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I festival letterari e culturali che trasformano l’Italia in un palcoscenico estivo a cielo aperto

13 juin 2026 à 07:30

L’estate italiana si conferma una stagione privilegiata per l’incontro tra cultura, territorio e comunità: borghi, città d’arte, isole e parchi archeologici si trasformano in luoghi di confronto e partecipazione, dove la letteratura dialoga con la musica, il teatro, la scienza, la filosofia e l’attualità.

Il calendario per la stagione 2026 è particolarmente ricco, tra appuntamenti consolidati e nuove progettualità culturali: una selezione da non perdere.

Mine Festival

A Emarèse, comune della Valle d’Aosta con poco più di duecento abitanti, nasce il Mine Festival con cui, dal 12 al 14 giugno, il paese si trasforma in un laboratorio culturale diffuso dove arte, musica, gastronomia e partecipazione collettiva diventano strumenti per reinterpretare alcuni elementi simbolici del territorio.

Gli appuntamenti si svolgeranno presso il centro culturale Le Milieu, il forno di comunità di Erésaz e altri luoghi significativi del borgo: l’obiettivo è promuovere forme di turismo culturale sostenibile, valorizzando le storie e le competenze degli abitanti grazie al coinvolgimento diretto della popolazione.

Le notti dell’underground – Il festival di Re Nudo

Le notti dell’underground – Il festival di Re Nudo” inaugura la sua terza edizione negli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano, fino a domenica 14 giugno: oltre cento artisti coinvolti e trentatré appuntamenti distribuiti nel corso dei quattro giorni, per un totale di circa ventotto ore di programmazione.

Le forme espressive toccano ambiti molto diversi, dal teatro alla musica, dalla poesia alla fotografia, dalla pittura alla danza, fino alla videoarte, alla grafica digitale, alla street art e al cinema, in una commistione continua tra linguaggi e sperimentazioni contemporanee.

A fare da filo conduttore è il tema “un futuro bifronte”, che invita a osservare il presente come uno spazio sospeso tra scenari opposti, dove convivono tensioni distopiche e possibilità di trasformazione.

PordenonePensa

Dall’11 al 26 giugno torna PordenonePensa, il Festival del confronto promosso dal Circolo Culturale Eureka Pordenone, giunto alla diciottesima edizione.

Il Chiostro della Biblioteca Civica di Pordenone è il principale teatro degli incontri, ai quali si aggiungono appuntamenti diffusi nei comuni limitrofi di Roveredo in Piano, Porcia, Spilimbergo e Fontanafredda.

Tra gli ospiti spiccano la chef Chiara Pavan, impegnata in una riflessione sul rapporto tra sostenibilità ambientale e cultura gastronomica, Filippo Facci e Alberto Mingardi, protagonisti di un confronto sui temi politici ed economici del presente.

Adriano Panatta ripercorrerà la propria esperienza sportiva e umana, mentre Pietrangelo Buttafuoco, Giampiero Mughini e Giordano Bruno Guerri animeranno un incontro dedicato al piacere della lettura e al valore dei libri.

Il programma prosegue con approfondimenti sull’economia e la polarizzazione ideologica insieme a Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone, senza trascurare questioni legate all’etica sportiva con Alessandro Donati e riflessioni sul conformismo nella società italiana affidate a Tommaso Cerno.

Festival Rinascimento Culturale

Pubblico al Festival Rinascimento Culturale Brescia ed Erbusco
Ufficio Stampa Festival Rinascimento Culturale
Festival Rinascimento Culturale Brescia ed Erbusco

Da oltre un decennio il Festival Rinascimento Culturale si propone di stimolare il pensiero critico mediante l’incontro tra saperi differenti: la tredicesima edizione, organizzata in collaborazione con la BCC Basso Sebino, entra nel vivo con tre appuntamenti in programma tra Brescia ed Erbusco.

Il 19 giugno Nicoletta Cusano e Maria Chiara Carrozza riflettono sul valore della conoscenza e sul ruolo strategico della ricerca scientifica nello sviluppo delle società contemporanee.

Il 29 giugno l’attenzione si sposta sull’intelligenza artificiale grazie all’intervento di Nello Cristianini, tra i maggiori esperti internazionali del settore, che affronta le implicazioni culturali e cognitive della crescente interazione tra esseri umani e macchine.

Il 30 giugno sarà invece Dario Fabbri a guidare il pubblico nell’analisi degli scenari geopolitici contemporanei, offrendo strumenti interpretativi per comprendere le tensioni che caratterizzano il panorama internazionale.

Il Trebbo in Musica

Torna “Il Trebbo in musica“, la rassegna ideata da Ravenna Festival per Cervia e Milano Marittima. Giunta alla sua settima edizione e realizzata in collaborazione con il Comune di Cervia e con il contributo della Cooperativa Bagnini, rinnova la tradizione romagnola del trebbo, trasformandola in un ciclo di incontri tra letteratura, musica e performance scenica.

Dal 14 giugno al 9 luglio, il programma si articola in sette appuntamenti serali che mettono al centro la parola e il suo dialogo con altre forme artistiche: tra gli eventi principali, l’adattamento di Ambra Angiolini da un testo di Stefano Benni, il confronto di Pablo Trincia con “A sangue freddo” di Truman Capote e l’omaggio di Massimo Zamboni a Pier Paolo Pasolini.

Ampio spazio è dedicato anche alla letteratura russa con il doppio appuntamento di Paolo Nori, che unisce riflessioni storiche e autobiografiche, mentre un tributo a Grazia Deledda celebra il legame tra la scrittrice e Cervia.

La chiusura è affidata a Fabio Canino con una rilettura de “Il brutto anatroccolo” in chiave contemporanea. Il programma si completa il 10 luglio con una presentazione editoriale e un concerto al Woodpecker dedicato all’architetto Filippo Monti.

