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Cosa fare a Halloween 2026 in Italia: 7 idee originali tra brividi e divertimento per tutti

14 octobre 2026 à 14:01

Se siete alla ricerca di ispirazione per trascorrere una festa di Halloween diversa dal solito, qui potete trovare i migliori spunti originali: tra borghi avvolti dal mistero, boschi illuminati dalle lanterne, musei a tema e parchi divertimento trasformati in mondi da brivido, quest’anno lo Stivale offre molte occasioni per vivere con gli amici o la famiglia (a qualsiasi età) la festa più spaventosa dell’anno.

Ecco alcune idee curiose per festeggiare Halloween 2026 in Italia.

Halloween Mystery Fest, il primo Halloween storico in Italia (MC)

Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, il centro storico di Montelupone, in provincia di Macerata, ospita l’Halloween Mystery Fest, il primo Halloween storico in Italia. Per l’occasione, il borgo si anima con cinque esperienze tra racconti, spettacoli e storie locali, per regalare momenti sospesi tra magia, mistero e avventure ai partecipanti di ogni età.

La novità è La Cantina del Matto, un’escape room in una cantina settecentesca, ispirata a una vicenda realmente accaduta nelle stanze in cui si gioca: dura un’ora e costa 25 euro (prezzo ridotto a 20 euro per i bambini sotto i 10 anni). In programma anche un tour teatrale tra i vicoli, spettacoli al Parco Franchi e al teatro, compreso uno dedicato alle creature leggendarie marchigiane e alle famiglie. Le attività nel borgo sono a ingresso gratuito, mentre gli spettacoli sono a pagamento: i biglietti partono da 8 euro.

Halloween al Museo della Scienza di Milano

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano propone attività per famiglie nei weekend del 24-25 ottobre e 31 ottobre-1° novembre 2026. Si va dagli esperimenti con gli inchiostri invisibili e la creazione di creature fantastiche ai laboratori con zucche di stoffa o dipinte, fino a un labirinto programmabile. Per i bambini dai 3 ai 6 anni, inoltre, c’è un laboratorio sensoriale dedicato a stelle e costellazioni immaginarie.

Nel weekend di Halloween si aggiungono la visita guidata I segreti del Museo, consigliata dai 7 anni, ed Emergenza Fantasmi, un’avventura in realtà virtuale dai 12 anni. Le attività dei laboratori e del Playlab sono incluse nel biglietto d’ingresso (13 euro intero, 8 euro ridotto), ma vanno prenotate online con un euro di prevendita.

Halloween al Museo della Scienza di Milano
©Matteo Gallazzi
Halloween al Museo della Scienza di Milano

Halloween Park a Catania: casa infestata e labirinti paurosi

Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026, gli spazi delle Ciminiere di Catania ospitano l’Halloween Park, un’area di 15mila metri quadrati interamente dedicata alla festa più spaventosa dell’anno. Si tratta del primo parco del Sud Italia interamente a tema Halloween e tra le attrazioni annunciate ci sono una casa infestata ispirata alla leggenda di Blackwood Manor, i labirinti di Dracula e del Delirio, il treno fantasma e arene di realtà virtuale.

In programma anche spettacoli dal vivo, acrobazie, animazione e dj set… insomma tutto quello che si può desiderare da un parco a tema Halloween. Non mancano anche proposte per i più piccoli, tra laboratori, giochi, gonfiabili e tante altre attività.

La lanternata a Paluzza, camminata tra antiche leggende (UD)

Nel borgo di Paluzza, nella Carnia, in provincia di Udine, la notte di Halloween è speciale e si lega alla Not dalis Muars, la tradizione delle zucche intagliate che richiama il ricordo dei defunti.

Le lanterne per la suggestiva camminata nel bosco a
Visit Zoncolan
Le lanterne per la suggestiva camminata nel bosco a Paluzza

Il 31 ottobre e il 1° novembre 2026, dalle 20, Visit Zoncolan propone “Anime migranti”: una passeggiata guidata nei boschi e nelle radure attorno all’antica Torre Moscarda accompagnati dalle luci delle lanterne e da racconti popolari e memorie legate alla montagna.

Una chicca? Al termine dell’esperienza si assaggiano i cjarsòns, ravioli tipici carnici con un ripieno che unisce sapori dolci e salati, accompagnati immancabilmente dal vino.

Lanternata a Paluzza
Visit Zoncolan
La Lanternata a Paluzza

Halloween nei parchi divertimento più belli d’Italia

Una delle migliori idee per trascorrere la festa di Halloween a base di pura adrenalina è quella di raggiungere uno dei parchi divertimento più belli d’Italia. Quest’anno si festeggia tra giostre, spettacoli e attrazioni a tema, con proposte per diversi livelli di coraggio.

A Roma, Luneur Park si trasforma nella Luna Monsters School fino al 1° novembre, tra giostre, baby dance, laboratori creativi e il Labirinto Perduto. Il 24 ottobre arrivano Ninna e Matti, con due spettacoli e un meet & greet; il 31 ottobre, invece, il parco resta aperto fino alle 23, con parate e fuochi d’artificio.

A Leolandia, l’appuntamento con HalLEOween è in corso dal 18 settembre: ogni sabato sera tornano le Crazy HalLEOween Nights, tra attrazioni, dj set e street food. Ci sono oltre 50 attrazioni, spettacoli dal vivo e la parata a tema. E per chi ama la velocità c’è la suggestiva montagna russa Reveяsum.

Giostre e spettacoli per Halloween a Leolandia
Ufficio Stampa
Giostre e spettacoli per Halloween a Leolandia

Al CavallinoMatto, nei weekend di ottobre, si può affrontare l’Horror Forest, un percorso da brivido consigliato a partire dai 10 anni. Il 31 ottobre il parco è aperto fino alle 20 e il 1° novembre fino alle 19; in entrambi i giorni è in programma l’evento Dream’s Halloween. Accanto alle attrazioni horror ci sono anche punti informativi dedicati alla prevenzione e alla donazione del sangue.

Halloween al CavallinoMatto
Ufficio Stampa
Halloween al parco CavallinoMatto

Per chi cerca brividi più intensi, Cinecittà World propone fino al 1° novembre la Horror House, il roller coaster indoor Inferno e, per i più piccoli, lo Spooky Town Playground. A MagicLand, dal 3 ottobre al 1° novembre, si trovano sette horror maze, la Fattoria delle Zucche e il Ghost Park, mentre Mirabilandia festeggia fino al 1° novembre con l’area horror Suburbia, tunnel e percorsi pensati anche per famiglie e bambini. A Gardaland, infine, il Magic Halloween prosegue fino al 1° novembre, tra creature enigmatiche, zucche e scenografie immersive.

Halloween a Cinecittà World
Ufficio Stampa
Halloween da brividi a Cinecittà World

Halloween in una escape room a tema horror

Per una serata di Halloween davvero diversa dal solito, si può sfidare la paura in una escape room a tema. Secondo i dati di EscapeRoomMap, in Italia sono 216 le stanze horror: circa una su quattro tra quelle censite, distribuite in 66 città.

Roma è la città che ne conta di più (35), seguita da Milano con 15 e da Torino con 11. Ma ce ne sono tantissime altre sparse lungo lo stivale. Sul sito ufficiale di EscapeRoomMap è possibile trovarne molte vicino a casa per un Halloween originale insieme ai propri amici… c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Halloween nei campi di zucche più spettacolari

La festa più spaventosa dell’anno si può vivere anche di giorno, tra zucche da raccogliere e decorare, labirinti, giochi e scenografie autunnali. I pumpkin patch italiani sono una meta perfetta per una gita in famiglia o con gli amici. A Shirin, a Ornago, il campo resta aperto fino al 1° novembre, mentre alla Flover Farm di Bussolengo si passeggia tra oltre 30 varietà di zucche in un pumpkin patch di 20mila metri quadrati.

Il Campo delle Zucche di Flover Farm a Bussolengo
Ufficio Stampa
Il Campo delle Zucche di Flover Farm a Bussolengo

Per chi vuole prolungare la gita oltre Halloween ci sono il Villaggio delle Zucche di PuraVida Farm, in provincia di Pavia, e Tulipania, a Bonate Sopra: entrambi accolgono i visitatori fino all’8 novembre, con raccolta, laboratori e attività per famiglie. Altri indirizzi, date e informazioni sono nella nostra guida sui campi di zucche più belli d’Italia nel 2026.

I casi di Teresa Battaglia 3 – Figlia della cenere, le location della serie Tv con Elena Sofia Ricci

12 octobre 2026 à 17:00

Tra i ritorni più attesi dell’autunno c’è quello di Teresa Battaglia: l’amato personaggio di Elena Sofia Ricci torna – dal 12 ottobre 2026 in prima serata su Rai 1 – a risolvere casi complessi e intricati in Figlia della cenere, con l’aiuto di psicologia, criminologia e soprattutto del suo profondo intuito.

I fan ritroveranno in questa terza stagione de I casi di Teresa Battaglia i personaggi che hanno amato di più, la stessa suspence e la stessa tensione che li hanno tenuti attaccati alla Tv nelle precedenti stagioni e ambientazioni ancora più cariche di mistero. Le location di Figlia della cenere tra imponenti basiliche di epoca romanica, fiumi placidi solo all’apparenza e moderni scorci cittadini sembrano partecipare infatti, più che assistere inerti, allo svolgersi dei fatti sullo schermo.

Di cosa parla

Cinque anni dopo l’ultimo caso, quello della Ninfa Dormiente, Teresa Battaglia si ritrova a indagare sul ritrovamento del corpo di un uomo a cui l’assassino, dopo la morte, ha tagliato parte delle dita e sfondato lo sterno. Quando altri cadaveri vengono ritrovati nello stesso stato, la profiler di Udine si convince che i casi non possono essere scollegati come pure sembrano. Con l’aiuto fidato degli ispettori Massimo Marini e Giacomo Parisi arriva, così, alla conclusione che il serial killer agisca seguendo un codice preciso: sceglie vittime che hanno un segreto da nascondere e per cui devono pagare con la morte. Oltre che con la logica deviata dell’omicida, ne I casi di Teresa Battaglia 3 il personaggio di Elena Sofia Ricci dovrà fare i conti con il ritorno dell’ex marito che già in passato ha provato a ucciderla e a impedirle di vedere i figli.

