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Pietre blu e tetti di paglia: Kerascoët, il villaggio bretone che sembra uscito da una leggenda

26 février 2026 à 17:00

Molto spesso, negli articoli di viaggio, si legge di posti in cui il tempo non è mai passato. Per i lettori potrebbe sembrare spesso un’esagerazione, ma nei fatti più si esplora il mondo è più ci si rende conto che, per fortuna, in alcuni luoghi è ancora così. Nello specifico è il caso di Kerascoët, borgo del sud del Finistère, nel territorio comunale di Névez, che si presenta come un minuscolo agglomerato rurale che ribalta l’idea stessa di villaggio turistico.

Siamo a pochi chilometri da Pont-Aven, località celebre per i pittori post-impressionisti che qui trovarono luce e silenzi magnetici. Kerascoët, invece, custodisce una bellezza più terragna, legata alla pietra e alla paglia. Il paese, infatti, rappresenta una rarità architettonica (quasi) assoluta, un frammento di passato giunto a noi intatto grazie alla testardaggine dei suoi abitanti.

Da queste parti le case appaiono raccolte attorno a uno spazio centrale, collegate da viottoli stretti. I muri sono costruiti con granito locale, mentre i tetti sono coperti di paglia intrecciata. Poi ci sono le persiane dipinte di blu intenso o rosso acceso, colori che, in Bretagna, servivano a proteggere il legno e a distinguere le abitazioni in un paesaggio dominato dal grigio della pietra e dal verde dei prati. Accanto alle facciate compaiono rose rampicanti, ortensie rigogliose e gerani in vaso. Tutt’intorno, invece, non circolano automobili e, anzi, si entra a piedi lungo un sentiero che sfiora cespugli e ortensie.

Cosa vedere a Kerascoët

Non serve molto tempo per visitare Kerascoët, ma è altrettanto vero che questo borgo di Francia offre una serie di elementi che meritano osservazione attenta: ciascuno racconta un capitolo della storia locale e dell’ingegno degli abitanti passati. Le strutture si rivelano in successione naturale lungo il percorso centrale e permettono di cogliere l’evoluzione delle tecniche costruttive bretoni senza interruzioni.

Kerascoët, borgo della Bretagna
iStock
Passeggiando per le strade senza auto di Kerascoët

Le case in granito del XV secolo

Le minute dimore formano un piccolo reticolo attorno a una graziosa piazzetta centrale. I muri in blocchi squadrati mostrano la tessitura irregolare tipica della muratura tradizionale locale. Le aperture sono contenute, pensate per limitare la dispersione di calore e resistere ai venti atlantici. Le coperture in paglia, spesse e compatte, presentano linee arrotondate che smussano l’insieme.

Molte case sono proprietà private e abitate stabilmente o utilizzate come seconde residenze. Questo garantisce manutenzione costante. Il colmo del tetto è spesso decorato con un intreccio più fitto, utile a evitare infiltrazioni.

Le “pierre debout” o Mein Zao

Tra le strutture più sorprendenti figurano le cosiddette “pierre debout”, in bretone Mein Zao, letteralmente pietre in piedi. Si tratta di grandi monoliti di granito conficcati verticalmente e accostati per formare pareti di abitazioni, annessi agricoli o recinti. Questo tipo di costruzione è presente soltanto nel territorio di Névez e nella vicina Trégunc. Nel 1993 il Ministero dell’Ambiente francese ha attribuito a queste architetture la menzione di “Paysage de reconquête”, riconoscendo un patrimonio unico sul territorio nazionale.

L’effetto visivo è particolarmente potente, anche perché si percepisce la massa della roccia e la sua origine quasi primordiale.

Il forno per il pane e il pozzo

Girando tra i vicoli, si incontrano strutture circolari o quadrangolari che un tempo servivano l’intera collettività. I forni per il pane, in particolare, raccontano di una vita sociale intensa, fatta di scambi e fatiche condivise. Il granito qui appare annerito dal fumo di secoli di accensioni.

Accanto, i pozzi con le loro carrucole in ferro battuto (non sempre presenti) testimoniano la gestione dell’acqua in un’epoca antecedente alle moderne comodità. Tali dettagli rendono la passeggiata una lezione di storia vissuta, in cui ogni sasso ha una funzione precisa e una ragione di essere.

Le spiagge vicine

Ciò che non vi abbiamo ancora rivelato è che Kerascoët si trova a circa 500 metri in linea d’aria dal mare, che inevitabilmente influenza luce, vegetazione e perfino l’odore dell’aria. Tra le spiagge che meritano una sosta segnaliamo:

  • La costa e la Plage de Rospico: piccola insenatura sabbiosa incorniciata da scogliere rocciose. Con la bassa marea emergono ampie pozze d’acqua poco profonde, ideali per chi viaggia con i bambini. Le rocce ai margini custodiscono anfratti e piscine naturali, mentre il sentiero costiero consente di osservare l’alternanza tra sabbia chiara e granito scuro.
  • La Plage de Raguénez, detta Tahiti: poco distante, sfoggia sabbia chiara e tonalità turchesi nelle giornate limpide. Di fronte alla spiaggia si staglia un isolotto privato che, con la bassa marea, diventa raggiungibile a piedi.

Cosa fare a Kerascoët

Per vivere al meglio questo borgo della Bretagna, è consigliato rallentare il battito del proprio cuore e sintonizzarsi con i ritmi della natura, trovando piacere in gesti semplici e osservazioni attente.

