Un grande classico del periodo natalizio? Fare un giro tra le bancarelle dei mercatini, tra profumi di cannella, artigianato particolare e sapori DOC. Ma perché circoscrivere l’esperienza a una sola, seppur suggestiva, camminata tra gli stand quando anche l’arrivo a destinazione può diventare un’esperienza speciale?
È proprio questa l’idea alla base del Treno dei Presepi e dei Mercatini di Natale che, l’8 dicembre 2026, attraverserà il Friuli Venezia Giulia da Gemona del Friuli a Sacile. Un viaggio che sa di altri tempi e che porterà i passeggeri alla scoperta di alcuni dei borghi più affascinanti della regione vestiti a festa, con una tappa speciale a Poffabro.
Le tappe del Treno dei Presepi e dei Mercatini di Natale
Il viaggio, tra i treni di Natale più belli da prendere in Italia, comincia di prima mattina a Gemona del Friuli. Qui i passeggeri salgono sulle storiche carrozze Centoporte degli anni ’30, trainate da una locomotiva a vapore, e iniziano il percorso lungo la Ferrovia Pedemontana tra il profilo delle Prealpi e la pianura friulana.
La prima sosta è dedicata a Poffabro che, oltre a essere uno dei Borghi più belli d’Italia, nel periodo di Natale è meglio conosciuto come il “Presepe tra i presepi”. Ogni angolo, finestra o fontana del paese ospita una natività e l’intero abitato si trasforma in un museo a cielo aperto. Le opere sono tutte artigianali e nascono dalla creatività della comunità stessa.
Nel pomeriggio il treno riparte verso Sacile, ultima tappa della giornata. Il “Giardino della Serenissima”, attraversato dal fiume Livenza, accoglie i visitatori con luminarie e decorazioni. Nelle scorse edizioni il centro storico ospitava anche il tradizionale Mercatino dell’Avvento e le Casette del Gusto con stand enogastronomici a tema natalizio: l’occasione perfetta per concedersi una pausa golosa prima del rientro serale a bordo del treno storico.
Il Treno dei Presepi e dei Mercatini di Natale partirà martedì 8 dicembre 2026, giorno dell’Immacolata, da Gemona del Friuli. Il viaggio proseguirà con fermata a Maniago per la visita a Poffabro e arrivo finale a Sacile. La partenza dell’andata è prevista in mattinata, mentre il ritorno da Sacile è indicato per le 18:00. Gli orari dettagliati delle singole fermate non sono ancora stati pubblicati ma, per farvi un’idea della giornata, potete guardare l’edizione 2025: il treno lasciava Gemona alle 8:15 e rientrava in stazione alle 20:53.
Il biglietto di andata e ritorno costa 15 euro per gli adulti e 7,50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni. Chi vuole fare solo l’andata o solo il ritorno paga 7,50 euro. I bambini sotto i 4 anni, invece, potranno viaggiare gratis, ma senza diritto a un posto a sedere riservato.
Potrete acquistare i biglietti su tutti i canali di vendita Trenitalia come il sito ufficiale, le biglietterie, i self-service presso le stazioni e le agenzie di viaggio abilitate. Il consiglio è di non aspettare troppo: i treni storici hanno una capienza limitata, che nelle scorse edizioni era di 250 passeggeri al massimo, e le date natalizie sono tra le più richieste!
Per trascorrere una bella settimana bianca, non sono necessari chilometri e chilometri di piste. La pensano così anche i lettori del Guardian che hanno segnalato le loro piccole località sciistiche preferite in Europa. Tra queste c’è anche Tarvisio, nell’estremo nord-est del Friuli Venezia Giulia, dove Italia, Austria e Slovenia si incontrano.
Perché sono stati conquistati da questo angolo d’Italia? La risposta è da ricercare nella sua tranquillità in quanto la stazione sciistica è frequentata soprattutto dalla gente del posto ed è dotata di tutto il necessario per trascorrere una vacanza invernale perfetta. Le piste divertono, mentre i ristoranti offrono specialità locali a prezzi onesti rispetto alle vicine località austriache.
Dove sciare a Tarvisio
Chi vuole evitare le località sciistiche dove è difficile trovare anche solo un fazzoletto bianco libero, Tarvisio è la scelta perfetta. Il comprensorio offre circa 24 chilometri di piste da discesa, divisi tra due settori collegati: il Monte Lussari e l’area del Priesnig. A questi si aggiungono circa 40 chilometri di piste da fondo, distribuiti nel fondovalle. I numeri, seppur contenuti (13 impianti di risalita), offrono discese che si snodano in gran parte nel bosco, al riparo dal vento, e si adattano a tutti i livelli, dai principianti agli sciatori più esperti.
La pista simbolo del comprensorio è la Di Prampero, che dalla vetta del Lussari scende fino al fondovalle di Camporosso. Sciare qui è un’avventura particolarmente eccitante considerando che stiamo parlando di un tracciato da campioni. Nel 2026, infatti, le gare della Coppa del Mondo femminile di sci alpino si sono corse proprio qui.
Ha anche un’altra particolarità, molto apprezzata da chi non vuole che la giornata finisca al tramonto: in alcune serate della settimana, la Di Prampero si scia anche in notturna, a partire dalla stazione intermedia della telecabina, con il santuario del Lussari illuminato sopra la testa.
Oltre al paesaggio, è il conto finale ad aver conquistato i lettori del Guardian. Nella stagione 2025/2026, la giornaliera a Tarvisio costava 44 euro in alta stagione, la stessa cifra dell’anno prima e la stessa di tutti i comprensori del Friuli Venezia Giulia. A pochi chilometri, a Nassfeld in Carinzia, ne servivano 69,50 euro, mentre il Dolomiti Superski arrivava a 86 euro. In bassa stagione il prezzo scendeva ulteriormente a 31 euro.
La bellezza del Monte Lussari
A rendere speciale lo sci a Tarvisio è il paesaggio. Le piste scendono dal Monte Lussari che, sfiorando i 1.800 metri, domina il punto in cui le Alpi Carniche incontrano le Giulie. Un luogo intriso tanto di bellezza quanto di storia perché da secoli crocevia tra mondo latino, slavo e germanico, specchio di un territorio che ha saputo fare proprie culture e tradizioni di tre Paesi diversi.
In cima alla telecabina, che porta anche i pedoni, c’è il minuscolo borgo raccolto attorno al santuario mariano. La tradizione vuole che sia nato nel Trecento, quando un pastore ritrovò una statuetta della Madonna tra i rami di un pino mugo. D’inverno, tra casette innevate e la vista sulle pareti del Jof di Montasio e del Mangart, è il posto perfetto per chiudere la giornata sugli sci davanti a un piatto caldo.
Dimore pazzesche, giardini scenografici, calici di vino e stanze che sembrano uscite da un film in costume… ma con qualche sorpresa decisamente contemporanea. Il 17 e 18 ottobre 2026 torna la Giornata delle Ville Venete, l’appuntamento che per un intero weekend cambia le regole della classica gita culturale. Dal Veneto al Friuli-Venezia Giulia, le ville diventano protagoniste di un viaggio tra arte, lifestyle e tradizioni. E sì, potrebbe essere il piano perfetto per dare una svolta al solito weekend autunnale.
Giornata delle Ville Venete 2026: il programma
La quinta edizione della Giornata delle Ville Venete arriva sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, con un programma che coinvolge centinaia di dimore storiche tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il programma segue diversi filoni, pensati per intercettare interessi e modi di viaggiare differenti. Chi ama arte e storia può puntare sulle proposte Heritage, mentre le esperienze Green portano l’attenzione su parchi, giardini e sostenibilità. Per i food lover c’è il mondo Wine & Food, tra vini locali e specialità gastronomiche.
Non mancano le attività Family, i soggiorni Dream per chi vuole concedersi una notte speciale, e gli appuntamenti Wellbeing, con il benessere che incontra la bellezza del paesaggio. Le sezioni Vita di Villa e Paesaggio raccontano invece il rapporto tra le dimore, le persone e il territorio che le circonda. E per chi teme il meteo ballerino di ottobre? Esiste anche una selezione di esperienze adatte alle giornate di pioggia.
Quali Ville Venete visitare
Dalle architetture più iconiche ai luoghi dove il patrimonio storico incontra moda, vino e tradizioni, il calendario offre parecchi spunti. Alcune esperienze meritano un posto speciale nella wishlist del weekend.
Villa Sandi (TV)
Una villa dall’eleganza palladiana, cantine storiche e un finale con degustazione. A Crocetta del Montello, Villa Sandi gioca una delle sue carte migliori: l’incontro tra architettura e cultura del vino. L’esperienza proposta porta alla scoperta dell’antica barricaia settecentesca e delle gallerie sotterranee utilizzate per l’affinamento del Metodo Classico. Poi si torna in superficie, tra gli ambienti della villa e i dettagli di una dimora che racconta una lunga tradizione enologica. Il momento più atteso? Il tasting con due etichette: Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato e Opere Trevigiane Metodo Classico Brut, accompagnati dal tipico pan da vin.
Sui Colli Euganei, Villa dei Vescovi, bene del FAI a Luvigliano di Torreglia, propone una giornata che passa con naturalezza dalla storia alla tavola. Le visite guidate, previste alle 11, alle 12 e alle 16, permettono di conoscere meglio la figura di Alvise Cornaro, l’umanista legato alla progettazione della dimora. Alle 15 è invece in programma un appuntamento speciale con l’archeologo Marco Cagnoni, per osservare la villa attraverso una prospettiva diversa. C’è spazio anche per una pausa decisamente golosa. Sulle terrazze arriva l’esperienza gastronomica Moecchiamoci, curata da NAUTILUS, con le moeche della tradizione lagunare, altre specialità e i vini dell’Enoteca Colli Euganei.
Prezzi 5 euro l’ingresso al parco e 11 euro la combo villa e parco con visita guidata;
Domenica 18 ottobre dalle 10 alle 18.
iStockScoprire Villa dei Vescovi sui Colli Euganei
Villa Foscarini Rossi (VE)
Chi pensa che le dimore storiche parlino soltanto di nobili e antichi ricevimenti potrebbe cambiare idea entrando a Villa Foscarini Rossi, a Stra in provincia di Venezia. L’appuntamento Arte e Moda in Villa, guidato da MariaElena Zennaro, attraversa gli ambienti della residenza per arrivare al Museo della Calzatura, dove sono conservati oltre mille modelli Rossimoda. Una collezione che racconta il lavoro artigianale, l’evoluzione dello stile e il rapporto tra creatività e manifattura italiana. È una visita dal mood diverso rispetto ai consueti percorsi storici. E potrebbe conquistare anche chi, davanti alla parola museo, normalmente cambia programma.
Prezzi 10 euro a persona con visita guidata, 6 euro per gli over 65, gli studenti fino ai 26 anni e i giovani dai 12 ai 18 anni. Gratis da 0 a 12 anni;
Domenica 18 ottobre dalle 14 alle 18.
Palazzo Montanari (VR)
Vigneti, affreschi e una terrazza panoramica. A Palazzo Montanari in provincia di Verona, nel territorio della Valpolicella Classica, la visita si muove tra gli spazi della dimora e il paesaggio che la circonda. Si parte dal brolo, l’antica area verde legata alla proprietà, per poi scoprire gli interni decorati e le tracce della vita rurale che per secoli ha accompagnato queste residenze. Il finale è affidato a un calice di Valpolicella prodotto dalla stessa tenuta, da gustare sulla terrazza.
Prezzo 50 euro a persona, 100 euro per famiglia, tariffa agevolata 40 euro per over 65;
Su turnazione sabato 17 e domenica 18 ottobre dalle 10:30 alle 15.
