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Qui è dove si nasconde il fantasma dell’Amleto: Castello di Kronborg, il guardiano di pietra del mare del nord

25 octobre 2026 à 13:00

Sulle coste settentrionali della Danimarca, le acque dello stretto di Øresund separano due Paesi che per secoli si sono contesi il controllo dei commerci marittimi. E proprio nel punto più stretto si erge nei cieli una fortezza che sembra appartenere contemporaneamente sia alla storia che alla letteratura. È il Castello di Kronborg, un imponente edificio rinascimentale affacciato sul mare, celebre in tutto il mondo per aver ispirato l’ambientazione dell’Amleto di William Shakespeare.

Con le torri ricoperte da tetti verdi, le facciate rivestite di pietra chiara e le possenti fortificazioni, ha un passato fatto di sovrani ambiziosi, guerre, ricevimenti sontuosi e navi mercantili. Del resto la sua posizione geografica favorevole lo trasformò in uno dei principali simboli del potere della monarchia danese.

Kronborg domina la città portuale di Helsingør, chiamata Elsinore in inglese, e dal 2000 fa parte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Breve storia del Castello di Kronborg e le sue leggende

Agli inizi del XV secolo, il re Erik di Pomerania ordinò la costruzione di una fortezza chiamata Krogen proprio su quel tratto di costa da cui era possibile sorvegliare il passaggio delle imbarcazioni dirette verso il Mar Baltico (e riscuotere, contemporaneamente, un pedaggio sul traffico commerciale).

Il pagamento del cosiddetto Sound Toll, il dazio dello stretto, garantiva alla Corona entrate considerevoli, destinate a finanziare progetti reali e a consolidare il prestigio del regno. Una trasformazione decisiva arrivò nel 1574, quando Federico II avviò la ricostruzione della vecchia fortezza per trasformarla in una residenza degna della monarchia. Il progetto diede vita a uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale dell’Europa settentrionale.

Oltre all’uso di una costosa pietra arenaria proveniente dalla Scania e da Gotland, vennero aggiunti tetti in rame, guglie dorate e decorazioni raffinate con lo scopo di impressionare mercanti, ambasciatori e rappresentanti delle corti straniere. Kronborg divenne così anche il teatro della vita privata di Federico II e della moglie Sofia di Meclemburgo-Güstrow: le sale erano spesso sede di ricevimenti, banchetti e feste accompagnate dalla musica,.

Nel 1629 un terribile incendio devastò gran parte degli interni e per questo il figlio di Federico II, Cristiano IV, promosse una ricostruzione che ne conservò sostanzialmente l’aspetto rinascimentale. Altri avvenimenti drammatici segnarono la sua storia, tra cui l’occupazione e il saccheggio da parte delle truppe svedesi di Carlo X Gustavo nel 1658. La fortezza tornò sotto il controllo danese nel 1660 e, nei secoli successivi, assunse funzioni prevalentemente militari.

La fama internazionale del castello però è strettamente legata a William Shakespeare, che ambientò la tragedia di Amleto proprio nella corte di Elsinore. Le mura, i bastioni e le terrazze affacciate sul mare richiamano immediatamente le scene della tragedia, soprattutto quelle legate all’apparizione del fantasma del padre di Amleto.

Accanto alla letteratura vive pure una leggenda profondamente radicata nella cultura locale, quella di Holger Danske, conosciuto anche come Holger il Danese. Si racconta che questo valoroso guerriero riposi nei sotterranei della fortezza, pronto a risvegliarsi soltanto quando la patria si troverà davanti a un pericolo estremo.

Visita al Castello di Kronborg

Superate le fortificazioni esterne, questo gioiello della Danimarca rivela una personalità assai diversa da quella suggerita dai suoi bastioni. Il cortile interno è circondato da facciate rinascimentali, torri slanciate, finestre regolari e dettagli scolpiti nella pietra. In sostanza, ci si rende conto che l’architettura militare lascia progressivamente spazio all’eleganza di una residenza reale.

Facciata del Castello di Kronborg, Danimarca
iStock
Il cortile del Castello di Kronborg

La visita permette di esplorare gli ambienti di rappresentanza, gli appartamenti storici, la cappella e le casematte sotterranee. Kronborg presenta un impianto quadrangolare, circondato da bastioni, fossati e terrapieni progettati per resistere agli attacchi nemici. Dal cortile si distinguono le proporzioni armoniose delle facciate, le torri angolari e i particolari decorativi.

Raggiungendo gli spazi panoramici delle fortificazioni, lo sguardo incontra lo Øresund, attraversato ancora oggi da traghetti e grandi navi commerciali. Sulla sponda opposta appare Helsingborg, in territorio svedese. Uno degli ambienti più impressionanti è senza dubbio la Grande Sala, che con i suoi circa 62 metri di lunghezza rappresenta uno dei più vasti saloni rinascimentali dell’Europa settentrionale.

Dimensioni che, manco a dirlo, consentono di intuire la grandiosità delle celebrazioni durante le quali musica, danze e ricchi allestimenti contribuivano a manifestare la potenza economica della monarchia. Poi ci sono le stanze, ricostruite e riallestite a seguito dell’incendio del 1629, che testimoniano le abitudini e il gusto delle famiglie che abitarono Kronborg tra il XVI e il XVII secolo.

Arredi storici, ritratti e decorazioni evocano gli spazi riservati ai sovrani, lontani dal cerimoniale dei grandi ricevimenti. Un’attenzione speciale la merita la cappella: sopravvissuta al grande incendio, conserva un ricco apparato decorativo in legno, con intagli elaborati, gallerie e banchi storici.

Per molti, tuttavia, la parte più suggestiva della visita si trova diversi metri al di sotto degli ambienti reali, ovvero presso le casematte. Parliamo di una rete di corridoi sotterranei e stanze voltate, originariamente utilizzati per proteggere i soldati durante gli assedi e custodire armi e rifornimenti.

Nei passaggi più bui, tra volte basse e ambienti spogli, emerge la dimensione militare del castello, distante dallo splendore della residenza sovrana. In una delle camere sotterranee, inoltre, appare la grande figura di Holger Danske, seduto con il capo chino, immerso nel suo sonno leggendario. Stando ai racconti popolari, il gigante rimarrà immobile finché la Danimarca sarà al sicuro.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Kronborg sorge a Helsingør, città portuale della Danimarca nordorientale, sull’isola di Selandia. Dista circa 45 chilometri da Copenaghen ed è possibile raggiungerlo comodamente in treno. I collegamenti regionali diretti partono dalla stazione centrale della Capitale e raggiungono Helsingør in circa 45-55 minuti. Dalla stazione ferroviaria, il maniero dista approssimativamente 15 minuti a piedi, seguendo la zona del porto.

Vale la pena riservare qualche ora anche alla cittadina, caratterizzata da antiche abitazioni mercantili, strade acciottolate e testimonianze del suo passato commerciale. Per la visita al castello è opportuno controllare gli orari aggiornati sul sito ufficiale di Kronborg, poiché variano durante l’anno.

Qui puoi navigare sul lago sotterraneo più grande d’Europa: Seegrotte, un segreto nelle viscere d’Austria

25 octobre 2026 à 12:00

Sul piano stradale la vita segue i suoi ritmi abituali: ci sono i boschi che impreziosiscono i dintorni di Vienna, persone che ogni giorno vanno a lavorare e la quotidianità, fatta di gioie ma anche di difficoltà. Sotto, a ben 60 metri di profondità, si sviluppa un mondo diverso, un lago dalle acque immobili tra possenti pareti rocciose e attraversato da piccole imbarcazioni. E qui il tempo pare scorrere diversamente, poiché scandito dal suono dell’acqua e dalle luci che illuminano le antiche gallerie minerarie.

È la Seegrotte di Hinterbrühl, considerata il più grande lago sotterraneo d’Europa, con una superficie di circa 6.200 metri quadrati. Un primato che, però, è dovuto a un passato per alcuni aspetti sorprendente: il tutto nacque da un incidente industriale avvenuto nel 1912. La Seegrotte sfoggia perciò un paesaggio modellato dal lavoro umano e, solo successivamente, trasformato dall’acqua.

Oggi il complesso costituisce una delle attrazioni più particolari nei dintorni della Capitale austriaca, anche perché consente di navigare sotto terra in uno scenario che conserva ancora le tracce del proprio passato.

Origine e storia della Seegrotte

Tantissimi anni fa le colline attorno a Hinterbrühl erano conosciute per i loro giacimenti di gesso, un minerale impiegato in diversi settori, dall’edilizia all’agricoltura. Erano famose già nel XVIII secolo, ma mai come nel 1848, quando durante lo scavo di un pozzo un mugnaio individuò uno strato di gesso a circa 5 metri di profondità. La scoperta favorì l’avvio delle attività estrattive, inizialmente destinate soprattutto alla produzione di materiale utilizzato per migliorare i terreni agricoli.

Nel giro di pochi anni prese forma un articolato sistema minerario, dove i lavoratori estraevano il minerale dalle pareti al punto da ampliare progressivamente gli spazi e realizzare ambienti destinati al trasporto del materiale. Tutto cambiò improvvisamente nel 1912: durante un’operazione di brillamento, una detonazione provocò l’ingresso di un’enorme quantità d’acqua nelle cavità sotterranee.

Circa 20 milioni di litri invasero gli ambienti estrattivi, rendendo impossibile proseguire il lavoro. Fu proprio da quell’episodio che nacque il grande lago che oggi costituisce l’attrazione principale della Seegrotte. Il fatto particolarmente curioso è che pur apparendo completamente isolato dal mondo esterno, il suo equilibrio richiede un intervento costante. In assenza di uno scarico naturale, durante la notte vengono pompati circa 50-60 metri cubi d’acqua verso il torrente Mödlingbach, mantenendo stabile il livello.

L’apertura ufficiale al pubblico arrivò nel 1932, con l’introduzione di un pontone militare riutilizzato e di un’imbarcazione elettrica per attraversare il lago. Il successo fu piuttosto rapido: già tra il 1937-1938 questo angolo d’Austria accoglieva circa 50.000 visitatori all’anno.

La storia travagliata della Seegrotte non è però finita qui e, anzi, nasconde persino una pagina dolorosa della storia europea. Nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, le autorità naziste requisirono il complesso per trasferirvi parte della produzione aeronautica della società Heinkel. Il lago fu prosciugato temporaneamente per sfruttare i locali sotterranei per produrre componenti e fusoliere del caccia a reazione Heinkel He 162.

Per queste lavorazioni furono impiegati prigionieri sottoposti a lavoro forzato, provenienti dal sistema concentrazionario di Mauthausen. Nei pressi della miniera sorse il sottocampo di Hinterbrühl, tristemente legato alle condizioni disumane imposte ai detenuti. Nell’aprile del 1945, durante l’evacuazione del campo, 52 prigionieri impossibilitati a partire furono assassinati. Altri morirono durante la marcia forzata verso Mauthausen.

Oggi i resti delle installazioni industriali e gli elementi commemorativi permettono di conoscere questa vicenda. Terminata la guerra, la Seegrotte tornò progressivamente alla sua funzione turistica.

Visitare la Seegrotte Hinterbrühl

Si accede alla Seegrotte attraverso un passaggio che conduce gradualmente lontano dalla luce naturale. La visita si svolge tramite un percorso guidato che ripercorre le principali fasi della storia mineraria, fino a raggiungere il lago. Nella parte superiore del complesso si attraversano gallerie scavate nel gesso, segnate dalle attività estrattive del XIX secolo.

Le pareti presentano superfici irregolari, nicchie e aperture laterali che testimoniano l’avanzamento dei lavori. Particolarmente interessante è la cappella di Santa Barbara, piccolo luogo di raccoglimento che ricorda il rapporto tra il pericolo del mestiere e la devozione religiosa. Santa Barbara, infatti, rappresentava la patrona dei minatori.

