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Il treno a vapore che attraversa la selvaggia Valle del Vaser: Mocănița di Vișeu de Sus

7 octobre 2026 à 18:00

Il fischio della locomotiva arriva prima del movimento. Subito dopo il convoglio prende velocità lentamente, lasciandosi alle spalle la stazione CFF di Vișeu de Sus tra sbuffi di vapore, rumore metallico delle ruote e quell’odore ferroso tipico delle vecchie ferrovie. Pochi minuti più tardi il paesaggio urbano si dirada e ai lati dei binari iniziano ad apparire pendii ricoperti di alberi, corsi d’acqua, pareti rocciose e piccole strutture legate alla lunga storia forestale del Maramureș.

La Mocănița della Valle del Vaser è certamente un treno turistico d’epoca, ma anche una ferrovia forestale ancora legata al trasporto del legname. L’esperienza conserva perciò una ruvidità autentica, fatta di materiale rotabile storico, binari stretti, fermate essenziali e ritmi dettati anche dalle esigenze operative della linea.

Il percorso turistico segue per 21,6 km la Valle del Vaser, all’interno del Parco Naturale dei Monti Maramureșului, in Romania. Il fiume Vaser accompagna gran parte del viaggio con acque veloci, anse e piccoli affluenti, mentre i rilievi si stringono progressivamente attorno ai binari. In molti lo chaimanao anche Trenul Amintirilor, il “Treno dei Ricordi“, espressione particolarmente adatta a un mezzo che continua a portare con sé locomotive, officine, stazioni e abitudini nate attorno all’economia del legno.

Breve storia della Mocănița di Vișeu de Sus

La ferrovia forestale di Vișeu de Sus prese forma più o meno nel 1930, periodo nel quale il legname dei Monti Maramureșului rappresentava una risorsa economica fondamentale. Portare i tronchi fuori dalle vallate montane richiedeva infrastrutture adatte a territori stretti, ricchi di corsi d’acqua e difficili da raggiungere tramite normali strade.

La stazione CFF nacque all’interno dell’area della segheria Valea Râului, entrata in funzione nel 1930. Gli edifici ferroviari ospitavano gli uffici del personale impegnato nella gestione della rete forestale e nel controllo del trasporto del legname. Nel 1931 entrò inoltre in servizio un primo tratto destinato a collegare la segheria alla stazione CFR di Vișeu de Sus.

Da quel nucleo si sviluppò un sistema ferroviario profondamente intrecciato alla vita produttiva della valle. Le locomotive trasportavano carri carichi di tronchi dalle zone montane verso Vișeu de Sus, seguendo un corridoio naturale segnato dal corso del Vaser, tanto che ancora oggi binari, punti di servizio, materiale rotabile e vecchie fermate raccontano una ferrovia costruita anzitutto per il lavoro.

Anche il parco locomotive conserva pezzi di epoche e provenienze differenti, come locomotive prodotte a Reșița negli anni 1950, tra cui Bavaria del 1954, Ioana del 1955 ed Elveția del 1954. Compare inoltre Măriuța, costruita dalla tedesca O&K nel 1910. Alcune macchine sono operative, altre fanno parte del patrimonio storico custodito a Vișeu de Sus.

Il viaggio permette così di osservare un piccolo campionario di archeologia industriale ancora inserito nel proprio ambiente originario. L’aspetto più interessante riguarda proprio questa continuità: la CFF mantiene una funzione legata alla foresta e, allo stesso tempo, permette ai passeggeri di leggere direttamente una parte della storia economica di quest’area della Romania.

La visita, il viaggio e le tappe più belle

La partenza avviene dalla Gara CFF Vișeu de Sus, distinta dalla normale stazione ferroviaria CFR della cittadina. Conviene tenere presente questa differenza durante la pianificazione, poiché i due impianti hanno funzioni separate. Il viaggio turistico richiede circa 6 ore tra andata, soste e ritorno con capolinea è Paltin, a 21,6 km dalla stazione iniziale.

Mocănița di Vișeu de Sus, Romania
iStock
Tutti a bordo della Mocănița di Vișeu de Sus

Dopo la partenza il convoglio incontra Fabrica Trei al km 5,2 e Valea Scradei al km 6,8. Quest’ultima presenta l’aspetto di un piccolo insediamento montano attraversato da acque rapide e ospita anche il monastero dedicato alla Nascita della Madre di Dio, legato alle celebrazioni religiose locali.

Al km 12,4 si raggiunge Novăț, punto storicamente connesso alla lavorazione del legname. Il torrente confluisce nel Vaser formando una sorta di piccolo delta fluviale e la presenza del vecchio nodo ferroviario ricorda il ruolo logistico assunto dalla zona nel corso del ‘900. Da questa parte del percorso il paesaggio diventa progressivamente più chiuso e montano.

Segue Glimboaca, al km 16, fermata che rappresenta anche uno dei momenti previsti per chi acquista determinati pacchetti con servizi gastronomici. Presso la stazione è stata infatti predisposta un’area coperta nella quale viene servito un prodotto di pasticceria accompagnato da una bevanda calda. Poco oltre c’è Piatra Șoimului, uno degli elementi naturali più riconoscibili di questo tratto della valle.

Il treno prosegue verso Cozia, al km 18,5, quindi Novicior, al km 20,6. La vicinanza del fiume, il bosco che in alcuni passaggi sembra premere verso le rotaie e il movimento lento del convoglio rendono questa parte particolarmente scenografica. Paltin, al km 21,6, segna il termine della corsa turistica regolare. La sosta dura indicativamente 1 ora e 30 minuti in un’area che dispone di strutture destinate al pranzo, spazi per il riposo e un piccolo museo dedicato alla storia della Valle del Vaser.

Per il 2026 il programma ufficiale indica partenze alle 9.00 oppure alle 10.00, con possibili adattamenti legati alla stagione. Un dettaglio però va tenuto presente: durante periodi di forte utilizzo (oppure in circostanze operative particolari) la locomotiva a vapore può essere sostituita da un mezzo storico diesel.

Dove si trova e come arrivare

Vișeu de Sus si trova nel nord della Romania, nel distretto di Maramureș, all’interno di una regione storica celebre per villaggi in legno, tradizioni rurali, foreste estese e rilievi vicini al confine ucraino. La cittadina rappresenta la porta d’accesso alla Valle del Vaser e il principale punto di riferimento per il viaggio sulla Mocănița.

La stazione di partenza è la Gara CFF Vișeu de Sus, in Strada Cerbului 5. Si tratta della stazione della ferrovia forestale e va distinta dalla stazione CFR utilizzata dalla rete ferroviaria nazionale. Chi viaggia in auto può raggiungere Vișeu de Sus attraverso la rete stradale del Maramureș e usare il parcheggio incluso nei servizi indicati dall’operatore. Conviene presentarsi con anticipo rispetto all’orario riportato sul biglietto, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Una volta lasciata la stazione, l’itinerario segue il Vaser e penetra progressivamente nei Monti Maramureșului. In poche decine di chilometri cambia completamente la percezione dello spazio: case, strade e traffico cedono il posto al rumore cadenzato delle ruote, alle curve della valle e alle masse verdi che chiudono l’orizzonte.

Hier — 7 octobre 2026Flux principal

In treno al lago: cinque destinazioni da raggiungere con un solo biglietto e senza pensieri

7 octobre 2026 à 10:26

È sabato mattina, il cielo è limpido e il lago ti chiama. Poi arriva la realtà: la coda in tangenziale, il navigatore che segna ritardi, il giro dell’isolato per trovare un posto dove lasciare l’auto e, la sera, la stanchezza di chi deve anche guidare per tornare a casa. Il lago era la meta, ma il viaggio si è mangiato mezza giornata.

E se il viaggio tornasse a far parte della gita? Con i treni di Trenord si parte da qualsiasi stazione della Lombardia, si guarda il paesaggio scorrere dal finestrino e si arriva in riva all’acqua già rilassati. Poi tocca al battello e inizia solo la giornata che avevi immaginato.

Da ovest a est, un lago dopo l’altro

Prendi la mappa della Lombardia e segui l’acqua: il servizio di Trenord ti accompagna sulla riva di ogni lago, da un confine all’altro della regione.

Stresa e Isole Borromee
Trenord
Laveno di Mobello e Luino

Si comincia a ovest, sul Lago Maggiore, dove il treno ti lascia a Laveno Mombello Lago, ti aspettano i giardini botanici di Villa Taranto. E da Luino, una breve passeggiata porta all’imbarcadero per i Castelli di Cannero: due fortezze medievali su isolotti rocciosi, visitabili con audioguida e realtà aumentata.

Poco più a est, quasi in Svizzera, si apre il Lago di Lugano. Da Porto Ceresio il battello raggiunge Morcote, considerato uno dei borghi più belli della Svizzera, con le viuzze acciottolate, i portici eleganti e il Parco Scherrer. Chi vuole spingersi oltre può toccare anche Melide, dove il Parco Alprose fa felici i golosi di cioccolato, poi Paradiso, Gandria e la stessa Lugano con il suo elegante lungolago.

 

Lago di Como
Trenord
Lago di Como

Poi arriva il Lago di Como, il più ricco di proposte. Da Como parte la “rotta delle ville sull’acqua” fino a Bellagio, con la possibilità di includere l’ingresso a Villa Carlotta e ai suoi giardini botanici. Se preferisci un giro più breve, il primo bacino fino a Torno ti porta tra Cernobbio, Moltrasio e Blevio, con Villa Bernasconi come extra. Sul ramo di Lecco si naviga liberamente tra Lecco e Onno, oppure si segue il Sentiero del Viandante fino al Castello di Vezio, che da oltre mille anni domina Varenna, con libera circolazione in treno sulla tratta Lecco–Colico.

Ancora più a est, il Lago d’Iseo ha un nome da ricordare: Monte Isola. Scendi a Iseo, cammina fino all’imbarcadero e sali a bordo verso la più grande isola lacustre abitata d’Europa.

Il viaggio si chiude sul Lago di Garda. Scendi a Desenzano o a Peschiera e lasciati portare a Sirmione, tra Castello Scaligero e Grotte di Catullo. Con la Garda Experience navighi liberamente tra le località del basso lago, da Sirmione a Salò, da Bardolino a Garda, e visiti il Vittoriale degli Italiani e il Parco Heller a Gardone Riviera. Con il Girogarda Ovest, invece, vai in battello fino a Salò e torni a Desenzano in autobus con ARRIVA.

Perché scegliere il treno

Il primo vantaggio è quello che senti subito: nessuno guida e la giornata comincia già sul binario. Trenord propone itinerari completi, con treno, battello e, dove previsto, ingresso alle attrazioni nella stessa offerta. Non devi raggiungere un punto di partenza preciso, perché si parte da qualsiasi stazione della Lombardia. Su molti itinerari la navigazione è libera tra gli scali, quindi decidi tu dove scendere e quanto fermarti. Ci sono formule per adulti, ragazzi e famiglie, e itinerari per chi ama l’arte, i giardini, il trekking o la buona tavola. La scelta del trasporto pubblico è anche un modo più sostenibile di vivere il territorio. E sulla via del ritorno puoi finalmente riposare, chiacchierare e sfogliare le foto della giornata.

Scopri tutte le proposte in treno per turismo e prenota la tua giornata al lago.

À partir d’avant-hierFlux principal

Dove il tempo profuma di cannella e miele: Radovljica, la dolce città medievale della Slovenia

5 octobre 2026 à 17:30

Non sono molti i chilometri che la separano da Bled, meta super frequentata dai turisti, ma nonostante questo Radovljica possiede l’abilità di avere scelto la discrezione come suo tratto distintivo. Sorge su un terrazzamento naturale sopra la valle della Sava, con il profilo delle Alpi Giulie a fare da sfondo alle case del centro antico.

Dimore borghesi del XVI e XVII secolo, edifici più recenti, palazzi barocchi e decorazioni pittoriche raccontano epoche differenti senza cancellarsi a vicenda. Radovljica appare così quasi come una piccola capsula del tempo, racchiusa tra le tracce della fortificazione medievale e il paesaggio alpino.

A questa identità storica si aggiunge una vocazione gastronomica particolare:  è conosciuta oggi con il soprannome di Dolce Radol’ca, legato alla tradizione dell’apicoltura e del miele, affiancata negli ultimi anni dalla cultura del cioccolato.

Cosa vedere a Radovljica

Dietro le facciate eleganti di questa cittadina della Slovenia si incontrano musei, botteghe, testimonianze artistiche e angoli legati a personaggi che hanno lasciato un’impronta profonda nella cultura del Paese.

Linhartov trg, la piazza della città vecchia

Il primo incontro con Radovljica passa dalla grande piazza rettangolare intitolata ad Anton Tomaž Linhart. Le facciate che la circondano appartengono soprattutto all’architettura borghese tra XVI e XIX secolo e conservano affreschi, decorazioni e strutture originarie.

Linhart fu drammaturgo e storico del XVIII secolo, considerato il primo autore di commedie in lingua slovena e la sua casa natale sorge proprio lungo la piazza. Una fontana dedicata a Josipina Hočevar aggiunge un altro elemento alla scenografia urbana, mentre le antiche abitazioni degli artigiani regalano a questo spazio il carattere commerciale delle epoche passate.

Šivčeva hiša

Tra le abitazioni storiche si fa notare la Šivčeva hiša, una casa tardo-gotica del XVI secolo considerata uno degli esempi più interessanti dell’architettura antica di Radovljica. Facciata e interni conservano elementi della struttura originaria e oggi l’edificio ospita una galleria.

