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L’Italia domina gli Oscar delle spa: è la migliore destinazione al mondo per il benessere

23 septembre 2026 à 07:30

L’Italia è la nuova regina mondiale del benessere. A incoronarla sono stati i World Spa Awards 2026, tra i riconoscimenti internazionali più importanti dedicati all’eccellenza nel settore spa e wellness, giunti quest’anno alla loro dodicesima edizione.

Il Belpaese è stato nominato migliore destinazione spa al mondo, interrompendo il dominio di Dubai che è stata vincitrice della categoria nelle quattro edizioni precedenti. Ma il successo italiano non finisce qui: tra le strutture premiate a livello mondiale figurano anche altre eccellenze. Dalle Dolomiti alle colline del Lazio, passando per il Lago di Como, Bergamo e il Chianti, la selezione disegna una vera e propria mappa del benessere italiano, tra trattamenti innovativi, paesaggi spettacolari e percorsi pensati per rigenerare corpo e mente.

L’Italia è la migliore destinazione spa al mondo

Il riconoscimento più importante è quello assegnato all’Italia, incoronata migliore destinazione spa al mondo nel 2026. Un risultato che premia un’offerta particolarmente varia, capace di unire la tradizione termale a strutture contemporanee, medical spa, retreat immersi nella natura e resort di lusso.

A rafforzare il primato sono due eccellenze italiane che hanno conquistato altrettanti premi mondiali: Lefay SPA World at Lefay Resort & SPA Dolomiti, a Pinzolo, in Trentino, è stata nominata migliore resort spa al mondo. Un centro benessere che si estende su 5.000 metri quadrati e comprende piscine, saune, aree relax e spazi dedicati al fitness, in un ambiente che combina pratiche occidentali e discipline orientali.

Palazzo Fiuggi, nel Lazio, ha invece ottenuto il titolo di migliore wellness retreat al mondo. La struttura dispone di circa 6.000 metri quadrati dedicati al benessere e alla medical spa e propone programmi personalizzati orientati, tra gli altri, alla longevità, alla rigenerazione, al detox e al raggiungimento del peso ottimale.

Le migliori spa al mondo

I World Spa Awards 2026 svelano le migliori spa globali in diversi ambiti, dalle spa d’hotel a quelle nel deserto, dalle spa nelle lounge portuali alle eco-spa. Tra i riconoscimenti internazionali più importanti figurano:

  • Migliore resort spa al mondo: Lefay SPA World at Lefay Resort & SPA Dolomiti (Italia);
  • Migliore wellness retreat al mondo: Palazzo Fiuggi (Italia);
  • Migliore spa d’hotel al mondo: Guerlain Wellness Spa at Waldorf Astoria New York (Stati Uniti);
  • Migliore destinazione spa al mondo: Italia;
  • Migliore spa termale e minerale al mondo: SPA 3000 at AQUA DOME – Tirol Therme Längenfeld (Austria);
  • Migliore destinazione wellness al mondo: Svizzera;
  • Migliore spa nel deserto al mondo: Six Senses Spa at Six Senses Southern Dunes, The Red Sea (Arabia Saudita);
  • Migliore spa su un’isola privata al mondo: Waldorf Astoria Spa Maldives Ithaafushi (Maldive);
  • Migliore spa in una lounge aeroportuale al mondo: Air France by Sisley;
  • Migliore eco-spa al mondo: Spa L’Occitane en Provence at Le Couvent des Minimes (Francia);
  • Migliore spa femminile al mondo: Kintsugi Space (Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti);
  • Migliore nuova resort spa al mondo: Asaya Spa at Rosewood Mandarina (Messico);
  • Migliore nuova spa d’hotel al mondo: Guerlain Wellness Spa at Waldorf Astoria New York (Stati Uniti);
  • Migliore city resort spa al mondo: Guerlain Spa at One&Only Aesthesis (Grecia);
  • Migliore spa al mondo per il design: The Spa at Desert Rock (Arabia Saudita).

Le migliori spa d’Europa

Il dominio italiano prosegue anche nella classifica europea. L’Italia è stata infatti nominata migliore destinazione spa d’Europa, mentre Lefay SPA World e Palazzo Fiuggi hanno confermato il loro primato anche a livello continentale, rispettivamente come migliore resort spa e miglior wellness retreat.

Il premio per la migliore spa d’hotel d’Europa è andato alla Guerlain Spa at Raffles London at The OWO, ospitata in uno degli indirizzi più prestigiosi della capitale britannica. Sempre in Inghilterra si trova The Langley Spa, vincitrice nella categoria riservata alle spa dei country house hotel.

Le migliori spa d’Italia

Sono 5 le strutture italiane che si sono aggiudicate i principali premi nazionali dei World Spa Awards 2026.

Il titolo di migliore spa d’hotel d’Italia è stato assegnato a The Spa at Mandarin Oriental, Lago di Como, affacciata sulle acque del Lario. La struttura comprende sei sale per i trattamenti, due Spa Suite private, un giardino zen e una zona umida con vista sul lago, dotata di idromassaggio, piscina di ghiaccio, sauna finlandese, bagno turco e docce sensoriali.

Palazzo Fiuggi ha conquistato il riconoscimento di migliore wellness retreat d’Italia, mentre Lefay SPA World at Lefay Resort & SPA Dolomiti è stata eletta migliore resort spa del Paese. Per entrambe le strutture, il premio nazionale si aggiunge ai riconoscimenti ottenuti a livello europeo e mondiale.

A Bergamo si trova invece ChorusLife Immersive SPA, nominata migliore day spa d’Italia. Il centro propone un’esperienza contemporanea e immersiva, articolata in ambienti ispirati a culture e rituali differenti, con spazi che si estendono anche all’aperto e regalano viste panoramiche sulla città.

Completa il quadro COMO Shambhala Castello Del Nero, eletta migliore spa italiana in un country house hotel. Immersa tra le colline del Chianti e raggiungibile sia da Firenze sia da Siena, dispone di suite termali, studio di yoga e Pilates, palestra, piscina e sette sale per i trattamenti.

Dalle Dolomiti al Monte Bianco, le “porte del paradiso” italiane elogiate dal Guardian

20 septembre 2026 à 09:00

Montagne che si specchiano nei laghi, sentieri sospesi sopra panorami spettacolari e rifugi dove fermarsi dopo ore di cammino riscoprendo i sapori più genuini: l’Italia regala esperienze ad alta quota che non passano inosservate neppure all’estero. A celebrarle questa volta è il Guardian, che ha raccolto i consigli dei suoi lettori sulle più belle vacanze in montagna da vivere in Europa.

Tra Svizzera, Pirenei, Austria, Irlanda e Balcani, l’Italia domina la lista comparendo ben tre volte. Dalle Dolomiti di Brenta alle montagne che dominano il Lago di Como, fino ai piedi del Monte Bianco, sono tre luoghi diversi tra loro, ma accomunati da panorami autenticamente spettacolari.

Le Dolomiti di Brenta, il lato più tranquillo delle Dolomiti

Il primo luogo italiano elogiato dal Guardian è quello delle Dolomiti di Brenta, raccontate come il volto più tranquillo delle Dolomiti, lontano dalle zone maggiormente prese d’assalto dai turisti e dagli “instagrammer”.

Il lettore che le ha segnalate racconta di aver scelto come base Pinzolo, per poi partire da Madonna di Campiglio per un trekking di tre giorni tra rifugi, vie ferrate e creste affilate. Il momento più bello del viaggio? L’arrivo al Rifugio Agostini, a 2.410 metri, nel cuore della Val d’Ambiez: un luogo apprezzato per l’accoglienza, il cibo di montagna e soprattutto per le cime frastagliate che riempiono il panorama dalle sue finestre. L’itinerario si conclude poi a Molveno, con un aperitivo sulle rive del lago.

Siamo in Trentino, nella parte più occidentale dell’area dolomitica: le Dolomiti di Brenta sono protette dal Parco Naturale Adamello Brenta e si distinguono per le imponenti pareti rocciose modellate in guglie e pinnacoli.

Lago Nambino, Dolomiti di Brenta
iStock
Lago Nambino nelle Dolomiti di Brenta

La Via dei Monti Lariani sopra il Lago di Como

C’è poi un modo decisamente diverso di scoprire uno dei laghi italiani più famosi al mondo, ovvero guardarlo dall’alto. Il Guardian segnala la Via dei Monti Lariani, un lungo itinerario escursionistico che attraversa le montagne della sponda occidentale del Lago di Como.