Villa La Rotonda (VI)
A pochi passi da Vicenza, Villa La Rotonda torna a svelare gli ambienti meno conosciuti del capolavoro di Andrea Palladio. Sabato 17 e domenica 18 ottobre è in programma I Segreti della Rotonda, una visita guidata che porta oltre i celebri portici e le facciate della villa. Il percorso comprende il Piano Nobile, ma scende anche nel basamento, dove si trova la cucina monumentale. Spazi solitamente meno raccontati, che restituiscono un’immagine diversa della residenza, legata anche alla vita quotidiana di chi la abitava.
Prezzo: 25 euro a persona, fino a 6 anni gratis, dai 7 ai 18 anni 15 euro;
Attività 17 e 18 ottobre dalle 12 alle 13:30.
iStockVilla La Rotonda, il capolavoro palladiano da scoprire
Nel calendario di fine autunno si susseguono sagre di paese, feste patronali ed eventi dedicati ai prodotti di stagione, tra profumi di cantine e piatti che scaldano le serate più lunghe. È il momento in cui le comunità si ritrovano tra piazze e cortili, tra mercati e vie illuminate, per celebrare la terra e i suoi frutti. In questo clima raccolto ma vivace, il Friuli-Venezia Giulia diventa lo sfondo ideale per un viaggio fatto di degustazioni, tradizioni e scoperte lente.
In Friuli-Venezia Giulia, novembre 2026 invita a esplorare borghi e città seguendo il filo delle feste enogastronomiche: dalla storica Fiera di San Carlo ad Aiello del Friuli, con la sua atmosfera di comunità, alla gustosa Festa dell’Oca e del Vin Novello a Lavariano, nel comune di Mortegliano, perfetta per chi cerca sapori autunnali autentici. A queste si affiancano appuntamenti come la Festa della Madonna della Salute a Forni di sopra e la tradizionale Fiera di Santa Caterina a Udine, che arricchiscono il calendario con momenti di incontro, bancarelle e specialità tipiche da assaggiare.
Gli eventi di novembre in Friuli-Venezia Giulia tra sagre e mercatini
Fiera di San Carlo ad Aiello del Friuli – Aiello del Friuli (UD), dal 5 al 8 novembre 2026.
Ad Aiello del Friuli la Fiera di San Carlo, di antica tradizione, offre spettacoli, eventi culturali, mercatino dell’usato e dell’hobbistica, Marcia del Tacchino e numerose iniziative.
Mercato agroalimentare “Naturalmente Lavariano” – Mortegliano (UD), il 8 novembre 2026.
In piazza S. Paolino a Lavariano il mercato agroalimentare promuove la vendita diretta di prodotti agricoli locali, valorizzando la filiera corta e gli scambi culturali sul territorio.
Festa dell’Oca e del Vin Novello a Lavariano – Mortegliano (UD), dal 14 al 15 novembre 2026.
In piazza San Paolino a Lavariano la Festa dell’Oca e del Vin Novello propone piatti a base d’oca e specialità tipiche accompagnate dal vino novello, ricreando l’atmosfera dei festeggiamenti di un tempo.
Festa della Madonna della Salute – Forni di sopra (UD), il 21 novembre 2026.
Festa religiosa e popolare con Santa Messa alla chiesa della Madonna della Salute e tradizionale mercato che coinvolge la comunità locale e i paesi vicini.
Fiera di Santa Caterina – Udine (UD), il 23 novembre 2026.
Storica fiera udinese in Piazza Primo Maggio, con numerose bancarelle e attrazioni, dove il pubblico può passeggiare e fare acquisti in un’atmosfera tradizionale.
Fiera di Sant’Andrea – Gorizia (GO), dal 28 al 29 novembre 2026.
Antica fiera autunnale goriziana di origine medievale, con giostre, bancarelle e specialità gastronomiche, che anima la città con espositori da tutta Italia.
I mercatini di antiquariato, artigianato e collezionismo
Lo scrigno del Doge in Villa Manin – Codroipo (UD), il 1 novembre 2026.
A Villa Manin Lo scrigno del Doge propone antiquariato, modernariato e incontri a tema sul collezionismo con interventi di esperti e la presenza fissa di Alessandro Rosa.
Mercatino delle Pulci e del Libro Usato – Gemona del Friuli (UD), il 1 novembre 2026.
Nel centro storico di Gemona il Mercatino delle Pulci e del Libro Usato invita a curiosare tra le bancarelle e a visitare musei, municipio e giardini del castello.
Mercatino antiquario di San Vito al Tagliamento – San Vito al Tagliamento (PN), il 1 novembre 2026.
Nel centro storico di San Vito al Tagliamento il mercatino antiquario riunisce espositori con proposte di antiquariato di vario genere.
Mercato di Grado – Grado (GO), ogni sabato dal 7 al 28 novembre 2026.
A Grado si tiene un mercato settimanale con bancarelle di abbigliamento, pelletteria, calzature, fiori, piante, articoli per hobby, giocattoli, bigiotteria e chioschi gastronomici tipici.
Corte dei Miracoli – Muggia (TS), il 8 novembre 2026.
Alla Corte dei Miracoli un ricco mercatino propone oggetti d’epoca e da collezione, dai boccali di birra ai grammofoni, giocattoli in latta e peluche, fino a schede telefoniche e sorpresine.
Mercatino dell’usato – Codroipo (UD), il 9 novembre 2026.
In piazza Giardini a Codroipo il Mercatino dell’usato offre esposizioni di antiquariato, collezionismo, artigianato e opere di artisti locali, con molti pezzi vintage e ricercati.
Tesori del tempo – Gemona del Friuli (UD), il 15 novembre 2026.
A Campagnola di Gemona del Friuli Tesori del tempo è una mostra-mercato dell’usato rivolta a espositori non professionali, artigiani, artisti e hobbisti che presentano pezzi unici.
Mercatino di Gradisca – Gradisca d’Isonzo (GO), il 15 novembre 2026.
Mercatino dell’usato tra i più forniti dell’area Alpe Adria, con oltre 200 espositori italiani e stranieri, allestito nel Parco della Spianata e in viale Regina Elena a Gradisca.
Mercatino dell’Antiquariato e dell’Usato – Trieste (TS), il 15 novembre 2026.
In largo Granatieri e vie vicine si svolge il Mercatino dell’Antiquariato e dell’Usato con mobili, cristalli, porcellane e cimeli legati all’Impero asburgico, più un’edizione straordinaria in ottobre per la Barcolana.
Udine Antiqua – Udine (UD), il 15 novembre 2026.
A Udine Antiqua il mercatino propone oggetti d’artigianato, antiquariato, collezionismo e hobbismo, con pezzi recuperati dalle “soffitte della nonna”.
Non solo tarli – Mortegliano (UD), il 21 novembre 2026.
Mercatino dell’usato e del modernariato in piazza Verdi, che anima il centro cittadino con numerose bancarelle per l’intera giornata.
Mercatino dell’antiquariato di Sacile – Sacile (PN), il 22 novembre 2026.
Mercatino con usato, antiquariato, collezionismo, artigianato, vintage, hobbistica e prodotti enogastronomici, aperto dall’alba al tramonto.
Mercatino antiquario di Pordenone – Pordenone (PN), il 29 novembre 2026.
Storico mercatino antiquario in Corso Vittorio Emanuele a Pordenone, che richiama appassionati ed espositori dall’alba fino a dopo il tramonto.
Mercatino antiquario di San Daniele del Friuli – San Daniele del Friuli (UD), il 29 novembre 2026.
Mercatino di piccolo antiquariato e oggetti da collezione a San Daniele del Friuli, con circa 50 espositori e presenza ampliata nei mesi con quinta domenica.
Con una posizione strategica nel cuore dell’Alpe Adria e una straordinaria varietà paesaggistica racchiusa in soli 200 km— dalle vette delle Dolomiti alle vigne del Collio, fino alle sponde dell’Adriatico —, il Friuli-Venezia Giulia si conferma una delle destinazioni più dinamiche e attrattive del panorama europeo.
In occasione del TTG Travel Experience di Rimini 2026, abbiamo intervistato Antonella Russo, Head of Italian & International Travel Trade per la Regione Friuli-Venezia Giulia. Nell’intervista, ci ha raccontato i preparativi per il grande anno di Pordenone, il prestigioso debutto dell’evento internazionale d’aviazione Connect Aviation 2027 a Trieste e le tendenze di un turismo sempre più orientato all’autenticità, alla sostenibilità e alle esperienze “da respirare”.
Ci sono alcune grosse novità l’anno prossimo nel Friuli-Venezia Giulia, ce le vuole raccontare?
Nel Friuli-Venezia Giulia c’è già una grande emozione, una grande aspettativa per Pordenone 2027, anche perché siamo reduci da un’altra Capitale della Cultura. Allora, un po’ abbiamo avuto la fortuna – e credo anche grazie al duro lavoro – di riuscire ad avere due Capitali nel giro di pochi anni: la Capitale Europea della Cultura di Gorizia e Nova Gorica, e la Capitale Italiana della Cultura che sarà proprio Pordenone il prossimo anno. Per cui è un trend culturale molto molto positivo che ci dà anche una grande carica a noi e agli operatori anche qui presenti al TTG di Rimini, che sono numerosissimi per promuovere tutto questo. Pordenone che non è per caso Capitale Italiana della Cultura, perché è una città non sempre conosciutissima, però molto molto vivace proprio dal punto di vista culturale.
Pordenone ha degli archi lunghissimi, ha un corso centrale dove è anche bello fare una passeggiata, fermarsi, bere un caffè, insomma è una città che invita a rilassarsi, ma anche a godere dell’influenza culturale, perché ci sono eventi che sono importantissimi a livello internazionale. Primo fra tutti, che si è appena concluso anche con la presenza del Presidente Mattarella, Pordenonelegge. Credo che non abbia più neanche bisogno di presentazioni. Ma anche Le Giornate del Cinema Muto, ma anche Pordenone Blues o il Dedica Festival. Quindi, una grande vivacità dal punto di vista degli eventi; dal punto di vista anche del rinnovamento urbano che si sta intraprendendo proprio in vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura, ma anche dal punto di vista dei luoghi dedicati alla cultura. Solo per nominarne uno, il Palazzo del Fumetto, che è una realtà veramente importante per un modo di fruire la cultura che è diverso, che non è quello che comunemente si conosce, ma è qualcosa di molto molto particolare e che ha rilevanza a livello europeo.
Così come anche per alcuni progetti legati alla cultura: per esempio uno di questi è “La cultura che cura“, ed è un progetto a nostro avviso interessantissimo che porta la cultura negli ospedali. Per cui anche in collaborazione con il CRO (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano, con con le aziende sanitarie e vari istituti, così che anche chi sta passando dei momenti difficili nella vita abbia la possibilità, tramite la cultura, di non concentrarsi unicamente sulla battaglia che sta affrontando, ma anche di vivere questo momento in maniera un po’ diversa e un po’, per quello che è possibile, migliore, guardando anche al futuro.
Ci sono già dei progetti che potete comunicare per Pordenone 2027? Innanzitutto, quando inizia ufficialmente?
La seconda metà di gennaio. Allora, progetti ce ne sono tantissimi, però ancora non li possiamo comunicare. Ma, a giorni, ci saranno delle comunicazioni molto importanti. Quindi, stay tuned, come si suol dire, perché ci saranno delle cose veramente molto importanti e molto belle che bollono in pentola, tra cui alcune mostre: tra le 50 che prevediamo, alcune mostre veramente importanti, sì.
