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Un giorno a Davos, incantevole città svizzera della valle del Landwasser

Par : ritarossella
22 janvier 2025 à 14:08

Tra le magnifiche cime delle Alpi svizzere sorge Davos, un’incantevole città che è la culla di una delle stazioni sciistiche più famose e più grandi d’Europa e anche località che ospita il Forum Economico Mondiale (WEF), organizzazione internazionale che periodicamente riunisce personalità politiche ed economiche del globo per discutere e definire le politiche del futuro. Ma queste non sono le sole unicità di Davos, perché nei fatti essa si distingue anche per essere la città più alta di tutto il vecchio continente e una rinomatissima meta turistica durante qualsiasi stagione. Scopriamo insieme cosa vedere a Davos, in Svizzera, in un giorno.

Dove si trova Davos

Come accennato, Davos si trova in Svizzera e più precisamente nella valle del Landwasser: è il comune più esteso del Canton Grigioni, e persino il secondo del Paese intero. Situata a ben 1560 metri sul livello del mare (che le valgono il titolo di “città più alta d’Europa”), è stata per anni oggetto di studio da parte del medico Alexander Spengler (1827-1901), al punto da divenire un importante centro per la cura delle malattie come la tubercolosi.

Aria fresca, paesaggi che sembrano usciti da un libro di fiabe, centri benessere, sentieri escursionistici e impianti di risalita, la rendono una meta di viaggio ideale durante tutto l’anno. Sono tantissimi, infatti, i viaggiatori che  raggiungono questa città nel cuore delle Alpi attraversata dalle limpide acque del fiume Landwasser.

Cosa vedere a Davos in 1 giorno

La prima cosa da sapere su Davos, in Svizzera, è che la città è divisa in due parti: Davos Dorf, la zona più antica, e Davos Platz, la parte più moderna e nuova.

Davos, Svizzera
Fonte: iStock
Veduta di Davos in estate

Ciò che si può visitare trascorrendovi un giorno può cambiare in base alle stagioni, ma a livello generale qui non ci si annoia mai. Impianti sciistici e percorsi escursionistici (ci sono ben 700 chilometri di sentieri segnalati) non mancano per chi desidera raggiungerla per immergersi nella natura, così come numerose soddisfazioni le possono avere coloro che invece desiderano scoprirne storia e cultura.

Chiesa riformata di San Giovanni

La Chiesa riformata di San Giovanni (Kirche St. Johann) sorge a Davos Platz ed è un edificio arricchito da un poderoso campanile (ben 70 metri di altezza) che sembra voler toccare il cielo con la sua punta, tanto da essere il simbolo stesso della città. Originaria del XIII secolo, nel corso degli anni ha subito numerose modifiche che l’hanno resa un vero e proprio gioiello in cui trovare un po’ di pace.

Particolarmente degne di nota sono le vetrate del 1928 di Augusto Giacometti da Bergell, noto pittore su vetro grigionese, che rappresentano il paradiso.

Chiesa riformata di San Teodulo

Non è di certo meno interessante la Chiesa riformata di San Teodulo presso Davos Dorf, ovvero il nucleo storico della città. In questo caso il visitatore ha l’occasione di trovarsi al cospetto di un edificio religioso eretto alla metà del XIV secolo, e con un’affascinante sala affrescata risalente al 1350.

Chiesa riformata di San Giovanni, Davos
Fonte: iStock
La Chiesa riformata di San Giovanni a Davos

Kirchner Museum

Assolutamente meritevole di una visita è il Kirchner Museum, dedicato proprio al pittore e scultore tedesco Ernst Ludwig Kirchner, che qui si trasferì nel 1917 nella speranza di superare la sua dipendenza dai farmaci. L’artista ebbe la fortuna di ritrovarsi immerso nei paesaggi straordinari della città più alta d’Europa, al punto che diede vita a una serie di opere gelosamente conservate in questo stesso museo.

Esso si trova all’interno di un edificio del 1992 creato dagli architetti zurighesi Anette Gigon e Mike Guyer, una degna cornice per ben oltre 1400 opere che comprendono numerosi dipinti, sculture, disegni, stampe, opere tessili, taccuini e fotografie dell’artista.

Medizinmuseum Davos

Poco sopra vi abbiamo raccontato che il dottor Alexander Spengler, a metà del XIX secolo, scoprì che Davos è una località baciata da un clima mediteranno che possiede diversi aspetti curativi, tanto che la città divenne la più importante e più grande stazione climatica polmonare d’Europa. In suo onore è stato quindi istituito il Medizinmuseum Davos (Museo della Medicina), dove i visitatori possono scoprire interessanti dettagli sulle tappe fondamentali della storia della tubercolosi e ammirare attrezzature e strumenti medici di un tempo che fu.

Altri musei

I due che vi abbiamo illustrato sono i principali di Davos, ma la verità è che in città ci sono molti altri musei in cui vale la pena fare un salto (con un solo giorno, tuttavia, si è quasi costretti a fare una scelta):

  • Heimatmuseum Davos: museo di storia locale ospitato all’interno della Grosses Jenatschhaus, un’antica casa patrizia del XVI secolo, che comprende una ricca collezione di arredi contadini, oggetti domestici, attrezzi agricoli, utensili e tanto altro ancora;
  • Bergbaumuseum Graubünden Schmelzboden Davos: museo minerario istituito nello storico edificio amministrativo dell’antico centro di estrazione mineraria Schmelzboden-Hoffnungsbau, che espone attrezzi da miniera, modelli, documenti, piani e fotografie, nonché minerali metalliferi;
  • Wintersportmuseum Davos: museo degli sport invernali con una ricca collezione di preziose attrezzature per gli sport invernali, dagli inizi fino ad oggi.

Alpinum Schatzalp

L’Alpinum Schatzalp è il Giardino Botanico di Davos che si rivela una vera esplosione di magia: racchiude più di 2000 diverse specie di piante originarie da diverse montagne del mondo. A disposizione dei viaggiatori ci sono dei cartelli che illustrano caratteristiche e informazioni più importanti, in modo da poter scoprire il tutto in totale autonoma.

Davos, città svizzera
Fonte: iStock
Gli incantevoli paesaggi di Davos in inverno

Thomas Mann-Weg

Thomas Mann è stato uno scrittore e saggista tedesco che decise di rendere i paesaggi di Davos, in Svizzera, l’ambientazione del suo libro “La montagna incantata”. Per questo motivo è stato creato il Thomas Mann-Weg, un itinerario che permette di osservare quegli esatti luoghi che per l’artista si sono rivelati una musa. Si tratta di un interessante sentiero della lunghezza di circa 2,80 chilometri e composto da dieci “stazioni letterarie”.

Schatzalp

Schatzalp è una delle maestose cime che incorniciano la città di Davos e anche una delle vette che ha ispirato Thomas Mann, tanto da essere nota con il soprannome di “montagna incantata”. In più è il luogo da cui ammirare una vista davvero mozzafiato, grazie ai suoi 1880 metri di altezza. Per raggiungerla bastano 5 soli minuti, grazie a un servizio di funivia che conduce a scoprire anche uno storico albergo di lusso, il Berghotel Schatzalp, che al giorno d’oggi è la sede di un hotel e di un ristorante.

Come innamorarsi di Melbourne: le migliori cose da fare e vedere

Par : elenausai10
22 janvier 2025 à 13:27

Melbourne è molte cose: elegante, artistica, sportiva, moderna. Tutte qualità che convivono in armonia creando il mix perfetto tra vecchio e nuovo. Chi visita questa città australiana viene conquistato dall’unione tra l’antico fascino vittoriano e l’architettura moderna, dai tanti eventi sportivi organizzati durante l’anno, in primis l’Australian Open dove i giocatori italiani più amati hanno lasciato il loro segno, e dalla bellezza della splendida costa e dei panorami offerti a sud-ovest dalla Great Ocean Road.

Come vivere al meglio la sua atmosfera? Qui vi consigliamo cosa vedere a Melbourne, le attrazioni da non perdere e cosa fare nei dintorni per completare il vostro viaggio con esperienze uniche e indimenticabili.

Cosa vedere a Melbourne: le attrazioni imperdibili

Scoprite cosa vedere in città, dai giardini botanici agli stadi sportivi più amati, fino ai quartieri dedicati alla street art.

Royal Botanic Gardens

Una delle migliori cose da vedere a Melbourne è il suo polmone verde: il Royal Botanic Gardens. Ogni anno arrivano qui oltre 1,6 milioni di persone per immergersi in questo gigantesco universo vegetale composto da più di 50.000 piante, di circa 12.000 specie diverse. A prendersi cura di questi spazi ci sono anche gli aborigeni australiani, guide del parco a vostra disposizione per accompagnarvi alla scoperta delle piante presenti e dei loro utilizzi, tanto nel cibo quanto a scopo curativo.

Questa grande oasi verde è aperta tutti i giorni dalle 7:30 alle 19:30: l’accesso è gratuito, come anche alcuni tour proposti in date e orari specifici consultabili sul sito ufficiale. Altri tour, invece, come la visita insieme alle guide aborigene o su un minibus, sono a pagamento.

Giardini botanici Melbourne
Fonte: iStock
I giardini botanici di Melbourne

Royal Exhibition Building

Tra gli edifici più importanti della città spicca il Royal Exhibition Building e i giardini circostanti, situati nel cuore di Melbourne. Questo è stato il primo in Australia a essere inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO: fu costruito per le Grandi Esposizioni Internazionali del 1880 e del 1888, mentre nel 1901, sia l’edificio che i giardini furono scelti come sede per l’apertura del primo Parlamento del Commonwealth.

All’interno dell’edificio vengono organizzate diverse mostre permanenti e tour giornalieri consultabili sul sito. La parte più bella, però, è quella che viene chiamata la Dome Promenade: accessibile dopo aver acquistato un biglietto del costo di 23 dollari australiani, vi permetterà di ammirare i giardini dall’alto e di visitare una mostra storica dedicata all’edificio.

Queen Victoria Market

Cosa vedere a Melbourne se non l’iconico mercato locale? In qualsiasi città vi troviate, visitare il mercato vi permetterà di immergervi nella quotidianità dei suoi cittadini, provando prodotti gastronomici autentici e acquistando souvenir unici. Al Queen Victoria Market troverete negozi e bancarelle che vendono prodotti freschi, frutta e verdura, formaggi e carni artigianali, tra cui anche quelle di canguro e coccodrillo.

Il mercato è aperto martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 6:00 alle 16:00, mentre la domenica dalle 9:00 alle 16:00. Il mercoledì, fino al 12 marzo 2025, potrete fare un’esperienza diversa perché il mercato potrà essere visitato anche la notte: oltre a trovare deliziosi stand di street food, vengono organizzati anche eventi come spettacoli e concerti dal vivo.

Mercato Melbourne
Fonte: iStock
L’entrata al Queen Victoria Market

Melbourne Cricket Ground

Se volete regalarvi un’esperienza unica, non perdetevi l’atmosfera elettrizzante proposta dal Melbourne Cricket Ground. Durante la stagione dell’Australian Rules Football (AFL), conosciuta localmente come “footy”, ogni weekend potrete condividere le platee con i tifosi e partecipare a uno degli eventi sportivi più amati. Fuori stagione, invece, se siete interessati, potete visitare questo stadio storico e il museo contenuto al suo interno.

City Circle Tram

Melbourne è stata premiata come una delle migliori città anche per chi viaggia in solitaria e questo è dovuto anche ai servizi efficienti offerti, come il City Circle Tram. Questo caratteristico tram, dallo stile vintage, vi condurrà gratuitamente per le strade della città: lungo il percorso della linea 35, il tram si ferma presso molte attrazioni turistiche, come Federation Square, l’acquario o il Parlamento. Il City Circle Tram disegna un cerchio intorno al centro di Melbourne per una durata di circa 50 minuti.

Tram gratuito Melbourne
Fonte: iStock
Tram vintage nel centro di Melbourne

Flinders Street Station

Uno degli edifici più iconici della città, la stazione di Flinders Street, fu completata nel 1910 e costruita nello stile architettonico del Rinascimento francese. Spicca tra i grattacieli di vetro e acciaio che oggi la circondano: fate tappa qui che per scattare qualche foto o per salire su uno dei tanti treni giornalieri che vi portano alla scoperta della città e dei suoi dintorni.

Rod Laver Arena

C’è chi sogna di veder giocare dal vivo i propri tennisti preferiti nei campi di tennis più spettacolari al mondo. Melbourne offre la possibilità di realizzare questo desiderio al Rod Laver Arena: originariamente chiamata Flinders Park, l’arena ha cambiato il suo nome negli anni 2000 in onore di Rod Laver, il tennista vincitore degli Australia Open per ben tre volte.

Si tratta di una meta imperdibile non solo per gli appassionati di tennis, ma anche di altri sport poiché si distingue per essere una struttura polivalente utilizzata anche per altri scopi, come eventi e concerti.

Campi da tennis Australian Open
Fonte: iStock
I campi da tennis dell’Australian Open

Hosier Lane

Gli amanti della street art, invece, troveranno in Hosier Lane il luogo perfetto dove trascorrere qualche ora. Qui potete camminare lungo la famosa stradina e ammirare le opere d’arte che hanno reso famosa la scena artistica urbana di Melbourne in tutto il mondo. Un turbinio di colori, personaggi e forme creati da artisti locali e internazionali, da scoprire in autonomia o partecipando a uno dei tanti tour organizzati.

Cattedrale di St. Patrick

Situata al centro di Melbourne, la cattedrale gotica di St. Patrick rappresenta uno dei siti principali da inserire nel vostro itinerario su cosa vedere in città. Potete semplicemente ammirarla dall’esterno, oppure visitarla gratuitamente al suo interno seguendo gli orari pubblicati sul sito, aggiornati in base alle celebrazioni religiose.

Melbourne Skydeck

Volete ammirare la città dall’alto? Allora dovete andare all’Eureka Tower o Melbourne Skydeck. Questo grattacielo di 91 piani alto 297 metri, situato nel quartiere Southbank, è aperto tutti i giorni e offre diverse esperienze uniche. Potete salire in alto per godervi una vista pazzesca, condividere un drink nel bar con panorama o, soprattutto se viaggiate con bambini, regalarvi il teatro in 6-D chiamato Melbourne Skydeck Voyager.

Cosa vedere nei dintorni di Melbourne

Se dopo aver vissuto il lato urbano e culturale della città avete voglia di una immersione nella splendida natura australiana, scoprite i dintorni di Melbourne.

Phillip Island

Phillip Island, situata a 142 chilometri a sud di Melbourne, è un paradiso naturale famoso soprattutto per la parata dei pinguini. Definita come la parata più piccola del mondo, questo evento vi permetterà di ammirare la specie di pinguini più piccola nel suo habitat naturale: solo qui avrete quest’opportunità unica da vivere al tramonto, quando gli animali, di ritorno dalla caccia di pesca, trovano rifugio sulla spiaggia. Oltre ai pinguini, qui potrete ammirare anche altri animali come le foche e i koala: per quest’ultimi è presente il Koala Conservation Centre, visitabile con un tour guidato.

In attesa del tramonto e dell’arrivo dei pinguini, potete godervi la bellezza delle sue spiagge. Quelle situate a nord di Phillip Island sono frequentate sia dagli amanti del sole che degli sport acquatici: chi pratica surf può andare a Woolamai Beach, mentre gli appassionati di pesca possono andare in direzione Newhaven.

Pinguino Phillip Island
Fonte: iStock
Un pinguino tipico di Phillip Island

The Great Ocean Road

I paesaggi australiani sono unici e il modo migliore per scoprirli in tutta la loro bellezza è con un viaggio on the road. Da Melbourne, partite per un’avventura indimenticabile sulla Great Ocean Road o la B100, la strada costiera che definisce lo stato di Victoria. Qui troverete il sito dei 12 Apostoli, formazioni rocciose a picco sul mare, create dall’erosione avvenuta lungo questa fantastica strada costiera.

Seppur sia possibile percorrere la Great Ocean Road in un giorno, consigliamo di dedicarle due giorni per esplorarla a fondo. Quali tappe fare? Le più imperdibili sono Aireys Inlet, dove chi ama scoprire i fondali marini potrà esplorare il santuario marino di Eagle Rock e nuotare con polpi, granchi e squali innocui. Altre tappe da non perdere sono Kennett River, a mezz’ora di guida da Lorne, dove incontrare koala e canguri liberi nella natura, Apollo Bay, uno dei villaggi balneari più amati dai surfisti, e il London Bridge, un suggestivo ponte roccioso ad arco nel mare.

Kinglake National Park

Infine, l’ultima cosa che vi consigliamo di vedere nei dintorni è il Kinglake National Park, situato a soli 74 chilometri a nord di Melbourne. Il parco, che si estende su una superficie di 232 chilometri quadrati, è un luogo molto apprezzato soprattutto da chi ama fare escursioni e campeggio. La principale attrazione turistica è rappresentata dalle Cascate Mason, immerse in splendide foreste di felci e dotate di una graziosa area picnic.

La primavera (da settembre a novembre) è il periodo migliore per ammirare le fioriture, mentre l’inverno (da dicembre a febbraio) è la stagione di muschi, funghi e licheni.

