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Aujourd’hui — 15 octobre 2026SiViaggia

Marina Santucci, ATIM: nelle Marche il turista è “come cittadino temporaneo”

14 octobre 2026 à 19:57

Dalla costa adriatica ai rilievi dell’Appennino, passando per borghi medievali, città d’arte ed eccellenze enogastronomiche, le Marche continuano a distinguersi nel panorama turistico nazionale come l’unica regione d’Italia “al plurale”. Un’identità ricca e sfacettata che punta tutto sull’esperienzialità, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere il territorio non da semplici turisti, ma da veri e propri “cittadini temporanei”.

In occasione del TTG Travel Experience di Rimini 2026, abbiamo incontrato Marina Santucci, direttrice di ATIM (Agenzia Turismo e Innovazione Marche), per fare il punto sulla presenza della Regione alla fiera, sui dati positivi registrati durante la stagione estiva e sulle strategie di promozione rivolte al mercato estero.

Un focus speciale è stato dedicato al valore dell’autenticità e alle grandi prospettive future che vedono il territorio marchigiano proiettato verso importanti traguardi culturali.

A TTG quest’anno presentate qualcosa in particolare o annunciate qualche novità?

La nostra priorità è stata quella di portare gli operatori marchigiani. Ne abbiamo 48, che con le loro agende stanno facendo match con i buyer, quindi è un appuntamento più che altro B2B, finalizzato alla commercializzazione più che alla promozione. Il momento è dedicato principalmente a loro, anche se lo stand di Regione Marche ha anche una parte istituzionale in cui c’è una presentazione dell’offerta turistica marchigiana intesa in senso più lato ed istituzionale del termine.

Su quale tipo di turismo punta la Regione?

Beh, parto da questo spunto: le Marche sono l’unica regione d’Italia al plurale. Quindi noi giochiamo molto anche su questo, perché l’offerta che abbiamo è un’offerta varia, che va dal mare alla montagna, che va da un’offerta di tipo turistico basata sull’enogastronomia, sulla cultura, quindi il patrimoni UNESCO, che sono quelli dei teatri condominiali all’italiana, riconoscimento che è stato fatto da pochissimo tempo, Urbino che è patrimonio UNESCO, bellissime città d’arte, i borghi, la possibilità di fare una vacanza all’aria aperta sia d’estate che d’inverno. Quindi, ecco, siamo una Regione al plurale anche per quanto riguarda il turismo e sentiamo di poter offrire a qualsiasi tipo di turista che cerca un’esperienza di un tipo o di un altro qualcosa che sia effettivamente tagliato su misura alla singola esigenza.

Avete già dei numeri da comunicare relativi all’estate 2026?

Allora, i conti si fanno, come dico sempre, alla fine, nel senso che i numeri saranno validati dall’ISTAT alla fine dell’anno e si sapranno all’inizio del 2027. C’è stato però sicuramente uno studio da parte del ministero del Turismo che è uscito e che dà le Marche in un’ottima posizione. Addirittura nel mese di luglio le Marche sono state la seconda Regione dopo la Calabria con un maggiore aumento nelle presenze turistiche. Questo è sicuramente un dato e la valutazione che stiamo facendo internamente è positiva, però poi i conti si fanno ad anno finito.

E riguardo alle presenze straniere?

Le presenze straniere sono in costante aumento. È sicuramente un settore su cui dobbiamo lavorare e vogliamo lavorare ancora tanto perché ci sono grandissimi margini di miglioramento e di crescita, quindi questo è sicuramente un ambito su cui vogliamo investire tanto.

Rispetto ai vostri competitor, che cosa pensate di poter offrire di più o di diverso?

L’autenticità. L’autenticità dell’esperienza. Questo sicuramente sì: l’autenticità di un luogo vero, che può essere vissuto, che può essere vissuto come un cittadino farebbe, come un marchigiano farebbe. Quindi il turista non si trova catapultato in una realtà turistica, ma si trova a vivere un’esperienza immersiva e a vivere come cittadino temporaneo in quel momento come un vero marchigiano. E quindi l’autenticità è sicuramente un valore aggiunto che noi crediamo di avere.

Per il 2027 avete in programma qualche evento, qualcosa in particolare, qualche anniversario che festeggiate o celebrate?

Non mi sembra. Sicuramente, secondo quelle che saranno le direttive della giunta, l’agenzia si muoverà, credo, anche con grandi eventi sul territorio, anche in preparazione del fatto che comunque Ancona è Capitale della Cultura nel 2028, quindi questo sarà un ulteriore elemento…

Quindi nel 2027 bisognerà lavorare anche per questo!

Anche per quello, sì. Non solo, ma anche per quello.

Hier — 14 octobre 2026SiViaggia

Benidorm sorprende l’Europa: è stata eletta Città Verde nel 2028

14 octobre 2026 à 10:00

Benidorm è conosciuta in tutto il mondo per le sue spiagge, il clima mite e lo skyline di grattacieli affacciati sul Mediterraneo. Ma la celebre località della costa orientale della Spagna sta conquistando un posto di rilievo anche nell’ambito della sostenibilità. La Commissione europea le ha assegnato il titolo di European Green Leaf 2028, riconoscimento che premia le città capaci di distinguersi per le proprie politiche ambientali e per l’impegno verso uno sviluppo urbano sostenibile.

Il premio sarà condiviso con Estarreja, in Portogallo, mentre Saragozza sarà la European Green Capital 2028.

Benidorm, dal turismo di massa a un modello urbano sostenibile

Da piccolo villaggio di pescatori a una delle località balneari più frequentate del Mediterraneo, Benidorm ha vissuto una trasformazione profonda. Oggi conta circa 75.000 residenti, una popolazione che durante l’estate può arrivare a circa 400.000 persone. Una crescita che mette alla prova le infrastrutture e le risorse locali, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, la gestione dei rifiuti e la protezione degli ecosistemi.

La risposta della città è un modello urbano compatto, che concentra gli edifici e i servizi in uno spazio relativamente limitato, riducendo il consumo di suolo e la pressione sulle aree naturali circostanti. La giuria europea ha riconosciuto proprio la capacità di gestire flussi turistici elevati senza rinunciare alla salvaguardia ambientale.

I risultati sono misurabili:

  • il 61% del territorio comunale è sottoposto a tutela;
  • il 92% dei residenti vive a meno di 300 metri da un’area verde pubblica di oltre 5.000 metri quadrati;
  • circa il 75% degli spostamenti urbani avviene a piedi;
  • la città dispone di 13,2 chilometri di strade pedonali.

Particolare attenzione è riservata anche all’acqua, una risorsa preziosa in una destinazione mediterranea caratterizzata da estati calde e da una forte presenza turistica. Grazie al rinnovamento della rete, al monitoraggio e alle tecnologie di gestione, l’efficienza del sistema idrico raggiunge il 95-96%.

Nel 2025, inoltre, è stato riutilizzato il 36% delle acque reflue trattate. Un dato significativo se si considera che, negli ultimi vent’anni, nonostante la popolazione sia cresciuta del 12,7% e i turisti del 40,96%, il volume complessivo di acqua erogata è diminuito del 6,14%.

Benidorm diventa Città Verde Europea nel 2028
iStock
La città di Benidorm sul Mar Mediterraneo

Biodiversità, innovazione e nuove sfide

La sostenibilità di Benidorm non riguarda soltanto gli spazi urbani, ma anche la ricchezza degli ambienti naturali che circondano la località. Il territorio comprende cinque siti della Rete Natura 2000 e tutela 173 ettari di Posidonia oceanica. La protezione di questi habitat si accompagna a iniziative per ridurre i rifiuti di plastica sulle spiagge, promuovere l’efficienza energetica e favorire pratiche turistiche più rispettose dell’ambiente.

Un ruolo importante è svolto anche dall’innovazione tecnologica. Benidorm utilizza open data, un gemello digitale e sistemi di monitoraggio in tempo reale per analizzare i fenomeni urbani, controllare i consumi e orientare le decisioni amministrative. Strumenti che permettono di pianificare gli interventi sulla base di dati concreti e di verificare i progressi raggiunti. Nel 2025, le emissioni di gas serra erano già diminuite di circa il 18% rispetto al 2007.

La transizione verde coinvolge inoltre residenti, strutture ricettive e imprese locali, chiamati a partecipare alla trasformazione della destinazione. Il turismo in questa località della Spagna, anziché essere considerato soltanto una fonte di pressione ambientale, diventa così un’occasione per sperimentare soluzioni più efficienti e circolari.

Il nuovo titolo europeo consolida un percorso internazionale già premiato nel 2025 con il riconoscimento European Green Pioneer of Smart Tourism. Nel 2028 Benidorm sarà chiamata a condividere le proprie esperienze e a promuovere le buone pratiche ambientali in ambito urbano, offrendo ad altre destinazioni costiere un modello da cui trarre ispirazione.

Incoronati i migliori city break da fare nel 2027: due perle italiane spiccano nella top 10

14 octobre 2026 à 07:30

Sono sempre tanti i motivi per organizzare un city break in Europa: a individuare le destinazioni da mettere in agenda per il 2027 ci ha pensato European Best Destinations che ha pubblicato la classifica delle dieci migliori città europee.

La selezione premia destinazioni capaci di offrire un mix di cultura, gastronomia, tradizioni locali e occasioni per vivere la città senza fretta. La classifica nasce da una votazione durata 33 giorni, alla quale hanno partecipato 11.614 persone chiamate a scegliere tra 64 destinazioni europee (20 capitali e 44 altre città selezionate da giornalisti di viaggio indipendenti).

Sofia conquista il primo posto

È Sofia la destinazione da segnare per un fine settimana in cui alternare monumenti, musei, gastronomia e natura. La capitale bulgara conquista il vertice della classifica grazie alla capacità di combinare le tracce della storia antica con una scena culturale contemporanea e la vicinanza delle montagne.

Il modo migliore per iniziare la visita è esplorare il centro a piedi, partendo dai resti dell’antica Serdica romana e proseguendo verso la Cattedrale di Alexander Nevsky. Meritano una tappa anche la Galleria Nazionale Kvadrat 500 e il Museo di Storia Regionale.

Tra una visita e l’altra, si può rallentare il ritmo con una passeggiata in un mercato locale, una sosta in un caffè o una cena dedicata ai sapori del territorio.

Sofia offre inoltre un calendario culturale ricco di eventi. Per chi desidera scoprire un patrimonio più antico, la Chiesa di Boyana, sito UNESCO alla periferia della città, custodisce preziosi affreschi medievali realizzati nel 1259.

A completare l’esperienza c’è il monte Vitosha, ideale per chi vuole abbinare al soggiorno urbano un’escursione nella natura.

La top 10 dei migliori city break 2027
iStock
Vista sul quartiere centrale di Sofia

Milano e Verona, le due città italiane nella top 10

L’Italia conquista due posizioni nella classifica europea del 2027 con Milano e Verona, due destinazioni che interpretano il viaggio breve in modi differenti.

All’ottavo posto troviamo Milano, ideale per chi desidera trascorrere qualche giorno tra arte, stile e buona cucina. Il quartiere di Brera è perfetto per passeggiare tra gallerie, vie caratteristiche e locali. La sera, invece, i Navigli invitano a fermarsi lungo i canali per un aperitivo o una cena. Tra shopping, musei e ristoranti, il capoluogo lombardo è una scelta adatta a un weekend con gli amici oppure a una fuga di coppia per celebrare un’occasione speciale.