  • Percorrere il Sentier des Douaniers: conosciuto anche come GR34, segue l’intera costa da Mont Saint-Michel fino a Saint-Nazaire. In questo tratto regala scorci sull’estuario dell’Aven e sulle scogliere frastagliate.
  • Raggiungere Port-Manech: a circa 5 chilometri, è un piccolo porto e località balneare che conserva un’atmosfera elegante legata alla villeggiatura di inizio Novecento.
  • Visitare Pont-Aven Pont-Aven: merita una sosta per comprendere il contesto artistico della regione. I mulini lungo il fiume e le gallerie d’arte narrano il passaggio di Gauguin e di altri pittori attratti dalla Bretagna rurale.
  • Partecipare alle feste estive: a luglio il villaggio ospita una celebrazione dedicata alle case con tetto di paglia, con costumi tradizionali bretoni e musica fest-noz. In estate si svolge anche il festival Place aux Mômes, con spettacoli gratuiti per bambini sulla piazza centrale.
  • Scoprire Kercanic: borgo adiacente che mostra la stessa tipologia di case con tetto di paglia.

Come arrivare

Come già accennato, Kerascoët si trova nel territorio di Névez, nel Finistère meridionale. In auto si raggiunge tramite la rete stradale dipartimentale partendo da Quimper o da Lorient. L’aeroporto più vicino è quello di Lorient Bretagne Sud, mentre la stazione ferroviaria principale della zona è a Quimper, collegata a Parigi con TGV.

Una volta arrivati a Névez, le indicazioni per Kerascoët conducono a un parcheggio esterno situato a breve distanza dalle prime case. Da lì si prosegue a piedi lungo un sentiero che introduce gradualmente al villaggio.

Allineamenti di Carnac, il più grande mistero megalitico d’Europa

13 octobre 2025 à 17:30

C’è un luogo, nella Bretagna del sud, dove il vento parla con la voce delle origini. Oltre il villaggio di Carnac, il paesaggio si apre in una pianura attraversata da migliaia di blocchi di granito, disposti in file che sfumano all’orizzonte. Sembrano solo pietre, ma nei fatti rappresentano molto di più: sono presenze, tracce di un’intenzione che sopravvive da più di seimila anni.

Niente è casuale in quella geometria sospesa tra terra e cielo. Ogni menhir segue un ritmo che non appartiene al caso, ma a un pensiero di cui ancora oggi, in parte, ignoriamo il linguaggio. Davanti a quel panorama, l’archeologia lascia spazio al silenzio. Capire Carnac è come percepire il momento in cui l’uomo, per la prima volta, ha deciso di dare forma all’invisibile.

Un paesaggio preistorico unico al mondo

Carnac, nel sud della Bretagna, ospita uno dei complessi di menhir più estesi d’Europa. Vi basti pensare che la zona comprende circa tremila pietre distribuite su più di quattro chilometri, alcune delle quali alte oltre quattro metri (altre poco più di un metro). Le file principali, Ménec, Kermario e Kerlescan, si sviluppano su terreni leggermente ondulati e seguono la conformazione naturale delle colline e dei piccoli pendii, creando un ritmo visivo che varia tra densità e spazi aperti.

Ménec è il sito più famoso, con circa 1.100 menhir disposti in file lunghe e parallele che si estendono per oltre un chilometro. Kermario, conta poco più di 1.000 pietre e alterna file più fitte e zone intervallate da spazi aperti, mentre Kerlescan mostra un’organizzazione più compatta, con blocchi di grandi dimensioni che emergono dal terreno in maniera monumentale.

Il paesaggio, tra le altre cose, è caratterizzato da prati, cespugli di ginestre, piccoli boschetti e affioramenti rocciosi. C’è poi la vicinanza dell’oceano che aggiunge elementi dinamici che contribuiscono a rendere il sito mutevole e vivo, pur rimanendo intatto nella sua struttura preistorica.

Oltre ai famosi menhir, nel territorio di Carnac si trovano anche alcuni dolmen, antiche tombe collettive del Neolitico, come quello di Kercado, che testimoniano la varietà megalitica della zona

Allineamenti di Carnac, Bretagna
Getty Images
Veduta dall’alto degli allineamenti di Carnac

Origine e costruzione degli allineamenti

I menhir furono eretti tra il 4.500 e il 3.300 a.C., utilizzando granito locale estratto da cave vicine. Il trasporto e la collocazione di pietre così pesanti richiesero tecniche avanzate per l’epoca. Si pensa, infatti, che vennero impiegati rulli di legno, leve e sistemi di piani inclinati, coordinati da gruppi di persone capaci di organizzare lavoro e risorse in maniera collettiva.

Gli allineamenti principali seguono schemi regolari, con orientamenti e distanze attentamente studiati. Ménec, per esempio, presenta file lunghe fino a 1,2 chilometri con una distanza tra le pietre variabile ma calcolata, mentre Kermario e Kerlescan mostrano variazioni di ritmo e densità in base alla topografia locale. Alcuni blocchi raggiungono masse superiori a qualche tonnellata, indicando un impegno notevole sia tecnico che organizzativo.

Ipotesi e interpretazioni: astronomia, culto o potere

Gli allineamenti di Carnac restano, ancora oggi, un grande enigma. Alcuni studiosi ipotizzano che servissero a osservare il cielo. File orientate verso il sorgere del sole nei solstizi o verso i movimenti della luna suggeriscono che il sito potesse funzionare come una specie di calendario astronomico. Non era un rigore matematico, ma un’osservazione attenta, ripetuta nel tempo.

Altri archeologi vedono in queste pietre qualcosa di più simbolico. Le zone più dense e quelle più aperte potrebbero indicare spazi per riti o celebrazioni legati agli antenati, alla fertilità o ai cicli della natura.

Un’ulteriore ipotesi lega Carnac al potere e all’organizzazione sociale. Sollevare e trasportare migliaia di blocchi di granito non era impresa da poco. Servivano coordinazione, lavoro comune e strategie di gestione delle risorse. In questo senso, gli allineamenti diventano una dimostrazione visibile della capacità della comunità di lavorare insieme, più che un semplice luogo di culto.

Gli scavi condotti in Francia nel XX secolo, insieme agli studi di archeologia, hanno documentato la varietà di menhir e la complessità del sito. Il loro significato preciso resta un mistero. Eppure, osservando il ritmo delle pietre, la loro disposizione e l’armonia con il paesaggio circostante, si percepisce chiaramente che queste strutture riflettono conoscenze astronomiche, pratiche rituali e capacità organizzative allo stesso tempo.

