Napoli – New York, tutte le location suggestive del film con Pierfrancesco Favino
Le location di Napoli – New York aggiungono realismo a una storia che è già di per sé pensata per essere uno spaccato disincantato dell’Italia degli Anni Quaranta: il film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino, in onda in esclusiva su Rai 1 giovedì 17 settembre 2026 alle 21.30, è stato girato infatti tra Napoli e Trieste, in luoghi così simbolici per gli italiani che nel secondo dopoguerra decidevano di partire per l’America e inseguire i propri sogni di fortuna.
Di cosa parla
È il 1949. Carmine e Celestina riescono, grazie a una serie di eventi fortunati, a imbarcarsi clandestinamente su un transatlantico diretto da Napoli negli Stati Uniti. La loro speranza è di fuggire alla miseria in cui la guerra ha lasciato la città, ma anche di ritrovare la sorella di Celestina già partita per l’America per tenere fede a una promessa fatta a un ragazzo americano.
Durante il viaggio i due vivranno momenti felici e altri di difficoltà e, soprattutto, faranno incontri destinati a cambiare le loro vite. Il film, uscito nelle sale nel 2024, è tratto da un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli.

Dov’è stato girato il film
In accordo con la storia di Carmine e Celestina, così simile a quella di molti italiani dell’epoca, il film è ambientato tra Napoli e New York: la distruzione lasciata dalla guerra nel Sud Italia si contrappone, sullo schermo, a un sogno americano fatto di palazzi alti e moderni, negozi aperti a qualsiasi ora del giorno e della notte e tanto benessere.
Napoli
Le scene napoletane che popolano soprattutto la prima parte del film sono state girate a nel centro storico di Napoli: tra vicoli, quartieri, cortili dove il tempo sembra essersi fermato e la città continua a mostrarsi autentica, anche nelle sue ferite.

Nel quartiere del porto sono state girate scene come quelle in cui i due ragazzini provano a vendere insieme ai compagni sigarette di contrabbando, chiedono una pizza a credito e soldi ai turisti per aver improvvisato un balletto.
Altre scene sono state girate nella Sanità: rione tra i più veraci della città, spesso scelto negli ultimi anni per rappresentare sullo schermo una Napoli d’altri tempi ma mai veramente passata. Qui si trova, per esempio, Palazzo Sanfelice: un palazzo settecentesco con portali gemelli in piperno e marmo, molto simile nell’architettura al vicino e più famoso Palazzo dello Spagnolo, un tempo abitazione di famiglia dell’architetto Ferdinando Sanfelice e dove sono stati girati, oltre che alcune scene del film di Salvatores, classici antichi e moderni del cinema napoletano.

In molte inquadrature sono riconoscibili i Quartieri Spagnoli con il loro dedalo di vicoli stretti e popolati di turisti, abitanti del posto, trattorie alla buona, bassi e botteghe artigiane.
Lungo l’altrettanto iconica via dei Tribunali, alcune scene sono state girate a Piazza Cardinale Sisto Riario Sforza: uno slargo che un tempo conduceva a un’entrata laterale del Duomo, oggi riconoscibile per l’alto obelisco in devozione di San Gennaro.
Il molo da cui parte il transatlantico con a bordo Carmine e Celestina è, infine, il Molo San Vincenzo: uno dei moli storici del porto di Napoli, passato nei secoli attraverso diversi progetti di riadattamento e riqualificazione.

Trieste
Le vere sorprese tra le location di Napoli – New York vengono, però, da Trieste: scenografici e maestranze del film hanno trasformato ad arte, infatti, il capoluogo friulano nella New York degli Anni Quaranta per quasi tutte le scene, e sono numerose nella seconda parte, ambientate negli Stati Uniti. C’entra senza dubbio, come molti commentatori in Rete hanno fatto notare, la vocazione mitteleuropea di Trieste che la rende da sempre una delle più internazionali tra le città italiane.
Tra i luoghi dov’è stato girato il film di Salvatores con Pierfrancesco Favino a Trieste c’è il Porto Vecchio: sono facilmente riconoscibili sullo schermo il varco principale, la stazione marittima, le banchine dei moli.

Altra location triestina immediatamente riconoscibile è il Savoia Excelsior Palace: le imponenti facciate dell’hotel, affacciate sul mare, evocano i grandi edifici d’oltreoceano.
In centro a Trieste la produzione del film ha trasformato diverse attività storiche come la Drogheria Toso, la Pasticceria La Bomboniera e l’Antico Caffè San Marco – quest’ultimo riconoscibile dall’arredamento in stile liberty che ancora lo rende uno dei caffè più amati dai triestini – in negozi americani: i dintorni di Piazza San Giovanni, da sempre cuore commerciale della città, hanno ospitato soprattutto questo genere di riprese.
In alcune inquadrature compaiono edifici simbolo del passato, soprattutto economico e industriale, della città come Palazzo Berlam (più famoso tra i locali come “il palazzo rosso”), l’ex stabilimento Stock (dell’omonima casa di liquori), Palazzo Vivante e Palazzo Carciotti (entrambi appartenuti un tempo a famiglie ben in vista dell’aristocrazia locale).

La Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, una delle più riconoscibili del centro storico di Trieste grazie alla facciata con colonnato ionico, è stata trasformata dalla produzione nel tribunale americano dove si celebra il processo a uno dei protagonisti del film.
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La più cinematografica delle location triestine di Napoli – New York è senza dubbio il Salone degli Incanti: ex pescheria centrale di Trieste, costruita a inizio Novecento con un stile eclettico e una forma che ricorda quella di una basilica romana, oggi è usata principalmente come spazio espositivo ma negli anni è stata set di produzioni cinematografiche importanti come quella de Il Padrino – Parte II.

Cinecittà
Non mancano nel film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Savino riproposto da Rai 1 scene e sequenze in realizzate studio: agli studios di Cinecittà a Roma, per l’esattezza.

Rijeka
C’è, infine, Rijeka in Croazia tra i luoghi dov’è stato girato il film Napoli – New York. Nell’ex città di Fiume, dove si sente ancora forte l’influenza della cultura italiana, sono state girate le scene della festa a Little Italy a cui Celestina e Carmine partecipano quasi subito dopo essere sbarcati in America.

Nella città portuale croata, soprattutto, è rimasta attraccata per tutta la durata delle riprese la nave Galeb che nel film è quella su cui si imbarcano i due protagonisti in cerca di fortuna e affetti oltreoceano. Si tratta di un’imbarcazione storica, ai tempi molto amata come rifugio marittimo dal generale Tito e più tardi restaurata e diventata parte della flotta croata.