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Aujourd’hui — 22 septembre 2026SiViaggia

L’Italia domina l’Europa per gli hotel da sogno: incoronate le Chiavi Michelin 2026

22 septembre 2026 à 07:00

L’Italia è la regina assoluta d’Europa quando si parla di eccellenze dell’ospitalità: nel 2026 ha il maggior numero di hotel da sogno del Vecchio Continente, classificandosi seconda solo agli Stati Uniti. La Guida Michelin ha svelato infatti la nuova selezione mondiale delle Chiavi Michelin che quest’anno celebra “la diversità, la vitalità e l’eccellenza di un settore in continua evoluzione, che continua a spostare in avanti i confini dell’esperienza di ospitalità e invita i viaggiatori a scoprire nuove destinazioni”, come ha sottolineato Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale della Guida.

Tra le 470 nuove strutture premiate globalmente con le Chiavi, appartenenti a ogni dimensione, stile, contesto e fascia di prezzo, Europa e Asia hanno registrato il maggior numero di nuovi ingressi. I riconoscimenti sono cresciuti significativamente in Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, ma anche in Cina, India, Indonesia, Giappone, Thailandia e Arabia Saudita. E per la prima volta altri Paesi vedono premiare i propri hotel, tra i quali Armenia, Benin, Botswana, Kazakistan, Liechtenstein, Mongolia, Myanmar, Ruanda, Slovacchia e Zimbabwe.

L’Italia è la più premiata d’Europa

Con ben 224 hotel premiati, il Belpaese è protagonista assoluti in Europa, dove adesso si contano 1.338 hotel incoronati con le Chiavi in oltre 35 destinazioni, con 194 novità e promozioni.

Dopo l’Italia troviamo la Francia, con 220 hotel premiati, e poi Regno Unito (131) e Germania (130). A essere promossi a Tre Chiavi sono 7 hotel europei, mentre Slovacchia e Liechtenstein ricevono le Chiavi per la prima volta.

Le Chiavi Michelin italiane 2026

Delle 224 Chiavi consegnate all’ Italia quest’anno, 44 sono novità o promozioni rispetto all’anno precedente: le Tre Chiavi sono 17 (con 4 novità/promozioni), le Due Chiavi sono 49 (con 6 novità) e gli hotel con Una Chiave sono 158, tra cui 34 novità.

Vediamole tutte.

Tre Chiavi

Una delle new entry della selezione 2026 si è vista attribuire le Tre Chiavi: si tratta di Airelles Palladio Venice a Venezia, che si aggiudica anche il Premio Apertura dell’Anno.

Ad ottenere il riconoscimento più alto sono anche Borgo Santandrea ad Amalfi, Collegio alla Querce Auberge Collection a Firenze e Splendido – A Belmond Hotel a Portofino. Le nuove Tre Chiavi Michelin raccontano un’ospitalità di lusso capace di valorizzare la storia e l’identità dei luoghi: il Collegio alla Querce conserva il passato rinascimentale del complesso fiorentino tra materiali toscani, arredi d’epoca e arte contemporanea; Airelles Palladio recupera alla Giudecca edifici storici impreziositi dall’artigianato veneziano; lo Splendido di Portofino riafferma il proprio legame con la Riviera attraverso affreschi, graniglia genovese, pietra di Lavagna e ceramiche di Albisola.

Ecco tutte le Tre Chiavi Michelin 2026 italiane (indichiamo con N le strutture che hanno ricevuto per la prima volta una o più Chiavi o che hanno ottenuto un riconoscimento superiore rispetto all’anno precedente).

  • Capri: JK Place Capri;
  • Chiusdino: Borgo Santo Pietro;
  • Civita di Bagnoregio: Corte della Maestà;
  • Conca dei Marini: Borgo Santandrea N;
  • Firenze: Collegio alla Querce, Auberge Collection N, Four Seasons Hotel Firenze;
  • Lisciano Niccone: Reschio Hotel;
  • Modena: Casa Maria Luigia;
  • Moltrasio: Passalacqua;
  • Montalcino: Castiglion del Bosco – A Rosewood Hotel;
  • Portofino: Splendido – A Belmond Hotel, Portofino N;
  • Positano: Il San Pietro di Positano;
  • Roma: Bvlgari Hotel Roma;
  • Taormina: San Domenico Palace, Taormina, A Four Seasons Hotel;
  • Venezia: Airelles Palladio, Venezia N, Aman Venice, Cipriani – A Belmond Hotel.

Due Chiavi

Tra le strutture con Due Chiavi ci sono 3 new entry: Vetera Matera a Matera, The Carlton – A Rocco Forte Hotel a Milano e Villa Treville a Positano.

Vetera-Matera_camera-Suite_19
Ufficio stampa
La Suite 19 con vista sui Sassi del Vetera Matera

Le altre nuove Due Chiavi sono Villa d’Este a Cernobbio, Splendido Mare – A Belmond Hotel a Portofino e Masseria Torre Maizza – A Rocco Forte Hotel a Savelletri di Fasano.

Ecco tutte le Due Chiavi Michelin 2026 italiane (indichiamo con N le strutture che hanno ricevuto per la prima volta una o più Chiavi o che hanno ottenuto un riconoscimento superiore rispetto all’anno precedente):

  • Amalfi: Santa Caterina;
  • Capri: Capri Palace Jumeirah;
  • Casole d’Elsa: Castello di Casole, A Belmond Hotel;
  • Castelnuovo Berardenga: Borgo San Felice Resort;
  • Castiglioncello del Trinoro: Monteverdi;
  • Cernobbio: Villa d’Este N;
  • Cogne: Bellevue Hotel & Spa;
  • Firenze: Palazzo Portinari Salviati Residenza d’Epoca, Villa Cora, Villa La Massa;
  • Lecce: La Fiermontina Palazzo Bozzi Corso;
  • Limone sul Garda: EALA My Lakeside Dream;
  • Lipari, Isole Eolie: Therasia Resort Sea&Spa;
  • Matera: Vetera Matera N;
  • Menaggio: Grand Hotel Victoria;
  • Merano: Castel Fragsburg, Villa Eden The Private Retreat;
  • Milano: The Carlton, Milan a Rocco Forte Hotel N, Bvlgari Hotel Milano, Four Seasons Hotel Milano, Grand Hotel et de Milan, Mandarin Oriental Milan, Portrait Milano;
  • Montaione: Castelfalfi;
  • Palermo: Villa Igiea, a Rocco Forte Hotel;
  • Piegaro: I Borghi dell’Eremo;
  • Pinzolo: Lefay Resort & Spa Dolomiti;
  • Plose: FORESTIS Dolomites;
  • Portofino: Splendido Mare, A Belmond Hotel, Portofino N;
  • Positano: Villa Treville N;
  • Roma: Orient Express La Minerva, Palazzo Talìa, Hotel de Russie, a Rocco Forte Hotel, Hotel de la Ville, a Rocco Forte Hotel, The St. Regis Rome;
  • San Cassiano: Aman Rosa Alpina;
  • San Giustino Valdarno: Il Borro;
  • Savelletri di Fasano: Masseria Torre Maizza, a Rocco Forte Hotel N, Borgo Egnazia;
  • Siculiana Marina: ADLER Sicilia;
  • Sorrento: Bellevue Syrene 1820, La Minervetta;
  • Taormina: Grand Hotel Timeo – A Belmond Hotel, Taormina, Villa Sant’Andrea – A Belmond Hotel;
  • Torno: Il Sereno;
  • Tremezzo: Grand Hotel Tremezzo;
  • Venezia: The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, Venice, Nolinski Venezia – Evok Collection;
  • Viareggio: Grand Hotel Principe di Piemonte.

Una Chiave Michelin

Ecco tutti gli hotel Una Chiave Michelin 2026 italiani (indichiamo con N le strutture che hanno ricevuto per la prima volta una o più Chiavi o che hanno ottenuto un riconoscimento superiore rispetto all’anno precedente):