Curiosità e leggende

Un posto così speciale non poteva che essere avvolto da un’aura di mistero. La leggenda più celebre parla di San Cornély, il patrono dei bovari, che avrebbe trasformato in pietra un esercito romano lanciato al suo inseguimento. Quei massi, secondo la tradizione, sarebbero proprio i guerrieri pietrificati che ancora adesso si vedono nei campi. È per questo che molti menhir vengono chiamati “i soldati di pietra di San Cornély”.

Altre storie del folklore bretone raccontano dei korrigans, piccoli spiriti legati alla terra e alle fontane, che si aggirerebbero tra i menhir al calare della notte. In alcune versioni, i korrigans danzano intorno alle pietre, in altre le usano come rifugio, custodendo antichi segreti e tesori.

Con il tempo, il confine tra mito e realtà si è fatto sottile. Anche se la ricerca moderna ha chiarito molto della storia di Carnac, le leggende continuano a circolare e a dare voce a un immaginario collettivo profondo: le rocce, immobili da millenni, sembrano ancora portare con sé un soffio di mistero.

Come visitare e come arrivare agli allineamenti di Carnac

Oggi Carnac è uno dei luoghi simbolo della Bretagna archeologia, un punto d’incontro tra ricerca e memoria. Gli allineamenti sono tutelati come Monuments Historiques fin dal XIX secolo e fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO da luglio 2025, a testimonianza della loro importanza universale.

Il sito offre visite guidate, percorsi didattici e un museo archeologico che racconta la vita delle comunità neolitiche che costruirono i menhir. I sentieri attraversano prati e colline, permettendo di osservare da vicino l’ordine delle pietre e la loro relazione con il territorio.

Raggiungere Carnac è semplice: si trova a circa 30 chilometri da Vannes e 140 da Nantes. È collegata da strade regionali e con autobus diretti verso il centro del paese.

Nonostante la sua fama e la precisione degli studi moderni, il sito megalitico francese conserva un fascino che sfugge alle spiegazioni. Ogni pietra sembra trattenere un frammento di tempo, e camminare tra gli allineamenti è come attraversare un ponte invisibile tra passato e presente.

Cairn di Barnenez, la più antica architettura monumentale d’Europa

Par : losiangelica
25 août 2025 à 16:07

Nel cuore della Bretagna settentrionale è custodito un monumento tra i più antichi che hanno fatto la storia: Cairn di Barnenez è senza dubbio il colosso di pietra costruito migliaia d’anni fa e sopravvissuto all’oblio del tempo che ci fa fare un viaggio nella preistoria.

Visitandolo si superano epoche, millenni e si prova un’incredibile leggerezza osservando il mare tra i riflessi argentati della baia di Morlaix. Non serve essere archeologi o esperti di storia per rimanere affascinati dalla sua struttura.

Cairn di Barnenez, il mausoleo megalitico più antico d’Europa

È considerato il più grande e antico mausoleo megalitico europeo: il Cairn di Barnenez è un tumulo di pietre di dimensioni imponenti. Lungo 70 metri, largo 25 e alto 9 si staglia come se fosse un gigante di granito mostrando con orgoglio i 6.000 anni d’età. Costruito nel Neolitico, custodisce al suo interno undici dolmen, camere funerarie coperte e collegate da corridoi, simboli di un culto ancestrale della morte e della rinascita. Entrarvi, o anche solo osservarne gli accessi, significa percepire la forza di un pensiero collettivo che, pur senza scrittura, ha trovato nelle pietre un linguaggio universale.

A colpire sono sì le dimensioni ma soprattutto la sua resistenza che sembra non mostrare i segni del tempo. I metri cubi di pietra sono stati posizionati 6.000 anni fa, eppure sono ancora lì mostrando come siano stati in grado di superare secoli e tempeste atlantiche.

È interessante sapere che è riuscito a sopravvivere persino quando è stato scambiato per una cava di pietra e quindi intaccato dalla mano dell’uomo. È stato l’archeologo Pierre-Rouland Giot nel 1954 a proteggerlo riconoscendone il valore straordinario e di conseguenza promuovendone la tutela. Oggi, grazie a quel recupero, possiamo ammirarlo in tutta la sua imponenza.

Cairn di Barnenez, il mausoleo neolitico
iStock
Cairn di Barnenez, la costruzione neolitica in Bretagna

Parole speciali gli sono state rivolte dallo scrittore André Malraux che lo ha definito il Partenope dei Bretoni: una fase tanto poetica quanto giusta. Dopotutto, proprio come il celebre tempio di Atene, il Carin di Barnenez è diventato un simbolo di identità culturale facendo da ponte tra passato e presente.

La sua costruzione custodisce un’impresa titanica: basti sapere che sono state utilizzate oltre 3.000 tonnellate di pietre che sono state prima trasportate e poi posizionate senza l’ausilio di macchinari. Il lavoro avrà sicuramente richiesto il supporto di tutta la comunità che ha partecipato al progetto sacro, destinato a durare in eterno.

Dove si trova Cairn di Barnenez e come arrivarci

In Francia, tra i monumenti della Bretagna settentrionale più interessanti c’è proprio il Cairn di Bernenez che sorge sulla penisola di Kernéléhen. Affacciato sulla baia di Morlaix e godendo una vista incredibile sull’Anse de Térénez è un posto da sogno da non perdere.

Per raggiungerlo si parte abitualmente da Morlaix, la città più vicina che dista appena 10 chilometri e circa 20 minuti di auto. Se non ci si muove in macchina seguendo le indicazioni per Plouezoc’h si può raggiungere in bici percorrendo strade secondarie che attraversano borghi e villaggi bretoni.

