Tre giorni, quelli dal 14 al 16 ottobre 2026, pieni di appuntamenti, convegni, workshop, conferenze, happening, eventi e autorevoli presenze tra gli stand del TTG Travel Experience di Rimini. Tra la miriade di impegni ce ne sono alcuni da segnare in agenda. Ecco i nostri consigli.
Specialità tipiche allo stand dell’Umbria
Nell’arena del padiglione della Regione Umbria (Pad. C3, stand 234-406) troveranno spazio degustazioni, preparazioni e incontri dedicati alle eccellenze regionali: olio, vino, birra artigianale, cioccolato, tartufo e produzioni agricole diventeranno occasioni per raccontare non soltanto ciò che si può assaggiare, ma i territori, le persone e i paesaggi da cui questi prodotti nascono. Tra i protagonisti della proposta gastronomica ci saranno Andrea Impero, chef dell’Elementi Fine Dining del Borgobrufa Spa Resort, e Ada Stifani, alla guida di Ada Gourmet a Perugia.
Degustazioni di vini della Moldova
Il vino costituisce uno dei principali fili conduttori della Moldova. Le Strade del vino attraversano le tre regioni con Indicazione Geografica Protetta – Codru, Valul lui Traian e Ștefan Vodă – e collegano cantine storiche, aziende familiari, ristorazione e ospitalità. La presenza a TTG di operatori attivi a Chișinău, nel Codri e nell’area di Purcari consente di costruire programmi che combinano capitale, territori rurali, enogastronomia, natura e patrimonio culturale. Giovedì 15 ottobre alle ore 15.00 è prevista una degustazione di prodotti tipici e vini Cricova, la cantina sotterranea che si estende per oltre 120 chilometri di gallerie sotterranee (Pad. C7 – Stand N128).
Aperitivi da Gruppo Gattinoni
Mercoledì 14 ottobre, dalle 16.45 alle 18.00, lo stand del Gruppo Gattinoni (Hall A5-C5/415-502) ospiterà un aperitivo aperto ai visitatori di TTG: cocktail e piadina romagnola per un momento informale di incontro e networking, realizzato insieme a Pliant, partner dell’iniziativa. Anche giovedì 15 ottobre, sempre dalle 16.45 alle 18, ci sarà un altro momento di conviviale, dopo la presentazione delle novità di Gattinoni Travel sempre, presso lo stand.
Il ministro Mazzi e il Cammino di Papa Giovanni Paolo II
Il 14 ottobre alle ore 15.40 presso la Global Village Arena, Padiglione C4 sarà annunciato “Da Cracovia a Roma un nuovo modo di camminare attraverso l’Europa“, il nuovo Cammino dedicato a Papa Giovanni Paolo II, alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e organizzato dall’Ente del Turismo della Polonia.
I numeri dei viaggi
Abitare, viaggiare, osservare, ascoltare, incontrare: il valore dell’esperienza reale nel generare persone più consapevoli e territori capaci di ri-esistere e rigenerarsi attraverso la presenza e la partecipazione. Usando dati, evidenze e testimonianze, Isnart, il 14 ottobre, dalle 13:20 alle 14:20, nell’Italy Arena, analizzerà come turismo, eventi e ospitalità possano trasformare la scelta di esserci in un fattore di benessere individuale, coesione sociale e sviluppo dei territori. Il panel affronterà, inoltre, il turismo termale come esperienza rigenerativa in senso pieno.
Rimini all’alba
La mattina di giovedì 15 ottobre comincerà molto prima dell’apertura degli stand fieristici con la TTG Sunrise Walk and Run organizzata da VisitRimini insieme al partner locale Fluxo. L’accoglienza è prevista dalle ore 6.45, con check-in e warm-up, mentre alle 7.30 partirà un percorso di circa 5 chilometri lungo il mare e attraverso il Parco del Mare. Una modalità diversa per presentare la città agli operatori non attraverso una brochure o una presentazione, ma percorrendola, alle prime ore del giorno, per sperimentare direttamente uno degli spazi che hanno ridisegnato il waterfront riminese e che rappresentano oggi una delle infrastrutture più riconoscibili della città.
Quest’anno a Rimini, dal 14 al 16 ottobre, si svolge la sessantatreesima edizione di TTG Travel Experience, la più importante manifestazione fieristica dedicata al turismo d’Italia. L’ingresso alla manifestazione è riservato esclusivamente agli operatori del settore.
Le date del TTG 2026
Il TTG di Rimini dura da mercoledì 14 a venerdì 16 ottobre 2026. Gli orari di apertura sono i seguenti:
mercoledì 14 ottobre 2026 ore 9.30 – 18.00
giovedì 15 ottobre 2026 ore 10.00 – 18.00
venerdì 16 ottobre 2026 ore 10.00 – 17.00.
Dove si svolge il TTG 2025
TTG Travel Experience si tiene nei padiglioni del Quartiere Fieristico di Rimini in via Emilia, 155. Gli ingressi sono tre:
ingresso Sud – via Emilia, 155
ingresso Est – via Costantino il Grande
ingresso Ovest – via San Martino in Riparotta.
Le aree espositive
Per agevolare la visita, il TTG è diviso i tre macroaree: Italia, The World e Global Village.
L’area Italia si trova all’interno dei padiglioni A1, A2, A3, C1, C2, C3 e ospita gli stand degli uffici del turismo delle Regioni italiane, delle singole attrazioni, degli hotel, delle DMO (Destination Management Organization) e delle DMC (Destination Management Company). Il padiglione italiano comprende anche un’area chiamata TTG Next STARTUP che ospita 45 start up di tecnologie e modelli di business che stanno ridefinendo il futuro della filiera turistica.
L’area The World occupa i padiglioni A6, A7, C6, C7 dove si trovano le principali destinazioni estere, con gli Enti del turismo, i tour operator, le compagnie aeree, le catene alberghiere e i DMC stranieri. Nel padiglione C6 si trova anche l’African Village, dove espongono tutti gli operatori e le destinazioni specializzate nell’Africa subsahariana
Il Global Village è concentrato nei padiglioni A4, A5, A6, C4, C5 e comprende l’offerta dei tour operator, delle compagnie crocieristiche, degli autonoleggi, dei trasporti in generale e delle assicurazioni.
Il tema di TTG 2026
Come ogni edizione, anche quest’anno viene presentato un tema portante che guida il programma degli eventi dei tre giorni di fiera, ispirato al mercato attuale. Per l’edizione 2026 il tema è EXIST ovvero esserci e riaffermare la centralità dell’esperienza umana. Il viaggio non è solo intrattenimento, ma un momento di riconnessione.
L’obiettivo non è indicare una tendenza, ma condensare in un concetto le peculiarità e le urgenze del settore nelle sue molteplici sfaccettature.
Il primo weekend d’autunno si apre con una marea di eventi dedicati alla gastronomia tipica regionale e tantissime ricorrenze e feste storiche della nostra tradizione. Per gli appassionati di rievocazioni, dei cibi d’altri tempi e di folklore è una vera goduria perché gli appuntamenti da Nord a Sud dell’Italia sono davvero numerosi.
Abbiamo selezionati i 10 (+ 1) più divertenti da non perdere per nessuna ragione al ondo, ecco i nostri consigli per il fine settimana.
Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino
Dal 24 al 27 settembre, il Mercato di Terra Madre Salone del Gusto invita a fare un vero e proprio giro d’Italia, nel cuore di Torino. In occasione della 16^ edizione della manifestazione, organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, per la prima volta si organizza per aree regionali. Tra via Roma, Piazzetta Reale e piazza Vittorio Veneto, 600 produttori provenienti da tutta Italia si riuniscono insieme a cuochi, collettive, istituzioni, cucine di strada e birrifici della propria Regione. Un grande percorso nel centro della città, dove ogni area regionale diventa una tappa per scoprire la biodiversità agroalimentare, le tradizioni e le persone che li custodiscono. Dal genepy valdostano all’aglio nero d’Abruzzo, dal farro della Garfagnana al pane ai tre grani calabrese, il nuovo allestimento permette di attraversare idealmente la penisola senza lasciare il centro di Torino: un viaggio tra prodotti curiosi, varietà agricole da riscoprire, lavorazioni artigianali e storie di comunità.
Torna domenica 27 settembre 2026 l’evento “Salò Golosa” con due percorsi enogastronomici a tema: “acqua” e “terra”. Un viaggio enogastronomico nelle eccellenze del territorio, che si snoderà in tutta la città a partire dal Golfo di Salò. Un’esperienza unica, dove i protagonisti sono olio, carne, pesce di lago, formaggi, vino e altre delizie. Ristoranti e pasticcerie proporranno una serie di degustazioni di prodotti tipici all’interno dei propri esercizi commerciali. L’occasione sarà proficua per animare alcune zone della città, consentendo agli avventori di poter degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio. L’evento animerà le vie del Centro dalle così dette “Rive” al Carmine.
Festa del Vino del Monferrato a Casale Monferrato (AL)
Secondo weekend, quello del 25-27 settembre, con oltre trenta produttori di vino che s’incontrano a Casale Monferrato per la 65^ edizione della Festa del Vino del Monferrato. Tante le iniziative culturali, commerciali e di intrattenimento che arricchiscono il centro storico cittadino, per culminare nel weekend dedicato alle cucine in piazza, che attira in città centinaia di migliaia di visitatori, mentre nella straordinaria location del Castello del Monferrato si esalta il vino monferrino. Venerdì 25 l’apertura al pubblico è prevista dalle 18 alle 24, con servizio della cena. Sabato 26 la festa sarà invece aperta dalle 10 alle 24, permettendo di fermarsi sia a pranzo sia a cena. Domenica apertura dalle 10 alle 23, anche in questo caso con pranzo e cena.
Dal 19 al 28 settembre 2026, torna a Montepulciano Stazione, una frazione di Montepulciano, la Sagra dell’Ocio ovvero il papero che è alla base di varie ricette della tradizione. Nel menu della sagra si trovano varie specialità locali, a base di ocio e non solo. Non manca anche la possibilità di provare la pizza cotta nel forno a legna. La sagra si tiene in occasione della 20ª Festa Biancorossa. Gli stand gastronomici aprono tutte le sere alle 19:30. Domenica 27 e lunedì 28 invece ci sarà il classico pranzo della Fiera al Ponte. Tutte le sere dalle 21:30 si potrà ballare grazie con la musica delle orchestre locali.
Festa dello Speck a Plan de Corones (BZ)
Il weekend del 26–27 settembre 2026, torna al Plan de Corones la Festa dello Speck che rende omaggio all’artigianato tradizionale della produzione dello speck in Alto Adige e presenta una delle specialità culinarie più tipiche della Regione, festeggiando i 30 anni del marchio di garanzia IGP. Qui è possibile non solo conoscere i migliori produttori di speck della zona e assaggiare i loro prodotti, ma anche saperne di più sulla storia e sulla produzione dello speck. L’area dell’evento sarà comodamente raggiungibile dal pubblico attraverso gli impianti di risalita. La salita sulla cima del Plan, un pianoro soleggiato a 2.275 metri di quota, con gli impianti Kronplatz 2000 (da Riscone) e Olang 1+2 (da Valdaora/Gassl) è possibile a partire dalle ore 9:00. In caso di mal tempo, come gli scorsi anni, la festa verrà spostata nel centro di Brunico.
Palio dei Carretti a Valiano (SI)
Sempre in zona, Valiano di Montepulciano sta festeggiando il 52° Palio dei Carretti con una settimana di eventi che porteranno all’avvincente sfida tra le contrade Castello, Chiesina, Dogana, Fonte, Padule e Ponte in onore del SS. Crocifisso in programma domenica 27 settembre. La festa si è aperta sabato scorso con il un banchetto medievale che quest’anno dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Da giovedì 24 ha preso il via la Sagra del Ciambello e della Locanda dell’Abate, che per tutto la settimana proporrà piatti tipici della tradizione locale. Venerdì 25 spazio alle prove per le contrade che, con i carretti in legno che proveranno il circuito della gara. Le prove continueranno anche sabato 26 quando, dalle 20:00, nella Locanda è previsto “Aperifritto”, un originale apericena a base di frittura. La giornata clou della manifestazione sarà domenica quando, dopo la Santa Messa con i figuranti delle Contrade alle ore 11 e la benedizione dei carretti, saranno estratte le batterie per la corsa del pomeriggio. Alle 15 le Contrade sfileranno nel corteo storico insieme al Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano fino all’inizio della sfida: alle ore 17 si corre il 52° Palio dei Carretti.
@Silvia PaccaroniUn momento del Palio dei Carretti a Valiano
Settembre al Borgo a Taurasi (AV)
Il 26 e 27 settembre, il centro storico di Taurasi si trasforma in un percorso tra vino, gastronomia, musica e memoria. Al centro della manifestazione “Settembre al Borgo – Da porta a porta nel segno del vino tra le porte di Taurasi”, il Taurasi DOCG, identità di un borgo e punta di diamante dell’enologia irpina. Due giornate nelle quali il paese apre il proprio patrimonio di pietra, vicoli e piazzette a un racconto che ha nel vino il proprio filo conduttore. Non una semplice festa enogastronomica, ma un itinerario dentro un paesaggio culturale nel quale il vino è parte della storia, dell’economia e dell’identità di una comunità. Il cuore della manifestazione sarà La Festa del Vino, dedicata a uno dei grandi rossi italiani e una delle più importanti espressioni dell’Aglianico. Un vino che porta nel nome quello del borgo e che, nel tempo, è diventato una delle firme più riconoscibili dell’Irpinia.
La Battaglia dell’XI secolo a Taranto
Sabato 26 e domenica 27 settembre a Taranto si svolge “La Battaglia dell’XI secolo”, per la prima volta, nel nuovo Parco Naturalistico di Lama, uno degli eventi più conosciuti e rappresentativi della rievocazione storica in Italia che svolge da 15 edizioni, incentrata sulle vicende che, in Puglia, coinvolsero Bizantini e Normanni nell’XI secolo. In un contesto naturale unico, tra macchia mediterranea, bosco e l’affaccio che si apre sul Mar Grande, verrà ricostruito un grande accampamento medievale. Qui, qualificati rievocatori daranno vita ad un’esperienza immersiva che trasporterà i visitatori all’anno Mille. Attorno al campo, sono previste una serie di attività, dal tiro con l’arco alle prove di scherma, giochi, racconti, lezioni di danza medievale e concerto di musiche dell’epoca.
Ufficio stampaLa Battaglia dell’XI secolo a Taranto
Festa dell’Uva ad Arcevia (AN)
Dal 24 al 27 settembre, nel centro storico di Arcevia, antica Rocca Contrada soprannominata il “Belvedere delle Marche“, si celebra la Festa dell’Uva, un appuntamento identitario che racconta l’anima agricola, culturale e conviviale del borgo attraverso la celebrazione della vendemmia. Il programma prevede degustazioni di vino alla scoperta delle produzioni locali e dei vitigni della Val Mivola, le “Locande del Buon Ristoro” allestite nel centro storico per assaporare i piatti della tradizione arceviese e marchigiana, la sfida “Vergara in Gara” tra sfogline per eleggere la migliore tagliatella fatta a mano, il concorso “Piatto della Tradizione” tra le locande e momenti di musica dal vivo e spettacoli diffusi tra le architetture medievali del borgo. Giunta quest’anno alla 70ª edizione, la Festa dell’Uva affonda le radici negli anni Venti del Novecento ed è tra le manifestazioni più longeve delle Marche: proprio in occasione di questo traguardo ha ricevuto il Premio “Evento di Qualità” in una cerimonia al Senato della Repubblica, a riconoscimento di una storia quasi centenaria di passione e collaborazione. Quest’anno l’evento è nel segno del “sistema dei nove castelli” che caratterizza il territorio arceviese.
Il 26 e 27 settembre, i Comuni di Livigno e Trepalle celebrano il ritorno del bestiame dagli alpeggi con due giornate dedicate alla cultura alpina, alla comunità e ai sapori del territorio. È un rito che si rinnova ogni anno e che, simbolicamente, chiude l’estate e dà il benvenuto all’autunno. Dopo i mesi trascorsi in alta quota, mucche, capre e cavalli rientrano in paese accompagnati dagli allevatori, tra campanacci decorati, ghirlande fiorite, costumi tradizionali e musica folkloristica. Il programma prende il via sabato 26 settembre a Livigno, con la tradizionale sfilata del bestiame. La mattinata proseguirà a Plaza Placherà, dove dalle 12.00 alle 15.00 il pranzo diventerà un vero e proprio viaggio nei sapori del territorio. Nel pomeriggio spazio alla musica. A chiudere il sabato sarà l’Alpen Party, fino alle 23. Domenica 27 settembre Alpenfest si sposta a Trepalle: la giornata inizierà alle 10.30 con la sfilata da località Presot fino al Passo Eira. Dalle 12.30 alle 14.00, presso Passo Eira, sarà la Gioventù di Trepalle a curare il pranzo. Dalle 14.30 alle 16.00 il pomeriggio sarà dedicato alle sfide dei lavori contadini di un tempo, con prove come il pezón, la mungitura e il percorso con la carriola, seguite dall’assegnazione del Trofeo Alpenfest Trepalle 2026. La giornata continuerà con il pomeriggio danzante e con la merenda dalle 16.30, fino a chiudere il secondo appuntamento della celebrazione.
