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Louvre, Versailles e non solo: molti musei francesi costeranno di più

30 août 2025 à 11:55

Dal primo gennaio 2026 i visitatori dei principali musei francesi troveranno una novità al momento di acquistare il biglietto: il governo francese ha infatti annunciato l’introduzione di una doppia tariffa, che andrà a distinguere tra cittadini europei ed extraeuropei. La misura, destinata a cambiare le abitudini di milioni di turisti, è stata presentata come una scelta necessaria per garantire il futuro e la manutenzione dei siti culturali più visitati del Paese.

Si tratta di una vera e propria piccola rivoluzione: mai prima d’ora in Francia era stata introdotta una simile distinzione, che avvicina la gestione dei musei a quella già adottata in altri settori del turismo, come trasporti o attrazioni locali, dove le politiche differenziate sono più diffuse.

L’annuncio del governo e le motivazioni

A rendere ufficiale la notizia è stata la ministra della Cultura Rachida Dati. Nel suo intervento ha sottolineato come l’obiettivo non sia quello di scoraggiare i visitatori stranieri, bensì di coinvolgerli in un contributo concreto ai costi di gestione e rinnovamento delle strutture. “Non vogliamo ridurre l’affluenza internazionale” ha precisato “ma assicurare che i musei francesi continuino a essere all’altezza delle aspettative del pubblico globale”.

L’iniziativa nasce da una constatazione chiara: i musei più celebri della Francia necessitano di interventi costanti per preservare un patrimonio che appartiene non solo alla nazione ma all’intera umanità. Modernizzazione degli spazi, miglioramento dei servizi al pubblico, restauro delle opere e manutenzione degli edifici storici sono attività che richiedono investimenti crescenti. Da qui l’idea di una tariffa maggiorata per i visitatori provenienti da fuori dell’Unione europea.

I siti coinvolti nella prima fase

Nella fase iniziale, a partire dal 2026, la nuova politica tariffaria interesserà alcune delle mete culturali più rappresentative di Francia. Tra queste spiccano il Louvre, custode di capolavori come la Gioconda e la Venere di Milo, e la Reggia di Versailles, simbolo del fasto monarchico e della storia del Paese. A loro si aggiungono l’Opéra Garnier, straordinario esempio di architettura ottocentesca, l’Arco di Trionfo e il Castello di Chambord, uno dei più celebri della Valle della Loira.

Il piano del governo prevede che altri musei e monumenti si uniscano all’iniziativa a partire dal 2027, così da estendere progressivamente la doppia tariffa a gran parte dei siti statali più visitati.

Quanto costerà visitare i musei francesi

Le cifre cambieranno da luogo a luogo, ma il caso del Louvre dà un’idea concreta dell’impatto della riforma. Attualmente il biglietto d’ingresso costa 22 euro mentre dal 2026 salirà a 30 euro per i cittadini europei e a 35 per i visitatori provenienti da Paesi extraeuropei. Una differenza non enorme in termini assoluti, ma significativa se si considera l’enorme volume di turisti che ogni anno affolla le sale del museo parigino.

La misura, dunque, non colpirà soltanto i visitatori occasionali, ma anche i grandi flussi turistici internazionali che da decenni rappresentano una voce centrale dell’economia francese.

Critiche e timori di discriminazione

Se da un lato il governo insiste sulla necessità di garantire la sostenibilità economica dei musei, dall’altro non mancano le critiche. Diverse associazioni e voci dell’opposizione hanno definito la misura discriminatoria, sottolineando come i turisti provenienti da aree meno ricche del mondo possano essere penalizzati da un costo aggiuntivo.

Il rischio, secondo i detrattori, è quello di trasformare l’accesso alla cultura in un privilegio, limitando le possibilità di chi ha meno risorse economiche. Per un nucleo familiare in viaggio, la differenza di prezzo potrebbe incidere sul budget complessivo della visita, e ridurre la platea di chi sceglierà di includere i musei nel proprio itinerario.

