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Un weekend a Tangeri, la città dei due mondi dove Atlantico e Mediterraneo si incontrano

26 mai 2024 à 19:34

Sono ancora pochi gli italiani che decidono di visitarla, eppure Tangeri, alle porte del Marocco e dell’Africa, è una destinazione perfetta e un ottimo punto di partenza per visitare un Paese in forte crescita. Tra Europa e Africa, Tangeri viene considerata la città dei due mondi, vivace, cosmopolita, autentica. Anche solo come meta per un weekend lungo, questa città riserva tantissime sorprese e anime inaspettate, in una zona ancora non troppo esplorata e turistica.

Tangeri, al di là degli stereotipi

Tangeri stupisce, supera ogni aspettativa e sradica quegli stereotipi erroneamente associati al Marocco. È una città molto verde, ad esempio, piena di parchi curati e verdi perché -chi l’avrebbe mai detto!- qui piove tanto. Come il famoso Giardino della Mendoubia in centro città, apprezzatissimo da chi ci vive, specialmente all’ora del tramonto. Alcuni dei quartieri nuovi e rinomati della città si sviluppano nella zona collinare, che ospita anche un giardino botanico (Donabo Gardens, con ingresso a pagamento) e una vera e propria foresta. Tangeri, la città marocchina più grande del Nord, è pulita, con una nuova Marina e un bellissimo lungomare che non hanno nulla da invidiare alle città europee. Da queste parti si parla spagnolo e inglese, più che francese, e la crescita del Paese è percepibile anche tra le sue strade. Merito, a quanto dicono, delle ultime amministrazioni di sindaci molto giovani e delle tante donne al governo che stanno rendendo le città più vive e vivibili su tutti i fronti.

Cosa vedere nel centro antico di Tangeri: la Kasbah, la Medina e il Souk

Un po’ come una Matrioska, la città vecchia di Tangeri è costruita dentro una fortezza muraria del medioevo, la Kasbah, all’interno della quale sorge la parte più antica e affascinante, la Medina, che include anche il Souk, il mercato. Questa è senza ombra di dubbio la parte da cui partire per visitare la città dei due mondi.

Tangeri, giardini
Fonte: AS
Tangeri è una città ricca di aree verdi, parchi e giardini

Visitare la Kasbah di Tangeri

Con il nome di Kasbah si intende nell’architettura islamica e del Maghreb la cittadella fortificata all’interno delle cui mura si sviluppa la città antica. La Kasbah di Tangeri è immediatamente riconoscibile arrivando dal porto e proprio qui si trova il Centro di Interpretazione delle fortificazioni Dar Al-Baroud con uno spazio espositivo ad accesso libero che ricostruisce la storia dell’area del porto e dintorni. Le mura sono lunghe 5 km circa, chiudono la città su tre lati con 7 porte di accesso alla Medina. Nella parte più alta si trova il palazzo seicentesco del sultano Dar el-Makhzen, che fu anche residenza dei governatori europei in epoca coloniale, e che oggi ospita il Musée la Kasbah des cultures méditerranéennes. Questa zona è quella meno caotica della città antica e da una piccola apertura sul lato settentrionale si apre un panorama incredibile sullo Stretto di Gibilterra e la Spagna nel retro.

kasbah di Tangeri
Fonte: AS
Le mura della Kasbha di Tangeri

Medinare nella Tangeri antica

Con il suo intersecarsi di stradine animate, il modo migliore per visitare la Medina è perdersi senza meta: “andiamo a medinare”, dicono le guide coniando un verbo che rende perfettamente l’idea. Proprio per le vie, lasciandosi trasportare, si scopre la parte autentica della città, con le sue case aperte, i bar locali, i negozi alimentari e i laboratori artigianali (ci sarà sempre qualcuno pronto ad accompagnarvi per le vie, in cambio di denaro naturalmente!). In questo vagare curiosi all’interno della Medina, si arriva al mercato, il Souk (chiamato comunemente anche Socco, in spagnolo). Coperto, così stretto che si fa quasi fatica a passare e profumatissimo, il mercato è vario e ospita banchi di spezie, pasta e farine; verdure e formaggi locali; carne e pesce (da evitare per i più sensibili!); ma anche abbigliamento e prodotti di bellezza e per la casa. Sfuso è la parola d’ordine ed è un attimo che ci si ritrova con mille sacchetti di spezie coloratissime, datteri e Kajal in polvere! Il Souk non ha orari, ma è molto frequentato specialmente di mattina; mentre sono da evitare gli orari di preghiera.

strade della medina di Tangeri
Fonte: AS
Perdersi tra le vie della Medina di Tangeri

La grande moschea

La Grande Moschea di Tangeri si trova nella Medina e ci si finisce sicuramente in questo andare casuale. Se non lo trovate, basta alzare lo sguardo e dirigersi verso il minareto o seguire la voce del muezzin quando, cinque volte al giorno, chiama a preghiera. La moschea ha avuto diverse vite, poiché pare nascesse come tempio romano dedicato a Ercole, per essere trasformata in chiesa dai portoghesi e divenuta moschea nel 1684, quando fu riconquistata dal sultanato marocchino, con ampliamento nel 1815. Nella moschea non si può entrare naturalmente, ma la sua architettura è bellissima da fuori ed è unico il via vai che si crea quando qui uomini e donne accorrono per la preghiera.

La piazza del Grande Socco: l’ombelico di Tangeri

Il vecchio Souk sbuca su piazza 9 aprile 1947, che è chiamata anche piazza del Grande Socco, dalla parola araba sūq che significa mercato. Punto di confine tra la vecchia Medina e la città moderna, questa piazza è da sempre un luogo di passaggio, scambio e un importante centro commerciale e sociale della città. È uno dei centri nevralgici di Tangeri, e proprio qui Mohammed V il 9 aprile 1947 tenne un discorso sul desiderio dell’indipendenza del Marocco.

piazza 9 aprile 1947
Fonte: AS
Piazza 9 aprile 1947 a Tangeri è il centro pulsante tra la città vecchia e nuova

Sulla piazza c’è una grande fontana in marmo, alcune panchine sotto l’ombra delle palme e l’ingresso allo storico Cinema Rif, oggi centro culturale molto frequentato da ragazzi e ragazze. La piazza è la porta di ingresso alla moschea Sidi Bou Abid, costruita nel 1917 e decorata con piastrelle multicolore. Un the in uno dei dehors di questa piazza è il modo migliore per osservare ed entrare nei ritmi della Tangeri di oggi.

cinema Rif tangeri dove andare
Fonte: AS
Il centro culturale dello storico Cinema Rif Tangeri

Una città accogliente, crocevia di culture

Un Paese in apertura e una città che da sempre è accogliente verso culture profondamente diverse. Questa sua multiculturalità si percepisce nel quotidiano e ne sono testimonianza alcuni luoghi e musei: oltre alle moschee, a Tangeri ci sono anche chiese e sinagoghe, e i quartieri delle comunità americana, francese, spagnola, italiana e ebraica. Una città dalle tante anime, che la rendono unica e davvero varia.

Il quartiere ebraico e la sinagoga

Il quartiere ebraico vive proprio all’interno della Medina, alle porte del Souk, e ospita diversi negozi di oro e argento. Con un pochino di fortuna, a seconda delle aperture e disponibilità del custode, è possibile visitare la più antica sinagoga di Tangeri, costruita nel 1878. Questa sinagoga mescola simboli dell’arte mudéjan con quelli islamici e del barocco spagnolo ed è una sorta di museo perché raccoglie gli oggetti di culto delle sinagoghe scomparse. Una curiosità? Pare che gli stucchi siano realizzati con la polvere del marmo di Carrara, arrivati dall’Italia in scambio di materie prime.

sinagoga di tangeri
Fonte: AS
La sinagoga nel quartiere ebraico di Tangeri

Il Museo della Légation américaine

Profondo anche il legame con gli Stati Uniti, tanto che nella Medina esiste ancora oggi la sede della Légation américaine (ingresso con biglietto), prima proprietà pubblica americana al di fuori degli Stati Uniti, una volta sede della missione diplomatica e che oggi ospita alcune collezioni e documenti, alcuni derivanti dal celebre Museo Forbes, oggi chiuso al pubblico.

Tangeri, la Ville Nouvelle

La città moderna di Tangeri si affaccia sulla grande Avenida Mohammed V ed è un susseguirsi di palazzi alti, nuove costruzioni, negozi e magazzini per lo shopping. Questo è il quartiere alla moda, con hotel di lusso e locali. Andando verso la periferia collinare, i grandi viali nuovi arrivano a Place de France, cuore della città nuova, e alta abbastanza da offrire una splendida vista sulla Tangeri vecchia.

Tangeri, città di mare

Cultura e tradizione, ma Tangeri è anche una città di mare, con una Marina nuova, una spiaggia generosa negli spazi e un lungomare perfetto per una piacevole passeggiata.

La nuova Marina di Tangeri

La Marina di Tangeri è nuovissima, con alcuni cantieri in corso e un’impronta molto europea. È l’incarnazione dello slancio verso il futuro della città e sembra che da qui passi tutto il fermento per i Mondiali 2030, ospitati anche dal Marocco. Alla Marina si trovano locali alla moda, hotel di lusso e ristoranti che reinterpretano le specialità della tradizione, bevande alcoliche incluse.

La spiaggia e il lungomare

Lungo l’Avenida Mohammed VI, che costeggia il mare, è di recente costruzione un viale pedonale, per la passeggiata lungomare, ben illuminato e molto largo. La spiaggia rispecchia l’entusiasmo e la vitalità della Medina: ci sono famiglie con bambini in qualsiasi stagione, gli aquiloni, campi da calcio o beach volley, ma anche ragazzi che propongono passeggiate a cavallo. Una sosta in questa spiaggia cittadina completa il ritratto di una città dai colori di mare e dalla brezza costante.

al mare a Tangeri
Fonte: AS
Passeggiate a cavallo sulla spiaggia di Tangeri

La Moschea del Porto

Nei pressi del porto, poco fuori dalle fortificazioni, c’è una moschea molto grande, la Moschea Lalla Abla, conosciuta anche come Moschea del Porto. Di recente costruzione, questa grande moschea è stata completata nel 2017 e dedicata al re Mohammed VI. I suoi porticati danno ombra in estate e i colori delle facciate esterne hanno sfumature e luci davvero affascinanti con il sole. Non è possibile entrare in moschea, ma merita una visita dall’esterno.

le moschee di Tangeri
Fonte: AS
Tangeri, una moschea vicino al porto

Fuori porta, l’incontro dei due mari a Cap Spartel

Sono tantissime le gite possibili da Tangeri per visitare la regione del Nord, ma una su tutte è perfetta anche per chi si ferma in visita solo un weekend. A 15 km dalla città, si trova Cap Spartel, con il suo promontorio panoramico e il faro da cui ammirare la linea di incontro tra Mare Mediterraneo (a destra) e Oceano Atlantico (a sinistra). Poco distante dal faro, richiama l’attenzione dei turisti la Grotta di Ercole: un vecchio frantoio berbero, utilizzato per la lavorazione della farina e dell’olio. La leggenda dice che in questa grotta si riposò Ercole dopo le sue 12 fatiche. Provate a guardare bene l’apertura verso il mare.. ha la forma dell’Africa capovolta!

Cap Spartel, il panorama
Fonte: AS
Il faro di Cap Spartel

Le specialità marocchine a tavola

Ma un viaggio in Marocco non può prescindere dall’enogastronomia e possiamo proprio dirlo: a Tangeri si mangia benissimo! Tra le specialità locali si trovano i Tajine, che prendono il nome dal piatto in cui viene lentamente cotto. Quelli tradizionali sono in terracotta e si compongono di un piatto con un coperchio conico. I Tajine possono essere di pollo, carne, verdure e a Tangeri sono molto comuni quelli di pesce. Non sono piccanti, ma speziati. Il Cous Cous è un piatto altrettanto tipico, ma attenzione perché si mangia solo il venerdì, quasi mai in altri giorni, se non in luoghi molto turistici. Ovunque si trovano olive e datteri sfusi. Diverse le caffetterie storiche, anche per un caffè in piedi; mentre all’uscita del Souk, all’interno della Medina, vedrete una lunga coda per l’acquisto del torrone al chiosco Nougat de Tanger, dal 1952. Da non perdere, dopo i pasti, anche lo scenografico servizio del the alla menta; ma non stupitevi se nei ristoranti e nei bar troverete anche birra e vino locali. Ultimo consiglio a tavola: anche se l’acqua in Marocco è potabile, meglio bere quella in bottiglia per evitare spiacevoli inconvenienti in viaggio.

Tajine del Marocco
Fonte: AS
Uno dei piatti tradizionali è il Tajine di carne

Tre esperienze autentiche a Tangeri

Oltre ai giri più classici, ci sono tre esperienze autentiche per conoscere Tangeri “senza filtri”.

1. Tramonto in place de France

Place de France è il cuore della zona nuova della città, andando verso i quartieri verdi residenziali, e con i suoi bar e hotel lussuosi emana un fascino anni ’30. “È la piazza dei pigri” spiegano le guide, perché dalla sua terrazza ci si siete ad ammirare la città dall’alto, specialmente all’ora del tramonto. Non dimenticate di passare di qui al calar del sole.

2. Il venerdì di preghiera

Il venerdì per i musulmani è il giorno Santo e di preghiera collettiva e, oltre a mangiare il Cous Cous, si ritrovano per un picnic vicino alle tombe nei cimiteri, chiamati anche “i giardini dei silenziosi”. In modo rispettoso e poco invasivo, una passeggiata può avvicinarci alla loro cultura.

3. Il rito dell’hammam

La cura del corpo è molto sentita in Marocco ed esistono un rito e un luogo che ne sono emblema. Gli Hammam sono i bagni pubblici, dove donne e uomini – separatamente – vanno a lavarsi. Ce ne sono tantissimi, ma per evitare quelli turistici, che sono più Spa che veri e propri Hammam, conviene chiedere alle persone anziane e farsi portare. Prima di andare? Passare dal Souk a comprare il guanto per il peeling e un po’ di sapone nero rigorosamente sfuso!

sapone nero hammam
Fonte: AS
Sapone nero per Hammam

Info pratiche

Come arrivare a Tangeri

Per arrivare a Tangeri dall’Italia ci sono aerei diretti da Bergamo e Roma. In alternativa, specialmente per chi viaggia con auto o camper a seguito per un viaggio più lungo, c’è la possibilità di arrivare in nave da Genova, con sosta a Barcellona (circa 3 giorni di viaggio). Arrivando dalla costa spagnola, il traghetto da Gibilterra o da Tarifa dura meno di un’ora. Dall’aeroporto per arrivare in città ci sono diversi taxi (contrattare sempre prima per la tratta!); mentre la città si visita tranquillamente a piedi. Per chi viaggia con bambini: le stradine della Medina e del Souk potrebbero essere un po’ scomode con il passeggino; meglio portare i bimbi per mano o in marsupio se sono molto piccoli.

Quando andare a Tangeri

L’ideale per visitare Tangeri e il Nord del Marocco sono i mesi di primavera e autunno, quando il caldo non è ancora troppo. Meglio evitare il Ramadan, durante il quale la maggior parte delle attività sono chiuse. A settembre è in programma tutti gli anni il festival Tanjazz di musica jazz; la festa del Mulud  celebra la nascita del profeta Maometto ed è momento di grande folclore (la data varia a seconda del calendario lunare); mentre nel mese di novembre ha luogo il Tangier Film Festival.

dormire a Tangeri
Fonte: AS
Dormire in un Riad a Tangeri

Dove dormire a Tangeri

È indescrivibile il fascino e l’atmosfera dei Riad dentro la Medina. Le strutture antiche sono state ristrutturate elegantemente e con grande cura dei dettagli. La Medina è chiusa alle auto, ma non ci sarà nessun problema per organizzarsi con la struttura per il trasporto dei bagagli. Gli hotel più alla moda e internazionali sono lungo la Marina e fronte spiaggia o nella città nuova. Per chi prevede spostamenti nei dintorni in treno può trovare comodo alloggiare nei pressi della piazza della stazione, che è comunque vicina alla spiaggia e comoda per raggiungere la Medina, anche a piedi.

negozi a Tangeri, artigianato
Fonte: AS
Uno dei negozi di artigianato tra le vie della Medina di Tangeri

Da Porto Cavallo a Cala Fetente: le spiagge di sabbia vicino a Polignano a Mare

13 mai 2024 à 13:30

Le spiagge di sabbia di Polignano a Mare sono alcune delle numerose attrattive che spingono moltissimi turisti da tutto il mondo a organizzare un viaggio in Puglia. Siete in vacanza in questo splendido angolo del sud Italia? Una piccola guida per voi per orientarvi nelle spiagge più belle. Polignano sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare alto fino a 20 metri. Acque limpide e cristalline bagnano la “Perla dell’Adriatico”, luogo ideale per immergersi in fondali incontaminati e godere delle bellezze di un suggestivo centro storico a picco sul mare.