Wimbledon e non solo. I campi da tennis più spettacolari del mondo da visitare (e prenotare)

22 janvier 2025 à 11:32

Di piacere, relax o interessi sono fatti i nostri viaggi. Del resto è affidandoci alle nostre preferenze ed esigenze che siamo in grado di scegliere la migliore destinazione per le nostre vacanze. E non solo il mare, il sole, i parchi archeologici e quelli naturali ad attirare l’attenzione dei vacanzieri del mondo, ma anche lo sport come il tennis.

Negli ultimi anni, infatti, la tennis-mania o il tennis-core, si sono affermati come dei veri e propri trend che si sono diffusi in ogni settore, dalla moda al beauty, passando per il luxury e anche, e inevitabilmente, per i viaggi, complici anche i tornei e le manifestazioni mondiali del settore. Ecco quindi che la passione per questo sport si trasforma in un motivo per esplorare il mondo, per entrare nei campi da tennis iconici e per prenotare, e giocare, in quelli più belli.

Da quello di Wimbledon, che ospita l’appuntamento più celebre dei grandi appassionati dello sport, alla Rod Laver Arena, l’impianto sportivo della città di Melbourne che è sede degli Australian Open di tennis, passando per quelli privati, accessibili, per esempio, solo ed esclusivamente da chi soggiorna nei resort a 5 stelle e persino nei bed and breakfast (sì, succede in Italia).

E, allora, che siate giocatori di tennis provetti o semplicemente appassionati di questo sport, preparate i bagagli e portate con voi l’abbigliamento giusto, perché oggi vi portiamo con noi in giro per il mondo alla scoperta di campi da tennis storici, iconici e mozzafiato: vere e proprie attrazioni turistiche.

All England Lawn Tennis and Croquet Club a Wimbledon

Iniziamo il nostro viaggio proprio qui, nel campo da tennis che non ha bisogno di presentazioni perché la sua fama precede il suo nome. Ci troviamo a Wimbledon, nel quartiere di Londra situato nella periferia sud-occidentale dove si tiene l’omonimo torneo considerato uno degli appuntamenti più importanti del mondo per gli amanti dello sport.

Fondato nel 1868, l’All England Lawn Tennis and Croquet Club, ospitò la sua prima competizione di croquet nel 1870 per poi diventare popolare anche per lo sport del tennis qualche anno dopo. Il primo torneo di Wimbledon, infatti, è datato 1877: da quel momento la tradizione di questa competizione sportiva non si è più arrestata.

L’impianto, che comprende 18 campi tra cui il Centre Court che ospita il torneo di Wimbleton e il No.1 Court che occasionalmente ospita le partite della Coppa Davis, è in funzione tutti i giorni in qualità di club tennistico.

Il complesso sportivo, inoltre, ospita anche un museo che è aperto ai visitatori. Il costo di ingresso per la visita è di circa 25 sterline e comprende l’accesso al museo e ad alcuni campi dell’impianto. Arrivarci è semplicissimo: Wimbledon è collegata con il resto della città dalla linea verde della metropolitana e dal bus 493 che conduce proprio all’ingresso dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club. La stazione ferroviaria più vicina, invece, è quella di Southfield.

All England Lawn Tennis and Croquet Club, Wimbledon
Fonte: iStock
All England Lawn Tennis and Croquet Club , il complesso sportivo che ospita il tornea di Wimbledon

Rod Laver Arena, i campi da tennis degli Australian Open

Ci spostiamo ora dall’altra parte del mondo per conoscere ed esplorare quella che è una vera e propria icona nel campo del tennis. Stiamo parlando della Rod Laver Arena, parte dell’impianto Melbourne Park, nell’omonima città in Australia che ospita gli Australian Open di tennis dal 1988. Fino a quel momento, infatti, la storica competizione si teneva all’interno del Kooyong Stadium.

Originariamente chiamata Flinders Park, l’arena ha cambiato il suo nome negli anni 2000 in onore di Rod Laver, il grande tennista che è stato vincitore degli Australia Open per tre volte.

L’arena non è legata solo al tennis, ma ospita concerti, gare di motocross, balli ed eventi di ogni tipo. È stata, inoltre, anche la sede principale dei Campionati mondiali di nuoto del 2007.

La Rod Laver Arena, e più in generale l’intero complesso polivalente, è meta imprescindibile per chi visita Melbourne. Non a caso è inserita in tantissimi tour della città ed è anche la destinazione di cittadini e viaggiatori che cercano esperienze incredibili, e non solo legate al tennis.

Rod Laver Arena
Fonte: iStock
Rod Laver Arena, sede degli Australian Open di tennis

Stadio Roland Garros a Parigi, sede degli Open di Francia

Ci spostiamo ora in Francia per scoprire un altro tempio del tennis: lo stadio Roland Garros, teatro degli Open di Francia che si tengono ogni anno a maggio e a giugno. Segni distintivi? Il colore fiammante della terra che lo rende uno dei campi principali per tutte le competizioni tennistiche su terra rossa.

Lo stadio, situato nel XVI arrondissement di Parigi,  si estende su una superficie di oltre 80.000 metri quadrati e ospita venti campi di tennis, diversi ristoranti e punti ristoro, un’area dedicata alla stampa e agli ospiti VIP e il Centre National de l’Entrainement.

È inoltre presente anche un museo multimediale, il Tenniseum, che ha come obbiettivo quello di preservare il patrimonio di questo sport e farlo conoscere al resto del mondo. È possibile accedere al complesso attraverso visite guidate, a un costo a partire da 19 euro, che garantiscono l’accesso al museo, ai campi e alle quinte dello stadio che ha ospitato i più grandi tennisti del nostro secolo.

Stadio Roland Garros Parigi
Fonte: IPA
Lo Stadio Roland Garros situato a Parigi

Dubai, il campo da tennis mozzafiato più alto del mondo

Non sono solo i templi del tennis ad attirare i turisti, come nel caso di quello di Wimbledon, ma anche i campi più esclusivi, come quello di Dubai, uno dei più incredibili del mondo. Cos’ha di speciale è presto detto: un panorama mozzafiato e una scenografia da capogiro.

Ci troviamo al cospetto del Burj al Arab, una struttura alberghiera di lusso di Dubai, situata su un’isola artificiale collegata alla terraferma da un ponte, che vanta l’ingresso nella lista degli hotel più alti del mondo con i suoi 321 metri d’altezza. È proprio qui, sulla cima che si staglia sul cielo terso e che sovrasta le nuvole, che possiamo trovare il campo da tennis mobile più spettacolare del mondo.

L’ultimo piano dell’hotel, infatti, ospita un piazzale d’atterraggio per elicotteri che, spesso si trasforma in campo da tennis, anche solo per scopi pubblicitari. Resta comunque il fatto che è magnifico e che, a oggi, detiene il titolo di campo da tennis più alto del mondo.

Vista aerea dell'hotel Burj AL Arab a Dubai
Fonte: iStock
L’hotel Burj AL Arab a Dubai che ospita un campo da tennis mozzafiato

Il campo da tennis più remoto del mondo

La nostra selezione dei campi da tennis da visitare assolutamente almeno una volta nella vita prosegue ai confini del mondo, o quasi. Ci troviamo sulla selvaggia isola di Harris, la più grande delle Ebridi Esterne in Scozia. È qui, in un territorio incontaminato e primitivo, ma estremamente affascinante e suggestivo, che possiamo scorgere un campo da tennis unico nel suo genere non solo da guardare, ma anche da prenotare per una partita amichevole unica e indimenticabile.

Si tratta di Bunabhainneada, considerato uno dei campi da tennis più remoti del mondo, sicuramente del regno unito. Per raggiungerlo è necessario attraversare la strada che costeggia l’Oceano Atlantico a nord-ovest di Tarbert, un percorso solitario che ripaga la fatica.

Tutti possono giocarci previa prenotazione. L’unico ostacolo? Le pecore che ogni tanto – in assenza di giocatori – invadono il campo.

Bunabhainneadar
Fonte: Getty Images
Bunabhainneadar Tennis Court

Tutti a Positano, a giocare a tennis con vista mare

Anche in Italia esistono dei un campi da tennis degli di menzione perché permettono di provare in prima persona l’esperienza di giocare con vista mozzafiato. È il caso del campo esclusivo e privato situato a Positano, sulla Costiera Amalfitana, e di proprietà del San Pietro, un resort a 5 stelle.

Cos’ha di speciale è presto detto: il campo da tennis è suggestivamente adagiato tra le falesie della Costiera che fanno da sfondo a una partita indimenticabile. È qui che dotati di racchette e adeguato completo sportivo, le persone possono cimentarsi in tornei amichevoli. Il campo da tennis è a uso esclusivo degli ospiti che pernottano qui.

Il campo da tennis nel Patrimonio Unesco italiano

Restiamo in Italia per scoprire un altro campo da tennis, privato ed esclusivo, ma estremamente suggestivo. Chi ci ha giocato lo ha definito, persino, il campo da tennis più bello del mondo.

Ci troviamo nella splendida cornice delle Dolomiti bellunesi, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, e più precisamente tra le colline di Feltre. È qui che un’antica dimora del XVII secolo, oggi trasformata in un bed and breakfast, ospita anche un campo da tennis.

Cos’ha di speciale è presto detto: il campo, fatto costruire dal proprietario per la sua grande passione nei confronti del tennis, è immerso nei verdeggianti campi della collina e garantisce una vista mozzafiato sulla catena montuosa che si snoda tutto intorno.

Il campo da tennis è disponibile esclusivamente a uso di chi alloggia all’interno della casa che è prenotabile su Airbnb.

La casa con il campo da tennis sulle Dolomiti
Fonte: Airbnb
La casa di campagna con il campo da Tennis sulle Dolomiti

Il turismo mondiale aumenta sempre di più: le mete in crescita

Par : elenausai10
22 janvier 2025 à 10:34

Il settore turistico ha subito duramente le conseguenze della pandemia, cominciando a ritrovare una stabilità nel 2022 e nel 2023 raggiungendo i ritmi pre-Covid. Ma è soprattutto il 2024 a essersi dimostrato l’anno migliore.

Secondo le analisi raccolte da UN Tourism nell’ultimo World Tourism Barometer, si stima che nel 2024 1,4 miliardi di turisti abbiano viaggiato a livello internazionale, indicando un recupero virtuale (99%) dei livelli pre-pandemia. Ciò rappresenta un aumento dell’11% rispetto al 2023, pari a 140 milioni di arrivi di turisti internazionali in più.

Il turismo mondiale, quindi, aumenta sempre di più, ma quali sono le mete in crescita? Queste si trovano soprattutto in Europa, in America Centrale e nel Medio Oriente e, secondo le stime, si prevede che la crescita continuerà per tutto il 2025, trainata da una forte domanda che contribuisce allo sviluppo socio-economico sia delle destinazioni famose che emergenti.

El Salvador, tra vulcani e città coloniali

Ci sono alcune destinazioni che, più di altre, hanno superato i livelli pre-pandemia, come El Salvador. Lo stato più piccolo dell’America Centrale ha registrato una crescita degli arrivi del +81% rispetto al 2019 e di proventi del +206%. La popolarità di questa meta potrebbe essere legata sia alla volontà attuale dei viaggiatori di visitare mete meno battute dal turismo di massa, tra i trend più in voga del 2025, che ai suoi incredibili paesaggi vulcanici.

Andare a El Salvador significa godersi spiagge assolate, caratteristiche città coloniali, vulcani pazzeschi e una delle migliori cucine dell’America Centrale. Cosa inserire nel vostro itinerario? Noi consigliamo di visitare la capitale, San Salvador, esplorare i siti archeologici Maya di Joya de Cerén, percorrere i sentieri escursionistici del Parque Nacional Cerro Verde con i suoi tre vulcani, visitare le piccole cittadine dell’entroterra e rilassarsi sulla spiaggia, dove le acque sono ideali anche per fare surf.

Vulcano El Salvador
Fonte: iStock
Il vulcano Izalco a El Salvador

Marocco, avventure inaspettate e spezie

Il Marocco ha registrato una crescita del +35%, un dato messo in evidenza anche dall’ultimo studio di Pinterest che ha registrato un aumento del 30% di ricerche all’interno della piattaforma soprattutto per quanto riguarda le affascinanti montagne dell’Atlante marocchino. Per chi, quest’anno, vuole scoprire un Marocco diverso rispetto ai giardini meravigliosi e alla medina di Marrakesh, può optare per un’avventura inaspettata tra le sue montagne.

Qui, nella località di Oukaïmeden, potete sciare sotto il sole africano, fare escursioni e trekking fino alla vetta del Toubkal o attraversare le alte pareti rocciose delle Gole di Todra. Se invece volete aggiungere all’itinerario una città meno visitata, segnatevi Tangeri: la speziata città portuale che in passato ha affascinato personaggi illustri come Paul Bowles e Jean Genet, vanta spiagge di sabbia dorata, una medina vivace e autentica e una miriade di ristoranti economici dove provare le migliori specialità tipiche.

Albania, tra la costa e l’entroterra

Non stupisce che l’Albania stia godendo di un aumento di visitatori rispetto al periodo pre-Covid, soprattutto considerando la popolarità che ha guadagnato negli ultimi anni. Secondo i dati raccolti da UN Tourism, la crescita è del +80%. Molti viaggiatori hanno cominciato a guardare verso l’Albania soprattutto grazie ai prezzi più economici rispetto ai suoi vicini come la Croazia e la Grecia, anche se questo scenario potrebbe presto cambiare rotta.

Seppur stia diventando una meta sempre più visitata, l’Albania riserva delle incredibili sorprese: basta allontanarsi dalla riviera, lo spot più amato dai turisti, e immergersi tra le bellezze dell’entroterra, dalla città di Berat, Patrimonio UNESCO, ai sentieri escursionistici tra le montagne del Parco Nazionale di Theth.

Guatemala, tra siti archeologici e trekking sui vulcani

Il Guatemala sta godendo di una crescita del +33%: questa parte dell’America Centrale attrae sempre più viaggiatori grazie alla sua offerta variegata in grado di unire alla perfezione natura, cultura e storia. Un viaggio qui è davvero completo: si può cominciare l’esplorazione dalla splendida Antigua Guatemala, una cittadina vivace dove cominciare a scoprire la storia e la cultura guatemalteca. Da qui potete intraprendere l’avventura della vita scalando un vulcano attivo o dirigervi verso il Lago de Atitlán, circondato da villaggi tipici e meta ideale per il turismo lento.

Infine, non lasciate il Guatemala senza visitare il sito archeologico Maya di Tikal, uno dei più belli perché immerso totalmente nella giungla.

Antigua Guatemala
Fonte: iStock
La città di Antigua Guatemala

Andorra, paesaggi montani per ogni stagione

Tra le destinazioni in crescita (+35%) troviamo anche Andorra, la meta ideale per chi ama trascorrere il tempo all’aria aperta circondato da paesaggi montani bellissimi. Situato nei Pirenei, tra la Catalogna e la Francia, il Principato di Andorra non è grandissimo, ma offre tutto il necessario per una vacanza perfetta in ogni stagione. Andorra La Vella, la capitale più alta d’Europa, è considerata una destinazione sciistica d’eccellenza: offre il clima ideale dove godere dei servizi offerti dalla stazione sciistica di Grandvalira. Questa vanta ben 210 chilometri di piste con neve programmata per 193 chilometri, 67 impianti di risalita e 118 piste con diversi livelli di difficoltà.

Se d’inverno si scia, d’estate si possono percorrere i tanti sentieri escursionisti e dedicarsi all’assaggio delle migliori specialità del territorio, dal Trinxat, un piatto unico a base di patate simile al rosti, al Torrijas, un dessert gustoso, simile ai french toast.

Dove andare in montagna nel Veneto

21 janvier 2025 à 06:03

La bellissima regione del Veneto è un territorio in grado di offrire una grande varietà di luoghi in montagna ideali durante tutto l’anno, tra parchi, riserve naturali e laghi, ma anche piste da sci adatte ad ogni amante degli sport invernali e non solo. Ogni località si distingue per le sue caratteristiche uniche, che conquistano gli amanti tutti i visitatori di questi paesaggi spettacolari. Ecco, quindi, alcuni consigli su cosa fare e dove andare in montagna in Veneto, sia in estate, che in inverno, e quali attività assolutamente fare, adatte ai turisti di tutte le età.

Dove andare in montagna in Veneto in estate

Chiunque decida di visitare questa regione del nord Italia in estate, resterà affascinato dalle bellezze naturali che la contraddistinguono. Ecco cosa vedere e dove andare in montagna in Veneto durante la stagione estiva.

Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Per gli amanti delle attività all’aria aperta, il parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi si può considerare come una vera perla della regione, facente anche parte del Patrimonio UNESCO. È un vasto territorio che si caratterizza per panorami mozzafiato, dove agli occhi dei visitatori si innalzano cime imponenti e gole profonde, da rimanere a bocca aperta. Qui è possibile, infatti, ammirare paesaggi decisamente variegati, che offrono la possibilità a chi li visita di immergersi nella natura incontaminata.