Al decimo posto si colloca Verona, città dall’anima romantica, perfetta per chi ama i centri storici, le passeggiate panoramiche e le serate culturali. Il suo itinerario può iniziare tra le piazze e le strade del centro, proseguire lungo le sponde dell’Adige e concludersi in un’osteria, assaggiando i sapori locali. Per rendere il soggiorno ancora più speciale, si può programmare la visita durante la stagione lirica dell’Arena di Verona.

Anche senza appuntamenti particolari, Verona invita comunque a esplorare con calma le sue architetture, curiosare tra le botteghe e concedersi un bicchiere di vino. È una meta adatta a un anniversario, a un fine settimana all’insegna della cultura o semplicemente a una pausa dalla routine.

La top 10

La top 10 di European Best Destinations propone idee diverse per organizzare un city break nel 2027.

Ecco tutte le destinazioni in classifica:

  1. Sofia, Bulgaria;
  2. Lisbona, Portogallo;
  3. Copenaghen, Danimarca;
  4. Cannes, Francia;
  5. Basilea, Svizzera;
  6. Bristol, Regno Unito;
  7. Lovanio, Belgio;
  8. Milano, Italia;
  9. Calpe, Spagna;
  10. Verona, Italia.

À partir d’avant-hierSiViaggia

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per volare in Europa con la promo Ryanair

13 octobre 2026 à 16:00

Il ponte dell’Immacolata è l’occasione perfetta per concedersi qualche giorno di vacanza prima delle feste di Natale, magari alla scoperta di una città europea vestita a festa. Ryanair ha lanciato una nuova promozione flash con voli scontati del 20% permettendo così di raggiungere diverse destinazioni con un budget contenuto. La promozione è valida per prenotazioni effettuate entro il 15 ottobre per volare dal 15 ottobre al 17 dicembre 2026.

Nel 2026 poi l’8 dicembre cade di martedì e prendendo un solo giorno di ferie è possibile organizzare un lungo weekend in viaggio. Abbiamo selezionato 3 mete perfette che a dicembre regalano atmosfere suggestive, mercatini natalizi, luci e tante esperienze da vivere.

Lo spettacolare Mercatino di Natale della Gola di Ravenna è il più virale: va subito sold out

Par : losiangelica
13 octobre 2026 à 13:00

Casette illuminate, profumo di specialità natalizie e un villaggio incantato custodito all’interno di una foresta… non è un filtro di TikTok ma un posto che esiste davvero: stiamo parlando del mercatino di Natale della Gola della Ravenna all’interno della Foresta Nera in Germania.

I mercatini di Natale di Ravennaschlucht sono tra i più magici d’Europa e ogni anno il numero di biglietti è limitato tanto da andare a ruba. Tutti vogliono esserci e se anche voi sognate di visitarli, ecco come riuscire a conquistare i biglietti d’ingresso.

Come visitare i mercatini di Natale della Gola di Ravenna

La location è decisamente fuori dagli schemi, il mercatino di Natale della Gola di Ravenna prende vita ai piedi di uno scenografico viadotto ferroviario alto circa 40 metri e attorniato dalla Foresta Nera. La parte più wow? Quando cala il buio le arcate del ponte si illuminano mentre i treni continuano ad attraversarlo; sotto, invece, vi attende un piccolo universo natalizio con 40 chalet in legno, decorazioni e profumi irresistibili.

Tra una bancarella e l’altra potrete curiosare tra oggetti artigianali, decorazioni fatte a mano, prodotti tipici e idee regalo originali. E quando arriva il momento della pausa food, preparatevi a scoprire i sapori della Foresta Nera, dagli Schupfnudeln, morbidi gnocchetti di patate, alle specialità con il celebre prosciutto affumicato della regione. Insomma, è sicuramente uno dei migliori mercatini di Natale del 2026.

Le attività previste

Oltre alle bancarelle ci sono tante attività che conquistano grandi e bambini. La prima è sicuramente l’ufficio postale di Babbo Natale, dove i più piccoli possono scrivere i propri desideri su una letterina da imbucare che verrà consegnata direttamente a Santa Claus… i più fortunati riceveranno anche una risposta personalizzata a casa.

Imperdibile anche il Nativity Trail, il percorso tra i presepi più suggestivi che circonda la gola; il progetto pensato da Simon Stiegeler viene animato da installazioni luminose e racconta la storia della natività di Gesù attraverso un itinerario che unisce arte, natura e tradizioni. I bimbi rimarranno estasiati dal Christmas Market Rally, una caccia al tesoro che trasforma la visita ai mercatini in un’avventura con enigmi da risolvere. Chi riesce a completare il rebus vince un piccolo premio.

Info utili e prezzi

Se avete già iniziato a immaginarvi sotto le lucine con una bevanda calda tra le mani, segnatevi questa data: 14 ottobre 2026, ore 10:00. È il momento in cui aprono le prenotazioni online per la nuova edizione. Per il 2026 sono previsti circa 100.000 biglietti, 25.000 in più rispetto allo scorso anno. Ma attenzione: il sold out resta un’eventualità molto concreta, quindi meglio non rimandare troppo.

Lo scenografico Mercatino di Natale della Gola di Ravenna
iStock
Imperdibile il mercatino di Natale della Foresta Nera

Gli orari

Il mercatino è aperto dal 26 novembre al 20 dicembre 2026 con questi orari:

  • Giovedì dalle 16 alle 21;
  • Venerdì, sabato e domenica dalle 14 alle 21.

I prezzi

Quanto costa entrare? I biglietti che si possono acquistare sul sito del turismo hochschwarzwald.de prevedono un prezzo di 7,50 euro nella fascia pomeridiana e arrivano a 9,50 euro per quella serale. Per bambini e ragazzi fino a 15 anni l’ingresso è gratuito con un costo di 4 euro se viene utilizzata la navetta. Gli ingressi sono limitati per un tempo di 2 ore.

Il trucco contro i biglietti esauriti

E se arrivate troppo tardi e trovate tutto esaurito? Alcune strutture ricettive della zona propongono pacchetti soggiorno con ingresso al mercatino incluso, soggetti a disponibilità. Una buona occasione per trasformare la visita in un intero weekend natalizio nella Foresta Nera.

Dove si trova il Mercatino di Natale della Gola di Ravenna e come raggiungerlo

Il mercatino di Natale della Gola della Ravenna si trova nei pressi di Breitnau, nell’Alta Foresta Nera, nel sud-ovest della Germania, non lontano da Friburgo in Brisgovia. Se preferite viaggiare senza pensieri, il treno è un’ottima scelta. Da Milano potete raggiungere Basilea con un collegamento ferroviario internazionale, proseguire verso Friburgo e salire su un treno regionale diretto alle stazioni di Hinterzarten o Himmelreich.

Da qui partono le navette dedicate al mercatino, da prenotare insieme al biglietto d’ingresso. Le navette sono disponibili anche dal parcheggio del Kurhaus di Titisee, mentre da Friburgo parte un autobus speciale con posto a sedere prenotato. Ricordatevi di controllare gli orari indicati sul vostro biglietto, perché anche il viaggio di ritorno segue partenze prestabilite.

Preferite un road trip? Partendo da Milano dovrete percorrere indicativamente 400-450 chilometri, attraversando la Svizzera e proseguendo verso Friburgo. Considerate circa cinque ore di viaggio, variabili in base al percorso, al traffico e alle condizioni meteo. Se utilizzate le autostrade svizzere, ricordatevi della vignetta obbligatoria. Una volta arrivati, però, non contate di lasciare l’auto dove capita: i posti disponibili vicino al mercatino sono limitati e il parcheggio va riservato in anticipo, insieme agli ingressi dei passeggeri. Il riferimento per raggiungerlo è Hofgut Sternen, Höllsteig 76, Breitnau.

La magia del Natale vi aspetta in Europa: si parte a piccoli prezzi con la promozione Vueling

Par : losiangelica
13 octobre 2026 à 11:00

Voglia di staccare la spina e partire per un city break? Con la nuova promo Vueling si vola a partire da 24 euro a persona (ma con un po’ di attenzione si trovano tante partenze anche a 15 euro!). Avete tempo dal 13 al 18 ottobre 2026 per prenotare, scegliendo quando partire tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.

È il momento perfetto per organizzare quella fuga che continuate a rimandare, soprattutto se sognate di trascorrere qualche giorno tra mercatini di Natale, città illuminate e atmosfere da film. Non sapete ancora dove andare? Ecco tre città da mettere subito in wishlist per vivere tutta la magia del Natale!

Da Milano a Barcellona

Non servono per forza temperature sotto zero per vivere la magia del Natale, basta scegliere la meta giusta. Soleggiata quasi tutto l’anno, Barcellona è un’ottima opzione per passeggiare tra lucine e atmosfera natalizia senza però raffreddarsi e da Milano si parte con voli da 15 euro… un vero affare. Cosa vedere? Sicuramente il mercatino della Fira de Santa Llúcia, proprio davanti alla Cattedrale di Barcellona: bancarelle di artigianato, decorazioni natalizie e statuine del presepe rendono questo angolo del Barrio Gótico ancora più magico.

Perdetevi poi tra i vicoli del centro storico, ammirate le luminarie lungo Passeig de Gràcia e approfittatene per scoprire le opere di Gaudí, dalla Sagrada Família a Casa Batlló. E per una pausa golosa? Cioccolata calda e churros sono praticamente obbligatori! Tra tapas, shopping natalizio e passeggiate vista mare alla Barceloneta, Barcellona è la meta perfetta se cercate Christmas vibes senza rinunciare all’energia mediterranea.

Barcellona illuminata nel periodo natalizio
iStock
Barcellona illuminata nel periodo di Natale è magica

Da Firenze a Bruxelles

Se il vostro mood natalizio ideale comprende casette di legno, lucine scintillanti e profumo di cioccolato, Bruxelles è la vostra prossima destinazione! Con voli da Firenze a partire da 39 euro, potete immergervi in una delle atmosfere natalizie più suggestive d’Europa. Dal 27 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, il centro si trasforma grazie a Winter Wonders, l’evento natalizio che anima la città con oltre 200 chalet, attrazioni e specialità da assaggiare.

Imperdibile la Grand-Place, dove un grande albero di Natale e uno spettacolo di luci trasformano la piazza in uno scenario da cartolina. Fate un giro sulla ruota panoramica, provate la pista di pattinaggio e curiosate tra le bancarelle alla ricerca di regali originali. Non dimenticate una tappa alle eleganti Galeries Royales Saint-Hubert e, soprattutto, lasciate spazio alle degustazioni: waffle caldi, praline belghe e patatine fritte sono un must.

Bruxells illuminata per Natale
iStock
Il fascino di Bruxelles nel periodo natalizio

Da Roma Fiumicino a Londra

Londra è bella sempre, ma dobbiamo dire che durante il periodo natalizio dà il meglio di sé con luci di design che illuminano le vie dello shopping e quelle centrali dei monumenti. Con voli da Roma a partire da 53 euro si può raggiungere una delle più belle città natalizie d’Europa con luoghi cult come il Winter Wonderland a Hyde Park attivo dal 19 novembre al 3 gennaio 2027. Tra mercatini, giostre, pista di pattinaggio e ruota panoramica, è il posto giusto per entrare ufficialmente nel Christmas mood.

