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Parità di genere, in Regione elencate le priorità di Agenda Donna 2025

16 septembre 2025 à 18:10

Il 75% delle donne vittime di violenza economica,  in cui il controllo o la privazione delle risorse finanziarie viene utilizzato per esercitare potere e controllo, subisce anche violenza psicologica e può arrivare ad avere problemi di salute mentale. Questo è solo uno dei dati emersi nel corso del convegno ‘Agenda Donna 2025 – il talento femminile che cambia il mondo’, dedicato al ruolo delle donne nel mondo del lavoro e, più in generale, all’empowerment femminile.

A Palazzo Lombardia un evento sulla parità di genere

Durante l’evento sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Alessandro Fermi; Costanza Gargano, avvocato e presidente del comitato Pari Opportunità dell’ordine degli avvocati di Milano; Chiara Dionigi, psicologa e psicoterapeuta; Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation e consulente della Commissione Bicamerale Femminicidio; e Costanza Caracciolo, imprenditrice.

Parità di genere Lombardia, Fermi. in azienda e università passi avanti

L’appuntamento è stata l’occasione per declinare in chiave multidisciplinare il binomio donne-lavoro. Nello specifico, a tracciare un quadro della situazione nel mondo delle imprese e in quello accademico è stato l’assessore Fermi. “In tema di presenza femminile in azienda – ha spiegato – negli ultimi dieci anni si è verificato un importante salto in avanti in tutti i settori. Quello cha ancora manca è però un’adeguata rappresentanza delle donne nei ruoli apicali. Questo forte miglioramento è stato possibile grazie a una serie di sforzi messi in campo dalle istituzioni e dall’introduzione di strumenti ‘ad hoc’ per valorizzare il ruolo femminile nel mondo economico”.

“Anche nel mondo accademico i risultati registrati – ha aggiunto l’assessore – sono positivi e ci fanno ben sperare per un ulteriore miglioramento futuro. Negli ultimi anni infatti molte donne in Lombardia hanno assunto la nomina di rettrici, ruolo apicale nel settore universitario. Questo ci consente di definire come estremamente positivo il quadro che emerge oggi, soprattutto se lo paragoniamo alla situazione di dieci anni fa. Regione Lombardia è in prima linea per supportare questo cambiamento e valorizzare al massimo il contributo femminile alla crescita economica del territorio”.

Contrastare il gender pay gap

Il gender pay gap, ovvero il divario retributivo tra uomini e donne, è stato invece al centro dell’intervento dell’avvocato Gargano. “Si tratta di un problema reale, ad oggi non abbiamo ancora raggiunto una parità effettiva tra uomo e donna e questo comporta tante conseguenze a livello sociale, a livello culturale, perché la donna chiaramente si trova in uno stato di vulnerabilità superiore a quello degli uomini”.

“Come comitato pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano di cui io sono mi onoro di essere la presidente, posso affermare che sicuramente questo è un tema centrale, su cui promuovere la sensibilizzazione tra i cittadini”. Secondo Gargano si tratta di “una battaglia di civiltà” che, se vinta, consentirebbe di “avere un livello di sostenibilità sociale migliore”, “risultati positivi in termini di PIL”, nonché “una civiltà più equa”.

L’importanza di un approccio multidisciplinare

La psicoterapeuta Chiara Dionigi, si è invece soffermata sull’importanza di un approccio multidisciplinare nel supporto alle donne vittime di violenza economica. “Solo attraverso una rete di professionisti provenienti da diversi settori – ha detto – si può creare una rete di servizi efficaci per contrastare questo fenomeno e supportare le donne”.

Conciliare lavoro e famiglia

Tra gli interventi che si sono alternati sul palco del convegno anche quello dell’imprenditrice Costanza Caracciolo, che ha parlato dell’importanza di conciliare la vita lavorativa e il ruolo di madre, parlando della sua esperienza personale. “Io mi organizzo prendendo impegni in anticipo in modo da poterli programmare e individuando delle priorità giornaliere, perché mi piace lavorare, ma mi piace anche occuparmi delle mie figlie”.