Arriva su Rai 1 l'attesissima terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia": "Figlia della cenere"
Ufficio stampa Rai
Una scena di “Figlia della cenere”

Dov’è stata girata la serie

Le principali location di Figlia della cenere si trovano ancora una volta in Friuli Venezia Giulia, come ha confermato la FVG Film Commission, che ha supportato la realizzazione della fiction. Il legame con la città di Udine e, più in generale, con il territorio friulano è del resto da sempre un tratto identitario della profiler.

Udine

In città, le riprese hanno interessato soprattutto il centro storico: elegante e ricco di chicche architettoniche, ma allo stesso tempo vivace e frequentato ogni giorno da un gran numero di fuorisede e turisti, dà alla fiction Rai con Elena Sofia Ricci un’atmosfera decisamente contemporanea.

Friuli Venezia Giulia: dov'è stata girata la fiction Rai "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
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L’elegante centro storico di Udine

Aquileia

Lo stesso non si può dire di Aquileia, altro luogo dov’è stata girata Figlia della cenere. Qui i resti di età romana e paleocristiana insieme alla famosa Basilica di Santa Maria Assunta e agli stupendi mosaici che custodisce ricreano un senso di magnificenza e di mistero da cui anche la protagonista della serie – ha raccontato in conferenza stampa – è stata particolarmente colpita durante le riprese.

C'è anche Aquileia tra i luoghi dov'è stata girata la terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia"
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L’imponente Basilica paleocristiana di Aquileia

Cividale del Friuli

Una vicenda legata al passato della protagonista ha fatto sì che tra i luoghi dov’è girata la terza stagione de I casi di Teresa Battaglia ci sia anche Cividale del Friuli, la città affacciata sul fiume Natisone famosa per conservare le tracce più numerose della civiltà longobarda (tanto che l’UNESCO l’ha scelta come punto di partenza di un itinerario tematico).

C'è anche Cividale del Friuli tra le location di "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
iStock
La pittoresca Cividale del Friuli

Altre location

Tra le location troviamo anche altri borghi caratteristici del Friuli Venezia Giulia: San Pietro al Natisone, immerso nel verde delle valli dell’omonimo fiume, Reana del Rojale, con le sue rogge e i suoi mulini ad acqua sopravvissuti al tempo, e Magnano in Riviera, un importante centro agricolo-industriale sulle colline.

Tra le location di "Figlia della cenere" ci sono borghi tra i più caratteristici del Friuli Venezia Giulia come Reana del Rojale
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Il pittoresco borgo di Reana del Rojale

L’incredibile deserto di dune dorate tra i pini d’Europa: benvenuti al Sahara di Lommel

12 octobre 2026 à 16:00

Il nome, Sahara di Lommel, fa pensare di essere atterrati in Africa, su una porzione di quell’immenso deserto che attraversa il continente. E invece no, siamo in Belgio, Paese che tendenzialmente richiama città medievali, grandi piazze, castelli e spianate di verde. Eppure, nella zona nord c’è una vasta distesa di sabbia chiarissima, piena di dune modellate dal vento e persino un lago dalle sfumature turchesi, mentre intorno alte conifere disegnano una cornice scura.

In sostanza si è arrivati al cospetto di uno degli ambienti naturali più insoliti del Belgio, situato a breve distanza dal confine con i Paesi Bassi. È un deserto piccolino, poiché si estende per circa 200 ettari, ma il contrasto è talmente marcato da lasciare disorientati: bastano pochi passi fuori dalla pineta perché il terreno diventi morbido, la vegetazione si diradi e lo sguardo incontri una superficie sabbiosa che brilla sotto il sole.

Dietro questo scenario quasi esotico si nasconde però una vicenda assai diversa da quella dei grandi deserti africani. La sua origine è infatti legata all’industria, all’inquinamento e a una successiva trasformazione ambientale che ha restituito un equilibrio completamente nuovo.

Origine e formazione del Sahara di Lommel, il deserto nato dall’industria

Alla fine del XIX secolo gran parte di questo territorio del Belgio era occupato da brughiere utilizzate dalle comunità agricole, ma l’arrivo dell’industria metallurgica cambiò totalmente la situazione. Pochi anni dopo, per la precisione nel 1904, iniziò la costruzione della Société Métallurgique de Lommel, uno stabilimento destinato alla produzione di zinco e acido solforico.

Le inevitabili emissioni industriali (che sono ricche di sostanze inquinanti e metalli pesanti) provocarono progressivamente il deterioramento della vegetazione. Fu così che le piante scomparvero da ampie porzioni di terreno, lasciando esposta una zona sabbiosa particolarmente vulnerabile all’azione del vento.

Nel giro di pochi decenni la situazione divenne impressionante, tanto che durante gli anni ’30 la superficie interessata dalle sabbie mobili aveva raggiunto circa 600 ettari, estendendosi verso il canale Bocholt-Herentals e la valle del torrente Klachtloop. Le raffiche trasportavano grandi quantità di sabbia fino alle abitazioni, insinuandola attraverso porte, finestre e fessure.

Ciò che oggi è considerato come un piccolo paradiso per gli escursionisti, dunque, rappresentava un vero e proprio problema ambientale per la popolazione. Per contrastare l’avanzata delle sabbie furono realizzate barriere vegetali e piantati numerosi pini. Le radici contribuirono a stabilizzare il terreno, mentre le chiome limitarono l’effetto erosivo del vento.

Il grande lago azzurro occupa invece un’ex cava di sabbia, formatasi durante le attività estrattive nell’area. Un altro particolare interessante riguarda le dune orientali, conosciute con il nome di Wijerkense Bergen: sono rilievi sabbiosi creati dall’accumulo di materiale trasportato dal vento. Alcuni pini conservano le radici parzialmente esposte, mentre altri presentano tronchi sepolti dalla sabbia fino a diversi metri di altezza.

Lago del Sahara di Lommel
iStock
Il lago azzurro del Sahara di Lommel

Il Sahara di Lommel è quindi un paesaggio nato da un disastro ambientale che, però, nel corso del tempo è diventato una delle attrazioni naturalistiche più particolari delle Fiandre, oggi inserita in un territorio tutelato anche dalla rete europea Natura 2000.

Visitare il Sahara di Lommel

L’area (o meglio, l’ingresso principale) accoglie con la House of Nature, una monumentale installazione artistica realizzata da Will Beckers che funge da porta d’accesso al Parco Nazionale Bosland. Alta 7,5 metri e larga 50, è una struttura in acciaio dalla forma organica, composta da migliaia di elementi metallici saldati tra loro. Le sue linee irregolari richiamano quelle della natura circostante, mentre un’apertura dalle sembianze umane permette ai visitatori di attraversarla.

Intorno ci sono spazi attrezzati per il picnic, installazioni ludiche e piccoli percorsi avventura pensati anche per i bambini. Superato l’ingresso, si snodano dei sentieri che passano dapprima dentro una pineta dal terreno scuro, per poi raggiungere le superfici sabbiose, fino a che l’ombra degli alberi lascia spazio alla luce e davanti agli occhi appare il grande lago.

L’acqua assume tonalità differenti a seconda delle condizioni atmosferiche: con il sole alto prevalgono l’azzurro e il turchese, mentre nelle giornate nuvolose la superficie diventa argentata. Per esplorare l’area sono disponibili 3 itinerari escursionistici segnalati, adatti a esigenze differenti:

  • Percorso blu di 3,8 km: ideale per le famiglie e per una visita relativamente breve, con partenza dalla House of Nature.
  • Percorso arancione: di circa 6 km, un itinerario intermedio che permette di apprezzare diversi ambienti naturali.
  • Percorso rosso: con i suoi 11,7 km è il più completo, con tratti attraverso dune, pinete, brughiere e il territorio circostante. Richiede indicativamente 3 ore.

Tra i punti più affascinanti c’è senza dubbio la torre panoramica Reus van Bosland, il Gigante di Bosland, alta 30 metri, che riprende le forme sinuose delle dune e consente di osservare dall’alto la particolare distribuzione del paesaggio. Dopo aver salito i suoi 144 gradini, la sabbia appare incastonata tra grandi macchie verdi, con il lago che disegna una superficie luminosa al centro.

Degno di nota è anche il ponte pedonale sul canale Bocholt-Herentals a forma di S, realizzato in acciaio e legno e sostenuto da due piloni metallici. Attraversandolo si raggiungono le brughiere della Blekerheide, particolarmente suggestive durante la fioritura violacea dell’erica. Il percorso più lungo attraversa inoltre un’ex area utilizzata per prove di esplosivi e munizioni, dove tra gli alberi si possono intravedere strutture in cemento, bunker e installazioni di collaudo ormai abbandonate.

La visita è possibile durante tutto l’anno, ma primavera e autunno assicurano generalmente temperature più gradevoli. L’estate, dal canto suo, valorizza i colori della sabbia e dell’acqua.

Dove si trova e come arrivare

Il Sahara di Lommel si trova nella parte settentrionale della provincia belga del Limburgo, nelle Fiandre, a poca distanza dal centro abitato di Lommel e dal confine olandese. La destinazione appartiene al Parco Nazionale Bosland, una vasta area protetta piena di foreste, brughiere, dune e ambienti umidi.

L’ingresso principale si raggiunge in automobile impostando sul navigatore House of Nature, Speelpleinstraat 201, 3920 Lommel, ma c’è un ulteriore punto d’accesso presso il complesso sportivo De Soeverein, situato in Sportveldenstraat 10. Chi preferisce i mezzi pubblici può arrivare alla stazione ferroviaria di Lommel e proseguire con l’autobus della linea 29 fino alla fermata Lommel Soeverein, verificando preventivamente gli orari disponibili.

Una volta sul posto, la rete di percorsi segnalati permette di scegliere liberamente la durata della visita. Per apprezzare il paesaggio senza fretta sono consigliabili almeno due ore, mentre chi desidera percorrere l’itinerario rosso dovrebbe dedicare a questo luogo buona parte della mattinata o del pomeriggio.

