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Invecchiamento attivo, il tour della Regione fa tappa in Brianza

17 juillet 2025 à 17:26

Il tour della Regione Lombardia sull’invecchiamento attivo arriva in Brianza. Tappa a Desio per il ciclo di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino-Radici per il futuro’ nel quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni

Nel corso dell’evento, presso il ‘Consorzio Desio Brianza’, sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Enti Capofila del Piano di Azione Territoriale e dei Centri per la Famiglia, ASST, Comuni e Ambiti Territoriali Sociali con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori.

A disposizione risorse per 4,3 milioni

“Mi sono complimentata con tutti gli attori sociali presenti – ha dichiarato l’assessore Lucchini – per gli esiti della nostra iniziativa regionale sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, sta promuovendo per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze per un welfare generativo”.

Straordinaria rete sociale

L'intervento dell'assessore regionale Elena Lucchini a Desio

A Desio, ha proseguito Lucchini, “ho avuto modo di conoscere la straordinaria rete sociale che vede come protagonista il Centro per la Famiglia OIKOS e che rappresenta un’esperienza collettiva con l’obiettivo di valorizzare le risorse già presenti sul territorio e di costruire, insieme alle famiglie, risposte concrete ai bisogni emergenti intercettando e prevenendo la marginalità e l’isolamento sociale”.

“Ho molto apprezzato l’impegno dedicato allo scambio intergenerazionale per valorizzare l’insostituibile ruolo dei nonni e al supporto ai Caregiver. Così come ho sottolineato l’importanza del progetto ‘Salotto delle mamme’ per creare uno spazio di incontro, ascolto e condivisione e la proposta de il ‘Terzo tempo dei papà per rafforzare il legame con i figli e confrontarsi sul proprio ruolo di padre. Molto validi i progetti del ‘Laboratorio di scarti’ per attività creative e di riuso e il laboratorio di ‘pet education’ per esperienze educative con il supporto degli animali. Sono certa che la condivisione di saperi possa tramandare un prezioso patrimonio materiale e immateriale di cultura e tradizioni per rafforzare legami e fiducia tra generazioni”.

Il ‘Piano attivati’

Illustrato anche il ‘Piano attivati! – Generazione senior’ con capofila il CSV Monza Lecco Sondrio al quale hanno aderito 36 soggetti tra istituzioni e Enti del Terzo Settore e che ha saputo proporre iniziative culturali e artistiche come la drammaterapia e l’ortoterapia in collaborazione con la Scuola Agraria del parco di Monza e consentire la creazione di una vetrina di luoghi e iniziative di socialità per over 65 sulla piattaforma di comunità territoriale.

Infine, ha concluso la responsabile alla Famiglia, “questo Piano d’Azione Territoriale va ben oltre la semplice offerta di attività ricreative per gli anziani. La sua vera forza emerge nella sinergia con i Centri per la Famiglia, e l’evento di oggi qui a Desio ne è un esempio significativo. Ringrazio ATS Brianza per l’attenzione e la cura testimoniata in questo percorso  che, sulla provincia di Monza e Brianza,  abbiamo voluto sostenere con un finanziamento regionale pari a 309.749,00 euro  a cui sono stati aggiunti  37.110 euro  da destinare alle attività di ortoterapia”.

La situazione demografica ATS Brianza

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione costituisce una caratteristica del nostro paese ancor più di molti altri paesi sviluppati. Tale realtà, se da un lato trova ragione nel calo della natalità e nell’aumento dell’aspettativa di vita, dall’altro è eredità del passato, di epoche ad alta natalità (es. Baby Boom), i cui componenti oggi occupano i vertici della piramide demografica.

I dati ISTAT a riguardo mostrano con particolare evidenza un incremento della popolazione anziana in questi ultimi anni. Nel ventennio più recente l’età media della popolazione italiana ha registrato un incremento di 4 anni, passando da 42 anni nel 2002 a 46,6 anni all’1 gennaio 2024. Allo stesso modo, l’indice di vecchiaia riporta un incremento da 131 nel 2002 a 193 nel 2023 (che significa la presenza di 193 persone ultrasessantacinquenni ogni 100 bambini di età compresa tra gli 0 e i 14 anni).

Grande partecipazione per l'evento di Generazioni in Cammino a Desio

139 Comuni su due province

Il territorio dell’ATS Brianza comprende 139 comuni dei territori delle province di Monza e Brianza (55 comuni) e di Lecco (84 comuni), coincidenti con le ex ASL di Monza e Lecco. All’ ATS Brianza afferiscono l’IRCCS San Gerardo, l’ASST Lecco e l’ASST Brianza, e a livello sociale i seguenti ambiti: nella provincia di Lecco, Lecco, Bellano e Merate, mentre nella provincia di Monza e Brianza, Carate Brianza, Seregno, Desio, Monza e Vimercate.

La popolazione residente in ATS Brianza a gennaio 2024 è pari a 1.211.258 persone (595.639 maschi, 615.619 femmine). La fascia d’età 65-74 è pari a 138.541 persone (65.791 maschi, 72.750 femmine) e rappresenta l’11,4% della popolazione totale, mentre gli over 75 risultano essere 151.960 persone (62.854 maschi, 89.106 femmine), ovvero il 12,5% della popolazione totale, per un totale di over65 pari al 23,9% della popolazione complessiva.

