Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierFlux principal

Premio ‘Lombardia è ricerca’, Regione proroga candidature al 31 agosto

18 juillet 2025 à 11:07

Regione Lombardia ha stabilito una proroga al 31 agosto 2025 per la presentazione delle candidature al Premio internazionale ‘Lombardia è ricerca’. Visto il grandissimo interesse suscitato dal tema scelto e anche dalle novità che sono state introdotte per il 2025, infatti, Regione Lombardia ha deciso di lasciare ancora un mese di tempo a chi vuole presentare un progetto.

Proroga del premio ‘Lombardia è ricerca’, tema 2025 medicina preventiva

L’edizione 2025 del Premio è dedicata, in particolare, al tema ‘Metodi innovativi di diagnostica precoce o di medicina preventiva’.  L’obiettivo è in particolare migliorare l’aspettativa e la qualità di vita dei cittadini. Un tema di particolare interesse, anche oltre l’ambito strettamente medico.

Le novità di quest’anno

Le candidature al Premio Internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ – che grazie alla proroga devono essere presentate entro il 31 agosto – possono essere inviate da tutti gli scienziati, di qualsiasi nazionalità. Il requisito è il fatto di aver fornito un contributo significativo sul tema dell’edizione 2025 e il raggiungimento di un h-index pari almeno a 50 nel database Scopus, a testimonianza di una produzione scientifica comprovata. Una prima novità importante è rappresentato dal fatto che ogni scienziato potrà presentare la propria candidatura sul tema del premio (a differenza delle edizioni precedenti, per le quali era necessario essere candidati da altri ricercatori).

Proroga premio Lombardia è ricerca 2025, presentazione progetto di medicina traslazionale entro 31 agosto

Ma non è tutto. Da quest’anno, infatti, chi si candida dovrà presentare anche un progetto di ricerca traslazionale da attivare in collaborazione con uno o più organismi di ricerca pubblici o privati della Lombardia. Il progetto diventa dunque elemento di rilievo già al momento della candidatura, nonché oggetto di valutazione da parte della giuria di selezione. In questo nuovo contesto, lo scienziato vincitore si aggiudicherà il 30% del riconoscimento, mentre il 70% del premio sosterrà progetto traslazionale abbinato alla candidatura.

La Giornata della Ricerca al Teatro alla Scala

Il Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ viene consegnato, come ogni anno, nel corso di un evento speciale e pubblico. La data prevista è ì l’8 novembre al Teatro della Scala di Milano. Si tratta del giorno in cui si celebra la Giornata della Ricerca, organizzata da Regione Lombardia e promossa insieme alla Fondazione Umberto Veronesi. L’obiettivo è valorizzare il contributo di ricerca e innovazione.

Fermi: vogliamo essere punto di riferimento per la ricerca

foto generica dell'assessore Fermi a un convegno dedicato alla ricerca, tema al centro del premio lombardia è ricerca 2025 per cui Regione ha stabilito una proroga

“Quello dell’8 novembre  – commenta l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi – è un appuntamento molto importante. Tutti gli anni infatti consegniamo un riconoscimento da 1 milione di euro. Con questo evento vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per la ricerca e l’innovazione, due ambiti imprescindibili per una regione come la nostra. Per quel che riguarda in particolare le scienze della vita, abbiamo risultati di grandissimo livello delle nostre università e dei nostri centri di ricerca, pubblici e privati. Si tratta di un comparto che incide inoltre per oltre il 12% sul totale del Pil lombardo come valore aggiunto”.

Innovazione centrale per cure più efficaci

“Ricerca e innovazione – conclude Fermi – rappresentano un punto di partenza fondamentale per trovare soluzioni di cura sempre più efficaci per i pazienti di oggi e di domani”.

The post Premio ‘Lombardia è ricerca’, Regione proroga candidature al 31 agosto appeared first on Lombardia Notizie Online.