Transumando 2026 a Bressanvido (VI)
Dal 24 al 27 settembre 2026, a Bressanvido si svolge la quarta edizione di “Transumando: vieni, scopri, gusta, vivi”. Le novità di questa edizione sono prima di tutto la logistica: gli eventi si svolgeranno nel piazzale di via San Benedetto, uno spazio che per tutta la durata sarà animato da concerti e spettacoli, laboratori gratuiti, convegni, incontri, intrattenimento e tanto buon cibo, disponibile tutte le sere grazie ad uno stand enogastronomico con le specialità del territorio. Inoltre, per la prima volta l’arrivo della transumanza verticale più lunga d’Italia, giunta alla 28^ edizione, un rito antico, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, e il taglio della forma gigante di Asiago DOP si svolgeranno lo stesso giorno, non più a distanza di una settimana come in passato.
Ufficio stampaLa transumanza verticale più lunga d’Italia
Gli on the road a tema enogastronomico sono sempre più richiesti e da nord a sud in Italia ci sono delle autentiche meraviglie da esplorare, ne è un esempio la Strada del Prosecco che nel territorio attorno a Treviso esalta la bollicina più apprezzata agli aperitivi… e non solo. Tra Conegliano e Valdobbiadene le colline incantano con degustazioni, ovviamente, castelli, borghi e sentieri da esplorare a piedi.
Il vino? Solo un punto di partenza: i filari salgono e scendono seguendo pendenze dolci, i campanili spuntano dominanti sulle vigne e si può restare stupiti nel vedere ancora mulini in attività. Lo sguardo si perde tra questi scorci che rappresentano le Colline del Prosecco riconosciute come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Con un weekend di 3 o 4 giorni si scopre senza fretta alternando passeggiate, cantine, borghi e qualche sosta a tavola.
L’itinerario consigliato per 3 giorni
Provando a strutturare un itinerario di 3 giorni lungo la Strada del Prosecco da est verso ovest ecco come organizzare un weekend alla scoperta delle Colline:
Giorno 1. Da Conegliano. Follina. (Conegliano, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Molinetto della Croda, Follina (circa 25 km percorsi);
Giorno 2. Follina, Cison di Valmarino, Rolle, Miane, Combai, Valdobbiadene (circa 35 km percorsi);
Giorno 3. Da Valdobbiadene si parte per San Pietro di Barbozza e Santo Stefano (circa 20 km percorsi), consigliamo di aggiungere Asolo all’itinerario ad anello (circa 20 km in più)
I borghi delle colline del Prosecco
Per un itinerario tra i borghi delle colline del Prosecco partite da Conegliano; oltre a essere una delle “capitali storiche del prosecco” ha un centro che ruota attorno alla Contrada Granda fiancheggiata da portici e palazzi.
Da Conegliano bastano pochi chilometri per cambiare completamente scenario. San Pietro di Feletto è una di quelle soste che rischiano di allungarsi più del previsto. La sua antica pieve conserva un notevole ciclo di affreschi e occupa una posizione panoramica, circondata da vigne e boschi. Nei dintorni si può raggiungere anche il Molinetto della Croda, a Refrontolo: un vecchio mulino costruito contro la roccia, accanto a un salto d’acqua. Piccolo, fotogenico, quasi nascosto.
Angelica Losi SiViaggiaLo scenografico Molinetto della Croda
Più a nord, Follina cambia ancora il registro. Il paese è legato da secoli alla lavorazione della lana e conserva uno dei monumenti religiosi più interessanti della zona, l’Abbazia di Santa Maria con un chiostro suggestivamente silenzioso che trasmette pace. Nei dintorni partono inoltre passeggiate che seguono il corso dei torrenti e attraversano un paesaggio sempre più vicino alle Prealpi.
Pochi minuti d’auto separano Follina da Cison di Valmarino. Qui vale la pena lasciare la macchina e continuare a piedi. Piazza Roma, le vecchie case, le stradine e i palazzi raccontano il lungo legame del paese con la famiglia Brandolini. La Via dell’Acqua segue il torrente Rujo tra ponticelli, piccole cascate e antichi manufatti: una parentesi verde perfetta tra una cantina e l’altra.
Una deviazione porta a Rolle, minuscola frazione immersa nei vigneti. Non serve un lungo elenco di monumenti. Il motivo per arrivare fin qui è il paesaggio stesso: poche case, una chiesa, le colline che si rincorrono tutt’intorno.
Sul versante occidentale, naturalmente, c’è Valdobbiadene. Il centro conserva un’impronta elegante, con il Duomo di Santa Maria Assunta, il campanile e alcuni edifici storici attorno a piazza Marconi. Ma basta allontanarsi di poco per entrare nel paesaggio del Cartizze.
Santo Stefano e San Pietro di Barbozza sono tappe quasi obbligate. Tra strade strette, ripidi vigneti e piccoli nuclei rurali si entra nel cuore di una viticoltura che qui deve fare i conti con pendenze importanti e lavorazioni spesso manuali. È anche la zona giusta per concedersi una passeggiata nell’Anello del Cartizze, meglio ancora prima di una degustazione.
Asolo non si trova perfettamente sulla Strada del Prosecco ma è uno dei borghi più scenografici della zona. Conosciuto con il soprannome di “città dei cento orizzonti” è da scoprire partendo proprio dalla Rocca, dal museo civico e ovviamente suggeriamo di ripercorrere le tappe che ricordano il talento di Eleonora Duse e Freya Stark.
iStockAsolo è un incanto
I castelli da visitare
Prima delle bollicine c’erano mura, torri, feudi e famiglie nobiliari. Il territorio conserva parecchie tracce di quel passato, anche se non tutte le fortezze sono arrivate intatte fino a noi. A Conegliano il castello domina ancora il centro dall’alto. Dell’antica struttura restano soprattutto la Torre della Guardia, oggi sede del Museo Civico, alcuni tratti delle fortificazioni e altri elementi del complesso originario.
Chi cerca qualcosa di più scenografico si dovrebbe fermare a Susegana dove il castello di San Salvatore racconta la storia della famiglia Collalto che oggi si occupa di degustazioni, produzione e vendita con un approccio green e rispettoso del territorio.
iStockLo scenografico castello di San Salvatore
A Vidor la fortezza medievale non esiste più nella sua forma originaria: venne distrutta nel XVI secolo. La memoria del castello, però, è rimasta nella storia locale e nelle rievocazioni del paese. La sagoma più inconfondibile resta però Castelbrando, sopra Cison di Valmarino. Fortezza, residenza nobiliare, dimora signorile: nei secoli il complesso ha cambiato volto più volte. Oggi ospita una struttura ricettiva, ma alcuni spazi sono accessibili ai visitatori.
La Strada del Prosecco
Non pensate alla Strada del Prosecco come a un percorso panoramico da percorrere dall’inizio alla fine; nata nel 1966 è stata la prima a essere riconosciuta in Italia. Percorrendola si toccano i borghi che abbiamo segnalato ma non è obbligatorio fermarsi ovunque, è un viaggio on the road totalmente personalizzabile. Le possibilità di deviazione sono continue. Ci sono i Laghi di Revine per chi vuole inserire una passeggiata nella natura, le vie d’acqua di Cison, gli itinerari attorno a Follina, il Molinetto della Croda e i sentieri che salgono verso le Prealpi.
I sapori da non perdere
Il protagonista è inevitabilmente il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, prodotto principalmente con uva Glera. Da una collina all’altra cambiano esposizione, altitudine e caratteristiche del terreno. Cambiano anche le interpretazioni dei produttori. Degustare il vino direttamente in cantina permette di incontrare versioni Brut, Extra Brut, Extra Dry e Dry e di capire quanto possano essere diverse tra loro.
Il territorio, però, non vive di sole bollicine. A Refrontolo si incontra il Refrontolo Passito, vino rosso da meditazione ottenuto da uve Marzemino. Un cambio di passo deciso dopo una giornata dedicata agli spumanti.
A tavola la cucina resta quella concreta della Trevigiana. Salumi e formaggi sono il modo più semplice per iniziare, magari durante una degustazione. Poi arrivano polenta e carni, risotti, paste fresche e piatti costruiti intorno ai prodotti stagionali. In autunno, a Combai, il protagonista è il Marrone di Combai IGP. Nei mesi più freddi entrano nei menu anche radicchio, zuppe e preparazioni più sostanziose. Tra le specialità della tradizione veneta non manca la sopressa, spesso servita con pane o polenta, mentre i formaggi raccontano già l’avvicinarsi delle Prealpi e delle malghe del Monte Cesen.
Angelica Losi SiViaggiaUn primo piatto gustoso di pasta fresca
C’è una Firenze che resta fuori dai classici circuiti turistici, ma in grado di raccontare l’anima più vera della città, nascosta dietro i portoni degli studi dove ogni giorno pittori, scultori e artisti multimediali danno forma alle loro idee.
A settembre e ottobre questa città invisibile diventa accessibile a tutti grazie a Interno 900, il nuovo progetto del Museo Novecento che per tre giornate spalanca contemporaneamente le porte di 53 studi d’artista sparsi per il capoluogo toscano. Un’occasione più unica che rara per chi vuole andare oltre le solite tappe turistiche e scoprire il volto contemporaneo di una città che vive troppo spesso all’ombra del suo passato rinascimentale.
Tre giorni per entrare nel cuore creativo di Firenze
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Museo Novecento e il collettivo Interno-Studi Aperti a Firenze con l’obiettivo di dare voce e visibilità a chi lavora quotidianamente nel campo dell’arte contemporanea sul territorio fiorentino. Gli appuntamenti sono fissati per sabato 26 settembre, domenica 27 settembre e sabato 2 ottobre, dalle 10:00 alle 13:00 e sabato 2 ottobre dalle 17:30 alle 20:00. Tre finestre temporali in cui chiunque potrà bussare alla porta di uno studio e vedere da vicino come nasce un’opera, senza filtri né allestimenti da galleria.
È proprio questo il punto di forza del progetto, ossia mostrare i processi, non solo i risultati. Materiali, bozzetti, prove, ripensamenti, tutto quello che normalmente resta nel privato di un atelier diventa per un weekend parte dell’esperienza pubblica.
L’assessore alla cultura di Firenze, Giovanni Bettarini, ha sottolineato come l’iniziativa permetta di raccontare una città che continua a costruire la propria identità culturale nel presente, portando le persone esattamente nei luoghi dove la creazione avviene.
Volti e voci della Firenze di oggi
Tra i 53 nomi selezionati per questa prima edizione ci sono realtà molto diverse tra loro, a testimonianza di quanto sia eterogenea la scena artistica cittadina. Qui ne citiamo solo alcuni come Fabrizio Ajello, Marina Arienzale, il collettivo Artiglieria, Matteo Coluccia, passando per Daniela de Lorenzo, il progetto Toast, Aleksandra Trajkovic e Virginia Zanetti. Pittura, scultura, arte concettuale e pratiche collettive si intrecciano in un mosaico che racconta Firenze da angolazioni inedite.
Come raccontato dal direttore artistico del progetto, Interno 900 non vuole sostituirsi al patrimonio storico di Firenze, ma affiancargli un racconto parallelo, fatto di ricerche in corso e linguaggi che cambiano. È la dimostrazione che sotto la superficie patinata delle cartoline si muove una comunità artistica viva, spesso invisibile a chi passa solo per gli Uffizi o Ponte Vecchio.
Per chi visita Firenze in quei giorni, o per chi ci vive e pensa di conoscerla già, Interno 900 rappresenta quindi l’occasione perfetta per cambiare prospettiva: non più solo spettatori di un passato glorioso, ma testimoni diretti di un presente che si costruisce studio dopo studio, opera dopo opera.
Per tre giorni Sammichele di Bari diventerà il punto d’incontro dei Borghi più belli d’Italia: dal 4 al 6 settembre 2026 il comune in provincia di Bari ospiterà, infatti, la XVIII edizione del Festival Nazionale de “I Borghi più belli d’Italia”, l’appuntamento annuale che riunisce amministratori, delegazioni e rappresentanti dei comuni appartenenti alla rete, provenienti da ogni parte del Paese.
L’evento rappresenta un’importante occasione di incontro tra territori differenti, accomunati dalla volontà di valorizzare il patrimonio e l’identità dei piccoli centri italiani. Nel corso della manifestazione troveranno spazio esperienze, progetti e riflessioni sulle sfide che oggi interessano i borghi, senza dimenticare la loro capacità di custodire storia, cultura, paesaggi, tradizioni e produzioni locali.
Tre giorni per raccontare il presente e il futuro dei piccoli centri
Il Festival sarà prima di tutto un momento di confronto sul ruolo che i borghi possono avere nell’Italia contemporanea, luoghi ricchi di identità e patrimonio, ma anche comunità chiamate ad affrontare questioni sempre più importanti, dalla tutela del territorio alla sostenibilità, dall’innovazione alla necessità di creare nuove opportunità di sviluppo e attrattività.
L’obiettivo sarà quindi mettere in relazione esperienze diverse e offrire uno spazio di dialogo tra istituzioni, amministratori, professionisti e realtà impegnate nella valorizzazione dei territori. In parallelo, il pubblico potrà conoscere più da vicino le peculiarità dei borghi italiani e scoprire un patrimonio diffuso che trova proprio nei piccoli centri una parte fondamentale dell’identità del Paese.
Ad aprire il Festival sarà venerdì 4 settembre: l’accoglienza delle delegazioni è prevista alle 16, mentre alle 18 si terrà la cerimonia inaugurale con i saluti istituzionali di Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, del sindaco di Sammichele di Bari Lorenzo Netti e dell’assessore all’Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Puglia Francesco Paolicelli, insieme alle altre autorità nazionali, regionali e locali presenti. La prima giornata si concluderà con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Città Metropolitana di Bari.
Sabato 5 settembre il programma entrerà nel vivo fin dalle 10 con l’apertura degli stand del Villaggio dei Borghi, uno spazio che accompagnerà alla scoperta delle diverse realtà presenti e che, insieme all’area espositiva del MIB – Mercato italiano dei Borghi e al mercato dell’artigianato, resterà attivo per tutte le tre giornate.
Alle 11, presso la Chiesa della Maddalena, si terrà il convegno “Le 100 strade più belle d’Italia”, dedicato agli itinerari e alle nuove modalità di scoperta dei piccoli centri con i temi della mobilità, del turismo e della valorizzazione territoriale. Interverranno Roberto Perticone, Presidente di Italy Discovery, Claudio Bacilieri, Direttore di Borghi Magazine, Emiliano d’Andrea di Borghi Italia Tour, Lorena Varani delle Ciclovie dei Borghi delle Marche, Antonio Baldelli, Parlamentare e Vicesindaco di Pergola, e Domenica Spinelli, Parlamentare e Vicesindaco di Coriano. Al confronto prenderà parte anche Alessandro Musumeci, Direttore Marketing di FIAT.
A seguire, alle 11.45, sarà affrontato il tema del MIB – Mercato italiano dei Borghi, con gli interventi di Riccardo Cuomo, Dirigente Area Politiche del Lavoro e Progetti Istituzionali di Unioncamere, e Gianluca Raspa, dirigente di BMTI – Borsa Merci Telematica Italiana. Alle 12.30 spazio invece agli incontri istituzionali, tra cui quello del Comitato impegnato nella presentazione di un disegno di legge sui Borghi coordinato tra tutte le Regioni d’Italia.
Il pomeriggio di sabato proseguirà alle 13.30 con uno show cooking mentre alle 16 sarà il momento di BorgoLab, il panel dedicato alle esperienze di successo che raccontano come i piccoli centri possano trasformarsi in luoghi di attrattività, innovazione e sviluppo. Tra i partecipanti è previsto Saverio Mucci, Government Engagement Lead Italy di Mastercard.
Il confronto sul futuro dei borghi continuerà alle 17.30 con un appuntamento dedicato alla resilienza delle comunità dove interverranno Giulio De Rita, Presidente del Censis, e Antonio Forzieri, direttore Cybersecurity Strategy di WINDTRE. A seguire, i Laboratori dell’Artigianato proporranno dimostrazioni dal vivo con artigiani.
La serata lascerà poi spazio allo spettacolo “TUTTAPPOST! – Storie di ordinaria italianità”, con protagonista Pinuccio, nome d’arte di Alessio Giannone. Sul palco anche il Gruppo Folkloristico Internazionale La Pacchianella di Monte Sant’Angelo, tra le formazioni folkloristiche più antiche d’Italia e custode delle tradizioni popolari del Gargano.
iStockVeduta della Chiesa della Maddalena di Sammichele di Bari
Cinema, libri, danza e musica per la giornata conclusiva
Domenica 6 settembre si aprirà alle 10.30 con BorgoGrafie, spazio dedicato alle conversazioni con autori di libri che raccontano borghi, comunità e storie dei territori.
