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Dove andare a ottobre low cost spendendo meno di 500 euro, 10 mete insolite da scoprire

14 septembre 2026 à 16:00

Se cercate un’esperienza autunnale low cost, la buona notizia è che effettivamente ottobre è uno dei mesi migliori per partire con un budget contenuto. L’alta stagione è ormai alle spalle, le temperature sono ancora piacevoli in molte zone d’Europa e, soprattutto, le tariffe aeree iniziano a scendere. Per organizzare un viaggio senza superare i 500 euro non serve però fermarsi alle solite capitali: con i voli low cost in partenza da città come Milano si possono raggiungere città poco battute dal turismo italiano, dove anche gli hotel mantengono prezzi interessanti.

La formula è semplice: volo A/R entro i 150 euro e tre notti di pernottamento, scegliendo strutture ben posizionate ma senza puntare necessariamente agli hotel di lusso. Il risultato sono dieci idee per un city break autunnale che, in molti casi, permette di spendere molto meno del budget massimo.

3 mete da Torino perfette per una fuga d’autunno, le nuove rotte da scoprire con Wizz Air

14 septembre 2026 à 15:00

Se abitate a Torino o dintorni, c’è una nuova ragione per guardare con attenzione alle partenze dall’aeroporto del capoluogo piemontese. Wizz Air inaugura oggi la sua nuova base operativa al Torino Airport, la settima della compagnia in Italia, con il primo Airbus A321neo già operativo e un secondo aeromobile in arrivo dal 25 ottobre 2026. Una novità che porta con sé nuove rotte, più frequenze e soprattutto nuove possibilità per organizzare un viaggio direttamente dal Piemonte, dove spesso i viaggiatori erano costretti a virare sulla vicina Lombardia.

Per celebrare l’apertura, Wizz Air ha lanciato una promozione valida il 14 e 15 settembre 2026: il 15% di sconto è applicato su voli selezionati da e per Torino, per viaggi effettuati tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Il network torinese raggiunge così 23 rotte verso 10 Paesi, con un’offerta che comprende grandi capitali, città spagnole, destinazioni italiane e mete per una vacanza al sole. Tra le nuove rotte ce ne sono alcune piuttosto interessanti per un weekend d’autunno e tre, in particolare, meritano di finire subito nella lista dei prossimi viaggi.

Le nuove rotte Wizz Air a Torino

L’apertura della base rappresenta un investimento importante per Wizz Air sul territorio piemontese. Il primo aereo basato a Torino è operativo dal 14 settembre, mentre il secondo entrerà in servizio il 25 ottobre. La compagnia prevede complessivamente circa 1,3 milioni di posti in vendita da Torino nel corso del 2026 e stima la creazione di 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 indiretti. La novità principale per chi viaggia, come già detto, è però l’ampliamento del network. Le nuove rotte comprendono Barcellona, Bilbao, Lamezia Terme, Madrid, Malaga, Napoli, Roma Fiumicino, Sharm el-Sheikh, Suceava e Valencia. A queste si aggiungeranno inoltre, dal gennaio 2027, le rotte invernali verso Breslavia, Danzica, Katowice e Praga.

La promozione inaugurale arriva quindi nel momento giusto per programmare un viaggio nei prossimi mesi. Il 15% di sconto sui voli selezionati è disponibile soltanto il 14 e 15 settembre e riguarda partenze comprese tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Le condizioni e la disponibilità possono variare in base al volo scelto.

Bilbao, Malaga e Sharm el-Sheikh: 3 nuove mete da Torino

Bilbao è la scelta giusta per chi cerca una città europea meno scontata. La nuova rotta Wizz Air permette di raggiungere i Paesi Baschi e scoprire il Guggenheim, il Casco Viejo e la celebre tradizione dei pintxos, in un periodo dell’anno ideale per visitare la città senza l’affollamento dell’alta stagione.

Malaga porta invece sulla Costa del Sol, dove anche nei mesi autunnali si può contare su temperature piacevoli e un’atmosfera ancora mediterranea. Il centro storico, l’Alcazaba, il Museo Picasso e il lungomare rendono la città adatta sia a un weekend culturale sia a una pausa al caldo. La nuova rotta da Torino sarà operativa dal 26 ottobre.

Sharm el-Sheikh cambia completamente scenario: la nuova rotta, attiva dal 27 ottobre, porta direttamente sul Mar Rosso, tra spiagge, resort e fondali particolarmente apprezzati dagli amanti dello snorkeling e delle immersioni. Una delle opzioni più interessanti per chi vuole trasformare un viaggio autunnale in una fuga verso temperature estive.

La tradizione gastronomica pugliese incanta il Guardian

14 septembre 2026 à 13:00

La Puglia non smette mai di essere sotto i riflettori internazionali, soprattutto quando si è in periodo estivo, ma questa volta torna a fine stagione non per l’elogio del suo mare cristallino, bensì per la sua gastronomia. A sedurre il Guardian è infatti la tavola, quella più autentica e ancora profondamente legata al territorio pugliese. In un reportage dedicato alla regione italiana, il quotidiano britannico conduce i lettori alla scoperta della Puglia settentrionale, tra burrata, pesce appena pescato, olio extravergine, pizze, formaggi artigianali e ricette costruite attorno a ingredienti locali.

È lungo 500 metri e largo solo 65 centimetri: il sorprendente ponte tibetano vicino all’Italia

8 septembre 2026 à 17:00

Chi ama viaggi, avventura e adrenalina spesso va alla ricerca delle esperienze più spettacolari del mondo. Ci sono i celebri ponti sospesi del Tibet, le passerelle vertiginose dell’Himalaya e i grandi camminamenti sospesi costruiti tra montagne e gole. Eppure, per vivere un’esperienza decisamente più vicina all’Italia, non è necessario spingersi fino all’Asia.

Nel cuore delle Alpi svizzere, infatti, c’è un ponte che sembra uscito da un film d’avventura: è lungo quasi 500 metri, largo appena 65 centimetri e attraversa una gola a 85 metri di altezza. Si trova sopra Randa, nel Vallese, e offre un percorso sospeso nel vuoto con le montagne svizzere tutto intorno.

Il ponte tibetano sospeso a 85 metri di altezza

Il posto incredibile che vi presentiamo oggi si chiama Charles Kuonen Suspension Bridge ed è una delle attrazioni più spettacolari delle Alpi. La struttura misura precisamente 494 metri di lunghezza e raggiunge nel punto più alto gli 85 metri sopra la gola del Grabengufer. La larghezza della passerella è di soli 65 centimetri: abbastanza per attraversarla, ma decisamente poco quando sotto i piedi si apre il panorama della valle.

Ponte tibetano svizzero
iStock
Il ponte Charles Kuonen visto da vicino

La struttura è realizzata con cavi d’acciaio e una griglia metallica trasparente, una caratteristica che rende l’esperienza ancora più adrenalinica: durante la camminata è infatti possibile vedere direttamente verso il basso. Nonostante l’aspetto sottile e quasi sospeso nel nulla, il ponte è progettato per essere stabile e i suoi cavi portanti hanno un diametro di 53 millimetri e un peso complessivo di circa 8 tonnellate.