Nel Lecchese indice di vecchiaia superiore alla media

Con riferimento all’invecchiamento, la popolazione dell’Agenzia segue la linea di tendenza nazionale, pur con alcune peculiarità: mentre la provincia di Monza e Brianza riporta un indice di vecchiaia (184,5) inferiore sia al livello regionale (188,2) che nazionale (199,8), la provincia di Lecco mostra invece un valore significativamente superiore, pari a 207,8. Se si osserva il dettaglio territoriale di ATS Brianza relativo a tale indice si denota un persistente incremento negli ultimi 20 anni, più marcato nel distretto più periferico, quello di Bellano, che raggiunge valori pari a 232,6. Nelle zone più urbanizzate i valori sono progressivamente meno estremi, cominciando dal Distretto di Lecco e proseguendo verso gli altri ambiti distrettuali (Carate, Desio, Seregno, Monza, Vimercate e Merate), che, pur mostrando valori di rilievo, evidenziano una situazione territoriale in cui molti Comuni, presentano un Indice di vecchiaia inferiore al dato di ATS.

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Invecchiamento attivo, a Sondrio il tour GenerAzioni in cammino

9 juillet 2025 à 15:08

Il tour della Regione sull’invecchiamento arriva a Sondrio. Qui si è svolta la tappa dell’ATS Montagna relativa al ciclo di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino-Radici per il futuro’ nel quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Enti capofila del Piano di Azione Territoriale e dei Centri per la Famiglia, ASST, Comuni e Ambiti Territoriali Sociali con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori.

Invecchiamento attivo, risorse per oltre 4 milioni di euro

Il tour sull'invecchiamento attivo a Sondrio

“Mi sono complimentata con tutti gli attori sociali presenti – ha dichiarato l’assessore Lucchini – per gli esiti della nostra iniziativa regionale sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, sta promuovendo per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità per prevenire l’isolamento sociale”.

Abbiamo voluto investire, ha illustrato l’esponente della Giunta regionale, “su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze per un welfare generativo”.

A Sondrio una straordinaria realtà sociale

A Sondrio ho avuto modo di conoscere la straordinaria realtà sociale del territorio che sta promuovendo l’ortoterapia, i punti di incontro, le contaminazioni creative e i progetti volti alla prevenzione e alla tutela della salute. Mi ha colpito molto – ha sottolineato Lucchini – il progetto ‘Qua la zampa’ con le attività che si svolgeranno presso RSA e C.A.S.A (Comunità alloggio sociale per anziani) per promuovere la Pet-Therapy, sia il progetto ‘Riabilitango’ che punta alle potenzialità curative della danza e della musica, così come ‘Cantiamo insieme’, un’iniziativa che intende coinvolgere cori e musicisti per attività di animazione musicale nelle RSA, favorendo la promozione di attività di anziani per anziani, nella logica di ‘peer education’, ovvero l’educazione tra pari”.

Condivisione di esperienze

L'assessore Elena Lucchini

Ho molto apprezzato, ha proseguito l’assessore, “anche la ‘La vanità non ha età’ che mette in connessione gli studenti della scuola professionale di estetista e parrucchiera con le persone anziane per uno scambio tra generazioni e mantenimento della cura di sé. In questa direzione va anche l’iniziativa i ‘Ricordi di una vita’ per valorizzare le relazioni tra generazioni, in particolare tra studenti della scuola secondaria di secondo grado e gli over65, attraverso incontri, interviste, dibattiti, uscite sul territorio. Una condivisione di esperienze che tramanda un prezioso patrimonio materiale e immateriale di cultura e tradizioni che rafforza legami, fiducia e senso di appartenenza”.

Piano di azione territoriale

“Un piano d’Azione Territoriale per l’Invecchiamento Attivo che va dunque ben oltre la semplice offerta di attività ricreative per gli anziani e che troverà la sua vera forza nella sinergia con i Centri per la Famiglia, e l’evento di oggi qui a Sondrio ne è un esempio significativo. Un ringraziamento particolare – ha concluso la responsabile alla Famiglia – è indirizzato all’ATS Montagna che ha svolto un ruolo cabina di regia e di raccordo con i territori con un investimento pari a 275.940,00 euro di risorse regionali, oltre a 20.697,00 euro per gli orti riabilitativo-terapeutici, e che oggi ha voluto ricordare un antico proverbio: il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”.

La situazione demografica dell’ATS Montagna

L’indice di vecchiaia, ovvero il rapporto percentuale fra il numero dei residenti over65 e il numero dei residenti con meno di 15 anni, nel territorio afferente all’ATS Montagna è pari al 213,2%. In Italia il valore si attesta al 198,8% mentre in Lombardia al 188,1%. Il territorio dell’ATS Montagna, che coincide quasi totalmente con l’intero Arco Alpino della Lombardia, è molto esteso ed articolato e presenta la densità abitativa più bassa di tutta la Regione.