Stagione 2026 di Villa Vittoria Cultura

Firenze rinnova il proprio appuntamento con Villa Vittoria Cultura, e l’edizione 2026 si sviluppa fino al 30 settembre con un programma che spazia tra letteratura, poesia, storia, arte e pensiero contemporaneo.

La formula scelta dagli organizzatori punta sul dialogo tra discipline e sulla costruzione di uno spazio aperto al confronto tra autori, studiosi, istituzioni e pubblico.

I temi affrontati spaziano dal Medioevo all’attualità, e tra i protagonisti troviamo personalità come Vannino Chiti, Giovanna Dolfi, Lorenzo Conti Lapi, Carlo Conti, Marco Del Panta, Giovanni Tosco, Gianpaolo Cionini, Alessandro Sarti ed Eugenio Giani.

Mondolfo Marotta, “Come un libro all’aperto”

Giunta alla quinta edizione, “Come un libro all’aperto” consolida il proprio ruolo nel calendario culturale marchigiano con dieci appuntamenti ospitati nei luoghi più suggestivi di Mondolfo e Marotta.

Ad aprire il ciclo di incontri sarà Lucia Tancredi con il romanzo “Ersilia e le altre”; seguiranno Lucio Presta con “L’uragano” e Paola Perego, che presenterà il proprio libro autobiografico “A modo mio”.

Un momento particolarmente atteso sarà l’omaggio a Lucio Dalla affidato a Marino Bartoletti, accompagnato dal Duo Idea, con il volume “Caro Lucio ti scrivo”.

Stefano Meloccaro porterà il pubblico nel mondo del tennis raccontato tramite la letteratura sportiva, mentre Roberto Mercadini riceverà il Premio “Come un libro all’aperto”, presentando il volume dedicato alla rivoluzione scientifica e alla figura di Galileo Galilei.

Tra gli altri ospiti figurano Daniele Mencarelli, Enrico Galiano, Piergiorgio Pulixi e Giulia Baldelli.

MicroCosmi

Nel cuore della Costa del Cilento, MicroCosmi, in programma dal 6 al 12 luglio tra San Giovanni a Piro, Bosco e Scario, nasce da un’idea del musicista Vittorio Cosma con la curatela di Annarita Masullo e si propone come un laboratorio permanente dedicato al dialogo tra discipline differenti: musica, letteratura, giornalismo, arti visive, teatro, divulgazione scientifica e riflessione filosofica convivono all’interno di un programma che trasforma piazze e spazi pubblici in luoghi di partecipazione condivisa.

A contribuire alla definizione dei contenuti è un board composto da figure provenienti da mondi diversi, tra cui Telmo Pievani, Fabio Peri, Fabrizio Barca, Giorgio Gherarducci, Gea Scancarello, Umberto Angelini, Susy Laude, Lorenza Daverio, Valentina Farinaccio, Grazia Gotti, Max Magaldi e Claudio Jampaglia.

MicroCosmi coinvolge associazioni, operatori culturali e cittadini nella costruzione di una progettualità condivisa destinata a lasciare un’eredità stabile sul territorio cilentano.

FestivalFlorio

Le isole Egadi si preparano ad accogliere una nuova edizione di FestivalFlorio che, dal 28 giugno al 5 luglio, trasforma Favignana, Levanzo e Marettimo in un grande palcoscenico diffuso dedicato alla cultura.

Nato nel 2012, il festival ha consolidato il proprio ruolo nel panorama mediterraneo grazie a una proposta che mette in relazione musica, teatro, letteratura, divulgazione e promozione delle eccellenze territoriali. Sotto la direzione artistica del maestro Giuseppe Scorzelli, continua a valorizzare il patrimonio paesaggistico e storico dell’arcipelago grazie a una programmazione articolata.

Ad aprire l’edizione 2026 sarà il conferimento del Premio Favignana per il Teatro a Leo Gullotta, riconoscimento assegnato a figure che hanno lasciato un segno significativo nel mondo dell’arte e dell’impegno civile.

Nel corso della settimana si alterneranno concerti, incontri letterari e momenti di approfondimento: Carlotta Proietti renderà omaggio all’eredità artistica di Gigi Proietti, mentre Sergio Baietta proporrà una rilettura contemporanea del repertorio di Fryderyk Chopin.

La letteratura troverà spazio nell’incontro dedicato alle lettere tra Eduardo e Luca De Filippo, curato da Maria Procino, mentre Marco Morricone offrirà un ritratto personale del padre Ennio, esplorandone il lato umano oltre quello artistico.

Tra gli appuntamenti più originali spicca il reading “Cacciatori di Comete“, dedicato alla missione spaziale Rosetta, che unirà divulgazione scientifica e narrazione teatrale. A chiudere il festival sarà Giovanni Allevi con “Armonie Invisibili”, evento sul mare che fonderà musica e racconto in una delle cornici più suggestive dell’arcipelago.

Terza edizione di SelinunteEstate

Infine, tra i templi dell’antica Selinunte prende vita, dal 4 luglio al 5 settembre, SelinunteEstate che trasforma il parco archeologico e le Cave di Cusa in scenari dedicati all’incontro tra arti performative e patrimonio storico.

La terza edizione propone circa cinquanta appuntamenti che spaziano dal teatro alla musica, dalla danza alle lectio magistralis, dai musical ai talk culturali fino agli eventi all’alba.

Il progetto nasce anche dal desiderio di offrire spazio alle nuove generazioni artistiche tramite una open call che ha raccolto numerose adesioni.