Attraversarlo richiede circa dieci minuti, ma il tempo può sembrare molto più lungo a chi soffre di vertigini. Dalla passerella si aprono viste sul Weisshorn e sulle montagne della Mattertal, trasformando quella che potrebbe sembrare soltanto una prova di coraggio in un vero itinerario panoramico. Il ponte è stato inaugurato nel 2017 per sostituire il precedente Europabrücke, danneggiato da una frana. È parte dell’Europaweg, il celebre sentiero d’alta quota che collega Grächen e Zermatt attraverso le montagne del Vallese.

Dove si trova e come raggiungerlo

La Charles Kuonen Suspension Bridge si trova a Randa, nel Canton Vallese, in Svizzera, non lontano da Zermatt. Il ponte non è raggiungibile direttamente in automobile: per arrivarci bisogna affrontare un’escursione in montagna.

Il punto di partenza più semplice è la stazione ferroviaria di Randa. Da qui il percorso segue le indicazioni per l’Europahütte e per il ponte sospeso, attraversando boschi di larici e salendo verso la passerella. Dal paese servono indicativamente 2-2 ore e mezza di cammino secondo le informazioni turistiche ufficiali. Per chi preferisce un itinerario ad anello esiste un percorso di circa 8,6 chilometri, con quasi 1.000 metri di dislivello e una durata indicativa di quattro ore.

L’accesso al ponte è gratuito e, secondo le informazioni turistiche aggiornate, la struttura è normalmente accessibile da maggio a ottobre. Nel 2026 il Comune di Randa segnala inoltre che il ponte è aperto, mentre alcuni tratti dell’Europaweg risultano interessati da chiusure e deviazioni: prima di partire è quindi importante verificare le condizioni aggiornate del sentiero.

Torna l’ora solare, ecco quando bisogna spostare le lancette nel 2026

8 septembre 2026 à 15:47

L’estate è ormai alle spalle e con l’arrivo dell’autunno, oltre alla ripresa di scuole e lavoro, torna anche uno degli appuntamenti fissi dell’anno: il cambio dell’ora. Dopo i mesi trascorsi con l’ora legale, le lancette torneranno infatti indietro di un’ora e le giornate inizieranno progressivamente a perdere luce nelle ore serali. Nel 2026 il passaggio all’ora solare avverrà domenica 25 ottobre, come previsto dall’attuale calendario europeo.

Da anni, però, il cambio dell’ora è al centro di una discussione: c’è chi vorrebbe abolire il passaggio tra ora solare e ora legale per evitare lo spostamento delle lancette due volte all’anno. Il tema è stato discusso anche a livello europeo, ma al momento il cambio resta in vigore e anche nel 2026 le lancette torneranno indietro a ottobre.

Il cambio interesserà gli orologi nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre (e per chi se lo stia chiedendo, sì, dormiremo un’ora in più in quell’occasione). Per smartphone, tablet, computer e smartwatch l’aggiornamento avverrà normalmente in automatico, mentre sarà necessario intervenire manualmente sui dispositivi analogici e sugli orologi che non sono collegati alla rete.

Le 10 tappe imperdibili di un tour in Cina, alla scoperta di un Paese tra tradizione e futuro

8 septembre 2026 à 15:00

Per molti anni la Cina è sembrata una destinazione lontana e complessa da raggiungere, un posto intimidatorio e difficile in cui destreggiarsi soprattutto a causa della barriera linguistica, ma di recente qualcosa è cambiando. Il Paese sta tornando con forza sulle mappe del turismo internazionale, anche grazie a una progressiva apertura verso i viaggiatori stranieri e a una strategia sempre più orientata a promuovere il patrimonio culturale, le grandi città e le destinazioni meno conosciute all’estero.

I numeri raccontano bene questa nuova fase: nel 2025 la Cina ha registrato 154,5 milioni di arrivi turistici internazionali, con una crescita del 17,1% rispetto all’anno precedente, mentre la spesa dei visitatori stranieri è aumentata del 39,2%. A spingere la ripresa è stata anche l’estensione delle politiche di ingresso senza visto: nel corso del 2025 gli ingressi di cittadini stranieri senza visto hanno raggiunto quota 30,08 milioni, il 49,5% in più rispetto al 2024.

Per i viaggiatori italiani, inoltre, l’ingresso turistico senza visto è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026, per soggiorni fino a 30 giorni con passaporto ordinario. Il risultato è che oggi la Cina appare sempre più interessante per chi cerca un viaggio capace di mettere insieme storia millenaria, metropoli futuristiche, villaggi tradizionali, montagne spettacolari e cultura pop.

Ma per comprenderne davvero la varietà, un itinerario deve partire dalle grandi capitali e arrivare fino ai paesaggi più rurali (e surreali) dell’entroterra. Ecco quindi le tappe da inserire in un grande tour della Cina, con un itinerario che alterna città, patrimonio storico e alcune delle meraviglie naturali più note del Paese.

Pechino, il cuore imperiale della Cina

Il viaggio alla scoperta della Cina non può che iniziare da Pechino, la capitale e una delle città migliori per entrare in contatto con la storia cinese. Tre giorni permettono di visitare i principali monumenti senza trasformare l’itinerario in una corsa contro il tempo. Il centro del viaggio è naturalmente la Città Proibita, l’antico complesso imperiale che per secoli fu il cuore politico e cerimoniale della Cina. Con le sue corti, i padiglioni e gli edifici dalle caratteristiche architetture lignee, rappresenta uno dei luoghi più importanti dell’eredità imperiale cinese.

Città Proibita, Pechino, Cina
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Ingresso alla Città Proibita

L’area storica di Pechino è oggi parte di un più ampio patrimonio riconosciuto dall’UNESCO attraverso l’Asse Centrale di Pechino. Da non perdere anche Piazza Tiananmen, il Tempio del Cielo, il Palazzo d’Estate e una passeggiata tra gli hutong, gli antichi vicoli della capitale.

La Grande Muraglia, il simbolo della Cina

Da Pechino si può dedicare una giornata alla Grande Muraglia Cinese, una delle immagini più riconoscibili del Paese e uno dei monumenti più impressionanti al mondo. Non si tratta di un’unica costruzione continua, ma di un enorme sistema di fortificazioni edificato nel corso di secoli e dinastie differenti.

Grande Muraglia, Cina
iStock
Vista della Grande Muraglia Cinese

La Grande Muraglia è inserita dal 1987 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Per un primo viaggio in Cina è una di quelle tappe difficili da sostituire: anche se molto turistica, restituisce immediatamente la dimensione monumentale della storia del Paese.

Shanghai, la Cina che guarda al futuro

Dalla storia imperiale si passa a uno degli scenari più futuristici del Paese: Shanghai. La metropoli può essere esplorata in circa tre giorni, alternando il celebre skyline di Pudong alla passeggiata sul Bund, dove gli edifici coloniali si affacciano sul fiume Huangpu. Ma Shanghai è molto più dei suoi grattacieli: meritano una visita anche la French Concession, i suoi quartieri storici, i mercati e i templi.

Shanghai, Giardini Yuyuan
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I Giardini Yuyuan a Shanghai

E per chi viaggia in famiglia, ma anche per gli appassionati Disney, vale la pena aggiungere una giornata interamente dedicata a Shanghai Disneyland. Il parco permette di inserire nell’itinerario una parentesi completamente diversa, tra attrazioni, spettacoli e aree tematizzate, con alcune caratteristiche pensate specificamente per il pubblico cinese.