Palazzo di Radovljica e Museo dell’apicoltura

La Radovljiška graščina domina Linhartov trg con la sua architettura barocca. Gli ambienti del primo piano sono stati rinnovati nel 2021 e ospitano il Museo dell’apicoltura e il Museo cittadino.

Il primo racconta una delle tradizioni più radicate della Slovenia attraverso la storia dell’allevamento delle api, la produzione del miele e la particolare arte decorativa delle panjske končnice, le tavolette dipinte applicate alle arnie tradizionali slovene.  Il palazzo conserva inoltre una Sala Barocca utilizzata per concerti, ricevimenti e altri eventi.

Casa Lectar e il museo vivente del pan di zenzero

Poco distante dal palazzo si incontra la Casa Lectar, legata alla tradizione dei lectarji, i caratteristici cuori di pan di zenzero. Nel laboratorio è ancora attiva la produzione artigianale, grazie a cui poter vedere da vicino una consuetudine dolciaria antica.

Chiesa di San Pietro

In fondo alla piazza emerge la chiesa parrocchiale di San Pietro, uno dei principali monumenti gotici della città. La costruzione presenta tre navate e, accanto al presbiterio, sfoggia un portico del XVI secolo.

Chiesa parrocchiale di San Pietro, Radovljica
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La Chiesa parrocchiale di San Pietro a Radovljica

Particolarmente curiosa è la cosiddetta taverna gotica, un ambiente che in passato serviva alla vendita del vino da parte dei sacerdoti. Oggi la tradizione del luogo sopravvive in una forma artistica originale, con opere realizzate da Branko Čušin utilizzando proprio il vino rosso come materiale pittorico.

Le mura medievali e il fossato

Dietro la chiesa affiorano le tracce della fortificazione che un tempo proteggeva Radovljica. Il sistema difensivo comprende il fossato medievale meglio conservato tra quelli cittadini sloveni.

Dalle facciate della piazza, quindi, si passa a un ambiente più raccolto e legato alla funzione militare dell’antica città. Un tunnel ristrutturato permette inoltre di conoscere parte delle strutture sotterranee associate alle fortificazioni.

Le architetture di Ivan Vurnik

Radovljica mantiene anche una forte impronta dell’architettura slovena del XX secolo. Ivan Vurnik, nato proprio in città, è una delle figure più importanti del panorama architettonico nazionale.

La sua presenza si ritrova in diversi punti, tra abitazioni, ville e interventi urbani. Villa Savnik e il Grajski dvor appartengono a questo patrimonio, mentre la casa natale dell’architetto sorge nei pressi del fossato.

Ma non è finita, perché lungo Gorenjska cesta si incontrano ville legate all’ambiente della Secessione e dell’Art Nouveau, tra cui Šmajdova e Šarčeva, progettate da Danilo Fürst, allievo di Jože Plečnik.

Cosa fare a Radovljica

L’identità della città emerge soprattutto attraverso le tradizioni ancora riconoscibili nella gastronomia, nell’artigianato e nel paesaggio circostante.

  • Seguire la storia delle api: entrando nel Museo dell’apicoltura per poi raggiungere il laboratorio Lectar.
  • Esplorare i dintorni in bicicletta: offre un modo piacevole per raggiungere i paesaggi rurali, le valli e i punti panoramici della regione.
  • Raggiungere Kropa: un antico centro legato alla lavorazione del ferro. La tradizione della forgiatura sopravvive nel patrimonio urbano, nel museo e nelle decorazioni realizzate dai fabbri locali.
  • Salire verso i panorami della Gorenjska: da lì si può osservare il paesaggio alpino da prospettive diverse, tra boschi, corsi d’acqua e rilievi. Il monte Begunjščica domina il territorio presso Begunje, mentre il Jamnik regala uno dei panorami più caratteristici della zona.
  • Visitare Brezje: è un importante capitolo della cultura religiosa slovena. La Basilica di Maria Ausiliatrice è il santuario nazionale del Paese e accanto alla chiesa si trova anche un museo dedicato ai presepi.
  • Scoprire Begunje: per seguire una doppia traccia, quella medievale del castello di Kamen e quella musicale legata a Slavko Avsenik, figura centrale della musica popolare slovena.

Dove si trova e come arrivare

Radovljica si trova nella Gorenjska, nel nord-ovest della Slovenia, tra le Alpi Giulie e le Caravanche e a breve distanza dalla valle della Sava. La posizione la rende particolarmente interessante per chi desidera associare una visita culturale a escursioni nell’ambiente alpino. Da Trieste il percorso autostradale passa dal valico di Fernetti, prosegue verso Lubiana e poi in direzione di Kranj e Villach, fino all’uscita di Radovljica.

Da Gorizia si segue l’autostrada H4 verso Nanos, quindi la A1 in direzione di Lubiana e successivamente la direttrice verso Kranj e Villach. Da Udine si può raggiungere Tarvisio, proseguire verso Kranjska Gora e rientrare sulla rete autostradale slovena nei pressi di Jesenice, prima dell’uscita di Radovljica. Per la percorrenza delle autostrade slovene indicate serve la vignetta autostradale, il contrassegno digitale previsto per i veicoli soggetti al pagamento del pedaggio.

Tra le vie medievali e i canali segreti di Erfurt, bellissima città soprannominata “Roma della Germania”

4 octobre 2026 à 15:00

Affacciata sul piccolo fiume Gera, Erfurt ha il genere di centro storico che costringe a rallentare lo sguardo. La capitale della Turingia, infatti, riunisce piazze ampie, vicoli stretti, case a graticcio, torri religiose e antichi edifici borghesi, creando un paesaggio urbano rimasto fortemente legato al Medioevo

Ci troviamo al centro della Germania, lungo antiche direttrici commerciali che collegavano importanti territori europei, tanto da divenire nel corso dei secoli un rilevante centro religioso e commerciale. La presenza di oltre 20 chiese parrocchiali, cappelle e antichi complessi monastici, tra le altre cose, le ha procurato il soprannome di “Roma della Turingia“.

A settembre 2023 un altro capitolo della storia di Erfurt ha raggiunto una dimensione internazionale: il patrimonio ebraico medievale della città, formato dall’Antica Sinagoga, dal Mikveh medievale e dalla cosiddetta Stone House, è entrato nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Cosa vedere a Erfurt

Il centro storico racconta Erfurt attraverso una successione di luoghi molto diversi tra loro. La parte più interessante emerge proprio nei passaggi tra una piazza e l’altra, quando la grande architettura religiosa lascia posare lo sguardo su botteghe, cortili, facciate colorate e piccole strade medievali.

Domplatz e il complesso del Duomo

La Domplatz è il grande spazio scenografico di questa località della Germania. Sul lato occidentale si innalza il complesso formato dal Duomo di Santa Maria e dalla Chiesa di San Severo, una presenza monumentale che domina tutto dall’alto della collina.

L’edificio attuale riunisce elementi di epoche diverse, con una torre romanica e un coro tardogotico di grande slancio verticale. All’interno attirano l’attenzione le vetrate del XIV secolo, le opere medievali, le sculture bronzee e l’altare rococò.

Krämerbrücke, il ponte abitato

Il Krämerbrücke, il Ponte dei Mercanti, rappresenta l’immagine più singolare di Erfurt: è in pietra, attraversa il Gera e sostiene una vera str ada fiancheggiata da edifici a graticcio su entrambi i lati.

Krämerbrücke, Erfurt
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Il Krämerbrücke di Erfurt

Le abitazioni formano una sequenza continua di edifici destinati alla vita quotidiana e alle attività commerciali, trasformando il passaggio sul fiume in una piccola strada urbana. Botteghe artigiane, gioiellerie, ceramiche e cioccolaterie occupano gli edifici del ponte.

Fischmarkt e il Rathaus

La Fischmarkt introduce a una dimensione più monumentale, con antiche facciate borghesi e locande che circondano la piazza, mentre al centro si trova la statua di San Giorgio, conosciuta anche attraverso la tradizione della figura di Orlando.

Il Rathaus, costruito tra il 1870 e il 1875, presenta forme neogotiche e conserva importanti dipinti murali con scene che raffigurano episodi della storia cittadina, insieme a riferimenti a Martin Lutero e alle leggende di Tannhäuser e Faust.

Augustinerkloster

C’è poi il monastero agostiniano che risale al XIII secolo e comprende la chiesa, il chiostro e gli ambienti conventuali.  Tra le sale sono conservati documenti e manoscritti di grande valore storico, mentre il chiostro restituisce una sensazione più raccolta.

Anger e Angermuseum

Non è di certo da meno l’Anger che segue un’antica direttrice commerciale trasformata nel tempo in elegante strada cittadina. Le facciate testimoniano la prosperità raggiunta da Erfurt tra Medioevo ed età moderna, mentre alcuni edifici ricordano la presenza di importanti figure della cultura tedesca.

Al numero 37/38 si trova uno dei portali rinascimentali più interessanti della città: l’edificio fu frequentato da Goethe, Schiller e dai fratelli Humboldt durante il periodo legato a Karl Theodor von Dalberg.

L’Angermuseum, ospitato in un edificio barocco dei primi anni del XVIII secolo, è la casa di opere d’arte medievale, dipinti dal XVII secolo al XX secolo e ceramiche della Turingia.

Petersberg e la grande fortezza barocca

La collina di Petersberg domina Erfurt dall’alto ed è la culla di una delle fortificazioni più importanti. La Petersberg Citadel fu costruita sul sito di un antico monastero benedettino ed è una delle fortezze urbane barocche meglio conservate dell’Europa centrale.

Il sistema difensivo comprende bastioni, cortili, edifici militari e una rete di cunicoli sotterranei. Le visite guidate consentono di conoscere anche questa parte nascosta della struttura, attraverso percorsi dedicati alle fortificazioni e alla storia militare.

Patrimonio ebraico medievale

Erfurt conserva una testimonianza straordinaria della presenza ebraica medievale. L’Antica Sinagoga, il Mikveh del XII secolo e la Stone House, edificio civile risalente al XII e XIII secolo, costituiscono il complesso inserito nel Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2023.

Il Mikveh è particolarmente interessante per la sua funzione rituale. La struttura sotterranea legata all’acqua permette di comprendere la vita religiosa della comunità ebraica medievale, mentre la Stone House documenta la dimensione civile di quella stessa presenza.

Egapark

A ovest del centro storico cambia completamente lo scenario con l’Egapark, sviluppato nell’area della storica Cyriaksburg, che occupa circa 90 ettari e racconta la vocazione di Erfurt quale città dei fiori e dell’orticoltura. Il parco ospita anche mostre, iniziative legate al giardinaggio e manifestazioni stagionali.

Cosa fare a Erfurt

La sua identità emerge nei dettagli quotidiani, nei locali del centro e nelle occasioni culturali che accompagnano il calendario cittadino.

  • Assaggiare le specialità della Turingia: per entrare nella tradizione gastronomica locale attraverso i Thüringer Klöße, gli gnocchi di patate, la celebre Thüringer Rostbratwurst e le birre della città.
  • Seguire le tracce di Lutero: serve a ricostruire una parte fondamentale della sua formazione tra università, monastero agostiniano e chiese cittadine.
  • Assistere agli eventi culturali: offre opportunità legate alla musica, al teatro e alle tradizioni locali. Tra gli appuntamenti più importanti figurano le Giornate Bach, il DomStufen-Festspiele, la Jazzmeile e il New Orleans Music Festival.

Dove si trova e come arrivare

Erfurt si trova nella Germania centrale ed è la capitale della Turingia. La posizione geografica ha favorito per secoli i collegamenti commerciali e oggi la rende facilmente raggiungibile dalle principali aree urbane tedesche. Il treno rappresenta una soluzione particolarmente pratica per chi arriva da altre città della Germania. La stazione centrale è connessa alla rete ferroviaria ad alta velocità e consente di raggiungere il centro storico con un breve tragitto urbano.

In automobile, Erfurt è collegata alle autostrade A4, A9 e A71, che attraversano e collegano la Turingia con altre regioni tedesche. L’aeroporto di Erfurt-Weimar si trova a breve distanza dal centro e completa la rete dei collegamenti.

Il visitatore che vi arriva si trova davanti una località in grado di mostrare molti secoli della propria storia senza trasformarli in semplice scenografia: il ponte abitato, le torri, il monastero di Lutero, le fortificazioni e le testimonianze della comunità ebraica appartengono a epoche diverse, eppure compongono un unico paesaggio urbano.

Skyline invernale da sogno oltre New York: le città europee da scoprire

3 octobre 2026 à 12:00

Grattacieli illuminati, facciate di vetro che riflettono il cielo d’inverno e, quando arriva la neve, strade e tetti che si tingono di bianco: per ritrovarvi davanti a uno skyline da grande metropoli americana non è necessario attraversare l’Atlantico e raggiungere New York.

Anche l’Europa nasconde città che hanno scelto di svilupparsi in verticale, con quartieri finanziari, torri panoramiche e waterfront ridisegnati dall’architettura contemporanea e una nevicata può trasformarle in spettacolari scenari cinematografici.

Varsavia, lo skyline che guarda l’Europa dall’alto

Skyline notturno di Varsavia, Polonia
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Suggestivo skyline notturno di Varsavia

Se cercate la città europea che più sorprende per la velocità con cui il suo profilo continua a cambiare, Varsavia è la candidata perfetta e il protagonista assoluto è Varso Tower, che con i suoi 310 metri è l’edificio più alto dell’Unione Europea. Al 53° piano, a circa 230 metri dal suolo, Highline Warsaw regala una vista a 360 gradi sulla capitale polacca, mentre al 49° piano l’HighGarden Rooftop Lounge aggiunge persino un giardino sospeso tra i grattacieli.

