Ilary Blasi e Bastian Muller si sono giurati amore eterno, il giorno del sì hanno scelto Ravello nella Costiera Amalfitana per le celebrazioni e i festeggiamenti. Il rito simbolico e il ricevimento si sono svolti a villa Cimbrone ma dopo mezzanotte i festeggiamenti si sono spostati all’interno di Palazzo Tolla, attuale sede del comune, dove hanno formalizzato l’unione civile. La sposa è arrivata in municipio dopo aver percorso a piedi scalini e viottoli che separano la villa dal centro, mentre alla celebrazione ufficiale hanno preso parte soltanto 25 persone.
La location della festa, però, è uno dei luoghi più celebri e scenografici di Ravello: una dimora storica circondata da giardini, statue e terrazze sospese sul mare. La nostra fortuna? Possiamo visitare i giardini di villa Cimbrone, anche senza essere ospiti dell’hotel.
Villa Cimbrone, dove si è sposata Ilary Blasi
La festa di nozze si è tenuta a Villa Cimbrone, tra le dimore più note di Ravello e della Costiera Amalfitana: Affacciata sul mare, in via Santa Chiara, è conosciuta soprattutto per i suoi giardini storici, mentre una parte del complesso ospita oggi un hotel di charme.
Il punto più celebre resta il Terrazzo dell’Infinito, o Belvedere dell’Infinito. Una balconata sospesa sul Mediterraneo, segnata da busti in marmo e da una vista che si apre sulla costa. È uno degli scorci più riconoscibili di Ravello e anche uno dei motivi per cui Villa Cimbrone continua a essere scelta come cornice per eventi e cerimonie.
Per visitare i Giardini di Villa Cimbrone non è necessario soggiornare in hotel. L’area monumentale è aperta anche ai visitatori esterni, con ingresso a pagamento. La visita può quindi rientrare senza problemi in una giornata a Ravello. La struttura indica un’apertura tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:30, con ultimo accesso alle 19:00.
Eventi privati, matrimoni o esigenze organizzative possono comportare chiusure straordinarie. Meglio controllare prima della visita.
iStockLa vista da sogno dalla villa
Cosa vedere
Le origini di Villa Cimbrone sono lontane, si parla di lei già nell’XI secolo; le prime tracce documentarie risalgono all’XI secolo e anche il nome conserva qualcosa di quella storia: deriverebbe da “Cimbronium”, il grande podere che occupava il promontorio. Nei secoli la proprietà cambiò più volte famiglia, seguendo passaggi e fortune della nobiltà locale.
Ma la villa che si vede oggi è soprattutto il risultato di una stagione molto più recente, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. È allora che il complesso cambia volto e i giardini vengono ripensati mescolando gusto classico, essenze mediterranee e suggestioni arrivate dall’Inghilterra. Il percorso si apre tra statue, fontane, piccoli templi e presenze quasi teatrali, senza mai perdere di vista il paesaggio.
Poi c’è il Terrazzo dell’Infinito: è il punto che più di altri ha costruito l’immaginario di Villa Cimbrone: una balconata sospesa sul mare, scandita da busti in marmo, con la Costiera Amalfitana che si allarga davanti agli occhi. La scena è potente, quasi inevitabile. Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Poco più in là cambiano atmosfera e prospettiva: il chiostro, la cripta, i passaggi ombreggiati del giardino. Angoli meno celebrati, forse, ma capaci di raccontare la villa con una voce diversa, più raccolta.
Attrice, conduttrice, scrittrice: “Manca sempre qualcosa, per fortuna”, ci dice Chiara Francini, appena tornata dall’83° Festival del cinema di Venezia dove ha vinto il premio come Miglior Attrice Protagonista alla XXV edizione del Premio Kinéo. Fiorentina, è legatissima alla sua città con cui ha “un rapporto molto carnale”, che consiglia di visitare perdendosi per le strade, camminando senza una meta precisa, “perché Firenze dà il meglio di sé quando smetti di trattarla come un museo e cominci a viverla come una donna”.
Nell’intervista esclusiva a SiViaggia ha raccontato che, tra i viaggi che preferisce, ci sono quelli in solitaria, “una delle forme più radicali di libertà”, e quelli tra donne.
Firenze è spesso protagonista dei suoi romanzi: può svelarci i luoghi che le stanno più a cuore e che i turisti non conoscono, ma dovrebbero visitare?
Firenze è una città che non si lascia mai raccontare fino in fondo e forse è proprio questo il suo fascino. Io ho un rapporto molto carnale con Firenze: la conosco soprattutto con il naso, con le gambe, con la memoria dei miei anni universitari. Al di là dei luoghi che finiscono inevitabilmente nelle fotografie, inviterei a perdersi. A camminare senza una meta precisa, perché Firenze dà il meglio di sé quando smetti di trattarla come un museo e cominci a viverla come una donna: non devi necessariamente capirla, devi frequentarla. In fondo, una città, come una persona, diventa davvero interessante quando comincia a mostrarti le sue imperfezioni.
E di donne parlerà anche in occasione del Festival del viaggiatore, l’evento che si svolge tra settembre e ottobre in alcune località del Veneto, in un intervento dal titolo “Donne: è sempre tempo di rivoluzione”. L’appuntamento con Chiara Francini è domenica 4 ottobre 2026 alle 17.30 a Villa Cipriani di Asolo, una dimora di campagna costruita in epoca palladiana e che fu di proprietà del poeta inglese Robert Browning e poi di Rupert Guinness, secondo Conte di Iveagh, della famosa famiglia irlandese produttrice di birra.
Alla 12ª edizione del Festival del viaggiatore tratta il tema della donna: ha mai fatto un viaggio in solitaria? E tra sole donne? Se sì, dove. Può raccontarci l’esperienza?
Il viaggio in solitaria è una delle forme più radicali di libertà. Perché quando sei sola non puoi delegare: scegli tu dove andare, quando fermarti, cosa mangiare, perfino con chi avere una conversazione imbarazzante al ristorante! Ho viaggiato da sola e ho scoperto che la solitudine, quando è scelta, non è affatto una condanna ma uno spazio. E dentro quello spazio puoi finalmente sentire cosa pensi tu, senza il sottofondo delle aspettative degli altri. I viaggi tra donne poi hanno un’altra meravigliosa caratteristica: puoi passare in tre minuti dal dibattere sul senso dell’esistenza al discutere animatamente di scarpe, uomini o carboidrati. E tutto ha perfettamente senso.
Cinema, Tv, teatro, attrice, modella, conduttrice, comica, doppiatrice, regista, produttrice, ma anche editorialista e scrittrice: cosa manca ancora nella sua wish list?
Manca sempre qualcosa, per fortuna. Ma io sono una donna e posso fare tutto! Mi piacerebbe continuare a scrivere, naturalmente, e magari dirigere. Mi piacerebbe confrontarmi con ruoli e linguaggi che ancora non conosco. In ogni caso il vero desiderio è poter continuare a sorprendermi. Finché c’è qualcosa che mi mette un po’ paura, allora significa che sono ancora viva artisticamente.
Può anticiparci i suoi prossimi progetti tra programmi Tv e libri in uscita?
Continuo a pensare alla scrittura come a una parte fondamentale del mio percorso, perché quando scrivo posso permettermi una reale libertà. Ci sono progetti che stanno prendendo forma e altri che devono ancora trovare la loro strada. Mi piace l’idea di continuare a misurarmi con progetti che abbiano una personalità e che abbiano qualcosa da dire. Ma posso promettere una cosa: continuerò a fare più cose contemporaneamente, con entusiasmo.
Sono quasi vent’anni che i personaggi di Tyler Perry continuano a chiedersi perché mai abbiano deciso di sposarsi. Ma persino dubbi esistenziali come questi appaiono più leggeri e sopportabili se, come succede nel terzo capitolo della saga disponibile in esclusiva su Netflix dal 9 settembre2026, la cornice è quella di borghi pittoreschi affacciati sul lago, ville storiche e dimore lussuose con panorami mozzafiato e passeggiate romantiche sul lungolago: le principali location di Why Did I Get Married Again? si trovano infatti in uno degli angoli più esclusivi d’Italia, spesso scelto dai Vip per i loro sfarzosi matrimoni.