Chongqing, la metropoli cyberpunk

Se Pechino rappresenta la Cina imperiale e Shanghai quella finanziaria, Chongqing mostra probabilmente il volto più spettacolare della Cina contemporanea. La città è diventata negli ultimi anni una vera star dei social grazie al suo paesaggio urbano verticale, alle montagne che la circondano e a infrastrutture apparentemente impossibili. Il simbolo più famoso è il treno della metropolitana che attraversa letteralmente un edificio a Liziba.

Metropolitana Liziba, Chongqing
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La Metropolitana di Liziba

Chongqing è anche una delle capitali gastronomiche della Cina, celebre soprattutto per l’hot pot piccante. La sua crescita turistica è particolarmente significativa: il turismo internazionale sta infatti iniziando a spostarsi oltre le tradizionali porte d’ingresso come Pechino e Shanghai, e Chongqing è tra le città che hanno registrato gli incrementi più marcati.

Furong e Zhangjiajie, scenari da film

Da Chongqing si entra in una Cina completamente diversa, quella dei grandi paesaggi naturali. La zona di Zhangjiajie, nella provincia dello Hunan, è famosa per le sue spettacolari formazioni rocciose verticali, diventate celebri in tutto il mondo anche per la loro somiglianza con i paesaggi del film Avatar.

A poca distanza si trova Furong, altra tappa da segnare: un antico borgo costruito lungo una cascata, dove le abitazioni tradizionali si sviluppano sui pendii della valle.

Pingyao, la Cina delle antiche dinastie

Per tornare indietro nel tempo basta raggiungere Pingyao, nello Shanxi. La città storica conserva mura, strade, cortili e abitazioni tradizionali che permettono di immaginare come dovevano essere alcuni importanti centri cinesi prima della trasformazione urbanistica del Novecento.

Qui non troverete grattacieli, metropolitane futuristiche o skyline illuminati, ma vicoli, lanterne e architettura tradizionale.

Xi’an e l’Esercito di Terracotta

Un altro passaggio quasi obbligato conduce a Xi’an, antica capitale imperiale e punto di partenza orientale della Via della Seta. Il motivo principale per inserirla nell’itinerario è naturalmente l’Esercito di Terracotta, scoperto nel 1974 e composto da migliaia di figure di soldati, cavalli e carri realizzate per accompagnare il primo imperatore della Cina nell’aldilà.

Esercito di Terracotta, Xi'an
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Sguardo sull’Esercito di Terracotta

Il sito fa parte del patrimonio UNESCO dal 1987 insieme al mausoleo del Primo Imperatore Qin. Ma Xi’an merita anche per la sua cinta muraria, il quartiere musulmano e la sua cucina, che mostra una prospettiva completamente diversa rispetto a quella delle grandi città orientali.

Il Monte Tai, la montagna sacra

Per scoprire un’altra dimensione della cultura cinese bisogna salire verso il Monte Tai, una delle montagne più importanti della tradizione religiosa e culturale del Paese. La montagna, nello Shandong, è stata per millenni associata a rituali imperiali, pellegrinaggi e credenze religiose. La salita conduce attraverso scalinate, porte monumentali, templi e antiche iscrizioni, fino alle aree sommitali. Il Monte Tai è riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale e naturale ed è uno dei luoghi che meglio raccontano il rapporto tra paesaggio, spiritualità e potere imperiale nella storia cinese.

Le Grotte di Mogao, sulla Via della Seta

L’ultima tappa ci conduce molto più a ovest, fino a Dunhuang, nel Gansu, dove si trovano le straordinarie Grotte di Mogao. Qui il viaggio prende una nota da spedizione archeologica: le grotte sono decorate con affreschi, sculture e testimonianze artistiche legate alla storia della Via della Seta e agli scambi culturali tra Cina, Asia centrale e altre regioni.

Grotte di Mogao, Cina
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Vista interna di una delle grotte

Il complesso comprende centinaia di grotte e conserva un patrimonio artistico sviluppatosi nel corso di molti secoli. L’UNESCO lo ha inserito nella lista del Patrimonio Mondiale nel 1987.

A tutto vapore, un treno storico festeggia 140 anni e viaggia da Novara a Varallo

8 septembre 2026 à 14:02

Le carrozze d’epoca di recente sono tornate in voga e fanno viaggiare i viaggiatori, che intraprendono così un vero salto nel tempo tra sbuffi di vapore e paesaggi… Piemontesi. Stavolta infatti vi portiamo lungo la storica linea ferroviaria Novara-Varallo, che compie 140 anni e per l’occasione torna protagonista con un fine settimana speciale dedicato alla storia e alla cultura ferroviaria.

Sabato 12 e domenica 13 settembre 2026 un treno storico a vapore collegherà Novara a Varallo Sesia, attraversando il territorio della Valsesia e riportando sui binari un’atmosfera d’altri tempi. L’iniziativa, organizzata da Fondazione FS Italiane insieme al Museo Ferroviario Valsesiano e al Comune di Varallo Sesia, non sarà soltanto un viaggio in treno: l’arrivo a Varallo darà il via a una serie di appuntamenti tra esposizioni, incontri, visite guidate e iniziative dedicate ai 140 anni della linea.

Treno storico a vapore da Novara a Varallo

Il protagonista assoluto delle celebrazioni sarà un convoglio storico trainato dalla locomotiva a vapore FS Gr. 880, con carrozze Centoporte degli anni Trenta e bagagliaio. Il treno partirà dalla stazione di Novara alle 9.50, raggiungendo Varallo Sesia alle 12.00, per un percorso che permette di riscoprire una delle linee ferroviarie storiche del Piemonte. La destinazione ha valore anche dal punto di vista paesaggistico: la stazione di Varallo si trova infatti ai piedi del Sacro Monte, inserito in un contesto di grande interesse storico e naturalistico. Il viaggio diventa così parte di un’esperienza più ampia alla scoperta della Valsesia.

A Varallo il programma proseguirà per tutta la giornata con un’esposizione di cimeli ferroviari, diorami e modelli, un percorso fotografico dedicato alla storia della linea e la presenza delle carrozze storiche Centoporte. Sarà inoltre possibile assistere all’esposizione della locomotiva a vapore sul piazzale della stazione e sulla piattaforma girevole. Non mancheranno incontri e presentazioni dedicate alla storia della ferrovia, oltre a momenti di intrattenimento e una degustazione organizzata dal Museo Ferroviario Valsesiano in collaborazione con il Comune di Varallo. Nel pomeriggio è prevista anche una visita guidata al centro storico di Varallo, dalle 14.00 alle 16.00.

Date, orari e biglietti

Il viaggio speciale sulla Novara-Varallo è in programma sia sabato 12, che domenica 13 settembre 2026. In entrambe le giornate il treno storico partirà da Novara alle 9.50, con arrivo a Varallo Sesia alle 12.00.

Il biglietto per l’andata o per il ritorno costa 17,50 euro per gli adulti, mentre la tariffa ridotta per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti è di 8,75 euro. I bambini da 0 a 4 anni non compiuti viaggiano gratuitamente. La tariffa indicata si riferisce a una singola tratta. I biglietti sono acquistabili attraverso i canali Trenitalia, comprese le biglietterie e le self-service presenti nelle stazioni, oltre alle agenzie di viaggio abilitate. La vendita è stata aperta il 29 agosto.

