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L’Eroica, il percorso permanente in bici che attraversa le colline toscane

20 septembre 2025 à 19:00

Nel cuore delle Terre di Siena, attraverso il Chianti, le Crete Senesi e la Val D’Orcia, passando anche per Montalcino, si snoda un percorso fatto di strade bianche che abbracciano borghi, colline e paesaggi meravigliosi: si chiama Eroica ed è il viaggio in bicicletta avventuroso da fare almeno una volta nella vita.

Per 209 km e un dislivello totale di 3.023 metri, l’Eroica è uno tra i percorsi ciclistici più spettacolari d’Italia, un circuito ad anello suddiviso in 12 tappe da percorrere in due o tre giorni a seconda del proprio grado di preparazione e del tempo a disposizione.

Il viaggio dell’Eroica

Non esiste solo la gara ciclistica vintage, che ogni anno richiama tantissimi appassionati e curiosi, ma anche un percorso permanente dell’Eroica che permette di fare un viaggio lento immersi nei paesaggi straordinari e senza tempo della Toscana, assaporando anche l’enogastronomia locale e scoprendone le tradizioni.

Potrete ammirare il Castello di Brolio tra cipressi secolari e leggende sul barone Ricasoli, nell’antico borgo di Gaiole in Chianti, vivere tutta l’atmosfera medievale di Siena e le sue bellezze, assaporare il celebre Brunello a Montalcino e farvi conquistare dalle delizie della gastronomia toscana.

Montalcino
iStock
Il borgo di Montalcino

Sono 12 le tappe che possono essere percorse, oltre alle quali esistono anche delle varianti che danno l’opportunità di esplorare tratti inediti del territorio.

Tra i tragitti più suggestivi, c’è quello che parte da Gaiole in Chianti (luogo in cui è nata l’Eroica) e in 17 km raggiunge Pianella. Una strada suggestiva immersa tra valli vellutate e boschi di querce. Da Pianella si raggiunge in circa 11 km il cuore di Siena, tra il Duomo e l’intramontabile Piazza del Campo per un’altra tappa suggestiva.

Altro tragitto da non perdere è quello che collega Torrenieri e Buonconvento, passando per Cosona e attraversando i borghi di Lucignano d’Asso e Pieve a Salti, tra dolci colline toscane e tradizioni agricole. C’è spazio anche per una meritata pausa ristoratrice nelle botteghe locali prima di arrivare a Buonconvento, uno dei Borghi più belli d’Italia.

Partendo da Radda in Chianti, un’altra tappa dell’Eroica conduce nel cosiddetto “Bosco del Chianti” che si distingue per numerose specie di alberi presenti, passando per San Donato in Perano e per il borgo di Vertine, e infine lungo la discesa che conduce a Gaiole in Chianti.

Seguendo le strade dell’Eroica, ci si regalano degustazioni nelle cantine, visite ai borghi e ai castelli, pause golose a base di pane toscano, olio extravergine d’oliva e salumi straordinari. Esperienze che trasformano queste tratte in un percorso non solo cicloturistico, ma anche enogastronomico.

Le 12 tappe dell’Eroica

Di seguito le tappe del percorso:

  1. Gaiole in Chianti – Pianella
  2. Pianella – Siena
  3. Siena – Murlo
  4. Murlo – Montalcino
  5. Montalcino – Torrenieri
  6. Torrenieri – Buonconvento
  7. Buonconvento – Asciano
  8. Asciano – Radda in Chianti
  9. Radda in Chianti – Gaiole in Chianti
  10. Gaiole in Chianti – Castelnuovo Berardenga
  11. Castelnuovo Berardenga – Pianella
  12. Pianella – Gaiole in Chianti
L'Eroica, la gara di bici vintage della Toscana
Ufficio Stampa
L’eroica, la famosa gara di bici vintage

Il libretto di viaggio dell’Eroica

I cicloturisti possono raccogliere il ricordo del viaggio lungo l’Eroica attraverso i timbri apposti sul libretto di viaggio dedicato ad ogni tappa raggiunta. Timbri unici e speciali che certificano la determinazione con cui si conclude il percorso e che rappresentano segni indelebili di ogni momento ed emozione vissuti. Il libretto può essere acquistato negli Eroica Point ufficiali di Siena, Gaiole in Chianti, Montalcino.

Il viaggio può cominciare da un qualsiasi punto del percorso dal momento che ogni esercizio convenzionato è riconosciuto come punto di partenza e di arrivo e abilitato a rilasciare i timbri. Si possono trovare tutti i luoghi convenzionati per apporre i timbri sul sito ufficiale del percorso, dove può essere scaricato anche l’itinerario completo, con tutte le coordinate necessarie ad orientarsi.