  • Amalfi: Hotel Miramalfi;
  • Anacapri, Isola di Capri: Caesar Augustus N;
  • Anterselva: Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler N;
  • Aragona: Resort Fontes Episcopi N;
  • Arco: Vivere Suites and Rooms;
  • Arezzo: Villa Fontelunga;
  • Arzachena: Cascioni Eco Retreat;
  • Averlengo: San Luis Retreat Hotel & Lodges;
  • Bari: Bra Hotel N;
  • Bernalda: Palazzo Margherita;
  • Bologna: Grand Hotel Majestic N;
  • Buggiano Castello: La Monastica Resort & Spa;
  • Cagliari: Palazzo Boyl 1840 N, Casa Clàt;
  • Caldaro: Lake Spa Hotel SEELEITEN;
  • Camaiore: Locanda al Colle;
  • Capalbio: Locanda Rossa;
  • Capri: Capri Tiberio Palace, La Palma Capri, an Oetker Collection Hotel, La Minerva N, Punta Tragara N;
  • Castelnuovo Berardenga: Castel Monastero;
  • Castelrotto: COMO Alpina Dolomites;
  • Castiglione della Pescaia: L’Andana;
  • Cerreto Guidi: Villa Petriolo;
  • Cinigiano: Castello di Vicarello;
  • Como: Palazzo Albricci Peregrini;
  • Conca dei Marini: Monastero Santa Rosa;
  • Cortina d’Ampezzo: Ancora Cortina N;
  • Cortona: Monastero di Cortona;
  • Cremolino: Nordelaia;
  • Cutrofiano: Critabianca;
  • Fiesole: Villa San Michele, A Belmond Hotel, Florence;
  • Firenze: The James Suite Hotel Firenze 1564 N, Brunelleschi Hotel, Grand Hotel Minerva, Hotel Lungarno, Riva Lofts Florence, Stella d’Italia, The Place Firenze, The St. Regis Florence, Velona’s Jungle Luxury Suites;
  • Forio, Isola di Ischia: Mezzatorre Hotel & Thermal Spa, Botania Relais & Spa;
  • Forte dei Marmi: Pensione America, Principe Forte dei Marmi;
  • Gagliano del Capo: Palazzo Daniele;
  • Gargnano: Lefay Resort & Spa Lago di Garda;
  • Gavorrano: Conti di San Bonifacio;
  • Griante Cadenabbia: The Lake Como EDITION N;
  • Lana: Vigilius Mountain Resort;
  • Lecce: La Fiermontina Luxury Home, Patria Palace;
  • Locorotondo: Leonardo Trulli Resort N, Ottolire Resort;
  • Maranza: Milla Montis;
  • Marsala: Baglio Oneto N;
  • Massa Lubrense: Villa Fiorella Art Hotel, Relais Blu;
  • Matera: Sextantio Le Grotte della Civita;
  • Menfi: La Foresteria Planeta Estate;
  • Milano: Casa Brera, a Luxury Collection Hotel, Milan N, Casa Cipriani Milano, Hotel Principe di Savoia, Dorchester Collection, Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa, Vico Milano;
  • Montalcino: Castello Banfi – Il Borgo, Villa Le Prata – Residenza del Vescovo;
  • Montepulciano: Precise Tale Poggio Alla Sala;
  • Napoli: Grand Hotel Parker’s N;
  • Niscemi: Wine Relais Feudi del Pisciotto;
  • Noto: Dimora delle Balze N, Country House Villadorata, Masseria della Volpe, Seven Rooms Villadorata;
  • Orta San Giulio: Villa Crespi;
  • Ortisei: Gardena Grödnerhof Hotel & Spa;
  • Orvieto: Palazzo Petrvs;
  • Ostuni: VISTA Ostuni N, Paragon 700 Boutique Hotel & SPA;
  • Otranto: Baglioni Masseria Muzza;
  • Perugia: Tenuta di Murlo N, Borgo dei Conti Resort, Castello di Monterone;
  • Pettenasco: Laqua by the Lake;
  • Pienza: Casa Newton;
  • Pisticci: Torre Fiore Hotel Masseria N;
  • Pognana Lario: Villa Làrio;
  • Polizzi Generosa: Susafa;
  • Porto Cervo: Romazzino, A Belmond Hotel, Costa Smeralda N;
  • Porto Ercole: Il Pellicano, La ROQQA;
  • Positano: Le Sirenuse;
  • Praiano: Casa Angelina;
  • Quattro Castella: Relais Roncolo 1888 N;
  • Ravello: Caruso, A Belmond Hotel, Amalfi Coast, Palazzo Avino;
  • Redagno: Berghoferin Fine Hotel & Hideaway N;
  • Riva del Garda: Lido Palace;
  • Roma: Anantara Palazzo Naiadi Rome N, Corinthia Rome N, JK Place Roma, Hassler Roma, Hotel Eden, Dorchester Collection, Hotel Locarno, Hotel Vilòn, Maalot Roma, Palazzo Ripetta, Palazzo Roma, Portrait Roma, Singer Palace Hotel, Six Senses Rome, The First Arte Rome, Umiltà 36;
  • Salina, Isole Eolie: Hotel Signum;
  • San Cassiano: Lagació Hotel Mountain Residence;
  • San Lorenzo di Sebato: Castel Badia N, Castel Maurn N;
  • San Pantaleo: Petra Segreta Resort & Spa N;
  • San Pietro in Cariano: Byblos Art Hotel Villa Amistà;
  • Santa Caterina Valfurva: Sunny Valley Mountain Lodge N;
  • Sant’Agnello: Mediterraneo Sorrento;
  • Santa Margherita Ligure: Grand Hotel Miramare;
  • Sant’Omero: Villa Corallo;
  • Santo Stefano di Sessanio: Sextantio;
  • Sarentino: Terra – The Magic Place;
  • Savelletri di Fasano: Masseria Calderisi, Masseria Torre Coccaro;
  • Scala: Palazzo Pascal;
  • Senales/Schnals: Goldene Rose Karthaus;
  • Siena: Certosa di Maggiano N;
  • Siracusa: Donna Coraly Country Boutique Hotel, Lùme;
  • Sirmione: Villa Cortine;
  • Soprabolzano: ADLER Lodge Ritten;
  • Sorrento: Grand Hotel Excelsior Vittoria;
  • Stresa: Boutique Hotel Stresa N;
  • Taormina: The Ashbee Hotel N;
  • Tavarnelle Val di Pesa: COMO Castello del Nero;
  • Tolentino: Interno Marche N;
  • Torre Canne di Fasano: Canne Bianche Lifestyle Hotel;
  • Torri del Benaco: Cape of Senses;
  • Torrita di Siena: Lupaia, Siena House;
  • Umbertide: Vocabolo Moscatelli;
  • Venezia: Orient Express Venezia N, Ca’ di Dio, Corte di Gabriela, Londra Palace Venezia, Hotel Metropole Venice, Il Palazzo Experimental, Palazzo Venart Luxury Hotel, Violino d’Oro;
  • Verona: Vista Verona;
  • Vicenza: La Barchessa di Villa Pisani;
  • Vico Equense: Hotel Capo La Gala;
  • Villandro: Ansitz Steinbock N;
  • Zafferana Etnea: Monaci delle Terre Nere.
Castel-Steinbock-villandro
@Alex Moling
Castel Steinbock a Villandro ha appena gudagnato una Chiave Michelin

I premi speciali

La Guida Michelin ha assegnato anche quattro premi speciali alle strutture capaci di distinguersi per un particolare modo di interpretare l’ospitalità. Il Desert Rock Resort di Umluj, incastonato tra i monti dell’Hegiaz in Arabia Saudita, ha conquistato il Premio Architettura & Design, mentre il riconoscimento dedicato al benessere è andato allo Schloss Elmau Luxury Spa Retreat in Germania. L’Italia torna protagonista con Airelles Palladio Venice, prima struttura del marchio fuori dalla Francia e vincitrice del Premio Apertura dell’Anno. La Londolozi Game Reserve, nel Kruger sudafricano, è stata infine premiata per l’esperienza locale offerta agli ospiti, profondamente legata al paesaggio e alla cultura della regione.

Hier — 21 septembre 2026SiViaggia

Per silenzio e vento, le location straordinarie del film documentario sulla montagna

21 septembre 2026 à 17:30

Da un film documentario sull’alpinismo e su cosa significa oggi andare per vette non ci si può che aspettare ambientazioni spettacolari e le location di Per silenzio e vento, l’ultimo lavoro di Marco Zuin in arrivo nelle sale dal 21 settembre 2026, non lasciano certo delusi: mentre studiosi, alpinisti, contadini, abitanti parlano del proprio rapporto con le montagne sullo schermo scorrono immagini emozionanti delle Dolomiti.

Scopriamo dov’è stato girato il film che, proprio per la capacità di raccontare in maniera non scontata il patrimonio montano, ha ricevuto il supporto di Trentino Film Commission, Veneto Film Commission, Montura, CAI Nazionale e Fondazione Dolomiti Unesco.

Di cosa parla

Uno scrittore, Matteo Righetto, si ritrova in una piccola baita di montagna a leggere gli appunti per il suo prossimo libro. Le sue riflessioni sulla scrittura, sul valore del tempo, su una quotidianità spesso segnata dalla fretta e che spinge a dimenticarsi delle cose che contano veramente fanno da filo rosso per tutta la durata del film. Mentre incontra alpinisti di diverse generazioni, una giovane climber, una leggenda degli 8.000 metri, diversi studiosi e persone che hanno deciso di restare a vivere in alta quota lo scrittore – e, insieme a lui, lo spettatore – si rende conto infatti di come le montagne siano spesso le prime sentinelle di grandi crisi in atto: a cominciare da quella climatica per finire con quella socio-economica. Dalle vette arriva, però, anche la speranza di un cambiamento possibile.

Arriva nelle sale "Per silenzio e vento": il film documentario di Marco Zuin sulle Dolomiti
(c) Trentino Film Commission
Una scena di “Per silenzio e vento”

Dov’è stato girato il film

Come ha confermato lo stesso Matteo Righetto in un post su Instagram a fine riprese, i luoghi dov’è stato girato il film Per silenzio e vento si trovano per la maggior parte in Italia – tra Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle d’Aosta – ma con puntate anche in Svizzera. Vere e proprie co-protagoniste, più che semplici location, di Per silenzio e vento sono infatti come accennato le Dolomiti.

Il viaggio parte dalle Dolomiti bellunesi, luogo in cui lo scrittore ha scelto di vivere ed è conosciuto ormai da anni per l’impegno di attivista dell’ecologia e della montagna.

Le Dolomiti sono co-protagoniste del nuovo documentario di Marco Zuin con Matteo Righetto "Per silenzio e vento"
(c) Trentino Film Commission
Un’altra scena di “Per silenzio e Vento” con sullo sfondo le Dolomiti

Qui tra centri montani rinomati come soprattutto Cortina d’Ampezzo ma anche la stessa Belluno, considerata una sorta di “piccola Venezia” delle montagne, si è venuto a consolidare negli anni un certo stereotipo della montagna e di cosa significa andar per vette.

C’è una montagna completamente diversa, però, da quella immortalata negli scatti instagrammabili delle Tre Cime di Lavaredo, della Marmolada, delle Tofane che, pure, rimangono tra gli spettacoli più affascinanti da ammirare in zona, consigliate da National Geographic tra i Best of the World 2026 e sempre più spesso scelte come set dalle grandi produzioni cinematografiche.

È una montagna lontana dal turismo di massa, fatta di maestose pareti rocciose da scalare, boschi fitti in cui perdersi per potersi finalmente ritrovare davvero con se stessi, rifugi spartani in cui apprezzare la routine semplice e genuina di chi ha scelto di vivere in quota: Matto Righetto e Marco Zuin provano a raccontarla nel film con straordinarie riprese dal vivo e immagini d’archivio.

"Per silenzio e vento: dov'è girato il film documentario di Marco Zuin con Matteo Righetto
(c) Trentino Film Commission
Ancora una scena sulle Dolomiti di “Per silenzio e vento”

La vera chicca del documentario sono, infatti, ritagli di filmati provenienti dall’archivio di famiglia dello scrittore dove la bellezza straordinaria delle Dolomiti immortalata in Super8 rende vividamente l’idea del tempo che passa e delle cose che cambiano: anche in natura.

I borghi più belli d’Italia che quasi nessuno fotografa: la classifica dei tesori nascosti

21 septembre 2026 à 07:30

Ci sono luoghi in Italia diventati protagonisti di milioni di fotografie e altri che, nonostante il loro fascino indiscutibile, sembrano essere rimasti fuori dai radar del web. Borghi storici, vicoletti in pietra, palazzi storici e scorci meravigliosi che però compaiono pochissimo sulle principali piattaforme fotografiche e vengono cercati ancora meno su Google.