Le città più care d’Italia, la classifica svela dove il portafoglio si svuota di più

7 septembre 2026 à 17:00

Ormai gli italiani non fanno altro che lamentarsi del caro-vita, da Nord a Sud, ma quanto costa davvero vivere in una città italiana? La risposta cambia sensibilmente a seconda della destinazione. Tra generi alimentari, ristoranti, servizi, attività quotidiane e spese per la cura della persona, il divario tra Nord e Sud continua a essere evidente.

A fotografare le differenze è la nuova indagine del Codacons, realizzata sulla base dei dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit aggiornati a giugno 2026. Il paniere analizzato comprende 33 voci, tra cui 20 prodotti alimentari e 13 servizi, come parrucchieri, pizzerie, dentisti, veterinari, cinema e bar.

A 120 metri sottoterra c’è un parco giochi spettacolare: è la miniera di sale di Turda

7 septembre 2026 à 15:00

Avete mai pensato di scendere nel sottosuolo per poi ritrovarvi davanti a una ruota panoramica, un campo da minigolf, piste da bowling e persino un lago navigabile in barca? Sembra fantascienza, eppure succede davvero in Romania, nel cuore della Transilvania, all’interno della miniera di sale di Turda.

Qui le antiche gallerie di estrazione sono state infatti trasformate in uno dei luoghi più insoliti d’Europa: un complesso sotterraneo dove la storia mineraria incontra il turismo, il divertimento e il benessere. La parte più spettacolare si trova nella miniera Rudolf, a circa 120 metri di profondità, dove gli enormi spazi scavati nel sale ospitano oggi un vero e proprio parco ricreativo.

Cos’è la miniera di sale di Turda e cosa vedere

La Salina Turda è un’antica miniera di salgemma situata nella città di Turda, nel distretto di Cluj. Le prime attività di sfruttamento del sale risalgono all’epoca romana, mentre l’estrazione è proseguita nei secoli fino alla chiusura della miniera nel Novecento. Dopo essere stata utilizzata per altri scopi, la struttura è stata trasformata in un’attrazione turistica e oggi rappresenta una delle principali destinazioni della Transilvania.

Il cuore della visita oggi è costituito dalle grandi camere sotterranee, ognuna con caratteristiche differenti. La più spettacolare è la miniera Rudolf, l’ultima area della miniera in cui venne estratto il sale. La cavità è profonda 42 metri, larga 50 e lunga 80 e per raggiungerne il cuore è possibile scendere attraverso 172 gradini oppure utilizzare l’ascensore panoramico.

È proprio qui che la miniera cambia volto: a circa 120 metri sotto terra è stato realizzato un piccolo parco divertimenti con ruota panoramica, minigolf, bowling, biliardo, ping pong e un’area giochi per bambini. La ruota panoramica, alta 20 metri, è uno degli elementi più sorprendenti dell’intero complesso e consente di osservare dall’alto l’enorme cavità sotterranea.

Un’altra tappa imperdibile dell’esperienza è la miniera Terezia, dove si trova un lago sotterraneo sul quale è possibile fare un giro in piccole barche. Il bacino si trova a circa 112 metri di profondità e aggiunge un ulteriore elemento scenografico a un ambiente che sembra quasi appartenere a un altro pianeta.

La visita permette inoltre di osservare antiche strutture legate all’estrazione del sale, tra cui la Camera Crivac, e di attraversare ambienti caratterizzati da enormi pareti di salgemma. Nella miniera Rudolf sono presenti anche stalattiti di sale, formatesi nel corso degli anni e arrivate in alcuni punti a circa tre metri di lunghezza.

Dove si trova la Salina Turda e come raggiungerla

La miniera si trova a Turda, nella regione storica della Transilvania, in Romania, nel distretto di Cluj. L’ingresso principale si trova in Aleea Durgăului 7, mentre un secondo accesso è situato in Strada Salinelor 54B. La posizione rende la Salina Turda una tappa strategica anche per chi visita Cluj-Napoca, dato che la città si trova a circa 30 chilometri dalla miniera.

Arrivando in automobile, è possibile raggiungere direttamente Turda e seguire le indicazioni per la Salina Turda; il complesso dispone anche di un’area parcheggio. Per chi non dispone di un’auto, la visita può essere organizzata partendo da Cluj-Napoca attraverso i collegamenti locali e le escursioni organizzate. Il sito ufficiale indica inoltre la linea 17 del trasporto locale tra le opzioni di accesso.

La mappa del mondo che abbiamo sempre visto è “sbagliata”: perché l’ONU vuole cambiarla

7 septembre 2026 à 14:00

L’abbiamo tutti conosciuta sui banchi di scuola e per generazioni è stata la mappa del mondo per eccellenza. Eppure, guardandola, Groenlandia e Africa sembrano avere dimensioni comparabili, mentre Russia, Canada ed Europa settentrionale occupano porzioni enormi della carta. E poi c’è persino un dettaglio che cambia completamente la prospettiva: nella realtà, l’Africa è circa 14 volte più grande della Groenlandia!

Il motivo non è un errore geografico, ma una questione di cartografia. La superficie curva della Terra deve infatti essere trasferita su un piano e qualsiasi proiezione comporta inevitabilmente qualche deformazione. Quella di Gerardo Mercatore, elaborata nel 1569, è stata progettata soprattutto per la navigazione e conserva angoli e direzioni, ma al prezzo di ingrandire progressivamente le terre man mano che ci si avvicina ai poli.

Ora, però, quella rappresentazione potrebbe perdere il suo ruolo di mappa “standard” del mondo. Il 4 settembre 2026 l’Assemblea generale dell’ONU ha approvato con 164 voti favorevoli, uno contrario e sei astensioni una risoluzione promossa dal Togo per incoraggiare l’uso di rappresentazioni cartografiche più fedeli alle reali proporzioni dei continenti, in particolare della proiezione Equal Earth.

La risoluzione non è vincolante e non vieta l’utilizzo di Mercatore, ma invita governi, scuole, istituzioni e operatori tecnologici a utilizzare mappe che restituiscano una percezione più corretta delle dimensioni del pianeta.

Perché Africa e Groenlandia sembrano uguali

La questione diventa particolarmente evidente quando si osserva la carta con gli occhi di un viaggiatore. Sulla mappa di Mercatore, infatti, più un territorio si trova lontano dall’Equatore, più la sua superficie viene dilatata. È così che Groenlandia, Canada e Russia sembrano giganteschi, mentre gran parte dell’Africa e dell’America meridionale appare relativamente più contenuta.

Non si sta dicendo che Mercatore sia una “mappa del tutto sbagliata”. Al contrario, per lo scopo per cui fu concepita rappresentò una vera rivoluzione: le linee che mantengono una direzione costante possono essere rappresentate come rette, una caratteristica fondamentale per orientarsi in mare. Il problema nasce quando quella stessa carta viene utilizzata per confrontare visivamente le dimensioni dei Paesi e dei continenti.

Basta allora mettere a confronto alcune destinazioni per rendersi conto di quanto possa cambiare la percezione. L’Africa supera i 30 milioni di chilometri quadrati, mentre la Groenlandia si ferma a poco più di 2 milioni: il continente africano è quindi circa quattordici volte più esteso. Eppure, nella rappresentazione che molti hanno imparato a scuola, le due superfici sembrano quasi equivalenti.

Lo stesso effetto interessa il Nord America e l’Europa settentrionale. Il Canada appare ancora più imponente di quanto sia realmente e la Russia sembra dominare l’intera fascia superiore del planisfero. Spostandosi verso le zone tropicali, invece, le proporzioni diventano molto più vicine a quelle reali.