In bici tra Inghilterra e Scozia lungo il Great North Trail

14 novembre 2024 à 14:00

In Europa esiste una delle avventure ciclistiche più affascinanti d’Europa, un percorso che si snoda per circa 1300 chilometri, tra sentieri, mulattiere e strade a bassa densità di traffico: il Great North Trail. Questo itinerario è stato ideato dall’associazione Cycling UK, che continua a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo sostenibile, sicuro e adatto a tutti, con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla tutela ambientale, così da creare un’alternativa alle rotte ciclabili alquanto limitate del Regno Unito e collega l’Inghilterra alla Scozia. Si tratta di un percorso adatto a chi desidera immergersi a stretto contatto con la natura, così da scoprire territori incontaminati e vivere un’esperienza fuori dal comune.

Un viaggio epico tra natura e storia

Il Great North Trail si sviluppa prevalentemente lungo strade rurali e sterrate. Si parla di un lungo sentiero in grado di offrire ai ciclisti un ambiente molto sicuro, lontano dal traffico cittadino o delle strade più trafficate. Il percorso inizia nel Peak District, nel cuore dell”Inghilterra, e si estende fino ad alcune zone remote della Scozia, con destinazione Capo Wrath, a John o’Groats, luogo famoso per essere uno dei punti più settentrionali dell’intera isola del Regno Unito.

Il trail attraversa ben quattro parchi nazionali: il Peak District National Park, le Yorkshire Dales, il Northumberland National Park ed il Loch Lomond & The Trossachs National Park, dove si trova anche il famoso lago omonimo Loch Lomond. Si tratta di luoghi dal fascino unico e dai panorami differenti.

Ogni tratto ed ogni pedalata di questa fantastica avventura riuscirà a portare gli esploratori attraverso le vaste brughiere del Peak District, una vasta area montuosa di oltre 1400 chilometri quadrati che venne dichiarata come prima zona protetta del Regno Unito, caratterizzata dalle ampie vallate verdi dello Yorkshire, passando per le foreste della Kielder Forest, proseguendo fino alle bellissime montagne e famosi laghi scozzesi, come, ad esempio, il mitologico lago di Loch Ness. Il Great North Trail permette di esplorare la ricchezza naturale e culturale di buona parte del territorio del Regno Unito.

Capo Wrath in Scozia, destinazione finale della Great North Trail, con vista sul mare
Fonte: iStock
Cape Wrath, destinazione finale del Great North Trail

Pianificazione del viaggio: tappe e consigli utili

Il percorso è suddiviso in diverse tappe, che possono essere percorse in base alle proprie abilità fisiche ed al tempo a disposizione. Sebbene, infatti, sia possibile affrontare l’intero itinerario in un’unica lunga escursione, molti ciclisti scelgono di completare alcuni tratti specifici o, comunque, sezioni più brevi, ognuna con le proprie peculiarità.

Grazie a queste caratteristiche, il trail si presenta come un percorso ciclabile adatto a diverse tipologie di ciclisti, dagli appassionati delle lunghe distanza agli amatori, che vogliono esplorare solo una parte del tracciato. Nello specifico le sezioni principali sono:

  • il Peak District e le Yorkshire Dales: un primo tratto meno impegnativo, ma in grado di regalare splendidi panorami collinari e vallate. Pedalando in queste zone si ha la possibilità di attraversare villaggi pittoreschi ed antiche chiese, tutte strutture che rendono la zona ideale per chi è alla ricerca di un’esperienza rilassante a stretto contatto con la natura.
  • la Kielder Forest ed il Northumberland: è la sezione centrale del Great North Trail, probabilmente la più spettacolare di tutto il percorso, con fitte foreste e viste panoramiche uniche sui laghi della zona. La Kielder Forest, inoltre, offre ampi terreni sterrati, lontano dal centro abitato.
  • Scozia Settentrionale: è una parte del trail particolarmente adatta ai ciclisti più esperti, in quanto si alternano terreni montuosi a parti di percorso più impegnative. La sfida del Great North Trail termina attraversi il Corrieyairack Pass, un antico sentiero di montagna della Scozia che regala una vista spettacolare sul panorama, fino ad arrivare alla costa nord del Paese.

Preparazione e consigli pratici

Per affrontare nel migliore dei modi il Great North Trail è consigliabile avere un buon livello di preparazione fisica, specialmente per chi desidera affrontare l’intero percorso fino alla fine. Inoltre, alcune sezioni del trail richiedono una mountain bike robusta, in quanto i terreni possono variare da sentieri sterrati a mulattiere di montagna, ovvero delle strade rurali a fondo naturale molto ampie, che vengono spesso usate per il pascolo di grandi greggi. Allo stesso tempo, potrebbe essere idonea ad affrontare il percorso anche una gravel bike: una bicicletta più leggera rispetto le tradizionali mountain bike, ed ideata per affrontare sterrati, strade bianche e sterrati

Per quanto riguarda l’abbigliamento si consiglia di sceglierne uno adatto ad affrontare il clima molto variabile della Gran Bretagna. Quindi, sicuramente optare per un tipo di vestiario a strati ed impermeabile è fondamentale, così come protezioni per il vento ed un buon paio di guanti da ciclismo, così da poter affrontare pioggia, vento e freddo. Non bisogna dimenticarsi dell’equipaggiamento: casco, kit di pronto soccorso ed un sistema di GPS sono elementi essenziali, soprattutto se si attraversano le zone più remote.