Altrettanto imperdibile il fascino di Covent Garden dove si esagera con un grande albero natalizio e decorazioni XXL che fanno da sfondo per le foto. Le iconiche luminarie di Regent street e Oxford street vi faranno battere il cuore.

Luminarie natalizie a Londra
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La magia del Natale a Londra

I casi di Teresa Battaglia 3 – Figlia della cenere, le location della serie Tv con Elena Sofia Ricci

12 octobre 2026 à 17:00

Tra i ritorni più attesi dell’autunno c’è quello di Teresa Battaglia: l’amato personaggio di Elena Sofia Ricci torna – dal 12 ottobre 2026 in prima serata su Rai 1 – a risolvere casi complessi e intricati in Figlia della cenere, con l’aiuto di psicologia, criminologia e soprattutto del suo profondo intuito.

I fan ritroveranno in questa terza stagione de I casi di Teresa Battaglia i personaggi che hanno amato di più, la stessa suspence e la stessa tensione che li hanno tenuti attaccati alla Tv nelle precedenti stagioni e ambientazioni ancora più cariche di mistero. Le location di Figlia della cenere tra imponenti basiliche di epoca romanica, fiumi placidi solo all’apparenza e moderni scorci cittadini sembrano partecipare infatti, più che assistere inerti, allo svolgersi dei fatti sullo schermo.

Di cosa parla

Cinque anni dopo l’ultimo caso, quello della Ninfa Dormiente, Teresa Battaglia si ritrova a indagare sul ritrovamento del corpo di un uomo a cui l’assassino, dopo la morte, ha tagliato parte delle dita e sfondato lo sterno. Quando altri cadaveri vengono ritrovati nello stesso stato, la profiler di Udine si convince che i casi non possono essere scollegati come pure sembrano. Con l’aiuto fidato degli ispettori Massimo Marini e Giacomo Parisi arriva, così, alla conclusione che il serial killer agisca seguendo un codice preciso: sceglie vittime che hanno un segreto da nascondere e per cui devono pagare con la morte. Oltre che con la logica deviata dell’omicida, ne I casi di Teresa Battaglia 3 il personaggio di Elena Sofia Ricci dovrà fare i conti con il ritorno dell’ex marito che già in passato ha provato a ucciderla e a impedirle di vedere i figli.

Arriva su Rai 1 l'attesissima terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia": "Figlia della cenere"
Ufficio stampa Rai
Una scena di “Figlia della cenere”

Dov’è stata girata la serie

Le principali location di Figlia della cenere si trovano ancora una volta in Friuli Venezia Giulia, come ha confermato la FVG Film Commission, che ha supportato la realizzazione della fiction. Il legame con la città di Udine e, più in generale, con il territorio friulano è del resto da sempre un tratto identitario della profiler.

Udine

In città, le riprese hanno interessato soprattutto il centro storico: elegante e ricco di chicche architettoniche, ma allo stesso tempo vivace e frequentato ogni giorno da un gran numero di fuorisede e turisti, dà alla fiction Rai con Elena Sofia Ricci un’atmosfera decisamente contemporanea.

Friuli Venezia Giulia: dov'è stata girata la fiction Rai "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
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L’elegante centro storico di Udine

Aquileia

Lo stesso non si può dire di Aquileia, altro luogo dov’è stata girata Figlia della cenere. Qui i resti di età romana e paleocristiana insieme alla famosa Basilica di Santa Maria Assunta e agli stupendi mosaici che custodisce ricreano un senso di magnificenza e di mistero da cui anche la protagonista della serie – ha raccontato in conferenza stampa – è stata particolarmente colpita durante le riprese.

C'è anche Aquileia tra i luoghi dov'è stata girata la terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia"
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L’imponente Basilica paleocristiana di Aquileia

Cividale del Friuli

Una vicenda legata al passato della protagonista ha fatto sì che tra i luoghi dov’è girata la terza stagione de I casi di Teresa Battaglia ci sia anche Cividale del Friuli, la città affacciata sul fiume Natisone famosa per conservare le tracce più numerose della civiltà longobarda (tanto che l’UNESCO l’ha scelta come punto di partenza di un itinerario tematico).

C'è anche Cividale del Friuli tra le location di "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
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La pittoresca Cividale del Friuli

Altre location

Tra le location troviamo anche altri borghi caratteristici del Friuli Venezia Giulia: San Pietro al Natisone, immerso nel verde delle valli dell’omonimo fiume, Reana del Rojale, con le sue rogge e i suoi mulini ad acqua sopravvissuti al tempo, e Magnano in Riviera, un importante centro agricolo-industriale sulle colline.

Tra le location di "Figlia della cenere" ci sono borghi tra i più caratteristici del Friuli Venezia Giulia come Reana del Rojale
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Il pittoresco borgo di Reana del Rojale

La Dolce Vita Orient Express, nuovi itinerari in Italia nel 2027

10 octobre 2026 à 12:00

La Dolce Vita Orient Express presenta i nuovi itinerari ferroviari per il 2027, pensati per accompagnare alla scoperta di alcune delle mete più rappresentative d’Italia.

Dalle città d’arte ai borghi toscani, passando per i paesaggi della Liguria e le colline delle Langhe, i nuovi percorsi uniscono patrimonio culturale, tradizioni gastronomiche e scenari che raccontano le diverse anime del Paese.

Da Roma a Portofino, Venezia e Firenze tra arte e paesaggi

Tra le novità ecco “Rome, Portofino, Venice & Tuscany“, viaggio che parte da Roma per dirigersi alla volta di Portofino, pittoresco borgo celebre per le facciate color pastello, il porticciolo e le acque della costa ligure.

Il percorso prosegue verso Venezia, dove i canali, i palazzi storici e i riflessi sull’acqua ricreano un’atmosfera inconfondibile; il lussuoso treno riparte pe raggiungere Firenze, culla del Rinascimento, dove l’architettura, le opere d’arte e il fiume Arno raccontano una tradizione culturale di rilievo internazionale.

La proposta prevede una cucina a bordo ispirata ai sapori delle regioni attraversate, affiancata da esperienze culinarie legate alle tradizioni locali.

The Italian Wine Route, viaggio tra Bolgheri e Verona

La tradizione enologica italiana è al centro di The Italian Wine Route, l’itinerario che collega Bolgheri, in Toscana, e Verona, in Veneto.

Il borgo medievale di Bolgheri accoglie con il caratteristico viale di cipressi, in un contesto disegnato da vigneti e colline che si estendono verso la costa, in un territorio noto per la produzione di vini di pregio. La tappa permette di entrare in contatto con una tradizione che unisce caratteristiche del suolo, condizioni ambientali e conoscenze tramandate nel tempo.

Da Bolgheri il viaggio prosegue verso Verona, dove la cultura enologica si accompagna a un patrimonio storico e architettonico che comprende testimonianze dell’epoca romana, edifici medievali e influenze rinascimentali.

Veduta di Bolghieri, città del vino in Toscana
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Veduta di Bolghieri, città del vino in Toscana

The Truffle Route porta nelle Langhe, alla scoperta di Alba

Un’altra proposta della nuova collezione è The Truffle Route, itinerario dedicato ad Alba e alle Langhe, territorio piemontese conosciuto per le eccellenze gastronomiche e per la produzione di vini rinomati.

Alba è celebre soprattutto per il tartufo bianco, protagonista di una tradizione culinaria connessa alle caratteristiche del territorio, punto di riferimento per approfondire il rapporto tra gastronomia, stagionalità e cultura della tavola.

Il viaggio si estende alle colline delle Langhe, dove vigneti, borghi storici e paesaggi rurali disegnano uno scenario caratteristico del Piemonte, e spiccano il Barolo e Barbaresco, vini che contribuiscono a definire la reputazione gastronomica del territorio.

Da Roma a Venezia passando per la Toscana

Completa la collezione Rome to Venice, che collega due delle città più celebri d’Italia attraversando il paesaggio toscano con una tappa a Bolgheri.

La Toscana introduce una dimensione più rurale, tra vigneti, borghi e paesaggi mediterranei, mentre l’arrivo a Venezia incanta con la presenza della laguna e la particolare relazione della città con l’acqua.

Bolgheri è il punto d’incontro tra il viaggio e la scoperta della tradizione vinicola toscana. Il passaggio dalla campagna alla laguna diventa parte integrante dell’esperienza, in linea con la filosofia del viaggio lento promossa dalla compagnia.

Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, le location Anni Novanta della serie

9 octobre 2026 à 19:30

Le location di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, attesissima seconda stagione della serie su Max Pezzali e Mauro Repetto disponibile dal 9 ottobre 2026 in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, sono legate biograficamente alle vicende musicali e personali dei protagonisti. Il centro storico di una tranquilla cittadina italiana, gli eleganti palazzi aristocratici e i grattacieli alti e popolati di uffici delle grandi città e persino uno sconfinato deserto americano sono gli stessi – o quasi – che hanno fatto da sfondo al successo del duo. L’ambientazione e i luoghi dov’è stata girata la serie sugli 883 di Sydney Sibilia però, come più volte ha raccontato lo stesso regista, hanno come compito non meno importante quello di rievocare una certa atmosfera da Anni Novanta.

Di cosa parla

Nella seconda e ultima stagione della serie sugli 883 è il 1993 e Max Pezzali (Elia Nuzzolo) e Mauro Repetto (Matteo Oscar Giuggioli) stanno coronando il sogno di essere primi in classifica. Mentre lavorano al nuovo album – “Nord Sud Ovest Est”, da cui il titolo della stagione – qualcosa tra i due però comincia a cambiare. Il momento di grande successo che stanno vivendo li porta a Milano prima e, poi, in quell’America che avevano tanto sognato da ragazzini. Eppure, vista da dentro, la vita dei due è molto più incasinata di quanto da fuori si possa immaginare e i dubbi riguardo al futuro professionale, alle ambizioni individuali e persino alla loro stessa amicizia si fanno sempre più ingombranti.

Arriva in esclusiva su Sky la seconda e ultima stagione della serie sugli 883 di Sydney Sibilia
Ufficio stampa Sky
Una scena di “Nord Sud Oves Est – La leggendaria storia degli 883”

Dov’è stata girata la serie

Le location di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 spaziano da Pavia a Torino, a Roma e il litorale laziale, con qualche puntata anche in Spagna.

Pavia

La città dove Max Pezzali e Mauro Repetto sono cresciuti, hanno scritto le prime canzoni e cominciato a pensare alla musica come quello che avrebbero fatto da grandi non poteva certo mancare nella serie. In questa seconda stagione, però, Pavia ha un ruolo più defilato rispetto a quello che aveva in Hanno ucciso l’uomo ragno: gli eventi narrati, del resto, portano il duo sempre più lontano dalla cittadina lombarda verso il successo nazionale.

Sullo schermo si continuano a riconoscere i vicoli acciottolati del centro storico, le vie che costeggiano il fiume Ticino e l’iconico Ponte Coperto: un ponte trecentesco ricostruito sulle tracce di un antico ponte romano, caratteristico appunto per la copertura a tetto e diventato nel tempo il simbolo della città.