134 Comuni su tre province

L’ATS si estende su un territorio di 4.757 km2, sui quali insistono complessivamente 134 comuni compresi nelle tre province di Sondrio, Brescia (circoscritta alla sola area della Valcamonica) e Como (circoscritta alla sola area dell’Alto Lario) con una popolazione totale di 293.581 abitanti, di cui 195.551 abitanti in Valtellina e Alto Lario (densità abitativa 57,16 ab/km2) e 98.030 abitanti in Valcamonica (densità abitativa 75,11 ab/km2) (Fonte Istat 2023). L’ATS della Montagna si trova quindi a cavallo sulle tre province di Brescia, Sondrio e Como, ha sul suo territorio l’ASST di Valcamonica e l’ASST della Valtellina e Alto Lario, organizzate in cinque Distretti (Valcamonica, Alta Valtellina, Media Valtellina, Bassa Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario) e sette Ambiti territoriali.

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Invecchiamento attivo, il tour fa tappa a Bergamo e Brescia

25 juin 2025 à 18:10

Il tour della Regione sull’invecchiamento attivo è arrivato in provincia di Bergamo e a Brescia. Due tappe, prima a Bolgare e poi a Brescia, del ciclo di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino-Radici per il futuro’ nel quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco.

Nel corso dell’evento  sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Enti capofila del Piano di azione territoriale e dei Centri per la famiglia, Asst, Comuni e Ambiti territoriali sociali con la regia dell’Ats grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori.

Invecchiamento attivo in provincia di Bergamo

Anche molti sindaci alla tappa in provincia di Bergamo del tour Generazioni in cammino

“Mi sono complimentata con tutti gli attori sociali presenti – ha dichiarato l’assessore Lucchini – per gli esiti della nostra iniziativa regionale sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, sta promuovendo per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità”.

“Abbiamo voluto – ha proseguito l’assessore – investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze per un welfare generativo. Qui  ho avuto modo di conoscere la straordinaria realtà sociale bergamasca che ha saputo garantire una copertura estesa su quasi la totalità del territorio, con 13 Ambiti Territoriali Sociali, 12 Enti capofila e ben 60 enti partner che hanno potuto contare su un contributo regionale pari a 452.353 euro. Ho molto apprezzato l’investimento nell’ortoterapia, che coinvolge attivamente le Unità d’offerta sociosanitarie (Rsa, Cdi), le Unità d’offerta sociali (C.A.S.A., alloggi protetti), gli over 65 della cittadinanza e gli istituti scolastici. Questo approccio promuove un’ottima logica di inclusività e intergenerazionalità”.

Importante sinergia con i Centri per la famiglia

“Mi hanno colpito anche – ha aggiunto l’esponente della giunta lombarda – i ‘Caffè sociali’, che si confermano luoghi sempre più importanti di formazione e informazione. Allo stesso modo, ho trovato notevole la capacità di innovare attraverso i ‘Laboratori intergenerazionali’: in particolare, quelli dedicati alla cucina tradizionale che permettono agli over 65 di trasmettere ricette a caregiver e giovani, così come la condivisione di saperi artigianali che tramanda un prezioso patrimonio materiale e immateriale di cultura e tradizioni. Si tratta di uno scambio tra generazioni che rafforza legami e fiducia. Il seguente Piano d’Azione Territoriale per l’Invecchiamento Attivo va ben oltre la semplice offerta di attività ricreative per gli anziani. La sua vera forza emerge nella sinergia con i Centri per la Famiglia, e l’evento di oggi qui nella Bergamasca ne è un esempio significativo”.

Acquisire competenze digitali

“Sempre più prioritario – ha sottolineato Lucchini – è da considerarsi l’intervento di ‘In-forma/Digitale’ che sostiene dei veri e propri presidi itineranti di informazione digitale e che consente di raggiungere capillarmente le diverse realtà territoriali, portando l’alfabetizzazione digitale dove è più necessaria e trasformando un potenziale ostacolo in un’opportunità di inclusione e coesione sociale. Attraverso questa metodologia innovativa, ‘In-forma/Digitale’ crea spazi di incontro e apprendimento reciproco, dove gli anziani possono acquisire le competenze digitali necessarie per navigare in un mondo sempre più connesso, superando il divario digitale e accedendo a opportunità precluse. Allo stesso tempo, i giovani non sono solo facilitatori, ma scoprono il valore dello scambio intergenerazionale, affinando le proprie capacità comunicative e sviluppando un senso di responsabilità sociale”.

Co-housing Reint2565

“Infine –  ha concluso l’assessore alla Famiglia – si sta consolidando il progetto sperimentale di co-housing Reint2565 promosso dal mio assessorato con l’Università Bergamo che promuove il dialogo fra generazioni con una coabitazione solidale basata su un patto fiduciario tra anziano e giovane. L’obiettivo è integrare le esperienze di vita dei senior con l’energia e le aspirazioni dei giovani. Un confronto di competenze e conoscenze, valorizzando le risorse che ciascuna generazione può offrire per affrontare insieme le sfide della contemporaneità. Ringrazio Ats Bergamo per l’attenzione e la cura testimoniata in questo percorso”.