Il percorso, lungo circa 125 chilometri, collega Cernobbio a Sorico, sfiorando il confine con il Canton Ticino. Si cammina tra pascoli di montagna, piccoli paesi legati anche alla storia del contrabbando di frontiera e panorami aperti verso le Alpi. A rendere speciale l’esperienza sono anche le soste nei rifugi e negli agriturismi, dove assaggiare piatti della tradizione come polenta “uncia” e pizzoccheri.

Il Rifugio Bertone con vista sul Monte Bianco

È però la Valle d’Aosta a conquistare il riconoscimento più importante della selezione: il Guardian sceglie come “winning tip” il consiglio dedicato al Rifugio Giorgio Bertone, sopra Courmayeur, a 2.000 metri di quota.

A colpire sono innanzitutto le incredibili viste sul Monte Bianco, ma il panorama è soltanto una parte dell’esperienza. Ci sono il cibo, l’atmosfera di un autentico rifugio alpino e soprattutto la Balconata della Val Ferret, considerato uno dei percorsi più belli nei dintorni. Il momento da non perdere arriva al tramonto, quando la luce cambia sui ghiacciai e, con il calare del buio, sopra il massiccio compare il cielo stellato.

Dal cuore di Milano al Lago di Como e d’Iseo sui treni d’epoca

12 septembre 2026 à 15:00

Domenica 13 settembre riprende il calendario dei treni storici in Lombardia, l’iniziativa che permette di ammirare alcuni dei paesaggi più suggestivi della regione a bordo di convogli d’epoca. Dopo il successo registrato tra aprile e giugno 2026 (con circa mille passeggeri che hanno scelto di vivere l’esperienza), Trenord propone infatti otto nuove date dedicate a itinerari verso Como, Laveno Mombello e il Lago Maggiore, Asso e il Lago d’Iseo, per unire la scoperta del territorio alla mobilità sostenibile.

Le carrozze restaurate, gli arredi d’epoca e le attività organizzate a bordo ricreano una suggestiva atmosfera ispirata agli Anni Venti.

Un viaggio nella storia su carrozze d’epoca

Una parte delle corse sarà effettuata con un convoglio composto da tre carrozze di prima classe AZ, contraddistinte dalle numerazioni 130, 136 e 137 e costruite nel biennio 1924-1925. A completare il convoglio saranno il locomotore elettrico FNM E610-04, realizzato nel 1949, e il locomotore elettrico FNM E600-3, costruito nel 1928.

I mezzi sono stati finemente restaurati con il supporto di Ferrovienord e partiranno da Milano Cadorna per raggiungere, durante le giornate previste dal programma, destinazioni come Laveno Mombello, Como e Asso. Il percorso verso Novara è inoltre compreso nel calendario dei viaggi con il convoglio storico.

I passeggeri viaggeranno su carrozze con sedili in velluto rosso cardinale e interni in legno, ritrovandosi immersi in un’ambientazione che richiama gli Anni Venti. Durante il viaggio saranno inoltre presenti personaggi in costume d’epoca, musicisti e voci impegnati in performance artistiche e teatrali.

Dal Lago di Como al Lago Maggiore, gli itinerari proposti

Il primo appuntamento autunnale è fissato per domenica 13 settembre, con il viaggio da Milano Cadorna a Como Lago. La settimana successiva, domenica 20 settembre, il convoglio storico raggiungerà invece Laveno Mombello Lago, per un itinerario legato al territorio del Lago Maggiore.

Il calendario proseguirà poi con la corsa verso Asso, prevista per domenica 4 ottobre, mentre Como tornerà protagonista con altri tre appuntamenti, il 18 ottobre, l’8 novembre e il 22 novembre.

Accanto agli itinerari effettuati con il convoglio d’epoca, sono previste anche due corse lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo, che costeggia il Lago d’Iseo e, in questo caso, sarà protagonista l’Automotrice storica ALn 668-125, realizzata nel 1979 e oggi restaurata.

La prima corsa sul Lago d’Iseo è in programma domenica 27 settembre e collegherà Rovato FN e Pisogne mentre l’ultimo appuntamento del calendario, domenica 13 dicembre, porterà i passeggeri da Rovato a Iseo.

Le date dei prossimi viaggi storici

Il calendario proposto da Trenord comprende otto appuntamenti tra settembre e dicembre 2026. Si parte il 13 settembre con Milano Cadorna-Como Lago, seguito il 20 settembre dal collegamento Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago. Il 27 settembre sarà invece dedicato al percorso Rovato FN-Pisogne.

Domenica 4 ottobre toccherà alla tratta Milano Cadorna-Asso, mentre il 18 ottobre e l’8 novembre torneranno i viaggi verso Como Lago. Un ulteriore appuntamento sulla stessa destinazione è previsto il 22 novembre. Infine, il 13 dicembre il calendario si concluderà con il viaggio Rovato FN-Iseo.

I biglietti speciali dell’iniziativa sono acquistabili tramite il sito e l’app Trenord. La formula comprende il viaggio di andata e ritorno sui convogli storici e, per i viaggiatori provenienti da altre località lombarde, anche il collegamento di andata e ritorno sui treni Trenord da tutta la Lombardia verso Milano o Rovato e verso le stazioni nelle quali effettuano fermata i mezzi storici.

Why Did I Get Married Again?, le location della commedia in una delle destinazioni italiane più esclusive

9 septembre 2026 à 17:00

Sono quasi vent’anni che i personaggi di Tyler Perry continuano a chiedersi perché mai abbiano deciso di sposarsi. Ma persino dubbi esistenziali come questi appaiono più leggeri e sopportabili se, come succede nel terzo capitolo della saga disponibile in esclusiva su Netflix dal 9 settembre 2026, la cornice è quella di borghi pittoreschi affacciati sul lago, ville storiche e dimore lussuose con panorami mozzafiato e passeggiate romantiche sul lungolago: le principali location di Why Did I Get Married Again? si trovano infatti in uno degli angoli più esclusivi d’Italia, spesso scelto dai Vip per i loro sfarzosi matrimoni.

Di cosa parla

Jasmine, la figlia di Marcus e Angela, sta per sposare Wesley: un giovane atleta non troppo ben visto in realtà dalla famiglia. Il matrimonio è l’occasione per riunire sul Lago di Como lo storico gruppo di amici già protagonisti dei due precedenti film del ciclo (Why Did I Get Married? e Why Did I Get Married Too?).

Tra di loro c’è lo stesso Tyler Perry nei panni di Terry: un uomo sposato da tempo con Sharon e insieme a lei impegnato a difendere a tutti i costi l’apparenza di coppia felice.

Arriva su Netflix un nuovo film della saga di Tyler Perry: "Why Did I Get Married Again?"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Why Did I Get Married Again?”

Ritrovarsi dopo anni a convivere, anche solo per pochi giorni, fa riaffiorare nel gruppo vecchie incomprensioni, gelosie e ferite mai guarite. La generazione dei genitori vede, soprattutto, i figli ripetere molti dei propri stessi errori e tanto basta per trasformare la commedia di Tyler Perry in una riflessione sul senso delle relazioni: di coppia e non solo.

Tyler Perry torna con il terzo film della saga "Why Did I Get Married?", disponibile in esclusiva su Netflix
Ufficio stampa Netflix
Un altra scena di “Why Did I Get Married?”

Dov’è stato girato il film

Il Lago di Como fa da cornice tranquilla agli sconvolgimenti sentimentali dei protagonisti di Why Did I Get Married Again? ed è proprio qui che il nuovo film di Tyler Perry è girato, almeno in parte: sulle sponde ovest del lago lombardo tanto amato dai Vip e dalle produzioni cinematografiche sono state girare le scene del matrimonio.

Si trovano sul Lago di Como le principali location di "Why Did I Get Married Again?"
iStock
Una meravigliosa veduta del Lago di Como

Cernobbio

Tra le location di Why Did I Get Married Again? è segnalata soprattutto Cernobbio: cittadina famosa soprattutto per le sontuose ville storiche affacciate sul lago (due su tutte: Villa d’Este e Villa Erba), ma che ha anche in centro, tra i vicoli di quello che un tempo era il borgo dei pescatori e nel porticciolo tante chicche da scoprire.