Anche Borgo Ticino, il pittoresco borgo medievale al di là del fiume un tempo frequentato da lavandaie, pescatori e cavatori di ghiaia, ha fatto da set per le riprese della seconda stagione della serie Sky sugli 883.

Pavia: dov'è stata girata la serie "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
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L’iconico Ponte Coperto

Come la produzione (Sky Studios e Groenlandia) ha raccontato più volte, nonostante Max Pezzali abbia partecipato alla scelta delle location, i luoghi della serie (il negozio di fiori della sua famiglia, la tavernetta da dove ha cominciato a fare musica, la casa di Silvia, eccetera) non sempre corrispondono esattamente con quelli reali, per lo più per ragioni logistiche e organizzative.

Torino

A Torino le location della seconda stagione della serie sugli 883 si trovano per lo più in centro: con i loro palazzi eleganti e le raffinate architetture liberty zone come Piazza San Carlo e Via Po, il salotto buono del capoluogo sabaudo, si prestano bene a rappresentare il cliché della grande città italiana degli Anni Novanta.

C'è anche Torino tra i luoghi dov'è stata girata "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
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L’elegante centro storico di Torino

Roma e il litorale laziale

Lo stesso si può dire per Roma che, con oltre 100 giorni di riprese, si rivela il luogo dove la serie Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 è stata girata per più tempo.

La produzione, fin qui, non ha diffuso dettagli sulle location romane: quello che si può dire con certezza è che i set sono stati distribuiti in diversi punti della città, cogliendo angoli capaci di rappresentare la Milano di allora con le passerelle patinate della moda, gli studi discografici d’ispirazione americana, i grandi concerti ed eventi internazionali.

"Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883": dov'è stata girata la seconda stagione della serie Sky
Ufficio stampa Sky
Un’altra scena di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”

Tra le location della seconda stagione della serie di Sydney Sibilia sugli 883 segnalate in Rete c’è anche Ardea: la città poco a sud di Roma, e più nello specifico la sua frazione marina, sono tra i tratti del litorale laziale scelti per fare da sfondo alle nuove avventure di Pezzali e Repetto.

In questo nuovo capitolo il duo, reduce dal successo del primo album, approda negli Stati Uniti coronando un sogno coltivato fin da bambini e dai tempi delle prime canzoni composte nella tavernetta dei genitori. Sullo schermo si vedono più volte Max Pezzali e Mauro Repetto sfrecciare sulle ampie e sconfinate statali americane, così pregnanti nell’immaginario comune a stelle e strisce.

Un dettaglio curioso è che queste scene non sono state girate davvero in America, ma nella Tuscia viterbese. Spostandosi a pochi chilometri a nord rispetto a Roma, la produzione ha trovato strade che proseguono dritte per chilometri e chilometri, circondate da un paesaggio brullo e a tratti quasi desertico e di giorno inondate da luce che niente hanno da invidiare alle highway americane. Si tratta di strade come la Provinciale delle Quattro Dogane (segnalate da diverse fonti in Rete) e situata nei dintorni di Montalto di Castro: una cittadina della Maremma laziale, famosa per le spiagge Bandiera Verde oltre che per il Parco Archeologico di Vulci.

Almerìa e il deserto “americano”

Anche le altre scene ambientate nel deserto americano, dove Pezzali e Repetto si recarono per realizzare video e altri materiali promozionali dell’album “Nord Sud Ovest Est”, non sono state effettivamente girate negli Stati Uniti.

Dove sono state girate le scene nel deserto americano della serie "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883"
Ufficio stampa Sky
Ancora una scena di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”

Alla ricerca di panorami assolati e brulli che ricordassero quelli veri, la produzione della serie è approdata ad Almerìa. Questa città andalusa, famosa per le tapas e per alcune delle spiagge più belle della Spagna, vanta oltre tremila ore di sole all’anno ed è perfetta quindi per riprodurre l’atmosfera desertica.

Tanto perfetta che, ben prima di Sybilia e la sua troupe, è stata scelta come set di grandi classici del genere western tra cui quelli di Sergio Leone.  Il Desierto de Tabernas, un sito di interesse geografico-paesaggistico a pochi chilometri dalla città, del resto oltre essere l’unico deserto in Europa che si possa considerare tale è senza dubbio il più cinematografico che ci sia e frequentato per questo, oltre che da tanti amanti della natura, da appassionati di cinema e di set-jetting.

Ci sono location di "Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883" anche in Spagna
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Lo straordinario Desierto de Tabernas

Ferrara riapre un palazzo simbolo della città: Palazzo Barbantini-Koch diventa un polo d’arte

Par : elenausai10
7 octobre 2026 à 12:29

Per oltre un secolo, chi passeggiava lungo corso della Giovecca lo ha visto solo da fuori, o al massimo dallo sportello di una banca. Da giovedì 8 ottobre, invece, Palazzo Barbantini-Koch, storica sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, apre le sue porte a tutti con una nuova funzione. Diventa il Polo culturale di Ferrara de La Galleria BPER, uno spazio dedicato all’arte, alla memoria della città e alla ricerca.

Dopo i lavori di recupero partiti nel 2023, l’edificio torna alla città con una collezione permanente che ripercorre cinque secoli di arte ferrarese ed emiliana e una mostra temporanea dedicata ai fiori nella pittura italiana. Il polo ospiterà anche attività didattiche, formazione e spazi per lo studio.

Per chi ama Ferrara, o sta pensando di visitarla questo autunno, c’è un motivo in più per mettersi in viaggio.

Una nuova identità per Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara

Il palazzo rappresenta un pezzo della storia cittadina di Ferrara. Fu costruito tra il 1907 e il 1910 su progetto dell’ingegnere Luigi Barbantini, con la supervisione dell’architetto Gaetano Koch, e venne inaugurato nel 1910 alla presenza di Vittorio Emanuele III. Era stato pensato per dare alla Cassa di Risparmio una sede solida e rappresentativa, all’altezza del suo ruolo in città.

A partire da oggi, 8 ottobre 2026, il palazzo cambia funzione senza cancellare il proprio passato. Il Barbantini-Koch entra a far parte dei “Poli Culturali BPER. Un sistema di patrimonio diffuso”, la rete che collega edifici storici del gruppo bancario e che comprende anche Palazzo San Carlo a Modena e Palazzo Farinosi-Branconi a L’Aquila. L’obiettivo è trasformare sedi e collezioni rimaste a lungo riservate in luoghi accessibili al pubblico.

Cosa vedere, biglietti e orari

L’apertura al pubblico è fissata per giovedì 8 ottobre. Al piano nobile si trova il percorso permanente “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, che raccoglie 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in diciotto sale.

Si parte dal Rinascimento ferrarese, con nomi come Domenico Panetti, l’Ortolano, il Garofalo e Girolamo da Carpi, per arrivare al Novecento di Gaetano Previati, Filippo de Pisis e Achille Funi. Tra i pezzi più preziosi c’è il “Ritratto del comandante Gabriele Tadino”, attribuito a Tiziano e datato 1538, già appartenuto alla Cassa di Risparmio.

Fino al 31 gennaio 2027, il palazzo ospiterà anche la mostra “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni. Le oltre quaranta opere esposte, firmate tra gli altri da Hayez, Segantini, Previati e Casorati, usano il fiore come filo conduttore per parlare di bellezza, desiderio e del tempo che passa, dal Romanticismo al Simbolismo. Il percorso è arricchito dai versi di Leopardi, Manzoni e Pascoli e da elementi olfattivi legati al mondo floreale.

Il palazzo è aperto il giovedì dalle 14:00 alle 19:00; dal venerdì alla domenica fa orario continuato dalle 10:00 alle 19:00, mentre lunedì, martedì e mercoledì resta chiuso. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura, il biglietto intero costa 10 euro e il ridotto 8 euro, entrambi acquistabili online dal sito ufficiale scegliendo data e fascia oraria.

Pioggia o non pioggia, si parte: 3 city break europei con la nuova promozione Ryanair

Par : elenausai10
7 octobre 2026 à 10:35

C’è chi aspetta il bel tempo per partire e chi, invece, ha capito che certe città danno il meglio di sé proprio quando il cielo si fa grigio. Quando le giornate si accorciano, molte città europee continuano a brillare e, anzi, diventano perfino più affascinanti. In fondo, l’unico modo per affrontare davvero il maltempo è lasciarsi conquistare, rifugiandosi in un caffè storico con una bevanda calda o perdendosi tra le sale di un grande museo, senza il senso di colpa di non essere all’aria aperta.

L’occasione giusta per partire arriva con la nuova promozione Ryanair, che propone voli a partire da 16,99 euro da prenotare entro l’8 ottobre 2026, per viaggiare dall’8 ottobre al 17 dicembre 2026.

Noi vi consigliamo queste 3 mete da vivere anche con l’ombrello in mano.

La città romana di Aquinum continua a sorprendere: ecco cosa è emerso

7 octobre 2026 à 07:30

L’antica città romana di Aquinum, nel territorio di Castrocielo e Aquino, continua a restituire testimonianze preziose del suo passato. La XVIII Campagna di Scavo dell’Università del Salento ha portato alla luce due reperti archeologici di particolare interesse, presentati per la prima volta al pubblico durante il Weekend dell’Archeologia del 3 ottobre.

Le nuove scoperte permettono di aggiungere importanti tasselli alla conoscenza della vita pubblica, religiosa e monumentale della colonia romana. Da diciotto anni gli scavi, diretti da Giuseppe Ceraudo, professore di Topografia antica dell’Università del Salento, coinvolgono ricercatori e studenti in un progetto che unisce ricerca, formazione, tutela e valorizzazione del patrimonio.

La scoperta

Il primo reperto è un cippo riccamente decorato, riutilizzato nella pavimentazione in prossimità di uno degli incroci principali dell’antica città. Sul monumento compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, anche se la lettura completa dell’iscrizione deve ancora essere verificata.

A rendere particolarmente interessante il cippo è l’apparato decorativo, composto da ghirlande, festoni e bucrani che incorniciano tre animali: un bue, un montone e un maiale. La loro presenza nello stesso monumento potrebbe essere collegata alla triade sacrificale del suovetaurilium, uno dei più solenni rituali della religione romana, durante il quale venivano sacrificati proprio un maiale, un ovino e un toro.

L’interpretazione resta prudente, perché il cippo è stato ritrovato fuori dalla sua collocazione originaria. Tuttavia, le immagini potrebbero conservare la memoria di un sacrificio oppure richiamare cerimonie legate alla purificazione, alla consacrazione o alla delimitazione rituale di uno spazio.

Il secondo reperto è un altare votivo in marmo, particolarmente importante perché un nuovo frammento ha permesso di ricomporre parte di un’iscrizione già conosciuta soltanto in maniera incompleta. Ora è possibile riconoscere le divinità alle quali era dedicato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.

A commissionare la dedica fu Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale. L’altare offre così una preziosa testimonianza della dimensione religiosa e civica della colonia, mostrando il legame tra la comunità, il culto imperiale e la vita pubblica.

L’importanza della scoperta

I due reperti contribuiscono a raccontare un’Aquinum nella quale religione, politica e vita cittadina erano strettamente intrecciate. Il cippo apre nuove domande sulle pratiche rituali e sugli spazi pubblici della colonia, mentre l’altare permette di approfondire il rapporto tra il culto della casa imperiale e l’identità della comunità.

