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B2Cheese, Beduschi: a Bergamo l’unica fiera per operatori lattiero-caseario

10 juin 2024 à 16:02

Dal latte al mercato, direttamente dai caseifici e dagli stagionatori. A Bergamo la terza edizione di B2Cheese, l’unica fiera internazionale business to business (B2B) del settore lattiero caseario organizzata in Italia. Focus, il 25 e 26 settembre, sui protagonisti di una indiscussa eccellenza del made in Italy nel mondo. Un patrimonio di prodotti che non ha eguali nel mondo.

Il salone, presentato a Milano, è nato dal business per il business e coinvolge uno dei settori più strategici dell’agroindustria. Con impatti fondamentali sull’economia in particolare delle aree interne e montane. Nell’anno in cui l’industria della trasformazione agroalimentare è diventata primo settore dell’economia italiana, B2Cheese è riferimento nazionale per l’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

“Siamo orgogliosi di sostenere la terza edizione di B2Cheese,  – ha detto Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste -. Un evento unico che celebra l’eccellenza casearia declinandola all’attenzione degli operatori professionali, italiani e, soprattutto, internazionali. Un’occasione che evidenzia quanto il lattiero caseario sia il vero punto di forza del sistema agroalimentare lombardo. Siamo la Regione che produce metà del latte italiano, che fa dell’innovazione e della ricerca di prodotti freschi sempre più innovativi un vanto di questo comparto. Che può contare, soprattutto, su 14 formaggi Dop, che contribuiscono al valore economico regionale per 1,4 miliardi di euro. Pari al 78% dell’intera Dop economy lombarda. Per un valore al consumo che supera gli 8 miliardi di euro. B2Cheese è, quindi, una grande opportunità per discutere le sfide e le opportunità future di un settore sempre più apprezzato nel mondo. Comparto che, come dimostrano i numeri positivi dell’export, vuole continuare a crescere”.

B2Cheese a Bergamo, l’eredità di ‘Forme’

La scelta di allestire il salone a Bergamo (dal 2019, nel solco tracciato da Forme, movimento scientifico-culturale a servizio dell’intero mondo lattiero-caseario) è stata fortemente voluta dagli organizzatori. Obiettivo, promuovere e dare merito a un territorio, la Bergamasca, che, oltre ad avere una storica tradizione, detiene il primato continentale dei formaggi a denominazione di origine protetta.

Ben nove le Dop,  a cui si sommano numerose altre eccellenze, tra le province di Bergamo, Brescia, Lecco e Sondrio. Da segnalare i ‘Formaggi Principi delle Orobie‘, di Presìdi Slow Food emblematici, come lo ‘Storico Ribelle‘, l’’Agrì di Valtorta‘ e lo ‘Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche‘. Oltre ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat) e alle Denominazioni Comunali (De.Co). Con un patrimonio così importante, nel 2019 Bergamo ha ottenuto il riconoscimento di ‘Città Creativa Unesco per la Gastronomia’, sfociato poi nella fondazione, nel 2021, insieme alle Città Creative per la Gastronomia di Parma e Alba, del Distretto della Gastronomia Italiana. B2Cheese (così come Forme) è un progetto aperto, inclusivo, di scala nazionale e internazionale, e vede nella capacità di fare sistema la principale leva di sviluppo.

La Fiera di Bergamo accenderà i riflettori su aziende, operatori che rappresentano al meglio l’intera filiera sui mercati nazionali e internazionali. Accanto alle aziende di produzione e di stagionatura, saranno presenti anche i settori collegati. Dal food-tech alla logistica, dalla distribuzione alla consulenza, a cui si aggiungono associazioni di categoria, consorzi di tutela e istituzioni.

 

 

 

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Agroalimentare, The European House Ambrosetti: Lombardia è protagonista

Agroalimentare, Lombardia protagonista, e primo settore manifatturiero in Italia per valore aggiunto. Oltre 66 miliardi di euro, più della produzione di macchinari e apparecchiature (43) e prodotti in metallo (37). Rispetto al Pil i 37 miliardi generati dall’agricoltura e i 29 da alimentare e bevande rappresentano il 3,8% del totale, più di Germania (2,6%) e Regno Unito (2,1%), meno di Francia (4,5%) e Spagna, paese con incidenza più alta (5,2%).

Sono alcuni dei dati anticipati giovedì 9 maggio  nella conferenza stampa di presentazione dell’8ª edizione del forum ‘La roadmap del futuro per il Food & beverage‘ organizzato da The European House Ambrosetti, in programma a Bormio (SO) il 7 e l’8 giugno 2024.

All’incontro sono intervenuti, insieme all’assessore regionale alla Montagna ed Enti locali, Valerio De Molli e Benedetta Brioschi, The European House Ambrosetti; Giovanni Pomella, Lactalis Italia; Gianluca Giovannetti, gruppo Amadori e Michel Beneventi, gruppo San Pellegrino.

Agroalimentare, i primati della Lombardia. Valtellina al top

Nel 2022 la filiera agroalimentare lombarda ha raggiunto un fatturato di 48 miliardi, con un aumento del 34% rispetto al 2015, confermando la sua leadership. Con un fatturato di 2,5 miliardi di euro nelle produzioni certificate nel 2022, + 15% rispetto al 2021, la regione raggiunge il primato italiano anche nell’export: 10,4 miliardi di euro nel 2023, + 84% rispetto al 2015. La regione è terza in Italia per numero di produzioni certificate. Con 75 tra Dop e IgpMantova, Brescia, Cremona, Sondrio e Lodi sono tra le prime 20 in Italia per valore della produzione certificata.

La Valtellina, i numeri

Un territorio d’eccellenza si contraddistingue per alcuni dati significativi: secondo la survey The House Ambrosetti, quella di Sondrio è la 3ª provincia italiana su 107 per impatto economico territoriale di prodotti a base di carne certificata, dopo Parma e Udine; con 850 ettari di vigne e 2.500 km di muretti a secco la Valtellina è il vigneto terrazzato più grande d’Italia; è, infine, la 4° provincia lombarda per produzione di vino, con 3,2 milioni di bottiglie l’anno e 24 milioni di euro di fatturato.

“Dati molto positivi e in continua crescita, quelli evidenziati oggi – ha commentato l’assessore alla Montagna ed enti locali – con un trend che va a consolidarsi. E la direzione tracciata è verso il prodotto di qualità, il made in Italy è questo. La Valtellina sarà protagonista nel mondo con l’evento olimpico, dovremo sfruttarlo al massimo per far conoscere insieme alle nostre bellezze anche i prodotti straordinari che realizziamo”.

I dati della filiera al completo

Nell’economia italiana cresce ancora il peso della filiera agroalimentare estesa (agricoltura, alimentare, distribuzione e intermediazione). Essa vale 586,9 miliardi di euro, l’8,4%in più rispetto al 2021 e + 29% sul 2015. Genera quasi 335 miliardi di valore, pari al 19% del Pil italiano. “Siamo il primo paese in Ue per prodotti certificati – ha ricordato De Molli -, 890 in totale, 326 dal mondo alimentare con 8,9 miliardi di euro, e 564 dal settore vinicolo per oltre 11 miliardi di euro”.

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