Per molti viaggiatori, l’autunno rappresenta l’occasione per scoprire molte regioni italiane attraverso l’arte e la cultura, o magari assaporando le specialità proposte nelle varie sagre di stagione. Ancora meglio se raggiunte in un modo unico e suggestivo: seduti nelle carrozze dei treni storici. Con le loro atmosfere, le panche in legno e gli ampi finestrini, sembrano usciti da un film d’epoca e paiono invitare i passeggeri a rallentare e godersi semplicemente il viaggio.
Tra le regioni da scoprire con lentezza c’è anche il Friuli-Venezia Giulia che, da metà ottobre a inizio novembre, propone quattro corse speciali pensate per collegare città e borghi a fiere di paese, feste dedicate ai formaggi e luoghi della memoria.
Treni storici in Friuli-Venezia Giulia: gli itinerari d’autunno
Il primo treno, partito il 4 ottobre da Gorizia, ha raggiunto Cavasso Nuovo per celebrare la cipolla rossa e la zucca, presidio Slow Food. E i prossimi itinerari? Agenda alla mano, ve li raccontiamo con date e prezzi!
Domenica 18 ottobre: da Trieste a Codroipo per San Simone
A Codroipo, l’autunno ha un appuntamento fisso: la Fiera di San Simone, che ogni anno richiama visitatori da tutta la regione (e non solo). Il treno storico parte da Trieste e lascia i passeggeri nel cuore della festa. Qui, si passeggia tra i banchi di specialità friulane e dei produttori locali, con le iniziative organizzate dalle pro loco e dalle realtà del posto.
Domenica 25 ottobre: da Treviso a Venzone
Il treno alla scoperta di Venzone parte dal Veneto e accompagna i passeggeri in uno dei borghi simbolo del Friuli. La giornata è dedicata al patrimonio artistico e culturale del paese e alla tecnica che lo ha fatto rinascere dopo il terremoto del 1976: l’anastilosi. Gli edifici crollati sono stati ricostruiti recuperando i pezzi originali e rimettendoli al loro posto, uno a uno. Vederne il risultato dal vivo, a esattamente cinquant’anni dal sisma, rende la visita ancora più significativa.
Questa corsa è dedicata alla memoria. Il convoglio raggiunge il Sacrario di Redipuglia, il monumento che custodisce i resti di migliaia di soldati della Prima Guerra Mondiale. Dopo le visite con la guida, i viaggiatori si siedono a tavola per il rancio del soldato, il pasto semplice che sfamava le truppe al fronte.
Domenica 8 novembre: da Sacile a Gemona
Il calendario si chiude con un viaggio per buongustai. Da Sacile, il treno porta a Gemona del Friuli, che per l’occasione ospita “Gemona, formaggio…e dintorni”. È una mostra-mercato dove si possono assaggiare i formaggi della zona e comprarli direttamente da chi li produce.
Le tariffe sono fisse e non cambiano in base alla distanza: si paga lo stesso prezzo sia per un viaggio breve sia per uno lungo. Sui treni trainati da locomotiva elettrica o diesel, l’andata e ritorno costa 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni. Chi viaggia solo in una direzione paga 5 euro (2,50 per i bambini).
Per vivere l’atmosfera dei convogli a vapore la spesa sale di poco: 15 euro per l’andata e ritorno degli adulti, 7,50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni e 7,50 euro per la singola tratta. Su tutti i treni, i bambini sotto i 4 anni viaggiano gratis.
I biglietti si acquistano sul sito o sull’app, scegliendo l’opzione “Treno Storico”, oppure in stazione, alla biglietteria o alle macchinette self-service, e nelle agenzie di viaggio autorizzate. Ogni treno può ospitare al massimo 250 passeggeri, quindi è meglio non aspettare l’ultimo momento per prenotare il proprio posto.
Siamo arrivati all’autunno che, con tutto ciò che porta con sé, rende più sopportabile la fine dell’estate. Parliamo di abiti dai tessuti avvolgenti e colori caldi, una tazza di tè da accompagnare a un buon libro e, soprattutto, i paesaggi che si dipingono di rosso fuoco e oro. Il modo migliore per immergersi nella loro bellezza (e scattare fotografie) è indossare scarpe comode e uscire all’aria aperta sui sentieri dove il foliage esplode, facendo attenzione ai tempi.
Il foliage segue una regola precisa: cambia con la quota. In alto i primi a colorarsi sono i larici, che iniziano a ingiallire già tra fine settembre e inizio ottobre. Più in basso, faggi e altre latifoglie si accendono verso fine ottobre. I tempi variano di anno in anno e bastano qualche giorno di anticipo o un colpo di vento per trovare versanti ancora verdi oppure già spogli.
Per non sbagliare il momento, AllTrails, la piattaforma dedicata all’escursionismo, ha selezionato alcuni itinerari sulle Alpi italiane. Oltre a mappe e informazioni aggiornate sui percorsi, sono utili soprattutto le recensioni con foto lasciate dalla community, che permettono di capire a che punto è la stagione prima di partire.
Lago Federa via Pian del Pantan, Veneto
Nei dintorni di Cortina d’Ampezzo si trova forse lo scorcio più celebre del foliage dolomitico. Il percorso, di difficoltà facile-moderata, sale fino al Lago Federa, a oltre 2.000 metri di quota, ai piedi della Croda da Lago. Il lago è circondato da un anfiteatro di larici che a ottobre, in genere intorno a metà mese, diventano dorati e si riflettono sull’acqua. È uno dei panorami più fotografati di tutto l’arco alpino, quindi conviene partire presto per goderselo con calma.
Pian dei Casoni-Val Venegia, Trentino
È una camminata di livello moderato, ma con salite dolci, che risale la Val Venegia, nel Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. Il sentiero parte da Pian dei Casoni e passa tra pascoli e lungo il torrente Travignolo, con le Pale di San Martino sullo sfondo. Nel corso di ottobre, i lariceti che accompagnano il percorso si colorano di giallo.
Vallunga: La Ciajota-Plan dala Ciajeies, Alto Adige
Alle spalle di Selva di Val Gardena, nel Parco Naturale Puez-Odle, la Vallunga rappresenta una valle di origine glaciale chiusa tra prati e pareti dolomitiche altissime. L’itinerario, classificato di difficoltà moderata, è quasi tutto in piano. Per questo è tra i più accessibili della selezione, adatto anche a chi ha poca esperienza. A ottobre i larici tingono la valle d’oro, mentre le rocce tutt’intorno ricordano le navate di una cattedrale di roccia.
Giro del Gran Bosco, Piemonte
Spostandosi verso ovest, in alta Val di Susa, si trova il Gran Bosco di Salbertrand, parco naturale e una delle foreste alpine più estese del Piemonte. L’anello, di livello moderato, attraversa un bosco in cui i larici crescono accanto ad abeti bianchi e rossi, pini silvestri e cembri. In autunno, il giallo dei larici e il verde scuro delle conifere sempreverdi formano un mosaico di colori, lontano dalle mete più affollate delle Dolomiti.
Filorera-Rasica via Torrente Valle di Mello, Lombardia
La stagione si chiude in Val di Mello, riserva naturale in provincia di Sondrio. Tra prati e grandi pareti di granito, un anello di difficoltà moderata segue il torrente dentro un bosco dall’atmosfera quasi fiabesca. Qui la quota è più bassa e i colori arrivano più tardi: verso fine ottobre le foglie di faggi e castagni ricoprono il sottobosco di toni rame e ambra. È una delle passeggiate autunnali più belle del Nord Italia e il modo ideale per salutare il foliage prima che arrivi l’inverno.
Il nuovo thriller psicologico di Paolo Strippoli, nelle sale dall’8 ottobre 2026, è tra i film più attesi dell’autunno: c’entrano il successo riscontrato alla Mostra del Cinema di Venezia, il fatto che sia stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2027, ma senza dubbio anche la vicenda «spietata e carnale» – come l’ha definita lo stesso regista – che racconta, specchio di una parentesi storica ben definita e in cui molte famiglie italiane in fondo finiranno per riconoscersi. Le location di L’estranea, tutte reali e tutte concentrate tra la Puglia e il Lazio, partecipano a rendere più universale quanto narrato ed evidente il legame dei protagonisti e del regista pugliese con i luoghi che abitano nella finzione (gli uni) e nella realtà (l’altro).
Di cosa parla
In una notte di temporale Anna, la protagonista interpretata da Jasmine Trinca, bussa alla porta dell’appartamento romano della figlia Alice, il personaggio di Romana Maggiora Vergano, e le rivela la bugia su cui da oltre vent’anni si regge l’equilibrio della loro famiglia. Allora, pur di salvarle la gamba dopo un’incidente di cui era stata vittima, la donna aveva stretto un patto con una misteriosa estranea: il personaggio di Valeria Bruni Tedeschi, da cui il titolo del nuovo film di Paolo Strippoli. Questa scelta aveva dato il via a una serie di avvenimenti terribili che avevano colpito la famiglia. Solo Alice ha il potere di interrompere finalmente questa catena spaventosa di eventi e rimettere ogni cosa al proprio posto. A che prezzo però? E la giovane sarà davvero disposta a pagarlo?
(c) 01 DistributionUna scena di “L’estranea”
Dov’è stato girato il film
Il dramma familiare di Paolo Strippoli è ambientato tra la Puglia dove la famiglia di Anna, che rappresenta una certa imprenditoria pugliese rapidamente arricchitasi tra la fine degli Anni Novanta e gli inizi degli Anni Duemila, ha le proprie radici e Roma dove la figlia Alice si è trasferita, come molti suoi coetanei, per cercare la propria strada. Per dare realismo alla narrazione anche i luoghi dov’è stato girato il film L’estranea si trovano tra la Puglia e la Capitale.
Bari
A Bari, città di cui è originaria la famiglia di Anna, la produzione (Kazak Productions e Tarantula Film con Le Pacte) ha scelto di girare sia in luoghi centrali e iconici per la storia e il presente turistico del capoluogo pugliese e sia in zone più periferiche e marginali: una soluzione che ha consentito di rappresentare sullo schermo il volto profondamente stratificato che la città ha da sempre.