Il momento più atteso arriva, chiaramente, raggiungendo il livello inferiore, quando si apre un’ampia superficie d’acqua circondata dalla roccia e illuminata da luci che producono riflessi sulle pareti. Salendo sulle piccole imbarcazioni i visitatori hanno l’opportunità di fluttuare lentamente, ma sempre osservando da vicino le superfici rocciose e i giochi di luce creati sull’acqua.

Il silenzio è uno degli aspetti più caratteristici dell’esperienza: le voci si propagano negli ambienti sotterranei, mentre il movimento della barca permette di ammirare il complesso da una prospettiva completamente diversa rispetto ai passaggi percorsi a piedi.

Per completare il percorso guidato, compresa la navigazione, occorrono generalmente circa 45 minuti. La temperatura interna rimane costante durante le stagioni (più o meno 9 gradi), rendendo indispensabili una giacca e scarpe chiuse con una buona aderenza. La Seegrotte è visitabile durante l’anno, secondo il calendario di apertura, e i biglietti possono essere acquistati direttamente sul posto.

Dentro la Seegrotte di Hinterbrühl, Austria
iStock
Dentro la Seegrotte di Hinterbrühl, posto unico

Dove si trova e come arrivare

La Seegrotte si trova a Hinterbrühl, un comune della Bassa Austria situato nel distretto di Mödling, circa 15 chilometri a sud di Vienna. Il territorio appartiene alla fascia collinare del Wienerwald, il Bosco Viennese, una vasta area caratterizzata da foreste, piccoli centri abitati e antiche testimonianze storiche. L’indirizzo preciso è Grutschgasse 2a, 2371 Hinterbrühl.

In automobile si raggiunge il paese attraverso la rete stradale che collega Vienna alla zona di Mödling, utilizzando anche l’autostrada A21 in base al punto di partenza. Il viaggio dal settore meridionale della Capitale richiede generalmente 20-30 minuti, con variazioni legate al traffico.

Chi preferisce i mezzi pubblici, può valutare di raggiungere Mödling in treno da Vienna e proseguire con gli autobus locali diretti a Hinterbrühl. Prima della partenza è consigliabile verificare linee, fermate e coincidenze aggiornate. La posizione permette inoltre di abbinare l’escursione ad altre località della Bassa Austria, tra cui Mödling, Baden e Gumpoldskirchen, quest’ultima conosciuta per la tradizione vinicola.

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La spettacolare gola rossa che nasconde il Pulpito del Diavolo: Finnich Glen, angolo segreto della Scozia

23 octobre 2026 à 14:00

Nella misteriosa campagna scozzese, tra folti boschi, prati smeraldo e strade che attraversano piccoli villaggi, si nasconde una frattura nella roccia profonda oltre 20 metri in cui scorre un torrente che attraversa uno stretto corridoio di pietra dalle incredibili sfumature rossastre. È Finnich Glen, una delle gole più suggestive della Scozia, conosciuta soprattutto con il soprannome di Devil’s Pulpit, il Pulpito del Diavolo.

Un nome che potrebbe sembrare inquietante, ma che nei fatti gli calza a pennello: le pareti sembrano chiudersi sopra l’acqua, il muschio riveste quasi interamente le superfici rocciose e la luce del giorno raggiunge il fondo soltanto attraverso le aperture lasciate dalla vegetazione.

A rendere ancora più particolare Finnich Glen contribuiscono le storie di presunti rituali druidici, le leggende legate al Diavolo e una celebre scena della serie televisiva Outlander. Ma, molto prima dell’arrivo delle telecamere, questa piccola meraviglia naturale aveva già attirato l’attenzione di viaggiatori e studiosi.

Origine, formazione e leggende di Finnich Glen

Il mistico spettacolo che possiamo ammirare oggi si deve all’azione dell’acqua sulla roccia. Per un lunghissimo periodo il Carnock Burn, un piccolo torrente, ha eroso progressivamente il terreno, incidendo gli strati di arenaria e formando una gola stretta e tortuosa. La corrente ha sfruttato le caratteristiche della pietra, consumandola lentamente e dando vita a un paesaggio che presenta superfici levigate, sporgenze e piccoli salti d’acqua.

L’arenaria appartiene alle formazioni sedimentarie caratteristiche di questa parte della Scozia. La sua colorazione rossastra è legata alla presenza di minerali contenenti ferro, mentre l’aspetto attuale della gola deriva dall’erosione esercitata dal torrente. Proprio la pietra contribuisce a uno degli effetti più sorprendenti: l’acqua che non smette mai di scorrere sembra assumere una tonalità rosso sangue, soprattutto nei tratti poco profondi. Nei fatti è “semplicemente” un fenomeno ottico legato al colore dell’arenaria sottostante, che diventa particolarmente evidente per via del contrasto con la vegetazione.

L’umidità costante, infatti, favorisce la crescita di muschi e felci che a loro volta rivestono le superfici verticali, mentre dall’alto pendono rami, radici e arbusti. Finnich Glen e Devil’s Pulpit vengono spesso utilizzati per indicare lo stesso luogo, ma in origine i nomi identificavano due elementi differenti.

Il primo si riferisce all’intera gola, mentre il secondo apparteneva a una particolare formazione rocciosa presente nel torrente. La pietra, dalla caratteristica sagoma tondeggiante simile a un fungo, ricorda proprio un piccolo pulpito naturale. Secondo una leggenda locale, il Diavolo avrebbe pronunciato i propri sermoni davanti ai suoi seguaci da quella stessa roccia, circondato dalle inquietanti acque rossastre.

Altri racconti gli attribuiscono un passato legato ai druidi, i sacerdoti delle antiche popolazioni celtiche, che avrebbero utilizzato la gola per cerimonie e riunioni segrete. Alcune versioni della tradizione popolare evocano persino rituali praticati dalle streghe.

Visitare Finnich Glen, tra la Scala di Giacobbe e i luoghi di Outlander

A disposizione dei (coraggiosi?) visitatori c’è un percorso sterrato che attraversa il bosco e segue il margine superiore della fenditura, dalla quale si intravedono le pareti rocciose e il torrente parecchi metri più in basso. Il passaggio più impegnativo è senza dubbio rappresentato dalla Jacob’s Ladder, la Scala di Giacobbe, conosciuta anche con il nome di Devil’s Steps, i Gradini del Diavolo.

Si tratta di un’antica scalinata grazie a cui scendere lungo uno dei fianchi della gola. I gradini sono irregolari, in parte deteriorati e spesso ricoperti di fango, per questo richiedono particolare attenzione anche durante la risalita. Non è impossibile intravedere delle corde lungo il tragitto, ma è bene sapere che sono prive di garanzie di manutenzione e sicurezza.

Sul fondo, quando le condizioni consentono di raggiungerlo, il paesaggio si riempie di pareti che diventano imponenti, la luce diminuisce e il torrente occupa buona parte dello spazio disponibile. Piccole cascate interrompono il corso dell’acqua, mentre le rocce assumono sfumature che vanno dal rosso mattone al marrone scuro.

Finnich Glen, Pulpito del Diavolo
iStock
Alcune cascate dentro Finnich Glen

Tra le ragioni della sempre maggiore popolarità di Finnich Glen c’è la serie televisiva Outlander. La gola appare infatti nel sesto episodio della prima stagione, intitolato The Garrison Commander, e rappresenta la misteriosa St Ninian’s Spring, conosciuta anche con il nome di Liar’s Spring, la Fonte del Bugiardo.

Nella storia, Dougal MacKenzie conduce Claire Randall presso una sorgente alla quale vengono attribuiti poteri soprannaturali. Secondo la credenza raccontata dal personaggio, chi beve quell’acqua e pronuncia una menzogna subisce una terribile punizione. E, come è possibile immaginare, il paesaggio di Finnich Glen si presta perfettamente alla scena.

Finnich Glen presenta caratteristiche particolari durante tutto l’anno: in primavera e in estate la vegetazione appare particolarmente rigogliosa, mentre in autunno le foglie assumono tonalità dorate e ramate che contrastano con la pietra. Le condizioni meteorologiche, tuttavia, incidono moltissimo sulla possibilità di visita.

Anche dopo diversi giorni asciutti, la gola può conservare fango e superfici scivolose. Le precipitazioni possono inoltre aumentare la portata del Carnock Burn, rendendo rischioso l’accesso al fondo. Sono indispensabili scarpe da trekking con buona aderenza e abbigliamento adatto all’umidità. È opportuno evitare il percorso con pioggia, acqua alta, scarsa visibilità o dubbi sulla stabilità del terreno.

Dove si trova e come arrivare

L’affascinante Finnich Glen si trova nella Scozia centro-occidentale, nella regione amministrativa di Stirling, nei pressi dei villaggi di Killearn e Croftamie. In sostanza è poco distante dalla parte meridionale del Loch Lomond & The Trossachs National Park, una delle principali aree naturalistiche del Paese.

La posizione rende possibile inserire Finnich Glen in un itinerario nella zona di Loch Lomond, oppure durante un viaggio tra Glasgow e Stirling. Per raggiungere l’area in automobile si percorre la strada A809, nelle vicinanze dell’incrocio con la B834. Il punto di accesso alla gola si trova nei pressi del Finnich Bridge, il ponte che attraversa il Carnock Burn.

La questione del parcheggio merita particolare attenzione: la zona presenta spazi di sosta molto limitati e lungo diversi tratti stradali sono state introdotte restrizioni per impedire fermate pericolose. Se si vuole optare per i trasporti pubblici si può fare, ma consapevoli del fatto che è piuttosto complicato. Alcuni collegamenti della zona permettono di avvicinarsi ai villaggi circostanti, ma l’ultimo tratto richiede spostamenti su strade rurali, talvolta prive di marciapiedi. Orari e disponibilità degli autobus vanno verificati prima della partenza.

Negli ultimi anni sono stati proposti interventi per migliorare l’accoglienza dei visitatori, tra cui un centro dedicato, parcheggi e percorsi più sicuri. La presenza di questi progetti, tuttavia, va distinta dalle infrastrutture effettivamente disponibili al momento del viaggio.

Château de Breteuil, il castello vicino a Parigi dove le fiabe di Cenerentola e Pollicino prendono vita

Par : losiangelica
21 octobre 2026 à 15:30

Basta allontanarsi pochi chilometri dalla frenesia di Parigi per essere catapultati in un mondo fiabesco all’interno di un edificio che sembra volerci far pronunciare la frase “c’era una volta”. Viali incorniciati da alberi secolari e angoli da cartolina: Château de Breteuil non è uscito da un libro illustrato, anche se sembrerebbe. Simbolo della campagna francese, si raggiunge facilmente dal capoluogo e sembra essere questo il posto in cui Cenerentola ritrova la magia del ballo e Pollicino torna a lasciare traccia. Il mood? Un mix irresistibile di royal vibes e nostalgia d’infanzia con irrinunciabili atmosfere da sogno. Perfetto per una gita fuori porta capace di far brillare gli occhi a tutte le età.

Château de Breteuil, il castello delle fiabe vicino a Parigi

Nascosto tra le colline verdi della Valle di Chevreuse, a Choisel, lo Château de Breteuil conquista già al primo sguardo: mattoni rosati, pietra chiara, tetti d’ardesia e aiuole geometriche compongono uno scenario decisamente da fiaba. Ci spostiamo indietro nel tempo fino al 1712 per la sua costruzione ma il dettaglio magico arriva dal legame di amicizia tra Charles Perrault, l’autore di fiabe, e Louis de Breteuil che ha ispirato la trasformazione del parco in un universo narrativo. E all’interno del castello francese c’è persino un tesoro degno di una leggenda: la preziosa Tavola di Teschen, realizzata nel 1779 e un tempo custodita dalla famiglia. Oggi non è più nel castello, ma fa parte delle collezioni del Louvre. Una vera chicca di storia, arte e diplomazia!