Meglio tardi che mai, le location del film svelano una perla storica d’Italia

31 mai 2026 à 16:00

Il 31 maggio 2026 torna in prima serata su Rai 1 il ciclo Purché finisca bene: dopo il successo di ascolti di Cercasi tata disperatamente, spazio a un film Tv di Giuseppe Curti in cui a fare da protagonista, oltre a interpreti d’eccezione come Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti, Emanuela Grimalda, Camilla Filippi, Gabriele Cirilli, Claudio Corinaldesi e Sergio Assisi, sono una storia di rinascita e una città simbolo del passato recente d’Italia. Scopriamo insieme le location di Meglio tardi che mai.

Scoperti foro e teatro lungo la Via Appia, i droni individuano un’antica città romana

Par : losiangelica
16 février 2026 à 11:00

Certe scoperte archeologiche non arrivano con il rumore degli scavi spettacolari, ma con un ronzio quasi impercettibile: quello dei droni che sorvolano campi apparentemente silenziosi. È proprio così che il sito romano di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri, in provincia di Avellino, sta tornando a raccontare la propria storia. E non si tratta di dettagli marginali: le nuove indagini hanno rivelato un foro urbano e un teatro monumentale finora sconosciuti, elementi che cambiano radicalmente l’immagine che avevamo di questo insediamento lungo la Via Appia.

Se finora potevate immaginare Fioccaglia come una semplice stazione lungo la grande arteria romana, oggi dovete pensare a qualcosa di molto diverso: una vera città, organizzata, viva, inserita pienamente nella rete politica ed economica della Roma repubblicana.

La scoperta del foro e del teatro

Le nuove ricerche, coordinate dal professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al Comune di Flumeri, non hanno aperto trincee né portato alla luce muri visibili a occhio nudo. Eppure, hanno permesso di “vedere” la città come mai prima. Ci si trova nel sito romano di Fioccaglia, nella zona dell’Irpinia e il ritrovamento è incredibile.

Grazie a rilievi aerei con droni e a sofisticate prospezioni geofisiche, gli archeologi hanno ottenuto una sorta di radiografia del sottosuolo. Le differenze nella crescita della vegetazione, le anomalie magnetiche del terreno, le tracce invisibili lasciate dalle strutture antiche: tutto ha contribuito a ricostruire la pianta urbana ancora sepolta.

Quello che emerge è sorprendente. Sotto i campi agricoli si disegna un impianto urbano regolare, con strade ortogonali e isolati pianificati secondo il modello delle città romane di fondazione. Non un insediamento spontaneo, dunque, ma un centro progettato con precisione.

Al centro di questa griglia urbana compare chiaramente il foro: una grande piazza rettangolare circondata da edifici pubblici, cuore politico, commerciale e sociale della comunità.

E poi la sorpresa più inattesa. Poco distante, le indagini hanno individuato il profilo curvo di un teatro monumentale mai documentato prima. Nessuno scavo precedente ne aveva segnalato l’esistenza. La sua presenza cambia completamente la percezione del sito: un teatro implica spettacoli, assemblee, momenti collettivi, una vita culturale attiva.

Già negli anni Ottanta erano emersi segnali importanti: un decumano basolato e una domus decorata in Primo Stile pompeiano, che suggerivano ricchezza e organizzazione urbana. Oggi, però, il quadro si amplia e diventa molto più ambizioso.

Perché questa scoperta cambia la storia dell’Irpinia romana

Dovete immaginare la Via Appia non solo come una strada, ma come una vera infrastruttura strategica dell’antichità, la celebre Regina Viarum che collegava Roma al Sud Italia. Fioccaglia si trovava in una posizione chiave, vicino alla confluenza del fiume Ufita e del torrente Fiumarella: un nodo naturale di transito e controllo del territorio.

Molti studiosi identificano il sito con l’antica Forum Aemilii, centro legato alla romanizzazione dell’Irpinia tra II e I secolo a.C., periodo in cui Roma consolidava la propria presenza nelle aree interne della Campania. La scoperta del foro e del teatro rafforza enormemente questa ipotesi.

La combinazione di infrastrutture pubbliche monumentali, strade pavimentate e residenze aristocratiche racconta una comunità prospera, capace di sostenere attività politiche, economiche e culturali complesse.

Questa scoperta dimostra quanto le tecnologie non invasive stiano rivoluzionando l’archeologia. Senza scavare gli studiosi riescono oggi a pianificare tutela e valorizzazione con una precisione impensabile fino a pochi anni fa.

Le istituzioni locali guardano già al futuro. Le nuove evidenze stanno contribuendo alla definizione di un piano di gestione e valorizzazione dell’area, anche in relazione ai grandi progetti infrastrutturali della Valle Ufita, come la futura stazione dell’Alta Velocità Hirpinia. L’obiettivo è trasformare Fioccaglia in un punto di riferimento culturale per l’entroterra campano, spesso meno conosciuto rispetto ai grandi poli archeologici regionali.

E forse è proprio questo il fascino più grande della scoperta: ricordarvi che la storia romana non vive solo nei luoghi celebri. A volte emerge dove meno ve lo aspettate, sotto campi coltivati e paesaggi tranquilli, pronta a riscrivere la geografia dell’Italia antica. Nei prossimi mesi nuove indagini non invasive aggiungeranno dettagli al mosaico. E c’è da scommettere che Fioccaglia abbia ancora molto da raccontare.

Balcone di pietra tra le nuvole: Monte Castello di Vibio, il borgo che ha scelto la misura dell’anima

10 février 2026 à 16:30

Qui non c’è fretta e nemmeno stress, perché le circa 1.400 anime che vivono a Monte Castello di Vibio, in Umbria, abitano un borgo impostato secondo il modello del castrum medievale, con una trama compatta di vicoli, porte e salite che rallenta naturalmente il ritmo. Collocato a 423 metri di altitudine su un colle che domina campi e anse del Tevere, conserva ancora mura, porte e torri nate per difendere una comunità fiera, spesso in contrasto con la potente (e vicina) Todi.