Sullo schermo sono facili da riconoscere il lungomare e il Molo San Nicola: il pittoresco porto vecchio di Bari, subito a ridosso del centro cittadino e del famoso Teatro Margherita, dove ancora oggi si continuano a tramandare le tradizioni marinare della città come, ogni mattina, quella dell’arrivo e della vendita del pesce fresco.
iStockL’antico porto di Bari
Un set è stato stabilito presso il Circolo Canottieri Barion: fondato a fine Ottocento è uno dei più storici della zona.
Altra location di L’estranea a Bari è il quartiere San Paolo: sorto tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Sessanta del Novecento come primo quartiere residenziale pubblico della città, ancora oggi conserva il suo animo popolare nonostante sia stato interessato nel tempo da interventi di riqualificazione come quello mirato a trasformarlo, tramite murale e street art, in un Quartiere Museo.
Alcune scene del nuovo film di Paolo Strippoli sono state girate al Policlinico Giovanni XXIII.
Monopoli
A Monopoli si è girato sia in location private (come uno studio medico) e di servizio (il canile pubblico) e sia in luoghi molto amati sia dai turisti e sia soprattutto dai locali. Uno di questi è il castello Carlo V: un forte del Cinquecento costruito durante la dominazione spagnola della città e che ancora oggi incuriosisce per la sua pianta poligonale con bastioni, ponti levatoi, mura difensive.
iStockLo storico castello di Monopoli
Impossibile da non riconoscere sullo schermo è Porto Ghiacciolo: una delle spiagge più belle della Puglia, famosa per il colore cristallino e la temperatura molto bassa – come lascia intuire il nome – delle sue acque, oltre che per l’Abbazia di Santo Stefano che le fa da sfondo.
iStockLa stupenda spiaggia di Porto Ghiacciolo
Gioia del Colle
Tra le location pugliesi di L’estranea c’è anche Gioia del Colle. Qui, come confermano anche numerose testate locali, la troupe ha girato a Villa Povia. Fin qui non si conoscono, però, più dettagli su quali stanze e ambienti della storica residenza – che per il ruolo chiave che ha nelle vicende della famiglia è comparsa fin dalle prime immagini dal set diffuse – siano state interessate dalle riprese.
(c) 01 DistributionUna delle prime immagini dal set di “L’estranea”
Roma
A Roma anche la scelta delle location appare volutamente in rottura con quanto fatto in Puglia, come a sottolineare anche visivamente quanto radicalmente il patto con l’estranea abbia deviato il corso delle vicende familiari.
La figlia di Anna vive nel quartiere di San Lorenzo: uno dei più giovani della Capitale, frequentato ogni giorno da un gran numero di studenti e fuorisede e animato da localini alla moda e da una vivace movida, senza che questo gli abbia fatto perdere il carattere prettamente popolare. È qui in un appartamento di Via degli Ausoni che sono state girate le scene, incluse alcune di quelle in terrazza, in cui Anna raggiunge a Alice e le racconta del patto che da piccola le ha salvato la gamba.
Altre scene sono state girate in prossimità della Stazione Termini: una zona altrettanto frequentata ogni giorno da studenti, lavoratori fuorisede e persone che per ragioni diverse si spostano da o per Roma.
Diversi ospedali romani sono tra le location di L’estranea e non c’è da sorprendersene considerata la trama e che l’evento scatenante è un incidente che stravolge la quotidianità della famiglia di Anna mettendo a rischio la salute di Alice. Riprese sono state effettuate, in particolare, all’Ospedale San Camillo, all’American Ospital e all’Istituto San Leone Magno.
(c) 01 DistributionUn’altra scena di “L’estranea”
Non mancano scene girate in studio per cui la produzione del nuovo film di Paolo Strippoli si è appoggiata agli Studios di via Tiburtina: tra i teatri di posa più famosi – e utilizzati – della Capitale, dove sono stati girati numerosi classici moderni del cinema italiani e trasmissioni televisive dal forte seguito.
Chi sceglie Londra come meta, spesso non si allontana dalla città. Noi, invece, vi consigliamo di avventurarvi oltre la capitale perché a meno di due ore di strada si aprono gli ampi spazi della campagna inglese, con borghi, castelli e paesaggi che in autunno e inverno assumono un fascino tutto loro.
Arrivarci è semplice perché Vueling collega l’aeroporto di Roma Fiumicino a Londra Gatwick e propone, fino all’11 ottobre 2026, voli scontati a partire da 53 euro per chi vuole organizzare un viaggio tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.
Quali sono le mete più belle da raggiungere in questo periodo, noleggiando un’auto o salendo su un treno? Noi vi consigliamo queste tre!
Cotswolds
Una volta atterrati a Londra, noleggiate un’auto e, in circa due ore guidando verso ovest, raggiungerete i paesaggi suggestivi delle Cotswolds. Qui verrete accolti da colline, campi e muretti a secco punteggiati da villaggi in pietra dorata che sembrano usciti da un libro di fiabe.
Il modo migliore per scoprirle è spostarsi da un borgo all’altro. A Bourton-on-the-Water i ponticelli del Settecento attraversano il fiume Windrush, Lower Slaughter conserva un vecchio mulino affacciato sui canali e Castle Combe è stato il set di film e serie in costume, da Stardust a Bridgerton.
In inverno, con un po’ di fortuna, si possono vedere questi paesaggi coperti di neve. In ogni caso la giornata si chiude al meglio in uno dei tanti pub di campagna, davanti al camino con un sunday roast, il classico arrosto della domenica.
Warwick
Se non volete noleggiare un’auto, con un treno in partenza da London Marylebone si raggiunge Warwick in circa 1 ora e mezza. La cittadina è dominata da uno dei castelli medievali più famosi d’Inghilterra, costruito nel 1068 per volere di Guglielmo il Conquistatore dove prima sorgeva un insediamento fortificato anglosassone. Nei secoli la fortezza è stata ampliata e trasformata fino all’Ottocento, quando già attirava i primi visitatori.
Oggi si possono esplorare torri, camminamenti sulle mura e sale storiche, oltre che ammirare da vicino il trabucco: alto quasi 18 metri, è la più grande macchina d’assedio funzionante del Paese. Tra fine novembre e inizio gennaio il castello si veste a festa con Christmas at the Castle, tra decorazioni e spettacoli a tema. Chi viaggia in auto può abbinare la visita a una tappa a Stratford-upon-Avon, a una ventina di minuti, per vedere la casa natale di Shakespeare.
Infine, a circa due ore d’auto da Londra oppure in poco più di un’ora e mezza di treno da London Waterloo, si apre il New Forest National Park, un mosaico di boschi antichi, brughiere e costa dove pony, asini e bovini pascolano liberi. Tra fine autunno e inizio inverno capita di incontrare anche i maiali del pannage, un’antica tradizione che prevede di lasciarli liberi nella foresta per mangiare le ghiande cadute, tossiche per gli altri animali.
Per passeggiare tra faggi e querce, i sentieri di Bolderwood e il Blackwater Tall Trees Trail sono tra i più scenografici. Chi preferisce il mare può spostarsi invece sulla costa di Milford on Sea o Lymington.
Il ritmo della vita all’aperto e della convivialità si fa più lento ma intenso, tra giornate luminose e prime brezze fresche che invitano a ritrovarsi nelle piazze. È il periodo delle sagre di paese, delle feste patronali e dei prodotti che arrivano dai campi carichi di colori autunnali. I profumi di forno e di brace si mescolano ai suoni delle bande e alle voci delle comunità in festa, mentre si riscoprano sapori legati alla terra. In Puglia questo momento dell’anno diventa l’occasione ideale per unire viaggio, gusto e tradizioni popolari.
Tra le proposte di ottobre 2026 in Puglia spiccano il fascino storico del Federicus: Corteo Storico Ad Altamura e Palio di San Marco, le atmosfere di gusto della Sagra del calzone: appuntamento con il gusto ad Acquaviva delle Fonti e i sapori autentici della Sagra delle olive a Sannicandro di Bari. Dalle Murge al Salento, passando per piccoli borghi e paesi in festa, il calendario enogastronomico accompagna i viaggiatori tra tavole imbandite, riti popolari e appuntamenti che raccontano l’identità del territorio.
Ottobre 2026 in Puglia, gli eventi e le sagre da vivere
Federicus: Corteo Storico Ad Altamura e Palio di San Marco – Altamura (BA), dal 2 al 4 ottobre 2026. Federicus è la festa medievale che rievoca il legame di Altamura con Federico II di Svevia, fondatore della città, coinvolgendo l’intera comunità tra corteo storico e Palio di San Marco.
San Francesco d'Assisi – Salice Salentino (LE), il 4 ottobre 2026. A Salice la festa di San Francesco d'Assisi prevede una solenne processione con la statua seicentesca del Santo e il tradizionale consumo della prima cicoria selvatica con sugo di maiale.
Sagra delle olive a Sannicandro di Bari – Sannicandro di Bari (BA), dal 9 al 11 ottobre 2026. La sagra delle olive a Sannicandro di Bari offre ai visitatori prodotti tipici come olive dolci, pane, focaccia, vino, conserve, frutta di stagione e olio extravergine locale.
Sagra de la Volìa Cazzata 2025, la festa dell'oliva schiacciata – Martano (LE), dal 15 al 18 ottobre 2026. La Sagra de la Volìa Cazzata a Martano celebra l'oliva schiacciata come buon auspicio per la raccolta, con stand gastronomici, musica, spettacoli e concerti dal vivo.
La Sagra del calzone: appuntamento con il gusto ad Acquaviva delle Fonti – Acquaviva delle Fonti (BA), dal 16 al 18 ottobre 2026. La Sagra del calzone ad Acquaviva delle Fonti anima il borgo con calzone di cipolla e ricotta forte, carni alla brace, vino, spettacoli in piazza, mercatini e attrazioni per bambini.
Lu Porcu meu – Muro Leccese (LE), dal 16 al 18 ottobre 2026. A Muro Leccese la sagra Lu Porcu meu celebra il maiale con diverse preparazioni, dalla carne lessa agli arrosti e spiedini, riflettendo l’antico soprannome degli abitanti.
Fiera di San Simone e Fiera del Gusto – Sannicola (LE), il 25 ottobre 2026. La Fiera di San Simone e Fiera del Gusto a Sannicola è una storica fiera mercato autunnale, con numerosi espositori e grande affluenza di visitatori, sostenuta dal patrocinio di enti locali.