A individuarli è una nuova ricerca di MPB, piattaforma specializzata nella compravendita di attrezzatura fotografica e video usata, realizzata in occasione di Cortona On The Move 2026 a tema “Beautiful Country”. Lo studio ha analizzato 381 località appartenenti al circuito dei Borghi più belli d’Italia, confrontando ricerche online e presenza fotografica su Wikimedia Commons e Flickr. Sono così stati selezionati 15 piccoli tesori del Belpaese ancora poco presenti online, dando vita a una nuova curiosa classifica.

Il borgo meno presente online

Al primo posto della graduatoria c’è Monte Grimano Terme, piccolo borgo delle Marche immerso nel paesaggio del Montefeltro. Nello studio ottiene un punteggio di 79,5 su 100 (un valore più alto corrisponde a una minore visibilità digitale).

I numeri spiegano il primato: entro un raggio di 2 chilometri non risultano immagini geolocalizzate su Wikimedia Commons né fotografie rilevate su Flickr, mentre il volume globale stimato è di appena 100 ricerche mensili su Google. Ma il paese, che sorge a circa 600 metri di altitudine, è una chicca conosciuta soprattutto per le sue acque termali e per il suo centro storico raccolto tra antiche architetture e scorci tipici dell’Appennino centro-settentrionale. Proprio il contrasto tra il patrimonio locale e la sua limitata presenza digitale lo rende uno degli esempi più interessanti emersi dalla ricerca.

La classifica completa

Subito dietro Monte Grimano Terme si trovano, a pari merito, Aiello Calabro, in Calabria, e Castelponzone, in Lombardia: entrambi i borghi raggiungono i 79,2 punti.

Castelponzone, in particolare, è un borgo fortificato della Pianura Padana che sa distinguersi con le sue strade storiche e le architetture rurali, ma rimane quasi totalmente assente dalle principali piattaforme fotografiche aperte.

Seguono Mel di Borgo Valbelluna, in Veneto, e tre località al quinto posto: Monteverde, Capranica Prenestina e Macerata Feltria.

La Calabria, il Lazio e la Puglia sono le regioni maggiormente rappresentate, con tre località ciascuna nella top 15. Per il Lazio troviamo Capranica Prenestina, quinta a pari merito, Boville Ernica al nono posto e Orvinio al tredicesimo. In Puglia, invece, entrano nella graduatoria Bovino, Presicce-Acquarica e Alberona.

C’è spazio anche per la Sicilia, rappresentata da San Marco D’Alunzio, undicesimo. Arroccato sui Nebrodi con lo sguardo rivolto verso la costa tirrenica, il borgo custodisce un ricco patrimonio storico e numerose chiese, ma su Wikimedia conta appena 10 immagini geolocalizzate: pochissime rispetto alle bellezze che conserva.

Riportiamo di seguito la classifica completa:

  1. Monte Grimano Terme (Pesaro e Urbino, Marche);
  2. Aiello Calabro (Cosenza, Calabria);
  3. Castelponzone (Cremona, Lombardia);
  4. Mel di Borgo Valbelluna (Belluno, Veneto);
  5. Monteverde (Avellino, Campania);
  6. Capranica Prenestina (Roma, Lazio);
  7. Macerata Feltria (Pesaro e Urbino, Marche);
  8. Aieta (Cosenza, Calabria);
  9. Boville Ernica (Frosinone, Lazio);
  10. Bovino (Foggia, Puglia);
  11. San Marco D’Alunzio (Messina, Sicilia);
  12. Presicce-Acquarica (Lecce, Puglia);
  13. Orvinio (Rieti, Lazio);
  14. Alberona (Foggia, Puglia);
  15. Buonvicino (Cosenza, Calabria).

À partir d’avant-hierSiViaggia

Sempre più turisti scelgono queste destinazioni: sono quelle cresciute di più nel 2026

20 septembre 2026 à 10:30

Sono state svelate le destinazioni turistiche che stanno crescendo di più nel 2026, tra mete già amatissime dai viaggiatori e Paesi che stanno attirando un numero sempre maggiore di visitatori internazionali.

A fotografare il fenomeno sono gli ultimi dati del World Tourism Barometer stilato da UN Tourism: tra gennaio e giugno 2026, circa 690 milioni di persone hanno viaggiato all’estero, 3 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Ecco quali sono le mete che stanno attirando sempre più turisti.

Le destinazioni europee dove il turismo cresce di più

Dai numeri che emergono dall’ultimo World Tourism Barometer, l’Europa continua a mostrare numeri positivi: nella prima metà del 2026 gli arrivi turistici internazionali sono aumentati complessivamente del 3%, con circa 350 milioni di viaggiatori che hanno visitato il continente tra gennaio e giugno. La crescita, però, non è stata uniforme: l’Europa mediterranea meridionale e quella centro-orientale hanno registrato un +4%, mentre nell’Europa occidentale gli arrivi sono diminuiti dell’1%.

A distinguersi più di tutte è stata la Moldavia, che nella prima metà dell’anno ha registrato un aumento degli arrivi internazionali del 25%. Un balzo che la porta nettamente davanti alle altre destinazioni europee cresciute di più nel periodo studiato.

A seguire troviamo due mete molto più consolidate dal punto di vista turistico: Grecia e Irlanda, entrambe con un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le destinazioni europee che hanno registrato gli aumenti maggiori sono quindi:

  1. Moldavia: +25%;
  2. Grecia: +15%;
  3. Irlanda: +15%.

Le destinazioni che crescono di più nel resto del mondo

Se allarghiamo lo sguardo oltre l’Europa, gli incrementi diventano ancora più significativi. A guidare le destinazioni segnalate da UN Tourism è El Salvador, dove gli arrivi internazionali sono aumentati addirittura del 37% nella prima metà del 2026.

Playa El Tunco a El Salvador
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Playa El Tunco a El Salvador

Segue il Paraguay, con una crescita del 34%, mentre sul terzo gradino del podio troviamo il Bhutan, che raggiunge il +31%. Subito sotto la soglia del 30% si posizionano invece due destinazioni insulari dell’Oceania: Vanuatu, con +30%, e Palau, con +29%.

Numeri importanti arrivano anche dall’Asia: la Mongolia registra un aumento del 27%, l’Uzbekistan del 25% e la Corea del Sud del 21%.

Riportiamo di seguito le destinazioni del resto del mondo che hanno registrato gli incrementi maggiori:

  1. El Salvador: +37%;
  2. Paraguay: +34%;
  3. Bhutan: +31%;
  4. Vanuatu: +30%;
  5. Palau: +29%;
  6. Mongolia: +27%;
  7. Uzbekistan: +25%;
  8. Corea del Sud: +21%.

Le previsioni per il resto dell’anno restano però condizionate dall’instabilità geopolitica e dall’aumento dei costi. Alla luce degli ultimi dati, UN Tourism ha rivisto quindi al ribasso le previsioni per il 2026: gli arrivi turistici internazionali dovrebbero crescere a livello globale tra l’1% e il 2%, contro il +3%/+4% stimato a gennaio. Molto dipenderà dall’evoluzione dei conflitti e dalle possibili conseguenze sui prezzi del petrolio e sull’inflazione.

In questo scenario potrebbero cambiare anche le abitudini di viaggio: secondo UN Tourism, i turisti continueranno a prestare particolare attenzione al rapporto qualità-prezzo, privilegiando destinazioni più vicine a casa e viaggi all’interno del proprio Paese per contenere i costi in un periodo ancora segnato dall’incertezza.

Dalle Dolomiti al Monte Bianco, le “porte del paradiso” italiane elogiate dal Guardian

20 septembre 2026 à 09:00

Montagne che si specchiano nei laghi, sentieri sospesi sopra panorami spettacolari e rifugi dove fermarsi dopo ore di cammino riscoprendo i sapori più genuini: l’Italia regala esperienze ad alta quota che non passano inosservate neppure all’estero. A celebrarle questa volta è il Guardian, che ha raccolto i consigli dei suoi lettori sulle più belle vacanze in montagna da vivere in Europa.

Tra Svizzera, Pirenei, Austria, Irlanda e Balcani, l’Italia domina la lista comparendo ben tre volte. Dalle Dolomiti di Brenta alle montagne che dominano il Lago di Como, fino ai piedi del Monte Bianco, sono tre luoghi diversi tra loro, ma accomunati da panorami autenticamente spettacolari.

Le Dolomiti di Brenta, il lato più tranquillo delle Dolomiti

Il primo luogo italiano elogiato dal Guardian è quello delle Dolomiti di Brenta, raccontate come il volto più tranquillo delle Dolomiti, lontano dalle zone maggiormente prese d’assalto dai turisti e dagli “instagrammer”.

Il lettore che le ha segnalate racconta di aver scelto come base Pinzolo, per poi partire da Madonna di Campiglio per un trekking di tre giorni tra rifugi, vie ferrate e creste affilate. Il momento più bello del viaggio? L’arrivo al Rifugio Agostini, a 2.410 metri, nel cuore della Val d’Ambiez: un luogo apprezzato per l’accoglienza, il cibo di montagna e soprattutto per le cime frastagliate che riempiono il panorama dalle sue finestre. L’itinerario si conclude poi a Molveno, con un aperitivo sulle rive del lago.

Siamo in Trentino, nella parte più occidentale dell’area dolomitica: le Dolomiti di Brenta sono protette dal Parco Naturale Adamello Brenta e si distinguono per le imponenti pareti rocciose modellate in guglie e pinnacoli.

Lago Nambino, Dolomiti di Brenta
iStock
Lago Nambino nelle Dolomiti di Brenta

La Via dei Monti Lariani sopra il Lago di Como

C’è poi un modo decisamente diverso di scoprire uno dei laghi italiani più famosi al mondo, ovvero guardarlo dall’alto. Il Guardian segnala la Via dei Monti Lariani, un lungo itinerario escursionistico che attraversa le montagne della sponda occidentale del Lago di Como.

Il percorso, lungo circa 125 chilometri, collega Cernobbio a Sorico, sfiorando il confine con il Canton Ticino. Si cammina tra pascoli di montagna, piccoli paesi legati anche alla storia del contrabbando di frontiera e panorami aperti verso le Alpi. A rendere speciale l’esperienza sono anche le soste nei rifugi e negli agriturismi, dove assaggiare piatti della tradizione come polenta “uncia” e pizzoccheri.

Il Rifugio Bertone con vista sul Monte Bianco

È però la Valle d’Aosta a conquistare il riconoscimento più importante della selezione: il Guardian sceglie come “winning tip” il consiglio dedicato al Rifugio Giorgio Bertone, sopra Courmayeur, a 2.000 metri di quota.

