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In Piemonte, torna Castelli Aperti: queste splendide fortezze si possono visitare solo per un giorno

Par : losiangelica
17 juillet 2026 à 07:30

Un castello, una villa antica o una torre da esplorare: in Piemonte c’è sempre una nuova storia da scoprire. Dal Monferrato alle Langhe, passando per Asti, Torino e Biella, Castelli Aperti ti accompagna domenica 19 luglio in un viaggio tra alcuni dei luoghi più affascinanti della regione.

Castelli Aperti in Piemonte

Weekend in arrivo e zero idee? Ci pensa Castelli Aperti che domenica 19 luglio con l’appoggio della Regione Piemonte accompagna alla scoperta di tanti luoghi straordinari distribuiti tra le varie province.

La vera bellezza è che cambia da paese a paese, c’è chi punta su visite guidate classiche, chi propone percorsi teatralizzati con rievocatori in costume, chi organizza serate a tema tra leggende e misteri.

Per vivere la giornata senza imprevisti, meglio pianificare tutto in anticipo. Diverse dimore sono visitabili solo su prenotazione, mentre altre aprono con ingresso libero o a offerta. I costi variano a seconda dell’esperienza scelta, dalle visite più economiche ai tour guidati delle residenze più prestigiose. Un controllo agli orari e alla disponibilità prima della partenza può fare la differenza.

Quali Castelli Aperti visitare

Se cercate un itinerario tra Langhe e Roero, il Castello della Manta è una tappa quasi obbligata: apre dalle 11 alle 19, con ingresso a 11 euro (gratuito per gli iscritti FAI) e visita guidata a 15 euro. Da non perdere il castello Falletti di Barolo con il suo imperdibile WIMU Wine Museum con ingresso a 9 euro.

Con un’atmosfera decisamente più insolita, in provincia di Alessandria si può visitare il castello di Alluvioni di Piovera che tratta il tema esoterico tra racconti di energie e turni di visite serali da prenotare online. Il biglietto costa 16 euro per gli adulti e 8 euro dagli 8 ai 12 anni.

Per chi cerca un’esperienza immersiva, il castello di Monastero Bormida è una delle tappe più interessanti dell’Astigiano. Oltre alle classiche visite guidate del pomeriggio (5 euro), alle 11 va in scena un percorso teatralizzato con rievocatori medievali che riporta indietro nel tempo (10 euro). A Castelnuovo Calcea, invece, l’accesso è gratuito: dell’antico castello rimangono i bastioni e la torre di avvistamento, perfetti per una sosta tra storia e panorami.

Nel Torinese, tra le mete più suggestive c’è il castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo, aperto dalle 10 alle 19 con ingresso a 15 euro; chi preferisce atmosfere più fiabesche può scegliere il castello e parco di Masino a Caravino, visitabile dalle 10 alle 18 (15 euro l’ingresso completo, gratuito per gli iscritti FAI).

Castello e Parco di Masino visti dall'alto
iStock
Da visitare il Castello e il Parco di Masino in Piemonte

A due passi dal lago Maggiore c’è un castello che racconta mille anni di storia. È il castello di Oleggio Castellano, legato alla famiglia Sforza e protagonista di secoli di vicende. Dalle guerre alle nobili dimore, fino a diventare oggi un elegante hotel di lusso… si può visitare con un biglietto da 15 euro.

Arte e storia si incontrano a Palazzo Gromo Losa, una delle mete da non perdere in provincia di Biella. Dalle 10 alle 19 il pubblico potrà visitare il palazzo e la mostra Selvatica – Natura ed Arte in Festival. L’ingresso costa 10 euro.

Perché visitare Borgo il Piazzo, il cuore medievale di Biella

Par : losiangelica
28 décembre 2025 à 09:00

C’è una novità che fa battere il cuore a tutti gli amanti dei borghi italiani: Borgo il Piazzo è ufficialmente entrato nella lista dei Borghi più belli d’Italia 2025! Con questa new entry, i gioielli certificati del nostro Paese salgono a 382, e il cuore medievale di Biella si è guadagnato un posto d’onore tra le sette nuove perle selezionate quest’anno.