Un’ora di viaggio, carrozze d’epoca e un finale che sa di fragole. Il Tren de la Fresatorna sui binari anche nell’autunno 2026, collegando Madrid ad Aranjuez lungo uno degli itinerari ferroviari storici più noti della Spagna. Si parte dal Museo del Ferrocarril, nell’ex stazione di Madrid-Delicias, per un viaggio che richiama la linea aperta nel 1851 tra la capitale e il Real Sitio.
Il treno turistico circola dal 1984 e continua a essere uno degli appuntamenti del fine settimana, soprattutto in primavera e in autunno. Il fascino sta anche nelle carrozze d’epoca, alcune ancora in legno. Non una ricostruzione perfetta del passato, ma abbastanza per cambiare atmosfera appena si sale a bordo. La destinazione rende tutto più speciale: Aranjuez, con il Palazzo Reale, i giardini, il Tago e il paesaggio culturale riconosciuto dall’UNESCO, è abbastanza vicina a Madrid da permettere una gita in giornata, ma lontana quanto basta per cambiare ritmo.
Itinerario del Treno delle Fragole
La partenza è fissata alle 10 dal Museo del Ferrocarril di Madrid. Circa un’ora dopo il treno arriva ad Aranjuez. Da quel momento la giornata cambia in base al biglietto scelto: c’è chi preferisce muoversi in libertà e chi invece segue visite guidate, percorsi nei giardini, navigazione sul Tago o ingresso al Palazzo Reale.
La formula più semplice è “Fresas al Natural”, con viaggio di andata e ritorno e tempo libero ad Aranjuez. “Fresas con Nata” aggiunge il trenino turistico cittadino e le visite ai giardini storici. “Fresas del Tajo” porta invece sul fiume, mentre “Fresas Reales” punta sul Palazzo Reale e sul Museo delle Falúas Reales. Esistono poi formule combinate che mettono insieme trenino, battello, giardini e palazzo.
Non mancano le varianti più particolari. In alcune date il programma comprende percorsi in bicicletta, kayak, visite agli orti storici o appuntamenti legati al Festival di Musica Antica di Aranjuez. C’è anche un itinerario interamente in inglese. Insomma, lo stesso treno porta a giornate piuttosto diverse.
Ufficio StampaL’itinerario storico del Tren de la Fresa
L’esperienza da non perdere
Il momento più riconoscibile resta il viaggio stesso, un treno storico che in Spagna risulta imperdibile. Non tanto per la velocità, naturalmente, quanto per l’idea di attraversare il tratto Madrid-Aranjuez su un convoglio storico, lasciando per qualche ora i ritmi dei treni contemporanei. Durante l’esperienza compaiono anche figuranti in costume, legati al racconto della ferrovia e della storia del Real Sitio.
Una volta raggiunto Aranjuez c’è tanto da fare. Il Palazzo Reale è il richiamo più evidente, ma una parte importante della giornata si consuma all’aperto: il Jardín del Príncipe, il Parterre, il Jardín de la Isla, i viali lungo il fiume. In autunno l’atmosfera cambia ancora, soprattutto nelle giornate meno calde e affollate.
La tradizione vuole che il viaggio si chiuda con le fragole di Aranjuez offerte durante il ritorno verso Madrid. È il dettaglio che ha dato il nome al treno e che, più di tanti effetti speciali, continua a essere la sua firma.
Ufficio StampaUn viaggio storico a bordo del Treno delle Fragole
Info utili: date e prezzi
Le date del treno delle Fragole autunno 2026 sono:
10, 11, 12, 17, 18, 24, 25 e 31 ottobre;
1, 7 e 8 novembre.
Si parte alle 10:00 dal museo del Ferrocarril. I controlli inizieranno alle 9:15 e termineranno alle 9:50, si raccomanda massima puntualità. Il ritorno da Aranjuez è previsto alle 18:54 con arrivo a Madrid attorno alle 20:08.
I prezzi cambiano parecchio a seconda dell’itinerario. “Fresas al Natural” costa 32 euro per gli adulti e 24 per i bambini; “Fresas con Nata” 43 e 32 euro. “Fresas del Tajo” e “Fresas Reales” costano 49 euro per gli adulti e 38 per i bambini. Le formule combinate partono da 56 euro e arrivano a 60; l’English Tour costa 53 euro per gli adulti e 42 per i bambini.
La tariffa bambini indicata dall’organizzazione riguarda la fascia tra uno e 1,40 metri di altezza; sotto il metro si viaggia gratis se non si occupa un posto. Si possono acquistare i biglietti online sul sito ufficiale dell’iniziativa, oppure presso la biglietteria del Museo del Ferrocarril, le date però tendono a esaurirsi velocemente quindi muoversi con anticipo è una mossa furba.
L’autunno e l’inverno possono essere il momento perfetto per riscoprire l’Italia lentamente, tra centri storici, laghi e piccoli borghi che fuori dall’alta stagione acquistano un fascino completamente diverso. A rendere ancora più interessante l’idea di organizzare una fuga di qualche giorno c’è la nuova Promo Italo Borghi, con sconti dal 10% al 20% sui biglietti.
Per approfittarne bisogna acquistare il viaggio entro le ore 11:00 del 5 ottobre, utilizzando il codice promo BORGHI. La promozione permette di viaggiare dal 20 ottobre al 21 marzo negli ambienti Smart e Prima Business, su una disponibilità complessiva di 500.000 posti. I codici promozionali Italo possono essere inseriti direttamente durante la ricerca e l’acquisto del biglietto sui canali ufficiali della compagnia.
Ma dove andare? Nel network Italo ci sono diverse fermate perfette per costruire un weekend dedicato ai centri storici più suggestivi d’Italia. Tra le destinazioni servite direttamente compaiono anche Maratea, Peschiera del Garda e Desenzano del Garda.
Da Milano a Maratea
Tra le mete più scenografiche raggiungibili con Italo c’è Maratea, in Basilicata, conosciuta anche come la “Perla del Tirreno”. Il territorio si sviluppa tra montagne e costa e custodisce un centro storico fatto di vicoli, piazzette e architetture religiose, tanto che Maratea viene tradizionalmente definita anche la città delle 44 chiese.
Il suo simbolo più riconoscibile è però il Cristo Redentore, la grande statua che domina il paesaggio dalla cima del Monte San Biagio. Dall’alto lo sguardo raggiunge la costa frastagliata, caratterizzata da baie, grotte e piccoli tratti di spiaggia: un panorama che rende Maratea interessante anche fuori dalla stagione balneare.
Con la Promo Borghi può diventare quindi una meta perfetta per un weekend autunnale o per una pausa durante i mesi più tranquilli dell’anno, a partire da 39,90 euro.
Da Roma a Peschiera del Garda
Cambio di scenario completo per Peschiera del Garda, uno dei centri più caratteristici della sponda meridionale del Lago di Garda. Le origini della località risalgono all’epoca romana, quando era conosciuta come Arilica, mentre nei secoli successivi la sua posizione strategica ne ha fatto un importante centro fortificato.
iStockUn angolo pittoresco a Peschiera del Garda
Il cuore della visita è racchiuso proprio tra le fortificazioni, ponti e canali che circondano il centro storico. Da vedere anche il Santuario della Madonna del Frassino, risalente al Cinquecento, mentre chi preferisce la natura può spingersi verso l’oasi del Laghetto del Frassino oppure seguire le passeggiate lungo il Mincio. In autunno e in inverno, inoltre, il Garda offre un volto decisamente più tranquillo rispetto ai mesi estivi, perfetto per chi vuole alternare passeggiate sul lungolago, centro storico e cucina locale con un prezzo a partire da 32,90 in promo.
Da Bologna a Desenzano del Garda
Restando sul Lago di Garda, un’altra destinazione raggiunta direttamente dai treni Italo è Desenzano del Garda, sulla sponda lombarda del lago. È una località più vivace rispetto ad altri piccoli centri gardesani, ma conserva un nucleo storico ideale da esplorare a piedi e i prezzi partono da 11,90 euro con la promo in corso.
Il cuore della cittadina ruota attorno a Piazza Malvezzi e al Porto Vecchio, circondati da edifici storici. Il patrimonio della zona affonda però le sue radici molto più indietro nel tempo: qui si trovano infatti i resti di una grande villa romana del IV secolo, con pavimenti a mosaico, oltre al Museo Archeologico Giovanni Rambotti.
Vale la pena salire anche verso il Castello di Desenzano, di origine medievale e successivamente rafforzato nel XV secolo. Il recupero delle mura consente oggi di percorrere parte del camminamento e raggiungere il mastio, da cui si apre una vista panoramica sul Lago di Garda.
Ottobre è un mese di passaggio: le giornate si accorciano, l’aria si fa frizzante e l’estate lascia definitivamente il posto all’autunno. Per chi è nato in questo periodo, può diventare l’occasione perfetta per vivere un’esperienza fuori dall’ordinario.
Per qualcuno basta una cena fuori, per altri il regalo più bello è una partenza. Se fate parte della seconda squadra, abbiamo selezionato cinque mete che a ottobre danno il meglio di sé, ognuna con un modo diverso di festeggiare: dal dolce al brivido, dal sole all’avventura.
Dove festeggiare il compleanno se compite gli anni a ottobre? Ecco le nostre idee!
Ottobre, il mese giusto per un viaggio di compleanno
Compiere gli anni a ottobre, per chi vuole festeggiarli lontano da casa, ha più di un vantaggio. Molte destinazioni entrano in bassa stagione, con tariffe più accessibili e meno code davanti alle attrazioni, mentre altre vivono proprio ora i loro giorni più speciali: festival, fenomeni naturali, ricorrenze che non si ripetono nel resto dell’anno. Scegliere la meta in base a ciò che accade in quel periodo trasforma il viaggio in un regalo su misura, pensato attorno alla data del compleanno e agli interessi del festeggiato o della festeggiata.
Dove andare in vacanza a ottobre per festeggiare il compleanno
La prima meta è in Italia, tra le Dolomiti. Chi vuole trascorrere il compleanno a contatto con la natura, tra i colori di questa stagione, può raggiungere la Val di Funes, con la chiesetta di San Giovanni in Ranui ai piedi delle Odle, l’Alpe di Siusi e il Lago di Braies, tra i luoghi più scenografici per ammirare il foliage.