Pordenone in sé è una città, appunto, come dicevamo, molto bella, che vale la pena di visitare, vale la pena di vivere, ma si lega a un entroterra anche interessante, perché Pordenone è circondata da piccoli borghi, ognuno dei quali ha dal punto di vista turistico qualcosa da da offrire. Penso ad esempio a uno dei più celebri che è Spilimbergo, con la scuola dei mosaicisti e tra poco parliamo già di presepi, ci sarà il presepe dei mosaicisti giganti di Spilimbergo, che è qualcosa anche questo legato alla cultura, ma diverso…
Per la Capitale della Cultura saranno coinvolti anche delle località limitrofe quindi?
Assolutamente sì, c’è la provincia, tutta la zona e le località diffuse. Noi lo sentiamo come un evento regionale, nel senso che la nostra è una regione piccola per cui siamo tutti coinvolti, però chiaramente tutti questi borghi — Valvasone che è il borgo medievale, Spilimbergo che nominavamo prima, Sesto al Reghena, Sacile… ce ne sono veramente tanti e saranno coinvolti in prima fila negli eventi e negli avvenimenti, insomma, di Pordenone Capitale Italiana della Cultura.
Sempre parlando di viaggi, ospitate anche un evento molto importante per il mondo dell’aviazione…
Connect! È una cosa di cui siamo molto orgogliosi perché abbiamo vinto una candidatura. Connect Aviation è uno degli eventi internazionali principali per l’aviazione civile. Noi abbiamo un aeroporto che è il Trieste Airport, che è un aeroporto veramente centrale non soltanto per la nostra regione, ma che collega tutto l’ambito dell’Alpe Adria, quindi centrale a livello europeo, e che ha una peculiarità: ha il treno, cioè la stazione ferroviaria di un treno di linea che si ferma proprio di fronte all’aeroporto. Quindi è collegato benissimo!
È un aeroporto comodo anche perché, essendo un aeroporto non enorme, è molto facile da fruire: uno scende dall’aereo, la valigia è già lì, attraversa il ponte ed è al treno o al parcheggio. Quindi è tutto molto a portata di viaggiatore, senza stress, senza code. Però noi vorremmo anche farlo conoscere un po’ di più tra coloro che muovono e smuovono questo settore. Per cui avremo ospiti a Trieste a febbraio (23-25/02/27), per tre giorni di workshop e una settimana di eventi in tutta la regione, tra gli 800 e i mille delegati che appartengono a tutte le linee aeree europee o che operano in Europa, anche extraeuropee, tutti gli aeroporti d’Europa e tutti coloro che rappresentano dei servizi legati proprio all’aviazione. Quindi Connect sarà per noi un’occasione di presentare Trieste come destinazione e come gate, restando nel gergo aeroportuale, per una una destinazione molto più ampia che è quella del Friuli- Venezia Giulia.
Non è la prima edizione, siamo alla 26ª edizione. Per noi è chiaramente la prima, è una cosa piuttosto straordinaria, e stiamo già lavorando per questo appuntamento.
Da qui magari nasceranno anche dei nuovi business, dei nuovi accordi, proprio per incrementare il traffico aeroportuale.
Questa è l’idea, anche di presentarci come destinazione Trieste, destinazione Friuli-Venezia Giulia, anche loro, in un momento difficile, perché è un momento difficile per l’aviazione, per la strutturazione adesso, nuova strutturazione in Europa dei voli, delle linee, per dire: “Guardate, noi ci siamo, non solo ci siamo, ma valiamo la pena!”.
Quali sono i numeri relativi agli arrivi turistici?
Noi siamo molto molto soddisfatti degli arrivi e delle presenze in Friuli-Venezia Giulia. Siamo, un po’ per collocazione, una regione che vive molto del turismo straniero, perché siamo chiaramente all’angolo d’Europa e molto vicini sia alla zona mitteleuropea sia alla zona dell’Est Europa, per cui abbiamo anche tantissimi visitatori dai Paesi dell’Est Europa. Non abbiamo dei Paesi che spiccano se non quelli proprio più vicini: chiaramente l’Austria è attaccatissima, la Germania, ma siamo un po’ una destinazione trasversale per tutti i Paesi europei. Per cui possiamo dire con orgoglio che stiamo mantenendo e anche aumentando gli afflussi nella nostra regione, anche perché il Friuli-Venezia Giulia rappresenta in questo momento quello che il turista sta cercando. Nel senso che, soprattutto dopo il Covid, c’è stato un cambio di prospettiva: ci si è un attimino allontanati da alcune destinazioni che sono molto più conosciute, che però sono anche più affollate, e si cerca la destinazione da vivere in tranquillità, quindi la destinazione, noi diciamo, “da respirare”, da vivere, da godere a 360 gradi.
Quindi, a partire non solo dalla visita culturale — parlavamo prima di cultura — ma anche la cultura dove l’enogastronomia fa parte di questa esperienza culturale, la passeggiata, il godersi l’aria aperta. Noi abbiamo per nostra fortuna una configurazione paesaggistica straordinaria: nel giro di 200 km si passa dalle Dolomiti alle Alpi, i vini, i vigneti e poi anche la costa adriatica. E tutto questo, unito alla posizione vicina all’Austria e alla Slovenia, fa sì che ci sia un mondo veramente, come il nostro claim, “Tutto da scoprire“.
Vildisora. Vildisot. Vil di miec. Ovvero Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto e Tramonti di Mezzo, le tre località che, insieme a Meduno, compongono la Val Tramontina, una vallata che è uno scrigno montano nascosto tra le vette della parte occidentale del Friuli. Un angolo d’Italia impreziosito da notevoli bellezze naturalistiche, come le celebri Pozze Smeraldine del fiume Meduna o le cime delle Dolomiti Friulane, ma con tanti percorsi, escursioni ed esperienze che rimangono ancora fuori dai circuiti del grande turismo e che quindi permettono di esplorare i boschi, le valli, i passi e i rilievi con il silenzio, la calma e l’attenzione che rendono più completo e soddisfacente il viaggio.
La Val Tramontina è una terra che, peraltro, si è svuotata con il passare del tempo. Il paese di Tramonti di Sotto contava più di tremila abitanti all’inizio del Novecento, oggi sono poco più di 300. Una montagna che si è progressivamente svuotata man mano che dal nostro mondo sono andati a ridursi le attività di agricoltura e allevamento nelle aree interne e le campagne si sono fatte sempre più disabitate. Un processo storico che, come ogni altro, lascia delle testimonianze palpabili: è quello che è accaduto a Palcoda e Tamar, due manciate di case di pietra sospese nel cuore delle Prealpi Carniche, che la natura ha lentamente reclamato nell’ultimo secolo. Piccoli borghi fantasma di montagna, restituiti oggi parzialmente a nuovo splendore come rifugi, bivacchi e aree per godere al meglio di un contesto montano splendido, collegati tra loro da un bel sentiero ad anello che permette di attraversare una natura incontaminata e bellissima.
Val Tramontina: dov’è e come si arriva
La Val Tramontina si trova nella zona occidentale del Friuli, in provincia di Pordenone, incuneata tra le Prealpi Carniche e interamente compresa nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Il suo nome, si suppone, deriva dal latino intra montes, “tra i monti”, appunto. Un toponimo che ben descrive la natura di vallata isolata, chiusa tra rilievi che per secoli l’hanno tenuta ai margini delle grandi vie di comunicazione.
I due comuni principali sono Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto. Nella parte inferiore della valle si trova il specchio del Lago di Tramonti, o Lago di Redona: un bacino artificiale nato nel 1952 dallo sbarramento del torrente Meduna, che allora sommerse anche l’antico borgo di Movada, i cui resti riemergono ancora nei periodi di secca, come l’estate appena passata.
Per raggiungere la valle da Pordenone e dalla pianura friulana si percorre la Strada regionale 552, attraversando Spilimbergo, Sequals e Meduno fino a Tramonti di Sotto. Chi arriva invece dalla Carnia può scegliere la strada più scenografica, quella che valica il Passo Rest, un tornante dopo l’altro tra boschi e pareti rocciose, amato anche dai motociclisti.
È una valle che ha conosciuto, come buona parte dell’arco alpino, un lungo e progressivo abbandono: si contano oltre 150 tra borgate, nuclei e case sparse disseminate nei suoi valloni, molte delle quali oggi ridotte a ruderi o del tutto scomparse sotto la vegetazione. Un tempo la sussistenza si reggeva su pascolo, alpeggio e lavorazioni artigianali; oggi resta un territorio di grande valore naturalistico, frequentato soprattutto da escursionisti, e gastronomicamente noto per la pitina, salume affumicato a base di carne ovina e caprina, che ha ottenuto il marchio IGP proprio in quest’area.
L’escursione verso Palcoda
Il punto di partenza per raggiungere i due borghi abbandonati di Palcoda e Tamar è l’abitato di Tramonti di Sotto. Dal centro del paese si imbocca via Manzoni e, in auto, ci si porta in località Comesta. Qui un divieto di transito segna l’inizio effettivo del cammino a piedi, e si può lasciare la macchina in corrispondenza di uno spiazzo con un murale che ricorda la Resistenza tra queste cime.
Dopo pochi metri il sentiero attraversa il torrente Tarcenò e prende effettivamente il via l’escursione: al bivio si imbocca il segnavia CAI 831A verso Palcoda, mentre l’altro sentiero sarà quello da cui si giungerà al termine dell’anello. La prima parte del sentiero è quella più impegnativa, inerpicandosi tra tratti di boschi di faggio e altri più aperti, dai quali si scorge la valle di Tramonti e si ha una bella panoramica sulle vette delle Dolomiti Friulane. Il paesaggio, mano a mano che si guadagna quota, si apre su scorci che spaziano fino al Col Nudo e al Monte Cavallo, mentre il torrente Tarcenò regala lungo il percorso piccole cascate e marmitte scavate nella roccia calcarea nel corso dei millenni.
Superata una forcella, termina la salita. Il sentiero scende quindi verso la valle del torrente Chiarzò, e il primo abitato ad apparire, percorrendo l’itinerario che corre proprio a fianco del letto del corso d’acqua, è Palcoda.
Oggi dell’antico borgo rimane sostanzialmente soltanto la chiesetta di San Giacomo, restaurata nel 2011: il suo campanile bianco si staglia in mezzo ai boschi, visibile da lunga distanza. Quando si arriva nell’ampia radura, ombreggiata da alberi di noce, si può avvicinarsi al suo campanile e tirare la cordicella per suonare la campana. All’interno della chiesa alcuni pannelli informativi raccontano la storia della ristrutturazione dell’edificio. Fuori, a fianco, un bivacco messo in piedi da alcuni volontari è uno splendido esempio dello spirito di cooperazione e condivisione che si trova in montagna. Il resto dell’antico borgo sono ruderi di case in pietra ingoiate dai rovi, dagli alberi e dalla natura.
Lorenzo CalamaiLa natura ha rapidamente inghiottito i resti di Palcoda
Tuttavia, la storia di Palcoda è lunga: le prime tracce di frequentazione risalgono al Quattrocento, quando la zona era battuta da pastori di passaggio; a partire dal Seicento Palcoda diventa un insediamento stabile, grazie soprattutto alle famiglie Moruzzi e Masutti, che vi si stabiliscono per prime e saranno le costanti protagoniste della vita paesana. Nel periodo di massimo splendore, nel corso del XVII secolo, il paese arrivò a contare circa 150 abitanti, un mulino, una fornace, e un’economia che si reggeva in parte sulla lavorazione dei cappelli, esportati fuori dalla Val Tramontina.
Il declino iniziò nei primi decenni del Novecento, quando lo spopolamento verso la pianura e le città svuotò progressivamente le case. Durante la Seconda guerra mondiale Palcoda tornò per un breve periodo a essere abitata, o meglio, frequentata: divenne infatti un rifugio per i partigiani della Resistenza, e proprio tra le sue case, nel dicembre del 1944, tre giovani partigiani furono catturati e fucilati. Una targa vicino alla chiesa li ricorda.