Città e borghi esoterici: l’atmosfera spooky perfetta per Halloween

Par : losiangelica
10 octobre 2026 à 10:00

Streghe, fantasmi, rituali misteriosi e leggende da brivido… Siete pronti a scoprire il lato più spooky d’Italia? Mettiamo da parte le classiche zucche intagliate e le maratone di film horror, perché per Halloween ci sono sicuramente città e borghi esoterici da visitare che meritano un po’ della nostra attenzione. Da Nord a Sud lo stivale nasconde luoghi dove storia e leggenda si intrecciano… Potete resistergli?

Ecco i borghi esoterici e le città più magiche da visitare ad Halloween in Italia.

Triora (IM), il borgo delle streghe

Se dovessimo trovare una “scuola di magia italiana”, una sorta di Hogwarts dedicata alle streghe quella non potrebbe che essere Triora. L’incantevole borgo arroccato nell’entroterra ligure è spesso soprannominato la Salem d’Italia perché tra il 1587 e il 1589 proprio qui c’è stata una drammatica caccia alle streghe con numerose donne accusate e processate per stregoneria.

Secondo la leggenda si riunivano presso la Cabotina, un luogo ancora oggi avvolto da un’aura misteriosa. Perché visitarlo ad Halloween? Perdersi nel centro storico, esplorare il Museo Etnografico e della Stregoneria e scoprire le storie delle donne perseguitate. Spoiler: i veri brividi arrivano dalla storia, non dai fantasmi.

Triora, il borgo ligure
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Triora, la Salem italiana

Torino, la città esoterica d’Italia

Elegante ma nasconde un mistero: Torino ha una doppia personalità e un debole per l’occulto. Secondo la tradizione esoterica si troverebbe proprio all’incrocio di due triangoli magici, uno legato alla magia bianca e l’altro a quella nera. Il lato più dark? Sembrerebbe essere piazza Statuto che molti considerano il cuore della Torino oscura. Per vivere la città in modalità Halloween, concedetevi un tour serale tra simboli massonici, facciate enigmatiche e storie inquietanti. Torino by night ha tutto un altro fascino!

Napoli misteriosa e alchemica

Se si pensa a Napoli si riflette sul folclore e sulla superstizione ma dietro alla sua energia c’è anche un’anima alchemica che pochi conoscono. Il luogo simbolo? La cappella Sansevero legata a Raimondo di Sangro, un principe appassionato di scienza e alchimia. Al suo interno è custodito il Cristo Velato e le inquietanti macchine anatomiche, oltre a due scheletri con una sorprendente ricostruzione del sistema cardiocircolatorio. Per un’esperienza ancora più spooky, esplorate anche il culto delle anime del Purgatorio, tra teschi e antiche devozioni popolari. A Napoli, il confine tra vivi e morti sembra davvero sottilissimo.

Calcata (VT), il borgo delle energie misteriose

Un borgo sospeso su una rupe di tufo, boschi fittissimi tutt’intorno e un silenzio quasi surreale. Benvenuti a Calcata, il lato witchy del Lazio. Secondo le leggende locali, il vento che attraversa i vicoli produrrebbe suoni simili ai canti delle streghe. C’è anche chi attribuisce al luogo particolari energie misteriose, mai dimostrate, ma perfette per alimentarne il fascino. Oggi è un rifugio di artisti e creativi, ospita botteghe, case in pietra e scorci sulla valle del Treja che sembrano usciti da un romanzo fantasy.

Borgo di Calcata
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Il mistero di Calcata

Acerenza (PZ) e il suo legame con il conte Dracula

Dracula in Basilicata? Non è una fake news. Lontani dalla Transilvania in Italia è il borgo di Acerenza dominato dalla sua cattedrale a legarsi alla leggenda di Vlad III. Secondo una teoria, la nobildonna Maria Balsa, potrebbe essere proprio figlia del conte più spaventoso di tutti i tempi. Tra draghi scolpiti, simboli enigmatici e racconti sul Santo Graal, la cattedrale di Acerenza diventa il cuore di un viaggio tra storia e mistero.

Narni (TR), la città sotterranea dell’inquisizione

Sotto le stradine medievali di Narni si nasconde un mondo segreto che sembra fatto apposta per essere scoperto nel periodo di Halloween. Il piccolo paese nel 1979 ha restituito ambienti sotterranei comprensivi di un’antica chiesa e una sala utilizzata come Tribunale dell’Inquisizione dove tra simboli, iscrizioni e testimonianze il passato ha tanto da raccontarci in versione creepy.

Il castello di Montebello e il fantasma di Azzurrina

Un ultimo luogo spooky da visitare in Italia ad Halloween è un castello infestato. A Poggio Torriana in provincia di Rimini la protagonista della storia horror è Azzurrina, una bambina albina che scomparve nel 1375 in modo del tutto misterioso. Secondo le leggende il suo spirito tormentato torna a farsi sentire proprio nei sotterranei del castello con un culmine durante il solstizio d’estate.

Il castello di Azzurrina in provincia di Rimini
iStock
Il castello infestato dal fantasma di Azzurrina

Balcanica, le location suggestive e immerse nella natura del nuovo film con Matilda De Angelis

8 octobre 2026 à 19:30

Gioca molto sul potere evocativo delle immagini – che in numerose sequenze letteralmente si sostituiscono ad azioni, dialoghi, interazioni tra i personaggi – il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis appena arrivato nelle sale dopo essere stato presentato, unica opera italiana, alle Giornate degli autori della 83esima Mostra del Cinema di Venezia. Sconfinate vedute montane, riprese dall’alto di altipiani dove la natura domina incontrastata e quasi ancora vergine sono parte, fondamentale più che integrante, infatti del racconto che il regista fa di una delle esperienze umane più fondative e universali di questi tempi: la migrazione. Scopriamo insieme le location di Balcanica.

Di cosa parla

L’Afghanistan ha messo al bando la musica: è per questo, per poter continuare a esprimere la propria arte, che il direttore d’orchestra Nazar e il figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, decidono di lasciare il paese e raggiunge l’Italia. Come molti altri migranti si mettono in viaggio sulla rotta balcanica. È qui che incontrano Greta, il personaggio interpretato da Matilda De Angelis. La giovane donna è una dottoressa impegnata per la prima volta in una missione umanitaria. Tra i tre si instaura un legame forte tanto quanto inaspettato, capace di far ritrovare a Nazar e Jalil speranza nella musica e mettere Greta di fronte a realtà completamente diverse da quelle a cui è abituata. Sulla strada che riporta Nazar e Jalil alla libertà, così, anche Greta si ritroverà a compiere una scelta che le cambierà per sempre la vita.

"Balcanica": arriva in sala il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis
Ufficio stampa Biennale di Venezia
Una scena di “Balcanica”

Dov’è stato girato il film

Il film – una co-produzione italo-serbo-croata di Nightswim, Wildside, This and That Productions e Antitalent – è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale, in zone realmente attraversate dalla cosiddetta “rotta balcanica” (una delle rotte migratorie terresti oggi più percorse tra Medio Oriente ed Europa).

Sjenica

Tra le location di Balcanica c’è Sjenica. Oggi questa città serba è soprattutto un grosso snodo commerciale e militare. Abitata fin dalla preistoria, come dimostrano necropoli e altre numerose testimonianze di antiche civiltà come quelle dei Dardani e degli Illiri, però per secoli è stats un importante punto di passaggio per i mercati che si muovevano da e verso Dubrovnik (Croazia) e di rappresentanza per l’impero ottomano che – non a caso – fece costruire qui una fortezza (oggi andata totalmente distrutta).

A Sjenica la natura domina incontrastata e selvaggia all’interno della Riserva Speciale di Uvac.

Il film "Balcanica" è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale: ecco dove
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Lo spettacolare fiume Uvac

L’altopiano di Pešter

Più ancora lo fa sull’altopiano di Pešter, altro luogo dov’è stato girato il film Balcanica, facile da riconoscere sullo schermo per i suoi profili aspri e irregolari. Questo campo carsico, situato tra i 900 e i 1200 metri d’altezza e circondato da sette diverse catene montuose, è attraversato infatti dal – già nominato – fiume Uvac che, scavandolo, ha dato vita nei secoli a solchi, meandri e talvolta veri e propri canyon (non stupisce, così, che al Pešter ci si rierisca talvolta come al “Colorado serbo”).

Serbia: dov'è stato girato il film "Balcanica" di Nicola Sorcinelli
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La natura imponente sull’altopiano di Pešter

La zona è nota per il clima particolarmente rigido, soprattutto in inverno quando si raggiungono temperature di diverse decine di gradi sotto lo zero: famoso è l’inverno del 1985, quando nel villaggio di Karajukića Bunari, si registrò una temperatura di -39.5°, la più bassa mai segnalata in Serbia.

Nel film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis questa natura e queste condizioni così estreme fanno da contrappunto vivido al dramma di chi non ha altra scelta che migrare per poter continuare a essere se stesso.

Autunno in Inghilterra (oltre Londra): 3 mete da raggiungere con la promo Vueling

Par : elenausai10
8 octobre 2026 à 11:37

Chi sceglie Londra come meta, spesso non si allontana dalla città. Noi, invece, vi consigliamo di avventurarvi oltre la capitale perché a meno di due ore di strada si aprono gli ampi spazi della campagna inglese, con borghi, castelli e paesaggi che in autunno e inverno assumono un fascino tutto loro.

Arrivarci è semplice perché Vueling collega l’aeroporto di Roma Fiumicino a Londra Gatwick e propone, fino all’11 ottobre 2026, voli scontati a partire da 53 euro per chi vuole organizzare un viaggio tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.

Quali sono le mete più belle da raggiungere in questo periodo, noleggiando un’auto o salendo su un treno? Noi vi consigliamo queste tre!

Cotswolds

Una volta atterrati a Londra, noleggiate un’auto e, in circa due ore guidando verso ovest, raggiungerete i paesaggi suggestivi delle Cotswolds. Qui verrete accolti da colline, campi e muretti a secco punteggiati da villaggi in pietra dorata che sembrano usciti da un libro di fiabe.