“Naturalmente le difficoltà non mancano, lo vedo anche con le mie amiche che fanno magari dei lavori diversi dal mio e fanno molta fatica. Penso che le donne debbano poter conciliare famiglia e lavoro, perché una lavoratrice non deve precludersi la possibilità di diventare madre e viceversa diventare madre non può voler dire non lavorare più”.

Parità di genere in Lombardia e ruolo delle istituzioni

Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation e consulente della Commissione Bicamerale Femminicidio, ha invece sottolineato l’impatto economico della mancanza di un’adeguata valorizzazione del lavoro femminile e il ruolo chiave che le istituzioni possono rivestire per contrastare il fenomeno.

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Donne e lavoro, Regione Lombardia incentiva certificazione parità di genere

18 décembre 2024 à 13:03

La Giunta di Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Simona Tironi, l’aggiornamento delle linee guida relative alla misura di sostegno rivolta alle imprese lombarde che intendono ottenere la certificazione della parità di genere per il periodo 2025-2027.

Da Regione Lombardia nuove linee guida per certificazione parità di genere

Nello specifico, si tratta dell’avviso pubblico ‘Verso la certificazione della parità di genere’, approvato con decreto regionale n. 654 del 23 gennaio 2023, che si inserisce nella cornice più ampia del programma regionale del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027. Tra le novità introdotte ci sono la procedura centralizzata di selezione dei fornitori di servizi consulenziali, l’estensione dei termini per la rendicontazione, l’anticipazione dei termini di avvio attività per il conseguimento della certificazione e la riparametrazione degli importi dei voucher per servizi consulenziali per le microimprese (fino a 9 dipendenti), con un aumento del valore massimo che ora si attesta a 2.500 euro.

Tironi: siamo stati i primi in Italia a credere in questo strumento

lombardia certificazione parità genere

“Siamo stati – ha sottolineato l’assessore Tironi – la prima regione d’Italia a credere nella certificazione di parità di genere, come dimostrano i 10 milioni di euro investiti su questo bando che si è appena concluso. Contrastare il gap retributivo e occupazionale tra uomini e donne e, in generale, favorire il più possibile il lavoro femminile sono priorità di questa Giunta, che ha da tempo riconosciuto l’importanza di promuovere la parità di genere come leva strategica per la competitività e l’innovazione del sistema produttivo lombardo”.

Regione Lombardia, infatti, ha introdotto per prima nel nostro Paese questo importante strumento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni lavorative delle donne, aumentare le opportunità di crescita professionale e favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

Grande interesse da parte delle imprese lombarde

La precedente edizione del bando, strutturato in due linee distinte di finanziamento e gestito operativamente da Unioncamere Lombardia, si è chiusa il 13 dicembre 2024, registrando grande interesse da parte delle imprese lombarde. In totale le domande presentate sono state 985 e le aziende aderenti 873, di cui alcune hanno fatto richiesta per entrambe le linee di finanziamento previste: una dedicata a contributi per servizi di consulenza, l’altra a contributi per i costi di certificazione.

Aziende aderenti suddivise per sede legale

Se si analizzano i dati delle adesioni su base provinciale emerge come il maggior numero di imprese che hanno presentato domanda abbia la sua sede legale a Milano (351), Brescia (155) e Bergamo (88).  Prendendo invece in considerazione le dimensioni delle pmi, si vede come la maggior parte (448) abbia un numero di dipendenti compreso 10 e 49. A seguire troviamo invece quelle con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 125 (197) e  tra 1 e 9 (143).

Maggior numero di richieste nel settore ‘commercio all’ingrosso’

A registrare il più alto numero di aziende aderenti è stato il settore del ‘Commercio all’ingrosso’ (esclusi autoveicoli) con 69 domande. A seguire si sono collocati invece i settori ‘Direzione aziendale e consulenza gestionale’ (53), ‘Lavori di costruzione specializzati’ (51), ‘Assistenza sociale non residenziale’ (51) e ‘Produzione di software e consulenza informatica’ (50).

Il bando

Il bando ‘Verso la certificazione della parità’, in linea con il PNRR, mira a sostenere le imprese nel dotarsi di strumenti per ridurre il divario di genere, offrendo un supporto concreto anche per promuovere flessibilità, formazione e politiche di supporto alla maternità.  L’obiettivo finale è creare una rete di eccellenza che possa rappresentare un modello virtuoso per altre realtà aziendali, promuovendo una cultura inclusiva e meritocratica.