La grande cascata del Chiarzò e Tamar
Da Palcoda si raggiunge Tamar, per poi far ritorno al punto di partenza tramite il sentiero CAI 832, che ripassa dal Guado Tarcenò chiudendo l’anello.
Nel farlo, però, è doverosa una piccola deviazione verso la cascata Pisulat, un vero e proprio monumento naturale: un salto maestoso del torrente Chiarzò, estremamente scenografico, e d’estate peraltro particolarmente gradevole per la possibilità di tuffarsi e fare il bagno nella grande polla cristallina che si forma ai piedi della cascata.
Lorenzo CalamaiLo spettacolare salto della Cascata Pisulat
Per raggiungere questo splendido luogo, si deve deviare verso nord in corrispondenza dell’attraversamento del Chiarzò, sul sentiero che da Palcoda porta verso Tamar. La deviazione è breve, bastano appena una decina di minuti per portarsi al cospetto di questa cascata meravigliosa. Si torna poi sui propri passi per riprendere la marcia verso Tamar.
Borgo gemello di Palcoda per storia e destino, Tamar ha avuto una parabola di abbandono più lenta. Qui l’ultima abitante, una donna ormai anziana, lasciò il paese solo negli anni Cinquanta del Novecento, decretandone la fine come comunità stabile. Oggi Tamar è una struttura recuperata e pienamente fruibile, con un bivacco e un piccolo rifugio ben attrezzato a disposizione dei viandanti. Un luogo ideale per una sosta, in una radura verde con alberi frondosi e prati morbidi.
Da Tamar, quindi, si affronta la discesa finale per tornare al punto di partenza, calando lungo una serie di tornanti in uno splendido bosco tra querce, faggi e betulle.
Nel complesso, l’escursione è lunga circa 10 chilometri, con un dislivello attorno ai 500 metri. È adatta a tutti i livelli di esperienza, ma è comunque impegnativa, richiede condizioni fisiche discrete. Il tempo di percorrenza complessivo si aggira sulle quattro ore.
Per molti viaggiatori, l’autunno rappresenta l’occasione per scoprire molte regioni italiane attraverso l’arte e la cultura, o magari assaporando le specialità proposte nelle varie sagre di stagione. Ancora meglio se raggiunte in un modo unico e suggestivo: seduti nelle carrozze dei treni storici. Con le loro atmosfere, le panche in legno e gli ampi finestrini, sembrano usciti da un film d’epoca e paiono invitare i passeggeri a rallentare e godersi semplicemente il viaggio.
Tra le regioni da scoprire con lentezza c’è anche il Friuli-Venezia Giulia che, da metà ottobre a inizio novembre, propone quattro corse speciali pensate per collegare città e borghi a fiere di paese, feste dedicate ai formaggi e luoghi della memoria.
Treni storici in Friuli-Venezia Giulia: gli itinerari d’autunno
Il primo treno, partito il 4 ottobre da Gorizia, ha raggiunto Cavasso Nuovo per celebrare la cipolla rossa e la zucca, presidio Slow Food. E i prossimi itinerari? Agenda alla mano, ve li raccontiamo con date e prezzi!
Domenica 18 ottobre: da Trieste a Codroipo per San Simone
A Codroipo, l’autunno ha un appuntamento fisso: la Fiera di San Simone, che ogni anno richiama visitatori da tutta la regione (e non solo). Il treno storico parte da Trieste e lascia i passeggeri nel cuore della festa. Qui, si passeggia tra i banchi di specialità friulane e dei produttori locali, con le iniziative organizzate dalle pro loco e dalle realtà del posto.
Domenica 25 ottobre: da Treviso a Venzone
Il treno alla scoperta di Venzone parte dal Veneto e accompagna i passeggeri in uno dei borghi simbolo del Friuli. La giornata è dedicata al patrimonio artistico e culturale del paese e alla tecnica che lo ha fatto rinascere dopo il terremoto del 1976: l’anastilosi. Gli edifici crollati sono stati ricostruiti recuperando i pezzi originali e rimettendoli al loro posto, uno a uno. Vederne il risultato dal vivo, a esattamente cinquant’anni dal sisma, rende la visita ancora più significativa.
Questa corsa è dedicata alla memoria. Il convoglio raggiunge il Sacrario di Redipuglia, il monumento che custodisce i resti di migliaia di soldati della Prima Guerra Mondiale. Dopo le visite con la guida, i viaggiatori si siedono a tavola per il rancio del soldato, il pasto semplice che sfamava le truppe al fronte.
Domenica 8 novembre: da Sacile a Gemona
Il calendario si chiude con un viaggio per buongustai. Da Sacile, il treno porta a Gemona del Friuli, che per l’occasione ospita “Gemona, formaggio…e dintorni”. È una mostra-mercato dove si possono assaggiare i formaggi della zona e comprarli direttamente da chi li produce.
Le tariffe sono fisse e non cambiano in base alla distanza: si paga lo stesso prezzo sia per un viaggio breve sia per uno lungo. Sui treni trainati da locomotiva elettrica o diesel, l’andata e ritorno costa 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni. Chi viaggia solo in una direzione paga 5 euro (2,50 per i bambini).
Per vivere l’atmosfera dei convogli a vapore la spesa sale di poco: 15 euro per l’andata e ritorno degli adulti, 7,50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni e 7,50 euro per la singola tratta. Su tutti i treni, i bambini sotto i 4 anni viaggiano gratis.
I biglietti si acquistano sul sito o sull’app, scegliendo l’opzione “Treno Storico”, oppure in stazione, alla biglietteria o alle macchinette self-service, e nelle agenzie di viaggio autorizzate. Ogni treno può ospitare al massimo 250 passeggeri, quindi è meglio non aspettare l’ultimo momento per prenotare il proprio posto.
Nel vivo del calendario autunnale l’Italia dei borghi si anima tra sagre di paese, feste patronali e mercati dedicati ai prodotti di stagione, dai frutti del bosco alle specialità della terra. I colori si fanno più intensi, le piazze si riempiono di profumi e le tavole celebrano la cucina del territorio con ingredienti semplici e genuini. Anche il Friuli-Venezia Giulia offre in questo periodo un ricco ventaglio di appuntamenti che unisce gusto, convivialità e scoperta dei suoi paesaggi.
Tra gli appuntamenti più attesi di ottobre spiccano eventi come Pordenone Artanfood, che porta in città un fine settimana all’insegna dell’enogastronomia, ed Ein Prosit in Tarvis: torna l’appuntamento con il gusto, in programma a Udine con degustazioni e incontri. Accanto a loro, manifestazioni tradizionali come il Perdòn da las Masanètes, ovvero Sagra dei Granchi a Basiliano e la Sagra della Castagna a Mezzomonte a Polcenigo completano un mosaico di proposte che attraversa l’intero territorio regionale.
Gli eventi di ottobre in Friuli-Venezia Giulia tra sagre e sapori
Pordenone Artanfood – Pordenone (PN), dal 2 al 4 ottobre 2026. Pordenone Artandfood è una manifestazione dedicata ai piaceri del gusto e ai prodotti d’eccellenza del Friuli Occidentale, con degustazioni, momenti formativi, proposte culturali, artistiche e attività per famiglie.
Pordenone ARTANDFOOD – Pordenone (PN), dal 2 al 4 ottobre 2026. Pordenone ARTANDFOOD unisce degustazioni, laboratori e show cooking con chef e artigiani del gusto a percorsi dedicati a cucina, pasticceria, vino, arte, cultura, turismo e mercatini.
Mostra Mercato Regionale della patata – Reana del Rojale (UD), dal 3 al 4 ottobre 2026. La Mostra Mercato Regionale della patata è una sagra che premia i pataticoltori e valorizza la qualità dei tuberi del Rojale con specialità gastronomiche e ricette originali nate dalla ricerca sul prodotto.
Perdòn da las Masanètes, ovvero Sagra dei Granchi – Basiliano (UD), dal 10 al 19 ottobre 2026. A Villaorba la Sagra delle Masanette rievoca l’antico baratto dei granchi con farina e pecorino, offrendo piatti tradizionali a base di pesce e legandosi alla festa della Madonna del Rosario.
Mercato agroalimentare "Naturalmente Lavariano" – Mortegliano (UD), il 10 ottobre 2026. Mercato agroalimentare a Lavariano dedicato alla vendita diretta di prodotti agricoli locali, per promuovere il chilometro zero, la genuinità e gli scambi culturali legati al territorio.
Ein Prosit in Tarvis: torna l'appuntamento con il gusto – Udine (UD), dal 14 al 18 ottobre 2026. Manifestazione enogastronomica tra Tarvisio e Malborghetto con vini, specialità regionali e internazionali, mostra-assaggio, degustazioni guidate, incontri, seminari, laboratori e itinerari del gusto.
Sagra del Pan-Zal di Rosa – San Vito al Tagliamento (PN), dal 15 al 25 ottobre 2026. A Rosa la Sagra del Pan-Zal celebra la festa di San Luca e il dolce povero della tradizione locale, preparato in grandi quantità dagli abitanti della frazione.
Sagra della Castagna a Mezzomonte – Polcenigo (PN), dal 24 al 25 ottobre 2026. A Mezzomonte la Sagra della Castagna celebra il frutto di montagna con mercatini dell’artigianato, piatti tipici e prodotti a base di castagna in un’atmosfera conviviale.
Sabato 3 e domenica 4 ottobre torna Castelli Aperti FVG, l’appuntamento promosso dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia dedicato alla scoperta di manieri, dimore storiche e parchi della regione di solito non accessibili al pubblico.
L’edizione d’autunno 2026 coinvolge bellissime strutture distribuite tra le diverse province e propone un itinerario che va dalla montagna alla collina, dalla pianura fino alla costa.
La novità del 2026 è il Castello di Valvasone
Tra le principali novità spicca il Castello di Valvasone, che apre per la prima volta le proprie porte al pubblico nell’ambito di Castelli Aperti: costruito nel XIII secolo, costituì il nucleo originario del borgo di Valvasone e appartenne all’antica casata dei Valvasone, passando poi ai Cuccagna di Spilimbergo a partire dal 1293.
Nel corso dei secoli ha accolto anche importanti personalità storiche, tra cui papa Gregorio XII, che vi soggiornò nel 1409, papa Pio VI nel 1782 e Napoleone Bonaparte nel 1797.
Grazie ai recenti restauri dell’ala centrale, durante le giornate di Castelli Aperti sarà possibile vedere alcuni degli ambienti più significativi della struttura, a partire dal Teatrino Settecentesco, decorato con affreschi ispirati all’opera del conte Erasmo di Valvasone. In una delle sale sono inoltre tornati alla luce affreschi trecenteschi, mentre ai piani superiori incanta l’Oratorio dell’Immacolata, caratterizzato dagli stucchi seicenteschi realizzati da Bernardino Barelio.
Dodici dimore aperte in provincia di Udine
È la provincia di Udine a concentrare il maggior numero di strutture coinvolte nell’edizione autunnale, con dodici manieri e dimore storiche. Fanno parte del circuito il Castello di Strassoldo di Sotto e il Castello di Strassoldo di Sopra, la Tenuta di Monastero – Villa Ritter de Záhony ad Aquileia, il Castello di Flambruzzo e la Casaforte di Bergum a Remanzacco.
Il percorso prosegue con il Castello di Ahrensperg a Pulfero, il Castello di Villalta a Fagagna, Palazzo Romano a Manzano, Palazzo Steffaneo Roncato a Crauglio di San Vito al Torre, il Castello di Susans a Majano, il Castello di Colloredo di Monte Albano e la Casaforte La Brunelde a Fagagna.