Cosa vedere a Château de Breteuil

Saloni raffinati, biblioteche, camere arredate e antiche cucine raccontano la vita quotidiana della nobiltà francese. A rendere tutto ancora più scenografico ci pensano circa cinquanta figure di cera del Musée Grévin: personaggi storici a grandezza naturale che popolano le sale e ricreano incontri, cerimonie e momenti familiari. Tra i protagonisti compaiono Maria Antonietta, Luigi XVI e Marcel Proust. Nelle dépendance del castello prendono vita otto fiabe di Charles Perrault attraverso scenografie, luci, suoni e personaggi animati. Cenerentola, Pollicino, Il Gatto con gli Stivali, Cappuccetto Rosso e La Bella Addormentata diventano piccoli mondi in cui immergersi.

Fuori, la magia cambia colore. Il parco si estende per 75 ettari tra giardini alla francese, specchi d’acqua, siepi scolpite e sentieri ombreggiati. Il romantico Giardino dei Principi regala fioriture, pergolati e angoli delicatissimi, mentre il labirinto di bosso invita a perdersi per gioco, proprio come in una fiaba. E per chi viaggia in famiglia? Aree picnic, prati e spazi gioco rendono la giornata rilassata, senza fretta e con tante occasioni per fermarsi a sognare. Il consiglio è di ritagliarsi almeno mezza giornata: a Breteuil la parte più bella è concedersi il tempo di curiosare.

Lo Château de Breteuil vicino a Parigi
Getty Images
Lo Château de Breteuil è un castello da fiaba

Dove si trova e come raggiungere Château de Breteuil

Non è lontano dal centro di Parigi lo Château de Breteuil che dista appena 35 o 40 chilometri nella zona sud ovest; per poterlo raggiungere l’opzione più comoda e pratica è sicuramente con un’auto magari da noleggiare durante una vacanza in loco. Si procede verso Saclay per poi girare in direzione Chevreuse o in alternativa si può prendere l’A10 uscendo a Rochefort-en-Yvelines. Per chi preferisce usare i mezzi pubblici si può acquistare il biglietto della RER B fino a Saint-Rémy-lès-Chevreuse, da dove proseguire in taxi o con i collegamenti locali disponibili.

Alessandro Callari, Booking: “Cresce l’interesse per luoghi meno scontati”

20 octobre 2026 à 16:38

Nel 2027, il turismo abbandonerà ogni copione prestabilito per dare spazio all’effetto sorpresa e all’imprevisto. I dati che emergono dalla ricerca “Travel Predictions 2027” di Booking.com evidenziano che il 77% dei viaggiatori pianifica soggiorni per cimentarsi in esperienze fuori dai propri schemi. L’81% sceglie la meta ideale facendosi guidare dalle emozioni. Il 65% mostra interesse per forme di turismo insolite, come il “turismo paranormale” alla scoperta di cripte misteriose.

L’indagine è stata condotta online tra luglio e agosto 2026 su un campione complessivo di 28.230 persone in 33 Paesi, coinvolgendo adulti che prevedono di viaggiare nei successivi 12-24 mesi. Le destinazioni sono state selezionate filtrando tra le mille più prenotate su Booking nella prima metà del 2026 e ordinandole in base alla crescita percentuale rispetto all’anno precedente.

Attraverso l’analisi dei dati di prenotazione (tra gennaio e giugno 2026), Booking ha selezionato dieci destinazioni emergenti (presentate senza un ordine di ranking specifico) ideali per i viaggiatori del 2027:

Le 10 mete di tendenza del 2027

Reims (Francia)

Famosa per le storiche maison e cantine di Champagne scavate nel gesso sotterraneo, offre anche un ricco patrimonio culturale dominato dalla Cattedrale di Notre-Dame de Reims (luogo d’incoronazione dei sovrani di Francia) e una vivace tradizione enogastronomica (come i biscuits roses). È collegata a Parigi in meno di 45 minuti di treno ad alta velocità.

Monterey (California, USA)

Situata sulla Central Coast, unisce paesaggi oceanici spettacolari, un passato industriale legato a John Steinbeck (Cannery Row) e il celebre Monterey Bay Aquarium. È perfetta per il whale watching, il kayak tra le foreste di kelp e percorrere la scenografica 17-Mile Drive.

Sendai (Giappone)

Principale città della regione del Tohoku, offre ampi spazi naturali lontani dai flussi di massa, unendo uno stile di vita rilassato a testimonianze storiche come il Castello di Sendai e il mausoleo Zuihoden. È celebre per la lingua di manzo alla griglia (gyutan) e vicina alle sorgenti termali di Akiu Onsen e alla baia di Matsushima.

Rosario (Argentina)

Città creativa e informale adagiata sul fiume Paraná, nota per la passeggiata della Costanera, il vivace quartiere di Pichincha (ricco di jazz bar e locali), il Mercado del Patio e i legami storici con figure come Che Guevara e Lucio Fontana.

Puri (India)

Situata nell’India orientale sul Golfo del Bengala, unisce ampie spiagge sabbiose a tradizioni spirituali e di pesca. Ospita il sacro Tempio di Jagannath e rappresenta la porta d’accesso per il Tempio del Sole di Konark (UNESCO) e il lago Chilika.

Christchurch (Nuova Zelanda)

Rinata dopo i terremoti del 2010-2011, si è affermata come una delle realtà urbane più dinamiche e creative del Paese, attraversata dal fiume Ōtākaro Avon e vicina alle Alpi Meridionali e a Hagley Park.

Bratislava (Slovacchia)

Capitale a misura d’uomo lungo il Danubio, offre un centro storico medievale, palazzi barocchi, l’iconico castello sulla collina, mercati vivaci e vicinanza ai vigneti dei Piccoli Carpazi (Pezinok e Modra). Si trova a breve distanza da Vienna e Budapest.

Goiânia (Brasile)

Una delle prime città pianificate del Sudamerica (anni ’30), famosa per i suoi viali alberati, l’architettura Art Déco, il Mercado Municipal (con i prodotti tipici del Cerrado) e una vivace scena culturale e notturna nei quartieri di Setor Marista e Bueno.

Pescara (Italia)

Meta della costa adriatica caratterizzata da ampi litorali sabbiosi, ritmi rilassati, ottima cucina marinara (come il brodetto alla pescarese) e itinerari culturali legati a Gabriele D’Annunzio e al Museo delle Genti d’Abruzzo.

Asunción (Paraguay)

Capitale accogliente e ricca di contrasti, dal vivace Mercado 4 (tra erbe per il tereré e piatti tipici come il mbeju) ai monumenti storici come il Palacio de los López, fino ai locali e ristoranti contemporanei del quartiere Villa Morra.

Le evidenze della ricerca

Alla luce dei fatti, abbiamo chiesto un commento ad Alessandro Callai, Regional Manager Italia in Booking.com.

Alessandro, il mondo dei viaggi segue con grande attenzione il vostro report annuale. Quest’anno, nell’ambito di “Travel Predictions 2027”, sta suscitando particolare interesse la lista delle “Trending Destinations”. Di cosa si tratta esattamente?

Le nostre “Travel Predictions 2027” si basano su una ricerca condotta su oltre 28.000 viaggiatori in 32 Paesi e territori. Insieme alle previsioni, presentiamo anche le nostre “Trending Destinations”: dieci mete verso cui l’interesse è in crescita. Abbiamo stilato la lista sulla base dei nostri dati di prenotazione. Per essere incluse, le destinazioni dovevano figurare tra le mille più prenotate su Booking.com nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026. Le abbiamo poi ordinate in base alla crescita su base annua, con un limitato intervento editoriale per garantire un’adeguata varietà geografica. Ne è nata una lista eterogenea, che spazia da Sendai, in Giappone, a Goiânia, in Brasile, fino a Christchurch, in Nuova Zelanda.

Guardando questa lista internazionale, c’è un elemento ricorrente che accomuna destinazioni così diverse?

Molte di queste località si trovano vicino a mete più conosciute. Bratislava è a breve distanza da Vienna e Budapest. Reims è una meta a sé, non soltanto una gita in giornata da Parigi. Monterey, in California, offre una piacevole fuga affacciata sull’oceano. A unirle potrebbe essere più una sensazione che una caratteristica geografica. I viaggiatori sembrano attratti da città con una ricca vita culturale, dove possono rallentare e prendersi tutto il tempo che vogliono. Pensiamo a un pranzo che si prolunga fino al pomeriggio, o a una passeggiata senza una meta precisa. Sono luoghi da esplorare senza fretta, soffermandosi sui dettagli e lasciando che la giornata segua il suo corso. Forse il filo conduttore è proprio questo: il piacere della scoperta, a un ritmo più disteso.

E in Italia spicca Pescara. Come si inserisce in questo scenario?

Siamo orgogliosi che Pescara figuri tra le nostre “Trending Destinations”. L’Italia è una meta da sogno per molti viaggiatori internazionali, ma l’attenzione si concentra spesso sulle grandi città d’arte, come Roma e Firenze, o su località costiere molto amate, come la Costiera Amalfitana, il Gargano e il Salento. Pescara dimostra che c’è molto altro da scoprire lungo la costa adriatica, in Abruzzo. E riflette una tendenza che osserviamo anche nelle altre destinazioni: cresce l’interesse per luoghi meno scontati.

In “Travel Predictions 2027” parlate anche di “Going Off-Script” e “Vibe Check-In” (scegliere in base al proprio stato d’animo). In che modo Pescara si collega a queste nuove tendenze?

Pensiamo che sia in sintonia con entrambe. Dalla nostra ricerca emerge che il 77% dei viaggiatori è interessato a un viaggio del tutto fuori dai propri schemi, mentre l’81% sceglierebbe una destinazione soprattutto in base a come desidera sentirsi. Pescara è ideale per chi cerca un ritmo più lento: un lungo litorale sabbioso da esplorare a piedi o in bicicletta, mattinate in riva al mare e serate scandite dai tempi dell’aperitivo.

Quali altri elementi, secondo lei, rendono Pescara una destinazione così promettente per il prossimo anno?

Pescara racchiude molti degli aspetti che rendono speciale un viaggio in Italia: un’ottima cucina, una vivace vita culturale, il piacere di stare al mare e tanti luoghi meno conosciuti da esplorare nei dintorni. È una destinazione che invita i viaggiatori ad andare oltre le mete più familiari e a scoprire un volto diverso dell’Italia. Per questo, Pescara è una meta entusiasmante da esplorare nel 2027 e negli anni a venire.

Forbes si innamora della costa laziale: l’angolo d’Italia dove rivivono i miti degli dèi

Par : losiangelica
19 octobre 2026 à 12:00

Che l’Italia continui ad affascinare i turisti e i viaggiatori di tutto il mondo è chiaro, ma ci sono angoli lontani dalle classiche città d’arte che meritano di essere scoperti e tra essi c’è proprio la costa laziale, un angolo di paradiso dove rivivono i miti degli déi come racconta Forbes nel suo omaggio. Le rovine affacciate direttamente sul mare, le grotte misteriose e le leggende continuano ad attraversare i secoli mentre il Tirreno lambisce le coste dei borghi bianchissimi. Tra storia e mito, ecco i luoghi della costa laziale che hanno incantato il Forbes.

La costa laziale omaggiata dal Forbes

Siamo non lontani da Roma e a ricordarci la meraviglia di questo luogo è il Forbes che in un articolo dedicato ha sottolineato il fascino del percorso che congiunge San Felice Circeo a Gaeta ricordando le avventure di Ulisse e le tracce di un Medioevo ancora visibili.

Da queste parti, infatti, la mitologia non è soltanto qualcosa da leggere sui libri. Prende forma nel promontorio legato alla maga Circe, nelle antiche dimore imperiali e nei santuari che dominano il paesaggio dall’alto. La testata americana propone un itinerario di due giorni che parte dal Giardino di Ninfa, nell’entroterra pontino, e attraversa alcune delle località più suggestive della Riviera di Ulisse.