A colpire sono innanzitutto le incredibili viste sul Monte Bianco, ma il panorama è soltanto una parte dell’esperienza. Ci sono il cibo, l’atmosfera di un autentico rifugio alpino e soprattutto la Balconata della Val Ferret, considerato uno dei percorsi più belli nei dintorni. Il momento da non perdere arriva al tramonto, quando la luce cambia sui ghiacciai e, con il calare del buio, sopra il massiccio compare il cielo stellato.

Tra i quartieri più cool d’Europa un italiano sale sul podio: la nuova classifica sorprende

20 septembre 2026 à 07:30

Dai bar ai negozi, dai palazzi alle piazze e ai giardini: sono tanti gli elementi che danno a un quartiere un’identità tutta sua. Sono i luoghi che raccontano il volto più quotidiano delle città, quelli che gli abitanti vivono ogni giorno e che, per chi arriva da fuori, possono trasformarsi nella scoperta più interessante di un viaggio. E ce n’è uno italiano tra i più cool d’Europa nel 2026, tanto da essere salito sul podio: a incoronarlo è Time Out, che anche quest’anno ha chiesto alla propria rete internazionale di redattori ed esperti locali di individuare i quartieri che meglio raccontano le città contemporanee.

Dalla selezione mondiale di 40 quartieri migliori al mondo ne emergono 13 europei, scelti tenendo conto di aspetti come l’offerta gastronomica, la vita notturna, la presenza di attività indipendenti, la qualità della vita e il senso di comunità.

Arriva la notte più “lunare” dell’anno: eventi imperdibili tra giardini, piazze e osservatori

19 septembre 2026 à 09:00

Per una sera, basterà alzare lo sguardo per sentirsi un po’ più vicini allo spazio: sabato 19 settembre 2026 torna l’International Observe the Moon Night, l’appuntamento promosso dalla NASA che invita a riscoprire la Luna attraverso osservazioni, incontri ed esperienze aperte a tutti, anche a chi non ha mai guardato dentro un telescopio.

In Italia l’iniziativa è coordinata dall’Unione Astrofili Italiani ed è l’occasione perfetta per scoprire luoghi suggestivi con gli occhi rivolti al cielo, tra terrazze sul mare, giardini e osservatori, escursioni e serate con gli astrofili.

Il periodo, in effetti, è particolarmente favorevole: vicina al Primo Quarto, la Luna rivela dettagli che con il plenilunio risultano meno evidenti. Abbiamo selezionato sei appuntamenti imperdibili in Italia per ammirarla da un altro punto di vista.

A La Spezia, la Luna incontra il fantasy

Per una sera, il viaggio sulla Luna comincia nel cuore di La Spezia. Sabato 19 settembre, dalle 20:00, la zona dei Giardini pubblici vicina alla statua di Garibaldi diventa un punto d’incontro tra scienza e immaginazione grazie a un evento inserito nel programma di La Spezia Fantasy. Claudio Cosci, del NASA STEAM Gateway, racconterà le missioni Artemis, i nuovi veicoli spaziali e i progetti per il ritorno dell’uomo sulla Luna. Poi toccherà ai telescopi: attraverso strumenti ottici e sistemi digitali, adulti e bambini potranno osservare da vicino crateri, mari e rilievi lunari.

A Ravenna, tra telescopi e falsi miti

A Ravenna si comincia alle 19:00 nei giardini davanti al Planetario della città, in viale Santi Baldini 4/A, con i telescopi puntati sulla Luna. Alle 21:00, Stregati dalla Luna – Di nuovo tra le stelle conduce invece il pubblico tra verità e false credenze astronomiche insieme a Daria Dall’Olio, Stefano Marcellini e al CICAP. La partecipazione è a offerta libera.

A Santa Marinella, con il mare sullo sfondo

Una terrazza affacciata sul mare diventa un punto d’osservazione del cielo: allo stabilimento Lido di Santa Marinella, il 19 settembre dalle 20:00 a mezzanotte circa, l’Associazione Astrofili di Civitavecchia mette a disposizione i propri telescopi. L’appuntamento è gratuito e, accanto alla Luna, un altro protagonista sarà Saturno, con i suoi inconfondibili anelli.

A Cortino, tra i Monti della Laga

A Cortino, nel cuore dei Monti della Laga, l’esperienza comincia quando è ancora giorno. Paesaggi Lunari della Laga unisce escursioni, convivialità e osservazione astronomica con l’Unione Astrofili Teramo: dopo aver attraversato il paesaggio montano, i partecipanti potranno riconoscere attraverso i telescopi crateri, mari e catene montuose del nostro Satellite.

A Conversano, da Apollo ad Artemis

In Puglia si festeggia invece domenica 20 settembre, all’Osservatorio “Asteroide di Chicxulub” di Conversano. Alle 19:00, il giornalista e saggista di astronautica Antonio Lo Campo racconta passato e futuro dell’esplorazione lunare nella conferenza Apollo e Artemis: ieri, oggi e domani sulla Luna. Dalle 20:00 iniziano poi le osservazioni. La prenotazione è obbligatoria ed è richiesto un contributo di 5 euro.

A Isnello, sotto il cielo delle Madonie

Chi vuole trasformare la serata in un piccolo viaggio astronomico può raggiungere il GAL Hassin di Isnello, sulle Madonie. Nel Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche si può scegliere tra l’esperienza Full Day e le sole osservazioni notturne, lasciandosi alle spalle le luci delle grandi città per riscoprire la Luna sotto uno dei cieli più suggestivi della Sicilia.

Ritorno a Buenos Aires, le location del film in un viaggio speciale dall’Italia al Sud America

18 septembre 2026 à 19:00

C’è un uomo con tutte le zone d’ombra che può portarsi dentro al centro del nuovo film di Marco Bechis, in concorso a Venezia 83 e nelle sale italiane dal 17 settembre 2026, e non la violenza come pure ci si aspetterebbe da una pellicola che racconta di dittatura e repressione. Anche le location di Ritorno a Buenos Aires sembrano esplorare questa dimensione: la prevalenza di ambienti chiusi e a tratti claustrofobici suggerisce la ricerca di una verità – e giustizia – che è innanzitutto interiore.

Di cosa parla

È il 2008 e Mariano Guerra – un personaggio di finzione come il regista, che pure ha vissuto personalmente l’esperienza del sequestro durante la dittatura argentina, ha tenuto più volte a precisare – torna in Argentina dopo trentatré anni per testimoniare contro i militari che lo sequestrarono, torturarono e tennero in stato di schiavitù. In attesa di deporre, trascorre intere giornate con altri testimoni e i compagni di allora: tanto basta per far affiorare ricordi dolorosi e che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires diventa così soprattutto un viaggio interiore, l’occasione per fare i conti con cosa significa essere rimasti vivi.

Marco Bechis torna nelle sale con il film "Ritorno a Buenos Aires"
(c) Film Commission Torino Piemonte
Una scena del film “Ritorno a Buenos Aires”

Dov’è stato girato il film

Quella del film di Marco Bechis con Adriano Giannini è una produzione internazionale: la pellicola è stata girata infatti tra Italia e Brasile, tra Torino e Porto Alegre più per l’esattezza.

Torino

Gli alloggi del Ministero della Giustizia argentino dove, insieme agli altri testimoni, Mario aspetta di deporre sono in realtà i locali dell’Aula Bunker del carcere delle Vallette di Torino: costruita negli Anni Ottanta per ospitare i maxiprocessi alla Brigate Rosse e a Prima Linea e teatro negli anni di numerosi altri processi rilevanti per la storia della Repubblica (ai No Tav, alla ‘ndrangheta, eccetera), è già stata set di film famosi come soprattutto Il divo di Paolo Sorrentino e di fiction RAI dal forte seguito come L’uomo sbagliato.

Le riprese, realizzate con il supporto della Film Commission Torino Piemonte, hanno interessato più in generale i dintorni di San Salvario. Oggetto di una consistente riqualificazione, oggi il quartiere è animato da localini alla moda dove bere qualcosa, botteghe artigiane e altri indirizzi di forte interesse culturale e artistico (il museo dedicato a Cesare Lombroso è, per restare in tema di crimini e giustizia, uno di quello da segnarsi).

C'è il quartiere di San Salvario tra le location torinesi di "Ritorno a Buenos Aires"
iStock
L’animato quartiere di San Salvario

San Salvario è anche il quartiere più multietnico di Torino: qui non è difficile incontrare persone come Mariano che, per ragioni diverse, hanno lasciato il proprio paese d’origine e ormai da decenni vivono in Italia. Per accorgersi di questa contaminazione basta ascoltare le voci, guardare le vetrine del quartiere, respirare quel mix di odori che proviene dall’animato mercato di Piazza Madama Cristina.

Porto Alegre

Fuori dall’Italia, l’altra location di Ritorno a Buenos Aires è Porto Alegre in Brasile: la capitale del Rio Grande do Sul è stata scelta per evocare, specie con vedute panoramiche e riprese di esterni, l’ambientazione sudamericana che ha gran parte del film.

Porto Alegre è tra i luoghi dov'è stato girato il film di Marco Bechis "Ritorno a Buenos Aires"
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Una veduta di Porto Alegre

Come molte della zona, Porto Alegre è una città in cui continuano a convivere il vecchio e il nuovo, la storia (quella del Solar dos Camara, per esempio, che ospitò tra l’altro l’imperatore Dom Pedro II) e il futuro (dei numerosi centri sperimentali d’arte, di strutture moderne e di design come il Ponte dos Açorianos, di quartieri come Soho frequentati soprattutto da giovani e turisti alla ricerca di esperienze alla moda).

Incoronate le migliori compagnie aeree del mondo: la classifica 2026

18 septembre 2026 à 18:06

Le migliori compagnie aeree del mondo sono state incoronate dai World Airline Awards 2026 di Skytrax, importante organizzazione internazionale di valutazione del trasporto aereo. La premiazione, che si è tenuta il 18 settembre 2026 presso l’iconico Langham Hotel di Londra, celebra i cosiddetti “Oscar del settore aeronautico“: 20 eccellenze nel mondo dei prodotti e dei servizi offerti ai clienti premiate su un totale di oltre 300 compagnie aeree incluse nell’indagine.

Ad eleggerle sono stati gli stessi viaggiatori di tutto il mondo, che hanno votato nel più grande sondaggio globale sulla soddisfazione.