Alle 11.30, nella Chiesa della Maddalena, si terrà “BorgoVisioni”, incontro dedicato al ruolo del cinema e dei teatri nei piccoli comuni italiani e al loro valore come strumenti culturali e di racconto dei territori. Moderato da Osvaldo Bevilacqua, il convegno vedrà la partecipazione di Luciana Cazzolla, Consigliere di Amministrazione di Apulia Film Commission, Antonio Di Santo, sindaco di Opi, e del giornalista Michele Peragine.
Dopo lo show cooking delle 13.30, il programma proseguirà con la conferenza-spettacolo di Vincenzo Santoro “Ritmi meridiani. Tradizione e modernità nelle danze del Sud”, accompagnata da intermezzi di pizzica e taranta del gruppo Fabulanova Folk Ensemble.
Alle 19.30 Sammichele di Bari passerà il testimone al Comune di Dozza, che ospiterà l’edizione 2027 del Festival. La serata continuerà alle 20.30 con Pino Campagna e lo spettacolo “Io… Superterrone”, dedicato con ironia alle usanze, ai linguaggi e alle diverse identità regionali italiane.
A chiudere la XVIII edizione, alle 22, sarà il concerto dell’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, realizzato in collaborazione con Regione Puglia e Puglia Culture – Circuito Teatrale.
Anche l’ultimo weekend di agosto sarà ricco di eventi gastronomici e conviviali che porteranno alla scoperta di alcuni dei borghi e delle cittadine più belli d’Italia. Dal Molise al Piemonte, dal lazio alla Romagna, ogni territorio ha nel cibo la sua massima espressione, con piatti della tradizione e specialità tipiche regionali.
Abbiamo selezionato gli appuntamenti imperdibili del fine settimana che inizia venerdì 28 e che termina domenica 30 agosto 2026 (alcuni durano solo un giorno), ecco i nostri consigli.
Casearia ad Agnone (IS)
Apre il 28 agosto negli ampi spazi del Palasport di Agnone la quarta edizione della Fiera Nazionale dei Formaggi Italiani, Casearia, che fino al 30 agosto racconta le produzioni più originali di oltre 70 casari di più di 200 tipi di formaggi, dal pecorino alla robiola al caciocavallo, dai formaggi al tartufo alle forme artigianali più di nicchia, con un ricco programma di eventi speciali, tra cui laboratori per famiglie, talk, masterclass e show cooking. Un intero weekend in cui la città molisana di Agnone diventa il palcoscenico del gusto italiano. Venerdì e sabato è la Notte Bianca con aperture speciali dalle 21:00 alle 24:00. L’ultimo giorno è quello della premiazione del Casearia Award e la fiera chiuse alle 20.
Dal 28 agosto al 6 settembre il viale Tritone di Pinarella di Cervia si trasforma in un grande villaggio della festa con la prima edizione di Oktoberfest, una manifestazione destinata a diventare un nuovo appuntamento fisso del calendario degli eventi di fine estate. Accanto alla storica struttura del Full Moon prenderanno posto uno street market con espositori e artigiani, mentre il grande parcheggio antistante ospiterà un vero e proprio polo dedicato al divertimento con Luna Park, area gastronomica, stand della celebre birra Hofbräuhaus HB di Monaco di Baviera e piatti tipici tedeschi come stinco, würstel, crauti e spatzle, affiancati naturalmente al tradizionale menu alla carta del ristorante. Ad arricchire la manifestazione sarà un cartellone musicale di assoluto livello, con ingresso gratuito a offerta libera ogni sera.
DiVino Etrusco a Tarquinia (VT)
La 20ª edizione di DiVino Etrusco conferma il successo di uno degli appuntamenti enogastronomici di riferimento della Tuscia. Anche quest’anno, i primi giorni del festival hanno registrato un andamento molto positivo, con decine di migliaia di visitatori nei primi quattro giorni. La manifestazione è stata inaugurata il 20 agosto a Palazzo Vitelleschi, sede del Museo archeologico nazionale di Tarquinia, e riprenderà dal 27 al 29 agosto. Sono oltre 50 le cantine protagoniste, con degustazioni accompagnate dalla professionalità dei sommelier Fisar Tuscia Viterbese. Accanto ai vini della Dodecapoli etrusca, il pubblico può scoprire anche quelli della Sardegna, della Calabria e della Sicilia, in un’apertura verso il Mediterraneo che richiama la vocazione commerciale e gli scambi culturali del mondo etrusco.
Dal 27 al 31 agosto 2026, Baveno sul Lago Maggiore accoglie il secondo weekend della 21ª edizione di “Sapori di Lago”, l’appuntamento enogastronomico dedicato ai sapori autentici del pesce di lago e di fiume. In cucina, i cuochi dell’Associazione propongono un ricco menu a base di specialità locali, tra le quali non mancheranno i cavalli di battaglia, amatissimi tra gli appassionati della rassegna: fritto misto di lago, riso nero con gamberi di fiume, lavarello in carpione, ravioli di lago e trota marinata. Le serate saranno animate da musica dal vivo.
Festa del vino a Montecarlo di Toscana (LU)
È tutto pronto per l’edizione numero 58 della Festa del vino in programma da venerdì 28 agosto all’8 settembre a Montecarlo di Toscana, l’evento dedicato al vino e alle eccellenze enogastronomiche locali. Tra degustazioni, stand gastronomici, spettacoli e visite alla Fortezza, la manifestazione anima le vie del centro per più giornate consecutive. Gli eventi si concentrano nei luoghi principali del borgo: piazza d’Armi, cuore della manifestazione, piazza Garibaldi, via Nuova, piazza Carrara e Fortezza. La “Degustazione sotto le stelle” propone assaggi di circa 80 vini, accompagnati da salumi e altre specialità. Vengono organizzate anche visite alla Fortezza, anche a lume di candela. Nei giardinetti sotto la Fortezza, un gruppo storico allestisce giochi medievali mentre il corteo è previsto per il 29 agosto. La festa si concluderà martedì 8 settembre alle ore 21 con la Processione conclusiva: Madonna del Soccorso.
Ciüsa Duvarta a Chiusa di Pesio (CN)
Dal 28 al 30 agosto, torna la 26ª edizione di Ciüsa Duvarta, la manifestazione dedicata al Patrono Sant’Antonino che si svolge nel borgo di Chiusa di Pesio, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Le quattro giornate della 26ª edizione porteranno nel centro del paese gusto, tradizione, cultura, spettacolo, sport, musica e divertimento, con un programma pensato per coinvolgere cittadini, famiglie e visitatori. La manifestazione prende il via venerdì 28 dalle 19.30 con la “Grande raviolata in piazza”; sabato saranno tanti gli eventi, da Piloti per un giorno alla piazza dei balocchi fino alla Grande polentata; domenica sarà il giorno della Fiera di Ciüsa Duvarta, che trasformerà il centro storico di Chiusa di Pesio in un grande palcoscenico a cielo aperto: fin dalle prime ore del mattino, vie e piazze saranno animate da stand di artigianato locale, prodotti agricoli ed enogastronomici a chilometro zero, antiquariato, hobbistica e collezionismo.
Ufficio stampaL’evento Ciüsa Duvarta a Chiusa di Pesio
Festa dell’Oro Bianco della Valle d’Aosta a Pied de Ville (AO)
Dal 27 al 30 agosto, torna la 53^ festa dell’Oro Bianco della Valle d’Aosta, una festa di quattro giorni per celebrare un prodotto gastronomico dalla storia secolare e dalle caratteristiche uniche: il Lard d’Arnad DOP, l’unico lardo a Denominazione di Origine Protetta (DOP) in Europa. La festa, nota anche come “Féhta dou lar”, è una manifestazione nata negli Anni ’70 per mano di un gruppo di giovani locali desiderosi di far conoscere al mondo il loro orgoglio gastronomico dalla tradizione secolare. In occasione dell’edizione 2026, che si terrà nella suggestiva radura di Località Pied de Ville (storicamente nota come “La Keya”), sarà possibile degustare il lardo in tutte le sue declinazioni all’interno di caratteristiche casette di legno decorate con fiori e panni di canapa ricamati. La festa prevede: mercati enogastronomici di produttori del territorio, laboratori artigianali aperti, pranzi e cene a tema, esibizioni folcloristiche della Filarmonica di Arnad e serate di intrattenimento ad ingresso libero.
Ufficio stampaLa Festa del Valle d’Aosta Lard d’Arnad DOP
Mangialonga a La Morra (CN)
Tra i vigneti patrimonio Unesco, domenica 30 agosto si svolge la Mangialonga, la celebre passeggiata enogastronomica non competitiva che torna anche nel 2026 tra i vigneti patrimonio UNESCO, una vera istituzione piemontese. Un evento amatissimo che si farà anche in caso di maltempo, perché nelle Langhe il vino migliora persino le giornate grigie. La formula è semplice e geniale: si cammina lentamente tra colline spettacolari, si mangiano specialità tipiche della cucina di Langa e si degustano i vini delle cantine locali. Il percorso è lungo circa 4 km e si arriva a La Morra, uno dei borghi più belli delle Langhe anche chiamato il “balcone delle Langhe” perché dai suoi punti panoramici si apre una vista incredibile sui vigneti del Barolo e sulle Alpi.
Festival del Recupero nei borghi Forlì-Cesena
Dal 28 al 30 agosto torna sull’Appennino forlivese il Festival del Recupero, l’evento itinerante ideato dall’Associazione Tempi di Recupero, giunto alla sua sesta edizione. Nei borghi di Pianetto di Galeata, San Piero in Bagno e Santa Sofia, un programma ricchissimo di cene d’autore, foraging, laboratori, convegni, mercato dei produttori e attività per bambini. Protagonisti oltre 30 fra chef, pizzaioli, gelatieri e bartender tra i più apprezzati in Italia e all’estero. Tra le novità di quest’anno, l’aperitivo della Foresta, venerdì 28 agosto; la cena dedicata ai 50 anni del film “Novecento” di Bernardo Bertolucci, sabato 29 agosto e il talk e i brani di Maurizio Carucci, frontman degli Ex-Otago, sabato 29 agosto.
Ufficio stampaIl Festival del Recupero nei borghi Forlì-Cesena
Bolle di Malto a Biella
Dal 30 agosto al 7 settembre 2026, Biella torna a trasformarsi nella capitale italiana della birra con l’11ª edizione di Bolle di Malto – Salone Italiano della Birra, una manifestazione che negli ultimi anni si è affermata tra gli appuntamenti nazionali più importanti dedicati alla cultura brassicola, all’enogastronomia, alla musica, al turismo e alla valorizzazione dei territori. Nove giorni di festival, con oltre cento eventi, 50 birrifici artigianali complessivi tra piazze, Salone e attività collegate tra cui attività outdoor, visite culturali ed eventi diffusi, e 20 cucine di strada da tutta Italia. Inoltre, ogni sera, dalle 18.00 alle 02.00, le piazze ospiteranno concerti gratuiti, DJ set, performance live e progetti musicali.
Per chi resta a Milano anche solo per qualche giorno ad agosto, sono tantissime le iniziative e i luoghi aperti anche d’estate. Anzi, proprio perché c’è poca gente in città, alcuni di questi si godono anche meglio.
Con le temperature che sfiorano i 40°C, non c’è niente di meglio che chiudersi in un luogo fresco o trovare sollievo immersi tra le acque di una piscina o sotto il fresco degli alberi. Abbiamo scelto i luoghi migliori dove vi consigliamo di andare.
Mostre e aperitivi a Palazzo Citterio
Per i primi giorni di agosto (chiude tra il 10 e il 26), il cortile interno di Palazzo Citterio, in via Brera, uno dei giardini più deliziosi del centro di Milano, torna a essere un luogo dove fermarsi, dal mattino fino alla sera. Ospita infatti il Citterio Garden by St-Germain, un luogo molto chic per consumare aperitivi a base di St-Germain, il liquore francese ottenuto da fiori di sambuco selvatici raccolti a mano ogni primavera, con una selezione di cocktail pensati appositamente per questo spazio e questa stagione, accompagnati da piatti della cucina firmata dallo chef stellato Claudio Sadler, che ha creato una carta esclusiva proprio per il Garden. questo momento d relax è ciò che ci vuole dopo aver visitato una delle mostre di Palazzo Citterio, come quella dedicata al fotografo Giovanni Gastel con 250 immagini che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie, e Lorem Ipsum Variorum, l’installazione digitale site-specific dell’artista e poetessa kalmyko-americana Sasha Stiles, la cui ricerca si sviluppa tra poesia, linguaggio e intelligenza artificiale. E con un unico biglietto si può visitare anche la Pinacoteca di Brera.
Per tutto il mese di agosto, il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco si trasforma in una delle sale cinematografiche più suggestive e grandi della città (800 posti a sedere). La rassegna cinematografica “Tutto il bello del cinema” propone 25 serate di proiezioni all’aperto di grandi classici, film d’autore, commedie e cult internazionali. Da “Frankenstein Junior” a “Il cielo sopra Berlino” da “Ghost” a “Casablanca”, da “Blade Runner” a “La storia infinita”. I film sono gratuiti, ma la prenotazione è obbligatoria. Ma prima del film, per tutto il mese di agosto, è possibile visitare il Museo d’Arte Antica, il Museo della Pietà Rondanini e la mostra Passione e Disegno al Castello Sforzesco con orario prolungato fino alle ore 19:30, dal martedì alla domenica. Nella fascia di estensione dell’orario (17:30-19:30), il biglietto di ingresso è scontato (biglietti serali: intero 5 euro, ridotto 2,50 euro.
Le piscine delle Terme De Montel
Le splendide piscine delle Terme De Montel in zona San Siro restano aperte con una programmazione di eventi che uniscono benessere, cultura, intrattenimento e convivialità. Tra rituali dedicati alla rigenerazione ispirati alla luce, all’energia e alla freschezza, trattamenti pensati per affrontare il caldo estivo, aperitivi immersi nel verde tutte le sere, dalle 18.00 alla chiusura e appuntamenti serali, il parco termale si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. Dal venerdì alla domenica l’appuntamento è con Pizza & Relax, un’esperienza che unisce l’ingresso serale alle terme con una cena in accappatoio nella Vip Lounge, tra pizza appena sfornata, musica soffusa e divertimento sotto il cielo stellato dell’estate. Ogni sera, dalle 21.00 alle 23.00, si svolge il Rituale di Accensione del Light Garden, il percorso luminoso che accompagna il tramonto trasformando il giardino in uno scenario immersivo fatto di riflessi, acqua e giochi di luce. Ferragosto si celebra con Star & Fire, un grande evento con spettacoli di fuoco, musica dal vivo, DJ set, performance artistiche e rituali di benessere. Le terme sono raggiungibili con la metropolitana della linea 5 (lilla) scendendo alla fermata San Siro Stadio.
Ufficio stampaLe Terme De Montel by night
Idroscalo, il mare di Milano
Il parco dell’Idroscalo non chiude neppure ad agosto ed è accessibile tutti i giorni dalle 7 alle 21. Il mare di Milano è il luogo migliore dove fare attività acquatiche e stare al fresco. Si possono praticare sup (stand up paddle), facile da imparare, noleggiando tavola e pagaia e magari prendendo anche qualche lezione; canoa e kajak, percorrendo 6 km immersi nella bellezza della natura dell’Idroscalo e volendo anche canottaggio e dragon boat, ma per questi ci vuole allenamento. E poi naturalmente si può nuotare, nella piscina o nelle acque dell’Idroscalo dove ci sono corsie dedicate.
Palazzo Cordusio Gran Meliá è un indirizzo da non perdere ad agosto. Al piano terra, è aperto ad agosto il pop-up Café Swarovski che regala un’esperienza estiva colorata, tra design e convivialità, dalla colazione alla cena. All’interno dell’elegante palazzo ottocentesco progettato da Luca Beltrami che s’affaccia su piazza Cordusio, a pochi passi dal Duomo, dai negozi e dai musei, ci si può immergere nell’atmosfera scintillante e vivere il mondo Swarovski. I piatti ordinati al Café Swarovski sono serviti su pregiate porcellane della collezione Swarovski x Rosenthal (che si possono anche acquistare).