Dall’alto vedrete emergere le torri moderne del centro e di Wola, con il Palazzo della Cultura e della Scienza a creare uno straordinario contrasto tra passato socialista e nuova architettura verticale. In inverno, quando la neve ricopre i tetti e le luci si accendono presto, Varsavia assume davvero l’aspetto di una metropoli nordamericana nell’Europa centrale.

Londra e Canary Wharf, Manhattan sul Tamigi

Veduta aerea del quartiere finanziario di Canary Wharf a Londra
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Veduta aerea del quartiere finanziario di Canary Wharf a Londra

Per trovare uno degli skyline più riconoscibili d’Europa dovete spostarvi nell’est di Londra, sull’Isle of Dogs: Canary Wharf è una “città dentro la città” con torri di vetro e acciaio, passerelle pedonali, piazze contemporanee e vecchi bacini portuali trasformati in un distretto finanziario avveniristico. Al centro spicca One Canada Square con la caratteristica sommità piramidale.

Se volete allontanarvi per osservare l’intero skyline, raggiungete Greenwich Park: dall’area dell’Osservatorio Reale vedrete i grattacieli emergere oltre il verde e il Tamigi. Nel quartiere, invece, entrate nel Crossrail Place Roof Garden, grande giardino pensile racchiuso da una spettacolare struttura contemporanea.

La neve londinese è tutt’altro che certa, ma quando arriva il contrasto tra torri, acqua e bianco trasforma Canary Wharf in uno scenario insolito.

Parigi La Défense, grattacieli sull’asse dell’Arco di Trionfo

Parigi La Défense, grattacieli sull'asse dell'Arco di Trionfo
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Parigi La Défense, grattacieli sull’asse dell’Arco di Trionfo

Dimenticate per un momento tetti mansardati e boulevard ottocenteschi: a ovest del centro storico, La Défense mostra il volto più verticale di Parigi. La prospettiva è una delle più straordinarie d’Europa: il quartiere prosegue idealmente l’asse che attraversa il Louvre, Place de la Concorde, gli Champs-Élysées e l’Arco di Trionfo, fino alla monumentale Grande Arche.

Intorno, svettano torri come Tour First, alta 231 metri, e Tour Hekla, il grattacielo di Jean Nouvel che raggiunge i 220 metri con una silhouette prismatica di vetro e metallo. In inverno, soprattutto nelle giornate più fredde e terse, il centro monumentale di Parigi rimane sullo sfondo mentre davanti a voi dominano geometrie, riflessi e torri che potrebbero appartenere a una grande città americana.

Francoforte, la “Mainhattan” della Germania

Bella vista panoramica sullo skyline di Francoforte, Germania
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Bella vista panoramica sullo skyline di Francoforte

Qui il paragone con Manhattan è entrato persino nel soprannome della città: Francoforte sul Meno è infatti chiamata “Mainhattan”, fusione tra Main, il fiume Meno, e Manhattan, proprio grazie alla concentrazione di grattacieli del suo distretto finanziario.

Tra le torri spicca la Commerzbank Tower, alta 259 metri, mentre la Main Tower consente di salire fino alla piattaforma panoramica e ammirare la città dall’alto, ma forse la cartolina più bella si trova a livello del fiume. Camminate lungo le rive del Meno oppure attraversate uno dei ponti e voltatevi verso il centro: le torri sembrano sorgere oltre l’acqua.

Se una nevicata ricopre le rive e i tetti più bassi, mentre i grattacieli rimangono illuminati sullo sfondo, capirete subito perché Francoforte sia la città tedesca con l’anima più newyorkese.

Vienna, la città verticale lungo il Danubio

Donau City, lo skyline di Vienna lungo il Danubio
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Donau City, la città verticale lungo il Danubio

Vienna la associamo a palazzi imperiali, caffè storici e facciate ottocentesche, eppure basta raggiungere Donau City per scoprire un volto differente: il quartiere moderno si sviluppa lungo il Danubio e ha come protagonista la DC Tower 1, progettata da Dominique Perrault e alta 250 metri. Poco distante, la Donauturm raggiunge i 252 metri e permette di osservare Vienna da una terrazza panoramica posta a circa 155 metri dal suolo.

Intorno sorgono il complesso delle Nazioni Unite e altre torri contemporanee che creano uno skyline insolito per chi conosce soltanto il centro storico e, in inverno il contrasto diventa ancora più netto: da una parte la Vienna imperiale, dall’altra una città di vetro affacciata sul Danubio, che sotto la neve acquista atmosfere futuristiche.

Oslo e Barcode, grattacieli sul fiordo

quartiere di Bjørvika e Barcode a Oslo
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Nel quartiere di Bjørvika, proprio accanto al fiordo, sorge il Barcode

A Oslo l’effetto Manhattan assume una veste scandinava: nel quartiere di Bjørvika, proprio accanto al fiordo, sorge il Barcode, dodici edifici stretti e di altezze differenti, intervallati da vuoti che, osservati insieme, ricordano le barre di un gigantesco codice a barre. Il progetto è nato dalla collaborazione tra DARK, a-lab e MVRDV.

Le torri sorgono vicino alla Stazione Centrale, all’Opera House e al Museo Munch, all’interno di una vasta trasformazione dell’antica area portuale. L’inverno disegna una delle immagini più suggestive: vetro, fiordo, ghiaccio e neve, con le finestre illuminate che si riflettono sull’acqua durante le lunghissime sere nordiche.

Rotterdam, la città olandese verso il cielo

Skyline notturno di Rotterdam, Olanda
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Suggestivo skyline notturno di Rotterdam

Poche città europee hanno fatto dell’architettura contemporanea parte della propria identità quanto Rotterdam: dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, la città scelse di ricostruirsi guardando avanti e, con il passare dei decenni, iniziò a crescere verso l’alto. Oggi il suo skyline è caratterizzato dalle torri di Kop van Zuid, da De Rotterdam e dall’inconfondibile Erasmusbrug, il ponte bianco soprannominato “Il Cigno”.

Per ammirare tutto dall’alto potete salire sull’Euromast, che raggiunge i 185 metri e offre viste panoramiche fino al porto e ben oltre il centro, oppure restate lungo la Nieuwe Maas: quando le luci dei grattacieli si riflettono sull’acqua e una nevicata imbianca le rive, Rotterdam mostra uno dei suoi volti più fotogenici.

Stoccolma, uno skyline spettacolare sulla neve

Skyline di Stoccolma al tramonto
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Emozionante skyline di Stoccolma al tramonto

Stoccolma è la meno “Manhattan” perché il suo profilo non è dominato da una foresta di grattacieli ma vale comunque la pena inserirla per il modo in cui architettura moderna, torri, acqua e quartieri storici costruiscono uno skyline invernale unico.

Dai punti panoramici di Fjällgatan, Monteliusvägen e Skinnarviksberget vedrete le guglie e i tetti di Gamla Stan emergere tra le acque, mentre edifici più moderni disegnano il resto della città. Anche SkyView, sulla Avicii Arena, permette di osservare dall’alto la parte meridionale di Stoccolma.

Poi, con la neve, la capitale svedese cambia volto: acqua scura, tetti bianchi, luci calde e cielo invernale compongono una cartolina meno americana rispetto a Francoforte o Varsavia, ma forse ancora più suggestiva.

Questa città è così bella che viene paragonata a una rosa: Klagenfurt am Wörthersee, l’Austria con anima italiana

2 octobre 2026 à 17:00

Una città austriaca con un’anima italiana, affacciata su uno dei laghi più celebri della Carinzia e circondata da boschi, prati e montagne. Klagenfurt am Wörthersee si presenta così, con un centro storico raccolto e ordinato che conserva l’impronta dei maestri costruttori italiani arrivati durante la grande stagione rinascimentale.

Rinomata turisticamente come la “Rosa del Wörthersee“, sfoggia un carattere elegante, ma appena ci si allontana dalle strade centrali il paesaggio cambia: il verde prende spazio e il lago compare poco più in là con le sue acque limpide e dai colori intensi. Da queste parti si trova inoltre la più antica zona pedonale del Paese, inaugurata nel 1961, tra Kramergasse e Wienergasse.

In sostanza è un centro raccolto, piacevole da attraversare lentamente, con negozi, locali e indirizzi gastronomici inseriti all’interno dell’architettura storica.

Dove festeggiare il compleanno se compi gli anni a ottobre, le mete perfette

Par : elenausai10
1 octobre 2026 à 17:30

Ottobre è un mese di passaggio: le giornate si accorciano, l’aria si fa frizzante e l’estate lascia definitivamente il posto all’autunno. Per chi è nato in questo periodo, può diventare l’occasione perfetta per vivere un’esperienza fuori dall’ordinario.

Per qualcuno basta una cena fuori, per altri il regalo più bello è una partenza. Se fate parte della seconda squadra, abbiamo selezionato cinque mete che a ottobre danno il meglio di sé, ognuna con un modo diverso di festeggiare: dal dolce al brivido, dal sole all’avventura.

Dove festeggiare il compleanno se compite gli anni a ottobre? Ecco le nostre idee!

Ottobre, il mese giusto per un viaggio di compleanno

Compiere gli anni a ottobre, per chi vuole festeggiarli lontano da casa, ha più di un vantaggio. Molte destinazioni entrano in bassa stagione, con tariffe più accessibili e meno code davanti alle attrazioni, mentre altre vivono proprio ora i loro giorni più speciali: festival, fenomeni naturali, ricorrenze che non si ripetono nel resto dell’anno. Scegliere la meta in base a ciò che accade in quel periodo trasforma il viaggio in un regalo su misura, pensato attorno alla data del compleanno e agli interessi del festeggiato o della festeggiata.

Dove andare in vacanza a ottobre per festeggiare il compleanno

La prima meta è in Italia, tra le Dolomiti. Chi vuole trascorrere il compleanno a contatto con la natura, tra i colori di questa stagione, può raggiungere la Val di Funes, con la chiesetta di San Giovanni in Ranui ai piedi delle Odle, l’Alpe di Siusi e il Lago di Braies, tra i luoghi più scenografici per ammirare il foliage.

Il compleanno perfetto? Una passeggiata al mattino tra i larici dorati, un pomeriggio di relax nella spa di uno chalet di montagna, magari con sauna panoramica affacciata sulle cime, e una cena tranquilla all’insegna della tradizione gastronomica alpina.

I paesaggi si ammirano bene a passo lento, ma ancora meglio se osservati da una mongolfiera. Se per il vostro compleanno cercate un’esperienza indimenticabile, raggiungete Luxor, in Egitto. A ottobre le temperature diventano più sopportabili ed è il momento ideale per salire su una mongolfiera all’alba e vedere il sole sorgere sulla Valle dei Re e sul Nilo. A terra aspettano il tempio di Karnak e quello di Luxor, da visitare anche dopo il tramonto, quando l’illuminazione li rende ancora più suggestivi.

Chi, invece, cerca il sole senza esagerare con il caldo può puntare su Madeira. L’isola portoghese, soprannominata l’isola dell’eterna primavera, a ottobre gode di temperature miti e di un oceano ancora piacevole per un tuffo, magari nelle piscine naturali di Porto Moniz, scavate nella roccia vulcanica. Non dimenticate di celebrare il compleanno con un bicchiere di poncha, la bevanda alcolica più diffusa sull’isola.

Sentiero lastricato sulle vette di Madeira, vicino al Pico do Arieiro
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Escursione sopra le nuvole a Madeira, una meta per festeggiare il compleanno a ottobre

Per un compleanno da favola, invece, c’è il Lago di Bled, in Slovenia. A ottobre i boschi intorno allo specchio d’acqua si colorano di rosso e arancio e il castello arroccato sulla rupe sembra uscito da un libro illustrato. Il rito da non perdere è sull’isolotto al centro del lago, che si raggiunge a bordo della pletna, la tipica barca a remi. Secondo la tradizione, chi suona la campana dei desideri della chiesa dell’Assunta vedrà il proprio desiderio avverarsi. E al posto della classica torta, poi, c’è la kremna rezina, il dolce simbolo di Bled a base di crema e sfoglia.

Chi festeggia proprio a fine mese, infine, può volare a New York. La sera del 31 ottobre, il Greenwich Village ospita la Village Halloween Parade, una delle sfilate in maschera più famose al mondo, aperta a chiunque si presenti in costume. Nei giorni precedenti Central Park si tinge dei colori dell’autunno e con un breve viaggio in treno si raggiunge la Hudson Valley, tra frutteti, campi di zucche e boschi in pieno foliage.

Viaggio vista mare lungo la Ciclovia Riviera dei Fiori: qui si pedala su una vecchia ferrovia

1 octobre 2026 à 15:30

Un tempo qui era tutta ferrovia. Due strisce di ferro, una massicciata, il passaggio rumoroso di vagoni stridenti diretti da Genova a Ventimiglia, o da Ventimiglia a Genova, lungo un unico binario. Poi, nel 2001, la decisione di dismettere questa tratta per spostarla più a monte, più lontano dal profondo blu del Mar Ligure che spumeggia lungo la frastagliata costa occidentale della penisola italiana. Di lì a qualche anno l’inizio dei lavori per servire un’idea visionaria: realizzare una pista ciclabile, o meglio una ciclovia, al posto della ferrovia, restituendo all’utilizzo turistico questa panoramica parte di territorio, investendo su un’infrastruttura dismessa che sarebbe altrimenti stato difficile riutilizzare.

