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Il paradiso di sabbia bianca tra rovine romane, delfini e acque turchesi: Penisola di Tróia, a un’ora da Lisbona

25 juillet 2026 à 10:30

Una sottile lingua di sabbia separa l’Oceano Atlantico dall’estuario del Sado e dà vita a uno scenario che sorprende fin dal primo sguardo. Da una parte si stendono spiagge chiarissime lambite da un’acqua limpida, dall’altra saline, canneti e zone umide frequentate da fenicotteri, aironi e da una delle pochissime comunità residenti di delfini presenti in Europa. Siamo nella Penisola di Tróia, a più o meno un’ora di distanza da Lisbona, un posto magico che si raggiunge in traghetto in pochi minuti, ma con un panorama che fa credere di essere arrivati su un altro continente.

Rumore e traffico lasciano spazio al profumo dei pini marittimi, alle dune modellate dal vento e a una quiete che rende questo tratto di costa diverso da molte località balneari portoghesi. Certo, nel corso degli ultimi decenni la penisola ha accolto hotel di alto livello, una moderna marina turistica, un casinò e un celebre campo da golf progettato dall’architetto americano Robert Trent Jones Sr., considerato tra i migliori d’Europa. Eppure, malgrado questa trasformazione, il territorio ha conservato gran parte del suo carattere originario, tanto da essere uno dei luoghi balneari più piacevoli dell’intero Paese.

Sotto questa natura spettacolare si conserva anche una storia antichissima: tra il I e il V secolo d.C. la penisola ospitava uno dei maggiori centri produttivi dell’Impero Romano dedicati alla lavorazione del pesce e alla preparazione del celebre garum, una salsa molto apprezzata sulle tavole romane. Ancora oggi quei resti raccontano un capitolo fondamentale dell’economia marittima dell’antichità.

Le spiagge più belle della Penisola di Tróia

La costa sabbiosa di questa affascinante penisola raggiunge circa 18 km, mentre il sistema di dune prosegue molto più a sud fino a formare uno dei litorali ininterrotti più lunghi del Portogallo. L’arenile cambia volto lungo il percorso, alternando stabilimenti balneari, passerelle in legno e ampie distese quasi deserte.

Spiagge di Tróia, Portogallo
iStock
Spiagge e mare di Tróia

Praia Tróia-Mar

È la spiaggia più vicina al terminal del catamarano e alla marina e si caratterizza per un’ampia battigia, i fondali bassi e il mare generalmente tranquillo, tutte qualità che la rendono particolarmente apprezzata dalle famiglie con bambini. Durante l’estate sono presenti ombrelloni, lettini, punti ristoro e servizi balneari, mentre sullo sfondo si distinguono le montagne del Parco Naturale della Serra da Arrábida.

Praia do Bico das Lulas

Una passerella in legno attraversa dune ricoperte da vegetazione costiera e conduce verso uno dei tratti più scenografici della penisola: Praia do Bico das Lulas. Con la bassa marea il paesaggio si trasforma, lasciando affiorare ampie distese di sabbia chiarissima. Davanti alla spiaggia compare un banco sabbioso che accentua le sfumature turchesi dell’acqua, regalando panorami insoliti per una costa atlantica.

Praia Tróia-Galé

Lontana dagli alberghi principali, Praia Tróia-Galé trasmette una sensazione di maggiore tranquillità. Ampi spazi consentono di trovare facilmente un angolo riservato anche durante l’alta stagione. Mare trasparente, dune dorate e una fitta pineta creano uno degli scorci più rappresentativi della penisola.

Praia de Soltróia

Praia de Soltróia si trova nella parte meridionale e accoglie soprattutto chi raggiunge Tróia in automobile attraverso la strada che percorre la penisola. Ville, appartamenti per vacanze e servizi turistici caratterizzano questa zona, molto frequentata durante l’estate ma sempre circondata da un ambiente naturale di grande pregio.

