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Festa dei Nonni 2025, in Lombardia focus su invecchiamento attivo

2 octobre 2025 à 15:09

La Festa dei Nonni 2025 di Regione Lombardia si è celebrata nel segno dell’invecchiamento attivo. Stella polare di molte politiche regionali in materia e tema al centro del talk organizzato a Palazzo Lombardia dall’assessorato alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità e moderato dal direttore del settimanale Gente, Umberto Brindani. Nel corso del dibattito diverse realtà che collaborano con la Regione hanno portato la loro esperienza e dialogato su come si è evoluta la situazione della terza età negli ultimi anni.

Nonni al centro delle nostre comunità

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, interviene al talk 'La Lombardia dei nonni' incentrato sulle politiche di invecchiamento attivo

La gran parte delle persone anziane, ha osservato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, “è fatta da donne e uomini ‘attivi’.  Hanno la possibilità e soprattutto la voglia di dare ancora tanto alla società. Noi dobbiamo cercare di aiutarli a realizzare questo desiderio. Io credo che l’invecchiamento attivo – ha dichiarato il governatore – debba tradursi in un loro coinvolgimento sempre maggiore. Noi abbiamo bisogno delle persone anziane. Abbiamo bisogno di chi con la sua capacità, esperienza e serietà può continuare a giocare un ruolo importante per le nostre comunità“.

“Ad esempio, è sotto gli occhi di tutti – ha osservato Fontana – quante famiglie riescono ad avere una vita normale perché hanno dei nonni che si occupano dei nipotini o che si occupano di alcuni affari della famiglia. E’ fondamentale valorizzare questa collaborazione intergenerazionale, che serve ad entrambe le generazioni e consente ai nonni di continuare a vivere sentendosi parte integrante della propria famiglia della propria società”.

Molte iniziative messe in campo

Proprio per questo Regione Lombardia ha messo in atto politiche ad hoc, come ha illustrato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini: “Per noi – ha affermato – il 2 ottobre non è solo una data del calendario, ma un’occasione per fare il punto su un lavoro che ci impegna lungo tutto l’arco dell’anno”. Molte le iniziative messe in atto, ha ricordato l’esponente della Giunta lombarda, “dal co-housing promosso dalle Università di Milano, Bergamo e Pavia che ha permesso l’incontro di studenti e persone anziane sotto lo stesso tetto a tanti bellissimi progetti sull’invecchiamento attivo, che abbiamo recentemente illustrato in un un tour in tutte le provincie della Lombardia che non a caso abbiamo chiamato ‘Generazioni in cammino radici per il futuro’“.

L'assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, interviene al talk 'La Lombardia dei nonni' incentrato sulle politiche di invecchiamento attivo

“Sono centinaia – ha proseguito Lucchini – i progetti che abbiamo finanziato in ogni territorio. Anche piccole iniziative, che però hanno attivato e riattivato realtà e supportato enti locali, istituzioni e associazioni. Un grande coinvolgimento di giovani e non che ha innescato un processo virtuoso. Sono infatti rimasta stupita e soddisfatta nel constatare come rispetto alle risorse messe in campo il risultato prodotto sia stato ancora più ampio del previsto”.

Il dibattito sul ruolo attivo delle persone anziane

Molte e diverse fra loro le voci che si sono alternate al microfono nel corso della tavola rotonda. Alessandro Zavattin e Leonardo Foroni hanno raccontato della loro ‘Connessi‘ un’idea nata proprio durante un pranzo con i nonni e sviluppatasi in associazione di volontariato dedita ad aiutare le persone anziane nel rapporto con gli strumenti digitali e le nuove tecnologie. Giuseppe Salvato (vicepresidente dell’associazione Nonni 2.0) e Carla Facchini (presidente dell’associazione Nestore) hanno illustrato le tante iniziative che quotidianamente svolgono, dalla formazione all’aggregazione, nel mondo della terza età. Mentre Giuseppe Motta, direttore generale di Anni Azzurri Kos ha offerto un focus sugli anziani fragili e non autosufficienti e su come sia importante affiancare all’assistenza lo sviluppo di relazioni.

Questa giornata significativa è proseguita con un’apertura straordinaria dell’ultimo piano di Palazzo Lombardia tutta dedicata ai nonni e ai loro nipoti nel corso della quale sarà possibile salire al belvedere per una merenda speciale guardando Milano dall’alto.

