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Assessore Sertori nuovo presidente della Regio Insubrica

25 septembre 2025 à 13:46

Massimo Sertori, assessore della Regione Lombardia a Enti locali e ai Rapporti con la Confederazione elvetica è il nuovo presidente della Comunità di lavoro transfrontaliera della Regio Insubrica. Il passaggio di consegne dal Cantone Ticino alla Lombardia durante l’Assemblea generale che si è svolta a Ville Ponti a Varese.

A Lombardia presidenza Regio Insubrica nel trentesimo anniversario

L’Assemblea è servita anche per celebrare il trentesimo anniversario dalla Dichiarazione di Intesa con cui è stata costituita la Regio Insubrica, firmata proprio a Varese il 19 gennaio del 1995.
La Comunità di lavoro è nata con l’obiettivo di promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini e riunisce il Cantone Ticino, le Regioni Lombardia e Piemonte, le Province del Verbano Cusio Ossola, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese.

I presenti

Oltre ai rappresentanti delle Regioni e delle Province italiane coinvolte e dei Cantoni per la Confederazione elvetica, presenti il sindaco di Varese Davide Galimberti, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e gli Ambasciatori di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, e d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.

Sertori: onore ricevere il testimone da Norman Gobbi

L'intervento di Massimo Sertori a Varese dopo aver assunto la presidenza della Regio Insubrica in rappresentanza della Regione Lombardia“È per me un onore – afferma il neo presidente della Regio Insubrica, Massimo Sertori – prendere il testimone da Norman Gobbi e quindi condurre la presidenza della Regio Insubrica per l’anno 2025-2026”. “Questa Comunità di lavoro – continua – è ormai una piattaforma collaudata fondamentale nel dialogo e nella cooperazione transfrontaliera italo-svizzera. È una realtà che trae la propria forza nel recepire le istanze dal basso provenienti dai singoli territori e quindi trasformando le stesse in proposte risolutive da sottoporre al Cantone, alla Regione finanche ai livelli superiori, come la Confederazione e lo Stato. Si sostanzia quindi in una catena di trasmissione fondamentale tra le comunità e le istituzioni dei singoli Stati”. “Nel mio anno di presidenza – conclude Sertori – l’impegno è quello di rafforzare sempre più la cooperazione territoriale in svariati ambiti e realizzare progetti strategici e di qualità a beneficio delle nostre comunità”.

Gobbi (Cantone Ticino): piattaforma di dialogo italo-svizzero

Francesco Quattrini, Norman Gobbi, Massimo Sertori e Alberto Preioni all'Assemblea generale della Regio Insubrica“Dalla sua creazione nel 1995 – dichiara il presidente uscente Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino – la Regio Insubrica ha saputo ergersi a piattaforma riconosciuta di dialogo e cooperazione del territorio transfrontaliero italo-svizzero, attivandosi quale facilitatrice tra le amministrazioni pubbliche e gli enti di riferimento, promuovendo il dialogo, la cooperazione e la mutua conoscenza. Ciò allo scopo di permettere all’area insubrica di cogliere le opportunità che si presentano in termini di sviluppo sostenibile ai due lati della frontiera per sfruttare tutto il potenziale del territorio, trasformando il confine in un’alleanza dinamica”.

Fontana: una realtà capace di ascoltare e dar voce ai territori

L'intervento di Attilio Fontana“È per me un grande piacere – dichiara il governatore lombardo Attilio Fontana – prendere parte all’Assemblea della Regio Insubrica che proprio nel 2025 celebra il trentennale dalla sua fondazione”. “Si tratta di una realtà – continua Fontana – che, per la sua capacità di ascolto delle istanze territoriali e per la sua propositività, rappresenta un modello di condivisione, dialogo e mediazione cui altri territori transfrontalieri si stanno ispirando: grazie alla sua dinamicità, le sfide che caratterizzano queste aree di confine, dalle quali transita il 90% dello scambio commerciale tra Italia e Svizzera, acquisiscono nuova centralità”.

Preioni (Regione Piemonte): vogliamo crescere insieme

“La Regio Insubrica – commenta Alberto Preioni, sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte – è unita da storia e cultura comuni”. “Vogliamo e dobbiamo crescere insieme – continua – attraverso progetti condivisi che valorizzino le nostre comunità e aprano nuove opportunità di sviluppo. Infrastrutture moderne, turismo sostenibile e collegamenti sempre più efficienti sono le chiavi per rendere competitivo il nostro territorio”. “Siamo impegnati – conclude Preioni – a mantenere un dialogo costante con tutti i partner istituzionali, da entrambe le frontiere. Tutto ciò per costruire una Regio forte, unita e prospera”.