Da Piazza Risorgimento per esempio, chiamata così in memoria dei caduti e delle tappe che hanno portato all’Unità d’Italia, si gode di una vista sul Lago magnifica a tutte le ore e in tutte le stagioni perché sempre diversa nei colori e nelle sfumature.

Dov'è girato il terzo film della saga "Why Did I Get Married Again?"
iStock
Il romantico lungolago di Cernobbio

Da qualche tempo Cernobbio è stata riscoperta come meta anche dagli appassionati di sport outdoor che possono praticarli sul lago e dagli amanti del trekking che da qui possono raggiungere facilmente per delle escursioni il Monte Bisbino e il Monte Generoso.

La zona, come ben racconta la commedia tragica di Tyler Perry, è entrata appieno soprattutto nel circuito del cosiddetto wedding tourism con centinaia di coppie non originarie del posto che ogni anno la scelgono come location per il proprio matrimonio. È quello che hanno fatto anche Jasmine e Wesley, i protagonisti di Why Did I Get Married Again?, invitando famiglia e amici a festeggiare la loro unione, sì, ma anche a scoprire la bellezza del Lago di Como.

Ufficio stampa Netflix
È un destination wedding sul Lago di Como quello di “Why Did I Get Married Again?”

Ville sontuose adibite a strutture per ricevimenti, terrazze sul lago e punti panoramici dove immortalare sposi e invitati sono ciò che hanno fatto della zona una destinazione perfetta per i matrimoni. Tra le unioni vip celebrate qui ci sono quella di Johnny Legend con Chrissy Teigen, quella di Elettra Lamborghini con Afrojack e quella di Katie Holmes con il suo nuovo amore.

Katie Holmes sceglie il lago di Como per festeggiare il nuovo amore

Par : losiangelica
9 septembre 2026 à 11:00

Katie Holmes ha scelto uno degli scenari più romantici d’Italia per vivere i primi momenti pubblici della sua nuova storia d’amore. L’attrice diventata celebre con Dawson’s Creek ha trascorso alcuni giorni sul Lago di Como insieme a Jason Bard Yarmosky, artista newyorkese con cui sarebbe legata sentimentalmente dall’estate. Dopo settimane di indiscrezioni e alcune apparizioni insieme negli Stati Uniti, la coppia ha deciso di condividere sui social una parentesi italiana fatta di panorami sul lago, gite in barca e momenti di relax. L’attrice sembra aver scelto il Lario per presentare al pubblico un nuovo capitolo sentimentale. Le fotografie pubblicate durante il viaggio mostrano un’atmosfera lontana dai red carpet: sorrisi, acqua, tramonti e giornate trascorse senza fretta, con le montagne comasche sullo sfondo.

Il viaggio romantico di Katie Holmes sul lago di Como

Il Lago di Como è da tempo una delle destinazioni italiane più amate dalle star internazionali, ma nelle immagini condivise da Katie Holmes non c’è soltanto il fascino glamour associato al territorio. Il viaggio dell’attrice e di Jason Bard Yarmosky sembra piuttosto raccontare il lato più semplice e rilassante del Lario: navigare sull’acqua, fermarsi ad ammirare il paesaggio e trascorrere qualche ora lontano dalla confusione.

Una delle esperienze centrali della vacanza è stata proprio la gita in barca. Holmes e il compagno sono stati fotografati a bordo di un’elegante imbarcazione in legno, uno dei modi più suggestivi per scoprire il Lago di Como. Dal centro del lago, infatti, il panorama cambia completamente prospettiva: ville storiche, piccoli centri abitati e montagne sembrano scorrere lentamente lungo le rive. Non sono mancati neppure i momenti dedicati all’acqua e al relax. Gli album pubblicati dall’attrice mostrano tuffi, soste al sole e scene di complicità tra i due.

I posti visitati da Katie Holmes sul Lago di Como

Le fotografie condivise durante il soggiorno non permettono di ricostruire nel dettaglio ogni tappa dell’itinerario, ma raccontano bene il tipo di viaggio scelto dalla coppia. Il protagonista assoluto è naturalmente il lago, esplorato dall’acqua durante diverse uscite in barca. È un’esperienza particolarmente indicata per chi visita il Lario, perché permette di osservare da vicino le località distribuite sulle due sponde e raggiungere facilmente alcuni degli angoli più panoramici.

Negli scatti compaiono i caratteristici borghi affacciati sull’acqua, con case, campanili e piccoli approdi incastonati ai piedi delle montagne. Non vengono però indicate con precisione le località visitate dalla coppia; quindi, sarebbe azzardato attribuire le immagini a Bellagio, Varenna, Menaggio o agli altri centri più conosciuti della zona.

Più che un itinerario serrato tra monumenti e attrazioni, quello di Katie Holmes e Jason Bard Yarmosky sembra quindi essere stato un soggiorno dedicato al piacere di vivere il lago con calma. Navigazione, panorami, bagni e tramonti sono diventati lo sfondo di una nuova relazione che l’attrice, dopo mesi di discrezione, ha deciso di mostrare anche ai suoi fan. E ancora una volta il Lago di Como conferma la sua capacità di trasformare una semplice fuga romantica in un viaggio da ricordare.

Gli stranieri sognano una casa in Italia, nella top 5 delle mete c’è il lago Trasimeno

Par : elenausai10
4 septembre 2026 à 10:30

Dimenticate Toscana e Costiera Amalfitana: il nuovo sogno immobiliare degli stranieri ha l’aspetto di un lago umbro. Il Trasimeno è ufficialmente entrato nella top 5 delle mete italiane più gettonate dagli acquirenti esteri, con le richieste schizzate del 30,68% in un solo anno.

A dirlo sono i dati di Gate-away.com, il portale che monitora chi, dall’estero, cerca casa in Italia. Il risultato? Il Trasimeno ora se la gioca con nomi già famosi come Como, Salento, Valle d’Itria e Lunigiana, piazzandosi quinto. Poca fama, tanto fascino: ecco perché il lago umbro sta conquistando chi cerca l’Italia più genuina.

A guidare gli acquisti sono gli Stati Uniti, primo mercato con il 24% delle richieste, seguiti dal Regno Unito e da chi, già in vacanza in Italia, decide di informarsi sul posto (12,87%). Non manca il Brasile, quarto mercato dell’area, insieme a Germania e Belgio.

Il Trasimeno conquista gli stranieri

A trainare la domanda nell’area è Castiglione del Lago, che da solo raccoglie il 42,78% delle richieste e risulta il comune più cercato dell’intera Umbria. Seguono, in ordine, Marsciano, Panicale, Magione, Passignano sul Trasimeno, Città della Pieve, Tuoro sul Trasimeno, Deruta, Piegaro e Corciano: un ventaglio di borghi, campagne e scorci lacustri che racconta un interesse ormai diffuso su tutto il comprensorio, più che concentrato su un singolo paese.

Il valore medio degli immobili richiesti si ferma a 255,194 euro, una cifra che rende il Trasimeno decisamente più accessibile rispetto ad altre mete lacustri italiane, Como in testa. E i numeri lo confermano: quasi il 73% delle richieste riguarda case sotto i 250 mila euro. Non stupisce quindi che la tipologia più cercata sia il casolare (19,48%), seguito da appartamenti, ville e agriturismi. Chi guarda al Trasimeno non cerca un investimento qualunque, ma una casa con carattere, spazio all’aperto e un legame vero con il territorio. Allo stesso tempo cercano una destinazione ben collegata con Toscana, Lazio e le principali città del Centro Italia.

Il successo del Trasimeno, però, si inserisce in un quadro più ampio che premia l’intera Umbria: la regione vede Castiglione del Lago in testa anche alla classifica regionale, davanti a Todi, Orvieto, Marsciano, Gubbio, Massa Martana, Sellano, Perugia, Assisi e Panicale. Circa il 74% delle richieste umbre si concentra nella provincia di Perugia, che si conferma così il vero cuore del mercato immobiliare regionale, con un valore medio di 271,521 euro. Numeri che raccontano un’Umbria sempre più protagonista nelle scelte di chi, dall’estero, cerca casa in Italia.

Le mete più amate per chi sogna una casa in Italia

Per quanto riguarda le altre mete emerse dalla ricerca, il Lago di Como resta la meta di riferimento per chi sogna un immobile di prestigio, complice la fama internazionale e un mercato ormai consolidato tra le celebrità e i grandi investitori.

