L’autunno può essere il momento giusto per concedersi un ultimo viaggio prima delle vacanze di Natale, soprattutto quando per raggiungere alcune città europee può bastare una cifra davvero contenuta. Ryanair ha lanciato una nuova promozione con voli a partire da 24,99 euro, invitando i viaggiatori a “sfuggire alla noia quotidiana” e programmare una nuova partenza nei prossimi mesi.
C’è un modo davvero suggestivo per vivere l’attesa del Natale, lasciando che il viaggio diventi parte integrante dell’esperienza: per il Natale 2026, da Milano Centrale e Brescia si può partire alla volta dei Mercatini di Natale del Südtirol – Alto Adige a bordo di affascinanti vetture storiche, con un viaggio di andata e ritorno nella stessa giornata.
La proposta permette di raggiungere alcune delle località più richieste durante il periodo natalizio senza dover affrontare il traffico autostradale, le code o la ricerca di un parcheggio: al posto dell’auto, si sale su un treno storico e ci si mette comodi verso le atmosfere natalizie di Bolzano, Merano e Bressanone.
L’iniziativa è organizzata da Pallenium Tourism, in collaborazione con Fondazione FS Italiane e ARSMS – Associazione Rotabili Milano Smistamento.
Non serve attendere le vacanze natalizie per godersi un weekend o un viaggetto staccando dalla routine, soprattutto se si cercano soluzioni low cost. Le promozioni come quella di Wizz Air sono l’occasione perfetta per fare la valigia (o meglio il bagaglio a mano) e partire godendosi l’incanto del foliage e i primi mercatini di Natale. Solo per il 30 settembre sarà possibile usufruire di uno sconto fino al 15% sulla tariffa, con ribassi extra per chi è membro di Wizz Club.
Per i voli? Si parte dal 12 ottobre 2026 fino al 3 gennaio 2027… e con un po’ di fortuna si trovano ancora posti nei fine settimana.
Da Milano a Cracovia
Da Milano Malpensa a Cracovia si vola con tariffe da meno di 34 euro… ed è una di quelle città che in autunno funzionano particolarmente bene. Le temperature scendono, certo, ma il centro storico diventa ancora più scenografico. Potete passeggiare tra Rynek Główny, il Castello del Wawel e le stradine di Kazimierz mentre gli alberi cambiano colore e i caffè iniziano a diventare un rifugio parecchio invitante tra una tappa e l’altra.
iStockLa magia di Cracovia a Natale
E nelle date di dicembre? La piazza principale si riempie di luci, casette di legno, decorazioni, dolci speziati e bicchieri fumanti. Cracovia, in pratica, passa dal foliage alla modalità Natale senza perdere il suo mood da city break semplice e super fotogenico.
Da Roma a Praga
Un’alternativa? L’atmosfera unica di Praga che sia in autunno sia nelle prime settimane d’inverno sa incantare. Da Roma si parte con meno di 37 euro, un vero affare. La Moldava, i tetti del centro, le colline che circondano la città: quando iniziano a comparire i colori ramati, il risultato è quasi cinematografico.
Attraversate Ponte Carlo la mattina presto, salite verso il Castello oppure perdetevi senza troppo programma tra Malá Strana e Staré Město. Da fine novembre, poi, si entra nel pieno della stagione natalizia. Le piazze del centro si accendono, arrivano i mercatini e l’odore di cannella sembra essere ovunque. Un weekend richiede scarpe comode, cappotto pesante e parecchio spazio nel rullino.
iStockL’atmosfera natalizia dei mercatini di Praga
Da Palermo a Varsavia
Per chi parte dal Sud, c’è anche la rotta Palermo-Varsavia, con prezzi da meno di 40 euro. La capitale polacca è una scelta interessante soprattutto se cercate qualcosa di un po’ diverso dalle classiche mete da weekend natalizio. A ottobre e novembre i parchi cittadini, a partire dal Łazienki, si riempiono di tonalità gialle e arancioni
Il contrasto con l’architettura contemporanea della città fa il resto. Avvicinandosi a dicembre, Varsavia tira fuori invece il lato più festoso: luminarie, piazze decorate e atmosfera natalizia nel centro storico ricostruito. Fa freddo, sì. Ma è anche parte del gioco.
iStockL’incanto dei mercatini natalizi a Varsavia
Con una finestra di viaggio che arriva fino ai primi giorni di gennaio, la promo Wizz Air mette quindi sul tavolo due viaggi in uno: prima l’Europa del foliage, subito dopo quella dei mercatini. La parte difficile resta scegliere quale partire a vedere per prima. Insomma, le occasioni sono davvero tante e con sconti fino al 15% con ulteriori ribassi per chi è membro del Club, la promozione Wizz Air rende irresistibile una partenza anche improvvisata.
Voglia di partire ma poco budget a disposizione? Non serve spendere un capitale, basta sfruttare le nuove offerte come quella di Ryanair, che propone tantissimi voli scontati del 15% se si prenota entro il 30 settembre con date disponibili anche per i primi weekend dei mercatini di Natale.
Si potrà viaggiare dal 1° ottobre al 17 dicembre 2026, godendosi splendide capitali europee addobbate a festa… oppure valutando destinazioni marittime dove il sole ancora è ben presente.
Da Roma a Salonicco
Se l’idea di entrare subito in modalità inverno non vi entusiasma, Salonicco è probabilmente la deviazione più interessante. In autunno la città si gira molto meglio rispetto ai mesi più caldi e potete costruire tranquillamente un weekend senza programmi rigidi. Si parte da Roma con meno di 22 euro… un affare!
Partite dal lungomare e dalla Torre Bianca, poi infilatevi nelle strade del centro tra Ano Poli, mercati, caffè e taverne. Qui il viaggio può tranquillamente ruotare intorno al cibo: bougatsa al mattino, mezedopoleia per godersi la pausa pranzo e ovviamente imperdibili le Bougatsa. Non c’è bisogno di correre da un monumento all’altro. Ottobre, soprattutto, è il momento giusto se cercate una city break ancora relativamente mite ma senza atmosfera da piena estate.
iStockIl panorama suggestivo di Salonicco
Da Palermo a Norimberga
Per Norimberga il calendario della promozione Ryanair incrocia quasi perfettamente quello del Christkindlesmarkt. Il mercatino di Natale 2026 apre ufficialmente il 27 novembre alle 17:30 e resta attivo fino al 24 dicembre. Chi sfrutta la promo può quindi organizzare il viaggio tra fine novembre e il 17 dicembre.
In città l’atmosfera è quella natalizia classica: casette di legno, decorazioni, artigianato, Lebkuchen, Glühwein e i piccoli Rostbratwürste di Norimberga. Il mercato principale è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21. E chi viaggia con i bambini? L’opzione migliore è la Kinderweihnacht che attende con giostre e attività o laboratori per i più piccoli e nei dintorni si trova anche la Sternhaus! Si vola da Palermo con circa 32 euro a tratta.
iStockNorimberga nel periodo natalizio è magica
Da Milano a Edimburgo
Con Edimburgo potete giocare su due mood diversi. Partendo tra ottobre e i primi giorni di novembre trovate una città decisamente autunnale: giornate corte, parchi pieni di foglie, pub che diventano improvvisamente molto più invitanti. Dal 14 novembre 2026, invece, cambia tutto. Parte Edinburgh’s Christmas, in programma fino al 3 gennaio 2027. Con la promozione Ryanair avete quindi circa un mese, dal 14 novembre al 17 dicembre, per intercettarlo.
Il centro delle celebrazioni torna tra Princes Street Gardens e George Street, con mercatini, attrazioni e iniziative in pieno centro. Ovviamente Edimburgo merita sempre una visita andando oltre le bancarelle; basterà perdersi nella Old Town, entrare nei pub e ovviamente seguire un tour a tema Harry Potter perché è proprio qui che tante ispirazioni sono nate.
iStockIl centro storico di Edimburgo è da scoprire
Insomma, con biglietti sotto i 35 euro si può volare in autunno tra tante mete da sogno senza rinunciare a un viaggetto grazie alla nuova promozione Ryanair. Non resta che dare un’occhiata alle offerte attive nel proprio aeroporto di riferimento e godersi una pausa prima di quella attesa delle festività natalizie.
Niente traffico, ricerca del parcheggio o stress da coda in autostrada: da ormai qualche anno, il Natale si raggiunge facilmente in treno.
Anche nel 2026 torna l’Espresso Natale che, partendo da Roma Termini, vi porterà ad Arezzo, dove l’arrivo dell’Avvento accende l’intero centro storico trasformandolo in uno scenario fiabesco. La Città del Natale, arrivata alla sua undicesima edizione, è una delle mete più amate in questo periodo proprio grazie all’atmosfera garantita da un grande evento diffuso che unisce mercatini tradizionali, spettacoli di luce e attrazioni per tutte le età.
A bordo si viaggia in relax, con lo staff che accompagna i passeggeri lungo tutto il tragitto e una carrozza ristorante dove concedersi uno spuntino o qualcosa di caldo da bere.
Espresso Natale da Roma ad Arezzo
Il percorso unisce Roma Termini ad Arezzo, andata e ritorno, con un collegamento diretto che taglia i territori della Tuscia e dell’antica Etruria. Un tragitto che diventa già parte dell’esperienza, tra colline e borghi che scorrono dal finestrino. La partenza da Roma è fissata in mattinata, tra le 8:00 e le 8:30, mentre il rientro avviene in serata, tra le 20:45 e le 21:30.
Dalla stazione di Arezzo, pochi passi separano dal centro pulsante delle festività. Dal 14 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, a Piazza Grande prende forma un ampio villaggio in stile tirolese, con casette di legno che ospitano artigiani ed espositori provenienti dall’area alpina, dall’Austria e dalla Germania, tra decorazioni, sapori tipici e prodotti da scoprire passeggiando.
