Leonardo DiCaprio torna a far parlare di sé non solo per il grande schermo, ma anche per il suo impegno concreto nella salvaguardia dell’ambiente. Recentemente, l’attore hollywoodiano ha confermato l’acquisto dell’isola di Guafo, una preziosa riserva naturale nel meraviglioso Cile meridionale.
Il suo importante obiettivo è quello di proteggerla dallo sfruttamento e dalle attività industriali che ne minacciano l’ecosistema. In questo articolo viene trattato perché questa iniziativa è così importante e cosa rende l’isola di Guafo un vero tesoro della biodiversità.
L’acquisto dell’isola di Guafo: un gesto per l’ambiente
L’isola di Guafo, situata nell’arcipelago di Chiloé nell’Oceano Pacifico, è stata acquistata da Leonardo DiCaprio attraverso la sua fondazione Rewild, in collaborazione con partner come la Rothschild Foundation.
L’operazione ha permesso di bloccare per sempre lo sfruttamento minerario, il disboscamento e altre attività distruttive che minacciavano questo territorio. Prima dell’acquisto, l’isola era in vendita da diversi anni sul sito Private Islands per circa 20 milioni di dollari.
Grazie a questo intervento privato, un’area fondamentale per la conservazione della biodiversità è ora al sicuro. DiCaprio ha sottolineato sui social quanto sia importante preservare Guafo per le future generazioni, facendo della tutela ambientale una sua priorità concreta.
Un ecosistema unico e una biodiversità insostituibile
L’isola di Guafo si estende su circa 197 chilometri quadrati e ospita numerose specie rare e a rischio di estinzione. Tra queste, la più importante è sicuramente la grande colonia riproduttiva di berte fuligginose, uccelli marini che compiono ogni anno migrazioni di oltre 64.000 chilometri dall’emisfero australe a quello settentrionale.
Non solo. Guafo è abitata anche da pinguini di Magellano, noti per il loro aspetto affascinante e per la loro importanza ecologica, e da lontre marine, specie particolarmente vulnerabile che necessita di habitat protetti per sopravvivere. Questi animali rendono l’isola un luogo di valore straordinario per la scienza e per la conservazione della fauna marina.
Il futuro di Guafo: verso un Parco Nazionale
Leonardo DiCaprio non si fermerà al solo acquisto privato. Il prossimo passo annunciato è quello di donare ufficialmente la proprietà al governo del Cile, affinché l’isola venga dichiarata Parco Nazionale. Questa mossa garantirebbe una tutela ancora più solida e duratura, assicurando che il territorio sia gestito in modo sostenibile e protetto dalle minacce umane.
La creazione di un Parco Nazionale su Guafo rappresenterebbe un importante traguardo per la conservazione ambientale in Cile, rafforzando l’impegno del Paese verso la salvaguardia degli ecosistemi più fragili e strategici.
Leonardo DiCaprio: un attore impegnato per la natura
Non è la prima volta che DiCaprio si impegna attivamente nella difesa del pianeta. L’attore, celebre per i suoi ruoli cinematografici ma anche per la sua attività di ambientalista, ha dedicato gran parte del suo tempo e delle sue risorse alla lotta contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità.
Attraverso la fondazione Rewild, promuove importanti progetti in tutto il mondo per proteggere habitat naturali e specie in pericolo.
L’acquisto dell’isola di Guafo si inserisce perfettamente in questo quadro, dimostrando come sia possibile usare la propria influenza e i propri mezzi per fare una grande differenza.
Situato nel cuore della Patagonia meridionale, il Monte Fitz Roy, noto anche con il nome originale di Cerro Chaltén, si erge come una delle vette più affascinanti e iconiche del Sud America. Questa montagna, famosa per il suo profilo inconfondibile e le variazioni cromatiche che assume nel corso della giornata, rappresenta una tappa irrinunciabile per chiunque desideri esplorare le meraviglie naturali della regione andina. Incastonata tra i parchi nazionali Los Glaciares in Argentina – dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981 – e Bernardo O’Higgins in Cile, questa cima leggendaria – che si dice abbia ispirato Antoine de Saint-Exupéry per illustrare Il Piccolo Principe – unisce spettacolarità geologica, significati culturali profondi e sfide alpinistiche di alto livello.
Geografia e posizione strategica
Il Fitz Roy si trova lungo il confine tra Argentina e Cile, raggiungendo un’altitudine di 3.405 metri. La montagna domina il massiccio che porta il suo nome, condividendo l’area con altre cime spettacolari come il Cerro Torre. Da un lato, si affaccia sul Campo de Hielo Sur – Ghiacciaio Patagonico Meridionale con i suoi 47 ghiacciai e tanti laghi color smeraldo punteggiati di iceberg – dall’altro si apre sulle pampas argentine, spoglie e battute dal vento.
Il punto di partenza: El Chaltén
La base ideale per chi desidera avvicinarsi al Fitz Roy è il villaggio di El Chaltén. Questo piccolo centro abitato, situato all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares, è facilmente raggiungibile percorrendo la Ruta 40 e poi la Strada Provinciale 23. Già lungo il tragitto è possibile scorgere la silhouette inconfondibile della montagna, che si staglia all’orizzonte tra le vette delle Ande.
Fonte: iStockLe montagne Fitz Roy e Cerro Torre
Un nome, molteplici significati
Il Fitz Roy non è solo una meraviglia naturale, ma anche un simbolo culturale. Il nome originario “Chaltén” deriva dalla lingua degli Aonikenk, o Tehuelche, le popolazioni indigene della regione. Secondo alcune interpretazioni, il termine indica “montagna blu“; secondo altre, si traduce in “montagna che fuma“, in riferimento alle nuvole che spesso avvolgono la cima e che indussero in passato a credere si trattasse di un vulcano.
Un’identità contesa
Nel 1877, il geografo argentino Francisco Moreno ribattezzò la montagna in onore di Robert Fitz Roy, il capitano britannico che l’aveva avvistata durante una spedizione nel 1834. Recentemente, sono emerse proposte di legge per ripristinare il nome originale, in linea con il riconoscimento dei diritti culturali delle popolazioni native previsto dalla Costituzione argentina.
Significato spirituale e mitologico
Per gli Aonikenk, il Chaltén aveva un valore sacro. Secondo la mitologia locale, il semidio Elal fu trasportato sulla cima della montagna da un cigno prima di discendere tra gli uomini per insegnare loro l’arte della sopravvivenza. Questo racconto riflette la profonda connessione spirituale tra la montagna e le popolazioni indigene. Oltre al mito di Elal, la cima era considerata una sorta di portale simbolico tra il mondo terreno e quello degli spiriti. Molti rituali venivano eseguiti nelle sue vicinanze e la montagna veniva osservata per trarne presagi legati al clima, alla caccia o alla prosperità del villaggio.
L’esplorazione occidentale e l’importanza geopolitica
La prima documentazione europea risale al XVIII secolo, grazie alla spedizione spagnola di Francisco de Biedma y Narváez. In seguito, esploratori britannici e argentini contribuirono alla mappatura e alla definizione del confine tra Argentina e Cile. Solo negli anni ’30 del Novecento, con le spedizioni del missionario italiano Alberto Maria De Agostini, si iniziarono a esplorare sistematicamente le valli del massiccio.
L’alpinismo internazionale e i sentieri per tutti
L’ascesa al Fitz Roy è considerata una delle più difficili al mondo. Le pareti verticali in granito, l’imprevedibilità del meteo e i forti venti rendono la scalata una vera e propria impresa. La prima ascensione fu compiuta nel 1952 dai francesi Lionel Terray e Guido Magnone. Da allora, diverse vie sono state aperte, attirando scalatori esperti da tutto il mondo.
Fonte: iStockMontagna del Fitz Roy nel Parco Nazionale della Patagonia in Argentina
Percorsi escursionistici per tutti i livelli
Non solo per alpinisti esperti: il Parco Nazionale Los Glaciares offre numerose escursioni accessibili anche a escursionisti non professionisti. I sentieri sono ben segnalati e attraversano paesaggi di straordinaria bellezza, offrendo viste sul Fitz Roy e sul ghiacciaio Viedma. Anche chi non ha esperienza può immergersi nell’ambiente naturale, osservare la fauna locale e provare l’emozione di camminare ai piedi di una delle montagne più iconiche del mondo.