Sanità: Regione e università al lavoro per nuovo protocollo d’intesa

7 mai 2025 à 19:19

Si è tenuto a Palazzo Lombardia l’incontro tra l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, il Direttore Generale Welfare, Mario Melazzini, e i Rettori delle Università lombarde sedi di Facoltà di Medicina e Chirurgia. Durante l’evento è stata presentata la bozza del nuovo protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e gli Atenei, valido per il triennio 2025-2028. Il documento nasce con l’obiettivo di rafforzare la sinergia tra sistema sanitario e sistema universitario, promuovendo una governance integrata e una programmazione strategica condivisa, in grado di ottimizzare risorse, ruoli e funzioni.

nomine lombardia ats asst irccs

Le novità del protocollo d’intesa tra università e Regione Lombardia

La principale novità proposta da Regione Lombardia prevede la centralizzazione della negoziazione e della pianificazione degli inserimenti delle figure universitarie all’interno della rete ospedaliera, con la Direzione Generale Welfare come riferimento e interlocutore diretto dei Rettori (finora la contrattazione è invece avvenuta con il singolo ente sanitario). Prevista anche la ridefinizione della rete dei Poli Clinico-Assistenziali a carattere universitario, con la distinzione tra Ospedale sede di corso di laurea e Ospedale di insegnamento. La bozza estende inoltre la rete formativa dedicata alle Scuole di Medicina e di Specializzazione a tutte le ASST lombarde e alle ATS, ad AREU e ACSS.

Si amplia il numero di strutture a direzione universitaria

Il nuovo protocollo amplia anche il numero delle strutture a direzione universitaria, oggi circa 300, che potranno diventare oltre 400 (8% calcolato sul totale lombardo e non più per singola realtà territoriale). Secondo il documento, l’università propone l’apicalità delle strutture e ne concorda la designazione con la Direzione Generale Welfare.

Assessore Bertolaso: la collaborazione è fondamentale

“Questo protocollo – ha dichiarato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – non è solo un accordo tecnico, ma un vero patto strategico per il futuro della sanità di questa regione. La collaborazione con le università è fondamentale, un gioco di squadra per costruire sistema in cui la ricerca, la didattica e la cura procedono di pari passo, per dare risposte concrete e tempestive ai bisogni di salute”.

“La Lombardia – ha proseguito – investe nella formazione dei medici, nel rafforzamento della rete ospedaliera e nella qualità dell’assistenza. Vogliamo che ogni struttura sanitaria possa essere anche luogo di alta formazione, in un sistema integrato e omogeneo. L’ampliamento della rete aiuterà a portare universitari ma anche specializzandi anche in aziende minori”.

Maggiore omogeneità, trasparenza e coordinamento

Il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e università punta a superare le criticità applicative emerse, attraverso una maggiore omogeneità, trasparenza e coordinamento nella gestione dei percorsi formativi e assistenziali, valorizzando il ruolo della ricerca e della didattica come leve per l’innovazione del sistema sanitario regionale.

The post Sanità: Regione e università al lavoro per nuovo protocollo d’intesa appeared first on Lombardia Notizie Online.

Scienze della vita, settore rappresenta oltre 12% del Pil della Lombardia

11 février 2025 à 14:36

Favorire una proficua collaborazione tra pubblico e privato in un’ottica sinergica che sappia sfruttare al meglio le risorse del PNRR e tutte le potenzialità legate a una gestione adeguata dell’intelligenza artificiale e dei big data. È questa la visione di Regione Lombardia per promuovere il settore delle scienze della vita illustrata dall’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, che ha aperto i lavori della seconda giornata di ‘Meet in Italy for Life Sciences’, evento organizzato dal cluster ALISEI a Palazzo Lombardia e incentrato per l’edizione 2025 sulle opportunità legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al convegno ha preso parte, tra gli altri, anche Alessandra Gallone, consigliere delegato del ministro dell’Università e della Ricerca.

Fermi: scienze della vita coprono oltre il 12% del Pil lombardo

scienze vita pil lombardia

“Il tema della ricerca nel settore delle Scienze della vita – ha spiegato Fermi – è una questione di primaria importanza per Regione Lombardia”.