Nasce così, lungo la costa del Ponente ligure, la Ciclovia Riviera dei Fiori, un lungo nastro d’asfalto sospeso tra mare e colline. Una prospettiva insolita e unica sulla Liguria, lungo un itinerario pianeggiante, sicuro e adatto davvero a chiunque, dalle famiglie con bambini ai cicloturisti più allenati. Oggi, terminati i lavori di ampliamento, il percorso ciclistico è lungo 45 chilometri, da Andora, panoramica cittadina della Riviera delle Palme, fino a Ospedaletti, in provincia di Imperia.

Dove si trova la Ciclovia Riviera dei Fiori

La Ciclovia Riviera dei Fiori corre dunque lungo la costa delle province di Imperia e Savona, nell’estremo Ponente della Liguria, non lontano dal confine con la Francia. Il suo tracciato segue quasi interamente il sedime della vecchia ferrovia Genova-Ventimiglia a binario unico, dismessa all’alba del Nuovo Millennio e sostituita da un nuovo tracciato per liberare la fascia costiera da un’infrastruttura che per oltre un secolo aveva tenuto il mare a debita distanza dai passeggeri in transito.

I due estremi del percorso ciclabile sono Ospedaletti, a pochi chilometri da Sanremo, cittadina simbolo della storia del ciclismo, e Andora, dove si trovano alcune delle spiagge più belle della costa ligure. L’intero tracciato è stato ampliato alla sua definitiva lunghezza da poco: inizialmente la ciclovia era lunga 24 chilometri, tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti. Venne poi ampliata in entrambe le direzioni per raggiungere i 45 chilometri ininterrotti che misura oggi, tutti affacciati sul mare.

Ciclovia Riviera dei Fiori Sanremo
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La Ciclovia nei pressi di Sanremo

Nel 2025 la Ciclovia Riviera dei Fiori ha ottenuto l’Italian Green Road Award, il riconoscimento dedicato alle ciclovie più virtuose per progettazione, fruibilità e sostenibilità: pochi altri itinerari in Italia possono contare su un simile affaccio marino ininterrotto, unito a un fondo perfettamente asfaltato e a una pendenza pressoché nulla. All’inizio dell’estate 2026 sono stati completati i lavori per un ulteriore ampliamento, integrando nella ciclovia il tratto cosiddetto de L’Incompiuta, panoramico percorso costiero che collega Imperia Oneglia a Diano Marina. Un vero e proprio sogno per il cicloturista.

Cosa vedere lungo la ciclovia

San Lorenzo al Mare è un piccolo borgo di pescatori, raccolto attorno al suo porticciolo turistico. Qualche chiesa e qualche pittoresca piazzetta animano questo paese lungo la Ciclovia Riviera dei Fiori. Il tratto da San Lorenzo a Ospedaletti è il vecchio cuore del percorso, quello aperto per primo e ancora oggi il più frequentato. In questa parte dell’itinerario, il tracciato è quasi interamente pianeggiante e a doppio senso di marcia, con un fondo asfaltato che lo rende accessibile non solo a bici di ogni tipo, ma anche a chi vuole cimentarsi con pattini e roller blades.

Una delle caratteristiche più suggestive dell’intero itinerario è la presenza delle vecchie gallerie ferroviarie, recuperate e illuminate, che un tempo facevano correre i treni sotto i promontori rocciosi della costa ligure, e che oggi regalano ai ciclisti il brivido di essere attraversate su due ruote.

La Ciclovia Riviera dei Fiori attraversa diversi borghi di pregevole bellezza, con tante possibilità per parcheggiare la bici e godersi l’esplorazione dei vicoli, delle viuzze e delle piazze di questi piccoli paesi costieri dal fascino immortale. Arma di Taggia è meta balneare per eccellenza durante l’estate, con le sue palme e il suo litorale dorato. Cervo ha un’anima medievale, ma una grande chiesa barocca che domina il colpo d’occhio sull’abitato. Imperia è una città divisa in due anime, ciascuna delle quali meritevole di essere visitata. Santo Stefano al Mare, Diano Marina, Riva Ligure coltivano l’atmosfera marinara e la tipica lentezza di un clima sempre mite.

Cervo Liguria
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Il borgo di Cervo

Tappe imperdibili

Più in dettaglio, la Ciclovia Riviera dei Fiori offre una sorta di piccolo campionario di ciò che ha da offrire il Ponente ligure.

Andora, da dove parte (o finisce, a seconda del senso in cui si percorre la pista), offre scorci bellissimi sulla riviera, in particolare nei pressi della frazione di Marina di Andora, che si affaccia su Capo Mele. Costeggiando Capo Mimosa, si incontrano le prime gallerie e poi ci si affaccia sul golfo di Diano Marina passando da Cervo, uno dei Borghi più Belli d’Italia, il cui profilo si staglia, arroccato sulla sua collina, mentre lo si oltrepassa in riva al mare.

Andora liguria
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Panorama su Andora e Capo Mimosa

Quando si oltrepassa il molo di Diano Marina, si entra nella cosiddetta Incompiuta, che oggi è quantomai invece completa: è la parte più nuova della ciclovia, e attraversa un lungomare altrimenti irraggiungibile con l’automobile, in una zona costiera rocciosa in cui solo la macchia mediterranea resiste abbarbicata alle falesie. Qui ci può anche fermare a fare il bagno in un piccolo tratto di spiaggia libera.

Si arriva dunque a Imperia e se ne attraversano le due parti, Oneglia e Porto Maurizio, la prima più industriale, legata ai pastifici e alla produzione dell’olio d’oliva, la seconda più pittoresca, fatta di vicoli e palazzi eleganti. Poco dopo, usciti da Porto Maurizio e prima di arrivare a San Lorenzo al Mare, si incontra l’affascinante sagoma della Torre di Prarola, antico punto d’avvistamento contro le incursioni navali.

A San Lorenzo al Mare vale la pena concedersi qualche minuto per ammirare le case colorate del porticciolo. Poco più avanti, la sosta a Marina degli Aregai, a Santo Stefano al Mare, permette di osservare un moderno porto turistico incastonato in un paesaggio ancora fortemente rurale, con uliveti e coltivazioni di fiori che digradano verso il mare.

Proseguendo verso ponente, si arriva ad Arma di Taggia, con la sua atmosfera balneare, si aggira Capo Verde e si entra infine a Sanremo. Poco distante, sulla collina, si può fare una breve deviazione per visitare Bussana Vecchia, il borgo abbandonato dopo il terremoto del 1887 e oggi rinato come piccolo villaggio di artisti.

Arrivando a Sanremo, la Città dei Fiori regala uno dei momenti simbolo del percorso: pedalare lungo Corso Imperatrice, con le sue palme secolari, e ammirare da vicino le cupole dorate della Chiesa Russa, uno degli edifici più riconoscibili della cittadina. Non è un caso che proprio questo tratto della ciclovia sia stato scelto per la partenza della prima tappa del Giro d’Italia 2015 e sia legato a doppio filo alla storica Milano-Sanremo, una delle più importanti corse ciclistiche del mondo. Una lunga galleria conduce all’ultimo tratto del percorso, sul lungomare di Ospedaletti.

Le mete ideali per l’inverno 2026/2027: dove l’estate non finisce mai (e il cielo fa sognare)

Par : elenausai10
1 octobre 2026 à 13:30

C’è chi aspetta felicemente l’inverno dopo un’estate particolarmente calda e chi, appena compare la prima brina sul parabrezza, inizia a contare i giorni che mancano alla primavera. Eppure i mesi freddi sono anche quelli in cui certe destinazioni danno il meglio di sé: è la stagione secca ai Caraibi, il clima si fa ideale nelle città del deserto e i prezzi, lontano dalle settimane delle feste, diventano più accessibili.

Il segreto è sapere dove andare. Per l’inverno 2026/2027 abbiamo scelto sette mete, tra nuovi voli diretti dall’Italia, capitali che stanno cambiando volto e isole lontane dai circuiti più battuti.

Repubblica Dominicana

Per chi sogna i Caraibi, quest’inverno c’è un motivo in più per partire. Dal 30 novembre 2026, ITA Airways collega Roma Fiumicino a Santo Domingo con un nuovo volo diretto, operativo il lunedì e, dal 14 dicembre fino a fine marzo, anche la domenica.

Si arriva così nella capitale senza scali e la si può usare come punto di partenza per scoprire il Paese oltre i resort. La Ciudad Colonial, con le sue piazze e i palazzi storici, è perfetta per i primi giorni. Poi ci si sposta verso le spiagge di Punta Cana o di Bayahibe, da dove partono le escursioni per arrivare all’isola di Saona. Chi preferisce immergersi in paesaggi più selvaggi può puntare sulla penisola di Samaná, mentre l’entroterra di Jarabacoa e Constanza offre montagne, cascate e temperature più fresche.

Città del Messico

D’inverno, Città del Messico regala cieli quasi sempre sereni e giornate miti, anche se la sera, a oltre 2.000 metri di altitudine, serve una giacca. Questo è il momento ideale per esplorare una capitale immensa, dove le rovine dell’antica Tenochtitlán convivono con palazzi coloniali e musei di livello mondiale.

Un itinerario ideale potrebbe partire dallo Zócalo, dove si trovano la Cattedrale Metropolitana e il Templo Mayor, per poi dedicare quasi una giornata al Bosque de Chapultepec e al suo Museo Nacional de Antropología. Il quadro si completa con Coyoacán e la Casa Azul di Frida Kahlo, oltre che con un giro in trajinera tra i canali di Xochimilco.

Chi parte tra fine febbraio e inizio marzo 2027 troverà anche la Feria Internacional del Libro al Palacio de Minería. La città si raggiunge senza scali da Roma Fiumicino con Aeroméxico, che dal 28 marzo 2027 attiverà un nuovo volo diretto anche da Milano Malpensa.

La Cattedrale Metropolitana affacciata sullo Zócalo di Città del Messico
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La Cattedrale Metropolitana sullo Zócalo, a Città del Messico

Riyadh, Arabia Saudita

Se d’estate il caldo a Riyadh è proibitivo, da novembre a marzo le temperature diventano piacevoli e la capitale saudita si accende con la Riyadh Season, il calendario di eventi, spettacoli e sport che anima la città per tutto l’inverno.

Tra una tappa e l’altra vale la pena prendere la metropolitana: il Prix Versailles 2026 ha inserito due stazioni della città tra le più belle del mondo. La National Museum Station, nel quartiere di Al-Batha, è la porta d’accesso al Museo Nazionale; la Western Station, invece, firmata dallo studio Omrania, si ispira alle dune del deserto con strutture color sabbia, giardini e una piazza che si trasforma in mercato. Se siete curiosi di vederle dal vivo, dal 16 dicembre 2026 Riyadh Air collegherà Milano e Riyadh con quattro voli diretti a settimana.

Isole Yaeyama, Giappone

Mentre nel resto del Giappone l’inverno vuol dire neve e onsen, le Isole Yaeyama restano intorno ai 20 gradi anche a gennaio: sono all’estremo sud del Paese, oltre Okinawa e a un passo da Taiwan, e in questa stagione hanno il clima più mite di tutto il Giappone.

La porta d’accesso è Ishigaki, raggiungibile in volo da Tokyo, Osaka o Naha. Qui c’è la baia di Kabira, con le acque turchesi punteggiate di isolotti, e le giornate scorrono tra snorkeling, mercati e cucina locale. In circa 40 minuti di traghetto si arriva a Iriomote, coperta per gran parte da giungla e mangrovie e Patrimonio UNESCO dal 2021, dove si risalgono i fiumi in kayak fino alle cascate. La sera conviene alzare gli occhi: il parco nazionale di Iriomote-Ishigaki è stato il primo in Giappone a ottenere la certificazione Dark Sky Park.

Tramonto sulla costa naturale di Iriomote, nelle Isole Yaeyama
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Tramonto sulla costa di Iriomote, nelle Isole Yaeyama

Grenada

Meno conosciuta rispetto alle grandi mete caraibiche, Grenada è un piccolo Stato insulare all’estremo sud delle Piccole Antille, dove l’inverno coincide con i mesi più asciutti dell’anno. Qui, il viaggio passa soprattutto dal palato. Non a caso è conosciuta come l’isola delle spezie: la noce moscata, soprannominata oro nero, è tra le sue grandi esportazioni e finisce ovunque, grattugiata sul rum punch o trasformata in marmellate e sciroppi per la colazione. In generale, a tavola si incontrano influenze africane, francesi, britanniche e indiane, come le baiganee, melanzane fritte in pastella di piselli spezzati.

Ma Grenada è anche natura e nel cuore dell’isola il Grand Etang National Park troverete un lago vulcanico circondato dalla foresta pluviale, con sentieri che portano alle cascate. Sulla costa, invece, ci sono i due chilometri di sabbia bianca di Grand Anse e, poco lontano, le sculture sommerse di Molinere Bay, da esplorare con maschera e boccaglio.

Sri Lanka

Da dicembre a marzo, le piogge del monsone si concentrano sul nord-est dello Sri Lanka, mentre tutto l’itinerario che proponiamo, dal centro dell’isola alla costa meridionale, vive la sua stagione secca: questo, quindi, è il periodo ideale per un viaggio tra storia, natura e mare. Si comincia all’alba, con la prima luce che accende Sigiriya, l’antica fortezza costruita in cima a un monolite di roccia. Poi si raggiunge Kandy e il Tempio del Dente, uno dei luoghi più sacri del buddhismo.

