

Questo non vuol dire che la scelta delle location di Santiago – Un cammino per ricominciare sia stata lasciata al caso: sentieri, albergue, borghi medievali dov’è stato girato il film hanno la capacità di far sentire anche lo spettatore in qualche misura in cammino.

Di cosa parla

Il film è ispirato al libro “Marche et invente ta vie” dello scrittore francese Bernard Ollivier e all’esperienza dell’associazione (Seuil) da lui stesso fondata che si occupa di organizzare marce individuali destinate ad adolescenti problematici, con precedenti penali o affidati ai servizi sociali. Adam, uno dei due protagonisti di Santiago – Un cammino per ricominciare, è uno di loro: un ragazzo segnato da un passato di abbandono e rabbia che rischia di vedere anche il suo futuro compromesso. Fred, l’altra protagonista, è una professoressa di liceo con un matrimonio in crisi, una figlia adolescente che sembra non sopportarla e una grossa grana con un’alunna della sua classe: forse anche per questo accetta la proposta di un’amica di accompagnare Adam sul Cammino di Santiago. I tre mesi vissuti fianco a fianco e le difficoltà inevitabili del cammino richiederanno a entrambi autocontrollo ma, soprattutto, li porteranno a (ri)scoprire chi sono e chi vogliono essere davvero.

Dal 24 settembre è nelle sale italiane il film "Santiago - Un cammino per ricominciare"
Ufficio stampa Officine UBU
Una scena di “Santiago – Un cammino per ricominciare”

Dov’è stato girato il film

Le Puy-en-Velay

Il cammino di Adam e Fred, nel nuovo film di Yann Samuell, parte da Le Puy-en-Velay: storico punto di partenza di uno dei più importanti cammini francesi, la Via Podiensis.

C'è Le Puy-en-Velay tra i luoghi dov'è stato girato "Santiago - Un cammino per ricominciare"
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Le Puy-en-Velay è densa di spiritualità

Questa cittadina dell’Alta Loira, interessante anche per l’origine vulcanica del territorio che si rispecchia nell’uso caratteristico della pietra scura locale come materiale costruttivo prediletto, trasuda spiritualità. Lo fa soprattutto in luoghi come la cappella di Saint-Michel d’Aiguilhe, iconica perché arroccata sulla sua roccia, da cui per molti pellegrini prende ufficialmente il via il Cammino.

C'è il punto di partenza del Cammino francese tra i luoghi dov'è girato "Santiago - Un cammino per ricominciare"
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L’affascinante cappella di Saint-Michel d’Aiguilhe

La Via Podiensis

Soprattutto se, come i protagonisti di Santiago – Un cammino per ricominciare, si decide di incamminarsi sulla già citata Via Podiensis (anche conosciuta come Cammino di Le Puy o, per usare la nomenclatura ufficiale, percorso GR®65). Portato a termine per la prima volta intorno all’anno 950 dal vescovo di Le Puy, questo percorso è stato dimenticato per secoli prima di essere riscoperto negli ultimi anni – soprattutto da pellegrini francesi e tedeschi – complice il sempre maggiore interesse per il Cammino di Santiago.

C'è la Via Podiensis tra le location di "Santiago - Un cammino per ricominciare"
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Gli emozionanti paesaggi della Via Podiensis

Per oltre settecentocinquanta chilometri – quelli che a voler essere rigorosi collegano Le Puy-en-Velay con Saint-Jean-Pied-de-Port, da cui ci si ricongiunge con quello che è il Cammino francese a tutti gli effetti – la Via Podense attraversa regioni della Francia meridionale come l’Alta Loira naturalmente, ma anche quella della Lozère, dell’Aveyron, del Lot che sono anche quelle dov’è stato girato il film Santiago – Un cammino per ricominciare.

Sulla Via Podiensis è stato girato il nuovo film di Yann Samuel "Santiago - Un cammino per ricominciare"
Ufficio stampa UBU
Un’altra scena del film sulla Via Podiensis

Qui paesaggi di diverso tipo, dalla vallate fitte di vegetazione ai borghi medievali dove il tempo sembra esseri fermato passando naturalmente per abbazie, monasteri e altri luoghi sacri, si alternano dando modo allo sguardo del pellegrino, e a quello dello spettatore davanti allo schermo, di stupirsi sempre.

"Santiago - Un cammino per ricominciare": il film di Yann Samuell è girato in Francia
Ufficio stampa UBU
Le abbazie sono tra gli incontri più frequenti per i pellegrini del Cammino come per i protagonisti di “Santiago – Un cammino per ricominciare”

Nessun dolore, le location del film raccontano le contraddizioni delle città

24 septembre 2026 à 18:30

Le location di Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio presentato fuori concorso a Venezia 83 e in arrivo nelle sale dal 24 settembre 2026, hanno natura ambivalente: mentre mostrano come le città – soprattutto le grandi città – possano restare del tutto indifferenti alle sorti dei loro abitati, infatti, ricordano che ci sono posti in cui è difficile non sentirsi a casa. La pellicola, che ha nel cast Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea tra gli altri, è stata girata tra Roma e Orvieto: scopriamo dove.

Di cosa parla

Davide, il protagonista, vive vendendo libri di seconda mano in una piazza centrale di Roma. Un giorno, all’improvviso, si materializza davanti al suo chiosco un bambino proveniente dal Nord Africa che da quel momento comincia a seguirlo e non lo molla più. Quando a seguito di un incidente stradale è costretto ad accompagnarlo al pronto soccorso, Davide cade in una spirale di rimorsi e sensi di colpa. È tra le corsie dell’ospedale che conosce Aminah: un’adolescente impaurita ed evidentemente incinta appena arrivata con un barcone dall’Algeria, a cui finirà per offrire ospitalità.

Da questo momento ogni giorno, tornato dal lavoro, Davide trova sempre qualcuno di nuovo ad attenderlo a casa: persone che vivono per strada senza un tetto, qualcosa da mangiare o qualcuno che si prenda cura di loro. Di fatto incapace di ribellarsi, dovrà presto fare i conti con una denuncia da parte dei condomini ma, soprattutto, con una serie di sentimenti contrapposti.

Arriva nelle sale "Nessun dolore": il nuovo film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea
(c) 01 Distribution
Una scena di “Nessun dolore”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea è stato girato come accennato tra Roma e Orvieto.

