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Costa Rica: a Tamarindo tra surf, spiagge e vita notturna

30 décembre 2024 à 17:30

Tamarindo è senza dubbio una delle mete più famose del Costa Rica, una località che unisce il fascino di un piccolo villaggio balneare alla vivacità di una città cosmopolita. Situata nella provincia di Guanacaste, Tamarindo è il cuore pulsante della cultura del surf del Paese, ma è anche una destinazione perfetta per chi cerca sole, mare, avventura e divertimento. Questa cittadina costaricana inoltre è il punto di partenza ideale per esplorare la bellezza naturale della regione. Dalle spiagge spettacolari ai tour in quad, passando per le esperienze con le tartarughe marine e le escursioni nella giungla, a Tamarindo troverai sicuramente l’avventura che fa per te.

Perché visitare Tamarindo?

La città, una volta un piccolo villaggio di pescatori, è oggi una delle destinazioni più apprezzate dai turisti di tutto il mondo. E sebbene alcuni critici la definiscano “Tamagringo” per la presenza di tanti stranieri, questo non toglie nulla alla sua bellezza e al suo spirito vibrante. Se non ti convince ancora, ecco alcune informazioni che ti faranno cambiare idea e capire perché Tamarindo dovrebbe essere sulla tua lista dei prossimi viaggi.

Spiagge da sogno

La prima cosa che ti colpirà arrivando a Tamarindo è la sua straordinaria spiaggia. Con la sua sabbia dorata e l’acqua cristallina, la Playa Tamarindo è ideale per chi ama il surf, ma anche per chi semplicemente vuole rilassarsi al sole. Tamarindo però non ha solo una sua spiaggia cittadina. A pochi passi dal suo centro, troverai altre meravigliose spiagge: Playa Langosta a Sud, più tranquilla e perfetta per passeggiare e fare snorkeling, e Playa Grande a Nord, famosa per la sua bellezza naturale e per essere uno dei principali siti di nidificazione delle tartarughe liuto. Per gli amanti del mare, è un vero paradiso.

tramonto tamarindo
Fonte: iStock
I tramonti di Tamarindo sono parte del suo fascino

Tramonti spettacolari

I tramonti di Tamarindo sono leggendari e non ti stancheranno mai. Ogni sera, il cielo si tinge di colori mozzafiato, creando uno spettacolo che lascia senza parole. Che tu li osserva dalla spiaggia, a piedi nudi sulla sabbia, o dai bar e ristoranti affacciati sul mare, potrai goderti uno dei panorami più belli della Costa Rica, rendendo la tua visita ancora più speciale e indimenticabile.

La scena del surf

Tamarindo è famosa per essere una delle capitali del surf della Costa Rica. Il film “The Endless Summer II” ha contribuito a far conoscere Tamarindo come uno dei migliori spot per gli amanti di questo sport a livello internazionale. Le onde che bagnano le sue coste sono perfette sia per i principianti che per i surfisti più esperti, rendendo la città una tappa obbligata per chi desidera cavalcarle. Se vorrai sfruttare la tua permanenza qui per salire sulla tavola per la prima volta nella tua vita, non preoccuparti: ci sono molte scuole di surf pronte a insegnarti i segreti di questo sport.

Vita notturna e divertimento

Quando il sole tramonta, Tamarindo si trasforma in un centro di intrattenimento particolarmente vivace. Proprio la vita notturna infatti, tra bar, club e ristoranti, è un’altra delle grandi attrazioni della città. Potrai sorseggiare un cocktail a base di frutta tropicale in uno dei tanti bar sulla spiaggia, ballare in discoteca fino a tarda notte o semplicemente gustarti una cena in uno dei ristoranti che servono sia cucina locale che internazionale.

spiaggia tamarindo
Fonte: iStock
Scopri una ad una le spiagge di Tamarindo e scegli la tua preferita

Tour delle spiagge e snorkeling

Se sei un amante delle spiagge e desideri rilassarti al sole, Tamarindo è solo l’inizio. Non limitarti a stendere il telo mare sulla spiaggia cittadina ma approfittane per scoprire i dintorni. La provincia di Guanacaste è famosa per la sua vasta offerta di spiagge, ognuna con le proprie caratteristiche uniche. Se hai voglia di esplorare un po’, parti da Flamingo, con la sua sabbia dorata e il mare tranquillo, posto ideale per rilassarsi al tramonto. Playa Grande, a nord di Tamarindo, è perfetta per chi cerca avventura e natura selvaggia: qui potrai assistere alla nidificazione delle tartarughe liuto, una delle esperienze più emozionanti che potrai vivere in Costa Rica. Playa Conchal, invece, è famosa per la sua sabbia composta da piccole conchiglie frantumate, un posto incredibile per fare snorkeling e immergersi in acque cristalline. Ogni spiaggia ha la sua magia e, visitandole, avrai l’opportunità di scoprire nuovi angoli di paradiso.