Qui potrete visitare anche la Brick House Art, ossia tre piani dove verranno esposte opere d’arte e laboratori che utilizzano un totale di 2 milioni di mattoncini. Un percorso unico dove artisti di grande richiamo nazionale esporranno le loro creazioni.
A poca distanza, dentro le mura della Fortezza Medicea, uno dei punti più panoramici della città, trova spazio la casa del protagonista assoluto delle feste. Qui viene allestito un villaggio di oltre 10.000 metri quadrati dove prendono vita spettacolari coreografie, giochi di luce e diverse attrazioni natalizie.
Non mancheranno una pista di pattinaggio, il mercatino delle arti dove acquistare regali unici perché realizzati a mano e l’Arezzo Christmas Bus Tour dove, accompagnati da un’audioguida, potrete scoprire i segreti della città.
Date, info e prezzi
L’Espresso Natale sarà disponibile per cinque appuntamenti domenicali: 29 novembre, 6, 13, 20 e 27 dicembre. Le prenotazioni sono partite il 9 settembre, sul sito ufficiale troverete anche una pagina dedicata per ciascuna data.
Per quanto riguarda le tariffe, gli adulti (dai 14 anni in su) pagano 79 euro, mentre i bambini (6-14 anni non compiuti) 49 euro. I più piccoli (0-6 anni non compiuti) potranno viaggiare gratuitamente senza posto assegnato.
Se salirete sul treno, oltre ai mercatini, consigliamo di andare alla scoperta della città. Arezzo, infatti, è anche arte e storia medievale, dal Crocifisso di Cimabue custodito nella Basilica di San Domenico alla leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, situata presso la Basilica di San Francesco, uno dei cicli pittorici rinascimentali più famosi e conosciuti in tutto il mondo.
Il conto alla rovescia per il Natale può partire anche a settembre, soprattutto quando si tratta di pianificare un viaggio in un periodo di alta stagione festiva come quello natalizio.
Oggi è il momento perfetto per farlo perché Ryanair ha lanciato una nuova promozione valida fino al 16 settembre 2026 per volare dal 17 settembre al 31 dicembre 2026, una finestra abbastanza ampia da coprire sia le prime luci natalizie nelle capitali europee che i giorni veri e propri per chi vuole trascorrere le feste in viaggio.
Non è troppo presto per iniziare a pensare all’atmosfera delle casette di legno illuminate, del profumo di spezie e delle tazze fumanti con vin brulé e cioccolata calda tra le montagne dell’Alto Adige: le date dei mercatini di Natale di Bressanone sono state ufficialmente comunicate e insieme a essse un calendario speciale con eventi e iniziative per festeggiare i 35 anni dell’appuntamento. Per oltre un mese il centro storico si trasformerà in un piccolo mondo natalizio fatto di artigianato, sapori altoatesini, musica e appuntamenti per tutta la famiglia. Ma quest’anno ci sarà qualcosa in più: spettacoli di luce, installazioni artistiche e un programma che unirà tradizione e creatività contemporanea.
Date mercatini di Natale a Bressanone per il 2026
Per il 35° anniversario il mercatino di Natale di Bressanone verrà aperto il 26 novembre con appuntamenti nel centro storico: alle 16:30 è prevista la Sfilata degli Angeli, mentre alle 17:00 l’inaugurazione ufficiale. Dal giorno successivo si continuerà tutti i giorni fino al 6 gennaio (ad esclusione del 25 dicembre).
Tra gli elementi caratteristici dell’edizione 2026 ci sarà anche la Torre Bianca. Ogni giorno, in coincidenza con l’apertura del mercatino, il carillon proporrà una versione speciale dell’“Inno alla gioia”. Spazio anche al Calendario dell’Avvento: dall’1 al 24 dicembre verrà scoperta ogni giorno una nuova finestra. Qual è il tema per il 2026? La speranza che farà da filo conduttore per tutti gli eventi più attesi per il mercatino simbolo dell’Alto Adige.
Gli eventi più attesi
Il calendario natalizio non si fermerà alle bancarelle. Tra gli appuntamenti più curiosi torna la tradizionale sfilata dei Krampus del 5 dicembre, seguita il 6 dicembre dall’arrivo di San Nicola. Il gran finale arriverà invece il 6 gennaio, quando la Befana raggiungerà Piazza Duomo insieme ai Re Magi e a decine di figuranti in costume.
Uno degli eventi da non perdere sarà però OOPS 2 – A Light & Music Show for UNICEF, in programma alla Hofburg dal 26 novembre 2026 al 9 gennaio 2027.
Le facciate dello storico Palazzo Vescovile diventeranno una gigantesca scenografia grazie alle proiezioni degli artisti francesi Spectaculaires, accompagnate dalle musiche di Giorgio Moroder. Escludendo solamente il 24 e il 25 dicembre ogni sera lo show farà battere il cuore dei visitatori con 2 rappresentazioni imperdibili e ogni settimana il sabato e nelle serate del 6 e del 7 dicembre l’appuntamento aggiunge uno spettacolo.
Oltre ad essere scenografico, OOPS 2 avrà anche un risvolto solidale: per ogni biglietto venduto, un euro sarà destinato a UNICEF per un progetto legato all’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari in Zambia. Chi cerca qualcosa di più scenografico deve appuntare in agenda il periodo dal 4 dicembre al 31 gennaio 2027 dove andrà in scena Via Illuminativa – Station Hope: l’itinerario prezioso conduce tra installazioni d’arte contemporanea che coinvolgono chiese e spazi pubblici del centro che portano i turisti a esplorare la cittadina andando oltre le vie del mercatino.
Ufficio StampaLo spettacolo al mercatino di Natale di Bressanone
Dove si svolgono e dove parcheggiare
I mercatini di Natale di Bressanone si svolgono in piazza Duomo, quindi in pieno centro e sono estremamente comodi per chi arriva in treno: dalla stazione bastano pochi minuti a piedi. Chi arriva in auto, invece, dovrebbe uscire a Chiusa/Val gardena oppure a Bressanone/Varna per procedere verso aree di sosta come l’Autosilo Stufles di via Cesare Battisti, o il parcheggio Aquarena in via Brennero o ancora in via Dante l’autosilo di Via Dante e il parkgarage Bressanone.
Per chi cercasse un’area di sosta gratuita c’è invece quello di Bressanone sud lungo la statale, dista circa 20 minuti dalla piazza del mercatino.
I primi grappoli che maturano, le piazze che tornano a riempirsi, i mercati che si allungano fino al tramonto: è il tempo in cui l’autunno bussa alle porte con riti collettivi fatti di sapori e incontri. Tra sagre di paese, feste patronali e mercatini, l’aria si fa più fresca ma l’atmosfera resta calorosa, con i prodotti di stagione che diventano protagonisti assoluti. In Lombardia questa energia si traduce in un fitto calendario di appuntamenti enogastronomici e popolari, perfetti per riscoprire borghi e città da una prospettiva autentica.
Nel calendario di settembre 2026 in Lombardia spiccano appuntamenti capaci di parlare sia agli appassionati di gusto sia a chi ama curiosare tra bancarelle e tradizioni locali. A Milano, il Mercato agricolo dei Navigli porta in città il meglio delle produzioni di campagna, mentre a Chiavenna il Valtellina Wine Festival 2026 al festa dei vini di Valtellina celebra il territorio e la cultura del vino. A completare il quadro, eventi come il Mercatino Pavese dell’antiquariato e non solo invitano a partire alla scoperta di Pavia e delle sue atmosfere più suggestive.
Gli eventi di settembre in Lombardia tra gusto e tradizioni
Mercato agricolo dei Navigli – Milano (MI), il 5 settembre 2026.
Mercato agricolo in zona Navigli a Milano e a Segrate, dove acquistare direttamente dai produttori una vasta scelta di prodotti a filiera corta, tra cui ortaggi, frutta, formaggi, pane, carne, riso, vini, farine e miele.
Villa Arconati Far – Bollate (MI), il 6 settembre 2026.
Villa Arconati apre la domenica con visite guidate, esposizioni d’arte e la possibilità di esplorare il suo storico giardino tra arte, natura e bellezza.
Mercatino Pavese dell’antiquariato e non solo – Pavia (PV), il 6 settembre 2026.
Mercatino pavese dell’antiquariato in Viale XI Febbraio a Pavia con circa 100 grandi bancarelle e ampia rotazione di espositori, specializzato in mobili, oggettistica, gioielli d’epoca, modernariato, collezionismo, antiquariato etnico e archeologia medio orientale.
Colori e sapori del mercatino italiano – Pavia (PV), il 6 settembre 2026.
Mercatino alimentare in Viale Matteotti con prodotti tipici selezionati da diverse regioni italiane, tra salumi, formaggi, dolci, vini, pane e miele, allestito nella suggestiva cornice del Castello Visconteo.
Valtellina Wine Festival 2026 – Chiavenna (SO), dal 12 al 14 settembre 2026.
Festival diffuso dedicato ai vini della Valtellina, nato dalla collaborazione tra Consorzio Vini e Strada del Vino e dei Sapori, che celebra ospitalità, convivialità e il legame tra vino, paesaggio e territorio.
Mercato della Terra di Piambello – Induno Olona (VA), il 12 settembre 2026.
Mercato contadino ispirato alla filosofia Slow Food, dove i produttori locali vendono direttamente ai consumatori alimenti di qualità, a prezzi giusti e con metodi sostenibili, preservando cultura alimentare e biodiversità.
Il mercatino di Voghera – Voghera (PV), il 12 settembre 2026.
Tradizionale mercatino nel centro storico di Voghera con bancarelle di antichità, artigianato, collezionismo, modernariato, creatività e prodotti tipici alimentari e biologici.