La qualità dei servizi offerti da ristoratori e albergatori hanno permesso alla città di conquistare ogni anno dal 2008 fino a oggi la Bandiera Blu. Il mare, la flora, la fauna e tutto ciò che rende magnifico questo territorio hanno offerto a molti artisti un’immensa ispirazione: pensiamo a Pino Pascali (scultore e scenografo) a cui è stata dedicata la Fondazione Museo “Pino Pascali” nell’ex Mattatoio Comunale, vivace spazio espositivo e all’immortale Domenico Modugno, “Mr Volare” nato proprio nella ridente cittadina, al quale è stata dedicata una statua.

Le spiagge di sabbia di Polignano a Mare si trovano in aree circondate da rocce e scogli: delle vere e proprie calette tutte da scoprire. Alcune sono più vicine alla città e facilmente raggiungibili a piedi, altre più intime e selvagge. Ecco quali sono le migliori spiagge di sabbia di questa zona della Puglia.

Polignano a Mare

Cala Porto, Polignano a Mare

Le spiagge vicino al centro di Polignano a Mare

Cala Porto, situata appena fuori dal centro storico del paese di Polignano è sicuramente una delle spiagge più belle e caratteristiche del litorale. Celebre per i suoi candidi ciottoli bianchi e il mare turchese, è chiamata anche spiaggia Lama Monachile per la presenza dell’antico ponte, corrispondente all’antica Via Traiana, che è necessario attraversare per arrivarci: una discesa formata da scalini ricavati nella roccia che passano attraverso una fitta vegetazione. Dalla spiaggia si risale verso il centro storico, oltrepassando l’antico arco Marchesale per ritrovarsi tra le vie animate da negozi, ristoranti e locali.

Cala Grottone è l’ideale per gli amanti dei tuffi in mare aperto e del nuoto. Un vero paradiso tra le alte rocce a picco su un mare trasparente. Si accede dal Lungomare Domenico Modugno, dove si trova la statua del noto cantante. Una volta arrivati a destinazione, potrete ammirare l’imperdibile vista su Polignano.

Tra la zona di San Vito e San Giovanni si trova la spiaggia di Porto Contessa. Un lido sabbioso e un mare limpido ai quali fa da sfondo un paesaggio quasi pittoresco, tra scogliere e pittoresche case di colore bianco.

Un’altra spiaggia dal nome ancora più inconsueto è Cala Paura. Alle porte di Polignano, tra i bianchi ciottoli è possibile passare dei veri e propri momenti di relax. Spiaggia molto romantica, in prossimità di un porto di pescatori, è suddivisa in due: una parte libera e una a pagamento. Quest’ultima offre servizi balneari e di ristorazione in modo tale da soddisfare le esigenze dei turisti.

Polignano a Mare
Fonte: iStock
Polignano a Mare, Puglia

Le spiagge tra Polignano e Monopoli

Se siete alla ricerca di un luogo incontaminato, vi consigliamo una tappa a Cala Incina, tra Polignano a Mare e Monopoli. Un tratto di costa di rara bellezza, con una spiaggia piccola, sabbiosa e circondata da imponenti scogliere,  dove si ergono le torri costiere fatte realizzare dal viceré Pedro di Toledo nel 1529. Una cala frequentata principalmente dai pescatori del luogo, dove potervi immergere nella quiete della natura.

L’insenatura di Cala Incina è una vera e propria piscina naturale a cielo aperto, adatta agli appassionati di snorkeling sul territorio. Un percorso subacqueo e uno dei punti di immersione più ricercati della zona.

Cala Incina

Le spiagge a Nord di Polignano a Mare

Spostandosi a soli 3 km a Nord di Polignano si arriva alla spiaggia di San Vito.  Qui troverete la suggestiva abbazia edificata a partire dal X secolo, arricchita nel corso dei tempi di contaminazioni barocche e impreziosita dal loggiato e da una scenografica scalinata esterna. Nei dintorni della spiaggia si può ammirare la Torre saracena e l’antica Peschiera per le anguille.

Una meta con un nome molto particolare per una cala altrettanto caratteristica, si tratta di Cala Fetente. Quest’insenatura si trova a Nord di Polignano, è caratterizzata da sabbia bianca e finissima. Al largo dell’azzurro mare si trova una splendida isoletta. Ciò che rende speciale questo posto è la possibilità di assaggiare ottimi piatti tipici pugliesi e gustoso pesce fritto. Potrete sorseggiare cocktail sul lungomare e d’estate non mancano serate con Dj e concerti.

A Nord dell’abbazia San Vito si trova il lido San Giovanni. Una spiaggia sabbiosa a pagamento dove troverete: noleggio sdraio, sedie e ombrelloni. Qui sono presenti diversi servizi che la rendono idonea anche alle persone con disabilità. Da non perdere a Polignano a Mare, sono le famose Grotte Marine, di notevole interesse naturalistico. L’azione erosiva delle acque, il vento e il fenomeno carsico hanno creato uno scenario affascinante. Vi consigliamo un’escursione in barca, per poter ammirare i giochi di luce che si riflettono su queste grotte che hanno affascinato poeti, scrittori e regine.

Clipper Hotel & Residence: ideale per una piacevole fuga in Abruzzo

3 avril 2024 à 10:00

Il Clipper Hotel & Residence è l’ideale per risvegliare i sensi. La sua posizione permette di godere del meraviglioso panorama offerto dalle colline verdeggianti e del Gran Sasso, fino al blu del mare, già premiato con la bandiera blu d’Europa grazie alla buona salute di cui gode la sua acqua. Il Clipper Hotel & Residence è il luogo perfetto per una vacanza in Abruzzo all’insegna del relax ma anche della cultura.

Un accogliente hotel a conduzione familiare

La sua posizione strategica permette infatti di raggiungere sia la spiaggia bagnata dal Mar Adriatico in pochi passi, sia di effettuare suggestivi tour in bicicletta alla scoperta delle bellezze artistiche di Giulianova e anche immersioni totali nella natura. Immancabili le visite al Parco Nazionale d’Abruzzo con itinerari a piedi, in bici o a cavallo, al Parco Nazionale della Majella o al Parco Nazionale del Gran Sasso. Non mancano neppure le riserve marine come Torre del Cerrano col suo Museo del Mare. Per chi preferisce i piccoli borghi medievali invece ce n’è per tutti i gusti: da Atri a Campi, da Castelli a Civitella del Tronto.

Clipper Hotel & Residence
Clipper Hotel & Residence

Contraddistinto da un’atmosfera cortese, informale e allo stesso tempo elegante, dove spicca una minuziosa attenzione ai dettagli. Clipper Hotel & Residence, tre stelle lusso, dispone di spiaggia privata, beach club, animazione e ristorante, parcheggio coperto e reception 24h. E con i suoi servizi, dal b&b, alla mezza pensione all’all-inclusive, è pronto a rispondere alle esigenze di tutti clienti. Cosa aspetti? Visita il sito hotelclipper.com e scopri tutto sulle offerte per la stagione 2024.

hotel clipper - Giulianova - Abruzzo - vacanza
Clipper Hotel & Residence

Grazie ai 35 km di pista ciclabile che collegano tutta la Costa Giardino da Roseto degli Abruzzi a Martinsicuro, è possibile andare alla scoperta della buona cucina e del buon vino nelle affascinanti aziende agricole e cantine vinicole dove è possibile assaggiare i migliori prodotti locali a km 0, degustare le ricette tipiche della cucina abruzzese con piatti semplici ma gustosi a base di carne, formaggi e verdure autoctone.

Bellezze da scoprire

Tutte bellezze che si possono scoprire anche tramite itinerari personalizzati, realizzati a misura dallo staff del Clipper Hotel & Residence.

hotel clipper - Giulianova - Abruzzo - vacanza
Clipper Hotel & Residence

Se stai pensando di organizzare la tua prossima vacanza al mare, la spiaggia privata dell’Hotel Clipper saprà come conquistarti. Situata a soli 50 metri dalla struttura ricettiva, è fatta di sabbia fine che degrada dolcemente nel mare Adriatico e conta anche un Beach Club dove è possibile usufruire di bar, ristorante, attrezzature sportive e tanto altro.

I tesori nascosti di Bibione e Lignano

1 avril 2024 à 08:30

L’Europa Tourist Group è al timone di una nave che vi porterà ovunque. Così come ogni vento insegue una direzione diversa, anche voi avrete la possibilità di spaziare da un luogo all’altro, dalla spiaggia fine e dorata alla laguna dal fascino lunare, dal mare alle colline verdeggianti, dalle chiese alle cantine vinicole.

In questo caleidoscopio di esperienze, lEuropa Tourist Group sarà il vostro punto di riferimento e di partenza, la bussola che vi aiuterà a orientarvi.

Gli incredibili alloggi

C’è l’imbarazzo della scelta, della bellezza e della comodità: i resort, i villaggi turistici, gli hotel e gli appartamenti dell’Europa Tourist Group sono noti per la qualità e l’esclusività dei servizi offerti, per il comfort e i prezzi vantaggiosi, per la posizione direttamente sul mare e per la vasta gamma di attività che mettono a disposizione. Ma c’è un ulteriore aspetto che differenzia le strutture offerte da questa agenzia di turismo: la loro particolarità e unicità.

Ne sono un interessante esempio le houseboat colorate, così come i bungalow immersi nel verde del Marina Azzurra Resort, adagiato sulle rive incontaminate del fiume Tagliamento, considerato da molti l’ultimo grande fiume “naturale” d’Europa.

Marina Azzurra Resort
Fonte: Europa Tourist Group
Il bellissimo Marina Azzurra Resort

Queste houseboat dai colori pastello, simili alle casette della pittoresca Burano, si specchiano nelle acque verde smeraldo del fiume, mentre i bungalow si trovano in un poetico ambiente abbracciato dal verde dei prati e degli alberi. Quel che è certo è che in questi alloggi si può trascorrere una vacanza fuori dal comune, all’interno di uno scenario naturale di straordinaria bellezza.

Un altro esempio è Lino delle Fate, un resort dove tutto profuma di macchia mediterranea e che strizza l’occhio all’ambiente: è una struttura ecosostenibile, completamente priva di auto e con un Parco della Biodiversità mediterraneo di 16 ettari ricco di specie animali e vegetali.

Lino delle Fate
Fonte: Europa Tourist Group
Lino delle Fate Eco Village Resort

Natura, arte e cultura

Nell’immaginario comune Bibione e Lignano sono favolose destinazioni per le vacanze al mare, ma di fatto sono anche mete ideali per chi cerca la natura, l’arte e il gusto. Il Veneto e il Friuli, infatti, sono davvero il massimo che si possa desiderare da tutti questi punti di vista.

Bibione
Fonte: Ph: Giovanni Tagini
Cason del mondo – Bibione

Tra le tante tappe naturalistiche da non perdere c’è la Laguna di Marano che offre ben due riserve naturali e il caratteristico paesaggio dominato dai “casoni”, le antiche abitazioni dei pescatori. Questo magnifico angolo di Friuli, tra le altre cose, ospita anche una fauna e una flora unica.

Assolutamente da scoprire sono Portogruaro e Concordia Sagittaria, due gioielli architettonici che si affacciano sul fiume Lemene. Portogruaro è la culla di scorci meravigliosi ed è famosa per i suoi antichi mulini ad acqua del XII secolo e il campanile pendente, ovvero la terza torre più obliqua d’Italia.

Portogruaro
Fonte: Ph: Giovanni Tagini
Un meraviglioso angolo di Portogruaro

Concordia Sagittaria è una località fondata dai romani e che regala ai suoi visitatori dei panorami naturali emozionanti, insieme a resti archeologici di notevole importanza storica.

Tra le mete culturali avrete semplicemente l’imbarazzo della scelta, tanto che potrete decidere se recarvi a Venezia e a Verona o esplorare le altre città di altrettanto spessore artistico e culturale, come Padova, Vicenza, Trieste, Chioggia e Aquileia, il sito storico e archeologico più importante del Friuli.

Si tratta di un’antica città romana che si rivela una meta ideale durante le giornate di pioggia (e non solo) perché è perfetta per dedicarsi all’arte e alla cultura. Per chi, invece, preferisce i piaceri del palato, una sosta da fare assolutamente è quella presso le cantine della vicina strada dei vini DOC Lison Pramaggiore.

Si tratta di un suggestivo territorio situato a pochi chilometri dalle spiagge e noto in tutta Italia per la produzione di vini di alta qualità.

La quiete dei mesi primaverili e autunnali

Se fino a qualche anno fa si viaggiava quasi esclusivamente nei periodi di punta, al giorno d’oggi la vacanza fuori stagione è divenuta una priorità. Anche perché abbiamo scoperto che concedersi una vacanza in primavera o in autunno permette di assaporare il meglio della località scelta, in tutta la sua autenticità in quanto la vita scorre ai giusti ritmi, e non a quelli frenetici che scandiscono l’arrivo dei tanti turisti.

Il fervore estivo lascia il posto alla quiete, e sulla calura prevale un clima mite e gradevole. A Bibione e Lignano si apprezzano il fascino del mare in tutte le sue varianti e si ha l’opportunità di diversificare la vacanza con escursioni in bici, visite culturali nei borghi e nelle città circostanti, degustazioni enogastronomiche e gite in barca.

E in inverno?

Anche la stagione più fredda dell’anno possiede diversi punti di forza e unici nel loro genere: alla vacanza culturale si può unire anche un soggiorno termale presso il Savoy Beach Hotel & Thermal Spa, raffinato albergo affacciato sul mare, con parco piscine e centro termale attiguo.

In fatto di alloggi avrete inoltre la possibilità di soggiornare negli appartamenti, disponibili tutto l’anno, della Residenza delle Terme.

Grazie agli innumerevoli servizi offerti, alla spa dedicata al benessere psicofisico, alla Sky Beach Terrace e alle nuove suite tematizzate, avrete l’occasione di trascorrere vacanze invernali indimenticabili, così speciali che supereranno ogni vostra aspettativa e che vi rimarranno a lungo nel cuore e nella mente.

Info e Contatti

Savoy Beach Hotel
Fonte: Europa Tourist Group
Savoy Beach Hotel & Thermal SPA

Valle Sabbia: cosa fare e vedere in questo angolo della provincia di Brescia

Par : lizsemilia
30 mars 2024 à 13:25

La provincia di Brescia, tra le tante bellezze, custodisce un territorio unico e affascinante dove, a ogni passo, risuonano la storia e la tradizione accompagnate da un vasto patrimonio culturale, artistico e gastronomico senza dimenticare la suggestiva cornice di valli e montagne ricche di boschi.

Si tratta della Valle Sabbia, un angolo di Lombardia tutto da scoprire, tra il Lago di Garda e le Prealpi, con un’estensione di circa 600 chilometri quadrati.

Valle Sabbia, una delle tre grandi valli del Bresciano

Nella zona nord orientale del Bresciano, la Valle Sabbia, una delle tre grandi valli insieme alla Valle Camonica e alla Val Trompia, si presenta suddivisa in “quattro distretti“:

  • quello dei comuni a nord-ovest che comprende Lavenone (dove l’arte del ferro affonda le radici nella notte dei tempi), Pertica Alta e Pertica Bassa (echi della resistenza partigiana) e Vestone (dal caratteristico centro storico);
  • i due comuni a nord est, Treviso Bresciano (dal clima piacevole e mite) e Capovalle (dove andare alla scoperta delle testimonianze della Prima Guerra Mondiale);
  • l’area centrale, che va dal Lago d’Idro al Lago di Garda, e include Provaglio, Barghe, Agnosine, Preseglie, Odolo e Sabbio Chiese;
  • i Comuni più a sud, Roè Volciano, Villanuova sul Clisi, Vobarno e Gavardo.

Cosa vedere in Valle Sabbia

Come accennato, ci troviamo in una valle che ha davvero molto da offrire e che incontra i gusti degli appassionati di storia, natura e tradizione.

Ma quali sono le tappe da “mettere in lista” durante una vacanza da queste parti? Ecco una selezione di quelle che non si possono proprio perdere.