Infine, per quanto riguarda gli alloggi si consiglia vivamente di prenotare con molto anticipo i propri pernottamenti. Lungo il percorso, infatti, sono presenti numerosi campeggi, ostelli, Bed & Breakfast e cottage di campagna, che però tendono a riempirsi velocemente durante il periodo di alta stagione.

Sentieri lungo le valle del Northumberland in Inghilterra, lungo il Great North Trail
Fonte: iStock
Sentieri lungo le valle del Northumberland, nel Great North Trail

Qual è il periodo migliore per percorrere il Great North Trail?

Il periodo ideale per affrontare il Great North Trail è quello compreso tra il mese di Maggio ed il mese di Settembre. Questo, infatti, è il momento dell’anno in cui il clima è generalmente più mite e le giornate più lunghe sono in grado di offrire più ore di luce, così da permettersi anche di pedalare più a lungo.

Tuttavia scegliere di affrontare questo percorso anche in periodi primaverili o autunnali consente di ammirare i colori della natura, particolarmente suggestivi e visibili soprattutto nei tratti con fitte foreste e boschi. Chiaramente, si sconsiglia in periodo invernale, dove, soprattutto nel territorio delle Highland scozzesi, si verificano notevoli e frequenti nevicate.

Il Great North Trail è un progetto estremamente importante per il Regno Unito, che dimostra come sia possibile esplorare il Paese su due ruote, lontano dalle aree urbane ed in piena armonia e vicinanza con la natura. È l’alternativa ideale per tutti quei ciclisti che desiderano vivere un’avventura autentica e, a tratti, impegnativa. Questo percorso offre la possibilità di mettersi alla prova, esplorando paesaggi spettacolari e contribuendo ad un modello di turismo sostenibile.

Affrontare il Great North Trail è un’esperienza che non si dimentica, che, grazie alle sue caratteristiche, va ad aggiungersi ai percorsi più belli da fare in Europa in mountain bike, scoprendo territori naturali fantastici, unici e ricchi di storia.

Viterbo, guida e itinerari alla scoperta della città della Tuscia

8 octobre 2024 à 17:47

La città di Viterbo sorge nel Nord del Lazio e, più precisamente, in una zona che viene chiamata Tuscia Viterbese. È una città antica, molto probabilmente di origini etrusche, che affascina tutti i suoi visitatori per la presenza di preziosi vicoli, monumenti di varie epoche, casette in pietra e per i dintorni ricchi di natura e luoghi di interesse da non perdere. Scopriamo insieme cosa visitare in questo gioiello del Lazio.

Viterbo, informazioni utili

Posta a circa 320 metri sul livello del mare, Viterbo è una città di arte e di cultura ma anche di natura: prende vita a ridosso dei Monti Cimini e tra il Lago di Bolsena e quello di Vico (a poca distanza c’è pure il mare). Il suo centro storico è un piccolo capolavoro, talmente tanto ben conservato che pare catapultare direttamente nel Medioevo.

La sua è una storia antichissima e che fonda le radici ai tempi degli Etruschi, che qui hanno lasciato numerose tracce, alcune visibili nel Museo cittadino e altre in giro per la città e nelle zone circostanti. Nel corso dei secoli è stata anche una realtà ricca e potente, tanto che tra il 1200 e il 1300 controllava quasi 50 castelli e divenne persino la sede preferita di molti papi. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che uno dei suoi appellativi è “Città dei Papi”.

A tal proposito una piccola curiosità: è proprio a Viterbo che nacque la parola “conclave” e per un fatto molto particolare. Tale termine, infatti, deriva dal latino cum clave, cioè “(chiuso) con la chiave” o “sottochiave”, e fu utilizzato a causa delle divergenze dell’epoca tra i cardinali che dovevano eleggere il successore di papa Clemente IV: il popolo viterbese, non sopportando più la situazione, decise di rinchiudere tutti all’interno del palazzo (clausi cum clave) finché non si fosse trovato un accordo, arrivando a scoperchiare il tetto e a razionare i rifornimenti di cibo per i religiosi.

Ma non è di certo finita qui, perché Viterbo è anche città termale e detentrice di una delle delle feste tradizionali più belle del nostro Paese e più emozionanti del mondo intero: la Macchina di Santa Rosa.

Viterbo, Lazio
Fonte: iStock
Veduta di Viterbo

Cosa vedere nel centro storico di Viterbo

Una visita a Viterbo non può che partire dal suo affascinante centro storico, pieno di torri, fontane e palazzi che allietano, passo dopo passo, i visitatori. E poi ci sono le architetture tipiche del Medioevo, gli scorci mozzafiato e tanti piccoli punti di interesse racchiusi in una cinta muraria perfettamente conservata e che si estende per circa 4 chilometri.