Cosa vedere lungo la costa laziale

Il viaggio può cominciare lontano dalla spiaggia, in un luogo che sembra appartenere a un altro mondo. Il Giardino di Ninfa, ai piedi dei Monti Lepini, è un intreccio di ruscelli, ponticelli, fiori e antiche rovine medievali avvolte dalla vegetazione. Il nome richiama le divinità delle acque sorgive, venerate in un antico santuario della zona. E passeggiando tra i resti delle chiese e le piante rigogliose non è difficile immaginare le ninfe nascoste tra i riflessi dell’acqua.

Giardini di Ninfa nel Lazio
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L’incanto dei Giardini di Ninfa

Ci si sposta poi verso il mare dove si possono incontrare alcune delle più affascinanti leggende della mitologia greca; a San Felice Circeo il profilo del promontorio richiama proprio la figura della maga Circe protagonista dell’Odissea. Il borgo con un fascino mediterraneo irresistibile invita a rallentare ed esplorare i sentieri attorno al paese. Altra tappa irrinunciabile quella di Terracina dove si trovano i resti del tempio di Giove Anxur. Le grandi arcate dell’antico santuario romano incorniciano un panorama che abbraccia la costa e, nelle giornate limpide, raggiunge le Isole Pontine. Sotto, la città si distende tra il centro storico e le spiagge sabbiose. Un contrasto meraviglioso: da una parte la grandiosità dell’antica Roma, dall’altra la leggerezza di una giornata al mare.

Case color latte, scalinate che si rincorrono e il blu del mare che compare all’improvviso tra i vicoli. Sperlonga ha tutto il fascino dei borghi mediterranei che fanno venire voglia di prolungare le vacanze. Eppure, dietro questa bellezza da cartolina, si nasconde una storia sorprendente. L’imperatore Tiberio scelse proprio questo tratto di costa per una delle sue residenze, impreziosita da una grotta naturale decorata con monumentali sculture ispirate alle avventure di Ulisse. Oggi i gruppi scultorei, tra cui quelli dedicati a Polifemo e Scilla, sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga.

Il borgo marinaro di Sperlonga
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L’affascinante borgo marinaro di Sperlonga

L’ultima tappa profuma di salsedine, storia e dolce vita. Gaeta accoglie i viaggiatori con il suo porto, le stradine del centro storico e l’imponente Castello Angioino-Aragonese, che domina il paesaggio. Anche il nome della città si perde nella leggenda: secondo il racconto virgiliano, sarebbe legato a Caieta, la nutrice di Enea. Poco lontano, sul Monte Orlando, il mausoleo di Lucio Munazio Planco ricorda invece il passato romano della città. Ma Gaeta sa essere anche semplicemente romantica. Basta seguire il profilo della costa, scoprire le calette nascoste tra le rocce e lasciarsi sorprendere dai panorami sul golfo.

Tra crateri ribollenti e leggende di draghi: alla scoperta dei vulcani di fango di Berca, in Romania

18 octobre 2026 à 14:00

Il visitatore si ritrova al cospetto di un terreno grigio, screpolato e attraversato da sottili rivoli di fango che scendono lungo piccoli coni dalla forma sorprendentemente regolare. Ogni tanto avverte anche un gorgoglio, poi poco dopo una bolla si gonfia lentamente, scoppia e lascia sulla superficie un cerchio che svanisce nel giro di pochi secondi. Tutto intorno succede la magia: colline verdi e un paesaggio rurale che sembra appartenere a un mondo completamente diverso.

Benvenuti ai vulcani di fango di Berca, conosciuti in Romania con il nome di Vulcanii Noroioși, uno dei fenomeni geologici più particolari dell’Europa orientale. Si trovano nella contea di Buzău, nella regione storica della Muntenia, ai piedi della curvatura dei Carpazi, e hanno una caratteristica che li rende particolarmente affascinanti: sono (piccoli) vulcani veri e propri, ma al posto della lava incandescente emettono fango freddo.

Alcune di queste formazioni raggiungono diversi metri di altezza, altre assomigliano a minuscoli crateri appena “sbocciati” dal sottosuolo. La vegetazione, quasi completamente assente nelle aree più attive, accentua il carattere surreale di questo territorio, talvolta soprannominato le Porte dell’Inferno. Dal 2022, i vulcani fanno parte del Buzău Land UNESCO Global Geopark, un territorio riconosciuto per il suo straordinario patrimonio geologico e culturale.

Origine, formazione e leggende dei vulcani di fango di Berca

Il sottosuolo di Buzău si caratterizza per la presenza di idrocarburi, acque sotterranee e strati di rocce argillose. I gas naturali (soprattutto metano) risalgono attraverso fratture e discontinuità del terreno, trascinando acqua e sedimenti fini. Durante la risalita, questi materiali si mescolano fino a formare una sostanza densa che raggiunge la superficie attraverso piccole aperture.

Vulcani di Berca, Romania
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Il ribollire dei vulcani di Berca

La pressione provoca il caratteristico ribollio, sebbene il fango sia freddo.  Una volta espulso scivola lungo i bordi del cratere, si accumula e progressivamente si asciuga. Le successive eruzioni depositano nuovi strati sui precedenti, contribuendo alla formazione dei piccoli edifici conici. L’attività è continua ma variabile, perché alcune bocche si esauriscono mentre altre si aprono nelle vicinanze e le colate modificano lentamente il profilo delle distese argillose.

Molto prima delle spiegazioni scientifiche, però, gli abitanti di questo angolo di Romania avevano cercato nelle creature fantastiche una risposta a quelle strane manifestazioni sotterranee. Secondo una leggenda locale, la terra grigia e screpolata ricorderebbe la pelle di un enorme drago nascosto nelle profondità.

Il movimento del fango, quindi, sarebbe legato alla presenza del mostro che ancora oggi vivrebbe sotto le colline. Un’altra narrazione racconta di un drago a sette teste, la cui storia è oggi richiamata anche lungo il percorso tematico di Pâclele Mici.

Visitare i vulcani di fango di Berca, cosa vedere tra crateri e paesaggi lunari

La visita si sviluppa principalmente tra Pâclele Mari e Pâclele Mici, le due aree più conosciute della riserva che sono anche connesse tra loro da un itinerario escursionistico. Alle distese argillose, quasi prive di vegetazione, si alternano pendii erbosi, con il contrasto tra il verde delle colline e il grigio minerale dei crateri.

Pâclele Mari si trova su un altopiano arido di circa 22 ettari pieno di rilievi conici, canali scavati dalle colate e bocche ancora attive. Il sito ospita un’enorme struttura di fango dalla forma simile a un vulcano a scudo, considerata dal geoparco il più grande vulcano di fango d’Europa. Sulla sua superficie si sviluppano numerosi coni secondari, alcuni dei quali continuano a espellere materiale argilloso.

Avvicinandosi si nota con abbastanza chiarezza che le superfici asciutte presentano crepe geometriche e croste sottili, mentre le colate recenti hanno un aspetto lucido che tende al metallico. L’erosione ha inciso inoltre profondi solchi nei pendii, formando minuscoli canyon che sembrano riprodurre (ovviamente in scala ridotta) i grandi paesaggi desertici.

Pâclele Mici, dal canto suo, presenta un ambiente altrettanto spettacolare, con numerose aperture distribuite su un’estesa superficie argillosa. Il geoparco lo identifica come il più vasto campo di vulcani di fango d’Europa. Al centro dell’altopiano emerge un cono più imponente con due grandi crateri attivi, da cui è possibile osservare il ritmo irregolare delle emissioni.

Chi desidera conoscere altre manifestazioni del fenomeno può raggiungere l’area di Beciu, che si distingue soprattutto per la presenza di pozze fangose in continua agitazione. Il nome romeno Fierbători richiama proprio l’impressione di un liquido in ebollizione.

Altrettanto interessante è la componente botanica della riserva: le elevate concentrazioni saline limitano fortemente la crescita delle specie comuni, ma favoriscono alcune piante alofile, adattate a condizioni ambientali difficili. Ne sono degli esempi Nitraria schoberi e Atriplex verrucifera, specie rare nel paesaggio romeno.

Dove si trovano e come arrivare

I vulcani si trovano nella contea di Buzău, nella Romania sudorientale, a circa 130 km in linea d’aria da Bucarest. La principale città di riferimento è la stessa Buzău, dalla quale si raggiunge l’area attraverso la strada nazionale DN10 in direzione Brașov. L’automobile rappresenta la soluzione più pratica, considerando la posizione rurale e la distribuzione dei diversi siti.

Per esplorare Pâclele Mari e Pâclele Mici è consigliabile riservare almeno 2-3 ore, aumentando il tempo a disposizione per includere Beciu e le altre attrazioni del territorio. La primavera e l’autunno sono generalmente i periodi più indicati, purché le giornate siano asciutte. È fondamentale mantenersi sui percorsi consentiti, evitando di calpestare i bordi fragili dei crateri o avvicinarsi eccessivamente alle pozze.  Prima della partenza conviene inoltre verificare apertura e condizioni di accesso, soprattutto dopo le precipitazioni.

Cosa fare a Halloween 2026 in Italia: 7 idee originali tra brividi e divertimento per tutti

14 octobre 2026 à 14:01

Se siete alla ricerca di ispirazione per trascorrere una festa di Halloween diversa dal solito, qui potete trovare i migliori spunti originali: tra borghi avvolti dal mistero, boschi illuminati dalle lanterne, musei a tema e parchi divertimento trasformati in mondi da brivido, quest’anno lo Stivale offre molte occasioni per vivere con gli amici o la famiglia (a qualsiasi età) la festa più spaventosa dell’anno.

Ecco alcune idee curiose per festeggiare Halloween 2026 in Italia.

Halloween Mystery Fest, il primo Halloween storico in Italia (MC)

Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, il centro storico di Montelupone, in provincia di Macerata, ospita l’Halloween Mystery Fest, il primo Halloween storico in Italia. Per l’occasione, il borgo si anima con cinque esperienze tra racconti, spettacoli e storie locali, per regalare momenti sospesi tra magia, mistero e avventure ai partecipanti di ogni età.

La novità è La Cantina del Matto, un’escape room in una cantina settecentesca, ispirata a una vicenda realmente accaduta nelle stanze in cui si gioca: dura un’ora e costa 25 euro (prezzo ridotto a 20 euro per i bambini sotto i 10 anni). In programma anche un tour teatrale tra i vicoli, spettacoli al Parco Franchi e al teatro, compreso uno dedicato alle creature leggendarie marchigiane e alle famiglie. Le attività nel borgo sono a ingresso gratuito, mentre gli spettacoli sono a pagamento: i biglietti partono da 8 euro.

Halloween al Museo della Scienza di Milano

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano propone attività per famiglie nei weekend del 24-25 ottobre e 31 ottobre-1° novembre 2026. Si va dagli esperimenti con gli inchiostri invisibili e la creazione di creature fantastiche ai laboratori con zucche di stoffa o dipinte, fino a un labirinto programmabile. Per i bambini dai 3 ai 6 anni, inoltre, c’è un laboratorio sensoriale dedicato a stelle e costellazioni immaginarie.

Nel weekend di Halloween si aggiungono la visita guidata I segreti del Museo, consigliata dai 7 anni, ed Emergenza Fantasmi, un’avventura in realtà virtuale dai 12 anni. Le attività dei laboratori e del Playlab sono incluse nel biglietto d’ingresso (13 euro intero, 8 euro ridotto), ma vanno prenotate online con un euro di prevendita.

Halloween al Museo della Scienza di Milano
©Matteo Gallazzi
Halloween al Museo della Scienza di Milano

Halloween Park a Catania: casa infestata e labirinti paurosi

Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026, gli spazi delle Ciminiere di Catania ospitano l’Halloween Park, un’area di 15mila metri quadrati interamente dedicata alla festa più spaventosa dell’anno. Si tratta del primo parco del Sud Italia interamente a tema Halloween e tra le attrazioni annunciate ci sono una casa infestata ispirata alla leggenda di Blackwood Manor, i labirinti di Dracula e del Delirio, il treno fantasma e arene di realtà virtuale.