Il Salento continua invece a esercitare il suo fascino su chi sogna masserie, trulli e un ritmo di vita più lento, mentre la Valle d’Itria conferma la propria identità fatta di paesaggio rurale e architettura tipica. Chiude la top 5, prima del Trasimeno, la Lunigiana, terra di confine tra Toscana e Liguria, sempre più apprezzata da chi cerca borghi autentici lontano dalle rotte più battute.

Apre il Giardino della Velarca, splendida casa-barca sul Lago di Como

27 juin 2026 à 10:00

Dopo poco più di sei mesi di lavori apre al pubblico il Giardino della Velarca a Ossuccio, sul Lago di Como, che completa il percorso di visita della celebre casa-barca progettata negli anni Cinquanta dallo studio milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers), uno dei capolavori dell’architettura moderna italiana.

La Velarca, donata nel 2011 da Aldo e Maria Luisa Norsa al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e restaurata grazie a un lungo intervento concluso nel 2024, si arricchisce così del giardino immaginato dai progettisti. Il terreno di circa 325 metri quadrati si trova tra la strada statale e la riva del lago, in una posizione panoramica che guarda l’Isola Comacina e Villa del Balbianello, ai piedi della Torre del Barbarossa, anch’essa bene del FAI.

Un progetto sulla carta per oltre sessant’anni

La storia del giardino è strettamente legata a quella della Velarca: la famiglia Norsa aveva acquistato il piccolo appezzamento con l’idea di costruire una casa, ma il terreno non risultò edificabile: da tale limitazione nacque, insieme agli architetti del BBPR, l’intuizione di realizzare una casa-barca ormeggiata stabilmente davanti alla proprietà.

La-Velarca-Tremezzina-(CO)-interno
@Roberto Morelli - FAI
L’inyterno della Velarca, la barca del FAI

Il progetto prevedeva fin dall’inizio anche uno spazio verde destinato a integrare la vita a bordo: un giardino rustico con ulivi, orto, terrazzamenti coltivati, una piccola fonte e una tettoia dove trascorrere il tempo all’ombra e ricevere gli amici. Come ricordò anni dopo l’architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso, grande attenzione era stata dedicata alla sistemazione della sponda, immaginata con muretti in pietra, fiori, ortaggi, rampicanti e aree pensate anche per pranzi all’aperto.

Quel progetto, però, non venne mai realizzato. Oggi, il FAI ha recuperato i disegni originali e li ha trasformati in realtà, reinterpretandoli per rispondere anche alle esigenze dell’accoglienza dei visitatori.

Il nuovo giardino tra architettura e accoglienza

 casa-barca del Giardino della Velarca
Foto Roberto Morelli_2026_© FAI
L’iconica casa-barca del Giardino della Velarca

L’intervento ha restituito vita a uno spazio progettato come naturale estensione della casa-barca: i bassi muretti in pietra disegnano piccoli terrazzamenti collegati da percorsi in pietra, mentre la vegetazione richiama il paesaggio del Lago di Como con nuovi ulivi, corbezzoli e melograni, affiancati agli alberi già presenti.

Nella parte finale del giardino trova posto una nuova tettoia in legno con copertura in cannicciato, anch’essa prevista nel progetto originario: realizzata in legno di rovere e caratterizzata dalle linee essenziali tipiche del linguaggio del BBPR, offre una zona ombreggiata per la sosta e ospita anche i servizi igienici.

Vicino all’ingresso è stato invece ricavato uno spazio dedicato all’accoglienza: ogni dettaglio dialoga con l’identità della Velarca, dai rivestimenti in legno color mogano fino ai pavimenti blu e agli arredi, pensati per richiamare gli interni della casa-barca.

Un’esperienza di visita ancora più completa

Con l’apertura del giardino, il pubblico può finalmente comprendere la Velarca nella sua concezione originaria, fatta di un continuo rapporto tra terra, acqua e architettura: gli stessi progettisti descrivevano questo equilibrio come il vero valore dell’opera, a sottolineare come fosse il dialogo tra la barca, il pontile, il lago e il giardino a creare un ambiente unitario.

L’inaugurazione del nuovo spazio coincide con gli appuntamenti di Sere FAI d’Estate, la rassegna che propone aperture straordinarie serali nei beni della Fondazione. Dopo il debutto del 26 giugno, sono previste ulteriori date nei mesi di luglio e agosto.

Gli interventi sul pontile e la mobilità sostenibile

La valorizzazione dell’area è stata accompagnata anche da interventi sulle infrastrutture: grazie al sostegno dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori e di Regione Lombardia, nel 2024 è stato restaurato lo storico pontile di Ossuccio, dove la Velarca è ormeggiata, ed è stato realizzato un nuovo pontile pubblico destinato anche alle imbarcazioni che collegano il sito con Villa del Balbianello.

La nuova struttura è inoltre dotata di una colonnina per la ricarica elettrica, pensata per favorire una mobilità lacustre più sostenibile e supportare anche le imbarcazioni utilizzate per il trasporto dei visitatori.

Orari e biglietti

La Velarca è visitabile fino al 18 ottobre, tutti i giorni ad eccezione dei lunedì e dei mercoledì non festivi, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.

Il biglietto intero costa 8 euro, mentre il ridotto è disponibile a 5 euro per bambini dai 6 ai 18 anni, studenti tra i 19 e i 25 anni e soci del National Trust. Il biglietto famiglia è proposto a 20 euro. L’ingresso è gratuito per gli iscritti FAI, i residenti nel Comune di Tremezzina e i giornalisti.

Da Brad Pitt a Matthew McConaughey, i Vip di Hollywood amano gli altri laghi italiani (oltre il mito di Como)

4 juin 2026 à 17:00

L’Italia da sempre sembra essere una calamita per i divi Hollywood. Dalla Capitale ai paesaggi della Costiera Amalfitana, i divi americani si innamorano soprattutto del Nord del Paese, dove i laghi diventano scenografie naturali che sembrano costruite apposta per il cinema. Paesaggi dipinti tra acqua e montagne, borghi storici, ville nascoste e una cultura gastronomica che completa l’appeal: è questo il mix che da anni attrae registi, attori e celebrity internazionali.

Se il lago di Lago di Como resta il simbolo assoluto (tra matrimoni vip, ville sontuose e residenze davvero hollywoodiane) oggi l’attenzione si sta allargando sempre più anche ad altri specchi d’acqua italiani, meno saturi ma altrettanto magnetici.

Ville Aperte in Brianza, 48 splendide residenze da scoprire

Par : losiangelica
7 mai 2026 à 15:00

Dal 9 al 17 maggio torna Ville Aperte in Brianza, la manifestazione che apre i cancelli di dimore storiche, ville nobiliari e luoghi d’arte sparsi tra le province di Monza e Brianza, Milano, Lecco e Como. 48 siti in 35 comuni, 2 fine settimana per la ventiquattresima edizione che si presenta con il claim “storie che restano”.

Ville Aperte in Brianza: le ville aperte

Sono 48 le ville aperte distribuite in 35 comuni: le attività distribuite su 2 weekend sono tantissime per la 24esima edizione che cade nel 2026. Non solo nomi già noti ma anche new entry tra dimore storiche, edifici nobiliari e parchi.

Villa Cusani Traversi Antona Tittoni a Desio è la protagonista di questa edizione: Piermarini, Palagi, tre secoli di storia aristocratica e un parco romantico che vale da solo la visita. A Monza, la Villa Reale ospita la mostra di Pistoletto. A Cesano Maderno, Palazzo Arese Borromeo chiude il 10 maggio con 0–99. Design per gioco.

Fra le novità, villa Burba Medici Cornaggia a Rho entra per la prima volta nel circuito, con la sua storia secentesca e il parco botanico. Debutta anche il Museo Bagatti Valsecchi di Milano. A Inverigo e Vimercate, esperienze dedicate ai più piccoli.

Villa Reale di Monza
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La Villa Reale di Monza nel programma di Ville Aperte in Brianza

Info utili

Il programma ufficiale con date e orari di ogni iniziativa è riportato sul sito ufficiale di Ville Aperte in Brianza. Le prenotazioni sono aperte ufficialmente e sono consigliate, anche se non obbligatorie per ogni attività. Le attività sono concentrate nei 2 weekend dal 9 al 17 maggio. Sul sito ufficiale dell’iniziativa sono riportati tutti i dettagli evento per evento; filtrando il proprio preferito o la città per trovare idee si individueranno tutte le informazioni utili.