Il modo migliore per scoprirle è spostarsi da un borgo all’altro. A Bourton-on-the-Water i ponticelli del Settecento attraversano il fiume Windrush, Lower Slaughter conserva un vecchio mulino affacciato sui canali e Castle Combe è stato il set di film e serie in costume, da Stardust a Bridgerton.

In inverno, con un po’ di fortuna, si possono vedere questi paesaggi coperti di neve. In ogni caso la giornata si chiude al meglio in uno dei tanti pub di campagna, davanti al camino con un sunday roast, il classico arrosto della domenica.

Warwick

Se non volete noleggiare un’auto, con un treno in partenza da London Marylebone si raggiunge Warwick in circa 1 ora e mezza. La cittadina è dominata da uno dei castelli medievali più famosi d’Inghilterra, costruito nel 1068 per volere di Guglielmo il Conquistatore dove prima sorgeva un insediamento fortificato anglosassone. Nei secoli la fortezza è stata ampliata e trasformata fino all’Ottocento, quando già attirava i primi visitatori.

Oggi si possono esplorare torri, camminamenti sulle mura e sale storiche, oltre che ammirare da vicino il trabucco: alto quasi 18 metri, è la più grande macchina d’assedio funzionante del Paese. Tra fine novembre e inizio gennaio il castello si veste a festa con Christmas at the Castle, tra decorazioni e spettacoli a tema. Chi viaggia in auto può abbinare la visita a una tappa a Stratford-upon-Avon, a una ventina di minuti, per vedere la casa natale di Shakespeare.

New Forest

Infine, a circa due ore d’auto da Londra oppure in poco più di un’ora e mezza di treno da London Waterloo, si apre il New Forest National Park, un mosaico di boschi antichi, brughiere e costa dove pony, asini e bovini pascolano liberi. Tra fine autunno e inizio inverno capita di incontrare anche i maiali del pannage, un’antica tradizione che prevede di lasciarli liberi nella foresta per mangiare le ghiande cadute, tossiche per gli altri animali.

Per passeggiare tra faggi e querce, i sentieri di Bolderwood e il Blackwater Tall Trees Trail sono tra i più scenografici. Chi preferisce il mare può spostarsi invece sulla costa di Milford on Sea o Lymington.

Zucche, streghe e luci di Natale: 3 mete dove volare in autunno con la nuova promozione Ryanair

Par : elenausai10
2 octobre 2026 à 10:20

In autunno ci sono due date da segnare sul calendario per chi vuole approfittare delle feste per organizzare un viaggio. La prima è Halloween, che quest’anno cade sabato 31 ottobre: con Ognissanti di domenica 1° novembre, il weekend è già pronto per una fuga tra leggende, vicoli medievali e atmosfere da brivido.

La seconda è il ponte dell’Immacolata: l’8 dicembre cade di martedì, quindi con un solo giorno di ferie, lunedì 7, si hanno quattro giorni liberi da sabato 5 a martedì 8. Ad aiutarvi nella pianificazione della vostra prossima avventura c’è la nuova promozione Ryanair con voli a partire da 21,99 euro (più avanti vi consigliamo anche voli più economici) prenotando entro il 31 ottobre 2026 e viaggi dal 1° ottobre al 17 dicembre 2026.

Dove andare? Noi suggeriamo queste mete!

Da Bologna a Londra

La prima destinazione è Londra, perfetta sia per chi vuole trascorrere Halloween in modo speciale, sia per chi preferisce organizzare il viaggio quando la città è avvolta dalle prime atmosfere natalizie. In entrambi i casi, sono presenti voli da Bologna con biglietti a partire da 14,99 euro.

Partiamo da Halloween che, per gli amanti del brivido e delle leggende, si vive camminando. Potrete partecipare a tour serali sulle tracce di Jack lo Squartatore a Whitechapel, visitare il suggestivo cimitero vittoriano di Highgate o affrontare i percorsi da brivido del London Dungeon.

Se viaggiate durante l’Immacolata, invece, il punto di riferimento è Hyde Park, dove l’Hyde Park Winter Wonderland torna per la sua diciottesima edizione dal 19 novembre 2026 al 3 gennaio 2027. Le attrazioni sono più di 100, tra montagne russe, stand gastronomici e la pista di pattinaggio all’aperto più grande del Regno Unito, oltre a una ruota panoramica alta 70 metri.

Da Catania a Parigi

Volete fare un viaggio in famiglia? Se quest’anno desiderate qualcosa di davvero speciale, la meta da raggiungere è Parigi con voli a partire da 17,99 euro. Ma non fermatevi alla capitale, salite su un treno e raggiungete le atmosfere magiche di Disneyland.

Per Halloween torna il Disney Halloween Festival, quest’anno dal 26 settembre al 1° novembre 2026. Il festival è incluso nel normale biglietto d’ingresso e propone la parata di Topolino a tema Halloween, decorazioni stagionali e incontri con i “cattivi” dei cartoni Disney. Tra i personaggi da incontrare ci sono Jack Skellington e Sally, una presenza piuttosto rara al parco!

Per l’Immacolata il parco cambia completamente veste con Disney’s Enchanted Christmas, dal 7 novembre 2026 al 6 gennaio 2027. La novità di quest’anno è che anche il World of Frozen partecipa per la prima volta alle celebrazioni natalizie. Il cuore della festa resta comunque il gigantesco albero di Natale al centro del parco, mentre la Regina delle Nevi e Babbo Natale animano i viali con una parata colorata.

Da Torino a Dublino

Infine, l’ultima meta che consigliamo è dedicata agli appassionati di letteratura. Stiamo parlando di Dublino, dove potrete seguire le tracce dello scrittore che ha dato vita al mito di Dracula: il Bram Stoker Festival si ispira alla vita e alle opere di Stoker e alla Dublino del suo tempo, celebrando il gotico, il soprannaturale e l’epoca vittoriana. Molti eventi sono gratuiti!

La notte del 31 ottobre potreste spostarvi nella contea di Meath, dove a Trim si tiene il Púca Festival: qui si celebra Samhain, la festa celtica da cui è nato Halloween, con processioni, falò e musica.

Castello di Urquhart, la fortezza delle Highlands affacciata sul leggendario Loch Ness

30 septembre 2026 à 16:00

Affacciato sulle acque scure e misteriose del Loch Ness, il Castello di Urquhart è uno dei luoghi più suggestivi delle Highlands scozzesi. Le sue rovine si trovano su un promontorio strategico e raccontano quasi mille anni di storia, tra guerre, assedi, clan e antiche leggende. A rendere questo luogo ancora più spettacolare è il paesaggio: dalle mura della fortezza lo sguardo corre sul lago, proprio nel cuore di una delle aree più iconiche della Scozia.

La storia del Castello di Urquhart

Il sito, dove sorge il castello, ha origini molto antiche. Nel VI secolo l’abate irlandese San Columba potrebbe aver visitato un insediamento presente nell’area e proprio qui sarebbe legato uno dei primi racconti di una creatura misteriosa nelle acque del Loch Ness.

La fortezza medievale iniziò ad assumere la forma che oggi si può riconoscere soprattutto a partire dal XIII secolo. La sua posizione la rese immediatamente strategica e il castello fu coinvolto nelle grandi lotte per il controllo della Scozia. Nel 1296 venne conquistato dalle forze di Edoardo I d’Inghilterra, mentre nel XIV secolo entrò nelle vicende delle Guerre d’Indipendenza scozzesi e passò anche sotto il controllo di Robert the Bruce.

Nei secoli successivi Urquhart fu conteso tra la Corona e i MacDonald, Signori delle Isole, protagonisti di numerose incursioni nelle Highlands. Nel Cinquecento il castello passò alla famiglia Grant, che ne avviò il recupero e fece costruire la Grant Tower. Nel 1692, dopo essere stato utilizzato come presidio governativo durante i conflitti legati alle rivolte giacobite, il castello venne fatto esplodere per impedirne un nuovo utilizzo militare.

Castello di Urquhart in Scozia
iStock
Le rovine del Castello di Urquhart in Scozia

Cosa vedere e come visitarlo

Oggi il Castello di Urquhart è uno spettacolare sito archeologico della Scozia da esplorare passeggiando tra mura, torri e resti degli antichi edifici. Uno dei punti più scenografici è la Grant Tower, dalla quale si apre una vista ampia sul Loch Ness. Meritano attenzione anche i resti della Sala Grande (Great Hall), il corpo di guardia e la zona della prigione.

La visita comincia dal moderno centro visitatori, dove è disponibile anche un filmato introduttivo di circa otto minuti che aiuta a comprendere la storia della fortezza. Da qui un percorso conduce verso le rovine.

Gli orari cambiano durante l’anno e l’ingresso avviene in fasce orarie: per questo è consigliabile prenotare online in anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Il parcheggio è gratuito, ma i posti sono limitati e la prenotazione anticipata garantisce l’accesso. Per maggiori dettagli, consultare il sito ufficiale Historic Environment.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Urquhart si trova sulla sponda occidentale del Loch Ness, lungo la A82, a circa 3 chilometri a sud dal villaggio di Drumnadrochit e a circa 24 chilometri da Inverness.

Per chi viaggia in auto, il modo più semplice e più panoramico per arrivare è seguire la A82 in direzione sud da Inverness. Il tragito, di circa 30 minuti, costeggia il Loch Ness. In alternativa si può anche partire da Fort William e seguire la A82 in direzione nord lungo la Great Glen.

Da Inverness (o anche dal vicino Drumnadrochit) è possibile raggiungerlo anche con l’autobus, la fermata si trova davanti all’ingresso. In alternativa si può anche arrivare al castello via lago con un pacchetto combinato crociera più ingresso alle rovine.

Il villaggio western di Sergio Leone è in vendita: fu il set di C’era una volta il West

Par : elenausai10
28 septembre 2026 à 11:05

Nel deserto di Tabernas, in Andalusia, c’è un villaggio dove il tempo si è fermato ai giorni del selvaggio West. Ci sono il saloon, la banca, l’ufficio dello sceriffo, il telegrafo e perfino l’impresa di pompe funebri. È Western Leone, il set che Sergio Leone volle per C’era una volta il West, oggi alla ricerca di un nuovo proprietario.