Di cosa parla
Jasmine, la figlia di Marcus e Angela, sta per sposare Wesley: un giovane atleta non troppo ben visto in realtà dalla famiglia. Il matrimonio è l’occasione per riunire sul Lago di Como lo storico gruppo di amici già protagonisti dei due precedenti film del ciclo (Why Did I Get Married? e Why Did I Get Married Too?).
Tra di loro c’è lo stesso Tyler Perry nei panni di Terry: un uomo sposato da tempo con Sharon e insieme a lei impegnato a difendere a tutti i costi l’apparenza di coppia felice.
Ufficio stampa NetflixUna scena di “Why Did I Get Married Again?”
Ritrovarsi dopo anni a convivere, anche solo per pochi giorni, fa riaffiorare nel gruppo vecchie incomprensioni, gelosie e ferite mai guarite. La generazione dei genitori vede, soprattutto, i figli ripetere molti dei propri stessi errori e tanto basta per trasformare la commedia di Tyler Perry in una riflessione sul senso delle relazioni: di coppia e non solo.
Ufficio stampa NetflixUn altra scena di “Why Did I Get Married?”
Dov’è stato girato il film
Il Lago di Como fa da cornice tranquilla agli sconvolgimenti sentimentali dei protagonisti di Why Did I Get Married Again? ed è proprio qui che il nuovo film di Tyler Perry è girato, almeno in parte: sulle sponde ovest del lago lombardo tanto amato dai Vip e dalle produzioni cinematografiche sono state girare le scene del matrimonio.
iStockUna meravigliosa veduta del Lago di Como
Cernobbio
Tra le location di Why Did I Get Married Again? è segnalata soprattutto Cernobbio: cittadina famosa soprattutto per le sontuose ville storiche affacciate sul lago (due su tutte: Villa d’Este e Villa Erba), ma che ha anche in centro, tra i vicoli di quello che un tempo era il borgo dei pescatori e nel porticciolo tante chicche da scoprire.
Da Piazza Risorgimento per esempio, chiamata così in memoria dei caduti e delle tappe che hanno portato all’Unità d’Italia, si gode di una vista sul Lago magnifica a tutte le ore e in tutte le stagioni perché sempre diversa nei colori e nelle sfumature.
iStockIl romantico lungolago di Cernobbio
Da qualche tempo Cernobbio è stata riscoperta come meta anche dagli appassionati di sport outdoor che possono praticarli sul lago e dagli amanti del trekking che da qui possono raggiungere facilmente per delle escursioni il Monte Bisbino e il Monte Generoso.
La zona, come ben racconta la commedia tragica di Tyler Perry, è entrata appieno soprattutto nel circuito del cosiddetto wedding tourism con centinaia di coppie non originarie del posto che ogni anno la scelgono come location per il proprio matrimonio. È quello che hanno fatto anche Jasmine e Wesley, i protagonisti di Why Did I Get Married Again?, invitando famiglia e amici a festeggiare la loro unione, sì, ma anche a scoprire la bellezza del Lago di Como.
Ufficio stampa NetflixÈ un destination wedding sul Lago di Como quello di “Why Did I Get Married Again?”
Ville sontuose adibite a strutture per ricevimenti, terrazze sul lago e punti panoramici dove immortalare sposi e invitati sono ciò che hanno fatto della zona una destinazione perfetta per i matrimoni. Tra le unioni vip celebrate qui ci sono quella di Johnny Legend con Chrissy Teigen, quella di Elettra Lamborghini con Afrojack e quella di Katie Holmes con il suo nuovo amore.
Cambiata tantissimo dal suo esordio in Stranger Things, da adolescente a mamma e donna: Millie Bobby Brown è una delle attrici più chiacchierate dello star system e ha scelto l’Italia per una vacanza in famiglia. Un viaggio a ritmo lento a contatto con la natura nelle Dolomiti insieme al marito Jake Bongiovi e alla loro bambina; gli scatti hanno fatto il giro del mondo. A rendere particolarmente speciale il racconto social è stata proprio la presenza della figlia, che l’attrice continua però a proteggere con grande attenzione.
Il carosello condiviso su Instagram fa sognare: rari momenti di quotidianità da mamma in un breve video dove cammina tra i prati con la bimba in braccio mentre il Jake procede al suo fianco. Il volto della minore resta nascosto, una tutela che non viene mai meno.
Millie Bobby Brown in vacanza sulle Dolomiti
Per la loro fuga italiana, Millie Bobby Brown e Jake Bongiovi hanno puntato su uno degli scenari naturali più spettacolari del Paese. Le Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO, sono diventate lo sfondo di giornate trascorse tra prati verdi, animali, montagne e momenti di relax lontani dalla frenesia delle grandi città. Il contenuto condiviso dall’attrice restituisce proprio l’atmosfera di una vacanza semplice e immersa nella natura. Il luogo è stato scelto anche dal Presidente Mattarella per le sue vacanze estive.
La famiglia passeggia accompagnata da alcuni alpaca, mentre nelle altre immagini compaiono anatre tra le margherite, prodotti freschi e scorci alpini. Millie si mostra anche in bikini e con una maglietta dedicata all’Italia, mentre Jake compare in altri momenti della giornata tra paesaggi montani e animali al pascolo. Bongiovi ha pubblicato a sua volta alcuni ricordi della vacanza, tra cui un selfie della coppia a tavola e immagini di una piscina affacciata sulle vette. Un quadro che racconta bene perché le Dolomiti siano diventate una delle mete più amate da chi cerca un soggiorno capace di unire comfort, natura e privacy.
La scelta della montagna appare particolarmente adatta anche alla nuova dimensione familiare della coppia. Lontano da paparazzi e red carpet, il territorio dolomitico permette di alternare passeggiate, esperienze nella natura e pause di benessere, mantenendo un ritmo più lento.
Le vacanze italiane di Millie Bobby Brown
Non solo Dolomiti: la coppia ha scelto l’Italia per la sua vacanza toccando altre mete. Una tra tutte? Il lago di Como, apprezzato anche da Katie Holmes che ci ha trascorso una fuga romantica con il suo nuovo amore. Tra le località frequentate figurano Bellagio, Tremezzina e Cernobbio, tre delle destinazioni più conosciute del Lario. Anche in quel caso la vacanza era stata raccontata attraverso alcune immagini social, con Millie Bobby Brown a bordo di una barca e Jake Bongiovi al timone.
Il rapporto della coppia con l’Italia ha anche un significato sentimentale. Millie Bobby Brown e Jake Bongiovi si sono sposati nel maggio 2024 e hanno scelto proprio la Toscana per celebrare una parte importante del loro matrimonio. Tra colline, borghi e atmosfere romantiche, la regione si è così aggiunta alla personale mappa italiana dei due attori.
Katie Holmes ha scelto uno degli scenari più romantici d’Italia per vivere i primi momenti pubblici della sua nuova storia d’amore. L’attrice diventata celebre con Dawson’s Creek ha trascorso alcuni giorni sul Lago di Como insieme a Jason Bard Yarmosky, artista newyorkese con cui sarebbe legata sentimentalmente dall’estate. Dopo settimane di indiscrezioni e alcune apparizioni insieme negli Stati Uniti, la coppia ha deciso di condividere sui social una parentesi italiana fatta di panorami sul lago, gite in barca e momenti di relax. L’attrice sembra aver scelto il Lario per presentare al pubblico un nuovo capitolo sentimentale. Le fotografie pubblicate durante il viaggio mostrano un’atmosfera lontana dai red carpet: sorrisi, acqua, tramonti e giornate trascorse senza fretta, con le montagne comasche sullo sfondo.
Il viaggio romantico di Katie Holmes sul lago di Como
Il Lago di Como è da tempo una delle destinazioni italiane più amate dalle star internazionali, ma nelle immagini condivise da Katie Holmes non c’è soltanto il fascino glamour associato al territorio. Il viaggio dell’attrice e di Jason Bard Yarmosky sembra piuttosto raccontare il lato più semplice e rilassante del Lario: navigare sull’acqua, fermarsi ad ammirare il paesaggio e trascorrere qualche ora lontano dalla confusione.