Cosa vedere nella Penisola di Tróia

Spiagge e mare rappresentano soltanto una parte dell’esperienza. Antiche testimonianze romane, ambienti naturali protetti e panorami assai mutevoli rendono questa destinazione interessante anche lontano dalla stagione balneare.

  • Rovine romane di Tróia: uno dei siti archeologici più importanti del Portogallo. Conserva vasche per la salagione del pesce, magazzini, abitazioni, impianti termali riscaldati tramite ipocausto e resti di mosaici.
  • Marina di Tróia: yacht, locali affacciati sull’acqua e moderne architetture caratterizzano il porto turistico. L’atmosfera cambia durante il tramonto, quando la luce illumina l’estuario del Sado e le montagne della Serra da Arrábida.
  • Troia Golf: percorso a 18 buche progettato da Robert Trent Jones Sr. che sfrutta dune naturali, vegetazione mediterranea e viste sull’oceano. Numerose riviste specializzate lo inseriscono stabilmente tra i migliori campi da golf europei.
  • Estuario del Sado: una delle aree umide più preziose del Paese che ospita fenicotteri, cicogne, aironi, spatole e numerose specie migratrici. Le escursioni in barca consentono spesso l’avvistamento del celebre branco residente di delfini tursiopi, presenza eccezionale lungo le coste europee.
  • Pinete e sentieri naturalistici: strade secondarie e percorsi ciclabili attraversano una vegetazione dominata da pini domestici, ginepri e macchia mediterranea. L’assenza di traffico intenso rende piacevole l’esplorazione anche in bicicletta.
  • Cais Palafítico da Carrasqueira: a breve distanza dalla penisola si trova uno dei luoghi più fotografati dell’Alentejo. Questo pittoresco porto di pesca, costruito interamente su palafitte e passerelle in legno, rappresenta ancora oggi una preziosa testimonianza delle tradizioni marinare locali.
  • Comporta e il litorale dell’Alentejo: proseguendo verso sud si raggiungono località celebri per spiagge spettacolari, risaie, piccoli villaggi e ristoranti specializzati in pesce appena pescato. Il paesaggio conserva un carattere autentico, molto diverso dalle più affollate destinazioni turistiche europee.

Dove si trova e come arrivare

La Penisola di Tróia si trova lungo la costa occidentale del Portogallo, davanti alla città di Setúbal, circa 50 km a sud di Lisbona. Il collegamento più rapido parte proprio dal porto di Setúbal, da dove catamarani e traghetti attraversano l’estuario del Sado in circa 15-20 minuti. Il catamarano conduce direttamente nell’area della marina e rappresenta la soluzione più pratica per chi viaggia senza automobile, mentre il traghetto permette anche il trasporto dei veicoli.

Setúbal è facilmente raggiungibile da Lisbona tramite i treni Fertagus oppure in automobile attraversando il Ponte 25 de Abril. Chi preferisce guidare fino alla penisola può seguire la strada che compie un ampio giro nell’entroterra dell’Alentejo, evitando così la traversata via mare.

Tra primavera e inizio autunno il clima regala lunghe giornate di sole, ideali per alternare relax sulla spiaggia, escursioni in bicicletta, visite archeologiche e uscite in barca. Anche durante l’inverno le temperature restano generalmente miti, caratteristica che rende Tróia una meta piacevole durante gran parte dell’anno. Il vero privilegio resta però la sensazione di spazio: pochi luoghi, così vicini alla Capitale portoghese, riescono ancora a offrire chilometri di sabbia quasi intatta, il volo dei fenicotteri all’orizzonte e il passaggio dei delfini tra le acque tranquille dell’estuario.