Dopo secoli di lotte, ribellioni, abbattimenti e ricostruzioni, tra Ottocento e periodo napoleonico il paese cambiò volto, grazie anche all’arrivo di nuove idee che portano alla nascita di un Comune moderno e con un progetto sorprendente per un centro così piccolo. Vi basti pensare che proprio qui, nel 1808, è stato edificato un teatro completo in tutte le sue parti, particolarmente ridotto nelle dimensioni ma perfetto nelle proporzioni.

Da allora questo luogo custodisce una delle esperienze culturali più intense dell’Umbria, in cui il visitatore si sente avvolto totalmente da una quiete che, in alcuni angoli del nostro Paese (e non solo), sembra ormai un ricordo lontano.

Cosa vedere a Monte Castello di Vibio

Questo grazioso nucleo antico della provincia di Perugia, parte dell’associazione Borghi più belli d’Italia, accoglie con un labirinto di vicoli che rasenta una perfezione architettonica che ha saputo resistere agli anni, al punto da non cedere quasi per niente al richiamo della modernità invadente. Ci vuole poco tempo per esplorare il suo centro storico, ma serve attenzione: i numerosi dettagli emergono lentamente.

Teatro della Concordia

Il viaggio non può che iniziare dal Teatro della Concordia. Vi abbiamo detto che è piccino e armonico, ma non vi abbiamo ancora rivelato il suo peculiare primato: è il teatro all’italiana più piccolo al mondo. Con 99 posti distribuiti tra platea e palchi, una struttura interamente lignea che garantisce un’acustica sorprendente, decorazioni ad affresco che ricoprono soffitto, palchetti e foyer, questo spazio è stato pensato e costruito a misura del paese stesso.

Niente sfarzo esagerato o grandezze poco utili, perché emerge solo uno stile post-rivoluzionario francese e il desiderio di celebrare l’armonia tra popoli diffusasi in Europa all’inizio del XIX secolo. A catturare l’attenzione, oltre alle dimensioni, sono i raggianti soffitti affrescati da Luigi Agretti nel 1892, un ragazzo di soli 14 anni che ci ha regalato un posto che, ancora oggi, conserva una freschezza rara.

Le cose però non sono andate sempre a gonfie vele e, dopo la chiusura nel 1951 e persino un crollo parziale, la comunità scelse l’autotassazione per salvarlo. Il restauro, concluso nel 1993, ha mantenuto la struttura originale e restituisce un gioiello riconosciuto a livello internazionale.

Torre di Porta Maggio

In passato la Torre di Porta Maggio fungeva da baluardo difensivo contro le incursioni da Todi, mentre oggi segna uno degli accessi principali al paese. Dalla sua sommità si apre una vista ampia sulla Media Valle del Tevere, con campi coltivati, colline e corsi d’acqua che cambiano colore durante la giornata.

Al suo interno, invece, trova spazio una raccolta di cimeli storici, tra cui fucili a bacchetta del 1822 e una lettera autografa di Giuseppe Garibaldi indirizzata al Comune nel 1862, testimonianza diretta del Risorgimento vissuto anche qui.

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

Affacciata sulla piazzetta dedicata a Vittorio Emanuele II, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo è frutto di una ricostruzione ottocentesca sostenuta da Gregorio XVI e Pio IX, con uno stile neoclassico che si esprime attraverso una facciata sobria e un interno a tre navate con absidi semicircolari.

Varcata la soglia a colpire sono gli affreschi di Nicola e Federico Benvenuti, l’altare maggiore affiancato dalle statue dei santi titolari e dominato dall’immagine della Madonna dei Portenti, il fonte battesimale e il Braccio Santo (reliquiario che riproduce fedelmente l’anatomia dall’arto umano fino alla mano) in argento.

Chiesa di Sant’Illuminata e Madonna delle Carceri

Per ultime (ma non per importanza e bellezza) la Chiesa di Sant’Illuminata, la casa di un crocifisso ligneo del Quattrocento legato a una tradizione devozionale antica, e la Cappella della Madonna delle Carceri, dalle pareti che narrano storie mariane con pigmenti sbiaditi ma espressivi.

Cosa fare a Monte Castello di Vibio

A Monte Castello di Vibio ci si sente a casa propria, perché la popolazione e il territorio sono in grado di coinvolgere chiunque decida di fermarsi anche per poche ore. Tra le esperienze più suggestive:

  • Percorrere il Sentiero del Furioso all’interno del Parco Fluviale del Tevere: si segue un tracciato ad anello tra boschi, rive fluviali, resti di mulini ad acqua e la centrale idroelettrica di Montemolino, esempio significativo di archeologia industriale.
  • Raggiungere l’area legata alla battaglia del 1310 tra Guelfi e Ghibellini: episodio culminato con la distruzione di un ponte sul Tevere, un fatto che, invitabilmente, ha segnato profondamente la storia locale.
  • Visitare cantine, aziende agricole e fattorie didattiche: tra olio Dop Umbria Colli Orvietani, Grechetto di Todi Doc, ortaggi e allevamenti di piccola scala.
  • Partecipare alle feste tradizionali: come la sagra delle scottadito a fine giugno, la Festa di Sant’Antonio a Doglio e il Banchetto Medievale dopo Ferragosto, con cene itineranti, musica e spettacoli.
  • Vivere il Paese del Natale: periodo in cui il borgo si trasforma tra presepi artistici, mercatini e installazioni dedicate ai più piccoli.
Monte Castello di Vibio, borgo in Umbria
iStock
Veduta dall’alto di Monte Castello di Vibio, Umbria

Come arrivare

Il borgo di Monte Castello di Vibio un è un angolo di pace dell’Umbria che richiede un breve viaggio attraverso la campagna più autentica. Per chi proviene da nord, la soluzione ottimale consiste nel percorrere la superstrada E45 fino all’uscita di Fratta Todina, proseguendo successivamente lungo la strada provinciale che risale dolcemente il fianco della collina attraverso tornanti panoramici.