La campagna 2026 ha portato alla luce anche altre testimonianze significative. Nel teatro romano sono proseguite le indagini che hanno restituito una lastra marmorea con la formula FVL(GVR) C[ONDITVM], collegata al rituale con cui i Romani seppellivano e consacravano un luogo colpito da un fulmine. Si tratta di una testimonianza rara, che potrebbe indicare un antico evento atmosferico interpretato come manifestazione della volontà divina.

Durante il Weekend dell’Archeologia sono state inoltre presentate cinque teste marmoree restaurate, tra cui il cosiddetto Cesare di Aquinum e un ritratto attribuito a Druso Maggiore.

La campagna segna infine un’importante novità per il progetto: per la prima volta le indagini archeologiche si sono estese anche al territorio comunale di Aquino. La collaborazione tra Castrocielo e Aquino permette così di ricomporre l’unità storica dell’antica colonia romana, superando gli attuali confini amministrativi e ampliando le prospettive della ricerca.

B.A.E. – Before Anything Else, le stupende location della versione contemporanea di Romeo e Giulietta

4 octobre 2026 à 16:30

Tropea non è solo la principale location di B.A.E. – Before Anything Else, il film ora nelle sale di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun, ma è una sorta di motore immobile dell’azione: senza il mare cristallino, le spiagge dorate, i vicoli assolati, i panorami mozzafiato della cittadina calabra l’incontro tra i due protagonisti, che dà il via a una sorta di rilettura in chiave contemporanea del dramma di Romeo e Giulietta, infatti forse non sarebbe mai avvenuto. Scopriamo insieme dov’è stato girato questo coming of age prodotto da Andromeda Film e Flat Parioli.

Di cosa parla

Romeo (Riccardo de Rinaldis Santorelli, attore già visto sul piccolo schermo in Doc – Nelle tue mani) decide di concedersi un’ultima estate di completa spensieratezza a Tropea insieme agli amici di sempre, prima di affrontare la vita adulta e le sue responsabilità. È mentre è in vacanza che conosce Giulia (Yile Yara Vianello): una ragazza del posto appassionata di teatro che lo convince a partecipare a una rappresentazione amatoriale di Romeo e Giulietta.

Mentre interpretano i giovani innamorati, tra i due inevitabilmente cresce un sentimento travolgente. Come nel dramma di Shakespeare, però, qualcuno è pronto a ostacolare l’amore: si tratta in questo caso di Teo, il fratello maggiore di Giulia, protettivo nei suoi riguardi almeno quanto diffidente verso Romeo.

Arriva nelle sale "B.A.E. - Before Anything Else", il film di formazione di Alessio Hong e Paula Lingyi Sun
Ufficio stampa Bif&st
Una scena di “B.A.E. – Before Anything Else”

Dov’è stato girato il film

Tropea

Tropea fa insomma da palcoscenico all’attrazione iniziale tra Giulia e Romeo che poi si trasforma in qualcosa di molto più profondo ed è qui che il film è girato per la maggior parte delle scene.

Tropea: dov'è stato girato il film “B.A.E. – Before Anything Else”
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Il panorama mozzafiato di Tropea

Della “perla del Tirreno” – com’è spesso chiamata –incoronata dal Telegraph tra le città più belle d’Italia, si riconoscono sullo schermo le spiagge, sia quelle più rinomate e frequentate dai turisti e sia quelle più nascoste e appannaggio dei locali, e i panorami mozzafiato come quello iconico del Santuario di Santa Maria dell’Isola arroccato su uno scoglio di fronte al mare.

Anche il labirinto di vicoli stretti del centro storico, su cui si affacciano eleganti palazzi settecenteschi, fa da cornice alla storia di Giulia, Romeo e un gruppo di amici che godendo della bellezza folgorante del Sud e dei suoi ritmi lenti sembrano provare soprattutto a costruire ricordi confortanti per quando sarà la vita adulta a bussare alle loro porte.

Altre location

I materiali di produzione segnalano tra le location di B.A.E. – Before Anything Else più in generale la Costa degli Dei: quel tratto di costa tirrenica che si estende da Pizzo a Nicotera, punteggiata da baie, cale e spiagge tra le più belle della Calabria e dove si trova appunto, tra località di mare molto rinomate sia in Italia e sia all’estero, anche Tropea. Non sono stati forniti, però, ulteriori dettagli su dove sia stato girato il film ed eventuali altre location oltre a Tropea. Una presentazione in anteprima è stata organizzata, già a inizio anno, a Spilinga proprio per rimarcare il profondo legame del film – presentato in quel periodo al Bif&st – col territorio.

Si trovano sulla Costa degli Dei le location di "“B.A.E. – Before Anything Else”
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La spettacolare Costa degli Dei

Alcune fonti in Rete segnalano tra i luoghi dov’è stato girato B.A.E. – Before Anything Else anche Roma: con ogni probabilità per le scene in interna e le riprese effettuate in studio.

Tra le vie medievali e i canali segreti di Erfurt, bellissima città soprannominata “Roma della Germania”

4 octobre 2026 à 15:00

Affacciata sul piccolo fiume Gera, Erfurt ha il genere di centro storico che costringe a rallentare lo sguardo. La capitale della Turingia, infatti, riunisce piazze ampie, vicoli stretti, case a graticcio, torri religiose e antichi edifici borghesi, creando un paesaggio urbano rimasto fortemente legato al Medioevo

Ci troviamo al centro della Germania, lungo antiche direttrici commerciali che collegavano importanti territori europei, tanto da divenire nel corso dei secoli un rilevante centro religioso e commerciale. La presenza di oltre 20 chiese parrocchiali, cappelle e antichi complessi monastici, tra le altre cose, le ha procurato il soprannome di “Roma della Turingia“.

A settembre 2023 un altro capitolo della storia di Erfurt ha raggiunto una dimensione internazionale: il patrimonio ebraico medievale della città, formato dall’Antica Sinagoga, dal Mikveh medievale e dalla cosiddetta Stone House, è entrato nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Cosa vedere a Erfurt

Il centro storico racconta Erfurt attraverso una successione di luoghi molto diversi tra loro. La parte più interessante emerge proprio nei passaggi tra una piazza e l’altra, quando la grande architettura religiosa lascia posare lo sguardo su botteghe, cortili, facciate colorate e piccole strade medievali.

Domplatz e il complesso del Duomo

La Domplatz è il grande spazio scenografico di questa località della Germania. Sul lato occidentale si innalza il complesso formato dal Duomo di Santa Maria e dalla Chiesa di San Severo, una presenza monumentale che domina tutto dall’alto della collina.

L’edificio attuale riunisce elementi di epoche diverse, con una torre romanica e un coro tardogotico di grande slancio verticale. All’interno attirano l’attenzione le vetrate del XIV secolo, le opere medievali, le sculture bronzee e l’altare rococò.

Krämerbrücke, il ponte abitato

Il Krämerbrücke, il Ponte dei Mercanti, rappresenta l’immagine più singolare di Erfurt: è in pietra, attraversa il Gera e sostiene una vera str ada fiancheggiata da edifici a graticcio su entrambi i lati.

Krämerbrücke, Erfurt
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Il Krämerbrücke di Erfurt

Le abitazioni formano una sequenza continua di edifici destinati alla vita quotidiana e alle attività commerciali, trasformando il passaggio sul fiume in una piccola strada urbana. Botteghe artigiane, gioiellerie, ceramiche e cioccolaterie occupano gli edifici del ponte.

Fischmarkt e il Rathaus

La Fischmarkt introduce a una dimensione più monumentale, con antiche facciate borghesi e locande che circondano la piazza, mentre al centro si trova la statua di San Giorgio, conosciuta anche attraverso la tradizione della figura di Orlando.

Il Rathaus, costruito tra il 1870 e il 1875, presenta forme neogotiche e conserva importanti dipinti murali con scene che raffigurano episodi della storia cittadina, insieme a riferimenti a Martin Lutero e alle leggende di Tannhäuser e Faust.

Augustinerkloster

C’è poi il monastero agostiniano che risale al XIII secolo e comprende la chiesa, il chiostro e gli ambienti conventuali.  Tra le sale sono conservati documenti e manoscritti di grande valore storico, mentre il chiostro restituisce una sensazione più raccolta.

Anger e Angermuseum

Non è di certo da meno l’Anger che segue un’antica direttrice commerciale trasformata nel tempo in elegante strada cittadina. Le facciate testimoniano la prosperità raggiunta da Erfurt tra Medioevo ed età moderna, mentre alcuni edifici ricordano la presenza di importanti figure della cultura tedesca.

Al numero 37/38 si trova uno dei portali rinascimentali più interessanti della città: l’edificio fu frequentato da Goethe, Schiller e dai fratelli Humboldt durante il periodo legato a Karl Theodor von Dalberg.

L’Angermuseum, ospitato in un edificio barocco dei primi anni del XVIII secolo, è la casa di opere d’arte medievale, dipinti dal XVII secolo al XX secolo e ceramiche della Turingia.

Petersberg e la grande fortezza barocca

La collina di Petersberg domina Erfurt dall’alto ed è la culla di una delle fortificazioni più importanti. La Petersberg Citadel fu costruita sul sito di un antico monastero benedettino ed è una delle fortezze urbane barocche meglio conservate dell’Europa centrale.

Il sistema difensivo comprende bastioni, cortili, edifici militari e una rete di cunicoli sotterranei. Le visite guidate consentono di conoscere anche questa parte nascosta della struttura, attraverso percorsi dedicati alle fortificazioni e alla storia militare.

Patrimonio ebraico medievale

Erfurt conserva una testimonianza straordinaria della presenza ebraica medievale. L’Antica Sinagoga, il Mikveh del XII secolo e la Stone House, edificio civile risalente al XII e XIII secolo, costituiscono il complesso inserito nel Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2023.

Il Mikveh è particolarmente interessante per la sua funzione rituale. La struttura sotterranea legata all’acqua permette di comprendere la vita religiosa della comunità ebraica medievale, mentre la Stone House documenta la dimensione civile di quella stessa presenza.

Egapark

A ovest del centro storico cambia completamente lo scenario con l’Egapark, sviluppato nell’area della storica Cyriaksburg, che occupa circa 90 ettari e racconta la vocazione di Erfurt quale città dei fiori e dell’orticoltura. Il parco ospita anche mostre, iniziative legate al giardinaggio e manifestazioni stagionali.

Cosa fare a Erfurt

La sua identità emerge nei dettagli quotidiani, nei locali del centro e nelle occasioni culturali che accompagnano il calendario cittadino.

  • Assaggiare le specialità della Turingia: per entrare nella tradizione gastronomica locale attraverso i Thüringer Klöße, gli gnocchi di patate, la celebre Thüringer Rostbratwurst e le birre della città.
  • Seguire le tracce di Lutero: serve a ricostruire una parte fondamentale della sua formazione tra università, monastero agostiniano e chiese cittadine.
  • Assistere agli eventi culturali: offre opportunità legate alla musica, al teatro e alle tradizioni locali. Tra gli appuntamenti più importanti figurano le Giornate Bach, il DomStufen-Festspiele, la Jazzmeile e il New Orleans Music Festival.