Il Santuario della Madonna della Rocca a Sabbio Chiese

Simbolo di Sabbio Chiese, merita una visita il Santuario della Madonna della Rocca, in felice posizione panoramica sull’intera valle.

Nato nel Cinquecento quando si decise di trasformare la Rocca, tra i pochi esempi rimasti del sistema di difesa realizzato nel corso dei secoli, in santuario dedicato all’Annunciazione, si raggiunge percorrendo 107 scalini e affascina con la torre del campanile e il porticato settecentesco.

Il Museo Civico Archeologico a Gavardo

In Piazzetta San Bernardino 5 a Gavardo, non c’è nulla di meglio del Museo Civico Archeologico per conoscere da vicino la storia della Valle Sabbia e del Garda Occidentale.

Infatti, il museo ospita fossili, epigrafi e reperti grazie a cui approfondire lo sviluppo economico-culturale e gli insediamenti della valle dal Paleolitico medio fino al periodo post-rinascimentale.

In più, una sezione si concentra sul sito delle palafitte di Lucone di Polpenazze, Patrimonio UNESCO.

La Rocca d’Anfo e il Forte di Cima Ora

Tra le attrazioni più apprezzate del Lago d’Idro, uno dei laghi meno noti e frequentati della Lombardia ma un gioiello di acque fresche e cristalline, spicca la Rocca d’Anfo, costruita nel XV secolo a strapiombo sul blu, che ancora oggi si staglia maestosa, custode di segreti e storia.

In origine fortezza militare rimaneggiata nel corso del tempo, si compone di un unicum di torri, caserme e batterie nell’abbraccio di possenti mura venete. Dopo anni di abbandono, grazie a intensi restauri è nuovamente accessibile per visite guidate ed emozionati tour notturni.

Altrettanto interessante, sempre ad Anfo, è il Forte di Cima Ora, edificato all’inizio della Prima Guerra Mondiale come fortificazione e punto chiave per l’utilizzo dei cannoni: da qui, la vista sul Lago d’Idro e le montagne fino a Ponte Caffaro è impagabile.

La Chiesa di San Giorgio a Bagolino

Vista panoramica della città vecchia di Bagolino (Brescia)
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Vista panoramica di Bagolino (Brescia)

Su un rilievo roccioso, la Parrocchiale di Bagolino colpisce dapprima per la magnificenza dell’esterno e “rapisce” con i tesori artistici che ne adornano gli interni, a opera dei più grandi protagonisti della pittura italiana come Tintoretto, Tiziano, Palma il Giovane, Pietro Mera, Camillo Rama, Andrea Celesti e Francesco Torbido.

Simili capolavori, infatti, le sono valsi il nome di “Cattedrale di montagna“.

Il Museo della Resistenza e del Folkore a Pertica Bassa

Il Museo di Pertica Bassa è un vero e proprio inno alla “memoria della comunità” e raccoglie testimonianze della tradizione contadina e montana della zona nonché dell’epoca partigiana.

Il nucleo principale lo si deve alle opere di Dimitrije Paramendic, scultore e pittore che le donò al Comune come riconoscenza per la sua prigionia e successiva fuga, nel 1943, dalla caserma di Vestone, cui negli anni si sono aggiunti ricordi donati da ex-partigiani: bandiere, quadri, reperti bellici, armi, oggetti di uso quotidiano…

A completare il museo, la sezione dedicata al folklore e alla cultura con manufatti di artigianato locale, costumi e fotografie d’epoca, attrezzi contadini e utensili domestici.

Il Forno Fusorio a Pertica Alta

A Pertica Alta, invece, affascina il Forno Fusorio, a 620 metri di quota a fianco del torrente Tovere, esempio di archeologia industriale e simbolo dell’attività che, per secoli, fu centrale per l’economia di queste zone.

Infatti, fino alla metà dell’Ottocento, nel forno confluiva il ferro estratto dalle miniere della Valle Trompia per venire sottoposto alle prime fasi di lavorazione.

Nel Duemila, gli scavi hanno riportato alla luce buona parte dell’impianto originario.

Il Museo del Ferro – Fucina di Pamparane a Odolo

Il Museo di Odolo espone macchinari legati alla lavorazione del ferro, depositi, una tromba idroeolica e due magli completi di ruote idrauliche.

La Fucina, antecedente al XVIII secolo, è aperta su prenotazione per visite guidate con la possibilità di vedere il maglio in funzione. A completare l’esperienza, una raccolta di manufatti che illustra la storia socio-economica del paese.

Il Santuario Beata Vergine di Paitone

In perfetto stato di conservazione e con bel portico sulla facciata che guarda il vasto piazzale antistante, il Santuario di Paitone è un luogo centrale di fede, costruito laddove la Madonna apparve nel 1532 a Filippo, giovane sordomuto.

Terminato nel 1534, conserva la tela su cui è raffigurato l’episodio in cui Maria promette al ragazzo la guarigione in cambio dell’edificazione del Santuario.

Cosa fare in Valle Sabbia

Lago d'Idro, Valle Sabbia
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Veduta del Lago d’Idro, Valle Sabbia

Oltre ai molteplici punti di interesse da scoprire e ammirare, la Valle Sabbia propone tutta una serie di esperienze che arricchiscono la permanenza.

Qualche esempio? L’opportunità di percorrere in bicicletta la Greenway delle Valli Resilienti, ciclabile che, con i suoi itinerari, attraversa l’intera valle: sono 27 i sentieri per mountain bike e oltre 45 i chilometri per cicloturismo.

Oppure, una gita all’Oasi di protezione ambientale del Baremone, oasi faunistica tra i comuni di Anfo, Lavenone, Pertica Bassa e Bagolino a tutela della biodiversità della zona, o ancora, la traversata in battello del Lago d’Idro, per scorgere le montagne e i paesi da una prospettiva inedita.

Infine, la Valle Sabbia è ideale per le arrampicate con innumerevoli itinerari disponibili: ferrate di vari gradi di difficoltà tra cui menzionare le vie ferrate di Casto, nel favoloso Parco delle Fucine, e le Ferrate Sasse, percorso che costeggia la sponda est del Lago d’Idro.

Tour delle piccole città storiche dell’Austria: le tappe imperdibili

29 mars 2024 à 13:45

L’Austria si distingue per essere un Paese di pura bellezza: natura, cultura e atmosfere del passato si mescolano in maniera armoniosa con tanti gioielli architettonici all’avanguardia. Tutto questo è percepibile in diverse località, come le famose città di Vienna, Salisburgo, Innsbruck. Ma la verità è che questo Paese che confina con il nostro conserva anche tante piccole città storiche, che vale davvero la pena conoscere.

Le città storiche dell’Austria

Piccole città storiche” è un’associazione che mira a far conoscere alcuni dei gioielli austriaci poco noti. Le città da poter scoprire sono in totale 16 e vi dimorano un massimo di 45.000 abitanti.

Si caratterizzano per possedere un paesaggio urbano storico e chiuso, ma anche per essere immerse in angoli naturali di pregio. Non mancano le attività artigianali, attrazioni turistiche e un’offerta culturale attiva che invita tutti i visitatori a godersi queste affascinanti realtà.

Bad Ischl, la “Piccola Vienna”

Bad Ischl è una città situata in Alta Austria che può vantare una storia secolare. Designata Capitale Europea della Cultura 2024, è indissolubilmente associata alla dinastia imperiale degli Asburgo. Sono infatti presenti numerosi monumenti e altre memorie dedicati a questa Monarchia, che impreziosiscono ogni angolo della città.

Bad Ischl, Austria
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Veduta dall’alto di Bad Ischl

Ad essere molto legata a questa città era Principessa Sissi, che proprio qui suggellò il suo fidanzamento con Francesco Giuseppe, all’epoca già Imperatore d’Austria. Una delle tappe fondamentali di un viaggio a Bad Ischl, infatti,  è proprio la Seeauerhaus, la residenza dove Sissi si fidanzò con il suo futuro sposo.

Oggi è la sede del Museum der Stadt Bad Ischl, che racconta la storia della città anche attraverso alcuni cimeli appartenuti ad Elisabetta di Baviera. Affascinante è anche Kaiservilla, dono di nozze della madre di Francesco Giuseppe.

Bad Radkersburg, dal bellissimo centro storico

Parte delle “Piccole città storiche” è anche Bad Radkersburg, che sorge al confine con la Slovenia. Passeggiarci è come vivere un sogno a occhi aperti: è piena di preziosi dettagli, che vanno dal Liberty al Romantico.

Culla della cultura vitivinicola, permette di fare diversi itinerari a caccia di straordinari vini da assaggiare, ma anche di gite su due ruote ciclabili e persino giornate di relax alle terme: qui ci sono le acque termali con più contenuto di magnesio di tutta l’Austria.

Baden bei Wien, tra le Grandi città termali d’Europa

Non è di certo da meno la bellissima Baden bei Wien, che nel 2021 è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’umanità nelle Grandi città termali d’Europa. Situata in Bassa Austria, in passato vi soggiornò persino Wolfgang Amadeus Mozart, che proprio qui scrisse il mottetto “Ave Verum Corpus”.

Baden bei Wien
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Giardino termale con fontana a Baden bei Wien

Numerosi sono i luoghi di interesse da scoprire, come il Cstello di Leesdorf circondato da un lungo muro e sede della cappella dedicata a San Nicola, con un importante affresco sul soffitto raffigurante la Santissima Trinità con angeli; il Castello di Weikersdorf, sede di un’antica scala a chiocciola in pietra, di soffitti con interessanti stucchi della fine del XVII secolo, e un parco che contiene il roseto più grande dell’Austria (ci sono più di 30.000 piante di rose suddivise in oltre 800 varietà); il Castello di Scharfeneck, le cui rovine raccontano oggi che in origine raggiungeva una notevole altezza.

Bludenz, immersa nel verde

Voliamo ora a Bludenz, circondata da misteriose montagne e immersa nel verde. Situata nello Stato federato del Vorarlberg, è il punto di partenza di un sentiero tematico storico-culturale, che collega i comuni di Nüziders, Bludenz e Braz, dove diversi pannelli trattano argomenti paesaggistici, di storia naturale e geologici.

Molto interessanti sono anche le sue attrazioni, dove spiccano per bellezza il Castello di Gayenhofen, che domina la città e che funge da edificio ufficiale dell’amministrazione distrettuale di Bludenz, e i Portici nella Werdenbergerstrasse, un vicolo incorniciato su entrambi i lati da pittoresche case borghesi e patrizie.

Braunau, con oltre 750 anni di storia

Braunau si trova nel distretto di Braunau am Inn e molti ne hanno già sentito parlare in quanto luogo di nascita di Adolf Hitler. Ma la verità è che questa cittadina offre molto di più, grazie ai suoi oltre 750 anni di storia che si possono ammirare nel suo suggestivo centro storico.

Braunau, Austria
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Paesaggio di Braunau

Proprio qui, infatti, sorge la chiesa parrocchiale tardo-gotica (XV secolo) di Santo Stefano che sfoggia un campanile alto ben 99 metri, i resti di un castello che ospitano un museo e parti della vecchia cinta muraria. Chi ama la storia non può non fare una sosta presso la casa natale di Adolf Hitler, al civico 15 della Salzburger Vorstadt.

Bruck an der Mur, con tante cose da vedere

Anche Bruck an der Mur fa parte delle “Piccole città storiche” dell’Austria ed è un vero concentrato di cose da vedere, nonostante le sue non grandissime dimensioni.

Si trova nel distretto di Bruck-Mürzzuschlag, ed è nota per essere attraversata dalla ferrovia Meridionale, che collega Vienna a Trieste. Molto bella è Hauptplatz, la piazza principale incorniciata dal palazzi colorati anche in stile barocco.

Freistadt, con un centro incantevole

Dalle origini antiche, Freistadt è un grazioso comune che fa parte nel distretto di Freistadt, in Alta Austria. Si tratta di una cittadina che è in grado di colpire chiunque, grazie all’incanto delle sue stradine e dei bovindi dal fascino senza tempo.

Freistadt, Austria
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Veduta aerea di Freistadt

Torri e porte, vicoli e piazze, angoli e fessure lasciano davvero senza fiato, anche se è dal mastio del castello, alto 50 metri, che si può godere di una delle attività più emozionanti che regala la città: una vista panoramica mozzafiato a 360° sull’abitato e sui suoi dintorni.

Gmunden, tra lago e monti

Gmunden sorge sulle sponde del magnifico lago Traunsee, che a sua volta è incorniciato da vette mastodontiche che catapultano in una fiaba.  Da queste parti ha sede la più antica compagnia di navigazione lacustre dell’Austria, ma la città è anche la culla della lavorazione della ceramica, che l’ha resa celebre per il tipico decoro noto come fiammato verde.

Tra le attrazioni da visitare vi segnaliamo il Castel Ort, una delle più antiche costruzioni del Salzkammergut che sorge su un’isola collegata alla terraferma con un ponte di legno, e il Municipio (Rathaus), con facciata ornata di stucchi e abbellita da un carillon di ceramica.

Hallein, che deve la sua antica ricchezza all’estrazione del sale

C’è poi Hallein, piena di piccole case medievali che si incastonano pittorescamente nello scenario montuoso circostante. Risalente al secolo precristiano, deve la sua antica ricchezza al sale estratto dai Celti sul Dürrnberg, montagna che ancora oggi troneggia indiscussa sulla di essa.

Hallein, Austria
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Passeggiando per il centro storico di Hallein

Da non perdere è il Museo Celtico, uno dei più grandi musei di storia celtica in Europa, che contiene reperti unici provenienti dagli insediamenti e dai luoghi di sepoltura del territorio. Bellissima è anche la miniera di sale di Dürrnberg, dove è possibile fare un tour di circa 1 ora e mezza.

Hartberg, con la sua quiete rurale

Voliamo ora a Hartberg, comune del distretto di Hartberg-Fürstenfeld, che sorge ai piedi del Ringkobel, che a sua volta è coperto di vigneti.

Si tratta di un posto davvero sorprendente perché la bellezza del centro storico si fonde con la quiete rurale circostante, ma anche perché è una città che è stata costruita su uno dei più importanti insediamenti preistorici della Stiria. Dell’antica cinta muraria alta 7-8 metri e lunga 1500 metri, oggi rimangono oggi solo due torri che fanno comunque comprendere l’antica importanza di questa realtà austriaca.

Judenburg, atmosfere mediterranee e natura stiriana

Vale la pena visitare anche Judenburg, che si trova al centro del distretto di Murtal e che nel corso della sua storia è stata centro commerciale tra Vienna e Venezia.

Judenburg, Austria
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Veduta dall’alto di Judenburg

Oggi è un’affascinante cittadina che unisce atmosfere mediterranee e natura stiriana, dove scoprire musei, eventi, buona cucina e poter fare tante escursioni in mezzo a una vegetazione raggiante. Tra i maggiori luoghi di interesse c’è il Castel Weyer, che si affaccia sull’abitato da una cima di una piccola collina e che racchiude un ampio cortile a forma di ferro di cavallo.

Radstadt, città fortificata

Radstadt è una meravigliosa città fortificata che sorge nel cuore dell’Austria. Si tratta di un’antica località di montagna immersa in un paesaggio verdeggiante, che nella stagione fredda si trasforma ne “L’Eldorado degli sport invernali per sciatori e snowboarder”.

Di pregio e particolare interesse sono i suoi manieri, come il Castel Mauer, residenza aristocratica circondata dai resti della cinta muraria originale che conserva due torri circolari di difesa, e il Castello di Radstadt, nella cui torre si trova un museo che conserva la memoria della guerra dei contadini del 1526.

Schärding, dai mille colori

Schärding è una coloratissima città barocca piena di mercatini, festival ed eventi culturali. Situata in Alta Austria a ridosso del confine con la Baviera, offre una fila di case barocche,“Silberzeile”, dove vivevano i ricchi commercianti del mercato.

Schärding, Austria
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Schärding vista del fiume

Ma non solo, perché la città è piena di antiche porte, stradine strette, misteriose ed è anche un punto di partenza ideale per gite in bicicletta lungo i sentieri del Danubio, dell’Inn e dei Tauri.

Steyr, tra i luoghi più affascinanti

Steyr è una località che arriva dritta al cuore, e non a caso è definita “Città romantica”. A colpire sono senza ombra di dubbio il paesaggio e gli edifici che offre, insieme alla conformazione urbana impreziosita da ben 119 ponti e passerelle.