Regio Insubrica e Interreg

Presentati quindi, nell’Assemblea che ha portato alla presidenza della Lombardia della Regio Insubrica, il rapporto sulle attività realizzate nel 2024 e quello per l’anno in corso. Aggiornamenti anche sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027, in particolare riguardo ai progetti presentati per l’area della Regio Insubrica.

Progetto di ricerca ‘Città dei Laghi’

L'Assemblea generale della Regio Insubrica a Varese con il passaggio della presidenza alla Regione LombardiaIn Assemblea anche la presentazione del progetto di ricerca ‘Città dei Laghi, un atlante per il territorio insubrico’, a cura dell’architetto ricercatore Francesco Rizzi. Si tratta di un progetto sviluppato sulla visione della Città dei Laghi come modello territoriale di riferimento cooperativo transfrontaliero tra il Ticino e le province italiane della Comunità di lavoro.

I membri della Regio hanno infine approvato i conti preventivi per gli anni 2025 e 2026, nonché il consuntivo del 2024.

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Ristorni frontalieri, da Lombardia 13 milioni a Province e Comunità montane

11 novembre 2024 à 16:57

Approvato dalla Giunta della Regione Lombardia il riparto, alle Province e alle Comunità montane, da quasi 13 milioni di euro derivanti dai ristorni fiscali delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Lo stabilisce una delibera approvata lunedì 11 novembre 2024 in Giunta su proposta del presidente, Attilio Fontana, di concerto con l’assessore a Enti locali, Montagna e ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori.

Da Lombardia trasferimento a Province e Comunità montane dei ristorni dei frontalieri

“Trasferiamo a Province e Comunità montane lombarde – spiegano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – 12.921.697,47 euro, le somme spettanti alla Regione Lombardia dal ristorno delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri relativamente al 2022 versate nei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese”.

La Legge 83 del 2023

Il meccanismo dei ristorni, in base all’accordo Italia-Svizzera sui frontalieri, è regolato dalla legge 83 del 2023, che evita le doppie imposizioni fiscali, e prevede il riconoscimento di una quota ‘compensativa’ alle Comunità Montane e alle Province all’interno dei cui territori sono situati i Comuni di frontiera con una percentuale di lavoratori frontalieri minore del 3% sul totale dei cittadini residenti.

Fontana: operosità lombarda si traduce in ‘tesoretto’

Attilio Fontana“Si tratta di soldi pagati, sotto forma di tassazione nei Cantoni della Confederazione elvetica – ricorda il presidente lombardo –, dalle nostre lavoratrici e lavoratori che in Svizzera lavorano contribuendo a produrre una ‘ricchezza’ che torna, come ‘tesoretto’, in Lombardia per opere pubbliche”.

Corposa rappresentanza

“I frontalieri – conclude Fontana – rappresentano infatti una corposa rappresentanza. Donne e uomini che, ogni giorno, lavorano nell’economia svizzera, nel commercio, nel terziario e nelle industrie dei Cantoni svizzeri. Attraverso i ristorni vengono quindi ‘compensate’ le zone territoriali lombarde di loro appartenenza”.

Sertori: trasferimento fondi in unica erogazione

Massimo Sertori“Anche nel 2024 – dice l’assessore Sertori – Regione Lombardia ha scelto di erogare in un’unica soluzione alle Province e alle Comunità montane beneficiarie, le somme attribuite derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Alle realtà assegnatarie dei contributi il compito di presentare alla Direzione Generale competente, entro 6 mesi dalla data di pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, il provvedimento con il quale approvano il dettaglio della programmazione con la tempistica riguardo all’esecuzione dei lavori relativamente a ogni singolo progetto che si intende realizzare usufruendo dei fondi derivanti dai ristorni”.

Meccanismo ristorni fino al 2033

“Voglio ricordare – prosegue l’assessore – che il meccanismo dei ristorni sarà in vigore fino al 2033, come stabilito nell’Accordo Italia-Svizzera che ha individuato un periodo transitorio decennale, a partire dal 2023, cessato il quale sarà il Governo italiano a ‘compensare’ i territori dei frontalieri”. “I fondi – conclude Sertori – serviranno a Province e Comunità montane per realizzare progetti e interventi sul territorio”.

I riparti

Comunità montane

Di seguito ecco quindi il riparto dei fondi derivanti dai ristorni per Comunità montane:

Como

  • Valli del Lario e del Ceresio: 171.119,25 euro;
  • Lario Intelvese: 67.277,65 euro;
  • Triangolo Lariano: 1.074.979,92 euro.

Lecco

  • Lario Orientale-Valle San Martino: 122.854,85 euro;
  • Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera: 172.581,82 euro.

Sondrio

  • Valchiavenna: 100.916,48 euro;
  • Valtellina di Sondrio: 340.775,95 euro;
  • Valtellina di Tirano: 193.057,62 euro;
  • Alta Valtellina: 312.987,35 euro;
  • Valtellina di Morbegno: 124.317,42 euro.