Da qui si sale verso gli altopiani, tra piantagioni dove assaggiare il tè appena raccolto e sentieri di trekking intorno a Ella e Nuwara Eliya. Il finale è sulla costa sud, nella baia a ferro di cavallo di Hiriketiya dove si fa surf, con onde adatte anche ai principianti. A Galle, infine, ci si perde tra gallerie d’arte e botteghe dentro le mura del forte olandese, Patrimonio UNESCO.

Rocca di Sigiriya in Sri Lanka
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La rocca di Sigiriya, antica fortezza nel cuore dello Sri Lanka

Abisko, Svezia

Infine, a chi preferisce il freddo e sogna di vedere l’aurora boreale nell’inverno 2026/2027, consigliamo di raggiungere Abisko, nella Lapponia svedese, uno dei posti migliori dove aspettarla. Il segreto è un microclima tutto suo, il cosiddetto Blue Hole. I venti che arrivano da ovest scaricano umidità e nuvole sulle montagne, così sopra il villaggio e il lago Torneträsk resta spesso uno squarcio di cielo sereno, anche quando le zone vicine sono coperte. A questo si aggiungono notti lunghissime, con l’aurora visibile da settembre all’inizio di aprile, e un inquinamento luminoso quasi assente, visto che il villaggio conta circa cento abitanti.

Viaggi a rate come opportunità: la flessibilità di pagamento diventa parte dell’offerta turistica

1 octobre 2026 à 09:59

Una coppia entra in agenzia con un’idea già abbastanza precisa: due settimane in Giappone in aprile, Kyoto e Kanazawa, una notte in ryokan. L’agente mette insieme il preventivo. Volo, undici notti, Japan Rail Pass, un paio di esperienze e poi definisce il prezzo. La cifra rientra in quello che si aspettavano. A fermarli sono le condizioni di pagamento: acconto entro la settimana con saldo trenta giorni prima della partenza. Lui pensa alla macchina da cambiare a gennaio e alla retta universitaria di febbraio. “Ci pensiamo”.

L’agente sa come va a finire di solito: il viaggio si accorcia, scende di categoria, oppure sparisce del tutto. Stavolta, prima che i due si alzino, fa una proposta di pagamento alternativa. Il totale è lo stesso, le cifre sono diventate dieci ma piccole, con esito in tempo reale mentre sono ancora seduti al banco. Confermano nel pomeriggio. Qualche giorno dopo tornano per aggiungere l’escursione che avevano tolto per far quadrare i conti. L’agenzia incassa l’importo in tempi rapidi, senza impatti sulla liquidità.

Il pagamento di un viaggio a rate è passato da servizio accessorio a leva commerciale. Tra un turismo da record e la crescita del Buy Now Pay Later, tour operator e strutture ricettive possono usare il pagamento dilazionato per aumentare conversione e ticket medio. HeyLight presenta le sue soluzioni per il travel al TTG Travel Experience di Rimini, dal 14 al 16 ottobre 2026.

Turismo in Italia 2026, i numeri di un anno da record

I numeri evidenziano lo stato di un comparto in piena espansione. Nel primo trimestre del 2026 le strutture ricettive italiane hanno registrato 23 milioni di arrivi e 71,6 milioni di presenze: +4,2% e +7,5% sull’anno precedente. Oltre la metà delle presenze (54,6%) arriva dall’estero, con una crescita del 12,3% su base annua. La spinta non si è fermata con l’estate. Secondo l’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo, luglio 2026 ha portato oltre un milione di arrivi e più di quattro milioni di presenze in più rispetto a luglio 2025, con le presenze internazionali a +6%.

Ma il dato più interessante non è la quantità: è la forma nuova della domanda. L’extralberghiero cresce quasi quattro volte più in fretta dell’hotellerie tradizionale (+14,7% contro +3,9%), con la clientela straniera a +21,5%. La destagionalizzazione non è più un auspicio perché nell’estate 2026 il tasso medio di saturazione sulle principali OTA ha toccato il 58,9%, oltre dieci punti in più del 2025, e nella settimana di Ferragosto ha superato il 65%, davanti a Spagna e Francia. E il viaggio si sposta verso altre realtà: nel primo semestre i piccoli Comuni hanno guadagnato il 5,3% negli arrivi e il 4,6% nelle presenze. Un turismo più diffuso, più lungo, più internazionale. E, inevitabilmente, più pianificato.

BNPL e pagamento dilazionato, quanto pesano già nel travel

Chi oggi prenota una vacanza va alla ricerca di una maggiore pianificazione. È un consumatore digitale, informato, che gestisce il proprio budget come gestisce il proprio tempo, ovvero distribuendolo.

Lo confermano i pagamenti. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 i pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto 518 miliardi di euro, consolidando il sorpasso sul contante. Dentro questa transizione, il Buy Now Pay Later è il fenomeno che corre più veloce: 9,9 miliardi di euro di valore nel 2025, oltre 42 milioni di transazioni, il 5% dell’e-commerce nazionale. Millennial e Gen Z generano il 67% delle richieste. E il turismo pesa già per il 16,9% degli utilizzi.

Il credito segue la stessa direzione. Secondo Experian, a giugno 2026 le richieste di finanziamento finalizzate ai viaggi sono cresciute del 102% rispetto al mese precedente, mentre il BNPL ha segnato un +33,3% su base annua: una delle progressioni più alte dell’intero credito al consumo. Dall’altra parte del banco, il comportamento è già cambiato: due italiani su dieci utilizzano oggi forme di pagamento dilazionato per finanziare le vacanze.

Pagare un viaggio a rate, dalla necessità alla scelta

“Non siamo più nel paradigma del credito per necessità, ma in quello della flessibilità come scelta. Il cliente oggi sceglie di pagare a rate per gestire il proprio budget in modo intelligente, senza rinunciare alla qualità dell’esperienza. È un cambiamento culturale: il pagamento diventa parte della progettazione del viaggio”, spiega Luca Lambertini, Direttore HeyLight.

Un cambiamento che si legge anche nei prodotti venduti. La dilazione cresce soprattutto sui viaggi a lungo raggio, sui viaggi studio, sulle crociere e sui pacchetti esperienziali: prodotti ad alto valore, pianificati con largo anticipo, che il cliente vuole vivere fino in fondo.

“La dilazione non segue solo il prezzo, ma il valore percepito: più un viaggio rappresenta un momento significativo, più il cliente vuole gestirlo in modo intelligente”, prosegue Lambertini. Poi c’è il tempo di risposta, perché il desiderio di partire ha una finestra breve, e ogni attesa la chiude: “Il cliente sceglie un viaggio quando desiderio, ispirazione e convenienza si allineano. Se in quell’istante l’esito della richiesta è nella stessa sessione, la scelta diventa naturale. La risposta in real time elimina l’incertezza e riduce la frizione”, evidenzia ancora il Direttore HeyLight.

L’acquisto deve essere comunque sostenibile. Per questo la trasparenza è parte dell’offerta, con una comunicazione chiara su costi, rate e condizioni è ciò che rende la flessibilità un servizio e non un rischio.

HeyLight, pagamento a rate fino a 5000 euro per il travel

È qui che si inserisce HeyLight, il sistema di soluzioni di pagamento e credito di Compass, ideale anche per il settore travel. La piattaforma consente di dilazionare importi fino a 5000 euro, da 2 a 12 rate.

Per il viaggiatore significa prenotare con più serenità e distribuire il costo dell’esperienza nel tempo. Per chi vende, significa qualcosa di più concreto: aumento della conversione, incremento del ticket medio e fidelizzazione. Se il pagamento non è più un ostacolo, il cliente decide prima, aggiunge servizi, personalizza. E la liquidità non si muove: agenzie, tour operator, hotel e strutture ricettive ricevono l’accredito dell’importo in tempi rapidi.

La soluzione è omnicanale, perché il customer journey lo è già:

  • In agenzia, tramite SmartPOS o PC
  • Online, via e-commerce e con integrazioni ai principali booking engine
  • A distanza, con link di pagamento inviato via email o SMS

Un’unica esperienza digitale, coerente tra touchpoint fisici e digitali.

Hotel e strutture ricettive: prenota ora, paga fino al check-in

Per il comparto accommodation c’è un’opportunità ancora più specifica: permettere all’ospite di prenotare subito e pagare progressivamente fino al check-in.

È un meccanismo semplice con tre effetti concreti. Favorisce le prenotazioni anticipate, perché elimina la barriera dell’esborso immediato. Riduce la pressione promozionale, perché non è più necessario scontare per convincere. E sostiene le strategie di destagionalizzazione, spostando la domanda anche fuori dai picchi.

Agenzie di viaggio e tour operator, il BNPL come leva commerciale

Nei prossimi anni il BNPL entrerà nel prodotto turistico come oggi ci sono l’assicurazione, l’upgrade o i servizi accessori. E chi vende avrà un ruolo decisivo.

“Agenzie e tour operator avranno un ruolo decisivo. Non solo nel proporre la dilazione o il finanziamento, ma nell’integrarli come consulenza: spiegare come funziona, quando conviene, come può ampliare l’esperienza. Diventerà una leva commerciale, un acceleratore di conversione e un modo per differenziarsi”, dice Lambertini.

È una prospettiva che ribalta il punto di vista. Il pagamento diventa quindi il primo strumento di consulenza, quello che apre la conversazione su un viaggio più lungo, più ricco, più su misura.

Scopri le soluzioni HeyLight per il pagamento a rate nel travel

TTG Travel Experience – 14-16 ottobre | Fiera di Rimini | Pad. C5, Stand 307

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L’autunno del tartufo bianco in Italia, 5 località da scoprire tra paesaggi, sapori ed esperienze

29 septembre 2026 à 16:00

Quando arriva l’autunno, i boschi italiani si trasformano in uno scrigno prezioso e il tartufo bianco diventa uno dei protagonisti della stagione. In Italia sono numerose le località dove andare alla ricerca di questo pregiato prodotto. Abbiamo fatto una selezione di cinque destinazioni dove il tartufo è un motivo in più per partire, ma che meritano una visita anche per i paesaggi autunnali incantati, la storia e le tradizioni.

Alba in Piemonte (CN)

Alba è una delle destinazioni simbolo per chi vuole vivere l’autunno all’insegna del tartufo bianco. Nel cuore delle Langhe, questa località, abbina alla gastronomia (Alba è Città Creativa UNESCO per la Gastronomia) un paesaggio fatto di dolci colline e vigneti particolarmente suggestivo con i colori di questa stagione e un centro storico con le torri medievali tutto da scoprire.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (dal 10 ottobre al 6 dicembre) è un’occasione in più per scoprire la capitale delle Langhe. L’evento anima la città con appuntamenti gastronomici, culturali e folkloristici.

Ad Alba, inoltre si può visitare anche il MUDET – museo del tartufo di Alba, uno spazio dedicato al mondo del tartufo dove vivere l’esperienza tutto l’anno.

Dove andare in Italia in autunno alla ricerca di tartufo bianco
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La città di Alba

Acqualagna nelle Marche (PU)

Nel cuore delle Marche, Acqualagna è una meta da mettere in programma durante la stagione del tartufo. Qui si svolge infatti la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco (25, 31 ottobre e 1, 7, 8, 14 e 15 novembre) con degustazioni, incontri ed eventi.

Ma il viaggio, per un weekend tra sapori e paesaggi nel borgo in provincia di Pesaro-Urbino, può continuare anche tra la scoperta del centro, il foliage del territorio appenninico, la vicina Riserva Naturale Statale Gola del Furlo e il Museo del tartufo di Acqualagna dove è possibile vivere una truffle experience.

Gubbio in Umbria (PG)

Il tartufo diventa anche l’occasione per scoprire Gubbio, una delle città medievali più affascinanti dell’Umbria. In autunno la “città di pietra” offre un’atmosfera particolarmente suggestiva e la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei Prodotti Agroalimentari (30 e 31 ottobre e 1-6-7-8 novembre) porta in città profumi e sapori del territorio.

A Gubbio vale la pena perdersi tra i suggestivi vicoli, ammirare Piazza Grande e il Palazzo dei Consoli e visitare la chiesa di San Francesco e il teatro romano.

Volterra in Toscana (PI)

Per unire tartufo bianco e cultura, Volterra è una destinazione da inserire in un itinerario di viaggio. La città toscana arroccata su una collina di tufo, famosa per il suo patrimonio etrusco e medievale, in autunno ospita Volterragusto (24 e 25 ottobre e il 31 ottobre e 1 novembre), manifestazione che comprende anche la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei prodotti tipici dell’Alta Val di Cecina.

Questa è anche l’occasione per esplorare il centro storico tra Piazza dei Priori, la Cattedrale romanica, la Fortezza Medicea, il teatro romano e i dintorni fatti di riserve naturali tutte da vivere con i colori del foliage.

Savigno in Emilia-Romagna (BO)

Sulle colline bolognesi, Savigno, frazione di Valsamoggia, celebra ogni autunno il suo prodotto più prezioso con il Festival Internazionale del Tartufo Bianco (nei weekend dal 24 ottobre al 15 novembre).

Savigno è una destinazione perfetta per chi cerca un weekend autunnale alla scoperta di un borgo affascinante, strade panoramiche e sapori dell’Appennino.