Dove si trova e come arrivare

Erfurt si trova nella Germania centrale ed è la capitale della Turingia. La posizione geografica ha favorito per secoli i collegamenti commerciali e oggi la rende facilmente raggiungibile dalle principali aree urbane tedesche. Il treno rappresenta una soluzione particolarmente pratica per chi arriva da altre città della Germania. La stazione centrale è connessa alla rete ferroviaria ad alta velocità e consente di raggiungere il centro storico con un breve tragitto urbano.

In automobile, Erfurt è collegata alle autostrade A4, A9 e A71, che attraversano e collegano la Turingia con altre regioni tedesche. L’aeroporto di Erfurt-Weimar si trova a breve distanza dal centro e completa la rete dei collegamenti.

Il visitatore che vi arriva si trova davanti una località in grado di mostrare molti secoli della propria storia senza trasformarli in semplice scenografia: il ponte abitato, le torri, il monastero di Lutero, le fortificazioni e le testimonianze della comunità ebraica appartengono a epoche diverse, eppure compongono un unico paesaggio urbano.

Borghi da scoprire in treno, 3 mete italiane perfette per una fuga fuori stagione

3 octobre 2026 à 11:00

L’autunno e l’inverno possono essere il momento perfetto per riscoprire l’Italia lentamente, tra centri storici, laghi e piccoli borghi che fuori dall’alta stagione acquistano un fascino completamente diverso. A rendere ancora più interessante l’idea di organizzare una fuga di qualche giorno c’è la nuova Promo Italo Borghi, con sconti dal 10% al 20% sui biglietti.

Per approfittarne bisogna acquistare il viaggio entro le ore 11:00 del 5 ottobre, utilizzando il codice promo BORGHI. La promozione permette di viaggiare dal 20 ottobre al 21 marzo negli ambienti Smart e Prima Business, su una disponibilità complessiva di 500.000 posti. I codici promozionali Italo possono essere inseriti direttamente durante la ricerca e l’acquisto del biglietto sui canali ufficiali della compagnia.

Ma dove andare? Nel network Italo ci sono diverse fermate perfette per costruire un weekend dedicato ai centri storici più suggestivi d’Italia. Tra le destinazioni servite direttamente compaiono anche Maratea, Peschiera del Garda e Desenzano del Garda.

Da Milano a Maratea

Tra le mete più scenografiche raggiungibili con Italo c’è Maratea, in Basilicata, conosciuta anche come la “Perla del Tirreno”. Il territorio si sviluppa tra montagne e costa e custodisce un centro storico fatto di vicoli, piazzette e architetture religiose, tanto che Maratea viene tradizionalmente definita anche la città delle 44 chiese.

Il suo simbolo più riconoscibile è però il Cristo Redentore, la grande statua che domina il paesaggio dalla cima del Monte San Biagio. Dall’alto lo sguardo raggiunge la costa frastagliata, caratterizzata da baie, grotte e piccoli tratti di spiaggia: un panorama che rende Maratea interessante anche fuori dalla stagione balneare.

Con la Promo Borghi può diventare quindi una meta perfetta per un weekend autunnale o per una pausa durante i mesi più tranquilli dell’anno, a partire da 39,90 euro.

Da Roma a Peschiera del Garda

Cambio di scenario completo per Peschiera del Garda, uno dei centri più caratteristici della sponda meridionale del Lago di Garda. Le origini della località risalgono all’epoca romana, quando era conosciuta come Arilica, mentre nei secoli successivi la sua posizione strategica ne ha fatto un importante centro fortificato.

Peschiera del Garda
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Un angolo pittoresco a Peschiera del Garda

Il cuore della visita è racchiuso proprio tra le fortificazioni, ponti e canali che circondano il centro storico. Da vedere anche il Santuario della Madonna del Frassino, risalente al Cinquecento, mentre chi preferisce la natura può spingersi verso l’oasi del Laghetto del Frassino oppure seguire le passeggiate lungo il Mincio. In autunno e in inverno, inoltre, il Garda offre un volto decisamente più tranquillo rispetto ai mesi estivi, perfetto per chi vuole alternare passeggiate sul lungolago, centro storico e cucina locale con un prezzo a partire da 32,90 in promo.

Da Bologna a Desenzano del Garda

Restando sul Lago di Garda, un’altra destinazione raggiunta direttamente dai treni Italo è Desenzano del Garda, sulla sponda lombarda del lago. È una località più vivace rispetto ad altri piccoli centri gardesani, ma conserva un nucleo storico ideale da esplorare a piedi e i prezzi partono da 11,90 euro con la promo in corso.

Il cuore della cittadina ruota attorno a Piazza Malvezzi e al Porto Vecchio, circondati da edifici storici. Il patrimonio della zona affonda però le sue radici molto più indietro nel tempo: qui si trovano infatti i resti di una grande villa romana del IV secolo, con pavimenti a mosaico, oltre al Museo Archeologico Giovanni Rambotti.

Vale la pena salire anche verso il Castello di Desenzano, di origine medievale e successivamente rafforzato nel XV secolo. Il recupero delle mura consente oggi di percorrere parte del camminamento e raggiungere il mastio, da cui si apre una vista panoramica sul Lago di Garda.

Quasi Vera, le location sorprendenti (e tutt’altro che artificiali) del film con Frank Matano e Taylor Mega

2 octobre 2026 à 18:00

Fausto Brizzi torna al cinema con una commedia di profonda attualità, interpretata da un cast d’eccezione di cui fanno parte tra gli altri Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Francesco Sole, e impreziosita da un cammeo di Taylor Mega. Quasi Vera, nelle sale dal 1° ottobre 2026, è un film ricco di location sorprendenti, con palazzi rinascimentali nel cuore del Lazio e località marine rinomate a due passi dalla Capitale.

Di cosa parla

Diego, il protagonista interpretato da Frank Matano, è un attore esordiente che tra provini andati male e piccole comparse in film di second’ordine stenta a far decollare la propria carriera. Decide così di sfruttare le conoscenze informatiche che possiede per creare, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, un’influencer virtuale.

Vera, che ha il volto di Taylor Mega, grazie al suo fascino e alla sua ironia, oltre che a una conoscenza dei goal della Nazionale degna dei migliori influencer sportivi, diventa presto un fenomeno virale. Ciò costringe Diego, altrettanto presto, a fare i conti con le conseguenze impreviste del suo progetto e con un confine tra realtà e finzione che si fa sempre più pericolosamente labile.

"Quasi Vera" è il nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti, Rocío Muñoz Morales e Taylor Mega
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera”

Dov’è stato girato il film

Il nuovo film di Fausto Brizzi, ambientato a Roma, è stato girato interamente nel Lazio: tra i Castelli Romani e il litorale capitolino.

Ariccia, Palazzo Chigi

Ad Ariccia, cittadina dei Castelli Romani famosa per le fraschetterie e per lo stupendo centro storico di impianto rinascimentale, si trova senza dubbio la location di Quasi Vera più esclusiva: come confermano diverse fonti, tra cui anche testate locali, la produzione (Tramp Limited) ha girato a Palazzo Chigi.

Ariccia con il suo Palazzo Chigi
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Ariccia con il suo Palazzo Chigi

Progettato da Gian Lorenzo Bernini per i signori di Ariccia, questo palazzo ducale è una delle poche dimore barocche italiane rimaste intatte nell’architettura, nella disposizione delle sale e persino nell’arredamento, oltre che per la collocazione nella splendida cornice di Piazza di Corte (spesso usata come set cinematografico, anche per grandi classici italiani come Il Gattopardo di Luchino Visconti).

A comparire nelle riprese è lo scenografico piazzale barocco e l’interno della Sala da Pranzo d’Estate, una delle più suggestive del palazzo che conserva ancora alle pareti decorazioni murali e parati di cuoio.

Questi ambienti imitano, nel nuovo film di Fausto Brizzi con Frank Matano, Laura Chiatti e Rocío Muñoz Morales, i raffinati salotti della Roma bene in cui l’influencer virtuale interpretata da Taylor Mega comincia a essere invitata sempre più spesso man mano che il suo numero di follower aumenta.

Ostia

Tra le location di Quasi Vera c’è, come accennato, anche il litorale laziale: presente già in altri suoi film (da Notte prima degli esami a Poveri ma ricchi) è simbolo del legame che il regista, come la maggior parte delle persone nate e cresciute nella Capitale, ha mantenuto nel tempo con località di mare in cui con ogni probabilità è stato bambino prima e adolescente poi.

A Ostia la troupe del film ha girato, secondo fonti locali, per quattro settimane. Uno degli stabilimenti balneari più storici della zona, Il Venezia, ha fatto da sfondo a scene estive da cui trapela la tipica socialità spensierata e caciarona romana.

"Quasi Vera": i luoghi nel Lazio dov'è girato il nuovo film di Fausto Brizzi
(c) Medusa
Una scena di “Quasi Vera” girata sul litorale laziale

Una fiaba neogotica che sembra arrivata dall’Inghilterra: il Castello di Hluboká nad Vltavou, in Boemia

2 octobre 2026 à 16:00

Bianco, slanciato, fitto di guglie, merlature e finestre decorate: il Castello di Hluboká nad Vltavou appare su una collina con l’aria di una residenza principesca costruita per una fiaba, anche perché intorno si distendono il parco paesaggistico e il territorio attraversato dalla Moldava, il fiume Vltava per i cechi. Chi lo vede per la prima volta pensa: “ma sono in Repubblica Ceca o in Inghilterra?”, e la risposta esatta non arriva poi così facilmente.

L’aspetto attuale del castello nasce infatti dalla grande ricostruzione neogotica voluta dagli Schwarzenberg tra il 1841 e il 1871, ispirata al Castello di Windsor. Un’antica fortezza boema, quindi, è stata trasformata in una residenza romantica dall’aspetto sorprendentemente inglese, tanto da far definire Hluboká un piccolo frammento dell’Inghilterra windsoriana nel cuore della Boemia meridionale.

Il parco attorno amplia ulteriormente questa sensazione: gli Schwarzenberg lo concepirono secondo il gusto paesaggistico dell’800, accompagnando la trasformazione architettonica con un ridisegno dell’ambiente circostante.

Breve storia del Castello di Hluboká

La storia di Hluboká comincia nella metà del XIII secolo, quando i re boemi fecero costruire sulla roccia un castello destinato alla funzione di presidio. La posizione aveva quindi un carattere strategico ben diverso dall’immagine elegante che il complesso presenta oggi.

Per lungo tempo la proprietà passò attraverso diverse famiglie aristocratiche. Tra i protagonisti della sua storia compaiono i Pernštejn, ai quali si deve anche la fondazione del vicino stagno di Bezdrev nel 1490, il secondo più grande della Boemia. Nel 1561 la tenuta passò ai signori di Hradec, che 2 anni più tardi lo resereo una vere  residenza rinascimentale.

Alla fine del XVI secolo arrivarono i Malovec di Malovice. La loro appartenenza protestante portò alla perdita della tenuta nel 1619, nel pieno delle tensioni religiose e politiche che attraversavano le terre boeme. Nel 1623 Hluboká fu assegnata al generale spagnolo Don Balthazar de Marradas come compensazione per i debiti di guerra dell’imperatore Ferdinando II.

Poi, nel 1661, Jan Adolf I Schwarzenberg acquistò la tenuta dal nipote e iniziò una lunga fase legata alla famiglia che avrebbe dato al castello la sua fisionomia più celebre. Il progetto ottocentesco nacque anche dall’esperienza diretta del principe Jan Adolf II Schwarzenberg e della moglie Eleonore, principessa nata Liechtenstein, durante i loro viaggi in Inghilterra.