Sentieri brevi e panoramici: Chorrillo del Salto a soli 4 km da El Chaltén, questa cascata è raggiungibile in meno di un’ora a piedi o in bicicletta; Laguna Capri un itinerario di mezza giornata che offre spettacolari vedute del Fitz Roy. Escursioni giornaliere impegnative: Laguna Torre circa 8 ore tra andata e ritorno, con la possibilità di campeggio presso il campo De Agostini; Lago de los Tres uno dei percorsi più iconici che richiede circa 9 ore e regala viste mozzafiato sul Fitz Roy e sulle cime circostanti. Percorso con guida obbligatoria: Ghiacciaio Torre, questo percorso prevede l’uso di ramponi e imbracature per l’esplorazione del ghiaccio.
Condizioni climatiche e consigli pratici
Chiunque si avventuri nella regione del Fitz Roy deve essere pronto ad affrontare condizioni meteorologiche estremamente mutevoli. In un solo giorno è possibile passare dal sole intenso alla neve, con forti raffiche di vento che possono rendere pericolosi anche i tratti più semplici. È importante pianificare attentamente ogni escursione, controllare costantemente le previsioni meteorologiche e lasciare detto a qualcuno l’itinerario previsto. I mesi da ottobre ad aprile offrono le condizioni migliori per il trekking, ma anche in questo periodo non bisogna mai sottovalutare la forza della natura.
Il periodo ideale va quindi da ottobre ad aprile, con l’estate australe (dicembre-febbraio) che offre giornate più lunghe e temperature più miti. Marzo e aprile sono perfetti per chi desidera godere dei colori autunnali. Si raccomandano scarponi da trekking, abbigliamento tecnico a strati, impermeabili, guanti, protezione solare e occhiali da sole. L’acqua potabile è disponibile in diversi punti lungo i sentieri.
Un’esperienza unica nel cuore della Patagonia
Il Monte Fitz Roy, in Patagonia, è più di una semplice cima da ammirare: è un simbolo di avventura, spiritualità e resistenza. Ogni sua sfumatura, ogni nuvola che lo accarezza, ogni luce che lo tinge di rosa o oro al tramonto, contribuisce a renderlo uno dei luoghi più magici e indimenticabili dell’intero emisfero australe. Vivere il Fitz Roy significa entrare in contatto diretto con una natura incontaminata e potente, che impone rispetto e regala emozioni autentiche. È un’esperienza trasformativa, che lascia un segno indelebile in chi ha il privilegio di camminare ai suoi piedi.
Dall’arrivo a El Chaltén, all’alba che colora la cima del Fitz Roy di sfumature infuocate, ogni momento vissuto in questa parte di mondo è un invito alla riflessione, alla meraviglia e alla riconnessione con sé stessi e con la terra. Non è solo un viaggio geografico, ma un percorso interiore che arricchisce e ispira.
Amiamo viaggiare e gli aerei, seppur stiamo cominciando a utilizzare spesso anche altri mezzi di trasporto più sostenibili come il treno, restano i nostri alleati principali per raggiungere le destinazioni dei nostri sogni. C’è chi vola senza timori e chi invece cerca di farsi passare la paura pur di viaggiare, ma una cosa è certa: le turbolenze non piacciono proprio a nessuno. Seppur le tratte più a rischio siano lontane, anche l’Europa sta cominciando a soffrirne la presenza, sempre più frequente.
Sono i dati messi in evidenza dalla classifica stilata da Turbli, un portale dal nome carino sviluppato da Ignacio Gallego-Marcos, esperto in fluidodinamica computazionale e ricercatore nel campo delle turbolenze. Per realizzarla sono state valutate circa 10.000 rotte che collegano i 550 maggiori aeroporti del mondo. Il risultato? Al primo posto troviamo la rotta tra Mendoza e Santiago del Cile, considerata la più turbolenta al mondo. E in Europa? Ve lo sveliamo di seguito!
La classifica delle rotte più pericolose nel mondo
Nella classifica stilata da Turbli, la turbolenza viene calcolata in unità di velocità di dissipazione dei vortici, Eddy Dissipation Rate (Edr), ed espressa tenendo in considerazione diversi livelli: deboli (0-20), moderati (20-40), forti (40-60), gravi (60-80) ed estremi (80-100).
Le rotte più pericolose al mondo secondo la classifica stilata sono soprattutto in Argentina. La tratta più a rischio è quella da Mendoza a Santiago del Cile, che ha una turbolenza media di 24, seguita da altre due rotte nel Sud America, ossia quella da Cordoba a Santiago del Cile, con una turbolenza media di 20, e quella da Mendoza a Salta, con una turbolenza media di circa 19.
Questa la classifica completa:
Mendoza (MDZ) – Santiago (SCL): 24,684
Cordoba (COR) – Santiago (SCL): 20,214
Mendoza (MDZ) – Salta (SLA): 19,825
Mendoza (MDZ) – San Carlos de Bariloche (BRC): 19,252
Kathmandu (KTM) – Lhasa (LXA): 18,817
Chengdu (CTU) – Lhasa (LXA): 18,644
Santa Cruz (VVI) – Santiago (SCL): 18,598
Kathmandu (KTM) – Paro (PBH): 18,563
Chengdu (CTU) – Xining (XNN): 18,482
San Carlos de Bariloche (BRC) – Santiago (SCL): 18,475
La classifica delle rotte europee più turbolente
Per quanto riguarda le rotte europee, invece, le turbolenze restano in generale sul primo livello, quindi tra lo 0 e il 20 di media. Sul podio, al primo posto, troviamo la tratta da Nizza a Ginevra, con una turbolenza media di 16, seguita dalla tratta da Nizza aZurigo, con una turbolenza media di circa 15, e al terzo posto il volo da Milano a Zurigo, con una turbolenza media, anche in questo caso, di poco più di 15.
Le tratte più turbolente risultano soprattutto nel nostro Paese e in quelli vicini: infatti, tra le ultime posizioni, troviamo la rotta Ginevra-Venezia e Venezia-Zurigo, con turbolenze medie che si aggirano intorno ai 14.
Secondo analisi recenti, le turbolenze sono in costante aumento anche nel nostro territorio, soprattutto nei cieli del Regno Unito, dell’Europa settentrionale e nella regione mediterranea. Qui di seguito vi mostriamo la classifica completa delle tratte più turbolente in Europa:
Sembra quasi di essere fuori dal mondo, su un altro pianeta. Un luogo di sabbia, rocce e dove crescono piante che sono state capaci di sfidare il clima estremo.
Siamo in Cile, nel deserto di Atacama, un altopiano che si trova sulla costa pacifica del sud America e che si estende lungo 1600 chilometri.
Un luogo dove non piove quasi mai, celebre per essere il posto più arido del mondo e di cui un tratto del suolo è stato paragonato a quello di Marte. È qui che si trova una scultura incredibile, che emerge dalla sabbia allungandosi verso il cielo. Si tratta di una mano, nota come la Mano del Desierto: imponente e spettacolare, potrebbe sembrare un miraggio, ma invece è un’opera potente e straordinaria che vale la pena visitare e scoprire se si programma un viaggio in questa zona del Cile.
La Mano del Desierto, l’opera che emerge dalla terra in Cile
È stata inaugurata a marzo del 1992 e da allora è uno dei simboli di un luogo dal fascino incredibile che attrae viaggiatori da tutto il mondo. Siamo in Cile, affascinante Paese dell’America del Sud, ricco di tesori da scoprire e di bellezze da conoscere, oltre a una cultura interessante e vivace.
Qui si snoda il deserto di Atacama, che al suo interno cela tantissime cose da vedere compresa la Mano del Desierto, una scultura realizzata dall’artista cileno Mario Irarrázabal e che si trova a 1100 metri sopra il livello del mare. A quanto pare, è stata strutturata pensando al regime di Pinochet e alle violazioni dei diritti umani che sono stati portati avanti in quel periodo. Ma, come accade per ogni opera, l’interpretazione che le si può dare varia in base alla sensibilità e agli occhi di chi la guarda.
La base è in ferro e cemento e la mano ha un’altezza di 11 metri, il suo colore è tanto simile a quello dell’ambiente circostante che sembra davvero farne parte da sempre.