Dessau, viaggio nel cuore della capitale tedesca del Bauhaus

28 septembre 2026 à 17:00

Dessau è una delle città tedesche più interessanti per chi ama architettura, design e urbanistica. Parte del comune di Dessau-Roßlau, è legata in modo indissolubile alla storia del Bauhaus, il movimento che ha rivoluzionato il modo di concepire edifici, oggetti e spazi nel Novecento.

La scuola fondata da Walter Gropius si trasferì qui nel 1925 e visse a Dessau una delle sue fasi più importanti. Ancora oggi la città conserva numerosi edifici, musei e complessi residenziali legati al movimento, alcuni dei quali riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Visitare Dessau oggi vuol dire ancora entrare in contatto con uno dei capitoli più influenti della storia dell’architettura moderna, ma anche scoprire una destinazione tedesca meno conosciuta rispetto alle grandi città del Paese.

Cosa vedere a Dessau

Dessau è sempre più in vista, tanto che è stata inserita da Lonely Planet tra le destinazioni Best in Travel 2027, con particolare attenzione proprio alla sua eredità Bauhaus. Il punto di partenza per scoprirla è il Bauhaus Building, progettato da Walter Gropius e inaugurato nel 1926. Con le grandi facciate in vetro, le geometrie nette e gli spazi concepiti in funzione del loro utilizzo, l’edificio è diventato uno dei simboli internazionali dell’architettura moderna. Oggi ospita la Stiftung Bauhaus Dessau ed è utilizzato per mostre, ricerca, eventi e attività culturali.

Bauhaus Building, Dessau
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Il Bauhaus Building a Dessau

Poco distante sorgono le Masters’ Houses, le abitazioni progettate per i maestri della scuola e legate a nomi fondamentali come Wassily Kandinsky e Paul Klee. Insieme al Bauhaus Building e alle case con ballatoio, fanno parte dei siti Bauhaus di Dessau inseriti nel Patrimonio UNESCO.

Merita una visita anche il Bauhaus Museum Dessau, che conserva una delle più importanti collezioni al mondo di oggetti legati alla scuola. Per osservare invece come le idee Bauhaus vennero applicate alla vita quotidiana si può raggiungere il quartiere residenziale Dessau-Törten, progettato per creare abitazioni funzionali ed economicamente accessibili.

Cosa fare a Dessau oltre al Bauhaus

Dessau non è soltanto una destinazione per appassionati di architettura. La città si trova infatti in un territorio ricco di parchi, giardini e paesaggi culturali, con diverse possibilità per alternare le visite ai musei a passeggiate e itinerari all’aperto. Uno dei luoghi più interessanti nei dintorni è il Dessau-Wörlitz Garden Realm, vasto complesso di parchi, palazzi e giardini inserito tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il paesaggio unisce architettura, natura e progettazione del territorio e rappresenta uno dei sistemi di giardini storici più importanti della Germania.

Dessau si presta inoltre bene a essere inserita in un itinerario più ampio nella Germania orientale. La città non dispone di un grande aeroporto internazionale e viene raggiunta soprattutto via terra, con collegamenti ferroviari da città come Berlino e Lipsia. Proprio le dimensioni contenute rendono Dessau adatta anche a un soggiorno breve: il centro e i principali siti legati al Bauhaus possono essere combinati facilmente con escursioni nei dintorni, creando un itinerario che unisce architettura moderna, paesaggio e patrimonio storico.

Dove si trova e come raggiungerla

Dessau si trova nel Land della Sassonia-Anhalt, nella Germania centro-orientale, tra Berlino e Lipsia. Attualmente non esistono collegamenti diretti dall’Italia, ma raggiungerla è comunque piuttosto semplice facendo scalo in una delle città vicine.

La soluzione più comoda è volare su Berlino Brandeburgo oppure su Lipsia/Halle e proseguire poi in treno verso Dessau. Lipsia è l’opzione geograficamente più vicina, mentre Berlino offre generalmente una scelta più ampia di voli dall’Italia.

Chi viaggia in auto può invece raggiungere la città attraverso l’autostrada A9, che collega Berlino e Monaco di Baviera e passa nelle immediate vicinanze di Dessau. Da Milano, ad esempio, si tratta di un viaggio on the road di circa 9/10 ore.

Cosa vedere a Metz, la città francese amata da Papa Leone XIV

Par : ritarossella
28 septembre 2026 à 13:30

Metz, il capoluogo della Lorena, nella regione del Grand Est, è una splendida città d’arte nel cuore di un territorio che, per la sua posizione, al centro del confine tra area francofona e tedesca, è stato oggetto di infinite contese territoriali nel corso dei secoli e oggi offre la possibilità di ammirare i meravigliosi esiti dell’unione delle diverse culture.

Talmente bella che lo stesso Papa Leone XIV nel suo viaggio apostolico in Francia l’ha scelta insieme a Parigi e Lourdes come tappa imperdibile il 28 settembre 2026. Scopriamola insieme.

La storia di Metz

Le origini della città risalgono a molto prima dell’epoca gallo-romana. Sulla collina Sainte-Croix, verso la fine del III secolo a. C., si stabilì la tribù celtica dei Mediomatrici. I Romani ampliarono e trasformarono la città chiamata Divodurum Mediomatricorum. Il nome della città di Metz deriva proprio da questa tribù. I Romani costruirono un anfiteatro, acquedotti, terme, templi e un muro che li proteggeva dagli Unni e dai Vandali. Tuttavia, la città fu distrutta probabilmente dagli Unni di Attila nel 451.

La città, come l’intera regione della Lorena, fu dapprima nel cuore dei regni carolingi e divenne un centro ecclesiastico tanto che il Vescovo esercitò il potere spirituale e temporale fino al XIII secolo, per poi diventare parte integrante del complesso sistema statale dell’Impero germanico e, attorno al XIII secolo, si trasformò in libero comune. Successivamente venne annessa alla Francia, dove rimase fino al 1871, quando i tedeschi la occuparono per via della sua importanza industriale, spoprattutto per carbone e metallo, perdendola dopo la fine della Prima guerra mondiale e riconquistandola durante la Seconda. Nel 1945, Metz torna definitivamente alla Francia. La città fu risparmiata dai conflitti tanto che ha preservato gran parte del suo patrimonio: dall’epoca romana fino ai giorni nostri, un centinaio di monumenti storici testimoniano il suo ricco passato.

In passato, la città è stata un centro militare e industriale di grande importanza strategica e per questo molto ambita dagli interessi tattici dei Paesi circostanti, mentre oggi, sebbene rimanga un centro industriale di notevole importanza, è soprattutto una città d’arte di straordinaria bellezza. Ecco quali sono le attrazioni più interessanti va vedere a Metz.

Cosa vedere a Metz

Il modo più suggestivo di visitare il centro storico di Metz è quello di attraversare la spettacolare Porte des Allemands, la Porta dei Tedeschi, formidabile esempio di architettura militare medievale e testimonianza dell’antica e possente cinta muraria che circondava l’intera area urbana. Il nome della porta deriva dal fatto che, nelle vicinanze, i Cavalieri Teutonici, in pieno Medioevo, avevano eretto un grande ospedale e la provenienza di questi ultimi divenne il soprannome della principale via d’accesso a Metz per chi giungeva da Oriente. Oggi, la porta si presenta come una possente fortificazione formata da ponti e grandi arcate e, sebbene isolata, permette di immaginare quanto dovesse apparire imponente l’intera città stretta dalle alte mura merlate.

Il cuore del centro urbano è la Place d’Armes, la piazza d’armi, creata alla fine del Settecento demolendo un intero isolato della città antica per fare spazio a caserme e a strutture per la guarnigione militare a guardia del confine. Oggi, la piazza è il centro pulsante della città, sulla quale si affacciano alcuni degli edifici più famosi e importanti, come la Cathédrale de Saint-Étienne e il Municipio.

La Cattedrale di Saint-Étienne è uno dei più grandiosi esempi di architettura gotica francese, realizzata tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo e detentrice del primato della più ampia superficie di vetrate decorate d’Europa, che raggiunge l’incredibile metratura di 6.500 mq. Questa incredibile decorazione ha dato alla cattedrale il soprannome di Lanterne du Bon Dieu, per via dell’incredibile spettacolo a cui si assiste quando i raggi del sole illuminano i colori del vetro policromo. Oltre alle vetrate, la cattedrale è uno spettacolo da ammirare in ogni suo dettaglio, con le meravigliose statue gotiche che donano leggerezza all’intera struttura di pietra e i vertiginosi archi ogivali che si innalzano per oltre 40 metri sulla navata centrale.

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La cattedrale di Metz

Poco oltre la cattedrale si trova l’Hotel de Ville, il Municipio di Metz che, sebbene non sia architettonicamente impressionante, è una struttura molto interessante perché testimonia come la storia del capoluogo della Lorena sia stata profondamente segnata dalla dimensione militare, essendo la città in un territorio di confine di un’Europa costantemente sul piede di guerra. All’interno del palazzo, oltre a essere la sede istituzionale del Comune di Metz, si trova l’ufficio turistico della città, sempre disponibile a fornire ogni tipo di supporto ai visitatori che arrivano per ammirare i suoi capolavori.

Rimanendo nell’area della Place d’Armes si può fare una passeggiata tra le bancarelle del celebre mercato coperto, il mercato di prodotti locali che offre una straordinaria occasione per assaggiare il meglio della produzione enogastronomica del Nord della Francia, e fare acquisti scegliendo tra una sterminata selezione di formaggi, dolci, vini e prodotti tradizionali.

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Vita notturna a Metz

Un’altra piazza che merita una visita è l’elegante Place Saint-Louis, dove si trova uno degli scorci più caratteristici di Metz, con una serie di suggestivi palazzi antichi che creano un vero e proprio palcoscenico di portici e raffinate decorazioni alle spalle del selciato della piazza.

Per ammirare uno dei panorami più romantici del capoluogo della Lorena bisogna raggiungere l’isolotto Petit Saulcy, collegato al centro cittadino da una serie di spettacolari ponti di pietra, da dove si può ammirare Metz che si dispiega lungo le anse del fiume Mosella e, di sera, lo spettacolo delle luci che si riflettono sulle sue acque.

Sull’isola si possono visitare la bella chiesa protestante, realizzata in stile neoromanico durante il periodo di dominazione tedesca in Lorena, il Teatro dell’Opera e la splendida Place de la Comédie. Petit Saulcy è anche la zona della città che, a primavera e d’estate, ospita il meglio della stagione dei festival musicali e teatrali, raccogliendo, tra le sue stradine, una grande vivacità culturale e vitalità fino a notte fonda.

La vita culturale di Metz è stata rivoluzionata da quando, nel 2010, è stato inaugurato il Centro Pompidou-Metz, una vera e propria succursale del più famoso centro artistico e culturale di Parigi. All’interno del centro culturale di tengono mostre, conferenze ed eventi di grande rilevanza nazionale e internazionale. La collezione principale conservata raccoglie quasi 65.000 opere di arte contemporanea, rendendola la più importante collezione della Lorena e la terza istituzione culturale più importante di Francia.

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Il Centre-Pompidou di Metz

Come arrivare a Metz

Raggiungere Metz è molto semplice grazie alla sua posizione strategica vicina ai confini con Lussemburgo, Germania e Belgio. Il modo più comodo dall’Italia è partendo da Parigi prendendo un treno ad alta velocità che parte dalla Gare de l’Est. Il viaggio in TGV dura solo circa un’ora e mezzo. Volendo, si può arrivare anche in treno direttamente da Milano attraversando la Svizzera (Basilea o Zurigo), per poi proseguire in direzione Strasburgo e infine Metz. Non ontano da Metz sono anche gli aeroporti di Lussemburgo (circa 60 km tramite autobus diretti e treni regionali e di Strasburgo (SXB) (circa 160 km con i treni regionali TER o TGV). Per chi volesse muoversi in auto, da Milano Metz dista circa 650 km. Si attraversa la Svizzera via Chiasso/San Gottardo (è necessaria la vignetta autostradale svizzera) verso Basilea, si prosegue in Francia verso Strasburgo tramite la A35 e poi si imbocca la A4 in direzione Metz.

La Venezia della Boemia è una cittadina fiabesca dove fare un viaggio nel tempo: Český Krumlov

27 septembre 2026 à 15:00

Nella Boemia meridionale, il fiume Moldava disegna intorno al centro storico di Český Krumlov una successione di curve che sembra quasi volerlo proteggere. L’acqua avvolge le case, passa sotto i ponti e ricompare tra le architetture antiche, diventando parte integrante del paesaggio urbano.

Il nucleo storico conserva un intricato sistema di stradine strette, piazze e abitazioni appartenenti a epoche diverse, dal gotico al Rinascimento fino al Barocco. Attorno si sviluppa un complesso castellano di dimensioni imponenti, secondo per estensione in Repubblica Ceca soltanto al Castello di Praga.

Il risultato è un centro storico rimasto straordinariamente integro, tanto da entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Per percepirne davvero il carattere conviene lasciarsi alle spalle i percorsi più ovvi e seguire le curve delle strade, osservando i dettagli delle facciate, gli archi, le insegne e gli scorci improvvisi sulla Moldava.

Cosa vedere a Český Krumlov

Questa città della Repubblica Ceca custodisce una quantità sorprendente di testimonianze racchiuse in uno spazio raccolto.