“Il nostro territorio – ha chiarito – può vantare un’eccellenza su scala nazionale in questo settore legata all’attività delle nostre Università e dei nostri Centri di ricerca pubblici e privati. Il comparto incide inoltre per oltre il 12% sul totale del Pil lombardo come valore aggiunto, con ricadute economiche importanti. In quest’ottica, la sfida è quella di dispiegare appieno tutto il potenziale di questo settore, insito nel DNA stesso della Lombardia, attraverso politiche che mettano a disposizione risorse adeguate e permettano la realizzazione di sinergie virtuose tra soggetti e privati”.

“Mi sono impegnato fin da inizio mandato – ha aggiunto l’assessore – per i finanziamenti destinati alla ricerca e all’innovazione. La manifestazione di interesse che abbiamo promosso per finanziare infrastrutture di ricerca è solo l’ultima iniziativa in ordine di tempo di una visione più ampia che punta ad aumentare il sostegno economico a un comparto strategico, che gioca un ruolo di primo piano per aumentare la competitività e l’attrattività del territorio, anche in ottica internazionale”.

Il ruolo del PNRR

“In questo contesto il PNRR – ha precisato – è una grande opportunità e fino ad oggi ha portato un grande salto in avanti in investimenti tecnologici. L’obiettivo è sfruttare al meglio queste risorse nell’ambito di progetti che abbiano ricadute concrete per il territorio, in un contesto dove venga favorita la proficua collaborazione tra pubblico e privato.  Abbiamo necessità di unire le forze a più livelli e di promuovere il dialogo virtuoso tra mondo della ricerca e mondo delle imprese. Solo così i risultati scientifici potranno trasformarsi in vantaggi concreti per i cittadini”.

Valorizzare i big data

Altro tema chiave evidenziato dall’assessore è stata l’importanza di un’adeguata valorizzazione dell’enorme mole di dati che le attività di ricerca portate avanti in Lombardia mettono a disposizione. “Abbiamo un capitale straordinario di dati clinici raccolti nel corso degli anni che – ha detto – usiamo solo in minima parte: eppure queste preziose informazioni sono fonte di sviluppo scientifico ed economico. Per questo dobbiamo favorire la loro accessibilità ai ricercatori nella forma più armonizzata possibile”.

“Sui big data – ha concluso – si giocherà un’importante partita, legata anche ai nuovi sviluppi dell’intelligenza artificiale, in cui la Lombardia potrà dimostrare ancora una volta il suo ruolo di apripista a livello nazionale.”

Dialogo tra ricerca e imprese

A ribadire l’importanza di una visione globale alle Life Sciences è stata anche Gallone, che ha sottolineato in particolare la necessità di una “collaborazione virtuosa tra Stato e Regioni per promuovere il più possibile il settore delle scienze umane, favorendo il dialogo proficuo tra mondo della ricerca e mondo economico”, in modo da tradurre i progetti in risultati concreti. “È fondamentale – ha concluso – che le imprese siano pronte ad accogliere tutte le innovazioni”.

The post Scienze della vita, settore rappresenta oltre 12% del Pil della Lombardia appeared first on Lombardia Notizie Online.

Scienze della vita, Fontana: Fondazione di Regione sia hub per la ricerca

10 février 2025 à 18:19

Mettere a disposizione la Fondazione di Regione Lombardia per il trasferimento tecnologico come luogo privilegiato di condivisione dei risultati più all’avanguardia raggiunti  nel campo della ricerca delle scienze della vita, favorendo la proficua collaborazione tra pubblico e privato. È la proposta lanciata dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, che è intervenuto, lunedì 10 febbraio 2025, alla giornata inaugurale di ‘Meet in Italy for Life Sciences’, evento di respiro internazionale organizzato dal Cluster Alisei e dedicato alla ricerca in questo specifico ambito.  L’appuntamento, ospitato a Palazzo Lombardia, rappresenta un importante momento di networking per gli operatori del comparto e ha come tema portante, per l’edizione 2025, le opportunità legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).  Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente di Alisei, Massimiliano Boggetti, e il vicepresidente Lifesciences di Assolombarda, Sergio Dompé.