Un vero spettacolo, imponente e magico, che lascia senza fiato. Ma del resto si trova in un luogo talmente speciale del mondo che non poteva che essere così. Non è l’unica opera celebre dell’artista cileno, che ha realizzato un’altra mano, questa si trova a Punta del Este in Uruguay e in realtà si tratta di dita che emergono in maniera parziale dalla sabbia.
Fonte: iStockDeserto Atacama: la Mano nel Desierto di notte
Come raggiungere la Mano del Desierto
Raggiungere la Mano del Desierto è piuttosto semplice, si trova infatti a circa 75 chilometri in direzione nord-ovest partendo dalla città di Antofagasta, affacciata sull’Oceano Pacifico, ed è lungo una strada molto celebre: la Route 5 della Pan American Highway, che va dall’Alaska all’Argentina attraversando 14 Paesi.
Per avere un’indicazione precisa di dove travare questa spettacolare mano all’interno del deserto di Atacama si deve fare riferimento alla zona tra i migli 1309 e 1310.
La sua peculiarità è che la si può vedere anche da distante, viste le sue imponenti dimensioni: come un miraggio ma reale, tangibile e profondamente emozionante. Tanto che, trovandosi davvero nel nulla, spesso viene ricoperta di scritte e graffiti che vengono ciclicamente eliminati.
Cosa ammirare nel deserto di Atacama (oltre alla Mano)
Un luogo inospitale, dalla storia antica e dal fascino inebriante in cui ogni scorcio leva il fiato: è il deserto di Atacama in Cile, incastrato tra oceano Pacifico e Cordigliera delle Ande.
Qui se si è fortunati e ci sono state abbastanza piogge si può assistere a qualcosa di magico e unico: ovvero la fioritura, che sembra quasi un miracolo dal momento che avviene in uno dei luoghi più aridi della Terra. I mesi da segnare sono quelli che vanno da settembre a novembre.
La maggior parte delle città di questa zona del Cile si trova lungo l’oceano, mentre la sua area interna è stata abitata nel passato più remoto da civiltà precolombiane.
Tra le altre peculiarità del deserto di Atacama vi è la sua ricchezza mineraria, che si può riscontrare anche solo sapendo che lungo il deserto si possono incontrare circa 170 città minerarie abbandonate. E poi è il luogo ideale in cui ammirare le stelle: questo altopiano desertico si trova a un’altezza perfetta per osservare il cielo, tanto è vero che ci sono tanti telescopi come quello che si chiama Atacama Large Millimeter Array (Alma) che è stato realizzato da Paesi europei, Giappone, Usa, Canada e Cile. Oltre a questo ci sono diversi siti di osservazione.
Tra le altre tappe da segnare non si può dimenticare la Valle de la Luna, vicino a San Pedro di Atacama (dista circa 15 chilometri) o il Salar de Atacama, che dista 55 chilometri dalla medesima città ed è un enorme distesa salata.
San Pedro di Atacama è il punto di accesso più importante a questo vasto deserto, ricco di tantissime meraviglie da scoprire oltre a quelle citate. La distanza con la celebre e incredibile mano è abbastanza grande (oltre 350 chilometri), ma lungo un percorso ricco di fascino e meraviglia.
Fonte: iStockValle de la Luna nel deserto Atacama in Cile
Turkish Airlines, che dal 2012 detiene il titolo di linea aerea che vola verso il maggior numero di Paesi nel mondo, ha ottenuto il titolo di Guinness World Records per il “Maggior numero di Paesi raggiunti da una compagnia aerea”.
Il certificato di record è stato presentato all’aeroporto internazionale Arturo Merino Benítez di Santiago dopo il volo inaugurale di Turkish Airlines per il Cile. Alla cerimonia hanno partecipato dirigenti di Turkish Airlines e funzionari del Guinness World Records.
Il record stabilito con voli verso 120 Paesi
In base ai criteri di valutazione del Guinness World Records, Turkish Airlines ha stabilito il record con voli verso 120 Paesi, che riflettono solo le rotte attive degli ultimi 12 mesi. Tuttavia, se si includono anche le rotte sospese in via temporanea e il volo inaugurale del 19 dicembre 2024 per il Cile, la rete di voli di Turkish Airlines si estende ormai a ben 131 Paesi.
Inoltre, Turkish Airlines ha un vantaggio di 30 Paesi sul suo concorrente più vicino per quanto riguarda questo record davvero straordinario.
Le parole di soddisfazione dei protagonisti
Sono parole di orgoglio e soddisfazione quelle pronunciate dai protagonisti durante la cerimonia di consegna del certificato a Santiago che conferma Turkish Airlines nei Guinness World Records.
Commentando il record, il CEO di Turkish Airlines Bilal Ekşi ha infatti dichiarato: “Siamo entusiasti di essere a Santiago del Cile, la nostra nuova rotta inaugurata oggi, e di ricevere contemporaneamente il titolo di Guinness World Records per ‘Il maggior numero di Paesi raggiunti da una compagnia aerea’. Essendo l’unica linea aerea a detenere questo titolo da oltre un decennio, siamo orgogliosi di mostrare la forza della nostra rete di voli e di rafforzare la nostra missione di collegare persone, culture e destinazioni in tutto il mondo.”
Talal Omar, VP – MENA & Türkiye, Guinness World Records ha invece sottolineato: “Oggi segniamo un’importante pietra miliare per Turkish Airlines, il cui impegno costante nel collegare il mondo è un esempio di visione ed eccellenza nell’aviazione. Questo notevole risultato conferma il suo ruolo vitale nel panorama dell’aviazione globale, raggiungendo più destinazioni internazionali di qualsiasi altra compagnia aerea. Ci congratuliamo con Turkish Airlines per questo straordinario risultato e la dichiariamo, con grande distinzione, Officially Amazing”.
Turkish Airlines inaugura i voli su Santiago del Cile
Ma i sorprendenti risultati di Turkish Airlines non finiscono qui.
Come accennato, la compagnia aerea di bandiera della Turchia ha ampliato la sua presenza nelle Americhe introducendo voli diretti per Santiago, capitale del Cile. La nuova rotta rappresenta un traguardo significativo: diventa la 26esima destinazione nel continente americano e porta a 131 il totale dei Paesi serviti a livello internazionale.
A partire dal 19 dicembre 2024, Turkish Airlines effettuerà quattro voli settimanali tra Istanbul e Santiago con scalo a San Paolo: Santiago, grazie alla sua ricca storia, all’affascinante cultura e ai panorami difficili da descrivere a parole, è, senza alcun dubbio, una destinazione imperdibile per i viaggiatori di tutto il mondo.
Infine, la tratta appena inaugurata non espande soltanto la rete di collegamenti aerei della compagnia turca, ma rafforza anche i legami tra Turchia e Cile.
Conosciuta come la Ciudad Jardín (Città Giardino), Vina del Mar è un’affascinante città costiera del Cile centrale, situata a breve distanza da Valparaiso. Rinomata per le sue spiagge, il casinò e il famoso Festival Internazionale della Canzone che si tiene ogni anno a febbraio con artisti di tutta l’America Latina, Vina del Mar è una delle mete turistiche più frequentate del paese.
La città si sviluppò inizialmente attorno alla ferrovia, lungo le strade Álvarez e Viana, dove all’inizio del XX secolo sorsero eleganti case signorili. Gli aristocratici locali iniziarono a vendere i prodotti delle loro proprietà nei pressi della linea ferrata, trasformando così la strada per Valparaiso in un vivace centro commerciale. Col passare del tempo, la via si è popolata di boutique, ristoranti, locali di vario genere, e tuttora via Valparaiso rimane una delle strade più eleganti e raffinate della città.
Castello Wulff
Affacciato sull’oceano, il Castello Wulff è uno dei simboli più riconoscibili della città. Costruito nel 1906 dal filantropo tedesco Gustavo Wulff, fu dichiarato monumento storico nazionale nel 1995. La struttura è stata sottoposta a diverse modifiche nel corso degli anni: originariamente non era completamente in pietra e disponeva di tre torri, mantenendo però sempre lo stile europeo che la caratterizza. Nel tempo, l’edificio ha ospitato diverse istituzioni culturali, tra cui il Museo Navale della Marina Cilena e il Museo della Cultura del Mare, e attualmente è sede dell’Unità del Patrimonio del Comune di Vina del Mar.