Numero imprese per provincia 

Bergamo 88

Brescia 155

Como 43

Cremona 16

Lecco 27

Lodi 11

Mantova 30

Milano 351

Monza e della Brianza 41

Pavia 27

Sondrio 7

Varese 41

Fuori Regione** 36

 

Numero imprese aderenti suddivise per numero dipendenti 

Dipendenti            imprese aderenti

1-9                               143

10-49                          448

50-125                        197

126-249                       85

 

 

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Lavoro, Tironi: parità di genere è leva strategica per competitività di PMI

2 octobre 2024 à 13:51

La promozione del lavoro femminile attraverso strumenti mirati come la certificazione della parità di genere nelle aziende è uno degli elementi chiave su cui puntare per contribuire ad aumentare la competitività delle imprese. Il tema è stato uno dei punti al centro dell’intervento dell’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro della Regione Lombardia, Simona Tironi, che ha partecipato, a Palazzo Pirelli, alla presentazione del ‘Rendiconto Sociale Inps 2023’. Tra i tanti relatori, anche il presidente dell’Inps, Gabriele Fava.

Certificazione parità di genere e competitività delle PMI

“Regione Lombardia – ha detto Tironi – ha da tempo  riconosciuto l’importanza di promuovere la parità di genere come leva strategica per la competitività e l’innovazione. Abbiamo introdotto una serie di misure volte a ridurre il divario contributivo e occupazionale tra uomini e donne. In particolare, la certificazione della parità di genere, sostenuta con 10 milioni di euro, è un’iniziativa innovativa che mira a incentivare le imprese a migliorare le condizioni lavorative delle donne, ridurre il gap retributivo e promuovere la conciliazione tra vita lavorativa e familiare”.

I dati sul bando di Regione Lombardia

Nel corso del suo intervento, Tironi ha ricordato i dati positivi relativi al bando promosso da Regione Lombardia, con la collaborazione di Unioncamere Lombardia, che punta a supportare le imprese nel conseguimento della certificazione della parità di genere.  “Da febbraio 2023 a fine settembre 2024 – ha sottolineato l’assessore – sono state presentate 809 domande da parte di 707 imprese (di cui il 67% sotto i 50 dipendenti). L’ importo totale richiesto è stato pari a 6.945.000 euro. Tra le altre iniziative promosse da Regione per favorire la valorizzazione delle donne sul lavoro c’è inoltre la misura ‘Formare per assumere’. Il progetto  ha dato ottimi risultati, consentendo l’inserimento di oltre 7.400 lavoratori, di cui il 49% donne. Questa iniziativa è un’ulteriore conferma dell’efficacia delle politiche regionali dedicate al sostegno dell’occupazione femminile e alla promozione di percorsi di formazione che abbattono gli stereotipi di genere”.

Disparità di genere nel sistema pensionistico

“Investire nell’occupazione femminile – ha evidenziato Tironi – significa favorire una crescita inclusiva e sostenibile, a vantaggio di tutto il territorio. La Regione sta sviluppando nuove misure flessibili e personalizzabili per rispondere ai bisogni occupazionali delle donne in ogni fase della vita, con particolare attenzione alla maternità e alla fase dell’età ‘d’argento’. In questo contesto, il ruolo delle lavoratrici over 55, destinate a rappresentare una percentuale crescente della popolazione, è cruciale e al centro dell’approfondimento delle politiche regionali. Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal rapporto Inps è infatti la persistente disparità di genere nel sistema pensionistico. Nel 2023, le lavoratrici lombarde hanno percepito pensioni mediamente inferiori del 40% rispetto ai loro colleghi uomini. Questo divario non è solo una questione previdenziale. È una problematica più profonda legata alla carriera e al percorso professionale delle donne, caratterizzato da maggiori interruzioni e minori possibilità di crescita“.

La collaborazione tra Inps e Regione

“La collaborazione tra Regione Lombardia e Inps – ha concluso  – ha dimostrato come unire le forze sia essenziale per affrontare le sfide del mercato del lavoro. Le iniziative che stiamo portando avanti, dalla riqualificazione professionale alla promozione della parità di genere, rappresentano un investimento nel futuro della nostra Regione”.