Le Lavandou, il villaggio dei delfini tra mare trasparente e l’anima autentica della Costa Azzurra

4 juin 2026 à 13:37

Lusso sfrenato, festival cinematografici e grandi yacht ormeggiati nei porti più blasonati della Francia meridionale: è questa l’immagine più tipica della vicina Costa Azzurra, ma la verità è che, incastonato ai piedi del Massiccio dei Maures, sorge un antico borgo marinaro che conserva gelosamente un’anima autentica e selvaggia. Il suo nome è Le Lavandou e nacque poco più di un secolo fa grazie a pescatori genovesi e catalani attratti dalla straordinaria ricchezza del mare.

Una località che nel tempo ha conquistato il soprannome di “Città dei delfini“, poiché proprio qui avvengono numerosi avvistamenti di cetacei nelle acque antistanti. L’intera area rientra inoltre nel Santuario Pelagos, una vasta zona protetta creata grazie alla collaborazione tra Francia, Italia e Principato di Monaco per la tutela dei mammiferi marini del Mediterraneo.

Ma non è di certo tutto, perché in appena 12 chilometri di costa si susseguono 12 spiagge differenti, ciascuna caratterizzata da un proprio volto, da un soprannome e da una personalità ben definita. Sabbia chiarissima, piccole insenature nascoste tra le rocce, fondali trasparenti e scorci profumati di pini marittimi compongono un paesaggio sorprendentemente vario.

Cosa vedere a Le Lavandou

Le ben 12 spiagge sono certamente le attrazioni di eccellenza di questo borgo di Francia ma, oltre a esse, Le Lavandou custodisce testimonianze del suo passato marinaro, scorci provenzali ricchi di carattere e angoli che raccontano il rapporto costante tra uomo e natura. Gran parte del fascino della cittadina, infatti, nasce proprio dall‘equilibrio tra questi elementi.

La spiaggia di Saint-Clair

Conosciuta come “La Perla“, rappresenta uno dei luoghi simbolo della località. Si trova a circa 1,5 chilometri dal centro ed è una distesa di sabbia chiara e acque particolarmente cristalline. Un affioramento roccioso soprannominato “la Balena” caratterizza il panorama e crea un ambiente ideale per osservare la vita marina vicino alla riva. Nelle giornate serene, lo sguardo raggiunge facilmente le Isole d’Oro.

La spiaggia di Aiguebelle

Il soprannome “La Charmeuse” sintetizza perfettamente il suo carattere: piccole calette si alternano a tratti sabbiosi mettendo in scena un paesaggio elegante e raccolto. Acqua limpida e fondali ricchi di pesci attirano appassionati di snorkeling e fotografia naturalistica.

La spiaggia della Fossette

Molti visitatori la ricordano per il colore del mare. “La Sorridente“, questo il suo appellativo, regala una cornice fatta di vegetazione mediterranea e sabbia finissima. L’atmosfera conserva una dimensione tranquilla che contrasta con i litorali più frequentati della Costa Azzurra.

La spiaggia di Cavalière

Ampia, luminosa e vivace, viene chiamata “La Sportiva” perché la sua estensione permette di praticare numerose attività acquatiche senza perdere la sensazione di spazio. Pini marittimi e vegetazione costiera aggiungono una nota verde al paesaggio.

La spiaggia di Pramousquier

Misteriosa” per definizione, occupa l’estremità occidentale del territorio comunale. Sentieri e vegetazione contribuiscono a far avvertire una sensazione di costante scoperta. Protetta da Cap Nègre, alterna tonalità chiare e scure nella sabbia, dettaglio che la rende immediatamente riconoscibile.

Il porto e il lungomare

Qui batte il cuore della cittadina: barche da pesca, caffè all’aperto e terrazze affacciate sul mare narrano il legame storico con la navigazione. Durante le prime ore del giorno l’atmosfera conserva ancora il ritmo del villaggio marinaro originario.

Le 14 fontane

Acqua e Provenza formano un binomio storico, e non a caso Le Lavandou è la culla di ben 14 fontane distribuite nel tessuto urbano. Alcune possiedono forme decorative elaborate, altre ricordano gli antichi lavatoi utilizzati dalla popolazione locale. Seguendo il loro percorso si scoprono vicoli, piazzette e dettagli architettonici spesso trascurati.