Qui è possibile effettuare delle escursioni, grazie alla presenza di numerosi sentieri ben segnalati e che sono adatti sia a principianti che camminatori più esperti. Passeggiare qui permette di avvistare anche animali affascinanti come i camosci e, guardando all’insù, anche volatili come l’aquila reale. Si tratta di un’esperienza unica, a stretto contatto con la natura locale, dove poter passare una bellissima giornata di relax, lontani dal caos cittadino, tra cascate, come quelle della Soffia, e grotte, come quelle della Val Cordevole.

L’ingresso al parco è gratuito e una volta arrivati a destinazione, facilmente in auto da Belluno, si consiglia una visita al Centro di Educazione Ambientale di Pedavena, dove si potranno scoprire molte curiosità su questo luogo tra le splendide montagne del Veneto.

Lago di Misurina

La “Perla delle Dolomiti”: questo è uno dei nomi con il quale viene riconosciuto questo luogo, tra i più suggestivi del Veneto. Si tratta del lago di Misurina, un bacino d’acqua cristallina, che si trova tra le maestose ed iconiche Tre Cime di Lavaredo e che insieme ad esse crea un panorama da cartolina.

Il lago si trova a 1754 metri di altitudine ed è perfetto per chi è alla ricerca di relax e, soprattutto, aria pure. Qui è possibile passeggiare attorno al lago, in un percorso ad anello lungo circa 3 chilometri ed adatto a tutti, anche a famiglie con bambini e/o passeggini. Durante l’estate è anche possibile noleggiare un pedalò o addirittura piccole barche a remi, che consentono di esplorare il lago e vedere la natura circostante da una prospettiva decisamente unica, ad un costo di circa 10€ per 30 minuti.

È possibile raggiungere facilmente il lago da Cortina d’Ampezzo in circa 25 minuti in auto, la quale è possibile parcheggiare nei numerosi parcheggi nei pressi del lago, con tariffe anche orarie.

Area pic-nic nei pressi del Lago di Misurina durante il periodo estivo, una delle mete da visitare in montagna in Veneto
Area pic-nic del Lago di Misurina in estate

Dove andare in montagna in Veneto in inverno

L’inverno trasforma le montagne del Veneto in un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport invernali. La regione, infatti, gode di numerose località sciistiche adatte ad ogni tipo di esigenza. Qui, sciatori principianti o esperti e famiglie con bambini, possono divertirsi su piste ben curate e strutture moderne.

Cortina d’Ampezzo

Cortina d’Ampezzo è senza dubbio una delle destinazioni più ricercate e rinomate del Veneto e del mondo, in quanto qui si svolge anche una gara di Coppa del Mondo di Sci Alpino. Viene conosciuta, per le sue caratteristiche, come la “Regina delle Dolomiti“, in quanto la città d’inverno, ma anche d’estate, offre ai visitatori un’atmosfera elegante, con un’offerta turistica di alto livello.

Cortina vanta oltre 120 chilometri di piste perfettamente preparate, con discese adatte sia ai principianti sia agli sciatori esperti. Lo Skipass per gli adulti parte da un prezzo di 83€ nei giorni feriali, con sconti che vengono applicate a seconda della stagione e della giornata, se festiva o meno, e prezzi ridotti per bambini o senior, anche di circa un 20%. Gli impianti sono solitamente aperti da fine Novembre ad Aprile, a seconda anche delle condizioni meteorologiche.

Per chi, invece, non vuole rinunciare al divertimento e allo shopping, dopo una giornata sulle piste qui è possibile partecipare a diversi aprés-ski, con ristoranti e caffè dove rilassarsi in compagnia, oppure passeggiare e fare acquisti all’interno dei diversi negozi che vendono abbigliamento, e non solo, in città.

La località è facilmente raggiungibile grazie a collegamenti autobus diretti da Venezia e Belluno, oppure, e per chi preferisce arrivare in auto, è possibile sfruttare ampie strutture di parcheggio.

Pista da sci di Cortina d'Ampezzo, una delle mete da visitare in montagna in Veneto
Fonte: iStock
Pista da sci a Cortina d’Ampezzo

Alleghe e il Comprensorio Civetta

Un’altra destinazione che sciatori e snowboarder non possono perdere è il comprensorio sciistico del Civetta, ed è considerato anche come il più grande comprensorio del Veneto all’interno della destinazione Dolomiti Superski. Questa destinazione è ideale per tutti coloro che ricercano piste sicuramente meno affollate e più rilassate, ma senza rinunciare a panorami spettacolari. I tracciati si snodano su piste lunghe in totale 72 chilometri e sono adatte a sportivi di qualsiasi livello. Il prezzo d’acquisto dello Skipass giornaliero per adulto parte da un prezzo di 62€ in bassa stagione e 67€ in alta stagione.

Facendo base ad Alleghe, durante l’inverno il lago omonimo si trasforma anche in una pista naturale di pattinaggio, creando un’atmosfera magica per famiglie e bambini. Questa cittadina è facilmente raggiungibile in auto da Belluno.

Trekking ed escursioni in montagna in Veneto

Fare trekking ed escursionismo in Veneto dà la possibilità a tutti di immergersi in paesaggi unici, circondati da panorami che non possono non essere fotografati e conservati tra i ricordi più belli. La regione offre una serie di sentieri per ogni esigenza, che vanno dalle Dolomiti, Patrimonio UNESCO, alle colline prealpine. Si tratta di percorsi anche ricchi di storia, affascinanti in ogni stagione dell’anno.

Alta Via n. 1 delle Dolomiti

Uno dei percorsi di trekking più famosi ed ambiti in Europa è l’Alta Via n.1 delle Dolomiti: un itinerario di più giorni che porta i camminatori da nord a sud nelle Dolomiti, con tappe che regalano paesaggi spettacolari e viste su cime, valli profonde e rifugi alpini, presso i quali potersi anche riposare e godere dei piatti tipici della cucina montanara. Alcuni di questi rifugi sono anche base di partenza per escursioni giornaliere, mentre altri offrono la possibilità anche di pernottare.

Questo sentiero attraversa percorsi iconici come la Marmolada, il Pelmo ed il Civetta e, come già accennato in precedenza, la sua percorrenza richiede più giorni (circa 12), anche in base al tempo a disposizione. Questo sentiero non è adatto ad escursionisti principianti o che, in tutti i casi, non godono di una buona preparazione fisica.

Sentiero del Monte Baldo

Il Monte Baldo, una delle vette più belle del Veneto è la meta perfetta per chi ama il trekking, grazie a sentieri e cornici naturali stupende, oltre che panorami davvero indimenticabili sul vicino Lago di Garda che, durante l’inverno, regala un affascinante contrasto tra il blu intenso delle sue acque e le cime innevate.

Lungo il sentiero del Monte Baldo ci si imbatte nella Malga Coma, un punto di sosta ideale dove poter assaggiare i prodotti tipici delle montagne venete, come formaggi freschi e ricette tradizionali a base di carne.

Questo percorso ha una durata di circa 6 ore, andata e ritorno, ma allo stesso tempo è possibile optare per tratti più brevi e meno impegnativi. Il sentiero, adatto a tutti, anche a famiglie con bambini, parte da Malcesine e può essere raggiunto anche con una comoda funivia che sale fino alla cima del monte.

Il Monte Baldo viene anche chiamato con il nome “Giardino d’Europa” in quanto qui sono presenti oltre 2.000 specie di piante, le quali crescono in un ecosistema particolarmente favorevole.

Uomo percorre il Sentiero del Monte Baldo con il lago di Garda sullo Sfondo
Fonte: iStock
Sentiero del Monte Baldo, che si affaccia sul Lago di Garda

Escursioni sul Monte Grappa

Un’altra escursione molto consigliata è quella sul Monte Grappa, simbolo della resistenza italiana durante la Prima Guerra Mondiale e adatto a tutti coloro che, oltre ad una bella e rigenerante attività in natura, vogliono scoprire di più sugli avvenimenti storici della zona e della loro importanza per il Paese.

Ad esempio, passeggiando lungo questo sentiero è possibile visitare il Sacrario Militare, luogo che ospita le salme dei caduti del primo grande conflitto mondiale. Si tratta di un’esperienza culturale che arricchisce molto il trekking, aggiungendone anche un significato storico molto profondo.

Le escursioni lungo questi sentieri possono variare da brevi passeggiate, quindi di circa 2 ore, a trekking e camminate più impegnative, dalle quali raggiungere la cima del monte e che impiegano più o meno quattro o cinque ore.

Dove andare in Veneto con i bambini

La regione è ricca di destinazioni ideali anche per famiglie e bambini, dove fare attività immersi nella natura, tra storia ed attività all’aria aperta, così da vivere esperienze, divertenti e formative. Qui per i più piccoli sono presenti diversi parchi divertimento, oltre che parchi naturali dove fare facili escursioni ed attività interattive. Un esempio di avventure per i bambini in Veneto, oltre che le numerose piste da sci durante il periodo invernale, con scuole dedicate ai più piccoli, ed i sentieri attorno a luoghi unici come il Lago Misurina, può essere il Parco Avventura Caralte, un luogo adrenalinico per i più piccoli e che farà vivere un’esperienza emozionante a famiglie e bambini.

Parco Avventura Caralte

Nei pressi di Auronzo di Cadore e Belluno si trova il Parco Avventura Caralte, il posto perfetto dove le famiglie con bambini possono divertirsi in mezzo alla natura. Qui i più piccoli possono divertirsi grazie alla presenza di percorsi sugli alberi, dalla difficoltà crescente e che sono adatti a tutte le età, zip-line e ponti sospesi, che permettono di volare da un albero all’altro, e diverse aree pic-nic, per una pausa rigenerante immersi nel verde e nella natura, dopo una giornata all’insegna del divertimento. Sono presenti anche aree mini-golf, campi da calcetto e da tennis.

Il costo d’ingresso è di 13€ per i bambini e di 18€ per gli adulti ed è anche possibile prenotare anche l’ingresso per gruppi di almeno 15 persone con una maggiorazione di 3€, così da garantire la presenza dell’attrezzatura necessaria.

Bambino si diverte sulla neve del Lago Misurina d'inverno, una delle mete da visitare in montagna in Veneto
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Lago di Misurina innevato in inverno

Il Veneto è una regione assolutamente da visitare, ricca di storia e tradizioni, ma anche natura incontaminata che saprà sicuramente emozionare i visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e non solo. Si tratta di un territorio in montagna tutto da esplorare: pronti al prossimo viaggio?

Sharja, l’Emirato arabo che pochi ancora conoscono

20 janvier 2025 à 19:01

Non è ancora così costruito come Dubai. Non è ancora così famoso per l’arte come Abu Dhabi. Non ha ancora spiagge così attrezzate come Ajman. L’Emirato arabo di Sharja (o Sharjah) è il meno conosciuto di tutti, ma i turisti stanno iniziando ad arrivarci. Scelto come Capitale della cultura araba già nel 1998, Sharja si trova lungo la costa del Golfo Persico, lontano dalle alte temperature del deserto. L’Emirato è il terzo più grande e più popoloso tra i sette Emirati arabi uniti.

Moderno nel nuovo skyline, ma anche antico per i suoi edifici storici, vivace per chi ama vivere la notte, ma tranquillo per chi cerca relax sulla spiaggia, Sharja sta diventando una meta molto interessante per i viaggiatori che cercano nuove destinazioni di medio raggio, a meno di un’ora da Dubai e a mezz’ora da Ras Al Khaimah.

Sharja City, cosa vedere nella Capitale

La Capitale, Sharja (o Sharja City), dà il nome anche all’Emirato e, fondata intorno all’anno 3.000 a.C., è una delle più antiche città dell’UAE (United Arab Emirates). Da sempre, la sua anima è il commercio, ma delle Capitali dei sette Emirati è quella più amante dell’arte e della musica. In città ci sono diversi siti culturali da visitare, primo fra tutti il Museo dell’arte islamica ricavato in un antico suq, poi c’è il Sharja Heritage Museum che racconta la storia dell’Emirato, e il Maritime Museum che ospita delle antiche imbarcazioni di legno. Da non perdere è anche la moschea Al Noor.

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La moschea di Sharja

Il waterfront Al Majaz di Sharja City è il centro nevralgico della città ed è in una fase di grande trasformazione. Stanno sorgendo nuove attrazioni per i giovani e le famiglie, giardini e ristoranti. Al centro dell’intera area c’è una grande fontana famosa per i suoi giochi di luci e suoni che attirano i visitatori al calar della sera. Si possono noleggiare le biciclette, imbarcarsi su una dhow – la tipica barca mediorientale – per ammirare il tramonto o assistere a un concerto nell’anfiteatro ricavato su una penisola al largo della costa.

Come in tutti gli Emirati arabi uniti, anche a Sharja fare shopping conviene. Tanto più che la città ospita il suq più antico dell’UAE, da sempre luogo di incontro dei beduini che vi arrivavano con i loro cammelli. Oggi, l’edificio è stato completamente rinnovato ed è circondato da parcheggi per le auto, ma i manufatti che si trovano nelle botteghe mantengono ancora lo stesso fascino di una volta. Si possono acquistare stoffe, spezie e oro a prezzi piuttosto convenienti.

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Il sontuoso palazzo del parlamento di Sharjah

Cosa vedere nell’Emirato di Sharja

Parte dell’Emirato di Sharja si estende verso l’entroterra desertico. Il Rubʿ al-Khālī, il secondo deserto sabbioso più grande al mondo (mille chilometri per 500, circa) oltre a essere disabitato è ancora in gran parte inesplorato. Le sue splendide dune sono alte anche 300 metri.

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A Sharja c’è il secondo deserto sabbioso più grande al mondo

Le spiagge di Sharja

Le spiagge di Sharja hanno tutto per diventare la prossima meta delle vacanze al mare. Lunghe distese di sabbia affacciate sul mare turchese del Golfo Persico che arrivano fino al confine con l’Emirato di Ajman. Tra le spiagge più note ci sono Al Khan Beach, la spiaggia pubblica di Sharja nonché una delle più frequentate dai turisti, e Al Corniche, che ha ottenuto la Bandiera Blu ed è celebre per le sue acque cristalline.

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Le spiagge più belle dell’Emirato di Sharja

Le spiagge più belle si trovano lungo la costa Est e sono raggiungibili in auto. Prima fra tutte, l’Enclave Nahwa, una caletta nascosta tra le rocce di un wadi all’ombra di lussureggianti palme da dattero che appartengono già all’Oman. Un tempo vi era anche un villaggio ormai abbandonato. Bellissima è anche la lunga baia di Khorfakkan, costeggiata dalle formazioni rocciose delle montagne dell’Hajar, sulla quale si affiano i primi resort costruiti nell’Emirato.

Come arrivare a Sharja

L’Emirato di Sharja è raggiungibile con voli diretti della compagnia low cost Air Arabia dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio e con Turkish Airlines da Istanbul. Spesso Sharja è considerata un semplice stop-over durante i viaggi verso l’estremo Oriente. Invece, il piccolo Emirato merita una sosta prolungata e una vera e propria vacanza.

Contro il Blue Monday Ryanair offre voli a meno di 20 euro

Par : losiangelica
20 janvier 2025 à 11:19

Oggi 20 gennaio è il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno. Qual è il modo migliore per combattere il malumore del lunedì amplificato da questa ricorrenza? Prenotare un viaggio. E con le offerte di Ryanair l’occasione è da “prendere al volo”, letteralmente. Le offerte flash di oggi (scadono a mezzanotte) sono utilizzabili per viaggi dal 20 gennaio al 31 marzo 2025 inclusi. Bisogna essere rapidi poiché le tratte in promozioni sono tante ma i posti disponibili non molti; con pochi clic si potrà partire persino nel weekend con tratte a meno di 20 euro. Molti biglietti sono persino acquistabili a 15 euro, addirittura nei voli di venerdì e sabato con rientri la domenica.

Da Malpensa a Marrakech

L’inverno freddo in Lombardia sembra interminabile e chi vuole fare il pieno di vitamina D organizzando un viaggio low cost può farlo partendo proprio dall’aeroporto di Milano Malpensa approfittando delle promozioni per Marrakech. Il Marocco è una meta top per l’inverno e si parte con voli da 15 euro, ad esempio il venerdì 7 marzo ma sono tante le occasioni promozionali per questa meta.

Centro di Marrakech
Fonte: iStock
Scopri Marrakech con un volo a meno di 20 euro da Milano

Non c’è periodo migliore per visitarla se non proprio questo: in inverno le temperature di Marrakech sono simili a quelle di una tarda primavera in Italia e il sole non manca di certo, a differenza del grigiore che accompagna Milano in queste settimane. Visitare la “città rossa” (viene soprannominata così per il colore dominante degli edifici) è un’ottima idea, nel weekend ma non solo. Prima cosa imperdibile da visitare a Marrakech? Il souk della Medina: qui impossibile resistere ad un momento di shopping tra ceramiche, tappeti, artigianato, spezie e tanto altro. Altrettanto interessanti l’incantevole piazza Jemaa el-Fna con artisti di strada, locali e banchetti e gli iconici Jardin Majorelle, un’oasi creata dal designer francese Yves Saint Laurent. Se il tempo lo permette consigliamo anche una visita al palazzo della Bahia, un edificio architettonico con mosaici intricati e davvero unici al mondo. Profumi, colori e meteo rendono la meta un’opzione top da Milano… e poi ad un prezzo così è davvero impossibile farselo scappare.