Il mercatino dell’antiquariato di Cusago – Cusago (MI), il 13 settembre 2026.
Mercatino di antiquariato a Cusago con numerosi espositori selezionati che propongono mobili, oggetti da collezione, libri, stampe e modernariato, affiancati da bancarelle di cibi biologici e specialità lombarde.
Wizz Air ha appena lanciato una nuova promozione: per festeggiare 20 anni in Romania offre fino al 20% di sconto su tantissime mete proprio in questo incredibile Paese. La cosa bella? Oltre alla capitale ci sono tantissime destinazioni che pochi conoscono.
Attenzione però: è valida solo fino alla mezzanotte del 15 luglio per voli dal 20 luglio al 10 dicembre 2026… sì, sono inclusi anche i primi mercatini di Natale! Ecco le migliori opzioni da valutare.
Da Milano Malpensa a Iasi
Da Milano Malpensa si parte con meno di 32 euro verso Iasi. Ma cosa visitare? La città che fa parte della Moldavia rumena offre tantissimo a livello storico e artistico. Il palazzo della cultura è il punto da cui partire. Costruito tra il 1906 e il 1925 sopra le rovine dell’antico palazzo reale, con le sue 298 stanze racchiude quattro musei diversi dedicati a scienza, storia, arte ed etnografia. Ogni ora, dalla torre centrale, l’orologio suona le note della Hora Unirii. Vale la salita fino alla terrazza panoramica, da cui la città si vede tutta insieme, tetti e colline compresi.
A pochi passi, il parco Palas racconta un’altra Iași, più contemporanea: negozi, fontane danzanti, aree verdi curate nei minimi dettagli, e un centro commerciale con oltre 260 attività. Meglio arrivarci al tramonto, quando le luci del Palazzo si riflettono sull’acqua e tutto sembra rallentare.
Chi cerca l’anima spirituale della città la trova nella chiesa dei Tre Gerarchi, con la facciata scolpita interamente a motivi geometrici e dorature, un lavoro tanto minuzioso da sembrare un ricamo di pietra. E poi c’è il monastero di Golia, con la sua torre di 30 metri e 120 scalini che portano a una vista che vale ogni gradino. Per i più curiosi, la biblioteca centrale universitaria Mihai Eminescu custodisce oltre 2,5 milioni di volumi in un salone che mette soggezione solo a guardarlo.
iStockLa splendida Piazza centrale di Iasi
Da Roma Fiumicino a Costanza
Chi parte dalla Capitale ha varie opzioni, ma tra le più convenienti c’è Costanza che si raggiunge con voli a partire da 35 euro. La terra in cui fu esiliato il poeta Ovidio ha davvero delle chicche incredibili a partire dal quartiere della Penisola da girare a piedi, dove scoprire la grande moschea Mahmudiye: risalente al 1910, custodisce un enorme tappeto persiano e regala, dopo 140 gradini, una vista che toglie il fiato. A pochi passi, la cattedrale Ortodossa dei Santi Pietro e Paolo mostra interni riccamente decorati.
Per gli appassionati di storia, il Museo Nazionale di Storia e Archeologia raccoglie sculture e reperti greco-romani di grande valore, mentre l’Edificiul Roman cu Mozaic conserva mosaici del IV secolo sopra i resti di antiche terme pubbliche. Il Museo di Storia Navale, il più grande del suo genere in Romania, ripercorre duemila anni di vicende marittime tra modelli di navi e armi antiche. E poi c’è lui, il Casinò Art Nouveau: oggi abbandonato, ma resta uno degli scatti più iconici che si possano portare a casa da un weekend sul Mar Nero.
iStockI tramonti suggestivi di Costanza
Da Napoli a Craiova
Con meno di 32 euro, invece, si decolla da Napoli verso Craiova. Il centro storico, restaurato in stile Belle Époque, apre le danze con strade pedonali, caffè all’aperto e passaggi coperti pieni di piccole botteghe.
Cosa non perdere? Sicuramente il palazzo Jean Mihail, di fine Ottocento, firmato dall’architetto francese Paul Gottereau, è pura meraviglia neo-barocca: scale in marmo di Carrara, lampadari di Murano, sete di Lione. Oggi, al suo interno è ospitato un museo. La vera sorpresa? Sicuramente il parco Nicolae Romanescu, uno dei più grandi dell’Europa orientale progettato dal paesaggista francese Édouard Redont.
Cosa ci rende più felici di viaggiare? Per festeggiare lo Yellow Day, Vueling ha pensato a una nuova promozione attiva con qualche giorno d’anticipo rispetto al solstizio d’estate. L’offerta è valida dal 16 al 21 giugno 2026 per volare dal 1° settembre al 20 dicembre con tantissime tratte fino al 25% in meno. Si pensa già oltre l’estate con tantissime mete a prezzi stracciati arrivando a sfiorare le festività natalizie e coprendo perfettamente il periodo dei mercatini.
Da Milano a Bilbao
Una delle promo più interessanti è quella per Bilbao con voli da Milano a meno di 30 euro. La città spagnola non è più solo il Guggenheim, anche se ovviamente rimane una di quelle cose che vanno viste almeno una volta nella vita. L’edificio di Gehry sul lungofiume è ancora lì a fare il suo effetto, con le squame di titanio che cambiano colore a seconda della luce, ma la città ha molto altro da dare a chi decide di andarci davvero.
Il Casco Viejo, il centro storico, è il posto giusto per perdersi. Le Siete Calles, sette vie strette e vivacissime, sono il cuore della vita locale con bar di pintxos dove potreste tranquillamente restare ore. Perché la cultura basca del cibo è una cosa seria, e le specialità che trovate sui banconi nei bar del centro, a base di bocconcini su fette di pane, anchoa, peperoncini, formaggio locale, sono tra le cose più buone che mangerete in un viaggio europeo.
iStockBilbao e il suo legame con l’arte
Da Roma a Split
Dalla Capitale si vola verso Split a circa 62 euro. Una promozione interessante per questa meta simbolo della Dalmazia. In autunno, nei mesi di settembre e ottobre che rientrano perfettamente nel periodo in promozione, la città croata è un posto completamente diverso. Il mare è ancora caldo, le temperature sono miti, e soprattutto le strade del Palazzo di Diocleziano non sono intasate di turisti con lo zaino in spalla.
Il centro storico di Split è letteralmente un palazzo romano del IV secolo trasformato in città. Ci vivono dentro persone, ci sono ristoranti, mercati, negozietti di artigianato, un labirinto di cortili e vicoli dove ogni curva porta da qualche parte di inaspettato. La piazza del Peristilio è il centro di tutto: colonne antiche, caffè all’aperto, musicisti… è imperdibile.
iStockLa magia del lungomare di Split
Da Torino a Barcellona
Un grande classico? Barcellona. Si raggiunge praticamente da ogni aeroporto italiano servito da Vueling e da Torino i prezzi sono a meno di 20 euro. La città spagnola simbolo di Gaudì è un incanto da girare in autunno. Il Barrio Gótico è uno dei centri storici medievali più intatti della Penisola Iberica, strade lastricate e chiese romaniche immerse nel traffico e nel rumore della vita reale. La Barceloneta è il lungomare con le spiagge urbane, frequentate anche in autunno dai locali che fanno jogging e dai turisti fuori stagione che si godono il sole senza il caos di luglio. Durante questo periodo il flusso di turisti è minore, le temperature sono piacevoli e si parte a questi prezzi persino nei weekend.
iStockBarcellona e la sua anima gotica da scoprire
Tra le più belle esperienze da fare in Italia c’è un weekend a Bolzano. Il capoluogo altoatesino merita assolutamente un viaggio. In coppia, in famiglia, da soli, questa città è perfetta per chiunque. Pratica da raggiungere, facile da girare a piedi o in bicicletta (qui ce l’hanno tutti e sono anche molto diligenti) o con pochi mezzi pubblici, vivacissima, con tantissime attrattive, alcune decisamente insolite.
Molti avranno visitato Bolzano in occasione dei mercatini di Natale e avranno fatto tappa nel Duomo di Santa Maria Assunta (che ricorda un po’ lo Stephansdom di Vienna), in piazza Walther e al Museo Archeologico (che un tempo ospitava la Banca d’Italia), meglio conosciuto come Museo di Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, una mummia di 5.300 anni.
Ma se cercate qualche esperienza insolita da fare a Bolzano, ecco alcuni luoghi meno turistici che vale assolutamente la pena visitare per entrare nel mood altoatesino che è quello di essere tradizionale, ma anche molto innovativo. A Bolzano, infatti, troverete le stube dove servono i canederli, ma anche tanti locali gourmet dove provare piatti fusion; i negozi che vendono i dirndl – gli abiti tradizionali delle donne altoatesine – ma anche golfini di alpaca fluo; statuine di legno intagliate, ma anche oggetti d’arredamento di design nordico. Insomma, se pensate che Bolzano sia una città classica, vi dovrete ricredere.
Primo giorno
Quando arrivate, ambientatevi restando nella zona del centro storico di Bolzano, che si può percorrere tranquillamente a piedi. Con calma, andate a visitare due dei luoghi più originali della città.
WaltherPark
Se arrivate a Bolzano in treno, dovete per forza attraversare il nuovo quartiere sorto di fronte alla stazione e che la collega con il centro storico, il WaltherPark, progettato dal pluripremiato architetto britannico David Chipperfield (lo stesso del MUDEC di Milano, giusto per citare uno dei tantissimi edifici da lui progettati), che si distingue per le linee essenziali e una visione che dialoga con il contesto alpino in cui è sorto. Un parco minimalista di 16mila metri quadrati pedonali con edifici in vetro e calcestruzzo da cui è possibile ammirare il Catinaccio e le montagne che circondano Bolzano.