Giardino Botanico Nazionale
Il Giardino Botanico Nazionale è senza dubbio uno dei motivi per cui Vina del Mar è conosciuta come la “Città Giardino.” Con i suoi 400 ettari di flora tipica della regione di Valparaiso, tra cui circa 800 specie di piante autoctone cilene, rappresenta un’oasi naturale ideale dove trascorrere una giornata all’aria aperta.
Tra le principali attrazioni spiccano il cactario, con una raccolta di cactus cileni e centroamericani, una collezione di piante endemiche provenienti dall’arcipelago Juan Fernandez e quella di rarissima Sophora toromiro tipica dell’Isola di Pasqua. Il parco dispone anche di aree picnic, piste ciclabili, una piscina, una suggestiva laguna dove è possibile rilassarsi osservando anatre e altri uccelli, e anche un’accogliente caffetteria con spazio per eventi, la Casa del Giardino.
La storia del giardino botanico risale al 1917, quando l’imprenditore Pascual Baburizza Stonic acquistò la proprietà El Olivar e ne definì i confini, avviando una gestione sostenibile del territorio e del bacino del fiume El Olivar. In seguito venne creato un parco faunistico di 150 ettari e la tenuta fu aperta al pubblico sotto la gestione della Fondazione del Giardino Botanico Nazionale (FJBN), che si occupa della conservazione delle risorse di flora endemica ed esotica.
Palazzo Presidenziale Cerro Castillo
Il Palazzo Presidenziale sorge sullo storico sito del Forte Callao e fu edificato nel 1929 grazie alla visione di Graciela Letelier Velasco, moglie del presidente Carlos Ibáñez del Campo. Progettato dagli architetti Luis Browne e Manuel Valenzuela in stile neocoloniale ispano-messicano, si sviluppa su tre piani e un seminterrato. Al primo piano, visitabile con tour guidati, si trovano i soggiorni, la sala da pranzo, l’ufficio, la cucina e i bagni.
Le camere da letto si dispongono al secondo piano, per un totale di dieci stanze, mentre al terzo piano, suddiviso in due torri, si trovano la biblioteca, una sala radio, l’ufficio del Presidente e un osservatorio. La Residenza Presidenziale può essere visitata tutto l’anno previa registrazione online, individualmente o in gruppi di massimo 20 persone. Il tour consente di accedere all’atrio, al soggiorno, allo studio presidenziale, alla sala da pranzo e alla terrazza esterna.
L’Orologio di Fiori
L’Orologio di Fiori, situato ai piedi del colle Castillo di fronte alla spiaggia di Caleta Abarca, è uno dei simboli più iconici della città. Il suo meccanismo, realizzato nella fabbrica Favag di Neuchatel, in Svizzera, fu acquistato nel 1962 per decorare la città in occasione dei Mondiali di Calcio. Nel 2013, dopo un atto di vandalismo, l’orologio fu sostituito con un nuovo meccanismo prodotto in Messico, per rendere il suo funzionamento più affidabile e meno vulnerabile.
Fonte: iStockL’Orologio di Fiori a Vina del Mar, Cile
Casinò Municipale
Inaugurato nel 1930, il Casinò Municipal di Vina del Mar è uno dei più antichi del Sudamerica. Con la sua architettura eclettica d’ispirazione neoclassica, è uno dei punti di riferimento della vita notturna cittadina. Situato in pieno centro, su piazza Colombia, offre ogni genere di giochi, come roulette, baccarat, blackjack, slot machine, bingo, roulette americana, chemin de fer, ma è anche un elegante luogo di ritrovo e divertimento, centro della vita sociale con sale da pranzo, teatro, spazi per feste ed eventi.
Parco Quinta Vergara
Uno dei più antichi e conosciuti parchi cittadini, era in origine il giardino privato della residenza dell’illustre famiglia Vergara, discendenti dal fondatore della città. Risale infatti al XIX secolo la messa a dimora delle molte specie esotiche provenienti dall’Asia, dall’Australia e dal Nord America che tuttora ombreggiano questa magnifica area verde nel cuore della città. Qui si trova l’Anfiteatro Quinta Vergara, il complesso che da oltre 60 anni ospita il Festival Internazionale della Canzone di Vina del Mar, considerato la manifestazione canora di lingua spagnola più longeva e importante dell’America Latina.
Palazzo Vergara
All’interno del Parco Quinta Vergara, nel luogo in cui sorgeva la dimora del fondatore della città, José Francisco Vergara, sorge il palazzo costruito nel 1910 dagli architetti Petri dopo il terremoto del 1906, successivamente acquistato dal comune nel 1941 per diventare sede del Museo e Scuola di Belle Arti. Di stile neogotico veneziano, l’edificio presenta decorazioni interne lussuose con arazzi, arredi rococò, Luigi XVI e stile Impero, fatti giungere direttamente dall’Europa.
Palazzo Rioja
Il Palazzo Rioja, residenza commissionata nel 1907 dall’uomo d’affari spagnolo Fernando Rioja, è ispirato all’architettura francese del XVIII secolo. Arredato con mobili europei in stile Impero e Rococò, è circondato da un rigoglioso giardino con palme ed essenze esotiche. Danneggiato dai terremoti del 1985 e del 2010, il palazzo è stato restaurato e per il suo grande valore storico e artistico è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale.
Al suo interno ospita il più importante Museo delle Arti Decorative del Cile, con una ricca collezione di arredi d’epoca, tessuti pregiati e decorazioni appartenuti all’aristocrazia cilena del secolo scorso.
Museo di Storia e Archeologia Francisco Fonck
Dedicato al medico ed esploratore tedesco Francisco Fonck, il Museo di Storia e Archeologia presenta collezioni di oggetti delle culture cilene e della fauna locale. L’attrazione principale è un raro moai dell’Isola di Pasqua, che attira numerosi visitatori.
Laguna Sausalito
Originariamente la Laguna Sausalito, un bacino d’acqua artificiale di circa 8 ettari, fu creata da Jose Francisco Vergara alla fine del XIX secolo come serbatoio per i vigneti dell’Hacienda la Vina del Mar. Nel 1929 sul terreno circostante venne realizzato un complesso sportivo e costruito lo stadio El Tranque, che nel 1960, in seguito al gemellaggio con la città californiana di Sausalito, presero il nome attuale.
Le spiagge di Vina del Mar
Vina del Mar è una rinomata località balneare che vanta splendide spiagge bagnate dall’Oceano Pacifico. Tra le più popolari c’è Reñaca, un’elegante area turistica situata a circa 20 minuti di auto dal centro cittadino, lungo l’Avenida Borgoño, una strada costiera dotata di pista ciclabile e pedonale. Un’altra spiaggia molto frequentata è Cochoa, caratterizzata da sabbia scura e con un incantevole belvedere da cui ammirare i leoni marini sugli scogli.
Anche la spiaggia di Caleta Abarca, vicina all’iconico Orologio dei Fiori, è molto popolare, soprattutto in estate; circondata da giardini curati, offre una baia protetta dalle forti correnti oceaniche, consentendo una balneazione sicura. Situata su Avenida España e delimitata dal colle Recreo e dall’elegante Hotel Sheraton Miramar, Caleta Abarca è invece fiancheggiata da un vivace lungomare con giardini e negozi e attrezzata con aree giochi per bambini.
Per chi preferisce maggiore tranquillità, le spiagge Las Salinas e Los Marineros sono l’ideale. Apprezzata anche dai locali per la sua atmosfera intima, Las Salinas è una piccola baia protetta da muretti di contenimento, adatta anche per i bambini. Mentre la vicina spiaggia Los Marineros offre aree attrezzate con docce e bagni pubblici e la comodità di locali e ristoranti nelle vicinanze.
Santiago del Cile, capitale vibrante e cuore pulsante del Paese, è una destinazione che sorprende per la sua varietà di attrazioni culturali, paesaggistiche e storiche. Circondata dalle maestose Ande, la città è un perfetto mix tra modernità e tradizione, con un panorama urbano in continua evoluzione e angoli che raccontano secoli di storia. Un tour di Santiago permette di esplorare non solo i monumenti e i quartieri più iconici della città, ma anche i suoi dintorni, altrettanto meritevoli di una sosta.