Le destinazioni più gettonate per viaggi last minute: ecco le 10 mete che sorprendono

18 septembre 2026 à 07:30

C’è chi prenota voli e hotel con mesi di anticipo, studia ogni tappa nei dettagli e arriva alla partenza con un itinerario già definito e chi invece preferisce decidere tutto (o gran parte del viaggio) all’ultimo momento. C’è chi infatti approfitta di qualche giorno libero e vorrebbe semplicemente lasciarsi sorprendere.

Ma quali sono le destinazioni più amate per i viaggi last minute? A svelarlo è una nuova ricerca di Sirvoy, azienda specializzata in sistemi di gestione alberghiera, che ha analizzato le prenotazioni dei propri clienti tra hotel indipendenti, bed and breakfast, pensioni, ostelli e case vacanza. Per stilare la classifica sono state considerate soprattutto le prenotazioni effettuate entro sette giorni dal check-in, insieme alla percentuale di quelle arrivate addirittura il giorno stesso o quello precedente. Il risultato racconta molto delle nuove abitudini dei viaggiatori: in tutte le mete della top 10, oltre la metà degli alloggi viene prenotata quando manca meno di una settimana all’arrivo.

La regina dei viaggi last minute

A conquistare il primo posto è la Thailandia, dove ben il 74,8% delle prenotazioni analizzate viene effettuato entro sette giorni dal check-in. Ancora più sorprendente, però, è un altro dato: il 56,8% dei viaggiatori arriva praticamente a ridosso del soggiorno, il giorno stesso o quello successivo alla prenotazione.

Spiagge tropicali, grandi città come Bangkok e una vastissima offerta ricettiva rendono il Paese una destinazione capace di adattarsi anche alle partenze più spontanee. Ma attenzione alla scelta del periodo di viaggio: tra settembre e ottobre, infatti, in diverse zone della Thailandia è ancora stagione dei monsoni.

Sul podio salgono altre due destinazioni lontane: al secondo posto ci sono le Filippine (che custodiscono la spiaggia eletta più bella al mondo nel 2026), con il 71,7% degli alloggi prenotato entro una settimana dall’arrivo, mentre terza è l’Australia, dove la percentuale raggiunge il 61,2%. Qui, con l’inizio della primavera australe, a Sydney le temperature superano già i 20 gradi: il momento perfetto per alternare visite culturali, mare e surf.

Le 10 destinazioni più gettonate per viaggi last minute

A un soffio dal podio troviamo Messico e Nuova Zelanda, rispettivamente con il 59,7% e il 58,3% delle prenotazioni effettuate entro sette giorni. Il primo unisce storia e spiagge, mentre la seconda, grazie soprattutto ai suoi spettacolari scenari naturali, è una meta che si presta a essere scoperta durante tutto l’anno. Sesta è invece l’Indonesia, con il 55,8%.

Ed è nella seconda parte della top 10 che l’Europa si prende la scena, conquistando tutte le ultime quattro posizioni. A guidare le mete europee è la Norvegia, dove il 39,1% delle prenotazioni viene effettuato addirittura il giorno stesso o quello precedente all’arrivo. Seguono Finlandia, Paesi Bassi e Svezia. Nei Paesi Bassi, in particolare, il 33,9% delle prenotazioni arriva a strettissimo ridosso del check-in.

Ecco la classifica completa (con le percentuali di prenotazioni che avvengono entro 7 giorni dal check-in):

  1. Thailandia: 74,8%;
  2. Filippine: 71,7%;
  3. Australia: 61,2%;
  4. Messico: 59,7%;
  5. Nuova Zelanda: 58,3%;
  6. Indonesia: 55,8%;
  7. Norvegia: 53,8%;
  8. Finlandia: 53,3%;
  9. Paesi Bassi: 52,3%;
  10. Svezia: 51,9%.

Napoli – New York, tutte le location suggestive del film con Pierfrancesco Favino

17 septembre 2026 à 18:00

Le location di Napoli – New York aggiungono realismo a una storia che è già di per sé pensata per essere uno spaccato disincantato dell’Italia degli Anni Quaranta: il film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino, in onda in esclusiva su Rai 1 giovedì 17 settembre 2026 alle 21.30, è stato girato infatti tra Napoli e Trieste, in luoghi così simbolici per gli italiani che nel secondo dopoguerra decidevano di partire per l’America e inseguire i propri sogni di fortuna.

Di cosa parla

È il 1949. Carmine e Celestina riescono, grazie a una serie di eventi fortunati, a imbarcarsi clandestinamente su un transatlantico diretto da Napoli negli Stati Uniti. La loro speranza è di fuggire alla miseria in cui la guerra ha lasciato la città, ma anche di ritrovare la sorella di Celestina già partita per l’America per tenere fede a una promessa fatta a un ragazzo americano.

Durante il viaggio i due vivranno momenti felici e altri di difficoltà e, soprattutto, faranno incontri destinati a cambiare le loro vite. Il film, uscito nelle sale nel 2024, è tratto da un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli.

Una scena di "Trieste -New York"
01 Distribution
Una scena di “Napoli-New York”

Dov’è stato girato il film

In accordo con la storia di Carmine e Celestina, così simile a quella di molti italiani dell’epoca, il film è ambientato tra Napoli e New York: la distruzione lasciata dalla guerra nel Sud Italia si contrappone, sullo schermo, a un sogno americano fatto di palazzi alti e moderni, negozi aperti a qualsiasi ora del giorno e della notte e tanto benessere.

Napoli

Le scene napoletane che popolano soprattutto la prima parte del film sono state girate a nel centro storico di Napoli: tra vicoli, quartieri, cortili dove il tempo sembra essersi fermato e la città continua a mostrarsi autentica, anche nelle sue ferite.

Napoli: dov'è stato girato il film del 2024 di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino
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Il verace centro storico di Napoli

Nel quartiere del porto sono state girate scene come quelle in cui i due ragazzini provano a vendere insieme ai compagni sigarette di contrabbando, chiedono una pizza a credito e soldi ai turisti per aver improvvisato un balletto.

Altre scene sono state girate nella Sanità: rione tra i più veraci della città, spesso scelto negli ultimi anni per rappresentare sullo schermo una Napoli d’altri tempi ma mai veramente passata. Qui si trova, per esempio, Palazzo Sanfelice: un palazzo settecentesco con portali gemelli in piperno e marmo, molto simile nell’architettura al vicino e più famoso Palazzo dello Spagnolo, un tempo abitazione di famiglia dell’architetto Ferdinando Sanfelice e dove sono stati girati, oltre che alcune scene del film di Salvatores, classici antichi e moderni del cinema napoletano.

Le location del film "Napoli - New York" nel centro storico di Napoli
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L’iconico cortile di Palazzo Sanfelice

In molte inquadrature sono riconoscibili i Quartieri Spagnoli con il loro dedalo di vicoli stretti e popolati di turisti, abitanti del posto, trattorie alla buona, bassi e botteghe artigiane.

Lungo l’altrettanto iconica via dei Tribunali, alcune scene sono state girate a Piazza Cardinale Sisto Riario Sforza: uno slargo che un tempo conduceva a un’entrata laterale del Duomo, oggi riconoscibile per l’alto obelisco in devozione di San Gennaro.

Il molo da cui parte il transatlantico con a bordo Carmine e Celestina è, infine, il Molo San Vincenzo: uno dei moli storici del porto di Napoli, passato nei secoli attraverso diversi progetti di riadattamento e riqualificazione.

Napoli: dov'è stato girato il film "Napoli - New York"
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Il panoramico Molo San Vincenzo

Trieste

Le vere sorprese tra le location di Napoli – New York vengono, però, da Trieste: scenografici e maestranze del film hanno trasformato ad arte, infatti, il capoluogo friulano nella New York degli Anni Quaranta per quasi tutte le scene, e sono numerose nella seconda parte, ambientate negli Stati Uniti. C’entra senza dubbio, come molti commentatori in Rete hanno fatto notare, la vocazione mitteleuropea di Trieste che la rende da sempre una delle più internazionali tra le città italiane.

Tra i luoghi dov’è stato girato il film di Salvatores con Pierfrancesco Favino a Trieste c’è il Porto Vecchio: sono facilmente riconoscibili sullo schermo il varco principale, la stazione marittima, le banchine dei moli.

"Napoli - New York": le location a Trieste del film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Favino
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La zona portuale di Trieste

Altra location triestina immediatamente riconoscibile è il Savoia Excelsior Palace: le imponenti facciate dell’hotel, affacciate sul mare, evocano i grandi edifici d’oltreoceano.

In centro a Trieste la produzione del film ha trasformato diverse attività storiche come la Drogheria Toso, la Pasticceria La Bomboniera e l’Antico Caffè San Marco – quest’ultimo riconoscibile dall’arredamento in stile liberty che ancora lo rende uno dei caffè più amati dai triestini – in negozi americani: i dintorni di Piazza San Giovanni, da sempre cuore commerciale della città, hanno ospitato soprattutto questo genere di riprese.

In alcune inquadrature compaiono edifici simbolo del passato, soprattutto economico e industriale, della città come Palazzo Berlam (più famoso tra i locali come “il palazzo rosso”), l’ex stabilimento Stock (dell’omonima casa di liquori), Palazzo Vivante e Palazzo Carciotti (entrambi appartenuti un tempo a famiglie ben in vista dell’aristocrazia locale).

Trieste: le location del film "Napoli - New York"
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L’aristocratico Palazzo Carciotti

La Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, una delle più riconoscibili del centro storico di Trieste grazie alla facciata con colonnato ionico, è stata trasformata dalla produzione nel tribunale americano dove si celebra il processo a uno dei protagonisti del film.

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La più cinematografica delle location triestine di Napoli – New York è senza dubbio il Salone degli Incanti: ex pescheria centrale di Trieste, costruita a inizio Novecento con un stile eclettico e una forma che ricorda quella di una basilica romana, oggi è usata principalmente come spazio espositivo ma negli anni è stata set di produzioni cinematografiche importanti come quella de Il Padrino – Parte II.

I luoghi a Trieste dov'è stato girato il film "Napoli - New York"
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È piuttosto cinematografico il Salone degli Incanti di Trieste

Cinecittà

Non mancano nel film di Gabriele Salvatores con Pierfrancesco Savino riproposto da Rai 1 scene e sequenze in realizzate studio: agli studios di Cinecittà a Roma, per l’esattezza.