Chiesa di San Sisto

Entrando dall’imponente Porta Romana, la prima cosa da visitare a Viterbo è la Chiesa di San Sisto. È una delle più antiche della città e offre un interno che riempie di stupore tanto che Andrè Maurel, autore francese, nel suo “Petites villes d’Italie” del 1911 ne parlò come di “una chiesa che possiede solo la propria meraviglia”. Straordinario, per esempio, è l’altare che sorge sulla cima di una lunga scalinata.

Piazza Fontana Grande

Piazza Fontana Grande ha questo nome perché proprio qui si fa spazio un’importante fontana antica. È una delle tante che impreziosiscono la città, ma senza ombra di dubbio è una meraviglia. Realizzata da Pietro e Bertoldo di Giovanni, si distingue per essere rialzata da una gradinata rispetto al piano stradale e per una prima vasca a croce greca sui cui innalza una colonna che sorregge due tazze sovrapposte e un elegante pinnacolo.

Piazza del Plebiscito

I viterbesi la chiamano Piazza del Comune, ma qualunque sia l’appellativo scelto non rimarrete di certo delusi. Come dice il nome, qui è oggi concentrato il centro politico e amministrativo della città che ha sede in edifici storici che lasciano senza fiato. Uno di questi è il Palazzo del Podestà con la sua lunghissima torre, mentre l’altro è il Palazzo dei Priori, che una volta varcata la sua soglia regala scorci emozionanti, una fontana del 1600 con una palma sorretta da due leoni, una cappella con grandi affreschi e sale piene di opere preziose.

Piazza del Gesù

Piazza del Gesù è piccolina, ma permette di ammirare un angolo cittadino davvero incredibile. Proprio qui, infatti, svettano nei cieli la Chiesa di San Silvestro (detta del Gesù), dotata di un campanile a vela, la Fontana di Piazza del Gesù e una delle numerosissime torri di Viterbo, la Torre del Borgognone risalente al XIII secolo.

Piazza del Gesù, Viterbo
Fonte: iStock
Uno scorcio di Piazza del Gesù

Piazza della Morte

Il nome, Piazza della Morte, potrebbe risultare un po’ oscuro ma nei fatti si tratta di un angolo pieno di luce e di piccole meraviglie da visitare. Il nome deriva dal fatto che, verso il  XVI secolo, all’interno della chiesa di San Tommaso – oggi non più esistente – venne ospitata la Confraternita dell’Orazione e della Morte. Tra le cose da non perdere vi consigliamo la bella fontana tipica viterbese al centro della piazza e Viterbo Sotterranea, un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico.

Polo Monumentale Colle Del Duomo

Il Polo Monumentale Colle Del Duomo, ovvero Piazza San Lorenzo con le sue meraviglie, è probabilmente uno degli angoli più straordinari di tutta la città. È proprio da queste parti, infatti, che prendono vita il Palazzo dei Papi, più importante monumento storico e vero simbolo cittadino, e la straordinaria Cattedrale di San Lorenzo, ovvero il Duomo di Viterbo, con un’imponente struttura romanica risalente al XII secolo e le spoglie mortali di Papa Alessandro IV.

Il quartiere di San Pellegrino

Visitare il quartiere di San Pellegrino di Viterbo vuol dire camminare in un vero capolavoro antico: è uno dei quartieri medievali meglio conservati d’Italia. Qui è praticamente impossibile non rimanere incantati da torri, vicoli, archi, piazzette, strade tortuose e caratteristici profferli, quindi delle peculiari scale esterne che creano un’incredibile armonia. Vi basti sapere che viene considerato unicum nel panorama mondiale dell’arte.

Quartiere di San Pellegrino; Viterbo
Fonte: iStock
La piazza principale del quartiere di San Pellegrino

Valle Faul

Valle Faul è un grande giardino, un notevole parcheggio gratuito e un luogo da dove ammirare Viterbo da un punto di vista più che privilegiato: da una parte si può scorgere il complesso papale, la loggia dei Papi e il dismesso Ospedale Grande degli Infermi, dall’altra l’imponente Chiesa della Trinità dei Pellegrini – che vi consigliamo assolutamente di visitare. Ma non è tutto, perché qui si trova anche un’opera ciclopica dello scultore americano Seward Johnson che prende il nome di “Awakening”, ovvero “Risveglio.

Piazza Giuseppe Verdi

I viterbesi hanno un nome affettuoso anche per Piazza Giuseppe Verdi, vale a dire Piazza del Teatro. Il motivo è molto semplice: proprio qui si fa spazio il Teatro del’Unione, nel quale si svolgono stagioni di musica lirica e concerti, pieno di pilastri ed archi a tutto sesto e con un interno assolutamente affascinante.

Chiesa di Santa Rosa

Santa Rosa (insieme a San Lorenzo) è patrona della città e a lei è dedicata la festa del 3 settembre e anche una bellissima chiesa. L’edifico religioso, l’annesso monastero e la vicina casa dove è nata la Santa sono un grande centro di spiritualità per tutta la città. Al suoi interno, inoltre, è conservata l’urna con il corpo delle giovane ragazza.