Da Roma a Parigi, anche nel weekend di San Valentino

Parigi è sempre una buona idea ma a San Valentino un po’ di più. Le occasioni per volare sul capoluogo francese sono tante e da Roma Fiumicino i voli sono acquistabili da 17 euro a tratta circa. Una delle promozioni più interessanti è quella dal 12 febbraio a 17 euro, oppure a 33 euro nel giorno del 14 febbraio. Tanti i collegamenti a 22 euro nel mese di marzo, alcuni dei quali con partenza strategica il venerdì e rientro la domenica.

Se si pensa ad una meta simbolo dell’amore nel mondo, oltre a Verona e Venezia, a trionfare è il nome di Parigi. La capitale francese soprannominata ville lumière rientra tra le offerte flash di Ryanair per il Blue Monday includendo tante date interessanti tra cui quella del weekend di San Valentino. Bisognerà coprirsi bene poiché il meteo è decisamente freddo in Francia in questo periodo ma con un po’ di pianificazione tra musei e passeggiate outdoor si potranno fare tante esperienze.

Voli low cost Parigi
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Vola a Parigi con meno di 20 euro anche a San Valentino

Passeggiare lungo gli Champs-Élysées raggiungendo poi l’arc de Triomphe è un’opzione ma non può mancare una visita alla tour Eiffel… sono tanti gli innamorati che scelgono proprio questa location per fare la proposta di matrimonio. E tra i musei da non perdere? Il Louvre dove si possono vedere dal vivo opere quali la Gioconda o la Venere di Milo ma suggeriamo un ingresso anche al centro Pompidou dedicato all’architettura avanguardistica e all’arte moderna oppure al musée d’Orsay per gli amanti dell’arte impressionista. Come si può pensare di visitare la capitale della Francia e non raggiungere il quartiere bohémien di Montmartre? Con la basilica del Sacro Cuore che offre una vista panoramica sulla città e le tante botteghe artistiche dà modo di fare uno shopping più autentico. Non può mancare una visita alla cattedrale di Notre Dame recentemente riaperta dopo il restauro eseguito in seguito all’incendio che l’aveva profondamente danneggiata nel 2019.

Da Catania a Sofia, la capitale della Bulgaria

Un’occasione da non perdere? Da Catania partono voli per Sofia, la capitale della Bulgaria. La bellissima città da esplorare in 2-3 giorni è perfetta nei weekend ma anche in settimana per chi ha più flessibilità. I voli più economici partono da 15 euro, con volo dall’aeroporto siciliano venerdì 7 oppure a 25 euro nel giorno di San Valentino per chi vuole fare un regalo davvero speciale alla persona che ama.

Voli low cost per Sofia
Fonte: iStock
Da Catania a Sofia, voli low cost per visitare la capitale della Bulgaria

La capitale della Bulgaria mixa storia e modernità a partire proprio dal Vithosa Boulevard, zona dello shopping in cui passeggiare e godersi la quotidianità come un local. Tra i monumenti da non perdere la cattedrale di Alexander Nevsky con cupole dorate e simbolo della città ma anche il museo archeologico che custodisce i tesori dell’antica Tracia, la galleria d’arte nazionale e il teatro nazionale. La meta è animata durante la sera: la nightlife di Sofia attira i più giovani tra locali alla moda, ristoranti e discopub. Altrettanto imperdibile la cucina tipica: tra i piatti da non farsi sfuggire il banitsa, una sfoglia ripiena di formaggio, e l’insalata shopska da accompagnare rigorosamente con un bicchiere di rakja, distillato locale. La cattedrale va assolutamente vista al suo interno: affreschi e decorazioni raccontano la tradizione religiosa del territorio lasciando a bocca aperta.

Insomma, oggi sarà pure il Blue Monday, ovvero il giorno più triste dell’anno ma per combattere malinconia e stanchezza non c’è niente di meglio che prenotare un viaggio. Se partire oggi è praticamente impossibile, la prospettiva di programmare una fuga (anche se solo di pochi giorni) regalerà una scarica di entusiasmo e positività. Le offerte flash di Ryanair per combattere il giorno più nero di tutti sono imperdibili: attenzione però, durano solo 24 ore e quindi dovrai affrettarti oggi 20 gennaio per prenotare i tuoi prossimi viaggi con destinazioni verso le più grandi capitali europee con tratte a meno di 20 euro.

Scoprire passeggiando Rione Borgo e Castel Sant’Angelo

20 janvier 2025 à 08:00

Nell’anno del Giubileo, gli itinerari da percorrere a Roma sono infiniti: la città – tra lavori di restauro ed eventi – torna a splendere, ma è imprescindibile un giro turistico nel Rione Borgo (Rione XIV della Capitale). Stiamo infatti parlando dell’area in cui sorge Castel Sant’Angelo, assoluto protagonista di questo rione particolarissimo, spesso chiamato i Borghi perché così son nominate le sue strade (e non con la solita denominazione di via o vicoli). Prima di iniziare, però, val la pena raccontare la storia di questo quartiere dalla forma trapezoidale nel cuore di Roma.

La storia di Rione Borgo

Sebbene il suo nome derivi da una parola sassone – burg (a indicare un villaggio circondato da mura separato dalla città) – e risalga probabilmente al periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano, l’area già sotto i romani aveva una sua specifica funzione: era chiamato Ager Vaticanus, perché popolato dagli àuguri etruschi (sacerdoti dediti alla divinazione). Trovandosi poi al di fuori del pomerium (della città romana vera e propria) veniva usato come luogo di sepoltura: molte testimonianze attestano la presenza di importanti tombe ora demolite, tra cui la Meta Romuli, ma con il tempo la zona si riempì anche di villae e horti. Caligola vi costruì un circo, mentre Nerone edificò il ponte di pietra di Via Triumphalis (visibile nei giorni di magra del Tevere) e un teatro privato. Inutile dire che è Adriano ad aver stabilito ad imperitura memoria il paesaggio interno di Rione Borgo: il suo mausoleo è immenso e si deve al successore di Traiano anche la costruzione di Ponte Sant’Angelo.

La storia di Borgo cambia tuttavia improvvisamente nel 67, con il martirio dell’apostolo Pietro ai piedi del colle Vaticano. La tomba del Santo posta nei dintorni attrasse nell’area tantissimi pellegrini e Costantino pensò bene di costruirvi la celebre Basilica. Anche dopo la caduta dell’Impero, i pellegrinaggi erano numerosi e nella zona – il Rione Borgo è, di fatto, un’anticamera del Vaticano per posizione – sorsero ospedali e scholae (ospizi nazionali) per chi arrivava da ogni parte d’Europa. Da qui il nome di Burg: tante piccole comunità di ogni nazione sostavano qui, prima di incamminarsi verso la Basilica.

Rione Borgo
Fonte: 123RF
Rione Borgo

Castel Sant’Angelo

Il nostro itinerario parte da qui e non potrebbe essere altrimenti: Castel Sant’Angelo è simbolo di Rione Borgo ma anche di Roma stessa e la sua imponenza lo fa torreggiare dispotico sul Tevere e sul quartiere. Fu commissionato, nel 135 d.C., da Adriano all’architetto Demetriano: l’imperatore desiderava un mausoleo funebre enorme per sé e per i familiari e così è stato, almeno finché nel 403 Onorio non lo incluse nelle Mura Aureliane, trasformandolo in una fortezza.

Nel 590 divenne poi ufficialmente Castel Sant’Angelo e stavolta il merito è tutto ecclesiastico. Papa Gregorio I organizzò infatti una processione per liberare Roma da una grave pestilenza: sul Ponte Elio vide l’arcangelo Michele che rinfoderava la spada sulla Mole Adriana. Fu preso come segno della fine dell’epidemia e così fu: da qui l’attuale nome e anche la costruzione di una Chiesa dedicata appunto all’Angelo della visione.

Da allora le trasformazioni e gli usi del Mausoleo di Adriano sono stati molteplici: prigione, tesoro della Chiesa, rifugio, tribunale, archivio. E sono anche innumerevoli i lavori subìti: potrete tuttavia conoscere tutta la storia di questo edificio unico al mondo esplorandolo. Nel 1925 è stato infatti trasformato in un museo e, di fatto, oggi è sia un monumento che un’area archeologica. Vi consigliamo di scoprire tutti i suoi segreti, ma potrebbe non bastare una visita: ad esempio, sapevate che l’ultimo atto della Tosca di Giacomo Puccini è ambientato proprio nelle prigioni di Castel Sant’Angelo e la protagonista si toglie la vita lanciandosi dai suoi spalti?

Castel Sant'Angelo a Roma
Fonte: 123RF
Castel Sant’Angelo

Ponte Sant’Angelo

Ora che avete visitato Castel Sant’Angelo potete soffermarvi ad ammirare Ponte Sant’Angelo, considerato uno dei più belli di Roma. La sua storia è strettamente connessa al Mausoleo, perché fu l’imperatore Adriano a ordinarne la costruzione insieme alla sua tomba per collegarla alla riva sinistra del Tevere. È dunque opera dell’architetto Demetriano ed è noto – per questo – anche come pons Hadriani (ponte di Adriano) o pons Aelius (ponte Elio, sempre dal nome dell’imperatore).

Le due statue all’inizio del ponte rappresentano San Pietro e San Paolo e furono commissionate nel 1535 da papa Clemente VII: gli autori sono Lorenzetto (San Pietro) e Paolo Romano (San Paolo). Le altre statue presenti furono invece commissionate da Papa Clemente IX nel 1667 e realizzate dagli allievi di Gian Lorenzo Bernini (che scolpì personalmente i due angeli con il cartiglio di INRI, mai posti sul ponte in realtà perché troppo belli). Soffermatevi a guardare le statue degli angeli sul Ponte: sono a coppie e raccontano la storia della flagellazione di Gesù.

Ponte Sant'Angelo
Fonte: 123RF
Ponte Sant’Angelo

Il passetto di Borgo

La visita a Castel Sant’Angelo non può prescindere da Passetto di Borgo, riaperto proprio in occasione del Giubileo e visitabile su prenotazione. È un tratto sopraelevato delle Mura Vaticane e collega Castel Sant’Angelo al Vaticano (più precisamente, al Palazzo Apostolico Vaticano). Il suo scopo era proprio quello di offrire ai Papi una via di fuga in caso di attacchi, permettendo loro di rifugiarsi a Castel Sant’Angelo. Rispetto a quanto avete visto finora, l’origine del Passetto è relativamente recente: fu fatto costruire da papa Niccolò III nel 1277 e fu effettivamente usato nel 1494 da Papa Alessandro VI quando Carlo VIII di Francia invase Roma.

Passetto di Borgo
Fonte: Luigi di Stano
Passetto di Borgo

Santo Spirito in Sassia

Ora potete finalmente esplorare il Borgo vero e proprio. Spostatevi a piedi verso il Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, risalente al 727 d.C. Romani e papi, in questo caso, c’entrano il giusto: il Complesso fu infatti costruito dai sassoni che – nel Burg – istituirono la Schola Saxonum. Si trattava di una sorta di centro d’accoglienza che forniva ospitalità ai sassoni giunti a Roma per visitare la tomba di San Pietro.

Prima della Schola Saxonum, in quest’area sorgevano gli Horti di Agrippina Maior e successivamente – intorno al 1100 – l’edificio divenne un ospedale. È tuttora l’ospedale più antico d’Europa ed è visitabile su prenotazione: è adiacente, in realtà, al più moderno Ospedale di Santo Spirito, che ne prosegue l’opera. Al suo interno potrete ammirare la fontana del XVII secolo, l’antica Spezieria, affreschi, il Museo di Storia dell’Arte Sanitaria e la Ruota degli Esposti, che si trova su una facciata laterale e fu voluta da Innocenzo III per permettere ai neonati non desiderati di essere accolti, in forma anonima, nell’Ospedale.

Santo Spirito in Sassia
Fonte: 123RF
Santo Spirito in Sassia

I palazzi rinascimentali

All’inizio del Rinascimento, con il Vaticano ormai sempre più sede della Chiesa, Borgo visse un’era di rinascita. Nobili, prelati e artisti si stabilirono dunque qui verso la fine del XVI secolo e costruirono importanti palazzi, in parte andati distrutti. Alcuni tuttavia sono ancora visibili tra le strade del quartiere: val la pena girare a piedi nel rione per ammirare le loro facciate. In Borgo Santo Spirito trovate Palazzo Alicorni e il Palazzo del Commendatore, in piazza del Sant’Uffizio trovate il palazzo omonimo, mentre Palazzo Serristori si trova in via dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Palazzo Cesi-Armellini, il Palazzo dei Convertendi, Palazzo Giraud-Torlonia, il Palazzo dei Penitenzieri e il Palazzo Rusticucci-Accoramboni sono invece tutti in via della Conciliazione.

Palazzo Giraud-Torlonia in Rione Borgo
Fonte: Turismo Roma
Palazzo Giraud-Torlonia

Via della Conciliazione e il Museo Leonardo Da Vinci Experience

Restate ora in Via della Conciliazione, una delle strade più celebri di Roma, che collega largo Giovanni XXIII a piazza Pio XII. La sua importanza deriva però dal fatto che collega idealmente la capitale d’Italia con lo Stato Vaticano. Fu progettata da Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli e costruita a partire dal 1936, dopo la demolizione della famosa Spina di Borgo e dell’effetto prospettico ideato da Gian Lorenzo Bernini. Proprio per questo, negli anni, l’iniziativa di stampo fascista è stata aspramente criticata.

Su Via della Conciliazione, se avete tempo, potete poi fermarvi al Museo Leonardo Da Vinci Experience: si tratta di un museo interattivo che presenta agli avventori tutte le opere e le invenzioni di Leonardo Da Vinci. Potete provarle e, guardando i bozzetti dell’artista, capire anche da cosa nascessero le sue intuizioni.

Via della Conciliazione
Fonte: 123RF
Via della Conciliazione

La Fontana delle Tiare e la Fontana delle Palle di Cannone

Per terminare la passeggiata nel rione Borgo (che potete comunque attraversare tranquillamente a piedi, ammirando anche botteghe e locali) vi consigliamo la visita alle due fontane di Pietro Lombardi: la Fontana delle Tiare e la Fontana delle Palle di Cannone. Nel 1926, il Comune di Roma emanò un concorso per sostituire i nasoni con nuove fontanelle artistiche: il compito andò appunto a Lombardi, che ne realizzò nove in diversi rioni della città.

La Fontana delle Tiare si trova a ridosso del Passetto ed è in travertino: è dedicata al Vaticano, ma rientra geograficamente nel nostro Borgo. Sfoggia simboli del papato e lo stemma di Rione Borgo (oltre a quello di Roma). La Fontana delle Palle di Cannone si trova in Via di Porta Castello e omaggia Castel Sant’Angelo (quindi proprio il Rione).

Fontana delle Palle di Cannone
Fonte: Turismo Roma
Fontana delle Palle di Cannone

Viaggi che migliorano l’umore, le destinazioni che stimolano la dopamina

20 janvier 2025 à 07:30

Con Blue Monday, che in italiano possiamo tradurre con “lunedì triste”, si indica un particolare giorno dell’anno che, secondo una determinata formula matematica, risulta essere il più malinconico in assoluto per gli abitanti dell’emisfero nord. Nel 2025 il Blue Monday ricade il 20 gennaio e, per cercare di alleviare gli eventuali malesseri che possono viversi durante la giornata, abbiamo deciso di illustrarvi uno studio che svela quali sono le destinazioni portuali più gettonate del mondo e che stimolano la dopamina, un neurotrasmettitore chiave per la regolazione dell’umore, la motivazione ed il piacere.

Lo studio che svela le mete del mondo che stimolano la dopamina

Partendo dal presupposto che la produzione di dopamina può essere influenzata positivamente da più fattori, tra cui l’esposizione al sole, buon cibo, attività fisica, aria pulita ed il contatto con la natura, l’azienda australiana Scenic ha stilato la classifica delle città portuali più amate dai turisti e che sembrerebbero essere realmente in grado di migliorare il nostro stato mentale e l’umore.