C'è Pierfrancesco Favino nel film di Gabriele Salvatores "Napoli - New York"
(c) Eagle Pictures
Un’altra scena di “Napoli – New York”

Rijeka

C’è, infine, Rijeka in Croazia tra i luoghi dov’è stato girato il film Napoli – New York. Nell’ex città di Fiume, dove si sente ancora forte l’influenza della cultura italiana, sono state girate le scene della festa a Little Italy a cui Celestina e Carmine partecipano quasi subito dopo essere sbarcati in America.

C'è anche Rijeka (l'ex Fiume) tra le location di "Napoli - New York"
iStock
Una splendida veduta aerea di Rijeka

Nella città portuale croata, soprattutto, è rimasta attraccata per tutta la durata delle riprese la nave Galeb che nel film è quella su cui si imbarcano i due protagonisti in cerca di fortuna e affetti oltreoceano. Si tratta di un’imbarcazione storica, ai tempi molto amata come rifugio marittimo dal generale Tito e più tardi restaurata e diventata parte della flotta croata.

I figli della scimmia, le location del film con Riccardo Scamarcio premiato a Venezia

17 septembre 2026 à 17:00

C’è il rapporto tra padre e figlio al centro del film di Tommaso Landucci in arrivo nelle sale dal 17 settembre 2026, ma anche un intero microcosmo di relazioni e interazioni personali che si muovono attorno al protagonista, il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio e per cui l’attore romano è stato premiato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

La città sembra fare da sfondo silenzioso e a volte impassibile a quanto avviene nelle vite e negli animi dei personaggi: quello che le location di I figli della scimmia hanno tutte in comune infatti è un carattere contemporaneo e universale, capace di rendere la storia una storia che potrebbe capitare a chiunque e si potrebbe svolgere ovunque.

Di cosa parla

Dario ha un bambino disabile a cui dedica ogni giorno tutto il tempo, le cure e le attenzioni di cui è capace. Ha, però, anche un rapporto privilegiato con il figlio adolescente del fratello: man mano che il nipote cresce finisce per ritrovare in lui il figlio che avrebbe voluto avere e, soprattutto, il padre che  non ha potuto essere. Questo gioco di proiezioni si rivela alla lunga pericoloso per l’equilibrio interiore per Dario e delle relazioni familiari. Il titolo del film richiama la famosa favola di Esopo di una scimmia che amava, e nutriva di conseguenza, in modo profondamente diverso i suoi due cuccioli.

Arriva al cinema "I figli della scimmia": film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio
(c) La Biennale di Venezia
Una scena di “I figli della scimmia”

Dov’è stato girato il film

Realizzata con il contributo del Piemonte Film Tv Fund e della Film Commission Torino Piemonte, la pellicola è stata interamente girata in Piemonte: tra il capoluogo sabaudo e diversi comuni della provincia.

Torino

A Torino tra le location di I figli della scimmia è facile riconoscere sullo schermo Corso Inghilterra: tra le arterie più trafficate della città, collega il centro con altre aree strategiche come la stazione di Porta Susa ed è fiancheggiata da eleganti palazzi in stile liberty ed edifici più moderni.

La produzione ha girato anche al Parco del Valentino: uno dei parchi pubblici più antichi e grandi di Torino – vanta oltre 1800 alberi e una grande varietà di specie floristiche e arboree – dove passeggiare ammirando i giochi d’acqua del Giardino Roccioso, i vicoli lastricati del Borgo Medievale, varie statue tra cui quella dedicate a Cesare Battisti e Massimo D’Azelio e la Fontana dei dodici mesi in stile roccocò.

Torino: dov'è stato girato il film "I figli della scimmia"
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Un angolo romantico del Parco del Valentino

L’hinterland torinese

La provincia torinese ha nel film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio il ruolo che da qualche tempo ha anche nella realtà: è il posto dove sempre più persone scelgono di abitare e organizzare la propria quotidianità in modo da essere abbastanza vicini e collegati alla città, ma al riparo dal suo tran tran.

Giaveno e Rivalba, due comuni ai piedi delle Alpi, sono stati scelti così per girare scene di interni e in abitazioni private.

A Rubiana, nella Val di Susa, sono state realizzate le sequenze all’interno dello studio medico.

Anche a Moncalieri le riprese hanno interessato luoghi di servizio come, in questo caso, un capannone industriale.

La piscina comunale di Pianezza ha fatto da set ad altre scene del film, così come l’ospedale di Carmagnola.

Colle del Lys

Tra le location di I figli della scimmia c’è anche il Colle del Lys: un valico alpino tra la Val di Susa e la Val di Viù molto amato da chi pratica trekking, dai ciclisti e dai motociclisti per i percorsi adrenalinici immersi tra boschi e panorami mozzafiato su cui consente di addentrarsi. Di recente la zona è stata usata spesso, appunto, anche come set cinematografico.

Le location di "I figli della scimmia" in Piemonte
Getty Images
La spettacolare vista dal Colle del Lys

La Bambola, le location del nuovo dramma in costume hanno un’eleganza antica e ineguagliabile

16 septembre 2026 à 17:00

C’è un nuovo dramma storico pronto a trasportare gli spettatori in una Varsavia di fine Ottocento animata da amori tormentati, gelosie di classe, ricevimenti sfarzosi, conflitti sanguinolenti. Per ricreare al meglio l’atmosfera del tempo la serie, adattata da un grande classico della letteratura polacca, “Lalka” di Bolesław Prus, è stata girata tra eleganti palazzi aristocratici e ampie arterie urbane che durante la rivoluzione industriale segnarono l’ascesa di una nuova borghesia dedita al commercio e all’impresa.

Scopriamo insieme le location di La Bambola, disponibile su Netflix (col titolo internazionale di The Doll) dal 16 settembre 2026.

Di cosa parla

Stanisław Wokulski (Tomasz Schuchardt) è un uomo di umili origini ma estremamente ambizioso che si è costruito da solo la propria posizione sociale, passando attraverso povertà, guerra, lavoro. Quando si innamora di Izabela Łęcka (Sandra Drzymalska), giovane appartenente a una famiglia nobiliare, è costretto a fare i conti con l’evidenza che la classe aristocratica, in cui pure è apparentemente ben inserito, fatica in realtà a considerarlo uno di loro. I genitori di lei, il padre soprattutto, ostacolano profondamente infatti la relazione nonostante, dal canto suo, anche Izabela provi a liberarsi da vincoli e cliché di classe e a trovare il proprio da sola il proprio posto in società.

Arriva su Netflix il dramma in costume "La Bambola"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “La bambola”

Dov’è stata girata la serie

Per rimanere fedele all’ambientazione, la nuova serie in costume di Netflix è stata interamente girata in Polonia. Nel corso dell’estate 2025, quella in cui sono state effettuate le riprese, i set si sono alternati tra città come Varsavia, Lublino, Łódź e Wrocław.

Varsavia

A Varsavia la maggior parte delle location di La Bambola si trovano in Krakowskie Przedmieście: una delle principali arterie cittadine che collega la città vecchia e il castello. Distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita a metà del Novecento restando il più possibile fedeli alla sua struttura originaria: sulla strada, così, ancora oggi si affacciano chiese e palazzi storici, importanti edifici pubblici e governativi ma anche locali alla moda e boutique lussuose che, a proposito di passato, testimoniano il forte sviluppo borghese vissuto a fine Ottocento dalla capitale polacca.

C'è Varsavia tra le principali location della serie Netflix "La bambola"
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L’elegante Krakowskie Przedmieście

Alcune scene sono state girate in prossimità del monumento a Nicolò Copernico: una statua bronzea che rende omaggio all’astronomo prussiano e al suo apporto alla fisica moderna.

Varsavia: dov'è girata la nuova serie in costume di Netflix "La bambola"
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Lo storico monumento a Copernico

Lublino

A Lublino tra i luoghi dov’è stata girata la serie La Bambola spicca la Old Town: il nucleo originale della città, oggi tutelato come patrimonio artistico-culturale nazionale. Inconfondibile è il Kraków Gate: un’imponente porta d’ingresso in stile gotico – poi rimaneggiata nell’Ottocento con elementi barocchi – che è quello che resta della cinta muraria del XIV secolo che proteggeva la città.

C'è anche Lublino tra le location di "La bambola"
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Lublino: la meravigliosa città antica

Łódź

A Łódź il nuovo dramma in costume di Netflix è stato girato soprattutto al Karol Poznański Palace: un elegante palazzo neorinascimentale, un tempo residenza aristocratica e oggi sede del rettorato dell’Accademia della musica.

Wrocław

A Wrocław, storica capitale della regione meridionale della Silesia, le principali location della serie La Bambola sono Szajnocha Street e Nieborów Palace. La prima è un’elegante via centrale, fiancheggiata da palazzi storici e che richiamano un’atmosfera ottocentesca.

"La bambola" è il nuovo dramma storico di Netflix adattato dal romanzo di Bolesław Prus
Ufficio stampa Netflix
Un’altra scena di “La bambola”

Nieborów Palace è invece una residenza settecentesca, progettata da uno dei più importanti architetti barocchi del Nord Europa: Tylman van Gameren, oggi utilizzata soprattutto come spazio espositivo all’interno di un complesso che, oltre al palazzo, due parchi (di cui uno in stile inglese), un’aranciera, una rimessa per le carrozze, una dependance e un edificio per la manifattura.

Nieborów Palace è una delle location di "La bambola" a Wrocław
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Il romantico complesso di Nieborów Palace

Svelati i 50 hotel migliori al mondo: 6 sono in Italia, uno è nella top 5

16 septembre 2026 à 07:30

C’è un hotel italiano tra i primi cinque al mondo: lo Stivale conquista un posto di rilievo nella nuova classifica dedicata alle migliori strutture alberghiere del pianeta. A incoronare i protagonisti dell’hotellerie internazionale è The 50 Best Hotels 2026, svelata nella serata del 15 settembre a Parigi.

A decidere chi merita un posto nella graduatoria non è una giuria qualunque: sono oltre 800 esperti da tutto il mondo, tra giornalisti di viaggio, albergatori e viaggiatori esperti del segmento luxury. Per esprimere il proprio giudizio devono aver soggiornato negli hotel votati negli ultimi tre anni e ciascuno può indicare sette preferenze, in ordine di gradimento. Un sistema basato quindi sull’esperienza diretta, con votazioni anonime e un processo verificato in modo indipendente da Deloitte.