Piazza della Rocca

Piazza della Rocca è così chiamata per via della presenza della Rrocca Albornoz, monumento concepito come fortezza. Bellissimi sono il Palazzo Grandori, progettato dall’architetto Luigi Grandori; la Fontana della Rocca, monumentale e formata da due coppe sovrapposte; Porta Fiorentina, una delle 13 porte della cinta muraria della città.

I musei di Viterbo

Viterbo si rivela una meta ideale anche per gli amanti della cultura, che qui possono scoprire storia e tradizioni in diversi musei:

  • Museo Civico di Viterbo: si trova nel convento della Chiesa di Santa Maria della Verità ed è ricco di sarcofagi del III sec a.C., di reperti archeologici di varie epoche e di opere di artisti illustri;
  • Museo Colle del Duomo: vanta tre differenti sezioni che ospitano manufatti, opere ed oggetti sacri;
  • Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa: si sviluppa su due piani e vi sono esposti alcuni modellini delle Macchine di Santa Rosa (dal 1690 fino ai giorni nostri) e anche proiezioni dei filmati dei trasporti delle macchine avvenuti nel corso degli anni;
  • Museo della Casa di Santa Rosa: con paramenti ed arredi sacri, ex-voto dipinti su tela, su tavoletta o in forma di bozzetti, raffiguranti la vita di Santa Rosa;
  • Museo della Ceramica della Tuscia: contiene circa 200 reperti medievali e rinascimentali di particolare interesse. Unico in Italia è il corredo di una spezieria viterbese databile alla fine del Quattrocento;
  • Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz: per un vero e proprio viaggio in epoca etrusca, poiché particolare attenzione è rivolta alla ricostruzione della vita quotidiana di questo antico popolo;
  • Museo Storico dei Cavalieri Templari: ricco di teche espositive con molti elementi originali, plastici rifiniti nei minimi dettagli, riproduzioni fedeli di cimeli del tempo e molto altro ancora;
  • Sala Museale dell’Aviazione dell’Esercito: con alcuni velivoli storici ed un percorso guidato attraverso 5 sale principali e tre spot tematici.
Piazza San Lorenzo, Viterbo
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La bellissima Piazza San Lorenzo

I siti archeologici di Viterbo

Viterbo, frazioni e località offrono davvero numerosi spunti interessanti anche per coloro che vogliono “camminare” nella storia. A pochissima distanza dalla città, per esempio, sorge la magnifica Ferento che ancora oggi conserva interessanti vestigia di epoca etrusca, romana e medievale, e un teatro romano in buono stato di conservazione nel quale si svolgono pure oggi spettacoli teatrali e musicali estivi.

Molto interessanti sono anche la Necropoli di Castel d’Asso, la prima a essere scoperta e probabilmente la più vasta della zona e la Necropoli di Norchia, sito archeologico preistorico, etrusco, romano e medievale.

Viterbo, città termale

Viterbo non è grande, eppure non ha nulla da invidiare a tantissime altre realtà del mondo ben più estese di lei: è persino una città termale. Sono numerose le sorgenti termali naturali che sgorgano nella zona, conosciute fin dall’antichità e molto apprezzate anche dai Papi.

Le proprietà delle acque termali sono notevoli, come per esempio effetti benefici per la pelle e per la circolazione. Diversi sono invece gli stabilimenti termali: Terme dei Papi, Terme Salus, Tuscia Terme, Therma Oasi e poi ci sono le terme libere del Bagnaccio (attualmente chiuse) e del Bullicame.

Gli eventi da non perdere a Viterbo

Come vi abbiamo accennato, Viterbo è una città antichissima a ricca di tradizioni. Durante l’anno sono tantissimi gli appuntamenti che animano la città e che richiamano turisti che provengono da ogni parte del mondo. Noi di SiViaggia ne abbiamo selezionati tre che sono davvero imperdibili.

Macchina di Santa Rosa

Non si può dire Viterbo senza esclamare con fierezza “Macchina di Santa Rosa” (e viceversa) perché sono un tutt’uno. Si tratta di una magica festa tradizionale che va in scena in più giornate ma che vede il picco massimo il 3 settembre, ovvero la sera del trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Si tratta di una sorta di campanile illuminato da fiaccole e luci elettriche che viene portato a spalla da 100 uomini – chiamati Facchini di Santa Rosa – tra le viuzze in saliscendi e strette della città. Alta circa trenta metri, pesa più o meno cinquantuno quintali e rievoca simbolicamente la traslazione della salma di Santa Rosa, avvenuta nel 1258. Una festa davvero emozionante, tanto che nel 2013  è stata inclusa nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità nell’ambito della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

San Pellegrino in Fiore

Un altro appuntamento molto sentito dai viterbesi e dai turisti è San Pellegrino in Fiore, un evento che si svolge tra fine aprile e inizio maggio e che fa sì che le vie e le piazze del centro vengano ornate da fiori profumati e da piante bellissime: il visitatore può scoprire la città compiendo un itinerario attraverso la storia, l’arte e l’architettura locale, ammirando fiori alle finestre, sui balconi, sotto i portici, nelle vie e nelle piazzette, nei vicoli e intorno alle numerose fontane “a fuso” sparse per il centro.