Il Castello di Windsor divenne il principale modello per la trasformazione di Hluboká. I lavori partirono secondo i progetti dell’architetto viennese Franz Beer e proseguirono, dopo la sua morte, sotto la direzione dell’architetto degli Schwarzenberg Damasius Deworetzky. La famiglia rimase proprietaria fino alla fine del 1939. L’ultimo proprietario, il dottor Adolf Schwarzenberg, lasciò il Paese e si trasferì oltreoceano per sfuggire ai nazisti. Nel 1947 una legge speciale, conosciuta con il nome di Lex Schwarzenberg, portò infine alla perdita della proprietà.

La visita tra sale aristocratiche, torri e cucine storiche

A disposizione dei visitatori che scelgono di scoprire questo gioiello della Repubblica Ceca c’è una visita guidata che permette di conoscere gli ambienti privati della famiglia e i grandi saloni destinati alla rappresentanza, con un percorso che restituisce il gusto raffinato degli Schwarzenberg.

Le sale colpiscono soprattutto per la quantità di dettagli: le pareti presentano pannelli e decorazioni in legno intagliato a mano, mentre i soffitti a cassettoni contribuiscono alla ricchezza degli ambienti. Lampadari di cristallo, mobili eleganti, dipinti, argenterie, porcellane e arazzi completano una scenografia studiata per impressionare gli ospiti.

Tra gli ambienti più interessanti compare la biblioteca, caratterizzata da pannelli rinascimentali, insieme all’armeria e agli appartamenti privati della principessa Eleonore. Gli appartamenti di rappresentanza costituiscono il percorso principale della visita e consentono di entrare nella parte più sontuosa della residenza, tra sale di ricevimento, ambienti destinati ai pranzi e spazi privati della principessa.

Una prospettiva diversa arriva dalla torre panoramica: dall’alto la lettura del complesso cambia e il rapporto tra l’edificio, il parco e il territorio della Boemia meridionale diventa più evidente. Meritano attenzione anche le cucine storiche, poiché le attrezzature risalgono soprattutto al periodo compreso tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, raccontando un aspetto molto più concreto della vita aristocratica.

Dopo aver attraversato sale ricche di cristalli, legni intagliati e opere d’arte, ritrovarsi davanti a fornelli, utensili e strumenti destinati alla preparazione dei pasti restituisce una dimensione quotidiana alla grande residenza. Il complesso comprende inoltre il maneggio, sede di un’esposizione dedicata al gotico della Boemia meridionale e ai maestri olandesi appartenenti alle collezioni della Galleria Aleš della Boemia del Sud.

Il castello propone inoltre attività durante tutto l’anno, compreso un percorso invernale in ambienti riscaldati. La disponibilità dei percorsi varia secondo il periodo, quindi conviene verificare prima della partenza le modalità della stagione in corso. Fuori dalle sale, il parco merita tempo: la sua estensione permette di osservare Hluboká da angolazioni diverse, cogliendo meglio l’effetto scenografico pensato dagli Schwarzenberg durante la grande trasformazione ottocentesca. La facciata candida cambia carattere secondo la distanza, passando dalla ricchezza quasi ricamata dei particolari alla silhouette delle torri contro il paesaggio.

Giardini del Castello di Hluboká nad Vltavou, Boemia
iStock
Passeggiando tra i giardini del Castello di Hluboká nad Vltavou

Dove si trova e come arrivare a Hluboká nad Vltavou

Il Castello di Hluboká si trova a Hluboká nad Vltavou, nella Boemia meridionale, circa 12 km a nord di České Budějovice. La città si sviluppa sulle due rive della Vltava e rappresenta un punto di riferimento utile per raggiungere questa meraviglia. In auto da Praga la distanza è di circa 145 km, con un viaggio di quasi 2 ore. Il percorso più rapido passa dalla D1, prosegue verso Mirošovice e poi lungo la E55 in direzione di Tábor e Veselí nad Lužnicí. Nei pressi di Bork si imbocca la strada 146 verso Hluboká nad Vltavou.

Da České Budějovice il tragitto è molto più breve, più o meno 15 minuti in auto. La zona è servita anche dagli autobus regionali e la fermata più vicina al castello è Hluboká nad Vltavou pod kostelem, a circa 800 metri dall’ingresso. Pure il treno rappresenta un’opzione interessante: Hluboká nad Vltavou dispone di due stazioni, Hluboká nad Vltavou – U Sudárny, sulla direttrice České Budějovice – Plzeň, e Hluboká nad Vltavou – Zámostí, sulla direttrice České Budějovice – Praga. Chi parte da Praga deve effettuare un cambio a České Budějovice.

Per chi preferisce la bicicletta, la località è collegata alla rete ciclabile della Boemia meridionale. Particolarmente frequentato è il percorso lungo la riva sinistra della Vltava tra České Budějovice e Hluboká nad Vltavou, con prosecuzione verso Purkarec.

C’è infine un modo decisamente più scenografico per raggiungere il castello. Dal 2011 la Vltava è navigabile anche nel tratto tra České Budějovice e Hluboká nad Vltavou, con collegamenti in battello che proseguono fino a Purkarec.

La fortezza del gigante e della spada leggendaria: Castello di Arundel, il colosso che domina il Sussex

1 octobre 2026 à 14:30

Affacciato sul paesaggio del West Sussex, il Castello di Arundel sfoggia una posizione rialzata che lo rende difficile da ignorare, con le torri e le mura che emergono sopra la cittadina e lo sguardo che si apre verso colline verdi. Si presenta ai visitatori con la grandiosità tipica dei grandi manieri medievali, una meraviglia che fonde sapientemente l’imponenza di una fortezza difensiva con l’eleganza raffinata di una dimora nobiliare.

Chi ci arriva, quindi, deve mettersi nell’ottica che in questo luogo si può fare quasi un viaggio attraverso diversi secoli, ma tutti concentrati nello stesso punto: pietra, merlature e strette scale ricordano la fortezza originaria, mentre legni lavorati, sale monumentali e decorazioni ottocentesche raccontano l’epoca della grande casa aristocratica vittoriana.

Breve storia e leggende del Castello di Arundel

La storia di Arundel comincia con una scelta politica e militare. Dopo la conquista normanna del 1066, Guglielmo il Conquistatore affidò a Roger de Montgomery una parte consistente del Sussex, chiedendogli di costruire una fortificazione nei pressi della foce dell’Arun. Il primo nucleo del castello nacque quindi con una funzione legata alla difesa e al controllo del territorio.

Nei secoli successivi la proprietà passò attraverso diverse mani e fu legata anche alla Corona. Tra i sovrani associati alla storia di questo castello del Regno Unito compaiono Enrico I, Enrico II e Riccardo I. La dinastia dei Duchi di Norfolk avrebbe poi lasciato un’impronta profondissima sul complesso e sulla sua lunga vicenda familiare.

La parte medievale subì gravi danni durante la guerra civile inglese del XVII secolo. Nel 1643-1644 fu invece coinvolto nel conflitto e la Fitzalan Chapel riportò pesanti danneggiamenti. La cappella, fondata nel 1380 dal IV conte di Arundel, attraversò poi un lungo periodo di trascuratezza prima del restauro ottocentesco.

Il grande cambiamento arrivò tra XVIII e XIX secolo, quando la fortezza difensiva venne trasformata progressivamente in una sontuosa residenza. La ricostruzione compiuta tra il 1870 e il 1890 diede alla dimora gran parte dell’aspetto attuale, con un’architettura Gothic Revival molto elaborata e considerata una delle grandi opere dell’Inghilterra vittoriana.

Una figura particolarmente affascinante della storia familiare è Thomas Howard, XIV conte di Arundel, vissuto tra il 1585 e il 1646 e conosciuto con il soprannome di “The Collector”. Celebre collezionista d’arte e antichità, è ricordato ancora oggi attraverso il Collector Earl’s Garden, uno degli spazi più scenografici del complesso.

Il giardino è stato concepito come una rilettura immaginativa di un giardino formale jacobiano ispirato alla residenza londinese di Howard. Pergolati, fontane, padiglioni, un canale centrale e una struttura rocciosa evocano il gusto teatrale dell’epoca. Il punto più curioso è però Oberon’s Palace, realizzato in quercia verde e ispirato a un progetto di Inigo Jones per uno spettacolo del 1611.

Dentro il Castello di Arundel, Sussex
iStock@coldsnowstorm
Entrando nel Castello di Arundel

Poi ci sono le leggende, come quella di Bevis of Hampton, gigantesco guerriero incaricato di sorvegliare le porte di Arundel e che abitava nella torre che ancora oggi porta il suo nome. La sua arma era Morglay, una spada enorme che la tradizione vuole lunga quasi 1,75 metri e che ancora adesso viene mostrata nell’armeria.

Alla fine della sua vita, racconta la leggenda, Bevis la scagliò dalla torre e chiese di essere sepolto nel punto in cui sarebbe caduta. Il luogo indicato è un antico tumulo del parco, conosciuto con il nome di Bevis’s Grave.

La visita tra sale storiche, mura medievali e giardini

La visita permette di alternare ambienti completamente diversi, seguendo un percorso che porta dalla fortezza normanna alla grande residenza aristocratica. Salendo verso il Keep si ha l’opportunità di entrare nella parte più antica e militare del complesso: ci sono delle scale in pietra che conducono verso l’alto, così come dei passaggi stretti che restituiscono una percezione molto concreta della struttura difensiva.

All’interno, invece, l’atmosfera cambia completamente. La Regency Library è caratterizzata da raffinati pannelli in mogano e da una volta particolarmente elaborata, mentre la Barons’ Hall mostra una dimensione più solenne. Nella Drawing Room compaiono decorazioni, arredi e opere d’arte che narrano il gusto della famiglia attraverso epoche differenti.

La collezione comprende dipinti attribuiti ad artisti celebri, tra cui Van Dyck, Gainsborough e Canaletto. Tappezzerie, mobili e sculture completano gli ambienti, creando un contrasto evidente con la severità delle mura medievali. Anche le camere meritano attenzione: le stanze da letto vittoriane ed edoardiane sono arredate individualmente e permettono di osservare un aspetto più quotidiano della vita aristocratica. Accanto agli ambienti di rappresentanza compaiono infatti bagni appartenenti alle diverse fasi della storia della casa.

La Private Chapel rappresenta uno degli esempi più raffinati del revival cattolico inglese del XIX secolo. Poco distante, nei giardini, la Fitzalan Chapel conserva la memoria funeraria della famiglia. La cappella trecentesca è il luogo di sepoltura dei Duchi di Norfolk e dei loro antenati, oltre a essere una delle sorprese più suggestive dell’area verde.

I giardini occupano circa 15 ettari e sorprendono per la varietà che cambia continuamente atmosfera: il Collector Earl’s Garden introduce geometrie formali, pergolati, giochi d’acqua e vegetazione esotica; il Rose Garden punta invece sulle rose David Austin, sui profumi e sugli elementi gotici che dialogano con l’architettura del castello.

Poi c’è il White Garden, accanto alla Fitzalan Chapel, dove prevalgono tonalità chiare. Il Kitchen Garden, dal canto suo, segue un’impostazione più produttiva, con ortaggi, frutta e quattro aiuole centrali organizzate secondo una rotazione delle colture. Le restaurate Glasshouses comprendono la Vine House, con viti e peschi, oltre alla collezione di pelargoni del castello.