Il dibattito, insomma, è aperto. La Francia, patria di alcuni dei siti culturali più amati al mondo, si trova oggi di fronte alla sfida di conciliare l’accessibilità universale con la sostenibilità economica. La doppia tariffa, che entrerà in vigore tra pochi mesi, rappresenta un esperimento unico nel panorama europeo e sarà osservata con attenzione non solo dai turisti, ma anche da altri Paesi che potrebbero adottare soluzioni simili.

Tour dei giardini di Versailles, il parco di Re Sole

13 février 2025 à 12:30

Si trova a soli venti chilometri dalla bellissima città di Parigi la maestosa Reggia di Versailles. Un luogo unico, che permette di fare un viaggio nel tempo, e che si presenta con i suoi magnifici giardini come un’icona dell’arte paesaggistica, e non solo, francese.

Questi giardini vennero progettati dall’artista André Le Nôtre su richiesta di Re Luigi XIV, con spazi verdi che riescono ad incantare tutti i visitatori, e non solo, con fontane spettacolari, boschetti segreti e ampi viali. Un luogo davvero suggestivo: ideale per gli amanti di storia, arte e fotografia.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sui magnifici Giardini della Reggia di Versailles e perché questi rappresentano un luogo da visitare almeno una volta nella vita.

Cosa vedere nei Giardini della Reggia di Versailles

I Giardini si estendono su circa 80 ettari di terreno e, per le loro caratteristiche, riescono ad offrire un’ampia varietà di scenari incantevoli. Al suo interno spiccano elementi spettacolari come le fontane, i giochi d’acqua ed anche piccoli boschetti nascosti, che al loro interno racchiudono storie dal fascino unico.

Le fontane dei giardini di Versailles sono famose in tutto il mondo, soprattutto quando queste sono protagoniste di eventi come le Grandes Eaux Musicales, durante il quale i giochi d’acqua creano uno spettacolo mozzafiato con la musica barocca in sottofondo.

Tra le più importanti la Fontana di Apollo, che viene considerato come il simbolo dell’allora Re Sole. Osservando questa fontana si osserva la divinità che emerge dalle acque sul suo carro antico trainato da cavalli. Ci sono poi la Fontana di Latona, che si ispira alla mitologia greca, e la Fontana del Drago, che impressiona con il suo imponente getto d’acqua.

Visitare questi giardini vuol dire anche attraversare affascinanti boschetti, come già accennato in precedenza, ovvero spazi verdi nascosti che regalano sorprese artistiche. Ci sono: il Boschetto di Encelado, dove viene raccontato il mito di un gigante sepolto dalle rocce, il Boschetto del Colonnato, caratterizzato da una serie di colonne eleganti, che circondano una fontana centrale, ed il Boschetto della Regina e quello de l’Étoile, presentano un’atmosfera molto rilassata  e naturale. La soluzione perfetta per una passeggiata tra arte e relax.

Imperdibile è anche il Grand Canal: una distesa d’acqua di circa 1,5 chilometri dove i visitatori possono noleggiare le barche e ammirare i riflessi dei giardini sull’acqua. Inoltre, per vivere momenti di spensieratezza ed intimità, si possono visitare le Tenute di Trianon, tra cui il Grand Trianon, il Petit Trianon e l’Hameau de la Reine, che offrono uno scorcia sulla vita privata di Maria Antonietta nella Reggia.

Fontana di Apollo presente nei Giardini di Versailles, Francia, con sullo sfondo la Reggia
Fonte: iStock
La Fontana di Apollo nei Giardini di Versailles

Storia dei Giardini di Versailles

La creazione dei Giardini ebbe inizio nel lontano 1661, quando l’artista André Le Nôtre venne incaricato da XVI di trasformare tutti i terreni che circondavano la Reggia di Versailles in un’opera monumentale, che rimanesse viva negli anni. Questo progetto, oltre ad essere una vera e propria impresa artistica, fu una forte affermazione del potere del sovrano, che desiderava esprimere tutta sua magnificenza.

I Giardini vennero progettati secondo uno schema geometrico, utilizzando tecniche innovative per la distribuzione dell’acqua. Un’opera che vide impegnati diverse migliaia di operai, che lavorarono per decenni per la sua costruzione. 