Lo studio è stato effettuato in collaborazione con Gurpreet Kaur, psicologa clinica abilitata con un dottorato in Psicologia Clinica conseguito presso l’University College di Londra. La classifica, composta da 20 destinazioni, si basa su un’analisi approfondita di 5 fattori che contribuiscono, scientificamente, al rilascio di dopamina, e ai quali corrisponde uno specifico valore:

  • Luce del sole: l’esposizione ai raggi della stella madre del sistema solare favorisce il bilanciamento ormonale grazie alla vitamina D, e persino una maggiore connessione con la natura. Sono stati considerati i dati meteorologici del 2023 per ogni destinazione analizzata;
  • Cucina: l’alimentazione in questo caso ha una doppia funzione, ovvero il nutrimento e il piacere, poiché sia i sapori che i nutrienti regolano la dopamina. È stata presa in considerazione la valutazione media delle recensioni di Google, al fine di determinare la piacevolezza dei ristoranti locali;
  • Percorribilità: l’attività fisica, compreso il camminare, riduce il cortisolo (conosciuto anche come l’ormone dello stress) favorendo il rilascio di dopamina. È stata misurata attraverso fattori specifici come la distanza media percorribile a piedi dal porto alle diverse attrazioni turistiche popolari, tenendo conto anche dei cambiamenti di altitudine;
  • Qualità dell’aria: l’aria pulita migliora la funzione cerebrale, e quindi anche la produzione di dopamina. Lo studio si è concentrato in particolare sui livelli di PM2,5, in quanto i livelli inferiori contribuiscono a una migliore salute respiratoria e a un’esperienza all’aria aperta più piacevole;
  • Spazi verdi: immergersi nella natura aumenta la produzione di questo neurotrasmettitore e persino della serotonina, ovvero il cosiddetto ormone della felicità. Il risultato è un duplice effetto, sia calmante che rigenerante. La qualità degli spazi verdi è stata valutata in base alle recensioni dei visitatori passati, che hanno fornito informazioni su quanto fossero piacevoli.
Lisbona, Portogallo
Fonte: iStock
Lisbona, tra le mete che stimolano la dopamina

Le 5 destinazioni che migliorano l’umore

Come accennato, le destinazioni emerse da questo studio sono in totale 20, ma di particolare interesse sono le mete che ricoprono le prime 5 posizioni della classifica.

Al quinto posto troviamo Lisbona, colorata Capitale del Portogallo, che vanta ben 2.806 ore di sole all’anno, una soddisfacente qualità dell’aria, ben 68 spazi verdi su un totale di 100, una valutazione media dei ristoranti di 4,6 su 5 e un punteggio di percorribilità di 64 su 100. La città lusitana ottiene quindi un punteggio di 91 su 100, conquistando un meritatissimo quinto posto in classifica.

La quarta posizione è invece della pittoresca New Orleans, negli Stati Uniti, grazie a ben 2.649 ore di sole all’anno, una buona qualità dell’aria, 78 spazi verdi su 100, un punteggio di 4,5 su 5 in relazione ai suoi ristoranti e una percorribilità che si attesta su un valore di 65 su 100. Il punteggio totale raggiunto dalla maggiore città della Louisiana è di 93 su 100, valore che la inserisce al quarto posto di questa classifica.

New Orleans, Louisiana
Fonte: iStock
La Cattedrale di Saint Louis a New Orleans

La medaglia di bronzo va invece a Tallinn, magnifica Capitale dell’Estonia, affacciata sul Mar Baltico. Oltre ad essere una delle città medievali meglio conservate d’Europa, al punto che il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, vanta anche 1.923 ore di sole all’anno. Ma non è tutto, poiché Tallin offre anche una qualità dell’aria soddisfacente, 77 spazi verdi su un massimo di 100, un punteggio di 4,6 su 5 per la valutazione media dei ristoranti e un punteggio di percorribilità di 78 su 100. Non a caso, la Capitale estone ottiene un punteggio totale di 95 su 100, che le vale il terzo posto.

Il secondo gradino del podio è invece occupato da Amsterdam, bellissima Capitale dei Paesi Bassi. Una posizione che, nei fatti, non sorprende molto: secondo alcune stime, qui il numero degli alberi sembrerebbe persino superare quello degli abitanti (non a caso, in fatto di spazi verdi ottiene un punteggio di 84 su 100). In più, la città offre un totale di 1.662 ore di sole all’anno accompagnate da una qualità dell’aria buona (anche se in alcune giornate viene definita accettabile). La valutazione media dei ristoranti ottiene invece un punteggio di 4,6 su 5, mentre la percorribilità un ottimo 85 su 100. Il punteggio finale è di ben 98 su 100, che le vale la medaglia d’argento.

Amsterdam, Paesi Bassi
Fonte: iStock
Un bellissimo angolo di Amsterdam

Stando allo studio effettuato da Scenic, la destinazione portuale che migliora più di tutte il nostro umore è Spalato, affascinante città croata che si sviluppa sulla bellissima costa della Dalmazia. Le ore di sole qui sono ben 2.631 all’anno e la qualità dell’aria va da buona ad accettabile. Gli spazi verdi ottengono un punteggio di 59 su 100, mentre i ristoranti un 4,7 su 5. Non è da meno il punteggio di percorribilità, ovvero un ottimo 97 su 100. La città croata, inoltre, vanta la possibilità di poter fare molti tour a piedi per visitare tutte le sue meraviglie, al punto da ottenere un punteggio finale di 100 su 100.

La classifica completa

Se qualcuno di voi si sta domanda se nelle 20 città di porto selezionate ci sia anche una città italiana, la risposta è… purtroppo no. L’unica città portuale italiana a meritare una menzione (ma non un posto nella classifica totale e finale) è Genova e nella percorribilità, con un valore di 91 su 100.

La classifica completa è infatti:

  1. Spalato: 100/100;
  2. Amsterdam: 98/100;
  3. Tallin: 95/100;
  4. New Orleans: 93/100;
  5. Lisbona: 91/100;
  6. Cadice: 88/100;
  7. Malaga: 86/100;
  8. Liverpool: 84/100;
  9. Vancouver: 81/100;
  10. Oslo: 79/100;
  11. New York: 77/100;
  12. Boston: 74/100;
  13. Valencia: 72/100;
  14. Singapore: 70/100;
  15. Bergen: 67/100;
  16. Seattle: 65/100;
  17. Quebec: 63/100;
  18. Palma di Maiorca: 60/100;
  19. Buenos Aires: 58/100;
  20. Santa Cruz de Tenerife: 56/100.
Tallinn, Estona
Vista aerea del centro storico di Tallinn

L’Abetone è la meta sciistica più amata d’Italia: perché

19 janvier 2025 à 13:25

L’Abetone, storica località sciistica sull’Appennino pistoiese, sta vivendo una rinascita che la pone al centro dell’attenzione nel panorama del turismo montano italiano. Non soltanto gli appassionati, ma anche vip, influencer e giovani l’hanno eletto come la mecca delle vacanze invernali.

Il rilancio in grande stile è iniziato con la visita di Anya Taylor-Joy, celebre protagonista della serie “La Regina degli Scacchi”. I suoi post e selfie condivisi con oltre 12 milioni di follower su Instagram hanno portato l’Abetone sotto i riflettori di tutto il mondo. Ma non è stata l’unica: altri nomi di spicco come Claudio Amendola e Valerio Merola hanno scelto di trascorrere proprio qui momenti di relax.

A rendere ancora più vivace l’atmosfera è stata poi la clip ironica della comica Chiara Profeti, diventata virale grazie alla sua corsa con il bob sulle piste, un’iniziativa che ha sottolineato il carattere accogliente e informale della stazione sciistica toscana che nulla ha da invidiare a Courmayeur.

La presenza di personaggi famosi, unita al crescente interesse da parte delle nuove generazioni, ridisegna quindi il posizionamento dell’Abetone come destinazione giovane e dinamica.

L’Abetone: tra tradizione e modernità

A 1.388 metri di altitudine, il Passo dell’Abetone è il cuore pulsante di una delle stazioni sciistiche più rinomate dell’Appennino Tosco-Emiliano. Con circa 50 chilometri di piste e un’offerta variegata che include campi scuola, snow park e percorsi per principianti, sa andare incontro alle esigenze dei sciatori di ogni livello.

Le moderne infrastrutture, come la cabinovia “Ovovia” a otto posti, garantiscono un accesso rapido e confortevole alle piste, mentre il comprensorio del Monte Gomito dona un’esperienza sciistica di assoluta qualità, sia per gli amanti dello sci alpino che nordico. La sua particolarità sta inoltre nella combinazione tra il fascino tradizionale delle montagne toscane e l’attenzione a un pubblico sempre più diversificato, che include non solo sportivi, ma anche famiglie e giovani alla ricerca di esperienze introvabili altrove.

Uno dei principali punti di forza dell’Abetone è altresì rappresentato dai prezzi competitivi rispetto a località più blasonate come le Dolomiti, il che lo rende una meta ideale per le settimane bianche.

Non dimentichiamo, infine, la sua posizione strategica, facilmente raggiungibile dalle principali città della Toscana e dell’Emilia-Romagna: tale aspetto, unito alla possibilità di trascorrere la vacanza in un contesto meno affollato, attrae sempre più turisti sia italiani che internazionali.

Un punto di riferimento per tutte le stagioni

Non soltanto inverno: l’Abetone offre un’ampia gamma di attività durante tutto l’anno. In estate, il passo si trasforma in un paradiso per gli appassionati di trekking, mountain bike e passeggiate nella natura. Le temperature fresche e l’aria pura delle alture rappresentano un rifugio ideale per sfuggire al caldo della pianura.

Il piccolo centro abitato vanta un’atmosfera accogliente e regala momenti memorabili, grazie alla qualità delle strutture e alla bellezza del paesaggio tutt’intorno.

La sfida per il futuro

Il successo dell’Abetone dimostra come un posizionamento strategico, rafforzato da una comunicazione efficace e dall’adattamento alle tendenze, possa rilanciare al meglio una destinazione turistica. Tuttavia, il futuro dipenderà dalla capacità delle istituzioni e degli stakeholder di continuare a investire nel miglioramento delle infrastrutture, nella promozione del territorio e nella valorizzazione delle sue peculiarità.

Come sottolineato da Confcommercio, la sfida è quella di consolidare l’attrattività dell’Abetone per i giovani, mantenendo al contempo viva la sua identità storica. Solo così la località sciistica potrà continuare a essere un punto di riferimento nel panorama turistico d’Italia.

Oman: le tappe imperdibili di un viaggio che toglie il fiato

19 janvier 2025 à 11:18

L’Oman non è solo una destinazione o un punto d’arrivo, è un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, un percorso da vivere per scoprire di più di questa terra e ritrovare sé stessi. È un Paese dove la natura è una cantastorie che racconta di epoche lontane e di tradizioni antiche che, ancora oggi, vivono nei gesti quotidiani del suo popolo. Tra le ombre delle sue montagne e le ampie distese desertiche, si nascondono piccoli tesori che tolgono il fiato anche ai viaggiatori più navigati: i mercati colorati, le fortezze scolpite e i paesaggi dalla bellezza senza tempo sapranno incantarti e rubare un pezzettino del tuo cuore. L’Oman è un Paese dall’eleganza discreta e dal fascino seducente che gode di un carattere autentico, libero dalle contaminazioni del turismo di massa. Oggi te lo vogliamo raccontare e portarti con noi alla scoperta delle sue meraviglie. Ecco cosa vedere in Oman.

Cosa vedere in Oman: le meraviglie naturali

In Oman la natura fa da protagonista e prende forme varie e magnifiche. Dal deserto con dune baciate dal sole che ricorda un mare calmo e dorato, alle montagne che racchiudono millenni di storia. Ogni paesaggio è un invito a riflettere su come noi esseri umani siamo piccole formiche in un mondo di assoluta meraviglia. Abbiamo deciso di partire dalle bellezze naturali che contraddistinguono questa perla, per aiutarti a preparare il tuo itinerario e permetterti di arricchire la tua esperienza di viaggio con luoghi e paesaggi che riempiranno i tuoi occhi e il tuo cuore d’incanto. Ecco, quindi, la nostra personale lista di tappe naturali da non perdere se stai pianificando un viaggio in questa terra meravigliosa.

Il Deserto di Wahiba Sands

Immagina un deserto come quello che sognavi da bambino: dune alte e dorate che si susseguono in un dolce saliscendi per chilometri e chilometri, notti buie e stellate e un paesaggio davvero surreale. In Oman non serve sognare, perché il deserto di Wahiba Sands è esattamente come te lo immagini. Oltre 12.000 chilometri quadrati di dune dal colore cangiante con il passare delle ore. Questo deserto, dalla bellezza sublime, non è solo un luogo da vedere ma è un luogo da vivere così a fondo da interiorizzarlo e farlo diventare una parte di noi. Qui, tra le sue dune, puoi tuffarti nella cultura beduina e lasciarti coccolare dall’ospitalità avvolgente delle famiglie che ancora oggi vivono in quest’area e seguono uno stile di vita tradizionale. Per vivere un’esperienza di viaggio completa ti consigliamo di provare una delle seguenti attività:

  • Fare sandboarding e surfare tra le une di questa meraviglia naturale;
  • esplorare il deserto sul dorso di un cammello;
  • oppure farlo a bordo di un’avventurosa 4×4;
  • trascorrere una notte nel deserto e dormire sotto un manto stellato come non lo hai mai visto.

Le “Wadi”: oasi del deserto

A interrompere la distesa desertica ci sono le “wadi”, uno degli elementi naturali più affascinanti del paesaggio omanita. Si tratta di letti di fiumi spesso asciutti – e quindi percorribili – durante la stagione secca ma che si rigonfiano d’acqua durante la stagione delle piogge. In molti casi, nascoste tra le rocce e nei piccoli canyon, si trovano delle sorgenti perenni che danno vita a piscine naturali dalle acque limpide e cristalline nutrendo una rigogliosa vegetazione. Proprio per questa loro caratteristica, i wadi diventano luoghi d’incontro e ristoro nonché l’habitat naturale di una vasta biodiversità. Le tre oasi più belle da vedere sono Wadi Bani Khalid, Wadi Al Arbeen e Wadi Tiwi.

Jebel Akhdar e Jebel Shams

Dal deserto di Wahiba ci spostiamo verso le zone montuose di questo splendido Paese, alla scoperta di due delle sue vette più belle: Jebel Akhdar e Jebel Shams.

  • Jebel Akhdar: una delle vette più maestose dell’Hajar, la catena montuosa omanita celebre per la fitta vegetazione che raramente si vede in questa zona del mondo. Grazie a questa sua peculiarità, in questa montagna vengono coltivate piante da frutto e aromatiche restituendo un paesaggio florido e rigoglioso, in contrasto con il carattere arido del deserto. Gli amanti del trekking, qui, trovano un vero e proprio paradiso che culmina nell’escursione alle gole di Saiq Plateau, che si trovano in cima a questa montagna e che offrono viste spettacolari e un percorso caratterizzato da piccoli villaggi tradizionali da esplorare.
  • Jebel Shams: più lontano dal Jebel Akhdar si trova Jebel Shams, conosciuto anche come “Il Grande Canyon d’Arabia” per via delle profonde conformazioni geologiche che lo caratterizzano. Toccando i 3.000 metri sopra il livello del mare, questa montagna vince il primato di più alta dell’Oman. Nonostante la breve distanza dalla sua cugina verde e rigogliosa, il Jebel Shams regala un paesaggio completamente diverso, con uno scenario imponente e aspro dato dalle maestose pareti rocciose che dominano la valle. Il trekking lungo i sentieri dell’Oman Grand Canyon sono uno dei punti d’interesse più bramati dagli amanti delle attività outdoor e delle camminate in montagna.

Isole Daymaniyat

Nove isole situate sulla costa settentrionale dell’Oman con una biodiversità marina così ampia da essersi guadagnate il titolo di riserva naturale protetta. È possibile partecipare ad escursioni in barca per immergersi nelle acque di questo splendido arcipelago e lasciarsi stupire dalle barriere coralline incontaminate e abitate da una moltitudine di specie marine. È possibile raggiungere l’arcipelago solo in barca e, in alcuni casi, è anche possibile campeggiare su alcune isole per un’esperienza unica sotto le stelle.

Ras Al Jinz: la riserva naturale di tartarughe

La riserva di Ras Al Jinz in Oman
Fonte: i Stock
Una splendida giornata alla riserva di tartarughe Ras Al Jinz in Oman

Sempre restando sulla costa est dell’Oman, un’altra bellezza naturale da vedere assolutamente è Ras Al Jinz, un santuario per le tartarughe marine nonché uno dei luoghi più importanti per la conservazione della specie. Visitando questa riserva assisterai a uno spettacolo incredibile, dalla risalita delle tartarughe adulte per la deposizione delle uova, alla loro schiusa. La riserva Ras Al Jinz si può visitare solo accompagnati da guide esperte per tutelare la specie ed evitare di contaminare questo luogo così importante per la biodiversità marina.

Al Hoota Cave

Al Hoota Cave, come suggerisce il nome, è una splendida grotta tra le più spettacolari della penisola arabica. Capolavoro naturale, si estende per circa 4,5 chilometri ed è punteggiata da splendide stalattiti e stalagmiti. All’interno della cava si trova anche un lago abitato da pesci ciechi che testimoniano la capacità della natura di adattarsi anche agli ambienti più ostili. Consigliamo la visita guidata attraverso i sentieri perfettamente illuminati.

Le città da non perdere in Oman

Nel raccontarti cosa vedere in Oman, non potevamo di certo omettere le sue città più affascinanti, da visitare una a una per immergersi nella cultura omanita. Ecco quali città visitare in questo splendido Paese dalle mille sfaccettature.