Chi sogna di possedere un pezzo di storia del cinema ha un’occasione concreta: è in vendita, a un prezzo molto più basso rispetto al passato.

Alla scoperta di un luogo leggendario con questo libro capolavoro

27 septembre 2026 à 13:00

I miti e le leggende nascondono anche delle parti di verità. Ed è con uno dei personaggi femminili più enigmatici e intriganti che conosciamo (anche) nell’Odissea, che viaggiamo verso un luogo del Lazio ricco di meraviglie da scoprire.

Stiamo parlando di Circe, dea capace di trasformare gli uomini in animali, spesso per questo definita maga, figlia di Elio e della ninfa Perseide, che nell’Odissea Omero fa vivere su un’isola a oriente, successivamente da alcuni identificata con il promontorio del Circeo, nel Lazio.

E c’è un libro che è un capolavoro assoluto, che ci permette di conoscerla in una versione più “umana”, di donna con emozioni, sentimenti, forza e fragilità, permettendoci di sciprire tutta la sua vita. Si tratta di Circe di Madeline Miller, pubblicato in Italia qualche anno fa da Marsilio, che è un vero e proprio bestseller, uno di quei romanzi che ci catturano, ci appassionano e che sono capaci di lasciare il segno.

Alla scoperta del Circeo in compagnia di un capolavoro

I libri non scadono mai, i capolavori sono l’esempio lampante di come alcune storie siano capaci di superare il tempo e le tante pubblicazioni che propone il mercato editoriale, per diventare quei libri da sfogliare e riaprire ogni volta che si vogliono rivivere determinate emozioni. Uno di quei romanzi è Circe di Madeline Miller, il volume perfetto per tenerci compagnia mentre visitiamo la zona più meridionale del Lazio, una delle coste più affascinanti di tutta Italia.

Qui, pare, infatti che vivesse Circe, personaggio mitologico che incontra Ulisse durante le lunghe peregrinazioni che lo tengono distante dalla sua Itaca per ben 10 anni dopo il termine della Guerra di Troia. E sono questi i luoghi che conosciamo e amiamo leggendo il romanzo a lei dedicato scritto da Miller.

Se possiamo identificare con il promontorio del Circeo i luoghi mitologici della dea, allora leggere questo romanzo mentre li si visita è un viaggio memorabile.

Le tappe sono tantissime. E perché non partire proprio da San Felice Circeo? Si tratta di un affascinante borgo, in cui storia e leggenda prendono forma. E non è celebre solo perché su questa terra si racconta vivesse la maga Circe, ma anche per la presenza dei Templari. Una torre – attribuita ai Cavalieri del Tempio –  si trova in piazza Lanzuisi ed è imperdibile. Poi non mancano palazzi religiosi e civili, strade da percorrere lasciandosi ammaliare dall’atmosfera e scorci incantevoli.

Tutta l’area, poi, è inserita nel Parco Nazionale del Circeo che regala percorsi naturalistici, città celebri, l’Isola di Ponza e l’Isola di Zannone, solo per citarne due dell’arcipelago, e una biodiversità preziosa.

Chiaramente non manca il litorale, che è tutto da scoprire: tappa obbligata anche fuori stagione per fare il pieno di bellezza grazie a una costa variegata e dall’acqua cristallina.

I luoghi di Circe

Ci sono luoghi, poi, che regalano la sensazione di entrare in connessione con Circe, il cui profilo si dice possa essere visto nella linea della montagna. Come la grotta che si trova nei pressi di Torre Paola (innalzata per difendere la costa dalle scorribande dei pirati saraceni), dove si narra che Ulisse nascose le sue navi. Del resto, questa cavità è lunga 100 metri, larga 30 e alta 25 e le sue grandi dimensioni avrebbero potuto davvero ospitarle.

Torre Paola nel Circeo
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La Torre Paola vicina alla grotta che si dice fosse stata quella di Ulisse

Altrettanto affascinante è la Grotta delle Capre, si raggiunge via mare e via terra ed è lunga circa 35 metri. L’altezza varia dai 15 ai 20 metri. Qui si racconta vivesse proprio Circe.

Tra le più celebri, poi, c’è la Grotta Guattari: in questo antro nel 1939 è stato rinvenuto un cranio di uomo di Neanderthal.

Questi naturalmente sono solo alcuni dei tanti luoghi che vale la pena visitare. L’area, infatti, regala natura incontaminata, storia antica e segni di un passato lontano, il tutto ammantato da quel pizzico di leggenda che la rende ancora più affascinante. E non c’è nulla di meglio che visitare il Circeo in compagnia del romanzo capolavoro di Madeline Miller, Circe.

Cosa si nasconde dietro la tomba di Tutankhamon? Nuovi indizi riaprono il mistero di Nefertiti

25 septembre 2026 à 09:55

A oltre un secolo dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, la Valle dei Re potrebbe non aver ancora svelato tutti i suoi segreti. Dietro le pareti della celebre sepoltura del faraone bambino potrebbero infatti nascondersi corridoi e camere mai esplorati, forse appartenenti persino a un complesso funerario molto più grande.

L’ipotesi è particolarmente affascinante perché riporta al centro dell’attenzione uno dei grandi misteri dell’antico Egitto: dove si trova la tomba di Nefertiti? Nuove indagini geofisiche hanno individuato anomalie nel terreno intorno alla KV62, la tomba di Tutankhamon, compatibili con la possibile presenza di strutture artificiali. Non è ancora una scoperta definitiva, ma gli indizi sono abbastanza rilevanti da riaprire una questione che divide gli studiosi da oltre dieci anni.

Nuove camere nascoste nella tomba di Tutankhamon

In Egitto, non si smette mai di andare alla ricerca del passato del Paese. La teoria nasce nel 2015, quando l’egittologo britannico Nicholas Reeves osservò alcune linee e fessure sulla parete settentrionale della camera funeraria e particolari modifiche nelle pitture. Secondo lo studioso, dietro quella che appare come una normale parete potrebbe celarsi un passaggio sigillato verso altri ambienti. La KV62, inoltre, presenta dimensioni insolitamente ridotte per una sepoltura reale: da qui l’ipotesi che fosse soltanto una porzione di una tomba più grande, riadattata in fretta dopo la morte prematura di Tutankhamon.

Tomba di Tutankhamon
iStock
La KV62, Tomba di Tutankhamon

Negli anni le scansioni hanno fornito risultati contrastanti, ma le nuove ricerche hanno aggiunto elementi al puzzle. Gli studiosi hanno combinato georadar, microgravimetria e precedenti analisi della resistività elettrica. In particolare, le misurazioni suggeriscono la possibile presenza di un corridoio largo circa due metri, riempito di detriti, che si allontanerebbe dalla camera funeraria verso nord.

Oltre 1.200 misurazioni di microgravità hanno inoltre rilevato zone a bassa densità con forme e angoli che potrebbero essere compatibili con strutture realizzate dall’uomo. Tra queste spicca la cosiddetta “anomalia 7”, al cui interno è stata individuata un’area approssimativamente quadrata e più densa. Una possibile camera contenente oggetti? È una delle interpretazioni avanzate, ma il segnale si trova ai limiti delle capacità dello strumento e serviranno ulteriori verifiche.

Perché è importante per trovare la tomba di Nefertiti

Alla luce di ciò, se l’esistenza degli ambienti nascosti fosse confermata, questo cambierebbe la nostra conoscenza della tomba più famosa dell’antico Egitto. Secondo la teoria di Reeves, Tutankhamon potrebbe essere stato sepolto all’interno di una parte riadattata di un complesso funerario preesistente, mentre gli ambienti più profondi sarebbero rimasti sigillati. Proprio lì potrebbe anche trovarsi la sepoltura di Nefertiti.

Per ora, però, nessun dato permette di affermare che quelle anomalie siano davvero camere e, soprattutto, che abbiano qualcosa a che fare con la celebre regina. Una precedente indagine radar pubblicata nel 2019, per esempio, non aveva trovato prove di camere immediatamente adiacenti alla tomba.

La risposta potrebbe arrivare con un’esplorazione diretta: se il Supreme Council of Antiquities egiziano concederà l’autorizzazione, i ricercatori potrebbero praticare piccoli fori e introdurre dispositivi dotati di telecamere per osservare gli eventuali spazi senza ricorrere a scavi invasivi.

In questa città la pietra prende vita e le case raccontano antiche leggende dipinte a mano: Oberammergau

20 septembre 2026 à 13:00

A circa 840 metri di altitudine, tra i boschi e le montagne delle Alpi dell’Ammergau, Oberammergau si presenta con il tipico profilo ordinato dei villaggi bavaresi. Tuttavia, riserva una particolarità in grado di cambiare il volto della visita: le facciate delle abitazioni raccontano storie attraverso figure dipinte, cornici illusionistiche e scene religiose, mentre dalle botteghe affiorano crocifissi, presepi e sculture realizzati secondo un’antica tradizione artigianale.

Il paese si trova nell’Alta Baviera lungo la Deutsche Alpenstraße, la Strada tedesca delle Alpi, un itinerario panoramico che attraversa il territorio alpino meridionale fino al confine con l’Austria, anche se la sua notorietà internazionale nasce da una promessa. Nel 1633, durante la guerra dei Trent’anni, gli abitanti fecero voto di rappresentare la Passione di Cristo qualora fossero stati risparmiati dalla peste. La prima rappresentazione si tenne nel 1634 e da allora la tradizione è diventata parte dell’identità collettiva.

Accanto alla grande manifestazione religiosa, Oberammergau conserva un volto più quotidiano, fatto di case affrescate, laboratori del legno, piccole piazze e sentieri che si inoltrano verso il paesaggio alpino.

Il gusto amaro del tradimento, le location della serie Tv sono veri tesori naturalistici e d’architettura

10 septembre 2026 à 18:00

C’è una nuova serie Netflix in cui niente è come sembra e persino quelle che potrebbero apparire ambientazioni scelte per l’unicità e la meraviglia dei paesaggi – spiagge sconfinate, dune bagnate dall’Oceano, villaggi immersi nei boschi – nascondono in realtà molto di più: le location di Il gusto amaro del tradimento sono senza dubbio tra le più sorprendenti del piccolo schermo, capaci di raccontare i Paesi Bassi da una prospettiva insolita e decisamente poco mainstream.