@Lorenzo Bartoli per Saint-Gobain ItaliaIl nuovo quartiere di WaltherPark di Bolzano progettato da David Chipperfield
All’interno, ospita un moderno centro commerciale, l’hotel del gruppo altoatesino Falkensteiner, ristoranti, food hall e il rooftop bar Mochi Sushi.Grill.Rooftop Bar, il primo indirizzo in Italia del celebre brand viennese, uffici, appartamenti, un parco giochi per bambini oltre a un garage interrato e al grande parcheggio che può ospitare fino a 1200 biciclette.
@Falkensteiner Hotels & ResidencesVista sul Duomo di Bolzano dal rooftop del Mochi Sushi.Grill
Museion
È uno dei luoghi più inaspettati di Bolzano. Si tratta del Museo di arte moderna e contemporanea e, proprio nel 2026, compie cinquant’anni. Fondato nel 1985, dal 2008 ha cambiato sede e attualmente è in un edificio a forma di cubo di cristallo progettato dallo studio di architettura berlinese KSV Krüger Schuberth Vandreike. Le facciate di vetro guardano verso la città e mettono in comunicazione il centro storico con la parte più nuova di Bolzano.
Getty ImagesIl Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano
Di sera, fungono da superfici per la proiezione di opere d’arte. Il Museion ospita due mostre internazionali all’anno. Il piano terreno, chiamato “Passage”, progettato dal designer altoatesino Martino Gamper, è a ingresso gratuito ed è aperto a tutti, spesso vengono organizzati eventi, festival e concerti. Dell’edificio avveniristico fanno parte anche i due ponti curvi esterni che passano sopra il fiume Talvera e che collegano il Museion alla città attraverso la pista ciclopedonale.
Courtesy Azienda di Soggiorno e Turismo di BolzanoLo scenografico Museion quando viene illuminato la sera
Secondo giorno
Il secondo giorno potete esplorare le zone meno centrali di Bolzano e spingervi verso le periferie Nord e Sud cittadine, alla scoperta di alcune chicche decisamente inaspettate.
Fondazione Antonio Dalle Nogare
Avete presente gli edifici progettati dall’architetto statunitense Frank Lloyd Wright che si integrano perfettamente con l’ambiente in cui vengono realizzati? Ebbene, l’edificio che ospita la Fondazione Antonio Dalle Nogare è il “Fallingwater italiano”. Ci troviamo sulle alture di Bolzano, a 15 minuti di bicicletta da piazza Walther in direzione Nord. Si tratta di una casa-museo fatta in calcestruzzo e, in parte, scavata nella montagna. Ospita la collezione privata di un imprenditore altoatesino che, a un certo punto, ha deciso di aprire le gigantesche – letteralmente – porte della propria abitazione al pubblico per condividere le opere di arte contemporanea di sua proprietà con tutti.
Ufficio stampaLa Fondazione Antonio Dalle Nogare sulle alture di Bolzano
Al centro della collezione privata si trova la passione per l’arte concettuale e minimal di Antonio Dalle Nogare, con opere dei Maestri della seconda metà del XX secolo. Si svolgono anche mostre temporanee. Si accede solo nel weekend su prenotazione con una visita guidata. La posizione geografica, il particolare contesto naturale uniti alla scelta dei materiali e all’intervento di artisti internazionali, lo rendono un luogo unico. C’è anche una piccola terrazza da cui godere della vista su Bolzano e di Castel Roncolo, il castello di Bolzano.
@SiViaggia - Ilaria SantiUna delle sale della Fondazione Antonio Dalle Nogare
NOI Tech Park
È la Silicon Valley dell’Alto Adige, il parco tecnologico NOI Tech Park, un hub dove lavoro e ricerca si concentrano sull’innovazione tecnologica nei settori in cui la regione eccelle. Nato per supportare le aziende del territorio a fare innovazione, è stato aperto nel 2017 e nel 2024 è stato ampliato con il padiglione di ingegneria dell’università di Bolzano. L’edificio originale era una fabbrica di alluminio e ne è stato fatto un ingegnoso recupero industriale.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl NOI Tech Park di Bolzano
All’interno, ospita aziende, startup, spazi di coworking – anche gratuiti, da sfruttare sicuramente se si è di passaggio e si desidera fare smart working – e 70 laboratori dove vengono eseguiti diversi tipi di test, dall’ambito food, green, digital fino all’AI. Se gli spazi interni sono accessibili solo agli addetti ai lavori, tutti possono partecipare agli eventi che vengono organizzati d’estate e che coinvolgono tutta la città o nei weekend, quando ci sono i laboratori gratuiti per bambini. Raggiungerlo è facile: si trova a un quarto d’ora di bicicletta da piazza Walther, in direzione Sud, verso l’aeroporto di Bolzano, ma ci sono anche gli autobus e una fermata del treno (Bolzano Sud).
Terzo giorno
Se visitate Bolzano nel weekend, spesso il terzo giorno del vostro soggiorno cadrà di domenica. Tuttavia, non temete di trovare tutto chiuso, al contrario, ormai anche qui musei, negozi, bar e ristoranti sono sempre aperti. Compreso il Duomo che, proprio la domenica, è aperto fino alle 20.
Potete quindi trastullarvi tra le bancarelle del mercato di piazza Erbe sedendovi in uno dei tanti locali per un aperitivo a base di Hugo, un cocktail inventato in Alto Adige a base di Prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, seltz e foglie di menta, Schüttelbrot (il pane indurito tipico dei masi altoatesini) e speck; passeggiare tra le vie storiche come via dei Portici (Laubengasse) che collega la piazza delle Erbe (Obstplatz) alla piazza del Municipio (Rathausplatz) facendo qualche tappa curiosa al Archivio storico della Città di Bolzano, al Municipio Vecchio, al Museo Mercantile di Bolzano, all’antica Farmacia Madonna e alla Farmacia Aquila Nera, con i loro antichi albarelli in ceramica esposti che, nel Medioevo, contenevano le spezie provenienti da tutta Europa (perché allora Bolzano era un importante snodo commerciale tra Europa del Nord e del Sud) o la parallela, via Argentieri (Silbergasse), ricca di bellissimi palazzi signorili o ancora via Cassa di Risparmio, con i suoi sontuosi palazzi antichi in stile tardo gotico su un lato, con torrette d’angolo, cornici alle finestre ed elementi decorativi in pietra artificiale, e neobarocco, che ricordano l’architettura viennese, sull’altro o via Dr. Joseph Streiter (Streitergasse) attraversata da più archi che le conferiscono un carattere medievale, e via Bottai, una delle vie più tipiche del centro con le belle insegne in ferro battuto e le numerose locande come il Cavallino Bianco e Ca’ de Bezzi, luogo amato da diversi artisti.
Courtesy Thomas RöttingLa Streitergasse o via Streiter a Bolzano con i locali all’aperto
Diversi vicoli e passaggi collegano via Portici con le altre vie retrostanti e parallele Dr. Streiter e Argentieri. Attraverso uno di questi, il vicolo della Pesa, è possibile raggiungere piazza del Grano, dove in passato si teneva il mercato dei prodotti agricoli. Si tratta del più antico nucleo urbano di Bolzano, attorno al quale sorgevano il castello dei principi vescovi di Trento (demolito da Mainardo II di Tirolo nel 1277) e la chiesa di Sant’Andrea, demolita nel 1785. A Nord della piazza si trova uno degli edifici più pittoreschi della città: la casa della Pesa (1634), sede della pesa pubblica fino al 1780.
Come arrivare a Bolzano
Raggiungibile comodamente in auto, il migliore consiglio per recarsi a Bolzano, però, è con il treno. La stazione ferroviaria, che si trova a cinque minuti a piedi dal centro storico e da piazza Walther, è raggiunta dai treni diretti ad alta velocità da Roma e da Milano (un Frecciarossa al giorno che parte dalla Stazione Centrale alle 17.45 al quale, a partire dal 20 giugno 2026, se ne aggiungerà un altro con partenza alle 8.15), oltre ai treni regionali.
Muoversi in città a Bolzano è molto semplice, quasi tutto è raggiungibile a piedi o con le funivie: la Funivia del Renon porta a Soprabolzano in soli 12 minuti, partendo dai pressi della stazione, e la Funivia del Colle che porta appunto al Colle. Oltre a essere normali mezzi di trasporto per i bolzanini, le funivie sono un sistema molto comodo per salire sulle alture e percorrere qualche bel sentiero oltre a godere di una bellissima vista su Bolzano.
Per chi arriva da più lontano, c’è anche un piccolo aeroporto che d’inverno è collegato solo con le città del Nord Europa, mentre d’estate anche con alcune italiane, come Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme e Olbia.
Quando si avvicina la primavera, l’Europa si veste di colori, profumi e tradizioni antiche che trasformano città e borghi in autentici luoghi di festa. La Pasqua 2026 – con il suo lungo weekend dal 3 al 6 aprile – è l’occasione perfetta per immergersi in mercatini pasquali, festival tradizionali, processioni e atelier creativi dove la rinascita della natura si intreccia con cultura e artigianato locale.
Ecco a voi alcuni dei mercatini e degli eventi pasquali più belli d’Italia e d’Europa, con date, località, orari e consigli pratici per aiutarvi a pianificare un viaggio davvero speciale.