Castello di Český Krumlov

La grande sagoma del castello domina Český Krumlov dall’alto e racconta secoli di trasformazioni architettoniche. La costruzione originaria risale al XIII secolo, quando la famiglia dei Vítkovec fece realizzare la prima fortezza. I Rožmberk ampliarono il complesso e nel XVI secolo ne modificarono profondamente l’aspetto, trasformandolo in una raffinata residenza rinascimentale.

Tra le attrazioni si fa notare il Teatro barocco, considerato uno dei più antichi teatri conservati all’interno di un castello nell’Europa centrale. Scenografie, meccanismi teatrali, oggetti di scena e il cosiddetto golfo mistico, cioè lo spazio destinato all’orchestra, restituiscono l’organizzazione di uno spettacolo in epoca barocca.

La torre cilindrica rappresenta invece uno dei punti panoramici più caratteristici: dall’alto lo sguardo raggiunge i tetti della città, le anse della Moldava e il paesaggio della Selva Boema.

Castello di Český Krumlov, Repubblica Ceca
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Veduta del Castello di Český Krumlov

Piazza della Concordia e la Città interna

Náměstí Svornosti, la Piazza della Concordia, costituisce uno degli spazi più riconoscibili del centro. La forma quadrata è racchiusa da edifici gotici, rinascimentali e barocchi, con facciate dipinte che sembrano appartenere a una scenografia fiabesca.

Tra gli elementi più interessanti vale la pena menzionare il Municipio rinascimentale e la fontana in pietra esagonale costruita nel XIX secolo attorno alla Colonna Mariana della peste.

Da questa piazza le strade si diramano in varie direzioni e permettono di scoprire la Città interna, racchiusa dalla Moldava. Tre ponti la collegano alle altre parti dell’abitato, creando una geografia urbana molto particolare.

Latrán e il Ponte del Barbiere

Sul lato settentrionale del centro storico si trova Latrán, antico quartiere situato ai piedi del castello. Il collegamento con la Città interna passa dal Ponte del Barbiere, il Lazebnický most, una struttura in legno che attraversa il fiume.

Le case si stringono lungo le strade, mentre la massa del castello sale alle spalle degli edifici: sì, è uno degli scorci più caratteristici di Český Krumlov.

Museo e Studio fotografico Seidel

Una delle esperienze più originali della località porta dentro un antico studio fotografico. Josef Seidel e suo figlio František documentarono per decenni persone, paesaggi e vita quotidiana della regione tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

L’esposizione conserva negativi su vetro, macchine fotografiche, apparecchiature, mobili originali, registri dei clienti, appunti e diari personali. Dietro le fotografie d’epoca compaiono volti, abiti, strade e paesaggi di un mondo ormai lontano, fissati su lastre che hanno attraversato più di un secolo.

Egon Schiele Art Centrum

Český Krumlov ebbe un ruolo importante anche nella vita di Egon Schiele, pittore e disegnatore austriaco nato nel 1890 e morto nel 1918. La madre dell’artista proveniva dalla città e Schiele vi soggiornò, realizzando opere ispirate all’abitato e ai suoi paesaggi.

L’Egon Schiele Art Centrum occupa gli spazi dell’antico birrificio cittadino del XVI secolo e si sviluppa su circa 3000 m². La struttura documenta la vita e il lavoro dell’artista, affiancando alle opere di Schiele esposizioni temporanee dedicate all’arte classica e internazionale del XX secolo.

Cosa fare a Český Krumlov

Dopo aver seguito le tracce delle famiglie nobiliari e degli artisti, la città invita a cambiare ritmo. La sua dimensione raccolta permette di alternare visite culturali, scorci sul fiume e soste dedicate alla tradizione locale.

  • Salire sulla torre del castello: per osservare dall’alto la particolare forma urbana di Český Krumlov e riconoscere le anse della Moldava attorno al centro storico.
  • Seguire il corso della Moldava: regala una prospettiva diversa sulla città, costruita proprio lungo una delle principali vie fluviali della Boemia.
  • Provare la navigazione sul fiume: permette di ammirare Český Krumlov dall’acqua, con possibilità di escursioni turistiche anche su zattere di legno illuminate dalle fiaccole al crepuscolo.
  • Scoprire la tradizione della birra locale: porta al birrificio Eggenberg, attivo in città dal 1560 e legato al casato degli Eggenberg, che acquisì il dominio di Český Krumlov nel 1662.
  • Visitare la città durante il Festival della Rosa a Cinque Petali: significa assistere a una rievocazione rinascimentale con cavalieri, cortei in costume, musica, mercatini, scacchi viventi e fuochi d’artificio.
  • Esplorare i dintorni: il castello di Hluboká nad Vltavou, il villaggio di Holašovice, il monastero di Vyšší Brod e quello di Zlatá Koruna, importanti testimonianze della Boemia meridionale.

Dove si trova e come arrivare

Český Krumlov si trova nella Boemia meridionale, nel territorio attraversato dalla Moldava. La città dista circa 170 km da Praga e rappresenta una tappa facilmente inseribile in un itinerario attraverso la regione.

In automobile dalla Capitale occorrono circa 2 ore. Gli autobus diretti impiegano quasi 3 ore, mentre il viaggio in treno richiede un tempo simile e prevede un cambio a České Budějovice. Per coglierne davvero l’atmosfera, però, una permanenza più lunga permette di vedere il centro con ritmi diversi, soprattutto nelle ore in cui le strade si fanno più tranquille.

A quel punto la città cambia volto: la luce scivola sulle facciate dipinte, la Moldava continua il suo giro attorno alle case e la torre del castello si staglia sopra i tetti. Český Krumlov rivela così la sua qualità più difficile da raccontare sulla carta, quella di una città raccolta e monumentale insieme, costruita nei secoli attorno a un fiume che ancora oggi ne detta il ritmo.

Alla scoperta di un luogo leggendario con questo libro capolavoro

27 septembre 2026 à 13:00

I miti e le leggende nascondono anche delle parti di verità. Ed è con uno dei personaggi femminili più enigmatici e intriganti che conosciamo (anche) nell’Odissea, che viaggiamo verso un luogo del Lazio ricco di meraviglie da scoprire.

Stiamo parlando di Circe, dea capace di trasformare gli uomini in animali, spesso per questo definita maga, figlia di Elio e della ninfa Perseide, che nell’Odissea Omero fa vivere su un’isola a oriente, successivamente da alcuni identificata con il promontorio del Circeo, nel Lazio.

E c’è un libro che è un capolavoro assoluto, che ci permette di conoscerla in una versione più “umana”, di donna con emozioni, sentimenti, forza e fragilità, permettendoci di sciprire tutta la sua vita. Si tratta di Circe di Madeline Miller, pubblicato in Italia qualche anno fa da Marsilio, che è un vero e proprio bestseller, uno di quei romanzi che ci catturano, ci appassionano e che sono capaci di lasciare il segno.

Alla scoperta del Circeo in compagnia di un capolavoro

I libri non scadono mai, i capolavori sono l’esempio lampante di come alcune storie siano capaci di superare il tempo e le tante pubblicazioni che propone il mercato editoriale, per diventare quei libri da sfogliare e riaprire ogni volta che si vogliono rivivere determinate emozioni. Uno di quei romanzi è Circe di Madeline Miller, il volume perfetto per tenerci compagnia mentre visitiamo la zona più meridionale del Lazio, una delle coste più affascinanti di tutta Italia.

Qui, pare, infatti che vivesse Circe, personaggio mitologico che incontra Ulisse durante le lunghe peregrinazioni che lo tengono distante dalla sua Itaca per ben 10 anni dopo il termine della Guerra di Troia. E sono questi i luoghi che conosciamo e amiamo leggendo il romanzo a lei dedicato scritto da Miller.

Se possiamo identificare con il promontorio del Circeo i luoghi mitologici della dea, allora leggere questo romanzo mentre li si visita è un viaggio memorabile.

Le tappe sono tantissime. E perché non partire proprio da San Felice Circeo? Si tratta di un affascinante borgo, in cui storia e leggenda prendono forma. E non è celebre solo perché su questa terra si racconta vivesse la maga Circe, ma anche per la presenza dei Templari. Una torre – attribuita ai Cavalieri del Tempio –  si trova in piazza Lanzuisi ed è imperdibile. Poi non mancano palazzi religiosi e civili, strade da percorrere lasciandosi ammaliare dall’atmosfera e scorci incantevoli.

Tutta l’area, poi, è inserita nel Parco Nazionale del Circeo che regala percorsi naturalistici, città celebri, l’Isola di Ponza e l’Isola di Zannone, solo per citarne due dell’arcipelago, e una biodiversità preziosa.

Chiaramente non manca il litorale, che è tutto da scoprire: tappa obbligata anche fuori stagione per fare il pieno di bellezza grazie a una costa variegata e dall’acqua cristallina.

I luoghi di Circe

Ci sono luoghi, poi, che regalano la sensazione di entrare in connessione con Circe, il cui profilo si dice possa essere visto nella linea della montagna. Come la grotta che si trova nei pressi di Torre Paola (innalzata per difendere la costa dalle scorribande dei pirati saraceni), dove si narra che Ulisse nascose le sue navi. Del resto, questa cavità è lunga 100 metri, larga 30 e alta 25 e le sue grandi dimensioni avrebbero potuto davvero ospitarle.

Torre Paola nel Circeo
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La Torre Paola vicina alla grotta che si dice fosse stata quella di Ulisse

Altrettanto affascinante è la Grotta delle Capre, si raggiunge via mare e via terra ed è lunga circa 35 metri. L’altezza varia dai 15 ai 20 metri. Qui si racconta vivesse proprio Circe.

Tra le più celebri, poi, c’è la Grotta Guattari: in questo antro nel 1939 è stato rinvenuto un cranio di uomo di Neanderthal.

Questi naturalmente sono solo alcuni dei tanti luoghi che vale la pena visitare. L’area, infatti, regala natura incontaminata, storia antica e segni di un passato lontano, il tutto ammantato da quel pizzico di leggenda che la rende ancora più affascinante. E non c’è nulla di meglio che visitare il Circeo in compagnia del romanzo capolavoro di Madeline Miller, Circe.

La città del vino eterno: Maribor, il segreto asburgico custodito dalla vite più antica del mondo

26 septembre 2026 à 15:00

A Maribor, in Slovenia, il vino appartiene al paesaggio prima ancora che alla tavola: basta affacciarsi verso le colline per accorgersi che i filari arrivano quasi a lambire la città, mentre la Drava attraversa il centro storico con un corso ampio e tranquillo. Sullo sfondo si alzano le pendici boscose del Pohorje, una presenza verde che rende insolito il suo affascinante profilo urbano.

Capoluogo della Stiria slovena e seconda città del Paese, è una località con una lunga storia, tanto che la sua stratificazione si percepisce soprattutto lungo il fiume, nel quartiere di Lent e nelle piazze del centro. La città conserva torri, resti delle fortificazioni e palazzi storici, ma il suo carattere arriva anche dalla dimensione quotidiana.

Caffè, locali, eventi culturali e cantine convivono con aree verdi e percorsi lungo l’acqua. Maribor è stata inoltre indicata quale European Best Green Capital 2025, mentre nel 2026 ha ricevuto il titolo di Best Wine Capital in Europe, riconoscimenti legati alla combinazione fra patrimonio, natura e tradizione vitivinicola.

Cosa vedere a Maribor

Il centro storico si lascia scoprire senza grandi distanze, ma alcune presenze meritano una pausa più lunga.

La vite più antica del mondo

A Lent, sulla facciata della Casa della Vecchia Vite, cresce il simbolo assoluto di Maribor: la Old Vine, conosciuta in sloveno come Stara trta, ha oltre 450 anni ed è considerata la più antica vite nobile del mondo ancora capace di produrre uva. Il record è registrato nel Guinness dei Primati.

Il tronco contorto aderisce alla facciata della casa cinquecentesca e racconta una tradizione vitivinicola che attraversa secoli di storia locale. La vite è diventata anche un simbolo culturale e gastronomico, al centro di celebrazioni, raccolte rituali e iniziative dedicate al vino.

La sua storia ha attraversato guerre, incendi e malattie che hanno colpito molte altre viti della regione. Oggi alcuni suoi discendenti vengono coltivati in diverse parti della Slovenia e persino all’estero.

Vite più antica del mondo, Slovenia
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Veduta della vite più antica del mondo

Lent e le torri medievali

La riva della Drava conduce nel quartiere più antico e caratteristico della città: Lent, che conserva tracce della Maribor fortificata, accanto a edifici e spazi pubblici che guardano direttamente al fiume.

Tra le testimonianze più suggestive compare la Judgement Tower, nata con pianta quadrata nel 1310 e profondamente ricostruita a metà del XVI secolo, quando architetti italiani contribuirono al rafforzamento delle difese cittadine. Nel 1554 la torre e il porto fluviale vennero protetti da un bastione chiamato Venice. Il porto divenne poi un importante punto per il commercio del legname e il trasbordo delle merci. Oggi la torre appartiene al Minoriti Cultural Quarter e ospita il Teatro delle Marionette di Maribor.

Poco distante si fa notare la Water Tower, altra testimonianza del sistema difensivo cinquecentesco. In questo tratto la Drava assume un ruolo quasi scenografico e rende particolarmente piacevole la successione di torri, mura e facciate storiche.

Cantina Vinag

Sotto il centro urbano si apre una Maribor completamente diversa. La cantina Vinag nasce nel 1847 e si sviluppa per 2,1 chilometri di corridoi sotterranei, su una superficie di circa 15.000 metri quadrati. La capacità complessiva raggiunge 3 milioni di litri, custoditi fra botti di legno, cisterne in cemento e bottiglie segnate dal tempo.