In programma anche spettacoli dal vivo, acrobazie, animazione e dj set… insomma tutto quello che si può desiderare da un parco a tema Halloween. Non mancano anche proposte per i più piccoli, tra laboratori, giochi, gonfiabili e tante altre attività.

La lanternata a Paluzza, camminata tra antiche leggende (UD)

Nel borgo di Paluzza, nella Carnia, in provincia di Udine, la notte di Halloween è speciale e si lega alla Not dalis Muars, la tradizione delle zucche intagliate che richiama il ricordo dei defunti.

Le lanterne per la suggestiva camminata nel bosco a
Visit Zoncolan
Le lanterne per la suggestiva camminata nel bosco a Paluzza

Il 31 ottobre e il 1° novembre 2026, dalle 20, Visit Zoncolan propone “Anime migranti”: una passeggiata guidata nei boschi e nelle radure attorno all’antica Torre Moscarda accompagnati dalle luci delle lanterne e da racconti popolari e memorie legate alla montagna.

Una chicca? Al termine dell’esperienza si assaggiano i cjarsòns, ravioli tipici carnici con un ripieno che unisce sapori dolci e salati, accompagnati immancabilmente dal vino.

Lanternata a Paluzza
Visit Zoncolan
La Lanternata a Paluzza

Halloween nei parchi divertimento più belli d’Italia

Una delle migliori idee per trascorrere la festa di Halloween a base di pura adrenalina è quella di raggiungere uno dei parchi divertimento più belli d’Italia. Quest’anno si festeggia tra giostre, spettacoli e attrazioni a tema, con proposte per diversi livelli di coraggio.

A Roma, Luneur Park si trasforma nella Luna Monsters School fino al 1° novembre, tra giostre, baby dance, laboratori creativi e il Labirinto Perduto. Il 24 ottobre arrivano Ninna e Matti, con due spettacoli e un meet & greet; il 31 ottobre, invece, il parco resta aperto fino alle 23, con parate e fuochi d’artificio.

A Leolandia, l’appuntamento con HalLEOween è in corso dal 18 settembre: ogni sabato sera tornano le Crazy HalLEOween Nights, tra attrazioni, dj set e street food. Ci sono oltre 50 attrazioni, spettacoli dal vivo e la parata a tema. E per chi ama la velocità c’è la suggestiva montagna russa Reveяsum.

Giostre e spettacoli per Halloween a Leolandia
Ufficio Stampa
Giostre e spettacoli per Halloween a Leolandia

Al CavallinoMatto, nei weekend di ottobre, si può affrontare l’Horror Forest, un percorso da brivido consigliato a partire dai 10 anni. Il 31 ottobre il parco è aperto fino alle 20 e il 1° novembre fino alle 19; in entrambi i giorni è in programma l’evento Dream’s Halloween. Accanto alle attrazioni horror ci sono anche punti informativi dedicati alla prevenzione e alla donazione del sangue.

Halloween al CavallinoMatto
Ufficio Stampa
Halloween al parco CavallinoMatto

Per chi cerca brividi più intensi, Cinecittà World propone fino al 1° novembre la Horror House, il roller coaster indoor Inferno e, per i più piccoli, lo Spooky Town Playground. A MagicLand, dal 3 ottobre al 1° novembre, si trovano sette horror maze, la Fattoria delle Zucche e il Ghost Park, mentre Mirabilandia festeggia fino al 1° novembre con l’area horror Suburbia, tunnel e percorsi pensati anche per famiglie e bambini. A Gardaland, infine, il Magic Halloween prosegue fino al 1° novembre, tra creature enigmatiche, zucche e scenografie immersive.

Halloween a Cinecittà World
Ufficio Stampa
Halloween da brividi a Cinecittà World

Halloween in una escape room a tema horror

Per una serata di Halloween davvero diversa dal solito, si può sfidare la paura in una escape room a tema. Secondo i dati di EscapeRoomMap, in Italia sono 216 le stanze horror: circa una su quattro tra quelle censite, distribuite in 66 città.

Roma è la città che ne conta di più (35), seguita da Milano con 15 e da Torino con 11. Ma ce ne sono tantissime altre sparse lungo lo stivale. Sul sito ufficiale di EscapeRoomMap è possibile trovarne molte vicino a casa per un Halloween originale insieme ai propri amici… c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Halloween nei campi di zucche più spettacolari

La festa più spaventosa dell’anno si può vivere anche di giorno, tra zucche da raccogliere e decorare, labirinti, giochi e scenografie autunnali. I pumpkin patch italiani sono una meta perfetta per una gita in famiglia o con gli amici. A Shirin, a Ornago, il campo resta aperto fino al 1° novembre, mentre alla Flover Farm di Bussolengo si passeggia tra oltre 30 varietà di zucche in un pumpkin patch di 20mila metri quadrati.

Il Campo delle Zucche di Flover Farm a Bussolengo
Ufficio Stampa
Il Campo delle Zucche di Flover Farm a Bussolengo

Per chi vuole prolungare la gita oltre Halloween ci sono il Villaggio delle Zucche di PuraVida Farm, in provincia di Pavia, e Tulipania, a Bonate Sopra: entrambi accolgono i visitatori fino all’8 novembre, con raccolta, laboratori e attività per famiglie. Altri indirizzi, date e informazioni sono nella nostra guida sui campi di zucche più belli d’Italia nel 2026.

I casi di Teresa Battaglia 3 – Figlia della cenere, le location della serie Tv con Elena Sofia Ricci

12 octobre 2026 à 17:00

Tra i ritorni più attesi dell’autunno c’è quello di Teresa Battaglia: l’amato personaggio di Elena Sofia Ricci torna – dal 12 ottobre 2026 in prima serata su Rai 1 – a risolvere casi complessi e intricati in Figlia della cenere, con l’aiuto di psicologia, criminologia e soprattutto del suo profondo intuito.

I fan ritroveranno in questa terza stagione de I casi di Teresa Battaglia i personaggi che hanno amato di più, la stessa suspence e la stessa tensione che li hanno tenuti attaccati alla Tv nelle precedenti stagioni e ambientazioni ancora più cariche di mistero. Le location di Figlia della cenere tra imponenti basiliche di epoca romanica, fiumi placidi solo all’apparenza e moderni scorci cittadini sembrano partecipare infatti, più che assistere inerti, allo svolgersi dei fatti sullo schermo.

Di cosa parla

Cinque anni dopo l’ultimo caso, quello della Ninfa Dormiente, Teresa Battaglia si ritrova a indagare sul ritrovamento del corpo di un uomo a cui l’assassino, dopo la morte, ha tagliato parte delle dita e sfondato lo sterno. Quando altri cadaveri vengono ritrovati nello stesso stato, la profiler di Udine si convince che i casi non possono essere scollegati come pure sembrano. Con l’aiuto fidato degli ispettori Massimo Marini e Giacomo Parisi arriva, così, alla conclusione che il serial killer agisca seguendo un codice preciso: sceglie vittime che hanno un segreto da nascondere e per cui devono pagare con la morte. Oltre che con la logica deviata dell’omicida, ne I casi di Teresa Battaglia 3 il personaggio di Elena Sofia Ricci dovrà fare i conti con il ritorno dell’ex marito che già in passato ha provato a ucciderla e a impedirle di vedere i figli.

Arriva su Rai 1 l'attesissima terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia": "Figlia della cenere"
Ufficio stampa Rai
Una scena di “Figlia della cenere”

Dov’è stata girata la serie

Le principali location di Figlia della cenere si trovano ancora una volta in Friuli Venezia Giulia, come ha confermato la FVG Film Commission, che ha supportato la realizzazione della fiction. Il legame con la città di Udine e, più in generale, con il territorio friulano è del resto da sempre un tratto identitario della profiler.

Udine

In città, le riprese hanno interessato soprattutto il centro storico: elegante e ricco di chicche architettoniche, ma allo stesso tempo vivace e frequentato ogni giorno da un gran numero di fuorisede e turisti, dà alla fiction Rai con Elena Sofia Ricci un’atmosfera decisamente contemporanea.

Friuli Venezia Giulia: dov'è stata girata la fiction Rai "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
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L’elegante centro storico di Udine

Aquileia

Lo stesso non si può dire di Aquileia, altro luogo dov’è stata girata Figlia della cenere. Qui i resti di età romana e paleocristiana insieme alla famosa Basilica di Santa Maria Assunta e agli stupendi mosaici che custodisce ricreano un senso di magnificenza e di mistero da cui anche la protagonista della serie – ha raccontato in conferenza stampa – è stata particolarmente colpita durante le riprese.

C'è anche Aquileia tra i luoghi dov'è stata girata la terza stagione de "I casi di Teresa Battaglia"
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L’imponente Basilica paleocristiana di Aquileia

Cividale del Friuli

Una vicenda legata al passato della protagonista ha fatto sì che tra i luoghi dov’è girata la terza stagione de I casi di Teresa Battaglia ci sia anche Cividale del Friuli, la città affacciata sul fiume Natisone famosa per conservare le tracce più numerose della civiltà longobarda (tanto che l’UNESCO l’ha scelta come punto di partenza di un itinerario tematico).

C'è anche Cividale del Friuli tra le location di "Figlia della cenere - I casi di Teresa Battaglia"
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La pittoresca Cividale del Friuli

Altre location

Tra le location troviamo anche altri borghi caratteristici del Friuli Venezia Giulia: San Pietro al Natisone, immerso nel verde delle valli dell’omonimo fiume, Reana del Rojale, con le sue rogge e i suoi mulini ad acqua sopravvissuti al tempo, e Magnano in Riviera, un importante centro agricolo-industriale sulle colline.

Tra le location di "Figlia della cenere" ci sono borghi tra i più caratteristici del Friuli Venezia Giulia come Reana del Rojale
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Il pittoresco borgo di Reana del Rojale

L’incredibile deserto di dune dorate tra i pini d’Europa: benvenuti al Sahara di Lommel

12 octobre 2026 à 16:00

Il nome, Sahara di Lommel, fa pensare di essere atterrati in Africa, su una porzione di quell’immenso deserto che attraversa il continente. E invece no, siamo in Belgio, Paese che tendenzialmente richiama città medievali, grandi piazze, castelli e spianate di verde. Eppure, nella zona nord c’è una vasta distesa di sabbia chiarissima, piena di dune modellate dal vento e persino un lago dalle sfumature turchesi, mentre intorno alte conifere disegnano una cornice scura.

In sostanza si è arrivati al cospetto di uno degli ambienti naturali più insoliti del Belgio, situato a breve distanza dal confine con i Paesi Bassi. È un deserto piccolino, poiché si estende per circa 200 ettari, ma il contrasto è talmente marcato da lasciare disorientati: bastano pochi passi fuori dalla pineta perché il terreno diventi morbido, la vegetazione si diradi e lo sguardo incontri una superficie sabbiosa che brilla sotto il sole.

Dietro questo scenario quasi esotico si nasconde però una vicenda assai diversa da quella dei grandi deserti africani. La sua origine è infatti legata all’industria, all’inquinamento e a una successiva trasformazione ambientale che ha restituito un equilibrio completamente nuovo.

Origine e formazione del Sahara di Lommel, il deserto nato dall’industria

Alla fine del XIX secolo gran parte di questo territorio del Belgio era occupato da brughiere utilizzate dalle comunità agricole, ma l’arrivo dell’industria metallurgica cambiò totalmente la situazione. Pochi anni dopo, per la precisione nel 1904, iniziò la costruzione della Société Métallurgique de Lommel, uno stabilimento destinato alla produzione di zinco e acido solforico.