In Italia: mercatini di Pasqua da Nord a Sud
Mercatino di Pasqua a Brunico (Alto Adige)
Nel cuore delle Dolomiti, Brunico ospita uno dei mercatini pasquali più caratteristici del Nord Italia. Le strade del centro storico si riempiono di bancarelle in legno piene di prodotti artigianali, uova pasquali decorate a mano e specialità gastronomiche locali tipiche della tradizione altoatesina. Secondo il calendario ufficiale, il Mercatino di Pasqua di Bruneck si tiene tra il 26 e il 28 marzo 2026, con orari dalle 10:00 alle 18:00, per un’esperienza immersiva tra tradizione alpina e sapori regionali.
iStockVista di Brunico
Pasqua e caccia alle uova sul Lago di Como
Nel periodo pasquale il territorio del Lago di Como si anima con eventi tradizionali e iniziative per tutta la famiglia. Nel centro di Como torna la storica Fiera di Pasqua, con numerose bancarelle tra viale Varese e le antiche mura cittadine che propongono artigianato, dolci tipici e street food. Poco distante, nei suggestivi giardini botanici di Villa Carlotta, si svolge invece una delle attività più originali del periodo: la tradizionale caccia alle uova organizzata nel parco tra natura, giochi e attività creative dedicata soprattutto ai più piccoli, prevista per il 6 aprile 2026, giorno di Pasquetta.
Nel centro di Genova, in Piazza Caricamento, la tradizione pasquale si veste di sapori mediterranei e influenze europee. Dal 27 marzo al 6 aprile 2026, il mercatino propone prodotti artigianali, decorazioni pasquali, dolci regionali e oggetti regalo, con orari di apertura che coprono gran parte della giornata. L’evento vive di un’atmosfera conviviale che unisce tradizione cittadina e atmosfera primaverile tra vicoli e piazze.
Mercatini di Pasqua a Lugo (RA)
Nel centro di Lugo, Emilia‑Romagna, i mercatini pasquali DONA tornano anche nel 2026 per festeggiare la primavera. Posti sotto le Logge del Pavaglione, si tengono il 29 marzo e il 4 aprile con bancarelle di artigianato locale, decorazioni, prodotti gastronomici tipici e attività per famiglie, con un’atmosfera calda e autentica.
All’estero: le mete pasquali d’Europa
Vienna e i mercatini pasquali tradizionali (Austria)
L’Austria è una delle capitali europee della Pasqua e Vienna ne è il simbolo più famoso. Il Traditional Old Viennese Easter Market sulla Freyung trasforma il centro storico in un grande mercato colorato dal 20 marzo al 6 aprile 2026, con orari dalle 10:00 alle 20:00, tra artigianato artistico, dolci tipici e migliaia di uova decorative.
Vienna propone anche mercatini più ampi: quello davanti al Castello di Schönbrunn (dal 25 marzo al 19 aprile) e il mercato in Am Hof, con stand gastronomici e oggetti artistici. Qui la tradizione pasquale si fonde con la storia imperiale e la scena culturale contemporanea, per un’esperienza ancora più stimolante.
Mercatino di Pasqua a Villach (Austria)
Sempre in Austria, Villach offre un mercatino pasquale dal sapore più cittadino e familiare. Situato nel centro storico, il Mercatino di Pasqua di Villach si svolge nei giorni che precedono la festività, con prodotti artigianali, decorazioni pasquali, servizi gastronomici e animazioni per i più piccoli.
Easter Market di Innsbruck (Austria)
Nel cuore delle Alpi, Innsbruck propone il suo Mercatino di Pasqua con una combinazione di artigianato regionale, specialità alpine, concerti e spettacoli folkloristici. Dal 27 marzo al 6 aprile 2026, le strade della città si animano di bancarelle, laboratori creativi per bambini e degustazioni di prodotti tipici tirolesi tra montagne innevate e cielo primaverile. Il mercatino pasquale di Innsbruck è perfetto per chi ama unire tradizione urbana e natura alpina, con mercati che si integrano come piccole piazze effervescenti nel cuore delle vie cittadine.
Mercatini di Pasqua a Colmar (Francia)
Nel nord‑est della Francia, Colmar è una delle città più affascinanti dell’Alsazia, nota per i suoi canali, le case a graticcio e il suo mercatino di Pasqua primaverile. Secondo le informazioni turistiche locali, il Mercato di Pasqua di Colmar si tiene nelle vie del centro storico con bancarelle dedicate ad artigianato, cibi regionali alsaziani e dolci locali, creando un’atmosfera da fiaba medievale.
Easter Markets nella Repubblica Ceca (Praga)
Praga è una delle destinazioni europee più amate per i mercatini pasquali. I principali mercati di Old Town Square e Wenceslas Square si svolgono dal 21 marzo al 12 aprile 2026, aperti generalmente dalle 10:00 alle 22:00, con artigianato tradizionale, uova decorate, prodotti alimentari e spettacoli folkloristici. Anche il mercato più piccolo di Peace Square (Náměstí Míru) si tiene fino al 6 aprile con stand di creativi locali, musica e workshop.
I 20 cavalieri di Lukavec (Repubblica Ceca)
In alcune zone dell’Europa centrale la Pasqua si celebra anche a cavallo con una tradizione affascinante chiamata Osterreiten. Nel villaggio di Lukavec, nella regione della Slesia-Moravia, ogni Domenica di Pasqua circa venti cavalieri sfilano in processione attraversando il paese casa dopo casa per annunciare la resurrezione di Cristo e celebrare l’arrivo della primavera. Vestiti con eleganti completi neri e preceduti da una piccola banda musicale, montano cavalli adornati con finimenti festivi e criniere intrecciate. Il cavaliere in testa al corteo porta una croce, da cui deriva anche il nome Kreuzreiten, che viene offerta simbolicamente alla venerazione degli abitanti lungo il percorso, in un rito che da oltre quattro secoli unisce fede, agricoltura e rinnovamento della natura.
Getty ImagesI cavalieri pasquali di Lukavec
Mercatini di Pasqua in Germania (Rothenburg ob der Tauber, Baviera)
La città medievale di Rothenburg ob der Tauber, in Baviera, propone un mercatino pasquale immerso in un paesaggio che sembra uscito da una cartolina (è già regina durante il periodo natalizio per i suoi mercatini). Le bancarelle nella piazza principale propongono decorazioni tradizionali, artigianato locale e dolci tipici bavaresi, con un’atmosfera autentica e romantica, perfetta per un weekend di Pasqua lontano dalle grandi metropoli.
Getty ImagesVista dall’alto del centro storico di Rothenburg ob der Tauber
Easter Market di Cracovia (Polonia)
A Cracovia, il mercatino pasquale nella Main Market Square fa da cornice alla celebrazione della primavera con pisanki (uova decorate con motivi intricati), dolci regionali come la babka, e spettacoli di artigiani che lavorano dal vivo. Visitare questo mercatino polacco è un ottimo modo per combinare il turismo urbano con le tradizioni folcloristiche polacche.
Getty ImagesVista della Main Market Square
Easter Fair di Budapest (Ungheria)
Infine, l’Easter Fair sulla Vörösmarty Square di Budapest propone artigianato folkloristico, musica dal vivo e performance culturali con vista sul Danubio. Aperto generalmente da fine marzo a metà aprile, è ideale per chi vuole vivere una Pasqua dinamica tra storia urbana e tradizioni ungheresi.
È quel momento dell’anno in cui, osservando il grigio oltre i vetri, si finisce inevitabilmente per scorrere la galleria dello smartphone alla ricerca di un raggio di sole catturato l’estate scorsa. Ma la nostalgia può lasciare spazio alla pianificazione: si è appena riaccesa la macchina dei viaggi con il lancio della Big Orange Sale di easyJet che propone sconti fino al 20% su migliaia di posti.
C’è tempo fino alla mezzanotte del 3 febbraio per prenotare, viaggiando dal 19 gennaio al 13 dicembre 2026, coprendo di fatto ogni festività, dai ponti primaverili fino alle soglie del prossimo Natale.
Le opzioni? Tantissime. Ci sono collegamenti per Luxor, Il Cairo o l’isola di Sal ma non mancano neppure Marrakech e Rabat o le Canarie. Orientarsi tra migliaia di tariffe non è sempre immediato, per questo noi di SiViaggia abbiamo isolato tre mete dove il rapporto qualità-prezzo appare oggi imbattibile.
Siete alla ricerca di idee per trascorrere il weekend del 27 e 28 dicembre tra atmosfere natalizie, eventi originali immersi nei piccoli borghi italiani o nei quartieri meno noti delle città? Ecco alcune proposte per l’ultimo fine settimana del 2025 all’insegna del relax e alla scoperta delle più sentite tradizioni, da Nord a Sud.
Una Stella nel Borgo a Caltanissetta
Nel fine settimana del 28 e 29 dicembre, all’interno del programma “Caltanissetta Città del Natale”, uno dei quartieri più simbolici della città si trasforma in un autentico Borgo del Natale. Qui va in scena “Una Stella nel Borgo – Il Dono del Natale”, un evento che dà vita a una Natività partecipata, capace di raccontare inclusione, dialogo e rigenerazione urbana. Un luogo spesso associato a fragilità diventa così spazio di incontro, dove culture, etnie e religioni diverse si riconoscono sotto una stessa stella, in un messaggio dal valore universale.
A rendere l’esperienza ancora più speciale è la possibilità di esplorare il quartiere in modo lento e sostenibile, grazie alle biciclette elettriche messe a disposizione per i visitatori. Tra le curiosità del Natale cittadino spicca anche un albero davvero insolito, nato dall’unione dei trattori degli agricoltori locali: un’installazione simbolica che intreccia territorio, lavoro e spirito natalizio, raccontando un volto autentico e partecipato della festa.