Una delle esperienze centrali della vacanza è stata proprio la gita in barca. Holmes e il compagno sono stati fotografati a bordo di un’elegante imbarcazione in legno, uno dei modi più suggestivi per scoprire il Lago di Como. Dal centro del lago, infatti, il panorama cambia completamente prospettiva: ville storiche, piccoli centri abitati e montagne sembrano scorrere lentamente lungo le rive. Non sono mancati neppure i momenti dedicati all’acqua e al relax. Gli album pubblicati dall’attrice mostrano tuffi, soste al sole e scene di complicità tra i due.
Le fotografie condivise durante il soggiorno non permettono di ricostruire nel dettaglio ogni tappa dell’itinerario, ma raccontano bene il tipo di viaggio scelto dalla coppia. Il protagonista assoluto è naturalmente il lago, esplorato dall’acqua durante diverse uscite in barca. È un’esperienza particolarmente indicata per chi visita il Lario, perché permette di osservare da vicino le località distribuite sulle due sponde e raggiungere facilmente alcuni degli angoli più panoramici.
Negli scatti compaiono i caratteristici borghi affacciati sull’acqua, con case, campanili e piccoli approdi incastonati ai piedi delle montagne. Non vengono però indicate con precisione le località visitate dalla coppia; quindi, sarebbe azzardato attribuire le immagini a Bellagio, Varenna, Menaggio o agli altri centri più conosciuti della zona.
Più che un itinerario serrato tra monumenti e attrazioni, quello di Katie Holmes e Jason Bard Yarmosky sembra quindi essere stato un soggiorno dedicato al piacere di vivere il lago con calma. Navigazione, panorami, bagni e tramonti sono diventati lo sfondo di una nuova relazione che l’attrice, dopo mesi di discrezione, ha deciso di mostrare anche ai suoi fan. E ancora una volta il Lago di Como conferma la sua capacità di trasformare una semplice fuga romantica in un viaggio da ricordare.
Da un film distopico su un futuro, piuttosto prossimo, in cui gli umani sono costretti a fare i conti con il potere e l’autonomia dei robot ci si aspetterebbero ambientazioni altrettanto futuristiche e “ultra urbane”. Le location di “Un mondo meraviglioso” stupiscono, perché contrappongono a un universo – quello narrativo – veloce e dominato dalla tecnologia e dall’automazione, la calma e la tranquillità di una delle zone più romantiche della Francia.
Tra ampie vallate che lasciano spazio a baie incontaminate, villaggi di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato e pittoreschi centri medievali, ecco dov’è stato girato il film di Giulio Callegari, nelle sale italiane dal 3 settembre2026.
Di cosa parla
Max (Blanche Gardin) è un’ex insegnante insofferente al dominio della tecnologia che ha deciso di condurre, insieme alla figlia Paula (Laly Mercier), un’esistenza ai margini della società. Stanca di dover ricorrere a ogni tipo di espediente per sopravvivere, un giorno Paula ruba un robot di ultima generazione convinta di poterlo smontare e poterne rivendere i pezzi. Qualcosa, però, non va come previsto e Paula scompare nel nulla. Per ritrovarla Max sarà costretta a collaborare con i robot e dopo fughe rocambolesche, inseguimenti e incontri inaspettati scoprirà che solidarietà, empatia e un certo senso di umanità possono sopravvivere anche in un mondo dominato dagli algoritmi.
(c) KMBOUna scena di “Un mondo meraviglioso”
Dov’è stato girato il film
Un mondo meraviglioso è stato girato principalmente nei Paesi della Loira: una regione della Francia che si estende dalla Valle della Loira alle coste dell’Atlantico, caratterizzata da un’ampia varietà di paesaggi. Qui castelli medievali si alternano infatti a rovine di età gallo-romana, la natura domina incontrastata nelle valli rigogliose e nei pascoli che costeggiano i fiumi e non mancano località balneari molto amate da turisti e locali e tratti di costa ancora incontaminati.
La Côte Sauvage
La maggior parte delle location di Un mondo meraviglioso si trovano, per esempio, lungo quella che è conosciuta come Côte Sauvage. È un tratto di costa piuttosto selvaggio, appunto, caratterizzato da scogliere granitiche a picco sul mare, grotte e baie nascoste dove godere della potenza del mare come la Baie du Dervin, in località Batz-sur-Mer, dove sono state girate alcune scene del film.
iStockIl paesaggio unico della Côte Sauvage
La Grotta dei Korrigans
Chi conosce meglio la zona non farà fatica a riconoscere sullo schermo la Grotta dei Korrigans: situata nei pressi di Le Pouliguen è una grotta profonda oltre trenta metri sull’Oceano Atlantico, molto amata da chi pratica trekking e altri sport outdoor e al centro di numerose leggende bretoni che la vogliono abitata da dispettosi folletti (i korrigans, appunto).
Tra i luoghi dov’è stato girato il film Un mondo meraviglioso ci sono anche le saline di Guérande: appena fuori dalla città, le tipiche vasche per la raccolta del sale danno vita a un panorama unico, soprattutto all’alba e al tramonto quando la piana si colora di una miriade di sfumature. A settembre la raccolta del sale, ancora secondo metodi tradizionali, anima una città che praticamente da sempre ha basato la propria economia su questo minerale.
iStockSono uno spettacolo della natura le saline di Guérande
Su questo tratto di costa della Loira, come accennato, non mancano località balneari molto amate dai francesi – e non solo – come Batz-sur-Mer e La Turballe dove sono state girate alcune scene del film di Giulio Callegari.
Le Croisic
Anche Le Croisic, altra location di Un mondo meraviglioso, è una famosa stazione balneare della zona come prova il litorale costellato da ville e lussuose abitazioni sul mare. La città ha mantenuto intatto nel tempo il suo aspetto, pittoresco, da borgo marinaro.
iStockIl pittoresco borgo di Le Croisic
Anche fuori dalla Francia è famosa per l’Océarium: uno degli acquari privati più grandi al mondo che oggi ospita oltre 4.000 esemplari di specie marine.
Esistono luoghi così belli da non sembrare veri. Posti che non si possono descrivere ma solo vivere, perché è così tanta la magia che li caratterizza che l’unico modo per assicurarsi che siano reali è quello di toccarli con mano. Non sempre, però, questi posti sono visibili, o meglio non lo sono agli occhi dei meno attenti perché sono nascosti e preservati alla stregua di un tesoro prezioso. Come quella miniera di sale secolare situata proprio sotto ai nostri piedi che conserva storie e leggende antiche, meraviglie attuali e incredibili tutte da scoprire.
Ci troviamo in Polonia, e più precisamente a Wieliczka, a pochi chilometri da Cracovia. È qui che esiste uno dei più straordinari monumenti della cultura materiale del mondo, una miniera di sale antichissima che si snoda per nove livelli, fino a superare i 300 metri di profondità. Non solo è possibile visitare tutte le bellezze che appartengono a questo posto, ma si può anche dormire nelle viscere della Terra all’interno di questo Patrimonio Mondiale dell’Unesco… e persino c’è chi sceglie questa location per giurarsi amore eterno. Sì, è una location da sogno per un matrimonio.
Cosa fare nella Miniera di Sale di Wieliczka
Organizzare un viaggio in Polonia è sempre un’ottima idea, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni. Le cose da fare e da vedere nel Paese dell’Europa centrale sono tantissime, e tutte sono destinate a sorprendere. Ma se è un’esperienza incredibile, unica e straordinaria che volete vivere durante il vostro prossimo viaggio, allora il consiglio è quello di raggiungere Cracovia.
A pochi chilometri dalla città, infatti, si trova uno dei più spettacolari monumenti del mondo, iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco dal 1978. Stiamo parlando della Miniera di Sale di Wieliczka, un vero e proprio gioiello sotterraneo che non è paragonabile a niente di tutto ciò che abbiamo visto fino a questo momento.