Chi invece arriva da sud dovrà imboccare la medesima E45 superando Todi e uscendo a Ponterio, seguendo poi la segnaletica chiara che indica Monte Castello di Vibio. Per i viaggiatori che prediligono il treno, la stazione ferroviaria più vicina risulta quella di Todi-Ponte Rio sulla linea Ferrovia Centrale Umbra, da cui partono autobus di linea che collegano il fondovalle al centro storico.

Un capolavoro dell’antichità riaffiora a Lefkada: il teatro perduto

13 avril 2025 à 08:55

Nel cuore dell’isola di Lefkada, sotto il silenzioso intreccio di ulivi secolari e l’ombra di costruzioni moderne, è tornato alla luce un tesoro dell’antichità: il teatro perduto dell’antica Lefkada.

Un ritrovamento che va ben oltre il valore archeologico, poiché restituisce alla storia una testimonianza preziosa del ruolo culturale e politico della città in epoca classica.

Il teatro, il primo conosciuto nelle Isole Ionie, era rimasto sepolto per secoli, fino a quando una serie di indagini e scavi condotti con perseveranza ne ha permesso l’identificazione e il recupero.

Riemerge un passato glorioso

L’antica Lefkada, fondata dai Corinzi verso la fine del VII secolo a.C., occupava una posizione strategica sul crocevia delle rotte marittime tra il Peloponneso, l’Epiro e l’Italia meridionale.

La città si affermò con rapidità come un importante centro per il commercio e la cultura, dotata di un porto naturale che favoriva gli scambi e consolidava la sua influenza nella regione.

Il teatro, incastonato in una collina con vista sull’antica città, rappresentava non soltanto un luogo di intrattenimento, ma anche uno spazio comunitario, dove si esprimeva l’identità collettiva tramite le rappresentazioni drammatiche e le assemblee pubbliche.

Una lunga ricerca tra silenzi e intuizioni

La riscoperta del teatro non è stata immediata né semplice.

Sebbene agli inizi del Novecento gli archeologi Wilhelm Dörpfeld ed Ernst Kruger avessero individuato indizi della sua esistenza, le informazioni raccolte in quegli anni rimasero isolate e, col tempo, dimenticate.

Solo nel 1997, grazie a un’approfondita analisi del paesaggio e a una nuova attenzione ai reperti visibili in superficie, è stato possibile ricollocare con maggiore precisione il sito. Un passaggio fondamentale che ha aperto la strada a indagini sistematiche, iniziate concretamente nel 2015 sotto la guida dell’archeologa Olympia Vikatou.

Le operazioni di scavo, promosse dalla Soprintendenza per le Antichità di Etoloakarnania e Lefkada e sostenute dalla Regione delle Isole Ionie, si sono protratte per diversi anni.

I lavori hanno dovuto affrontare non poche difficoltà: oltre alla necessità di rimuovere coltivazioni secolari e costruzioni abusive, il terreno irregolare ha richiesto interventi complessi. Tuttavia, gli sforzi hanno dato i loro frutti. Sono emersi i resti di una cavea maestosa, strutturata in dodici settori con tredici gradini ciascuno, insieme a un’ampia orchestra  e a numerosi elementi architettonici di grande interesse, tra cui i corridoi laterali, un muro di contenimento e parte del palcoscenico.

La capienza del teatro, inizialmente stimata intorno ai 3.500 posti, potrebbe in realtà essere molto più alta: i calcoli attuali suggeriscono che, includendo l’epiteatro, l’intera struttura avrebbe potuto accogliere fino a 11.000 spettatori. Un numero sorprendente che testimonia l’importanza e la vitalità della comunità che lo frequentava.

Un gioiello architettonico

Il teatro, orientato lungo l’asse nord-est/sud-ovest, presenta una cavea articolata su ventiquattro file di sedute. La parte inferiore si è conservata meglio, e ha permesso agli archeologi di ricostruire con precisione la disposizione originaria delle panche in pietra. L’orchestra, scavata parzialmente nella roccia e di forma circolare, misura circa 16 metri e mezzo di diametro ed è delimitata da un anello di pietra scolpito con motivi ondulati, un dettaglio raffinato che riflette il gusto estetico dell’epoca.

Uno degli aspetti più suggestivi del ritrovamento è costituito da tre troni in pietra, ornati con rilievi di leoni, delfini, uccelli e figure mitologiche come le sirene: si tratta di elementi che indicano non solo il prestigio del teatro, ma anche il ruolo di rilievo che i suoi frequentatori dovevano rivestire all’interno della società locale.

Eppure, nonostante l’entusiasmo per la scoperta, il teatro non è immune ai segni del tempo. Le attività agricole, soprattutto la coltivazione intensiva degli ulivi, hanno danneggiato alcune delle sezioni superiori della cavea, e in più punti la struttura risente dell’erosione e dell’incuria. Per questo motivo è stato avviato uno studio di conservazione accurato, finalizzato al restauro dell’intero complesso.

Nel 2020, la visita ufficiale del Ministro della Cultura greco, Lina Mendoni, ha segnato un momento chiave per l’avvio dei progetti di recupero. Il sito è ora candidato a entrare in un programma di cofinanziamento europeo che potrebbe garantire le risorse necessarie per il restauro e l’apertura al pubblico.