Ad essere incoronata tra le prime posizioni è soprattutto l’Asia, ma la graduatoria regala grande soddisfazione anche al’Europa (in testa con 21 hotel premiati) e al Belpaese: 6 hotel italiani entrano nella top 50 dei migliori hotel del mondo (e altri 9 si sono già classificati nelle posizioni 51-100), parimerito con la Francia.

Widow’s Bay, le location reali della serie vincitrice di 14 Emmy Awards

15 septembre 2026 à 14:00

Con 14 premi assegnati su 19 candidature Widow’s Bay è stata la vera protagonista della cerimonia degli Emmy Awards 2026. L’horror comedy di Apple TV, da poco rinnovata per la seconda stagione, è stata premiata come miglior serie comica, per l’interpretazione da protagonista di Matthew Rhys e quelle da non protagonisti di Kate O’Flynn e Stephen Root, oltre che per la regia di Hiro Murai e la sceneggiatura di Katie Dippold e in numerose categorie tecniche.

Ambientata in un’isola del New England infestata da presenze misteriose, Widow’s Bay ha location tutte da esplorare, ma che in parte suoneranno familiari agli amanti delle storie di paura.

Di cosa parla

Tom Lofits (Matthew Rhys) è il sindaco di una remota isola del New England: nonostante le oltre quaranta miglia che la separano dalla costa, una copertura wi-fi praticamente inesistente e altri innumerevoli disagi che gli abitanti conoscono bene, il suo intento è quello di trasformarla in una meta turistica esclusiva. Il piano non tiene conto, soprattutto, di una serie di leggende popolari che vogliono l’isola infestata da presenze misteriose ed eventi paranormali. L’arrivo di un cronista del New York Times, incaricato dal sindaco di realizzare un reportage promozionale, dà il via a una paurosa escalation di questi fenomeni che i cittadini reputavano del tutto prevedibile.

"Widow's Bay" è stata premiata come miglior serie comica agli Emmy Awards 2026
Ufficio stampa Apple TV
Una scena di “Widow’s Bay”

Dov’è stata girata la serie

Parlando delle location di Widow’s Bay, la prima cosa che può venire da chiedersi è se l’“isola della vedova” esiste realmente. La showrunner della serie, Katie Dippold, ha raccontato a People di aver effettivamente girato alcune scene su un’isola del New England, la cui identità è stata però volutamente mantenuta segreta. L’unica informazione disponibile è che si tratta di un’isola raggiungibile dopo una discreta traversata su traghetto che non è dato sapere, comunque, se in partenza dal Maine o dal Massachusetts.

Widow's Bay, la misteriosa isola dell'omonima serie Apple TV, esiste davvero?
Ufficio stampa Apple TV
Widow’s Bay è anche nella realtà un’isola del New England

In Massachussetts – come confermano anche diverse fonti in Rete – sono state girate numerose scene delle serie Apple TV stra-premiata agli Emmy:  a Gloucester, Rockport, Worcester e altre cittadine.

Gloucester

Il porto di Widow’Bay, per esempio, è Lane’s Cove: il pittoresco porticciolo protetto da una scogliera di granito di Gloucester. Nella cittadina, famosa per la pesca e come meta di mare, la produzione ha girato anche nei pressi dell’Eastern Point Lighthouse – il faro – e della Half Moon Beach, un tratto di costa sabbioso famoso proprio per la sua conformazione a mezza luna.

Le location della serie "Widow's Bay" nel Massachusetts
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La splendida costa di Gloucester

Cape Ann

In diverse inquadrature della serie sono riconoscibili i panorami di Cape Ann: il suggestivo promontorio roccioso affacciato sull’Atlantico che nel tempo ha ispirato molte storie di paura americane, famoso anche come punto di avvistamento delle balene.

Massachusetts: le location della serie "Widow's Bay"
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Il suggestivo promontorio di Cape Ann

Rockport

Tra le location di Widow’s Bay molte si trovano a Rockport. In questa cittadina del Massachussetts dove il tempo sembra essersi fermato e si ha ancora la possibilità di esplorare la tradizione marinara americana, la serie è stata girata soprattutto a Bearskin Neck: un tempo un borgo di pescatori, oggi diventato un quartiere ricco di gallerie d’arte, negozi esclusivi e localini alla moda.

Rockport: dov'è stata girata la serie premiata agli Emmy "Widow's Bay"
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Il vivace quartiere di Bearskin Neck

Altre location

Numerosi edifici pubblici e privati disseminati in diversi centri del Massachusetts come Harvard, Ayer, Maynard, Groton, Shirley, sono stati riadattati per esigenze narrative.

Il municipio di Widow’s Bay, dove sono state girate numerose scene con il neo premio Emmy Matthew Rhys è la Town Hall di Berlin: una costruzione di fine Ottocento in uno stile che imita quello greco, oggi usata principalmente per eventi cittadini.

La chiesa dell’isola è invece la Martha-Mary Chapel di Sudbury: una cappella fatta edificare negli Anni Quaranta dall’industriale Henry Ford in ricordo della madre e della suocera, interamente realizzata con legni di alberi distrutti dall’uragano che colpì il New Englad nel 1938.

C'è anche la Martha-Mary Chapel tra le location della serie Apple TV "Widow's Bay"
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La cinematografica Martha-Mary Chapel

I diner e le iconiche tavole calde all’americana hanno un posto d’onore tra le location di Widow’s Bay: ancora parlando con People, la sceneggiatrice ha raccontato di come questi luoghi siano capaci di evocare in lei un’atmosfera degna di Stephen King. Alcune delle scene chiave della serie Apple TV, ambientate all’interno della Barnabus Tavern, sono state girate così al Vincent’s Bar di Worcester: un locale alla buona dove vivere l’esperienza così tipica negli Stati Uniti di mangiare qualcosa mentre gente del posto in camicia di flanella chiacchiera del più e del meno o di com’è andata la giornata.

I percorsi ciclabili più belli del mondo: due italiani spiccano nella classifica

15 septembre 2026 à 07:30

Ci sono strade e tragitti che, percorsi in bicicletta, si trasformano in un viaggio emozionante dentro il paesaggio: ogni curva apre una nuova prospettiva, ogni salita svela un panorama e anche i luoghi più conosciuti sembrano assumere un volto diverso. Non è un caso che il cicloturismo stia vivendo una fase di forte crescita: basti pensare che, secondo i dati riportati da Euronews, le ricerche su Google per “cycling holiday” sono aumentate del 292%.

Cadere dalla scaletta di questa compagnia aerea è più comune di quanto si pensi

14 septembre 2026 à 14:00

Quando si pensa ai possibili inconvenienti durante un viaggio in aereo, difficilmente si immagina che uno dei momenti più delicati possa essere proprio quello in cui si mette piede a terra. Eppure scendere dall’aereo utilizzando la scaletta può nascondere qualche insidia, soprattutto nel caso dei Boeing 737 utilizzati da Ryanair.

È più facile cadere dalla scaletta che avere un incidente aereo

A evidenziarlo sono i dati raccolti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV). Nel triennio 2023-2025, in Italia, sono state registrate 104 cadute di passeggeri durante le operazioni di imbarco e sbarco. Ben 85, pari a circa l’82%, hanno riguardato la scaletta integrata anteriore del Boeing 737.

Il dato va naturalmente rapportato all’enorme numero di persone che ogni anno viaggiano in aereo. Ma il confronto resta significativo: nello stesso periodo Ryanair ha trasportato circa il 26-27% dei passeggeri complessivi in Italia, mentre le altre compagnie, che rappresentano il restante traffico, hanno registrato 19 cadute dalle scale aeroportuali. I ratei calcolati dall’ANSV confermano quindi una frequenza maggiore per la scala integrata.

I numeri delle cadute dalle scalette integrate di Ryanair
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I numeri delle cadute dalle scalette integrate di Ryanair

La scaletta di Ryanair non è come quella dell’aeroporto

La differenza è importante e spiega anche perché il confronto tra i due sistemi sia interessante.

La scaletta aeroportuale è un mezzo di terra, difatti viene portata sotto l’aereo dagli operatori dell’handling quando il velivolo è parcheggiato e viene utilizzata per permettere ai passeggeri di salire o scendere. È quindi indipendente dall’aeromobile e, una volta terminato l’utilizzo, viene allontanata.

Il Boeing 737 utilizzato da Ryanair può invece essere dotato di una scaletta integrata, cioè incorporata direttamente nella struttura dell’aereo. Si trova sotto il portellone anteriore e viene estratta quando il velivolo è fermo al parcheggio. In questo modo l’aereo può essere utilizzato per le operazioni di sbarco senza dover richiedere necessariamente una scala esterna all’handler aeroportuale. Questa soluzione consente di semplificare e velocizzare le operazioni a terra, ed è proprio qui che emerge la differenza fisica.

Più stretta e più ripida: ecco com’è la scaletta integrata

Secondo lo studio, la scala integrata del Boeing 737 è composta da 12 gradini, larghi circa 61 centimetri, con un’alzata di circa 20 centimetri e una pedata di circa 25 centimetri, mentre l’inclinazione è di circa 35 gradi. Le scale normalmente utilizzate dai gestori aeroportuali sono invece progettate secondo criteri specifici per le attrezzature di terra: hanno generalmente una pedana più larga, gradini più ampi e un’inclinazione meno accentuata. La normativa applicabile alle scale aeroportuali prevede inoltre gradini di dimensioni uniformi.

La differenza più particolare riguarda proprio il primo gradino della scala integrata del 737: a causa della conformazione della fusoliera, esso è asimmetrico e di forma trapezoidale, risultando diverso dagli altri. Per chi sta scendendo, quindi, la sequenza dei gradini non è perfettamente uniforme. L’ANSV sottolinea che la scala integrata si trova ai limiti dei valori previsti per altezza dei gradini e pendenza e risulta meno confortevole rispetto alle scale aeroportuali. Questo non significa, però, che sia una scala “difettosa” o intrinsecamente pericolosa.

Disattenzione e fattore umano restano determinanti

Lo stesso studio evidenzia infatti il peso del fattore umano. Infatti, in diversi casi i passeggeri non prestano sufficiente attenzione durante la discesa, non utilizzano il corrimano oppure scendono con bagagli che possono compromettere l’equilibrio. Il problema, dunque, non è semplicemente la presenza della scaletta integrata, ma l’insieme di caratteristiche della scala e modalità di utilizzo. I numeri mostrano però che le cadute si verificano con una frequenza maggiore rispetto alle scale aeroportuali.