Fava (presidente Inps): condividiamo obiettivi comuni

A rimarcare la proficua collaborazione tra Regione Lombardia e Inps è stato anche Gabriele Fava, presidente dell’ente. “Condividiamo i focus evidenziati dall’assessore – ha detto – sono temi chiave della nostra progettualità strategica, su cui lavorare insieme per raggiungere obiettivi condivisi”.

I dati del rendiconto Inps

Dal rendiconto sociale del’Inps emerge come nel biennio 2022-2023, il mercato del lavoro lombardo abbia registrato una forte ripresa. Nello specifico la crescita del PIL è stata del 3,4% rispetto al 2019. I settori con più assunzioni sono stati in partic0olare il commercio, i trasporti, i servizi di alloggio e ristorazione, e le attività professionali. Complessivamente, inoltre, il tasso di occupazione è aumentato, mentre sono diminuiti sia il tasso di disoccupazione sia quello di inattività.

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‘Il tempo delle donne’: all’ università statale la giornata della parità

12 septembre 2024 à 15:55

Anche quest’anno il ‘Tempo delle Donne’, la rassegna evento del Corriere della Sera, ha scelto per la sua anteprima l’Università degli Studi di Milano dove si è celebrata la ‘Giornata della parità’ dedicata in questa edizione ai talenti femminili in università.

Nell’Aula Magna della Statale si è svolto l’incontro dal titolo “Verso un cambio di passo: il lavoro come opportunità di equità” che ha visto l’incontro tra cinque magnifiche rettrici lombarde: Marina Brambilla della Statale, Giovanna Iannantuoni della Bicocca, Valentina Garavaglia della Iulm, Maria Pierro dell’Università degli Studi dell’Insubria e Anna Gervasoni dell’Università Cattaneo Liuc.

A portare i saluti istituzionali di Regione Lombardia è intervenuta Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, alla Solidarietà sociale, alla Disabilità e alle Pari opportunità.

Obiettivo parità vera

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta regionale, ha riaffermato l’impegno del governo lombardo per il pieno conseguimento degli obiettivi di parità delle donne nella vita economica, nella politica e nella vita sociale.

“Intendo confermare – ha detto – che oltre agli interventi normativi di contrasto alle discriminazioni, oltre alle misure per facilitare la presenza nel mercato del lavoro, la nostra Regione considera centrale nella sua azione adoperarsi per dei profondi cambiamenti di ‘sistema’.  In particolare, nella cultura e nelle prassi che ancora limitano, nei fatti, la parità”.

Un modello di intervento

Dal 2010 al 2024, ha ricordato l’assessore, “Regione Lombardia ha sviluppato un modello di intervento. Lo ha fatto per favorire la nascita di spazi dove si possano condividere significativi obiettivi e “fare cultura” della parità. Prioritario valorizzare le sinergie tra tutti i soggetti che si occupano di welfare. Questo, creando reti pubblico-privato che realizzino progetti dedicati a sostenere i bisogni di conciliazione delle famiglie. Ottimizzando quindi gli strumenti di programmazione, le risorse e le esperienze esistenti, Il tutto per promuovere l’integrazione tra diversi ambiti di azione“.

Bandi dedicati e progetti concreti

“Insieme al Sistema Universitario Lombardo – ha precisato Lucchini – il mio assessorato ha promosso bandi dedicati. Interventi per formazione e informazione per il contrasto alla violenza di genere. E ora sta promuovendo un innovativo progetto dedicato all’invecchiamento attivo e al patto tra generazioni“.
“Ho voluto infine ricordare come le rettrici lombarde presenti oggi all’evento – ha concluso Lucchini – rappresentino un’autentica eccellenza lombarda. Un’eccellenza di parità che rappresenta un unicum a livello nazionale e che considero un risultato prestigioso che sarà di ispirazione a tutte le donne. Perché la parità: è un esempio”.

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A Milano 23 alloggi Aler per le donne vittime di violenza

11 mars 2024 à 18:56

Sono 23 gli alloggi che verranno messi a disposizione delle donne vittime di violenza a Milano e provincia. L’iniziativa rientra nel programma sperimentale avviato da Regione Lombardia in collaborazione con Aler, Centri Anti Violenza e le Case Rifugio. L’obiettivo è sostenere le donne nel loro percorso di autonomia abitativa. E’ fondamentale per il recupero e rinascita di chi si rivolge ai centri specializzati per sottrarsi a gravi situazioni di violenza domestica.