Il compleanno perfetto? Una passeggiata al mattino tra i larici dorati, un pomeriggio di relax nella spa di uno chalet di montagna, magari con sauna panoramica affacciata sulle cime, e una cena tranquilla all’insegna della tradizione gastronomica alpina.
I paesaggi si ammirano bene a passo lento, ma ancora meglio se osservati da una mongolfiera. Se per il vostro compleanno cercate un’esperienza indimenticabile, raggiungete Luxor, in Egitto. A ottobre le temperature diventano più sopportabili ed è il momento ideale per salire su una mongolfiera all’alba e vedere il sole sorgere sulla Valle dei Re e sul Nilo. A terra aspettano il tempio di Karnak e quello di Luxor, da visitare anche dopo il tramonto, quando l’illuminazione li rende ancora più suggestivi.
Chi, invece, cerca il sole senza esagerare con il caldo può puntare su Madeira. L’isola portoghese, soprannominata l’isola dell’eterna primavera, a ottobre gode di temperature miti e di un oceano ancora piacevole per un tuffo, magari nelle piscine naturali di Porto Moniz, scavate nella roccia vulcanica. Non dimenticate di celebrare il compleanno con un bicchiere di poncha, la bevanda alcolica più diffusa sull’isola.
iStockEscursione sopra le nuvole a Madeira, una meta per festeggiare il compleanno a ottobre
Per un compleanno da favola, invece, c’è il Lago di Bled, in Slovenia. A ottobre i boschi intorno allo specchio d’acqua si colorano di rosso e arancio e il castello arroccato sulla rupe sembra uscito da un libro illustrato. Il rito da non perdere è sull’isolotto al centro del lago, che si raggiunge a bordo della pletna, la tipica barca a remi. Secondo la tradizione, chi suona la campana dei desideri della chiesa dell’Assunta vedrà il proprio desiderio avverarsi. E al posto della classica torta, poi, c’è la kremna rezina, il dolce simbolo di Bled a base di crema e sfoglia.
Chi festeggia proprio a fine mese, infine, può volare a New York. La sera del 31 ottobre, il Greenwich Village ospita la Village Halloween Parade, una delle sfilate in maschera più famose al mondo, aperta a chiunque si presenti in costume. Nei giorni precedenti Central Park si tinge dei colori dell’autunno e con un breve viaggio in treno si raggiunge la Hudson Valley, tra frutteti, campi di zucche e boschi in pieno foliage.
Nel calendario delle feste d’autunno le giornate si riempiono di mercatini, profumi di cantina, piazze animate e sapori di stagione che tornano protagonisti. Le sagre di paese celebrano i piccoli borghi, le feste patronali riportano al centro le comunità e i prodotti tipici raccontano il ritmo della terra che cambia. Tra frutti maturi, colori caldi e aria frizzante, ogni fine settimana diventa un’occasione per rallentare, assaggiare, incontrare. Anche in Valle d’Aosta il paesaggio si accende di tonalità dorate e accompagna i viaggiatori in un vero itinerario di gusto.
Nel 2026 la regione propone un mese ricchissimo di appuntamenti enogastronomici: tra i filari e le vie del borgo prende vita la Sagra dell’uva 2026 a Donnas, mentre a Bard il Marché au Fort trasforma il Forte in una grande vetrina di eccellenze locali. Per chi ama i sapori d’alpeggio e le tradizioni contadine, da non perdere anche Lo Pan Ner 2026, che coinvolge villaggi come Allein, Avise e Gressoney-la-Trinité con la festa dedicata al pane nero di montagna.
Gli eventi di ottobre in Valle d’Aosta tra sagre e sapori d’autunno
Sagra dell’uva 2026 a Donnas – Donnas (AO), dal 1 al 4 ottobre 2026.
A Donnas la Sagra dell’uva celebra questo prodotto simbolo del territorio con eventi, degustazioni e intrattenimenti, assegnando il riconoscimento del “Grappolo d’oro” alle uve migliori.
Du blé au pain 2026 – La Magdeleine (AO), dal 3 al 4 ottobre 2026.
A La Magdeleine Du blé au pain fa rivivere l’uso del forno comunitario con una festa del pane che propone attività per riscoprire gesti, profumi e sapori della tradizione valdostana.
Féta di pomme 2026 – Gressan (AO), il 4 ottobre 2026.
A Gressan la Féta di pomme è dedicata alla mela con una mostra mercato all’aperto, vendita diretta dai produttori, artigianato locale, animazioni per bambini, musica, giochi, gastronomia e mercati agricoli.
Sagra della Castagna 2026 – Donnas (AO), dal 9 al 11 ottobre 2026.
A Donnas la Sagra della Castagna valorizza la castagna locale con appuntamenti tradizionali come la Cena Bavarese e la gara di Mendaye tra caldarrostai, che assegna la Castagna d’oro.
Mele Vallée 2026 – Antey-Saint-André (AO), dal 10 al 11 ottobre 2026.
Ad Antey Mele Vallée propone una mostra mercato sulle mele e i loro derivati nel centro storico, con possibilità di assaggi e acquisti, animazioni e laboratori tematici.
Marché au Fort – Bard (AO), dal 10 al 11 ottobre 2026.
Marché au Fort è una grande mostra-mercato nel borgo medievale di Bard dedicata all’enogastronomia valdostana, con degustazioni e vendita di prodotti tipici e specialità regionali in una cornice storica suggestiva.
Castagnata a Fénis – Castagna d’oro 2026 – Fénis (AO), dal 10 al 11 ottobre 2026.
Ai piedi del Castello di Fénis, la Castagnata – Castagna d’Oro celebra la castagna e le sue preparazioni con assaggi, dolci e intrattenimenti presso l’area attrezzata Tzanté de Bouva.
Lo Pan Ner, i pani delle alpi 2026 – Allein, Avise e Gressoney-la-Trinité (AO), dal 17 al 18 ottobre 2026.
Lo Pan Ner – I pani delle Alpi è una festa transfrontaliera dedicata al pane di segale, con numerosi comuni valdostani che accendono i forni dei villaggi per offrire pane nero appena sfornato, eventi e momenti conviviali.
Sagra del Miele 2026 – Châtillon (AO), dal 24 al 25 ottobre 2026.
La Sagra del Miele trasforma Châtillon in capitale valdostana del miele, con concorso regionale dedicato ai mieli locali, vendita diretta dai produttori, esposizioni di attrezzi antichi, degustazioni guidate e attività per bambini e famiglie.
L’autunno è iniziato, ma la voglia di partire non si è di certo fermata. Anche mentre le giornate si accorciano, le temperature si abbassano gradualmente e le vacanze estive diventano emozionanti ricordi, basta un luogo inatteso per immaginare un nuovo viaggio o progettare le tappe del prossimo weekend fuori porta, che sia al caldo o tra i colori dorati del foliage. Lo dimostrano le storie che hanno conquistato i lettori di SiViaggia a settembre: dalle case a graticcio di una cittadina tedesca ai canyon rossi delle Alpi Marittime, passando per un’isola greca dagli insoliti abitanti, ma non sono mancate nemmeno le immersioni nella storia e le mete italiane da riscoprire, questa volta attraverso gli elogi del Times.
Ecco i luoghi e le storie di viaggio più letti del mese, da ripercorrere insieme per prolungare il piacere della scoperta e trovare l’ispirazione per la prossima (si spera vicina) partenza.
5 (+1) luoghi d’Italia che hanno conquistato il Times
Palazzi affacciati sui vicoli, colline disegnate dai cipressi e coste nere che incontrano il mare: tra le storie più lette di settembre c’è un viaggio nell’Italia elogiata dal Times. La selezione della travel expert Julia Buckley attraversa il Paese con cinque tappe che racchiudono sei destinazioni, accostando città d’arte, borghi e paesaggi dal carattere inconfondibile.
Si parte da Genova, tra gli splendidi palazzi di via Garibaldi e le case colorate diBoccadasse, per raggiungere due scenari diversi: Pienza, immersa nelle geometrie morbide della Val d’Orcia, e Mussomeli, circondata dai rilievi aspri della Sicilia interna. A Urbino invece il filo conduttore è il Rinascimento, mentre la Valtiberina, tra Toscana e Umbria, invita a seguire le tracce di Piero della Francesca e a passeggiare tra i borghi, come quello di Anghiari. Infine, Pantelleria cambia ancora il panorama, con roccia vulcanica, acque turchesi e sorgenti termali. Un itinerario capace di far riscoprire luoghi familiari e suggerire nuove partenze: uno spunto interessante per chi cerca ispirazione senza andare lontano.
Atokos, l’isola dove i maiali selvatici fanno il bagno
Acque trasparenti, spiagge di ciottoli bianchi e piccoli maiali neri che passeggiano sulla riva, spingendosi persino in mare per rinfrescarsi, insieme ai bagnanti. È questa la scena sorprendente che ha portato Atokos, minuscola isola greca dello Ionio vicino a Itaca, a un boom di popolarità. Privata e senza abitanti, custodisce un paesaggio aspro di scogliere, grotte marine e insenature come One House Bay e Cliff Bay.
A renderla celebre sono stati soprattutto i video dei suoi insoliti frequentatori, diventati virali sui social e valsi all’isola il soprannome di “Piggy Island”. Ma il fascino di Atokos va oltre questo incontro inatteso: il suo ambiente naturale è tutelato dalla rete Natura 2000 e non ci sono alberghi né collegamenti regolari in traghetto. La si raggiunge soltanto via mare, anche con escursioni da Itaca, Lefkada e Cefalonia.
Getty ImagesPanoramica dell’isola di Atokos e dei suoi maiali neri
Salona, l’altra Roma d’Europa
Mura spezzate, resti di basiliche e un anfiteatro che lascia immaginare gli antichi spettacoli: a pochi chilometri da Spalato, Salona riporta i viaggiatori nella Croazia dell’epoca romana. Tra le sue rovine, immerse negli spazi aperti e nella vegetazione, si riconosce ancora la grandezza dell’antica capitale della provincia di Dalmazia, oggi parte della città di Solin.