L'assessore Elena Lucchini

Terza età, i numeri nella Bergamasca

Il processo di invecchiamento della popolazione è particolarmente significativo. Poiché l’indice di vecchiaia è in continua crescita, si assiste ad un continuo accrescersi della fragilità della popolazione anziana, in quanto il positivo dato dell’aumento della speranza di vita porta con sé anche una maggiore rilevanza di problematiche sanitarie e sociali che insorgono nelle persone in età molto avanzata. La popolazione over 65 della provincia di Bergamo con riferimento all’anno 2023 risulta essere pari a 249.555 cittadini – 112.104 i maschi, 137.451 le femmine. Le donne rappresentano una maggioranza crescente nelle fasce d’età più avanzate. Ad esempio, nella fascia 85+, ci sono 24.500 donne rispetto a 12.298 uomini, una differenza marcata.

Le fasce d’età

Le fasce d’età 65-69 e 70-74 mostrano una distribuzione più equilibrata, ma con una prevalenza femminile. Bergamo ha la maggiore concentrazione di anziani (15,28%), seguita da Dalmine (12,33%) e Isola Bergamasca (11,51%). Questi dati indicano che i distretti più popolosi ospitano anche la maggior parte della popolazione anziana. I distretti con percentuali più basse, come Alto Sebino (3,11%), mostrano una minor densità di anziani, suggerendo una potenziale correlazione con il livello di urbanizzazione.

Invecchiamento attivo in provincia di Brescia

A Brescia, dove è proseguito il tour GenerAzioni in cammino, presente anche l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione. L’assessore Lucchini ha rivolto un plauso “alla promozione degli orti riabilitativi e terapeutici e ai tanti progetti capaci di promuovere un’alleanza tra generazioni valorizzando i canti popolari, i corsi d’inglese, il gioco delle bocce, l’alfabetizzazione digitale e molto valida è la proposta del ‘Teatro contro le truffe’. La scelta di valorizzare lo straordinario patrimonio umano rappresentato dai nonni con i progetti ‘Colazione dei nonni’, il ‘Nonno vigile’ e ‘Pane nonno e marmellata’ credo sia il modo migliore per mettere al centro una generazione capace di tramandare un esempio di valori e di autenticità ai più giovani”.

Grazie a questi percorsi bresciani sostenuti con un intervento economico pari a 466,470 euro, ha concluso Lucchini, “sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Il mio apprezzamento è indirizzato ad Ats Brescia per il sostegno che testimonia quotidianamente a favore delle connessioni sociali”.

L'assessore Lucchini a Brescia

I numeri della provincia di Brescia

Nel territorio di Ats Brescia la distribuzione demografica è sostanzialmente in linea con quella regionale e nazionale (dati al 31/12/2023). I cittadini over 65 sono 263.922 cittadini di cui il 48,29% (127.449 persone) compresi nella fascia di età 65-75 anni. La percentuale di anziani sul territorio di Ats Brescia è pari al 22,7%, con molteplici differenze a livello territoriale tra gli 11 Distretti e il territorio delle tre Asst. Il Distretto 1 Brescia è il più ‘anziano‘, con una percentuale di anziani (over 65) del 25,1%, seguito dal Distretto 4 Val Trompia, che presenta il 24,7% di over 65. Entrambi i Distretti afferiscono ad Asst Spedali Civili che presenta una percentuale di over 65 del 23,6%.

I Distretti del Garda

I Distretti afferenti al territorio di Asst Garda presentano una percentuale di over 65 in linea con la media di Ats, eccetto il Distretto Bassa Bresciana Orientale che presenta una percentuale di over 65 del 19,8%. Quelli afferenti ad Asst Franciacorta presentano una popolazione di over 65 lievemente inferiore alla media del territorio globale di Ats.

 

 

 

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Invecchiamento attivo, a Milano il tour ‘GenerAzioni in Cammino’

19 juin 2025 à 18:54

Il tour della Regione sull’invecchiamento attivo ha fatto tappa a Milano. All’iniziativa – ‘GenerAzioni in Cammino-Radici per il futuro’ – ha partecipato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

L’incontro si è svolto allo spoke del Centro per la Famiglia in via Ulisse Dini, 7/a. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, ASST, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori.

“Mi sono complimentata con tutti gli attori sociali – ha dichiarato l’assessore Lucchini – per gli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, sta promuovendo per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze per un welfare generativo”.

I progetti territoriali sull’invecchiamento attivo a Milano

“A Milano – ha proseguito Lucchini – ho avuto modo di conoscere sei validi progetti territoriali come ‘OPEN HUB per le Famiglie’ – Consorzio SIR con la sperimentazione di un ‘Patto comunitario intergenerazionale’ che coinvolge scuole, centri anziani, condomìni, parrocchie e attiva micro-alleanze solidali di vicinato per il supporto tra famiglie e anziani, attività di mutuo aiuto”.