Un’ulteriore opportunità? Seguire il sentiero costiero GR®34, segnalato in rosso e bianco, che lambisce la zona e regala scorci spettacolari sul mare.

Alla scoperta della foresta di Brocéliande, il regno incantato di Mago Merlino

Par : losiangelica
17 mars 2025 à 17:45

Nel cuore della Bretagna, avvolta da mistero e leggende, si estende la foresta di Brocéliande, un luogo senza tempo dove la magia si fonde con la natura. Conosciuta come la foresta di Mago Merlino e della fata Morgana, si dice oggi che sia la dimora di spiriti antichi e custodisca, tra le sue fronde, il passato glorioso di un’epoca lontana oltre alla tomba di Merlino e al sentiero che richiama la dama del lago. Ogni angolo di questa zona della Francia ha qualcosa di magico da scoprire. Vediamo insieme cosa c’è da sapere e come visitare la foresta di Brocéliande, il regno incantato di Mago Merlino.

Dove si trova la foresta di mago Merlino e della fata Morgana

Si chiama foresta di Brocéliande ma è conosciuta anche come foresta di Paimpont e si trova in Bretagna, nella zona nord-ovest della Francia. Il luogo, avvolto da mistero, ha ispirato numerose leggende legate al ciclo arturiano. Oggi è meta per gli amanti del folklore e della storia medievale. Si dice che qui abbiano vissuto Merlino, Morgana e la fata Viviana, personaggi intramontabili della mitologia bretone.

foresta di Brocéliande in Bretagna
Fonte: iStock
La foresta di Brocéliande, conosciuta per il legame con il Mago Merlino e la Fata Morgana

La leggenda della foresta di Brocéliande

La foresta di Brocéliande è un luogo in cui realtà e leggenda si intrecciano: secondo la tradizione il bosco era il regno della fata Viviana che custodiva qui il suo palazzo sommerso. Qui avrebbe incontrato Merlino, il potente mago che si innamorò di lei insegnandole i suoi segreti. La località è anche sede del Centre de l’Imaginaire Arthurien, situato presso lo château de Comper. Motivo in più per visitarla? È possibile attraversare la “porta dei segreti”, un’esperienza interattiva che conduce alla scoperta degli abitanti della foresta e delle credenze popolari ad essa associata.

La Valle Senza Ritorno

Tra i luoghi da non perdere nella foresta di Brocéliande c’è la Valle senza Ritorno. Si tratta di un’area geologica ricca di fascino, con rocce porpora che regalano un’atmosfera surreale. Il luogo è legato alla figura della fata Morgana (sorellastra di re Artù). La leggenda narra che Morgana, tradita dal suo amato cavaliere Guiomar, decise di vendicarsi imprigionando nella valle tutti coloro che si macchiavano di infedeltà. Il solo capace di rompere l’incantesimo fu Lancillotto del Lago, il più fedele tra i cavalieri della Tavola Rotonda, che riuscì a liberare gli sventurati prigionieri.

Lo Specchio delle Fate

All’interno della foresta è custodito anche lo Specchio delle Fate, un luogo che sembra uscito da un libro fantasy. Il nome deriva proprio da una leggenda che racconta qui vivessero sette fatine. La più giovane si innamorò di un umano e per un po’ visse con lui un amore segreto. Le sorelle, una volta scoperto il legame, la punirono severamente condannando anche l’umano coinvolto. Si dice che le fate, non sempre benevole, abbiano lasciato un’eco del loro potere in questo specchio d’acqua, e che, osservandolo con attenzione, si possano scorgere ancora i loro volti riflessi tra le increspature della superficie.

Tra le altre leggende che riguardano la foresta di Brocéliande c’è la presenza di siti come la fontana di Barenton definita “magica” per le acque gorgoglianti che avrebbero potere curativo.

Bretagna e Normandia: tour di 12 giorni alla scoperta del Nord della Francia

14 mars 2025 à 17:39

Chi non ha mai sognato di visitare Mont Saint-Michel o di ammirare le onde che s’infrangono sulle scogliere di granito rosa sulla Manica, allungando lo sguardo fin verso le bianche scogliere di Dover. O ancora, di visitare le centinaia di fari affacciati sul mare? Un tour nelle regioni più amate del Nord della Francia come Bretagna e Normandia, tra i luoghi tanto cari agli Impressionisti, è ciò che ci vuole. Abbiamo calcolato che per visitare i luoghi da noi consigliati ci vogliono circa 12 giorni, ma alcune tappe possono essere abbreviate se non addirittura saltate, nel caso non si avesse abbastanza tempo per il viaggio.

Giro della Normandia da Giverny a Mont Saint-Michel

Primo e secondo giorno: da Giverny a Rouen

L’itinerario consigliato parte da Parigi e si snoda verso Nord-Ovest, in direzione Giverny, in Alta Normandia. Lo spostamento è piuttosto lungo e bisogna considerare almeno un girno di viaggio. Giverny è la città in cui visse Claude Monet e che ha ispirato le sue celebri ninfee riprese in decine di dipinti. Imperdibile è una visita alla casa e ai giardini di Giverny. Il viaggio prosegue per 70 chilometri verso Rouen, una città meravigliosa con le tipiche case a graticcio attraversata dalla Senna, famosa per la cattedrale gotica di Notre-Dame, la più alta di Francia, e la piazza principale dove nel 1431 fu bruciata Giovanna d’Arco.

Terzo giorno: le scogliere della Costa d’Alabastro

La Costa d’Alabastro si trova tra il piccolo borgo normanno di Le Tréport ed Étretat. Le scogliere che cadono a picco sul mare sono di un bianco quasi abbagliante. Con l’auto si può percorrere tutto il tratto e fare sosta nelle località Fécamp e di Étretat e ammirare le incredibili falesie, dipinte anch’esse più volte da Monet.