Fontana: Fondazione di Regione come centro di innovazione per scienze della vita

scienze vita fondazione

“Attualmente – ha spiegato il governatore lombardo – il trasferimento tecnologico è un po’ frazionato. Questa situazione, da un lato, può essere utile ma, dall’altro, rischia di far disperdere la grande quantità di risultati raggiunti dalla ricerca. Per questo vogliamo mettere a disposizione la Fondazione di Regione Lombardia per il trasferimento tecnologico in modo da renderla il luogo fisico dove far confluire tutte le attività che vengono portate avanti nella nostra regione, favorendo una collaborazione sinergica tra  soggetti pubblici e privati”.

Obiettivi dell’ente

Il riferimento è a FITT, la Fondazione di diritto privato Innovazione e Trasferimento Tecnologico, nata a dicembre del 2022, costituita dalla società Arexpo S.p.A. e dalle Fondazioni IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, IRCCS San Matteo, IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e IRCCS Istituto Nazionale Studio e cura Tumori. Il suo obiettivo è valorizzare i risultati delle attività di ricerca dei suoi soci tramite il trasferimento che avviene attraverso accordi di licenza e di collaborazione con imprese nel settore delle biotecnologie, della farmaceutica, della diagnostica e dei dispositivi medicali, oppure tramite la definizione di iniziative imprenditoriali. FITT  riveste un ruolo chiave di coordinamento e intermediazione, finalizzato a favorire pratiche virtuose e interazioni continue tra le parti coinvolte.

PNRR, telemedicina e case di comunità

Fontana ha poi spiegato come Regione Lombardia abbia concretizzato in modo efficace i progetti del PNRR, sia per quanto riguarda le Case di Comunità sia per quanto riguarda la medicina territoriale: “stiamo investendo in telemedicina, in innovazione e digitalizzazione facendo in modo che tutte le risorse vengano spese e si traducano in progetti con ricadute positive per i cittadini”.

concretizzare i progetti

A sottolineare l’eccellenza della Lombardia nel settore delle Life Sciences e  l’importanza della messa a terra efficace delle risorse del Piano di Ripresa e Resilienza è stato anche il presidente del Cluster ALISEI, Massimiliano Boggetti: “Abbiamo deciso di organizzare questo evento nella sede di Regione – ha chiarito – perché la Lombardia ha in assoluto il maggior numero di aziende e di centri di ricerca che operano nel comparto delle Scienze della Vita”. Passando poi al piano ha spiegato come  “una delle sfide più importanti sarà concretizzare i progetti” in un contesto  come quello dell’innovazione che “richiede tempo e investimenti” spesso non in linea con i ritmi rapidi dell’ “evoluzione regolatoria”.

competitività e internazionalizzazione

L’alto potenziale del connubio tra l’elevato livello della ricerca in Lombardia e la vocazione internazionale di questo territorio è stato invece il tema portante dell’intervento di Sergio Dompé, vicepresidente Life Sciences di Assolombarda. “In quest’ottica, la sfida – ha spiegato –  è adottare un cambio di paradigma che metta in secondo piano i singoli interessi per adottare una visione globale che consenta di rendere la ricerca uno strumento per migliorare la competitività del territorio lombardo e di tutto il Paese sugli scenari internazionali, nonché di ottenere ricadute positive concrete per i cittadini”.

The post Scienze della vita, Fontana: Fondazione di Regione sia hub per la ricerca appeared first on Lombardia Notizie Online.

Fondo Sanitario Nazionale: 1,1 miliardi in più alla Lombardia

7 février 2025 à 16:05

Il riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2024 destina più di 22 miliardi a Regione Lombardia. Un incremento di risorse pari a 1,1 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al 2023, che la Regione potrà investire più liberamente in tema sanità. Ne hanno  discusso in conferenza stampa a Palazzo Lombardia il presidente della Regione, Attilio Fontana, e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con delega al Cipess, senatore Alessandro Morelli.