“Ho molto apprezzato anche ‘AGEMI UP’ che ha l’obiettivo di farsi carico della condizione di crescente fragilità e solitudine delle persone anziane e i relativi rischi di isolamento sociale attraverso azioni e strategie a sostegno del miglioramento della qualità della vita attraverso un partenariato potenziato dalla presenza delle quattro ASST che apportano la loro conoscenza specifica in tema di invecchiamento e decadimento fisico e psichico ad esso correlate. Molto apprezzabile è l’esperienza di ‘Argento Vivo Addosso’ che promuove iniziative di sport sociale come il pickleball e le tecniche di paracadute. E ancora le proposte di ‘Active over’ che propone uno scambio tra generazioni come ‘La colazione dei nonni’ e ‘Il tè delle 17’ così come molto efficaci sono i progetti di ‘Oltre l’età – Auser’ e ‘A.R.T.E Consorzio CSEL con gli sportelli digitali per supportare le persone anziane nella digitalizzazione”.

La sperimentazione di co-housing

L'evento Generazioni in cammino a Milano

“Infine – ha spiegato la responsabile alla Famiglia – si sta consolidando il progetto sperimentale di co-housing e mentoring ‘Attiva-Mente insieme‘, promosso dal mio assessorato con l’Università Statale di Milano che promuove il dialogo fra generazioni con una coabitazione solidale basata su un patto fiduciario tra anziano e giovane. Lo studente avrà un rimborso per le spese di locazione, grazie ai 400.000 euro stanziati per l’Università Statale di Milano, e dovrà fornire alcuni servizi di volontariato”. “Grazie a questi percorsi – ha concluso Lucchini – sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Rivolgo pertanto il mio apprezzamento, per l’attenzione testimoniata, a ATS Milano che ha ben ricordato: L’età è un viaggio non un limite”.

I numeri

I dati riguardanti la popolazione residente sul territorio di ATS Città Metropolitana di Milano (riferiti all’anno 2023), fotografano una realtà con 796.833 anziani di età maggiore di 65 anni, su una popolazione totale di 3.515.319, cioè il 22,67% della popolazione totale.
L’Indice di vecchiaia (rapporto percentuale fra numero di residenti over 65 e under 15) più alto è Cornovecchio, nel territorio del lodigiano, con 358,8 (quindi 358 anziani ogni 100 bambini), mentre il più giovane è Carpiano (MI) con 96. L’Indice di vecchiaia medio sull’intero territorio ATS è 180,4 di cui 213,3 per le donne e 149,5 per gli uomini.

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Il tour sull’invecchiamento attivo fa tappa a Varese

11 juin 2025 à 15:16

Il tour sull’invecchiamento attivo fa tappa a Varese. Si è svolta alla Camera di Commercio in piazza Monte Grappa, la tappa varesina del ciclo di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino – Radici per il futuro’. L’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

Generazioni in cammino_Varese_1

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi – denominato ‘Pro Senectute’ – che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Asst, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori che con 15 capofila di progetti hanno connesso 49 partner. Il contributo pubblico totale è stato pari a 563.502 euro per un costo totale di 746.421 euro.

Investimento da 4,3 milioni di euro

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato l’assessore Lucchini – degli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze.

Conoscenza di 5 validi progetti

Generazioni in cammino_Varese_2

A Varese, ha proseguito Lucchini, “ho avuto modo di conoscere i cinque validi progetti dedicati all’ortoterapia e di conoscere direttamente anche l’iniziativa ‘Sport per tutti’ che attraverso un percorso dedicato alla riscoperta del gioco delle bocce promuove proprio la salute, l’inclusione e il benessere intergenerazionale perché capace di coinvolgere persone anziane, famiglie e i ragazzi valorizzando una nostra tradizione e al contempo contrastare il disagio giovanile”.

Un modello attento alle persone

Passo dopo passo, ha concluso Lucchini, “sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Grazie a questi percorsi e grazie all’attenzione testimoniata da ATS Insubria sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

La situazione demografica ATS Insubria

Il territorio di ATS Insubria che coincide con la Provincia di Varese e con parte della Provincia di Como è caratterizzato da una popolazione complessiva al 31/12/2024 pari a 1.463.621 abitanti distribuiti in 268 Comuni, suddivisi in tre ASST (Sette Laghi, Valle Olona e Lariana). I dati ISTAT aggiornati al 31 dicembre 2023 rilevano che sul territorio gli anziani over 65 sono quasi il 25% della popolazione, ridistribuiti per sesso e per fasce di età come segue:

Nell’anno 2023 le persone over 65 erano 352.303 (153.805 i maschi e 198.498 le femmine);

Nell’anno 2024 le persone over 65 erano in totale 362.317 (159.028 i maschi e 203.289 le femmine).

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Prosegue il tour GenerAzioni in cammino-Radici per il futuro

5 juin 2025 à 16:22

Si sono concluse le ultime due tappe pavesi del calendario di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino – Radici per il futuro’ nel corso delle quali l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha illustrato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

GenerAzioni in cammino – Radici per il futuro, la longevità come opportunità

“Esprimo autentica soddisfazione – ha dichiarato l’assessore Lucchini – di fronte agli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità”.

generazioni in cammino

“Abbiamo voluto investire – ha sottolineato – su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze. In provincia di Pavia si stanno potenziando capacità di rafforzare la rete esistente aumentando l’offerta per i cittadini per contrastare situazioni di isolamento e marginalità”.