Ufficio StampaL’albero di Natale formato dai trattori, Caltanissetta
“Ci vediamo a Castello” nella Valle del Calore (SA)
Sabato 27 e domenica 28 dicembre, il borgo di Castel San Lorenzo, in provincia di Salerno, ospita l’evento “Ci vediamo a Castello, riunione dei castellesi in Italia e nel mondo”, all’interno della rassegna “Terre ritrovate – i viaggi delle radici nella Valle del Calore”. Un fine settimana dedicato a incontri, memoria e convivialità, con un programma che intreccia tradizioni locali, artigianato e sapori del territorio. Sabato si parte alle 11:30 con la presentazione del progetto, seguita da laboratori di ricamo e antiche cente votive, degustazioni di prodotti tipici e racconti della tradizione. Nel pomeriggio spazio alle attività del Forum dei Giovani, mentre dalle 18.30 il centro storico si anima tra preparativi, visite alle botteghe artigiane e, dalle 21:30, musica dal vivo, luminarie e assaggi.
La giornata di domenica 28 dicembre inizia alle 10:00 con una passeggiata teatralizzata tra le vie e i luoghi simbolo del borgo, dal castello alle chiese storiche, fino ai belvedere panoramici. Dopo il pranzo conviviale delle 13:00, alle 20:00 prende il via la festa “Olio, vino e fantasia”, con stand, degustazioni e musica, in programma fino al 30 dicembre. Un’occasione speciale per riscoprire il borgo attraverso le sue storie, i suoi sapori e la sua comunità.
Sapori e musica a Bellegra (RM)
Tornano gli appuntamenti imperdibili anche a Bellegra (in provincia di Roma), con il programma “Sapori di Natale” (che durerà fino al 6 gennaio) che trasforma il paese in un piccolo borgo di montagna invernale, tra mercatini, luci scintillanti e pista di pattinaggio su ghiaccio aperta tutti i giorni (dalle 10:00). Il 28 dicembre si può assistere al Concerto del coro armonicamente diretto da Margherita Ciani (presso la Sala Padre Marco Morasca).
A Greccio, culla del primo Presepe della storia nella Valle Santa di Rieti, il Natale è un mix perfetto tra atmosfere suggestive, luci e tradizione viva. Fino al 6 gennaio 2026 il borgo conquista con il suo Mercatino di Natale, con casette in legno che offrono artigianato locale, idee regalo e prodotti tipici. Gli stand gastronomici, sempre nel capoluogo, completano la visita con piatti caldi, dolci delle feste e sapori autentici dell’entroterra reatino.
Anche nel weekend dal 26 al 28 dicembre 2025 (e successivamente l’1, 3, 4 e 6 gennaio 2026) appuntamento con il Presepe Vivente (dalle 17:40): una speciale rievocazione che si svolge nell’area ai piedi del Santuario, a circa 2 km dal borgo, con tribune da 1.300 posti e possibilità di prenotazione online tramite il sito ufficiale.
A completare l’esperienza natalizia ci sono il Museo dei Presepi, con opere provenienti da tutta Italia, e il Sentiero degli Artisti, un percorso a cielo aperto tra affreschi, installazioni e scorci antichi del borgo.
Una Betlemme speciale a Marcellano (PG)
Tra le dolci colline umbre, dal 26 al 28 dicembre (e poi il 1-4-6 gennaio 2026), un piccolo borgo torna indietro nel tempo e diventa il palcoscenico di uno dei Presepi Viventi più suggestivi d’Italia. Al calare del sole, dalle 17:45, vicoli illuminati da fiaccole, antichi mestieri, mercanti e oltre 100 figuranti accompagnano i visitatori in un viaggio emozionante nella Palestina di 2mila anni fa.
Botteghe, forni, taverne e scene di vita quotidiana fanno da cornice al momento più atteso: l’arrivo di Maria e Giuseppe e la nascita di Gesù, in un’atmosfera sospesa tra silenzio, fede e magia. Un’esperienza intensa e autentica, perfetta da vivere durante le feste, dove il Natale non si osserva soltanto… si vive, passo dopo passo.
Monterchi, il paese di Piero della Francesca tra le colline della Valtiberina, dal 26 al 28 dicembre (e poi l’1-4/6 gennaio 2026) si trasforma in un viaggio della Palestina antica. Dalle 17:15, un percorso di circa 1 km prende vita tra torce, bracieri e fuochi, con quadri viventi fatti di artigiani, pastori, soldati e scene di vita quotidiana.
Non è una semplice rievocazione, ma un’esperienza immersiva: voci sussurrate, rumori antichi, profumi di botteghe e il silenzio che accompagna il cammino fino alla Natività, cuore emotivo del percorso. Un appuntamento intenso e autentico, dove arte, spiritualità e tradizione si fondono in uno dei Presepi Viventi più suggestivi della Toscana, perfetto da vivere nel cuore delle feste.
Notte Bianca degli Ipogei a Taranto
Sabato 27 dicembre, dalle 19:00 a mezzanotte, la città vecchia di Taranto apre eccezionalmente le porte del suo mondo sotterraneo con la Notte Bianca degli Ipogei. Sette ambienti ipogei, visitabili in contemporanea, diventano tappe di un percorso suggestivo tra vicoli e piazzette, accompagnando i visitatori in un viaggio notturno nel cuore più nascosto della città.
Con un unico biglietto, è possibile muoversi in autonomia, mappa alla mano, alla scoperta di spazi scavati nella roccia che raccontano epoche greche, romane e medievali. Niente visite guidate tradizionali, ma un’esperienza libera e immersiva, illuminata dall’atmosfera della notte. Tra gli ipogei visitabili figurano quelli di antichi palazzi storici, le scuderie di Palazzo Pantaleo, Palazzo Spartera e la casa natale di Sant’Egidio. Biglietti e informazioni sono disponibili presso l’Info Point di Taranto o al numero 388 7848371.
Ufficio StampaIpogeo di Palazzo Spartera a Taranto
Festival dei Borghi Mediterranei a Monasterace (RC)
Sabato 27 dicembre, a Monasterace (in provincia di Reggio Calabria) prende vita la nuova edizione del Festival dei Borghi Mediterranei, un evento gratuito del progetto M.O.R.E. (Monasterace Open Resource Experience) legato al PNRR realizzato da WMF – We Make Future insieme a Magics AI.
L’evento offre due grandi concerti live che vedono alternarsi sul palco stili e ritmi eterogenei: dall’energia viscerale di Mimmo Cavallaro, massimo interprete della tradizione folk calabrese, alle architetture sonore di Dardust. ll pianista e produttore, tra i più premiati al mondo, porterà a Monasterace l’Urban Impressionism Tour, un viaggio multisensoriale tra pianoforte ed elettronica che ha già conquistato le principali capitali europee.
Laboratori per bambini e zabaione a Cocconato (AT)
Continua anche il programma “Oro Incenso Mirra – Presepi nel Monferrato“, manifestazione presepistica diffusa che coinvolge 8 comuni del territorio tra Aramengo, Castagnole delle Lanze, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Cocconato, Frinco, Monale e San Damiano.
Venerdì 27 dicembre, è Cocconato (in provincia di Asti) il borgo protagonista per il divertimento per bambini: dalle 15:30 iniziano i laboratori natalizi per bambini alla Biblioteca “E. Rocca” e non mancano le degustazioni dello zabaione “Zabà” di Alberto Marchetti. Da non perdere la visita alla Mostra dei Presepi d’Artista in paese.
C’è qualcosa di surreale nel vagare tra le rovine di un luogo antico, un luogo dove grandi culture un tempo fiorirono per poi svanire. In Sardegna ne esistono diversi, come l’area archeologica di Nora, uno dei maggiori centri dell’isola in età fenicia, punica e romana. Il sito, abbandonato in età tardo antica, venne riportato in gran parte in luce negli anni Cinquanta da Gennaro Pesce ed è considerato uno dei luoghi storici più belli da visitare durante un viaggio nel Sud Sardegna, anche durante le feste di Natale perché aperto al pubblico.
La storia dell’antica città di Nora
L’antica città di Nora rappresenta uno dei più importanti centri archeologici della Sardegna grazie alla sua posizione strategica all’interno delle rotte commerciali del Mediterraneo antico ed è stato incoronato come “miglior esperienza turistica” ai Travel Experience Award 2025. Frequentata sin dall’età fenicia, tra il VII e il VI secolo a.C., conobbe un significativo sviluppo durante la fase punica (V-II secolo a.C.), quando il dominio cartaginese favorì una forte crescita economica basata sugli scambi con l’Africa. Proprio a questo periodo risale la celebre stele di Nora, con un’iscrizione in caratteri fenici che contiene la più antica attestazione del nome ‘Sardegna’.
Con la conquista romana dell’isola nel 238 a.C., Nora entrò nell’orbita politica di Roma, mantenendo tuttavia importanti elementi di continuità culturale. La città visse una prima fase di fioritura nella seconda metà del I secolo a.C., quando ottenne il titolo di municipium, dotandosi di infrastrutture tipiche della città romana, come il foro, il teatro e le terme. Il momento di massimo splendore si colloca tra la fine del II e il III secolo d.C., periodo in cui l’impianto urbanistico assunse la sua forma definitiva.
A partire dal V secolo d.C. iniziò un lento declino, probabilmente legato all’invasione vandalica e al conseguente spopolamento verso l’entroterra. Le ultime frequentazioni del sito risalgono all’VIII secolo d.C., prima del definitivo abbandono in età medievale.
iStockMosaico romano appartenente all’area archeologica di Nora
Cosa vedere nel sito archeologico
Oggi, della fiorente città di Nora è possibile ammirare le rovine nel parco archeologico di Pula, a pochi minuti dal centro turistico. Le testimonianze della civiltà fenicio-punica sono state in gran parte coperte dalla successiva dominazione romana, ma restano reperti significativi che raccontano le origini della città.
La presenza fenicia è testimoniata dalla celebre Stele di Nora, dai resti individuati sotto il Foro Romano, nel Tempio di Esculapio e nella necropoli a incinerazione. La stele, databile all’VIII secolo a.C., reca un’iscrizione in alfabeto fenicio e contiene la più antica attestazione del nome della Sardegna; oggi è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
I monumenti meglio conservati risalgono all’epoca romana e offrono un affascinante itinerario tra storia e archeologia: le terme, il Teatro Romano (unico esempio noto in Sardegna), la Casa dell’Atrio Tetrastilo, il Foro, il Tempio Romano e le strade con i resti delle botteghe artigiane.