Le origini della miniera sono antichissime. Utilizzata fin dal XIII secolo per l’estrazione del sale è stata fino al 1996 una delle più grandi imprese industriali di tutto il Paese. Oggi, invece, è un monumento caratterizzato dal fascino indiscusso accessibile a cittadini e viaggiatori che vogliono esplorare le viscere della Terra.
La Miniera di Sale di Wieliczka, infatti, si snoda per nove livelli raggiungendo una profondità che supera i 300 metri. Le gallerie, che percorrono il sottosuolo per 300 chilometri, collegano i diversi ambienti. Ci sono le grotte, le chiese e le cappelle, i laghetti e numerosi ambienti che ospitano dettagli, sculture, decorazioni e arredi completamente realizzati col sale.
Non solo visite, chi giunge alla Miniera di Sale di Wieliczka può fare molto di più, può scegliere di dormire nel sottosuolo all’interno di un monumento dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
iStockNella Miniera di Sale di Wieliczka ci si può dormire… o sposarsi
Sposarsi nella Miniera di Sale di Wieliczka
Pur essendo un patrimonio protetto, le miniere di sale di Wieliczka sono anche un’opzione originale per un matrimonio memorabile. Di grandissimo impatto visivo, sono a poco più di 15 chilometri da Cracovia e disponendo di diverse sale e cappelle scavate nel salgemma offre l’opportunità di affittarle per cerimonie civili, cattoliche o simboliche… e persino organizzare i banchetti successivi alla promessa d’amore.
SiViaggiaSpettacolare Cattedrale all’interno della Miniera di Sale di Wieliczka
Dormire nella Miniera di Sale di Wieliczka
L’avventura nel sottosuolo, come abbiamo anticipato, non si limita a una semplice visita. I viaggiatori di tutto il mondo che giungono qui, infatti, possono scegliere di trascorrere notti indimenticabili nelle viscere della Terra.
Qui, dove l‘aria è pura e satura di minerali, gli ospiti possono vivere un’esperienza fatta di benessere e relax, ma anche di suggestione e magia. I soggiorni nella Miniera di Sale di Wieliczka, permettono ai viaggiatori di dormire all’interno di stanze completamente fatte di sale, che non sono solo belle, ma fanno anche bene.
Il microclima presente in questo luogo, infatti, è privo di allergeni e ricco di micro elementi che fanno bene al corpo e all’organismo. All’aria salutare, inoltre, si aggiunge un’atmosfera fatta di silenzio e pace che appartiene per natura a quello che si trova sotto la superficie terrestre.
I soggiorni avvengono all’interno della Camera Słowacki, situata al terzo livello della miniera e completamente realizzata in sale, e nella Camera delle Scuderie della Montagna Orientale a una profondità di 135 metri.
SiViaggiaLa scala infinita che scende nelle viscere della terra
Dove si trova e come raggiungerla
La Miniera di Sale di Wieliczka si trova nell’omonimima cittadina in Polonia a circa 10 chilometri dal centro di Cracovia. Per poterla raggiungere l’opzione più comoda è utilizzare un’auto a noleggio così da avere massima libertà ma c’è anche la possibilità di raggiungerla in treno partendo dalla stazione centrale di Cracovia e raggiungendo la stazione Wieliczka Rynek Kopalnia in circa 25 minuti, oppure con l’autobus 304 si parte dalla fermata Dworzec Główny Zachód nei pressi del centro commerciale Galeria Krakowska per scendere a Wieliczka Kopalnia Soli. In questo caso serviranno circa 40 minuti.
SiViaggiaStruttura in legno pazzesca e lampadario cristalli di sale
La Toscana conquista ancora una volta l’attenzione della stampa internazionale, ma questa volta non sono Firenze, Siena o la Val d’Orcia a finire sotto i riflettori. A incantare il Guardian sono invece i luoghi meno affollati, sorprendenti rifugi paradisiaci lontani dalle mete più blasonate: sono le splendide isole dell’arcipelago toscano.
La testata britannica ha invitato i suoi lettori a lasciare per qualche giorno le città d’arte per raggiungere 5 isole, ognuna con un carattere diverso: dalla vivace Elba alla piccolissima Giannutri, descritta come una vera “disintossicazione radicale dalla vita moderna”.
È un amore d’altri tempi quello raccontato nell’ultima commedia romantica scritta, diretta e interpretata da Paolo Ruffini. E d’altri tempi sono anche le location di Rido perché ti amo: a fare da sfondo alla storia – dal lieto fine, ma non scontato – di Amanda e Leopoldo è infatti un borgo medievale arroccato su una montagna dove il tempo sembra essersi fermato, circondato dal verde rigoglioso della campagna laziale e da un sito archeologico pieno di magia. Ecco dov’è stato girato il film in onda in prima Tv su Rai 1 domenica 31 agosto 2026.
Di cosa parla
Leopoldo (Nicola Nocella) e Amanda (Barbara Venturato) sono stati compagni fin dalle elementari ed è proprio sui quaderni di scuola che lui le ha promesso amore eterno. La loro relazione va avanti per quasi trent’anni, mentre Leopoldo insegue il sogno di diventare un pasticciere di fama mondiale e Amanda quello di lavorare come coreografa per importanti teatri d’opera. Quando, a pochi giorni dalle nozze, Amanda ottiene un prestigioso incarico all’Opéra di Parigi non esita a partire. Leopoldo non vuole seguirla e questo sembra creare una frattura irreparabile nel rapporto tra i due almeno fino a quando, convinto di aver sbagliato, decide di raggiungerla e provare a riconquistarla e a tenere fede alla promessa fatta da bambino. L’aiuto di amici di vecchia data come Ciro (Paolo Ruffini) e di un microcosmo di artigiani e commercianti che, da sempre, anima la piazza del piccolo centro in cui Leopoldo e Amanda sono cresciuti sarà fondamentale in questo senso.
Ufficio stampa RAIUna scena di “Rido perché ti amo”
Dov’è stato girato il film
Il senso di comunità è del resto uno dei valori che trapela più forte dalla commedia romantica di Paolo Ruffini e le location di Rido perché ti amo sembrano amplificarlo: Leopoldo e Amanda non sono mai soli a combattere per difendere la propria promessa d’amore ma possono contare su una cerchia di persone che li hanno visto crescere e sono a propria volta cresciuti con loro. Nelle numerose scene in piazza, si mantiene viva insomma quella pratica così tipica della provincia italiana che fa della semplice presenza una più profonda vicinanza: la piazza in questione è quella di uno dei borghi del Lazio più interessanti per storia, mitologia, paesaggi.
Sacrofano
A Sacrofano, a circa mezz’ora di distanza da Roma, sono state realizzate tutte le riprese in esterna di Rido perché ti amo. Il centro storico, fatto di stretti vicoli acciottolati che si intersecano fino a raggiungere – appunto – la piazza principale, è stato il principale set. Visitarlo vuol dire passeggiare nell’antico Ghetto Ebraico, fermarsi sotto al campanile romanico della Chiesa di San Giovanni Battista, visitare la Chiesa di San Biagio e ammirare lo stile tardo-barocco di Palazzo Placidi.
Getty ImagesIl pittoresco borgo di Sacrofano
Da non perdere è anche il sito archeologico del Monte Musino: qui doveva trovarsi un tempo l’area sacra consacrata a Giove Tonante ed Ercole Musino che dà il nome al borgo (Sacrofano deriverebbe, infatti, secondo alcune ricostruzioni da “sacrum fanum”).
Il verde della Macchia di Sacrofano e del Parco diVeio in cui è immerso fanno del borgo una meta ideale anche per il trekking e le passeggiate nella natura.
Gli appassionati di folklore e tradizioni non dovrebbero perdersi il Palio della Stella (a settembre) e la giornata (a ottobre) dedicata al Tevere.
Altre location
A parte il borgo laziale, non ci sono altre location di Rido perché ti amo segnalate: il grosso delle riprese di interni e anche quelle riguardanti Parigi sono state realizzate in studio, ai Videa Studios di Roma.