Il percorso attraversa terme, porte monumentali e luoghi di culto, ma è soprattutto l’anfiteatro, capace di accogliere circa 18.000 spettatori, a evocare la vita della città e le sfide dei gladiatori. La necropoli di Manastirine racconta invece la diffusione del cristianesimo, tra tombe e testimonianze dei martiri salonitani. C’è anche una curiosità: il Tusculum, costruito per gli studiosi alla fine dell’Ottocento utilizzando frammenti antichi, deve il nome alla residenza di Cicerone nei pressi di Roma.
Monschau, la città tedesca dove le fiabe prendono vita
Case a graticcio affacciate sull’acqua, ponticelli di pietra e tetti di ardesia stretti tra le pendici boscose: Monschau sembra disegnata per far venire voglia di partire. Nella regione tedesca dell’Eifel, vicino al confine con il Belgio, questa cittadina segue il corso del fiume Rur, che accompagna le passeggiate tra vicoli acciottolati e piazzette raccolte.
Dietro la sua atmosfera romantica si nasconde un passato prospero, legato alla produzione tessile. Lo testimonia il Rotes Haus, dimora settecentesca diventata museo, dove una scenografica scala in rovere intagliato attraversa tre piani. Dall’alto, invece, la fortezza medievale Burg Monschau offre una prospettiva diversa sui tetti e sulla valle. E la scoperta continua a tavola, tra la senape prodotta localmente dal 1882 e i dolci tradizionali da assaggiare nelle caffetterie.
Qui è come passeggiare dentro un paesaggio da fiaba, fermandosi a ogni ponte per guardarlo ancora. Durante l’Avvento, poi, luci e graziosi mercatini di Natale aggiungono un motivo in più per organizzare il viaggio proprio a Monschau!
Le Gole del Cians, la strada rossa vicina all’Italia
Il cielo diventa una striscia sottile tra le pareti, la roccia si accende di rosso e il torrente scorre sul fondo. Nelle Gole del Cians, nell’entroterra di Nizza, il paesaggio cambia a ogni curva: bastano circa un’ora e mezza dalla città per raggiungere un angolo delle Alpi Marittime francesi che sembra irreale.
Seguendo la strada panoramicaD28, si attraversa la valle tra gallerie, strettoie e affacci sul canyon. Il colore più sorprendente appartiene agli scisti rossi, modellati dall’erosione dell’acqua: nelle Piccole Gole le pareti si avvicinano fino a lasciare, in alcuni punti, appena un metro tra loro, mentre nelle Grandi Gole lo scenario si apre su altezze vertiginose. Alcuni tratti si possono osservare anche a piedi, lasciando l’auto negli spazi dedicati. È proprio questa combinazione di colori insoliti e prospettive spettacolari ad aver fatto sognare i nostri lettori: un viaggio in cui la strada stessa diventa la destinazione, con la possibilità di proseguire verso Beuil e Valberg o abbinare le vicine e non meno sorprendenti Gole di Daluis.
Quando arriva l’autunno, i boschi italiani si trasformano in uno scrigno prezioso e il tartufo bianco diventa uno dei protagonisti della stagione. In Italia sono numerose le località dove andare alla ricerca di questo pregiato prodotto. Abbiamo fatto una selezione di cinque destinazioni dove il tartufo è un motivo in più per partire, ma che meritano una visita anche per i paesaggi autunnali incantati, la storia e le tradizioni.
Alba in Piemonte (CN)
Alba è una delle destinazioni simbolo per chi vuole vivere l’autunno all’insegna del tartufo bianco. Nel cuore delle Langhe, questa località, abbina alla gastronomia (Alba è Città Creativa UNESCO per la Gastronomia) un paesaggio fatto di dolci colline e vigneti particolarmente suggestivo con i colori di questa stagione e un centro storico con le torri medievali tutto da scoprire.
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (dal 10 ottobre al 6 dicembre) è un’occasione in più per scoprire la capitale delle Langhe. L’evento anima la città con appuntamenti gastronomici, culturali e folkloristici.
Ad Alba, inoltre si può visitare anche il MUDET – museo del tartufo di Alba, uno spazio dedicato al mondo del tartufo dove vivere l’esperienza tutto l’anno.
iStockLa città di Alba
Acqualagna nelle Marche (PU)
Nel cuore delle Marche, Acqualagna è una meta da mettere in programma durante la stagione del tartufo. Qui si svolge infatti la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco (25, 31 ottobre e 1, 7, 8, 14 e 15 novembre) con degustazioni, incontri ed eventi.
Ma il viaggio, per un weekend tra sapori e paesaggi nel borgo in provincia di Pesaro-Urbino, può continuare anche tra la scoperta del centro, il foliage del territorio appenninico, la vicina Riserva Naturale Statale Gola del Furlo e il Museo del tartufo di Acqualagna dove è possibile vivere una truffle experience.
Gubbio in Umbria (PG)
Il tartufo diventa anche l’occasione per scoprire Gubbio, una delle città medievali più affascinanti dell’Umbria. In autunno la “città di pietra” offre un’atmosfera particolarmente suggestiva e la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei Prodotti Agroalimentari (30 e 31 ottobre e 1-6-7-8 novembre) porta in città profumi e sapori del territorio.
A Gubbio vale la pena perdersi tra i suggestivi vicoli, ammirare Piazza Grande e il Palazzo dei Consoli e visitare la chiesa di San Francesco e il teatro romano.
Volterra in Toscana (PI)
Per unire tartufo bianco e cultura, Volterra è una destinazione da inserire in un itinerario di viaggio. La città toscana arroccata su una collina di tufo, famosa per il suo patrimonio etrusco e medievale, in autunno ospita Volterragusto (24 e 25 ottobre e il 31 ottobre e 1 novembre), manifestazione che comprende anche la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e dei prodotti tipici dell’Alta Val di Cecina.
Questa è anche l’occasione per esplorare il centro storico tra Piazza dei Priori, la Cattedrale romanica, la Fortezza Medicea, il teatro romano e i dintorni fatti di riserve naturali tutte da vivere con i colori del foliage.
Savigno in Emilia-Romagna (BO)
Sulle colline bolognesi, Savigno, frazione di Valsamoggia, celebra ogni autunno il suo prodotto più prezioso con il Festival Internazionale del Tartufo Bianco (nei weekend dal 24 ottobre al 15 novembre).
Savigno è una destinazione perfetta per chi cerca un weekend autunnale alla scoperta di un borgo affascinante, strade panoramiche e sapori dell’Appennino.
L’autunno è il momento perfetto per concedersi una fuga in viaggio, soprattutto quando si trovano tariffe particolarmente convenienti. Vueling propone una nuova promozione dedicata ai prossimi mesi: fino al 15% di sconto sui voli acquistati dal 29 settembre al 4 ottobre 2026, con partenze comprese tra il 1° novembre 2026 e il 31 gennaio 2027.
La promozione riguarda rotte selezionate e voli diretti operati da Vueling, con posti soggetti a disponibilità. Il prezzo mostrato è a persona e non comprende eventuali servizi aggiuntivi. Per approfittare dell’offerta è necessario effettuare l’acquisto attraverso il sito ufficiale della compagnia aerea o sull’app mobile. Tra le destinazioni disponibili si possono trovare anche alcune città ideali per un viaggio autunnale, quando parchi e giardini si tingono di rosso, arancio e giallo.
Ecco una nostra selezione di tre mete perfette per un’esperienza tra i colori del foliage.
Da Milano a Bilbao
Bilbao è una destinazione interessante anche per chi vuole alternare arte, architettura e passeggiate nella natura. A novembre, quando l’autunno entra nel vivo, si può iniziare dal Parque de Doña Casilda Iturrizar, uno dei principali polmoni verdi della città. Il parco si trova non lontano dal Guggenheim e vicino al Museo de Bellas Artes e offre suggestivi viali alberati, percorsi pedonali e scorci piacevoli per una passeggiata tra i colori della stagione.
Dopo aver ammirato il foliage, il viaggio può proseguire verso il centro storico, tra le vie del Casco Viejo, oppure lungo la Ría, per scoprire una Bilbao capace di unire tradizione e contemporaneità.
Per chi parte da Milano, la promo Vueling propone il volo per Bilbao, il 18 e il 24 novembre, da 13 euro a persona.
iStockPaesaggio autunnale a Bilbao
Da Firenze a Parigi
Parigi in autunno ha un fascino particolare e novembre è perfetto per scoprirne anche il lato più pittoresco. Tra le passeggiate da mettere in programma c’è quella nei Giardini del Lussemburgo, dove gli alberi e i colori della stagione fanno da cornice a uno dei luoghi più amati della capitale francese ricco di monumenti e statue.
Anche il giardino des Tuileries, il più antico di Parigi, regala atmosfere suggestive durante la stagione autunnale. Qui da non perdere la visita al Musée de l’Orangerie, il museo di pittura impressionnista e post-impressionista con opere di Monet, Cézanne, Renoir e Picasso.
Per un’esperienza ancora più a contatto con la natura si può raggiungere il Bosco di Boulogne, grande area verde nei pressi del sobborgo di Boulogne-Billancourt e Neuilly-sur-Seine. In autunno i suoi viali alberati si trasformano in una tavolozza di colori, ideali per una passeggiata lontano dalla frenesia del centro città.
La tariffa proposta da Vueling per la tratta Firenze-Parigi del 18 novembre parte da 40 euro a persona.
Da Firenze a Londra
Londra è una delle città più interessanti da visitare in autunno, soprattutto per chi ama passeggiare nei grandi parchi. A novembre si può raggiungere Richmond Park, dove boschi secolari, prati e alberi regalano splendidi paesaggi stagionali. Il parco è inoltre famoso per i suoi cervi e novembre è il mese ideale per assistere al bramito.
Un’altra tappa che consigliamo sono i Kew Gardens, dove il foliage può essere ammirato tra gli alberi dell’arboreto e i numerosi giardini botanici, patrimonio mondiale dell’Unesco.
Con la promo Vueling, la tratta Firenze-Londra del 24 novembre è disponibile da 41 euro a persona.
C’è ancora tempo per passeggiare tra i giardini più famosi del Lago Maggiore. Quest’anno la stagione non si chiude con l’arrivo dell’autunno, ma prosegue per diverse settimane: i Giardini Botanici di Villa Taranto, a Verbania, resteranno aperti fino all’8 dicembre, mentre Isola Bella accoglierà i visitatori fino al 22 novembre.