Piscine indoor e outdoor: Acquaworld, a Concorezzo, alle porte di Milano, è l’unico parco acquatico e benessere in Italia a offrire entrambe le possibilità. Con i suoi 20mila metri quadrati di superficie, nove scivoli acquatici super divertenti, piscine e vasche idromassaggio con acqua sempre riscaldata a 31°C e, proprio d’estate, un grande giardino con sdraio, lettini e ombrelloni è uno dei luoghi ideali dove trascorrere giornate intere in bikini e infradito. Il parco è diviso in diverse aree: Area Benessere con grotta del temporale, sauna, bagno turco, stanza del sale, cerimonie di benessere, frigidarium e Area Fun (al coperto con tante attrazioni, come la torre scivoli, la vasca onde, il Mini World per i bambini, la piscina lazy river, il Mondo dei Corsari e la Tiki Bay, una zona del parco con sabbia bianca, cabanas, letti balinesi, ombrelloni di paglia, scivoli e una vegetazione da isola tropicale, ampliata l’estate scorsa con la Blue Paradise, una vera e propria laguna tropicale di 800 mq. Acquaworld è aperto dalle 10.00 alle 24.00. A Ferragosto, propone oltre a una giornata tra piscine, scivoli, aree relax e attrazioni acquatiche il Ferragosto Schiuma Party, con musica, spettacolo e un’atmosfera di festa. Oltre ad arrivarci in auto, è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, scendendo alla fermata della metropolitana della linea 2 (verde) Cologno Nord e prendendo il bus no. Z323.
Ufficio stampaLa spiaggia di Acquaworld dove trascorrere l’estate in città
Il parco di Villa Arconati
Per chi trascorre il mese di agosto a Milano, ci si può immergere nella bellezza del giardino monumentale di Villa Arconati, dove l’afa cittadina lascia il posto alla piacevole brezza che percorre i viali, all’ombra fresca degli alberi secolari, al suono delle fontane zampillanti e alla magia dei giochi d’acqua, ideati per sorprendere e regalare refrigerio agli ospiti della villa. Tra statue, prospettive scenografiche e maestosi teatri, ogni angolo di questo luogo incantevole a Castellazzo, appena fuori Milano, racconta la raffinatezza di una dimora concepita per incantare, emozionare e invitare alla contemplazione. A rendere queste visite ancora più esclusive è l’apertura di alcune delle sale più rappresentative della villa, ambienti ricchi di storia, arte e memoria che, in via eccezionale, accolgono i visitatori come naturale proseguimento del percorso nel giardino, offrendo l’opportunità di scoprire Villa Arconati nella sua veste più autentica, intima e affascinante. Ogni mercoledì e venerdì di agosto alle ore 10.00 c’è la visita guidata, tutti i martedì è prevista una visita speciale per famiglie con bambini. Inoltre, è aperta tutte le domeniche dalle 11.00 alle 19.00 ed eccezionalmente anche a Ferragosto con visite libere e guidate. Oltre all’auto la villa è raggiungibile anche in treno alla fermata Bollate Nord o Garbagnate Groane. La stazione dista circa 2 km. A Bollate c’è la velostazione per noleggiare la bicicletta.
Credits: Corinne FéraultUno scorcio del parco di Villa Arconati
L’ultimo weekend di luglio e il primo assaggio di agosto portano in tutta Italia un ricco calendario di sagre, feste tradizionali ed eventi dedicati ai sapori locali. Dal Nord al Sud il viaggio passa attraverso borghi, montagne e piazze dove scoprire prodotti tipici, antichi mestieri, musica e folklore.
Tra fettuccine alla trebulana, miele, vini pregiati, grano siciliano e tradizioni alpine, il fine settimana dal 31 luglio al 2 agosto 2026 è l’occasione ideale per una gita fuori porta all’insegna dell’enogastronomia e della cultura.
Festival Internazionale del Folklore a Sappada (UD)
Dal 31 luglio all’1 agosto Sappada ospita la 26ª edizione del Festival Internazionale del Folklore, evento organizzato dal Gruppo Folkloristico Holzhockar. La manifestazione porta nella località dolomitica tradizioni e culture provenienti da tutto il mondo, con la partecipazione del gruppo Choomdam & Yeon Dance Company della Repubblica di Corea e del Ballet Andino e Grupo Musical Indoamerica dell’Ecuador.
Il momento più atteso sarà la grande sfilata di sabato 1 agosto alle ore 17, con partenza dalla piazza vicino al Rio Mühlbach e arrivo nel centro del paese. In serata, alle 20.45 presso il tendone in località Eibn, spazio agli spettacoli folkloristici con ingresso libero.
SoleroFestival del folklore a Sappada
Sagra delle Fettuccine alla Trebulana a Monteleone Sabino (RI)
A Monteleone Sabino, in provincia di Rieti, l’1 e il 2 agosto torna la Sagra delle Fettuccine alla Trebulana, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’estate sui Monti Sabini. Dopo una giornata trascorsa al mare o al lago, il borgo offre la possibilità di raggiungere le zone più fresche dell’entroterra e vivere una serata dedicata alla cucina tradizionale. La festa prenderà il via dalle ore 19 con la degustazione delle celebri fettuccine alla trebulana, ricetta simbolo del territorio, accompagnata dall’atmosfera conviviale tipica delle sagre di paese.
Festa della Spillatura del Torchiato a Fregona (Treviso)
Sabato 1 agosto il Centro di appassimento del Torchiato di Fregona, in via Castagnola 50 a Osigo di Fregona, ospita la seconda edizione della Festa della Spillatura. Organizzata dalla Pro Loco di Fregona e dalla Cantina Produttori di Fregona, la giornata celebra la nuova annata 2025 del celebre vino passito.
Il programma inizia alle 14.30 con degustazioni, laboratori e visite guidate alla cantina. Dalle 15 alle 18 sarà possibile assistere alla spillatura del Torchiato e conoscere i segreti di un prodotto realizzato fin dal Seicento. La festa prosegue con aperitivo, degustazioni di vini locali e una cena serale con piatti abbinati alle eccellenze enologiche del territorio.
Ufficio StampaFesta della spillatura a Fregona
Sagra del Grano a Petralia Soprana (PA)
Nel cuore delle Madonie, la frazione di Pianello a Petralia Soprana ospita l’1 e 2 agosto 2026 la XIII edizione della Sagra del Grano. L’evento celebra il legame tra la comunità siciliana e il mondo agricolo attraverso degustazioni, rievocazioni storiche e spettacoli. Sabato 1 agosto alle ore 18 è previsto il laboratorio “Mani in pasta”, dedicato alla panificazione e alla preparazione della pasta fresca. Alle 20.30 spazio allo street food con specialità siciliane come panelle, milza e salsiccia, mentre la serata continua con musica e danze popolari.
Domenica 2 agosto sarà protagonista la rievocazione storica della vita trascorsa nell’aia con la rappresentazione de “a pisata” e “a spartenza”, seguita da un percorso gastronomico dedicato ai prodotti del grano.
Ufficio StampaA Petralia Soprana torna la “Sagra del Grano”
Festa del Viccio a Castel San Lorenzo (SA)
Fino al 1° agosto torna a Castel San Lorenzo, in provincia di Salerno, la Festa del Viccio, giunta alla decima edizione. L’appuntamento si svolge nella suggestiva area del Mulino del Principe, antico edificio risalente al 1579 oggi punto di riferimento culturale del territorio. Protagonista della manifestazione è il viccio, una particolare ciambella di pane nata come preparazione utilizzata per verificare la temperatura del forno prima della cottura del pane. Oltre ai sapori della tradizione, il programma propone musica dal vivo, spettacoli e momenti di intrattenimento per tutte le età.
Dal 31 luglio al 2 agosto torna Ardesio DiVino, manifestazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane ed europee. L’edizione 2026 rende omaggio a Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana moderna, grazie alla collaborazione con Casa Artusi.
Il borgo bergamasco ospiterà degustazioni, incontri culturali e appuntamenti gastronomici ispirati alla tradizione culinaria artusiana. Nel centro storico sarà allestito un percorso dedicato alle ricette de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, mentre non mancheranno laboratori sulla preparazione della piadina guidati dalle Mariette di Casa Artusi.
Festa del Costume Livignasco a Livigno (SO)
Il 31 luglio 2026 Livigno celebra la propria identità alpina con la Festa del Costume Livignasco, appuntamento dedicato alla storia e alle tradizioni della comunità locale. L’evento racconta il concetto di “Livignasc”, simbolo di autenticità alpina, cultura del territorio e memoria collettiva. Le vie del centro diventano uno spazio dove riscoprire antichi mestieri, abiti tradizionali e scene della vita quotidiana di un tempo. Tra rappresentazioni e degustazioni di prodotti locali, la festa permette ai visitatori di conoscere il lato più autentico della località valtellinese.
Dal 2 al 10 agosto 2026 il centro storico di Valiano, frazione di Montepulciano, ospita la Festa di San Lorenzo, dedicata al patrono del paese. Il calendario prevede celebrazioni religiose, musica, degustazioni e iniziative legate alla tradizione agricola locale. L’apertura è prevista domenica 2 agosto con il raduno dei trattori alle ore 10 e la Messa dell’Agricoltore alle ore 11, seguita dalla benedizione dei mezzi agricoli. Dopo il pranzo dedicato al mondo contadino, nel pomeriggio spazio anche al torneo di freccette.
Ufficio StampaFesta di San Lorenzo a Valiano
L’estate dell’artigiano valdostano ad Aosta (AO)
Fino al 2 agosto Aosta celebra artigianato e tradizioni con un ricco programma di eventi. In Piazza Chanoux apre l’Atelier des Métiers, dedicato ai maestri artigiani e alle loro lavorazioni, mentre il progetto ORSOFF porta nelle vie del centro un dialogo tra arte e artigianato contemporaneo. Il momento centrale sarà il 1 agosto con la 57ª Foire d’été, storica fiera dell’artigianato valdostano che richiama centinaia di espositori. In programma anche laboratori per famiglie, dimostrazioni di antichi mestieri, attività per bambini e la tradizionale sfilata degli antichi mestieri.
Domenica 2 agosto Monti, nel cuore della Gallura, ospita la XXI edizione della Sagra del Miele Amaro, appuntamento inserito nel calendario “Andar per Miele” dedicato alla scoperta dei mieli italiani. La manifestazione si svolge in contemporanea con la Sagra del Vermentino e celebra uno dei prodotti più preziosi della Sardegna: il miele amaro di corbezzolo.
Dal colore scuro e dal gusto caratteristico, è considerato uno dei mieli più rari e ricercati, apprezzato dagli intenditori per le sue qualità e per il forte legame con il territorio. Un’occasione per degustare specialità locali e scoprire le tradizioni della Gallura.
Il weekend del 24-26 luglio 2026 è ricco di appuntamenti enogastronomici, ma non solo. Tantissime le sagre di paese che si svolgono nel fine settimana – alcune sono già iniziate – e sono un’occasione di convivialità e divertimento, oltre che di scoperta di piatti e specialità locali.
Dalle lasagne romagnole alle lumache della Liguria, dalle vongole del Delta del Po agli gnocchi laziali, ce n’è davvero per tutti i gusti. Alla buona tavola, si aggiungono tanti eventi aperti a tutti, come la Fiaccolata delle streghe sui sentieri del Trentino alle passeggiate in una faggeta Patrimonio Unesco, dai tornei di calcio alla musica dal vivo praticamente ovunque e ogni sera.
Abbiamo selezionato i dieci eventi imperdibili, da Nord a Sud dell’Italia ed ecco i nostri consigli.
Scorticata – La collina dei piaceri a Torriana (RN)
Torna a Torriana Scorticata, dal 22 al 24 luglio, La collina dei piaceri, la festa nel borgo organizzata dalla Pro Loco di Torriana e Montebello insieme al Comune di Poggio Torriana. Tre serate dedicate alla gastronomia, ai vini del territorio, alla musica e agli spettacoli, per celebrare l’identità e le eccellenze locali. Dalle ore 19 fino a notte inoltrata, il borgo si animerà con i celebri “cuochi da marciapiede”, degustazioni di vini e cantine, specialità gastronomiche, musica dal vivo e intrattenimento. Saranno sempre presenti la piada di Scorticata, salumi, pane artigianale, gelato contadino, birrifici artigianali, dolci e uno spazio cocktail.
Calici di Stelle 2026 in Umbria
A partire dal 24 luglio e fino al 16 agosto 2026, l’evento Calici di Stelle porterà alla scoperta di 22 cantine e di tre Comuni dell’Umbria attraverso degustazioni, pic-nic in vigna, cene sotto le stelle, concerti e osservazioni astronomiche. La manifestazione del Movimento Turismo del Vino Umbria vuole mostrare vigneti, borghi e colline attraverso i calici e le storie dei suoi territori. Ben 22 cantine apriranno le porte con un calendario diffuso di appuntamenti che attraverserà tutta la regione. Il tema scelto per quest’anno è “Brinda alla Vita!”.
Ufficio stampaNight gazing tra i vigneti durante Calici di stelle 2026
A tavola tra gli affreschi ad Arcumeggia (VA)
Domenica 26 luglio, Arcumeggia organizza una giornata all’insegna della convivialità, della tradizione e della bellezza con “A tavola fra gli affreschi”, l’appuntamento che trasforma le vie del borgo famoso per essere un museo a cielo aperto in una grande tavola condivisa, dove gustare il pranzo preparato dai volontari della Pro Loco e vivere il piacere di stare insieme in uno dei paesi più suggestivi della Lombardia, tra arte, cultura e sapori autentici. La giornata si aprirà alle 11.00 con la premiazione del progetto “Arcumeggia vista con gli occhi dei bambini”: gli elaborati dei piccoli partecipanti saranno esposti lungo le vie del paese, regalando ai visitatori uno sguardo speciale sul borgo dipinto. Un’occasione perfetta per trascorrere una domenica tra buona cucina, un paese unico e la calorosa accoglienza della comunità.
Festa degli Gnocchi co’i Ferro a Soriano nel Cimino (VT)
Dal 23 al 26 luglio a Soriano nel Cimino si svolge la 4ª Festa degli Gnocchi co’i Ferro. Non è solo una sagra, ma un’occasione per vivere il paese, stare insieme e riscoprire le tradizioni. Tra gli appuntamenti da non perdere, venerdì dalle ore 19.00 la cena con gli Gnocchi co’i Ferro, sabato 25, invece, tante attività, con passeggiate guidate, giochi, letture, yoga, e-bike e, nel pomeriggio, la Salifaggeta, una corsa che unisce sport e amore per la faggeta Patrimonio Unesco. E la sera, tutti a tavola. Domenica, pranzo e cena per gustare gli autentici Gnocchi co’i Ferro, preparati secondo la tradizione sorianese.
Sagra della Lumaca e degli Spiedini a Villa Viani (IM)
Sabato 25 e domenica 26 luglio 2026, a Villa Viani, una frazione del Comune di Pontedassio, torna la 47ª Sagra della Lumaca e degli Spiedini, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate ligure nato negli Anni Settanta. Due serate all’insegna della buona cucina, della musica e del divertimento, con specialità gastronomiche da gustare in compagnia. Tutte le materie prime sono cucinate fresche, in giornata, sul posto, seguendo ricette antiche tramandate nelle famiglie. E poi, primi di pasta fatta a mano e dolci cotti nel forno.
Sagra della Trota a Rivodutri (RI)
Venerdì 24 e sabato 25 luglio 2026, torna a Rivodutri la Sagra della Trota e del Gambero di Fiume, due serate dedicate ai sapori autentici del territorio nella suggestiva cornice della Sorgente di Santa Susanna. Protagonisti della manifestazione saranno due eccellenze della tradizione gastronomica locale, proposte in gustose specialità preparate secondo le ricette del territorio. Un appuntamento all’insegna della buona cucina, della convivialità e della valorizzazione delle tradizioni locali, immersi in uno dei luoghi più affascinanti della provincia di Rieti. Dalle 19:30 alle 23.
Torna in provincia di Ferrara la 26ª Sagra della Vongola, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi del Delta del Po. L’evento ha preso il via il fine settimana scorso, e per sei serate protagonista è la vongola verace di Goro, eccellenza del territorio e simbolo della tradizione marinara locale. Un ricco stand gastronomico propone piatti a base di questo prezioso mollusco, affiancati da musica, intrattenimento e momenti dedicati alla scoperta delle tradizioni legate alla Sacca di Goro e al lavoro dei pescatori. Un’occasione per assaporare i sapori autentici del Delta del Po e conoscere da vicino uno dei prodotti più rappresentativi di questo straordinario territorio.
Sagra della Lasagna a Portico di Romagna (FC)
Sabato 25 luglio 2026, a Portico di Romagna debutta la prima edizione della Sagra della Lasagna, il nuovo appuntamento gastronomico organizzato dalla Pro Loco per celebrare uno dei piatti più amati della tradizione italiana. La manifestazione proporrà diverse interpretazioni della lasagna, ognuna capace di raccontare i sapori del territorio e la ricchezza della cucina romagnola. Lo stand gastronomico aprirà alle 19:30, offrendo ai visitatori la possibilità di gustare specialità preparate con ingredienti e ricette della tradizione. Dalle 21:30, la serata proseguirà con il concerto-spettacolo degli Zebra e Pois, che animerà la piazza con musica e intrattenimento. Un’occasione speciale per trascorrere una serata all’insegna della buona cucina, della convivialità e del divertimento.