A Napoli il legame tra Diego Armando Maradona e la città continua a richiamare visitatori da ogni parte del mondo. A poche ore dall’esordio del Napoli in campionato, i Quartieri Spagnoli sono tornati a riempirsi di tifosi e turisti, tutti diretti verso Largo Maradona. Qui, lo storico murale dedicato al Pibe de Oro è stato recentemente restaurato e, nonostante l’inaugurazione ufficiale debba ancora arrivare, sta già attirando una folla di curiosi.
Il murale di Maradona è ancora coperto
L’area di Largo Maradona è al momento transennata e il murale restaurato rimane ancora nascosto sotto un grande telone blu. Una situazione che, però, non ha assolutamente fermato i visitatori. In tanti hanno raggiunto i Quartieri Spagnoli nella speranza di riuscire almeno a intravedere un pochino l’opera e portare a casa una fotografia di uno dei luoghi più simbolici della Napoli legata a Diego Armando Maradona.
La scena è quella di una vera e propria processione internazionale unita da un unico richiamo: l’icona del calcio mondiale. Davanti al murale sono arrivati visitatori argentini, inglesi, spagnoli, tedeschi, polacchi, giapponesi e arabi, insieme a numerosi italiani provenienti da città e regioni diverse, tra cui Milano, Roma, Firenze, Emilia-Romagna e Puglia.
Tra maglie azzurre, sciarpe, fotografie e selfie, Largo Maradona continua così a rappresentare una delle principali tappe del pellegrinaggio calcistico a Napoli. Il fascino del luogo, tuttavia, va oltre la passione sportiva: il murale racconta infatti il rapporto speciale costruito negli anni tra il campione argentino e il popolo napoletano.
Quando sarà inaugurato il murale restaurato
L’attesa per vedere finalmente il murale di Maradona restaurato non dovrebbe durare ancora a lungo. Secondo quanto riportato da Il Mattino, quotidiano d’informazione fondato a Napoli, l’inaugurazione ufficiale è prevista tra due o tre settimane. Fino ad allora, l’opera resterà protetta dal telone e l’area continuerà a essere delimitata dalle transenne.
L’interesse, intanto, è già altissimo e potrebbe crescere ulteriormente con l’avvicinarsi dell’inaugurazione. Il murale di Largo Maradona è infatti molto più di una semplice opera urbana: negli anni è diventato un simbolo dei Quartieri Spagnoli e uno dei luoghi più fotografati dai visitatori che arrivano a Napoli.
La sua fama ha ormai superato i confini italiani, come dimostrano le tante diverse nazionalità presenti ogni giorno nella zona. Anche chi non segue il calcio può rimanere sicuramente colpito dalla forza del legame tra Maradona e Napoli, una storia fatta di vittorie, passione e identificazione collettiva.
Per questo Largo Maradona continua a essere una tappa quasi obbligata per chi vuole conoscere una delle anime più autentiche della città. E ora, con il restauro ormai completato e l’inaugurazione all’orizzonte, l’attesa intorno al celebre murale è destinata a crescere ancora.
Seguiranno aggiornamenti sul giorno previsto per l’inaugurazione ufficiale.
Torri merlate, mura in pietra, un fossato e persino un ponte levatoio: osservando il Castello Bonoris dall’esterno, è facile immaginare cavalieri, assedi e dame dai vestiti sontuosi affacciate alle finestre. Ma c’è un dettaglio che cambia completamente prospettiva: il maniero, che domina una collina in provincia di Brescia, non è un autentico castello medievale.
La sua storia comincia infatti alla fine dell’Ottocento, quando Gaetano Bonoris decise di trasformare i resti dell’antica rocca in quella che sarebbe diventata la sua straordinaria dimora neogotica, dall’architettura fiabesca e imponente.
Se avete voglia di una commedia romantica che si svolge sullo sfondo della magnifica Città Eterna, allora è il caso di guardare il film Finché notte non ci separi, disponibile su RaiPlay.
La commedia romantica del 2024 è diretta da Riccardo Antonaroli e ha come protagonisti Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano, nei panni di due giovani sposi alle prese con una prima notte di nozze decisamente diversa da quella immaginata. Il film è ambientato interamente nella Capitale e trasforma la Roma notturna nella vera protagonista della storia.
Di cosa parla
La storia comincia poche ore dopo il matrimonio di Eleonora, interpretata da Pilar Fogliati, e Valerio, interpretato invece da Filippo Scicchitano. Dopo i festeggiamenti, i due sposi novelli raggiungono la loro lussuosa love suite per trascorrere finalmente la prima notte insieme. Il momento romantico, però, dura pochissimo. Eleonora trova infatti nella tasca della giacca del marito una busta contenente un anello appartenuto alla sua ex fidanzata, insieme a un assegno-regalo. Un dettaglio apparentemente innocuo diventa così il detonatore di una serie di dubbi, gelosie e domande sul passato di Valerio.
Quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla luna di miele si trasforma quindi in una notte rocambolesca per Roma. I due escono dall’hotel e iniziano una sorta di viaggio alla ricerca della verità, incontrando ex fidanzati, familiari e personaggi improbabili.
Dove è stato girato
Le riprese di Finché notte non ci separi si sono svolte a Roma nell’estate del 2023, nell’arco di circa sei settimane, con lavorazioni prevalentemente notturne.
St. Regis Rome
Una delle location più importanti è il St. Regis Rome, lo storico hotel di lusso situato in Via Vittorio Emanuele Orlando, nel cuore di Roma. È proprio qui che sono state realizzate alcune delle scene ambientate nell’hotel dove Eleonora e Valerio trascorrono l’inizio della loro prima notte di nozze. Nel film l’hotel viene presentato come una delle strutture più lussuose della Capitale e la sua elegante atmosfera contrasta volutamente con il caos che sta per travolgere i due neosposi.
01 DistributionIl lussuoso hotel romano
Testaccio e i Cavalli di Testaccio
La notte di Eleonora e Valerio prosegue poi tra le strade di Testaccio, uno dei quartieri più caratteristici di Roma. Tra i luoghi legati alle riprese ci sono i Cavalli di Testaccio, la celebre area situata nei pressi dell’ex Mattatoio, citata direttamente nel reportage realizzato sul set.
Il Ghetto ebraico
Un’altra zona centrale nella geografia del film è il Ghetto ebraico di Roma. La presenza di questo quartiere è particolarmente significativa anche per la storia dei protagonisti: Valerio appartiene infatti alla comunità ebraica romana. La pellicola utilizza quindi il Ghetto non soltanto come sfondo della loro notte romana, ma anche come elemento coerente con l’identità dei personaggi.
01 DistributionI due protagonisti nel centro storico romano
Il centro storico di Roma
A completare il percorso ci sono diverse zone del centro storico di Roma. Non tutte le singole vie utilizzate per le riprese sono state rese pubbliche nelle fonti di produzione, ma il centro storico è indicato tra le principali aree interessate dalla lavorazione, come sicuramente i Fori Romani.
01 DistributionUna scena sullo sfondo dei Fori Imperiali
Il risultato è una Roma osservata soprattutto dopo il tramonto: vicoli, strade, quartieri e scorci che diventano parte integrante del viaggio dei due protagonisti.
Dal 13 agosto 2026 è disponibile su Netflix una nuova serie romantica in costume che, con le sue atmosfere eleganti e “d’altri tempi”, non deluderà certo i fan di Bridgerton. Scopriamo insieme le location di La mia brillante carriera e come sontuose dimore nobiliari, ampie tenute coltivate a vigneti, eleganti centri storici siano stati adattati sullo schermo perché somigliassero all’Australia di fine Ottocento.
Di cosa parla
Tratta dall’omonimo romanzo di Miles Franklin, La mia brillante carriera è ambientata negli ultimi anni del secolo. Sybylla Melvyn (Philippa Northeast), la protagonista, è una ragazza di origini modeste che sogna una carriera da scrittrice. La famiglia non sembra essere della stessa idea: ha in mente piuttosto un matrimonio di convenienza che salvi tutti dai debiti passati e per questo la manda a vivere dalla ricca nonna materna.