La Calza della Befana più lunga del mondo

Con si suoi 52 metri la Calza della Befana di Viterbo è la più lunga del mondo. Viene trasportata da 100 befane nel centro storico insieme all’ausilio di alcune Fiat 500, rendendo i giorni dell’Epifania davvero unici e speciali.

Cosa sono gli aerei “no logo” e quali compagnie li usano

3 juillet 2024 à 15:00

Il mondo dell’aviazione commerciale è un mondo molto vasto e complesso, caratterizzato da diverse tipologie di aeromobili e strategie di marketing. Tra le molte curiosità che si nascondono dietro le quinte di questo settore, esiste il fenomeno degli aerei “no logo”. Ma cosa significa esattamente “no logo” e perché alcune compagnie aeree scelgono di utilizzare questi aeromobili, che a volte risultano anche un po’ datati? Ecco le ragioni per cui vengono utilizzati e quali compagnie aeree optano per questa strategia.

Cosa sono gli aerei “no logo”?

Gli aerei “no logo”, come anche suggerito dal nome, sono aeromobili che volano senza alcun marchio visibile sulla loro fusoliera. Questo particolare sta a significare che non presentano i loghi, i colori o i design distintivi che solitamente identificano una compagnia aerea, come, ad esempio, Ryanair. Spesso, questi aerei  “no logo” appaiono di colorazioni neutre, come il bianco, il grigio o il metallizzato, privi di qualsiasi elemento che possa ricondurre a un determinato vettore.

Perché esistono gli aerei “no logo”?

Le ragioni dietro l’utilizzo di aerei “no logo” sono diverse e variegate, alcuni dei principali motivi del loro impiego oggi sono:

Noleggio e leasing

Molti aerei “no logo” sono utilizzati da compagnie di leasing aereo. Queste società acquistano aeromobili e li noleggiano a diversi vettori presenti sul mercato, spesso per brevi periodi. Poiché questi aerei possono passare rapidamente da una compagnia all’altra, iul fatto di mantenere una livrea neutra e senza logo riduce i costi e i tempi necessari per ridipingere l’aereo ogni volta che questo cambia operatore.

Operazioni di voli charter

Un altro motivo per cui questi aerei vengono utilizzati è che alcune compagnie offrono servizi di voli charter, per i quali spesso utilizzano aerei “no logo”. In questo modo i clienti che noleggiano questi voli possono godere di un’esperienza più discreta o personalizzata, senza alcun legame visibile con una compagnia aerea specifica. Gli aerei “no logo” , quindi, rappresentano un’opzione versatile e differente, che può essere adattata ad una vasta gamma di esigenze dei clienti che lo desiderano.

Operazioni per altre compagnie aeree

In alcuni casi, una compagnia aerea può operare voli per conto di un’altro operatore. Questo succede spesso, soprattutto quando una compagnia ha bisogno di capacità aggiuntiva, ma allo stesso tempo non dispone di aeromobili sufficienti. Gli aerei “no logo” possono essere utilizzati in questi determinati casi per mantenere una certa neutralità visiva, evitando eventuale confusione tra i passeggeri .

Motivi politici e di sicurezza

Infine, in determinate situazioni, l’uso di aerei “no logo” può essere motivato da considerazioni e motivazioni politiche o di sicurezza. Volare in determinate regioni del mondo con aerei facilmente identificabili, infatti, potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza di questi personaggi politici. Gli aerei “no logo” offrono un livello aggiuntivo di anonimato, riducendo potenziali minacce nelle destinazioni a rischio.

Quali compagnie utilizzano gli aerei “no logo”?

Al mondo esistono diversi operatori che tutt’oggi fanno uso di aerei “no logo” per i motivi che sono stati appena menzionati. In particolare, qui di seguito, si elencano le compagnie che fanno maggiore uso di questo tipo di velivoli.

Le compagnie di leasing aereo

Le principali società di leasing aereo, come AerCap, Avolon, e GECAS, possiedono una grande e differenziata flotta di aeromobili che noleggiano a vari vettori in tutto il mondo. Questi aerei spesso volano senza una livrea specifica e ciò permette un rapido passaggio tra i diversi operatori che ne fanno richiesta.

Le compagnie charter

Esistono diversi operatori, tra i più famosi esistono Titan Airways, Privilege Style, e AirX Charter, che offrono servizi di voli charter con aerei “no logo”. Queste compagnie aeree forniscono aeromobili per eventi speciali, voli aziendali, e addirittura trasporti di squadre sportive, in modo da adattarsi alle esigenze specifiche dei loro clienti, personalizzandone l’esperienza.