Le inevitabili emissioni industriali (che sono ricche di sostanze inquinanti e metalli pesanti) provocarono progressivamente il deterioramento della vegetazione. Fu così che le piante scomparvero da ampie porzioni di terreno, lasciando esposta una zona sabbiosa particolarmente vulnerabile all’azione del vento.

Nel giro di pochi decenni la situazione divenne impressionante, tanto che durante gli anni ’30 la superficie interessata dalle sabbie mobili aveva raggiunto circa 600 ettari, estendendosi verso il canale Bocholt-Herentals e la valle del torrente Klachtloop. Le raffiche trasportavano grandi quantità di sabbia fino alle abitazioni, insinuandola attraverso porte, finestre e fessure.

Ciò che oggi è considerato come un piccolo paradiso per gli escursionisti, dunque, rappresentava un vero e proprio problema ambientale per la popolazione. Per contrastare l’avanzata delle sabbie furono realizzate barriere vegetali e piantati numerosi pini. Le radici contribuirono a stabilizzare il terreno, mentre le chiome limitarono l’effetto erosivo del vento.

Il grande lago azzurro occupa invece un’ex cava di sabbia, formatasi durante le attività estrattive nell’area. Un altro particolare interessante riguarda le dune orientali, conosciute con il nome di Wijerkense Bergen: sono rilievi sabbiosi creati dall’accumulo di materiale trasportato dal vento. Alcuni pini conservano le radici parzialmente esposte, mentre altri presentano tronchi sepolti dalla sabbia fino a diversi metri di altezza.

Lago del Sahara di Lommel
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Il lago azzurro del Sahara di Lommel

Il Sahara di Lommel è quindi un paesaggio nato da un disastro ambientale che, però, nel corso del tempo è diventato una delle attrazioni naturalistiche più particolari delle Fiandre, oggi inserita in un territorio tutelato anche dalla rete europea Natura 2000.

Visitare il Sahara di Lommel

L’area (o meglio, l’ingresso principale) accoglie con la House of Nature, una monumentale installazione artistica realizzata da Will Beckers che funge da porta d’accesso al Parco Nazionale Bosland. Alta 7,5 metri e larga 50, è una struttura in acciaio dalla forma organica, composta da migliaia di elementi metallici saldati tra loro. Le sue linee irregolari richiamano quelle della natura circostante, mentre un’apertura dalle sembianze umane permette ai visitatori di attraversarla.

Intorno ci sono spazi attrezzati per il picnic, installazioni ludiche e piccoli percorsi avventura pensati anche per i bambini. Superato l’ingresso, si snodano dei sentieri che passano dapprima dentro una pineta dal terreno scuro, per poi raggiungere le superfici sabbiose, fino a che l’ombra degli alberi lascia spazio alla luce e davanti agli occhi appare il grande lago.

L’acqua assume tonalità differenti a seconda delle condizioni atmosferiche: con il sole alto prevalgono l’azzurro e il turchese, mentre nelle giornate nuvolose la superficie diventa argentata. Per esplorare l’area sono disponibili 3 itinerari escursionistici segnalati, adatti a esigenze differenti:

  • Percorso blu di 3,8 km: ideale per le famiglie e per una visita relativamente breve, con partenza dalla House of Nature.
  • Percorso arancione: di circa 6 km, un itinerario intermedio che permette di apprezzare diversi ambienti naturali.
  • Percorso rosso: con i suoi 11,7 km è il più completo, con tratti attraverso dune, pinete, brughiere e il territorio circostante. Richiede indicativamente 3 ore.

Tra i punti più affascinanti c’è senza dubbio la torre panoramica Reus van Bosland, il Gigante di Bosland, alta 30 metri, che riprende le forme sinuose delle dune e consente di osservare dall’alto la particolare distribuzione del paesaggio. Dopo aver salito i suoi 144 gradini, la sabbia appare incastonata tra grandi macchie verdi, con il lago che disegna una superficie luminosa al centro.

Degno di nota è anche il ponte pedonale sul canale Bocholt-Herentals a forma di S, realizzato in acciaio e legno e sostenuto da due piloni metallici. Attraversandolo si raggiungono le brughiere della Blekerheide, particolarmente suggestive durante la fioritura violacea dell’erica. Il percorso più lungo attraversa inoltre un’ex area utilizzata per prove di esplosivi e munizioni, dove tra gli alberi si possono intravedere strutture in cemento, bunker e installazioni di collaudo ormai abbandonate.

La visita è possibile durante tutto l’anno, ma primavera e autunno assicurano generalmente temperature più gradevoli. L’estate, dal canto suo, valorizza i colori della sabbia e dell’acqua.

Dove si trova e come arrivare

Il Sahara di Lommel si trova nella parte settentrionale della provincia belga del Limburgo, nelle Fiandre, a poca distanza dal centro abitato di Lommel e dal confine olandese. La destinazione appartiene al Parco Nazionale Bosland, una vasta area protetta piena di foreste, brughiere, dune e ambienti umidi.

L’ingresso principale si raggiunge in automobile impostando sul navigatore House of Nature, Speelpleinstraat 201, 3920 Lommel, ma c’è un ulteriore punto d’accesso presso il complesso sportivo De Soeverein, situato in Sportveldenstraat 10. Chi preferisce i mezzi pubblici può arrivare alla stazione ferroviaria di Lommel e proseguire con l’autobus della linea 29 fino alla fermata Lommel Soeverein, verificando preventivamente gli orari disponibili.

Una volta sul posto, la rete di percorsi segnalati permette di scegliere liberamente la durata della visita. Per apprezzare il paesaggio senza fretta sono consigliabili almeno due ore, mentre chi desidera percorrere l’itinerario rosso dovrebbe dedicare a questo luogo buona parte della mattinata o del pomeriggio.

Città e borghi esoterici: l’atmosfera spooky perfetta per Halloween

Par : losiangelica
10 octobre 2026 à 10:00

Streghe, fantasmi, rituali misteriosi e leggende da brivido… Siete pronti a scoprire il lato più spooky d’Italia? Mettiamo da parte le classiche zucche intagliate e le maratone di film horror, perché per Halloween ci sono sicuramente città e borghi esoterici da visitare che meritano un po’ della nostra attenzione. Da Nord a Sud lo stivale nasconde luoghi dove storia e leggenda si intrecciano… Potete resistergli?

Ecco i borghi esoterici e le città più magiche da visitare ad Halloween in Italia.

Triora (IM), il borgo delle streghe

Se dovessimo trovare una “scuola di magia italiana”, una sorta di Hogwarts dedicata alle streghe quella non potrebbe che essere Triora. L’incantevole borgo arroccato nell’entroterra ligure è spesso soprannominato la Salem d’Italia perché tra il 1587 e il 1589 proprio qui c’è stata una drammatica caccia alle streghe con numerose donne accusate e processate per stregoneria.

Secondo la leggenda si riunivano presso la Cabotina, un luogo ancora oggi avvolto da un’aura misteriosa. Perché visitarlo ad Halloween? Perdersi nel centro storico, esplorare il Museo Etnografico e della Stregoneria e scoprire le storie delle donne perseguitate. Spoiler: i veri brividi arrivano dalla storia, non dai fantasmi.

Triora, il borgo ligure
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Triora, la Salem italiana

Torino, la città esoterica d’Italia

Elegante ma nasconde un mistero: Torino ha una doppia personalità e un debole per l’occulto. Secondo la tradizione esoterica si troverebbe proprio all’incrocio di due triangoli magici, uno legato alla magia bianca e l’altro a quella nera. Il lato più dark? Sembrerebbe essere piazza Statuto che molti considerano il cuore della Torino oscura. Per vivere la città in modalità Halloween, concedetevi un tour serale tra simboli massonici, facciate enigmatiche e storie inquietanti. Torino by night ha tutto un altro fascino!

Napoli misteriosa e alchemica

Se si pensa a Napoli si riflette sul folclore e sulla superstizione ma dietro alla sua energia c’è anche un’anima alchemica che pochi conoscono. Il luogo simbolo? La cappella Sansevero legata a Raimondo di Sangro, un principe appassionato di scienza e alchimia. Al suo interno è custodito il Cristo Velato e le inquietanti macchine anatomiche, oltre a due scheletri con una sorprendente ricostruzione del sistema cardiocircolatorio. Per un’esperienza ancora più spooky, esplorate anche il culto delle anime del Purgatorio, tra teschi e antiche devozioni popolari. A Napoli, il confine tra vivi e morti sembra davvero sottilissimo.

Calcata (VT), il borgo delle energie misteriose

Un borgo sospeso su una rupe di tufo, boschi fittissimi tutt’intorno e un silenzio quasi surreale. Benvenuti a Calcata, il lato witchy del Lazio. Secondo le leggende locali, il vento che attraversa i vicoli produrrebbe suoni simili ai canti delle streghe. C’è anche chi attribuisce al luogo particolari energie misteriose, mai dimostrate, ma perfette per alimentarne il fascino. Oggi è un rifugio di artisti e creativi, ospita botteghe, case in pietra e scorci sulla valle del Treja che sembrano usciti da un romanzo fantasy.

Borgo di Calcata
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Il mistero di Calcata

Acerenza (PZ) e il suo legame con il conte Dracula

Dracula in Basilicata? Non è una fake news. Lontani dalla Transilvania in Italia è il borgo di Acerenza dominato dalla sua cattedrale a legarsi alla leggenda di Vlad III. Secondo una teoria, la nobildonna Maria Balsa, potrebbe essere proprio figlia del conte più spaventoso di tutti i tempi. Tra draghi scolpiti, simboli enigmatici e racconti sul Santo Graal, la cattedrale di Acerenza diventa il cuore di un viaggio tra storia e mistero.

Narni (TR), la città sotterranea dell’inquisizione

Sotto le stradine medievali di Narni si nasconde un mondo segreto che sembra fatto apposta per essere scoperto nel periodo di Halloween. Il piccolo paese nel 1979 ha restituito ambienti sotterranei comprensivi di un’antica chiesa e una sala utilizzata come Tribunale dell’Inquisizione dove tra simboli, iscrizioni e testimonianze il passato ha tanto da raccontarci in versione creepy.

Il castello di Montebello e il fantasma di Azzurrina

Un ultimo luogo spooky da visitare in Italia ad Halloween è un castello infestato. A Poggio Torriana in provincia di Rimini la protagonista della storia horror è Azzurrina, una bambina albina che scomparve nel 1375 in modo del tutto misterioso. Secondo le leggende il suo spirito tormentato torna a farsi sentire proprio nei sotterranei del castello con un culmine durante il solstizio d’estate.

Il castello di Azzurrina in provincia di Rimini
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Il castello infestato dal fantasma di Azzurrina

Balcanica, le location suggestive e immerse nella natura del nuovo film con Matilda De Angelis

8 octobre 2026 à 19:30

Gioca molto sul potere evocativo delle immagini – che in numerose sequenze letteralmente si sostituiscono ad azioni, dialoghi, interazioni tra i personaggi – il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis appena arrivato nelle sale dopo essere stato presentato, unica opera italiana, alle Giornate degli autori della 83esima Mostra del Cinema di Venezia. Sconfinate vedute montane, riprese dall’alto di altipiani dove la natura domina incontrastata e quasi ancora vergine sono parte, fondamentale più che integrante, infatti del racconto che il regista fa di una delle esperienze umane più fondative e universali di questi tempi: la migrazione. Scopriamo insieme le location di Balcanica.

Di cosa parla

L’Afghanistan ha messo al bando la musica: è per questo, per poter continuare a esprimere la propria arte, che il direttore d’orchestra Nazar e il figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, decidono di lasciare il paese e raggiunge l’Italia. Come molti altri migranti si mettono in viaggio sulla rotta balcanica. È qui che incontrano Greta, il personaggio interpretato da Matilda De Angelis. La giovane donna è una dottoressa impegnata per la prima volta in una missione umanitaria. Tra i tre si instaura un legame forte tanto quanto inaspettato, capace di far ritrovare a Nazar e Jalil speranza nella musica e mettere Greta di fronte a realtà completamente diverse da quelle a cui è abituata. Sulla strada che riporta Nazar e Jalil alla libertà, così, anche Greta si ritroverà a compiere una scelta che le cambierà per sempre la vita.