Particolarmente curioso è lo Stumpery, un giardino costruito attorno a vecchi tronchi e felci, mentre i Water Gardens comprendono gli Stew Ponds, con oltre 1.500 piante acquatiche, una rotonda e una rimessa per barche collegate da sentieri e ponti. Nel 2025 è stato aggiunto anche un Dipping Pond dedicato alla biodiversità degli ambienti acquatici.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Arundel si trova nell’omonima cittadina, nel West Sussex, nel sud dell’Inghilterra. Da Londra il treno rappresenta una soluzione pratica, poiché la stazione di Arundel è servita da collegamenti regolari e dista circa 10 minuti a piedi dall’ingresso. I treni partono anche da London Victoria; la tratta richiede indicativamente 90 minuti. Un’altra possibilità è disponibile da London Bridge, con un viaggio di quasi 1 ora e 15 minuti.

Chi arriva in automobile può utilizzare il parcheggio a pagamento Mill Road Car Park, situato proprio di fronte all’ingresso principale. Il codice postale utile per il navigatore è BN18 9PA. Va tenuto a mente, infine, che la visita richiede qualche ora per essere apprezzata davvero.

Le più belle mostre di ottobre da vedere in Italia tra città d’arte e weekend fuori porta

Par : losiangelica
30 septembre 2026 à 12:30

Ottobre ha un vantaggio: ci permette di tornare nei musei senza sentirci in colpa per le giornate di sole che avremmo potuto vivere all’aeperto. E la stagione autunnale 2026 parte alla grande con tantissime esposizioni da non perdere. Milano riporta in scena i Brueghel, Firenze ragiona sulla bellezza delle cose spezzate, Roma si accende con Keith Haring. Poi ci sono fotografia, moda, Pasolini, Tutankhamon e una Mestre che mette insieme Klimt, Schiele, Kokoschka e Body Art. Insomma, se volete fare un’immersione d’arte vera avete parecchie occasioni.

Ecco le 10 migliori mostre in Italia a ottobre da non perdere assolutamente.

I Brueghel a Milano

Paesaggi innevati, feste contadine, tempeste, battaglie, nature morte. A Palazzo Reale arriva la prima grande mostra milanese dedicata alla dinastia dei Brueghel, con oltre ottanta opere tra dipinti, disegni e stampe. Si parte da Pieter Bruegel il Vecchio, quello che porta la vita quotidiana dentro la grande pittura, e si passa ai figli Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio. Ma il punto interessante è anche un altro: capire come una famiglia sia riuscita a trasformare soggetti, modelli e bottega in qualcosa che oggi chiameremmo quasi un brand. Il percorso, firmato da Bernard Aikema e curato da Carlotta Striolo, racconta così la nascita di molti generi destinati a dominare la pittura europea del Seicento.

  • Date: 29 settembre 2026 – 31 gennaio 2027;
  • Dove: Palazzo Reale, Milano;
  • Prezzi: biglietto intero da 19 euro.

Marc Riboud e Robert Capa a Cuneo

180 fotografie e cinquant’anni passati a guardare il mondo senza urlare. Al Filatoio di Caraglio arriva la grande retrospettiva dedicata a Marc Riboud, costruita con il Musée Guimet di Parigi. La Cina occupa molto spazio, ma non è l’unica protagonista. Ci sono persone, lavori, strade, dettagli, piccoli gesti. Riboud aveva quella capacità rara di aspettare che qualcosa accadesse dentro l’inquadratura. In mostra trovate anche provini, corrispondenze, riviste e materiali di lavoro. Non solo immagini perfette, quindi, ma il dietro le quinte di uno sguardo.

Alla Castiglia di Saluzzo cento fotografie provenienti dall’International Center of Photography di New York ricostruiscono il percorso di Robert Capa. Qui la distanza tra fotografo e avvenimento quasi scompare. Guerre, fughe, persone travolte dagli eventi: Capa entra nella storia mentre sta succedendo. La mostra è divisa in sette sezioni e mescola immagini celebri e fotografie meno note. Se visitate anche Riboud, il confronto viene praticamente da sé: uno osserva il mondo, l’altro spesso si fa travolgere.

  • Date: 22 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
  • Dove: Castiglia di Saluzzo e Caraglio, Cuneo
  • Prezzi: Ingresso libero

Tutankhamon a Bologna

Palazzo Belloni punta sull’effetto immersione. La mostra dedicata a Tutankhamon ricostruisce la scoperta della tomba del faraone attraverso oltre cento riproduzioni certificate dei reperti, scenografie, sezioni sulla mummificazione e realtà virtuale. Non aspettatevi quindi una classica esposizione archeologica fatta di teche e reperti originali: qui l’obiettivo è farvi entrare nel racconto di Howard Carter e della scoperta del 1922. L’apertura del 3 ottobre ha anche un ospite decisamente pop per chi segue l’egittologia: Zahi Hawass, protagonista dell’inaugurazione.

  • Date: 3 ottobre 2026 – 2 maggio 2027;
  • Dove: Palazzo Belloni, Bologna;
  • Prezzi: Biglietti interi da 16 euro, ridotto da 13 euro.
L'interno della sala di TUTANKHAMON la tomba, il tesoro, la maledizione
Carlo Marrazzo
Imperdibile la mostra dedicata a TUTANKHAMON

Il corpo della città a Torino

Torino raccontata attraverso i corpi che l’hanno abitata. Non è una metafora: Palazzo Madama mette insieme dipinti, sculture, fotografie, documenti e oltre quaranta abiti di sartorie torinesi. Il percorso attraversa quasi ottant’anni, dalle grandi esposizioni di fine Ottocento fino al 61. In mezzo cambiano le silhouette, il lavoro femminile, la città industriale, l’arte, via Roma, il rapporto con Parigi. È una mostra di moda, certo. Ma anche di urbanistica, società e identità.

  • Date: 15 ottobre 2026 – 22 febbraio 2027;
  • Dove: Palazzo Madama, Torino;
  • Prezzi: Intero da 14 euro, ridotto 12 euro.

Broken. Il potere del frammento, Firenze

Una testa senza corpo può dire più di una statua intera? Palazzo Strozzi parte da qui e costruisce un viaggio che passa dall’antico Egitto alla Grecia, da Michelangelo a Rodin, fino a Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Sono oltre ottanta opere, con prestiti da musei come Louvre, British Museum e Metropolitan Museum. Il frammento, insomma, smette di essere considerato semplicemente ciò che resta. Diventa opera, memoria, trauma, possibilità. Una mostra molto fisica e insieme molto contemporanea.

  • Date: 25 settembre 2026 – 24 gennaio 2027;
  • Dove: Palazzo Strozzi, Firenze;
  • Prezzi: Biglietto intero da 16 euro, 20 euro con audioguida.

Keith Haring, Roma

Radiant Baby, cani che abbaiano, corpi in movimento. Il vocabolario visivo di Keith Haring arriva a Palazzo Braschi con oltre 140 opere e materiali, compresi importanti prestiti dalla Nakamura Keith Haring Collection. Il percorso parte dalla New York degli anni Ottanta, passa per i Subway Drawings, i poster politici, i dipinti e le sculture e arriva agli ultimi anni dell’artista. Il rischio con Haring è pensare di conoscere già tutto perché quelle figure sono finite ovunque. La mostra serve esattamente a fare il contrario: rimetterle nel loro contesto.

  • Date: 6 ottobre 2026 – 11 aprile 2027;
  • Dove: Museo di Roma – Palazzo Braschi;
  • Prezzi: Prezzi da 17 euro per gli interi, 15 euro per i ridotti.
Palazzo Braschi ospita Keith Haring
Ufficio Stampa
Imperdibile a Roma la mostra dedicata a Haring

Pasolini a Rapolano Terme (SI)

Il Pasolini che forse conoscete meno ha pennelli, fogli e colori davanti. All’Antica Grancia di Serre di Rapolano la mostra guarda alla produzione pittorica dello scrittore e regista, mettendola in dialogo con paesaggio, cinema e biografia. Ci sono autoritratti, figure umane, materiali della biblioteca, documenti e disegni legati al lavoro cinematografico, compresi quelli realizzati intorno a Medea. Il rapporto con Roberto Longhi e quello con Giuseppe Zigaina diventano due fili essenziali. E il paesaggio non fa semplicemente da sfondo: entra dritto dentro la riflessione di Pasolini sull’Italia che cambia.

  • Date: 11 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027;
  • Dove: Antica Grancia di Serre di Rapolano, Rapolano Terme;
  • Prezzi: Da 5 a 8 euro per l’intero, 3 euro per il ridotto.

Song of the Sirens aMilano

Nasi enormi. Orecchie. Glutei. Fiori fuori scala. Animazioni in stop-motion dentro sale immerse nella penombra. Nathalie Djurberg e Hans Berg tornano da Gió Marconi con una mostra che usa il corpo come frammento, feticcio e quasi creatura mitologica. Il desiderio resta sempre lì, appena fuori portata. Le figure di argilla sembrano sul punto di fare qualcosa che però non si compie mai. Più che osservare una sequenza di opere, vi ritrovate dentro un ambiente strano, sensuale, un po’ disturbante.

  • Date: 1 ottobre – 19 dicembre 2026;
  • Dove: Gió Marconi, via Tadino 15, Milano;
  • Prezzi: Accesso libero.

Van Gogh, Modigliani e oltre, Parma

60 opere, 13 sale e oltre due secoli di immagini femminili. Palazzo del Governatore porta a Parma una selezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea che mette in fila Van Gogh, Modigliani, Boldini, Savinio, Picasso e Giosetta Fioroni. Non aspettatevi però una semplice galleria di bei ritratti. Il filo è l’identità: donne reali e figure ideali, aristocratiche, attrici, intellettuali, personaggi rimasti quasi anonimi. Tra le opere più attese c’è anche Nu Debout di Picasso, recente acquisizione della Galleria Nazionale.

  • Date: 2 ottobre 2026 – 8 marzo 2027;
  • Dove: Palazzo del Governatore, Parma;
  • Prezzi: intero 12 euro; ridotto 8 euro; convenzionati 5 euro.

Klimt, Schiele, Kokoschka a Mestre

Il corpo bello, fragile, erotico, ferito. Poi il corpo che diventa direttamente opera. La nuova mostra del MUVEC parte dalla Vienna della Secessione e dalla Giuditta II di Gustav Klimt, attraversa Schiele e Kokoschka e arriva fino alla Body Art, con Yves Klein, Piero Manzoni, Ana Mendieta e Gina Pane. Sono 47 opere tra dipinti, disegni, grafiche, sculture e fotografie provenienti da musei e fondazioni internazionali. Il salto temporale funziona perché il tema resta lo stesso ma cambia pelle: prima il corpo viene rappresentato, poi esposto, usato, trasformato e diventa anche terreno politico. Una mostra che parte dal Novecento, ma parla parecchio del modo in cui guardiamo noi stessi oggi.

  • Date: 26 settembre 2026 – 14 febbraio 2027;
  • Dove: MUVEC – Casa delle Contemporaneità, Mestre;
  • Prezzi: Intero da 7 euro, ridotto da 3,50 euro.

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