E così, quella che sembra una fase assolutamente ordinaria del viaggio in realtà merita qualche attenzione in più: una mano libera sul corrimano, niente fretta e, soprattutto, occhi sui gradini fino a quando non si è arrivati a terra!

La città migliore al mondo da scoprire in bicicletta è una sorpresa: la classifica mondiale

14 septembre 2026 à 07:30

Andare in bicicletta è uno dei modi più piacevoli per scoprire una città, soprattutto quando piste ciclabili, spazi verdi e percorsi dedicati permettono di muoversi comodamente senza il rumore e il traffico delle auto. Ma quali sono le città dove pedalare è davvero più facile?

A stilare la classifica delle migliori città al mondo per andare in bicicletta nel 2026 è stata Time Out, che ha raccolto le opinioni di oltre 24.000 persone che vivono nelle diverse destinazioni analizzate. Quest’anno c’è una sorpresa: a conquistare il primo posto non è la più celebre Copenhagen. Ma non solo: l’Italia è la grande assente dalla top 20 globale.

La città migliore al mondo per andare in bicicletta

È Cambridge, nel Regno Unito, la città che nel 2026 conquista il primo posto tra le destinazioni più adatte a essere scoperte su due ruote secondo Time Out, con un 83,2% di giudizi positivi da parte dei residenti.

La città universitaria inglese sembra avere tutte le caratteristiche che rendono piacevole spostarsi in bicicletta: è relativamente compatta, prevalentemente pianeggiante e presenta una rete di infrastrutture pensate proprio per chi pedala. A questo si aggiunge una particolare attenzione alla mobilità ciclabile, con le cosiddette “cycle streets”, strade progettate per favorire la circolazione delle biciclette, e un grande parcheggio multipiano per le bici presso la stazione ferroviaria.

Non è quindi un caso che circa un terzo degli spostamenti a Cambridge avvenga in bicicletta. La città riesce così a superare anche alcune delle destinazioni che nell’immaginario comune sono da sempre considerate le capitali mondiali della mobilità su due ruote, come Copenhagen.

Cambridge è la migliore città da girare in bici
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Cambridge è la migliore città da girare in bici

La classifica completa

Al secondo posto troviamo Montréal, in Canada, con un punteggio dell’82,5%. Nonostante il clima rigido e la presenza di alcuni tratti collinari, la città ha investito molto nella mobilità ciclabile. Basti pensare che nel 2023 ben il 25% dei residenti ha utilizzato BIXI, il principale sistema di bike sharing cittadino. A rendere ancora più capillare la rete ciclabile è l’ambizioso progetto della Rete Ciclabile Espressa, o EBN, che prevede l’estensione delle piste protette fino a 171 chilometri. I percorsi vengono inoltre sgomberati dalla neve durante i mesi invernali, così da restare accessibili tutto l’anno.

Solo terza è invece Copenhagen, in Danimarca, con il 79,2%. La capitale danese resta una delle città più associate alla bicicletta e ogni giorno i suoi abitanti percorrono complessivamente circa 1,44 milioni di chilometri sulle due ruote. A fare la differenza sono decenni di pianificazione urbana e una fitta rete di piste ciclabili, insieme a ingegnose misure per rallentare il traffico. In città, infatti, ci sono segnali che limitano la velocità a 20 chilometri orari, ma anche strade con pavimentazione antiscivolo e corsie strette, soluzioni che incoraggiano efficacemente la prudenza e rendono la città un luogo molto più piacevole da esplorare in bicicletta.

A un soffio dal podio si ferma invece Shanghai, in Cina, con il 78% di voti favorevoli. Una chicca per gli amanti delle pedalate? La Pudong Riverside Greenway, una pista ciclopedonale che si snoda per 24 km lungo le rive dell’Hunagpu offrendo viste mozzafiato sulla città.

Nella top 10 troviamo in seguito Vienna, in Austria, dove ci sono circa 1.800 chilometri di percorsi ciclabili, Varsavia, Marrakech, Taipei, Stoccolma e Siviglia. Quest’ultima, in particolare, è la città spagnola più apprezzata dai suoi abitanti per gli spostamenti in bici, grazie a circa 180 chilometri di piste ciclabili e a una rete che permette di raggiungere anche alcune delle sue attrazioni più famose.

La graduatoria è stata costruita considerando le città con la maggiore percentuale di residenti che hanno definito “buona” o “incredibile” la facilità di spostarsi in bicicletta. Per rendere la classifica più rappresentativa a livello globale, Time Out ha inoltre inserito una sola città per ciascun Paese.

Ecco la classifica completa delle 20 città selezionate da Time Out:

  1. Cambridge (Regno Unito): 83,2%;
  2. Montréal (Canada): 82,5%;
  3. Copenaghen (Danimarca): 79,2%;
  4. Shanghai (Cina): 78%;
  5. Vienna (Austria): 77,7%;
  6. Varsavia (Polonia): 76,6%;
  7. Marrakech (Marocco): 75%;
  8. Taipei (Taiwan): 74,5%;
  9. Stoccolma (Svezia): 73,7%;
  10. Siviglia (Spagna): 72,3%;
  11. Seoul (Corea del Sud): 72,2%;
  12. Medellín (Colombia): 71%;
  13. Rotterdam (Paesi Bassi): 69,3%;
  14. Helsinki (Finlandia): 69,3%;
  15. Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti): 69,2%;
  16. Orlando (Stati Uniti): 68,7%;
  17. Francoforte (Germania): 65,3%;
  18. Lussemburgo (Lussemburgo): 64,7%;
  19. Lubiana (Slovenia): 64,4%;
  20. Brasilia (Brasile): 64,4%.

Woman Unknown, tutte le suggestive location del film Leone d’Oro a Venezia 83

13 septembre 2026 à 13:29

Il Leone d’Oro di Venezia 83 va a Woman Unknown (Kvinde ukendt): un film della regista danese May el-Toukhy, unica donna in gara in Laguna insieme a Rachel Szor (regista di Naza), che parla di guerra, ma soprattutto di come il corpo delle donne continui in molte circostanze a essere un vero e proprio campo di battaglia.

Ecco dov’è stato girato il film vincitore del Festival di Venezia 2026, in arrivo nelle sale italiane grazie a Lucky Red. Le location utilizzate rendono pienamente l’atmosfera sospesa di un Paese che cerca di lasciarsi alle spalle la guerra, ma non può ancora dimenticarla.

Di cosa parla

È il 1945. Marie, personaggio ispirato a una serie di donne realmente vissute nel dopoguerra e che è valso a Mathilde Arcel la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, sta per sposare il ricco vedovo per cui lavora da tempo come domestica e bambinaia. Il matrimonio ha per lei un valore soprattutto simbolico: le permetterà di cambiare status e diventare finalmente signora della casa. Un segreto inconfessabile, però, rischia di rovinare tutto: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco e, ora, il passato torna a chiederle il conto. Marie si ritrova, così, a mettere in campo tutte le risorse di cui dispone pur di difendere il futuro che ha cercato con pazienza e ostinazione a costruirsi.

"Woman Unknow" di May el-Toukhy ha vinto il Leone d'Oro a Venezia 83
(c) La Biennale di Venezia
Una scena di “Woman Unknown”

Dov’è stato girato il film

Ambientato nel secondo dopoguerra in Danimarca, quello premiato come miglior film all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è una produzione internazionale di Danimarca, Svezia e Lettonia.

Nei tre Paesi, le location di Woman Unknown sono state selezionate per provare a ricreare sullo schermo, nella maniera più realistica e meno retorica possibile, l’atmosfera che si doveva vivere a Copenhagen alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La vicenda di Marie si dipana così sullo sfondo di edifici imponenti dove ogni giorno veniva esercitato il potere contrapposti ad altri ambienti, spesso chiusi, che richiamano un’idea di controllo e sopraffazione.

Mathilde Arcel, protagonista di "Woman Unknown", si è aggiudicata la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile a Venezia 83
(c) Film i Väst
Un’altra scena di “Woman Unknown”

Riga

A Riga, secondo quanto riporta il Centro Nazionale di Cinema, si sono svolti 25 giorni di riprese su 28. Il centro storico della capitale della Lettonia, ancora popolato com’è di edifici in stile Art Noveau, interpreta alla perfezione sullo schermo la parte di capitale europea alla prese con la rinascita del Dopoguerra.

C'è Riga tra le principali location di "Woman Unknown"
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L’elegante centro storico di Riga

Göteborg

Tra i luoghi dov’è stato girato il film Woman Unknow l’unico ufficialmente segnalato dalla produzione (Nordisk Film Production A/S con Nafta Films) è Göteborg. La città svedese deve essere stata scelta soprattutto per la forte identità industriale che la caratterizza, densa di richiami al periodo storico protagonista della pellicola: Göteborg è, infatti, la città natale di Volvo e la visita al luogo in cui è stata fondata la casa automobilistica (il World of Volvo) resta ancora una delle esperienze che più richiamano turisti in città.

Tra le location di "Woman Unknown" c'è Göteborg
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Ha un’anima industriale Göteborg

Simbolo iconico della città sono i tram celesti che collegano eleganti quartieri come quello di Avenyn, dove si trovano ristoranti, negozi e locali per la movida tra i più esclusivi, con il waterfront di Göteborg dove esplorare soprattutto il legame – passato e attuale – della città col mare e le attività nautiche.

Göteborg: i luoghi dov'è stato girato il film "Woman Unknown", Leone d'Oro a Venezia 83
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Gli iconici tram celesti di Göteborg

Nel quartiere di Haga passeggiando tra case di legno, vicoli acciottolati e piccoli cafè si potrebbe avere l’impressione che il tempo si sia fermato: lo scenario è perfetto insomma per tornare indietro, come fa il film di May el-Toukhy vincitore del Leone d’Oro a Venezia 83, alla metà del Novecento.

Göteborg: dov'è stato girato il film "Woman Unknown", Leone d'Oro a Venezia 83
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Il pittoresco quartiere di Haga

Copenhagen

In Danimarca, le riprese sono state effettuate soprattutto a Copenhagen, città dove Marie prova a costruire il proprio futuro e dove la produzione si sarebbe mossa tra set di interni e ambientazioni urbane. L’energia di questa città sembra piuttosto affine, del resto, con quella di un film che è anche e soprattutto un viaggio psicologico ed emotivo nell’interiorità del personaggio di Mathilde Arcel.

C'è anche Copenaghen tra le location di "Woman Unknown"
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La vibrante Copenaghen

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