Le compagnie regionali e di supporto

Ci sono poi alcune compagnie regionali che utilizzando aerei “no logo”, come ad esempio Nordic Aviation Capital, una compagnia aerea specializzata in voli di corto raggio, che impiega questi aerei per operare su tratte specifiche o per supportare eventuali vettori maggiori durante periodi di alta stagione.

Le compagnie in operazioni umanitarie e di soccorso

Infine, esistono alcune organizzazioni umanitarie che effettuano voli per operazioni, appunto, umanitari e di soccorso, come le Nazioni Unite o Medici Senza Frontiere, organizzazioni che utilizzano spesso aerei “no logo” per operare in zone di conflitto o di crisi, dove la neutralità visiva può essere cruciale e di vitale importanza.

Aerei "no logo" in fila, uno dietro l'altro, sulla pista di un aeroporto
Fonte: 123RF
Aerei “no logo” in fila, uno dietro l’altro, sulla pista di un aeroporto

Vantaggi e svantaggi degli aerei “no logo”

Come ogni strategia in questo mondo dell’aviazione, anche l’uso di aerei “no logo” presenta vantaggi e svantaggi. Tra i vantaggi, ad esempio, troviamo la flessibilità operativa, in quanto questi velivoli possono essere rapidamente ridistribuiti tra diverse compagnie senza la necessità di costosi e lunghi processi di pulizia, prima, e personalizzazione, poi, oltre che la riduzione dei costi, relativi a spese di manutenzione e di marketing per le compagnie aree che posseggono aerei propri, ed infine la sicurezza e l’anonimato, che gli aerei “no logo” riescono a garantire in contesti politicamente e socialmente sensibili e potenzialmente pericolosi.

D’altro canto, esistono anche degli svantaggi. Ad esempio, utilizzare aerei “no logo” porta ad una conseguente mancanza di identità visiva per le compagnie aeree, che può essere molto importante nelle aziende del settore, come la percezione che i clienti hanno nel volare in aerei brandizzati o meno, e, quindi, anche lo scarso impatto lato marketing, causato dall’assenza di identità visiva

Compagnie aeree che utilizzano aerei “no logo”

  • Titan Airways è una compagnia britannica specializzata in voli charter e di leasing, che utilizza una flotta di aerei “no logo” per offrire servizi personalizzati e su misura ai propri clienti. La versatilità della sua flotta consente alla compagnia aerea di operare voli anche per diverse compagnie, oppure eventi speciali e operazioni di soccorso, adattandosi rapidamente alle esigenze del cliente specifico;
  • Nordic Aviation Capital, uno dei principali leaser di aeromobili regionali. Gli aerei di Nordic Aviation Capital, che spesso sono privi di una livrea specifica, vengono noleggiati a compagnie aeree di tutto il mondo. Questo approccio della compagnia consente maggiore flessibilità nella gestione della flotta e facilita la transizione tra diversi operatori;
  • Medici Senza Frontiere (MSF) utilizza aerei “no logo” per le sue missioni umanitarie in tutto il mondo. Operando in contesti molto spesso pericolosi ed instabili dal punto di vista sociale, l’uso di questi aeromobili aiuta l’organizzazione a garantire un livello di sicurezza maggiore non solo per il personale medico ed i volontari, ma anche per i beneficiari degli aiuti.

Gli aerei “no logo” vengono utilizzati per diversi tipi di ragioni, dalla flessibilità operativa che hanno alla sicurezza e giocano un ruolo cruciale nelle operazioni di molte compagnie aeree e di diverse organizzazioni. Sebbene questi mezzi possano sembrare anonimi a prima vista, gli aerei “no logo” offrono numerosi vantaggi strategici per le imprese, che li rendono una scelta giusta e preziosa in molte situazioni.

Dalle Alpi all’Adriatico, lungo il Sentiero della Pace dell’Isonzo

27 mai 2024 à 14:21

I sentieri custodiscono storie e quello che collega le Alpi all’Adriatico racconta i luoghi teatro della Prima Guerra Mondiale. Stiamo parlando del Sentiero della Pace dell’Isonzo, un percorso di oltre 500 km che attraversa in parte l’Italia e in parte la Slovenia tra musei all’aperto, monumenti e cimiteri.

La Valle dell’Isonzo, oggi immersa in una natura pacifica, durante il conflitto fu sconvolta da esplosioni e colpi d’arma da fuoco dove persero la vita oltre 100.000 giovani. La storia è sempre magistra vitae e grazie a questo sentiero è possibile ripercorrere gli eventi del passato, approfondendoli e godendo allo stesso tempo dei meravigliosi paesaggi naturali italiani e sloveni.

Il sentiero è iscritto alla lista per la candidatura come patrimonio UNESCO e può essere percorso sia a piedi che in bici. In totale sono 30 tappe ma, come ogni altro cammino, chi non ha il tempo di percorrerlo nella sua interezza può suddividerlo in tratte più corte. Il momento ideale per percorrerlo è sicuramente l’estate, quando le giornate sono più lunghe e questi paesaggi offrono una fresca fuga dalla calura cittadina. In questo articolo raccontiamo le tappe principali del Sentiero della Pace, un’idea di viaggio perfetta per rallentare i ritmi e aumentare la nostra consapevolezza non solo sul passato, ma anche sul presente.