Brescia

  • Valle Camonica: 46.801,85 euro.

Varese

  • Valli del Verbano: 450.467,78 euro.

Province

E questo. infine, il riparto dei ristorni per le singole Province:

  • Como: 4.314.545,29 euro;
  • Lecco: 118.467,17 euro;
  • Monza e Brianza: 2.925,12 euro;
  • Sondrio: 112.616,94 euro;
  • Varese: 5.195.005,01 euro.

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Lombardia-Cantone Ticino. Fontana e Guerra: uniti su mobilità e frontalieri

8 juillet 2024 à 14:26

Due terre vicine che hanno più aspetti in comune che differenze. Regione Lombardia e Cantone Ticino sono tornate, dopo oltre cinque anni, lunedì 8 luglio, a Palazzo Lombardia prima, e quindi a Palazzo Pirelli, a confrontarsi con le rispettive Assemblee legislative.

Regione Lombardia, un bilaterale con il Cantone Ticino

Il primo appuntamento un bilaterale a Palazzo Lombardia cui hanno preso parte il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’assessore regionale ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori, e il presidente del Gran Consiglio della Repubblica e del Cantone Ticino, Michele Guerra.

Fontana: tante cose in comune, oltre il confine geografico

“Con gli amici del Cantone Ticino – ha sottolineato in conferenza stampa il presidente Attilio Fontana – abbiamo certamente un confine geografico che ci separa ma, allo stesso tempo abbiamo tantissime cose in comune. Nell’incontro abbiamo quindi approfondito questi aspetti che ci uniscono a partire dalla circolazione dei nostri tantissimi frontalieri per i quali stiamo cercando di potenziare le vie di accesso al Ticino”. “Una situazione certamente migliorata – ha rimarcato – con il treno Tilo, ma che pensiamo di poter ulteriormente efficientare con altre infrastrutture che, partendo dalla Liguria, passano per la Lombardia e il Cantone Ticino unendo Mediterraneo e nord Europa. Senza poi dimenticare anche il lavoro per la regionalizzazione della navigazione sui nostri laghi, e penso in particolare a Ceresio e Maggiore”.

La programmazione Interreg

“Nell’incontro – ha spiegato il governatore lombardo – abbiamo anche affrontato i temi della programmazione Interreg, entrata in una nuova fase, e che, da tempo, fa dialogare le popolazioni, le realtà, associative ed economiche, al di qua e al di là delle Alpi, quindi anche Lombardia e Cantone Ticino”. “Proprio per questo – ha concluso Fontana – vogliamo dare corpo e attuazione a collaborazioni e progetti sempre più sinergici tra Regione Lombardia e Cantone Ticino per agevolare la crescita reciproca”.

Guerra (Cantone Ticino): interessi dei ticinesi e dei lombardi spesso coincidono

Piena sintonia con il pensiero del governatore Fontana da parte del presidente del Gran Consiglio della Repubblica e del Cantone Ticino, Michele Guerra. “Siamo vicini di casa – ha affermato Guerra – e ognuno di noi tutela gli interessi dei propri cittadini. Noi di quelli ticinesi, il presidente Fontana di quelli lombardi. Siamo tuttavia consapevoli che gli interessi dei ticinesi e dei lombardi spesso, molto spesso, coincidono. E, su questi temi, siamo chiamati a un lavoro comune”. “Penso in particolare – ha proseguito – ai temi della mobilità e alla programmazione Interreg. Sulla mobilità siamo chiamati, e siamo pronti a lavorare congiuntamente, per quella transfrontaliera internazionale con il comune impegno a completare AlpTransit. Siamo attesi dal lavoro per la mobilità transfrontaliera regionale come previsto con dall’accordo che programma opere e infrastrutture nelle aree di confine fino al 2035”.

Servizio lacuale

“Non dimentichiamo neppure – ha aggiunto, in linea con il presidente Fontana – il comune interesse a potenziare il servizio lacuale, oltre l’uso turistico. Ciò per farne anche un servizio per i frontalieri e il mondo economico”.

Idee e progetti superano la ‘divisione’

“Siamo uniti anche nella programmazione di Interreg – ha concluso Guerra – che aiutano Ticino e Lombardia a tenere vive e a riscoprire le tante cose comuni. Quelle che annullano il confine alpino con la messa a terra di idee e progetti che trovano attuazione sia in Ticino che in Lombardia”.

Zamperini (Consiglio regionale): completare l’AlpTransit

Intervenendo in conferenza stampa, il presidente della Commissione speciale ‘Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine; Rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera’, Giacomo Zamperini, ha ribadito la “necessità di completare la realizzazione dell’AlpTransit quale infrastruttura cardine per Lombardia e Cantone Ticino”. “In Consiglio regionale – ha ricordato Zamperini – abbiamo approvato all’unanimità, la richiesta di regionalizzazione del servizio di navigazione”.