Le due proroghe fanno parte di un percorso più ampio per allungare la stagione turistica sul territorio, con l’obiettivo di distribuire le visite oltre i mesi estivi. Per chi ama viaggiare fuori stagione è anche l’occasione di vedere questi luoghi con meno folla e con i colori tipici dell’autunno. Quando le fioriture si esauriscono, sono le foglie a colorare i giardini e quest’anno, grazie alle temperature, il foliage potrebbe durare fino a novembre.
Villa Taranto, i giardini botanici aperti fino all’8 dicembre
La Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto ha annunciato che il parco di Verbania resterà aperto tutti i giorni, festivi compresi, fino al 22 novembre. Dopo quella data sarà ancora visitabile in alcune giornate, fino all’8 dicembre.
I giardini sono nati negli anni Trenta per volontà del capitano scozzese Neil McEacharn e oggi rappresentano uno dei parchi botanici più noti d’Italia, con migliaia di specie provenienti da tutto il mondo. In autunno aceri, liquidambar e altre piante ornamentali si colorano di rosso, arancio e giallo, mentre in estate protagoniste sono le fioriture.
Gli orari cambiano con l’avanzare della stagione. Fino al 1° novembre si entra dalle 9:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:00. Dal 2 al 22 novembre l’apertura va dalle 10:00 alle 16:00, con ultimo ingresso alle 15:00. Dopo il 22 novembre sono previste aperture straordinarie il 23, 27, 28, 29 e 30 novembre, e poi ogni giorno dal 4 all’8 dicembre, in coincidenza con il ponte dell’Immacolata.
Da novembre cambiano anche le tariffe. Dal 9 novembre la visita si svolgerà lungo alcuni percorsi selezionati, per garantire la sicurezza dei visitatori, e il biglietto costerà meno. L’intero sarà di 11,50 euro, il ridotto per i giovani tra 12 e 26 anni di 7,50 euro e quello per i bambini dai 6 agli 11 anni di 2,50 euro. In questo periodo i biglietti si potranno acquistare solo alla biglietteria dei giardini.
Isola Bella aperta fino al 22 novembre
Anche Isola Bella resterà aperta più a lungo del solito. Grazie all’iniziativa di Terre Borromeo, l’isola accoglierà i visitatori fino al 22 novembre, offrendo più tempo per scoprire il Palazzo Borromeo e i suoi giardini barocchi a terrazze, tra i più scenografici del lago.
La proroga è legata anche a un grande evento sportivo. Grazie all’accordo di cinque anni tra Kaleon Spa-Terre Borromeo, la Federazione Italiana Tennis e Padel e le Nitto ATP Finals di Torino, dal 7 al 10 novembre la Coppa delle ATP Finals sarà esposta nel Salone Nuovo del Palazzo Borromeo. Per il Lago Maggiore è un modo per attirare l’attenzione internazionale nelle stesse settimane in cui a Torino si giocano le finali del tennis mondiale.
Fino al 24 ottobre si entra tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00 (ultimo ingresso), con chiusura dei palazzi alle 17:30 e dei giardini alle 18:00. Dal 25 ottobre al 22 novembre, l’orario si accorcia: si entra dalle 10:00 alle 16:00 (ultimo ingresso), i palazzi chiudono alle 16:30 e i giardini alle 17:00. Il biglietto per la visita costa 25 euro.
Per chi sta pensando a un weekend autunnale sul lago, le date sono un buon riferimento: una giornata tra i giardini di Villa Taranto e un giro in battello fino all’Isola Bella, così da vivere il Lago Maggiore in una stagione diversa dal solito.
L’autunno in Italia profuma di caldarroste, mosto e gustosi prodotti del bosco. Da Nord a Sud, le sagre delle castagne 2026 portano nei borghi e nelle città una delle tradizioni gastronomiche più amate della stagione, tra degustazioni, mercatini, musica e iniziative dedicate ai prodotti tipici.
Ecco una nostra selezione di appuntamenti da segnare in calendario per vivere l’atmosfera dell’autunno e scoprire anche territori e specialità locali.
Fiera Nazionale del Marrone, Cuneo (CN)
A Cuneo l’autunno porta uno degli appuntamenti più importanti dedicati al marrone. La 27ª Fiera Nazionale del Marrone 2026 è in programma dal 16 al 18 ottobre nel centro storico della città. L’evento riunisce produttori e visitatori attorno alle eccellenze del territorio, con degustazioni, show cooking, prodotti tipici e specialità a base di castagne. L’ingresso alla manifestazione è libero.
Nel Veneto, la frazione Combai del comune di Miane in provincia di Treviso, celebra il suo marrone con una festa che accompagna per diverse settimane l’autunno. L’edizione 2026 è prevista dal 9 ottobre al 1° novembre.
Oltre alle degustazioni di primi piatti, marmellate, torte, cartocci di caldarroste e birra artiginale alla castagna, la manifestazione permette di scoprire il piccolo borgo della provincia di Treviso e le colline del Prosecco, con iniziative legate alla tradizione e passeggiate nel territorio.
Mostra Mercato del Marron Buono, Marradi (FI)
Tra gli appuntamenti più conosciuti dell’autunno toscano c’è la Mostra Mercato del Marron Buono di Marradi, nell’Alto Mugello. L’edizione 2026 della Sagra delle Castagne è in programma nelle domeniche 4, 11, 18 e 25 ottobre 2026. La castagna sarà la protagonista delle degustazioni e degli stand gastronomici del centro storico.
Si potranno degustare tortelli di marroni tirati a mano, castagnaccio, torta di marroni, bruciati (caldarroste fumanti), marmellata e non mancheranno i marrons glacés artigianali. Il Marron Buono del Mugello è il simbolo della manifestazione, che rappresenta anche un’occasione per visitare il borgo vestito a festa e i paesaggi dell’Appennino tosco-romagnolo.
Sagra del Marrone IGP, Castel del Rio (BO)
Sull’Appennino bolognese, Castel del Rio dedica quattro domeniche al proprio pregiato Marrone IGP: l’11, 18 e 25 ottobre e il 1° novembre 2026. La sagra, giunta alla sua 70ª edizione, è un’occasione per assaggiare il prodotto simbolo della vallata – stand gastronomici aperti a pranzo dove gustare capletàz di marroni, tagliatelli al marrone e tanti altri piatti praparati con amore da mani esperte – e scoprire un territorio immerso nel verde, dove la tradizione della castanicoltura è profondamente legata alla storia locale.
Nel Lazio, Soriano nel Cimino dedica ben tre weekend alla castagna. La 59ª edizione della Sagra delle Castagne si svolgerà dal 2 al 18 ottobre 2026 e trasformerà il borgo della Tuscia viterbese in uno scenario medievale, con le quattro contrade storiche protagoniste.
Accanto alle specialità gastronomiche a base di castagne, sono previste rievocazioni, spettacoli, mostre, concerti, mercatini, cortei, cene di beneficienza e iniziative legate alla storia locale.
Sagra della Castagna di Montella IGP, Montella (AV)
In Campania, Montella celebra una delle castagne italiane più note, tutelata dal marchio IGP. La manifestazione, alla 42ª edizione, propone nelle date 1,2,6,7 e 8 novembre 2026 degustazioni e specialità della tradizione irpina, insieme a concerti, spettacoli, mostre e appuntamenti culturali.
L’autunno fa venire a tutti la voglia di ripartire, ma in modi diversi. C’è chi sente il richiamo delle montagne appena l’aria diventa più fresca, chi cerca una spiaggia dove prolungare l’estate e chi aspetta solo un weekend libero per infilarsi nei vicoli di un borgo sconosciuto. Per altri, invece, è il momento di seguire una città fino all’ultima fermata del tram o di raggiungere quel paesaggio visto in fotografia che sembra troppo strano per appartenere realmente a questo mondo.
A raccontare che viaggiatori siamo possono essere anche le piccole scelte: cosa facciamo quando piove, quale strada prendiamo senza una meta precisa, quale ricordo vorremmo portarci a casa…e il TEST d’autunno di SiViaggia parte proprio da qui. Rispondi a queste 10 domande e scopri la personalità che emerge dalle tue risposte, insieme ai luoghi in Italia e nel mondo che potrebbero diventare il tuo prossimo viaggio autunnale.
Con l’arrivo dell’autunno la zucca diventa protagonista di feste, fiere e sagre in tutta Italia. Sono numerosi gli appuntamenti dedicati a questo ortaggio, tra degustazioni, prodotti tipici, mercatini, spettacoli e iniziative per tutta la famiglia.
Ecco una nostra selezione di fiere e sagre della zucca 2026 da segnare in agenda per vivere i colori e i sapori dell’autunno in compagnia.
Fiera Nazionale della Zucca, Piozzo (CN)
Dal 3 al 4 ottobre 2026, Piozzo, alle porte delle Langhe, ospita la 33ª edizione della Fiera della Zucca, che proprio quest’anno, dopo oltre trent’anni di vita, ottiene ufficialmente il riconoscimento di Fiera Nazionale.
L’esposizione presenta oltre 600 varietà di zucche, con esemplari dalle forme, dimensioni e colori più diversi. Non mancano stand gastronomici tematici con risotti, dolci, street food e specialità a base di zucca, oltre a mostre, attività, spettacoli, musica e appuntamenti dedicati alla biodiversità.
Sagra della Zucca, Valchiusa (TO)
Dal 10 al 13 ottobre 2026 torna a Valchiusa, in provincia di Torino, la Sagra della Zucca, giunta alla 18ª edizione. La manifestazione nel piccolo borgo montano di Meugliano celebra uno dei prodotti simbolo dell’autunno attraverso un appuntamento che unisce tradizioni locali, gastronomia, mercatini artigianali, laboratori per bambini e valorizzazione del territorio. L’evento che profuma d’autunno è a ingresso gratuito.
Sagra della Zucca Bertagnina, Dorno (PV)
Dal 10 al 16 ottobre 2026 Dorno, in provincia di Pavia, dedica un’intera settimana alla sua Zucca Bertagnina, prodotto tipico della Lomellina riconosciuto con il marchio De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine).