Ville Aperte in Brianza, il programma

Il programma prevede 2 weekend fitti di tantissimi appuntamenti che iniziano il 9 maggio con il concerto inaugurale alle 18 presso lo spazio Stendhal di villa Tittoni a Desio con un palco dedicato al flamenco.

Tre associazioni di guide abilitate propongono itinerari per adulti e famiglie. Tra le novità? Il museo Bagatti Valsecchi di Milano che per la prima volta entra nel circuito; proprio qui il 10 maggio, si attende una visita dedicata a Carolina Borromeo.

Presso Monza, invece, nel centenario della morte della regina Margherita, viene proposto l’itinerario “la cappella espiatoria, il liberty e la regina Margherita”. Si parte dalla Cappella e poi si attraversa il quartiere della villa reale.

Per i bambini ci sono due appuntamenti pensati per tenerli lontani dalla noia: ad Inverigo si esplora Villa “La Rotonda” con mappa e schede da compilare, disegnando quello che si osserva.

Più adrenalinico l’appuntamento a Oreno di Vimercate, dove il Casino di Caccia della Villa Borromeo ospita un’escape room ambientata in una sala affrescata di un antico castello medievale, scene di caccia, intrighi, enigmi da risolvere.

Nel weekend finale, il 16 e 17 maggio, a Lurago d’Erba si segnala Fanta-city: Il viaggio dell’eroe, un percorso tra cascine storiche e campi aperti accompagnato da tre cantastorie, ispirato alla struttura narrativa del viaggio epico. Fantasy e Brianza: un abbinamento che funziona meglio di quanto sembri.

Fra le new entry del 2026 c’è villa Burba Medici Cornaggia a Rho, aperta sabato 9 maggio. La dimora è del 1665 e si affaccia su una delle vie di comunicazione storiche del territorio. Il parco adiacente conserva specie botaniche di un certo interesse.

Non manca il filone spirituale: in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, l’Associazione Cammino di Sant’Agostino propone un percorso a piedi di circa 15 km che parte dalla Chiesa di Sant’Agostino a Como, attraversa Sant’Abbondio e il Santuario di Sant’Antonio da Padova, e arriva al Santuario della Madonna della Neve a Cucciago.

Sul fronte del gusto, la manifestazione porta avanti “Le Vie del Gusto” con visite guidate e degustazioni in tre realtà del territorio.

Il Birrificio Artigianale DuLac di Galbiate accompagna i visitatori tra i macchinari e chiude con la degustazione di tre birre. A Seregno, invece, il Birrificio Railroad affianca una delle poche distillerie di whisky italiane con degustazione di birre e della quarta edizione speciale in tiratura limitata di 800 bottiglie.

Una finestra vista lago, le location della nuova serie RAI svelano due splendidi borghi italiani

7 mai 2026 à 13:00

Le location di Una finestra vista lago, la serie Tv tratta dai romanzi di Adrea Vitali in arrivo in prima serata su Rai 1 dal 7 maggio 2026, riportano lo spettatore – non senza un pizzico di nostalgia –  a quella che doveva essere la vita in provincia negli Anni Trenta, quando ogni evento, triste o felice che fosse, veniva vissuto in una dimensione collettiva e condivisa.

Diretta da Marco Pontecorvo, la nuova serie RAI è ambientata a Bellamo: un borgo sul Lago di Como che nella realtà non esiste e che è stato ricreato utilizzando diversi scorci di altre piccole perle sui laghi italiani.

Le più belle mostre da vedere a maggio 2026 in Italia, da Nord a Sud

1 mai 2026 à 07:30

Sono imperdibili le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di maggio o che sono ancora in corso e che vale davvero la pena vedere: da Mimmo Paladino a Peggy Guggenheim, dal celebre Miles Davis a Werner Bischof e Olivetti, gli appuntamenti di primavera con l’arte, il design e la cultura sono tutti da segnare.

Ecco le dieci mostre selezionate per voi da vedere questo mese, da aggiungere alla lista di cose da fare nel vostro weekend in città a Milano o Venezia, oppure alla vostra gita fuori porta a Rovereto, Verbania, Bassano del Grappa o al Lago di Como.

Mimmo Paladino a Milano

Dal 16 maggio al 26 luglio 2026, Palazzo Citterio accoglie il ritorno di Mimmo Paladino con una mostra pensata appositamente per la Sala Stirling. A distanza di anni dalla sua ultima grande personale in città, l’artista presenta un progetto che ruota attorno ai celebri “Dormienti“, una delle sue opere più iconiche, qui riallestita in dialogo diretto con lo spazio espositivo.

Accanto all’installazione, anche un nucleo di lavori su carta del 1973, che permettono di entrare nelle radici della sua ricerca artistica. Il risultato è un percorso essenziale ma intenso, in cui materia, simbolo e silenzio si intrecciano, offrendo una nuova lettura di uno dei protagonisti più influenti dell’arte italiana contemporanea.

Alessandro Mendini a Verbania

Dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Villa Giulia ospita “Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi”, una grande antologica dedicata a Alessandro Mendini. La mostra ripercorre la sua carriera attraverso circa 130 opere, dagli esordi nel Radical Design milanese fino alle sperimentazioni postmoderne che hanno ridefinito il linguaggio del progetto.

Il percorso è costruito come un insieme di “stanze-mondo”, ognuna dedicata a un’opera iconica: dalla Poltrona di Paglia alla celebre Poltrona di Proust, fino a oggetti e arredi che trasformano il design in racconto visivo e concettuale. Disegni, materiali e progetti accompagnano le opere, restituendo la dimensione teorica e visionaria della sua ricerca. La mostra mette in luce l’idea centrale di Mendini: abbattere i confini tra arte, design e vita quotidiana, trasformando ogni oggetto in un’esperienza estetica e culturale.

Alessandro Mendini sulla Poltrona di paglia
Enrico D. Bona/Archivio Alessandro Mendini
Alessandro Mendini seduto sulla Poltrona di paglia

Giacomo Balla e il Futurismo a Rovereto

Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026, il Mart Rovereto ospita “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia”, una grande mostra dedicata al maestro futurista Giacomo Balla. Per la prima volta in Italia viene presentata integralmente la collezione della Fondazione Biagiotti Cigna, con circa 200 opere tra dipinti, oggetti, abiti e manufatti.

Il percorso racconta l’idea rivoluzionaria di “arte totale” sviluppata da Balla, che insieme a Fortunato Depero teorizzò la trasformazione del quotidiano in esperienza artistica. Non solo quadri, quindi, ma mobili, design e moda: tutto diventa linguaggio creativo, attraversato da linee dinamiche, vortici e colori in movimento. La mostra mette in luce anche il ruolo della stilista Laura Biagiotti, che ha raccolto e valorizzato queste opere, contribuendo a creare una delle collezioni più importanti dedicate all’artista. Un’esposizione immersiva che racconta un Futurismo vivo, capace ancora oggi di dialogare con il presente.

Miles Davis a Pordenone

Pordenone celebra Miles Davis con una mostra immersiva che si ascolta (prima ancora di guardarsi): dall’8 maggio al 12 luglio 2026, Villa Cattaneo ospita “MILES DAVIS 100 – LISTEN TO THIS!“, un progetto espositivo unico dedicato al leggendario trombettista e compositore jazz statunitense, considerato uno dei più influenti e innovativi musicisti del XX secolo, nel centenario della sua nascita. Non una semplice mostra, ma un’esperienza immersiva che mette al centro l’ascolto: grazie a un archivio interattivo con oltre 2.000 registrazioni, i visitatori possono esplorare l’universo sonoro dell’artista in modo diretto e coinvolgente.

Il percorso si articola in diverse sezioni tematiche tra materiali d’archivio, fotografie, vinili e oggetti iconici – tra cui anche la sua tromba originale – restituendo tutte le sfaccettature di una figura che ha rivoluzionato la musica del Novecento. Inserita nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, la mostra trasforma la città in un punto di riferimento per gli appassionati di musica e cultura contemporanea, ma non solo.