“In Consiglio regionale – ha continuato – discuteremo anche l’ordinamentale che affronta anche il tema dei sentieri di montagna per la cui cura prendiamo a modello la normativa svizzera, su questo versante assolutamente avanzata. L’alleanza e la condivisione di buon e pratiche e di legislazioni modello – ha concluso Zamperini – contribuiscono a rafforzare la crescita comune di Lombardia e Ticino”.

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Protezione civile, formazione Italo-Svizzera: a Erba (CO) ‘Extramuro 2024’

8 mars 2024 à 12:05

Da lunedì 11 a venerdì 15 marzo si terrà l’evento di Protezione civile “Extramuro 2024′, importante iniziativa di formazione congiunta tra Italia e Svizzera.

Coinvolgerà i territori dei comuni di Erba, Eupilio, Merone e Pusiano, nonché l’area litorale del lago di Pusiano. Il personale della Milizia di Protezione civile del Cantone Ticino, ospite del Sistema regionale e territoriale di Protezione Civile italiano, si addestrerà in scenari di maxi-emergenza in base agli accordi di reciproco soccorso tra Lombardia, Piemonte e Cantone Ticino, aggiornati e rinnovati tra il 2022 e il 2023.

Il Campo Scuola avrà sede presso il Centro Polivalente d’Emergenza di Erba (CO). Le attività formative si svolgeranno in vari momenti e location nei territori dei comuni coinvolti.

Il personale italiano e svizzero opererà in modo riconoscibile con propri mezzi e uniformi, minimizzando l’impatto sulla popolazione. L’esercitazione è coordinata dalla Prefettura di Como, dalla Direzione Sicurezza e Protezione Civile di Regione Lombardia. Con la collaborazione di Vigili del Fuoco, AREU Lombardia, Provincia di Como. Interessati anche i Comuni coinvolti, il Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale (CCPD) di Chiasso, la Direzione del Cavo Diotti, la Onlus ‘G.Prina’ e il Comitato di Coordinamento del Volontariato di Protezione Civile di Como.

Extramuro 2024

Non si tratta di un’esercitazione di evacuazione, ma un momento di formazione sul campo per il personale svizzero con il supporto italiano. Non ci saranno quindi eventi impattanti sulle attività ordinarie del territorio.

L’iniziativa rappresenta un progetto pilota di formazione congiunta per la migliore applicazione degli accordi di reciproco supporto tra la Prefettura di Como, la Regione Lombardia e la Sezione del Militare e della Protezione Civile del Cantone Ticino.

Assessore La Russa: formazione fiore all’occhiello Prociv Lombardia

“Per una settimana – dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa – gli uomini della Protezione civile svizzera si metteranno alla prova, supportati dalla nostra Prociv, per essere pronti a intervenire nel caso di una maxiemergenza che coinvolga le aree di confine tra Italia e Svizzera. Un modo per confrontare e mettere in comunicazione due modelli di intervento differenti ma che devono essere in grado di integrarsi in caso di necessità”.

“La formazione – conclude La Russa – è uno dei fiori all’occhiello della Protezione civile lombarda. Siamo orgogliosi del lavoro svolto dagli operatori e dal nostro ‘esercito’ di oltre 27.000 volontari infaticabili e generosi”.

Prefetto Como: perfetta collaborazione istituzionale

“Il Campo Scuola organizzato per gli Ufficiali di Protezione civile del Dipartimento delle Istituzioni del Cantone Ticino – evidenzia il prefetto di Como Andrea Polichetti – rappresenta una perfetta collaborazione istituzionale con il Cantone Ticino, con la Regione Lombardia, il Dipartimento di Protezione civile, la Provincia, i Comuni e le Forze dell’ordine e con i Vigili del Fuoco, asse portante delle attività di emergenza. La settimana di formazione arricchisce le sinergie tese a sviluppare la capacità di risposta nelle emergenze di Protezione civile sulla fascia di confine tra il Cantone Ticino e Como. È un’esperienza che certamente darà maggiore speditezza e efficacia ai modelli di intervento di Protezione civile sulle aree confinarie da riformulare anche in relazione ai rapidi cambiamenti climatici, finalizzati al soccorso della popolazione in caso di calamità”.

L’esperienza potrà aumentare significativamente la capacità di integrazione

“Ringrazio le Autorità ticinesi, le Amministrazioni e tutti gli operatori – conclude il prefetto – che saranno impegnati nelle articolate attività sul territorio comasco confidando che l’esperienza potrà aumentare significativamente la capacità di integrazione tra i sistemi di protezione civile del Cantone Ticino e della provincia di Como”.

 

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