Da notare il fatto che nel corso degli anni i Giardini sono stati al centro di interventi e restauri importanti, soprattutto dopo la grande tempesta del 1999, che danneggiò gravemente i giardini e che ha causato la ripiantumazione di nuove piante.

Quando andare a Versailles?

Il periodo migliore per visitare Versailles ed i Giardini della Reggia dipende molto dalle preferenze personali e dell’esperienza che si vuole vivere. La primavera, ad esempio, è il periodo ideale per vedere la fioritura e godersi temperaturi più miti, tendenzialmente da Marzo a Maggio. Mentre in estate, nel periodo che va da Giugno ad Agosto, è il momento in cui le giornate sono più lunghe e durante le quali si può avere le possibilità per assistere agli spettacoli serali, anche se il numero di visitatori è più elevato.

Mentre, in autunno, da Settembre a Novembre, i Giardini regalano un paesaggio mozzafiato grazie ai colori caldi delle foglie sugli alberi, per un’atmosfera più tranquilla rispetto ai mesi estivi. Nei mesi invernali, invece, che vanno da Dicembre a Febbraio, è possibile vivere in un certo senso un’esperienza più intima, in quanto sono presenti pochi turisti, con la possibilità di apprezzare con più calma la bellezza del parco.

Boschetti e distese d'acqua nei Giardini di Versailles
Fonte: iStock
Boschetti e distese d’acqua nei Giardini di Versailles

Informazioni utili

Per accedere ai Giardini di Versailles è possibile scegliere qualsiasi giorno della settimana in quanto aperti tutti i giorni dalle 8.00 alle 18.00, mentre è possibile accedere al Palazzo di Versailles dalle 9.00 alle 17.30. Inoltre, le Tenute di Trianon aprono al pubblico dalle 12.00 alle 17.30.

Per accedere alla Reggia e ai Giardini di Versailles è necessario acquistare il biglietto Passport, il cui prezzo parte da 24€ nella bassa stagione, che va dal 1 Novembre al 31 Marzo, e 32€ nell’alta stagione, che va dall’1 Aprile al 31 Ottobre. 

Inoltre, per raggiungere Versailles è possibile prendere un treno da Parigi Montparnasse o Saint-Lazare, oppure utilizzare un autobus che collega proprio la capitale alla Reggia. Altre alternative possono essere l’auto, usufruendo, una volta arrivati a destinazione, parcheggi a pagamento nelle vicinanze dei magnifici Giardini, oppure tour guidati, che permettono di visitare questa bellissima località anche direttamente dalla bellissima città di Parigi, senza pensieri relativi al trasporto.

Sono disponibili, inoltre, audio guide e tour guidati in più lingue, oltre a diversi punti di ristoro e aree picnic per una pausa rilassante durante la visita. Il sito è anche facilmente accessibile a persone che soffrono problemi di mobilità ridotta, grazie anche alla presenza di percorsi attrezzati e servizi specifici. 

I Giardini e la Reggia di Versailles rappresentano un capolavoro senza tempo, in cui si fondono arte e natura in un equilibrio perfetto. Si tratta di un luogo in grado di regalare un’esperienza unica,  che trasporta i visitatori nel tempo e nella storia della nobiltà francese e nella vita quotidiana di Luigi XVI, famoso sovrano conosciuto anche con il nome di Re Sole.

Apre al pubblico l’altra Versailles, una dimora ricca di storia

22 janvier 2024 à 13:07

Alle porte di Parigi c’è un altro castello oltre alla famosa Reggia di Versailles che merita di essere scoperto. Un luogo storico e meraviglioso che ha una ricca storia da raccontare.

È l’ultimo nato dei Monumenti nazionali di Francia e ora è aperto al pubblico. Si tratta del luogo che per decenni ha celato segreti di Stato, che ha ospitato re, regine, imperatori, presidenti e primi ministri in visita nel Paese.

Un luogo che, proprio per mantenere la privacy dei suoi ospiti, è stato scelto perché immerso in un bosco, forse il più bello di Francia, un tempo luogo di caccia, e completamente isolato dal resto del mondo, pur essendo a solo un’ora da Parigi.