Miles Davis in una foto del 1984
Anthony Barboza
Il celebre Miles Davis in una foto del 1984

William Turner sul Lago di Como

Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como rende omaggio a William Turner con una grande mostra diffusa tra il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica di Como. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Tate, riunisce acquerelli e dipinti provenienti dalle collezioni londinesi, mettendo al centro il legame tra l’artista e il paesaggio italiano.

Il percorso racconta come il viaggio abbia plasmato la visione di Turner, con un focus particolare sul Lago di Como: qui luce, acqua e atmosfera diventano protagonisti assoluti, trasformando il paesaggio in esperienza emotiva e quasi astratta. Dalle prime vedute del 1819 fino agli studi più maturi, emerge un’evoluzione che porta la natura a dissolversi nella pittura, anticipando sensibilità moderne.

Ad arricchire la visita, anche un film immersivo dedicato ai viaggi dell’artista e una sezione parallela sull’arte contemporanea che esplora il tema del colore. Una mostra che non è solo un omaggio a Turner, ma un invito a guardare il Lago di Como con occhi completamente nuovi.

Peggy Guggenheim a Venezia

Inaugurata il 25 aprile e fruibile fino al 19 ottobre 2026, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista”, la più ampia mostra mai dedicata agli esordi della celebre mecenate. L’esposizione ripercorre il periodo londinese tra il 1938 e il 1939, quando la sua galleria Guggenheim Jeune divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee.

In mostra ci sono opere di artisti che hanno segnato il Novecento, da Vasily Kandinsky a Piet Mondrian, insieme a materiali d’archivio che raccontano un momento di straordinario fermento culturale, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Più che una semplice retrospettiva, la mostra svela la rete di incontri e influenze – tra artisti, scrittori e intellettuali – che hanno contribuito a definire lo sguardo visionario di Peggy Guggenheim. Un viaggio dentro la nascita di una delle collezioni più importanti al mondo, che proseguirà poi a Londra e New York, trasformandosi in un racconto internazionale dell’arte moderna.

Collezione Peggy Guggenheim Venezia
Collezione Peggy Guggenheim dal Canal Grande a Venezia

Stefano Torrione con Sacred Bread a Milano 

Dal 7 maggio al 28 giugno 2026, lo Spazio Messina della Fabbrica del Vapore di Milano ospita “Sacred Bread – Le vie del pane“, la mostra fotografica di Stefano Torrione che trasforma uno degli alimenti più quotidiani in un racconto potente e universale.

Attraverso 77 scatti in bianco e nero, il percorso segue le antiche rotte del pane lungo il Mediterraneo e oltre, dalla Mesopotamia al Nord Africa, fino all’Europa, intrecciando tradizioni, rituali e identità culturali. Il pane emerge così non solo come nutrimento, ma come simbolo di vita, fede e condivisione, capace di unire popoli e religioni diverse.

Il progetto, nato da un viaggio durato oltre sei anni e ispirato agli scritti di Predrag Matvejević, restituisce uno sguardo profondamente umano e quasi spirituale, in cui ogni immagine racconta gesti antichi e saperi tramandati. Una mostra che diventa anche un invito a riflettere sui conflitti del nostro tempo, ricordando ciò che accomuna le culture più di quanto le divida.

Werner Bischof a Milano

Dal 19 maggio al 18 ottobre 2026, potrete scoprire il mondo attraverso lo sguardo empatico di Werner Bischof, con 200 scatti originali affiancati da materiali d’archivio e un documentario, per ripercorrere la carriera di un autore tra i più importanti protagonisti del fotogiornalismo del Novecento, nato 110 anni fa.

La retrospettiva “Point of view” è ospitata dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, con un percorso che si snoda in quattro sezioni che seguono i suoi viaggi tra Europa, Asia e Americhe, attraversando alcuni dei momenti più complessi del XX secolo, dalla devastazione del dopoguerra alle realtà segnate da povertà e cambiamento. Una mostra da non perdere per chi ama la fotografia che non si limita a osservare, ma riesce ancora a interrogare il presente.

Fruibile dal martedì alla domenica, ore 10:00-18:00 con ultimo ingresso ore 17.30.

Werner Bischof in mostra a Milano
Werner Bischof / Magnum Photos
Le opere di Werner Bischof in mostra a Milano

Olivetti a Bassano del Grappa (VI)

Inaugurata il 24 aprile e fruibile fino al 27 settembre 2026, la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” è accolta nelle sale affrescate di Palazzo Sturm di Bassano del Grappa: un viaggio che racconta la visione rivoluzionaria dell’azienda fondata da Camillo Olivetti.

In dialogo con il Museo della Stampa Remondini, il percorso riunisce circa 130 tra oggetti, opere e documenti per ripercorrere la nascita di uno “stile Olivetti” riconosciuto a livello internazionale. Non solo pubblicità, ma un’idea di comunicazione totale che investe prodotti, spazi e cultura d’impresa. Articolata in cinque sezioni, la mostra mette in luce un modello ancora attualissimo: innovazione tecnologica, attenzione estetica e responsabilità sociale come parti di un unico racconto coerente. A completare l’esperienza, audioguida, visite guidate e incontri tematici che rileggono l’eredità olivettiana in chiave contemporanea.

Keita Miyazaki a Venezia

In occasione della 61ª Biennale di Venezia, dal 9 maggio al 13 settembre 2026 il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita “From Water To Form”, la mostra personale dell’artista giapponese Keita Miyazaki che fa incontrare l’arte contemporanea giapponese con i tesori dell’Antico Oriente. Il progetto ruota attorno al tema dell’acqua come elemento originario e trasformativo, capace di distruggere e rigenerare, creando un ponte simbolico tra la cultura giapponese e l’identità stessa di Venezia.

Le opere dialogano con la collezione permanente del museo, mettendo in relazione arte antica e contemporanea attraverso il gesto artigianale, inteso come pratica quasi rituale. Oltre agli spazi espositivi, la mostra si estende anche alla Giudecca con un’installazione pubblica site-specific, rafforzando il legame tra materia, città e tradizione. Un’esperienza immersiva e meditativa, perfetta per chi visita Venezia durante la Biennale.

Potrete raggiungere la mostra di Keita Miyazaki dal martedì alla domenica, dalle 10_00 alle 18:00, con ultimo ingresso ore 17:00.

Keita Miyazaki e le sue opere
Roberto Apa/Gallery Rosenfeld
Keita Miyazaki e le sue opere

Parte il Colico Express, il treno storico che esplora la parte più autentica del Lago di Como

24 avril 2026 à 07:30

C’è un modo diverso di vivere il Lago di Como, lontano dalle rotte più scontate e dai ritmi frenetici: basta salire a bordo di un treno che sembra arrivare da un’altra epoca e lasciarsi guidare dal paesaggio che cambia forme e colori fuori dal finestrino. Si tratta della locomotiva elettrica con carrozze “Centoporte” degli Anni ’30 e delle carrozze Corbellini degli Anni ’50 che accompagnano i viaggiatori del Colico Express: non è solo un mezzo di trasporto, ma un viaggio lento e panoramico che trasforma lo spostamento in un’esperienza memorabile.

Dal cuore di Milano fino all’estremità più autentica del lago, questo itinerario è perfetto per chi vuole costruire una gita su misura, fatta di tappe libere, deviazioni improvvisate e panorami che cambiano a ogni fermata. Se cercate qualcosa di più di una semplice escursione, questa è l’occasione ideale per un ritorno al piacere di viaggiare con calma, osservando e fermandosi quando vale davvero la pena farlo.

Parte il treno storico Lario Express, l’occasione per scoprire il Lago di Como

Par : losiangelica
1 avril 2026 à 11:30

Domenica 12 aprile parte il Lario Express, uno dei treni storici più attesi della stagione lombarda. A trainare le carrozze sarà una locomotiva a vapore agganciata a un convoglio che è già di per sé un viaggio nel tempo: le “Centoporte” degli anni Trenta, le Corbellini degli anni Cinquanta, e un bagagliaio in fondo che serve anche per le biciclette.

Il percorso collega Milano Centrale a Lecco. Prima scende verso Como, poi risale attraverso la Brianza più tranquilla, quella che non finisce sulle guide turistiche: Cantù, Brenna-Alzate, Anzano del Parco, Merone, piccoli paesi dove il treno si ferma qualche minuto e riparte.

A conquistare è il fatto di poter viaggiare a bordo di un treno storico, oltre alla possibilità di cogliere l’occasione per visitare una zona della Lombardia che non tutti conoscono davvero.