Roma

Nella Capitale tra le location di Nessun dolore è facile riconoscere il quartiere Prati con i suoi palazzi borghesi, i viali eleganti costeggiati da alberi e boutique alla moda e le Mura Vaticane e i profili di Piazza San Pietro sullo sfondo.

È a Piazza Risorgimento, uno dei principali snodi cittadini, oggetto in occasione dell’ultimo Giubileo di un radicale intervento di riqualificazione che l’ha restituita ai romani anche come posto dove passeggiare o fermarsi a prendere un gelato, che si trova il negozio di libri di Davide.

Il quartiere Prati è uno dei luoghi a Roma dov'è stato girato il film "Nessun dolore"
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L’elegante Piazza Risorgimento

In alcune scene, soprattutto all’inizio del film, si vede il protagonista aggirarsi tra il caotico dedalo di vie dell’Esquilino: è qui, a ridosso della Stazione Termini, tra vie come via Giolitti note per essere abitate soprattutto da comunità straniere che Davide cerca disperatamente informazioni o qualcuno che conosca il bambino che gli è piombato in negozio.

Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma
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Piazza Vittorio Emanuele II, nel quartiere Esquilino di Roma

Allontanandosi dal centro di Roma altre sequenze, soprattutto panoramiche e di passaggio, sono state girate sul litorale di Ostia.

Orvieto

Se c’è anche Orvieto tra i luoghi dov’è stato girato Nessun dolore è soprattutto per ragioni narrative: è di questo centro umbro, famoso per il Duomo, la Torre del Moro, il pozzo di San Patrizio e per la suggestiva posizione su una rupe di tufo, che è originario il protagonista interpretato da Alessandro Borghi.

C'è anche Orvieto tra le location del nuovo film di Gianni Amelio
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Caratteristica veduta di Orvieto

Qui le riprese hanno interessato soprattutto Piazza Raneri e l’ingresso della città e Piazza d’Armi con l’ex Caserma Piave ben riconoscibile sullo schermo.

Maigret – L’amore e la morte, le location raffinate della nuova avventura del commissario

24 septembre 2026 à 17:30

Quello di Pascal Bonitzer è un omaggio non solo a uno dei personaggi più amati del genere poliziesco, ma anche alla città che da sempre ne ha animato le indagini: Parigi. Le location di Maigret – L’amore e la morte devono suonare particolarmente familiari così agli appassionati dei gialli di Georges Simenon: tra viali eleganti, appartamenti aristocratici, imponenti palazzi del potere, raffinate boutique d’antiquariato, ecco dov’è girato il film in arrivo nelle sale italiane dal 24 settembre 2026.

Di cosa parla

Quando l’ex ambasciatore Berthier-Lagès (Gaëtan Galliod) viene ritrovato morto all’interno del Quai d’Orsay, il commissario Maigret (Denis Podalydès) è convocato d’urgenza. Indagando scopre che l’uomo ha mantenuto, per oltre cinquant’anni, una relazione segreta con la principessa de Vuynes (Dominique Reymond).

Anche il marito della donna è morto da qualche giorno in circostanze sospette. Interrogando le due famiglie, i collaboratori del diplomatico, la sua enigmatica cameriera nel corso di un’indagine non priva di colpi di scena Maigret ha l’ennesima conferma dell’ipocrisia che vela un’esistenza borghese fatta, più spesso di quanto si immagini, di verità taciute e mera apparenza.

"Maigret - L'amore e la morte": il film di Pascal Bonitzer arriva al cinema
(c) Lucky Red
Una scena di “Maigret – L’amore e la morte”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Pascal Bonitzer è interamente girato a Parigi in quartieri, tra strade e piazze che volutamente riflettono l’eleganza e la raffinatezza della vita aristocratica.

Quai d’Orsay

Il settimo arrondissement è naturalmente il fulcro dell’azione: è qui, al Quai d’Orsay, il famoso lungofiume sulla riva sinistra della Senna che viene trovato morto l’ex diplomatico e che si concentrano le indagini del commissario. I parigini – ma non solo – non faranno fatica a riconoscere sullo schermo la storica sede, al 37, del Ministero degli affari esteri.

Parigi: dov'è stato girato il film "Maigret - L'amore e la morte"
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La storica sede del Ministero degli affari esteri francese

Tra le location di Maigret – L’amore e la morte prevalgono volutamente gli interni: sono una metafora visiva perfetta per ricreare sullo schermo il clima ovattato e a tratti claustrofobico che si deve respirare in certi salotti altolocati parigini, oltre che per dare risalto ai dialoghi durante gli interrogatori e non solo. Come suggeriscono diverse fonti sul web, la scena all’interno del negozio di antiquariato sarebbe stata girata, per esempio, nel nono arrondissement di Parigi in Rue Saint Georges. Il commissario Maigret e la sua signora cenano, invece, in un distinto ristorante di Rue Paul Bert, nell’undicesimo arrondissement.

Nel nuovo film di Pascal Bonitzer il commissario Maigret si confronta con l'ipocrisia della vita borghese
(c) Lucky Red
Un’altra scena di “Maigret – L’amore e la morte”

Place Dauphine

Tra le – poche – scene in esterni della nuova avventura cinematografica del commissario Maigret ce ne sono di girate nel primo arrondissement. Facile da riconoscere per la sua pianta triangolare e perché già spesso vista al cinema – in Io prima di te, per esempio – è Place Dauphine: piazza seicentesca fatta costruire da Enrico IV in onore del figlio, il futuro re Luigi XIII.

Le location di "Maigret - L'amore e la morte" a Parigi
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Place Dauphine: una piazza molto amata dai parigini

Canal Saint – Martin

Le scene girate sul Canal Saint – Martin sono un omaggio non solo a uno dei più pittoreschi canali parigini, ma anche a una delle più famose e amate inchieste del commissario Maigret: “Maigret e il corpo senza testa”. Incluso tra i monumenti storici di Francia, fu costruito a inizio Ottocento per volere di Napoleone e oggetto nei secoli successivi di numerosi interventi di bonifica e riqualificazione che lo hanno reso oggi un posto molto amato dai parigini per passeggiare e rilassarsi all’aperto o godersi una crociera in battello. Percorrendo il canale, che attraversa i quartieri orientali della città, si scopre una Parigi dal gusto decisamente retrò e dove non mancano scorci romantici.