Di cosa parla

Tratta da De Eetclub, romanzo best seller di Saskia Noort, Il gusto amaro del tradimento (distribuita a livello internazionale con il titolo The Perfect Lie) ha per protagonista Karen van der Made: una donna che si è appena trasferita con la famiglia a Bergen e, qui, sta provando a costruire una nuova vita.

Entrare in un circolo di coppie benestanti che sono solite scambiarsi inviti a cene esclusive durante le quali si bevono vini pregiati, si assaggiano piatti di alta cucina e si intrattengono conversazioni altolocate sembra essere il modo più semplice per integrarsi nella nuova città. Almeno fino a quando, una sera, nella lussuosa villa dov’è riunito “il club” scoppia un incendio, il proprietario perde la vita e la moglie e il figlio riescono a salvarsi per un soffio. Karen si rende conto, così, che quelle che credeva amicizie sono in realtà relazioni fondate soltanto su bugie, manipolazioni, sospetti e amari tradimenti appunto.

Dal 10 settembre è disponibile su Netflix "Il gusto amaro del tradimento"
Una scena de “Il gusto amaro del tradimento”

Dov’è stata girata la serie

Ambientata a Bergen – non il famoso centro norvegese, ma la più piccola omonima cittadina olandese – il nuovo thriller psicologico a puntate di Netflix è stato girato nei Paesi Bassi, principalmente nella zona settentrionale.

Bergen e Bergen aan Zee

La stessa Bergen compare tra le location di Il gusto amaro del tradimento: come nella serie, è una città vivace animata da musei, gallerie d’arte e altri luoghi di cultura ben frequentati da turisti e locali e nota, anche per via dello stile architettonico particolare di molti suoi edifici, come “il villaggio degli artisti”.

A pochi minuti dal centro di Bergen si trova Bergen aan Zee: altro luogo dov’è stata girata la serie Il gusto amaro del tradimento. Località marittima fondata nel XX secolo per dare uno sbocco sul mare e più appeal turistico a Bergen, oggi è frequentata sia dalla gente del posto per passeggiare o rilassarsi sulla spiaggia e sia dai turisti che qui ammirano soprattutto lo spettacolo di dune sull’Oceano tra le più alte di tutti i Paesi Bassi.

I luoghi nel nord dei Paesi Bassi dov'è girata la serie "Il gusto amaro del tradimento"
La popolare spiaggia di Bergen aan Zee

Schoorl

Alta oltre 50 metri, la Klimduin è una di queste: si trova tecnicamente nel territorio di Schoorl, altro centro del nord dei Paesi Bassi famoso per le riserve naturali e dov’è stata girata serie Netflix. Qui sono state effettuate soprattutto riprese di esterni e pacifiche vedute panoramiche che volutamente “cozzano” con i sentimenti di gelosia e vendetta che animano i personaggi.

Le location di "Il gusto amaro del tradimento" sulla costa olandese
iStock
Dune di sabbia sulla costa olandese: un paesaggio unico

Altre location

Altra location di Il gusto amaro del tradimento è IJmuiden, città portuale che almeno da metà degli Anni Quaranta del Novecento è al centro degli scambi economico-commerciali del Paese: il suo porto è uno dei più grandi in termini di traffico di merci tutti i Paesi Bassi.

"Il gusto amaro del tradimento": dov'è girata la nuova serie thriller di Netflix
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “Il gusto amaro del tradimento”

La maggior parte di scene e sequenze con ambientazione urbana sono state girate però tra Amsterdam, L’Aia e Vooburg, spostandosi un po’ più a sud rispetto al cuore delle riprese.

Lage Vuursche

Nei dintorni di Utrecht, anche Lage Vuursche ha fatto da set alla nuova serie Netflix olandese: villaggio dall’atmosfera fiabesca, dove sopravvivono ancora le tradizionali costruzioni con i tetti di paglia, è famoso soprattutto per il Castello di Drakestein, residenza privata della principessa Beatrice, e per i boschi dove chiunque può concedersi lunghe camminate immersi nella brughiera tra alberi secolari e i caratteristici bovini delle Higland.

Dov'è stata girata la serie olandese "Il gusto amaro del tradimento"
iStock
Il fiabesco villaggio di Lage Vuursche

Amori & Incantesimi 2, le suggestive location del sequel con Sandra Bullock e Nicole Kidman

9 septembre 2026 à 18:00

Torna nelle sale cinematografiche il 10 settembre 2026, a distanza di 28 anni, il secondo capitolo di Amori & Incantesimi, il film fantasy tratto dal romanzo “Practical Magic” (in lingua originale è anche il titolo del film) di Alice Hoffman, che vede protagoniste Sandra Bullock e Nicole Kidman. Il primo film era uscito nel 1998 e, oltre un quarto di secolo dopo, in Amori & Incantesimi 2, diretto da Susanne Bier, ritroviamo le due sorelle Owens, Sally (la Bullock) e Gillian (la Kidman), streghe come il resto della loro famiglia.

La trama del film

Se Sally cerca di condurre una vita normale, con due figlie grandi, Maria (interpretata da Ema Cavolli) e Hannah (Cassie Bradley), da crescere insieme alle zie Frances “Fran” Owens (l’attrice Stockard Channing, la famosa Rizzo di Grease) e zia Bridget “Jet” Owens (interpretata da Dianne Wiest, vincitrice di due premi Oscar), Gillian passa da una relazione all’altra, ma è molto legata alle due nipoti che tratta come fossero sue figlie. Quando un’antica maledizione minaccia ancora una volta il destino della famiglia Owens, le protagoniste Sally e Gillian dovranno affrontare nuove sfide in una storia che intreccia legami familiari, tradizioni e magia ancestrale.

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@Photo Courtesy Warner Bros. Pictures
Dianne Wiest, Jet, Sandra Bullock, Sally Owens, Stockard Channing, Franny, e Nicole Kidman, Gillian Owens , in una scena del film

La loro famiglia è da sempre vittima di un’antica maledizione: ogni uomo che si innamora di una Owens è destinato a morire. Così è morta la madre delle due sorelle e così è morto il marito di Sally, Michael, padre delle due figlie protagoniste anche loro del secondo capitolo. Per risolvere un nuovo capitolo della loro storia dovranno recersi alle origini di tutto, in Inghilterra.

Dov’è ambientato il sequel

Il nuovo capitolo della saga con Sandra Bullock e Nicole Kidman porta sul grande schermo un’Inghilterra ricca di magia e mistero. Girato in parte nei Warner Bros. Studios Leavesden della casa di produzione del film, la metà delle riprese si sono svolte in esterni tra i villaggi pittoreschi di mattoni del Buckinghamshire, i boschi che avvolgono il villaggio di Thornfield (che nella realtà è Hambleden), passando per storici castelli e dimore d’epoca. Le zone delle riprese del film sono soprattutto nella Contea dell’Hertfordshire, nel vicino Buckinghamshire, ma anche in numerose altre location dell’Inghilterra.

Il pittoresco villaggio di Hambleden, nel Buckinghamshire, che nel film è appunto Thornfield, è celebre per le sue case storiche, le stradine acciottolate e l’atmosfera tipicamente inglese. Adagiato tra le Chiltern Hills, tra le cittadine di Henley e Marlow e a breve distanza dal Tamigi, questo villaggio è la quintessenza dell’Inghilterra, una vera e propria cartolina fatta di cottage di legno, mattoni e selce rimasti intatti e perfettamente integrati nel paesaggio in cui sono nati.

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123RF
Il pittoresco villaggio di Hambleden, nel Buckinghamshire

L’aspetto del villaggio non è cambiato molto nel corso dei secoli ed è proprio questo a renderlo così unico e una meta molto ambita dalle troupe cinematografiche. Qui sono state girate alcune scene di “La carica dei 101” del 1996, di “Il mistero di Sleepy Hollow” del ’99 e molti altri ancora.

Sempre nel Buckinghamshire, la Wormsley Estate è stata utilizzata come ambientazione del cottage di Tom Lockland (Solly McLeod). Si tratta di una splendida casa di campagna del XVIII secolo, immersa in mille ettari di parco nei pressi delle Chiltern Hills. È stata per un certo periodo di tempo la residenza di Paul Getty e appartiene ancora alla famiglia.

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@Jaap Buitendijk - Warner Bros. Pictures
Lee Pace, Ian Wright, e Sandra Bullock, Sally Owens, in una scena di Amori e incantesimi 2

Per le scene dei boschi che circondano il villaggio la produzione si è spostata nel vicino Black Park Country Park, un bosco di 250 ettari di conifere che è stato usato spesse volte come set tra cui i film “Robin Hood”, “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”, alcuni James Bond e la serie su Harry Potter.

Lo spettacolare Old Wardour Castle, nel Wiltshire, è stato utilizzato per rappresentare le rovine di un antico maniero dove era stata messa al rogo una lontana antenata delle Owens e dove anche Kylie (l’attrice Joey King) rischia di essere bruciata. Ci troviamo in un vero castello del XIV secolo ormai ridotto in rovina a pochi chilometri dalla cittadina di Salisbury. La pianta esagonale era molto in voga all’epoca e la costruzione si ispirò allo Château de Concressault in Francia.

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123RF
o spettacolare Old Wardour Castle, nel Wiltshire

Un altro edificio che è stato usato come set è la settecentesca Langleybury Mansion, nell’Hertfordshire, un edificio che si trova ad Abbots Langley dove sono state girate le scene di Harvard e degli alloggi degli studenti. In effetti, da casa che era a un certo punto è stata trasformata in una scuola secondaria, la Langleybury School, e lo è stata fino al 1996. Oggi è un condominio. Tra le altre location utilizzate figura la St. Mary and All Saints Church di Romford, trasformata in un cimitero del New England.