Quando parte e il percorso

Il treno lascia Milano Centrale alle 7:50 del 12 aprile. Prima fermata Monza, poi si continua verso Lissone-Muggiò, Desio, Seregno. A Como San Giovanni si arriva intorno alle 9:19 e si riparte alle 9:44; abbastanza tempo per sgranchirsi le gambe o decidere di restare lì e organizzarsi la giornata in autonomia. Dal capoluogo lariano, chi vuole può prendere i battelli della Navigazione Laghi e girare il lago a modo suo (gli orari sono su navigazionelaghi.it).

Chi rimane a bordo prosegue verso nord-est, attraverso la Brianza interna. Il treno tocca Cantù, poi Brenna-Alzate, Anzano del Parco, Merone, Casletto-Rogeno, Molteno. Si arriva a Lecco alle 11:42.

Il ritorno parte da Lecco alle 16:30 e segue il percorso inverso, rientrando a Milano Centrale alle 21:10. Le fermate sono le stesse, gli orari leggermente diversi; a Como ci si ferma più a lungo e si riparte alle 19:43.

L'incantevole Lecco affacciata sul lago
iStock
Raggiungere Lecco con il Lario Express

Come prenotare e quanto costa

Per prenotare i biglietti del Lario Express bisogna visitare il sito ufficiale fondazionefs.it dove sono in vendita i ticket a 12 euro per gli adulti; bambini e ragazzi fino ai 14 anni non compiuti partono gratis, ma è necessario comunque effettuare la prenotazione del posto a sedere.

Bisogna sapere, però, che le biciclette possono salire a bordo gratis: un benefit importante per chi magari vuole partire a esplorare i borghi sulle due ruote approfittando del clima primaverile. Il servizio, solitamente accessibile sui mezzi più moderni, è un plus per chi sale su un treno storico. Dopotutto sono molti quelli che pensano di fare un giro lungo il lago o in Brianza

Il Lario Express è organizzato nell’ambito delle iniziative di Fondazione FS Italiane, che da anni recupera e rimette in circolazione materiale rotabile storico su linee regionali. Non è un museo su rotaie: è un treno che funziona, che si ferma nelle stazioni, che porta gente. Solo che le carrozze hanno novant’anni e cigolano nel modo giusto.

La magia dei treni storici continua a incantare e lo fa proponendo diversi viaggi come questo appena segnalato; la stagione in Lombardia è ripartita il 29 marzo e prevede ben 20 itinerari per tutta la stagione primaverile, estiva e invernale. Tra le mete toccate ci saranno il Lago d’Iseo, Como e Laveno con carrozze uniche.

Verso i laghi di Como e Maggiore in treno, un viaggio lento e sostenibile con Trenord

26 mars 2026 à 11:25

Viaggiare verso i laghi lombardi in treno è una scelta sempre più apprezzata da chi desidera un weekend senza stress, tra paesaggi suggestivi e mobilità sostenibile. Con l’arrivo della primavera, Trenord ha deciso di rafforzare i collegamenti verso alcune delle destinazioni più amate, rendendo ancora più semplice raggiungere il Lago di Como e il Lago Maggiore direttamente in treno.

I biglietti possono essere acquistati nelle biglietterie Trenord delle stazioni servite e non serve la prenotazione. Per informazioni sulle fermate e gli orari si può consultare il sito trenord.it o l’App Trenord.

Riapre Villa Carlotta, la perla botanica sul Lago di Como è da vedere

Par : losiangelica
18 mars 2026 à 09:50

Il lago di Como è affascinante tutto l’anno, ma con la fioritura primaverile le dimore storiche e i loro giardini diventano ancora più belli e, proprio per questo, sono pronti a spalancare le porte ai visitatori: riparte la stagione di Villa Carlotta che riapre con tantissimi eventi in programma, mostre e iniziative.

Dopo i mesi invernali, impiegati per restauri, potature e nuovi allestimenti, il museo e il giardino botanico tornano ad accogliere i visitatori con una novità inattesa:  si chiama Lotti, ed è una piccola creatura fatta di foglie, radici e fiori; lo “Spirito del Giardino“, secondo la leggenda costruita attorno a lei. Una mascotte, insomma, pensata soprattutto per i bambini, che la troveranno ad accompagnarli lungo i sentieri del parco con il suo taccuino da giardiniere. E quest’anno, il giardino di Villa Carlotta ha vinto la Foglia d’Oro del Lago di Como, il premio-scultura che ogni anno viene assegnato al vincitore del “Concorso Internazionale Spazi Creativi”.

Le mostre imperdibili durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

27 janvier 2026 à 15:34

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.

Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.

“Sport invernali nell’arte” a Bolzano

Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.

In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.

“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti

Lagazuoi Expo Dolomiti, centro espositivo più alto d'Europa
Pompanin
Lagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa

Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.

L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.

Opera con incisioni Braille in mostra
Francesca Piovesan
Opera con incisioni Braille in mostra

“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano

Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.

L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).

Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia

Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.

Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.

“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave

Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.

La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.

Fotografia di "Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d'Italia"
Ufficio Stampa
Una fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”

“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa

In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.

Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.

Mostra all'aeroporto di Milano Malpensa
Luca Pompei
“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera

Due mostre imperdibili a Losanna

Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.

Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo 2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.

Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.

La mostra sulle Olimpiadi al Museo Olimpico di Losanna
Ufficio Stampa
La mostra al Museo Olimpico di Losanna

Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport

Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.

Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.

Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Diego De Pol
Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo

Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso

La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.

Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.

Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport

Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.

Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):

  • BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
  • Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
  • Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
  • Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
  • Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
  • Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.

Altre mostre da non perdere in Valtellina

La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.

All'Aquagranda di Livigno, la mostra "Tracce Bianche"
Ufficio Stampa
All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”

A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.

A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.

Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.

C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.

Mostra olimpica a Madesimo
Ufficio Stampa
La mostra olimpica a Madesimo

Mercatini di Natale sul lago di Como, le tappe più suggestive tra borghi e luminarie

Par : elenausai10
20 décembre 2025 à 11:00

Il pensiero dei borghi più belli del lago di Como evoca immagini di facciate dai colori pastello, i cui riflessi danzano sulle acque blu cobalto del terzo lago più grande d’Italia. Ora, immaginateli immersi nelle luminarie natalizie e tutto diventerà ancora più magico.

Sono tanti gli appuntamenti che, dal 23 novembre al 31 dicembre 2025, rendono questa meta lombarda il luogo ideale dove vivere l’atmosfera natalizia in modo suggestivo e diffuso, spostandosi facilmente da un borgo all’altro. Prodotti tipici, decorazioni artigianali, idee regalo originali e specialità gastronomiche legate alla tradizione lariana e alpina vi aspettano, insieme a bande musicali, spettacoli dal vivo e tante altre iniziative.

Ecco i mercatini di Natale sul lago di Como da non perdere quest’anno!

Mercatini natalizi a Como

A Como, la Città dei Balocchi trasforma il centro storico in un vero villaggio natalizio, diventando uno dei mercatini di Natale più belli della Lombardia. Tra Piazza Perretta e Piazza San Fedele, 22 casette in legno offrono artigianato locale e prodotti tipici, mentre le facciate degli edifici storici, illuminate dal Magic Light Festival, regalano giochi di luce su Broletto, Porta Torre e Duomo. Piazza Cavour ospita una pista di pattinaggio sul ghiaccio con vista lago, Largo Miglio una giostra storica per bambini e Piazza Duomo l’albero di Natale. Casette solidali, concerti, animazioni quotidiane e la presenza di Babbo Natale completano l’esperienza, culminando nei fuochi d’artificio di Capodanno.

Mercatino a Lecco

Andiamo a Lecco, dove i mercatini natalizi animano Piazza XX Settembre e Piazza Cermenati con decine di casette in legno dedicate ad artigianato, addobbi e prodotti locali. Qui, il progetto Luci su Lecco illumina le facciate del centro con proiezioni architetturali dal 22 novembre al 7 gennaio. Una pista di pattinaggio sul ghiaccio, installazioni luminose, l’albero di Natale in Piazza Cermenati, concerti come il Concerto di San Nicolò e animazioni per famiglie completano l’offerta festiva della città.