I luoghi a Parigi dov'è stato girato il film "Maigret - L'amore e la morte"
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La romantica passeggiata lungo Canal Saint – Martin

Minerva – La scuola, le location del teen drama sono perle del patrimonio storico-artistico campano

22 septembre 2026 à 18:00

Il back to school di Netflix ha un sapore tutto d’altri tempi: dal 22 settembre 2026 infatti arriva sulla piattaforma Minerva – La scuola, la nuova serie di Ivan Silvestrini (che i più ricorderanno per la regia delle prime stagioni di Mare Fuori) ambientata in un rigido liceo militare napoletano dove la sveglia è l’alba, smartphone e abiti civili sono banditi e persino innamorarsi è sconsigliabile per gli studenti.

Ecco le location, vere chicche storiche della Campania, dov’è girato il nuovo school drama che ha nel cast tra gli altri Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi, Irene Maiorino e Raiz.

Di cosa parla

Il Minerva è un prestigioso liceo militare. Qui si ritrovano al primo anno i tre protagonisti della nuova serie Netflix: Vincenzo (Biagio Venditti), un ragazzo che sogna di fare la stessa carriera militare del padre; Camilla (Margherita Buoncristiani) che viene dal nord da una famiglia ricca che l’ha viziata e che, ora, iscrivendola a una scuola militare prova a rimetterla in riga e Salvo (Ciro Minnopoli), un ragazzo cresciuto in una casa famiglia della periferia napoletana che si è iscritto al Minerva solo per cercare di capire cosa sia successo davvero l’anno prima all’amico Francesco mentre frequentava la scuola.

"Minerva - La scuola": il nuovo teen drama di Ivan Silvestrini ambientato in un liceo militare napoletano
Ufficio stampa Netflix
Il cast della serie “Minerva – La scuola”

Accanto a loro si muovono i grandi: Achille Giordano, il severissimo (almeno all’apparenza) direttore della scuola interpretato da Massimiliano Gallo; una giovane professoressa di storia e filosofia interpretata da Cristiana Capotondi che è l’unica a mettere in discussione le rigide regole della scuola e a spingere gli alunni a porsi domande; la maggiore Teresa Bonaiuto, personaggio a cui dà il volto Irene Maiorino e in cui rigore ed empatia si incontrano.

"Minerva - La scuola": di cosa parla il nuovo teen drama Netflix
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Minerva – La scuola”

Dov’è stata girata la serie

Tutto nella serie Minerva – La scuola gira, insomma, attorno al liceo: anche visivamente e ciò non può non avere influito nella scelta delle location.

La Reggia di Portici

Per rimarcare l’aura di prestigio che avvolge la scuola a interpretare sullo schermo la Minerva è stata scelta, anche grazie al supporto della Film Commission Regione Campania, la Reggia di Portici.

Costruita nel 1738 per volere del re di Napoli Carlo di Borbone e della moglie Maria Amalia di Sassonia in una zona già ben frequentata dalle famiglie aristocratiche del tempo, è rimasta per tempo a uso della corte borbonica prima di diventare, com’è oggi, sede tra l’altro della Facoltà di Agraria dell’Università Federico II.

La magnificenza degli spazi, che ricordano quelli di altre residenze borboniche come soprattutto la più famosa Reggia di Caserta, si deve ad architetti come Luigi Vanvitelli coinvolti nella progettazione. L’arredamento “alla francese”, ispirato allo sfarzo della corte di Luigi XIV, si deve al soggiorno di Gioacchino Murat.

All’interno della Reggia di Portici tra i luoghi dov’è stata girata Minerva – La scuola è facile riconoscere la biblioteca con le storiche scaffalature che conservano un corpus importante di opere del Settecento e dell’Ottocento, molte in edizione originale.

La Sala Pompeiana, chiamata così per la presenza di affreschi che ricordano nei colori e negli elementi decorativi quelli delle ville romane di Pompei, è stata trasformata nella serie nell’ufficio del comandante.

La sala professori è invece la Sala del Consiglio, riconoscibile dalle pareti tappezzate di una speciale seta gialla prodotta a San Leucio – frazione di Caserta che Ferdinando VI provò a trasformare in una comunità utopica in grado di sopravvivere autonomamente grazie all’arte manufatturiera – unica tappezzeria originale sopravvissuta nella Reggia.

Molte scene delle nuova serie Netflix "Minerva - La scuola" sono girate alla Reggia di Portici
Ufficio stampa Netflix
La spettacolare sala professori della Minerva

Il test di ingresso e la cerimonia dello spadino, due momenti clou per il percorso degli studenti all’interno della Minerva, si svolgono nei locali della Sala delle Guardie: uno spazio antistante all’appartamento reale, facile da riconoscere per l’affresco sul soffitto che celebra il buon governo dei Borbone.

Il rito dell’alzabandiera che segna l’inizio di ogni nuova giornata alla scuola viene eseguito nell’iconico cortile posteriore della Reggia: di forma a esedra, tagliato in due da quella che un tempo era la strada delle Calabrie, è affacciato sul mare e sui giardini del parco inferiore e ospita – tra le attrazioni più curiose della Reggia – un orologio analemmatico solare.

La Reggia di Portici è stata trasformata da Netflix nel liceo militare dov'è ambientata "Minerva - La scuola"
Ufficio stampa Netflix
Una scena dell’alzabandiera in “Minerva – La scuola”

Villa Campolieto

Man mano che negli otto episodi della serie la vicenda misteriosa di Francesco viene a galla c’è un ambiente, quello dei sotterranei della scuola, che assume tanta importanza quanta ne hanno quelli ufficiali delle aule, delle sale professori, degli uffici e degli spazi comuni. Le scene all’interno dei sotterranei della Minerva sono state girate in una location non meno prestigiosa dal punto di vista storico e architettonico: Villa Campolieto.

Si tratta di una residenza aristocratica collocata lungo quello che è conosciuto come Miglio d’Oro: un tratto di statale – ancora la vecchia strada regia per le Calabrie – tra Ercolano e Torre del Greco punteggiato da residenze nobiliari borboniche. Oggi di proprietà della Fondazione Ville Vesuviane e aperta al pubblico, Villa Campolieto fu commissionata a metà Settecento dal Principe Luzio De Sangro, Duca di Casacalenda, all’architetto Mario Gioffredo, poi sostituito in corsa da Luigi Vanvitelli.