Gli altri splendidi castelli aperti
Sono invece quattro le strutture della provincia di Pordenone che partecipano a Castelli Aperti FVG 2026: il Castello di Cordovado, Palazzo Panigai Ovio a Pravisdomini e il Castello di Spilimbergo, ai quali si aggiunge il Castello di Valvasone, protagonista della nuova apertura di questa edizione.
A rappresentare la provincia di Gorizia sarà la Rocca di Monfalcone, mentre in provincia di Trieste il pubblico potrà visitare il Castello di Muggia, affacciato sul mare.
Ufficio Stampa – ReportageIl magnifico Castello di Muggia
Prenotazioni, biglietti e informazioni per le visite
Per partecipare alle visite è importante verificare le modalità previste da ciascuna struttura: la prenotazione è obbligatoria per la Tenuta di Monastero – Villa Ritter de Záhony, per il Castello di Spilimbergo e per il Castello di Colloredo di Monte Albano, è invece consigliata per la Rocca di Monfalcone, Palazzo Romano e il Castello di Valvasone. Per gli altri castelli non è richiesta.
Il costo dell’ingresso varia dai 7 ai 10 euro in base al castello e alle attività proposte. Per i bambini dai 7 ai 12 anni è previsto un biglietto di 3,50 euro, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni.
Per quanto riguarda l’accessibilità, sono indicati come accessibili ai visitatori con disabilità il Castello di Cordovado, Palazzo Romano, Palazzo Steffaneo Roncato, il Castello di Susans e il Castello di Valvasone. Gli animali sono invece ammessi alla Rocca di Monfalcone, al Castello di Strassoldo di Sotto, alla Tenuta di Monastero – Villa Ritter de Záhony, al Castello di Flambruzzo, alla Casaforte di Bergum, a Palazzo Panigai Ovio, a Palazzo Romano, al Castello di Strassoldo di Sopra, a Palazzo Steffaneo Roncato e al Castello di Susans.
Il programma completo, con gli orari, le modalità di visita e le eventuali indicazioni sulla prenotazione, è disponibile sul sito del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia.
Dalle prime luci più morbide alle serate che tornano a profumare di mosto e castagne, il calendario di sagre e feste riempie questo passaggio verso l’autunno di piazze animate, stand gastronomici e musiche di paese. È il momento in cui i prodotti di stagione diventano protagonisti, tra uva, funghi, mele e sapori di montagna, e le comunità si ritrovano per celebrare le proprie tradizioni. In Friuli-Venezia Giulia tutto questo si traduce in un mosaico di appuntamenti diffusi, tra borghi, città e vallate, ideale per chi ama viaggiare seguendo il gusto e le atmosfere autentiche.
Nel 2026 il mese porta con sé alcune tappe imperdibili: dalle giornate dedicate ai sapori regionali di Friuli Doc nel cuore di Udine, alle vie di Gorizia che si trasformano in un grande percorso del gusto con Gusti di Frontiera. Accanto a questi eventi più noti, non mancano le tradizioni di lunga data, come la Sagra dei Osei di Sacile e le proposte legate all’artigianato e alla montagna a Sutrio, per un itinerario che unisce enogastronomia, storia locale e paesaggi sempre diversi.
Settembre in Friuli-Venezia Giulia, gli eventi da vivere tra gusto e tradizione
Sagra dei Osei – Sacile (PN), il 6 settembre 2026.
La Sagra dei Osei anima il centro storico di Sacile con la più antica manifestazione ornitologica d’Europa, nata come mercato avicolo e oggi dedicata a storia, cultura, ambiente e turismo nello scenario dei palazzi veneziani sul Livenza.
La Magia del legno torna a Sutrio – Sutrio (UD), il 6 settembre 2026.
Sutrio si trasforma in un grande laboratorio all’aperto, dove artigiani e scultori del legno italiani e stranieri lavorano dal vivo e presentano sculture, oggetti d’uso, mobili tipici e complementi d’arredo in un mercatino diffuso.
Friuli Doc – Udine (UD), dal 10 al 13 settembre 2026.
Friuli Doc porta a Udine degustazioni guidate, laboratori artigianali e incontri culturali, celebrando l’enogastronomia, le tradizioni e i prodotti del territorio friulano dalle Alpi all’Adriatico.
Festa dei funghi e dell’ambiente – Budoia (PN), dal 12 al 14 settembre 2026.
La Festa dei funghi e dell’ambiente propone stand gastronomici dedicati ai funghi e alla cucina campagnola, accompagnati da vini locali, musica e serate di ballo.
Festa di fine estate – Fiumicello Villa Vicentina (UD), dal 12 al 13 settembre 2026.
La Festa di fine estate di Villa Vicentina offre chioschi con specialità di carne e pesce, serate a tema, musica e balli per salutare la stagione calda.
Mercato agroalimentare “Naturalmente Lavariano” – Mortegliano (UD), il 12 settembre 2026.
Il mercato agroalimentare “Naturalmente Lavariano” promuove in piazza S. Paolino la vendita diretta di prodotti agricoli locali a chilometro zero, valorizzando genuinità, scambi culturali e attrattività turistica del territorio.
Mostra ornitologica e avicunicola – Tricesimo (UD), il 13 settembre 2026.
La mostra ornitologica e avicunicola di Tricesimo richiama centinaia di espositori e migliaia di visitatori per ammirare uccelli canori, specie avicunicole e diverse razze cinofile provenienti dal Triveneto e dai paesi vicini.
Festa dell’Uva 2026 a Cormons – Cormons (GO), dal 18 al 20 settembre 2026.
La Festa dell’Uva a Cormons valorizza l’immagine turistica del Collio con un ricco programma enogastronomico ed eventi collaterali, organizzando il centro storico in “Isole di Festa” dedicate a risorse artistiche, storiche, architettoniche e ambientali.
Sagra della mela – Tolmezzo (UD), dal 18 al 20 settembre 2026.
La Sagra della mela a Tolmezzo presenta un’ampia esposizione di varietà coltivate in regione e offre un fine settimana di gastronomia e animazioni rivolte in particolare alle famiglie.
La Giostra dei Castelli – Pordenone (PN), dal 19 al 20 settembre 2026.
La Giostra dei Castelli rievoca un episodio del 1499 legato all’invasione turca, con accampamenti medievali, duelli, spettacoli di giullari, corte in costume, mercatini, sbandieratori e spadaccini nel parco ai piedi del castello.
A Gorizia torna “Gusti di Frontiera” – Gorizia (GO), dal 24 al 27 settembre 2026.
Gusti di Frontiera porta a Gorizia un grande percorso gastronomico internazionale, con centinaia di stand che propongono sapori e specialità provenienti da tutto il mondo.
C’è un treno che, almeno per una sera, non porta semplicemente a destinazione, ma fa viaggiare indietro nel tempo. Sabato 1° agosto parte il Tempus Express, il convoglio storico composto dalle iconiche carrozze “Centoporte” degli Anni Trenta che accompagnerà i passeggeri fino a Gemona del Friuli, dove le lancette sembreranno fermarsi al Medioevo: tra cavalieri, dame, giullari, sputafuoco, taverne e spettacolari giochi di fuoco, la città si trasforma ancora una volta nel palcoscenico del Tempus est Jocundum, una delle rievocazioni storiche più affascinanti del Friuli Venezia Giulia.
Organizzato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con FS Treni Turistici Italiani, ecco perché è un’occasione speciale per vivere un’esperienza diversa dal solito, in cui anche il viaggio serale a bordo del treno storico diventa parte integrante dello spettacolo.
Il viaggio in treno storico verso il Medioevo
Organizzato in occasione della 34ª edizione della rievocazione storica Tempus est Jocundum che ogni estate anima Gemona del Friuli, il Tempus Express permette di vivere un’esperienza d’altri tempi già durante il viaggio. A bordo delle storiche carrozze “Centoporte” si può riscoprire il fascino della ferrovia di un tempo, con interni d’epoca e un ritmo lento che invita ad ammirare il paesaggio. Il viaggio in treno diventa così parte dell’esperienza, prima ancora di raggiungere la festa medievale.
iStockIl paesaggio di Gemona del Friuli
Il programma è già definito: si parte da Trieste Centrale alle ore 16:00, con fermate a Monfalcone, Gorizia Centrale e Udine, e si raggiunge Gemona del Friuli alle 18:20, pronti per tuffarsi nelle atmosfere medievali della festa. Per facilitare l’accesso alla manifestazione sarà disponibile gratuitamente, esclusivamente per i passeggeri del treno storico, un servizio navetta dedicato dalla stazione fino a Porta Udine. Una volta conclusa l’esperienza, il ritorno è previsto alle ore 22:00 da Gemona.
Chi vuole approfittare delle ultime ore di chiaro estivo per esplorare Gemona e i suoi dintorni in bici, può farlo trasportando gratuitamente i propri mezzi sul treno: il Tempus Express dispone infatti di un apposito bagagliaio attrezzato per il trasporto delle biciclette, senza costi aggiuntivi, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La festa Tempus est Jocundum di Gemona
Per un intero weekend, il primo di agosto 2026, Gemona del Friuli abbandona i ritmi della modernità e torna indietro di diversi secoli. Per l’occasione, le vie del centro si popolano di dame, cavalieri, giullari, musici, sputafuoco, cartomanti e saltimbanchi, mentre le tradizionali taverne medievali propongono piatti ispirati alla cucina dell’epoca e bevande da gustare passeggiando tra vicoli e piazze.
Attraversando le vie del centro storico si assiste così a dimostrazioni di antichi mestieri, combattimenti in armatura, esibizioni di falconeria e spettacoli itineranti che coinvolgono il pubblico.
Uno dei momenti più attesi della manifestazione è lo spettacolo dei fuochi pirotecnici a cascata dalla torre campanaria del Duomo, che ogni sera inaugura ufficialmente la festa regalando uno scenario davvero suggestivo.
Il viaggio di sola andata e/o ritorno sul Tempus Express costa 5 euro per gli adulti e 2,5 euro per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti, mentre è gratis per i bambini fino a 4 anni non compiuti.
I biglietti sono acquistabili attraverso tutti i canali Trenitalia, comprese biglietterie di stazione, self-service, agenzie abilitate e online.
Il ritmo lento delle serate all’aperto, i tavoli nelle piazze che si riempiono di voci, il profumo dei piatti di stagione che accompagna i brindisi: è il tempo delle sagre di paese e delle feste patronali, quando la convivialità torna protagonista. Tra piazze illuminate, balli sotto le stelle e specialità locali, ogni borgo si trasforma in un salotto a cielo aperto dove incontrarsi, assaggiare, ascoltare musica. In questo clima di leggerezza estiva, tradizioni antiche e nuove occasioni di incontro si intrecciano, regalando a chi viaggia un mosaico di esperienze diverse. È proprio in questo contesto che il Friuli-Venezia Giulia rivela il suo carattere più autentico, fatto di accoglienza e sapori genuini.
Nel cuore dell’estate, il Friuli-Venezia Giulia diventa un susseguirsi di appuntamenti da scoprire tra vallate alpine, colline e città storiche: dalle atmosfere medievali del Palio di San Donato a Cividale del Friuli alla suggestiva Rievocazione storica della Macia a Spilimbergo, fino alle serate gastronomiche della 27a Sagra dello Struzzo a Pozzuolo del Friuli. In questo itinerario di agosto trovano spazio anche feste di paese, eventi enogastronomici e rievocazioni che punteggiano località come Latisana, Resia, Pordenone o Cordovado, offrendo a chi parte un calendario ricco di spunti per vivere il territorio tra gusto, storia e atmosfera di festa.
Gli eventi di agosto in Friuli-Venezia Giulia tra gusto e tradizione
27a Sagra dello Struzzo – Pozzuolo del Friuli (UD), dal 24 luglio al 2 agosto 2026. Sagra dedicata ai piatti a base di carne di struzzo, con menù curato, prezzi familiari, attenzione all’ambiente e spazi accoglienti anche per bambini.