Il percorso del Sentiero della Pace dell’Isonzo

Il Sentiero della Pace dell’Isonzo dalle Alpi all’Adriatico unisce un ricco patrimonio storico e culturale con la possibilità di riconnettersi con la natura, anche solo per un weekend. L’inizio del percorso è fissato al pozzo minerario Štoln di Bretto, una frazione del comune sloveno di Plezzo, poco più di cento abitanti nel bacino del fiume Isonzo, e si conclude presso il museo all’aperto sul Mengore, nelle vicinanze di Most na Soči.

Perfettamente segnalato, il percorso può essere suddiviso anche in trekking di poche ore o di una giornata e propone sentieri sia per i camminatori più esperti che per tutti coloro che hanno semplicemente voglia di tornare indietro nel tempo immersi nei paesaggi circostanti.

Tappe storiche tra musei, monumenti e cimiteri

Passo dopo passo, in cammino attraverso i luoghi della Prima Guerra Mondiale (circa 300) tra storie e testimonianze per riflettere sulle devastazioni che ogni guerra porta con sé. Di grande importanza lungo il sentiero sono i 6 musei all’aperto: il Museo di Kobarid dedicato interamente al fronte isontino e alla celebre ‘battaglia di Caporetto’ avvenuta nel 1917, quelli di Ravelnik e Čelo presso Bovec (Plezzo), i musei di Kolovrat, che ricordano l’allora linea difensiva italiana con i posti di comando ancora conservati, le postazioni di tiro, la rete di trincee e le caverne, e infine quelli di Mrzli vrh e Mengore sopra Tolmin.

Tra i luoghi da non perdere troviamo l’ossario italiano sul Gradić, situato su una piccola altura sovrastante Caporetto, e il museo all’aperto Dolina dei Bersaglieri, detta anche Dolina dei Cinquecento per il ritrovamento di una tomba comune con i corpi di oltre 500 soldati caduti in guerra.

Impossibile non citare il trincerone italiano, grande linea di difesa fortificata che cominciava presso il Monte San Michele e arrivava sino a Cave di Selz, Doberdò del Lago e Monfalcone. Costruita sulla base della trincea che le truppe austro-ungariche scavarono quando controllavano la zona, fu fortificata con il cemento dagli italiani tra il 1916 e il 1918. A Monfalcone, inoltre, si può visitare il Parco Tematico della Grande Guerra, la cui torre di origine medievale, La Rocca, è il simbolo della città.

Infine, insieme ai musei e ai monumenti, una tappa obbligata sono i cimiteri militari. Tra i più visitati ci sono quelli di Solkan e Črnice e la camera mortuaria del cimitero di Renče, dove si trova anche una mostra dedicata alla vita degli abitanti del luogo durante la Prima Guerra Mondiale.

Monumento storico a Caporetto
Fonte: iStock
Memoriale della guerra a Caporetto in Slovenia

Visite guidate

Il meraviglioso Sentiero della Pace dell’Isonzo è davvero un percorso nella storia e di riflessione profonda che può essere vissuto appieno insieme a delle guide esperte. La fondazione “Le vie della pace nell’Alto Isonzo” propone diversi percorsi tematici adatti anche a famiglie con bambini: da “Nei panni del soldato della Grande Guerra“, con partenza dal Monumento alla Pace di Cerje, alle visite in determinate tappe, come quella dedicata alla fortezza di Kluže.

Queste visite con guida sono ideali per approfondire gli avvenimenti accaduti nelle diverse tappe e per godere dei paesaggi naturali insieme a persone che li conoscono in ogni loro dettaglio.

Una vacanza attiva in paesaggi naturali stupendi

Il percorso escursionistico del Sentiero della Pace dell’Isonzo è non solo un’opportunità per conoscere un avvenimento storico importante, ma anche per trascorrere giornate all’aria aperta alla scoperta di luoghi dalla bellezza unica. Le attività outdoor sono tante soprattutto lungo la Valle dell’Isonzo, il paradiso per chi non ama stare fermo!

Il fiume verde smeraldo della Slovenia sorprende con i suoi tesori naturali come le Gole di Tolmin, un canyon mozzafiato che rappresenta il punto più basso e più meridionale di accesso al Parco Nazionale del Triglav. Sullo stesso fiume Isonzo sono presenti delle gole imperdibili come la Grande gola del Soča, lunga 750 metri e profonda 15 metri: un gioiello naturale che termina in meravigliose piscine color smeraldo.

Sopra il fiume Isonzo, invece, si cela la misteriosa cascata Kozjak: custodita in un particolare anfiteatro roccioso, è considerata una delle più belle e pittoresche di tutta la Slovenia.

Fiume Isonzo
Fonte: iStock
Fiume Isonzo in Slovenia

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