Tra le location da menzionare sicuramente c’è il celebre pub The Royal Standard of England, che vanta oltre nove secoli di storia ed è il pub più antico d’Inghilterra. Le sue origini risalgono al 1100, ma la prima testimonianza scritta del locale risale al 1213, quando era conosciuto come The Ship. La sua identità attuale risale al 1663, quando re Carlo II gli diede il titolo di The Royal Standard of England. Questo è il pub della famiglia di Ian Wright (l’attore Lee Pace) dove Sally e Gillian alloggiano appena arrivate in Inghilterra.

Le location a Londra

Nel film Compare il tardo vittoriano Bishopsgate Institute di Londra che è la biblioteca. Inoltre, alcune scene sono state girate nel quartiere di The Hamptons, a Worcester Park, un quartiere completamente riqualificato nel Sud della città, scelta per rappresentare la cittadina del New England in cui vive la famiglia Owens.

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123RF
Il Royal Chelsea Hospital a Chelsea

Infine, è stato utilizzato il Royal Chelsea Hospital di Chelsea per alcune scene ambientate in un mercato dei fiori e per gli esterni di Harvard. Questo è una casa di riposo e di cura per ex militari fondata come ospizio dal re Carlo II nel 1682 e può ospitare circa 300 veterani dell’esercito britannico.

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@Photo Courtesy Warner Bros. Pictures
Nicole Kidman, Gillian Owens, e Joey King, e la nipote Kylie, in Amori e incantesimi 2

Un’isola misteriosa è comparsa dal nulla, ma è già sparita di nuovo

Par : losiangelica
2 septembre 2026 à 10:10

Un mistero ha fatto chiacchierare tutti in Canada: per qualche settimana, all’interno del lago Williston nella Columbia Britannica è comparsa un’isola coperta di alberi, sufficientemente grande per essere notata, ma con la stessa rapidità è anche scomparsa. La vicenda ha incuriosito viaggiatori, tecnici e residenti che hanno persino ipotizzato inizialmente che si trattasse di una fake news creata con intelligenza artificiale, ma le verifiche tramite satellite hanno confermato l’accaduto.

Ecco cosa sappiamo sull’isola misteriosa comparsa e scomparsa nel lago in Canada.

L’isola misteriosa comparsa nel lago in Canada

Non è questione di magia e neppure di Intelligenza Artificiale: il fenomeno ha già una spiegazione scientifica. L’insolita formazione è stata osservata nel Williston Reservoir, nell’entroterra della British Columbia, circa 100 chilometri a ovest della diga W.A.C. Bennett. Si tratta di un bacino dalle dimensioni impressionanti, circondato da foreste e territori scarsamente popolati, dove controllare ogni angolo della superficie è praticamente impossibile.

A rendere straordinario l’avvistamento erano soprattutto le dimensioni dell’“isola”. Le immagini satellitari del 21 luglio 2026 hanno permesso di stimare una lunghezza di circa 140 metri e una larghezza di circa 70 metri, per una superficie vicina ai 10mila metri quadrati. Quando nuove rilevazioni satellitari sono state effettuate il 5 agosto, però, dell’isola non c’era più traccia.

Come può nascere un’isola che galleggia?

Secondo gli esperti, la formazione potrebbe essere nata lentamente lungo le rive del bacino con una combinazione di tronchi, rami e altri materiali vegetali trasportati: con limo, sedimenti e materia organica si è creata progressivamente una superficie galleggiante. Con i semi trasportati da vento e acqua sono riuscite ad attecchire prima le piante piccole e quindi gli alberi e si sa che le radici contribuiscono a rendere le strutture più compatte e solide. Le voci autorevoli spiegano che la vegetazione già sviluppata è segno di come l’isola avesse iniziato il suo sviluppo ben prima dell’avvistamento.

Il distacco non ha nulla a che vedere con qualcosa di soprannaturale; il bacino non era così pieno da circa 14 anni e l’aumento del livello dell’acqua potrebbe aver favorito la salita della “zattera naturale”.

Dove è finita l’isola misteriosa?

Molte persone si concentrano incuriosite più sulla sparizione che sulla comparsa; dopotutto è facile capire come è nata, ma ora tutti si chiedono dove sia finita. L’assenza delle immagini del satellite non implica che sia sprofondata; una delle possibilità è che il vento l’abbia trascinata verso un’area più riparata del lago facendola avvicinare alla costa. Potrebbe anche essere stata disgregata durante lo spostamento.

Le isole galleggianti naturali non sono un fenomeno esclusivo del Canada: situazioni simili sono state documentate anche in altre parti del mondo. In Italia, per esempio, la vegetazione galleggiante del lago di Posta Fibreno nel Lazio è stata ribattezzata “La Rota”.

Quella comparsa nel cuore della Columbia Britannica, però, ha avuto qualcosa di particolarmente cinematografico: una foresta sconosciuta apparsa nel mezzo di un enorme lago, osservata per pochi giorni e poi inghiottita nuovamente dal paesaggio. Forse l’isola è ancora là fuori, nascosta in qualche insenatura del Williston Reservoir. E potrebbe bastare un nuovo cambio di vento perché torni improvvisamente a navigare.

Giornata internazionale dell’arcobaleno, i posti nel mondo dove è più facile vederne di spettacolari

Par : losiangelica
28 août 2026 à 14:00

L’arcobaleno ha un vantaggio su qualunque altro fenomeno atmosferico: si presenta quando nessuno se lo aspetta più. Il cielo ha appena finito di rovesciare acqua, la scena è grigia e piatta, poi in una manciata di secondi cambia tutto. Servono pochissime cose: in raggio che passa, gocce ancora sospese, e quei sette colori che chiunque sa elencare a memoria. Dura poco e resta sempre un passo più in là di dove ti trovi, per quanto si provi ad avvicinarcisi. Probabilmente è anche per questo che ci abbiamo costruito sopra leggende, bandiere, promesse di pentole d’oro e mezza mitologia mondiale. Il 28 agosto ricorre la Giornata Internazionale dell’Arcobaleno ed è l’occasione buona per andare a vedere in quali angoli del pianeta questo spettacolo si ripete con una frequenza maggiore.

28 agosto, Giornata Internazionale dell’Arcobaleno

Il 28 agosto si celebra la Giornata Internazionale dell’Arcobaleno, una ricorrenza dedicata a un fenomeno naturale di cui la fisica da spiegazione raccontando di come la luce solare, incontrando le gocce d’acqua sospese, crei un fenomeno di rifrazione. Il bianco si scompone in rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola. Da millenni, però, l’arcobaleno viene raccontato come qualcosa che va oltre l’ottica.

Nella Genesi è il segno dell’alleanza tra Dio e l’umanità dopo il diluvio, una promessa messa nero su bianco in cielo. Altrove diventa una strada: nella mitologia norrena la percorrono gli dèi per scendere tra gli uomini, e ha pure un nome, Bifröst. Ogni cultura ci ha messo del suo. E oggi? Diventa un simbolo di pace, inclusione, diversità, speranza, rinascita.

Dove vedere gli arcobaleni più belli del mondo

Un arcobaleno può apparire praticamente ovunque ci siano contemporaneamente gocce d’acqua nell’aria e luce solare alle spalle dell’osservatore. Esistono però luoghi in cui clima, montagne, cascate e condizioni atmosferiche rendono questi incontri molto più frequenti.

Tra le destinazioni più spettacolari c’è Machu Picchu, in Perù. L’antica città Inca si trova tra la foresta amazzonica e le Ande, in una zona dove pioggia, umidità e schiarite possono alternarsi rapidamente. Le precipitazioni pomeridiane creano così le condizioni ideali perché un arco colorato compaia sopra le montagne e la Valle Sacra, aggiungendo ulteriore magia a un panorama già leggendario.

Machu Picchu doppio arcobaleno scenografico
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Il magnifico spettacolo del doppio arcobaleno a Machu Picchu

Poi ci sono le Cascate dell’Iguazú, al confine tra Argentina e Brasile dove è l’acqua stessa a moltiplicare le possibilità: l’enorme quantità di minuscole gocce sollevate continuamente dalle cascate resta sospesa nell’aria e, quando viene attraversata dalla luce del Sole, può dare origine ad arcobaleni imponenti davanti alla Gola del Diavolo.

E dunque ci sono le Hawaii, considerate uno dei paradisi assoluti per chi sogna di inseguire arcobaleni. Nel Pacifico subtropicale, gli alisei portano frequenti acquazzoni alternati a improvvise aperture di sole, mentre il territorio montuoso favorisce la formazione delle nubi e delle precipitazioni. Il risultato è una combinazione quasi perfetta: arcobaleni che possono comparire al mattino, tra le montagne, vicino all’oceano e persino nelle ore del tramonto.

Doppio arcobaleno sulla spiaggia delle Hawaii
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Vedere il doppio arcobaleno sulla spiaggia delle Hawaii

Alle Hawaii l’arcobaleno non è soltanto uno spettacolo atmosferico: è parte del paesaggio e dell’immaginario delle isole. Può comparire nella nebbiolina dell’oceano, sopra una cresta verde dopo un acquazzone o mentre il sole torna a illuminare il Pacifico. Ed è forse questo il suo fascino più grande: non si può prenotare, non si può programmare e non si può trattenere.

Scoperto il santuario che seguiva Sole e Luna mille anni prima di Stonehenge

Par : losiangelica
24 août 2026 à 10:00

La storia sta per cambiare con questa incredibile scoperta: ben prima di Stonehenge in Europa c’era un popolo che osservava il cielo: in Repubblica Ceca è stato scoperto un recinto preistorico di circa 6.500 anni fa che dimostra conoscenze astronomiche ben radicate. Vicino al villaggio di Chleby, gli archeologi hanno studiato la struttura monumentale quasi circolare che seguiva i monumenti di Sole e Luna.

Il fiabesco borgo che è il regno delle fate e dei mulini: Rastoke, il villaggio sull’acqua della Croazia

19 août 2026 à 17:00

A pochi chilometri da Slunj, nell’entroterra della Croazia, si sviluppa una strada che attraversa colline verdi e piccoli abitati, fino a che il suono dell’acqua prende il posto del rumore traffico. Sotto le case scorre, infatti, la Slunjčica, un fiume lungo appena 6,5 chilometri che però ha prodotto uno dei paesaggi fluviali più sorprendenti del Paese.