Sanità miliardi Lombardia

Più risorse in Lombardia: 1,1 miliardi di euro nella sanità

L’incremento del Fondo Sanitario Nazionale per l’anno 2024 è di 5 miliardi rispetto all’anno precedente. Regione Lombardia ha avuto assegnate quote vincolate per l’immunizzazione dei neonati contro il virus sinciziale e il finanziamento delle prestazioni assistenziali svolte dalle farmacie. Una decisione che evidenzia le positive scelte effettuate, prima in Italia, dalla Lombardia e poi applicate dalle altre Regioni.

Regione chiede di poter spendere in libertà le risorse

“Finalmente questo Governo – ha detto il presidente lombardo – ha invertito la rotta che dal 2011 al 2020 aveva visto un continuo taglio al fondo sanitario nazionale, aumentando le risorse. Ora ciò che chiediamo è che l’Esecutivo dia alle Regioni maggiore flessibilità nel poterle spendere. La Lombardia non chiede più risorse, ma di poterle gestire con margini di maggiore libertà”.

sanità Lombardia scomparsa Lucchina

Sfruttare al meglio le risorse di cooperazione pubblico privato in Lombardia

“Una programmazione – ha proseguito Attilio Fontana – che superi la logica dei tetti di spesa, della contribuzione a ‘silos’, non può che aiutare l’equilibrio economico finanziario di tutti i sistemi regionali. Con margini di autonomia la Lombardia potrebbe sfruttare al meglio ogni opportunità derivante dalla cooperazione pubblico privato in ambito sanitario e assistenziale, dall’innovazione in campo medico e scientifico, dal trasferimento tecnologico degli IRCCS pubblici a favore di sperimentazioni cliniche e filiera life science. Tutto ciò a beneficio dell’intero territorio nazionale, concorrendo perfino a ridurre il divario fra le aree più avanzate e quelle meno”.

In tutto 1,1 miliardi che portano qualità ed efficienza nella sanità della Lombardia

“Con questi fondi – evidenzia il sottosegretario Morelli – ci sarà un miliardo e cento in più sul fronte della sanità in Lombardia. Sono investimenti che portano più qualità e maggiore efficienza in una Regione in cui la sanità già si distingue. Abbiamo previsto delle priorità sulle quali c’è stato un coinvolgimento diretto di Regione Lombardia. Anche per questo serve maggior autonomia, affinché i territori possano utilizzare le risorse che ricevono, sulla base dei bisogni dei propri concittadini”.

Contro il virus sinciziale

Sulle quote vincolate assegnate alla Regione, per quanto riguarda il virus sinciziale, la Lombardia a settembre, con un provvedimento di Giunta, ha disposto l’utilizzo dell’anticorpo monoclonale per evitare casi di bronchioliti e sovraffollamento dei Pronto Soccorso nella stagione invernale. Una scelta concreta servita poi a estendere a tutte le altre Regioni, comprese quelle con bilanci in passivo, un provvedimento volto a tutelare la salute pubblica.

dossena telemedicina fragili

Progetti di telemedicina

Nell’ambito della sperimentazione della farmacia dei servizi, Regione Lombardia lo scorso giugno ha anticipato gli importi assegnabili alle Ats per il 2024, dando avvio in modo uniforme e tempestivo al progetto di telemedicina e prevedendo ulteriori attività svolte in questi presidi territoriali, come gli screening di prevenzione, la scelta e revoca, l’arricchimento del Fse e del Cup.

 

The post Fondo Sanitario Nazionale: 1,1 miliardi in più alla Lombardia appeared first on Lombardia Notizie Online.

Premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2024 all’immunologo milanese Alberto Mantovani

23 octobre 2024 à 19:08

Il Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ va all’immunologo Alberto Mantovani, milanese, direttore scientifico dell’IRCCS Humanitas, professore emerito all’Humanitas University di Milano e docente alla Queen Mary University of London, precursore e protagonista dell’affermazione del collegamento tra infiammazione, cellule del sistema immunitario e cancro. A lui andrà il ‘Nobel lombardo’, il riconoscimento da 1 milione di euro che Regione Lombardia attribuisce a scoperte di grande impatto nel campo delle Life Sciences, per le sue scoperte fondamentali sul ruolo dell’immunità innata e dell’infiammazione nel cancro. L’annuncio è stato dato dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, che hanno ricevuto a Palazzo Lombardia la presidente della Giuria, Patrizia Caraveo, direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale di Milano.

Il Premio ‘Lombardia è Ricerca’ sarà ufficialmente consegnato il prossimo 8 novembre al Teatro alla Scala di Milano nel corso della ‘Giornata della Ricerca’, dedicata alla memoria di Umberto Veronesi e incentrata quest’anno sulle ‘Scienze della Vita’.

Fontana: fondi erogati avranno ricadute positive sul territorio

lombardia ricerca 2024 mantovani“Il premio ‘Lombardia è Ricerca’  – ha detto Fontana –  assegna un riconoscimento ai migliori risultati scientifici ottenuti in ambito ricerca e innovazione. Ovvero due settori chiave in cui crediamo molto e su cui investiamo ogni anno importanti risorse. E questo proprio per l’impatto rilevante che questi studi hanno sulla vita dei cittadini. Una peculiarità di questo riconoscimento è, inoltre, il fatto che i fondi erogati al vincitore del premio vengono impiegati, per la maggior parte, per sostenere progetti di ricerca c0llegati alla scoperta giudicata più meritevole e realizzati da enti lombardi. Con rilevanti ricadute positive sul territorio”.

Confermata eccellenza delle università lombarde

“In questo modo – ha aggiunto il governatore lombardo  – si crea un circolo virtuoso che valorizza al massimo il lavoro degli scienziati. Permettendo alla ricerca realizzata in Lombardia di stare al passo con tutti gli input più innovativi legati agli scenari internazionali.  Il fatto che il premio sia stato assegnato a un lombardo è inoltre un’ulteriore conferma dell’eccellenza delle università e dei laboratori presenti sul territorio. Luoghi in cui si formano professionisti che intraprendono carriere di altissimo profilo anche fuori dall’Italia. Proprio come nel caso di Alberto Mantovani”.

Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’: gli ambiti tematici

Il Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ è uno strumento efficace per sostenere scoperte di alto valore scientifico e tecnologico relative a nuove frontiere della medicina. Come quella personalizzata e quella legata allo sviluppo di modelli innovativi di cura, terapia e prevenzione. Grande importanza viene data anche alle ricerche scientifiche che permettono di alzare sempre di più l’asticella in ambiti come biologia, chimica e fisica ma anche nello sviluppo tecnologico. E di lavorare su un terreno di dialogo tra ingegneria e scienza che vede in un ruolo di crescente importanza intelligenza artificiale, robotica, nuovi materiali e nanotecnologia. Un focus importante è infine quello su sostenibilità ambientale e sociale. Vengono infatti promosse ricerche su energie rinnovabili, cambiamenti climatici, inquinamento e salute globale.

Fermi: felicissimo di premiare un lombardo

lombardia ricerca 2024 mantovani “È il secondo anno che ho l’onore di consegnare il Premio ‘Lombardia è Ricerca’ – ha sottolineato Fermi – e lo ritengo senza dubbio uno degli appuntamenti più importanti del mio assessorato, perché rappresenta non solo un simbolo di gratitudine per l’impegno dei ricercatori, ma anche un segnale forte dell’importanza che Regione Lombardia attribuisce alla ricerca e all’innovazione come motori del progresso e del benessere sociale.