Quarto giorno: Dieppe, Trouville e Honfleur

Poco più a Nord, affacciata sulla Manica, si trova la cittadina di Dieppe, con un pittoresco porticciolo. A questo punto ci si sposta sulle famose spiagge di Deauville, celebre località balneare e mondana fin dall’800, e di Trouville, i luoghi di villeggiatura preferiti dai parigini. Poco lontano si trova anche la pittoresca Honfleur, affacciata sull’estuario della Senna e sul mare. Il vecchio porto, Vieux Bassin, e la città vecchia, detta Enclos, sono mete imperdibili.

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Fonte: 123RF
Il porto di Honfleur,molto amato dagli Impressionisti

Quinto giorno: la Route du Cidre e Caen

Prima di raggiungere la bella cittadina di Caen spostatevi nell’entroterra – dalle parti di Cambremer e Beuvron-en-Auge – dove, attraverso le campagne coltivate, si snoda la Route de Cidre, un percorso turistico segnalato lungo 40 km che attraversa il paesaggio tipico dell’Auge e che collega, attraverso piccole strade pittoresche, i villaggi di Beuvron-en-Auge (un villaggio classificato), Cambremer, Bonnebosq e Beaufour-Druval. Lungo la strada si possono incontrare una ventina di produttori di sidro dove fare tappa. Dopo questa breve deviazione per assaggiare questa tipica bevanda dal sapore amaro, tornate verso la costa, direzione Caen (da non confondere con Cannes, che è nel Sud della Francia), dominata da una imponente fortezza voluta da Guglielmo il Conquistatore che qui visse prima di partire alla conquista dell’Inghilterra. Per chi ama la storia medievale, qui la si respira dappertutto.

Sesto giorno: Mont Saint-Michel

Mont Saint-Michel è uno dei luoghi più visitati di tutta la Francia. L’abbazia che sorge in cima all’isolotto è un vero spettacolo architettonico, da ammirare sia di giorno sia di sera. Non è solo lo splendido edificio che domina la cittadina a rendere questa località tanto celebre, anche le fortissime maree che ciclicamente inondano la baia o si ritirano modificando continuamente il paesaggio sono una sorta d’attrazione naturalistica.

Mont Saint-Michel
Fonte: iStock - Ph: ezypix
La spettacolare Abbazia di Mont-Saint-Michel

Giro della Bretagna da Cancale a Belle-île-en-Mer

Settimo giorno: Cancale e le sue ostriche

Con Mont Saint-Michel si conclude il tour della Normandia e ci si sposta verso la Bretagna, più precisamente a Cancale, una cittadina di pescatori e allevatori di ostriche. Anche qui le fortissime le maree segnano i ritmi della vita degli abitanti. Infatti, proprio davanti alla costa, si trovano gli enormi allevamenti di ostriche che vengono regolarmente sommersi dal mare e poi “scoperti” quando la marea si ritira. Com’è facile immaginare, la specialità di Cancale sono proprio le ostriche.

Ottavo giorno: Saint Malo e le spiagge della Bretagna

A questo punto ci si dirige verso una delle mete più ambite di Francia: Saint Malo, in Bretagna, una cittadina costiera fortificata, famosa per le sue spettacolari maree. Dalla riva si gode di una vista impagabile sul Mont Saint- Michel, il secondo luogo più turistico della Francia, dopo Parigi, che si trova nella Bassa Normandia.

Saint-Malo
Fonte: iStock
Saint Malo, la splendida cittadina fortificata

Anche in Bretagna ci sono belle spiagge su cui trovare un po’ di relax, come quelle di Dinard. Da non confondere con Dinan, cittadina medievale poco distante dove sembra d’essere tornati indietro di mille anni, grazie alle mura medievali e al castello che la domina (qui ci si può imbarcare sul fiume Rance e partire alla scoperta del suo prestigioso estuario). La città si trova sulla strada per Rennes, capitale regionale della Bretagna, frequentatissima dai giovani per via delle università che qui hanno sede. Incamminatevi lungo le tortuose stradine medievali, delimitate da case a graticcio, respirerete l’aria di una volta. Se amate i castelli medievali, poco distante da Dinan c’è il comune di Piévenon, un villaggio arroccato su una scogliera dove sorge Fort la Latte, da tanti considerato il castello più bello della Bretagna.

Nono giorno: i villaggi marini di Perros-Guirec, Trestraou e Trestrignel

Prima di dirigervi verso l’interno, fate tappa in uno dei villaggi marini bretoni più pittoreschi che ci siano: Perros-Guirec, con un bellissimo porto di pesca e uno turistico e le sue spiagge di sabbia fine, Trestraou e Trestrignel. Da qui, lungo la costa, fino a Trébeurden si snodano le rocce di granito rosa, una formazione naturale dovuta all’erosione del mare e del vento che rendono questo un luogo unico al mondo.

Decimo giorno: Parc naturel régional d’Armorique

Dopo aver goduto della splendida costa della Bretagna è arrivato il momento di spostarsi verso l’entroterra e visitare uno dei paesaggi più belli, quello del Parc naturel régional d’Armorique. Qui è bello perdersi per le strade, ma se si vuole visitare qualcosa ci si può avventurare lungo il sentiero dei Monts d’Arée o visitare l’antica abbazia di Landévvenec.

Undicesimo giorno: Carnac e i suoi megaliti

Spingendosi verso Sud-Est, si arriva alla cittadina di Carnac dove si trovano allineamenti megalitici che si estendono per chilometri e chilometri e attirano viaggiatori da tutto il mondo. Da non perdere il dolmen, nella vicina località di Locmariaquer, lungo più di 30 metri.

Carnac-francia
Fonte: 123RF
I megaliti di Carnac in Francia

Dodicesimo giorno: Belle-île-en-Mer

Con una traversata in traghetto da Quiberon si arriva sull’isola Belle-île-en-Mer dove sarà possibile visitare la Citadelle Vauban e rimanere estasiati davanti alle alte falesie, alle spiagge spettacolari e all’entroterra selvaggio di quest’isola. Qui l’itinerario alla scoperta della Bretagna e della Normandia si conclude. Non resta che pianificare l’itinerario in ogni dettaglio. Bon voyage!