Una volta qui Sybylla continua a opporsi a cliché sul ruolo della donna e aspettative che la vogliono sposata, madre e a guardia del focolare domestico e, soprattutto, a immaginare il romanzo della propria vita. Quando si innamora di Harry nasce un – prevedibile – triangolo amoroso con il facoltoso Frank Hawdon, nel frattempo individuato come miglior pretendente.
Ufficio stampa NetflixUna scena di “La mia brillante carriera”
Dov’è stata girata la serie
Per ricreare al meglio le atmosfere dell’Australia coloniale, la nuova serie in costume di Netflix è stata girata nella parte meridionale del paese.
Penola
Tra le location di La mia brillante carriera c’è, per esempio, Penola: una città contadina sulla Limestone Coast dove il tempo sembra essersi fermato e le principali attrazioni sono ancora gli antichi cottage abitate dalle famiglie di coloni. C’è una strada, Petticoat Lane, dichiarata patrimonio nazionale dove, immersi tra altrettanto caratteristici eucalipti rossi e roseti, si possono ammirare quelli più storici della città.
iStockA Penola, tra cottage e campi, il tempo sembra fermo
Proprio nei pressi di Penola – che in molti hanno individuato prossima potenziale meta di set-jetting, considerato il successo che dovrebbe avere la nuova serie Netflix “in stile” Bridgerton – si trova Yallum Park: la tenuta trasformata sullo schermo nella casa della ricca nonna di Sybylla, Mrs Winifred Bossier.
È una delle ville vittoriane meglio conservate della zona: all’interno persino parati, caminetti, vetrate, porcellane sono ancora quelli originali di fine Ottocento quando fu costruita. All’esterno il sontuoso giardino ospita specie provenienti da tutto il mondo. Si dice che la casa, ora di proprietà privata e visitabile su appuntamento, ospitò tra gli altri ospiti illustri anche re Giorgio V.
Ufficio stampa NetflixUn’immagine dal set di “La mia brillante carriera” a Yallum Park
Barossa Valley
Tra i luoghi dov’è stata girata la serie La mia splendida carriera, soprattutto per le scene di esterni e le vedute panoramiche della natura, c’è chi riconoscerà la Barossa Valley: una delle regioni vitivinicole più grandi al mondo dove passeggiare tra i filari, partecipare a festival tematici o a eventi di degustazione come ne organizzano ormai la maggior parte di cantine locali. Il Shiraz, un vino rosso corposo e speziato, è la vera specialità della zona.
iStockL’immensa Barossa Valley
Adelaide
A meno di un’ora di macchina dalla Barossa Valley c’è Adelaide, un’altra delle location di La mia brillante carriera. Nel suo centro storico, tra edifici d’epoca e un’atmosfera rilassata tipica da città australiana, sono state girate le scene con ambientazione più urbana.
iStockVecchio e nuovo convivono ad Adelaide
Ad Adelaide si trovano, soprattutto, gli Adelaide Studios che hanno fatto da base per la produzione e dove sono stati ricostruiti molti interni della serie.
Gawler, Para Para Mansion
Restando in zona, tra i luoghi dov’è stata girata la serie Netflix tratta dal romanzo di Miles Franklin, è da segnalare Para Para Mansion: una dimora costruita a Gawler tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta dell’Ottocento per un ricco imprenditore nel campo dell’oro, poi caduto in disgrazia. Salvata dalla demolizione, la tenuta affascina ancora i visitatori con il suo campo di lavanda, il grande salone da ballo e innumerevoli altri dettagli da vecchia aristocrazia. Nella serie fa da sfondo al debutto nell’alta società della poco interessata Sybylla.
Cristiano Ronaldo e Georgina Rodríguez si sono sposati. Il matrimonio, tanto atteso e altrettanto avvolto nel mistero, si è celebrato martedì 11 agosto in una località di mare meravigliosa: una cittadina costiera portoghese dove la coppia ha da poco messo radici. Una cerimonia civile intima, senza invitati esterni, alla presenza dei loro cinque figli.
La data non è casuale: le nozze arrivano a un anno esatto dalla proposta di matrimonio, annunciata da Georgina sui social nell’agosto 2025. E come spesso accade con i due, la discrezione ha retto fino alla fine. Nei giorni precedenti si erano rincorse voci su una possibile cerimonia nella Sé di Funchal, a Madeira, città natale del calciatore, ma anche quella pista si è rivelata un depistaggio (involontario) che ha solo alimentato la curiosità generale.
Dove si sono sposati Ronaldo e Georgina
A raccontare il momento più importante della loro storia sono stati gli stessi sposi, con un gesto semplice: una fotografia delle loro mani unite, fedi al dito, pubblicata sui social con una didascalia essenziale, una “C” e una “G” separate da un cuore. Pochi dettagli sono trapelati sull’abito di Georgina, descritto come bianco e con maniche lunghe, mentre il resto della cerimonia resta, per scelta della coppia, un momento privato.
Ma dove si sono sposati? Secondo le indiscrezioni, la coppia è convolata a nozze nella cittadina di Cascais, in Portogallo. Una vera chicca sull’Atlantico a due passi da Lisbona (dista solo 30 km dalla città), dove eleganti ville, vicoli pieni di fascino e spiagge dorate si incontrano in un’atmosfera rilassata e cosmopolita. Un tempo raffinato rifugio della nobiltà portoghese, oggi è una delle località più amate per mare, surf e tramonti infuocati sull’oceano.
La nuova casa a Cascais, tra le più costose del Portogallo
Non è un caso che i due abbiano scelto proprio Cascais per il grande giorno. Da qualche mese la coppia è proprietaria di una villa che, secondo la stampa portoghese e spagnola, sarebbe la residenza privata più costosa del Paese: circa 25 milioni di euro per una proprietà di oltre 5.000 metri quadrati, costruita su un terreno di 12.000 metri quadrati nel complesso esclusivo di Quinta da Marinha.
La casa, distribuita su due piani, unisce ampie vetrate, terrazze affacciate sull’Atlantico e finiture di pregio, compresi dettagli in oro massiccio. Tra i comfort ci sono due piscine, palestra, spa, cinema privato e un grande garage. Un progetto pensato più come rifugio familiare che come semplice residenza di lusso, in una delle enclave più ambite della costa portoghese.
Cascais, del resto, si presta bene a questo tipo di scelte: un ex villaggio di pescatori diventato negli anni un polo di architettura contemporanea e vita all’aperto, apprezzato per la vicinanza a Lisbona, la natura protetta e la lunga tradizione di residenze riservate. Un contesto che garantisce privacy senza rinunciare ai comfort di una località internazionale e che evidentemente ha convinto Ronaldo e Georgina a farne la base della loro vita in Portogallo.
Georgina in vacanza a Capri dopo il matrimonio?
Chiusa la parentesi delle nozze, i riflettori si spostano ora sulla luna di miele, o quantomeno sulle prime uscite pubbliche della coppia da sposati. Secondo alcuni rumors circolati nelle ultime ore, Georgina potrebbe presto sbarcare in Italia, con Capri indicata come possibile meta. Nessuna conferma ufficiale, per ora: solo indiscrezioni che, conoscendo la abituale riservatezza della coppia, andranno prese con le pinze fino a un eventuale avvistamento.
Se la pista dovesse confermarsi, non sarebbe la prima volta che l’isola campana conquista un volto internazionale. Tra calette, boutique e la solita atmosfera glamour, Capri resta una delle mete estive più fotografate d’Italia.
Un potente clan criminale, un incidente misterioso, un vecchio amore adolescenziale: il nuovo k-drama disponibile su Netflix dal 7 agosto2026 ha tutti gli elementi per tenere gli spettatori – almeno gli amanti del genere – con il fiato sospeso. Anche le ambientazioni non sono da meno: pittoreschi villaggi tradizionali si alternano infatti sullo schermo a curiose botteghe tipiche e romantiche distese di ciliegi in fiore. Quali sono le vere location di Our Sticky Love?