Muscat

Architettura della Grande Moschea del sultano Qaboos in Oman
Fonte: iStock
La maestosa Moschea del Sultano Qaboos a Muscat, in Oman

Non possiamo non partire dalla capitale dell’Oman: Muscat. Un equilibrio perfetto tra antico e moderno, tra passato e futuro. Impossibile dedicare un solo paragrafo a questa splendida città ma, dovendo limitarci a elencare i “Best Of”, sicuramente al primo posto inseriamo la Moschea del Sultano Qaboos, capolavoro architettonico e luogo simbolo della capitale omanita. A seguire, non puoi assolutamente perderti il Mutrah Souq, il mercato tradizionale dove scoprire spezie, tessuti, gioielli e vivere la vera cultura omanita in uno dei suoi luoghi più emblematici. Anche il palazzo Al Alam, la Royal Opera House e i suoi splendidi musei sono tappe imperdibili per questo splendido viaggio.

Nizwa

Dopo aver visto l’attuale capitale dell’Oman, un passaggio in quella vecchia è d’obbligo. Nizwa ti avvolgerà in un abbraccio e ti racconterà la storia dell’Oman attraverso i suoi luoghi più emblematici. Partendo dal maestoso Forte di Nizwa e passando per il suo celebre Souq fino ad arrivare ai villaggi tradizionali e ai paesaggi montani come lo splendido Jebel Akhdar di cui ti abbiamo parlato poco fa.

Sur

Dopo Muscat e Nwiza ci spostiamo a Sur, affascinante città costiera di tradizione marinara che si affaccia sull’Oceano Indiano, famosa per i suoi cantieri navali che, ancora oggi, danno vita alle dhow, imbarcazioni tradizionali omanite e icona del commercio marittimo. Qui, potrai ammirare splendidi tramonti salendo sul faro di Al Ayjah, visitare la riserva di tartarughe di Ras Al Jinz di cui ti abbiamo raccontato le caratteristiche prima, e lasciarti stupire dalle meraviglie naturali come il Wadi Tiwi e il Sinkhole di Bimmah. Infine puoi goderti l’atmosfera tranquilla della città; meno gettonata della capitale e, quindi, più lontana da turismo di massa.

Salalah

Tra le città da vedere in Oman, c’è sicuramente Salalah: perla naturalistica con paesaggi verdi e lussureggianti, spiagge incontaminate come Al Mughsail con i suoi affascinanti geyser tra le rocce, il Wadi Darbat e tante altre piccole gemme nascoste. Ma Salalah non è solo natura, è anche storia e cultura. Questa città, infatti, è anche il cuore della via dell’incenso e sede di siti importanti come il sito archeologico di Al-Baleed e la Tomba del profeta Job.

Altre tappe in Oman da visitare assolutamente

Dopo le bellezze naturali e le città, è arrivato il momento di scoprire altre piccole grandi meraviglie da vedere assolutamente in Oman. Dalle maestose strutture difensive ai piccoli villaggi tradizionali passando per la Via dell’Incenso, te le raccontiamo tutte qui.

Castelli e Forti

Una menzione speciale va ad alcune meravigliose strutture difensive che punteggiano l’Oman. Tra queste, quelle che meritano una visita sono:

  • Il Forte di Bahla: patrimonio dell’UNESCO, è un’affascinante struttura con mura lunghe 13 chilometri costruite in gran parte con mattoni e fango. Risale al XII-XV secolo e visitandolo si può percepire l’enorme competenza ingegneristica dell’epoca.
  • Il Castello di Jabreen: Il castello di Jabreen è un esempio raffinato di architettura omanita, concepito come residenza e centro culturale e commissionato dall’imam Bil’arab bin Sultan. Il castello, famoso per le sue decorazioni interne che riflettono il gusto del committente e dell’epoca fa luce sulla cultura omanita e sulla storia di questo Paese intrigante.

Villaggi tradizionali

Tipico villaggio tradizionale omanita
Fonte: iStock
Uno dei suggestivi villaggi tradizionali in Oman

Visitare l’Oman senza visitare i suoi villaggi tradizionali è un po’ come visitare Parigi senza passare per Montmartre. Questi piccoli centri abitativi offrono uno sguardo profondo sulla vita rurale e su tutte quelle antiche tradizioni che, ancora oggi, influenzano l’anima di questo Paese. I villaggi sono tanti e si trovano sia tra le montagne sia nelle oasi e nei deserti ma i più suggestivi sono:

  • Misfat Al Abriyeen è un piccolo villaggio arroccato sulle pendici della catena montuosa Hajar e famoso per i suoi vicoli tortuosi, le terrazze coltivate e i bellissimi scorci. Una passeggiata qui, e sarà come fare un tuffo in un tempo passato.
  • Al Hamra è uno dei villaggi più antichi dell’Oman nonché una testimonianza tangibile delle tradizioni architettoniche omanite. Le case di questo villaggio, di oltre 400 anni fa, sono costruite con i materiali locali come fango, terra e paglia. Qui il tempo sembra essersi fermato in a un epoca lontana.
  • Birkat Al Mouz si trova a pochi chilometri da Al Hamra e consiste in un’oasi ricca di giardini verdi e rigogliosi e di piantagioni di banani che danno un tocco di fascino esotico al villaggio. Qui potrai ammirare il sistema di irrigazione falaj, un metodo antichissimo che consiste nell’inacanalare l’acqua dalle montagne per portarla ai villaggi e alle piantagioni. Questo sistema è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Via dell’incenso

Un nome tanto affascinante quanto la sua storia. La Via dell’Incenso è una delle più importanti rotte commerciali antiche. Veniva utilizzata per trasportare l’incenso omanita, famoso in tutto il mondo per la sua qualità senza eguali: la resina che fungeva da materia prima per questo prodotto, infatti, cresceva esclusivamente in quest’area del mondo. Questo particolare incenso, veniva utilizzato in cerimonie religiose dalle più illustri figure di Roma, Persia, India ed Egitto. Per poter commerciare l’incenso, dunque, venne aperta questa via che partiva dalle terre del Dhofar e attraversava il deserto fino alla sua destinazione: i porti del mediterraneo.

Racchiudere cosa vedere in Oman in un articolo è un’impresa quasi impossibile vista l’enorme varietà di bellezze naturali, città e luoghi d’interesse che ha da offrire. Tuttavia, siamo riusciti a raccogliere in questa guida le cose più belle da vedere per darti un assaggio dell’incredibile esperienza che potrai vivere scegliendo di visitare questa terra intrisa di fascino.

Compagnie aeree più sicure 2025: la classifica completa

19 janvier 2025 à 10:25

AirlineRatings.com, il sito leader mondiale per la sicurezza aerea e la valutazione dei prodotti, ha pubblicato la classifica delle compagnie aeree più sicure per il 2025.

Dopo aver monitorato 385 vettori internazionali, il portale ha individuato le 25 migliori compagnie a servizio completo e le 25 low-cost, graduatorie che rappresentano un importante strumento per i viaggiatori alla ricerca di affidabilità e qualità nel trasporto aereo.

Le 25 compagnie aeree full-service più sicure del 2025

In cima alla classifica delle compagnie a servizio completo troviamo Air New Zealand, seguita da Qantas e da un terzetto ex aequo composto da Cathay Pacific, Qatar Airways ed Emirates. A seguire, altre icone dell’aviazione come Virgin Australia, Etihad Airways, ANA ed EVA Air.

Un’attenzione particolare merita la scalata di Korean Air nella Top 10, mentre due nuove entrate, Iberia e Vietnam Airlines, hanno debuttato tra le prime 25.

D’altro canto, l’assenza di Singapore Airlines e KLM ha suscitato dibattiti attribuibili, secondo la CEO Sharon Petersen, a incidenti recenti che hanno penalizzato la loro performance nonostante rimangano vettori di eccellenza.

Nel dettaglio, eccole:

  1. Air New Zealand
  2. Qantas
  3. Cathay Pacific; Qatar Airways; Emirates
  4. Virgin Australia
  5. Etihad Airways
  6. ANA
  7. EVA Air
  8. Korean Air
  9. Alaska Airlines
  10. Turkish Airlines (THY)
  11. TAP Portugal
  12. Hawaiian Airlines
  13. American Airlines
  14. SAS
  15. British Airways
  16. Iberia
  17. Finnair
  18. Lufthansa/Swiss
  19. JAL
  20. Air Canada
  21. Delta Airlines
  22. Vietnam Airlines
  23. United Airlines

Le 25 compagnie aeree low-cost più sicure del 2025

Nel settore low-cost, il primo posto spetta a Hong Kong Express, riconosciuta per il suo record impeccabile e l’assenza di gravi incidenti. Altri nomi di spicco includono Jetstar Group, Ryanair, easyJet e Frontier Airlines.

Le new entry Zipair, Jet2 e Air Baltic segnano un cambiamento significativo rispetto all’anno precedente, mentre l’esclusione di Spirit Airlines riflette le difficoltà finanziarie del vettore, che ha dichiarato bancarotta a novembre 2024.

Nel dettaglio, eccole:

  1. Hong Kong Express
  2. Jetstar Group
  3. Ryanair
  4. easyJet
  5. Frontier Airlines
  6. AirAsia
  7. WizzAir
  8. VietJet Air
  9. Southwest Airlines
  10. Volaris
  11. flydubai
  12. Norwegian
  13. Vueling
  14. Jet2
  15. Sun Country Airlines
  16. WestJet
  17. JetBlue Airways
  18. Air Arabia
  19. IndiGo
  20. Eurowings
  21. Allegiant Air
  22. Cebu Pacific
  23. ZipAir
  24. SKY Airline
  25. Air Baltic

I criteri di valutazione: sicurezza prima di tutto

Le classifiche si basano su un’attenta analisi che considera molteplici fattori:

  • Incidenti gravi negli ultimi due anni;
  • Età e dimensioni della flotta;
  • Tasso di incidenti e numero di fatalità;
  • Redditività e stabilità finanziaria;
  • Certificazione IOSA e superamento degli audit nazionali ICAO;
  • Addestramento e abilità dei piloti.

Un altro aspetto chiave riguarda il modo in cui vengono gestiti gli incidenti. Ad esempio, il volo JAL 516 ha dimostrato come una formazione rigorosa e il rispetto delle procedure possano evitare tragedie e ha migliorato la reputazione della compagnia nonostante l’evento.

Incidenti e sicurezza: cosa insegna il passato

Il settore dell’aviazione non è esente da rischi, ma molti problemi derivano da difetti di produzione piuttosto che da errori operativi. Il caso del volo Alaska Airlines 1282, che ha subito una rapida depressurizzazione della cabina a causa di un difetto di fabbricazione, evidenzia l’importanza di processi di controllo qualità rigorosi da parte dei produttori di aeromobili.

Volare è sicuro?

Secondo uno studio, tra il 2018 e il 2022 il rischio di morte per volo era di 1 su 13,7 milioni, una cifra di gran lunga più bassa rispetto agli incidenti stradali, che nel 2023 hanno causato oltre 1,19 milioni di vittime.

Nonostante ciò, il numero di vittime del trasporto aereo nel 2024 è aumentato e ciò accende una spia sulla necessità di monitorare in modo costante gli standard di sicurezza.

Dal canto suo, AirlineRatings, in collaborazione con Skyscanner, ha lanciato una piattaforma innovativa online che permette ai passeggeri di confrontare i voli non soltanto per prezzo e durata, ma anche per sicurezza, un supporto essenziale per chi desidera volare con serenità.

Le 4 migliori destinazioni di montagna in Italia

18 janvier 2025 à 04:39

L’Italia è un Paese unico. Dal punto di vista geografico il territorio propone una grandissima varietà geografica. Si sa, è possibile trovare tutto: spiagge bellissime, città dalla storia e dal patrimonio culturale unico ed invidiato in tutto il mondo e montagne e vette mozzafiato. Si tratta di paesaggi così unici ed impareggiabili in grado di attirare visitatori e turisti internazionali, provenienti da ogni parte del mondo.

Secondo la classifica stilata da JFC, azienda italiana leader nel settore del turismo, come consulente turistica e specializzata nel marketing territoriale, qui di seguito, per gli amanti della montagna, si stila una lista di località che, tra le Alpi e gli affascinanti Appennini, rappresentano le migliori destinazioni dove andare in montagna. Ecco un approfondimento su cosa fare in inverno, in estate e quali attività, sia per grandi che per bambini, si consiglia di non perdere.

1. Cortina d’Ampezzo (Veneto)

Secondo questa classifica, il primo posto tra le migliori destinazioni dove andare in montagna in Italia si trova Cortina d’Ampezzo. Località montana regina del Veneto, capace di affascinare i propri visitatori durante tutto l’anno, sia che si decida di visitare la cittadina in inverno, che in estate.

Cosa fare in inverno a Cortina

Cortina d’Ampezzo è una delle mete sicuramente più iconiche delle Dolomiti, tanto che viene riconosciuta dai più come la “Regina delle Dolomiti“. Qui si trovano oltre 120 chilometri di piste da sci perfettamente curate e adatte a sciatori e snowboarder di tutti i livelli, dal principiante al più esperto. Inoltre, gli amanti dello sci di fondo possono trovare qui dei tracciati stupendi, percorrendo i quali è possibile scoprire scenari naturali unici. Allo stesso tempo sono presenti diversi sentieri dove svolgere escursioni con le ciaspole, per chi, invece, vuole un’attività ancora più a contatto con la natura.

Cosa fare in estate a Cortina

Come d’inverno, anche durante la stagione estiva Cortina è un paradiso per gli amanti della montagna. Qui escursioni e amanti della mountain bike possono visitare il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, all’interno del quale sono presenti diversi sentieri che attraversano paesaggi naturali da lasciare a bocca aperta. Tra gli altri sport, è possibile praticare arrampicata, ferrate e parapendio, oltre che, per gli amanti dello shopping, passeggiare per le vie del centro storico tra negozi e boutique di lusso.

Trekking ed escursioni a Cortina d’Ampezzo

Tra i percorsi più famosi presenti in zona si trova il trekking delle Tre Cime di Lavaredo: un’escursione imperdibile. Da Cortina è possibile partire per diversi trekking ed escursioni, che possono portare i camminatori alla scoperta di luoghi davvero spettacolari. Fra questi si consiglia di non perdere il Lago di Sorapiss, considerato da molti anche come il più bello di tutte le Dolomiti.

Attività per bambini

Non si annoieranno neppure i bambini che in famiglia visiteranno la Regina delle Dolomiti. Qui, d’inverno, è possibile far praticare ai più piccoli divertenti discese in slittino e sci, oppure d’estate passare giornate all’insegna del divertimento nei diversi parchi giochi in quota o nei percorsi avventura. Da non perdere la possibilità di partecipare anche a laboratori creativi e gite naturalistiche, che sicuramente avvicineranno i bambini ancor di più all’affascinante mondo della montagna.

Ciaspolata con sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo, vicino Cortina d'Ampezzo, una delle migliori destinazioni in montagna d'Italia
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Ciaspolata sulle Dolomiti con le Tre Cime di Lavaredo sullo sfondo

2. Livigno (Lombardia)

Al secondo posto si colloca Livigno, quella che da molti viene considerata come il Piccolo Tibet d’Italia, data la sua posizione.

Cosa fare in inverno a Livigno

Livigno è una destinazione imperdibile per gli amanti degli sport invernali. Grazie alle sue piste che coprono un totale di oltre 115 chilometri di lunghezza, qui i praticanti di sci alpino possono percorrere fantastiche discese oppure, chi preferisce lo snowboard, può godere della presenza di un bellissimo e moderno snowpark: una destinazione adatta a tutti gli sportivi di ogni livello. Sono presenti anche diversi percorsi per chi preferisce lo sci di fondo, per chi vuole un’esperienza “naturale”.

Cosa fare in estate a Livigno

Nel periodo estivo, invece, questa località si trasforma e diventa la meta più ricercata per tutti gli appassionati di ciclismo, sia per chi utilizza mountain bike, sia per chi predilige la bici da strada, grazie alla presenza di diversi circuiti che portano gli sportivi a scoprire panorami mozzafiato. Durante l’estate, inoltre, è possibile praticare altre attività come la pesca sportiva o l’equitazione. Da non dimenticare anche la possibilità di fare shopping nel centro cittadino, dove sono presenti negozi duty-free tutto l’anno.

Trekking ed escursioni a Livigno

Gli amanti delle escursioni e dei trekking non potranno sicuramente rimanere delusi dalla natura che circonda Livigno. Ne è un esempio il trekking che porta al Lago del Monte, che è in grado di offrire una vista unica sui paesaggi circostanti. C’è anche il Parco Nazionale dello Stelvio, dove sono presenti numerosi sentieri adatti ai camminatori di tutti i livelli, compreso l’itinerario che porta a Cima Piazzi, una delle vette più iconiche della zona di Livigno.

Attività per bambini

La cittadina di Livigno è particolarmente attenta alle famiglie e ai più piccoli. D’inverno, ad esempio, le scuole di sci propongono corsi specifici proprio per bambini, mentre in estate, non si può perdere l’occasione di divertirsi tutti insieme al Larix Park, un parco avventura immerso nella natura, aperto solamente nel periodo estivo,  che offre percorsi divertenti e sicuri per tutte le età.