La sagra propone numerose interpretazioni gastronomiche dell’ortaggio, dai tortelli alle vellutate, fino a crostate e biscotti. Il programma comprende inoltre mostre, concerti, spettacoli, mercato agricolo e artigianale.
Fiera della Zucca, Zuccarello (SV)
L’11 ottobre 2026 è la volta di Zuccarello, piccolo comune della riviera ligure, dove si svolge la tradizionale Fiera della Zucca. La manifestazione valorizza le varietà locali e propone prodotti gastronomici, laboratori didattici, degustazioni di vini e piatti, specialità liguri, musica dal vivo, animazione per famiglie, premiazione della migliore zucca dell’anno e bancarelle di artigianato in un’atmosfera di festa. I ristoranti della zona partecipano inoltre con proposte dedicate alla zucca, trasformando la giornata in un’occasione per scoprire anche il territorio.
iStockVista panoramica dell’antico villaggio medievale di Zuccarello
Zucca in Festa, Ostellato (FE)
Il 24 e 25 ottobre e il 31 ottobre e 1 novembre 2026 Ostellato, nel Ferrarese, ospita la 29ª edizione di Zucca in Festa. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco, porta la zucca nel cuore del paese con uno stand gastronomico chiamato “Al Parol” (il paiolo) in Piazza Giorgio Bassani e iniziative dedicate a questo prodotto autunnale. Durante la festa si possono degustare i cappellacci di zucca al ragù o burro e salvia, il risotto zucca e salsiccia e gli gnocchetti di zucca. Un appuntamento ideale per abbinare la scoperta dei sapori locali a una passeggiata nel territorio di Ferrara.
Zucca Days, Casumaro (FE)
Dal 25 al 27 ottobre 2026 Casumaro, frazione di Cento in provincia di Ferrara, propone gli Zucca Days, una festa dedicata alla zucca in numerose declinazioni. In tavola arrivano zuppe, tortelli, risotti, dolci, torte salate, frittelle e mostarde, mentre il programma affianca laboratori di intaglio, esposizioni artistiche, concorsi, musica e attività per bambini.
Il primo weekend d’autunno si apre con una marea di eventi dedicati alla gastronomia tipica regionale e tantissime ricorrenze e feste storiche della nostra tradizione. Per gli appassionati di rievocazioni, dei cibi d’altri tempi e di folklore è una vera goduria perché gli appuntamenti da Nord a Sud dell’Italia sono davvero numerosi.
Abbiamo selezionati i 10 (+ 1) più divertenti da non perdere per nessuna ragione al ondo, ecco i nostri consigli per il fine settimana.
Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino
Dal 24 al 27 settembre, il Mercato di Terra Madre Salone del Gusto invita a fare un vero e proprio giro d’Italia, nel cuore di Torino. In occasione della 16^ edizione della manifestazione, organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, per la prima volta si organizza per aree regionali. Tra via Roma, Piazzetta Reale e piazza Vittorio Veneto, 600 produttori provenienti da tutta Italia si riuniscono insieme a cuochi, collettive, istituzioni, cucine di strada e birrifici della propria Regione. Un grande percorso nel centro della città, dove ogni area regionale diventa una tappa per scoprire la biodiversità agroalimentare, le tradizioni e le persone che li custodiscono. Dal genepy valdostano all’aglio nero d’Abruzzo, dal farro della Garfagnana al pane ai tre grani calabrese, il nuovo allestimento permette di attraversare idealmente la penisola senza lasciare il centro di Torino: un viaggio tra prodotti curiosi, varietà agricole da riscoprire, lavorazioni artigianali e storie di comunità.
Torna domenica 27 settembre 2026 l’evento “Salò Golosa” con due percorsi enogastronomici a tema: “acqua” e “terra”. Un viaggio enogastronomico nelle eccellenze del territorio, che si snoderà in tutta la città a partire dal Golfo di Salò. Un’esperienza unica, dove i protagonisti sono olio, carne, pesce di lago, formaggi, vino e altre delizie. Ristoranti e pasticcerie proporranno una serie di degustazioni di prodotti tipici all’interno dei propri esercizi commerciali. L’occasione sarà proficua per animare alcune zone della città, consentendo agli avventori di poter degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio. L’evento animerà le vie del Centro dalle così dette “Rive” al Carmine.
Festa del Vino del Monferrato a Casale Monferrato (AL)
Secondo weekend, quello del 25-27 settembre, con oltre trenta produttori di vino che s’incontrano a Casale Monferrato per la 65^ edizione della Festa del Vino del Monferrato. Tante le iniziative culturali, commerciali e di intrattenimento che arricchiscono il centro storico cittadino, per culminare nel weekend dedicato alle cucine in piazza, che attira in città centinaia di migliaia di visitatori, mentre nella straordinaria location del Castello del Monferrato si esalta il vino monferrino. Venerdì 25 l’apertura al pubblico è prevista dalle 18 alle 24, con servizio della cena. Sabato 26 la festa sarà invece aperta dalle 10 alle 24, permettendo di fermarsi sia a pranzo sia a cena. Domenica apertura dalle 10 alle 23, anche in questo caso con pranzo e cena.
Dal 19 al 28 settembre 2026, torna a Montepulciano Stazione, una frazione di Montepulciano, la Sagra dell’Ocio ovvero il papero che è alla base di varie ricette della tradizione. Nel menu della sagra si trovano varie specialità locali, a base di ocio e non solo. Non manca anche la possibilità di provare la pizza cotta nel forno a legna. La sagra si tiene in occasione della 20ª Festa Biancorossa. Gli stand gastronomici aprono tutte le sere alle 19:30. Domenica 27 e lunedì 28 invece ci sarà il classico pranzo della Fiera al Ponte. Tutte le sere dalle 21:30 si potrà ballare grazie con la musica delle orchestre locali.
Festa dello Speck a Plan de Corones (BZ)
Il weekend del 26–27 settembre 2026, torna al Plan de Corones la Festa dello Speck che rende omaggio all’artigianato tradizionale della produzione dello speck in Alto Adige e presenta una delle specialità culinarie più tipiche della Regione, festeggiando i 30 anni del marchio di garanzia IGP. Qui è possibile non solo conoscere i migliori produttori di speck della zona e assaggiare i loro prodotti, ma anche saperne di più sulla storia e sulla produzione dello speck. L’area dell’evento sarà comodamente raggiungibile dal pubblico attraverso gli impianti di risalita. La salita sulla cima del Plan, un pianoro soleggiato a 2.275 metri di quota, con gli impianti Kronplatz 2000 (da Riscone) e Olang 1+2 (da Valdaora/Gassl) è possibile a partire dalle ore 9:00. In caso di mal tempo, come gli scorsi anni, la festa verrà spostata nel centro di Brunico.
Palio dei Carretti a Valiano (SI)
Sempre in zona, Valiano di Montepulciano sta festeggiando il 52° Palio dei Carretti con una settimana di eventi che porteranno all’avvincente sfida tra le contrade Castello, Chiesina, Dogana, Fonte, Padule e Ponte in onore del SS. Crocifisso in programma domenica 27 settembre. La festa si è aperta sabato scorso con il un banchetto medievale che quest’anno dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Da giovedì 24 ha preso il via la Sagra del Ciambello e della Locanda dell’Abate, che per tutto la settimana proporrà piatti tipici della tradizione locale. Venerdì 25 spazio alle prove per le contrade che, con i carretti in legno che proveranno il circuito della gara. Le prove continueranno anche sabato 26 quando, dalle 20:00, nella Locanda è previsto “Aperifritto”, un originale apericena a base di frittura. La giornata clou della manifestazione sarà domenica quando, dopo la Santa Messa con i figuranti delle Contrade alle ore 11 e la benedizione dei carretti, saranno estratte le batterie per la corsa del pomeriggio. Alle 15 le Contrade sfileranno nel corteo storico insieme al Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano fino all’inizio della sfida: alle ore 17 si corre il 52° Palio dei Carretti.
@Silvia PaccaroniUn momento del Palio dei Carretti a Valiano
Settembre al Borgo a Taurasi (AV)
Il 26 e 27 settembre, il centro storico di Taurasi si trasforma in un percorso tra vino, gastronomia, musica e memoria. Al centro della manifestazione “Settembre al Borgo – Da porta a porta nel segno del vino tra le porte di Taurasi”, il Taurasi DOCG, identità di un borgo e punta di diamante dell’enologia irpina. Due giornate nelle quali il paese apre il proprio patrimonio di pietra, vicoli e piazzette a un racconto che ha nel vino il proprio filo conduttore. Non una semplice festa enogastronomica, ma un itinerario dentro un paesaggio culturale nel quale il vino è parte della storia, dell’economia e dell’identità di una comunità. Il cuore della manifestazione sarà La Festa del Vino, dedicata a uno dei grandi rossi italiani e una delle più importanti espressioni dell’Aglianico. Un vino che porta nel nome quello del borgo e che, nel tempo, è diventato una delle firme più riconoscibili dell’Irpinia.
La Battaglia dell’XI secolo a Taranto
Sabato 26 e domenica 27 settembre a Taranto si svolge “La Battaglia dell’XI secolo”, per la prima volta, nel nuovo Parco Naturalistico di Lama, uno degli eventi più conosciuti e rappresentativi della rievocazione storica in Italia che svolge da 15 edizioni, incentrata sulle vicende che, in Puglia, coinvolsero Bizantini e Normanni nell’XI secolo. In un contesto naturale unico, tra macchia mediterranea, bosco e l’affaccio che si apre sul Mar Grande, verrà ricostruito un grande accampamento medievale. Qui, qualificati rievocatori daranno vita ad un’esperienza immersiva che trasporterà i visitatori all’anno Mille. Attorno al campo, sono previste una serie di attività, dal tiro con l’arco alle prove di scherma, giochi, racconti, lezioni di danza medievale e concerto di musiche dell’epoca.