Sere d'estate a Latisana – Latisana (UD), dal 28 luglio al 1 agosto 2026. Rassegna estiva a Latisana con animazione serale del centro cittadino il giovedì, tra musica dal vivo, shopping, enogastronomia e attività per bambini nelle principali piazze.
Tempus est jocundum – 34a Edizione – Gemona del Friuli (UD), dal 31 luglio al 3 agosto 2026. Rievocazione medievale nel centro storico, illuminata da torce e fiaccole, con animazioni teatrali, giochi interattivi e taverne che servono menù ispirati al Medioevo.
Sagra dei Pirus – Pavia di Udine (UD), dal 31 luglio al 2 agosto 2026. Festa delle pere a Pavia di Udine che unisce tradizione agricola ed enogastronomia a concerti gratuiti, itinerari agrituristici, mostre, degustazioni e manifestazioni sportive, con finale scenografico dell’incendio della pera gigante.
Festa della Madonna della Neve – Precenicco (UD), il 5 agosto 2026. Celebrazione della Madonna della Neve con solenne processione lungo il Fiume Stella da Precenicco a Titiano, in ricordo dell’evento miracoloso legato alla nevicata sul Colle Esquilino nel 352.
'Sagra del Frico' a Carpacco – Dignano (UD), dal 8 al 10 agosto 2026. Sagra paesana a Carpacco incentrata sul frico locale, con intrattenimenti musicali, mostre d’arte ed eventi sportivi come la gara di mountain bike nell’area verde vicino al campo sportivo.
Festa dell'Arrotino – Resia (UD), dal 8 al 9 agosto 2026. Manifestazione dedicata alla figura dell’arrotino, con dimostrazioni di affilatura, visite all’esposizione museale del mestiere e laboratori per adulti e bambini.
Rievocazione storica della Macia – Spilimbergo (PN), dal 14 al 16 agosto 2026. Rievocazione storica che ricrea la vita quotidiana e le vicende politiche e culturali di una città friulana agli inizi del Cinquecento, ai tempi dei fratelli Roberto e Adriano di Spilimbergo.
Festa dell'Assunta – Tramonti di sotto (PN), il 15 agosto 2026. Festa dell’Assunta che valorizza ambiente, storia, emigrazione e arte, con rievocazioni nei luoghi più caratteristici, festival di arti di strada, mercatini e degustazioni di piatti tipici tramontini.
Fiesta tas corts: Antichi sapori nelle corti – Ravascletto (UD), il 16 agosto 2026. Festa nelle corti a Ravascletto, dove le famiglie aprono le proprie case per offrire antichi piatti carnici preparati secondo le vecchie ricette, in un percorso gastronomico diffuso.
Festa in Piassa, la più grande sagra della Città di Pordenone – Pordenone (PN), dal 20 al 23 agosto 2026. Al Centro Sportivo A. Lupieri di Villanova di Pordenone torna la Festa in Piassa, grande sagra cittadina con musica, sport, buona cucina e attività per tutte le età, con programma ricco e variegato.
Palio di San Donato – Cividale del Friuli (UD), dal 21 al 23 agosto 2026. A Cividale del Friuli il Palio di San Donato rievoca un torneo del XIV secolo con ambientazioni medievali, cortei in costume, duelli e gare tra i borghi per conquistare il trofeo, organizzato dal Comune e dalle associazioni locali.
Cordovado Medievale: antiche tradizioni rivivono – Cordovado (PN), dal 28 al 30 agosto 2026. Cordovado Medievale trasforma il borgo nel 1387, rievocando l’assedio al castello con spettacoli di giullari, danzatrici, menestrelli, sputafuoco e funamboli lungo le vie storiche, con ingresso gratuito.
Coltello in festa – Maniago (PN), dal 29 al 30 agosto 2026. Coltello in festa anima il centro storico con la mostra mercato delle coltellerie del Distretto del Coltello, dimostrazioni di lavorazioni artigianali e un tradizionale mercato dell’artigianato per scoprire territorio, persone e storia.
Il ritmo lento delle serate all’aperto, i tavoli nelle piazze che si riempiono di voci e brindisi, i profumi che si alzano dalle griglie e dalle cucine di paese: l’estate è il momento in cui la convivialità torna protagonista. Tra sagre, feste patronali ed eventi enogastronomici, ogni weekend diventa un’occasione per scoprire prodotti stagionali, ricette del territorio e tradizioni condivise. Le giornate si allungano, le colline e le coste si animano, le comunità locali aprono le porte a chi cerca atmosfere autentiche. In questo scenario il Friuli-Venezia Giulia offre un mosaico di appuntamenti che unisce sapori, musica e voglia di stare insieme.
Nel luglio 2026 il calendario regionale è fitto di proposte: dalla Sagra delle Fragole e dei Lamponi di Attimis alla saporita Sardelada di Grado, passando per la grande Festa del Prosciutto di Sauris e per l’appuntamento gourmet Ein Prosit in Tarvis a Tarvisio. Tra località di mare, borghi di pianura e vallate di montagna, le sagre e gli eventi enogastronomici invitano a costruire un vero e proprio itinerario del gusto, alla scoperta delle diverse anime del territorio regionale.
Gli eventi di luglio in Friuli-Venezia Giulia da vivere giorno per giorno
Sere d'estate a Latisana – Latisana (UD), dal 2 al 3 luglio 2026. Sere d'estate a Latisana anima il centro cittadino il giovedì con musica dal vivo, shopping, enogastronomia e animazione per bambini nelle principali piazze.
Festeggiamenti Pratensi – Prata di Pordenone (PN), dal 2 al 4 luglio 2026. I Festeggiamenti Pratensi propongono la sagra della Pro Loco di Santa Lucia con musica, spettacoli, mostre e stand gastronomici con grigliate, vini e prodotti locali.
Sagra dei Gamberi – Zoppola (PN), dal 2 al 12 luglio 2026. Sagra enogastronomica dedicata ai gamberi e ai vini locali delle Grave, con serate di ballo liscio, musica per giovani, teatro, gare sportive e animazione per bambini.
Sagra delle Fragole e dei Lamponi – Attimis (UD), dal 3 al 5 luglio 2026. Storica festa popolare nel Parco dei Conti d’Attimis dedicata a fragole e lamponi, da gustare al naturale o in dolci, dessert, aperitivi e piatti vari.
La Sardelada – Grado (GO), dal 10 al 12 luglio 2026. Caratteristica degustazione di pesce a Grado, con le sardine protagoniste di diverse varianti gastronomiche, molto attesa da cittadini e turisti.
Ein Prosit in Tarvis: torna l'appuntamento con il gusto – Tarvisio (UD), dal 10 al 12 luglio 2026. Grande manifestazione enogastronomica tra Tarvisio e Malborghetto dedicata al vino e alle specialità culinarie regionali e internazionali, con mostra-assaggio, degustazioni guidate, incontri, seminari e itinerari del gusto.
Festa del Prosciutto – Sauris (UD), dal 11 al 12 luglio 2026. Festa a Sauris dedicata al celebre prosciutto crudo affumicato, con stand gastronomici che propongono salumi, gnocchi, carni alla griglia e dolci fatti in casa.
Mostra Regionale delle Pesche – Fiumicello Villa Vicentina (UD), dal 15 al 20 luglio 2026. Mostra dedicata alle pesche di Fiumicello, con degustazioni di prodotti tipici, mercatino, pesca di beneficenza, giochi per bambini e possibilità di acquisto del frutto simbolo locale.
Sagre da la Bisate – Sagra dell’Anguilla – Rivignano Teor (UD), dal 18 al 27 luglio 2026. Festa paesana in onore di San Giacomo Apostolo con attività ludiche, visite all’Acquario Regionale e al parco di Villa Ottelio, oltre a piatti tipici a base di anguilla del Fiume Stella.
Sagra dei Pirus – Pavia di Udine (UD), dal 23 al 26 luglio 2026. Sagra friulana dedicata alle pere che unisce proposte enogastronomiche, concerti gratuiti, itinerari agrituristici, mostre, degustazioni, sport e un suggestivo gran finale con l’incendio della pera gigante.
27a Sagra dello Struzzo – Pozzuolo del Friuli (UD), dal 24 luglio al 2 agosto 2026. Sagra dedicata ai piatti a base di carne di struzzo, con menù curato, prezzi familiari, attenzione all’ambiente e spazi accoglienti anche per bambini.
Cena a Corte – Rivignano Teor (UD), il 24 luglio 2026. Cena a Corte nella cornice di Villa Ottelio Savorgnan ad Ariis, evento conviviale che torna dopo il successo delle precedenti edizioni.
Tempus est jocundum – 34a Edizione – Gemona del Friuli (UD), dal 31 luglio al 3 agosto 2026. Rievocazione medievale nel centro storico, illuminata da torce e fiaccole, con animazioni teatrali, giochi interattivi e taverne che servono menù ispirati al Medioevo.
C’è un angolo di Friuli-Venezia Giulia dove la natura sembra essersi divertita a creare piccoli miracoli geologici e paesaggi da favola.
Qui, all’ombra delle imponenti vette delle Alpi Giulie occidentali, si sviluppa un paradiso dell’outdoor che custodisce foreste di risonanza usate dai liutai di tutto il mondo, miniere che nascondono segreti curativi ed eccellenze gastronomiche, e corsi d’acqua spettacolari che viaggiano incredibilmente fino al Mar Nero.
Quello di Tarvisio e dei suoi dintorni è un territorio sorprendente e accessibile a tutti, dove i sentieri per il trekking più selvaggio si alternano a percorsi pensati per il puro relax delle famiglie, capace di trasformare ogni passeggiata in un’avventura indimenticabile tra terra, acqua e cielo.
Il Parco Geominerario di Raibl, viaggio nel cuore della Terra
Il cuore del Parco Geominerario di Raibl è la sua miniera, le cui pareti sono custodi di oltre 700 anni di attività a partire dall’epoca romana. Per secoli qui gli abitanti della zona (e non solo) hanno lavorato per estrarre zinco e piombo.
La struttura sotterranea della miniera ha dell’incredibile: ben 120 chilometri di gallerie disposte su 19 livelli, che scendevano fino a 520 metri di profondità. Camminando all’interno si nota subito una curiosa pendenza del 2 per mille, studiata appositamente in passato per non far fare troppa fatica ai muli che trasportavano il materiale estratto e per permettere all’acqua di drenare correttamente senza allagare i cunicoli.
Altra particolarità: per visitare la miniera dovrai coprirti molto bene! All’interno infatti c’è un’umidità del 98% e una temperatura costante di 6 gradi.
Entrando nel suggestivo Camerone Santa Barbara – che una volta era ben cinque volte più grande ed è il punto esatto in cui venne trovata la vena mineraria principale – si respira ancora la profonda devozione dei lavoratori alla Santa che li proteggeva. L’altare sotterraneo è dedicato proprio a Santa Barbara e ogni 4 dicembre vi si celebra una messa in due lingue.
Ma non finisce qui. Un altro luogo caratteristico della miniera è il Pozzo Layer, un ascensore utilizzato per trasportare il materiale estratto e i minatori. E come non citare poi il Tunnel o Galleria di Bretto che, con i suoi 5 chilometri, è stato il primo confine di Stato più profondo d’Europa.
@SiViaggia - Valentina ScillieriL’affinatura dei formaggi nella miniera
Nella miniera Raibl ci sono anche altre due sorprese. La prima è che in uno degli ambienti sotterranei si tengono due volte all’anno dei trattamenti di speleoterapia per ragazzi con problemi respiratori. La seconda è invece di natura enogastronomica: da qualche anno le gallerie ospitano zone di affinatura dei formaggi, che, grazie ai lieviti della miniera, rimangono morbidissimi all’interno. Una vera chicca unica in Europa!