Lago che si trova nei pressi di Livigno, in estate, una delle migliori destinazioni in montagna d'Italia
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Lago nei pressi di Livigno

3. Courmayeur (Valle d’Aosta)

Il viaggio continua in Valle d’Aosta, questa volta in direzione della bellissima Courmayeur, che si posiziona al terzo posto di questa speciale classifica ad alta quota.

Cosa fare in inverno a Courmayeur

Courmayeur si trova ai piedi del Monte Bianco ed è da molti riconosciuta come una delle mete più esclusive per gli amanti degli sport invernali. Qui, infatti, è possibile trovare piste da sci che sono in grado di regalare panorami spettacolari sulle vallate circostanti, molto apprezzati da tutti quegli sciatori e snowboarder da tutto il mondo che decidono di visitare questa località. Per gli amanti del freeride, inoltre, è possibile scegliere tra diversi itinerari sia nella Val Veny, che nella Val Ferret.

Cosa fare in estate

Durante l’estate, la Skyway Monte Bianco, ovvero la spettacolare funivia che parte dalla cittadina di Courmayeur verso le vette del Monte Bianco, permette di raggiungere i 3.466 metri di Punta Helbronner, un punto panoramico che non ha eguali, dal quale è possibile godere di una vista incredibile sulle Alpi. La zona è anche ideale per sport all’aria aperta come il trekking, ma anche la mountain bike e le passeggiate rilassanti. Courmayeur nel periodo estivo è anche sede di numerosi eventi culturali e gastronomici, che arricchiscono per certo l’esperienza dei suoi visitatori.

Trekking ed escursioni nei dintorni di Courmayeur

Le soluzioni per godersi la natura a Courmayeur sono davvero numerose. Si tratta di un luogo dalle caratteristiche uniche, dove gli escursionisti più esperti possono affrontare il Tour du Mont Blanc, ovvero un itinerario che consente di attraversare tre Paesi diversi e implica diversi giorni. Oppure il cosiddetto anello della Val Ferret, un percorso che si consiglia a tutti coloro che vogliono scoprire la cornice naturale attorno a Courmayeur. Tra le destinazioni più apprezzate c’è anche il Rifugio Elisabetta.

Attività per bambini

Per le famiglie, durante tutto l’anno, sono presenti diverse opzioni. Ad esempio, aree gioco ad alta quota, attività all’aria aperta e laboratori creativi. Inoltre, durante l’estate, è possibile far vivere ai più piccoli emozioni uniche grazie ad alcuni percorsi immersi nella natura, con guide specializzate. In inverno, invece, sono disponibili numerose scuole di sci e piste a loro dedicate.

Vista dalla stazione della funivia di Courmayeur, una delle migliori destinazioni in montagna d'Italia
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Stazione della Skyway Monte Bianco a Courmayeur

4. Madonna di Campiglio (Trentino-Alto Adige)

Al quarto posto di questa speciale classifica delle mete di montagna migliori d’Italia si trova la famosa Madonna di Campiglio, un altro gioiello delle bellissime Dolomiti.

Cosa fare in inverno a Madonna di Campiglio

La città è incastonata tra le Dolomiti di Brenta ed è considerata un punto di riferimento importante per tutti gli amanti degli sport invernali. Gli sportivi qui possono trovare lunghissime piste da sci, per un totale di 150 chilometri di discese, che collegano anche il comprensorio sciistico di Pinzolo e quello di Folgarida-Marilleva: un luogo adatto a tutti, sia esperti che principianti. Inoltre, Madonna di Campiglio è famosa per ospitare anche la Coppa del Mondo di sci alpino.

Cosa fare in estate

Il periodo estivo fa di Madonna di Campiglio la meta ideale per gli escursionisti e per tutti coloro che vogliono godere di un clima fresco durante lunghe pedalate in mountain bike oppure godere dell’adrenalina di un’avventurosa arrampicata. Ci sono anche numerose opportunità di svago per tutti coloro, invece, che vogliono scoprire la montagna a piedi, passeggiando per luoghi ricchi di laghi alpini, cascate e sentieri panoramici. Inoltre, gli appassionati di golf possono sfidarsi in uno dei golf club più alti d’Europa.

Trekking ed escursioni da Madonna di Campiglio

Nei dintorni di Madonna di Campiglio sono numerosi i sentieri che attraversano luoghi decisamente spettacolari. Fra questi, chi ama fare trekking, non si può perdere il sentiero dell’Orso, famoso per attraversare boschi e radure e regalare scatti unici, oppure il sentiero che porta verso il lago di Ritorto, caratterizzato da un paesaggio quasi fiabesco. Per chi, invece, vuole cimentarsi in un’avventura che dura più giorni, allora percorrere il giro delle Dolomiti di Brenta può essere una nuova sfida: 96 chilometri di lunghezza per un trekking oltre i 2000 metri di altitudine.

Attività per bambini a Madonna di Campiglio

Infine, per tutti coloro che vogliono vivere una bellissima vacanza in famiglia e con i propri bambini, Madonna di Campiglio è una destinazione che si deve assolutamente prendere in considerazione. Durante l’inverno sono presenti numerose piste da sci e scuole dedicate ai più piccoli, piste da slittino e diversi parchi avventura. Mentre durante il periodo estivo lo si può dedicare ad escursioni guidate e laboratori didattici, dove poter conoscere il territorio e la natura locale.

Tramonto e sole sulle dolomiti di Brenta a Madonna di Campiglio, una delle migliori destinazioni in montagna d'Italia
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Tramonto sulle piste da sci di Madonna di Campiglio
Sono numerose le destinazioni ideali dove poter vivere una vacanza sia con la propria famiglia, che con partner e amici. Questi sono solo alcuni dei migliori luoghi da visitare in Italia, dove poter sciare o passare giornate estive all’insegna del divertimento e del relax. Non resta altro che decidere quale di queste potrà diventare la meta giusta per le prossime vacanze!

Nati ben 37 nuovi itinerari escursionistici in Liguria

Par : mgwesteast
17 janvier 2025 à 18:43

Con l’aggiunta di 37 nuovi percorsi e il miglioramento di altri due tracciati, il patrimonio escursionistico della Liguria si arricchisce di 132 chilometri, portando il totale a ben 5.588 chilometri di itinerari tracciati. Questo importante aggiornamento, il tredicesimo della ‘Carta Inventario dei Percorsi Escursionistici della Liguria’, è stato presentato dal vicepresidente della Regione Liguria con delega all’Escursionismo, Alessandro Piana, che ha dichiarato: “Potenziare e razionalizzare l’offerta turistica del nostro entroterra è una priorità. La rete escursionistica rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio”.

I nuovi percorsi, richiesti da 12 comuni della provincia di Savona e dal Parco del Beigua, portano a un totale di 1.013 itinerari ufficiali. Ogni tracciato è stato selezionato rispettando i criteri della legge regionale n. 24/2009, garantendo segnaletica adeguata, manutenzione e accesso pubblico.

Tre percorsi tra natura e storia

Tra i nuovi itinerari spiccano tre percorsi che offrono una perfetta combinazione di bellezze naturali e memorie storiche. L’Anello di Vezzi, nel Comune di Vezzi Portio, è un percorso ad anello che attraversa il territorio comunale, immergendosi nella parte più selvaggia del Golfo dell’Isola, dove borghi dal fascino autentico e l’architettura rurale ligure offrono uno spaccato della tradizione locale.

Il Giro del Monte Spinarda, nel Comune di Calizzano, esplora entrambi i fianchi del vallone della Bormida, solcato dal Rio di Valle. Il Monte Spinarda, celebre per le cronache della Campagna d’Italia del 1795 di Napoleone Bonaparte, offre panorami mozzafiato e una ricca vegetazione tipica della valle del Tanaro. Il Sentiero del Cornaro, nel Comune di Celle Ligure, include invece varianti per migliorare accessibilità e sicurezza, rendendolo adatto anche a escursionisti meno esperti.

L’inserimento dei nuovi percorsi nella Carta Inventario comporta la dichiarazione di pubblico interesse e consente ai comuni di accedere ai contributi regionali per la manutenzione e la promozione dei sentieri. “È un’opportunità concreta per incentivare il turismo responsabile e rafforzare il legame tra comunità locali e ambiente naturale”, ha sottolineato Piana.

Nuove risorse per l’Alta Via dei Monti Liguri

Tra le iniziative più significative, la Giunta regionale ha stanziato ulteriori risorse per l’Alta Via dei Monti Liguri, uno degli itinerari più iconici della regione. “Questa rete rappresenta non solo un’opportunità unica per il turismo sostenibile, ma anche un simbolo dell’identità culturale e ambientale della Liguria”, ha spiegato Piana. Per garantire la sicurezza e la fruibilità della rete escursionistica, sarà avviata una nuova procedura di selezione pubblica per individuare un’organizzazione del Terzo Settore che si occuperà del monitoraggio e della manutenzione ordinaria.

L’obiettivo è quello di promuovere un uso ecologicamente compatibile ed economicamente sostenibile dei sentieri, puntando su interventi mirati e integrati. Grazie alla collaborazione con il Terzo Settore, si potrà preservare e valorizzare questa straordinaria rete, rendendola sempre più accessibile e sicura per cittadini e turisti.

Con una varietà di paesaggi che spaziano dalle montagne alle coste, la Liguria si conferma una destinazione ideale per il turismo outdoor. Ogni sentiero racconta una storia: dalla flora e fauna che arricchiscono il Parco del Beigua, dichiarato Geoparco dall’UNESCO, agli antichi borghi arroccati lungo i crinali. I nuovi percorsi rappresentano un ulteriore invito a scoprire l’autentica bellezza dell’entroterra ligure, coniugando natura, cultura e sostenibilità.

Per la BBC le Dolomiti sono tra i posti da visitare nel 2025

Par : mgwesteast
17 janvier 2025 à 16:29

Non poteva certo mancare l’Italia nell’ultimo reportage della BBC dedicato ai 25 posti migliori in cui viaggiare nel 2025, frutto di un collage delle preferenze di un pool di giornalisti della prestigiosa società britannica. Dove a sorpresa non compaiono le solite mete blasonate, spesso loro malgrado alle prese con gli effetti negativi dell’overtourism, bensì quelle destinazioni che sperimentano il fenomeno opposto.

Luoghi che non solo accolgono i visitatori offrendo incredibili esperienze di viaggio, ma dove il turismo gioca ancora un ruolo per sostenere le comunità locali, proteggere l’ambiente o preservare il loro patrimonio culturale unico. E così, nell’anno del Giubileo, che vedrà Roma inevitabilmente affollata di pellegrini e non solo, il suggerimento della BBC è di fare una deviazione a nord, verso le aspre e spettacolari Dolomiti, sinonimo di divertimento in famiglia e vacanze di lusso in ogni stagione.

Il sistema dolomitico

Le splendide scogliere calcaree dalle cime dentellate si estendono attraverso le regioni del Veneto, del Trentino-Alto Adige/Südtirol e del Friuli-Venezia Giulia, attirando ogni anno frotte di turisti in vacanza con i loro deliziosi villaggi, un’offerta sciistica senza eguali, percorsi escursionisti d’ogni livello, un parco nazionale, otto parchi naturali e una gastronomia alpina di prima qualità.

Praticamente il sito UNESCO delle Dolomiti è uno sconfinato parco giochi, spesso trascurato dai visitatori stranieri, composto da un insieme di nove sistemi montuosi distinti, separati tra loro da profonde vallate, corsi d’acqua e altri gruppi montuosi, distribuiti su un’ampia area alpina 142.000. Pur presentando ciascuno caratteristiche uniche, i nove sistemi sono strettamente interconnessi tra loro, creando un mosaico paesaggistico di straordinaria bellezza e complessità.

Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti
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Tre Cime di Lavaredo al tramonto, Dolomiti

Cortina d’Ampezzo, la regina delle Dolomiti

L’articolo della BBC riconosce a Cortina d’Ampezzo l’indiscusso titolo di “regina delle Dolomiti”, anche in virtù del fatto che si appresta a co-ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. I preparativi, che si svolgeranno nel corso del 2025, comprendono una vasta serie di miglioramenti infrastrutturali in tutta l’area, dove l’atmosfera è pervasa dal fermento pre-olimpico.

Alta Badia e Val Gardena, le valli gioiello

Molte novità attendono quest’inverno gli appassionati di sci e sport della neve nel comprensorio Dolomiti Superski con funivie, skilift e cabinovie nuove e rinnovate in diverse località della regione, oltre a migliori collegamenti del trasporto pubblico che opera all’interno dell’area.

Gli sciatori trovano in Alta Badia un’ampia area sciistica con oltre 130 km di piste, servite da 53 impianti di risalita moderni. Il comprensorio è direttamente collegato alla Sellaronda e al carosello Dolomiti Superski, per un totale di circa 500 km di piste. Il territorio è caratterizzato da un’elevata qualità dell’innevamento e da un’ampia varietà di percorsi, adatti a sciatori di tutti i livelli.

Immersa nell’incontaminato Parco naturale Puez-Odle, anche la Val Gardena promette emozionanti esperienze in ogni momento dell’anno. Ciò che la rende unica è il panorama straordinario degli spettacolari gruppi delle Odle, del Cir, del Sella e del Sassolungo. La Val Gardena offre un’esperienza turistica completa, combinando la scoperta di un ricco patrimonio culturale, con particolare riferimento all’arte della scultura su legno, e la possibilità di praticare numerose attività all’aria aperta. La tradizione artigianale locale, radicata da secoli, coesiste armoniosamente con un’offerta turistica moderna e diversificata.

Le altre mete evidenziate dalla BBC

Oltre alle Dolomiti, l’articolo della BBC evidenzia mete sorprendenti e diversificate in tutto il mondo. Dalla riserva di capodogli a Dominica alle iconiche opere d’arte contemporanea di Naoshima, ogni destinazione ha una storia unica da raccontare. Spaziando dai ghiacciai mozzafiato della Groenlandia ai tranquilli parchi nazionali del Galles, le meraviglie naturali sono in primo piano, affiancate da attrazioni culturali come Bradford, proclamata Città della Cultura del Regno Unito, e Tucson, che celebra il 250° anniversario della sua fondazione.

Le isole come Maui, le Azzorre e Haida Gwaii offrono scenari unici e legami con la storia locale, mentre terre lontane come lo Sri Lanka, il Marocco e il Bhutan incantano con il loro patrimonio culturale e naturale. Tra le sorprese meno conosciute emergono la Costa Smeralda del Nicaragua, il Gilgit-Baltistan in Pakistan e la remota bellezza dell’Uzbekistan, mentre destinazioni come Oslo, Kansas City e Perth brillano per sostenibilità, arte e gastronomia.

Le Isole Faroe chiudono a tutti tranne che a 80 volontari: un modello unico

Par : mgwesteast
17 janvier 2025 à 10:06

Immerse nelle acque dell’Atlantico nord-orientale, a metà strada tra Islanda e Scozia, le Isole Faroe rappresentano una delle destinazioni più affascinanti e remote del pianeta, malgrado il clima freddo e ventoso. Anzi, è proprio questa combinazione di elementi naturali che dona al paesaggio un’aura drammatica e una bellezza ineguagliabile. Non sorprende, quindi, che il numero di visitatori continui a crescere anno dopo anno: nel 2022 l’arcipelago ha accolto 100.000 turisti, cifra salita a 130.000 nel 2023. Un numero impressionante se si considera che i residenti permanenti sono appena 53.000, meno del totale delle pecore che popolano le isole.

Cos’è il programma “Closed for Maintenance”

Il sito Timeout riporta che per scongiurare il rischio di sovraffollamento e il conseguente impatto negativo sull’ambiente che inevitabilmente si accompagna a un afflusso turistico in costante aumento, nel 2019 le Isole Faroe hanno lanciato il programma “Closed for Maintenance” (Chiuso per Manutenzione). Un’iniziativa unica nel suo genere, che ha reso l’arcipelago un modello per il turismo sostenibile. Di cosa si tratta? Per alcuni giorni nel corso dell’anno, le isole vengono chiuse ai visitatori, limitando l’accesso a uno sparuto gruppo di volontari, o “voluntourist”, che in cambio si impegnano a dare una mano in vari lavori di manutenzione.

Finora, oltre 600 volontari provenienti da 50 diversi Paesi hanno portato a termine 54 progetti distribuiti su 10 delle 18 isole che compongono l’arcipelago della Danimarca. Tra gli interventi realizzati figurano la creazione di un percorso accessibile alla spiaggia di sabbia nera di Tjørnuvík, la costruzione di un ponte tra Fuglafjørður e Kambsdalur, la riparazione di un antico sentiero e l’installazione di segnaletica panoramica a Vágur.

Perché chiudere le Isole Faroe per manutenzione

Il programma è nato per volontà del governo locale, preoccupato per l’eccessiva pressione causata dall’aumento dei visitatori sulle località più popolari delle isole. Da subito l’iniziativa ha riscosso grande successo ed è stata quindi riproposta anche negli anni seguenti. Oltre a vivere un’esperienza unica, i “voluntourist” possono infatti contribuire attivamente alla tutela dell’ecosistema fragile e straordinario delle meraviglie naturali e culturali dell’arcipelago.

