Valentina Cappio, Trentino: “Una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone”
Dai colori avvolgenti del foliage autunnale nei boschi di larici al fascino delle vette che si preparano alla stagione invernale, il Trentino si conferma una destinazione capace di rinnovarsi continuamente nel segno dell’autenticità e della vivibilità. Tra festival legati all’enogastronomia e alle vendemmie, mostre d’arte nei grandi poli culturali come il Mart di Rovereto o il MUSE di Trento, ed esperienze uniche come i concerti di Paradice Music, il festival di concerti in alta quota che si svolge ogni inverno in un teatro-igloo ai piedi del ghiacciaio Presena, con strumenti realizzati in ghiaccio a 2.600 metri di altitudine.
In occasione del TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo incontrato Valentina Cappio, Responsabile della Comunicazione di Trentino Marketing. Nell’intervista ci ha illustrato la ricca programmazione delle “belle stagioni”, l’eredità lasciata dalle grandi competizioni sportive internazionali e la sfida ambiziosa verso il 2026-2027: ottenere la certificazione di sostenibilità turistica per l’intero territorio, garantendo al contempo massima accessibilità, servizi integrati per la mobilità e un’esperienza a misura sia per i residenti sia per i cittadini temporanei.
Cosa raccontate qui al TTG di Rimini?
Parliamo un po’ dell’autunno che è nel pieno del foliage, per cui è bellissimo venire nei nostri boschi, tra i larici che diventano d’oro e con le foglie che scricchiolano sotto i piedi, a vivere davvero una montagna che, in questa stagione, è al suo meglio, c’è questa luce davvero molto calda, tutti i sentieri, questo tempo lento, di riconnessione prima dell’inverno. E poi ci sono tantissimi eventi.
Ovviamente la vendemmia che si è appena conclusa, ci sono tantissimi eventi a tema vino. In Val di Cembra, ad esempio, ci sono i weekend delle antiche cantine aperte come Caneve En Festa che si è tenuto sabato 17 ottobre 2026. La Val di Cembra è famosissima per l’agricoltura eroica, ci sono dei terrazzamenti fantastici. Oppure c’è il Simposio Top Wine 2950, al Rifugio Maria, sul Sass Pordoi, a 2.950 metri. Il Sassolungo è un altro gruppo montuoso delle Dolomiti. Inoltre, non si assaggia soltanto Trentodoc: partecipano cantine del Trentino, dell’Alto Adige e alcuni ospiti provenienti da altre regioni.
Il tempo delle mele in Val di Non, terra di mele, c’è Pomaria (17-18 ottobre 2026) dove si festeggia la raccolta delle mele, si incontrano i contadini, ci si ci si racconta, si assaggiano i piatti della tradizione. Nel 2026, Pomaria si è svolta il 17 e 18 ottobre nel borgo di Casez, nel comune di Sanzeno. La manifestazione rappresenta e racconta l’intera Val di Non.
C’è la Sagra della Ciuìga (30 ottobre – 1° novembre 2026) a San Lorenzo in Banale, un insaccato famosissimo dei tempi poveri di carne suina e rape bianche, riconosciuto come Presidio Slow Food, è anche tempo di funghi: quindi, davvero, per chi ama l’enogastronomia e la natura, è veramente il momento perfetto.
La cultura: il Trentino viene associato quasi sempre alla natura e alla montagna, ma è una terra ricchissima di cultura, di storia. Abbiamo il MART con l’ultimo weekend di Giacomo Balla, quindi non solo quadri, ma anche oggetti di arredo, perché il futurista ama portare l’arte fuori dal dipinto e nella vita di tutti i giorni. C’è il Castello del Buonconsiglio, che ha inaugurato il nuovo allestimento permanente della collezione egizia in tre sale di Castelvecchio precedentemente chiuse al pubblico, affiancato da una mostra temporanea. Il MUSE (Museo delle Scienze, ndr) è bellissimo da vedere con le famiglie. Quindi davvero un autunno ricchissimo.
E fra un po’ arriviamo all’inverno, aspettiamo tutti la neve come i bambini! Le prime aperture sono previste dalla seconda metà di novembre, con diversi comprensori operativi dal 28 novembre e la maggior parte delle ski area tra fine novembre e l’inizio di dicembre, condizioni della neve permettendo. Veniamo dall’esperienza delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, quindi una legacy importante che ci posiziona sicuramente come un territorio che sa accogliere, sa organizzare e ha sicuramente delle piste d’eccezione. Grandi eventi sportivi, la famosa 3Tre (Madonna di Campiglio, ndr), le gare di Coppa del Mondo, ma anche eventi non sportivi molto belli.