Un nuovo polo culturale per Lefkada

Il valore del teatro va ben oltre il suo significato archeologico. Inserito in uno scenario naturale di indiscussa bellezza, affacciato sulle dolci colline che degradano verso il mare, ha tutte le potenzialità per diventare un fulcro di rilancio culturale e turistico per Lefkada.

Il recupero del sito archeologico, infatti, rappresenta un’occasione unica per restituire identità e memoria storica a un’isola che ha avuto un ruolo fondamentale nella Grecia antica, ma che finora era rimasta in secondo piano nel panorama archeologico del Paese.

L’Italia dei record: visita ai luoghi più straordinari

19 octobre 2024 à 17:34

Sapevate che in Italia abbiamo luoghi da record? Dalle vette alpine ai borghi più antichi, dall’Università ai teatri piccolissimi, l’Italia vanta luoghi unici con numeri eccezionali, anche a livello internazionale. Partiamo insieme per un viaggio atipico, alla ricerca dei luoghi più esclusivi dello stivale, con primati e numeri da capogiro.

Sestriere, il Comune più alto d’Italia

Sestriere, in Piemonte, è il comune italiano situato alla maggiore altitudine, con i suoi 2035 metri sul livello del mare. La sua casa comunale è l’unica in Italia a superare quota 2000. Fondato nel 1934, deve la sua nascita all’iniziativa di Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT, che trasformò questa località in una delle stazioni sciistiche più moderne e rinomate. Con temperature che scendono sotto lo zero anche in primavera, Sestriere è il punto d’incontro perfetto tra sport invernali e tradizione montana, immerso in un paesaggio innevato quasi tutto l’anno.

L’altalena più alta d’Europa

Nel Parco delle Madonie, in Sicilia, si trova l’altalena più alta d’Europa. A oltre 1000 metri di altitudine, questa struttura unica si affaccia su una vallata che scende per più di 300 metri, offrendo una vista mozzafiato sulle isole Eolie e Ustica. Con i suoi 16 metri di altezza, è un’attrazione per i più coraggiosi, che possono scegliere tra diversi tipi di “volo”: dal volo di Heidi, pensato per i bambini, al più audace volo del Diavolo, riservato a chi cerca un’esperienza adrenalinica.

Il Museo più alto d’Europa: il Museo della Grande Guerra

A 2950 metri di altitudine, il Museo della Grande Guerra a Rocca Pietore (Belluno) è il museo più alto d’Europa. Situato tra le cime delle Dolomiti, raccoglie testimonianze e cimeli del conflitto tra Italia e Austria durante la Prima Guerra Mondiale. Le sue esposizioni raccontano le difficoltà della guerra in alta quota, mentre all’esterno si possono visitare le trincee e le grotte usate dalle truppe italiane e austriache, inclusa la spettacolare “Città di Ghiaccio”, un complesso di tunnel scavati sotto il ghiacciaio: 12  chilometri di tunnel intervallati da caverne adibite a dormitori, cucine, infermerie, sale radio, cappella, mense, scavati dagli austriaci sotto il ghiacciaio per evitare i colpi di artiglieria italiani. Fuori dal museo sono state riattivate e rese visitabili le postazioni in grotta italiane ed austriache della Punta Serauta e della Forcella VU.

Teatri piccolissimi

I teatri più piccoli d’Italia sono autentici gioielli, ciascuno con una storia unica e un fascino particolare. Il Teatro Arrigoni, a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, è un piccolo teatro all’italiana, costruito tra il Settecento e l’Ottocento. Dopo una completa ristrutturazione, questo edificio storico è tornato a splendere e oggi ospita il consiglio comunale, il tribunale e la cancelleria cittadina. Intitolato al compositore sanvitese Giangiacomo Arrigoni, il teatro si distingue per la sua architettura elegante.

Spostandoci in Lombardia, nel comune di Barlassina, troviamo il Teatro Antonio Belloni, che con i suoi 98 posti è considerato il teatro d’opera più piccolo d’Italia. Nonostante le dimensioni, è un luogo di grande valore, frutto dell’amore dell’imprenditore Marco Belloni per il padre Antonio. Il teatro è arredato con mobili e opere di artisti italiani e offre stagioni liriche apprezzate per la loro qualità.

In Liguria, a Pieve di Teco, si trova il Teatro Salvini, un edificio settecentesco dalla caratteristica sala a ferro di cavallo, che può accogliere meno di 100 spettatori. Dopo decenni di inattività e un lungo restauro, il teatro è stato riportato al suo splendore originale e oggi ospita stagioni teatrali di notevole interesse, con un’acustica eccellente e decorazioni raffinate.

Infine, il Teatro della Concordia a Monte Castello di Vibio, in Umbria, è un capolavoro in miniatura del teatro all’italiana, con soli 99 posti. Inaugurato nel 1808 durante l’occupazione napoleonica, il teatro richiama nel suo nome i valori della Rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza. Nonostante sia rimasto chiuso per trent’anni a causa di problemi strutturali, è stato restaurato e riaperto nel 1981, tornando a ospitare stagioni teatrali che esaltano la sua bellezza e la sua storia.

Orto botanico di Palermo

L’Orto Botanico di Palermo è una tappa imprescindibile per chi visita la città. Con oltre 12.000 specie vegetali, è uno dei giardini botanici più grandi d’Europa e un’importante istituzione accademica, sede del dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Palermo. Fondato oltre duecento anni fa, ha contribuito alla diffusione di numerose specie, in particolare tropicali e subtropicali, nel Mediterraneo e in Europa.

Situato accanto a Villa Giulia, con ingresso in via Lincoln 2, a pochi passi dalla Kalsa, l’Orto Botanico ospita strutture come l’Erbario, che custodisce circa 400.000 piante essiccate provenienti dal Mediterraneo, alcune collezionate sin dal 1700. Il simbolo del giardino è il maestoso Ficus magnolioide, piantato nel 1845 e originario delle isole australiane Norfolk. Dal 1993, l’Orto Botanico ha creato una banca del germoplasma per preservare il patrimonio genetico della flora mediterranea.