Dal punto di vista umano, senso di comunità si percepisce ovunque: basti pensare che negli anni ’50 ci lavoravano ben 1200 persone e il paesino di Cave del Predil era un vero e proprio villaggio vibrante di 2500 abitanti, mentre oggi ne rimangono circa 200, dopo che nel 1991 la miniera è stata definitivamente chiusa. All’interno della miniera rimane, per fissare la memoria e l’attaccamento della popolazione a questo luogo, una scritta: “Gluck auf“, ovvero “Felice ritorno”, il tradizionale saluto dei minatori che esprimeva la speranza di tornare alla propria vita in superficie.
Sul set cinematografico dei Laghi di Fusine
Se c’è un luogo che sembra uscito direttamente da una fiaba o da una cartolina, quello è senza dubbio la conca dei Laghi di Fusine. Non a caso questo posto pazzesco è stato più volte scelto come set cinematografico e pubblicitario d’eccezione.
Questi due laghi di origine glaciale sono protetti dalle maestose Alpi Giulie occidentali, dominate dal profilo del monte Mangart con i suoi 2677 metri di altezza, un colossale blocco di calcare e dolomia.
@SiViaggia - Valentina ScillieriVista dai Laghi di Fusine
Camminando lungo le sponde, potrai ammirare i famosi massi erratici, giganteschi blocchi di roccia staccati in epoca remota dal ghiacciaio e trasportati fino a qui: i più famosi sono il masso Marinelli (alto circa 20 metri) e il masso Giulio Andrea Pirona.
I laghi sono due, situati a pochissima distanza l’uno dall’altro ma con sfumature uniche: il Lago Inferiore si trova a 924 metri di altitudine, mentre il Lago Superiore si trova a 929 metri. I due sono collegati da un sistema sotterraneo di acque, per cui è il Lago Superiore ad alimentare quello Inferiore. Una particolarità: il Lago Superiore è molto “umorale”, nel senso che essendo alimentato principalmente dall’acqua piovana, il suo livello cambia continuamente.
Per gli amanti della natura selvaggia, i boschi circostanti di abeti rossi e faggi sono un vero paradiso di biodiversità. Qui crescono i pregiati abeti rossi di risonanza, ricercati dai liutai di tutto il mondo perché il loro legno finissimo è perfetto per costruire strumenti musicali a corda di altissimo livello. Aguzzando la vista e l’udito tra i rami, potresti avvistare poi animali come il picchio verde e il picchio nero, cervi, caprioli, camosci, stambecchi e marmotte, ma anche lupi, orsi e linci.
Il Monte Lussari e il santuario tra le nuvole
Il Monte Lussari è un luogo magico intriso di spiritualità e fascino ad alta quota. Salendo quassù a piedi o con gli impianti, si raggiunge il celebre e pittoresco borgo dove nel 1313 nasce ufficialmente il santuario, una meta di pellegrinaggio antichissima e suggestiva che da secoli unisce popoli e lingue diverse.
@SiViaggia - Valentina ScillieriIl borgo di Monte Lussari
Una delle particolarità architettoniche più curiose della chiesa riguarda la forma del suo soffitto: fu infatti realizzato con le sembianze di una carena di nave rovesciata per il patriarca d’Aquileia, un dettaglio costruttivo davvero singolare che ti consiglio assolutamente di osservare alzando gli occhi al cielo una volta varcato il portale d’ingresso.
Tutto attorno il paesaggio si apre in una spettacolare vista sulle Alpi Giulie e lo sguardo si perde nella maestosità delle pareti di roccia del Jof di Montasio, del Jof Fuart e del Mangart. Questo luogo è l’ideale sia per gli amanti del trekking e della natura, con anche sentieri impegnativi come il Cammino Celeste, che per chi pratica sport invernali, con la suggestiva pista Di Prampero adatta agli sciatori più esperti.
@SiViaggia - Valentina ScillieriLe Alpi Giulie viste dal Monte Lussari
Il Monte Lussari è anche l’ambientazione della suggestiva e tradizionale fiaccolata del 1° gennaio: sciatori professionisti, vestiti con abiti invernali tipici, scendono lungo i pendii della montagna con le fiaccole in mano fino a Camporosso, dove tutta la comunità si ritrova per festeggiare con musica, vin brulè e fuochi d’artificio.
Le acque cristalline dell’Orrido dello Slizza
Se cerchi un’avventura a piedi che lasci a bocca aperta tutta la famiglia senza richiedere sforzi eccessivi o sentieri da alpinisti, l’Orrido dello Slizza è esattamente la scelta perfetta.
Si tratta di una forra molto stretta e profonda, scavata nel corso dei millenni dalla forza incessante dell’acqua dello Slizza, un torrente che nasce dall’unione di due corsi d’acqua della zona: il Rio Freddo e il Rio del Lago.
La camminata si sviluppa lungo un sentiero semplice e perfettamente attrezzato con scale e staccionate, ideale per una splendida gita con i bambini.
@SiViaggia - Valentina ScillieriL’Orrido dello Slizza
Oltre ad essere una meta rinomata e apprezzata per gli appassionati di pesca sportiva, questo torrente nasconde un fatto geografico davvero incredibile: a differenza della stragrande maggioranza dei fiumi italiani, l’acqua dello Slizza scorre verso Nord e va a finire dritta nel Mar Nero! Un piccolo miracolo della geografia che rende questo canyon un luogo ancora più affascinante da scoprire a passo lento.
Dalla Ciclovia Alpe Adria ai sentieri incontaminati
Le opportunità per vivere questo splendido territorio a stretto contatto con la natura non finiscono certo qui, perché la fitta rete di percorsi all’aria aperta offre infinite varianti per tutte le gambe e per tutte le età.
Per chi ama le due ruote, un’esperienza assolutamente imperdibile e rigenerante è quella di percorrere un tratto della celebre Ciclovia Alpe Adria, una delle piste ciclabili più spettacolari e premiate d’Europa che attraversa paesaggi mozzafiato ed è perfetta per le famiglie, grazie a pendenze dolci e tracciati sicuri ricavati spesso sul sedime di vecchie linee ferroviarie dismesse.
Se invece alle due ruote preferisci il trekking classico o le passeggiate rilassanti immerse nel verde, da non perdere è il “The Forest Sound Track” (il Sentiero degli Alberi di Risonanza in Val Saisera), un percorso facile di 5,5 km che conduce al cospetto dei maestosi abeti rossi usati dai liutai.
Un’idea perfetta da vivere con i bambini è la visita alle malghe del Passo Pramollo, una passeggiata molto agevole su strada forestale che conduce fino a Malga For, punto di sosta ideale tra i pascoli di montagna. Per chi ama camminare al fresco accompagnato dal mormorio dell’acqua c’è l’Anello del Rio Serai, un percorso rilassante e alla portata di tutti che attraversa il bosco superando il torrente su una suggestiva passerella pedonale.
Tarvisio e i suoi dintorni sono una destinazione immersa nella natura capace di mettere d’accordo proprio tutti. Che tu abbia voglia di infilare gli scarponi per un trekking tra i boschi, di scendere sottoterra al fresco di una miniera centenaria o semplicemente di goderti la vista sui laghi con tutta la famiglia, qui le cose da fare e da vedere non mancano mai.
Un libro che ci porta nel passato e ci fa immergere in pagine di storia meno conosciute, ma anche esplorare luoghi in cui la natura regala scenografie che levano il fiato. Ilaria Tuti, apprezzatissima autrice di romanzi bestseller tra cui la serie di gialli con Teresa Battaglia, è tornata in libreria con una storia che ci porta indietro nel tempo, alla Seconda Guerra Mondiale e all’invasione della Carnia da parte dei Cosacchi. Siamo nella parte nord-occidentale del Friuli-Venezia Giulia, ed è lì che possiamo scoprire scenografie meravigliose, tra montagne, boschi fitti e borghi da visitare. E non c’è nulla di meglio che farlo in compagnia del libro giusto.
Alla scoperta della Carnia insieme a Ed è un poco la notte e un poco l’alba, l’ultimo romanzo di Ilaria Tuti pubblicato da Longanesi.
Tutto sulla Carnia, la zona del Friuli protagonista del libro
Ci sono dei romanzi che hanno il pregio di mostrarci con gli occhi dell’autrice (o dell’autore) luoghi incredibili. Così è la Carnia, zona che si trova nella parte nord-occidentale del Friuli e presenta alte vette (il monte più alto raggiunge quota 2780 metri), valli, boschi e borghi.
Sono diversi i luoghi citati nel romanzo, la cui protagonista è Serafina, una donna coraggiosa che vive in una terra di confine e che porta in sé credenze antiche. È lei la narratrice dell’arrivo dei Cosacchi ed è sempre lei che ci accompagna in una storia che avvince e avvolge.
La Zona Libera della Carnia è il cuore pulsante del nuovo libro di Ilaria Tuti, un’area autonoma e costituita dai Partigiani nell’agosto del 1944 e durata nemmeno una manciata di mesi all’epoca del Secondo conflitto Mondiale.
E quali sono alcune delle tappe da raggiungere accompagnati da Ed è un poco la notte e un poco l’alba? Ad esempio, la Valle di Verzegnis, citata nelle primissime pagine del romanzo. Qui si possono fare delle belle escursioni, magari lungo il lago artificiale oppure alla scoperta delle cave di marmo rosso o, ancora, verso il monte omonimo. Non manca la storia e in tal caso basta visitare la Pieve di San Martino oppure, per gli appassionati di arte, vale la pena raggiungere l’Art Park.
E poi il comune di Cavazzo Carnico con le sue frazioni. La protagonista, ad esempio, vive oltre la frazione di Mena, da sola su un versante soleggiato, ma tutta la zona vale la pena di essere esplorata a partire da Cesclans, con una Pieve che pare essere stata innalzata tra 700 e l’800 d.C.: rimane più in alto rispetto al piccolo paese e domina anche il lago di Cavazzo, il più grande bacino naturale (ha origine glaciale) della regione.
iStockIl meraviglioso Lago di Cavazzo
Tantissime le tappe che si possono raggiungere nella Carnia, tra borghi da scoprire ed escursioni nella natura, ma – visto che stiamo parlando di Ilaria Tuti – non ci si può esimere dall’uscire dal tracciato e raggiungere anche il paese dell’autrice: Gemona del Friuli con il suo duomo, la torre campanaria e il castello, è un vero gioiello. Tra l’altro viene anche citata nel libro.
Trava e il santuario: un altro luogo centrale del romanzo
C’è un altro luogo centrale nel romanzo ed è il santuario della Madonna di Trava, dove la nonna della protagonista compie un rito basato su una credenza popolare: tentare di ridare l’ultimo respiro ai neonati morti per battezzarli ed evitargli il Limbo.
Si trova nella frazione di Trava, che fa parte del Comune di Lauco, ed è stato innalzato nel 1659: si racconta che la Madonna del Carmelo fosse miracolosa e che concedesse proprio quell’ultimo respiro. Si raggiunge in 15 minuti, percorrendo un sentiero che offre una vista suggestiva ma è importante, viene spiegato sul sito ufficiale del turismo in Friuli-Venezia Giulia, prenotare la visita essendo gestito da volontari.
Tantissimi luoghi che regalano un’atmosfera ancora più vibrante e viva, se visitati osservandoli anche con gli occhi dell’autrice grazie a Ed è un poco la notte e un poco l’alba, l’ultimo imperdibile romanzo di Ilaria Tuti.
L’Abbazia di Rosazzo, adagiata tra le dolci colline orientali del Friuli, è un luogo in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, seguendo quello della natura, dei vigneti e delle stagioni. Qui storia, spiritualità e cultura del vino si intrecciano da oltre mille anni, dando vita a un complesso unico nel suo genere, capace di raccontare l’identità più autentica di questo angolo d’Italia.