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Fonte: ©Benjamin Gavaudo - Centre des monuments nationaux
L’appartamento di Napoleone nel Castello di Rambouillet

Château de Rambouillet, alle porte di Parigi

Stiamo parlando dello Château de Rambouillet, un bellissimo castello del Trecento con tanto di torri ai quattro lati. Sembra uscito da un libro di fiabe. Talmente bello che già Carlo V, re di Francia, lo volle per sé. Poi passò a Luigi XVI e poi a Napoleone Bonaparte, che lo fece restaurare dopo i disastri della Rivoluzione francese. Da allora, è rimasto nelle mani dello Stato francese fino al 2018, divenendo sede di rappresentanza del Presidente della Repubblica francese, ma anche luogo di villeggiatura della più alta carica politica di Francia.

Fu proprio nel castello di Rambouillet che, nel 1975, l’allora presidente francese Valéry Giscard d’Estaing riunì i Capi di governo dei sei Paesi più industrializzati al mondo, tra cui il presidente degli Stati Uniti Gerald Ford, il primo Ministro inglese Harold Wilson, l’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt e il nostro ex presidente del Consiglio Aldo Moro dando vita a quello che sarebbe diventato il G8.

Da allora sono state ospiti nel castello tantissime personalità più in vista, dalla regina Elisabetta II a Nelson Mandela, tanto da essere soprannominato “l’altra Versailles“.

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Fonte: ©Benjamin Gavaudo - Centre des monuments nationaux
Il bellissimo Salon Médicis nel Castello di Rambouillet

Oggi si possono visitare quelle stanze che hanno ospitato re, imperatori e presidenti, una vetrina del savoir-faire francese in materia di arti decorative, il cui arredamento era stato commissionato ai più importanti arredatori d’interni del Paese e concepito come fosse un transatlantico di lusso.

Appena restaurato e aperto da poco alle visite, l’appartamento dell’imperatore, situato al primo piano del maniero con affaccio sulla corte d’onore, che comprende tre stanze, tra cui la splendida sala da bagno con gli arredi ottocenteschi e gli affreschi alle pareti e che fu prima del conte di Tolosa e poi della regina Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI.

Ma tra gli splendidi ambienti che si possono visitare c’è la sala dei marmi, anche detta Salon Médicis, luogo d’incontri e della mondanità che frequentava il castello.

Il parco del Castello di Rambouillet

Il castello è immerso in un immenso parco di 150 ettari, con giardino alla francese e un fiume che scorre in mezzo, dove si può passeggiare, ma anche girare in bicicletta, in barca o con le vetture elettriche. Nel parco, all’interno del giardino all’inglese, ci sono due piccoli edifici che meritano una visita: la Laiterie de la Reine e la Chaumière aux coquillages, due piccoli tesori architettonici risalenti al XVIII secolo. La “latteria” fu costruita per la regina Maria Antonietta ed è un tempio del neoclassicismo e incarna la raffinatezza dell’età dei Lumi. Il cottage delle conchiglie, invece, è uno dei luoghi più finemente arredati che esistano in Europa.

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Come visitare Château de Rambouillet

Il castello è aperto tutti i giorni tranne il martedì. Dal 1° ottobre al 31 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 17. dal 1° aprile al 30 settembre dalle 10 alle 12 e dalle 13.30 alle 18. Il parco è gratuito, mentre per visitare il catello, la latteria e il cottage il biglietto costa 11 euro. Gratis per i ragazzi di età inferiore ai 18 anni e la prima domenica dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, novembre e dicembre.

Nella visita è compresa la mostra “Rambouillet 1950, dans l’intimité du Président” che si tiene fino al 21 aprile 2024, un’immersione nella più gloriosa epoca presidenziale che il castello abbia conosciuto, quella del dopo guerra. Concepita con nuovi arredi – che saranno completati negli anni a venire -, l’esposizione vuole mostrare il ritorno dei mobili creati espressamente per il Castello di Rambouillet sotto il mandato di Vincent Auriol (1947-1954) dai più grandi decoratori dell’epoca, emergenti o già affermati.

Il castello è raggiungibile in 35 minuti di treno da Parigi partendo dalla Gare de Montparnasse con fermata Rambouillet.

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Fonte: 123rf
Il parco del Castello di Rambouillet

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