Equal Earth, la nuova mappa dell’ONU

La proposta sostenuta dall’ONU guarda soprattutto alla proiezione Equal Earth, sviluppata nel 2018 dai cartografi Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny. Il principio è quasi l’opposto rispetto a quello di Mercatore: invece di privilegiare la precisione degli angoli e delle direzioni, Equal Earth è una proiezione equivalente, progettata per mantenere corretto il rapporto tra le superfici.

In altre parole, se un continente è realmente il doppio di un altro, anche sulla carta occuperà una superficie doppia. Naturalmente anche Equal Earth deve deformare alcuni aspetti della realtà, in particolare forme, angoli e distanze. È il compromesso inevitabile di qualsiasi rappresentazione bidimensionale della Terra: una superficie sferica non può essere trasformata in un rettangolo senza modificarne almeno una caratteristica.

Per chi viaggia, però, cambiare proiezione significa anche cambiare il modo in cui si guarda il pianeta prima ancora di partire e per questo la risoluzione approvata dall’ONU non cambia la geografia della Terra, ma piuttosto la lente attraverso cui siamo abituati a osservarla.

San Lorenzo di Sebato, il delizioso borgo altoatesino, porta d’ingresso alla Val Badia

4 septembre 2026 à 15:27

Tra i monti dell’Alto Adige c’è un piccolo borgo che in questi giorni è finito sotto i riflettori sui social media e sugli schermi per un motivo decisamente insolito. Il borgo è quello di San Lorenzo di Sebato, paese della Val Pusteria da cui proviene Michael Ranalter, il professionista che lascia il ruolo di responsabile marketing e sponsoring dell’HC Pustertal per entrare nel team di Jannik Sinner.

La notizia è stata diffusa dalla Federazione Italiana Tennis e Padel e ha rapidamente attirato l’attenzione sull’Alto Adige, visto che in Italia sono in molti i fan dello sport. Ma al di là del tennis, San Lorenzo di Sebato merita di essere scoperto per la sua storia e per la posizione particolare in cui si trova. Il borgo ha infatti origine romana ed è circondato da montagne e antichi castelli, lì proprio nel punto in cui la Val Pusteria incontra la Val Badia, tanto da essere considerato vera porta d’accesso verso quest’ultima.

Cosa vedere a San Lorenzo di Sebato

San Lorenzo di Sebato è uno dei centri storici della zona e conserva tracce di una storia molto più antica di quanto possa suggerire l’aspetto tranquillo del paese. Il nome stesso racconta il suo passato: Sebato deriva infatti da Sebatum, l’antica stazione romana che sorgeva proprio in questa zona, quando l’area rappresentava un importante crocevia sulle vie di comunicazione alpine. Oggi questa storia può essere approfondita al Museo Mansio Sebatum, inaugurato nel 2011 e dedicato ai ritrovamenti archeologici locali, alla popolazione dei Saevates e alla mansio romana. Nel centro del paese spicca invece la chiesa di San Lorenzo Martire, riconoscibile per i suoi due campanili differenti.

Il vero elemento distintivo del borgo, però, sono i suoi due castelli. Il primo è Castel Badia, conosciuto anche con il nome tedesco di Sonnenburg, che sorge su un’altura poco distante dal centro. Le sue origini risalgono al X secolo e intorno al 1020 il complesso venne trasformato in un monastero benedettino per donne della nobiltà. Oggi Castel Badia conserva mura medievali, tracce della chiesa e della cripta e antichi affreschi. Tra le curiosità del territorio c’è anche la presenza di resti archeologici romani: nei pressi di Castel Badia è stata infatti ritrovata una pietra miliare, oggi sostituita sul posto da una riproduzione.

L’altro maniero è il Castel San Michele, conosciuto anche come Michelsburg. La sua storia è legata per secoli al potere territoriale e alla giurisdizione locale: il castello passò attraverso diverse proprietà e famiglie nobiliari e, dopo un lungo periodo di degrado, venne sottoposto a importanti interventi di restauro tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento.

Dove si trova il borgo e come raggiungerlo

San Lorenzo di Sebato si trova in provincia di Bolzano, nella parte orientale dell’Alto Adige, a pochi chilometri da Brunico. La sua particolarità geografica è proprio quella di trovarsi all’incrocio tra Val Pusteria e Val Badia: dal paese si imbocca infatti la strada che conduce verso la valle dolomitica.

Per chi arriva in auto, il percorso più semplice passa dall’autostrada A22 del Brennero, con uscita a Bressanone/Val Pusteria. Da qui si prosegue sulla SS49 in direzione di Brunico fino a raggiungere San Lorenzo di Sebato. All’altezza del paese si trova anche l’imbocco della SS244 della Val Badia, che permette di entrare nella valle e raggiungere le località dell’Alta Badia.

Il borgo è facilmente raggiungibile anche in treno. La stazione ferroviaria di San Lorenzo di Sebato si trova sulla linea Fortezza-San Candido ed è servita da collegamenti regionali; gli orari attualmente pubblicati da RFI mostrano collegamenti verso Fortezza e San Candido. Per chi arriva da più lontano, la stazione di Fortezza rappresenta uno dei principali snodi ferroviari della zona: da qui è possibile proseguire con i collegamenti regionali verso San Lorenzo e Brunico.

Podrače Beach, la spiaggia segreta della Croazia tra le più belle d’Europa

4 septembre 2026 à 14:30

Di recente si è notato che il turismo estivo tende, troppo spesso, a concentrarsi in poche località famose, trascurandone altre di altrettanta bellezza. La Croazia ormai da qualche anno è diventata una meta estiva per eccellenza, anche se non al pari delle isole spagnole o greche, eppure qui esiste una piccola caletta che nel 2026 è entrata ufficialmente tra le spiagge più belle d’Europa.

Si tratta di Podrače Beach, a Brela, proprio sulla costa dalmata: nella classifica Europe’s 50 Best Beaches 2026 di The World’s 50 Best Beaches si è aggiudicata il 14° posto, davanti a numerose località balneari molto più celebri. La graduatoria è stata realizzata attraverso i voti di oltre 1.000 professionisti del settore travel, tra giudici, Beach Ambassador e membri del team della classifica.

Cosa fare e vedere a Podrače Beach

Podrače è una piccola baia di ciottoli, racchiusa tra rocce e vegetazione mediterranea, con acqua turchese e trasparente. La posizione, a poca distanza dalla celebre Punta Rata, contribuisce a darle quell’aspetto appartato che l’ha resa una delle spiagge più fotografate della Croazia. Il principale motivo per raggiungere Podrače è dunque il mare. La spiaggia dispone inoltre di alcuni servizi, tra cui lettini, ombrelloni, docce, servizi igienici e un bar (ideale, dunque, anche per chi viaggia in famiglia).

Uno degli elementi più caratteristici è senza dubbio la grande formazione rocciosa che protegge la baia. Non si tratta soltanto di uno scenario suggestivo: secondo la storia locale, in passato la sommità della roccia veniva utilizzata per la produzione artigianale del sale. L’acqua marina veniva raccolta in piccole vasche e lasciata evaporare, permettendo di recuperare il sale destinato all’uso domestico.