Estate 2025, le destinazioni più affascinanti per una vacanza memorabile

Par : mgwesteast
31 janvier 2025 à 11:00

Non è mai troppo presto per pensare alle vacanze estive. Anzi, pianificare con anticipo non solo permette di cogliere le migliori offerte, ma anche di immaginare, sognare e costruire un’esperienza di viaggio unica. L’estate 2025 si prospetta come un’occasione irripetibile per esplorare destinazioni che uniscono innovazione, sostenibilità, cultura e paesaggi mozzafiato. Dall’Esposizione Universale di Osaka alle scogliere selvagge della Bretagna, passando per l’atmosfera rilassata di Gozo e i leggendari road trip in Irlanda, c’è sicuramente una meta che fa per voi. In questo articolo, vi guideremo attraverso alcune delle destinazioni più affascinanti per l’estate 2025, tra grandi eventi, percorsi avventurosi e angoli di paradiso ancora poco battuti. Pronti a partire?

Osaka (Giappone), dove l’Esposizione Universale disegna il futuro

Dal 13 aprile al 13 ottobre 2025, Osaka, la vivace città giapponese situata nella regione del Kansai, diventerà il cuore pulsante del progresso globale. Sull’isola artificiale di Yumeshima, l’Esposizione Universale 2025 aprirà le porte a milioni di visitatori con un tema tanto ambizioso quanto stimolante: “Progettare la società del futuro e immaginare le nostre vite di domani”. Questo evento non è solo una vetrina tecnologica, ma un invito a riflettere su come vogliamo vivere e su come costruire società più sostenibili e inclusive.

Con stand provenienti da 56 Paesi e regioni del mondo, l’Expo promette un’esperienza ricca di scoperte, innovazioni e incontri culturali. Osaka, già protagonista di due edizioni dell’Esposizione Universale (1970 e 1990), si prepara a stupire ancora una volta. Oltre ai padiglioni futuristici, i visitatori potranno immergersi nella cultura giapponese, gustare la famosa cucina street food della città e esplorare i suoi quartieri vibranti, come Dotonbori e Umeda.

Osaka Giappone
Fonte: istock
Il castello di Osaka in Giappone

​Vilnius (Lituania), Capitale Verde d’Europa

Nel 2025, Vilnius si prepara a celebrare un anno straordinario: non solo festeggia i 700 anni dalla sua fondazione, ma è anche la Capitale Verde d’Europa. Un riconoscimento che premia l’impegno della città lituana verso un futuro sostenibile, con l’ambizioso obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Grazie a investimenti in energie rinnovabili e al rinnovamento delle infrastrutture, Vilnius è diventata un modello di urbanistica green, senza rinunciare al suo fascino storico e culturale.

La città è un vero e proprio museo a cielo aperto, con una “foresta” barocca fatta di palazzi, chiese e edifici storici. Tra questi spicca la chiesa di Sant’Anna, un gioiello gotico che incanta visitatori da secoli. Ma Vilnius è anche una destinazione gourmet, con l’ingresso nella Guida Michelin che ne celebra la scena culinaria in crescita. Tra parchi rigogliosi, caffè accoglienti e una vivace vita culturale, Vilnius è una meta perfetta per chi cerca un giusto connubio tra sostenibilità, storia e buon cibo.

​Irlanda, on the road lungo la Wild Atlantic Way

Per chi sogna un’estate all’insegna della natura e dell’avventura, la Wild Atlantic Way è la destinazione ideale. Questo percorso epico si snoda per 2.500 chilometri lungo la costa occidentale dell’Irlanda, dalle verdi colline di Cork alle scogliere mozzafiato di Donegal. Attraversando nove contee, la strada offre uno spettacolo continuo di insenature, grotte, formazioni rocciose e spiagge incontaminate, tutte modellate dal vento e dal mare nel corso dei millenni.

La Wild Atlantic Way è un’esperienza che si può vivere in molti modi: a piedi, in bicicletta o in auto, con soste in pittoreschi villaggi di pescatori, pub tradizionali, e visite a siti iconici come Skellig Michael, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Cinque parchi nazionali fanno di questo itinerario un vero paradiso per gli amanti della natura e dell’outdoor.

​Bretagna (Francia), tra storia e paesaggi selvaggi

La Bretagna, con il suo mix di storia, cultura e paesaggi selvaggi, è una delle destinazioni più affascinanti della Francia. Si parte da Rennes, capoluogo della regione, dove si può visitare il Palazzo del Parlamento della Bretagna, un gioiello architettonico del XVII secolo che racconta secoli di storia e resistenza. Da qui, ci si sposta a Dinan, una cittadina medievale che sembra uscita da una fiaba, con le sue case a graticcio, il castello e le mura antiche.

Ma la Bretagna è soprattutto natura: dalle spettacolari scogliere di Cap Fréhel alle tranquille acque della valle della Rance, questa regione offre una varietà di paesaggi che lasciano senza fiato. La Costa Smeralda, con le sue spiagge di sabbia fine e le calette nascoste, è perfetta per chi cerca relax, mentre i sentieri della GR34 e le vie verdi sono ideali per escursioni a piedi o in bicicletta. Ovunque si possono poi scoprire piccoli villaggi di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato, e gustare specialità locali come la galette bretonne e il sidro artigianale.

​Islanda dove ammirare il sole di mezzanotte

Conosciuta come la terra di ghiaccio e fuoco, l’Islanda offre esperienze uniche al mondo, soprattutto durante l’estate. Tra la fioritura dei lupini e il fenomeno del sole di mezzanotte, questa stagione è il momento perfetto per esplorare le meraviglie naturali dell’isola. Da metà maggio a metà agosto, il sole non tramonta mai completamente, regalando giornate infinite per scoprire paesaggi mozzafiato e avventurarsi nelle regioni più remote, come quella dei Fiordi Occidentali. Qui, scogliere imponenti, piccoli villaggi di pescatori e panorami drammatici si alternano in un susseguirsi di emozioni. Per chi ama l’avventura, noleggiare un’auto e guidare lungo le strade panoramiche è un’esperienza indimenticabile, da alternare a escursioni a piedi, avvistamenti di uccelli e immersioni nella natura più autentica.