Di cosa parla
La procuratrice Go Eun-sae (Ha Young) sta indagando su un clan criminale con un potente boss al capo quando rimane coinvolta in un misterioso incidente che le fa perdere la memoria. Qualche tempo dopo incontra Jang Tae-ha (Jung Hae-in): un ex campione di boxe che ora allena una piccola squadra locale.
L’uomo, che ha riconosciuto nella donna il primo amore giovanile, approfittando del fatto che non ricorda nulla, finge di essere il suo fidanzato attuale allo scopo di proteggerla: Jang ha, infatti, a propria volta un trascorso in una band criminale. I due finiscono, così, per andare a vivere insieme e innamorarsi nuovamente.
Ufficio stampa NetflixUna scena di “Our Sticky Love”
Dov’è stata girata la serie
Dangjin
È stata la stessa produzione del k-drama a confermare che le location di Our Sticky Love si trovano tutte a Dangjin: una città della Corea del Sud affacciata sulla Baia di Asan che da sempre svolge, proprio per la sua posizione, un ruolo chiave per gli scambi commerciali che interessano il Mar Giallo. A 90 minuti da Seoul, Dangjin è un’ottima meta per un’escursione alla scoperta della antica cultura coreana.
iStockIl panorama unico di Dangjin
Qui si trovano attrazioni come l’Ami Art Museum dove, oltre alla collezione permanente e a esibizioni per lo più di arte moderna, si può ammirare l’edilizia tradizionale della zona. Il museo è allestito, infatti, all’interno di un’ex scuola di cui sono ancora visibili i pavimenti in legno e le vecchie finestre. Lo scenario sembra quello perfetto per una storia d’amore che ha radici nell’infanzia e un non so che di bucolico e in effetti il museo è uno dei luoghi dov’è stata girata la serie coreana Our Sticky Love, in particolare per le scene ambientate nel villaggio d’origine di Go Eun-sae e Jang Tae-ha.
Spesso si vedono i due protagonisti principali del nuovo k-drama di Netflix camminare all’esterno, immersi in un’atmosfera tranquilla e serafica. Questo tipo di scene sono state girate per lo più lungo la Sunseong Cherry Blossom Trail: una strada lunga circa tre chilometri, percorribile sia a piedi e sia in bici e costeggiata da alberi di ciliegio e pesco che in primavera regalano ai passanti una spettacolare fioritura. Proprio la fioritura dei ciliegi è diventata, in questi anni in cui è cresciuto l’interesse per i giardini sakura, una delle principali attrazioni per turisti a Dangjin.
Ufficio stampa NetflixUn’altra scena di “Our Sticky Love” con, sullo sfondo, la fioritura di ciliegi a Dangjin
Altra location di Our Sticky Love segnalata dalla produzione è lo stagno di Wolji: questo bacino artificiale fu atto costruire in tarda epoca Joseon per allevare uccelli e altri animali rari e far crescere piante di diverse specie. Ancora oggi a seconda della stagione si può assistere a spettacoli diversi come la fioritura dei ciliegi in primavera e d’estate quella dei loti che prosperano nello stagno. L’ultimo è circondato da padiglioni e altre strutture un tempo usati per le cerimonie ufficiali.
Nessun angolo della Germania sarebbe completo senza il proprio castello, e la regione della Sassonia non fa eccezione. Uno dei più belli è sicuramente il castello di Moritzburg, situato vicino a Dresda, il cui centro storico è uno scrigno prezioso di architetture storiche.
Circondato dalle acque di un grande stagno artificiale e immerso nel verde di un parco secolare, questo castello barocco sembra uscito da una fiaba: non a caso, è stato una delle location del film Tre nocciole per Cenerentola e, ogni inverno, le sue sale si vestono a festa richiamando proprio quell’atmosfera, per la gioia di chi visita la Sassonia nel periodo natalizio. Sulla scalinata esterna è presente una scarpetta di bronzo che ricorda proprio quella persa da Cenerentola nel film.
La storia del castello di Moritzburg
Le origini di Moritzburg risalgono al 1542, quando il duca Maurizio di Sassonia fece costruire un padiglione di caccia in stile rinascimentale su una collina granitica, nel cuore della foresta di Friedewald. Nel 1661 venne edificata la cappella, consacrata secondo il rito cattolico in occasione dell’incoronazione di Augusto il Forte a re di Polonia e tuttora sede di funzioni religiose.
È proprio Augusto il Forte a dare a Moritzburg l’aspetto che conosciamo: dal 1723 avvia una trasformazione radicale, affidando all’architetto Matthaeus Daniel Poeppelmann il compito di convertire l’antico padiglione in un sontuoso palazzo barocco, pensato per feste, battute di caccia e persino finte battaglie navali sullo stagno del castello. Il progetto, però, rimase incompiuto alla morte del sovrano e solo nel 1800 un suo pronipote proseguì l’opera, integrando ulteriormente il castello nel paesaggio circostante.
Nel corso del Novecento, Moritzburg fu residenza della famiglia Wettin fino al 1945, quando il castello fu confiscato nell’ambito delle riforme del dopoguerra nella Germania dell’Est. Alcuni tesori artistici, sepolti nel parco per proteggerli, furono in gran parte scoperti e portati via dalle truppe sovietiche: solo nel 1996 alcune casse di gioielli e ornamenti in oro tornarono alla luce grazie alla scoperta di archeologi amatoriali.
iStockVista dall’alto del castello di Moritzburg
Cosa vedere durante la visita al castello
All’interno del castello sono custoditi diversi tesori: una delle più importanti collezioni europee di trofei di caccia, raffinati arazzi in pelle dorata e la “Stanza delle Piume”, rivestita con oltre un milione di piume colorate.
Da non perdere anche il Castello dei Fagiani, piccolo gioiello rococò affacciato sullo stagno, con tanto di porticciolo in miniatura e l’unico faro della Sassonia: un tempo scenografia per le celebrazioni della corte, oggi tra i monumenti tedeschi di maggior pregio artistico dopo un accurato restauro completato nel 2013.
Il parco che circonda il castello, invece, ispirato ai giardini francesi voluti da Augusto il Forte, non fu mai portato a termine secondo il disegno originale, ma la sua ricostruzione, avviata nel 1990 sulla base di una pianta del 1740, restituisce oggi l’atmosfera romantica che il luogo ha assunto nell’Ottocento.
iStockIl faro di Moritzburg, l’unico della Sassonia
Dove si trova, prezzi e orari
Il castello di Moritzburg si trova a pochi chilometri da Dresda, nel cuore della Sassonia.
In auto, è raggiungibile dall’A4 (uscita Dresda-Wilder Mann) o dall’A13 (uscita Radeburg), seguendo le indicazioni locali. Con i mezzi pubblici, si può prendere il treno per Dresda-Neustadt e proseguire con l’autobus 477 in direzione Radeburg, oppure la linea M da Meißen. Un’alternativa suggestiva è la storica ferrovia a scartamento ridotto “Lößnitzdackel”, che collega Radebeul a Moritzburg.
Il castello è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Il biglietto d’ingresso costa 12 euro per gli adulti e 4,50 euro per i bambini.
Nel nord della provincia di Burgos, in Spagna, prende vita un borgo che sembra un tutt’uno con la roccia. Il suo nome è Puentedey e qui il fiume Nela ha scavato per milioni di anni un enorme arco calcareo alto circa 15 metri e largo oltre 30, trasformandolo nella base naturale di un piccolo abitato. La tradizione popolare attribuiva una simile opera a Dio, da cui il nome Puente de Dios, Ponte di Dio. Vero o no, quel che è certo è che nel 2022 il villaggio è entrato nella rete Los Pueblos Más Bonitos de España (il corrispettivo dei Borghi più belli d’Italia).
Puentedey appartiene alla comarca di Las Merindades, territorio settentrionale di Castilla y León segnato da gole, altopiani, boschi e corsi d’acqua. Le dimensioni sono minuscole (ci vivono circa 50 anime) ma la sua struttura racconta molto più della sua scala: case in pietra e legno, una chiesa romanica, un palazzo fortificato e il grande arco scavato dal Nela formano un insieme emozionante.