Tra gli elementi più caratteristici della villa, chiaramente riconoscibili in molte scene del nuovo school drama di Netflix, ci sono la facciata posteriore con il colonnato ellittico che si affaccia sul mare e l’ampio scalone ispirato a quello della Reggia di Caserta con una rampa centrale e due laterali, arricchito da un mascherone, una grottesca e un vestibolo a nicchie occupate da statue con soggetti mitologici.

C'è anche Villa Campolieto, a Ercolano, tra le location di "Minerva - La scuola"
Getty Images
L’imponente scalone di Villa Campolieto

All’interno uno degli ambienti più prestigiosi è la sala da pranzo con il soffitto affrescato da figure allegoriche e la riproduzione di un fondo coltivato a vigne dove la famiglia amava intrattenersi con gli ospiti.

Tra i luoghi dov'è stata girata la serie "Minerva - La scuola" c'è Villa Campolieto a Ercolano
Getty Images
I magnifici affreschi di Villa Campolieto

Dal terrazzo di Villa Campolieto si gode di una vista unica sul Golfo di Napoli con Capri, la Penisola Sorrentina, Ischia e Posillipo sullo sfondo.

Gli assolati panorami che in questi anni hanno fatto di Napoli e dintorni set molto apprezzati dalle produzioni internazionali per il piccolo e per il grande schermo fanno da contrappunto, nella serie, alle vicende a tratti oscure che animano la comunità scolastica: anche le location di Minerva – La scuola riflettono, in altre parole, il dualismo teso tra ciò che avviene alla luce del giorno e ciò che si muove dietro le quinte del prestigioso liceo militare.

"Minerva - La scuola": i luoghi dov'è girata la serie Netflix in Campania
Ufficio stampa Netflix
Il Golfo di Napoli in una scena di “Minerva – La scuola”

Per silenzio e vento, le location straordinarie del film documentario sulla montagna

21 septembre 2026 à 17:30

Da un film documentario sull’alpinismo e su cosa significa oggi andare per vette non ci si può che aspettare ambientazioni spettacolari e le location di Per silenzio e vento, l’ultimo lavoro di Marco Zuin in arrivo nelle sale il 12, 13 e 14 ottobre con Wanted Cinema, non lasciano certo delusi: mentre studiosi, alpinisti, contadini, abitanti parlano del proprio rapporto con le montagne sullo schermo scorrono immagini emozionanti delle Dolomiti.

Scopriamo dov’è stato girato il film che, proprio per la capacità di raccontare in maniera non scontata il patrimonio montano, ha ricevuto il supporto di Trentino Film Commission, Veneto Film Commission, Montura, CAI Nazionale e Fondazione Dolomiti Unesco.

Di cosa parla

Uno scrittore, Matteo Righetto, si ritrova in una piccola baita di montagna a leggere gli appunti per il suo prossimo libro. Le sue riflessioni sulla scrittura, sul valore del tempo, su una quotidianità spesso segnata dalla fretta e che spinge a dimenticarsi delle cose che contano veramente fanno da filo rosso per tutta la durata del film. Mentre incontra alpinisti di diverse generazioni, una giovane climber, una leggenda degli 8.000 metri, diversi studiosi e persone che hanno deciso di restare a vivere in alta quota lo scrittore – e, insieme a lui, lo spettatore – si rende conto infatti di come le montagne siano spesso le prime sentinelle di grandi crisi in atto: a cominciare da quella climatica per finire con quella socio-economica. Dalle vette arriva, però, anche la speranza di un cambiamento possibile.

Arriva nelle sale "Per silenzio e vento": il film documentario di Marco Zuin sulle Dolomiti
(c) Trentino Film Commission
Una scena di “Per silenzio e vento”

Dov’è stato girato il film

Come ha confermato lo stesso Matteo Righetto in un post su Instagram a fine riprese, i luoghi dov’è stato girato il film Per silenzio e vento si trovano per la maggior parte in Italia – tra Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle d’Aosta – ma con puntate anche in Svizzera. Vere e proprie co-protagoniste, più che semplici location, di Per silenzio e vento sono infatti come accennato le Dolomiti.

Il viaggio parte dalle Dolomiti bellunesi, luogo in cui lo scrittore ha scelto di vivere ed è conosciuto ormai da anni per l’impegno di attivista dell’ecologia e della montagna.

Le Dolomiti sono co-protagoniste del nuovo documentario di Marco Zuin con Matteo Righetto "Per silenzio e vento"
(c) Trentino Film Commission
Un’altra scena di “Per silenzio e Vento” con sullo sfondo le Dolomiti

Qui tra centri montani rinomati come soprattutto Cortina d’Ampezzo ma anche la stessa Belluno, considerata una sorta di “piccola Venezia” delle montagne, si è venuto a consolidare negli anni un certo stereotipo della montagna e di cosa significa andar per vette.

C’è una montagna completamente diversa, però, da quella immortalata negli scatti instagrammabili delle Tre Cime di Lavaredo, della Marmolada, delle Tofane che, pure, rimangono tra gli spettacoli più affascinanti da ammirare in zona, consigliate da National Geographic tra i Best of the World 2026 e sempre più spesso scelte come set dalle grandi produzioni cinematografiche.

È una montagna lontana dal turismo di massa, fatta di maestose pareti rocciose da scalare, boschi fitti in cui perdersi per potersi finalmente ritrovare davvero con se stessi, rifugi spartani in cui apprezzare la routine semplice e genuina di chi ha scelto di vivere in quota: Matto Righetto e Marco Zuin provano a raccontarla nel film con straordinarie riprese dal vivo e immagini d’archivio.

"Per silenzio e vento: dov'è girato il film documentario di Marco Zuin con Matteo Righetto
(c) Trentino Film Commission
Ancora una scena sulle Dolomiti di “Per silenzio e vento”

La vera chicca del documentario sono, infatti, ritagli di filmati provenienti dall’archivio di famiglia dello scrittore dove la bellezza straordinaria delle Dolomiti immortalata in Super8 rende vividamente l’idea del tempo che passa e delle cose che cambiano: anche in natura.

Ritorno a Buenos Aires, le location del film in un viaggio speciale dall’Italia al Sud America

18 septembre 2026 à 19:00

C’è un uomo con tutte le zone d’ombra che può portarsi dentro al centro del nuovo film di Marco Bechis, in concorso a Venezia 83 e nelle sale italiane dal 17 settembre 2026, e non la violenza come pure ci si aspetterebbe da una pellicola che racconta di dittatura e repressione. Anche le location di Ritorno a Buenos Aires sembrano esplorare questa dimensione: la prevalenza di ambienti chiusi e a tratti claustrofobici suggerisce la ricerca di una verità – e giustizia – che è innanzitutto interiore.