La capacità di fare rete

A Vigevano, ha spiegato Lucchini, “ho avuto modo di confrontarmi con la capacità di azione dei Centri per la famiglia sull’intero territorio della Lomellina. Un modello di connessione che ha attivato una rete sociale tra Enti del Terzo Settore, ASST, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS. Grazie a questa misura cresce l’attenzione alle esigenze delle persone anziane e al contempo si innova, coinvolgendo le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Attraverso questi percorsi sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

Il valore di un progetto

“A Pavia – ha detto Lucchini – ho voluto sottolineare il valore del progetto sperimentale ‘Co-housing e caring tra generazioni’, proposto dall’Ateneo pavese e finanziato da Regione Lombardia con un contributo di 400.000 euro per due anni. Una proposta che non ha la presunzione di contrastare il caro affitti ma che propone una nuova forma di domiciliarità per gli studenti universitari. Una coabitazione solidale basata su un patto fiduciario tra anziano e giovane promosso con il supporto dagli enti del Terzo Settore”.

“All’over 65 che ospiterà uno studente a casa sua – ha concluso l’assessore – verrà riconosciuto un contributo di 300 euro al mese. Un ‘patto di coabitazione’ dove il ragazzo potrà aiutare la persona che lo ospita a utilizzare il computer, lo faciliterà nell’accesso dell’assistenza sanitaria, l’accompagnerà verso strutture amministrative, gli sarà a fianco in momenti di socializzazione e svago. Una reciprocità che farà crescere l’intera comunità”.

La situazione demografica in provincia di Pavia

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Il progressivo invecchiamento demografico della popolazione è un fenomeno che investe gran parte dei paesi più sviluppati: l’Italia è da tempo tra i paesi più longevi d’Europa e dati recenti la indicano come il Paese europeo più anziano e come quello che, con il Giappone, si contende il primato del Paese più anziano del mondo.

L’indice di vecchiaia, ossia il rapporto tra la popolazione over 65 e la popolazione di età compresa tra 0-14 anni, risulta pari a 193,1 in Italia, a 182 in Lombardia ed a 211,7 a Pavia, dimostrando che sul territorio pavese è presente un fenomeno di invecchiamento demografico più marcato rispetto al contesto nazionale e regionale.

 

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Invecchiamento attivo: via al tour ‘GenerAzioni in cammino’

28 mai 2025 à 18:23

Si sono concluse le prime due tappe del calendario di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino – Radici per il futuro’. Eventi nel corso dei quali l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

Nel corso dei due appuntamenti sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi che stanno coinvolgendo gli Enti del Terzo Settore, Asst, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori.

Gli incontri, che si sono svolti presso il Centro per la famiglia di Voghera e presso la Casa dei Servizi di Varzi, hanno visto la partecipazione di tutte le realtà sociali coinvolte che hanno ideato il progetto ‘Un ponte tra generazioni’ con capofila Voghera, Ambito di Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese e il progetto ‘Comunità intergenerazionale’ con capofila la Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese.

Investimento di 4,3 milioni

Tra i relatori Giovanni Palli, Presidente della Provincia e Sindaco di Varzi, Ilaria Marzi, Direttore Sociosanitario ATS Pavia, Silvia Armandola, Direttore della Fondazione Adolescere, Federico Taverna, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Voghera, Domenico Marrapodi, Dirigente Servizi Sociali Comune di Voghera e Marianna Buscaglia, Assistente sociale Piano di Zona Ambito Territoriale Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese. Presente anche il sottosegretario regionale con deleghe ai Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione, Ruggero Invernizzi.

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato l’assessore Lucchini – degli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze In provincia di Pavia, nello specifico sui territori di Voghera e Varzi, ho molto apprezzato la capacità di rafforzare la rete esistente aumentando l’offerta per i cittadini”.

Invecchiamento attivo, percorsi trasversali

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“Mi ha colpito l’entusiasmo nell’ideare i percorsi trasversali che propongono il valore dell’ortoterapia, del trasporto sociale e dell’accompagnamento protetto con auto, della formazione del personale volontario con funzioni di guida turistica, sino alla merenda condivisa, attraverso cui avvicinare il mondo degli anziani a quello dei ragazzi e trasmettere i ‘saperi’ di un territorio anche utilizzando il linguaggio del cibo e dei laboratori musicali. Passo dopo passo – ha concluso Lucchini – sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Grazie a questi percorsi sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

La situazione demografica in provincia di Pavia

Il progressivo invecchiamento demografico della popolazione è un fenomeno che investe gran parte dei paesi più sviluppati: l’Italia è da tempo tra i paesi più longevi d’Europa e dati recenti la indicano come il Paese europeo più anziano e come quello che, con il Giappone, si contende il primato del Paese più anziano del mondo.

L’indice di vecchiaia

L’indice di vecchiaia, ossia il rapporto tra la popolazione over 65 e la popolazione di età compresa tra 0-14 anni, risulta pari a 193,1 in Italia. È a 182 in Lombardia ed a 211,7 a Pavia. Ciò dimostra che sul territorio pavese è presente un fenomeno di invecchiamento demografico più marcato rispetto al contesto nazionale e regionale. I dati più significativi sono quelli riferiti in particolare all’’indice di vecchiaia’ e alla ‘dipendenza degli anziani’ (rapporto tra persone con meno di 14 e più di 65 anni e persone tra i 14 e i 64 anni). Questi risultano più elevati nel territorio di Voghera e Comunità Montana dove l’indice di vecchiaia è pari a 281,2.