Da qualche parte in Inghilterra esiste un posto dove il Natale smette di essere una data sul calendario e diventa qualcosa che si respira. Un posto dove Jane Austen incontra Hollywood, le lucine si mescolano con secoli di storia e la realtà si prende una pausa.
La casa di Orgoglio e Pregiudizio non è un’invenzione. Si chiama Chatsworth House, è nel Derbyshire, ed è quella che nel film del 2005 ha prestato il volto a Pemberley. A Natale, si trasforma in qualcosa che definire “decorata” sarebbe riduttivo.
Visitare Chatsworth house a Natale
Da novembre fino a gennaio, Chatsworth apre le porte a un allestimento che richiede un anno intero di lavoro. Bozzetti, prove, collaborazioni con artisti, artigiani, designer. Niente è casuale. Il risultato è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e fa venire voglia di credere di nuovo alla magia, anche se hai trent’anni e paghi le bollette.
Camminando tra le sale sembra di essere finiti dentro un romanzo. Alberi di Natale altissimi, installazioni luminose ovunque, vischio che pende dai soffitti come una pioggia verde, funghi di rame che brillano, archi di foglie di quercia. Le stanze storiche si animano con proiezioni, suoni, ombre che si muovono.
Getty ImagesChatsworth House addobbata a Natale
E poi c’è quel dettaglio che fa saltare il cuore: riconoscere le location del film Orgoglio e Pregiudizio vestiti a festa. La stanza dove Elizabeth passeggiava incuriosita adesso è avvolta da luci calde. E tra una sala e l’altra, Mr. Darcy compare davvero. In versione statua, immobile, elegante, pronto per finire nelle storie di tutti.
Un viaggio poetico nella bellezza silenziosa dell’inverno e sulle tracce di Jane Austen. Oltre venti spazi trasformati raccontano un mondo dove realtà e fantasia si confondono: fate che si risvegliano grazie a proiezioni animate, creature del bosco che spuntano dagli angoli, porticine minuscole che sembrano aprirsi su regni nascosti.
L’allestimento nasce dalla collaborazione con artisti britannici e studi creativi di alto livello. Installazioni fatte a mano, animazioni digitali, musiche composte apposta. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, quasi da sogno. È uno di quei posti dove rallenti senza rendertene conto.
La magia continua fuori, nel giardino incluso nel biglietto. Un percorso di luci da attraversare al tramonto, tra fontane, labirinti, laghetti. Il finale è una proiezione monumentale sulla facciata della casa. Cinematografico, nel senso letterale. Se si viaggia con i bambini c’è la fattoria addobbata, gli animali, laboratori creativi, un’area giochi nel bosco.
Getty ImagesChatsworth house vestita a festa per Natale
Dove si trova Chatsworth House e come raggiungerla
Chatsworth House si trova nel Derbyshire, dentro il Peak District National Park, una delle zone naturali più belle del Regno Unito. Da Londra sono circa due ore e mezza in auto, da Manchester poco più di un’ora. In treno, la stazione più comoda è Chesterfield, poi si prosegue in taxi o bus. Il parcheggio è incluso nel biglietto (uno per acquisto).
Dettaglio fondamentale: l’evento è accessibile solo su prenotazione. I biglietti si comprano online e le disponibilità spariscono in fretta, soprattutto nei weekend attorno alle feste di Natale.
Ci sono meraviglie che la natura ha generosamente regalato al mondo e altre che nascono dall’ingegno e dalle mani dell’uomo. Quando due di queste si uniscono, prendono vita creazioni che meritano di essere ammirate, almeno una volta nella vita.
Proprio come accade ogni dicembre, da 20 anni, sulla splendida spiaggia di Las Canteras a Las Palmas, nell’isola di Gran Canaria, dove prende vita il presepe di sabbia più famoso d’Europa: il Belén de Arena. Non è soltanto un insieme di creazioni spettacolari, ma anche il racconto di un popolo e delle sue tradizioni, l’elogio all’arte del saper modellare un elemento naturale difficile come la sabbia per creare un mondo natalizio effimero in cui immergersi e meravigliarsi, ma diverso dal solito: si cammina baciati dal sole e con vista sull’oceano, in un luogo dove l’inverno è davvero un’eterna primavera.
La storia del Belén de Arena
Realizzato per la prima volta nel 2006, il Presepe di Sabbia di Gran Canaria nasce dall’incontro tra arte e solidarietà, trasformando ogni edizione in un progetto che va oltre la semplice esposizione. Ogni anno, infatti, le donazioni volontarie raccolte contribuiscono a sostenere diversi progetti di solidarietà sull’isola, rafforzando il legame tra cultura e comunità locale.
Nel corso degli anni la sua popolarità si è estesa al di fuori delle Isole Canarie e dei confini spagnoli, fino a farsi riconoscere come uno dei più importanti presepi di sabbia d’Europa.
Francesca PasiniI Re Magi nel Presepe di Sabbia di Las Palmas
Basti pensare che nel 2024 è stato riconosciuto come Bene Culturale della Pace con l’appoggio dell’UNESCO ed è stato insignito del Premio Roque Nublo d’Argento dal Consiglio Insulare di Gran Canaria. Nel 2017, inoltre, è apparso per la prima volta nella rivista del National Geographic, che l’ha descritto come “un presepe gigantesco scolpito nella sabbia”, mentre nel 2020 The Times lo ha nominato come “uno dei 7 eventi di Natale più spettacolari del mondo”.
Nel dicembre 2025 il Belén de Arena giunge alla sua ventesima edizione, festeggiando i milioni di persone che in questi 20 anni hanno avuto il piacere e la fortuna di visitarlo.
Francesca PasiniNascita di Gesù Bambino nel Belén de Arena
Le sculture di sabbia
Sospeso tra l’Oceano Atlantico e la città più popolosa delle Isole Canarie, il Belén de Arena si trasforma ogni anno in una mostra all’aria aperta, dove straordinarie sculture di sabbia prendono forma grazie a talentuosi artisti provenienti da tutto il mondo.
Aperto dal 15 dicembre 2025 e fino all’8 gennaio 2026, accoglie gratuitamente migliaia di visitatori ogni giorno. La temperatura media di 23°C e il sole che scalda la spiaggia cittadina di Las Canteras rendono l’esperienza ancora più suggestiva e piacevole, lontana dall’idea tradizionale del Natale invernale. Questo presepe è attualmente il terzo museo (seppur effimero) più visitato in Spagna durante il mese di dicembre, dietro solo al Museo del Prado e al Museo Reina Sofía.
Francesca PasiniCarovana di Beduini nel Presepe di Sabbia di Gran Canaria
Un evento che attrae abitanti e turisti, curiosi di ammirare con i propri occhi il talento incredibile degli artisti che con un elemento così complesso da “fermare” nello spazio riescono a dar vita ad autentiche opere d’arte enormi e ispirate alle tradizioni natalizie.
Il percorso è un viaggio nella storia del presepe: le sculture rappresentano i momenti salienti, dall’Annunciazione a Maria alla nascita di Gesù, fino all’arrivo dei Re Magi. Si cammina così accanto alla scultura che rappresenta una carovana di beduini guidati dalla Stella Cometa (ispirata a una grande pittura murale allegorica creata dall’artista canario Néstor Martín Fernández de la Torre nel 1935): rappresentano tutti coloro che si mettono in cammino guidati da una fede che non conosce confini. Si ammira anche la scultura della nascita di Gesù Bambino, con la Vergine Maria e San Giuseppe, ma anche omaggi alle Canarie e ai suoi borghi (pueblos), dove si respira tranquillità e spirito di vicinanza.
Francesca Pasini“Pueblos” canari rappresentati nel Presepe di Sabbia
Un’esperienza consigliata durante un viaggio a Gran Canaria nel periodo natalizio, ma vi sveliamo un segreto: anche chi non è a 4 ore dall’Italia può ammirarne questa meraviglia scolpita nella sabbia, basta accedere al sito ufficiale Belendearena.es dove è possibile fare un tour virtuale della XX edizione del Presepe di Sabbia più bello d’Europa.
Dove si trova e come arrivare
Il Belén de Arena si trova nel tratto più a nord della spiaggia Las Canteras di Las Palmas (La Puntilla), una lunga lingua di sabbia dorata che guarda verso l’Occidente.
Dall’aeroporto di Las Palmas, si percorre la comoda strada GC-1 che collega in circa 35 minuti il sud dell’isola con la Capitale delle Canarie. I parcheggi più vicini sono: Las Canteras, Padre Cueto e La Puntilla, ma ce ne sono molti altri a pagamento nelle vicinanze.
Se non ci si muove in auto, gli autobus servono molto bene tutta l’isola: sia gli interurbani, i Guaguas Global (blu), sia quelli urbani (gialli), fanno molte fermate nelle vicinanze.
Il 26 dicembre in Italia ha quel sapore sospeso tra l’eco delle risate familiari e la voglia di uscire di casa per vivere ancora un po’ di festa. Non è un semplice “dopo Natale”: è il giorno di Santo Stefano, festa che invita a esplorare, passeggiare, scoprire e lasciarsi sorprendere.
In ogni angolo del Paese si accende qualcosa: musei che riaprono le porte, borghi che ancora brillano, mercatini che invitano a fare l’ultimo giro tra le casette di legno e presepi che raccontano storie antiche – quasi ogni città in Italia quest’anno ha il suo Christmas Village. Qui sotto, un itinerario di idee per riempire di meraviglia questo giorno di festa, dal Nord al Sud (anche se tra le attività restano valide il rilassarsi sul divano finendo i dolci del giorno prima, oppure – al contrario – andare in montagna per fare trekking!).