Particolarmente amata dai viaggiatori per le sue bellezze artistiche e i tanti eventi organizzati nelle diverse stagioni, mette a disposizioni numerosi punti di interesse che da soli valgono il viaggio. Ne sono degli esempi il Bummerlhaus, edificio in stile gotico considerato il simbolo della città, e Schloss Lamberg, castello di Lamberg ricostruito nel Settecento.

Wolfsberg, dominata da un castello

Wolfsberg, Capitale della Lavanttal, in Carinzia, è la sede di una pittoresca città vecchia e di tantissimi altri punti di interesse che sono un più bello dell’altro.

Wolfsberg, Austria
Ponte sul fiume Lavant con chiesa di San Marco nella città di Wolfsberg

Straordinario è senza ombra di dubbio il Castello Schloss Wolfsberg, edificato in in stile neogotico Tudor e che sorveglia dall’alto la città.

Fürstenfeld, Capitale termale

Infine la graziosa città di Fürstenfeld che è considerata la Capitale termale della Stiria. Prende vita nel cuore di questa affascinante regione vulcanica e conquista il cuore dei suoi visitatori perché si rivela una località avventurosa, moderna e allo stesso tempo storica.

Ma non solo, perché Fürstenfeld può vantare anche uno straordinario primato: è proprio qui che è possibile scoprire la più grande piscina all’aperto d’Europa.

Le città storiche d’Austria sono dei veri gioielli tutti da scoprire, realtà ancora poco note ma brulicanti di vita e di bellezze artistiche e naturali.

Jutland del Nord, la Danimarca più autentica

4 mars 2024 à 10:34

Non solo Copenhagen: oltre alla sua splendida e vivace capitale, la Danimarca ha molto altro da offrire ai turisti. In particolare, nella penisola dello Jutland si possono vivere esperienze meravigliose a contatto con la natura incontaminata, in modo da scoprire il volto più autentico del Paese. Questa volta vogliamo portarvi alla scoperta della regione dello Jutland del Nord, dove incantevoli cittadine ricche di storia si fondono con paesaggi naturali da sogno. Ecco le mete imperdibili.

Dove si trova lo Jutland del Nord

Il Nord Jutland (conosciuto anche come lo Jutland del Nord o lo Jutland settentrionale) è la regione più estrema della penisola dello Jutland, che si divide a cavallo tra la Germania e la Danimarca. È un luogo ricco di bellezze naturali e non solo, cinto dal Mar del Nord sul versante occidentale e affacciato sulle placide acque dello stretto di Kattegat lungo il versante orientale. Sebbene sia una regione ancora poco conosciuta e non affollata dai turisti, non è affatto difficile da raggiungere. La città di Aalborg ospita infatti un aeroporto internazionale presso cui arrivano voli quotidiani dall’Italia, con un solo scalo. È dunque la meta perfetta per vivere l’atmosfera più autentica della Danimarca, in un posto non ancora contaminato dal turismo di massa.

Le città più belle da visitare

Nello Jutland del Nord ci sono alcune graziose cittadine e piccoli villaggi di pescatori che meritano assolutamente una visita. Non possiamo che partire proprio da Aalborg, la capitale della regione: il suo affascinante centro storico, seppur piccino, è una vera meraviglia da scoprire, tra architetture antiche e moderne opere di street art. Uno dei luoghi più sorprendenti è il Centro Culturale Utzon, nato sul lungomare per opera dell’artista Jørn Utzon, colui che ha dato vita all’incredibile Opera House di Sydney. Completato nel 2008, ospita numerose mostre interessanti e un’esposizione dedicata al grande architetto.

Non meno suggestivo è il museo di Kunsten, realizzato stavolta dall’architetto finlandese Alvar Aalto: al suo interno sono custodite opere di arte moderna ed esposizioni temporanee di artisti provenienti da ogni angolo del mondo. Per gli amanti della natura, non resta che visitare il parco zoologico di Aalborg, che accoglie più di 100 specie di animali esotici (tra cui armadilli e capibara). Mentre il Vestre Fjordpark offre la possibilità di vivere una giornata in un panorama meraviglioso, sia per rilassarsi un po’ che per fare dello sport all’aria aperta – via libera al nuoto, al canottaggio e al windsurf!

Un’altra città da visitare è Skagen, la più settentrionale del Paese: in passato, fu il luogo scelto da molti artisti per immortalare nei loro dipinti la splendida luce che illumina il suo panorama – opere che oggi si trovano presso il museo locale. Ma sono i dintorni a sorprendere maggiormente, piccole perle dove la natura regna incontrastata. Si può ammirare, ad esempio, la penisola di Grenen dove il Mar del Nord mescola le sue acque con quelle del Mar Baltico, dando vita allo stretto di Kattegat. O ancora perdersi nel fascino incredibile di Råbjerg Mile, una gigantesca duna migratoria che sembra quasi un deserto in miniatura.

I luoghi iconici da scoprire

Oltre alle sue bellissime città, lo Jutland del Nord ospita alcuni luoghi diventati ormai iconici (proprio come il “deserto” di Råbjerg Mile). Quali non possiamo assolutamente perdere? Iniziamo dal celebre Rubjerg Knude Fyr, l’imponente faro che si erge da una gigantesca duna di sabbia, da cui si gode di un panorama mozzafiato sul Mar del Nord. L’edificio, diventato simbolo della Danimarca, si è trovato negli ultimi anni a rischio di scomparire a causa della progressiva erosione della scogliera affacciata sul mare. Per questo motivo, grazie ad un ambizioso progetto che ha avuto successo, è stato spostato in posizione più arretrata.

Avete mai sentito parlare della chiesa sepolta nella sabbia? Si tratta della Chiesa di St. Laurentius, situata a poca distanza da Skagen: incastonata tra le dune, per 400 anni è stato un importante luogo di culto. Ma nel ‘700, a causa della sabbia che aveva pian piano sommerso la via d’accesso alla chiesa, i fedeli furono costretti a trovare un altro posto dove celebrare le funzioni. Di essa non resta che il campanile, il quale svetta dalla sabbia ed è attualmente visitabile. Infine, merita una visita anche il Castello di Voergaard: il suo aspetto rinascimentale è davvero suggestivo, così come il fossato pieno d’acqua che lo cinge. Al suo interno si può visitare un’importante collezione d’arte.

Le esperienze imperdibili nella natura

Molte sono le attività da praticare all’aperto, immergendosi nella natura selvaggia dello Jutland del Nord. Abbiamo già visto il Vestre Fjordpark, bellissimo parco cittadino dove potersi dedicare a molti sport acquatici (e non solo). Scopriamo allora altri luoghi incontaminati da visitare, per vivere esperienze meravigliose. Uno di essi è l’isola di Læsø, cinta dalle acque dello stretto di Kattegat e facilmente raggiungibile in traghetto. Considerata una delle mete naturalistiche per eccellenza in tutta la Danimarca, è anche il posto migliore per chi ama andare in bici.

Ci sono numerosi sentieri che si addentrano nei luoghi più belli dell’isola, portando i turisti alla scoperta delle antiche tradizioni che gli abitanti continuano a tenere vive. Come ad esempio la produzione di sale, un’attività che risale al Medioevo e che oggigiorno alimenta le terme di Læsø, dove vengono praticati numerosi trattamenti benessere. O ancora la coltivazione delle alghe marine, che vengono utilizzate come ingredienti per moltissimi piatti locali (da assaporare nei tipici locali dell’isola) o per ricoprire i tetti delle case tradizionali.

Amanti del surf e delle onde mozzafiato? Presso la città di Klitmoller si trova una costa selvaggia, dove la potenza del mare si esprime al massimo: qui sorge il Cold Hawaii Surf Camp, il luogo ideale dove cimentarsi sulla tavola, anche se si è alle prime armi. Infine, un posto meraviglioso da non lasciarsi sfuggire è Bulbjerg, un’imponente scogliera calcarea che si tuffa nello stretto di Skarregar. Qui si possono avvistare numerosi uccelli di mare, come il gabbiano dalle zampe nere e il fulmaro. In passato vi si poteva ammirare anche lo Skarreklit, una colonna rocciosa che spuntava in mezzo al mare, distrutta da una tempesta nel 1978: durante la bassa marea è possibile vedere ancora la sua base.

Valle del Vanoi, il Trentino più verde che c’è

Par : lizsemilia
18 février 2024 à 13:25

Ha conservato il fascino della montagna più selvaggia e autentica, lontana dall’afflusso turistico di massa, e con il suo paesaggio incontaminato di pascoli, zone verdeggianti, boschi, prati, villaggi alpini, corsi d’acqua, malghe, rifugi e fienili in pietra, è conosciuta come il “cuore verde del Trentino”: si tratta della Valle del Vanoi, 125 chilometri quadri vegliati dal massiccio granitico di Cima d’Asta e dalla catena del Lagorai.

Siamo a oltre 750 metri di altitudine, nel Trentino orientale, a sud dei comuni di Sovramonte e Lamon (Bolzano): la valle si raggiunge attraversando il tunnel al di sotto del Monte Totoga (che collega la Strada Statale 50 del Grappa al Passo Rolle) oppure percorrendo la strada panoramica del Passo Gobbera o la Strada Provinciale 79 del Passo Brocon se si arriva da Castel Tesino.

Un paradiso di quiete e bellezza

Forse meno conosciuta di altre valli trentine ma altrettanto spettacolare, la Valle del Vanoi è la meta perfetta per regalarsi una rigenerante vacanza all’insegna del relax e del benessere, di passeggiate nella natura, di escursioni e percorsi per trekking e mountain bike in un ambiente da favola.

Parte del Parco naturale Paneveggio e Pale di San Martino, si contraddistingue per l’ameno profilo rurale, le tipiche costruzioni del “tabi“, utilizzato sia come fienile che come stalla, e della “ritonda“, antico focolare, nonché per un’area botanica custode di migliaia di specie rare e protette.

Qui, oltre a provare l’esperienza di un piacevole soggiorno presso le baite e i rifugi di montagna, i visitatori possono andare alla scoperta di autentiche perle come, ad esempio, il Lago di Calaita, incorniciato dalle vette delle Dolomiti e facilmente raggiungibile lungo un sentiero che porta a un balcone panoramico che osserva le Pale di San Martino.

Ma non è ancora tutto.

Di sicuro interesse, infatti, è l’Ecomuseo del Vanoi, un museo diffuso che ha l’obiettivo di valorizzare il territorio e la sua storia mostrando le tradizioni, le attività e la vita di un tempo. È composto da:

  • il Sentiero Etnografico con quattro escursioni a tema: “Anello dei Pradi” per la fienagione e la vita stagionale sui prati, “Anello della Val“, per la vita stagionale nei paesi, “Anello della montagna” per l’uso delle zone prative attorno alle malghe, e “Anello del Bosc” per l’utilizzo e la coltivazione del bosco;
  • la Casa dell’Ecomuseo a Canal San Bovo;
  • il Museo delle Arti e Mestieri e il Museo della Guerra a Caoria;
  • il Mulino dei Caineri a Ronco;
  • la Stanza del Sacro a Zortea.

I suggestivi paesi della Valle del Vanoi

Diamo ora uno sguardo agli splendidi paesi di montagna che disegnano la Valle del Vanoi, località ideali per vivere appieno il “Trentino più verde che c’è”.

Ecco, allora, Canal San Bovo, alla confluenza del torrente Lozen, in felice posizione soleggiata tra verdissimi prati punteggiati da fienili e casolari, punto di partenza per entusiasmanti escursioni, e Luasen, importante centro di servizi per tutta la valle.

L’itinerario continua con Caoria, alla confluenza del rio Valsorda da cui è suddiviso in due zone, Caoria di fuori e Caoria di dentro. Qui, merita una sosta la Chiesa di San Giovanni Nepuceno, fulgido esempio di architettura moderna in un contesto alpino.

Baciato dal sole, tranquillo e su di un terrazzo panoramico, si svela Prade, protagonista ogni dieci anni della rappresentazione in piazza del “sacro mistero” di “Godimondo e Fortunato”, mentre Zortea domina la conca di Canale e il Sass Maor.

Ancora, Gobbera si presenta come “anello di congiunzione” tra gli abitati (un tempo uniti) di Canal San Bovo e Imèr e custodisce, a poca distanza, l’importante chiesetta di San Silvestro, e il paesaggio è “severo” ma suggestivo nei due pittoreschi villaggi di Ronco e Cainari, sulla destra del Vanoi, tra i prati che pullulano di baite.

Non mancano numerose e pittoresche frazioni come Battistoni, Berni, Valline, Mureri, e Cicona che vanta un particolare microclima per la coltivazione di piccoli frutti, ortaggi e fiori.

Valle d’Itria: un itinerario per scoprire la Puglia più vera

Par : lizsemilia
17 février 2024 à 13:25

Fra verdi distese di ulivi e mare che dista una ventina di minuti, cuore della Puglia più vera è la Valle d’Itria, caratterizzata dagli inconfondibili trulli, le pittoresche abitazioni in pietra dalla forma di cono, masserie, muretti a secco, panorami da cartolina e borghi che non si dimenticano.

Laddove terminano le Murge e ha inizio il Salento, tra le provincie di Bari, Brindisi e Taranto, la valle si regala per una vacanza autentica, lenta, alla scoperta di preziose meraviglie passo dopo passo.

Cosa vedere in Valle d’Itria: Alberobello, la perla

Non si può non iniziare l’itinerario alla scoperta della stupenda valle pugliese senza citare Alberobello, il borgo dei trulli, il più famoso e inserito nel 1996 dall’UNESCO nella World Heritage List nonché Bandiera Arancione del Touring Club.

È davvero impossibile, infatti, non serbarne un ricordo indelebile: l’atmosfera è “magica e originale“, i rioni uno più affascinante dell’altro (basti pensare al turistico Rione Monti con circa mille trulli e al Rione Aia piccola a uso residenziale), i candidi trulli protagonisti indiscussi.

Da non perdere il trullo sovrano, il più grande, l’unico con due piani e immensa cupola di 14 metri: la casa museo ospita mobili d’epoca originali e un delizioso giardino.

Carovigno, gioiello dalle origini millenarie

Carovigno, in provincia di Brindisi, sorprende con un centro storico dalle origini millenarie che custodisce ancora le due antiche porte d’accesso, Porta Ostuni e Porta Brindisi, le tipiche case in pietra e calce bianca, e il Castello Dentice di Frasso, in posizione panoramica, con tre delle quattro torri originarie tuttora in piedi.

In più, a pochi chilometri dal cuore del borgo, ecco la splendida Riserva Naturale di Torre Guaceto e l’Area Marina Protetta, 1200 ettari plasmati da dune alte anche 15 metri, uliveti secolari e paludi: è il posto ideale per trekking e itinerari in bicicletta al cospetto di natura e storia.

Le Grotte di Castellana, incanto sotterraneo

Castellana Grotte, Puglia
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Castellana Grotte, Puglia – iStock

Il raccolto comune di Castellana Grotte è custode di una delle innumerevoli meraviglie di Puglia, vale a dire le Grotte di Castellana, uno spettacolo di cavità, stanze e corridoi a circa 70 metri di profondità con stalattiti, stalagmiti, fossili e concrezioni dai colori e dalle forme uniche.

La visita guidata, lungo due itinerari a scelta, uno completo e uno parziale, conduce in un mondo che non si può descrivere a parole e, amate dai turisti a livello internazionale, sono a pieno titolo un’occasione imperdibile per scoprire un lato naturistico straordinario della Valle d’Itria.

Lo storico borgo di Ceglie Messapica

Da includere nella lista delle mete da non perdere in Valle d’Itria è lo storico borgo di Ceglie Messapica, uno dei più antichi della Puglia, dal centro storico medievale disegnato da suggestivi vicoletti su cui si affacciano le tipiche casette bianche ed edifici dall’assoluto valore architettonico e storico.

Simboli ne sono Piazza Plebiscito con l’ottocentesca Torre dell’Orologio, la Collegiata di Santa Maria Assunta con facciata in stile proto-classico, cupola maiolicata e pregevoli affreschi all’interno, e poi il Castello Ducale in posizione panoramica, che ospita il MAAC – Museo Archeologico e dell’Arte Contemporanea con Pinacoteca Emilio Notte e Biblioteca Comunale Pietro Gatti.

Cisternino, tra i Borghi Più Belli d’Italia

L’itinerario prosegue con Cisternino, tra i Borghi Più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club, antico e candido borgo appollaiato su una collina verdeggiante.