Oltre allo snorkeling e al relax in spiaggia, è bene ricordare che il tratto di costa intorno a Brela permette di alternare qualche ora sulla piccola Podrače a una passeggiata sul lungomare e alla scoperta delle altre calette della zona. Tutto il tratto di spiaggia lungo costa di Brela è inoltre caratterizzato da questa particolare combinazione di ciottoli bianchi, mare cristallino e pinete mediterranee, modellata nel corso del tempo dall’azione del Biokovo (la grande catena montuosa della Dalmazia), delle piogge e del mare.

Dove si trova e come raggiungere Podrače Beach

Podrače Beach si trova a Brela, nella regione della Dalmazia, lungo la Riviera di Makarska. Per chi arriva in auto, Brela è collegata alla rete stradale della costa dalmata. Da Spalato il percorso è di circa 50 chilometri e richiede indicativamente un’ora di viaggio, a seconda del traffico. Una volta raggiunta Brela, è necessario lasciare l’auto nelle aree di parcheggio disponibili e proseguire a piedi verso la costa: Podrače è infatti una spiaggia da raggiungere attraverso i percorsi pedonali della zona.

È possibile arrivare anche con i mezzi pubblici. Da Spalato partono collegamenti diretti in autobus verso Brela e il viaggio dura circa un’ora. Dalla fermata sulla strada principale si prosegue poi ugualmete verso il centro e la zona costiera a piedi.

Spunta la classifica dei turisti più educati al mondo, i risultati vi sorprenderanno (o forse no)

4 septembre 2026 à 07:30

Il mese scorso, in piena estate, dei turisti italiani sono diventati tristemente famosi per aver fatto baccano in metro, in viaggio in Thailandia. A quanto pare ai thailandesi il silenzio piace tanto quanto ai giapponesi. Questo è solo un esempio che sottolinea quanto sia importante ricordare che quando si viaggia, conoscere e rispettare le usanze locali può fare la differenza.

Quello che in un Paese viene considerato un gesto normale, infatti, in un altro può essere percepito come poco educato o addirittura offensivo. Una regola che vale ancora di più quando si visitano destinazioni lontane, dove abitudini, codici di comportamento e tradizioni possono essere molto diversi da quelli a cui si è abituati.

Ma quali sono i turisti che, secondo gli operatori del settore, si distinguono maggiormente per buone maniere e rispetto durante i viaggi? Un sondaggio realizzato da SafariBookings ha coinvolto 192 tour operator, chiamati a indicare le nazionalità più educate, ma anche quelle più generose con le mance, più spendaccione, più avventurose e più appassionate di cucina. Il risultato riserva anche qualche sorpresa: i turisti giapponesi conquistano il primo posto tra i più educati al mondo, mentre gli italiani – non a caso – si trovano in fondo alla classifica, con appena l’1,3% delle preferenze.

Il castello medievale in Toscana che fu la dimora di un celebre condottiero inglese, oggi si può visitare

3 septembre 2026 à 15:57

La Toscana e le sue colline sono sempre sulla bocca di tutti e non smettono di svelare tesori. Il Castello di Montecchio Vesponi è uno di questi: arroccato su un colle tra Castiglion Fiorentino e Cortona, domina la Val di Chiana con le sue mura merlate e la grande torre quadrata. Ma a rendere ancora più affascinante questo luogo non è soltanto l’aspetto, ma anche la sua storia.

Per secoli, questo castello toscano fu conteso da Arezzo, Firenze e altre potenze locali e, nel Trecento, diventò persino la dimora di Giovanni Acuto, il celebre capitano di ventura inglese passato alla storia come uno dei più importanti condottieri al servizio di Firenze.

Un castello di mille anni conteso tra Arezzo e Firenze

Le origini di Montecchio Vesponi affondano nel Medioevo: il castello è già documentato nel 1014, con il nome di Castrum Montis Guisponi, anche se l’insediamento fortificato era probabilmente già esistente dal X secolo. Nel 1234 il complesso passò al Comune di Arezzo, che ne rafforzò le difese. Pochi decenni dopo, nel 1289, la sconfitta degli aretini nella battaglia di Campaldino contribuì a spostare il castello nell’orbita fiorentina. Montecchio tornò poi più volte sotto diverse sfere di influenza, diventando una vera fortezza di confine in una zona strategica della Toscana medievale.

Castello di Montecchio Vesponi, Toscana
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Vista dall’alto del castello

Ma la storia più curiosa legata al castello è probabilmente un’altra. Nel Trecento fu occupato da John Hawkwood, conosciuto in Italia come Giovanni Acuto, capitano di ventura inglese che costruì gran parte della propria fama combattendo nelle guerre italiane. A Firenze, dopo la sua morte, gli fu dedicato anche il celebre monumento equestre dipinto da Paolo Uccello nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, una delle immagini più riconoscibili dell’arte del Quattrocento.

Uno degli aspetti più spettacolari ancora visibili di Montecchio Vesponi è la sua cinta muraria. Le fortificazioni seguono quasi completamente il profilo del colle, creando una sorta di anello difensivo lungo circa 263 metri. Il circuito era scandito da torri di guardia e ancora oggi permette di leggere con grande chiarezza la struttura originaria della rocca. A dominare il complesso c’è la torre quadrata alta circa 30 metri, visibile anche da grande distanza nella valle.

Durante la visita è possibile scoprire diversi ambienti e strutture che raccontano le varie fasi della storia del complesso. Tra gli elementi più importanti c’è il Cassero trecentesco, cuore della fortificazione, insieme alla Casa del Giusdicente, conosciuta anche come Palazzo del Tribunale e risalente al secolo precedente. Accanto si trova inoltre la torre duecentesca che rappresentava la potenza del Comune di Arezzo al momento della sua costruzione.

Dove si trova e come visitare il castello

Il Castello di Montecchio Vesponi si trova nell’omonima località del comune di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, lungo la SR71 Umbro-Casentinese, tra Castiglion Fiorentino e Cortona. Dalla sua posizione domina la Val di Chiana e si trova a breve distanza da alcuni dei borghi e delle città d’arte più interessanti dell’area aretina.

Il castello è una proprietà privata, ma viene aperto al pubblico attraverso le visite guidate organizzate dall’Associazione InCastro. Le visite richiedono la prenotazione e le date vengono comunicate periodicamente dall’associazione. Il biglietto indicato per le visite guidate è di 10 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini dai 6 ai 10 anni, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 5 anni.

Il Times ha scelto 7 meraviglie italiane da vedere almeno una volta, alcune sono dei tesori nascosti

3 septembre 2026 à 14:57

Quando si parla di luoghi da vedere in Italia, la lista sembra praticamente infinita. Eppure, anche per chi conosce bene il Paese, esistono ancora angoli capaci di sorprendere ancora oggi. A individuarne alcuni è stato The Times, che in un recente articolo dedicato all’Italia ha raccolto le 30 destinazioni, attrazioni ed esperienze preferite dalla travel writer Julia Buckley.

Una selezione molto personale che attraversa l’intera penisola e che non si limita alle mete più famose. Accanto a località come le Cinque Terre, Pantelleria e la Val d’Orcia compaiono infatti luoghi decisamente meno conosciuti dal turismo internazionale, scelti per la loro storia, il paesaggio o la capacità di raccontare un volto particolare dell’Italia. All’interno delle 30 proposte, il Times dedica una sezione alle “Seven unmissable sights”, sette attrazioni considerate imperdibili.