Di cosa parla

È il 2008 e Mariano Guerra – un personaggio di finzione come il regista, che pure ha vissuto personalmente l’esperienza del sequestro durante la dittatura argentina, ha tenuto più volte a precisare – torna in Argentina dopo trentatré anni per testimoniare contro i militari che lo sequestrarono, torturarono e tennero in stato di schiavitù. In attesa di deporre, trascorre intere giornate con altri testimoni e i compagni di allora: tanto basta per far affiorare ricordi dolorosi e che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires diventa così soprattutto un viaggio interiore, l’occasione per fare i conti con cosa significa essere rimasti vivi.

Marco Bechis torna nelle sale con il film "Ritorno a Buenos Aires"
(c) Film Commission Torino Piemonte
Una scena del film “Ritorno a Buenos Aires”

Dov’è stato girato il film

Quella del film di Marco Bechis con Adriano Giannini è una produzione internazionale: la pellicola è stata girata infatti tra Italia e Brasile, tra Torino e Porto Alegre più per l’esattezza.

Torino

Gli alloggi del Ministero della Giustizia argentino dove, insieme agli altri testimoni, Mario aspetta di deporre sono in realtà i locali dell’Aula Bunker del carcere delle Vallette di Torino: costruita negli Anni Ottanta per ospitare i maxiprocessi alla Brigate Rosse e a Prima Linea e teatro negli anni di numerosi altri processi rilevanti per la storia della Repubblica (ai No Tav, alla ‘ndrangheta, eccetera), è già stata set di film famosi come soprattutto Il divo di Paolo Sorrentino e di fiction RAI dal forte seguito come L’uomo sbagliato.

Le riprese, realizzate con il supporto della Film Commission Torino Piemonte, hanno interessato più in generale i dintorni di San Salvario. Oggetto di una consistente riqualificazione, oggi il quartiere è animato da localini alla moda dove bere qualcosa, botteghe artigiane e altri indirizzi di forte interesse culturale e artistico (il museo dedicato a Cesare Lombroso è, per restare in tema di crimini e giustizia, uno di quello da segnarsi).

C'è il quartiere di San Salvario tra le location torinesi di "Ritorno a Buenos Aires"
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L’animato quartiere di San Salvario

San Salvario è anche il quartiere più multietnico di Torino: qui non è difficile incontrare persone come Mariano che, per ragioni diverse, hanno lasciato il proprio paese d’origine e ormai da decenni vivono in Italia. Per accorgersi di questa contaminazione basta ascoltare le voci, guardare le vetrine del quartiere, respirare quel mix di odori che proviene dall’animato mercato di Piazza Madama Cristina.

Porto Alegre

Fuori dall’Italia, l’altra location di Ritorno a Buenos Aires è Porto Alegre in Brasile: la capitale del Rio Grande do Sul è stata scelta per evocare, specie con vedute panoramiche e riprese di esterni, l’ambientazione sudamericana che ha gran parte del film.

Porto Alegre è tra i luoghi dov'è stato girato il film di Marco Bechis "Ritorno a Buenos Aires"
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Una veduta di Porto Alegre

Come molte della zona, Porto Alegre è una città in cui continuano a convivere il vecchio e il nuovo, la storia (quella del Solar dos Camara, per esempio, che ospitò tra l’altro l’imperatore Dom Pedro II) e il futuro (dei numerosi centri sperimentali d’arte, di strutture moderne e di design come il Ponte dos Açorianos, di quartieri come Soho frequentati soprattutto da giovani e turisti alla ricerca di esperienze alla moda).

Napoli – New York, tutte le location suggestive del film con Pierfrancesco Favino

17 septembre 2026 à 18:00

Le location di Napoli – New York aggiungono realismo a una storia che è già di per sé pensata per essere uno spaccato disincantato dell’Italia degli Anni Quaranta: il film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino, in onda in esclusiva su Rai 1 giovedì 17 settembre 2026 alle 21.30, è stato girato infatti tra Napoli e Trieste, in luoghi così simbolici per gli italiani che nel secondo dopoguerra decidevano di partire per l’America e inseguire i propri sogni di fortuna.

Di cosa parla

È il 1949. Carmine e Celestina riescono, grazie a una serie di eventi fortunati, a imbarcarsi clandestinamente su un transatlantico diretto da Napoli negli Stati Uniti. La loro speranza è di fuggire alla miseria in cui la guerra ha lasciato la città, ma anche di ritrovare la sorella di Celestina già partita per l’America per tenere fede a una promessa fatta a un ragazzo americano.

Durante il viaggio i due vivranno momenti felici e altri di difficoltà e, soprattutto, faranno incontri destinati a cambiare le loro vite. Il film, uscito nelle sale nel 2024, è tratto da un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli.

Una scena di "Trieste -New York"
01 Distribution
Una scena di “Napoli-New York”

Dov’è stato girato il film

In accordo con la storia di Carmine e Celestina, così simile a quella di molti italiani dell’epoca, il film è ambientato tra Napoli e New York: la distruzione lasciata dalla guerra nel Sud Italia si contrappone, sullo schermo, a un sogno americano fatto di palazzi alti e moderni, negozi aperti a qualsiasi ora del giorno e della notte e tanto benessere.

Napoli

Le scene napoletane che popolano soprattutto la prima parte del film sono state girate a nel centro storico di Napoli: tra vicoli, quartieri, cortili dove il tempo sembra essersi fermato e la città continua a mostrarsi autentica, anche nelle sue ferite.

Napoli: dov'è stato girato il film del 2024 di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino
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Il verace centro storico di Napoli

Nel quartiere del porto sono state girate scene come quelle in cui i due ragazzini provano a vendere insieme ai compagni sigarette di contrabbando, chiedono una pizza a credito e soldi ai turisti per aver improvvisato un balletto.

Altre scene sono state girate nella Sanità: rione tra i più veraci della città, spesso scelto negli ultimi anni per rappresentare sullo schermo una Napoli d’altri tempi ma mai veramente passata. Qui si trova, per esempio, Palazzo Sanfelice: un palazzo settecentesco con portali gemelli in piperno e marmo, molto simile nell’architettura al vicino e più famoso Palazzo dello Spagnolo, un tempo abitazione di famiglia dell’architetto Ferdinando Sanfelice e dove sono stati girati, oltre che alcune scene del film di Salvatores, classici antichi e moderni del cinema napoletano.