La misura, proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore alla Casa e Housing Sociale, Paolo Franco, prevede lo stanziamento di un contributo per le Aler che mette a disposizione alloggi a favore di CAV e CR. Il finanziamento permette di offrire alle donne vittime di violenza soluzioni abitative adeguate a costo zero per la durata di 5 anni. Al termine del periodo di copertura economica gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato ex legge 431/98.
Complessivamente, le risorse messe a disposizione di questa sperimentazione sono 1,5 milioni di euro.

Aiutare le donne, aiutare la comunità

“La prevenzione e il contrasto alla violenza di genere – ha dichiarato l’assessore Elena Lucchini – sono una priorità di Regione Lombardia. Per questo siamo impegnati nel costante potenziamento delle nostre reti territoriali. Sosteniamo progetti educativi e formativi con le scuole e l’università. Abbiamo promosso protocolli per il gratuito patrocinio e un’intesa con le Prefetture e le Forze dell’ordine per un’adeguata attenzione nei confronti delle vittime di violenza. Dallo scorso luglio, abbiamo avviato una sperimentazione che ci consente di individuare alloggi messi a disposizione dalle Aler da destinare alle donne vittime di violenza. Così garantiamo loro un concreto sostengo all’autonomia abitativa specialmente nel caso della presenza di figli minori e di persone con disabilità nel nucleo familiare”.

Per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica alle donne vittime di violenza “abbiamo stanziato 1,5 milioni di euro. Dopo il primo avvio della sperimentazione con Aler Pavia e Lodi,  grazie alla collaborazione con Aler Milano proseguiamo questo percorso con l’individuazione di 23 alloggi, che verranno assegnati alle donne prese in carico dalla nostra rete territoriale. Un intervento – ha concluso Lucchini – che vogliamo diventi strutturale e che continueremo a finanziare perché aiutare le donne significa aiutare l’intera comunità”.

Aiutiamo le donne a costruirsi un futuro

“Aiutare le donne vittime di violenza a raggiungere l’autonomia abitativa- ha evidenziato l’assessore Paolo Franco –  è fondamentale . Abbiamo lavorato a uno strumento che aiuta la costruzione di un nuovo percorso stabile di vita. La casa è un elemento determinante. Con la tranquillità e la sicurezza di avere un’abitazione per sé e per i propri figli, le donne maltrattate possono pensare a un nuovo lavoro. A un futuro diverso e a un rinnovato coraggio per affrontare un momento difficilissimo ma che possono superare. La ‘Missione Lombardia’ che sto portando avanti è anche questo: dimostriamo con i fatti il sostegno nei confronti delle persone che vivono condizioni di fragilità, che non è solo economica ma, come in questo caso, è psicologica. E noi vogliamo fare la differenza anche lì”.
Il cambio di passo nella gestione delle politiche dell’abitare, ha concluso Franco, “si traduce infatti in una concreta attenzione all’aspetto sociale: l’assegnazione di alloggi a costo zero alle vittime di soprusi rientra nelle direttive impartite per l’anno 2024 alle Aler e si affianca a molti altri interventi che riguardano i presidi di legalità, sanità e sicurezza all’interno delle case Aler”.

Grande impegno di Aler

“Abbiamo aderito con grande coinvolgimento a questa iniziativa – ha aggiunto il presidente di Aler Milano Matteo Mognaschi – garantendo la disponibilità di 23 alloggi in Milano e Provincia a favore dei Centri Anti Violenza e delle Case Rifugio per contribuire al supporto alle donne vittime di violenza nel loro percorso di rinascita e recupero dell’autonomia abitativa. Siamo convinti che sostenere il contrasto alla violenza di genere, sia nei percorsi individuali, sia con la promozione di una cultura di rispetto della donna e della persona, sia imprescindibile per Aler che è già attiva su diversi fronti per supportare questo tipo di attività, mettendo a disposizione alloggi agli operatori del settore e ospitando alcune associazioni negli Spazi Casa a servizio dei più grandi quartieri di Milano”.

 

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