Ufficio stampaLa Battaglia dell’XI secolo a Taranto
Festa dell’Uva ad Arcevia (AN)
Dal 24 al 27 settembre, nel centro storico di Arcevia, antica Rocca Contrada soprannominata il “Belvedere delle Marche“, si celebra la Festa dell’Uva, un appuntamento identitario che racconta l’anima agricola, culturale e conviviale del borgo attraverso la celebrazione della vendemmia. Il programma prevede degustazioni di vino alla scoperta delle produzioni locali e dei vitigni della Val Mivola, le “Locande del Buon Ristoro” allestite nel centro storico per assaporare i piatti della tradizione arceviese e marchigiana, la sfida “Vergara in Gara” tra sfogline per eleggere la migliore tagliatella fatta a mano, il concorso “Piatto della Tradizione” tra le locande e momenti di musica dal vivo e spettacoli diffusi tra le architetture medievali del borgo. Giunta quest’anno alla 70ª edizione, la Festa dell’Uva affonda le radici negli anni Venti del Novecento ed è tra le manifestazioni più longeve delle Marche: proprio in occasione di questo traguardo ha ricevuto il Premio “Evento di Qualità” in una cerimonia al Senato della Repubblica, a riconoscimento di una storia quasi centenaria di passione e collaborazione. Quest’anno l’evento è nel segno del “sistema dei nove castelli” che caratterizza il territorio arceviese.
Il 26 e 27 settembre, i Comuni di Livigno e Trepalle celebrano il ritorno del bestiame dagli alpeggi con due giornate dedicate alla cultura alpina, alla comunità e ai sapori del territorio. È un rito che si rinnova ogni anno e che, simbolicamente, chiude l’estate e dà il benvenuto all’autunno. Dopo i mesi trascorsi in alta quota, mucche, capre e cavalli rientrano in paese accompagnati dagli allevatori, tra campanacci decorati, ghirlande fiorite, costumi tradizionali e musica folkloristica. Il programma prende il via sabato 26 settembre a Livigno, con la tradizionale sfilata del bestiame. La mattinata proseguirà a Plaza Placherà, dove dalle 12.00 alle 15.00 il pranzo diventerà un vero e proprio viaggio nei sapori del territorio. Nel pomeriggio spazio alla musica. A chiudere il sabato sarà l’Alpen Party, fino alle 23. Domenica 27 settembre Alpenfest si sposta a Trepalle: la giornata inizierà alle 10.30 con la sfilata da località Presot fino al Passo Eira. Dalle 12.30 alle 14.00, presso Passo Eira, sarà la Gioventù di Trepalle a curare il pranzo. Dalle 14.30 alle 16.00 il pomeriggio sarà dedicato alle sfide dei lavori contadini di un tempo, con prove come il pezón, la mungitura e il percorso con la carriola, seguite dall’assegnazione del Trofeo Alpenfest Trepalle 2026. La giornata continuerà con il pomeriggio danzante e con la merenda dalle 16.30, fino a chiudere il secondo appuntamento della celebrazione.
Transumando 2026 a Bressanvido (VI)
Dal 24 al 27 settembre 2026, a Bressanvido si svolge la quarta edizione di “Transumando: vieni, scopri, gusta, vivi”. Le novità di questa edizione sono prima di tutto la logistica: gli eventi si svolgeranno nel piazzale di via San Benedetto, uno spazio che per tutta la durata sarà animato da concerti e spettacoli, laboratori gratuiti, convegni, incontri, intrattenimento e tanto buon cibo, disponibile tutte le sere grazie ad uno stand enogastronomico con le specialità del territorio. Inoltre, per la prima volta l’arrivo della transumanza verticale più lunga d’Italia, giunta alla 28^ edizione, un rito antico, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, e il taglio della forma gigante di Asiago DOP si svolgeranno lo stesso giorno, non più a distanza di una settimana come in passato.
Ufficio stampaLa transumanza verticale più lunga d’Italia
Servono circa 11mila zucche, una collina trasformata in una gigantesca tela e parecchia precisione per realizzare un’opera che può essere apprezzata davvero soltanto guardandola dall’alto. In Inghilterra, una fattoria dell’Hampshire ha accolto l’autunno battendo un curioso Guinness World Record: quello per il mosaico di zucche più grande del mondo. Un tempismo perfetto, considerando che ci avviciniamo ad Halloween.
Vista da vicino, l’installazione appare come un’enorme distesa di zucche e ortaggi dalle diverse sfumature. Basta però cambiare prospettiva perché emerga qualcosa di completamente diverso: il ritratto di uno dei volti britannici più conosciuti al mondo, scelto dal pubblico per celebrare un compleanno davvero speciale.
Chi ritrae il mosaico di zucche più grande del mondo
L’opera è stata realizzata dalla Sunnyfields Farm di Totton, nell’Hampshire, utilizzando circa 11mila zucche e squash, tutte caratterizzate dalle loro colorazioni naturali. Il risultato occupa una superficie di 218,2 metri quadrati ed è entrato ufficialmente nel Guinness World Record come il più grande mosaico di questo tipo mai realizzato.
Il volto che appare osservandolo dall’alto è quello di David Attenborough, naturalista e divulgatore britannico che nel maggio 2026 ha compiuto 100 anni. Nel mosaico è raffigurato insieme al numero 100 e a una piccola rana appoggiata sulla mano, un dettaglio che richiama inevitabilmente il mondo naturale al quale ha dedicato gran parte della sua vita.
La scelta non è arrivata per caso. Come avviene ogni anno, la fattoria ha chiesto al pubblico attraverso i social quale personaggio avrebbe voluto vedere trasformato nel nuovo gigantesco mosaico e Attenborough si è imposto rapidamente tra le preferenze. Il progetto finale è stato affidato all’artista Andrew Bega, che ha dovuto semplificare i tratti del volto mantenendolo immediatamente riconoscibile.
Per trasformare il disegno in realtà sono serviti 18 membri del team, tre sollevatori telescopici e circa cinque ore di lavoro. Anche la struttura sulla quale viene realizzato il mosaico è stata ampliata con circa 20 tonnellate di terreno aggiuntivo, così da ottenere una superficie maggiore rispetto agli anni precedenti.
Dove vedere il gigantesco mosaico di zucche
Per la Sunnyfields Farm si tratta ormai di una vera tradizione autunnale, la fattoria realizza infatti da anni spettacolari composizioni con le zucche e quella dedicata ad Attenborough le ha permesso di conquistare il record mondiale per la terza volta in quattro anni. Nel 2025 il protagonista era stato Ozzy Osbourne: il suo ritratto occupava 212 metri quadrati e aveva già conquistato il Guinness World Record. Ancora prima, nel 2023, la fattoria aveva ottenuto il suo primo primato con un mosaico di 193,35 metri quadrati ispirato a una celebre scena di The Nightmare Before Christmas di Tim Burton.
Chi si trova in Inghilterra durante l’autunno può vedere la nuova opera alla Sunnyfields Farm, vicino a Totton, nell’Hampshire. Il mosaico fa infatti parte di Pumpkin Time, l’evento stagionale della fattoria dedicato alle zucche, con installazioni, aree fotografiche e attività di pumpkin picking.
Quest’anno il ritratto ha però anche un significato particolare. Non è soltanto l’ennesimo tentativo, riuscito, di superare un record: è un gigantesco e insolito omaggio per i 100 anni di David Attenborough, costruito con migliaia di colori dell’autunno e visibile in tutta la sua sorprendente forma solo cambiando prospettiva.
Settembre porta con sé uno degli appuntamenti più suggestivi del calendario astronomico. Sabato 26 settembre 2026 il cielo si illuminerà con la Luna del Raccolto, conosciuta anche come Harvest Moon, la Luna piena più vicina all’equinozio d’autunno che quest’anno sarà il 23 settembre alle 02:05 ora italiana.
Un fenomeno che unisce astronomia, storia e tradizioni popolari e che, da secoli, accompagna il passaggio dall’estate alla stagione autunnale.
Le origini del nome
Il nome Luna del Raccolto è legato soprattutto alla tradizione americana: i nativi, come la tribù degli Algonchini, la chiamava così per il grande lavoro di raccolta che in quella notte poteva essere prolungato grazie alla luna piena. Questa luna è detta anche Luna del Mais proprio perchè uno dei prodotti tipici di settembre è il mais.
La Harvest Moon è la Luna piena che si verifica più vicino all’equinozio d’autunno e non cade necessariamente sempre a settembre: in alcuni anni può essere quella di ottobre (come è successo nel 2020).
Quando e come vedere la Luna del Raccolto
Nel 2026 la Luna del Raccolto raggiungerà la fase di piena sabato 26 settembre alle 18:48, ora italiana. Per ammirarla, però, sarà necessario attendere il momento più suggestivo quello del suo sorgere, quando la Luna comparirà verso est poco dopo il tramonto.
Per contemplare questo favoloso evento celeste non serviranno telescopi o strumenti particolari in quanto questa luna è visibile a occhio nudo. Meglio scegliere un luogo con orizzonte libero verso est-sud|est, in direzione della costellazione dei Pesci, possibilmente lontano dalle luci delle grandi città. Munendoti invece anche di un piccolo telescopio, con un cielo sereno, sarà possibile ammirare Saturno.
Anche gli osservatori astronomici aperti al pubblico possono essere una buona scelta per vivere la serata in modo più organizzato: l’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, ha raccolto in una mappa dedicata gli osservatori, i planetari e altri luoghi italiani dove vivere l’astronomia da vicino.
Per chi preferisce invece un’esperienza più semplice, può bastare raggiungere un belvedere, una spiaggia o una collina fuori dai centri abitati e aspettare che la Luna salga sull’orizzonte.
Curiosità sulla Luna del Raccolto all’estero
La Luna autunnale assume significati particolari in diverse parti del mondo.
In Giappone, per esempio, esiste la tradizione dello tsukimi – nata in Cina, letteralmente “osservazione della Luna”: il Jūgoya è la notte principale dello tsukimi e quest’anno cade il 25 settembre. Lo scopo è quello, appunto, di ringraziare per il raccolto agricolo. La tradizione prevede anche la preparazione di particolari dolci, i tsukimi dango, e decorazioni con erba pampas per augurarsi un buon raccolto.
In Corea del Sud, invece, la Luna piena autunnale è legata al Chuseok, la festa del raccolto sotto la prima luna piena d’autunno. La ricorrenza riunisce le famiglie, che rendono omaggio agli antenati e condividono piatti tradizionali. Tra questi ci sono i songpyeon, dolcetti di riso preparati proprio in occasione della festa. Il Chuseok 2026 cadrà il 25 settembre.