Le location del film "Napoli - New York" nel centro storico di Napoli
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L’iconico cortile di Palazzo Sanfelice

In molte inquadrature sono riconoscibili i Quartieri Spagnoli con il loro dedalo di vicoli stretti e popolati di turisti, abitanti del posto, trattorie alla buona, bassi e botteghe artigiane.

Lungo l’altrettanto iconica via dei Tribunali, alcune scene sono state girate a Piazza Cardinale Sisto Riario Sforza: uno slargo che un tempo conduceva a un’entrata laterale del Duomo, oggi riconoscibile per l’alto obelisco in devozione di San Gennaro.

Il molo da cui parte il transatlantico con a bordo Carmine e Celestina è, infine, il Molo San Vincenzo: uno dei moli storici del porto di Napoli, passato nei secoli attraverso diversi progetti di riadattamento e riqualificazione.

Napoli: dov'è stato girato il film "Napoli - New York"
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Il panoramico Molo San Vincenzo

Trieste

Le vere sorprese tra le location di Napoli – New York vengono, però, da Trieste: scenografici e maestranze del film hanno trasformato ad arte, infatti, il capoluogo friulano nella New York degli Anni Quaranta per quasi tutte le scene, e sono numerose nella seconda parte, ambientate negli Stati Uniti. C’entra senza dubbio, come molti commentatori in Rete hanno fatto notare, la vocazione mitteleuropea di Trieste che la rende da sempre una delle più internazionali tra le città italiane.

Tra i luoghi dov’è stato girato il film di Salvatores con Pierfrancesco Favino a Trieste c’è il Porto Vecchio: sono facilmente riconoscibili sullo schermo il varco principale, la stazione marittima, le banchine dei moli.

"Napoli - New York": le location a Trieste del film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino
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La zona portuale di Trieste

Altra location triestina immediatamente riconoscibile è il Savoia Excelsior Palace: le imponenti facciate dell’hotel, affacciate sul mare, evocano i grandi edifici d’oltreoceano.

In centro a Trieste la produzione del film ha trasformato diverse attività storiche come la Drogheria Toso, la Pasticceria La Bomboniera e l’Antico Caffè San Marco – quest’ultimo riconoscibile dall’arredamento in stile liberty che ancora lo rende uno dei caffè più amati dai triestini – in negozi americani: i dintorni di Piazza San Giovanni, da sempre cuore commerciale della città, hanno ospitato soprattutto questo genere di riprese.

In alcune inquadrature compaiono edifici simbolo del passato, soprattutto economico e industriale, della città come Palazzo Berlam (più famoso tra i locali come “il palazzo rosso”), l’ex stabilimento Stock (dell’omonima casa di liquori), Palazzo Vivante e Palazzo Carciotti (entrambi appartenuti un tempo a famiglie ben in vista dell’aristocrazia locale).

Trieste: le location del film "Napoli - New York"
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L’aristocratico Palazzo Carciotti

La Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, una delle più riconoscibili del centro storico di Trieste grazie alla facciata con colonnato ionico, è stata trasformata dalla produzione nel tribunale americano dove si celebra il processo a uno dei protagonisti del film.

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La più cinematografica delle location triestine di Napoli – New York è senza dubbio il Salone degli Incanti: ex pescheria centrale di Trieste, costruita a inizio Novecento con un stile eclettico e una forma che ricorda quella di una basilica romana, oggi è usata principalmente come spazio espositivo ma negli anni è stata set di produzioni cinematografiche importanti come quella de Il Padrino – Parte II.

I luoghi a Trieste dov'è stato girato il film "Napoli - New York"
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È piuttosto cinematografico il Salone degli Incanti di Trieste

Cinecittà

Non mancano nel film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Savino riproposto da Rai 1 scene e sequenze in realizzate studio: agli studios di Cinecittà a Roma, per l’esattezza.

C'è Pierfrancesco Favino nel film di Gabriele Salvatores "Napoli - New York"
(c) Eagle Pictures
Un’altra scena di “Napoli – New York”

Rijeka

C’è, infine, Rijeka in Croazia tra i luoghi dov’è stato girato il film Napoli – New York. Nell’ex città di Fiume, dove si sente ancora forte l’influenza della cultura italiana, sono state girate le scene della festa a Little Italy a cui Celestina e Carmine partecipano quasi subito dopo essere sbarcati in America.

C'è anche Rijeka (l'ex Fiume) tra le location di "Napoli - New York"
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Una splendida veduta aerea di Rijeka

Nella città portuale croata, soprattutto, è rimasta attraccata per tutta la durata delle riprese la nave Galeb che nel film è quella su cui si imbarcano i due protagonisti in cerca di fortuna e affetti oltreoceano. Si tratta di un’imbarcazione storica, ai tempi molto amata come rifugio marittimo dal generale Tito e più tardi restaurata e diventata parte della flotta croata.

I figli della scimmia, le location del film con Riccardo Scamarcio premiato a Venezia

17 septembre 2026 à 17:00

C’è il rapporto tra padre e figlio al centro del film di Tommaso Landucci in arrivo nelle sale dal 17 settembre 2026, ma anche un intero microcosmo di relazioni e interazioni personali che si muovono attorno al protagonista, il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio e per cui l’attore romano è stato premiato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

La città sembra fare da sfondo silenzioso e a volte impassibile a quanto avviene nelle vite e negli animi dei personaggi: quello che le location di I figli della scimmia hanno tutte in comune infatti è un carattere contemporaneo e universale, capace di rendere la storia una storia che potrebbe capitare a chiunque e si potrebbe svolgere ovunque.

Di cosa parla

Dario ha un bambino disabile a cui dedica ogni giorno tutto il tempo, le cure e le attenzioni di cui è capace. Ha, però, anche un rapporto privilegiato con il figlio adolescente del fratello: man mano che il nipote cresce finisce per ritrovare in lui il figlio che avrebbe voluto avere e, soprattutto, il padre che  non ha potuto essere. Questo gioco di proiezioni si rivela alla lunga pericoloso per l’equilibrio interiore per Dario e delle relazioni familiari. Il titolo del film richiama la famosa favola di Esopo di una scimmia che amava, e nutriva di conseguenza, in modo profondamente diverso i suoi due cuccioli.