A Ruffrè torna la suggestiva Fiaccolata delle streghe, un evento che trasforma il sentiero Rio Diavola in un percorso incantato tra mistero, leggende e magia. Il ritrovo è previsto alle 19:00 presso la Pro Loco. Da qui, lanterna alla mano, i partecipanti partiranno insieme lungo il sentiero accompagnati da streghe, Krampus e Anguane, creature leggendarie che renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente. La camminata si concluderà nei pressi dei suggestivi Laghetti di Ruffrè, dove si potrà assistere a un emozionante spettacolo di fuoco e magia che illuminerà la notte. n’esperienza unica, pensata per far sognare le famiglie e regalare ai bambini una serata indimenticabile tra fantasia, natura e tradizioni popolari.
Sagra delle Pallotte Cace e Ove a Santa Maria Imbaro (CH)
Dal 24 al 26 luglio 2026, a Santa Maria Imbaro torna la XVII Sagra delle Pallotte Cace e Ove, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate abruzzese. Per tre serate, a partire dalle ore 20 e fino alla mezzanotte, piazza della Gioventù si animerà con il profumo delle tradizionali pallotte cace e ove, simbolo della cucina abruzzese, accompagnate da musica, convivialità e tanto divertimento. Un’occasione speciale per vivere il gusto autentico del territorio e trascorrere piacevoli serate nel cuore d’Abruzzo.
Ci sono viaggi che si fanno non tanto per divertirsi e svagarsi, ma per arricchirsi culturalmente e umanamente. E un viaggio a Sarajevo è proprio questo (benché il divertimento e lo svago non manchino affatto, anzi).
La Capitale della Bosnia ed Erzegovina è una città incredibilmente interessante, non soltanto per la sua recentissima storia (che si capisce solo andando sul posto e parlando con i local), ma per quella antica, che l’ha portata a essere quella che è (prima l’invasione turca, poi quella austro-ungarica), per le sue tradizioni ben radicate, per la sua posizione geografica, che ancora oggi cela qualche tensione politica e religiosa. Ma è una città tranquillissima, intendiamoci, da visitare per un long weekend, grazie ai voli low cost che la collegano all’Italia (WizzAir da Roma, Ryanair da Milano-Bergamo).
Se avete amato Istanbul, per il suo mix di tradizioni, architetture e stile di vita tra Oriente e Occidente, Sarajevo vi darà le stesse sensazioni. Con qualcosa in più.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl lungofiume Miljacka a Sarajevo
Cosa vedere a Sarajevo in 3 giorni
Inutile girarci intorno: la città è stata distrutta per circa il 90% tra il 1992 e il 1995 e ora è completamente riscostruita; pertanto, ciò che si vede è quasi tutto nuovo, talvolta rifatto in maniera identica, in altri casi invece no e gli effetti della guerra sono – appositamente – ben visibili. In tre giorni potete scoprire i principali highlight di Sarajevo e farvi un’idea della città. Il consiglio, tuttavia, è quello di farsi accompagnare da una guida, fondamentale per spostarsi in alcuni punti significativi e per entrare appieno nel mood (le guide hanno moltissimi aneddoti da raccontare che non trovate in nessuna guida scritta).
Il lungofiume Miljacka
Sarajevo è circondata dalle montagne (che nel 1984 hanno ospitato la XIV edizione dei Giochi Olimpici invernali) e si trova in una conca attraversata dal fiume Miljacka, che divide il centro storico dalla zona più nuova. Tutto il lungofiume, su entrambi i lati, è una bellissima passeggiata da fare a piedi o in bicicletta (bike sharing e monopattini a noleggio non mancano neppure qui). Lungo il fiume si affacciano alcuni dei palazzi più belli e signorili della città: ambasciate, edifici Liberty, musei.
123RFIl ponte Festina Lente a Sarajevo
Vijećnica
Uno di questo è Vijećnica, simbolo di Sarajevo. È il più grande e rappresentativo edificio del periodo austro-ungarico in tutta la città, anche se non è l’originale. L’architetto dell’epoca volle costruirlo in stile pseudo-moresco ispirandosi all’arte islamica, in particolare all’Alhambra di Granada, in Spagna. Ai tempi della guerra, era la biblioteca cittadina, con 1,5 milioni di volumi e più di 155.000 tra libri rari e manoscritti. Fu però distrutto da un incendio durante l’assedio di Sarajevo del ’92 da parte dei serbi e oggi è stato ricostruito tale e quale. Ospita la sede del Municipio, ma anche il museo della biblioteca e, in alcune sale, sono stati raccolti i libri sopravvissuti al grande rogo (circa il 90% del patrimonio della biblioteca andò perduto) e alcune opere d’arte moderna, in attesa della realizzazione del nuovo Museo di arte contemporanea, Ars Aevi.
@SiViaggia - Ilaria SantiVijećnica, il simbolo di Sarajevo
Ars Aevi
Ars Aevi è il museo di arte contemporanea ospitato provvisoriamente in un’ala del complesso di Skenderija lungo il fiume, costituito durante la guerra come resistenza di cultura. Ospita oltre 120 opere di noti artisti internazionali, tra cui Michelangelo Pistoletto. La sua storia è meravigliosa. All’inizio degli Anni ’90, mentre la città era sotto assedio, l’artista bosniaco Enver Hadžiomerspahić prese un’iniziativa che era parsa folle: realizzare un museo di arte contemporanea a Sarajevo. Dal 1993 in poi, Enver si è dedicato a raccogliere opere d’arte dei più grandi artisti contemporanei. Finalmente, grazie al sostegno dell’Italia, è iniziata la fase esecutiva del nuovo progetto, disegnato nel 1999 dall’architetto Renzo Piano, nominato nel ‘94 ambasciatore Unesco di buona volontà per l’architettura.
Ponti sul fiume Miljacka
Oltre al progetto, Piano – assieme ad altri partner italiani – ha finanziato la costruzione di uno dei 22 ponti sul fiume Miljacka vicino all’area dove è prevista la nascita della struttura museale che speriamo di vedere presto realizzata. Dopo il ponte disegnato da Gustave Eiffel, il Ponte Latino, che fu teatro dell’assassinio dell’erede al trono dell’Impero austro-ungarico Francesco Ferdinando, il ponte Festina Lente (che significa “Affrettati lentamente”), e il ponte di Vrbanja, dove morirono le prime vittime della guerra nel 1992, è il più fotografato di Sarajevo.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl luogo dell’assassinio di Francesco Ferdinando d’Austria
Inat Kuća
Proprio di fronte a Vijećnica, sull’altra sponda del fiume, c’è un piccolo edificio storico, uno dei pochi rimasti a Sarajevo, che ospita la trattoria Inat Kuća che serve cucina tradizionale bosniaca: ebbene, ai tempi dell’arrivo delle truppe austro-ungariche questo edificio si trovava sul lato opposto, ma poiché il proprietario si rifiutò di farlo abbattere per costruire il nuovo Municipio, venne trasferito mattone su mattone dove si trova ora.
Baščaršija è il centro storico di Sarajevo. In questo quartiere di stampo ottomano, tra vicoli, negozi di artigianato, bar dove si fuma la shisha (o narghilè) e si beve l’acqua di rose o il caffé (che non ha ulla a che fare con il nostro né con quello turco), ci troviamo nel cuore pulsante della città, nell’antico bazar, dove l’andirivieni dei cittadini che fanno acquisti e che si recano alla grande moschea si mischia al via vai dei turisti, sempre più numerosi. La strada principale che lo attraversa è via Kazandžiluk, e vi si affacciano i principali esercizi commerciali, tra cui anche negozi di design. E c’è anche la via più stretta della città, Ulica Ćulhan, dove a malapena passa una persona.
@SiViaggia - Ilaria SantiTra i vicoli di Baščaršija, il centro storico di Sarajevo
Sebilj
Simbolo del quartiere che si erge in mezzo al leggero pendio della piazza di Baščaršija è la Sebilj, la tipica fontana ubicata nei pressi di una moschea, che, in questo caso, ha la forma esagonale ed è fatta di legno in quanto fu realizzata dall’amministrazione asburgica.
Moschea Gazi Husrev-beg
La moschea Gazi Husrev-beg che si può visitare (le donne devono ricordarsi di portare sempre dietro una pashmina per coprire il capo e, tutti, di indossare le calze) prende il nome da un importante governatore ottomano nonché il più grande benefattore di Sarajevo, vissuto a cavallo tra i ‘400 e il ‘500, che trasformò la città in un fiorente centro culturale. La moschea è stata la prima al mondo a dotarsi di illuminazione elettrica nel 1898. Questo capolavoro ottomano rappresenta il simbolo della ricca storia di Sarajevo, della sua resilienza e della diversità culturale, nonché un angolo di pace e silenzio nel caso del quartiere storico.
Getty ImagesLa Sebilj, la tipica fontana musulmana nella piazza di Baščaršija
Torre dell’Orologio
A lui si deve anche la realizzazione della Torre dell’Orologio che si trova vicino alla moschea. Alta 30 metri, ha l’unico orologio lunare in Europa, secondo il quale la mezzanotte coincide con il tramonto a Sarajevo. Poiché la durata del giorno cambia quasi quotidianamente, l’orologio deve essere regolato manualmente in modo continuo, cosa che il muvekit fa una volta alla settimana salendo i 76 gradini di legno.
Museo di Gazi Husrev-beg
Dietro la moschea, in quella che era l’antica madrasa, la scuola islamica risalente al XVI secolo, si trova anche il Museo di Gazi Husrev-beg, aperto nel 2015 e dedicato alla conservazione e alla valorizzazione dell’eredità di Gazi Husrev-beg. La mostra permanente del museo offre uno spaccato della tradizione islamica dei bosgnacchi, con manufatti legati a diversi aspetti della vita quotidiana. La collezione comprende oltre 1.200 oggetti.
Sarajevo Meeting of Cultures
Da metà della lunga via Ferhadija, una linea chiamata Sarajevo Meeting of Cultures divide la città vecchia da quella moderna e segna la convergenza delle influenze orientali e occidentali di Sarajevo e la transizione tra gli stili architettonici ottomano e austro-ungarico. Oltrepassata questa riga, infatti, lo stile degli edifici cambia completamente ed è molto interessante vedere i due aspetti della città.
@SiViaggia - Ilaria SantiSarajevo Meeting of Cultures
Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù
Ed è proprio oltre la linea, in una grande piazza che svetta la Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù conosciuta anche come Katedrala Srca Isusova che fu completata nel 1889. Al suo esterno si erge una scultura dedicata a Papa Wojtyla, che ricorda la storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Sarajevo nell’aprile del 1997 portando un forte messaggio di pace e riconciliazione nella città reduce dalla guerra. Al suo interno ci sono spettacolari vetrate.
123RFLa Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù
Galerija 11/07/95
Da non perdere nel quartiere è il piccolo ma super toccante museo Galerija 11/07/95, dedicato al genocidio di Srebrenica iniziato proprio in quella data.
@SiViaggia - Ilaria SantiGalerija 11/07/95, il museo dedicato al genocidio di Srebrenica
I luoghi della guerra
Impossibile visitare Sarajevo senza fare il tour dei luoghi legati alla guerra in Bosnia che si è svolta tra il ‘92 e il ’95, ma che ha avuto conseguenze ancora oggi ben visibili praticamente ovunque in città (tra i simboli ci sono le famose Rose di Sarajevo visibili sui marciapiedi di tutta la città). Per fare questo giro è consigliato vivamente di affidarsi a una guida specializzata perché ciò che non si vede con gli occhi lo si ascolta con il cuore… Vi racconterà di cosa è accaduto veramente, del tema di grande attualità dei safari di Sarajevo e vi mostrerà i luoghi più turistici ma anche quelli che pochi conoscono.
Sniper Alley
l primo dei luoghi da visitare è la tristemente celebre Sniper Alley (in lingua bosniaca Snaiper alea) o “viale dei cecchini” il cui nome vero è Ulica Zmaja od Bosne (Strada del dragone di Bosnia). Si tratta di un viale lungo 8 km che attraversa la città collegando la parte industriale con l’aeroporto e che veniva preso di mira dai cecchini serbi che si appostavano sulle alture o all’interno dei grattacieli (sulle cui facciate ancora oggi sono ben visibili i fori di pallottole) che si trovano tutt’attorno a Sarajevo. Ancora oggi sono in corso indagini perché i cecchini non erano solamente militari in guerra, ma anche civili provenienti da altri Paesi che pagavano per uccidere donne, bambini e chiunque transitasse lungo questo viale.
Tunnel della speranza
Proprio per riuscire a bypassare questo viale e poter attraversare la città, in quegli anni a Sarajevo furono realizzati dei tunnel sotterranei. Il più famoso e visitabile è il Tunnel of Hope (Tunnel della speranza o della salvezza) che passava al di sotto dell’area neutrale dell’aeroporto istituita dalle Nazioni Unite 8che comunque non era sicura al 100%). Il sito ospita anche una sala proiezioni che mostra i video di allora, di come venne costruito nel 1993 e di come veniva usato per far passare armi, ma anche viveri, animali e persone naturalmente. Il tunnel originale si estendeva per circa 800 metri di lunghezza ed era alto 1,60 m. e largo circa 80 cm.. Oggi lo hanno un po’ alzato, allargato e illuminato, almeno in un breve tratto, per consentire ai visitatori di percorrerne circa 200 metri e rendersi conto di cosa significasse attraversarlo. Ai tempi, c’erano degli adetti posizionati alle due estremità che davano il via onde evitare che troppe persone si incrociassero in uno spazio sotterraneo così angusto. Si tratta del luogo più visitato a Sarajevo. Il biglietto d’accesso si paga solo in contanti e in moneta locale che è il Marco della Bosnia-Erzegovina.
@SiViaggia - Ilaria SantiDentro il Tunnel della speranza di Sarajevo
Cimitero ebraico
Tra i luoghi preferiti dai cecchini c’era il cimitero ebraico che si trova sulle alture della città, un posto che fa davvero venire i brividi e da dove in effetti si vede tutta la città dall’alto (si raggiunge in auto).
Holiday Inn Hotel
Un altro luogo simbolo della guerra è l’Holiday Inn Hotel che si trova nei pressi del Museo nazionale e della Sniper Alley. Questa struttura moderna dalla facciata gialla inconfondibile fu progettata dal celebre architetto bosniaco Ivan Straus e fu costruita per le Olimpiadi dell’84. Ha ospitato sportivi, personaggi illustri, politici e celebrity, ma è stata uno dei simboli della guerra in quanto era qui che alloggiavano tutti i giornalisti inviati dai media internazionali che hanno raccontato i fatti ed è ancora oggi un hotel dove si può soggiornare. Durante l’assedio, il corrispondente della BBC, Martin Bell, descrisse l’Holiday Inn come “ground zero”: solo nella primavera e nell’estate del 1992,la struttura fu colpita più di cento volte. Dopo la firma degli Accordi di pace di Dayton nel dicembre 1995, che posero fine alla guerra in Bosnia, l’hotel ospitò gran parte di quell’esercito di “internazionali” giunti a Sarajevo all’avvio della ricostruzione post-bellica.
Musei della guerra
Per chi volesse approfondire, ci sono tre musei che meritano di essere visitati: il primo è il Museo dei Crimini contro l’umanità e i Genocidi, il secondo è il War Childhood Museum e il terzo è il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina. I primi due sono nel quartiere Baščaršija a quattro minuti a piedi l’uno dall’altro, mentre il terzo si trova nei presi dell’Holiday Hotel. Sono estremamente toccanti e coinvolgenti (specie quello dedicato ai bambini) e riportano alcune scene molto crude che fanno effettivamente realizzare cosa può essere stato l’assedio di Sarajevo. Il Museo Nazionale fu fondato nel 1888 durante l’occupazione austro-ungarica ed è il museo più antico del Paese. I quattro padiglioni interni sono collegati da terrazze e ospita il giardino botanico.
Museo dei veterani
Infine, c’è posto che solo alcune guide conoscono, un museo privato accessibile solo dietro prenotazione ed è il Museo dei veterani. Nato come luogo d’incontro dei veterani della guerra in Bosnia, è diventato un museo di circa 300 metri quadrati che raccoglie all’incirca 300 memorabilia dei combattenti bosniaci e altrettante fotografie ma soprattutto le loro storie. Qui, infatti, si possono incontrare ex militari che raccontano ai visitatori della guerra e della situazione attuale della Bosnia Erzegovina. C’è anche una delle tante uscite del Tunnel della Speranza che si può ripercorrere e questo è un po’ più reale rispetto al museo aperto a tutti i visitatori.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl Museo dei veterani di Sarajevo
Luoghi di svago
Girando per Sarajevo, dell’atmosfera della guerra tra la gente ormai non si respira più l’aria, almeno apparentemente. Qui l’ambiente è molto spensierato e lo si nota osservando la vita quotidiana, fatta di gente che prende tranquillamente il tram che percorre la Sniper Alley, che gira a piedi e in bicicletta, che frequenta caffè, ristoranti, trattorie e locali notturni.