Passeggiare lungo il centro storico dall’atmosfera “intima e raccolta” è un vero piacere: vasi fioriti danno un tocco in più alle basse case di stile orientale, alle scalinate, al dedalo di vicoletti lastricati e ai cortili nascosti.

Dalla piazza centrale Vittorio Emanuele si diramano quattro rioni tutti da percorrere per fare la conoscenza dei “fornelli“, le osterie aperte a ogni ora, dove assaporare il meglio della gastronomia del territorio, vanto indiscusso di Cisternino.

La poliedrica Fasano

Spiagge da favola, uno dei parchi faunistici più grandi d’Italia e un patrimonio storico di sicuro fascino: tutto questo è Fasano, fondata nell’XI secolo.

Qui, da prevedere qualche ora lungo il centro storico dove le stradine sono talmente strette da impedire ai raggi solari di filtrare e sono molte le attrazioni a partire dalla principale Piazza Ciaia su cui svettano antichi palazzi nobiliari nonché la Torre dell’Orologio e Palazzo Balì, sede del Municipio, per arrivare alla Chiesa di San Giovanni Battista dalla facciata tardo-rinascimentale, e al Torrione delle Fogge, superstite del muro di cinta che delimitava Fasano in passato con quattro torri d’avvistamento.

Locorotondo, il bianco borgo di Puglia

Locorotondo, Puglia
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Locorotondo, Puglia – iStock

Quieto borgo della Valle d’Itria dalle candide casette è poi Locorotondo, tra i Più Belli d’Italia, dall’inconfondibile forma circolare e “regno dei balconi fioriti” e delle cummerse, abitazioni dalla forma rettangolare con tetti spioventi realizzati in chiancarelle, lastre in pietra calcarea.

Camminando lungo il labirinto di abbaglianti stradine, lo sguardo si posa su chiese antiche, botteghe artigiane e palazzi barocchi: meritano una menzione la Chiesa di San Giorgio Martire dalla facciata neoclassica, la seicentesca e semplice Chiesa di San Nicola, il barocco Palazzo Morelli, e la Torre dell’Orologio del XVIII secolo.

La “bellissima ed elegante” Martina Franca

La magnifica cittadina di Martina Franca, dal glorioso passato, ha saputo conservare intatto il fascino del suo cuore storico a 400 metri di altezza, facile da scoprire a piedi, e vero e proprio “museo a cielo aperto”.

L’intrico di stretti vicoletti di ciottoli mostra bellezze ineguagliabili come Palazzo Ducale, oggi sede del Municipio dalle sale riccamente affrescate, il signorile Palazzo Nardelli e la Basilica di San Martino, in stile barocco martinese.

Inoltre, da segnalare è il Bosco di Pianelle, riserva naturale regionale ricca di biodiversità con rilassanti itinerari da percorrere a piedi e in bicicletta: sono, infatti, 15 chilometri di sentieri suddivisi in 21 percorsi.

Ostuni, la “città bianca” per eccellenza

Infine, non si può lasciare la Valle d’Itria senza aver fatto tappa a Ostuni, la “città bianca” per eccellenza della Puglia, conosciuta anche come “città presepe” oppure “regina degli ulivi”.

Il suo candido cuore medievale svetta su un’altura abbracciata da verdi uliveti e si fa apprezzare per le case imbiancate a calce, i tortuosi vicoletti, le scalette e otto torrioni aragonesi.

Da ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nel XV secolo nella parte più alta per volontà di Ferdinando d’Aragona e Alfonso II, in stile gotico.

Sardegna fuori stagione: l’itinerario Romanico

15 février 2024 à 13:22

Molti di noi, quando sentono la parola “Sardegna”, pensano al mare, alle spiagge che sembrano rubate al paradiso e all’estate. È giusto ed anche normale, ma la realtà dei fatti è che questa regione immersa nel Mediterraneo è molto altro, e in qualsiasi stagione dell’anno.

L’isola è ricca di montagne, boschi, pianure, corsi d’acqua e pregna di ecosistemi, tanto da essere definita metaforicamente come un micro-continente. E poi è un territorio caratterizzato da un paesaggio che ospita le vestigia della civiltà nuragica, ma anche dell’arte antica di Roma, punto di riferimento per l’intera cultura europea: il Romanico.

L’architettura Romanica della Sardegna

La diffusione dell’architettura Romanica in questa isola che è un sogno a occhi aperti ci permette di poter visitare delle meraviglie che sono tutte da scoprire. Ci sono abbazie, priorati e chiese monastiche, un’architettura sacra che è ancora oggi custode di preziose memorie.

Un Romanico che però, a dirla tutta, si distingue – e non di poco – da quello che tutti conosciamo: qui gli edifici sono ricchi di motivi figurativi, mitologici , vegetali, zoomorfi e molto altro ancora, merito di altre influenze come quelle di formazione pisana e provenzale.

Le testimonianze che sono visibili anche adesso sono tantissime, ma la redazione di SiViaggia ha fatto una selezione di quelle che, secondo noi, sono le più emozionanti. Ciò non toglie che anche quelle non nominate in questo articolo meritino certamente una visita.

Le chiese campestri in Sardegna

Monastir, località della provincia del Sud Sardegna, offre diversi siti archeologici di notevole importanza storica e chiese. Tra queste c’è la Chiesa di Santa Lucia che si erge sul tracciato dell’antica via romana, nota come Caralibus Turrem. Eretta nel tardo Duecento, è immersa nelle campagne e avvolta in un’atmosfera fatta di pace e natura. Un vero e proprio tesoro architettonico nel cuore della vegetazione, un’opera d’arte del fascino intramontabile ed evidente in ogni suo angolo.

Luogosanto è invece un borgo della provincia di Sassari che si fa spazio ai piedi della collina di “Monti Ghjuanni”. Da queste parti svetta fiera nei cieli la Chiesa di San Leonardo, che è ubicata sopra un banco di granito. In tempi lontani era a la cappella gentilizia del Castello di Balaiana, mentre oggi è un vero esempio di passato ancora in vita che si inserisce in maniera armoniosa nel paesaggio in cui è immerso.

Luogosanto, Sardegna
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La Chiesa di San Pietro a Luogosanto, Sardegna

Voliamo ora a Silanus, un paese che si trova a circa 40 chilometri da Nuoro e ricco di eredità nuragiche ed antiche chiese. Come quella dedicata a Santa Sabina: non si hanno notizie certe della sua costruzione, ma quel che è sicuro è che è in calcare bianco nella parte superiore e in trachite nera in quella inferiore. A colpire è anche l’interno, particolarmente sobrio nelle linee anche se vi si innalza una bella cupola ogivale.

La Basilica della Santissima Trinità di Saccargia è un vero e proprio capolavoro che prende vita a Codrongianos, in provincia di Sassari. Si tratta della più famosa e spettacolare chiesa medievale della Sardegna, anche grazie al suo alto campanile scuro che svetta in una verde vallata.

Infine, per quanto riguarda le chiese campestri, vi consigliamo di fare un salto ad Uta, un comune della città metropolitana di Cagliari. Qui sorge la Chiesa di Santa Maria che è ritenuta una delle massime espressioni dell’incontro della cultura provenzale e tosco-lombarda dell’architettura romanica in Sardegna. Risale alla prima metà del XII secolo e sorge sulle rovine di una chiesa più antica e modesta.

Chiesa di Santa Maria di Uta: il Romanico in Sardegna
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L’affascinante Chiesa di Santa Maria di Uta

Le chiese romaniche nel limite urbano

Santa Maria Coghinas è una realtà che sorge nella Sardegna nord-occidentale, a cinque chilometri dal mare e a 50 da Sassari. Tra le sue attrazioni migliori c’è la Chiesa della Madonna delle Grazie che è stata costruita in pietra arenaria nella seconda metà del XII secolo. Dopo una serie di modifiche e restauri, oggi sfoggia un’unica navata con facciata a spioventi piene di decorazioni.

Ghilarza è un bellissimo borgo sardo che fa parte della provincia di Oristano, e nella sua frazione di Zuri si fa spazio la meravigliosa Chiesa di San Pietro, uno dei più sublimi esempi di architettura sacra medievale nell’isola. Ma non è tutto, perché questo magnifico edificio religioso nasconde anche un affascinante segreto: dal caratteristico colore rosso-ocra della roccia lavica di cui è costituito, si trova in una zona in cui giace sott’acqua il ‘vecchio Zuri’, paese che riapparire nei periodi di estrema siccità.

Chiesa di San Pietro,
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La rossa Chiesa di San Pietro a Zuri, Sardegna

Decisamente affascinante è anche la Chiesa di San Giovanni di Sinis a Cabras, meravigliosa località della Sardegna facente pare della provincia di Oristano. Ad essere più precisi si trova a poca distanza dai resti dell’antica Tharros, ed è un gioiello storico-architettonico di inestimabile valore. Dalle forme molto particolari, presenta interni organizzati in tre navate separate da tre archi in successione e coperte da volte a botte.

Nella provincia del Sud Sardegna vale la pena fare un salto anche a Dolianova, centro situato nel territorio storico del Parteolla e dimora della Chiesa di San Pantaleo, uno dei principali monumenti romanici di questa affascinante isola italiana. Costruita tra inizio XII secolo, prende vita nel centro storico del paese e colpisce per la maestosità architettonica, per il decoro scultoreo e per le sue opere pittoriche.

Infine vi consigliamo di fare un salto a Tratalias, anch’esso parte della provincia del Sud Sardegna. Il borgo, che nel film “La fine è nota’ viene descritto come “non è vicino a niente”, è avvolto dal fascino intatto della sua storia millenaria che si può assaporare anche nella sua maestosa Chiesa di Santa Maria di Monserrato, che presenta caratteristiche architettoniche uniche nel panorama sardo.

Chiesa di Santa Maria di Monserrato, Tratalias
Fonte: Getty Images - Ph: REDA&CO
La maestosa Chiesa di Santa Maria di Monserrato di Tratalias

Le bellissime chiese urbane

Tra le chiese romaniche urbane della Sardegna vale senza ombra di dubbio la pena menzionare la Basilica di San Gavino, San Proto e San Gianuario di Porto Torres, un vero e proprio incanto della provincia di Sassari. Si tratta del monumento cristiano romanico più grande e antico dell’isola, ma anche di uno dei più significativi: dall’iconografia anomala, è stata eretto nell’XI secolo ed è avvolto nel mistero di episodi leggendari.

Ottana è il centro del ‘cuore’ della Sardegna che fa parte della provincia di Nuoro e famoso per varie unicità, tra cui un’antica e favolosa cattedrale: la Chiesa di San Nicola. Posta su una collinetta, ha la facciata a capanna, alta e stretta, e si sviluppa su tre ordini. L’interno, dal canto suo, custodisce opere di pregio, tra cui un crocifisso ligneo cinquecentesco.

Ottana, Chiesa di San Nicola
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La straodinaria Chiesa di San Nicola a Ottana

La Chiesa di San Pietro del Crocefisso, detta anche “delle Immagini”, è uno spettacolo architettonico che si trova a Bulzi, un borgo di circa 530 abitanti che fa parte della provincia di Sassari. Si erge isolata, tra quiete e silenzio, e un tempo era parte di un complesso monastico di cui attualmente restano soli pochi ruderi. Vanta un esterno caratterizzato da una facciata in opera bicroma arricchita da archetti in pietra calcarea chiara e si distingue per essere una meta di pellegrinaggio durante la celebrazione de su Rughifissu, che si tiene a fine giugno.

Voliamo ora a Villamar, un paese a circa 50 chilometri di distanza da Cagliari che conserva ancora oggi i fasti del suo glorioso passato, come la Chiesa di San Pietro. Dalle influenze arabeggianti, possiede una particolare forma che la rende uno delle più singolari architetture romanico-pisane del centro-sud della Sardegna. Sorge nel centro storico del borgo e tra le sue possenti mura protegge diverse sculture di pregevole fattura, come quella dedicata a San Pietro in abiti pontificali.

Infine – ma ci teniamo a ricordarvi che l’architettura Romanica della Sardegna è molto più ampia di quello che trovate descritto in questo pezzo, la Cattedrale di Santa Chiara, principale luogo di culto di Iglesias, in provincia del Sud Sardegna. Posta nella magnifica cornice di piazza Municipio, offre una sontuosa facciata a capanna divisa in due ordini da una cornice. L’interno, invece, è con pianta a croce latina, navata unica, due cappelle per lato, transetto e abside quadrangolare.

Cattedrale di Iglesias
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Cattedrale di Santa Chiara, incanto di Iglesias

Destinazione Modica: un tuffo nel cioccolato italiano

Par : marcobaldini
15 février 2024 à 10:27

Immersa nel cuore della Sicilia meridionale, Modica si erge come un gioiello collocato con grazia tra le sinuose linee di una collina, un tesoro barocco che rapisce l’anima e incanta gli occhi. Le sue antiche casette di pietra, le chiese millenarie e le stradine tortuose si fondono armoniosamente, creando un’atmosfera magica e senza tempo.

È impossibile non restare affascinati dalla sua bellezza, un invito irresistibile a perdersi tra i suoi vicoli e a lasciarsi trasportare dalla sua storia millenaria. Ma è al calar del sole che questa incantevole cittadina rivela la sua vera magia: quando i lampioni iniziano a risplendere con una luce morbida e avvolgente, il paese si trasforma in un dipinto vivente, catturando il cuore e lo sguardo.

Modica si distingue non soltanto per essere la mecca del cioccolato, che da solo vale il viaggio, ma è anche un concentrato di tesori culturali e storici, tanto da essere stata ufficialmente riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. È una di quelle città che ti rubano il cuore, una tappa imprescindibile per chiunque desideri scoprire l’anima autentica della Sicilia.

Modica: la città del cioccolato

cioccolato di Modica
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Tipico cioccolato di Modica, Sicilia

Tra le viuzze tortuose e i maestosi bastioni di pietra che caratterizzano il paesaggio di Modica, si cela un tesoro culinario che ha conquistato i cuori e i palati di generazioni: il cioccolato, un vero e proprio patrimonio gastronomico che affonda le sue radici nella storia millenaria degli Aztechi, viaggiando attraverso i secoli per trovare casa in questa incantevole città siciliana, durante il periodo della colonizzazione spagnola.

L’arte di questa delizia raggiunge la sua apoteosi nel Museo del Cioccolato, un’oasi di gusto e cultura inaugurata nel 2014 all’interno del Palazzo della Cultura. Qui, i visitatori sono accolti in un mondo incantato di sapori e tradizioni, guidati attraverso un percorso coinvolgente che svela i segreti e le curiosità dietro la creazione di questo nettare prezioso. Inoltre, è possibile assistere al processo artigianale di preparazione del cioccolato seguendo l’antica ricetta mesoamericana. È qui che la magia prende forma, con i maître chocolatier che trasformano ingredienti semplici in capolavori golosi che deliziano i palati di tutto il mondo.

Ma l’esperienza sensoriale non finisce qui. Presso l’Antica Dolceria Bonajuto, custode di tradizioni dolciarie dal 1880, situata nel cuore del centro storico, potrai immergerti ancora di più nella storia e nel processo di produzione di questo squisito prodotto.

E per coloro che desiderano vivere un’esperienza davvero unica e indimenticabile, alcuni periodi dell’anno offrono la straordinaria opportunità di salire a bordo di un treno storico e lasciarsi trasportare dal profumo avvolgente e dall’intensità degli aromi del cioccolato di Modica. È un viaggio che coinvolge tutti i sensi e lascia un’impronta indelebile nel cuore di chi ha avuto il privilegio di assaporare questo dono divino.

Modica: un tesoro barocco della Sicilia orientale

Cullata dalle onde del Mediterraneo e baciata dal sole siciliano, Modica è divisa in due distinte realtà: da un lato troviamo Modica Alta, arroccata sulle pendici delle montagne, custodendo gelosamente le radici più antiche della città, dall’altro si trova Modica Bassa, dove la vita scorre frenetica tra le strade animate e i mercati vivaci.

Nel 1963 la città è stata segnata da un violento terremoto ma, come una fenice che risorge dalle sue ceneri, si è rialzata più splendente che mai. La ricostruzione ha dato vita a un capolavoro del tardo barocco siciliano, con edifici ornati da decori eleganti e sontuosi. Per scoprire il vero cuore di Modica, non c’è niente di meglio che perdersi tra i suoi vicoli, tra antiche chiese e botteghe artigiane che ancora oggi mantengono vive le antiche tradizioni locali.

Tra le icone architettoniche che caratterizzano il panorama della città, si distingue la Chiesa di San Pietro, che con la sua imponenza domina il rinomato Corso Umberto I. A breve distanza da questa imponente struttura religiosa, sorge la suggestiva Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, un’opera di valore storico inestimabile risalente all’anno 1000.