Arriva al cinema "I figli della scimmia": film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio
(c) La Biennale di Venezia
Una scena di “I figli della scimmia”

Dov’è stato girato il film

Realizzata con il contributo del Piemonte Film Tv Fund e della Film Commission Torino Piemonte, la pellicola è stata interamente girata in Piemonte: tra il capoluogo sabaudo e diversi comuni della provincia.

Torino

A Torino tra le location di I figli della scimmia è facile riconoscere sullo schermo Corso Inghilterra: tra le arterie più trafficate della città, collega il centro con altre aree strategiche come la stazione di Porta Susa ed è fiancheggiata da eleganti palazzi in stile liberty ed edifici più moderni.

La produzione ha girato anche al Parco del Valentino: uno dei parchi pubblici più antichi e grandi di Torino – vanta oltre 1800 alberi e una grande varietà di specie floristiche e arboree – dove passeggiare ammirando i giochi d’acqua del Giardino Roccioso, i vicoli lastricati del Borgo Medievale, varie statue tra cui quella dedicate a Cesare Battisti e Massimo D’Azelio e la Fontana dei dodici mesi in stile roccocò.

Torino: dov'è stato girato il film "I figli della scimmia"
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Un angolo romantico del Parco del Valentino

L’hinterland torinese

La provincia torinese ha nel film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio il ruolo che da qualche tempo ha anche nella realtà: è il posto dove sempre più persone scelgono di abitare e organizzare la propria quotidianità in modo da essere abbastanza vicini e collegati alla città, ma al riparo dal suo tran tran.

Giaveno e Rivalba, due comuni ai piedi delle Alpi, sono stati scelti così per girare scene di interni e in abitazioni private.

A Rubiana, nella Val di Susa, sono state realizzate le sequenze all’interno dello studio medico.

Anche a Moncalieri le riprese hanno interessato luoghi di servizio come, in questo caso, un capannone industriale.

La piscina comunale di Pianezza ha fatto da set ad altre scene del film, così come l’ospedale di Carmagnola.

Colle del Lys

Tra le location di I figli della scimmia c’è anche il Colle del Lys: un valico alpino tra la Val di Susa e la Val di Viù molto amato da chi pratica trekking, dai ciclisti e dai motociclisti per i percorsi adrenalinici immersi tra boschi e panorami mozzafiato su cui consente di addentrarsi. Di recente la zona è stata usata spesso, appunto, anche come set cinematografico.

Le location di "I figli della scimmia" in Piemonte
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La spettacolare vista dal Colle del Lys

La Bambola, le location del nuovo dramma in costume hanno un’eleganza antica e ineguagliabile

16 septembre 2026 à 17:00

C’è un nuovo dramma storico pronto a trasportare gli spettatori in una Varsavia di fine Ottocento animata da amori tormentati, gelosie di classe, ricevimenti sfarzosi, conflitti sanguinolenti. Per ricreare al meglio l’atmosfera del tempo la serie, adattata da un grande classico della letteratura polacca, “Lalka” di Bolesław Prus, è stata girata tra eleganti palazzi aristocratici e ampie arterie urbane che durante la rivoluzione industriale segnarono l’ascesa di una nuova borghesia dedita al commercio e all’impresa.

Scopriamo insieme le location di La Bambola, disponibile su Netflix (col titolo internazionale di The Doll) dal 16 settembre 2026.

Di cosa parla

Stanisław Wokulski (Tomasz Schuchardt) è un uomo di umili origini ma estremamente ambizioso che si è costruito da solo la propria posizione sociale, passando attraverso povertà, guerra, lavoro. Quando si innamora di Izabela Łęcka (Sandra Drzymalska), giovane appartenente a una famiglia nobiliare, è costretto a fare i conti con l’evidenza che la classe aristocratica, in cui pure è apparentemente ben inserito, fatica in realtà a considerarlo uno di loro. I genitori di lei, il padre soprattutto, ostacolano profondamente infatti la relazione nonostante, dal canto suo, anche Izabela provi a liberarsi da vincoli e cliché di classe e a trovare il proprio da sola il proprio posto in società.

Arriva su Netflix il dramma in costume "La Bambola"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “La bambola”

Dov’è stata girata la serie

Per rimanere fedele all’ambientazione, la nuova serie in costume di Netflix è stata interamente girata in Polonia. Nel corso dell’estate 2025, quella in cui sono state effettuate le riprese, i set si sono alternati tra città come Varsavia, Lublino, Łódź e Wrocław.

Varsavia

A Varsavia la maggior parte delle location di La Bambola si trovano in Krakowskie Przedmieście: una delle principali arterie cittadine che collega la città vecchia e il castello. Distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita a metà del Novecento restando il più possibile fedeli alla sua struttura originaria: sulla strada, così, ancora oggi si affacciano chiese e palazzi storici, importanti edifici pubblici e governativi ma anche locali alla moda e boutique lussuose che, a proposito di passato, testimoniano il forte sviluppo borghese vissuto a fine Ottocento dalla capitale polacca.

C'è Varsavia tra le principali location della serie Netflix "La bambola"
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L’elegante Krakowskie Przedmieście

Alcune scene sono state girate in prossimità del monumento a Nicolò Copernico: una statua bronzea che rende omaggio all’astronomo prussiano e al suo apporto alla fisica moderna.

Varsavia: dov'è girata la nuova serie in costume di Netflix "La bambola"
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Lo storico monumento a Copernico

Lublino

A Lublino tra i luoghi dov’è stata girata la serie La Bambola spicca la Old Town: il nucleo originale della città, oggi tutelato come patrimonio artistico-culturale nazionale. Inconfondibile è il Kraków Gate: un’imponente porta d’ingresso in stile gotico – poi rimaneggiata nell’Ottocento con elementi barocchi – che è quello che resta della cinta muraria del XIV secolo che proteggeva la città.

C'è anche Lublino tra le location di "La bambola"
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Lublino: la meravigliosa città antica

Łódź

A Łódź il nuovo dramma in costume di Netflix è stato girato soprattutto al Karol Poznański Palace: un elegante palazzo neorinascimentale, un tempo residenza aristocratica e oggi sede del rettorato dell’Accademia della musica.