"Balcanica": arriva in sala il film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis
Ufficio stampa Biennale di Venezia
Una scena di “Balcanica”

Dov’è stato girato il film

Il film – una co-produzione italo-serbo-croata di Nightswim, Wildside, This and That Productions e Antitalent – è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale, in zone realmente attraversate dalla cosiddetta “rotta balcanica” (una delle rotte migratorie terresti oggi più percorse tra Medio Oriente ed Europa).

Sjenica

Tra le location di Balcanica c’è Sjenica. Oggi questa città serba è soprattutto un grosso snodo commerciale e militare. Abitata fin dalla preistoria, come dimostrano necropoli e altre numerose testimonianze di antiche civiltà come quelle dei Dardani e degli Illiri, però per secoli è stats un importante punto di passaggio per i mercati che si muovevano da e verso Dubrovnik (Croazia) e di rappresentanza per l’impero ottomano che – non a caso – fece costruire qui una fortezza (oggi andata totalmente distrutta).

A Sjenica la natura domina incontrastata e selvaggia all’interno della Riserva Speciale di Uvac.

Il film "Balcanica" è stato girato per lo più nella Serbia sud-occidentale: ecco dove
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Lo spettacolare fiume Uvac

L’altopiano di Pešter

Più ancora lo fa sull’altopiano di Pešter, altro luogo dov’è stato girato il film Balcanica, facile da riconoscere sullo schermo per i suoi profili aspri e irregolari. Questo campo carsico, situato tra i 900 e i 1200 metri d’altezza e circondato da sette diverse catene montuose, è attraversato infatti dal – già nominato – fiume Uvac che, scavandolo, ha dato vita nei secoli a solchi, meandri e talvolta veri e propri canyon (non stupisce, così, che al Pešter ci si rierisca talvolta come al “Colorado serbo”).

Serbia: dov'è stato girato il film "Balcanica" di Nicola Sorcinelli
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La natura imponente sull’altopiano di Pešter

La zona è nota per il clima particolarmente rigido, soprattutto in inverno quando si raggiungono temperature di diverse decine di gradi sotto lo zero: famoso è l’inverno del 1985, quando nel villaggio di Karajukića Bunari, si registrò una temperatura di -39.5°, la più bassa mai segnalata in Serbia.

Nel film di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis questa natura e queste condizioni così estreme fanno da contrappunto vivido al dramma di chi non ha altra scelta che migrare per poter continuare a essere se stesso.

Autunno in Inghilterra (oltre Londra): 3 mete da raggiungere con la promo Vueling

Par : elenausai10
8 octobre 2026 à 11:37

Chi sceglie Londra come meta, spesso non si allontana dalla città. Noi, invece, vi consigliamo di avventurarvi oltre la capitale perché a meno di due ore di strada si aprono gli ampi spazi della campagna inglese, con borghi, castelli e paesaggi che in autunno e inverno assumono un fascino tutto loro.

Arrivarci è semplice perché Vueling collega l’aeroporto di Roma Fiumicino a Londra Gatwick e propone, fino all’11 ottobre 2026, voli scontati a partire da 53 euro per chi vuole organizzare un viaggio tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.

Quali sono le mete più belle da raggiungere in questo periodo, noleggiando un’auto o salendo su un treno? Noi vi consigliamo queste tre!

Cotswolds

Una volta atterrati a Londra, noleggiate un’auto e, in circa due ore guidando verso ovest, raggiungerete i paesaggi suggestivi delle Cotswolds. Qui verrete accolti da colline, campi e muretti a secco punteggiati da villaggi in pietra dorata che sembrano usciti da un libro di fiabe.

Il modo migliore per scoprirle è spostarsi da un borgo all’altro. A Bourton-on-the-Water i ponticelli del Settecento attraversano il fiume Windrush, Lower Slaughter conserva un vecchio mulino affacciato sui canali e Castle Combe è stato il set di film e serie in costume, da Stardust a Bridgerton.

In inverno, con un po’ di fortuna, si possono vedere questi paesaggi coperti di neve. In ogni caso la giornata si chiude al meglio in uno dei tanti pub di campagna, davanti al camino con un sunday roast, il classico arrosto della domenica.

Warwick

Se non volete noleggiare un’auto, con un treno in partenza da London Marylebone si raggiunge Warwick in circa 1 ora e mezza. La cittadina è dominata da uno dei castelli medievali più famosi d’Inghilterra, costruito nel 1068 per volere di Guglielmo il Conquistatore dove prima sorgeva un insediamento fortificato anglosassone. Nei secoli la fortezza è stata ampliata e trasformata fino all’Ottocento, quando già attirava i primi visitatori.

Oggi si possono esplorare torri, camminamenti sulle mura e sale storiche, oltre che ammirare da vicino il trabucco: alto quasi 18 metri, è la più grande macchina d’assedio funzionante del Paese. Tra fine novembre e inizio gennaio il castello si veste a festa con Christmas at the Castle, tra decorazioni e spettacoli a tema. Chi viaggia in auto può abbinare la visita a una tappa a Stratford-upon-Avon, a una ventina di minuti, per vedere la casa natale di Shakespeare.

New Forest

Infine, a circa due ore d’auto da Londra oppure in poco più di un’ora e mezza di treno da London Waterloo, si apre il New Forest National Park, un mosaico di boschi antichi, brughiere e costa dove pony, asini e bovini pascolano liberi. Tra fine autunno e inizio inverno capita di incontrare anche i maiali del pannage, un’antica tradizione che prevede di lasciarli liberi nella foresta per mangiare le ghiande cadute, tossiche per gli altri animali.

Per passeggiare tra faggi e querce, i sentieri di Bolderwood e il Blackwater Tall Trees Trail sono tra i più scenografici. Chi preferisce il mare può spostarsi invece sulla costa di Milford on Sea o Lymington.

Zucche, streghe e luci di Natale: 3 mete dove volare in autunno con la nuova promozione Ryanair

Par : elenausai10
2 octobre 2026 à 10:20

In autunno ci sono due date da segnare sul calendario per chi vuole approfittare delle feste per organizzare un viaggio. La prima è Halloween, che quest’anno cade sabato 31 ottobre: con Ognissanti di domenica 1° novembre, il weekend è già pronto per una fuga tra leggende, vicoli medievali e atmosfere da brivido.

La seconda è il ponte dell’Immacolata: l’8 dicembre cade di martedì, quindi con un solo giorno di ferie, lunedì 7, si hanno quattro giorni liberi da sabato 5 a martedì 8. Ad aiutarvi nella pianificazione della vostra prossima avventura c’è la nuova promozione Ryanair con voli a partire da 21,99 euro (più avanti vi consigliamo anche voli più economici) prenotando entro il 31 ottobre 2026 e viaggi dal 1° ottobre al 17 dicembre 2026.

Dove andare? Noi suggeriamo queste mete!

Da Bologna a Londra

La prima destinazione è Londra, perfetta sia per chi vuole trascorrere Halloween in modo speciale, sia per chi preferisce organizzare il viaggio quando la città è avvolta dalle prime atmosfere natalizie. In entrambi i casi, sono presenti voli da Bologna con biglietti a partire da 14,99 euro.

Partiamo da Halloween che, per gli amanti del brivido e delle leggende, si vive camminando. Potrete partecipare a tour serali sulle tracce di Jack lo Squartatore a Whitechapel, visitare il suggestivo cimitero vittoriano di Highgate o affrontare i percorsi da brivido del London Dungeon.

Se viaggiate durante l’Immacolata, invece, il punto di riferimento è Hyde Park, dove l’Hyde Park Winter Wonderland torna per la sua diciottesima edizione dal 19 novembre 2026 al 3 gennaio 2027. Le attrazioni sono più di 100, tra montagne russe, stand gastronomici e la pista di pattinaggio all’aperto più grande del Regno Unito, oltre a una ruota panoramica alta 70 metri.

Da Catania a Parigi

Volete fare un viaggio in famiglia? Se quest’anno desiderate qualcosa di davvero speciale, la meta da raggiungere è Parigi con voli a partire da 17,99 euro. Ma non fermatevi alla capitale, salite su un treno e raggiungete le atmosfere magiche di Disneyland.

Per Halloween torna il Disney Halloween Festival, quest’anno dal 26 settembre al 1° novembre 2026. Il festival è incluso nel normale biglietto d’ingresso e propone la parata di Topolino a tema Halloween, decorazioni stagionali e incontri con i “cattivi” dei cartoni Disney. Tra i personaggi da incontrare ci sono Jack Skellington e Sally, una presenza piuttosto rara al parco!

Per l’Immacolata il parco cambia completamente veste con Disney’s Enchanted Christmas, dal 7 novembre 2026 al 6 gennaio 2027. La novità di quest’anno è che anche il World of Frozen partecipa per la prima volta alle celebrazioni natalizie. Il cuore della festa resta comunque il gigantesco albero di Natale al centro del parco, mentre la Regina delle Nevi e Babbo Natale animano i viali con una parata colorata.

Da Torino a Dublino

Infine, l’ultima meta che consigliamo è dedicata agli appassionati di letteratura. Stiamo parlando di Dublino, dove potrete seguire le tracce dello scrittore che ha dato vita al mito di Dracula: il Bram Stoker Festival si ispira alla vita e alle opere di Stoker e alla Dublino del suo tempo, celebrando il gotico, il soprannaturale e l’epoca vittoriana. Molti eventi sono gratuiti!

La notte del 31 ottobre potreste spostarvi nella contea di Meath, dove a Trim si tiene il Púca Festival: qui si celebra Samhain, la festa celtica da cui è nato Halloween, con processioni, falò e musica.

Castello di Urquhart, la fortezza delle Highlands affacciata sul leggendario Loch Ness

30 septembre 2026 à 16:00

Affacciato sulle acque scure e misteriose del Loch Ness, il Castello di Urquhart è uno dei luoghi più suggestivi delle Highlands scozzesi. Le sue rovine si trovano su un promontorio strategico e raccontano quasi mille anni di storia, tra guerre, assedi, clan e antiche leggende. A rendere questo luogo ancora più spettacolare è il paesaggio: dalle mura della fortezza lo sguardo corre sul lago, proprio nel cuore di una delle aree più iconiche della Scozia.

La storia del Castello di Urquhart

Il sito, dove sorge il castello, ha origini molto antiche. Nel VI secolo l’abate irlandese San Columba potrebbe aver visitato un insediamento presente nell’area e proprio qui sarebbe legato uno dei primi racconti di una creatura misteriosa nelle acque del Loch Ness.

La fortezza medievale iniziò ad assumere la forma che oggi si può riconoscere soprattutto a partire dal XIII secolo. La sua posizione la rese immediatamente strategica e il castello fu coinvolto nelle grandi lotte per il controllo della Scozia. Nel 1296 venne conquistato dalle forze di Edoardo I d’Inghilterra, mentre nel XIV secolo entrò nelle vicende delle Guerre d’Indipendenza scozzesi e passò anche sotto il controllo di Robert the Bruce.

Nei secoli successivi Urquhart fu conteso tra la Corona e i MacDonald, Signori delle Isole, protagonisti di numerose incursioni nelle Highlands. Nel Cinquecento il castello passò alla famiglia Grant, che ne avviò il recupero e fece costruire la Grant Tower. Nel 1692, dopo essere stato utilizzato come presidio governativo durante i conflitti legati alle rivolte giacobite, il castello venne fatto esplodere per impedirne un nuovo utilizzo militare.