 

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Bergamo, parte riqualificazione caserme Montelungo Colleoni

8 juillet 2025 à 15:16

L’Accordo di Programma Montelungo Colleoni per la riqualificazione delle ex caserme di Bergamo in residenze universitarie e aule per la didattica diventa realtà. L’assessore alla Casa e Housing sociale di Regione Lombardia, Paolo Franco, e il rettore dell’Università di Bergamo, Sergio Cavalieri, hanno firmato la convenzione attuativa del progetto di riqualificazione che vede un finanziamento regionale di 15 milioni di euro. E, nella concretezza lombarda, giovedì 10 luglio 2025 è già prevista la posa della prima pietra.

La ripartizione del contributo regionale

L’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, e il rettore dell’Università di Bergamo, Sergio Cavalieri, hanno firmato la convenzione attuativa per il progetto di riqualificazione delle ex caserme Montelungo e ColleoniIn particolare, la convenzione attuativa siglata nell’Ufficio Territoriale della Regione di Bergamo, definisce le modalità di erogazione del finanziamento.

Come già stabilito da una delibera di agosto 2024, il contributo regionale è ripartito come segue: 10 milioni di euro sono finalizzati a cofinanziare l’acquisto dell’immobile dell’ex caserma Montelungo da destinare a residenze universitarie.

Altri 5 milioni di euro sono finalizzati a cofinanziare l’acquisto della porzione di immobile dell’ex caserma Colleoni da destinare ad aule e spazi per la didattica.

Franco: esempio concreto di rigenerazione urbana

L’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, e il rettore dell’Università di Bergamo, Sergio Cavalieri, hanno firmato la convenzione attuativa per il progetto di riqualificazione delle ex caserme Montelungo e Colleoni“La firma di questo accordo – dichiara l’assessore Paolo Franco – consente di dare piena operatività a un progetto strategico per Bergamo, per la sua Università e per tutta la Lombardia. Grazie a un investimento regionale concreto di 15 milioni di euro, sarà possibile riqualificare due aree importanti della città, rispondendo alle esigenze abitative degli studenti e creando nuovi spazi per la didattica. Si tratta di un intervento che unisce sviluppo, formazione e rigenerazione urbana, frutto della collaborazione tra Regione, Comune, Ateneo e Cassa Depositi e Prestiti. Un esempio concreto di come, lavorando insieme, si possa dare nuova vita al patrimonio pubblico a beneficio dei giovani e del territorio”.

Il piano di riqualificazione delle ex caserme Montelungo e Colleoni di Bergamo

Il progetto prevede la realizzazione dello studentato Montelungo con 282 posti letto e aule universitarie, mentre parte dell’ex caserma Colleoni sarà destinata a residenze universitarie convenzionate. Previsto anche un info point dell’Università di Bergamo, piazza, parcheggi, spazi commerciali e piantumazioni a verde.

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Progetto ‘REINT 2565’, a Bergamo alleanza tra under 25 e over 65

24 octobre 2024 à 16:23

A Bergamo con ‘REINT 2565’ over 65 e under 25 siglano un ‘patto’ fra generazioni. Con il supporto della Regione Lombardia e su iniziativa del CHL – Center For Healthy Longevity dell’Università degli studi di Bergamo, nasce l’innovativo progetto di reciprocità intergenerazionale tra under 25 e over 65 ‘REINT2565’ dedicato alla cittadinanza.

L’iniziativa si propone come una nuova e importante occasione per rimettere al centro gli anziani della città. Il tutto attraverso la creazione di spazi di condivisione di conoscenze e dialogo. Il progetto intende, infatti, abbattere gli stereotipi ageisti. Cioè, quelli che vedono le persone anziane come molto distanti e spesso poco integrate nella società, e le persone giovani come poco interessate condividere esperienze con coloro che non sono coetanei. L’obiettivo è costruire un reciproco impegno tra le generazioni.

‘REINT2565’

‘REINT2565’ è stato presentato nel corso di una conferenza stampa all’università del capoluogo orobico. Vi hanno partecipato: l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini; il Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Sergio Cavalieri; la Responsabile scientifica del CHL prof.ssa Francesca Morganti.