Ma cosa rende questo angolo di Piemonte così speciale da meritare un riconoscimento tanto prestigioso? Preparatevi a scoprire un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove le viuzze acciottolate raccontano storie di nobili e artigiani, e dove ogni scorcio è una cartolina da Instagram.

Il paesello arroccato su una collina, a 480 metri sul livello del mare, osserva dall’alto la città moderna. La cosa più cool? Potete raggiungerlo con una funicolare storica che vi farà sentire protagonisti di un film d’altri tempi.

Cosa vedere a Borgo il Piazzo

Entra a far parte dei nuovi borghi più belli d’Italia del 2025 ed è tutto da scoprire. Partiamo da piazza Cisterna, con un’anima elegante che custodisce il palazzo dei Principi Dal Pozzo della Cisterna e il palazzo Comunale.

A pochi passi, palazzo La Marmora vi aspetta con la sua facciata neoclassica e i suoi interni da sogno. Questa casa museo della storica famiglia La Marmora è un vero scrigno di tesori: la Sala del Camino, la Sala dei Castelli, il Salotto Verde e la misteriosa Sala dell’Alcova vi faranno viaggiare nel tempo. E i giardini? Meritano una visita a sé, magari in una giornata di sole primaverile.

Per gli amanti del mistero, c’è il Sudario: una piccola chiesa sconsacrata di cui si sa pochissimo. La pianta quadrata, le logge da cui i nobili assistevano alle funzioni e l’atmosfera sospesa nel tempo la rendono un luogo davvero unico. Oggi ospita occasionalmente eventi culturali, quindi tenete d’occhio la programmazione.

Non potete perdervi la Chiesa di San Giacomo, un gioiello gotico del XIII secolo che custodisce opere d’arte straordinarie. Il coro ligneo intagliato, il trittico quattrocentesco e il Battistero barocco sono solo alcuni dei tesori che vi attendono. Curiosità: osservando la chiesa in prospettiva, noterete che appare leggermente inclinata. No, non è un effetto ottico causato dal prosecco della sera prima!

Biella è una delle poche città piemontesi a conservare tutte le testimonianze di una comunità ebraica: ghetto, sinagoga e cimitero. La sinagoga del Piazzo è un gioiello nascosto: dall’esterno sembra una normale abitazione, ma varcata la soglia vi troverete in una sala riccamente decorata che vi lascerà a bocca aperta.

Gli archi di Borgo il Piazzo
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Passeggiare per il centro di Borgo il Piazzo

Prima di lasciare il Piazzo, attraversate la porta della Torrazza, con i suoi splendidi mattoni rossi a vista. Fu costruita nel 1780 per accogliere il re Vittorio Amedeo III e la regina Maria Antonia Ferdinanda di Spagna.

E se avete ancora energie, fate un salto al quartiere Vernato: le facciate antiche dei palazzi raccontano l’epopea manifatturiera dell’Ottocento, quando concerie e cuoifici erano il motore economico della zona.

Dove si trova Borgo il Piazzo e come raggiungerlo

Borgo il Piazzo è un piccolo paese in Piemonte. Fa parte della provincia di Biella e si raggiunge in circa un’ora e mezza da Milano o 30 minuti da Torino. Per arrivarci meglio utilizzare l’auto, uscendo a Carisio seguendo poi le indicazioni per Biella. Si parcheggia nella parte bassa della città e si utilizza la funicolare per salirci; in alternativa si arriva su in auto ma il parcheggio non è sempre facile da trovare.

Un giorno al Ricetto di Candelo, autentico borgo medievale

Par : ritarossella
27 mars 2025 à 10:30

A poco più di 5 chilometri da Biella sorge uno degli esempi meglio conservati di struttura medievale esistenti in Europa: si tratta del Ricetto di Candelo. Scopriremo i segreti di questo luogo suggestivo attraverso le sue vie e la sua architettura che hanno contribuito a inserirlo nel club dei Borghi più belli d’Italia.

Alla scoperta di Candelo

Candelo è un comune piemontese di circa 8.000 abitanti conosciuto soprattutto per il suo ricetto. La parola ricetto deriva dal latino receptum che significa rifugio. Il Ricetto di Candelo, risalente secondo la sua prima citazione all’anno 988 in un documento di Ottone III, occupa una superficie di 13.000 metri quadri, una larghezza di 110 m e una lunghezza di 120 m. Le forti mura ne segnano quasi completamente tutto il perimetro, tranne per il lato sud dove viene eretto nel 1819 il Palazzo Comunale.