Altrettanto imperdibile è il Museo Casa natale di Salvatore Quasimodo, dedicato al celebre scrittore nato proprio in questa città nel 1901. Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1959, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama letterario mondiale e la sua dimora d’infanzia è un omaggio tangibile alla sua vita e al suo straordinario contributo alla cultura.

Modica
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Modica, Sicilia

Benvenuti nella migliore destinazione per viaggi on the road: gli Stati Uniti del Sud

29 janvier 2024 à 10:16

Qual è il viaggio on the road per eccellenza? In molti potrebbero rispondere gli Stati Uniti, e noi non potremmo che dire di essere d’accordo. Ma qual è il più originale, quello in grado di sorprendere e di condurre alla scoperta di immense piantagioni di cotone, grandi dimore storiche, luoghi che raccontano le battaglie per i Diritti Civili, luoghi che ospitano le radici di moltissimi generi musicali e molto altro ancora? La risposta è sempre Stati Uniti, ma in particolare la regione del Sud che riesce a far innamorare per i suoi paesaggi e le sue numerose attrazioni.

Guidare negli Stati Uniti del Sud è fare un viaggio nella natura più autentica

Il Sud degli Stati Uniti è una sorta di mondo a parte rispetto al resto del Paese: non c’è il trambusto delle grandi metropoli, la vita scorre a ritmi più lenti, calmi e rilassati e ovunque si avverte un forte legame con un passato recente, ma con uno sguardo rivolto al futuro.

E poi ci sono i profumi, le tradizioni e la musica che regalano un’esperienza di viaggio unica e completamente diversa dalle altre che si possono fare in America.

Per non parlare della lussureggiante natura fatta di pascoli idilliaci, di montagne ricoperte di boschi e di coste lunghissime che si tuffano nell’oceano infinito, di spiagge che sembrano paradisi e molto altro ancora.

Sì, gli Stati Uniti del Sud possono regalare viaggi in automobile davvero spettacolari, di quelli che emozionano e che vorreste che non finissero più.

Per questo motivo, abbiamo deciso di raccontarvi alcuni straordinari itinerari che è possibile prenotare tramite Gattinoni Travel, proposte uniche che vi permetteranno di scoprire anche la calda ospitalità e la deliziosa cucina di questa zona d’America.

La natura selvaggia degli Outer Banks

Gli Outer Banks sono ormai noti anche nel nostro Paese grazie a una recentissima serie televisiva. Un paradiso nel vero senso della parola, caratterizzato infatti da una sottile striscia di sabbia che si estende per 160 km disegnando la costa del North Carolina.

Viaggio negli Outer Banks
Fonte: Visit North Carolina
Guidare nei paradisi degli Outer Banks

A bordo della propria auto si possono scoprire le meraviglie della costa attraverso il Chesapeake Bridge Tunnel, grazie a cui ammirare città pittoresche e tranquille, villaggi di pescatori, placide spiagge sabbiose e tutta la natura che domina incontrastata questa straordinaria regione. Un itinerario in un territorio ricco di erba che si muove al ritmo del vento, di fiori che colorano i campi, di uccelli marini che si librano in volo, cavalli selvaggi e surfisti di tutte le età.

Poi ancora i meravigliosi fari che illuminano le acque turbolente dell’oceano e che dirigono verso isole da sogno come Ocracoke, sede del faro più antico del mondo e più basso di tutta la costa, e Cedar Island, lembo di terra in cui l’atmosfera è assolutamente speciale.

Il viaggio proposto conduce anche oltre gli Outer Banks, fino a raggiungere il South Carolina, con tappe come Myrtle Beach, una vivace e colorata città balneare; Georgetown, una meravigliosa dimora storica di epoca coloniale; Charleston, località ricca di storia e nota per la sua particolare architettura; e il Parco Nazionale Congaree, che ospita la più vasta foresta vergine di latifoglie di pianura rimasta negli Stati Uniti.

La musica prima di tutto: il viaggio on the road più ritmato che c’è

La musica americana, quella che tutti abbiamo ascoltato e sempre ascolteremo, affonda le sue radici proprio in alcune fantastiche zone degli Stati Uniti del Sud. In particolare, qui sono nati e sono diventati il patrimonio di cui godiamo oggi il Jazz, il Blues e il Bluegrass.

Merito soprattutto dei grandi nomi del panorama della musica che da queste parti hanno vissuto, e dei quali è possibile visitare luoghi, musei e molto altro ancora. Ma un viaggio on the road negli Stati Uniti del Sud permette anche di immergersi nel presente della musica, grazie ai mitici studi di registrazione in Alabama, ai vibranti locali di musica dal vivo del French Quarter di New Orleans, in Louisiana, ai Tonk Bar della Lower Broadway di Nashville, in Tennessee e non solo!

French Quarter, New Orleans
Fonte: Louisiana Office of Tourism
Il famosissimo e bellissimo French Quarter

Itinerari al ritmo di musica e attraverso paesaggi iconici, arrivando in località mozzafiato dove poter ascoltare il soul blues del Delta nel Mississippi, oppure danzare con un compagno di ballo in uno zydeco bar a Lafayette, in Louisiana, o magari imbattersi in una banda di ottoni a New Orleans.

Solo qui potrete vivere di persona i luoghi che Elvis Presley frequentava abitualmente, per esempio visitando la famosa Graceland a Memphis, nel Tennessee, o andando a spasso per la sua città natale, Tupelo, nel Mississippi. E se non è abbastanza, sappiate che potrete conoscere anche i posti in cui le superstar registravano i loro brani: il Muscle Shoals Sound Studio e i Fame Recording Studios, in Alabama, mentre i fan del country, e in particolare della leggenda Dolly Parton, potranno fermarsi nel suo parco a tema, Dollywood, a Pigeon Forge, nel Tennessee.

Gli incredibili sapori degli Stati Uniti del Sud

Cos’è un viaggio senza aver sperimentato la cucina locale? Di certo non è completo, perché nell’enogastronomia sono racchiusi segreti e tradizioni di ogni Paese. In più, i sapori della cucina del Sud degli Stati Uniti sono una vera sorpresa, perché racchiudono più anime differenti in quanto figlie del suo affascinante melting pot: da quella Nativa Americana a quella Africana, da quella spagnola a quella francese, e di certo non mancano anche gli influssi italiani.

Tra un incantevole paesaggio e l’altro potrete assaggiare la cucina locale a base di barbecue, pomodori verdi fritti, torte al burro, gamberi, che vengono serviti ovunque dai ristoranti più raffinati ai punti di ristoro delle highways.

Viaggiare nel Sud permette di assaggiare piatti di grande personalità, dal maiale arrosto con salsa agrodolce del North Carolina, ai frutti di mare freschi del Sud Carolina, dal tipico pollo fritto di Alabama e Mississippi, al soul food del Tennessee, senza dimenticare le ricette della cultura creola in Louisiana, con i suoi piatti a base di gamberi, gamberetti, alligatore e Andouille, tutti conditi con la famosa salsa Tabasco®, prodotta proprio ad Avery Island.

Le bevande locali completano un ottimo pasto del Sud: il whisky nativo dell’America, il Bourbon, o il rum delle distillerie a conduzione familiare, nonché tantissimi cocktail e birre artigianali, tutte alla spina.

Gli Stati Uniti del Sud offrono viaggi su strada davvero unici nel loro genere, un mix di montagne, coste, fiumi infiniti come il Mississippi e tutto condito da una cucina interessante e un’ospitalità che ti fa sentire a casa.

Per maggiori informazioni sui tour disponibili, e molto altro ancora, vi invitiamo a visitare il sito di Travel South USA dove troverete anche tutti i tour on the road ideati in collaborazione con Gattinoni Travel.

Cosa mangiare negli Stati Uniti del Sud
Fonte: Travel South USA
Uno dei gustosissimi piatti degli Stati Uniti del Sud

Grotte di Aggtelek: il mondo sotterraneo Patrimonio Unesco

22 janvier 2024 à 10:34

In Ungheria, praticamente al confine con la Slovacchia, c’è un mondo sotterraneo che cela moltissime sorprese: si tratta delle grotte di Aggtelek, una lunga serie di cunicoli che si dipanano per km nelle viscere della terra. Tra di esse c’è anche la grotta di stalattiti più lunga d’Europa, un vero capolavoro della natura dove vivere un’esperienza senza eguali. Andiamo alla scoperta di questo Patrimonio Unesco.

Dove si trovano le grotte di Aggtelek

Il parco nazionale di Aggtelek, che racchiude le famose grotte, è un’area naturale protetta fondata nel 1985 a tutela di questo preziosissimo capolavoro naturale. Si trova nell’Ungheria settentrionale, dove – per quanto riguarda alcuni dei suoi cunicoli – si snoda parzialmente anche in Slovacchia. Siamo nella regione del Carso di Aggtelek, caratterizzata da numerose formazioni scavate in un paesaggio calcareo di raro fascino. Il parco si estende per quasi 200 km quadrati, all’interno dei quali si contano ben 280 grotte di diverse dimensioni.

Le grotte di Aggtelek, un luogo magico

Le grotte di Aggtelek fanno parte di un sistema di caverne sotterranee ancora più ampio, che ricadono sotto il nome di grotte del Carso di Aggtelek e del Carso slovacco, dal 1995 diventate uno dei siti protetti dall’Unesco per il loro prezioso valore paesaggistico e geologico. Complessivamente, tutti i cunicoli finora conosciuti si sommano per un totale di oltre 205 km di lunghezza, ma è pur vero che sottoterra potrebbero celarsi ancora molte sorprese. Migliaia di turisti, attratti dalla bellezza della natura ungherese e dal fascino di queste grotte, arrivano ogni anno per una vera e propria avventura speleologica.

Ma quali sono le caverne più famose di questo complesso? Quella più nota in assoluto è la grotta Baradla, lunga ben 26 km – 8 dei quali si trovano in territorio slovacco, dove viene chiamata grotta Domica. È la più grande grotta di stalattiti d’Europa, ma anche un importante sito archeologico e naturalistico: il suo ingresso naturale si trova nel parco di Aggtelek, ai piedi di un’imponente parete bianca. Il cunicolo principale si dirama poi in diverse caverne laterali, ed è qui che si trova la stalagmite più grande conosciuta al mondo (37,2 metri di altezza).

La grotta Baradla è conosciuta sin dall’antichità e vi sono state trovate tracce di occupazione neolitica: viene dunque considerato un prezioso sito archeologico che custodisce testimonianze dell’antica cultura di Bükk, che provano come le caverne fossero abitate fin dal 5.000 a.C. Inoltre, all’interno del complesso sotterraneo vivono oltre 500 animali, tra cui 21 specie di pipistrello. Visitare questa grotta è un’esperienza meravigliosa, il tour ha una lunghezza di circa 1,7 km e permette di dare uno sguardo unico ad un mondo sotterraneo incredibile.

Molto affascinante è poi la grotta di Gombasek, lunga oltre 1,5 km: arricchita da preziosissime decorazioni, si è così guadagnata il nome di grotta delle favole. È particolarmente frequentata non solo per la sua bellezza, ma anche perché qui si pratica, in via sperimentale, la cosiddetta speleoterapia: grazie a particolari condizioni di temperatura e umidità, il luogo sembra essere adatto per il trattamento delle malattie respiratorie. Merita infine una visita anche la grotta di ghiaccio di Dobšina, dove si trova una splendida sala che rimane congelata tutto l’anno. I turisti possono visitarla, scoprendo che qui la temperatura rimane costante tra i -4° e gli 0,5°C in qualsiasi stagione.

Gli Stati Uniti del Sud, tra leggende, vita rurale, musica e misteri

12 janvier 2024 à 17:15

Quando pensiamo agli Stati Uniti ci vengono subito in mente i grattacieli, il trambusto delle metropoli e la frenesia delle città. Ma c’è una zona degli Stati Uniti che riesce ad essere ancora particolarmente autentica, dai ritmi lenti e rilassati, una regione dove il sole splende dolcemente, la gentilezza è uno stile di vita e l’ospitalità è un marchio di fabbrica.

Parliamo degli Stati Uniti del Sud, che vantano un mix di città affascinanti e dinamiche, architetture imponenti, quartieri storici, musei, siti per i diritti civili e dimore d’epoca, oltre ad alcuni tra i più antichi e visitati National Parks. Abbiamo avuto l’opportunità di scoprirli e ce ne siamo follemente innamorati.

Sei Stati e tante incredibili attrazioni

L’arrivo negli Stati Uniti del Sud è emozionante: è quell’America che non ti aspetti. Merito delle pressoché infinite spiagge di sabbia bianchissima, delle piantagioni di cotone e dell’atmosfera accogliente che si mescolano alla scena culinaria semplicemente eccezionale e alla cultura musicale senza pari.

Il Sud degli Stati Uniti è solitamente e giustamente identificato come la regione più originale e singolare del Paese, ma forse non ci si rende conto di quanto questa affermazione sia vera fino a che non ci si arriva.

Qui si scopre un’America diversa, fatta di luoghi e persone autentici, ricca di storia e cultura da scoprire. E in particolare tutto ciò è perfettamente percepibile in sei magnifici Stati: l’Alabama, dove le bellezze naturali si mescolano alla storia; la Louisiana, caratterizzata dalla cultura creola e Cajun, da suggestive distese paludose e patria del Jazz; il North Carolina, con sconfinate meraviglie naturali; il South Carolina, dalle bianche spiagge e dalle lussureggianti foreste; il Tennessee, dove scoprire la colonna sonora dell’America; il Mississippi, lo Stato in cui la vita scorre al ritmo del Blues e pieno di luoghi storici, fra cui piantagioni e sontuose dimore.

La culla della musica americana: le tappe da non perdere

La vita senza musica sarebbe una noia mortale e in qualche maniera le canzoni americane hanno fatto da colonna sonora ad ognuno di noi, tra generazioni passate, presenti e future

Ed è proprio negli Stati Uniti del Sud che è nata la musica americana: facendo un viaggio da queste parti si può ripercorrere la vita di molti artisti di fama mondiale, così come gioire delle note moderne grazie agli show di live music.

Un’esperienza che permette di portare a casa un bagaglio culturale non indifferente. Si ha persino la possibilità di immergersi nelle radici musicali del Sud visitando i musei dedicati alla musica o partecipando ad una delle centinaia di festival organizzati in tutta la regione.

L’arrivo in Mississippi, per esempio, fa capire sin da subito che proprio qui è nato e si è sviluppato il Blues, grazie anche al genio di B.B. King del quale si può visitare la tomba presso Indianola, una graziosissima città dove riposa questo straordinario artista all’interno del B.B. King Museum & Delta Interpretative Center.

Tante emozioni si vivono anche in Tennessee perché è qui che sorge Graceland, Mansion and Museum, la casa di Elvis Presley. E poi Nashville, la “Capitale della Country Music”, la “Music City” che coltiva anche pop, indie, gospel, bluegrass e altre forme di espressione musicale. New Orleans, in Louisiana, vanta origini armoniosamente mescolate nelle stesse radici della musica Jazz. Sì, negli Stati Uniti del Sud si può fare un vero viaggio al ritmo di musica, mentre straordinari paesaggi naturali riempiono l’anima e il cuore di stupore.

Stati Uniti del Sud, Louisiana
Fonte: Chris Granger
The Spotted Cat Music Club in New Orleans

Accoglienza e ospitalità: negli Stati Uniti del Sud ci si sente a casa

Ve lo abbiamo accennato all’inizio: negli Stati Uniti del Sud ci si sente a casa, ogni angolo è baciato da una calorosa accoglienza e ospitalità. E per noi italiani questo è un aspetto importantissimo. Anche per questo motivo, un viaggio da queste parti non può che lasciarci pienamente soddisfatti.

Qui percepiamo un’America incredibilmente simile a noi, quell’anima vera e autentica che tanto ci piace perché fatta di radici e tradizioni che trasportano indietro nel tempo. Poi ci sono le incredibili meraviglie dei paesaggi, le cittadine storiche perfettamente conservate e le miriadi di attività da scoprire che soddisfano ogni esigenza e aspettativa.

Qui l’ospitalità, calda e generosa, è un vero e proprio stile di vita, un’accoglienza allegra e autentica che si avverte ovunque: negli Stati Uniti del Sud si è davvero i benvenuti, e questa vibrante sensazione accompagna tappa dopo tappa.