Cosa vedere a Santiago del Cile
La capitale del Cile, Santiago, viene fondata da Pedro De Valdivia, militare e conquistatore spagnolo, il 12 febbraio 1541. Oggi è una città moderna, ma capace di custodire il proprio cuore antico. Noi vi proponiamo un breve tour alla scoperta della città che sconfina al mare e ai monti, per raggiungere due località amatissime dai cileni della capitale: Valparaiso e il Parque Cordillera Yerba Loca.
Santiago ha un cuore pulsante in Plaza de Armas, il punto di partenza ideale per comprendere le radici storiche della città: sulla piazza si affacciano l’antica cattedrale dedicata a San Giacomo (Santiago), il museo storico nazionale, il palazzo del municipio, il palazzo arcivescovile. In piazza, ammirate la scultura di Enrique Villalobos dedicata “Al Pueblo Indígena”.
Fonte: iStockSantiago del Cile e la funicolare del Cerro San Cristóbal
Passeggiando per le vie limitrofe, ci si immerge invece rapidamente nell’atmosfera di quartieri come Lastarria e Bellavista, noti per le loro gallerie d’arte, i ristoranti alla moda e la vivace vita notturna. Lastarria, in particolare, colpisce per le sue stradine acciottolate e le architetture in stile europeo, che lo rendono uno dei quartieri più pittoreschi della città.
Per chi è appassionato di musei, vi consigliamo di visitare il Museo Nazionale di Belle Arti e il Centro Culturale La Moneda, entrambi tappe imperdibili per chi desidera esplorare il patrimonio artistico cileno e latinoamericano. Inoltre, il Museo della Memoria e dei Diritti Umani offre un’importante testimonianza della recente storia politica del Cile, con un’esposizione emozionante sulla dittatura di Pinochet.
Il Cerro San Cristóbal, domina la città e vi aspetta per permettervi di guardare il panorama da un punto di vista incredibile: salendo sulla cima, sia a piedi che in funicolare, si ammira l’intera metropoli e, nelle giornate limpide, si possono scorgere le vette innevate delle Ande sullo sfondo. Si tratta comunque di un luogo storico, dove Pedro de Valdivia fondò la città nel lontano 1541.
Fonte: iStockIl Cerro San Cristóbal visto dall’alto
Se siete fra quei turisti che amano immergersi in pieno nel folclore dei luoghi che visitano, il 18 settembre è una data da ricordare in quanto i cileni festeggiano l’indipendenza dalla Spagna avvenuta nel 1810. In questa occasione Santiago del Cile e le città grandi e piccole organizzano diverse manifestazioni patriottiche, si potranno vedere esibizioni del ballo popolare la cueca ammirando i costumi tradizionali e ascoltando musica popolare degustare le prelibatezze del territorio.
Visitare centro storico è il modo migliore per scoprire la vera essenza, la più autentica, di Santiago del Cile. Adesso però il vostro viaggio non è giunto al termine, perché a poca distanza dalla giungla urbana vi aspettano due meraviglie che non potete assolutamente perdere. A breve distanza dalla città, infatti, si trovano alcune delle attrazioni più suggestive del Cile centrale. A circa un’ora di macchina, si può raggiungere la valle vinicola del Maipo, famosa per la produzione di alcuni dei migliori vini del paese, in particolare il Cabernet Sauvignon. Le cantine offrono tour guidati con degustazioni, che permettono di scoprire la tradizione vitivinicola cilena a 360°.
Valparaiso, Patrimonio Unesco
Valparaiso, che tradotto significa Valle del Paradiso, onora pienamente il nome che porta grazie all’incantevole meraviglia dei suoi luoghi. La città dista da Santiago del Cile poco più di 100 km e può essere raggiunta con gli autobus della compagnia Autobus. Fondata nel 1536 è il capoluogo dell’omonima regione cilena. Sorge a sud di un’ampia baia a forma semicircolare che è compresa tra la Punta Angeles e la Punta Gruesa. A breve distanza dalla costa, le 42 colline (dette Cerros) con altezze che variano dai 30 ai 40 metri di altitudine consentono un buon riparo del territorio.
Il centro di Valparaiso – che si estende dalle pendici delle colline fino alla fascia costiera del Cile – è stato danneggiato più volte dai terremoti: quello avvenuto nel 1906, distrusse gran parte della città e fu avvertito anche dagli abitanti di Santiago del Cile. Oggi dopo la ricostruzione offre ai visitatori un aspetto moderno dando spazio, specie in prossimità del porto, a quartieri commerciali come Almedral e Baron e ad ampie vie quali Avenida Brasil, Prat, dove si collocano importanti edifici pubblici.
Fonte: iStockLe strade colorate di Valparaiso
Valparaiso è dotata di ascensori e funivie che collegano la parte alta della città (parte vecchia) a quella nuova dove sono situate la maggior parte delle abitazioni private. La città è conosciuta per i dipinti e i graffiti dai colori vivaci e brillanti che decorano buona parte dei palazzi, regalando così all’intero centro urbano un’atmosfera frizzante e allegra, così diversa dall’austera Santiago del Cile. È possibile ammirare il museo a cielo aperto, una sorta di tour tra le strade del Cerro Bellavista dove murales coloratissimi vi lasceranno a bocca aperta.
Sicuramente Valparaiso deve la sua importanza al porto, il maggiore scalo navale dell’America meridionale sul Pacifico, oltre ad essere il fulcro nonché linfa di tutto il traffico cileno. Sviluppatosi nel 1863 dopo la realizzazione della ferrovia che riuscì ad unire Valparaiso a Santiago del Cile, divenne uno sbocco di grande importanza per tutta la zona centrale e in particolare per le province.
Sempre nel quartiere del porto è possibile visitare l’iglesia de la Matriz diventata nel 1971 monumento nazionale. Costruita nel 1559, questa chiesa – ricostruita più volte in seguito ad incendi e terremoti – era considerata luogo di preghiera dove la comunità era solita riunirsi per la celebrazione di messe per chiedere la protezione dei pescatori.
Per chi ama fare shopping è d’obbligo una passeggiata nella zona per acquistare souvenir e prodotti tessili in particolare articoli realizzati con lana di alpaca (tosata a nord del Paese) e raggiungere dopo pochi minuti Plaza Sotomayor di fronte al Molo Prat, che ospita boutique e numerosi negozi di abbigliamento, che fanno concorrenza a quelli della capitale Santiago del Cile.
Percorrendo i vicoli di questa pittoresca città si può far tappa in uno dei numerosi locali per degustare la chorillana piatto tipico a base di patate fritte, uova in camicia, cipolla fritta e bocconcini di carne, un piatto unico della tradizione cilena che soddisferà anche i più affamati turisti.
La regione di Valparaiso, oltre alle bellezze del suo capoluogo vanta ben 36 spiagge: e per questo è considerata la destinazione balneare d’elezione dei cittadini di Santiago del Cile; ma solo alcune sono adatte alla balneazione. Se non sapete resistere al richiamo e volete trascorrere comunque qualche ora al mare, sicuramente Playa Las Torpederas, nonostante non sia molto estesa, è fra quelle maggiormente frequentate. Si trova alla base del Cerro Ancha sulla parte superiore della Avenida Altamirano.
Trekking e natura nei pressi di Santiago
Chi invece alle spiagge preferisce la vista di imponenti cime, non potrà fare a meno di organizzare un’escursione e dirigersi alla Cordigliera Yerba Loca Park. Il parco si trova a circa un’ora e mezzo d’auto dal centro di Santiago del Cile. Il Nature Sanctuary Yerba Loca è una riserva che si estende dalla cima de Cerro La Paloma alla vetta Cerro El Plomo.
La vista del ghiacciaio La Paloma è imperdibile, così come la bellezza della vegetazione composta da boschi di conifere e arbusti che ne caratterizzano il territorio: se la fortuna è dalla vostra parte, inoltre, potrebbe capitarvi di scorgere un’aquila o un condor mentre passeggiate vicino ai torrenti d’acqua dal colore blu intenso. Il momento ideale per visitare quest’area protetta è dalla fine di ottobre fino a maggio, poiché la neve in inverno copre buona parte dei sentieri.