Orto Botanico di Palermo, Sicilia
Fonte: iStock
Un meraviglioso angolo dell’Orto Botanico di Palermo

Il Forte di Fenestrelle

Situato nella valle del Chisone, è la più grande fortificazione d’Europa e la seconda costruzione in muratura più estesa al mondo dopo la Grande Muraglia cinese. Questa imponente opera si estende per circa cinque chilometri e copre un dislivello di quasi 700 metri, rendendola un vero colosso di pietra. Progettato dall’ingegnere Ignazio Bertola nel XVIII secolo, il forte aveva il compito di proteggere il confine tra Italia e Francia, anche se non venne mai coinvolto in battaglie.

L’architettura originale del forte è ancora intatta, e Fenestrelle rimane l’unica struttura di questo tipo tra i forti piemontesi del Settecento. Più che una singola fortificazione, è un vasto sistema di difesa, composto da tre forti principali (San Carlo, Tre Denti e Sant’Elmo), ridotte, cannoniere, polveriere e caserme. Tutti questi edifici sono collegati da una monumentale scala coperta di 4.000 gradini, scavata in una galleria artificiale lunga quasi due chilometri, che rende il complesso ancora più affascinante.

La parte più rappresentativa del forte è il Forte San Carlo, che ospita edifici simbolici come il palazzo del governatore, il padiglione degli ufficiali e la chiesa. Da qui parte anche la scala coperta, collegando le varie sezioni del complesso, tra cui i tre quartieri militari, la polveriera di Sant’Ignazio, la porta reale e vari depositi, laboratori e corpi di guardia. Oltre alle sue dimensioni straordinarie – con una lunghezza di 3 km, una superficie di 1.300.000 metri quadrati, e la presenza di 3 forti, 7 ridotte e 28 risalti – il forte è famoso per le sue scale: 4.000 gradini della scala coperta e 2.500 della scala reale. Si trovano inoltre 14 ponti di collegamento, 5 ponti levatoi interni e 183 fari utilizzati per l’illuminazione.

Dal 1999, il Forte di Fenestrelle è diventato il monumento simbolo della Provincia di Torino e si trova all’interno del Parco Naturale Regionale Orsiera-Rocciavrè, rendendolo una meta di grande interesse storico e naturalistico.

Forte di Fenestrelle, Piemonte
Fonte: iStock
Veduta del Forte di Fenestrelle, la Grande Muraglia piemontese

L’antica Università di Bologna

L’Università di Bologna, fondata nel 1088, detiene il primato di essere la più antica università del mondo occidentale. Questa storica istituzione ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo dell’istruzione e della ricerca in Europa, segnando l’inizio di un nuovo approccio all’apprendimento che ha influenzato le università future. Conosciuta per la sua tradizione accademica e per l’innovazione, l’ateneo bolognese continua a essere un punto di riferimento per studenti e studiosi provenienti da ogni angolo del pianeta.

Borgo Parrini: il borgo più piccolo d’Italia

In Sicilia, tra le colline e il mare, si trova Borgo Parrini, il borgo più piccolo d’Italia, con una popolazione di appena 20 abitanti. Fondato nel XIX secolo, questo piccolo centro, situato nella frazione di Partinico in provincia di Palermo, è noto non solo per le sue dimensioni, ma anche per le sue casette colorate, dal blu intenso al giallo sole, dal verde brillante al rosso acceso, che ricordano un piccolo angolo di Gaudí in Sicilia. Borgo Parrini è un museo a cielo aperto, dove si respira un’atmosfera autentica e i residenti accolgono i visitatori con calore e ospitalità, condividendo storie e leggende che si intrecciano con la storia del borgo.

L’albero più antico d’Europa

L’albero più antico d’Europa si trova in Calabria, ed è un pino loricato chiamato Italus. Questo straordinario esemplare, datato scientificamente, ha circa 1.230 anni ed è considerato l’essere vivente più longevo del continente. Italus vive nel Parco Nazionale del Pollino, a 1.900 metri di altitudine, sul versante meridionale di Serra della Ciavole, su un pendio roccioso e scosceso che lo protegge da incendi e fulmini.

La scoperta dell’albero risale al 2017, grazie a una ricerca condotta dal Parco Nazionale del Pollino in collaborazione con l’Università della Tuscia. La datazione di Italus ha rappresentato una sfida per gli studiosi, che hanno utilizzato un metodo combinato di dendrocronologia e analisi al carbonio 14 per determinarne con precisione l’età.

Attualmente, biologi e ricercatori lavorano per garantire la conservazione di Italus, affinché possa continuare a sopravvivere nel suo ambiente protetto e raccontare la sua lunga storia millenaria.

L’Arena di Verona, l’anfiteatro romano meglio conservato

L’Arena di Verona è l’anfiteatro romano meglio conservato al mondo e rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’architettura romana. Costruita all’inizio del I secolo d.C. durante l’epoca giulio-claudia, è il terzo anfiteatro più grande tra quelli giunti fino a noi, ed è ancora oggi utilizzata per ospitare concerti ed eventi, mantenendo viva la sua funzione originaria di luogo di spettacolo.

Nonostante abbia affrontato molte sfide nel corso dei secoli, inclusi i danni provocati dal terremoto del 1183, l’Arena ha preservato gran parte della sua struttura originaria, continuando a dominare il centro di Verona con la sua imponente presenza. In epoca romana, veniva utilizzata per spettacoli come i combattimenti tra gladiatori e la caccia ad animali esotici, offrendo intrattenimento alla popolazione.