Per entrare nel mood di Sarajevo, vi consigliamo di non perdervi alcuni luoghi che ricordano un po’ l’Europa degli Anni ’90. Tra i locali più celebri c’è il Caffe Tito vicino a Museo della storia. Tra pareti rosse e verdi, c’è un’esposizione di ogni sorta di materiale bellico, dai kalachnikov appesi alle pareti agli elmetti sul soffitto e usati come portalampade. Un piccolo museo dove non mancano un busto in bronzo del leader della Jugoslavia, Tito, e le sue foto incorniciate. Nel dehor si può stare seduti su una cassa per munizioni di mortaio, sorseggiando un boccale di birra Nektar.
Altro locale un po’ vintage ma che va molto tra i giovani di Sarajevo è il Kino Bosna, the place to be se vi trovate in città il lunedì sera. Un tempo era un cinema, ma sul palco si sono tenuti concerti e altri eventi. Oggi suonano musica bosniaca dal vivo. Per gli amanti degli spettacoli live, ci sono anche il Balkan Express dove sembra di entrare in un appartamento Anni ’60, con carta da parati alle pareti, boiserie e quadri, il Bosnian Cultural Center dove si tengono concerti e, infine, il Cafe RajvoSA, un locale super rustico molto local.
Se cercate qualche ristorante tipico, ce ne sono diversi in centro e nelle zone turistiche, ma gli abitanti di Sarajevo amano frequentare le trattorie che si nascondono tra le case private sulle colline, magari nei pressi della Fortezza Gialla, con una meravigliosa vista sulla città.
Un viaggio a Sarajevo dovrebbe rientrare nei programmi di gite scolastiche degli studenti italiani (come del resto quelli, per motivi diversi, ma legati alla stessa fase storica, ad Auschwitz e a Norimberga). Dovrebbero andarci le famiglie, la Gen Z, ma anche i Millennial che, pur essendo cresciuti negli stessi anni della guerra in Bosnia ed Erzegovina, non hanno idea di cosa succedesse in quel Paese mentre loro pensavano a vestirsi come i Paninari. Ma c’è un altro motivo più pratico per andare a Sarajevo: è stata eletta la città più low cost d’Europa del 2026.
Il secondo weekend di luglio si prospetta ricco di eventi enogastronomici e non solo (ma dove c’è sempre qualcosa da mettere sotto i denti!).
Feste in famiglia, sagre tradizionali, vini e prodotti regionali attirano centinaia di visitatori là dove neppure si pensava di andare. Abbiamo scovato alcuni eventi davvero unici e interessanti che allieteranno il fine settimana che va dal 10 al 12 luglio 2026.
Sentiero Gourmet a Livigno (SO)
Il 10 luglio 2026 torna a Livigno il Sentiero Gourmet, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, pensato per chi desidera scoprire la montagna attraverso un’esperienza immersiva che intreccia natura, cammino e alta cucina alpina. Una giornata nello scenario della Valle del Vago, dove un percorso di circa 5 km si snoda tra pascoli e paesaggi d’alta quota, trasformandosi in un itinerario multisensoriale. Lungo il cammino, i partecipanti saranno accompagnati da sette tappe gourmet – una in più rispetto alle precedenti edizioni – in un viaggio che conduce dall’antipasto al dessert, per concludersi con caffè e distillati, accompagnando ogni proposta gastronomica con una selezione di vini dedicata. Il format mantiene la sua identità, fedele a un racconto gastronomico costruito attorno ai sapori del territorio, ma quest’anno si arricchisce con il tema dei cinque sensi e con una nuova tappa interamente dedicata ai formaggi, ulteriore espressione della cultura e della tradizione locale.
Ufficio stampaTappa lungo il Sentiero Gourmet a Livigno
Sagra del Fusillo co’ Ciurillo a San Potito Ultra (AV)
Torna il 10-11 luglio 2026 in provincia di Avellino la Sagra del Fusillo co’ Ciurillo ormai arrivata alla sua XVI° edizione. Una tra le prime a svolgersi sul territorio che apre la stagione delle sagre estive con i suoi sapori e le sue tradizioni. Il paese si colorerà di luci, voci e persone, ma soprattutto di buon cibo accompagnato da buona musica e ottimo vino. A partire dalle 19, sarà possibile raggiungere la sagra per gustare gli ottimi piatti e il famoso cuoppo di ciurilli, nel menu della sagra sarà possibile trovare la tradizionale brace di maiale, fusilli con ragù, il caciocavallo ‘mpiccato, vino paesano e dolci della tradizione popolare fatti dalle massaie del paese.
Torna sabato 11 luglio 2026 in piazza Castello ad Agliè “Calici – Gusto è Cultura”, uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate canavesana. Giunta all’11^ edizione, la manifestazione riunirà 90 produttori vitivinicoli e 18 protagonisti dell’eccellenza gastronomica piemontese fra Maestri del Gusto Slow Food, chef e artigiani del settore agroalimentare, in una serata dedicata alla valorizzazione del territorio attraverso vino, cultura e spettacolo. Durante l’evento anche l’eccellenza del riso vercellese, proposte gastronomiche a km 0, degustazioni didattiche gratuite dei migliori oli EVO piemontesi, liquori, distillati, vermouth artigianali territoriali, la birra artigianale e uno stand di mixology canavesano. In piazza Mautino, a pochi passi da piazza Castello, sarà allestita la Piazzetta dei Primi con risotti e paste fresche. La serata sarà animata da spettacoli dal vivo e concerti.
Borgate in Festa a Sappada (UD)
Torna a Sappada Borgate in Festa – Heivilanfescht. L’appuntamento è dal 10 al 12 luglio con eventi dedicati a cultura, natura, gastronomia e tradizioni. Il cuore della festa sarà Sappada Vecchia, in particolare le borgate Hoffe, Fontana e Kratten. Si comincerà già la mattina di venerdì 10 luglio con dimostrazioni di artigianato. A partire dalle 17, l’apertura degli stand gastronomici e poi dj set sotto il tendone. Il weekend prevede presentazioni di libri e del Carnevale Sappadino, workshop e laboratori. Spazio alla musica con diversi gruppi che si esibiranno in maniera itinerante e ai bambini che potranno divertirsi e imparare all’“Ortoteatro”. Per tutta il tempo funzioneranno gli stand gastronomici e i mercatini.
L’11 e 12 luglio torna in provincia di Macerata “La Trota e il Verdicchio”, che trasforma il pesce d’acqua dolce in simbolo contemporaneo di gusto, benessere e rinascita. L’appuntamento fa di Sefro una vera capitale del gusto d’Appennino e, anno dopo anno, interpreta il territorio non soltanto come scenario, ma come esperienza viva, contemporanea e rigenerante. Un evento che mette al centro la trota, prodotto identitario per eccellenza, e il Verdicchio di Matelica, simbolo di convivialità e racconto enologico marchigiano, intrecciando sapori, paesaggio, relazioni e nuove visioni di territorio. Il weekend inizia sabato con “Sorgenti d’eccellenza”, una cena immersiva affidata alla conduzione di Justine Mattera, mentre domenica parte con un’esperienza di forest bathing e la sera torna l’Aperitrota, con dj e sapori tipici, con la trota come regina indiscussa.
Ufficio stampaLa Trota e il Verdicchio a Sefro
Le notti del vino a Fregona (TV)
Sabato 11 luglio, dalle 18 alle 24, nel celebre sito naturalistico di Fregona si svolge l’evento Le notti del vino promosso dall’associazione nazionale Città del vino con degustazioni di 20 vini – bianchi, rossi e passiti, tra questi anche il Torchiato di Fregona e il Boschera igt – in abbinamento a prodotti locali, nella suggestiva cornice del parco delle Grotte del Caglieron in località Breda. Sarà possibile visitare le grotte al calare del sole, ascoltare musica e, per una sera, il cielo entrerà nelle grotte con proiezioni delle immagini di pianeti, stelle e galassie in diretta dall’Osservatorio astronomico di Piadera.
Ufficio stampaLe Grotte del Caglieron Fregona
Valsassina Country Festival a Barzio (LC)
All’ombra delle Grigne, il 10-11-12 luglio si svolge l’undicesima edizione del Valsassina Country Festival, che trasforma il Comune di Barzio in un’indomita frontiera stile Far West. L’evento è divenuto punto di riferimento per la cultura equestre e rurale ospitando un programma che prevede dimostrazioni di sheepdog, lezioni di roping, lavoro in mandria, competizioni di Gimkana Western, musica e danze country, cavalli e pony per i bambini e non mancherà l’offerta gastronomica con piatti dai sapori, gusti e profumi tipici delle praterie, con un’enfasi particolare sulle rinomate specialità alla griglia. Madrina del festival e ambasciatrice europea della scuola di Buck Brannaman è Natalia Estrada.
@Giuseppe CatalanoIl Valsassina Country Festival a Barzio
Sagra del Sangiovese a Villa Verucchio (RN)
Sabato 11 e domenica 12 luglio nello stadio di Villa Verucchio torna il classico appuntamento con la Sagra del Sangiovese organizzata dall’ASD Verucchio 1957 con il patrocinio del Comune di Verucchio. Buon vino, buona musica e divertimento per tutti. La storica manifestazione offre percorsi di degustazione del celebre vino romagnolo, musica dal vivo e piatti della tradizione. La festa apre sabato a partire dalle 17.30 con torneo di calcio, stand gastronomici, concerto e spazio bimbi, stesso orario per la domenica, che prevede la Mini Olimpiade della Sagra e tanti giochi per bambini e per famiglie oltre allo street food e alla musica.
Giornate dello Yogurt a Vipiteno (BZ)
Proseguono gli eventi delle Giornate dello Yogurt – Yogurtsummer, l’appuntamento estivo dedicato a uno dei prodotti simbolo dell’Alto Adige (fino all’11 settembre). Un calendario di appuntamenti tra degustazioni, pic-nic in quota, yoga in malga, visite guidate e appuntamenti per famiglie pensato per raccontare lo yogurt di Vipiteno attraverso esperienze immersive tra gusto e natura. Il 10 luglio è il momento della festa dedicata alle famiglie, un’occasione per scoprire la produzione degli Yogurt Vipiteno attraverso una visita guidata gratuita, accompagnata da cibo, bevande, giochi e attività per grandi e piccoli.
Dal 10 al 12 luglio 2026 tornano I Gamelui in Festa, tre giornate di festa nella splendida Pineta Loana di Malesco, nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, con un ricco programma pensato per grandi e piccoli: ottimo cibo, musica, intrattenimento e tanto divertimento in compagnia. La festa prende il via venerdì a partire dalle ore 17 e poi stuzzichini e grigliata accompagnati da musica e dj set. sabato e domenica l’appuntamento è a partire dalle 10 con grigliate, polenta e molto altro, dal raduno di auto storiche agli apertivi fino alla cena del sabato sera.
In Romagna l’estate si accende a ritmo di musica con il ritorno della Notte Rosa, il grande appuntamento che dal 19 al 21 giugno 2026 trasforma la Riviera in un unico palcoscenico a cielo aperto. Per tre giorni la costa e l’entroterra dell’Emilia-Romagna, da Comacchio a Cattolica, si colorano di rosa con quasi 150 eventi distribuiti in 40 Comuni.
Concerti, dj set, spettacoli, cultura, sport e intrattenimento rendono il weekend il simbolo dell’avvio dell’estate italiana. Il claim “HIT’S SUMMER” racconta l’anima anche dell’edizione 2026: la musica come filo conduttore e linguaggio universale capace di unire spiagge, borghi e piazze in un’unica grande festa condivisa.
19 giugno: la prima notte della festa
Venerdì 19 giugno la Romagna inaugura il weekend della Notte Rosa con una lunga serie di eventi diffusi. A Rimini il Parco Fellini ospita l’RDS Summer Festival, mentre a Riccione RTL 102.5 porta sul palco grandi nomi della musica italiana come J-Ax.
A Cattolica il concert show di Jerry Calà anima Piazza Primo Maggio, trasformando il centro cittadino in una pista a cielo aperto. Anche Misano Adriatico e Bellaria-Igea Marina propongono musica e intrattenimento tra dj set, spettacoli e momenti dedicati alle tradizioni locali. È il primo assaggio di una festa che coinvolgerà tutta la Romagna e che a mezzanotte accenderà il cielo di rosa con lo spettacolo dei fuochi d’artificio.
Ufficio StampaLa Notte Rosa a Rimini
20 giugno: il cuore della Notte Rosa tra musica e spettacoli
Sabato 20 giugno la Notte Rosa propone un calendario di appuntamenti ancora più ricco lungo tutta la Riviera. A Rimini torna l’RDS Summer Festival con i grandi protagonisti della musica italiana come Achille Lauro, mentre a Riccione lo spettacolo “Magia in Movimento” celebra la danza internazionale.
A Cattolica il Radio Gamma DJ Party festeggia 50 anni di musica, mentre a Bellaria-Igea Marina le piazze si trasformano in dance floor a cielo aperto. A Cesenatico arriva Dargen D’Amico con un live molto atteso, mentre Ferrara ospita il dj set di Paul Kalkbrenner e importanti appuntamenti culturali tra mostre e aperture serali. Una giornata che unisce generi e pubblici diversi, tra musica live, spettacoli e grandi eventi diffusi.
21 giugno: il solstizio d’estate tra tradizione e grandi eventi
Domenica 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, la Notte Rosa si chiude con un programma che unisce spettacolo e tradizione. A Bellaria-Igea Marina lo show delle Frecce Tricolori illumina il cielo della Riviera, mentre a Rimini la Liscio Street Parade celebra la musica popolare romagnola.
A Cesenatico il concerto all’alba e gli eventi serali chiudono il weekend, mentre a Ferrara l’Italian Gospel Choir e le visite al Castello Estense offrono cultura e musica. Spazio anche a Cervia con la Festa della Musica e a Bertinoro con il jazz festival, in una giornata che celebra il solstizio in tutta la Romagna.
Eventi collaterali e iniziative diffuse
La Notte Rosa si estende anche oltre il weekend principale con un ricco calendario di appuntamenti collaterali. Dal 18 giugno le anteprime animano i borghi e le città, mentre le famiglie, durante tutto l’evento, potranno scegliere tra carnevali in rosa, spettacoli e attività dedicate ai bambini.
I parchi tematici della Riviera partecipano con eventi speciali, insieme a iniziative sportive e di benessere come yoga, camminate all’alba ed escursioni. Non mancano le suggestive Albe in Rosa, che trasformano il sorgere del sole in un’esperienza musicale unica sul mare Adriatico.
Per il programma completo con eventi, luoghi e orari, consultare il sito ufficiale de La Notte Rosa.
Che siate consumatori seriali di pop culture o semplici osservatori distaccati, ci sono eventi mediatici semplicemente impossibili da ignorare. L’ultimo, destinato a inondare i nostri feed di scatti patinati e invidie planetarie, è senza dubbio il matrimonio dell’anno. La popstar Dua Lipa e l’attore Callum Turner stanno per scambiarsi i voti in una tre giorni blindatissima, dal 5 al 7 giugno, che trasformerà la Sicilia nell’epicentro del glamour internazionale.
Se il quartier generale dei festeggiamenti è stato allestito a Villa Igiea, iconica gemma liberty della dinastia Florio, il sì più atteso risuonerà tra le mura monumentali di Villa Valguarnera a Palermo. Questa sfarzosa residenza settecentesca non è nuova a riflettori così prestigiosi: la sua scenografica architettura barocca custodisce storie di nobiltà e grande cinema, unendo il fascino del passato all’esclusività del jet set contemporaneo.
Il fascino di Villa Valguarnera: da specchio del Settecento a set del matrimonio dell’anno
Dopo il sì civile celebrato a Londra il 31 maggio, i tre giorni che attendono Dua Lipa, Callum Turner e i loro oltre trecento ospiti, tra cui si sussurrano i nomi di Elton John e Donatella Versace, non potevano trovare una cornice più teatrale. Villa Valguarnera a Palermo non è semplicemente un gioiello del Barocco siciliano, ma un trionfo di prospettive audaci e cortili monumentali nato nel 1712 da un’antica promessa d’amore e dall’estro dell’architetto Tomaso Maria Napoli.
Ma dietro i fasti nobiliari della dinastia Alliata e quel disegno architettonico che dall’alto ricorda una chiave esoterica, la villa possiede una naturale attitudine a rubare la scena, ampiamente dimostrata dal suo legame viscerale con la cultura pop. Immortalata da Dacia Maraini nel romanzo Bagheria, la dimora è da decenni il set preferito del grande cinema e della moda internazionale.
Se Giuseppe Tornatore vi ha diretto Sophia Loren per uno spot di Dolce&Gabbana, le sue sale barocche hanno recentemente ospitato le riprese della serie Netflix Il Gattopardo, oltre a pellicole firmate da Ferzan Özpetek (La dea fortuna) e Valeria Golino (L’arte della gioia).