Wrocław

A Wrocław, storica capitale della regione meridionale della Silesia, le principali location della serie La Bambola sono Szajnocha Street e Nieborów Palace. La prima è un’elegante via centrale, fiancheggiata da palazzi storici e che richiamano un’atmosfera ottocentesca.

"La bambola" è il nuovo dramma storico di Netflix adattato dal romanzo di Bolesław Prus
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La bambola”

Nieborów Palace è invece una residenza settecentesca, progettata da uno dei più importanti architetti barocchi del Nord Europa: Tylman van Gameren, oggi utilizzata soprattutto come spazio espositivo all’interno di un complesso che, oltre al palazzo, due parchi (di cui uno in stile inglese), un’aranciera, una rimessa per le carrozze, una dependance e un edificio per la manifattura.

Nieborów Palace è una delle location di "La bambola" a Wrocław
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Il romantico complesso di Nieborów Palace

Widow’s Bay, le location reali della serie vincitrice di 14 Emmy Awards

15 septembre 2026 à 14:00

Con 14 premi assegnati su 19 candidature Widow’s Bay è stata la vera protagonista della cerimonia degli Emmy Awards 2026. L’horror comedy di Apple TV, da poco rinnovata per la seconda stagione, è stata premiata come miglior serie comica, per l’interpretazione da protagonista di Matthew Rhys e quelle da non protagonisti di Kate O’Flynn e Stephen Root, oltre che per la regia di Hiro Murai e la sceneggiatura di Katie Dippold e in numerose categorie tecniche.

Ambientata in un’isola del New England infestata da presenze misteriose, Widow’s Bay ha location tutte da esplorare, ma che in parte suoneranno familiari agli amanti delle storie di paura.

Di cosa parla

Tom Lofits (Matthew Rhys) è il sindaco di una remota isola del New England: nonostante le oltre quaranta miglia che la separano dalla costa, una copertura wi-fi praticamente inesistente e altri innumerevoli disagi che gli abitanti conoscono bene, il suo intento è quello di trasformarla in una meta turistica esclusiva. Il piano non tiene conto, soprattutto, di una serie di leggende popolari che vogliono l’isola infestata da presenze misteriose ed eventi paranormali. L’arrivo di un cronista del New York Times, incaricato dal sindaco di realizzare un reportage promozionale, dà il via a una paurosa escalation di questi fenomeni che i cittadini reputavano del tutto prevedibile.

"Widow's Bay" è stata premiata come miglior serie comica agli Emmy Awards 2026
Ufficio stampa Apple TV
Una scena di “Widow’s Bay”

Dov’è stata girata la serie

Parlando delle location di Widow’s Bay, la prima cosa che può venire da chiedersi è se l’“isola della vedova” esiste realmente. La showrunner della serie, Katie Dippold, ha raccontato a People di aver effettivamente girato alcune scene su un’isola del New England, la cui identità è stata però volutamente mantenuta segreta. L’unica informazione disponibile è che si tratta di un’isola raggiungibile dopo una discreta traversata su traghetto che non è dato sapere, comunque, se in partenza dal Maine o dal Massachusetts.

Widow's Bay, la misteriosa isola dell'omonima serie Apple TV, esiste davvero?
Ufficio stampa Apple TV
Widow’s Bay è anche nella realtà un’isola del New England

In Massachussetts – come confermano anche diverse fonti in Rete – sono state girate numerose scene delle serie Apple TV stra-premiata agli Emmy:  a Gloucester, Rockport, Worcester e altre cittadine.

Gloucester

Il porto di Widow’Bay, per esempio, è Lane’s Cove: il pittoresco porticciolo protetto da una scogliera di granito di Gloucester. Nella cittadina, famosa per la pesca e come meta di mare, la produzione ha girato anche nei pressi dell’Eastern Point Lighthouse – il faro – e della Half Moon Beach, un tratto di costa sabbioso famoso proprio per la sua conformazione a mezza luna.

Le location della serie "Widow's Bay" nel Massachusetts
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La splendida costa di Gloucester

Cape Ann

In diverse inquadrature della serie sono riconoscibili i panorami di Cape Ann: il suggestivo promontorio roccioso affacciato sull’Atlantico che nel tempo ha ispirato molte storie di paura americane, famoso anche come punto di avvistamento delle balene.

Massachusetts: le location della serie "Widow's Bay"
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Il suggestivo promontorio di Cape Ann

Rockport

Tra le location di Widow’s Bay molte si trovano a Rockport. In questa cittadina del Massachussetts dove il tempo sembra essersi fermato e si ha ancora la possibilità di esplorare la tradizione marinara americana, la serie è stata girata soprattutto a Bearskin Neck: un tempo un borgo di pescatori, oggi diventato un quartiere ricco di gallerie d’arte, negozi esclusivi e localini alla moda.

Rockport: dov'è stata girata la serie premiata agli Emmy "Widow's Bay"
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Il vivace quartiere di Bearskin Neck

Altre location

Numerosi edifici pubblici e privati disseminati in diversi centri del Massachusetts come Harvard, Ayer, Maynard, Groton, Shirley, sono stati riadattati per esigenze narrative.

Il municipio di Widow’s Bay, dove sono state girate numerose scene con il neo premio Emmy Matthew Rhys è la Town Hall di Berlin: una costruzione di fine Ottocento in uno stile che imita quello greco, oggi usata principalmente per eventi cittadini.

La chiesa dell’isola è invece la Martha-Mary Chapel di Sudbury: una cappella fatta edificare negli Anni Quaranta dall’industriale Henry Ford in ricordo della madre e della suocera, interamente realizzata con legni di alberi distrutti dall’uragano che colpì il New Englad nel 1938.

C'è anche la Martha-Mary Chapel tra le location della serie Apple TV "Widow's Bay"
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La cinematografica Martha-Mary Chapel

I diner e le iconiche tavole calde all’americana hanno un posto d’onore tra le location di Widow’s Bay: ancora parlando con People, la sceneggiatrice ha raccontato di come questi luoghi siano capaci di evocare in lei un’atmosfera degna di Stephen King. Alcune delle scene chiave della serie Apple TV, ambientate all’interno della Barnabus Tavern, sono state girate così al Vincent’s Bar di Worcester: un locale alla buona dove vivere l’esperienza così tipica negli Stati Uniti di mangiare qualcosa mentre gente del posto in camicia di flanella chiacchiera del più e del meno o di com’è andata la giornata.

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