Il contrasto con la città di superficie è notevole: sopra scorrono le strade del centro, sotto si conserva una parte della memoria enologica della Stiria. Particolarmente prezioso è l’archivio dei vini, con bottiglie appartenenti alle annate più importanti.

Galleria d’arte di Maribor

Per cambiare prospettiva, la Galleria d’arte di Maribor porta dentro il ‘900 e la contemporaneità slovena. La collezione comprende oltre 10.000 opere di artisti sloveni dalla fine del XIX secolo ai nostri giorni.

È una tappa interessante per capire quanto Maribor vada oltre il suo volto vinicolo.

Cosa fare a Maribor

La dimensione raccolta del centro permette di alternare monumenti e momenti più leggeri. Il rapporto con la Drava e con le colline rende possibile cambiare atmosfera in pochi minuti.

  • Navigare sulla Drava: per osservare Maribor da una prospettiva diversa, anche attraverso esperienze legate alle tradizionali zattere fluviali.
  • Cercare l’oro: aggiunge un elemento curioso alla storia del fiume, legato alle attività tradizionali praticate lungo la Drava.
  • Salire verso il Pohorje: significa lasciare rapidamente l’ambiente urbano per entrare in un paesaggio di foreste, ruscelli, cascate, torbiere e laghi. Il massiccio custodisce anche la foresta primordiale di Šumik e una ricca fauna.
  • Percorrere i sentieri: si può incontrare uno dei grandi simboli dell’escursionismo locale, il Sentiero alpino sloveno, il più antico e conosciuto itinerario escursionistico del Paese, che prende avvio da Maribor e arriva fino ad Ancarano.
  • Assaggiare i vini della Stiria: le colline viticole attorno alla città custodiscono cantine familiari e aziende che continuano una tradizione legata alla viticoltura già praticata in epoca celtica e romana.
  • Osservare un klopotec: uno dei simboli più curiosi della campagna stiriana. Questa struttura lignea azionata dal vento produce un rumore caratteristico e appartiene alla tradizione della protezione delle vigne e delle celebrazioni della vendemmia.
  • Vivere un festival: il calendario comprende manifestazioni musicali, culturali, gastronomiche e il celebre Festival Lent, legato al quartiere affacciato sulla Drava.

Dove si trova e come arrivare

Maribor si trova nella parte nord-orientale della Slovenia, a poca distanza dal confine austriaco. La città dista circa 70 km da Graz, 120 km da Zagabria, 130 km da Lubiana e 230 km da Trieste. La posizione lungo importanti direttrici europee rende agevole raggiungerla in automobile, treno o autobus.

Il treno è una delle soluzioni più pratiche: la stazione ferroviaria principale si trova in Partizanska cesta, praticamente accanto alla stazione degli autobus e già nel tessuto urbano. Da Lubiana il viaggio dura meno di 2 ore e i collegamenti internazionali comprendono treni provenienti dall’Austria, dalla Germania e dalla Croazia.

In automobile si arriva attraverso la rete autostradale slovena. Da Lubiana si segue la A1/E57, mentre Maribor è collegata anche con Zagabria, Budapest, Trieste, Klagenfurt e Graz. In aereo, l’aeroporto di Graz rappresenta uno degli scali più vicini, a circa 64 km dalla città. Sono disponibili anche collegamenti attraverso gli aeroporti di Lubiana e Zagabria. Dall’aeroporto di Graz esistono inoltre connessione ferroviari verso la Slovenia e Maribor.

Nascosta dentro il meandro di un fiume, vi si accede solo attraversando la roccia: Esch-sur-Sûre

20 septembre 2026 à 16:00

Per raggiungere Esch-sur-Sûre bisogna attraversare un paesaggio che sembra voler proteggere il piccolo centro abitato, quasi nasconderlo alla vista fino all’ultimo momento. La Sûre scorre ai piedi delle montagne, dentro una gola profonda scavata nel corso dei millenni, mentre le pareti ripide arrivano in alcuni punti direttamente sull’acqua.

Siamo nel nord del Lussemburgo, nella regione delle Ardenne caratterizzata da alture boscose, vallate fluviali e affioramenti di scisto, e il suo centro storico si raccoglie in una stretta ansa del fiume ai piedi delle rovine di un castello fortificato. Case in pietra, vicoli minuti e pendii verdi compongono un quadro medievale di grande suggestione.

A rendere ancora più particolare l’accesso contribuisce la conformazione stessa del territorio: la strada principale attraversa due gallerie, una risalente al 1850 e l’altra realizzata nel 1954, necessarie per superare la montagna senza interrompere il collegamento con il villaggio.

Cosa vedere a Esch-sur-Sûre

Il fascino di questa cittadina del Lussemburgo si rivela soprattutto nei dettagli. Prima ancora di raggiungere i punti panoramici, vale la pena osservare il rapporto tra le abitazioni, la roccia e il corso d’acqua, perché proprio questa struttura compatta racconta la lunga storia dell’insediamento.

Le rovine del castello di Esch-sur-Sûre

In alto, sopra i tetti del villaggio, le rovine del castello dominano la valle con un profilo inconfondibile. La salita è breve ma ripida e conduce verso i resti della fortezza, accessibili liberamente. Dalla sommità, il panorama abbraccia le case raccolte lungo la Sûre, gli speroni rocciosi e la stretta ansa del fiume.

Le origini del castello affondano nell’Alto Medioevo e nel periodo della Prima crociata Esch era il centro di una signoria guidata da un conte, la cui autorità si estendeva su 19 villaggi e frazioni, arrivando fino a Diekirch. La fortezza fu ampliata nel corso dei secoli, seguendo l’evoluzione delle esigenze militari.

Castello di Esch-sur-Sûre, Lussemburgo
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Quel che rimane del castello di Esch-sur-Sûre

Le mura, lunghe circa 450 metri e spesse 1,5 metri, comprendevano anche una torre di guardia circolare. La struttura difensiva fu in gran parte distrutta dalle truppe francesi dopo la conquista della fortezza  da parte di Luigi XIV nel 1685. Le abitazioni addossate alle mura contribuirono però a conservarne alcuni tratti, ancora visibili lungo il vicolo accanto al municipio.

La Maison du Parc e il museo della drapperia

Lungo la Sûre, ai piedi della collina del castello, un edificio storico racconta un capitolo diverso della vita locale. L’antica drapperia, oggi sede della Maison du Parc, conserva la memoria della lavorazione artigianale della lana, un’attività che per secoli ha avuto un ruolo importante nell’economia della regione.

Il museo, dedicato alla produzione tradizionale delle coperte di lana, accompagna il visitatore attraverso le diverse fasi del processo, dalla materia prima al tessuto finito. Le macchine restaurate e gli strumenti d’epoca rendono più concreta la comprensione di un mestiere legato alla manualità e alle risorse del territorio.

L’edificio ospita anche il centro di informazioni turistiche e una boutique con prodotti regionali. La visita guidata dura circa 1 ora e richiede la prenotazione, mentre l’audioguida permette di scoprire gli ambienti in autonomia.

La diga di Esch-sur-Sûre

Poco fuori dal borgo, la diga rappresenta una delle opere più significative del paesaggio contemporaneo. La sua struttura ad arco, inserita tra le pendici verdi della valle, crea un contrasto suggestivo tra ingegneria e natura. La costruzione del bacino ha modificato profondamente l’ambiente circostante, dando origine a una riserva idrica essenziale per il Paese e a uno spazio dedicato al tempo libero.

Il lago dell’Alta Sûre si estende per circa 380 ettari e raggiunge una superficie di quasi 4 km². Le sue acque sono destinate alla produzione di acqua potabile, ragione per cui la tutela ambientale riveste un ruolo centrale.

La cappella Sainte-Croix, detta del Loch

Fuori dal centro, lungo la direzione di Eschdorf, la cappella Sainte-Croix (conosciuta anche con il nome di cappella del “Loch”) aggiunge un elemento spirituale e leggendario al territorio. L’edificio in pietra risale al XVIII secolo e fu costruito sul sito di un’antica croce lignea medievale.

All’interno custodisce un calvario gotico in legno di tiglio, con Cristo sulla croce affiancato da due ladroni a grandezza naturale. Si tratta di una testimonianza di rilievo del patrimonio culturale lussemburghese. Un viale di tigli conduce all’ingresso e accentua la quiete del posto.

Cosa fare a Esch-sur-Sûre

È consigliata una visita lenta, anche perché il paesaggio circostante invita a prolungare la permanenza. Tra sentieri, acqua e punti panoramici, la zona offre attività adatte sia a una breve escursione sia a una giornata all’aria aperta.

  • Seguire l’Éislek Pad Esch-sur-Sûre: percorso ad anello che misura circa 6,5 km e attraversa boschi, pendii e punti panoramici. Il dislivello è più impegnativo di quanto suggerisca la distanza, soprattutto nella salita al Kuelebierg, ma dalla sommità si apre una vista straordinaria sulla forma a ferro di cavallo della valle.
  • Esplorare i sentieri locali: una rete di circa 90 km di itinerari segnalati per escursionisti e mountain biker si sviluppa tra le colline di Esch e il lago. Sono disponibili anche percorsi più brevi, adatti a chi desidera scoprire il territorio senza affrontare escursioni lunghe.
  • Praticare sport sul lago dell’Alta Sûre: il bacino è dedicato alla balneazione in aree autorizzate, alla pesca, alle immersioni e alla navigazione dolce. Kayak, vela e windsurf permettono di vivere l’acqua in modo rispettoso dell’ambiente.
  • Raggiungere le località balneari del lago: le zone attrezzate si trovano presso Lultzhausen, Insenborn, Baschleiden, Liefrange e nei pressi del centro forestale Burfelt. Sono punti di riferimento per trascorrere una giornata tra acqua e natura.
  • Scoprire i sapori regionali: i ristoranti della zona propongono specialità locali e menu ispirati ai prodotti della Sûre, tra carni, verdure, erbe aromatiche e tisane. Tra le bevande regionali si possono trovare birre di Heiderscheid e produzioni biologiche della Brasserie Simon.

Dove si trova e come arrivare

Esch-sur-Sûre si trova nel nord-ovest del Lussemburgo, nel distretto dell’Éislek, all’interno del Parco naturale dell’Alta Sûre. Il villaggio sorge lungo il fiume Sûre, a pochi minuti dal lago dell’Alta Sûre e dalla diga.

In automobile, il percorso di accesso è particolarmente scenografico, con la strada che segue la valle tra pareti rocciose e corsi d’acqua. La conformazione del territorio rende l’ingresso parte integrante dell’esperienza, grazie alle due gallerie che attraversano la montagna.

Per chi arriva in treno, la stazione di Wiltz rappresenta uno dei principali punti di riferimento della zona, da completare con un collegamento stradale verso il villaggio.

In questa città la pietra prende vita e le case raccontano antiche leggende dipinte a mano: Oberammergau

20 septembre 2026 à 13:00

A circa 840 metri di altitudine, tra i boschi e le montagne delle Alpi dell’Ammergau, Oberammergau si presenta con il tipico profilo ordinato dei villaggi bavaresi. Tuttavia, riserva una particolarità in grado di cambiare il volto della visita: le facciate delle abitazioni raccontano storie attraverso figure dipinte, cornici illusionistiche e scene religiose, mentre dalle botteghe affiorano crocifissi, presepi e sculture realizzati secondo un’antica tradizione artigianale.

Il paese si trova nell’Alta Baviera lungo la Deutsche Alpenstraße, la Strada tedesca delle Alpi, un itinerario panoramico che attraversa il territorio alpino meridionale fino al confine con l’Austria, anche se la sua notorietà internazionale nasce da una promessa. Nel 1633, durante la guerra dei Trent’anni, gli abitanti fecero voto di rappresentare la Passione di Cristo qualora fossero stati risparmiati dalla peste. La prima rappresentazione si tenne nel 1634 e da allora la tradizione è diventata parte dell’identità collettiva.

Accanto alla grande manifestazione religiosa, Oberammergau conserva un volto più quotidiano, fatto di case affrescate, laboratori del legno, piccole piazze e sentieri che si inoltrano verso il paesaggio alpino.

Dove i gladiatori sfidavano il destino: Salona, l’antica capitale romana della Dalmazia

19 septembre 2026 à 16:00

L’acqua del fiume Jadro scorre accanto a Solin, nella Dalmazia centrale, e accompagna una delle testimonianze archeologiche più importanti della Croazia. Solin è la città moderna, dove però c’è anche Salona, ovvero l’antico centro romano. Un tempo capitale della provincia romana di Dalmazia, Salona fu una delle città più importanti dell’Adriatico orientale. Oggi, tra mura monumentali, basiliche paleocristiane, necropoli e resti di edifici pubblici, il suo passato riaffiora a pochi chilometri da Spalato.

Romana nella struttura monumentale, paleocristiana per la ricchezza dei luoghi di culto, croata per le vicende legate alla monarchia medievale, Salona conserva tracce di epoche diverse all’interno dello stesso paesaggio. Le sue rovine comprendono l’anfiteatro, le terme, il foro, le porte cittadine e vaste necropoli, tra cui Manastirine, Kapljuč e Marusinac. Il sito è considerato il più grande parco archeologico del Paese e permette di osservare, attraverso edifici e frammenti, la trasformazione di un importante centro romano in un luogo fondamentale per la storia cristiana dell’Adriatico.

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