Progetto Voghera

Voghera rientra sia nei Piani di Invecchiamento attivo con il progetto ‘Un ponte tra generazioni’ che come Intervento di ortoterapia.

Piano Invecchiamento attivo: Progetto ‘Un ponte tra generazioni’

Capofila: Ambito di Voghera e Comunità Montana Oltrepò Pavese

Partner: Fondazione Adolescere, Azienda di Servizi alla Persona Carlo Pezzani, Casa di Comunità di Voghera, Unitre, Centro diurno Anziani di Voghera, Istituto Comprensivo Statale di Via Dante di Voghera, Istituto Comprensivo Statale Pertini di Voghera, Scuola Secondaria Superiore Liceo Galilei di Voghera, Associazione Volo di Rondine

Risorse: 83.020 euro

Partner principale: il Piano di Zona dell’Ambito territoriale Voghera e Oltrepò Pavese individua Fondazione Adolescere di Voghera come partner principale con compiti di supervisione e coordinamento sugli altri partner coinvolti.

Fondazione Adolescere

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Fondazione Adolescere di Voghera opera da molti anni sul territorio di Voghera e Oltrepò. Realizza servizi e progetti per la comunità locale attraverso attività educative e formative rivolte a giovani e adulti. Tra le diverse attività gestisce in qualità di hub il Centro per le famiglie di Voghera e dell’Oltrepò Pavese, la Civica scuola di musica di Voghera, il Servizio Tutela Minori per il Comune di Voghera.

Ha organizzato laboratori intergenerazionali mettendo in relazione reciproca l’esperienza degli anziani in Casa di riposo e l’entusiasmo di giovani studenti. I partner individuati ben rappresentano nel territorio sia il mondo degli over 65, sia il mondo giovanile e le scuole, ambiti. Fra questi il progetto vuole creare dei “Ponti esperienziali” attraverso stimoli e opportunità veicolate da due agenzie educative e formative. Ossia Fondazione Adolescere e Volo di rondine che possano favorire il patto di scambio tra anziani e giovani (patto transgenerazionale).

Intervento di ortoterapia

Capofila: Comune di Voghera, ente capofila del piano di zona dell’ambito territoriale Voghera e Oltrepò pavese

‘Orto riabilitativo terapeutico’. Si prevede l’attivazione di un orto terapeutico- riabilitativo all’interno dell’ASP Pezzani di Voghera. Previsto il coinvolgimento degli ospiti della RSA e del Centro diurno anziani della ASP Pezzani. L’orto è realizzato in terreni di pertinenza della RSA con attività di semina, cura e raccolto.

Partner coinvolti: Fondazione Adolescere, Azienda di Servizi alla Persona Carlo Pezzani, Casa di Comunità di Voghera, Unitre, Centro Diurno Anziani di Voghera, Istituto Comprensivo Statale di Via Dante di Voghera, Istituto Comprensivo Statale Pertini di Voghera, Scuola Secondaria Superiore Liceo Galilei di Voghera, Associazione Volo di Rondine.

Progetto Varzi

Varzi rientra sia nei Piani con il progetto ‘Comunità intergenerazionale’ che come Intervento di ortoterapia.

Piano Invecchiamento attivo: Progetto ‘Comunità intergenerazionale’

Capofila: Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese

Partner: Cooperativa La Sveglia, Associazione Culturale Varzi Viva, Oratorio San Giovanni Bosco Di Varzi, Società Sportiva As Varzi, Società Sportiva Gs Nizza Calcio, Associazione di Volontariato Auser Di Varzi, Auser di S. Margherita Staffora, CSR Fitness Piscina Di Varzi, Istituto Omnicomprensivo ‘P. Ferrari’ Di Varzi, Palestra Keep Fit di Varzi, Associazione Culturale Artemusica

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Risorse: 83.625 euro

Intervento di ortoterapia

Capofila: Comunità montana Oltrepò Pavese

Attività progettuali che coinvolgono Varzi

Partner coinvolti: Cooperativa La Sveglia, Associazione Culturale ‘Varzi Viva’, Oratorio San Giovanni Bosco di Varzi, Società Sportiva As Varzi, Società Sportiva Gs Nizza Calcio, Associazione di Volontariato Auser di Varzi in collaborazione con Auser di S. Margherita Staffora, Csr Fitness Piscina Di Varzi, Istituto Omnicomprensivo ‘P. Ferrari’ Di Varzi, Palestra Keep Fit. Di Varzi, Associazione Culturale ‘Artemusica’.

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Centri per la famiglia, Regione Lombardia li potenzia con 6,5 milioni

26 mai 2025 à 16:09

Sostenere e potenziare i Centri per la famiglia, diventare sempre più punto di riferimento anche per promuovere il benessere e lo sviluppo familiare. E’ l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. Si tratta di un finanziamento pari a 6.561.004 euro. Contribuirà al sostegno dei 90 Centri per la famiglia e 346 Spoke (punti di supporto locale) presenti sull’intero territorio in raccordo con le ATS di riferimento.