La chiesa di Saint-Louis

Affacciata sul centro cittadino, la chiesa di Saint-Louis rappresenta uno dei principali riferimenti religiosi della comunità. Linee semplici e atmosfera raccolta riflettono la tradizione architettonica della Provenza costiera.

Cosa fare a Le Lavandou

Gran parte del fascino di Le Lavandou nasce dall’incontro tra mare, natura e tradizioni locali. Giornate tranquille e attività dinamiche convivono con sorprendente naturalezza.

  • Salire a bordo dei collegamenti marittimi diretti verso le Isole d’Oro: per scoprire paesaggi protetti tra i più spettacolari del Mediterraneo francese.
  • Esplorare il tratto costiero in bicicletta: lungo la vecchia linea ferroviaria del Train des Pignes, trasformata in una pista che corre per circa 8 chilometri accanto al mare.
  • Visitare il mercato provenzale del giovedì mattina: tra prodotti agricoli, fiori, specialità gastronomiche e profumi tipici della regione.
  • Osservare delfini e cetacei nelle acque del Santuario Pelagos: grazie alle escursioni organizzate durante la bella stagione.
  • Praticare snorkeling nelle calette più riparate: particolarmente apprezzate per la trasparenza dell’acqua e la ricchezza dei fondali.
  • Concedersi una giornata tra sole e mare scegliendo una spiaggia diversa: ciascuna dotata di una personalità ben riconoscibile.
  • Visitare la Villa Théo: centro culturale dedicato al pittore Théo van Rysselberghe, figura importante del neoimpressionismo europeo.
  • Raggiungere i restanques di Saint-Clair: caratteristici terrazzamenti agricoli che testimoniano antiche tecniche di coltivazione adattate ai pendii mediterranei.

Dove si trova e come arrivare

Le Lavandou si trova nel dipartimento del Var, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, lungo il tratto di litorale compreso tra Tolone e Saint-Tropez. L’aeroporto più vicino è quello di Hyères-Tolone, distante circa 25 chilometri. Chi arriva in treno può utilizzare la stazione ferroviaria di Hyères e proseguire in autobus o taxi.

Per chi viaggia in automobile, la strada costiera offre un itinerario particolarmente panoramico tra promontori, pinete e scorci sul Mediterraneo. Già durante l’avvicinamento compaiono le sagome delle Isole d’Oro all’orizzonte, una presenza costante che accompagna l’intera esperienza.

Spiaggia di Le Lavandou, Provenza
iStock
Una delle spiagge di Le Lavandou

Tra villaggio marinaro, spiagge premiate per la qualità ambientale e natura protetta, Le Lavandou riesce a conservare un carattere genuino che distingue questa parte della Costa Azzurra dalle località più mondane: è una destinazione che conquista attraverso dettagli semplici, luce mediterranea e un rapporto profondo con il mare.

La bellezza selvaggia dell’australiana Wharton Beach, tra le spiagge più belle del mondo nel 2026

Par : elenausai10
4 mai 2026 à 16:00

Per chi sta organizzando un viaggio nell’Australia Occidentale e desidera una perfetta giornata di mare, lontano dalla folla delle spiagge più note di Esperance, Wharton Beach è assolutamente perfetta. Presente nella classifica 2026 stilata da World’s 50 Best Beaches, si distingue per la sua posizione remota e per i suoi panorami costieri mozzafiato.

Tra il viaggio per arrivarci, il colore dei suoi fondali bassi e la sua atmosfera tranquilla, raramente affollata anche in alta stagione, c’è qualcosa di innegabilmente speciale in questo luogo. È la fuga ideale per chi cerca calma e solitudine, oltre che per chi pratica surf e per chi sogna di avvistare i delfini. Per non parlare, poi, delle sue viste oceaniche panoramiche: siamo sicuri che, appena la vedrete, sarà amore a primo sguardo.