Cajon del Maipo è uno dei luoghi più amati al mondo dagli escursionisti: questo canyon comprende il bacino superiore del fiume Maipo, oltre ai fiumi confluenti El Volcàn, Yeso e Colorado. Come destinazione turistica per escursionisti e campeggiatori, ci sono molte cose da sapere: prima di tutto, bisogna prenotare un tour, per un viaggio unico tra i villaggi tipici, dove è possibile osservare la riserva circondata dalle maestose montagne. I tour durano circa 10 ore – impegnano una giornata – e ciascuno offre attrazioni specifiche. Ti portiamo alla scoperta di Cajon del Maipo in Cile.
Cosa sapere prima di prenotare un’escursione a Cajon del Maipo
Cajon del Maipo è un canyon abbastanza stretto, ma il panorama è a dir poco pittoresco e mozzafiato: per chi vuole fuggire dalla frenesia di Santiago del Cile per un giorno, non possiamo non suggerire una visita in questa landa selvaggia, tra le cittadine di montagna. Il suggerimento che ti diamo per non perdere nulla è di prenotare l’escursione che più si addice ai tuoi interessi: per esempio, c’è la possibilità di andare alle sorgenti termali di Cajon del Maipo da Santiago del Cile.
L’aspetto più interessante del territorio è che offre delle opzioni su misura di tutti: da chi è amante del brivido e dell’avventura, fino a chi preferisce un’escursione più misurata. Tra fiumi e passi di montagna, le valli di Cajon del Maipo si trovano a un’ora dalla Capitale del Cile: ti attendono attività di rafting, escursionismo, alpinismo. Se ami gli sport all’aria aperta, è decisamente la gita in giornata da non perdere.
Cosa vedere a Cajon del Maipo
Iniziamo da El Morado National Monument: è un’area che comprende il canyon Rio Morales e le colline adiacenti: flora e fauna sono pronti a stupirti con specie vegetali ed esemplari di uccelli, ma ricorda che il parco è chiuso da maggio e settembre per le condizioni climatiche. Il periodo migliore per visitarlo è da dicembre a marzo.
San José de Maipo è uno di quei pittoreschi villaggi di montagna dove l’identità è forte: cultura, cucina locale, panorami immersi nella natura. Questa destinazione è particolarmente amata dai turisti per il cibo (tra cui le empanadas cotte nei forni di argilla) e la presenza di vigneti e birrifici.
El Yeso, invece, si trova nelle profondità di Cajon del Maipo: fare un’escursione ammirando le sue acque turchesi è un’opportunità da non perdere. Il sentiero non è difficile ed è adatto anche a coloro che non sono soliti fare trekking. Si può persino pescare, oppure fare un pic nic con tutta la famiglia. Si percorre la strada El Volcàn, passando per la città di San Gabriel: qui poi ci sarà ad attenderti il bacino di acqua cristallina e colline innevate. Un modo per connettersi con il Cile più “segreto” e autentico.
Le sorgenti termali del Cajon del Maipo rimangono una delle attrazioni più famose: il panorama è idilliaco, c’è la possibilità di rilassarsi e dimenticare qualsiasi stress o tensione, ed è possibile persino ammirare la cascata Velo de la Novia. Ovviamente, ti attende un pranzo cileno genuino, per scoprire i sapori del territorio.
L’isola di Robinson Crusoe esiste ed è molto più di una leggenda letteraria. Conosciuta anche con il nome di Agua Buena si trova nell’arcipelago cileno di Juan Fernandez ed diventata famosa per essere stata citata nell’opera di Daniel Defoe. Un luogo che rappresenta un vero e proprio scenario di sopravvivenza che ha dato vita al personaggio.
Quest’isola dell’arcipelago Juan Fernandez, infatti, è il luogo in cui Alexander Selkirk, un marinaio scozzese, naufragò nel lontano 1704 e dove visse in isolamento per quasi cinque anni. La sua esperienza avrebbe gettato le basi per il leggendario libro “The life and strange surprising adventures of Robinson Crusoe”, pubblicato il 25 aprile del 1719.
Curiosità sull’arcipelago Juan Fernandez e Selkirk
L’arcipelago si compone di tre isole principali: l’isola Robinson Crusoe, l’isola Alejandro Selkirk e Santa Clara.
L’isola Robinson Crusoe, chiamata Más a Tierra fino al 1966, è la più famosa proprio grazie al suo forte legame con la storia del marinaio scozzese e, poi, con il personaggio di Dafoe. Dai recenti scavi eseguiti sull’isola, sono state portate alla luce le tracce di un insediamento probabilmente appartenente a Selkirk, come resti di accampamenti e oggetti che testimoniano la presenza europea sull’isola all’inizio del Diciottesimo secolo.
Secondo la storia egli fu l’unico europeo, fino a quel momento, a vivere sull’isola, dopo essere stato abbandonato lì a causa di un litigio con i suoi ufficiali di bordo. Egli scelse di essere lasciato lì, piuttosto che continuare la navigazione in condizioni precarie, stabilendosi in una posizione strategica su un altura dell’isola, costruendo rifugi e vivendo grazie alle numerose risorse naturali presenti sull’isola.
L’Isola di Robinson Crusoe oggi: un rifugio naturale
Nel 1977 l’isola di Robinson Crusoe è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO, un modo per preservare la sua inestimabile e straordinaria bellezza naturale, data dalle sue montagne, le sue scogliere e la vegetazione rigogliosa, che regala uno scenario indimenticabile.
Attualmente l’isola è abitata da una piccola comunità composta da circa 900 persone, le quali vivono principalmente nella costa a nord dell’isola, nel villaggio di San Juan Bautista.
Oggi visitare l’isola consente di vivere un’esperienza unica, lontana dalle rotte turistiche più battute. Ai visitatori è possibile camminare ed esplorare i vari sentieri montuosi che si snodano lungo l’isola oppure fare immersioni nei bellissimi fondali marini che la circondano, con barriere coralline e pesci colorati, o, semplicemente, cercare un luogo dove rilassarsi fra le numerose calette isolate.
Il Parco Nazionale Arcipelago Juan Fernandez, ad esempio, offre sentieri mozzafiato che si snodano tra valli e montagne, con viste spettacolari sull’oceano circostante. Uno dei più popolari è quello che conduce sulla vetta del Cerro El Yunque, che altro non è che la vetta più alta dell’isola, da cui si può godere di una vista panoramica su tutto l’arcipelago.
Il fascino dell’isola Robinson Crusoe risiede non solo nella sua connessione con la famosa opera letteraria ed il personaggio cinematografico, ma anche per la possibilità di vivere un’esperienza unica ed indimenticabile, in un contesto unico come quello dell’arcipelago Juan Fernandez. È la destinazione ideale per chi cerca una fuga dalla vita moderna e lontana dal turismo di massa, per chi vuole scoprire la natura incontaminata di questo paradiso cileno o per chi, come molti, vuole scoprire luoghi da sogno di film e serie tv che fanno sognare viaggi indimenticabili.
Fonte: iStockIsola di Robinson Crusoe, nell’arcipelago Juan Fernandez in Cile
Il Palacio de La Moneda, comunemente noto come La Moneda, a Santiago del Cile, è la sede del Presidente della Repubblica del Paese sudamericano e ospita anche il Segretariato Generale della Presidenza e il Segretariato Generale del Governo. Se hai in mente di visitare la capitale cilena, non perdere l’occasione per scoprire il Palazzo della Moneta, il suo edificio più importante.