Una vocazione romantica ed esclusiva che aveva già ammaliato la top model Mariacarla Boscono per le sue nozze e che oggi si prepara a consacrare il matrimonio più atteso dell’anno.
Perché i matrimoni dei super-vip si celebrano in Sicilia
C’è una Sicilia prima e una dopo The White Lotus. Se un tempo l’isola era la meta prediletta di viaggiatori solitari a caccia di un Mediterraneo intimo, oggi è diventata l’oggetto del desiderio globale. Il Washington Post lo ha codificato chiaramente come “White Lotus Effect”, quel fenomeno magnetico che ha inserito stabilmente la regione nei radar del turismo americano di fascia alta.
In particolare, la Sicilia è diventata la terra d’elezione per coppie che cercano una solennità teatrale, ma non artificiale: prima di Dua Lipa, innamorata di Palermo, le storiche tonnare e le dimore barocche dell’isola hanno incantato star del calibro di Charli XCX, convolata a nozze alla Tonnara di Scopello tra fiumi di spritz, e il frontman dei Radiohead Thom Yorke, che scelse proprio Villa Valguarnera.
A fare la differenza rispetto a classici intramontabili come il Lago di Como o la Toscana è l’incredibile varietà scenografica e una straordinaria flessibilità: qui i wedding planner internazionali trovano calore umano, nessuna restrizione rigida sugli orari della musica e una privacy totale garantita dalle proprietà più remote nell’entroterra.
Il viaggio in treno, ormai da qualche anno, sta vivendo un momento d’oro sia per chi vuole viaggiare slow che in modo più sostenibile. Anche l’Italia è tra le mete europee perfette da scoprire in treno grazie a una rete ferroviaria capillare e accessibile, che permette di raggiungere mare, montagna, borghi, siti archeologici e laghi senza fretta, e alla nuova offerta lanciata da Trenitalia per l’estate 2026.
La compagnia invita i viaggiatori a scoprire le meraviglie del Paese con il biglietto “Italia in Tour”. Per viaggi illimitati di 3 giorni costa 35 euro (mentre la formula da 5 giorni è proposta a 59 euro) e permette di salire sulla seconda classe dei treni regionali, per più giorni consecutivi, con un solo biglietto.
Sono esclusi dalla promozione i servizi di altre imprese ferroviarie e i treni sulla tratta Trento-Bassano del Grappa e nell’ambito del territorio della Lombardia e del Parco nazionale delle Cinque Terre, delimitato dalle stazioni di Levanto e La Spezia Centrale e comprendente le stazioni di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Un’occasione imperdibile per pianificare un fine settimana lungo tra mare, montagna e cultura. Dove andare? Ecco alcune delle tratte coinvolte dall’offerta!
In treno tra la Campania e la Basilicata
Con l’offerta di Trenitalia, il vostro viaggio di cinque giorni potrebbe cominciare a Napoli, tra Piazza del Plebiscito e i vicoli di San Gregorio Armeno. Il secondo giorno ci si sposta verso sud lungo la linea costiera: tappa obbligata agli scavi archeologici di Pompei, per poi respirare il profumo di limoni a Vietri sul Mare. Il terzo giorno è dedicato alle meraviglie del Cilento, tra i templi di Paestum e il borgo di Agropoli, prima di sconfinare per un finale indimenticabile a Maratea, la splendida perla della Basilicata affacciata sul Tirreno.
Viaggio tra Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia
Partendo dall’hub ferroviario di Bologna, il regionale taglia verso nord per raggiungere Padova e gli spettacolari affreschi di Giotto. Poco dopo, l’emozione è unica quando si scende direttamente sul Canal Grande alla stazione di Venezia Santa Lucia. Da qui il viaggio potrebbe continuare toccando le eleganti città d’arte venete, dalle architetture del Palladio a Vicenza fino a Verona. Avendo più giorni a disposizione, la linea si estende a est verso il Friuli-Venezia Giulia: dall’elegante Trieste, intrisa di fascino letterario, fino al castello di Gorizia, prima di rientrare passando per i canali di Treviso.
Il treno tra Calabria e Sicilia
Questo itinerario, invece, parte da Lamezia Terme e si snoda lungo la costa calabrese, toccando le splendide terrazze sul mare di Tropea prima di scendere a Reggio Calabria per ammirare i celebri Bronzi di Riace. Attraversato lo stretto in nave, Messina dà il benvenuto in Sicilia con il suo duomo normanno. Da qui, la ferrovia costeggia il mare verso Taormina e il suo spettacolare Teatro Antico, proseguendo poi fino a Catania, dominata dall’Etna e dall’iconica Fontana dell’Elefante.
Per chi, invece, preferisce scoprire altre parti dell’isola, una volta arrivati in Sicilia potreste continuare il viaggio verso sud tra i palazzi signorili e il mare cristallino dell’isola di Ortigia, a Siracusa, o raggiungere l’energia vibrante di Palermo, scrigno di tesori come il Palazzo dei Normanni.
Il ponte del 2 giugno è uno di quei momenti dell’anno in cui il viaggio diventa quasi una necessità emotiva più che logistica: siamo vicini all’estate e tutti vogliono già farne un assaggio, magari con i primi bagni in spiaggia e staccare la spina dalle giornate quotidiane di lavoro. Ed in effetti, bastano pochi giorni per staccare davvero, a patto di scegliere bene la destinazione: non troppo lontana, facile da raggiungere, ma soprattutto capace di sorprendere, insomma, non “la solita”.
Il 2026 aggiunge un elemento interessante a proposito, ovvero nuove rotte aeree dall’Italia che stanno rendendo accessibili città europee meno scontate, mentre in Italia tornano festival, riti e aperture speciali nei borghi. Il risultato è un mix perfetto tra micro-avventure e city break intelligenti, dove anche tre giorni possono sembrare una fuga lunga. Ecco 8 idee selezionate per un ponte breve, ma che si prospetta decisamente memorabile.
Dove andare in Italia
Marostica, Veneto
Tra le destinazioni più scenografiche per il ponte del 2 giugno c’è Marostica, piccolo gioiello murato dove il tempo sembra rallentare, in provincia di Vicenza, ai piedi delle Prealpi. Qui tutto ruota attorno a un centro storico perfettamente conservato (con la sua suggestiva Piazza degli Scacchi), dominato dalle celebri mura scaligere che collegano la parte alta e bassa del borgo. In questo periodo la città si anima con la storica Festa delle Ciliegie, che trasforma piazze e vie in un percorso diffuso fatto di degustazioni, mercatini agricoli e profumi che arrivano direttamente dalle colline circostanti.
iStockL’enorme scacchiera di Marostica nel centro storico
Il bello di Marostica è proprio la sua dimensione “umana”: si cammina senza fretta tra torri, logge e portici, con la possibilità di fermarsi in piccole osterie dove la cucina veneta è ancora profondamente legata alla tradizione.
Santa Maria di Castellabate, Campania
Se state cercando una gita fuori porta per il 2 giugno in Italia, nel cuore del Cilento, Santa Maria di Castellabate rappresenta una delle ultime Italie marine ancora autentiche. Qui il ponte del 2 giugno coincide con la Festa del Pescato di Paranza: il lungomare si riempie di stand, il profumo del fritto arriva fino alla spiaggia e il ritmo è quello lento dei borghi costieri che vivono ancora fuori dalle logiche del turismo di massa.
iStockUn angolo di Santa Maria di Castellabate
Le giornate iniziano già a sembrare estive, ma l’atmosfera resta rilassata. Poco distante, il borgo storico di Castellabate domina la costa dall’alto, donando al viaggiatore uno dei panorami più stupefacenti del Cilento.
Volterra, Toscana
In Toscana, Volterra diventa ancora più affascinante durante il ponte grazie alle rievocazioni storiche e alle atmosfere medievali che animano il centro. Il Palio del Cero porta cortei, bandiere e tradizioni antiche nelle strade in pietra, trasformando la città in un vero viaggio nel tempo. Ma Volterra non è solo evento, bensì è un intreccio di epoche, tra tracce etrusche, architettura medievale e panorami aperti sulle colline toscane. Un luogo, insomma, in cui ancora oggi oni angolo sembra costruito per rallentare il passo e stupire il viaggiatore.
iStockToscana, skyline della città di Volterra, chiesa e vista panoramica
Dove andare in Europa
Limoges, Francia
Tra le novità più interessanti del 2026 c’è il nuovo collegamento diretto dall’Italia verso Limoges, che apre a una Francia completamente diversa da quella più turistica, un ottimo motivo per scoprire l’Europa nel ponte del 2 giugno. Conosciuta storicamente per la porcellana, la città conserva un centro medievale fatto di vicoli, case a graticcio e piazze tranquille dove il tempo sembra scorrere più lentamente.
iStockVista della Cattedrale di Limoges
Ma il vero valore aggiunto è tutto ciò che la circonda: campagne verdi, piccoli villaggi in pietra, laghi e paesaggi rurali ancora autentici. È una Francia più silenziosa, dal fascino si potrebbe dire “letterario”, perfetta per chi cerca un viaggio rilassante e non frenetico, lontano dalle rotte più gettonate.
Aalborg, Danimarca
Grazie ai nuovi collegamenti aerei dall’Italia, anche Aalborg entra tra le mete possibili per un ponte breve. Città danese dal carattere contemporaneo, si sviluppa lungo il fiordo e combina architettura moderna, spazi industriali riqualificati e una scena culturale molto attiva.
iStockAalborg, Danimarca
Il centro è compatto e si gira facilmente in bicicletta, tra musei, street art e locali affacciati sull’acqua. A pochi minuti dalla città si apre un paesaggio completamente diverso: spiagge nordiche, dune e natura essenziale, quasi minimalista. È la meta ideale, quindi, per chi vuole “staccare la spina” senza andare troppo lontano.
Mete low cost
Danzica, Polonia
Sempre più raggiungibile e soprattutto low cost, grazie anche ai collegamenti aerei dall’Italia verso la Polonia, Danzica è una delle sorprese più interessanti del momento. Affacciata sul Mar Baltico, ha un centro storico ricostruito con una cura quasi teatrale: facciate color pastello, palazzi mercantili, canali e una lunga promenade sul porto. Ma l’anima più affascinante è quella industriale e creativa, che si respira nei vecchi cantieri navali oggi trasformati in spazi culturali, birrerie artigianali e locali contemporanei.
iStockVista panoramica sulla città di Danzica
A giugno poi, la luce cambia completamente la percezione della città: tramonti tardivi, aria fresca e un’atmosfera sospesa tra nord Europa e storia marittima. Danzica oggi è per chi la scopre una di quelle destinazioni che sorprendono semplicemente perché non ci si aspetta di trovarle così complete.
Breslavia, Polonia
Sempre più presente nei nuovi collegamenti europei, Breslavia è una delle città più sorprendenti dell’Est Europa. Attraversata dal fiume Oder e da decine di ponti e isolotti, ha un centro storico che sembra disegnato per essere esplorato a piedi. Le piazze sono colorate, i palazzi hanno un’anima mitteleuropea e l’atmosfera è giovane, grazie anche alla forte presenza universitaria.
istockPiazza del mercato a Breslavia, Polonia
Il dettaglio che la rende unica è quasi “giocoso”: oltre 800 piccoli gnomi in bronzo nascosti in ogni angolo della città. Trovarli diventa una specie di caccia al tesoro urbana che cambia completamente il ritmo della visita, particolare soprattutto per i bambini.
Lubiana, Slovenia
Piccola, elegante e attraversabile interamente a piedi, Lubiana è una delle capitali europee più adatta a un ponte breve. Il centro storico si sviluppa lungo il fiume Ljubljanica, tra ponti suggestivi, caffè all’aperto e una vivibilità quasi “da città ideale”.
iStockPanorama di Lubiana, Slovenia
L’atmosfera è rilassata, mai caotica, con una forte presenza di verde e spazi pubblici curati. In pochi minuti si passa dal centro alla natura: parchi, sentieri e laghi facilmente raggiungibili rendono il viaggio ancora più completo, adatto a tutta la famiglia e persino pet-friendly.
Tra le più belle esperienze da fare in Italia c’è un weekend a Bolzano. Il capoluogo altoatesino merita assolutamente un viaggio. In coppia, in famiglia, da soli, questa città è perfetta per chiunque. Pratica da raggiungere, facile da girare a piedi o in bicicletta (qui ce l’hanno tutti e sono anche molto diligenti) o con pochi mezzi pubblici, vivacissima, con tantissime attrattive, alcune decisamente insolite.
Molti avranno visitato Bolzano in occasione dei mercatini di Natale e avranno fatto tappa nel Duomo di Santa Maria Assunta (che ricorda un po’ lo Stephansdom di Vienna), in piazza Walther e al Museo Archeologico (che un tempo ospitava la Banca d’Italia), meglio conosciuto come Museo di Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, una mummia di 5.300 anni.
Ma se cercate qualche esperienza insolita da fare a Bolzano, ecco alcuni luoghi meno turistici che vale assolutamente la pena visitare per entrare nel mood altoatesino che è quello di essere tradizionale, ma anche molto innovativo. A Bolzano, infatti, troverete le stube dove servono i canederli, ma anche tanti locali gourmet dove provare piatti fusion; i negozi che vendono i dirndl – gli abiti tradizionali delle donne altoatesine – ma anche golfini di alpaca fluo; statuine di legno intagliate, ma anche oggetti d’arredamento di design nordico. Insomma, se pensate che Bolzano sia una città classica, vi dovrete ricredere.
Primo giorno
Quando arrivate, ambientatevi restando nella zona del centro storico di Bolzano, che si può percorrere tranquillamente a piedi. Con calma, andate a visitare due dei luoghi più originali della città.
WaltherPark
Se arrivate a Bolzano in treno, dovete per forza attraversare il nuovo quartiere sorto di fronte alla stazione e che la collega con il centro storico, il WaltherPark, progettato dal pluripremiato architetto britannico David Chipperfield (lo stesso del MUDEC di Milano, giusto per citare uno dei tantissimi edifici da lui progettati), che si distingue per le linee essenziali e una visione che dialoga con il contesto alpino in cui è sorto. Un parco minimalista di 16mila metri quadrati pedonali con edifici in vetro e calcestruzzo da cui è possibile ammirare il Catinaccio e le montagne che circondano Bolzano.
@Lorenzo Bartoli per Saint-Gobain ItaliaIl nuovo quartiere di WaltherPark di Bolzano progettato da David Chipperfield
All’interno, ospita un moderno centro commerciale, l’hotel del gruppo altoatesino Falkensteiner, ristoranti, food hall e il rooftop bar Mochi Sushi.Grill.Rooftop Bar, il primo indirizzo in Italia del celebre brand viennese, uffici, appartamenti, un parco giochi per bambini oltre a un garage interrato e al grande parcheggio che può ospitare fino a 1200 biciclette.
@Falkensteiner Hotels & ResidencesVista sul Duomo di Bolzano dal rooftop del Mochi Sushi.Grill
Museion
È uno dei luoghi più inaspettati di Bolzano. Si tratta del Museo di arte moderna e contemporanea e, proprio nel 2026, compie cinquant’anni. Fondato nel 1985, dal 2008 ha cambiato sede e attualmente è in un edificio a forma di cubo di cristallo progettato dallo studio di architettura berlinese KSV Krüger Schuberth Vandreike. Le facciate di vetro guardano verso la città e mettono in comunicazione il centro storico con la parte più nuova di Bolzano.
Getty ImagesIl Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano
Di sera, fungono da superfici per la proiezione di opere d’arte. Il Museion ospita due mostre internazionali all’anno. Il piano terreno, chiamato “Passage”, progettato dal designer altoatesino Martino Gamper, è a ingresso gratuito ed è aperto a tutti, spesso vengono organizzati eventi, festival e concerti. Dell’edificio avveniristico fanno parte anche i due ponti curvi esterni che passano sopra il fiume Talvera e che collegano il Museion alla città attraverso la pista ciclopedonale.
Courtesy Azienda di Soggiorno e Turismo di BolzanoLo scenografico Museion quando viene illuminato la sera
Secondo giorno
Il secondo giorno potete esplorare le zone meno centrali di Bolzano e spingervi verso le periferie Nord e Sud cittadine, alla scoperta di alcune chicche decisamente inaspettate.
Fondazione Antonio Dalle Nogare
Avete presente gli edifici progettati dall’architetto statunitense Frank Lloyd Wright che si integrano perfettamente con l’ambiente in cui vengono realizzati? Ebbene, l’edificio che ospita la Fondazione Antonio Dalle Nogare è il “Fallingwater italiano”. Ci troviamo sulle alture di Bolzano, a 15 minuti di bicicletta da piazza Walther in direzione Nord. Si tratta di una casa-museo fatta in calcestruzzo e, in parte, scavata nella montagna. Ospita la collezione privata di un imprenditore altoatesino che, a un certo punto, ha deciso di aprire le gigantesche – letteralmente – porte della propria abitazione al pubblico per condividere le opere di arte contemporanea di sua proprietà con tutti.