Castello di Urquhart in Scozia
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Le rovine del Castello di Urquhart in Scozia

Cosa vedere e come visitarlo

Oggi il Castello di Urquhart è uno spettacolare sito archeologico della Scozia da esplorare passeggiando tra mura, torri e resti degli antichi edifici. Uno dei punti più scenografici è la Grant Tower, dalla quale si apre una vista ampia sul Loch Ness. Meritano attenzione anche i resti della Sala Grande (Great Hall), il corpo di guardia e la zona della prigione.

La visita comincia dal moderno centro visitatori, dove è disponibile anche un filmato introduttivo di circa otto minuti che aiuta a comprendere la storia della fortezza. Da qui un percorso conduce verso le rovine.

Gli orari cambiano durante l’anno e l’ingresso avviene in fasce orarie: per questo è consigliabile prenotare online in anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Il parcheggio è gratuito, ma i posti sono limitati e la prenotazione anticipata garantisce l’accesso. Per maggiori dettagli, consultare il sito ufficiale Historic Environment.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di Urquhart si trova sulla sponda occidentale del Loch Ness, lungo la A82, a circa 3 chilometri a sud dal villaggio di Drumnadrochit e a circa 24 chilometri da Inverness.

Per chi viaggia in auto, il modo più semplice e più panoramico per arrivare è seguire la A82 in direzione sud da Inverness. Il tragito, di circa 30 minuti, costeggia il Loch Ness. In alternativa si può anche partire da Fort William e seguire la A82 in direzione nord lungo la Great Glen.

Da Inverness (o anche dal vicino Drumnadrochit) è possibile raggiungerlo anche con l’autobus, la fermata si trova davanti all’ingresso. In alternativa si può anche arrivare al castello via lago con un pacchetto combinato crociera più ingresso alle rovine.

Il villaggio western di Sergio Leone è in vendita: fu il set di C’era una volta il West

Par : elenausai10
28 septembre 2026 à 11:05

Nel deserto di Tabernas, in Andalusia, c’è un villaggio dove il tempo si è fermato ai giorni del selvaggio West. Ci sono il saloon, la banca, l’ufficio dello sceriffo, il telegrafo e perfino l’impresa di pompe funebri. È Western Leone, il set che Sergio Leone volle per C’era una volta il West, oggi alla ricerca di un nuovo proprietario.

Chi sogna di possedere un pezzo di storia del cinema ha un’occasione concreta: è in vendita, a un prezzo molto più basso rispetto al passato.

Alla scoperta di un luogo leggendario con questo libro capolavoro

27 septembre 2026 à 13:00

I miti e le leggende nascondono anche delle parti di verità. Ed è con uno dei personaggi femminili più enigmatici e intriganti che conosciamo (anche) nell’Odissea, che viaggiamo verso un luogo del Lazio ricco di meraviglie da scoprire.

Stiamo parlando di Circe, dea capace di trasformare gli uomini in animali, spesso per questo definita maga, figlia di Elio e della ninfa Perseide, che nell’Odissea Omero fa vivere su un’isola a oriente, successivamente da alcuni identificata con il promontorio del Circeo, nel Lazio.

E c’è un libro che è un capolavoro assoluto, che ci permette di conoscerla in una versione più “umana”, di donna con emozioni, sentimenti, forza e fragilità, permettendoci di sciprire tutta la sua vita. Si tratta di Circe di Madeline Miller, pubblicato in Italia qualche anno fa da Marsilio, che è un vero e proprio bestseller, uno di quei romanzi che ci catturano, ci appassionano e che sono capaci di lasciare il segno.

Alla scoperta del Circeo in compagnia di un capolavoro

I libri non scadono mai, i capolavori sono l’esempio lampante di come alcune storie siano capaci di superare il tempo e le tante pubblicazioni che propone il mercato editoriale, per diventare quei libri da sfogliare e riaprire ogni volta che si vogliono rivivere determinate emozioni. Uno di quei romanzi è Circe di Madeline Miller, il volume perfetto per tenerci compagnia mentre visitiamo la zona più meridionale del Lazio, una delle coste più affascinanti di tutta Italia.

Qui, pare, infatti che vivesse Circe, personaggio mitologico che incontra Ulisse durante le lunghe peregrinazioni che lo tengono distante dalla sua Itaca per ben 10 anni dopo il termine della Guerra di Troia. E sono questi i luoghi che conosciamo e amiamo leggendo il romanzo a lei dedicato scritto da Miller.

Se possiamo identificare con il promontorio del Circeo i luoghi mitologici della dea, allora leggere questo romanzo mentre li si visita è un viaggio memorabile.

Le tappe sono tantissime. E perché non partire proprio da San Felice Circeo? Si tratta di un affascinante borgo, in cui storia e leggenda prendono forma. E non è celebre solo perché su questa terra si racconta vivesse la maga Circe, ma anche per la presenza dei Templari. Una torre – attribuita ai Cavalieri del Tempio –  si trova in piazza Lanzuisi ed è imperdibile. Poi non mancano palazzi religiosi e civili, strade da percorrere lasciandosi ammaliare dall’atmosfera e scorci incantevoli.

Tutta l’area, poi, è inserita nel Parco Nazionale del Circeo che regala percorsi naturalistici, città celebri, l’Isola di Ponza e l’Isola di Zannone, solo per citarne due dell’arcipelago, e una biodiversità preziosa.

Chiaramente non manca il litorale, che è tutto da scoprire: tappa obbligata anche fuori stagione per fare il pieno di bellezza grazie a una costa variegata e dall’acqua cristallina.

I luoghi di Circe

Ci sono luoghi, poi, che regalano la sensazione di entrare in connessione con Circe, il cui profilo si dice possa essere visto nella linea della montagna. Come la grotta che si trova nei pressi di Torre Paola (innalzata per difendere la costa dalle scorribande dei pirati saraceni), dove si narra che Ulisse nascose le sue navi. Del resto, questa cavità è lunga 100 metri, larga 30 e alta 25 e le sue grandi dimensioni avrebbero potuto davvero ospitarle.

Torre Paola nel Circeo
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La Torre Paola vicina alla grotta che si dice fosse stata quella di Ulisse

Altrettanto affascinante è la Grotta delle Capre, si raggiunge via mare e via terra ed è lunga circa 35 metri. L’altezza varia dai 15 ai 20 metri. Qui si racconta vivesse proprio Circe.

Tra le più celebri, poi, c’è la Grotta Guattari: in questo antro nel 1939 è stato rinvenuto un cranio di uomo di Neanderthal.

Questi naturalmente sono solo alcuni dei tanti luoghi che vale la pena visitare. L’area, infatti, regala natura incontaminata, storia antica e segni di un passato lontano, il tutto ammantato da quel pizzico di leggenda che la rende ancora più affascinante. E non c’è nulla di meglio che visitare il Circeo in compagnia del romanzo capolavoro di Madeline Miller, Circe.

Cosa si nasconde dietro la tomba di Tutankhamon? Nuovi indizi riaprono il mistero di Nefertiti

25 septembre 2026 à 09:55

A oltre un secolo dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, la Valle dei Re potrebbe non aver ancora svelato tutti i suoi segreti. Dietro le pareti della celebre sepoltura del faraone bambino potrebbero infatti nascondersi corridoi e camere mai esplorati, forse appartenenti persino a un complesso funerario molto più grande.

L’ipotesi è particolarmente affascinante perché riporta al centro dell’attenzione uno dei grandi misteri dell’antico Egitto: dove si trova la tomba di Nefertiti? Nuove indagini geofisiche hanno individuato anomalie nel terreno intorno alla KV62, la tomba di Tutankhamon, compatibili con la possibile presenza di strutture artificiali. Non è ancora una scoperta definitiva, ma gli indizi sono abbastanza rilevanti da riaprire una questione che divide gli studiosi da oltre dieci anni.

Nuove camere nascoste nella tomba di Tutankhamon

In Egitto, non si smette mai di andare alla ricerca del passato del Paese. La teoria nasce nel 2015, quando l’egittologo britannico Nicholas Reeves osservò alcune linee e fessure sulla parete settentrionale della camera funeraria e particolari modifiche nelle pitture. Secondo lo studioso, dietro quella che appare come una normale parete potrebbe celarsi un passaggio sigillato verso altri ambienti. La KV62, inoltre, presenta dimensioni insolitamente ridotte per una sepoltura reale: da qui l’ipotesi che fosse soltanto una porzione di una tomba più grande, riadattata in fretta dopo la morte prematura di Tutankhamon.

Tomba di Tutankhamon
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La KV62, Tomba di Tutankhamon

Negli anni le scansioni hanno fornito risultati contrastanti, ma le nuove ricerche hanno aggiunto elementi al puzzle. Gli studiosi hanno combinato georadar, microgravimetria e precedenti analisi della resistività elettrica. In particolare, le misurazioni suggeriscono la possibile presenza di un corridoio largo circa due metri, riempito di detriti, che si allontanerebbe dalla camera funeraria verso nord.

Oltre 1.200 misurazioni di microgravità hanno inoltre rilevato zone a bassa densità con forme e angoli che potrebbero essere compatibili con strutture realizzate dall’uomo. Tra queste spicca la cosiddetta “anomalia 7”, al cui interno è stata individuata un’area approssimativamente quadrata e più densa. Una possibile camera contenente oggetti? È una delle interpretazioni avanzate, ma il segnale si trova ai limiti delle capacità dello strumento e serviranno ulteriori verifiche.

Perché è importante per trovare la tomba di Nefertiti

Alla luce di ciò, se l’esistenza degli ambienti nascosti fosse confermata, questo cambierebbe la nostra conoscenza della tomba più famosa dell’antico Egitto. Secondo la teoria di Reeves, Tutankhamon potrebbe essere stato sepolto all’interno di una parte riadattata di un complesso funerario preesistente, mentre gli ambienti più profondi sarebbero rimasti sigillati. Proprio lì potrebbe anche trovarsi la sepoltura di Nefertiti.

Per ora, però, nessun dato permette di affermare che quelle anomalie siano davvero camere e, soprattutto, che abbiano qualcosa a che fare con la celebre regina. Una precedente indagine radar pubblicata nel 2019, per esempio, non aveva trovato prove di camere immediatamente adiacenti alla tomba.

La risposta potrebbe arrivare con un’esplorazione diretta: se il Supreme Council of Antiquities egiziano concederà l’autorizzazione, i ricercatori potrebbero praticare piccoli fori e introdurre dispositivi dotati di telecamere per osservare gli eventuali spazi senza ricorrere a scavi invasivi.

In questa città la pietra prende vita e le case raccontano antiche leggende dipinte a mano: Oberammergau

20 septembre 2026 à 13:00

A circa 840 metri di altitudine, tra i boschi e le montagne delle Alpi dell’Ammergau, Oberammergau si presenta con il tipico profilo ordinato dei villaggi bavaresi. Tuttavia, riserva una particolarità in grado di cambiare il volto della visita: le facciate delle abitazioni raccontano storie attraverso figure dipinte, cornici illusionistiche e scene religiose, mentre dalle botteghe affiorano crocifissi, presepi e sculture realizzati secondo un’antica tradizione artigianale.

Il paese si trova nell’Alta Baviera lungo la Deutsche Alpenstraße, la Strada tedesca delle Alpi, un itinerario panoramico che attraversa il territorio alpino meridionale fino al confine con l’Austria, anche se la sua notorietà internazionale nasce da una promessa. Nel 1633, durante la guerra dei Trent’anni, gli abitanti fecero voto di rappresentare la Passione di Cristo qualora fossero stati risparmiati dalla peste. La prima rappresentazione si tenne nel 1634 e da allora la tradizione è diventata parte dell’identità collettiva.

Accanto alla grande manifestazione religiosa, Oberammergau conserva un volto più quotidiano, fatto di case affrescate, laboratori del legno, piccole piazze e sentieri che si inoltrano verso il paesaggio alpino.

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