Mercatino di Natale a Cernobbio

A Cernobbio, invece, il Natale prende forma con la manifestazione Il Sogno di Natale. Nei fine settimana e nei giorni festivi, dalle 15:00 alle 20:00, la piazza ospita mercatini artigianali con prodotti locali e specialità gastronomiche. Spettacoli con giocolieri, trampolieri luminosi e musica animano il centro, mentre pista di pattinaggio, laboratori per bambini, iniziative con Babbo Natale, il Presepe Vivente e l’arrivo dei Babbi Natale in moto completano un programma pensato per tutte le età.

Aspettando il Natale a Bellagio

La rassegna Aspettando il Natale anima Bellagio con un Villaggio di Natale affacciato su Lungolago Europa. Le casette ospitano espositori locali, prodotti gastronomici del territorio, artigianato e idee regalo, con apertura dalle 10:00 alle 20:00 nei fine settimana e nei giorni festivi. Dal 22 al 31 dicembre, Bellagio in Festa completa il programma con concerti corali, degustazioni, giochi tradizionali e presepi artigianali nelle vie e nelle chiese storiche del centro.

Natale a Menaggio

Ad animare Menaggio c’è Menaggio On Ice, con la pista di pattinaggio sul ghiaccio aperta tutti i giorni, e i mercatini di Natale. Anche qui, tra vin brulè e cioccolata calda, non mancano spettacoli di pattinaggio, degustazioni, presepi artigianali, concerti di bande e cori locali e gli incontri con Babbo Natale, che accompagnano residenti e visitatori fino ai festeggiamenti di fine anno in piazza, il 31 dicembre.

Mercatini a Varenna

Infine, a Varenna, il Villa Cipressi Christmas Garden offre un’esperienza natalizia immersiva dal 1 novembre al 31 dicembre 2025. Aperto dal giovedì alla domenica, dalle 10:00 alle 20:30, il percorso luminoso trasforma i giardini storici della villa in uno scenario suggestivo, tra luminarie lungo i vialetti, alberi secolari decorati e proiezioni affacciate sul lago.

Dal tramonto, le installazioni si accendono creando un’atmosfera intima e raffinata, arricchita da punti ristoro con vin brulé, cioccolata calda e dolci tradizionali, oltre a spazi dedicati ad artigianato e prodotti tipici. Nei weekend sono in programma concerti natalizi, laboratori per bambini e visite guidate, mentre il centro di Varenna e Villa Monastero ospitano decorazioni coordinate e un presepe artistico visitabile per tutto il mese di dicembre.

Villa Erba a Cernobbio: fascino senza tempo sul Lago di Como

8 novembre 2025 à 11:25

A pochi passi da Como, affacciata sullo specchio d’acqua più elegante d’Italia, sorge Villa Erba, una delle dimore storiche più affascinanti del lago, dove l’architettura neoclassica incontra giardini secolari, scorci da sogno, atmosfere da set cinematografico: non a caso è stata scelta come location per il film Il Cimitero di Praga, che ne valorizza la presenza scenica e l’aura misteriosa.

La villa e il suo vasto parco raccontano una storia che affonda le radici nella bellezza e nella cultura, con un tocco di mondanità che non guasta mai. Tra le sue mura si respira ancora l’eleganza di un tempo, mentre tutto intorno la natura fa il resto, con una scenografia che cambia colore a ogni stagione.

Cosa vedere a Villa Erba

L’architettura della villa lascia senza parole. Lo stile è neoclassico, sì, ma con una ricchezza di dettagli che lo rende oltremodo scenografico. Colonne maestose, simmetrie perfette e cura dei dettagli danno la sensazione di trovarsi in una dimora da romanzo ottocentesco.

Villa Antica

Il cuore nobile di Villa Erba è la Villa Antica, uno spazio che conserva intatta l’anima storica pur adattandosi con disinvoltura agli eventi più moderni.

L’atrio centrale è ampio, luminoso, perfetto per accogliere gli ospiti con un impatto scenico. Le grandi sale del piano terra si aprono sul giardino e sulle terrazze affacciate sul lago, in un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra architettura e paesaggio. È lo spazio ideale per mostre, ricevimenti, concerti e cerimonie: fino a 450 persone possono essere ospitate comodamente sedute nelle cinque sale principali, mentre la sala da ballo può trasformarsi in una pista per 500 ospiti. Esiste anche una saletta più raccolta, intima, pensata per cene esclusive o incontri riservati.

Salendo al piano superiore, un tempo riservato alla zona notte, si trovano oggi sale riunioni e uffici. Ogni ambiente è stato restaurato con attenzione, mantenendo intatto il fascino storico ma dotandolo di tutte le funzionalità moderne. Non mancano guardaroba e cucine professionali: la villa è attrezzata per accogliere eventi di ogni tipo, senza sacrificare l’eleganza.

All’esterno, il parco storico si estende fino al lago. Sentieri curati serpeggiano tra prati, siepi scolpite e aiuole fiorite, e regalano scorci panoramici da togliere il fiato.

L’ex Galoppatoio e il Centro Congressi

Un tempo riservata alle corse dei cavalli, l’area dell’ex Galoppatoio è oggi uno spazio polifunzionale pensato per eventi e manifestazioni su larga scala.

Il fiore all’occhiello è il Centro Congressi firmato dall’architetto Mario Bellini. Il suo progetto prende ispirazione dalle antiche serre in vetro e acciaio del Lago di Como, reinterpretandole in chiave contemporanea con linee pulite e materiali trasparenti. Il risultato è una struttura leggera, ariosa, integrata nel contesto naturale.

Si tratta di un complesso imponente: oltre 10.000 metri quadrati suddivisi in un padiglione centrale circolare e tre ali denominate Lario, Cernobbio e Regina. Qui si svolgono conferenze internazionali, convegni, esposizioni, mostre, cerimonie e persino dj set notturni. Il padiglione centrale può accogliere fino a 1.500 persone e si distingue per l’ottima acustica, la versatilità degli spazi e l’eleganza architettonica.

Villa Erba affacciata sul Lago di Como
iStock
La scenografica Villa Erba affacciata sul Lago di Como

Come arrivare

Villa Erba si trova a Cernobbio, sulla sponda occidentale del Lago di Como, in una posizione comoda da raggiungere con diversi mezzi.

Chi viaggia in auto può percorrere la SS340 (nota anche come Via Regina), con la possibilità di parcheggiare all’autosilo di Villa Erba o nei dintorni.

Per chi preferisce i mezzi pubblici, numerose linee di autobus fermano a breve distanza dalla villa: le linee 11, 6, C10, C20, C25, C28, C29 e 2 collegano Como con Cernobbio in pochi minuti.

Anche il treno rappresenta un’ottima opzione: dalla stazione di Como San Giovanni si può proseguire in autobus o con una passeggiata panoramica fino a Cernobbio.

Infine, per chi arriva dal lago, Villa Erba è dotata di un pontile privato che permette l’attracco diretto di motoscafi e battelli fino a 600 persone.

Maltempo settembre 2025 Como Monza: Governo riconosce stato emergenza

5 novembre 2025 à 17:54

“Un importante provvedimento che riconosce lo stato di emergenza e la gravità di quanto accaduto a settembre in alcune aree della Lombardia a causa del maltempo. Il nostro ringraziamento va dunque al Governo e nello specifico al ministro Nello Musumeci per l’attenzione rivolta alla nostra regione”. Così il presidente Attilio Fontana commenta la decisione del Consiglio dei ministri di accogliere la richiesta avanzata a seguito degli eventi meteorologici eccezionali nei giorni dal 10 al 13 settembre nel territorio della provincia Como e dal 22 al 27 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dei Comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Seveso e Varedo della provincia di Monza e Brianza e di stanziare 10,1 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.

Maltempo settembre 2025 a Como e Monza, l’impegno del Governo

“È un segnale di attenzione – ha sottolineato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – verso i nostri territori, duramente colpiti dagli eventi meteorologici di settembre. La Giunta regionale, da subito, e il Governo, con questa decisione, dimostrano impegno costante e vicinanza verso le comunità coinvolte. Nonché per la Protezione civile regionale e tutti i volontari che, con grande professionalità e dedizione, sono intervenuti in quei giorni drammatici. E che hanno operato per prestare soccorso e assistenza. Desidero, inoltre, esprimere gratitudine agli uffici regionali e locali per il lavoro svolto nel coordinamento e nella gestione delle pratiche necessarie”.

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