Un viaggio di gusto tra due anime: raffinata e rustica

Gli Stati Uniti del Sud sono una grandissima sorpresa anche per le papille gustative: abbiamo capito che è qui che c’è la cucina più buona di tutto il Paese. Una gastronomia che ha una marcia in più e, anzi, ne ha due rispetto al resto degli Usa perché la cucina sa essere sia raffinata che rustica.

Il motivo? Questa zona gode di influenze provenienti da un’ampia varietà di culture – nativi americani, africani, spagnoli e francesi, solo per citarne alcune – e per questo i piatti sono pieni di personalità.

In Louisiana, per esempio, ci siamo goduti i piatti cajun e creoli, mentre nel North Carolina, e più precisamente a Lexington, un gustoso maiale arrosto con salsa piccante di aceto e pepe.

Ancor più sorprendente è stato il cibo del South Carolina con i suoi incredibili gamberetti accompagnati da una preparazione che ricorda la nostra polenta, un piatto imperdibile e che prende il nome di Shrimp and grits. L’Alabama, invece, è riuscita a deliziare le papille gustative con un pasto a chilometro zero nei ristoranti di Birmingham. E poi le interpretazioni creative dei frutti di mare più freschi grazie alle incredibili influenze provenienti dal Golfo del Messico e dall’Oceano Atlantico.

Un viaggio negli Stati Uniti del Sud, quindi, permette di assaggiare un ottimo mix delle cucine delle varie popolazioni passate da qui. Ricette in grado di soddisfare anche i più grandi appetiti, poiché la varietà riflette la storia del Paese, le tradizioni della cucina nativo-americana e le contaminazioni creative derivanti dai flussi migratori.

Mangiare Stati Uniti del Sud
Fonte: Travel South USA
Il cibo degli Stati Uniti del Sud

Toccare con mano la storia: i luoghi dei Diritti Civili

Gli Stati Uniti del Sud, oltre a quello che vi abbiamo raccontato, rappresentano anche l’America delle grandi piantagioni di cotone, delle dimore storiche e delle battaglie per i Diritti Civili.

Ciò vuol dire che qui si fa un viaggio che permette di toccare con mano la storia, quella che racconta la guerra civile americana da un lato e le intense testimonianze dei Diritti Civili dall’altro.

I luoghi, che inevitabilmente fanno riflettere e che abbiamo sempre studiato sui libri di storia, sono tantissimi. A Memphis, per esempio, sorgono il Lorraine Motel in Mulberry Street, noto per essere il luogo dove Martin Luther King Jr. venne ucciso il 4 Aprile del 1968, e il National Civil Rights Museum, con mostre che ripercorrono la storia del movimento per i Diritti Civili negli Stati Uniti dal XVII secolo ad oggi.

E poi ci sono le tradizioni assai particolari, come quelle da scoprire presso il New Orleans Historic Voodoo Museum con mostre che si concentrano su misteri, storia e folklore legati alla religione della diaspora africana del Louisiana Voodoo.

Ad affascinare sono anche le storiche piantagioni di cotone, il Museo del Carnevale situato a Mobile e gli Indian Mounds of Mississippi, dei tumuli di terra che contano circa 2.100 anni ma di cui ancora non si sa il motivo per cui vennero costruiti.

A disposizione dei viaggiatori che vogliono saperne di più su questa straordinaria destinazione degli Usa ci sono diverse e interessanti possibilità. Travel South USA e Gattinoni Travel hanno ideato una serie di itinerari interessanti per scoprire le mille (e autentiche) sfaccettature degli Stati Uniti del Sud.

Uno di questi è un imperdibile viaggio di gruppo di 12 notti e 10 giorni che conduce alla scoperta di 4 Stati differenti di questa regione americana. Le partenze sono previste da Milano per questa estate, 24 giugno, 16 luglio e 16 agosto, e porteranno al cospetto di tante meraviglie di cui vi abbiamo parlato, tra cui la possibilità di vivere a 360 gradi il fascino di New Orleans, la natura e la storia dell’Alabama, la vita e i luoghi delle star della musica statunitense e molto altro ancora.

Per chi invece è in cerca di qualcosa di più avventuroso ci sono diversi itinerari self drive tra cui scegliere. C’è The Civil Rights History Trail, per esempio, un viaggio su strada che tocca alcune delle città più importanti della storia del movimento americano per i Diritti Civili. Poi ancora il Rhythms of the South (American Rhythms), che permette di conoscere la storia e la natura di questa zona d’America al ritmo della sua inconfondibile musica.

Poi ancora l’itinerario che fa attraversare svettanti montagne per arrivare alle infinite coste di questa zona del Paese, il tutto passando per alcune delle spiagge e delle città più suggestive della regione. Se siete amanti del Jazz, invece, non dovete perdervi il Jazzy Jambalaya Adventure in self drive per scoprire tutte le meraviglie della Louisiana e delle rive del Mississippi, un itinerario che serve a conoscere un’altra America, lontana dai luoghi comuni.

Ma non è finita qui, perché c’è anche un tour che segue il corso del Mississippi per arrivare fino alla costa, un altro che porta nel cuore del North e South Carolina fino a toccare un paradiso chiamato Outer Banks e un ultimo che si svolge a ritmo di Rock ‘N Roll, mentre si guida attraverso il cuore e l’anima di Alabama e Tennessee.

Viaggio in Mississippi
Fonte: Visit Mississippi
Veduta del fiume Mississippi

Lo sai che in Italia esiste una città dalle 500 cupole?

Par : lizsemilia
11 janvier 2024 à 09:27

È veramente difficile, per chi non l’ha visto almeno una volta, descrivere il luogo di cui stiamo per parlarvi. Si tratta di una città che non ha una sola anima, ne ha diverse, tutte splendidamente complesse, tutte perfettamente intersecate e connesse. E, se ciò non bastasse, si tratta di un posto che ha un patrimonio storico-culturale immenso, talmente immerso da essergli valso l’appellativo di Città delle 500 Cupole. Ma dov’è? Qual è questa città?

È in Italia, ed è Napoli. Napoli, in grado di rapire il cuore di chi la percorre, di restituire a chi la visita odori e sapori che non si trovano da nessun’altra parte al mondo. Napoli, che coniuga opulenza e ricchezza a scorci poveri ma genuini e colorati. Napoli, che nel caso non lo sapeste è ance la città più ricca al mondo di chiese, edifici di culto e conventi, che punteggiano il suo cielo con le sue calotte circolari, uniche e incantevoli.

Napoli e le sue 500 cupole

Scoprire (e riscoprire) Napoli dovrebbe essere una delle priorità nella vita di chi viaggia spesso. Il capoluogo campano è uno di quei luoghi che offre ristoro a ogni anima, che rinfranca lo spirito e infonde un’incredibile energia. I motivi di questa sua “capacità” sono davvero moltissimi, ma se volessimo sceglierne uno, in questa sede sceglieremmo il meraviglioso mix di sacro e profano che la contraddistingue.

Napoli dall'alto

Palazzi storici e nobiliari ed strutture civiche incontrano chiese maestose e basiliche che spiccano, svettano, quasi a segnalare che questa città più d’ogni altra è vicina a Dio. È proprio per questo che nel XVIII secolo la città si è, appunto, aggiudicata il soprannome di città delle 500 cupole: chi aveva il privilegio di osservare Napoli dall’alto rimaneva colpito da questi tetti tondi, che sembravano e sembrano intervallare la mappa della città, segnalandone la potenza spirituale.

Le chiese più belle di Napoli

E attenzione, le cupole non sono che un “antipasto”. Straordinarie da fuori e dall’alto, molte delle chiese di Napoli nascondono anche dei tesori straordinari al loro interno, lasciando di stucco chiunque le visiti. È il caso, per esempio, del Basilica Santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore, con interni in stile barocco, o della Chiesa di San Ferdinando, anch’essa con interni barocchi e con incredibili volte affrescate.

Interno della chiesa di San Ferdinando a Napoli
Fonte: iStock
Chiesa di San Ferdinando a Napoli

Da non perdere neanche la di Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio, che nasconde capolavori di Stanzione e Giordano e, ovviamente, la maestosa e simbolica Chiesa di San Francesco di Paola di piazza Plebiscito, che “cela” un altare in marmi policromi e lapislazzuli finemente intarsiato.

Vedere Napoli e poi morire (di bellezza)

Vedi Napoli e poi muori“, dice un detto che si è diffuso velocemente nel corso della storia della città e di cui non tutti conoscono il significato. Questo famoso aforisma, scritto da Goethe, è un realtà una delle celebrazioni più alte della città. In pochissime parole (che possono quasi apparire crude, minacciose), Goethe ha cercato di trasmettere un’esperienza totalizzante che lo ha travolto quando ha scoperto la storia della città, le persone che la abitavano, la sua cultura e tutta la sua folgorante bellezza.

Napoli dall'alto di notte

Oltre alle cupole (come se ci fosse bisogno di dirlo!) c’è molto di più. Meraviglie nascoste ed esperienze segrete si accostano facilmente alle visite più “canoniche” ai monumenti della città, ma anche una semplice passeggiata tra i muri dei vicoli della città può facilmente diventare pura suggestione. Dunque, se non ci siete mai stati, è il momento di pensarci: visitate la città dalle 500 cupole e ciò che avrete in cambio sarà un sogno a occhi aperti.

Cerchi il caldo? Allora stai lontano da queste città

4 janvier 2024 à 10:55

Con il suo abbraccio bianco e candido la neve ha già avvolto alcune città d’Italia trasformandole in cartoline d’immensa bellezza. È la magia dell’inverno che continua a stupire e a emozionare tutti gli amanti della stagione fredda.

Chi non teme le basse temperature, infatti, sa bene che è questo il momento perfetto per organizzare nuovi e straordinari viaggi alla scoperta degli spettacoli di Madre Natura che, seppur in letargo, continua a lasciare senza fiato. E tutti gli altri?

A chi vuole vivere “col sole in fronte”, invece, non resta che preparare i bagagli e partire alla volta di luoghi esotici e tropicali per vivere una seconda estate. In alternativa è sempre possibile restare in Italia per raggiungere tutte quelle destinazioni che regalano un caldo tepore anche nei mesi invernali. Una cosa è certa, se mal sopportate le basse temperature dovete stare lontani da queste città: sono le più fredde d’Italia.

Le città più fredde d’Italia

Sognate la primavera tutto l’anno o, meglio ancora, una seconda estate tutta da vivere? Vi farà piacere sapere che sono tantissimi i luoghi da raggiungere questo inverno in grado di esaudire i vostri desideri: non c’è che l’imbarazzo della scelta. Una cosa è certa però, dovreste stare davvero alla larga da queste città d’Italia che, secondo i dati raccolti dall’ISTAT negli scorsi anni, hanno registrato le temperature più rigide del Belpaese. Curiosi di sapere quali sono?

Belluno e l’inverno sotto zero

Situata alle pendici delle possenti Dolomiti, nella parte settentrionale del Veneto, Belluno è anche conosciuta con il nome di città splendente, un appellativo scelto dai Celti per onorare la bellezza del paesaggio che circonda il territorio. Bella sì, ma anche freddissima.  Secondo i dati Istat, infatti, Belluno è il capoluogo più freddo d’Italia con una temperatura media di 9,8 gradi.

La temperatura più bassa (e da record) mai registrata in Italia

C’è un luogo, situato in Italia, che ogni inverno si trasforma nel palcoscenico di uno spettacolo ghiacciato portato in scena da Madre Natura. Stiamo parlando della Busa della Fradusta, una delle cime più importanti delle Pale di San Martino. Qui, tra le Dolomiti trentine, esiste quello che è stato ribattezzato il Polo Nord d’Italia. Il motivo? il 10 febbraio del 2013, in questo luogo, si è registrata la temperatura più bassa mai percepita nel Belpaese con -49,6°C. Un record battuto solo nel mese di gennaio 2022 da Busa Riviera che ha registrato, invece, -50 gradi.

Città italiane bellissime e freddissime

Non vi sentirete come al Polo Nord, eppure in queste città d’Italia le temperature medie sono sempre piuttosto basse, soprattutto durante l’inverno. Se quindi siete amanti del caldo e del sole, meglio evitare Aosta (temperatura media annua 3,6°C), Bolzano (4,6°C) e Sondrio (6,1°C). Seguono, poi, Trento, Cuneo, Vercelli e l’Aquila.

Un discorso a parte, invece, merita quello che è stato ribattezzato il borgo più freddo d’Italia, un piccolo centro abitato incastonato nel cuore dell’Abruzzo e situato all’interno del Parco Naturale Sirente Velino. Si tratta di Rocca di Mezzo, un pittoresco paesino arroccato a un’altitudine di 1.300 metri che ogni inverno registra temperature ben al di sotto dello zero. Il suo ultimo record? – 37,4 gradi registrati nel 2012.

Après-ski, le migliori destinazioni europee per divertirsi sotto lo zero

2 janvier 2024 à 10:01

È tempo di vacanze invernali, di sport ad alta quota, di benessere e di relax, ma anche di tanto divertimento. Le proposte in giro per il mondo sono tantissime, così come altrettante sono le destinazioni da raggiungere in questo periodo.

Montagne, colline e vallate si sono trasformate nel palcoscenico di uno spettacolo incredibile, quello della natura che ha colorato tutto di bianco regalandoci cartoline invernali in cui perderci e immergerci per rilassarci, per meditare, per praticare sport, ma anche per divertirsi con l’après-ski.

Chi cerca, infatti, svago e relax ad alta quota non ha che l’imbarazzo della scelta. Sono tantissimi i luoghi da raggiungere, questo inverno, per godere di panorami mozzafiato e per lasciare andare i problemi e lo stress del quotidiano. Dove andare, dunque? Una ricerca condotta da UNIQLO ce lo svela: ecco i 10 migliori resort europei per l’après-ski.

Après-ski, il divertimento ad alta quota

L’arrivo della stagione fredda ci ricorda che è questo il momento di organizzare nuovi viaggi, quelli che ci conducono al cospetto di paesaggi innevati che sembrano usciti da una fiaba. È questo il momento perfetto per dedicarsi agli sport sulla neve, al relax nelle spa, e anche al divertimento dell’après-ski.

Chi non vuole rinunciare allo svago ad alta quota, infatti, può contare su tutta una serie di proposte davvero incredibili, tutte da vivere e da condividere con gli amici o con la famiglia. Merito dell’après-ski, che tradotto letteralmente vuol dire “dopo lo sci”, e che sta a indicare tutta una serie di attività ricreative e di intrattenimento da svolgere dopo una giornata trascorsa tra le piste e gli sport invernali.

L’après-ski è un vero e proprio must per gli amanti delle vacanze invernali. Diventato popolare negli anni ’50 tra le Alpi francesi, oggi è considerato un appuntamento imperdibile per tutti i viaggiatori. Si balla, si ascolta musica e si brinda, ci si rilassa e si gustano prelibatezze locali all’interno di locali o terrazze che affacciano sulle piste da scii o sulle montagne innevate circostanti. E poi, ancora, ci si dedica allo shopping e al relax. Un vero e proprio momento di svago, da vivere e da condividere, che si traduce in un’esperienza unica e indimenticabile.

Ma quali sono i luoghi migliori per dedicarsi al divertimento ad alta quota? Ad aiutarci a scegliere le destinazioni da raggiungere questo inverno ci ha pensato UNIQLO, il brand giapponese specializzato in capi d’abbigliamento casual, che ha realizzato la lista dei 10 migliori luoghi europei per l’après-ski.

I 10 migliori luoghi da raggiungere per le tue prossime vacanze invernali

Se avete in mente di organizzare una vacanza in montagna per godere delle sue meraviglie, ma al contempo non volete rinunciare né allo sport, né al divertimento, allora siete nel posto giusto. Come abbiamo anticipato, infatti, UNIQLO ha realizzaro la lista dei migliori luoghi  in Europa per l’après-ski, da quelli super lussuosi a quelli più economici, ma comunque sempre bellissimi.

Tenendo conto di diversi parametri, come il numero di locali, spa e negozi, le visualizzazioni su TikTok e le recensioni su Google, la località francese di Courchevel ha conquistato il podio ottenendo il punteggio complessivo più alto nella classifica. Questo non ci stupisce poi molto considerando il fatto che si tratta di uno dei comprensori sciistici più famosi d’Europa. Ogni anno, qui, si riuniscono migliaia di avventurieri per percorrere le favolose piste innevate che offrono una vista privilegiata e mozzafiato sul Monte Bianco. Sempre qui i viaggiatori possono godere di numerose attività di svago e intrattenimento dopo una giornata trascorsa sulla neve.