Soddisfazione per premio a un lombardo

“La nostra Regione – ha aggiunto – deve essere un punto di riferimento anche in questo campo. E certamente un premio di questo calibro dà linfa a tutto il settore. Sottolineando quanto la Lombardia creda nel potenziale di chi con passione e dedizione si dedica ogni giorno a scoprire, innovare e migliorare il mondo in cui viviamo. Sono particolarmente felice, poi, che quest’anno il riconoscimento vada a un ricercatore lombardo, professore in una delle nostre università. Questa è la conferma che, per capacità umane e dna votato alla ricerca e all’innovazione, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno”.

Le motivazioni della giuria

A decretare il vincitore del Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ è ogni anno una giuria. Composta da 15 top scientists con il più alto H-index nelle aree di ricerca attinenti al tema del premio. La giuria seleziona il vincitore tra quelli candidati dagli scienziati che ne hanno diritto.  “Il paradigma dominante nello studio della tumorigenesi – si legge nella motivazione ufficiale del Premio 2024 – era, ed è restato a lungo, quello genetico. Di conseguenza, il riconoscimento della componente ecologica del cancro e del ruolo del microambiente tumorale è stato scarso per molto tempo. Ciò che era necessario era uno sforzo determinato per radicare l’idea in solide basi biologiche e molecolari. Mantovani è stato un pioniere in quest’impresa”.

Il punto di svolta nello studio del rapporto tra infiammazione e cancro

“Negli anni ’80 e ’90 – continua la motivazione della giuria – il suo laboratorio ha prodotto scoperte fondamentali sul ruolo dei macrofagi associati ai tumori e delle citochine infiammatorie nell’iniziazione e nella progressione del cancro. Il punto di svolta nella storia del concetto di ‘infiammazione e cancro’ fu una review, estremamente efficace e influente, scritta nel 2001 da Mantovani con la scienziata inglese Fran Balkwill, dando il via a un’onda di attività in tutto il mondo scientifico, alla quale egli stesso ha partecipato in modo determinante dal punto di vista sperimentale”.

Infiammazione e insorgenza dei tumori

“L’esito finale – prosegue la motivazione – ha visto l’accettazione condivisa dell’idea che l’infiammazione è un fattore determinante nello sviluppo dei tumori: un concetto dalle enormi implicazioni soprattutto dal punto di vista terapeutico. La migliore testimonianza di questo cambio di paradigma conoscitivo è il fatto che nella prima edizione della celebrata review di Hanahan and Weinberg, nel 2000, ‘Hallmarks of cancer’ (i marcatori del cancro), l’infiammazione, infatti, non era inclusa, mentre, nella nuova versione del 2011, l’infiammazione compare come uno dei dieci hallmarks del cancro. Un tributo al lavoro di Mantovani e di tutti gli altri scienziati che hanno permesso questo fondamentale cambio di paradigma”.

Il ruolo del microambiente

Con l’inizio del nuovo millennio, dunque, tutta la comunità scientifica ha accettato il fatto che il cancro non sia solo ‘cellule tumorali’, ma anche la nicchia ecologica che le circonda (ossia il microambiente). Di quest’ultima fanno parte anche le cellule delle nostre difese immunitarie. Spesso inefficaci nei pazienti oncologici. In parallelo, si sono identificati freni molecolari e acceleratori del sistema immunitario. E si è arrivati a capire che, in generale, le nostre difese nei pazienti affetti da cancro sono un po’ come un’automobile molto potente ma con i freni tirati.

Una svolta per i pazienti di melanoma

I freni, nel gergo immunitario, si chiamano checkpoints. A valle di queste scoperte e di questa nuova visione, si è iniziato a verificare sui pazienti oncologici l’impatto del togliere uno o due di questi freni. Ciò ha cambiato in modo straordinario, a esempio, la vita dei pazienti affetti da melanoma avanzato, per cui tutte le altre terapie si erano rivelate inefficaci.