Con l’avvento del Cristianesimo e il cambiamento dei costumi, l’Arena perse la sua funzione originaria e, nel corso del tempo, fu addirittura utilizzata come cava di pietra. Le pietre estratte vennero impiegate per costruire la seconda cinta muraria di Verona nel VI secolo, dimostrando come i materiali dell’anfiteatro abbiano contribuito a plasmare altre importanti opere architettoniche della città.

Montagne da Record

Anche le vette italiane vantano alcuni primati. Il Monte Bianco, con i suoi 4.810 metri, è la vetta più alta d’Europa e si trova al confine tra Italia e Francia. Questa imponente montagna è una meta ambita per escursionisti e scalatori, grazie ai suoi spettacolari panorami alpini e alla varietà di attività all’aperto che offre. Non lontano, la Galleria del Sempione rappresenta un’opera ingegneristica straordinaria: con i suoi 19,8 km, è uno dei tunnel ferroviari più lunghi del mondo e collega l’Italia alla Svizzera, fungendo da importante via di comunicazione.

Sotto il massiccio del Gran Sasso, si trova il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, il più grande laboratorio sotterraneo al mondo dedicato alla fisica delle particelle. La sua posizione isolata consente di condurre esperimenti delicati, lontano da interferenze esterne. Infine, la Marmolada, la montagna più alta delle Dolomiti, ospita un ghiacciaio perenne e offre uno scenario straordinario per sciatori e amanti delle escursioni, oltre a rappresentare un’importante testimonianza delle trasformazioni climatiche in atto.

Il Borgo dei desideri: gli eventi nei borghi più belli d’Italia

Par : mgwesteast
7 août 2024 à 07:30

La notte di San Lorenzo tinge di magia l’estate e i Borghi più belli d’Italia si preparano ad accogliere un’ondata di desideri. Il 10 agosto, infatti, torna “Il Borgo dei desideri”, l’evento che trasforma gli splendidi centri abitati della penisola in scrigni magici dove esprimere i propri sogni più intimi in luoghi incantati, come un pozzo, una fontana, un ponte o un giardino segreto, tra le vie e le piazze dei piccoli centri storici.

L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, invita a trascorrere una notte indimenticabile immersi nelle atmosfere suggestive dei più graziosi gioielli italiani. Dal tramonto all’alba, i visitatori saranno accolti con un programma ricco di eventi e iniziative culturali, dalla musica al teatro, dalle visite guidate alle degustazioni.

Il Borgo dei Desideri è il secondo evento dell’estate dei Borghi più belli d’Italia, che segue il successo della Notte Romantica, evento che si celebra ogni anno in tutti i Borghi della rete il sabato successivo al Solstizio d’estate.

Desideri e sostenibilità

Quest’anno, il tema è più che mai attuale: “Esprimi il tuo desiderio per tutelare l’ambiente e preservare il pianeta dai cambiamenti climatici”. Un invito a riflettere sul nostro rapporto con la natura e a impegnarci per un futuro più sostenibile. Tutti i desideri raccolti saranno valutati da una giuria e i tre più originali saranno premiati con un cofanetto Smartbox dei Borghi più belli d’Italia. Un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di proteggere il nostro pianeta e per dare voce alle nuove generazioni.

Tanti eventi per una notte indimenticabile

Oltre alla possibilità di scrivere e depositare i propri desideri nei luoghi più suggestivi, ognuno dei borghi aderenti ha ideato un calendario personalizzato per rendere la serata ancora più speciale.

Tanti i borghi che hanno aderito all’iniziativa, ciascuno con un programma unico e affascinante. Ecco alcuni esempi:

  • A Lugnano in Teverina, in Umbria, si terrà una cena sotto le stelle a tema letterario e un trekking notturno per ammirare le meraviglie del cielo stellato;
  • A Cella Monte, in Piemonte, sono previsti laboratori artistici, una cena speciale, una passeggiata romantica nel borgo illuminato dalle candele e un’osservazione delle stelle guidata dagli esperti;
  • A Barolo, in Piemonte, il WiMu – Museo del Vino a Barolosarà eccezionalmente aperto in notturna fino alla mezzanotte, offrendo ai visitatori un’esperienza indimenticabile. Dalle 19,30 gli appassionati di vino potranno ammirare lo spettacolo della volta celeste e degustare il re dei vini. Piazza Falletti si trasformerà in un grande banco di assaggio denominato “Barolo di Barolo”, coinvolgendo le aziende vitivinicole del Comune. I partecipanti potranno abbinare al vino assaggi di prosciutto crudo e formaggi in collaborazione con alcune aziende produttrici locali. Non mancherà l’intrattenimento musicale e grazie alla collaborazione con l’INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino, saranno disponibili dei telescopi per scoprire il cielo in compagnia degli esperti;
  • A Valeggio sul Mincio, in Lombardia, straordinaria apertura serale delle torri del Castello Scaligero a partire dalle 21. La salita panoramica sarà accompagnata dalla luce soffusa delle candele e da un suggestivo sottofondo di musica dal vivo;
  • A Toppo, in Friuli-Venezia Giulia, il programma prevede un’escursione notturna al Castello di Toppo, con osservazione delle stelle e racconti suggestivi tra le antiche mura.

“Esprimere il proprio desiderio per salvare la Terra – ha dichiarato Fiorello Primi, Presidente dei Borghi più belli d’Italia – sempre più in pericolo a causa dell’accelerazione del cambiamento climatico, è un piccolo segnale che ciascuno di noi può dare per chiedere ai detentori del potere politico ed economico di iniziare la battaglia contro tutto ciò che tende a violentare la natura e l’ambiente, mettendo a rischio l’umanità e le specie viventi del Pianeta. Anche questo è parte della Bellezza che la nostra Associazione ha messo alla base della propria attività.”

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