Palacio de La Moneda, informazioni utili
Il Cile è uno dei Paesi latinoamericani più moderni e più visitati della regione. Questa nazione ha paesaggi incredibili, un meraviglioso patrimonio naturale e affascinanti tradizioni culturali, che la rendono una delle mete preferite di chi viaggia in Sud America. Il Palacio de La Moneda si trova nella capitale, tra le vie Moneda (nord), Morandé (est), Alameda del Libertador Bernardo O’Higgins (sud) e Teatinos (ovest). A nord si trova la Plaza de la Constitución e a sud la Plaza de la Ciudadanía. La Moneda dispone di 40 stanze, una per il Presidente – che ha altre residenze, come il palazzo di Cerro Castillo, un luogo di riposo nella città di Viña del Mar o la villa nel quartiere di Machalí, nella regione di O’Higgins, conosciuta come La Casa 100 – e le altre per i suoi ministri. Progettato dall’architetto Joaquín Toesca, questo palazzo è la principale espressione del neoclassicismo in Cile. Fu inaugurato nel 1805 come sede della Real Casa de Moneda de Santiago (Zecca Reale di Santiago), dove venivano coniate le monete. Nel 1846, il presidente Manuel Bulnes trasferì la sede del governo in questo edificio, diventando il primo presidente ad abitarlo. L’ultimo fu Carlos Ibáñez del Campo, nel 1958. L’edificio è stato anche teatro di uno degli eventi più decisivi della storia del Cile, l’attentato dell’11 settembre 1973. Dopo quell’evento, un gruppo di architetti lo restaurò, mantenendo le linee originali disegnate da Toesca. Da allora ha subìto alcune modifiche, come la tinteggiatura di bianco alla fine del secolo scorso o la ristrutturazione della Plaza de la Ciudadanía, sotto la quale è stato costruito il Centro Cultural Palacio La Moneda. Nel 1951 è stato dichiarato monumento nazionale.
Come è stato fondato il Palazzo della Moneta?
Il Cile, come la maggior parte delle colonie dell’ex Impero spagnolo, ottenne l’indipendenza a metà del XIX secolo. In questo modo, passò dall’essere una semplice provincia a proclamarsi una repubblica autonoma. Come prevedibile, il Cile dovette iniziare a creare le proprie istituzioni, tra cui il governo, i poteri statali e la moneta nazionale. All’epoca il Cile disponeva già di una zecca, ereditata dal periodo coloniale, inaugurata nel 1805. Dopo aver attuato alcune riforme, il Palazzo della Moneta iniziò a funzionare come ente pubblico, dove venivano coniate le monete a corso legale in Cile. Nel corso degli anni, l’amministrazione nazionale installò la propria sede in questo edificio neoclassico, che da allora è considerato l’edificio più importante dell’intero Paese.
Fonte: iStockVisita il Palacio de La Moneda in occasione del cambio della Guardia
Conoscere il Palazzo della Moneta
Situato nel centro della città, il Palazzo della Moneta è una delle visite imperdibili per chi ha intenzione di conoscere la capitale cilena. L’edificio è facilmente identificabile poiché non si distingue solo per le sue dimensioni, ma anche per l’ampia fila di bandiere che ha davanti alla sua facciata. In termini di design, l’architettura di questa sede governativa è semplice, robusta, con pochi piani e ampi giardini. Allo stesso modo, è un palazzo creato per durare nel tempo poiché, pur non avendo dettagli troppo lussuosi, è comunque sorprendente e meraviglioso. Il Palazzo della Moneta ha attraversato anche momenti difficili, in cui la sua stessa esistenza è stata minacciata. L’evento più traumatico che lo riguarda è quello dell’11 settembre 1973, quando fu bombardato dall’esercito cileno mentre era in corso un colpo di Stato. Nel corso di quella drammatica giornata l’allora presidente Salvador Allende fu rimosso dal suo incarico e l’edificio fu gravemente danneggiato. Fortunatamente, il Palazzo della Moneta fu ricostruito secondo il suo progetto originale, motivo per cui è ancora considerato un monumento storico nazionale.
Come prenotare una visita al Palazzo La Moneda
Il primo passo è compilare il modulo disponibile qui. Dovrai dichiarare di essere un turista, i tuoi dati e scegliere la data e l’ora in cui desideri visitarlo. Il sito ti informerà sugli orari e i posti disponibili per un determinato giorno, compresa la possibilità di prenotare la visita anche per più di una persona. È sufficiente fornire un documento d’identità (carta d’identità o passaporto) e il nome completo di ogni persona. Il servizio invierà una risposta automatica all’indirizzo e-mail inserito nel corso della registrazione e, dopo un controllo, riceverai un’e-mail formale di conferma della prenotazione e di autorizzazione alla visita. È necessario prenotare la visita al Palazzo in anticipo? Sì. Nei mesi di alta stagione (giugno, luglio e agosto) è meglio prenotare con un mese di anticipo.
Orari di visita del Palacio della Moneda
Attualmente le visite al Palazzo della Moneda si svolgono nei seguenti giorni e orari per i turisti:
Dal lunedì al giovedì: visite guidate alle 15.00 e alle 16.30
Venerdì: visita alle 15.00
Trattandosi di un edificio governativo, non è possibile visitarlo tutti i giorni o a tutte le ore, soprattutto quando un politico importante si trova nel Paese. Per questo motivo è importante tenere d’occhio le e-mail di conferma, perché è frequente che le visite vengano cancellate in certi giorni se ci sono visitatori importanti. Non ci sono tour nei fine settimana e nei giorni festivi.
Fonte: iStockCome organizzare una visita al Palacio de La Moneda
Come preparasi alla visita del Palacio de Le Moneda
Ricorda di portare con te il documento d’identità e l’e-mail di conferma e di essere estremamente puntuale. Potrai avere con te la macchina fotografica, perché è consentito scattare foto ma non potrai effettuare riprese video. Ricorda che all’ingresso un metal detector ispezionerà borse e zaini prima di entrare all’interno del palazzo e che l’ingresso, sul lato dell’Avenida Alameda dove c’è un’enorme bandiera cilena, è controllato. La porta d’ingresso potrebbe cambiare, ma te lo comunicheranno al momento della consegna del biglietto. Una volta completate le procedure d’ingresso, una guida ti accoglierà e inizierà a parlarti della storia del palazzo, con tappa in due cortili interni. Per raggiungere il palazzo potrai usare anche la metropolitana: la stazione più vicina è quella di La Moneda, sulla linea rossa 1.
Perché visitare il Palazzo della Moneta?
Sebbene si distinguano per la loro bellezza architettonica e per il loro retaggio culturale, i palazzi governativi tendono a essere lasciati fuori dagli itinerari di viaggio. Quindi, se stai ancora pianificando la tua visita a Santiago del Cile, non esitare a includere il Palazzo della Moneta. È aperto tutto l’anno e si possono programmare visite guidate che ti condurranno attraverso gli spazi più importanti di questa residenza presidenziale. Trovandosi proprio in centro il Palazzo della Moneta è vicino ad altri punti di interesse turistico ed è un’ottimo punto di partenza per visitareil quartiere Parigi-Londra, il Cerro Santa Lucía, la Plaza de Armas e la Casa di Pablo Neruda.
Tra le mete che stanno acquisendo sempre più popolarità tra i viaggiatori c’è il Cile e in modo particolare è proprio Santiago del Cile a diventare un must. Con un’altitudine che di poco supera i 500 metri, ai piedi delle Ande e attorniata da montagne, la località ha molto da offrire ma per godersela al 100% bisogna trovare il periodo migliore. Se ti stai chiedendo quando andare a Santiago del Cile, continua a leggere ciò che sto per raccontarti riguardo la temperatura e il clima.
Quando andare a Santiago del Cile
Partiamo subito dicendo che non c’è un periodo in cui è sconsigliato andare a Santiago del Cile, possiamo però evidenziare come i nostri mesi estivi corrispondano a quelli meno favorevoli (ma allo stesso tempo i più economici!). Visitabile tutto l’anno poiché gode di un clima mediamente mite, è particolarmente consigliata nelle mezze stagioni. Nella finestra di marzo e aprile o quella di ottobre e novembre le temperature non sono eccessivamente elevate e nemmeno la pioggia risulta estremamente debilitante. I periodi di pioggia più intensi sono quelli tra giugno ed agosto, per questo motivo molti sconsigliano un viaggio quid durante l’estate.