La tomba di Cicerone e il Ponte Real Ferdinando tornano ad aprire nel Lazio: si possono visitare gratis

3 septembre 2026 à 14:00

Roma sembra una città che non abbia più segreti, per nessuno, nemmeno per chi l’ha solo visitata o vista sugli schermi. Il Colosseo, il Pantheon, i Fori Imperiali, la Fontana di Trevi sono tutti monumenti che ogni anno attirano milioni di visitatori nella Capitale e che l’hanno resa una delle destinazioni turistiche più amate d’Italia. Eppure, basta allontanarsi di qualche chilometro dai percorsi più battuti per scoprire che il patrimonio storico del Lazio ha ancora moltissime storie da raccontare.

A confermarlo sono due aperture straordinarie, a cura della Direzione regionale Musei nazionali del Lazio del Ministero della Cultura, che permettono di riscoprire altrettanti luoghi poco noti al grande pubblico: la Tomba di Cicerone a Formia e il Ponte Real Ferdinando a Minturno. Due monumenti molto diversi tra loro, separati da pochi chilometri ma appartenenti a epoche completamente differenti, che tornano accessibili con un calendario speciale tra settembre e novembre 2026.

Cosa sono i due nuovi monumenti da vedere

La prima tappa è a Formia, lungo l’antica Via Appia, dove sorge un imponente mausoleo di epoca tardo-repubblicana tradizionalmente identificato con la Tomba di Cicerone. Cicerone possedeva infatti una villa nel territorio di Formia e proprio qui, nel 43 a.C., venne ucciso dai sicari di Marco Antonio. Il mausoleo, tuttavia, è attribuito a Cicerone dalla tradizione e dagli studi storici e non esiste una certezza assoluta sull’identificazione del monumento con la sua tomba. Oggi la struttura è inserita in un contesto verde e il monumento è circondato da un giardino con conifere, ulivi, allori e agrumi, realizzato negli anni Cinquanta all’interno dell’originario recinto sacro.

Per ammirare il secondo monumento bisogna invece spostarsi verso Minturno, dove il paesaggio cambia e la storia romana lascia spazio a quella dell’Ottocento borbonico. All’interno del territorio del Parco archeologico di Minturnae, sulle sponde del fiume Garigliano, si trova il Ponte Real Ferdinando, inaugurato nel 1832 per volontà di Ferdinando II e progettato dall’ingegnere Luigi Giura.

La sua particolarità è tutt’altro che marginale, a dispetto della sua notorietà: si tratta infatti del primo ponte sospeso a catene di ferro dell’Europa continentale, una straordinaria testimonianza dell’evoluzione dell’ingegneria dell’epoca. Il monumento è inoltre legato ad alcuni momenti importanti della storia italiana: fu coinvolto negli scontri del 1860 tra il Regno di Sardegna e il Regno delle Due Sicilie e venne successivamente distrutto nel 1943 durante la Seconda guerra mondiale.

Info per la visita

La Tomba di Cicerone sarà visitabile in occasione di cinque aperture straordinarie tra settembre e novembre. Le prime due sono previste per domenica 6 settembre e domenica 13 settembre, dalle 14:30 alle 18:30. Si prosegue poi il 27 settembre, dalle 9:30 alle 13:30, il 18 ottobre, dalle 14:30 alle 18:30, e infine l’1 novembre, dalle 9:30 alle 13:30. In tutte queste occasioni l’accesso alla Tomba di Cicerone sarà gratuito e la visita sarà libera. Per i gruppi composti da più di 20 persone è consigliata la prenotazione.

Anche il Ponte Real Ferdinando sarà interessato da un calendario di aperture straordinarie. Il monumento potrà essere visitato il 6, 13 e 27 settembre, il 4 e 18 ottobre e l’1 novembre, sempre dalle 9:30 alle 13:30. In questo caso è importante prestare attenzione alle modalità di accesso. Il 6 settembre, 4 ottobre e 1° novembre, prime domeniche del mese, l’ingresso sarà gratuito grazie all’iniziativa Domenica al Museo. Nelle altre giornate, invece, la visita al ponte sarà compresa nel biglietto di ingresso al Parco archeologico di Minturnae, con un costo di 5 euro per il biglietto intero e 2 euro per quello agevolato destinato ai giovani tra 18 e 25 anni.

Questi luoghi italiani insoliti stanno conquistando gli stranieri: la classifica

27 août 2026 à 12:49

L’Italia è da sempre una delle destinazioni più amate dai viaggiatori internazionali, ma quando il desiderio di visitarla si trasforma in quello di abitarla, anche solo per alcuni mesi all’anno, la mappa delle preferenze cambia. Infatti, non sono solo gli italiani a cercare la fuga all’estero: sempre più americani, ad esempio, decidono di acquistare casa in Italia e abitarla a tempo pieno o solamente durante la bella stagione.

Secondo i dati di Gate-away.com relativi al primo semestre 2026, gli acquirenti stranieri stanno infatti guardando sempre più a borghi, campagne, laghi e località costiere lontane dai circuiti più affollati. Dalla Lunigiana al Monferrato, dal Lago Trasimeno alla Tuscia, ecco i territori italiani che stanno conquistando l’interesse internazionale.

Dove vogliono comprare casa gli stranieri in Italia

Se la Toscana resta la regione italiana più richiesta dagli acquirenti internazionali, con il 14,33% delle preferenze, seguita da Sicilia, Lombardia, Puglia e Liguria, osservando le singole località si resta invece sorpresi. Accanto a destinazioni celebri come Ostuni, Noto, Roma, Tropea e Sanremo, compaiono infatti piccoli comuni e territori meno conosciuti dal turismo internazionale.

Ostuni, la Città Bianca della Puglia
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Ostuni, la Città Bianca

Tra le aree che attirano maggiormente l’interesse figurano Lunigiana, Lago Trasimeno, Monferrato, Garfagnana, Maremma, Sabina, Langhe e Tuscia. A renderle interessanti è il possibile vantaggio economico rispetto alle località più famose, ma anche la ricerca di tranquillità, natura, spazio e autenticità, senza rinunciare alla possibilità di raggiungere facilmente le principali attrazioni.

Lunigiana primavera
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Il centro storico di Pontremoli, in Lunigiana

Un altro dato racconta bene questo cambiamento: il 7,4% delle richieste immobiliari viene effettuato da utenti stranieri mentre si trovano già in Italia. Il viaggio può quindi diventare il punto di partenza per conoscere territori inizialmente esclusi dall’itinerario e, successivamente, immaginare di acquistare una casa.

Anche la distanza dal mare sembra confermare la ricerca di un equilibrio diverso: il 54,84% delle richieste riguarda immobili situati entro 10 chilometri dalla costa, mentre soltanto il 19,06% cerca una casa a meno di un chilometro dal mare. Quasi il 70% della domanda, inoltre, si concentra su immobili dal valore inferiore ai 250 mila euro, mentre il valore medio dell’abitazione ricercata è di 396.807 euro.

La classifica dei 20 comuni italiani più cercati

La classifica mostra un’Italia molto diversa da quella delle tradizionali destinazioni del turismo internazionale. Ostuni si trova al primo posto, ma subito dopo compaiono località meno scontate come Tortora, Caltagirone, Castiglione del Lago e San Siro.