Innovazione sociale

“Esprimo grande soddisfazione – ha dichiarato l’assessore Lucchini – per la qualità e il valore del progetto di innovazione sociale volto a favorire l’invecchiamento attivo della popolazione presentato dall’Ateneo di Bergamo. A giugno 2024, Regione Lombardia ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le nostre università per favorire lo scambio intergenerazionale fra studenti e persone anziane. E finanziato con 1,2 milioni di euro progetti sperimentali che mettano in rete anche i soggetti del Terzo Settore del territorio. Dopo aver presentato martedì 22 ottobre l’iniziativa dell’Università di Pavia, a Bergamo mettiamo a terra anche il secondo progetto che promuoverà una virtuosa alleanza tra generazioni. Valorizzando, da un lato, il patrimonio umano e di competenze degli over 65 e garantendo, dall’altro, uno spazio abitativo in città per under 25. Una reciprocità che farà crescere l’intera comunità”.

Università di Bergamo all’avanguardia

“Con REINT2565 – ha spiegato il Rettore Cavalieri -, l’Università di Bergamo si pone all’avanguardia nella promozione di un invecchiamento attivo, creando legami tra le generazioni per abbattere barriere culturali e sociali. Questo progetto riflette il nostro impegno verso la comunità, non solo come luogo di apprendimento, ma come punto di incontro e crescita collettiva, dove l’integrazione intergenerazionale diventa la chiave per un futuro più coeso e solidale”.

Scambio reciproco di competenze

Questo progetto, ha aggiunto la professoressa Morganti, responsabile scientifica del CHL, “porta l’innovazione sociale al cuore della nostra università. Lo fa integrando le esperienze di vita dei senior con l’energia e le aspirazioni dei giovani. Ciò attraverso azioni concrete come la co-abitazione e il tutoraggio. Vogliamo infatti favorire uno scambio reciproco di competenze e conoscenze, valorizzando le risorse che ciascuna generazione può offrire per affrontare insieme le sfide della contemporaneità”.

Nell’ambito del progetto sono state individuate tre azioni che guideranno l’impegno dell’Università nei confronti della propria cittadinanza over 65.

Abitare insieme

Prevede la co-abitazione tra un under25 (studente/studentessa dell’Università di Bergamo) e un over65 che lo/la ospiti. Con questa azione si intende avvicinare le generazioni, accogliendo i bisogni di giovani e anziani. I giovani saranno partecipi della vita domestica contribuendo attivamente ad attività da fare insieme e spese quotidiane, le persone anziane probabilmente troveranno nuove possibilità di vivere la quotidianità.

Aiutare uno studente o una studentessa

Prevede l’istituzione di ‘tutor senior’ in affiancamento a studenti lavoratori. Tra lo studente e il suo tutor over 65 si creerà un rapporto di fiducia che consentirà alle persone anziane di frequentare gli insegnamenti in aula in sostituzione dello studente impossibilitato a frequentare. Tale azione prevede, inoltre, la possibilità di affiancare gli studenti nella realizzazione del loro elaborato di prova finale, fornendo loro il supporto nella stesura e nella sua revisione linguistica e argomentativa.

Atelier dei saperi

Prevede l’istituzione di incontri settimanali negli spazi dell’Università di Bergamo, all’interno dei quali si darà forma a momenti di scambio intergenerazionale delle conoscenze e competenze secondo gli interessi e le competenze dei partecipanti. Gli anziani saliranno in cattedra per i giovani studenti. Lo scopo sarà condividere saperi pratici patrimonio degli over 65, alla riscoperta di arti e mestieri ritenuti oramai desueti. Laboratori pratici permetteranno di vivere insieme nuove esperienze di condivisione. E forniranno quindi agli studenti e studentesse competenze trasversali difficili da trovare nell’offerta formativa oggi disponibile.

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Bergamo, riparte l’iter per riqualificare le ex caserme Montelungo Colleoni

Par : Marco Dozio
22 mai 2024 à 10:56

Riparte l’Accordo di Programma Montelungo Colleoni a Bergamo per riconvertire le ex caserme in residenze universitarie e aule per la didattica.

Da Regione 15 milioni di euro

Martedì 21 maggio, negli uffici della sede bergamasca della Regione, è stato presentato il contenuto del terzo accordo integrativo tra Regione Lombardia, Comune di Bergamo, Università degli Studi di Bergamo e Cassa Depositi e Prestiti per rilanciare il progetto di riqualificazione che vede un finanziamento regionale di 15 milioni di euro.

Partenariato pubblico-privato

“Con il contributo di Regione – ha affermato l’assessore regionale alla Casa e Housing socialesblocchiamo l’iter che porterà alla rigenerazione urbana di un’importante porzione di Bergamo attraverso la forma del partenariato pubblico-privato, superando le difficoltà che avevano caratterizzato l’iniziativa negli ultimi anni”.