Ufficio stampaLa Fondazione Antonio Dalle Nogare sulle alture di Bolzano
Al centro della collezione privata si trova la passione per l’arte concettuale e minimal di Antonio Dalle Nogare, con opere dei Maestri della seconda metà del XX secolo. Si svolgono anche mostre temporanee. Si accede solo nel weekend su prenotazione con una visita guidata. La posizione geografica, il particolare contesto naturale uniti alla scelta dei materiali e all’intervento di artisti internazionali, lo rendono un luogo unico. C’è anche una piccola terrazza da cui godere della vista su Bolzano e di Castel Roncolo, il castello di Bolzano.
@SiViaggia - Ilaria SantiUna delle sale della Fondazione Antonio Dalle Nogare
NOI Tech Park
È la Silicon Valley dell’Alto Adige, il parco tecnologico NOI Tech Park, un hub dove lavoro e ricerca si concentrano sull’innovazione tecnologica nei settori in cui la regione eccelle. Nato per supportare le aziende del territorio a fare innovazione, è stato aperto nel 2017 e nel 2024 è stato ampliato con il padiglione di ingegneria dell’università di Bolzano. L’edificio originale era una fabbrica di alluminio e ne è stato fatto un ingegnoso recupero industriale.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl NOI Tech Park di Bolzano
All’interno, ospita aziende, startup, spazi di coworking – anche gratuiti, da sfruttare sicuramente se si è di passaggio e si desidera fare smart working – e 70 laboratori dove vengono eseguiti diversi tipi di test, dall’ambito food, green, digital fino all’AI. Se gli spazi interni sono accessibili solo agli addetti ai lavori, tutti possono partecipare agli eventi che vengono organizzati d’estate e che coinvolgono tutta la città o nei weekend, quando ci sono i laboratori gratuiti per bambini. Raggiungerlo è facile: si trova a un quarto d’ora di bicicletta da piazza Walther, in direzione Sud, verso l’aeroporto di Bolzano, ma ci sono anche gli autobus e una fermata del treno (Bolzano Sud).
Terzo giorno
Se visitate Bolzano nel weekend, spesso il terzo giorno del vostro soggiorno cadrà di domenica. Tuttavia, non temete di trovare tutto chiuso, al contrario, ormai anche qui musei, negozi, bar e ristoranti sono sempre aperti. Compreso il Duomo che, proprio la domenica, è aperto fino alle 20.
Potete quindi trastullarvi tra le bancarelle del mercato di piazza Erbe sedendovi in uno dei tanti locali per un aperitivo a base di Hugo, un cocktail inventato in Alto Adige a base di Prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, seltz e foglie di menta, Schüttelbrot (il pane indurito tipico dei masi altoatesini) e speck; passeggiare tra le vie storiche come via dei Portici (Laubengasse) che collega la piazza delle Erbe (Obstplatz) alla piazza del Municipio (Rathausplatz) facendo qualche tappa curiosa al Archivio storico della Città di Bolzano, al Municipio Vecchio, al Museo Mercantile di Bolzano, all’antica Farmacia Madonna e alla Farmacia Aquila Nera, con i loro antichi albarelli in ceramica esposti che, nel Medioevo, contenevano le spezie provenienti da tutta Europa (perché allora Bolzano era un importante snodo commerciale tra Europa del Nord e del Sud) o la parallela, via Argentieri (Silbergasse), ricca di bellissimi palazzi signorili o ancora via Cassa di Risparmio, con i suoi sontuosi palazzi antichi in stile tardo gotico su un lato, con torrette d’angolo, cornici alle finestre ed elementi decorativi in pietra artificiale, e neobarocco, che ricordano l’architettura viennese, sull’altro o via Dr. Joseph Streiter (Streitergasse) attraversata da più archi che le conferiscono un carattere medievale, e via Bottai, una delle vie più tipiche del centro con le belle insegne in ferro battuto e le numerose locande come il Cavallino Bianco e Ca’ de Bezzi, luogo amato da diversi artisti.
Courtesy Thomas RöttingLa Streitergasse o via Streiter a Bolzano con i locali all’aperto
Diversi vicoli e passaggi collegano via Portici con le altre vie retrostanti e parallele Dr. Streiter e Argentieri. Attraverso uno di questi, il vicolo della Pesa, è possibile raggiungere piazza del Grano, dove in passato si teneva il mercato dei prodotti agricoli. Si tratta del più antico nucleo urbano di Bolzano, attorno al quale sorgevano il castello dei principi vescovi di Trento (demolito da Mainardo II di Tirolo nel 1277) e la chiesa di Sant’Andrea, demolita nel 1785. A Nord della piazza si trova uno degli edifici più pittoreschi della città: la casa della Pesa (1634), sede della pesa pubblica fino al 1780.
Come arrivare a Bolzano
Raggiungibile comodamente in auto, il migliore consiglio per recarsi a Bolzano, però, è con il treno. La stazione ferroviaria, che si trova a cinque minuti a piedi dal centro storico e da piazza Walther, è raggiunta dai treni diretti ad alta velocità da Roma e da Milano (un Frecciarossa al giorno che parte dalla Stazione Centrale alle 17.45 al quale, a partire dal 20 giugno 2026, se ne aggiungerà un altro con partenza alle 8.15), oltre ai treni regionali.
Muoversi in città a Bolzano è molto semplice, quasi tutto è raggiungibile a piedi o con le funivie: la Funivia del Renon porta a Soprabolzano in soli 12 minuti, partendo dai pressi della stazione, e la Funivia del Colle che porta appunto al Colle. Oltre a essere normali mezzi di trasporto per i bolzanini, le funivie sono un sistema molto comodo per salire sulle alture e percorrere qualche bel sentiero oltre a godere di una bellissima vista su Bolzano.
Per chi arriva da più lontano, c’è anche un piccolo aeroporto che d’inverno è collegato solo con le città del Nord Europa, mentre d’estate anche con alcune italiane, come Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme e Olbia.
Il ponte dell’1 maggio 2026 si conferma uno dei momenti più attesi della primavera in tutta la Penisola. Complice la Festa dei Lavoratori che cade di venerdì, milioni di persone stanno infatti preparando valigie, itinerari last minute e mini fughe in cerca di relax ed evasione dalla quotidianità. Secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, saranno 7,4 milioni gli italiani in viaggio, con un totale di 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari stimato in 3,8 miliardi di euro. Un dato che racconta molto bene la situazione del momento: anche in un contesto economico complesso, tra guerre e incertezze, il desiderio di partire resta fortissimo, almeno per i connazionali.
Il ponte sarà però più breve rispetto al 2025, quando la combinazione con il 25 aprile aveva favorito vacanze più lunghe. Quest’anno domina invece il format perfetto per l’era contemporanea, ovvero pausa smart, pochi giorni ma ben sfruttati. La durata media del soggiorno sarà infatti di circa tre notti, con una spesa media pro capite di 512 euro, pari a circa 170 euro al giorno.
Dove andranno gli italiani per il ponte del 1° maggio 2026
La regina assoluta delle preferenze per l’1 maggio è ancora una volta il mare, scelto dal 39,7% dei viaggiatori. Le temperature miti e il richiamo della prima tintarella rendono le località costiere la destinazione più ambita del weekend lungo. Sul podio salgono anche le città d’arte, che raccolgono il 25,3% delle preferenze, un dato che comunque conferma quanto i weekend culturali continuino a piacere, tra musei, centri storici e passeggiate urbane che restano una combo vincente.
iStockLa splendida costa su San Vito Lo Capo
Terzo posto invece per la montagna, scelta dal 17,4% degli italiani, perfetta per chi cerca aria pulita, trekking leggeri e silenzio detox. Crescono anche le località termali con l’11,1%, segnale chiaro che il wellness travel non è più una nicchia ma un’abitudine consolidata. Per chi invece varcherà i confini nazionali (stavolta si tratta appena dell’8% del totale) la destinazione più gettonata saranno le grandi capitali europee, selezionate dall’87% di chi andrà all’estero. Weekend a Parigi, Londra, Madrid o Amsterdam in modalità fuga veloce.
iStockCity break di primavera ad Amsterdam
A confermare ancor di più le scelte di italiani e famiglie delle mete, possiamo notare come tra le motivazioni che spingono alla partenza, al primo posto ci siano le bellezze naturali della destinazione, indicate dal 55,6% degli intervistati, seguite dalla ricchezza del patrimonio artistico e culturale (34,2%). Conta anche il bisogno di staccare la spina: quasi un italiano su tre sceglie di concedersi qualche giorno di riposo, mentre cresce il peso delle mete vicine e facilmente raggiungibili, perfette per un ponte breve e senza stress logistico. Sul fronte dell’ospitalità, la soluzione più scelta resta quella di amici e parenti, preferita da circa un vacanziero su tre. Subito dopo si posizionano alberghi, residence e villaggi turistici con circa il 25% delle preferenze, mentre il bed and breakfast continua a essere amatissimo per flessibilità e atmosfera smart.
Chi invece resterà a casa lo farà soprattutto per ragioni economiche: oltre la metà degli italiani non partirà per contenere le spese, mentre incidono anche motivi familiari e il generale aumento dei prezzi.
Come si sposteranno gli italiani e quanto spenderanno
Quando si parla di ponti brevi, vince la praticità, per questo l’auto privata domina nettamente: tre italiani su quattro useranno infatti proprio la macchina per partire. Un dato che fa prevedere traffico intenso soprattutto tra mercoledì 29 aprile, giovedì 30 aprile e venerdì 1° maggio. Il vero picco è atteso giovedì 30 aprile, quando 4,7 milioni di persone si metteranno in viaggio, una giornata da segnare in rosso per chi deve affrontare autostrade e tangenziali.
Dietro l’auto si piazza l’aereo con il 18,6%, mentre il treno cresce ma resta ancora minoritario con il 3,9% delle preferenze. Sul fronte spese, la voce principale sarà il food: 29,1% del budget destinato a pranzi, cene e aperitivi. Seguono i costi di trasporto (21,5%) e l’alloggio (18,2%). Non manca, comunque, una quota dedicata allo shopping (13%), segno che ogni mini vacanza ha bisogno del suo souvenir. Infine, le attività preferite: passeggiate (71,4%), escursioni (39,1%) ed esperienze enogastronomiche (36,2%). In sintesi, gli italiani cercano semplicità, natura e buon cibo e, d’altronde, è difficile dar loro torto.
Alle volte è una distesa d’acqua ampia quanto un piccolo mare interno, altre un prato silenzioso segnato da canali, erba alta e tracce di passaggi animali. No, non avete assolutamente bevuto un goccetto di troppo, siete solo davanti al Lago Cerknica, nel sud-ovest della Slovenia, una presenza intermittente, ovvero un fenomeno naturale che rende instabile perfino l’idea di geografia.
Il suo nome sloveno, Cerkniško jezero, richiama la cittadina di Cerknica e contemporaneamente identifica una delle manifestazioni più spettacolari del carsismo europeo. Del resto, in zona il paesaggio non resta mai uguale a se stesso. Pioggia, neve, stagioni e correnti sotterranee governano una trasformazione continua che può riempire o svuotare l’intera conca in tempi sorprendentemente rapidi. Tre giorni bastano a rendere una pianura un lago; poche settimane di clima secco la restituiscono alla terra.
Non sorprende che questo luogo abbia conquistato naturalisti, studiosi e viaggiatori fin dal Medioevo anche perché qui nasce, in un certo senso, la carsologia moderna. Il bacino, tra le altre cose, si distende a più o meno 550 metri di altitudine, incastonato tra i rilievi dei monti Javorniki, l’altopiano di Bloke e il monte Slivnica. Attorno, una cornice vegetale fitta e stratificata accompagna lo sguardo dai prati umidi fino ai boschi di latifoglie e conifere. E poi oltre 270 specie di uccelli registrate, presenze che cambiano con il livello dell’acqua rendendo ogni visita diversa dalla precedente.
Formazione e caratteristiche del Lago Cerknica
Cerknica, che talvolta in italiano chiamiamo anche Circonio, è uno dei più grandi laghi intermittenti d’Europa. La sua natura dipende interamente dal sottosuolo perché l’acqua, infiltrandosi nel terreno nel corso di milioni di anni, ha scavato cavità, grotte e condotti sotterranei che oggi regolano il suo destino.
Quando le precipitazioni aumentano, falde e corsi sotterranei si riempiono fino a emergere in superficie. L’acqua invade la piana, la polje, termine di origine slava che indica proprio una grande conca carsica pianeggiante. In queste fasi, il lago può raggiungere una superficie superiore ai 25 chilometri quadrati, diventando il più esteso della Slovenia.
Poi accade il contrario: l’acqua defluisce attraverso inghiottitoi disseminati nel terreno fino a scomparire nel sottosuolo con una rapidità sorprendente. Si ritira, si frammenta e poi, come per magia, si dissolve. Rimangono prati, canali e zone fangose, in un ciclo che si ripete da secoli e senza una cadenza rigida (ma con una certa regolarità stagionale).
Questa alternanza ha modellato il territorio e la vita umana. Fin dall’età della pietra, le comunità locali hanno sfruttato le risorse da lui offerte. Pesca e caccia durante le fasi di piena, agricoltura e pascolo nei periodi asciutti. Il paesaggio che oggi si osserva porta ancora i segni di questo rapporto continuo tra uomo e ambiente.
Il valore scientifico e ambientale del sito ha portato riconoscimenti internazionali. L’area rientra nel Parco regionale Notranjska ed è inclusa tra i siti Natura 2000 e Ramsar, a testimonianza della sua rilevanza per la conservazione delle specie, soprattutto quelle aviarie.
Cosa vedere e cosa fare al Lago Cerknica
Ormai lo avete capito benissimo: il bello di Cerknica sta proprio nella sua imprevedibilità. Durante i mesi in cui l’acqua domina la scena, la superficie si presta a escursioni in canoa, pesca e osservazione degli uccelli. Nei periodi più asciutti, al posto dell’acqua si aprono sentieri naturali percorribili a piedi o in bicicletta. Il terreno racconta ciò che è stato, con linee sinuose che indicano antichi flussi e zone di ristagno. In tali fasi si possono incontrare cavalli al pascolo o agricoltori impegnati nella fienagione.
Tra le esperienze più amate c’è il giro in carro tradizionale, il lojtrnik, trainato da cavalli. Un modo lento per attraversare la piana e osservare i dettagli, dalle variazioni del suolo alle specie vegetali che mutano nel giro di pochi metri. Non è di certo meno interessante il contesto circostante che, anzi, merita tempo. Poco distante, per esempio, c’è la valle carsica di Rakov Škocjan che presenta ponti naturali imponenti formati dal crollo di antiche grotte. Archi di roccia alti decine di metri incorniciano un paesaggio quasi alieno, attraversato da un fiume che compare e scompare tra cavità sotterranee.
Un’altra tappa significativa è il Museo del Lago, noto come Jezerski hram, al cui interno si possono osservare modelli dinamici che spiegano il funzionamento del sistema idrico e oggetti della tradizione locale che raccontano la vita quotidiana delle comunità che hanno imparato ad adattarsi a un ambiente in costante mutamento.
Nei prati, poi, si ascolta il canto dell’allodola, mentre tra l’erba alta si nasconde il re di quaglie, più facile da sentire che da vedere. Nei boschi risuona il tambureggiare dei picchi, in particolare il picchio nero domina la scena acustica. Al calare della sera, il paesaggio si modifica ancora, animato da gufi e altri predatori. Anche i grandi mammiferi frequentano l’area, come orsi, lupi e linci che sono spesso invisibili ma presenti.
iStockIn barca sul Lago Cerknica
Dove si trova e come arrivare
Il misterioso (e affascinante) Lago Cerknica si trova nella regione della Notranjska, nel sud-ovest della Slovenia, per la precisione a circa 50 chilometri da Lubiana. La posizione lo rende facilmente raggiungibile in auto, seguendo le principali arterie che collegano la Capitale con l’entroterra.
Il punto di riferimento principale è la cittadina di Cerknica, da cui si accede alla piana. Da qui iniziano sentieri, piste ciclabili e percorsi naturalistici che attraversano il bacino e le aree circostanti (sì, c’è quasi l’imbarazzo della scelta).
Tuttavia, le emozioni si sperimentano già durante il viaggio per giungervi, con strade che si inoltrano tra boschi, altopiani e villaggi sparsi. Bisogna però essere consapevoli che arrivare qui significa anche accettare una certa imprevedibilità, perché il lago potrebbe accogliere in tutta la sua estensione oppure lasciare spazio a una distesa erbosa.
In entrambi i casi, l’impressione resta forte: Cerknica porta con sé una lezione silenziosa sulla natura del cambiamento. Un luogo che rifiuta l’immobilità e mostra, senza troppe remore, il movimento continuo della terra.