Il Ricetto di Candelo rappresenta un tesoro di conservazione di epoca medievale capace di far assaporare ai visitatori usi e costumi di un tempo. Era considerato una sorta di “magazzino” dove si raccoglievano foraggi, vini e provviste di ogni tipo in modo tale che il borgo non rimanesse mai sfornito; nel caso fossero giunti attacchi nemici poteva essere usato come rifugio. Grazie alla sua posizione panoramica, da questo sito potrete godere dello scenario delle montagne del biellese e della bellezza del territorio boschivo circostante, in particolare degli ambienti della Riserva naturale delle Baragge.

Cosa vedere al Ricetto di Candelo

Iniziate la visita del Ricetto di Candelo varcando la porta di ingresso del borgo composta da una torre a forma di parallelepipedo (pseudo-pentagono per alcuni). Da qui si accede ad una piazzetta con due ingressi, uno pedonale e uno per il transito dei carri che un tempo erano chiusi da ponti levatoi; in questa piazzetta ammirate il Palazzo del Principe costruito per volere di Sebastiano Ferrero nel 1496 quando divenne il signore locale o, meglio definito, feudatario. È la costruzione più alta di tutto il ricetto.

Volgete ora gli occhi al suolo: sguardo basso per apprezzare la pavimentazione della piazza e delle le vie del borgo, dette rue, che è composta da ciottoli raccolti nel torrente vicino. Vennero disposti diagonalmente in modo da permettere il defluire dell’acqua verso l’esterno sul lato nord del borgo.

Proseguite la passeggiata intorno alle ben 200 costruzioni, dette cellule, presenti all’interno del Ricetto di Candelo, che oggi sono di proprietà privata. La fusione tra passato e presente, privato e pubblico, soprattutto per quanto concerne l’utilizzo di questo prezioso borgo, ha fatto sì che esso continuasse a rimanere in vita; infatti fino a poco tempo fa qui si produceva ancora il vino.

Candelo, Piemonte
Fonte: iStock
Tra le vie del borgo

I piani terreni delle costruzioni avevano un ambiente che fungeva da cantina, denominata caneva; al suo interno si procedeva all’intera lavorazione dei grappoli d’uva e si governava il vino prodotto. Sempre per la conservazione di prodotti agricoli come grano e frumento era stato adibito un altro vano che era raggiungibile attraverso la lobbia ovvero una balconata in legno.

È possibile visitare le tre cellule che il comune ha destinato a Ecomuseo della vitivinicoltura, che conserva gli strumenti utili all’attività contadina, tra i quali è possibile apprezzare un enorme torchio. Questo torchio un tempo era destinato all’utilizzo da parte di tutta la comunità per consentire un buon approvvigionamento delle cantine in caso di necessità e per tempi molto lunghi. Il museo consente ai visitatori di conoscere le attività del ricetto in materia di vinificazione, e di confrontare le varie tecniche impiegate tra passato e presente.

Eventi e appuntamenti da non perdere

Se l’atmosfera del Ricetto di Candelo vi fa immedesimare in cavalieri e donzelle, significa che siete pronti per affrontare le sfilate in costumi storici organizzate spesso durante le fiere e gli appuntamenti folcloristici animati da un’associazione locale. Da non perdere assolutamente, “Vinincontro”, il festival vitivinicolo di settembre, e “Candelo in fiore”, evento in programma tra fine maggio e inizio giugno, volto anche alla scoperta di luoghi legati alla spiritualità, santuari e chiese presenti nella zona, in un itinerario tra fiori e colori.

A dicembre, poi, il Ricetto di Candelo diventa il Borgo di Babbo Natale: con il suo mercatino è un richiamo per adulti e bambini, che potranno divertirsi partecipando ai diversi laboratori didattici e consegnare le proprie letterine a Babbo Natale nel suo esclusivo ufficio postale allestito per accoglierli.

Il Ricetto di Candelo spesso è stato location di film e serie televisive. Fra quelle più note l’esilarante parodia dei Promessi Sposi interpretata dal trio Lopez, Solenghi e Marchesini, che ha ambientato la maggior parte delle scene proprie fra le rue del borgo.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

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