Reykjavik, la capitale, è una città vivace e creativa, con musei, gallerie d’arte e una scena gastronomica in crescita. E poi ci sono le terme naturali, come la famosa Blue Lagoon, dove rilassarsi dopo una giornata di esplorazioni.

paesaaggio islandese
Fonte: istock
Paesaggio islandese in estate

​New York (Stati Uniti), 400 anni di storia nella Grande Mela

Nel 2025, New York celebra un traguardo importante: i 400 anni dalla fondazione del primo insediamento europeo a Manhattan. Quale migliore occasione per riscoprire la città attraverso eventi, concerti, parate e festival che animeranno tutti e cinque i boroughs, a partire da quartieri come Lower Manhattan, dove tutto è iniziato, e Brooklyn, con la sua vibrante scena culturale.

Dalla storia dei Lenape, i nativi americani che abitavano la zona, alla trasformazione di New Amsterdam in una delle metropoli più iconiche del mondo, New York si prepara a raccontare la sua storia in modo spettacolare.

Dalla Statua della Libertà a Central Park, dai teatri di Broadway ai musei come il MET e il MoMA, New York offre infinite possibilità di scoperta. E con le celebrazioni del 2025, ci saranno ancora più motivi per immergersi nello spirito coinvolgente della città che non dorme mai.

​Kos (Grecia), l’isola del mito nel Mar Egeo

Kos, una delle gemme del Dodecaneso, è un’isola che incanta con spiagge paradisiache, villaggi pittoreschi e un patrimonio storico che affonda le radici nella mitologia greca. Le sue spiagge, come la splendida Paradise Beach, sono il luogo ideale per godersi il sole e il mare cristallino. Mentre per chi cerca un’atmosfera più vivace, la zona archeologica di Kos Town è circondata da bar, pub e club che animano le notti estive fino all’alba.

Passeggiando per le strade del capoluogo si possono ammirare le rovine dell’antica agorà e dell’antico Asklepieion, uno dei primi ospedali della storia, il castello dei Cavalieri di San Giovanni e il maestoso Platano di Ippocrate, un albero secolare sotto il quale, si dice, il padre della medicina insegnava ai suoi discepoli. Noleggiare un’auto o uno scooter è la soluzione migliore per scoprire i piccoli villaggi dell’entroterra, dove resistono ancora le antiche tradizioni locali.

​Gozo (Malta), l’isola incontaminata nel cuore del Mediterraneo

A pochi minuti di traghetto da Malta, Gozo è un’oasi di pace e tranquillità, lontana dalla frenesia turistica dell’isola maggiore. Questa piccola perla dell’arcipelago maltese è un luogo che conquista il cuore, perfetto per una vacanza rilassante a contatto con la natura. Gli stessi maltesi la scelgono per le loro vacanze estive, attratti dal suo ritmo lento e dalla sua atmosfera autentica, il tutto condito da cibo fresco e locale e paesaggi incantevoli.

Le sue coste frastagliate, le calette nascoste e i campi verdeggianti sono perfetti per escursioni a piedi o in bicicletta, mentre le spiagge di sabbia dorata e le acque cristalline sono ideali per una giornata di sole e mare.

Antichi siti archeologici, come i templi megalitici di Ġgantija e di Borg l-Imramma, raccontano millenni di civiltà e invitano a passeggiate panoramiche lungo le scogliere che offrono viste mozzafiato sul Mar Mediterraneo.

​Danzica (Polonia), la perla del Baltico

Affacciata sul Mar Baltico e conosciuta anche come Gdańsk, Danzica è stata per secoli un crocevia di commerci e culture, e oggi si presenta come una destinazione dinamica e raffinata. Il centro storico è un gioiello da esplorare a piedi, con strade lastricate in pietra, palazzi d’epoca e monumenti iconici.

La via Długa e il Długi Targ, il “mercato lungo”, sono il cuore pulsante della città, dove si trovano la fontana di Nettuno e la Corte di Artù, un tempo sede dei principali eventi cittadini. Mentre seguendo via Mariacka si giunge alla Basilica di Santa Maria, la più grande chiesa in mattoni della Polonia, con una torre alta 80 metri da cui si gode uno spettacolare panorama sull’intera città. Poco distante, la Zuraw, una gru portuale in legno del 1444, è un simbolo del passato marittimo della città.

Cosa vedere e cosa fare a Saint-Malo

4 septembre 2024 à 17:30

Una delle destinazioni più affascinanti della regione francese della Bretagna è sicuramente Saint-Malo, che si trova sulla costa settentrionale della Francia. È una pittoresca e piccola cittadina, che dalla sua ha una ricca storia e la sua città antica è letteralmente  circondata dall’Oceano Atlantico, per un panorama davvero unico in tutto il Paese, e non solo.

Saint-Malo è il luogo ideale per immergere nelle antiche storie di corsari ed esploratori, ma anche di antiche tradizioni marittime. Il suo nome deriva da Mac Low, un monaco inglese che giunse in questa zona della Francia nel Sesto secolo, con l’obiettivo di evangelizzare la popolazione della regione. Da qui parte la sua storia, che negli anni ha visto susseguirsi numerosi corsari i quali, grazie alla sua posizione strategia sull’Atlantico, fecero di Saint Malo una vera e propria roccaforte tra il Diciassettesimo e Diciottesimo Secolo. Fu anche rifugio di noti e famosi corsari dell’epoca come René Duguay-Trouin e Robert Surcouf, per il quale venne anche costruita una stata proprio a Saint Malo in suo onore.