Ci sono tante novità: impianti rinnovati; prezzi dinamici in diverse ski area che invogliano con l’acquisto dello ski pass online per non fare la fila alle casse, per un’esperienza più godibile da parte di tutti e premia naturalmente i momenti di minor picco; a Madonna di Campiglio viene riproposto il progetto ‘Numero Ideale’, pensato per gestire i flussi di sciatori nelle giornate di maggiore affluenza…
Poi ci sono i mercatini di Natale…
Ci sono i Mercatini di Natale e grandissima attenzione, devo dire, al tema della sostenibilità e dell’accessibilità. Ecco, come territorio forse questo è un elemento di innovazione che mi piace ricordare: molto spesso una destinazione si misura sugli arrivi e sulle presenze, di fatto sono numeri, sono parametri importanti, però oggi una destinazione si misura anche sulla qualità della vita che riesce a garantire, no? (Trento è al 1° posto della classifica generale del Sole 24 Ore, ndr) Una destinazione che può garantire una crescita equilibrata e duratura è quella che riesce a garantire anche una qualità della vita per i residenti e per i cittadini temporanei, i nostri ospiti. Per cui, come destinazione ci stiamo impegnando, entro fine del 2026, inizio 2027, per avere tutto il territorio certificato secondo standard internazionali per quanto riguarda la sostenibilità turistica, che si traduce in un impegno molto pratico e verificabile: intanto, su iniziative come la mobilità, ad esempio, la Trentino Guest Card include l’utilizzo della rete provinciale di trasporto pubblico e dei treni regionali sulle tratte previste, senza costi aggiuntivi per tutti gli ospiti che pernottano in Trentino. E poi ce ne sono tante: l’accessibilità, ci sono scuole di sci che hanno fatto un percorso molto importante proprio di accompagnamento con persone con disabilità, attrezzature adatte proprio per lo sci o altre attività sulla neve, impianti attrezzati per persone con disabilità, quindi per noi è un tema molto importante.
Importanti anche altre iniziative che premiano proprio questo patto tra ospite e cittadino per tutelare un ambiente che non è patrimonio del Trentino, è patrimonio di tutti e soprattutto delle generazioni future.
Hai accennato alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: quanto questa vetrina ha influenzato gli arrivi italiani e, soprattutto, stranieri?
Sicuramente posso dirti che hanno avuto un ottimo impatto su tutto il territorio trentino, non soltanto sulla Val di Fiemme che poi è stata la vallata che ha ospitato le medaglie olimpiche, in particolare. Quindi, devo dire che lo sentiamo, ma in realtà la vera legacy non è soltanto sugli arrivi e sulle presenze, è su tutta l’infrastruttura che è stata migliorata, sulla formazione che è stata fatta agli operatori e che rimane comunque sul territorio per chi poi ci verrà a trovare.
Ottimi numeri anche in estate, devo dire, e ottimi numeri anche su quelle che noi chiamiamo le “belle stagioni“, che sono la primavera e l’autunno, su cui puntiamo molto per il tema di cui ti dicevo prima: cioè, una destinazione sostenibile è una destinazione che riesce a comunque a garantire un territorio vivo tutto l’anno, sia per il cittadino sia per il residente, per cui sicuramente noi siamo molto contenti.
Facendo delle previsioni sui trend di viaggio dei prossimi anni, ribadisci questo concetto appunto della sostenibilità, della vivibilità, dell’accessibilità?
Assolutamente sì. Io penso che sia cambiato il modo di viaggiare, oggi. Dobbiamo stare anche attenti a identificare le motivazioni di viaggio con delle località in particolare, perché una destinazione non è un prodotto fisico, una destinazione è fatta di persone. Quindi, tendenzialmente, quando si viaggia è perché siamo attratti da qualcosa di intangibile, che sono un ecosistema di valori, di abitudini, di modi di vivere, di tutelare il territorio. Io dico sempre che un ospite vuole bene a una destinazione quando i cittadini di quella destinazione vogliono bene al proprio territorio.
È un po’ un circolo virtuoso che si autoalimenta, quindi penso che oggi il viaggio vada in quella direzione, verso destinazioni in cui è evidente questo amore verso ciò che rende speciale quella destinazione. E questo significa un modo più lento di viaggiare, la bicicletta, i cammini, l’artigianalità, il ritorno al contatto con lo stile di vita locale, sicuramente.