Per gli amanti di feste e party, invece, le località elette sono Zermatt, Bormio e Val Thorens, situate rispettivamente in Svizzera, in Italia e in Francia. Se oltre allo svago, però, non volete rinunciare allo shopping con vista, allora il consiglio è quello di raggiungere Bormio e Livigno, località che ospitano il maggior numero di negozi, seguite poi da St. Moritz in Svizzera e Megève in Francia.

A chi vuole rilassarsi consigliamo di restare in Italia, sempre a Bormio e Livigno: le due località, infatti, ospitano il maggior numero di centri termali tra le destinazioni prese in considerazione e sono dunque perfette per chi desidera un après-ski all’insegna del benessere fisico e mentale.

Bormio
Fonte: iStock
Bormio

Se è un po’ di movida che cercate dopo aver trascorso una giornata a sciare, allora la destinazione perfetta da raggiungere è Val Thorens, una località francese situata nel dipartimento della Savoia della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. La miglior vita notturna invernale ed europea è qui. Seguono, poi, anche Val-D’Isère con ben 18 locali per l’après-ski e Courchevel, che per vita notturna si piazza solo al quinto posto.

I luoghi più economici da raggiungere per l’après-ski

Se avete in mente di organizzare una vacanza invernale economica, ma non volete rinunciare allo svago e al divertimento, allora queste sono le destinazioni da raggiungere. Secondo la classifica di UNIQLO, la Spagna e l’Italia sono i luoghi perfetti da raggiungere senza spendere un patrimonio. Sulla base dei prezzi medi degli alloggi e della ristorazione, è emerso che Candanchú e la Sierra Nevada, in Spagna, sono le mete ideali più convenienti. Qui potrete provare lo scii, lo snowboard e tantissime attività après-ski senza spendere troppo.

In Italia, invece, è ancora Bormio a detenere il primato, anche quello low cost. Seguono poi Sauze d’Oulx, Livigno, Courmayeur, Canazei, Sestriere e Madonna di Campiglio.

Vacanze di lusso tra Svizzera e Francia

Se invece cercate il lusso ad alta quota, allora vi anticipiamo che le migliori destinazioni da raggiungere si trovano tutte tra la Svizzera e la Francia. È qui che è presente il maggior numero di location esclusive, ristoranti stellati, negozi, alberghi a 5 stelle e centri benessere da mille e una notte.

A conquistare il podio della classifica delle destinazioni di lusso per l’après-ski è Zermatt, la cittadina del Canton Vallese adagiata ai piedi del picco del Cervino, con 23 negozi di lusso, 14 spa, 9 hotel a cinque stelle e 12 ristoranti inclusi nella guida Michelin. Conquistano il secondo e il terzo posto, rispettivamente, Courchevel in Francia e St. Moritz in Svizzera. Seguono poi le località francesi di Megève e Chamonix. Chiudono la classifica di lusso, invece, le italiane Corvara, Cortina d’Ampezzo, Val Gardena e Livigno.

St. Moritz
Fonte: iStock
St. Moritz

Sognando l’America: i parchi che devi visitare nel 2024

29 décembre 2023 à 09:55

Spazi aperti e natura incontaminata: gli Stati Uniti sono anche questo, con i loro suggestivi parchi da visitare per poterne apprezzare la vegetazione, gli animali e risalire all’anima più vera di questi luoghi. Se si sogna un viaggio in America vale la pena inserire tra le proprie tappe almeno uno di questi tantissimi luoghi che punteggiano la mappa della parte nord del continente.

Google Maps a dicembre ha reso note le tendenze di ricerca, stilando una lista dei dieci parchi più cercati: tra questi ci sono i più celebri e noti, ma anche alcuni luoghi meno famosi ma ugualmente meravigliosi, da inserire tra la location di un viaggio alla scoperta di un’America più selvaggia, fatta di natura e storia, di scenografie mozzafiato e bellezza che resta impressa per sempre negli occhi e nel cuore.

La lista dei dieci parchi più cercati su Google Maps dalla decima posizione alla prima, da visitare nel 2024 se si programma un viaggio alla scoperta degli Stati Uniti.

Rocky Mountain National Park, Colorado

Alla decima posizione dei parchi più cercati c’è il Rocky Mountain National Park in Colorado, uno dei più alti di tutti gli Stati Uniti. Al suo interno si possono ammirare montagne, ma anche valli e ogni luogo ha le sue caratteristiche: foreste sub alpine, spazi ricchi di fiori e punti da cui ammirare il suggestivo panorama. Da non sottovalutare il fatto che vicino si trovano delle bellissime foreste nazionali che si possono visitare. La città più grande vicina al parco è Denver.

Bryce Canyon National Park, Utah

Lasciarsi sorprendere dallo spettacolo che ha creato la natura non è difficile nel Bryce Canyon National Park, che si trova nel sud dello Utah. Qui, a dominare l’ambiente sono le rocce rossastre che si chiamano hoodoos e sono colonne irregolari e regalano allo sguardo un’ambientazione indimenticabile. Vale la pena visitare questo luogo in ogni stagione, sapendo però che ci sono periodi dell’anno (come l’estate) in cui c’è una maggiore affluenza. Tante le escursioni che si possono fare per esplorare questo parco. Per raggiungerlo c’è un po’ di strada da fare e gli aeroporti più vicini si trovano a Las Vegas e Salt Lake City.

Acadia National Park, Maine

Un piccolo gioiello da scoprire, ricco di scenari suggestivi e unici: è il Acadia National Park che si trova nel Maine. Tantissime le cose da vedere e da esplorare, ma tra le più affascinanti non si può non citare il fiordo del Somes Sound. E poi i panorami, le coste e gli animali. La Cadillac Summit Road, una strada celebre, ha l’accesso su prenotazione da maggio a ottobre. Si trova vicino a due aeroporti: Bangor e quello della contea di Hancock

Sequoia National Park, California

Alberi altissimi e le montagne della Sierra Nevada: in California si può visitare il Sequoia National Park. Tra le tappe obbligate, se si programma una visita a questo luogo, la Foresta Gigante dove si trova l’albero del Generale Sherman, il più grande di tutti con le sue dimensioni davvero notevoli. Basti pensare che ha un’altezza di quasi 84 metri. Da qui si può raggiungere il Fresno Yosemite International che si trova a un paio di ore di distanza in auto. Vicino si trova anche il Kings Canyon.

Joshua Tree National Park, California

Restiamo in California con il Joshua Tree National Park che si trova a sud dello stato, un luogo particolarissimo con i suoi alberi dalle forme contorte, ma anche per i suoi scenari che lasciano senza fiato e l’incontro di due differenti ecosistemi desertici. Gli aeroporti più vicini sono a Palm Springs e a Los Angeles.

Glacier National Park, Montana

Ci spostiamo in Montana, vicino al confine con il Canada, dove si trova il parco che è alla quinta posizione tra i più cercati su Google Maps. Si tratta del Glacier National Park dove ci si può immergere nella natura tra laghi, fiumi e ghiacciai ma anche scoprire di più su questa terra. L’estate è il periodo con maggiore afflusso di turisti. L’aeroporto più vicino è il Glacier Park International Airport.

Grand Canyon National Park, Arizona

È senza dubbio tra i parchi più celebri e visitati, stiamo parlando del Grand Canyon National Park che si trova in Arizona e che attrae le persone per le sue scenografie uniche. Il Grand Canyon è lungo 445 chilometri ed è attraversato dal fiume Colorado, un luogo in cui si possono ammirare con i propri occhi le diverse stratificazioni di roccia appartenenti a epoche completamente diverse della storia del mondo. Vi sono due aeroporti vicini: uno interazionale a circa 4 ore di auto (il Phoenix Sky Harbor International) e uno che dista un’ora e mezza (il Flagstaff Pulliam Airport).

Zion National Park, Utah

Nel sud dello Utah si trova il Zion National Park, un parco che è facilmente raggiungibile da grandi città come Las Vegas e Salt Lake City e che ha un suo canyon molto suggestivo. Si tratta di una gola che si estende per una lunghezza di 24 chilometri lungo cui scorre il Virgin River. Da visitare in tutte le stagioni, ma l’autunno e la primavera sono le più consigliate.

Yosemite National Park, California

Tra i più celebri parchi americani vi è anche il Yosemite National Park che si trova in California e all’interno del quale si possono ammirare foreste, laghi, fiumi, cascate e molto altro. È un luogo molto selvaggio, ricco di animali da scoprire, e di storia. Si trova a una manciata di ore da San Francisco e qualcuna di più da Los Angeles, è il luogo perfetto da visitare – quindi – se si programma una vacanza che comprenda una delle due (o entrambe) le città.

Yellowstone National Park, Wyoming, Idaho e Montana

Al primo posto dei più cercati su Google Maps c’è il Yellowstone National Park che si estende tra Wyoming, Idaho e Montana. È il primo degli Stati Uniti e al suo interno si possono ammirare una varietà di luoghi diversi e che lasciano senza fiato. Basti pensare ai colori e allo spettacolo che offrono i gayser al suo interno. Da non dimenticare anche la vicinanza con altri luoghi da visitare come il Ashton-Tetonia Trail State Park.

Da un Paese all’altro a piedi: 5 frontiere da attraversare

17 décembre 2023 à 09:20

Solo quando hai lasciato le tue impronte, solo lì sei stato davvero“. Queste parole, pronunciate da Goethe, risuonano ancora oggi profonde e intense. Trasformare un viaggio in un’esperienza autentica non significa solo visitare un luogo, ma viverlo, respirarlo, percorrerlo con i propri passi.

Oltrepassare una frontiera a piedi può sembrare un’esperienza insolita, quasi anacronistica nel nostro mondo frenetico e moderno. Tuttavia, c’è qualcosa di straordinariamente umano e avvincente nell’attraversamento lento di un confine: il cambiamento della terra sotto i nostri piedi, la percezione di un’atmosfera diversa e di un passaggio simbolico e fisico allo stesso tempo.

Oggi ti porteremo in un viaggio unico ed emozionante attraverso cinque frontiere che, siamo sicuri, lasceranno un’impronta indelebile nel tuo cuore. Ogni passo ti condurrà verso una nuova scoperta, una nuova storia, un nuovo angolo del mondo da esplorare.

Un passo alla volta tra Thailandia e Cambogia

PoiPet
Fonte: iStock
Confine internazionale di PoiPet

Il percorso a piedi da Bangkok, in Thailandia, a Siem Reap, in Cambogia, è un’entusiasmante avventura che unisce scoperte, emozioni e una sana dose di adrenalina.

Il nostro viaggio inizia alla stazione ferroviaria di Bangkok, la nostra destinazione: Aranya Prathet. Il treno ci condurrà attraverso la Thailandia rurale, offrendovi un assaggio della vita locale lontano dalle luci abbaglianti della città. Una volta arrivati ad Aranya Prathet, un tuk-tuk locale ci porterà fino al confine.

Il punto di attraversamento più frequentato tra Thailandia e Cambogia è sicuramente Aranyaprathet-Poipet, un crocevia vivace e animato, dove diverse culture si incontrano e l’incessante flusso di persone e merci crea un’atmosfera unica e vibrante.

Una volta superato il frenetico confine, vi accoglie la Cambogia, un Paese di incredibile bellezza e ricchezza culturale. Le sue antiche rovine, i mercati colorati e l’accoglienza calorosa dei suoi abitanti contribuiranno a creare un’atmosfera davvero unica.

Attraversare a piedi la frontiera tra Stati Uniti e Messico

Il confine tra Stati Uniti d’America e Messico, lungo 3.169 km, attraversa territori di diversa conformazione, aree urbane e desertiche. La barriera fisica che separa questi due Paesi, in alcuni luoghi, sembra quasi svanire, lasciando spazio a una sorta di “no man’s land” dove l’ambiente naturale prende il sopravvento. Questo tratto di terra, spesso solitario e ostile, è un forte contrasto con le vivaci città e comunità che lo circondano. Qui, la vastità del deserto e la rigida geometria della barriera si fondono in un paesaggio surreale. Nonostante le difficoltà e i pericoli, questo spazio offre anche attimi di straordinaria bellezza e tranquillità, dove il cielo infinito e le distese sembrano invitare alla riflessione e all’introspezione.

Attraversare questo confine è una vera sfida che richiede una grande preparazione. In primo luogo, è essenziale ottenere una documentazione specifica conosciuta come Forma Migratoria Multipla (FMM) per garantire l’ammissione legale in Messico. Inoltre, l’attesa per ottenere il documento, i controlli di sicurezza rigorosi e l’atmosfera tesa alla frontiera, tutto ciò contribuisce a creare un’esperienza veramente intensa.

In particolare, la città di Tijuana è un polo magnetico per coloro che desiderano attraversare la frontiera a piedi. L’energia di questa città, infatti, è palpabile: la vita qui scorre a un ritmo che si percepisce nelle strade affollate, nei mercati effervescenti e nell’atmosfera vivace che pervade ogni angolo della città.

Viaggiare via terra tra Perù e Bolivia

La prossima tappa del nostro affascinante itinerario è Puno, una meravigliosa cittadina situata sulle rive del lago Titicaca. Da qui, la maggior parte dei viaggiatori si dirige verso Copacabana, in Bolivia, per scoprire la famosa Isla Del Sol. Durante il viaggio in autobus per raggiungere il confine, sarai completamente immerso nella cultura locale, circondato da venditori ambulanti che offrono prodotti tipici e panorami mozzafiato che ti toglieranno il fiato.

Desaguadero o Yunguyo, i due principali valichi di frontiera tra Perù e Bolivia, segnano solo l’inizio di questa magnifica avventura. Una volta arrivato, inizierai un emozionante viaggio a piedi attraverso il confine. Tra culture diverse e scoperte sorprendenti, sarai travolto da un susseguirsi di emozioni mozzafiato.

Che tu scelga di dirigerti verso la vibrante La Paz o la tranquilla Copacabana, vivrai indubbiamente un’avventura difficile da dimenticare.

Percorrere la frontiera dal Malawi al Mozambico

Per i viaggiatori intraprendenti, la vera essenza del viaggio è immergersi completamente nel paesaggio e nella cultura dei luoghi che visitano. Attraversare a piedi la frontiera tra Malawi e Mozambico, vuol dire proprio questo, vivere un’avventura ricca di emozioni uniche e intense.

Il percorso inizia dal Malawi, un Paese ricco di tradizioni affascinanti e paesaggi suggestivi. Qui l’ospitalità non è una semplice parola, ma uno stile di vita. Il popolo malawiano accoglie i viaggiatori a braccia aperte, desideroso di condividere la propria cultura. Le maestose montagne che baciano il cielo, i laghi che brillano sotto il caldo sole africano e i vibranti villaggi pieni di vita e colori, sono solo alcune delle meraviglie che ha da offrire.

Ma la vera avventura inizia quando si decide di attraversare la frontiera a piedi per raggiungere il Mozambico. Una decisione che richiede coraggio, forza e determinazione. Eppure, per coloro che osano, l’esperienza è memorabile.

Il Mozambico ti accoglierà con un panorama mozzafiato: spiagge di sabbia bianca che si estendono a perdita d’occhio, bagnate da acque cristalline che riflettono i raggi del sole in un gioco di luci abbaglianti.  Questa è la bellezza dell’Africa in tutta la sua autenticità, un omaggio alla forza vitale di un continente che non smette mai di sorprendere e affascinare.

A piedi tra Italia e Svizzera

Non avremmo potuto immaginare un modo migliore per concludere la nostra avventura che esplorare il confine più vicino a noi: quello tra Italia e Svizzera. E quale modo migliore per viverla se non attraversarlo a piedi?

Un viaggio lungo il confine offre una prospettiva unica su questi due Paesi europei. Partendo da Lugano, ad esempio, è possibile seguire l’itinerario che attraversa il basso Ticino fino a Chiasso. Questo percorso ti permetterà di ammirare la bellezza della natura intatta e di immergerti nelle peculiarità culturali e storiche di questa terra meravigliosa.

Un’altra esperienza affascinante è quella di percorrere i sentieri antichi che si snodano lungo il confine italo-elvetico. Questi percorsi, un tempo utilizzati per il commercio e come vie di fuga durante i periodi di conflitto, sono oggi dei luoghi di pace e tranquillità. Qui è possibile immergersi nella bellezza dei paesaggi e riflettere sulla storia di due nazioni affascinanti.

confine Italia Svizzera
Fonte: iStock
Confine tra Italia e Svizzera

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