Le temperature di Santiago del Cile
Se stai pensando di visitare le colorate strade di Santiago del Cile e le Ande probabilmente vorrai sapere qual è il periodo migliore e di conseguenza le temperature che incontrerai. Partiamo con il dire che le stagioni sono invertire rispetto a noi: durante i nostri mesi estivi là troverai freddo e al contrario, nei nostri mesi invernali incrocerai le temperature più alte. L’estate a Santiago del Cile va da dicembre a febbraio: in questo periodo le temperature superano i 30 gradi durante il giorno, per scendere in modo vertiginoso durante la notte. Durante le mezze stagioni le temperature oscillano tra i 10 e i 20 gradi, sia per quanto riguarda la primavera, sia in autunno. L’inverno, invece, va da giugno ad agosto: durante questi mesi le temperature scendono fino a 5 gradi e talvolta persino a sfiorare lo zero. Basti pensare che non lontane si trovano le stazioni sciistiche.
Com’è il clima di Santiago del Cile
Il clima di Santiago del Cile conquista l’attenzione per la sua varietà che rispecchia in tutto e per tutto le caratteristiche della località incastonata tra la Cordigliera delle Ande e la Cordigliera della Costa. Grazie alla posizione privilegiata, la città ha un clima mediterraneo con estati secche e inverni miti, avendo però i periodi invertiti rispetto a quelli italiani. Ma cosa rende questo clima così speciale? Le escursioni termiche notevoli, soprattutto nei mesi più caldi, danno modo di respirare durante i periodi notturni spaziando dagli oltre 30 gradi diurni ad almeno 10 in meno durante la notte.
Le stagioni intermedie, la primavera (settembre-novembre) e l’autunno (marzo-maggio), sono considerate i periodi migliori per visitare Santiago del Cile. Le temperature miti e medie, senza eccessivi sbalzi termici rendono l’esperienza particolarmente piacevole. A seconda di ciò che desideri fare e cosa vuoi vedere in loco, con questa guida completa saprai esattamente come muoverti: ora sei pronto per prenotare il tuo viaggio, consapevole dei periodi migliori a livello climatico e di quelli più convenienti dal punto di vista economico.
Le grandi città, ovunque si trovino nel mondo, attirano sempre molti viaggiatori e viaggiatrici di ogni genere. Una delle domande che ci si pone più spesso riguarda il livello di sicurezza del luogo che visitiamo. Quando si parla di un viaggio in Cile o, in generale, in un paese del Sud America, arrivano alla mente di molte immagini non proprio rassicuranti.
Per questo motivo, è sempre bene comprendere realmente quanto sia tranquilla e sicura la nostra destinazione. Una città grande e complessa come Santiago del Cile può essere pericolosa? Non esiste una risposta definitiva e certa in ogni momento. Occorre informarsi bene e comportarsi nel modo giusto.
Crimini e pericoli a Santiago del Cile
Come in molte altre grandi città sudamericane, il crimine più comune e frequente a Santiago del Cile è il furto, soprattutto di piccoli oggetti, di denaro contante e di apparecchiature elettroniche. La causa è da ricercarsi nella situazione sociale di un luogo come la capitale del Cile. Stiamo parlando di una città con 6 milioni di abitanti registrati e con un gran numero di “invisibili” che vivono a ridosso del perimetro cittadino. Il divario tra chi è abbiente e chi vive in povertà è enorme.
Piccoli furti garantiscono a chi non ha molto o nulla di poter rivendere la merce e utilizzare il denaro per comperare il necessario. Per questo motivo, il primo suggerimento di comportamento per chi fa un viaggio a Santiago del Cile è non ostentare nulla: meglio lasciare a casa gioielli preziosi e sostituire, nel caso si indossino, anelli e orecchini con qualcosa di poco vistoso o di materiale decisamente basico, come legno di cocco o qualcosa di simile.
Il secondo consiglio è quello di restare nelle migliori zone della città: il divario tra ricchezza e vita difficile si legge anche nella quantità di sorveglianza presente in certi quartieri. Le zone più centrali della città sono spesso le migliori ma non è sempre detto. Per questo motivo è sempre bene informarsi su siti ufficiali come quelli dell’Ambasciata cilena, dell’Ente del Turismo e della Farnesina per comprendere se, nel momento del nostro viaggio, sia necessario evitare certe zone e quale sia la causa.
Giusto per citarne alcune, le aree centrali e turistiche di Santiago del Cile come Providencia, Las Condes, e Vitacura sono generalmente sicure e ben sorvegliate. Al di là della quantità di polizia in giro, è sempre bene tenere un comportamento tranquillo. Le zone dove si trovano alcuni monumenti celebri, come per esempio Plaza de Armas dove c’è il Palacio de la Moneda, sono perfette da vedere di giorno ma meno consigliabili con il buio.
Fonte: iStockSantiago del Cile tra edifici nuovi e antichi
Attenzione ai trasporti
Molti viaggiatori utilizzano il trasporto pubblico, specialmente trovandosi in una grande città. Autobus, pullman, taxi e metropolitana sono presenti anche a Santiago del Cile, offrendo un ottimo servizio per spostarsi in città a prezzi contenuti. In molte città del Sud America – come Santiago del Cile – è solitamente più consigliato usare i mezzi pubblici anziché il taxi. Questo a meno che non ci sia un autista di fiducia. Molti hotel e, in alcuni casi, anche ostelli della gioventù, hanno una lista di taxisti e autisti sicuri da poter utilizzare per spostarsi in città.
Il più delle volte, si ordina la corsa alla reception dell’albergo e la si paga direttamente lì, evitando il passaggio di denaro tra cliente e taxista. Utilizzare, invece, i mezzi pubblici garantisce di stare in mezzo a più gente e rende tutto più sicuro. Ovviamente, sui mezzi pubblici vanno sempre tenute d’occhio le borse e gli zaini, in modo che nessuno possa infilare dentro le mani.
Cosa fare in caso di manifestazione
Molte città sudamericane riflettono ancora oggi la propria storia recente, pronta a raccontare un passato travagliato e non troppo lineare. Molti viaggiatori amano il Sud America anche per questo aspetto e potrebbe capitare, anche in viaggio a Santiago del Cile, di assistere a qualche manifestazione, sciopero o protesta. Prima del viaggio, è sempre un bene consultare la stampa locale via internet, in modo da rendersi conto se ci sia già del fermento sociale oppure no.
Come comportarsi in caso di manifestazione? Molti di questi eventi sono pacifici e non portano problemi di ordine pubblico. In generale, però, meglio tenersi in disparte o visitare una zona della città non interessata dal corteo della manifestazione. Nel caso ti sentissi poco sicuro, guarda attorno a te e individua un negozio, un centro commerciale o anche un edificio pubblico o religioso aperto. Ti basterà entrare lì e attendere che il momento di protesta passi.
Molti paesi del Sud America, compreso il Cile, hanno delle leggi molto ferree riguardanti i non cittadini che prendono parte a manifestazioni sociali o politiche di protesta: meglio evitare. Se hai bisogno di maggiori certezze o essere consigliato su cosa fare, la cosa migliore è contattare l’ambasciata italiana e chiedere come comportarti.
Fonte: iStockIl Palazzo de la Moneda a Santiago del Cile
Sicurezza a Santiago del Cile: qualche consiglio
La cosa più importante da portare con sé in viaggio è – lo si sente dire spesso – il buon senso. Comportarsi in modo corretto, normale e confondersi con la normale popolazione di una città come Santiago del Cile sono quanto di meglio si possa fare per sentirsi sicuri ed evitare pericoli. Se viaggi con amici, cerca sempre di girare in gruppo e, benché la vita notturna attiri sempre molti viaggiatori, cerca di essere particolarmente attento nelle ore buie.
Informati sui siti ufficiali della Farnesina e chiedi consigli alla reception del tuo hotel o del tuo alloggio, di qualsiasi categoria sia. Fidati delle guide ufficiali e tieni sempre sott’occhio i tuoi effetti personali. Infine, cerca di usare sempre la carta di credito e porta con te poco denaro contante. Ricorda di fotocopiare il tuo passaporto e di tenere le copie nel tuo zaino o nella tua borsa. Meglio lasciare l’originale nella cassetta di sicurezza della tua stanza.
Se, invece, ti rendi conto di essere arrivato a Santiago del Cile in un momento di fermento politico o sociale, porta in passaporto con te. Mettilo in una tasca interna sicura e posizionata dove tu possa tenere tutto sott’occhio. In momenti politici particolarmente caldi, dal punto di vista sociale, avere con te il passaporto ti permetterà un riconoscimento veloce, nel caso venissi fermato per controlli di sicurezza.