Rastoke nasce infatti nel punto in cui la Slunjčica incontra la Korana. Prima di raggiungerla, l’acqua deve attraversare una barriera naturale di tufo calcareo, una roccia porosa formata nel corso dei millenni dalla deposizione del carbonato di calcio. Il risultato è una trama di cascate, rapide, piccoli laghi, isolotti e canali naturali. Le acque turchesi passano sotto ponti, accanto alle abitazioni e attraverso antichi mulini, dando vita a una scena nella quale la presenza umana sembra essere stata progettata insieme al corso del fiume.

Per questo Rastoke viene chiamata “Plitvice in miniatura“, parco che condivide con Rastoke la stessa matrice carsica, le formazioni tufacee e la particolare vegetazione legata all’abbondanza d’acqua. La differenza fondamentale, però, sta nella presenza del villaggio.

Cosa vedere a Rastoke

La visita a questo borgo della Croazia acquista fascino proprio nella successione di dettagli: una ruota di mulino appare tra gli alberi, una cascata passa sotto una casa e un balcone di legno guarda la corrente. Il paesaggio cambia continuamente a seconda della portata della Slunjčica, trasformando il villaggio in un piccolo mosaico di acqua, pietra e legno.

Le cascate della Slunjčica

Sono il cuore di Rastoke: la Slunjčica produce circa 23 cascate, accompagnate da rapide e piccoli laghi disseminati tra le formazioni di travertino. Buk è una delle più note e offre una delle immagini più rappresentative del villaggio. L’acqua precipita con forza tra rocce ricoperte di vegetazione, creando una schiuma bianca che contrasta con le tonalità verde-azzurre del fiume.

Vilina Kosa, “Capelli della ninfa”, possiede invece un carattere più fiabesco e iil nome richiama il velo d’acqua argentato associato alle creature leggendarie di Rastoke.

Cascate di Rastoke, Croazia
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Le immense Cascate di Rastoke

I mulini ad acqua

La vera particolarità di Rastoke sta nei suoi mulini. L’insediamento iniziò a svilupparsi almeno nel XVII secolo, sfruttando la forza della Slunjčica per azionare le ruote idrauliche. Le ruote trasferivano il movimento agli ingranaggi interni e permettevano di trasformare i cereali in farina.

Gran parte dei mulini storici è stata preservata: alcuni edifici sono diventati abitazioni o attività ricettive, mentre altri conservano la loro funzione originaria. Il mulino della famiglia Jareb è un caso particolarmente interessante, poiché continua a produrre farine locali secondo un sistema basato sul principio utilizzato circa 300 anni fa.

Le case tradizionali di Rastoke

Le abitazioni appartengono a una tradizione architettonica rurale legata alle regioni dinariche e alla Posavina. Il legno ha un ruolo importante, affiancato dalla pietra utilizzata per le parti più esposte all’acqua e per le fondamenta.

Alcune abitazioni, inoltre, sorgono su piccole porzioni di terreno circondate dall’acqua, rendendo ancora più particolare la struttura dell’abitato.

La confluenza tra Slunjčica e Korana

Il punto d’incontro dei due fiumi aiuta a comprendere la ragione della fama di Rastoke. La Slunjčica arriva con acque fredde e limpide, attraversa il sistema di cascate e poi confluisce nella Korana.

Quest’ultima appartiene al sistema fluviale carsico della Croazia centrale e attraversa un territorio ricco di boschi, sorgenti e corsi d’acqua. Il suo passaggio offre anche aree per la balneazione estiva, kayak, canoa e pesca.

Le tracce storiche di Slunj

Una visita più ampia può proseguire verso Slunj, cittadina alla quale Rastoke appartiene. Il territorio ha avuto per secoli una funzione strategica come area di frontiera e qui il Castello dei Frankopan ricorda la presenza della potente famiglia nobiliare croata, mentre altre fortificazioni testimoniano il ruolo militare assunto dalla zona durante i conflitti con l’Impero ottomano.

Cosa fare a Rastoke

Rastoke merita una visita lenta, soprattutto per apprezzare il rapporto tra abitato e ambiente. La sensazione più piacevole arriva nei momenti di pausa, seduti accanto all’acqua oppure davanti a un piatto locale.

  • Assaggiare la cucina dell’entroterra croato: per incontrare sapori legati alla tradizione rurale, con trota di fiume, formaggi locali, carni e preparazioni a base di cereali.
  • Acquistare farina locale presso il mulino Jareb: ricordo concreto della cultura molitoria di Rastoke.
  • Fare il bagno nella Korana: pausa rinfrescante durante l’estate. Nova Škrila dispone di una piattaforma per i tuffi, spazi per il beach volley, cabine e un piccolo parco giochi, mentre Stara Škrila presenta acque più basse e rive ombreggiate.
  • Raggiungere Kotlac: zona amata dagli abitanti di Slunj, caratterizzata da piccole piscine naturali e cascatelle con acqua relativamente bassa.
  • Seguire i percorsi lungo la Slunjčica: portano verso angoli più tranquilli del territorio, con possibilità di proseguire verso la vecchia centrale idroelettrica costruita all’inizio del XX secolo.
  • Partecipare agli eventi locali: può aggiungere una dimensione più autentica alla visita. Nel mese di agosto, durante i Giorni della città di Slunj, il centro ospita concerti e manifestazioni legate alla vita della comunità.
  • Cercare i prodotti del bosco: attività interessante nelle stagioni adatte. Castagne, funghi e rosa canina compaiono soprattutto in autunno, mentre fragoline selvatiche e more caratterizzano rispettivamente primavera ed estate.

Dove si trova e come arrivare

Il villaggio di Rastoke si trova presso Slunj, nella contea di Karlovac, nella Croazia centrale. La località occupa una posizione strategica lungo la strada statale D1, una delle principali direttrici che collegano Zagabria con la Dalmazia. Da Karlovac il viaggio in automobile richiede circa 40 minuti, mentre da Zagabria occorre prevedere quasi 1 ora e 30 minuti, in base al traffico e al percorso scelto.

I laghi di Plitvice distano circa 33 chilometri, rendendo Rastoke una tappa particolarmente comoda per chi sta attraversando la Croazia verso il parco nazionale. L’automobile rappresenta la soluzione più semplice per raggiungere il villaggio e proseguire verso le altre attrazioni della zona. Slunj offre inoltre servizi, ristoranti e negozi utili per una permanenza più lunga.

C’è un tesoro nascosto nel Castello di Breno in Valle Camonica: la leggenda che fa sognare

14 août 2026 à 15:00

Nel cuore della Valle Camonica, arroccato su una collina che domina il fondovalle, il Castello di Breno custodisce secoli di storia, ma anche racconti, misteri e leggende. Quello che oggi appare come un suggestivo maniero altomedievale è in realtà un complesso molto più articolato, nato dalla sovrapposizione di edifici, torri e fortificazioni costruiti in epoche diverse.

La storia del castello

Le origini del sito sono molto più antiche del castello stesso: gli scavi archeologici hanno restituito tracce di frequentazione umana risalenti alla preistoria, con testimonianze che arrivano fino al VIII sec a.C.

L’attuale complesso fortificato si sviluppò soprattutto tra il XII e il XIII secolo, nel periodo di Federico I Barbarossa, quando sul colle sorsero palazzi e torri. In seguito, durante il dominio della Repubblica di Venezia, il Castello di Breno venne trasformato e potenziato come roccaforte militare. Tra le sue mura passarono personaggi e condottieri legati alle guerre tra guelfi e ghibellini, tra cui il Conte di Carmagnola e Bartolomeo Colleoni.

Nel 1592 la Serenissima – la Repubblica di Venezia – vendette il complesso al Comune di Breno e, con il passare del tempo, la fortificazione perse la propria funzione strategica giungendo a un progressivo abbandono e a un parziale riutilizzo come cava di pietre.

Cosa vedere e fare

La visita permette di leggere la storia direttamente nelle pietre. Si incontrano le mura merlate, l’antica casa-torre signorile e la torre grande, alta circa 20 metri e accessibile ai visitatori in occasione delle aperture previste. Particolarmente interessanti sono i resti della Chiesa di San Michele, di origine longobarda, considerata il più antico monumento portato alla luce a Breno.

Ma sono soprattutto le curiosità a rendere speciale il castello. Una leggenda della Valle Camonica racconta che il cavaliere Leutelmonte, dopo aver combattuto e vinto un duello per conto del signore di Breno, ricevette in premio una chioccia d’oro massiccio con dodici pulcini. Secondo alcune versioni, il tesoro per non essere rubato sarebbe stato nascosto nelle segrete di una torre medievale di Cividate Camuno; secondo altre, invece, sarebbe ancora sepolto in un tunnel segreto scavato nella roccia proprio nel Castello di Breno.

Si racconta inoltre dell’esistenza di antichi passaggi segreti: uno avrebbe collegato la rocca al fiume Oglio, un altro al convento dei Cappuccini. Non mancano poi le storie di assedi e personaggi leggendari, come la regina longobarda Rosmunda, protagonista di uno dei racconti tramandati intorno alla fortezza.

Il Castello di Breno dispone di un bar-ristorante all’interno delle mura ed è oggi anche sede di eventi musicali e manifestazioni di vario genere.

Visitare il Castello di Breno
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Vista sul castello

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Breno si trova in Vicolo Orti, a Breno, in provincia di Brescia, nel cuore della Valle Camonica in Lombardia. Dal centro del paese si raggiunge con una breve passeggiata in salita.

In automobile si arriva percorrendo la SS42 in direzione Edolo, con uscita a Breno. Per chi viaggia in treno, la località è servita dalla linea Brescia-Iseo-Edolo di Trenord, con fermata a Breno.

Il parco del castello è ad accesso libero tutti i giorni dalle 9 alle 24 mentre la fortezza è aperta tutti i giorni d’estate e solo sabato/domenica nei mesi di aprile, maggio, settembre, ottobre.

Per informazioni su orari, visite guidate e aperture straordinarie,  è consigliabile consultare il sito ufficiale della Pro Loco di Breno.

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