Il Lago di Garda si prepara a vivere una nuova estate all’insegna del romanticismo con il ritorno di “Lago di Garda in Love – Un’Estate d’Amore & Friends”, la manifestazione che dall’8 al 16 agosto trasforma il Benaco in una grande rassegna diffusa capace di coinvolgere territori, comunità e turisti. L’iniziativa, ideata e organizzata da PromoE20, conferma anche per il 2026 la volontà di valorizzare alcune delle località più suggestive del lago con un programma che unisce spettacolo, musica, arte, intrattenimento e momenti di condivisione.
Per nove giorni il pubblico può vivere un percorso che attraversa borghi, lungolaghi e colline, e scoprire il territorio da una prospettiva differente. L’evento coinvolge otto Comuni gardesani (San Zeno di Montagna, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio e Sirmione) ai quali si aggiungono tre ospiti speciali, Soave, Montagnana e Rosolina.
Camminando lungo le sponde argillose del fiume Rodano è possibile imbattersi in un gigante di pietra chiara che sembra emerso direttamente dalle acque. La Provenza meridionale regala questo scenario improvviso a pochi chilometri da Arles e Avignone, ponendo il viaggiatore di fronte a un maniero unico nel suo genere. Il suo nome è Castello di Tarascon e si presenta come un blocco compatto circondato da un fossato profondo scavato direttamente nella roccia.
Venne progettato per controllare questo punto strategico e nel corso del tempo si trasformò nella grande sentinella della contea di Provenza. A renderlo unico, però, contribuisce anche il sorprendente equilibrio tra rigore militare ed eleganza principesca: dietro l’aspetto austero si nascondono cortili raffinati, sale decorate, soffitti riccamente ornati e dettagli architettonici che narrano il passaggio dal gusto gotico alle prime influenze rinascimentali.
Breve storia e leggende del Castello di Tarascon
Sul sito attuale sorgeva già una fortificazione nel XIII secolo, ma il castello visibile oggi nacque all’inizio del XV secolo per volontà di Luigi II d’Angiò e di Yolanda d’Aragona. I lavori iniziarono nel 1400 con la costruzione dell’ala affacciata sul Rodano e terminarono nel 1411. Successivamente Luigi III completò il lato rivolto verso la città tra il 1429 e il 1434 seguendo il progetto dell’architetto Jean Robert.
L’edificio passò quindi a Renato I d’Angiò, passato alla storia semplicemente come Re René. Figura straordinaria del Quattrocento europeo, portava i titoli di re di Napoli, Sicilia e Gerusalemme, oltre a quelli di conte di Provenza e duca d’Angiò. Pur avendo a disposizione numerose residenze, scelse Tarascon per ricevimenti, celebrazioni e incontri politici. Più che modificare la struttura, preferì renderla elegante attraverso decorazioni, arredi e migliorie dedicate al comfort della corte.
Con la morte del sovrano iniziò una fase completamente diversa. Fin dai primi decenni il castello accolse prigionieri politici e militari. Nel 1480 vi venne rinchiuso un sostenitore del re d’Aragona, avversario di Renato I. Durante la detenzione incise sulle pareti delle celle una straordinaria raccolta di graffiti raffiguranti navi mercantili, galere da guerra, simboli religiosi e scene della vita quotidiana. Ancora oggi rappresentano una delle testimonianze più preziose conservate all’interno della fortezza.
Tra il XVII secolo e il 1926 la funzione carceraria diventò predominante. Sale destinate alla nobiltà vennero trasformate in celle collettive oppure individuali. Soldati spagnoli, marinai britannici, prigionieri olandesi e detenuti civili lasciarono centinaia di incisioni sulle pareti, al punto che oggi è una sorta di archivio spontaneo che attraversa oltre 300 anni di storia europea.
Anche la Rivoluzione Francese lasciò il proprio segno: nel 1795 alcuni sostenitori di Robespierre trovarono la morte proprio all’interno della fortezza, aggiungendo un ulteriore capitolo a un passato già ricco di eventi drammatici. Accanto alla storia trova spazio anche la leggenda della Tarasca, il mostro che avrebbe terrorizzato queste terre secondo la tradizione provenzale. La creatura, descritta con corpo squamoso e aspetto terrificante, sarebbe stata domata da Santa Marta. Ancora oggi la Tarasca rappresenta il simbolo della città e la celebre festa dedicata al leggendario animale è inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Cosa vedere e come funziona la visita
L’accesso a questa meraviglia di Francia avviene attraversando un ponte che supera il fossato. Fin dal primo passo la sensazione è quella di entrare in una macchina del tempo perfettamente conservata. Le mura raggiungono circa 4 metri di spessore e racchiudono una struttura articolata in due aree principali. La parte settentrionale ospitava soldati, servizi e ambienti destinati al funzionamento quotidiano della fortezza. L’ala meridionale era invece riservata alla residenza dei principi angioini.
Il cortile interno sorprende per l’eleganza delle sue linee. Archi gotici, volte a costoloni e mensole scolpite con aquile, pipistrelli, chimere e altre figure fantastiche alleggeriscono l’aspetto severo dell’esterno. L’insieme rivela una raffinatezza inattesa, frutto del gusto delle grandi corti del XV secolo. Sulla facciata meridionale resta ancora visibile la nicchia destinata ai busti di Re René e della regina Giovanna di Laval, memoria della stagione più brillante vissuta dalla residenza.
Uno degli elementi più spettacolari è la grande scala monumentale illuminata da 19 finestre. Salendo piano dopo piano si attraversano ambienti destinati ai ricevimenti, agli appartamenti privati e alle sale di rappresentanza. I primi livelli conservano soffitti lignei alla francese, mentre l’ultimo presenta eleganti coperture voltate.
Le antiche prigioni sono probabilmente gli spazi più emozionanti dell’intero percorso. Le pareti custodiscono migliaia di incisioni realizzate nell’arco di secoli, come navi, stemmi, croci, nomi, date e simboli che sono lì a descrivere speranze, paure e ricordi di uomini provenienti da molti Paesi europei.
Un’altra sorpresa attende nelle antiche dipendenze, che ospitano una raccolta di vasi da farmacia, brocche e urne appartenute allo storico ospedale cittadino, sistemate all’interno di eleganti boiserie settecentesche. Dal terrazzo panoramico lo sguardo spazia lungo il Rodano, sulla pianura provenzale, verso il massiccio delle Alpilles e la Montagnette. Per secoli nessun edificio riuscì a competere con i suoi 45 metri di altezza, simbolo assoluto del potere cittadino.
Dal 2009 il castello ospita anche il Centro d’Arte René d’Anjou, nato per creare un dialogo tra patrimonio storico e creatività contemporanea. Artisti di fama internazionale realizzano installazioni e opere ispirate ai soffitti dipinti, agli animali fantastici e alla memoria della fortezza, offrendo un percorso che unisce passato e linguaggi artistici attuali. Il monumento accoglie visitatori durante tutto l’anno e sono disponibili visite guidate e materiali informativi in diverse lingue.
Dove si trova e come arrivare
Il Castello di Tarascon si trova nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, lungo la riva sinistra del Rodano. Tarascon dista circa 25 chilometri da Arles, 30 da Saint-Rémy-de-Provence e poco meno di 100 da Marsiglia. L’automobile rappresenta il mezzo più pratico per esplorare questa parte della Provenza, ricca di piccoli borghi, siti romani e paesaggi naturali.
Tarascon dispone anche di una stazione ferroviaria collegata con Arles, Avignone e Nîmes, soluzione particolarmente comoda per chi viaggia senza auto. Arrivando in città, la fortezza domina immediatamente il panorama e il profilo delle torri accompagna il corso del Rodano proprio nello stesso punto scelto oltre 600 anni fa dai duchi d’Angiò.
iStock@Olivier DJIANNIl possente ed elegante Château de Tarascon
Ma ciò che colpisce più di ogni altra cosa è che, ancora oggi, il castello trasmette la stessa impressione di solidità e prestigio che doveva accogliere mercanti, ambasciatori e sovrani diretti verso la Provenza medievale.