Tra queste, le maestose scogliere di Vestmannabjørgini, rifugio di migliaia di uccelli marini, tra cui le adorabili pulcinelle di mare. L’isola di Mykines, con i suoi panorami mozzafiato e i sentieri selvaggi, meta imperdibile per gli amanti del trekking. Saksun, un pittoresco villaggio con case dal tetto di torba, dove sembra di tornare indietro nel tempo, e il celebre lago Sørvágsvatn, che regala un’illusione ottica unica: dall’angolazione giusta, le sue acque sembrano sospese sopra l’oceano.

“Siamo orgogliosi del messaggio trasmesso dal programma, che si allinea con il trend in crescita del turismo responsabile, offrendo ai viaggiatori l’opportunità di restituire qualcosa ai luoghi che visitano”, ha dichiarato a Timeout Jóhan Pauli Helgason, responsabile dello sviluppo per Visit Faroe Islands.

Il programma dell’edizione 2025

I dettagli dei lavori dell’edizione 2025, prevista tra il 1° e il 3 maggio, sono stati resi noti sul sito Visit Faroe Island: che si tratti di lavorare su un sentiero costiero o di piantare alberi per prevenire l’erosione del terreno, ogni sforzo avrà un impatto duraturo. 80 volontari sono stati selezionati per partecipare al programma tra le tante candidature giunte. Di questi, 50 sono stati scelti casualmente, mentre 30 sono stati selezionati in base alle competenze utili per i progetti previsti. A tutti è garantito comunque che ci sarà ampio spazio per immergersi nella natura incontaminata e respirare l’aria fresca dell’Atlantico.

Partecipare a “Closed for Maintenance” è semplice, ma competitivo. I requisiti includono aver compiuto 18 anni prima dell’inizio del programma, essere in grado di camminare su terreni accidentati e avere familiarità con strumenti come pale, martelli e carriole. I promotori coprono i costi di vitto e alloggio nei villaggi dove si svolgeranno i progetti, mentre i volontari devono provvedere autonomamente al costo dei voli. Tuttavia, chi viene selezionato riceve un codice promozionale per prenotare il viaggio con Atlantic Airways.

Gli Stati Uniti premiano l’Umbria e la definiscono una gemma nascosta

16 janvier 2025 à 13:30

L’Umbria, una delle regioni più affascinanti e autentiche d’Italia, sta conquistando sempre più l’attenzione internazionale. Definita da alcuni giornalisti degli Stati Uniti, della redazione di Forbes, una “gemma nascosta”, il cuore verde d’Italia è un angolo di bellezza senza tempo che si distingue per la sua tranquillità, i suoi paesaggi incontaminati e la sua ricca tradizione enogastronomica.

Mentre le principali destinazioni italiane, come Roma, Firenze e Venezia, sono prese d’assalto dai turisti, l’Umbria offre una meravigliosa alternativa, lontana dalle folle ma ugualmente ricca di storia, cultura e autenticità. Ma cosa rende l’Umbria una “gemma nascosta”? E quali sono le esperienze da non perdere quando si visita questa straordinaria regione?

Perché l’Umbria è una “gemma nascosta”

L’Umbria è spesso considerata una “gemma nascosta” non tanto per la sua bellezza, ma per la sua capacità di rimanere fuori dai flussi turistici di massa. A differenza di altre regioni italiane più celebri, l’Umbria conserva un’autenticità che la rende unica. Le sue città e i suoi paesaggi sono meno affollati, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare l’Italia in modo più intimo e genuino.

L’Umbria si trova nel cuore dell’Italia, a metà strada tra Roma e Firenze, ma, nonostante la sua posizione centrale, è meno conosciuta e meno frequentata rispetto alle sue vicine più famose. Questo isolamento ha contribuito a preservare la sua bellezza naturale e il suo patrimonio storico, offrendo un’esperienza di viaggio che si distingue per l’autenticità e la pace che regnano in ogni angolo. Oltre a questo, la regione è famosa per la sua cucina e i suoi prodotti tipici, come l’olio d’oliva, i tartufi e il vino, che possono essere degustati in uno degli innumerevoli ristoranti e festival locali.

In un mondo dove molte destinazioni turistiche rischiano di essere soffocate dalle folle, l’Umbria emerge come una regione che non ha perso la sua capacità di sorprendere e affascinare.

Cosa vedere in Umbria: storia, natura, gastronomia

L’Umbria offre una varietà di esperienze che spaziano dalla visita a siti storici e religiosi alla scoperta della natura incontaminata e della sua tradizione culinaria. Ogni angolo della regione racconta una storia che vale la pena scoprire, e ogni città o borgo ha la sua unicità.

Perugia, il cuore della regione

Perugia, capoluogo dell’Umbria, è una città affascinante, ricca di storia e cultura. Passeggiando per il suo centro storico, si respira un’atmosfera medievale che la rende una delle città più suggestive d’Italia. Qui si possono visitare il Corso Vannucci, la Fontana Maggiore e la Galleria Nazionale dell’Umbria, che ospita opere di artisti come Piero della Francesca e Perugino. La città è anche famosa per i suoi ristoranti, che propongono piatti tipici come il tartufo nero e i cacciatori umbri, oltre ai suoi dolci tradizionali come i baci perugina. Inoltre, Perugia ospita l’annuale Eurochocolate Festival, uno degli eventi più dolci e divertenti della regione.

Itinerario consigliato: un percorso che include la visita del centro storico, la scoperta delle cantine locali e una sosta al Museo del Cioccolato.

Assisi, arte e spiritualità

Assisi è una delle città più famose d’Umbria grazie alla sua importanza religiosa e culturale. La Basilica di San Francesco, con i suoi celebri affreschi di Giotto, è uno dei luoghi più visitati e venerati del cristianesimo. Ma Assisi è anche una città che offre panorami spettacolari e un’atmosfera di pace che avvolge ogni visitatore. Le sue strette vie medievali, le piazze e i giardini sono luoghi ideali per passeggiare e riflettere. Assisi è anche sede di numerosi eventi culturali.

Assisi, Umbria
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Panorama di Assisi

Itinerario consigliato: visita della Basilica di San Francesco, passeggiata fino alla Rocca Maggiore e pranzo in uno dei ristoranti tipici dove assaporare piatti come torta al testo e frittata di erbe selvatiche.

Spoleto, tra storia e paesaggi straordinari

Spoleto, una delle città più affascinanti dell’Umbria, è famosa per la sua Cattedrale di Santa Maria Assunta, con gli affreschi di Filippo Lippi, e per il Teatro Romano, che si trova ai piedi della montagna. Il Ponte delle Torri, un antico acquedotto romano che attraversa la valle, è uno dei simboli della città, regalando ai visitatori un panorama spettacolare. Spoleto è anche la sede del famoso Festival dei Due Mondi, un evento internazionale che celebra la musica, la danza e il teatro.

Spoleto, duomo
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Vista del duomo a Spoleto

Itinerario consigliato: visita al Teatro Romano, escursione al Ponte delle Torri e pranzo in un ristorante tipico per assaporare le zuppe di farro e i piatti a base di cinghiale.

Montefalco, il vino e il treno della Strada del Sagrantino

Montefalco è una piccola perla della regione, famosa per il suo vino Sagrantino, uno dei più pregiati d’Italia. La cittadina, che offre una vista mozzafiato sulle colline umbre, è anche conosciuta per il suo centro storico, dove si possono ammirare le Chiese di San Francesco e la Pinacoteca di Montefalco. Montefalco è anche un punto di partenza ideale per percorrere la Strada del Sagrantino, un percorso enogastronomico che attraversa le cantine e i vigneti della zona.

Montefalco
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Gli splendidi vigneti di Montefalco

Itinerario consigliato: visita delle cantine di Montefalco con degustazione di Sagrantino, passeggiata nel borgo e pranzo con piatti tipici a base di porchetta e formaggi umbri.

Il Lago Trasimeno, natura e relax

Il Lago Trasimeno, il quarto lago più grande d’Italia, è una destinazione ideale per chi cerca relax e natura. Le sue acque tranquille sono circondate da dolci colline e pittoreschi borghi, come Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago. Il lago offre anche molte attività all’aperto, come passeggiate in bicicletta, escursioni in barca e pesca. Il Parco Naturalistico del Lago Trasimeno è un ottimo punto di partenza per esplorare la fauna e la flora locali.

Itinerario consigliato: giro in barca sul Lago Trasimeno, visita dei borghi circostanti e cena in un ristorante affacciato sul lago, per gustare pesce di lago e olio d’oliva locale.

La Groenlandia ha il parco più grande del mondo ma anche il meno visitato

16 janvier 2025 à 10:30

Il Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale è una delle meraviglie naturali più straordinarie e meno conosciute del nostro pianeta. Con una superficie che supera i 972.000 chilometri quadrati, è il parco naturale più grande del mondo e rappresenta un angolo remoto e selvaggio dell’Artico, lontano dai flussi turistici tradizionali.

Qui, la natura è intatta, ma l’accesso a questo paradiso glaciale è tutt’altro che facile. Scopriamo di più su questo luogo affascinante e quasi inaccessibile e il motivo per cui, nonostante sia il più esteso del mondo, questo parco sia anche il meno visitato in assoluto.

Cosa vedere nel Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale

La Groenlandia, terra di ghiacci e natura incontaminata, custodisce al suo interno un tesoro ambientale che pochi conoscono. Il Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale, creato nel 1974, è il parco naturale più grande del mondo, con una superficie che supera i 972.000 chilometri quadrati, un’estensione più del doppio di quella della Francia. Questo parco si estende dal cuore dell’Artico fino alle sue remote coste, un angolo di Europa che sembra quasi al di fuori del tempo e dello spazio, un luogo dove la natura regna sovrana e indomita.

Il paesaggio che caratterizza il parco è straordinariamente variegato. Qui, i ghiacciai che avanzano e le maestose montagne frastagliate si alternano a fiordi profondi e tundre colorate. In alcune aree, i ghiacci ricoprono il suolo per tutto l’anno, mentre in altre, durante i mesi estivi, la vegetazione della tundra esplode in una miriade di colori, dai rossi agli arancioni, un contrasto mozzafiato con il blu intenso delle acque artiche. La geografia, così diversificata, rende il parco un microcosmo di bellezze naturali, un luogo dove ogni angolo svela un nuovo scenario.

Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale, orso polare
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Un orso polare tra i ghiacciai

La fauna che abita queste terre è altrettanto affascinante. Nonostante le condizioni climatiche estremamente rigide, il parco ospita una varietà sorprendente di animali. Tra le specie più iconiche troviamo il bue muschiato, l’orso polare, la volpe artica e il lemming, che si sono adattati alla vita in un ambiente tanto ostile. Le acque che circondano il parco, inoltre, sono popolate da balene, trichechi e numerose colonie di uccelli marini. Questo ecosistema unico, dove la vita selvaggia prospera nonostante le difficoltà, rende il parco un luogo di grande interesse per gli appassionati di natura e biologia.

Perché questo parco è il meno visitato del pianeta

Nonostante le sue dimensioni colossali e la straordinaria bellezza, il Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale è anche uno dei luoghi meno visitati al mondo. Solo una manciata di ricercatori e avventurieri ha avuto il privilegio di esplorarlo. Le difficoltà logistiche e le condizioni climatiche estreme rendono infatti l’accesso a questa remota regione praticamente impossibile per la maggior parte dei viaggiatori. Non ci sono strade che attraversano il parco, né villaggi permanenti o infrastrutture turistiche. Questo isolamento naturale contribuisce a preservare la sua bellezza intatta, ma allo stesso tempo lo rende un obiettivo difficile da raggiungere. Chi ha avuto la fortuna di visitarlo parla di un viaggio che richiede preparazione e adattamento a condizioni climatiche che vanno dal freddo polare a venti fortissimi, ma che, una volta affrontati, regalano emozioni senza pari.

Come accedere al Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale

Accedere al Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale non è un’impresa semplice, ma per chi è disposto ad affrontare le difficoltà, è possibile vivere un’esperienza unica al mondo. Poiché non ci sono strade né infrastrutture turistiche all’interno del parco, l’accesso avviene principalmente via aerea.

Le principali modalità di accesso sono i voli charter da Nuuk, la capitale della Groenlandia, o da altre località più a sud. Alcuni tour operator specializzati offrono pacchetti per esplorare le regioni circostanti il parco, ma raramente si accede all’interno vero e proprio del parco senza una preparazione adeguata. La maggior parte dei visitatori proviene da ambienti scientifici o da spedizioni avventuriere organizzate, che permettono di addentrarsi in queste terre selvagge con mezzi specializzati, come elicotteri o piccole imbarcazioni.

Inoltre, i viaggiatori che decidono di affrontare questa avventura devono essere pronti a condizioni estreme. Come già detto, le temperature polari, i venti forti e la totale assenza di strutture ricettive fanno sì che chi si avventuri in queste terre debba essere altamente preparato e in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del clima.

Paura delle turbolenze? Queste sono le rotte più a rischio

Par : elenausai10
15 janvier 2025 à 16:30

Amiamo viaggiare e gli aerei, seppur stiamo cominciando a utilizzare spesso anche altri mezzi di trasporto più sostenibili come il treno, restano i nostri alleati principali per raggiungere le destinazioni dei nostri sogni. C’è chi vola senza timori e chi invece cerca di farsi passare la paura pur di viaggiare, ma una cosa è certa: le turbolenze non piacciono proprio a nessuno. Seppur le tratte più a rischio siano lontane, anche l’Europa sta cominciando a soffrirne la presenza, sempre più frequente.

Sono i dati messi in evidenza dalla classifica stilata da Turbli, un portale dal nome carino sviluppato da Ignacio Gallego-Marcos, esperto in fluidodinamica computazionale e ricercatore nel campo delle turbolenze. Per realizzarla sono state valutate circa 10.000 rotte che collegano i 550 maggiori aeroporti del mondo. Il risultato? Al primo posto troviamo la rotta tra Mendoza e Santiago del Cile, considerata la più turbolenta al mondo. E in Europa? Ve lo sveliamo di seguito!

La classifica delle rotte più pericolose nel mondo

Nella classifica stilata da Turbli, la turbolenza viene calcolata in unità di velocità di dissipazione dei vortici, Eddy Dissipation Rate (Edr), ed espressa tenendo in considerazione diversi livelli: deboli (0-20), moderati (20-40), forti (40-60), gravi (60-80) ed estremi (80-100).

Le rotte più pericolose al mondo secondo la classifica stilata sono soprattutto in Argentina. La tratta più a rischio è quella da Mendoza a Santiago del Cile, che ha una turbolenza media di 24, seguita da altre due rotte nel Sud America, ossia quella da Cordoba a Santiago del Cile, con una turbolenza media di 20, e quella da Mendoza a Salta, con una turbolenza media di circa 19.

Questa la classifica completa:

  1. Mendoza (MDZ) – Santiago (SCL): 24,684
  2. Cordoba (COR) – Santiago (SCL):  20,214
  3. Mendoza (MDZ) – Salta (SLA): 19,825
  4. Mendoza (MDZ) – San Carlos de Bariloche (BRC): 19,252
  5. Kathmandu (KTM) – Lhasa (LXA): 18,817
  6. Chengdu (CTU) – Lhasa (LXA): 18,644
  7. Santa Cruz (VVI) – Santiago (SCL): 18,598
  8. Kathmandu (KTM) – Paro (PBH): 18,563
  9. Chengdu (CTU) – Xining (XNN): 18,482
  10. San Carlos de Bariloche (BRC) – Santiago (SCL): 18,475

La classifica delle rotte europee più turbolente

Per quanto riguarda le rotte europee, invece, le turbolenze restano in generale sul primo livello, quindi tra lo 0 e il 20 di media. Sul podio, al primo posto, troviamo la tratta da Nizza a Ginevra, con una turbolenza media di 16, seguita dalla tratta da Nizza a Zurigo, con una turbolenza media di circa 15, e al terzo posto il volo da Milano a Zurigo, con una turbolenza media, anche in questo caso, di poco più di 15.

Le tratte più turbolente risultano soprattutto nel nostro Paese e in quelli vicini: infatti, tra le ultime posizioni, troviamo la rotta Ginevra-Venezia e Venezia-Zurigo, con turbolenze medie che si aggirano intorno ai 14.

Secondo analisi recenti, le turbolenze sono in costante aumento anche nel nostro territorio, soprattutto nei cieli del Regno Unito, dell’Europa settentrionale e nella regione mediterranea. Qui di seguito vi mostriamo la classifica completa delle tratte più turbolente in Europa:

  1. Nizza (NCE) – Ginevra (GVA): 16,065
  2. Nizza (NCE) – Zurigo (ZRH): 15,493
  3. Milano (MXP) – Zurigo (ZRH): 15,41
  4. Ferno (MXP) – Lione (LYS): 15,374
  5. Nizza (NCE) – Basilea (BSL): 15,325
  6. Ginevra (GVA) – Zurigo (ZRH): 15,053
  7. Alpi-Marittime (NCE) – Lione (LYS): 14,987
  8. Ginevra (GVA) – Venezia (VCE): 14,775
  9. Lione (MRS) – Zurigo (ZRH): 14,743
  10. Venezia (VCE) – Zurigo (ZRH): 14,669

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