Ecco i 20 comuni italiani più richiesti dagli acquirenti esteri nel primo semestre 2026:

1. Ostuni (BR);
2. Tortora (CS);
3. Caltagirone (CT);
4. Noto (SR);
5. Castiglione del Lago (PG);
6. San Siro (CO):
7. Urbe (SV);
8. Roma (RM);
9. Fivizzano (MS);
10. Carovigno (BR);
11. Parghelia (VV);
12. Tropea (VV);
13. Scalea (CS);
14. Lucca (LU);
15. Sanremo (IM);
16. Bagni di Lucca (LU);
17. Ceglie Messapica (BR);
18. Nizza Monferrato (AT);
19. Terricciola (PI):
20. Siracusa (SR).

Giornata dei Laghi 2026: 8 specchi d’acqua italiani da vedere almeno una volta nella vita

27 août 2026 à 11:46

L’estate italiana non è solo mare: lontano dalle coste affollate di sdraio e ombrelloni, esiste infatti un’altro Paese fatto di acque altrettanto cristalline, montagne, boschi e piccoli borghi affacciati sugli specchi d’acqua.

In occasione della Giornata dei Laghi 2026, abbiamo selezionato otto tra i laghi più belli d’Italia: alcuni sono grandi classici conosciuti in tutto il mondo, altri sono angoli più tranquilli e sorprendenti, ma tutti hanno qualcosa di speciale da raccontare.

Addio a Yayoi Kusama, dove vedere le opere della regina dei pois

27 août 2026 à 10:30

Yayoi Kusama, la regina dei pois, nota per le sue bizzarre zucche colorate e le celebri Infinity Mirror Rooms, non c’è più. L’artista giapponese ci ha lasciati il 14 agosto 2026 a Tokyo, all’età di 97 anni, come annunciato dalla fondazione che porta il suo nome e dal Yayoi Kusama Museum. Fino agli ultimi giorni Kusama ha continuato a dipingere, lasciando un’eredità artistica destinata a sopravvivere ben oltre la sua morte.

Per decenni ha trasformato paure, ossessioni e visioni nella sua cifra stilistica: pois, reti infinite, zucche, specchi e installazioni immersive sono diventati simboli dell’arte contemporanea giapponese nel mondo. Oggi le sue opere si trovano nei più importanti musei internazionali, come al MOMA di New York, ma è soprattutto il Giappone a custodire alcuni dei luoghi più significativi per entrare nel suo universo.

Chi era Yayoi Kusama

Nata nel 1929 a Matsumoto, nella prefettura di Nagano, Kusama iniziò a disegnare già da bambina, sviluppando quei motivi ripetitivi di punti e reticoli che sarebbero diventati la sua firma. Dopo gli studi di pittura a Kyoto, nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti. Qui, negli anni Sessanta, entrò nel cuore dell’avanguardia e sperimentò pittura, scultura, performance e happening.

Yayoi Kusama, opere
IPA Agency
Una delle stravaganti opere dell’artista giapponese

Nel 1973 tornò in Giappone e scelse di vivere volontariamente in un ospedale psichiatrico di Tokyo, continuando però a lavorare quotidianamente nel suo studio. La consacrazione internazionale arrivò soprattutto dagli anni Novanta, quando le sue opere conquistarono musei, collezionisti e, più recentemente, anche il pubblico dei social network.

Dove vedere oggi le opere di Yayoi Kusama

Tokyo: il Yayoi Kusama Museum

Il punto di partenza ideale è il Yayoi Kusama Museum, nel quartiere Shinjuku di Tokyo, inaugurato nel 2017. È il luogo più diretto per entrare nell’universo dell’artista e conoscere le diverse fasi della sua carriera. Il museo ospita esposizioni temporanee che cambiano periodicamente e opere caratterizzate dai motivi più celebri di Kusama. Tra gli elementi più esemplari ci sono le Infinity Mirror Rooms, ambienti ricoperti di specchi nei quali luci e forme sembrano moltiplicarsi all’infinito.

Il museo è visitabile esclusivamente con biglietto acquistato online e ingresso a orario prestabilito. Al momento l’esposizione KUSAMA’s POP è in programma fino al 30 agosto 2026, mentre dal 8 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 sarà visitabile The Light Spreads Out, and Glittering Things Start Appearing All Around Me.

Un esempio di "Infinity Mirrored Room" di Yayoi Kusama
ANSA
Un esempio di “Infinity Mirrored Room” di Yayoi Kusama

Naoshima: la zucca gialla sul Mare Interno di Seto

Se esiste un’immagine capace di rappresentare Yayoi Kusama, è probabilmente quella della zucca gialla a pois neri di Naoshima. La monumentale Pumpkin è installata sul molo dell’isola di Naoshima, nel Mare Interno di Seto, uno dei luoghi più importanti del Giappone per l’arte contemporanea.

La zucca dialoga con il paesaggio marino e con l’architettura dei musei dell’isola. A Naoshima si trova anche una seconda zucca di Kusama, questa volta rossa, nei pressi del porto di Miyanoura.

Matsumoto: nella città natale dell’artista

Il Matsumoto City Museum of Art conserva una delle collezioni più importanti dedicate all’artista e presenta un’esposizione permanente che attraversa diverse fasi della sua produzione, dai primi lavori alle opere più recenti. All’esterno del museo si trova inoltre The Visionary Flowers, una monumentale installazione floreale alta oltre 10 metri.

L’esposizione Yayoi Kusama: The Place for My Soul è attualmente visitabile durante tutto l’anno e racconta il percorso artistico dell’artista attraverso opere che affrontano temi ricorrenti come infinito, amore, vita, morte e universo.

Fukuoka: le Infinity Nets

Il Fukuoka Art Museum, sull’isola di Kyushu, conserva opere di Kusama appartenenti soprattutto alla serie delle Infinity Nets, una delle produzioni più importanti della sua carriera. Questi dipinti sono caratterizzati da una fitta successione di piccoli archi e motivi ripetuti che sembrano estendersi senza fine sulla superficie della tela.

Hakone: arte e natura al Pola Museum

Anche Hakone, celebre destinazione termale e naturalistica non lontana da Tokyo, è legata all’universo di Kusama. Il Pola Museum of Art ha ospitato opere dell’artista e mostre dedicate al suo percorso creativo e oggi è una tappa particolarmente interessante per chi vuole inserire Kusama all’interno di un itinerario più ampio tra Tokyo, il Monte Fuji e Hakone.

Kirishima: le opere monumentali all’aperto

Per vedere Kusama fuori dalle tradizionali sale museali si può raggiungere il Kirishima Open-Air Museum, nella prefettura di Kagoshima. Qui le opere dell’artista entrano direttamente nel paesaggio. Tra le installazioni più scenografiche figura Flowers of Shangri-La, un insieme di grandi fiori colorati che trasformano l’ambiente naturale in una sorta di giardino surreale.

Opera "Flowers of Shangri-La" di Yayoi Kusama
IPA
The Visionary Flowers – Matsumoto

Le opere di Kusama nel mondo

Al The Broad di Los Angeles sono presenti due Infinity Mirror Rooms: The Souls of Millions of Light Years Away e Longing for Eternity. La prima richiede una prenotazione specifica, mentre la seconda è normalmente accessibile senza prenotazione.

Anche l’Europa continua a celebrare la sua eredità. Dal 12 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, lo Stedelijk Museum di Amsterdam ospiterà la tappa finale della grande retrospettiva europea dedicata a Kusama, dopo le esposizioni alla Fondation Beyeler e al Museum Ludwig di Colonia.

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