Il progetto

Il progetto prevede la realizzazione dello studentato Montelungo con 282 posti letto e aule universitarie, mentre parte dell’ex caserma Colleoni sarà destinata a residenze universitarie convenzionate. Previsto anche un info point dell’Università di Bergamo, piazza, parcheggi, spazi commerciali e piantumazioni a verde.

Benefici per la comunità

“La destinazione degli immobili – ha precisato l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale – resta quella per cui la Regione si era originariamente impegnata. La riqualificazione delle ex caserme Montelungo Colleoni sarà un fattore di sviluppo per l’Università e per la città nel suo complesso, con benefici per l’economia locale e risposte concrete ai bisogni abitativi degli studenti. Il ruolo della Regione per la ripartenza dell’Adp è determinante”.

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Università, a Dalmine ‘living lab’ a servizio della fabbrica intelligente

Il polo di Dalmine dell’Università di Bergamo si è dotato di un ‘living lab’ dedicato ad attività di ricerca e di trasferimento tecnologico per lo sviluppo, integrazione e dimostrazione di tecnologie e processi per la fabbrica intelligente.

Questo nuovo laboratorio, chiamato ‘SLIM Lab’ (Smart Living in Manufacturing), rappresenta un punto di riferimento per lo sviluppo, l’integrazione e la dimostrazione di tecnologie e processi all’avanguardia.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione del rettore Sergio Cavalieri e degli assessori regionali all’Università, Ricerca e Innovazione, e alle Infrastrutture e Opere Pubbliche, nell’ambito della settima tappa del tour fra gli Atenei lombardi.

Assessore a’Università: da Regione 1,7 milioni per incentivare innovazione ateneo

“L’inaugurazione è un grande orgoglio lombardo – ha detto l’assessore all’Università – perché è il frutto della collaborazione tra le istituzioni e il nostro straordinario sistema accademico. Regione Lombardia ha contribuito con 1,7 milioni di euro allo sviluppo del progetto. Attraverso il Piano Lombardia abbiamo dotato le nostre Università pubbliche di tecnologie di eccellenza. Per sostenerne la già elevata capacità di ricerca e promuovere l’attrattività e competitività internazionale degli Atenei e del territorio. Anche in futuro daremo continuità ai risultati raggiunti. Con una nuova misura volta a potenziare le infrastrutture di ricerca universitarie aperte alle imprese in logica di hub. Obiettivo,  stimolare il trasferimento tecnologico e, quindi, la crescita economica e sociale”.

Living lab, tecnologie d’avanguardia a Dalmine

All’interno del Laboratorio ‘SLIM Lab’ (Smart Living in Manufacturing), più di 15 ricercatrici e ricercatori svolgono le proprie attività, utilizzando tecnologie all’avanguardia. Spaziano da soluzioni di Additive Manufacturing di ultima generazione, a celle di lavorazione ibride con operatori umani e robot collaborativi, a applicazioni di Realtà Virtuale e Aumentata. In questo caso l’integrazione con sensori per il monitoraggio dei movimenti del corpo umano e la rilevazione dei segnali vitali viene finalizzata all’analisi ergonomica di processi produttivi e prodotti. Il fine è prevenire l’insorgere di malattie professionali e infortuni, nel rispetto assoluto della privacy del lavoratore.

Questo nuovo laboratorio è quindi dedicato ad attività di ricerca e di trasferimento tecnologico per lo sviluppo, di tecnologie e processi per la fabbrica intelligente. Attraverso questo living lab (per sperimentare  nuove tecnologie in condizioni reali in un contesto geografico circoscritto e in un tempo limitato) la tecnologia è al servizio della persona. E si apre a tutte le realtà del territorio”.

Assessore a Infrastrutture: polo Dalmine guarda al futuro

“Il Polo dell’Università di Dalmine – ha concluso l’assessore alle Infrastrutture – conferma la propria vocazione all’innovazione. Esso si propone sempre più come una realtà strategica per il futuro dei nostri studenti. Ma anche per chi si appresta ad entrare nel mondo del lavoro acquisendo competenze specifiche su tutto ciò che è ‘smart’”.

Attraverso la collaborazione tra istituzioni e il sostegno finanziario della Regione, Dalmine si conferma come un centro d’eccellenza per l’innovazione universitaria e la ricerca tecnologica.

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