Dove avvistare i delfini nel Mediterraneo, i luoghi migliori

31 mars 2025 à 08:50

I delfini sono tra le creature marine più amate, per la loro intelligenza e la natura giocosa. Il Mediterraneo ne ospita diverse specie, ognuna con caratteristiche fisiche e comportamenti diversi, tra cui il delfino comune – che privilegia sia le acque costiere che il mare aperto, e lo si vede spesso nuotare vicino a barche e navi – la stenella striata, avvistata specialmente nelle acque profonde e lontane dalla costa, il tursiope e il grampo.

L’Italia è famosa per l’avvistamento dei delfini, con la massima concentrazione nel Mar Ligure, nelle acque dell’arcipelago toscano, della Sicilia, della Sardegna e del Golfo di Taranto. Ma le opportunità di vivere un’esperienza marina straordinaria e osservare gli animali nel loro habitat naturale non mancano anche all’estero, dallo Stretto di Gibilterra alla Grecia. Scopriamo allora i luoghi migliori dove ammirare da vicino questi splendidi mammiferi marini, e cosa sapere prima di partire per la vostra straordinaria avventura.

Il Santuario Pelagos in Liguria

Come detto, in Italia sono tantissimi i luoghi dove ammirare i delfini che nuotano nelle nostre acque cristalline. La Liguria, in particolare, è uno dei più famosi al mondo per l’avvistamento di questi bellissimi esemplari nel Mediterraneo. Grazie al programma “Cetacean Sanctuary Research” (CSR) si ha, infatti, l’opportunità unica di osservare delfini e balene nel “Santuario Pelagos”, un ampio tratto di mare specialmente protetto per i cetacei, contribuendo al contempo alla loro sopravvivenza e alla conservazione di queste specie. Chi lo desidera, può quindi vivere la straordinaria esperienza di incontrare i cetacei a fianco degli esperti.

Grazie al gioco di venti e di correnti e alla conformazione del fondale, con profondi canyon e montagne sommerse, quest’area è particolarmente ricca di vita, probabilmente come nessun’altra nel Mediterraneo. Basti pensare che ospita tutte le otto specie di balene e delfini dei nostri mari, in un numero decisamente maggiore di altre zone.

Le crociere durano 6 giorni e si svolgono nel Mar Ligure, con partenza da Sanremo, da maggio a settembre. I partecipanti sono ospitati sul motorsailer “Pelagos” insieme a un team di biologi esperti. La zona in cui si svolgono le ricerche si estende al largo di Sanremo ed è delimitata grossomodo da Capo Mele sulla costa italiana, Saint Raphael su quella francese, e la parte settentrionale della Corsica. Sul motorsailer “Pelagos” trovano posto un massimo di 11 partecipanti, 4 ricercatori e lo skipper. La barca, di 21 metri, è spaziosa e confortevole, ed è gestita in accordo con le regole di un turismo responsabile. Tutti possono collaborare alla raccolta dati, anche senza avere precedenti esperienze. È importante però avere dimestichezza con l’inglese, perché è la lingua ufficiale parlata a bordo.

Delfini avvistati da una barca nel Mar Ligure
Fonte: iStock @izanbar
Avvistamento di delfini nel Mar Ligure

Incontrare i delfini in Costa Azzurra

Se vi capita di navigare in Costa Azzurra, potete ancora godere delle ricchezze del Santuario Pelagos – istituito nel 1993 fra Italia, Francia e Principato di Monaco –  e scorgere qualche delfino. Il periodo migliore per il whale watching, ovvero l’attività di osservazione dei cetacei in mare, è senza dubbio l’estate.