Nuovo marchio per i Centri per la famiglia

“I nostri Centri per la famiglia – ha spiegato l’assessore Lucchini – che ora sono riconoscibili grazie a un marchio e un’insegna che li identifica con una propria identità grafica, sono partiti grazie a una sperimentazione nel 2019. Si sono poi sempre più strutturati grazie la lavoro della rete degli operatori socioeducativi, sociali, sanitari in connessione costante con le organizzazioni dei territori”.

“Lo scopo – ha continuato – è di mettere a disposizione delle persone e delle loro famiglie interventi psico-socio educativi. Sono rivolti alla famiglia in tutto il ciclo di vita, con una articolata visione intergenerazionale accogliendo la sfida della longevità”.

Risposte a bisogni concreti

“Vogliamo intercettare i bisogni con risposte flessibili e concrete – ha proseguito Lucchini – continuando il lavoro che in questi anni ha supportato oltre 30.000 persone. Per questo, intendiamo offrire servizi alla genitorialità con il coaching parentale, l’auto-mutuo aiuto, le banche del tempo, il sostegno allo studio e gli sportelli informativi. Una presa in carico globale, dai figli minori agli adolescenti, dalla coppia ai singoli, dai familiari fragili e caregiver, sino alle persone anziane e alle persone con disabilità”.

Servizi per tutti i soggetti

I Centri, ha concluso Lucchini “si rivolgono alle famiglie nella loro universalità, non necessariamente caratterizzate da fragilità, con la finalità di valorizzarne le competenze, promuoverne il protagonismo e il confronto fra pari quale importante risorsa per acquisire e implementare le risorse necessarie allo svolgimento del ruolo genitoriale-educativo e di caregiver familiare”. Ulteriori informazioni sui Centri per la famiglia di Regione Lombardia sono disponibili a questo link.

 

 

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Centri per la famiglia, Lombardia ha presentato nuovo logo

15 mai 2025 à 14:04

‘Centri per la famiglia’, un modello lombardo. All’Auditorium ‘Testori’ di Palazzo Lombardia istituzioni, enti gestori e operatori hanno dialogato facendo un bilancio e tracciando le prospettive future di questi veri e propri punti di riferimento per le famiglie sul territorio. Luoghi in cui i diversi attori, istituzionali e non, convergono per costruire insieme interventi volti a promuovere il benessere e lo sviluppo della famiglia, a partire dalla genitorialità e dall’infanzia fino ad arrivare alle tematiche legate alla terza età.

Un logo dal forte significato

Presentato anche il nuovo logo dei Centri per la famiglia, appositamente studiato con un’identità grafica che illustra la ‘mission’ impostata da Regione Lombardia per questi servizi. A spiegarlo è stata l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, aprendo i lavori.  “Abbiamo scelto di utilizzare la lettera C, simbolo del Centro per la famiglia, e frammentarla in varie forme e colori: tutti i segmenti di questa C, abbracciati tra di loro, servono a identificare i target diversi che vogliamo indicare e che si uniscono sotto l’egida di una Regione che diventa lei stessa un grande cappello in grado di contenere tutti i nuclei famigliari che essa racchiude e protegge”.

“Ogni segmento fa riferimento un componente del nucleo: i genitori, i figli, ma anche i nonni che rappresentano un punto di riferimento importante per tutta la famiglia”, ha illustrato l’esponente della Giunta annunciando anche che nelle settimane a venire “approveremo un’importante delibera perché – ha affermato Lucchini – vogliamo rafforzare e consolidare questa esperienza con ulteriori risorse. Vogliamo potenziare ulteriormente questa rete, che ha dato prova di essere un importante riferimento di prossimità sul territorio”.

Più visibilità sul territorio

Ora quindi i Centri per la famiglia sono ancora più ‘riconoscibili’ e ‘visibili’ grazie al nuovo logo sui cartelli apposti all’interno e all’esterno delle strutture.

Nati in via sperimentale nel 2019, nel 2025 in Lombardia sono presenti e attivi sul territorio 90 Centri per la famiglia (HUB) e 346 Spoke con la governance delle 8 ATS lombarde e gestiti da Ambiti, ASST, Comuni e soggetti del terzo settore in rete con i soggetti che costituiscono punti di accesso/prossimità tra cui Ambiti, soggetti del terzo settore, scuole, oratori, tribunali, RSA, UdOS, ASST anche attraverso le Case della comunità.

Un modello di successo

Sono state accolte e intercettate oltre 30.000 persone. Numeri che confermano il successo del modello regionale a rete dei Centri, nella logica di filiera, di struttura Hub&Spoke (capofila e partner). La logica di filiera, che si configura come luogo privilegiato di scambio di conoscenze e innovazione, garantisce un modello flessibile, non solo come copertura territoriale (come Hub o come Spoke in ogni ambito/distretto) ma soprattutto un approccio a più livelli ai servizi socioeducativi, sociali, sanitari, sociosanitari, con le organizzazioni formali e informali presenti sul territorio lombardo.

Nel corso dei lavori trasmesso anche l’intervento video del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, che ha sottolineato l’impegno di Regione Lombardia che, attraverso i Centri per la famiglia, sta dimostrando di essere apripista a livello nazionale, testimoniando buone pratiche e molte competenze.

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