La carriera di Alberto Mantovani

Il premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ quest’anno va dunque a un italiano, alla guida di uno degli Irccs lombardi. Nato a Milano nel 1948, Alberto Mantovani ha studiato medicina all’Università degli Studi di Milano e si è specializzato in oncologia a Pavia. Dopo diverse esperienze di ricerca all’estero, negli USA e nel Regno Unito, ha fatto ritorno in Italia lavorando all’Istituto di Ricerca Mario Negri, all’Università di Brescia, all’Università degli Studi di Milano. E quindi a Humanitas University, dove ha insegnato Patologia generale.

I riconoscimenti

Numerosi i riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti da Mantovani negli anni. Tra questi il prestigioso Robert Koch Award (2016), il Premio Europeo Oncologia 2016 (assegnato ogni tre anni), l’American Association for Cancer Research International Pezcoller Award (2019) e, più recentemente, il CIMT Lifetime Achievement Award e l’IAIS Lifetime Achievement. L’ampio impatto del suo contributo scientifico è testimoniato dalle oltre 178 mila citazioni dei suoi lavori e da un H-index di 190 (Scopus, ottobre 2024).

Commendatore della Repubblica per i suoi contributi scientifici (2006), nel 2018 il professore ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro della città di Milano. Nel 2021 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Già Accademico dei Lincei, a maggio 2024 Mantovani è stato eletto nell’Accademia Nazionale delle Scienze USA.

Il focus sull’immunoterapia

Mantovani ha contribuito in modo riconosciuto all’immunologia applicata all’oncologia formulando nuovi paradigmi e identificando nuove molecole e funzioni. In particolare, ha scoperto che alcune cellule del sistema immunitario, ovvero i macrofagi, componente fondamentale della reazione infiammatoria,  si comportano come ‘poliziotti corrotti’. In sostanza queste cellule invece di combattere e arrestare il cancro, lo aiutano a crescere e proliferare. Questi studi hanno posto le basi degli attuali sviluppi dell’immunoterapia. Considerata ormai una linea primaria nella lotta contro il cancro accanto alle tradizionali chirurgia, chemioterapia e radioterapia. L’immunoterapia potrebbe risultare particolarmente efficace contro alcune tipologie di tumori, ad esempio del polmone.

L’identificazione della citochina CCL2

Lo scienziato è anche noto per l’identificazione di CCL2, una citochina in grado di attrarre i macrofagi nel tumore e la caratterizzazione di una molecola fondamentale dell’immunità innata, PTX3, con un ruolo rilevante nei processi infiammatori protumorali. Più in generale, l’attenzione posta da Mantovani al ruolo del sistema immunitario nello sviluppo del cancro ha portato a indagare questo stesso ruolo anche in relazione ad altre patologie. A esempio quelle cardiache.

La cerimonia di premiazione al Teatro alla Scala

La cerimonia di consegna del Premio al professor Mantovani rappresenterà il cuore della Giornata della Ricerca dell’8 novembre 2024. Come è ormai consuetudine, la giornata offrirà spunti di riflessione, ma anche di festa e spettacolo. L’apertura è affidata alla performance artistica dell’étoile Eleonora Abbagnato, accompagnata dal primo ballerino Julian MacKay e da Filippo Gorini al pianoforte. Nel corso dell’evento  saliranno sul palco il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e i ministri Anna Maria Bernini e Giuseppe Valditara. Quindi sarà la volta di Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Veronesi, e dell’assessore regionale a Ricerca, Innovazione e Università, Alessandro Fermi. Il keynote speech quest’anno è affidato al filosofo della scienza Telmo Pievani, altro ospite sarà il giovane art influencer Roberto Celestri.

Protagonisti sul palco con Gerry Scotti, da sempre attentissimo al tema della ricerca, saranno anche gli studenti dei gruppi vincitori del premio ‘Lombardia è Ricerca’ per le scuole, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale. La Giornata della Ricerca, condotta da Alessia Ventura, può essere seguita in streaming a questo link.

The post Premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2024 all’immunologo milanese Alberto Mantovani appeared first on Lombardia Notizie Online.

❌
❌