Anche se durante la Seconda Guerra Mondiale la città fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, venne ricostruita con attenzione, rispettando il suo stile architettonico originale.

Cosa Vedere a Saint-Malo, città di corsari?

Saint-Malo è una città che è possibile scoprire a piedi, grazie alle sue dimensioni ridotte. Qui i visitatori possono passeggiare tra le affascinanti stradine acciottolate e scoprire i bastioni che dominano il mare e le piazze cittadine e andare alla scoperta di uno dei luoghi più belli dell’intera Bretagna. Ma quali sono le principali attrazioni cittadine?

Intra-Muros: il centro storico della città francese

Intra-Muros è quello che si può considerare il cuore e l’anima della città. Si tratta della cittadella fortificata, simbolo di Saint-Malo e che ne rappresenta anche il suo centro storico. Gli edifici sono racchiusi all’interno di possenti mura camminare fra queste vie vuol dire passeggiare in un vero e proprio museo a cielo aperto. È possibile scoprire edifici gotico-romanici, come la Cattedrale di Saint-Vincent, che custodisce le reliquie di Saint-Malo, ma anche i palazzi dei mercanti che ancora oggi raccontano la storia di questa città un tempo ricca e potente.

Da non perdere nella cittadella è la Maison Pélicot, un omaggio alla tradizione marinara di Saint-Malo e che riproduce la forma del castello di poppo di una nave antica. Inoltre, i visitatori non dovranno perdere anche una visita all’antica torre Quic-en-Groigne, uno degli elementi difensivi della città e che venne fortemente voluto da Anna di Bretagna, regina di Francia, nel Quindicesimo secolo.

I bastioni di Saint-Malo

Camminare lungo i bastioni di Saint-Malo è sicuramente uno dei momenti più suggestivi ed indimenticabili per chi visita questa città. Da queste imponenti mura che circondano la cittadina è possibile godere di una vista unica sul Canale della Manica, sul porto e sulle piccole e numerose isolette che caratterizzano il panorama. Insomma, il luogo ideale per chi ama la fotografia e vuole scattare ricordi indelebili di una visita nella città bretone.

Le isolette vicine alla costa ospitano tutt’ora antiche fortezze, monasteri e prigioni e sono raggiungibili in battello, per un’escursione caratterizzata da storia e natura.

È possibile percorrere i bastioni partendo dall’ingresso della città, ovvero porta di Saint-Vincent, e camminare lungo tutte le mura e da dove, oltre a godere di un bellissimo panorama, è anche possibile raggiungere Dinard, una località balneare molto elegante proprio di fronte a Saint-Malo e diverse spiagge che si affacciano sull’Atlantico.

Panorama della spiaggia di Saint-Malo, in Bretagna, dai bastioni della fortezza cittadina
Fonte: iStock
Spiaggia di Saint-Malo vista dai bastione della fortezza

Il Fort National

Infine il Fort National, un’antica fortezza costruita nel lontano 1689 dal famoso ingegnere militare francese Vauban, creatore di altri edifici simili lungo tutti i confini della Francia.  Si trova su un isolotto poco lontano da Saint-Malo ed è raggiungibile anche a piedi nei momenti di bassa mare, godendo di una vista unica sulla città e sul mare.

Questa fortezza fu parte importante del sistema difensivo della città contro gli attacchi nemici. Oggi è aperta al pubblico nei mesi estivi, durante i quali è possibile partecipare a visite guidate, che raccontano la sua storia e la sua importanza strategica.

Cosa fare a Saint-Malo: attività, escursioni e tradizioni

Oltre alle visite nel centro storico cittadino, alla scoperta delle importanti fortezze, a Saint-Malo è possibile partecipare a diverse attività per trascorrere il tempo in modo piacevole.

Ad esempio, la città è molto famosa per eventi culturali in grado di attirare visitatori da tutto il mondo. Tra i più famosi si trova sicuramente il “Route du Rock“, un festival musicale che si tiene due volte l’anno, a Febbraio ed Agosto, e che porta a Saint-Malo artisti internazionali, band emergenti e, sopratutto, un’atmosfera vibrante!

A Maggio, invece, si svolge un importante evento letterario: il Étonnants Voyageurs. Questo festival è dedicato alla letteratura di viaggio e richiama qui scrittori e giornalisti internazionali, ma anche numerosi appassionati di libri da tutta la Francia e non solo.

Per i più golosi, un capitolo a parte lo merita sicuramente la tradizione culinaria locale. La cucina bretone, infatti, è molto famosa per i suoi prodotti freschi e di alta qualità, come il pesce ed i frutti di mare. Famose sono le ostriche di Cancale, una località vicina e famosa per la qualità indiscutibile dei suoi molluschi, oppure le galettes, tipiche crêpes salata delle Bretagna e condite con ingredienti locali.

Saint-Malo è anche un ottimo punto di partenza per scoprire la regione della Bretagna. Spostandosi a pochi chilometri si trova Dinan, un’antica e affascinante città medievale, ancora oggi perfettamente conservata, dove è possibile ammirare le sue case a graticcio e le strade acciottolate. Oppure è possibile visitare, in auto o con tour organizzati, uno dei luoghi assolutamente più iconici ed unici della Francia: Mont Saint-Michel.
Inoltre, per gli amanti delle escursioni a contatto diretto con la natura, la costa bretone offre diversi sentieri escursionistici, tra cui il famoso sentiero GR34, conosciuto anche come Sentiero dei Doganieri, che si snoda lungo la costa atlantica ed offre panorami spettacolari sull’Oceano Atlantico.

Centro storico della città di Saint-Malo con case in pietra tipiche e ponte di legno coperto che collega due edifici
Fonte: iStock
Centro storico di Saint-Malo, Bretagna

Saint-Malo, questa piccola cittadina della Bretagna è un tesoro vero e proprio, una destinazione in grado di regalare emozioni uniche di una parte della Francia probabilmente, da più, ancora sottovalutata.

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