Borghi da visitare a Santo Stefano
Il giorno di Santo Stefano è perfetto anche per lasciare la città e scoprire i borghi che ancora profumano di festa. Tra i borghi più magici a dicembre, c’è quello di Grazzano Visconti in Emilia-Romagna, ancora giovane nella tradizione ma profondamente suggestivo, un’ottima idea per un’escursione fuori porta.
In Piemonte, Toscana o Umbria i borghi da visitare non mancano, così come in Lombardia dove spicca quello di Zavattarello: in tutta le penisola offrono un Natale che si allunga tra vicoli e tradizione.
Nei dintorni di Roma, invece, borghi come Collalto Sabino e Borgo Terraluna sono ricchi di attrazioni dedicate al mondo magico degli elfi e di Babbo Natale, con degustazioni, mercatini e atmosfere tipiche nelle piazze storiche.
Scendendo nel Sud, il borgo di Erice in Sicilia resta un gioiello per un giorno di festa. Il programma di EricèNatale (che ha allestito anche un presepe vivente nel borgo) prevede il 26 dicembre alle 18:00 al Teatro Gebel Hamed il concerto “Christmas in Jazz”, con un quartetto che interpreta standard jazz e atmosfere natalizie.
Molte città d’arte italiane e i loro musei non si fermano nemmeno il 26 dicembre: è una giornata perfetta per immergersi nella storia, nell’arte e nella bellezza. A Firenze, ad esempio, i grandi musei statali come gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia restano aperti con orario regolare il giorno di Santo Stefano, così come Palazzo Pitti, il Bargello e le Cappelle Medicee; anche i civici musei fiorentini, dal Museo Novecento a Palazzo Vecchio, accolgono i visitatori con mostre e collezioni permanenti.
iStockIl cortile degli Uffizi di Firenze
Anche altrove non mancano aperture speciali: le Gallerie d’Italia, sia a Milano che nella sede di Napoli, seguono i normali orari di apertura il 26 dicembre, offrendo spunti d’arte e, spesso, attività per famiglie. A Roma, i musei civici e archeologici che non possono mancare in un itinerario culturale riaprono anch’essi con orari consueti dopo il 25 dicembre.
Mercatini di Natale e presepi
I mercatini natalizi non vanno in pausa con Santo Stefano. In molte città italiane le casette di legno restano aperte e offrono artigianato, dolci tipici, idee regalo e spesso una pista di pattinaggio per grandi e piccini.
A Milano il Mercatino di Piazza Duomo vive anche il 26 dicembre, insieme alle attrazioni come piste di ghiaccio e spettacoli. Anche Roma, con il suo storico mercato di Natale in Piazza Navona, invita a un giro tra luci, dolci e presepi artigianali. Ancora aperti – e magici! – anche quelli nordici di Merano o Bolzano.
I presepi, poi, sono un valore aggiunto di questo periodo: oltre alle versioni classiche nelle chiese, molte località propongono presepi artistici o viventi. In Toscana, per esempio, in borghi come Casole d’Elsa o lungo la cosiddetta Valle dei Presepi, si possono incontrare installazioni e rappresentazioni animate che proseguono anche dopo Natale.
Nelle grandi città arrivano offerte per il pubblico di tutte le età. A Roma il 26 dicembre pomeriggio è confermato lo spettacolo di Carolina Benvenga “Un Magico Natale con Carolina” all’Auditorium Conciliazione, perfetto per famiglie e bambini, mentre al Teatro Orione – sempre nella capitale – prende il via “Forza Venite Gente”, un musical natalizio con orchestra dal sapore tradizionale e moderno.
A Milano Santo Stefano è un vortice di teatro e musica dal vivo: “Dream Gospel Choir from Harlem” al Teatro degli Arcimboldi regala un concerto corale di grande impatto, mentre al Teatro Nazionale va in scena il musical “Flashdance” della Compagnia della Rancia. Per chi ama la commedia, Angela Finocchiaro porta “Il calamaro gigante” al Teatro Lirico Giorgio Gaber e al Teatro Martinitt va in scena “Gli allegri chirurghi” di Ray Cooney: risate e ironia per grandi e piccini.
A Torino, già in cartellone dal 26 dicembre, spettacoli come “La Locandiera” al Teatro Gioiello offrono classico teatro d’autore in atmosfera natalizia. Sul palco del Teatro Erba prosegue lo show “Forbici Follia”, un varietà tra musica, comicità e numeri dal vivo.
Nella città di Avezzano (Abruzzo) il 26 dicembre ritorna la Storica Fiera di Santo Stefano, con circa 160 espositori, musica dal vivo e intrattenimento per famiglie per tutto il giorno.
A Palermo, invece, il giorno di Santo Stefano offre proposte come Ponte e Minutella in “Sorrisi e Canzoni” al Teatro Al Massimo, uno spettacolo ironico sulla canzone italiana, oltre alle rappresentazioni del Teatro dei Pupi della Famiglia Argento (teatro tradizionale di marionette siciliane) che continua con repliche nelle festività.
Sempre il 26 dicembre si contano molte proposte di musica classica in tutta Italia: dall’opera e arie italiane eseguite nei luoghi storici di Roma a piccoli concerti barocchi e tributi musicali (inclusi eventi Candlelight tematici), perfetti per chi vuole abbinare la magia della musica al clima invernale delle città d’arte.
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di effetti speciali per incantare. Grazzano Visconti è uno di questi, ma quando arriva dicembre decide comunque di esagerare. Luci soffuse che accarezzano i merli delle torri, profumo di cannella nell’aria, botteghe che brillano dietro vetrine addobbate con cura quasi artigianale: qui il Natale non si “organizza”, si mette in scena come un racconto illustrato.
Tra i borghi più suggestivi dell’Emilia-Romagna, Grazzano a Natale diventa una vera cartolina tridimensionale. Dal cuore del borgo fino alle sue viuzze laterali, ogni angolo è pensato per far rallentare il passo, invitare allo stupore e riportare, con un certo garbo, a quell’idea di festa che sa di infanzia, di tradizione e di cose fatte bene. L’edizione natalizia 2025 accompagna i visitatori fino al 6 gennaio 2026, con un programma ricco e una scenografia che sembra disegnata apposta per chi ha bisogno di ritrovare un po’ di meraviglia.
Cosa vedere a Grazzano Visconti a Natale
Grazzano Visconti sorge a pochi chilometri da Piacenza, immerso nella campagna emiliana ed è il risultato di un sogno novecentesco: quello del duca Giuseppe Visconti di Modrone, che volle ricreare un borgo medievale ideale, elegante e coerente, dove architettura, storia e vita quotidiana potessero convivere.
Passeggiando tra facciate affrescate, stemmi nobiliari, torrette e vicoli acciottolati, ci si ritrova in un luogo che non ha bisogno di spiegazioni. Il cuore pulsante resta il Castello di Grazzano Visconti, risalente al Trecento e circondato da un grande parco monumentale, oggi visitabile. Tra statue, fontane e alberi secolari, anche l’inverno trova qui una sua poesia. A completare l’offerta ci sono il Museo delle Cere, le esposizioni temporanee e le rievocazioni storiche, che rendono il borgo vivo tutto l’anno.
Eventi e attrazioni del Natale 2025
Il Natale a Grazzano Visconti è un’esperienza pensata per essere vissuta con calma, ma senza annoiarsi mai. Ogni giorno, dalle 10:00 alle 19:00, il borgo ospita un percorso ricco di attrazioni per famiglie, coppie e viaggiatori in cerca di atmosfere autentiche. I mercatini natalizi propongono artigianato e street food, mentre installazioni luminose e scenografie avvolgono l’intero centro storico. Tra le attrazioni più amate ci sono la Casa di Babbo Natale, l’Ufficio Postale per le letterine, il Villaggio degli Elfi con cinema e circo, il Teatro di Natale con spettacoli di magia, oltre alla grande slitta-giostra, la pista di ghiaccio, il maxi scivolo Taboga e le aree gioco per i più piccoli.
Durante la giornata non mancano cori gospel, sfilate, animazioni e performanceitineranti, che trasformano ogni visita in qualcosa di diverso dalla precedente. Per accedere alle principali attrazioni è disponibile il Christmas Ticket, mentre alcune attività prevedono biglietti separati. L’ingresso al borgo resta gratuito, permettendo anche una semplice passeggiata “a luci accese”, perfetta per chi vuole godersi l’atmosfera senza fretta.
Dove si trova e come raggiungere Grazzano Visconti
Come già accennato, il borgo di Grazzano Visconti si trova in Emilia-Romagna, nella provincia di Piacenza, immerso nella campagna tra la Val Trebbia e la Val Nure.
Raggiungerlo in auto è semplicissimo: da Milano o Bologna si percorre l’autostrada A1 e si esce a Piacenza Sud. Da lì bastano circa venti minuti di strada panoramica tra campi e colline per arrivare al borgo. Nei giorni festivi vengono attivate aree di parcheggio dedicate nei pressi dell’ingresso, con percorsi pedonali segnalati che conducono direttamente al centro storico.
Chi viaggia in treno invece può scendere alla stazione di Piacenza e proseguire in autobus verso Rivergaro o Bettola, con fermata dedicata a Grazzano Visconti: una soluzione comoda per chi preferisce muoversi senza auto e vuole trasformare la gita di Santo Stefano in una piccola parentesi lenta, fatta di passeggiate, botteghe e luci natalizie.
La chicca? Una volta arrivati, il borgo si visita esclusivamente a piedi: un dettaglio che fa la differenza, perché qui il Natale si ascolta, si guarda e si cammina piano, come si faceva una volta.