Partendo da Villefranche-sur-Mer, Saint-Jean-Cap Ferrat, Antibes, Mandelieu-La Napoule, Saint-Raphaël, Sainte-Maxime e Hyères, molti operatori offrono la possibilità di avvicinarsi a questi bellissimi mammiferi marini. Un’opportunità unica per fotografare e incontrare delfini e balene nel loro habitat naturale, senza compromettere la loro pace e tranquillità, insieme a tutta la famiglia.

Nelle ricche acque dello Stretto di Gibilterra

Lo Stretto di Gibilterra, che collega il Mar Mediterraneo con l’Oceano Atlantico, separando la zona più meridionale della Spagna da quella più settentrionale dell’Africa, è rinomato a livello mondiale per la sua vivace popolazione di delfini selvatici. Le sue acque fungono da santuario dove questi splendidi mammiferi si riuniscono a migliaia per nutrirsi, ripararsi e riprodursi.

Qui si possono vivere emozionanti avventure a bordo di imbarcazioni che offrono una serie di gite, escursioni e safari con i delfini adatte a tutti. Da Tarifa, il comune più meridionale dell’intera Europa continentale, nella comunità autonoma dell’Andalusia, organizzano tour per l’avvistamento di delfini e balene nel loro habitat naturale, da fine febbraio a inizio novembre, a seconda delle condizioni meteorologiche. La durata è di circa due ore e trenta minuti, con prenotazione disponibile fino a 10 ore prima dell’orario di inizio. C’è anche la possibilità di escursioni e visite per gruppi privati.

In Grecia con crociere di lusso

In Grecia è possibile avvistare facilmente i delfini nel Golfo Amvrakikos, nelle acque intorno alle isole di Paxos e Antipaxos e in quelle più profonde vicino alla Penisola Calcidica, a Citera e a Creta. In queste aree non mancano le offerte di crociere di intere giornate dedicate all’avvistamento di questi meravigliosi esemplari, ma anche alla scoperta della vita marina del Mediterraneo con la presenza di biologi a bordo.

A Ouranoupolis, nella Grecia nord orientale, partono ogni giorno le crociere turistiche e di lusso per il Monte Athos, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e le isole Drenia. In viaggio su uno yacht che può trasportare 180 passeggeri garantendo ogni comfort a bordo, mentre si è diretti a esplorare gli splendidi monasteri del luogo si viene scortati dai delfini che regalano ai loro spettatori coreografici salti e giochi d’acqua.

Delfini nello Stretto di Gibilterra
Fonte: iStock
Delfini che nuotano con la Rocca di Gibilterra sullo sfondo

Tour per l’avvistamento dei delfini: info utili

I tour di avvistamento dei delfini sono un’attività popolare nel Mediterraneo, ma è importante farlo in modo responsabile. Al momento della prenotazione, è quindi essenziale scegliere un operatore affidabile che segua le linee guida per l’osservazione responsabile di delfini e balene. Queste includono il rimanere a distanza di sicurezza dagli animali, il non avvicinarsi troppo velocemente e il non dar loro da mangiare né toccarli.

È inoltre importante evitare di disturbare il comportamento naturale dei delfini e ridurre al minimo l’impatto del tour sull’ambiente. In questo modo, si avrà l’opportunità di vivere un’esperienza indimenticabile e allo stesso tempo proteggere i delfini e il loro habitat.

Altre info utili:

  • l’orario di partenza e il tour possono essere soggetti alle condizioni meteomarine
  • è generalmente consigliato di indossare abbigliamento e calzature comode (possibilmente evitando le infradito), una giacca leggera e ricambi
  • non dimenticate le creme solari: se l’escursione che avete pianificato prevede anche snorkeling oppure bagni in mare, è importante scegliere prodotti biodegradabili
  • è bene proteggere cellulari e macchine fotografiche con custodie waterproof, per evitare danneggiamenti durante l’escursione in barca; se volete essere sicuri di avere una visione nitida degli animali, il consiglio è di portarsi un binocolo

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