Tra antiche architetture, panorami sulle colline friulane e una tradizione vitivinicola profondamente radicata nel territorio, l’abbazia rappresenta oggi una delle destinazioni più suggestive per chi desidera vivere un’esperienza che va oltre la semplice visita. Grazie al nuovo percorso di accoglienza e degustazione promosso da Cantina Livio Felluga, questo luogo simbolo apre ancora di più le sue porte ai visitatori, invitandoli a scoprire le sue stratificazioni storiche, i suoi paesaggi e il legame indissolubile tra il vino e la terra da cui nasce.
La storia dell’abbazia
Le origini dell’abbazia affondano nell’Alto Medioevo e, pur avvolte da alcune incertezze, testimoniano il ruolo di Rosazzo quale punto d’incontro tra il mondo latino e quello slavo. Divenuta abbazia benedettina e posta sotto la protezione pontificia nel XIII secolo, attraversò secoli di splendore, incendi, trasformazioni e restauri, fino alla rinascita seguita al terremoto del 1976.
Ufficio StampaVista sulle colline dall’abbazia
Ancora oggi il complesso conserva la chiesa di San Pietro, il chiostro e la suggestiva torre occidentale, mentre dal belvedere si apre uno dei panorami più ampi del Friuli, che nelle giornate limpide spazia dalla Slovenia al mare Adriatico. Concerti, incontri culturali e celebrazioni religiose continuano a mantenere viva la vocazione dell’abbazia come luogo di dialogo e riflessione.
L’abbazia e l’ospitalità
L’Abbazia di Rosazzo è nota soprattutto oggi perché accoglie i visitatori con spazi dedicati a soggiorni, incontri ed eventi culturali. Le camere e le sale del complesso infatti permettono di vivere il luogo con lentezza, immersi nel silenzio delle colline e nella bellezza del paesaggio circostante. Il nuovo allestimento pensato per l’accoglienza valorizza ulteriormente questa dimensione, proponendo un itinerario che invita a sostare, osservare e comprendere il profondo legame tra il monastero e il territorio friulano che lo circonda.
Ufficio StampaInterno e giardino dell’abbazia
Nello specifico, l’Abbazia dispone di numerose sale attrezzate, adatte a convegni, riunioni, corsi ed eventi, con la possibilità di organizzare catering esterni nella Sala della Vite e dell’Uva, prenotando anche le sale adiacenti. La struttura offre inoltre 14 camere con bagno privato (3 singole e 11 doppie) immerse in un contesto panoramico e tranquillo, ideale per soggiorni e ritiri spirituali. Le prenotazioni devono essere effettuate almeno dieci giorni prima, l’abbazia è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, mentre l’utilizzo serale comporta un supplemento del 50%. Purtroppo, però, non sono ammessi animali.
La cantina e le degustazioni
Il percorso di visita all’abbazia si intreccia anche con la storia vitivinicola delle colline di Rosazzo. Gli ospiti possono infatti attraversare gli storici vigneti abbaziali e visitare l’antica cantina di affinamento, risalente al XIII secolo, la più antica del Friuli-Venezia Giulia ancora conservata.
Ph. Alessandra ZacoVista interna delle anfore nella cantina
Le degustazioni guidate dei vini alla Cantina Livio Felluga sono espressione di questo territorio e completano un’esperienza che non si limita al calice, ma racconta il vino come parte integrante del paesaggio e dell’identità culturale di Rosazzo.
Per scoprire l’identità forte e genuina del Friuli-Venezia Giulia è fondamentale imparare a rallentare. Questo è il territorio delle vette dolomitiche tanto quanto delle piazze silenziose, dei manieri medievali incorniciati dal verde, delle botteghe storiche e dei filari che si tingono d’oro al mutare delle stagioni.
Per tutta l’estate e fino a dicembre, questo immenso patrimonio storico e paesaggistico diventa lo scenario di “Appuntamento nei borghi”. La rassegna, promossa da PromoTurismoFVG insieme alle amministrazioni comunali e agli operatori locali, propone una cinquantina di appuntamenti pensati per esplorare cinque gemme della regione con uno spirito profondamente rinnovato.
Quello di cui potrete fare esperienza non sono semplici visite guidate, ma passeggiate naturalistiche, laboratori creativi e degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali per scoprire il territorio in modo intimo e diverso.
Gli eventi a Strassoldo, Muggia e Valvasone
Il viaggio ideale tra i borghi del Friuli-Venezia Giulia comincia laddove la storia ha lasciato segni indelebili nell’architettura e nel paesaggio. A Strassoldo, le prime passeggiate di luglio vi condurranno in un contesto rurale straordinariamente intatto, dove le fresche risorgive alimentano i corsi d’acqua che lambiscono il suggestivo mulino del bosco e la chiesetta di Santa Maria in Vineis, custode di una spiritualità antica.
Spostandovi verso la costa, l’atmosfera cambia a Muggia, una vera e propria perla dell’Adriatico che rivendica con orgoglio le sue radici marinare. Il percorso parte dal porto, cuore pulsante della vita locale, e sale gradualmente tra scorci pittoreschi fino a raggiungere il maestoso castello trecentesco, da cui si gode di una vista impareggiabile sul golfo.
Le atmosfere medievali, invece, trovano la massima espressione a Valvasone. Questo scrigno di pietra offre una doppia chiave di lettura: da un lato, la scoperta del centro storico acciottolato e del castello che fu testimone delle intricate vicende della nobiltà friulana; dall’altro, l’unione perfetta tra cultura e piaceri del palato. L’itinerario autunnale di settembre vi accompagnerà dalle sale del maniero direttamente ai vigneti del territorio, concludendosi con una degustazione guidata nella storica cantina.
Ufficio StampaIl caratteristico borgo di Strassoldo
Il programma a Spilimbergo e Polcenigo
Con l’arrivo di settembre, Spilimbergo, celebre per la sua secolare tradizione mosaicista, apre le porte delle sue dimore signorili. Il percorso si snoda a partire dal Palazzo di Sopra, permettendo di passeggiare nel raffinato giardino all’italiana e di affacciarsi dal belvedere panoramico. Da qui lo sguardo abbraccia le rogge che attraversano l’abitato, per poi seguire il flusso dell’acqua fino al Mulino di Mezzo, una struttura che racconta l’ingegno artigianale e l’antica economia manifatturiera della zona.
Infine, l’itinerario di Appuntamento nei Borghi tocca Polcenigo, borgo adagiato alle sorgenti del fiume Livenza. Qui, la proposta si fa ancora più dinamica, integrando visite culturali e sessioni di trekking leggero. Verrete guidati in un percorso che valorizza un patrimonio naturalistico unico: dal nucleo storico si sale verso i resti del castello medievale, costeggiando eleganti palazzi signorili e chiese ricche di opere d’arte.
Domenica 5 luglio 2026 torna il Treno Folkest, il treno storico che collega Trieste con il Friuli centrale in un’esperienza di viaggio che unisce mobilità lenta, cultura e musica. A bordo delle storiche carrozze “Centoporte” anni ’30 i passeggeri potranno raggiungere Gemona del Friuli e San Daniele del Friuli, in occasione di uno degli appuntamenti più attesi dell’estate regionale: il Folkest – International Folk Music Festival. Il viaggio diventa così parte integrante dell’evento, trasformando lo spostamento in un percorso tra storia, paesaggi e tradizioni.
Il viaggio in treno storico: l’itinerario
Il Treno Folkest partirà da TriesteCentrale alle 08:22, con fermate intermedie a Monfalcone (08:54), Gorizia Centrale (09:18), Udine (10:23) e arriverà a Gemona del Friuli alle 11:20. Da qui, grazie a navette TPL FVG incluse nel biglietto, i viaggiatori raggiungeranno San Daniele del Friuli, cuore della manifestazione.
A bordo si viaggerà su carrozze d’epoca che richiamano il fascino del Novecento ferroviario, in un contesto pensato per valorizzare il turismo slow. Un elemento distintivo del servizio è la possibilità di trasportare gratuitamente la bicicletta nel bagagliaio attrezzato, fino a esaurimento posti, rendendo il viaggio ancora più flessibile per esplorare il territorio.
Una volta a destinazione, il programma della giornata prevede la scoperta di San Daniele del Friuli, celebre per il Prosciutto di San Daniele e per il suo patrimonio storico-artistico. La visita guidata inclusa nel viaggio condurrà tra le vie del centro storico, il Duomo di San Michele Arcangelo e la Chiesa di Sant’Antonio Abate, arricchendo l’esperienza culturale.
Per i possessori del biglietto è prevista anche l’apertura straordinaria della Biblioteca Guarneriana (ingresso 4 euro a persona su prenotazione), uno dei tesori più preziosi del Friuli Venezia Giulia, fondata nel 1466 e custode di manoscritti storici, tra cui una delle più antiche copie dell’Inferno di Dante Alighieri.
Il ritorno è previsto da Gemona del Friuli alle 18:05, con arrivo a Trieste Centrale alle 20:30.
iStockSan Daniele del Friuli
Folkest: International Folk Music Festival
Il Treno Folkest si inserisce nel contesto del Folkest – International Folk Music Festival, una delle rassegne musicali più longeve d’Italia, nata nel 1978 e simbolo di rinascita culturale del Friuli dopo il terremoto del 1976. Oggi il festival è conosciuto come il “festival curioso del mondo”, grazie alla sua capacità di mettere in dialogo musiche e culture provenienti da ogni parte del pianeta.
L’edizione 2026, dedicata al tema “La forza della parola in musica”, animerà il territorio dall’11 giugno al 21 luglio e porterà in Friuli Venezia Giulia artisti italiani e internazionali. Il clou del programma si svolgerà proprio a San Daniele del Friuli (3-5 luglio).
Durante la giornata del treno storico sono previsti eventi musicali e culturali, tra cui concerti internazionali, incontri dedicati alla memoria storica e attività per tutte le età, rendendo l’esperienza immersiva e adatta a un pubblico eterogeneo.
Per maggiori informazioni, consultare il sito ufficiale del Folkest.
Come prenotare il viaggio sul Treno Folkest
La partecipazione al Treno Folkest è possibile tramite biglietto andata e ritorno con tariffe dedicate: adulti 10 euro, ragazzi (4-12 anni) 5 euro, bambini sotto i 4 anni gratuiti senza posto riservato. I biglietti sono disponibili attraverso i canali Trenitalia, biglietterie di stazione, self-service, agenzie abilitate e tramite apposito form di prenotazione sul sito Fondazione FS.
Le prenotazioni vengono gestite in ordine di arrivo e sono soggette a verifica dei posti disponibili. Il prezzo del biglietto include anche le navette TPL FVG da Gemona a San Daniele e ritorno, senza costi aggiuntivi.
Per informazioni sul treno storico è disponibile l’Infopoint di Tolmezzo, mentre per dettagli sulla località e sulle attività del festival è attivo l’Ufficio Turistico Pro San Daniele, punto di riferimento anche per le prenotazioni alla Biblioteca Guarneriana.
Luglio è il mese in cui l’estate entra davvero nel vivo e la voglia di partire si fa più forte, ma non sempre la vacanza perfetta coincide con le mete più affollate o con le spiagge più celebri: l’Italia, in questo periodo, offre anche luoghi più appartati e sorprendenti, dove alternare giornate nella natura, passeggiate nei borghi, escursioni panoramiche e momenti di puro relax.
Dalle vallate verdi dell’Abruzzo alle montagne del Friuli Venezia Giulia, dai borghi nascosti del Lazio alle acque cristalline della Sardegna, fino ai paesaggi spettacolari della Basilicata, ecco alcune idee per una vacanza di luglio diversa dal solito.