Avventure in fuoristrada: Quad e Buggy

Per gli amanti dell’avventura, i tour in quad sono un must. Questa attività ti permette di esplorare la natura selvaggia di Guanacaste su due ruote, attraversando sentieri polverosi e fango durante la stagione delle piogge. I tour in quad sono perfetti per famiglie, coppie e gruppi e ti permettono di esplorare le montagne, le cascate e i panorami spettacolari.

Esporare spiagge ed entroterra a cavallo

L’equitazione è un’altra attività imperdibile a Tamarindo. Che tu sia un principiante o un esperto, puoi vivere un’esperienza unica a cavallo percorrendo la spiaggia al tramonto o salendo sulle colline che offrono panorami mozzafiato sulla costa e sulla vegetazione circostante. Molti tour equestri ti porteranno anche a esplorare mangrovie ed estuari, dove poter osservare la flora e fauna locali.

equitazione tamarindo
Fonte: iStock
Monta in sella ed esplora Tamarindo a cavallo

Zip Line nella giungla

In cerca di adrenalina? Puoi lanciarti da una piattaforma con una zip line che ti permette di volare tra gli alberi, godendo di panorami spettacolari sulla giungla. Questa è una delle attività più popolari in Costa Rica e nella zona di Tamardino.

Incontri con le tartarughe marine

Una delle esperienze più suggestive che Tamarindo ha da offrire è il tour delle tartarughe marine. Playa Grande, vicino a Tamarindo, è uno dei principali siti di nidificazione delle tartarughe liuto. Durante la stagione di nidificazione (da settembre a marzo), puoi partecipare a tour guidati per assistere alla deposizione delle uova e alla schiusa, vivendo un’esperienza unica e emozionante nella natura selvaggia.

tartarughe tamarindo
Fonte: iStock
Osserva la schiusa delle uova e le tartarughine che si buttano in mare

Kayak nelle mangrovie e negli estuari

Per una vista unica sulla natura di Tamarindo, scegli di pagaiare nelle mangrovie e negli estuari circostanti. Questa attività ti permetterà di esplorare ecosistemi unici, mentre ti avvicini a diverse specie animali come uccelli, scimmie e tartarughe. Se desideri qualcosa di più avventuroso, puoi optare per il kayak sulle rapide o un kayak trasparente, che ti permetterà di osservare il mondo sottomarino mentre remi.

Escursioni e trekking

Guanacaste è anche una destinazione perfetta per gli amanti delle escursioni. Che tu voglia fare una passeggiata rilassante o intraprenderne una più impegnativa, ci sono numerosi sentieri che ti permetteranno di esplorare le montagne e le foreste della regione. Le escursioni nei parchi naturali circostanti, come il Parco Nazionale Rincón de la Vieja, offrono panorami spettacolari e la possibilità di scoprire cascate, vulcani e una fauna incredibile.

Pescare nel Pacifico

Tamarindo è il posto giusto per te se ami la pesca, in particolare quella d’altura, con la possibilità di pescare tonno pinna gialla, marlin e swordfish. Per chi preferisce un’esperienza più tranquilla, le acque costiere offrono ottimi spot per la pesca durante tutto l’anno.

Quando visitare Tamarindo?

Il periodo migliore per visitare Tamarindo è piuttosto lungo, permettendoti di scegliere con tranquillità quando partire. Tamarindo è una destinazione che è consigliabile raggiungere da metà novembre ad agosto, quando il clima è ideale per attività all’aperto, come il surf, il nuoto e le escursioni. Durante la stagione secca, che dura da novembre ad aprile, il caldo è costante, con temperature che raggiungono i 30°C, perfetto per godersi le spiagge.

I mesi più piovosi, tra settembre a ottobre, portano qualche acquazzone pomeridiano, ma non scoraggiano i turisti, soprattutto quelli che cercano le onde migliori per il surf. Per gli amanti della natura, la stagione delle tartarughe liuto, che nidificano a Playa Grande, va da settembre a marzo. Se preferisci visitare Tamarindo in modo più tranquillo, evita i periodi di alta stagione come Natale, Capodanno e la settimana di Pasqua, quando la città è molto affollata.

tamarindo
Fonte: iStock
Tamarindo è una destinazione ideale per gran parte dell’anno

Come arrivare

L’aeroporto internazionale di Guanacaste (Liberia) è il punto di arrivo più vicino a Tamarindo, situato a soli 65 km di distanza. Il viaggio in auto da lì dura circa 1 ora e 15 minuti. Se prenoti un pacchetto di viaggio, potrai certamente usufruire di un comodo trasferimento privato con autista che ti condurrà direttamente a Tamarindo. Se invece preferisci muoverti in autonomia e noleggiare un’auto, il percorso è abbastanza semplice e la strada non presenta particolari difficoltà, con un paio di incroci ben segnalati che ti porteranno direttamente nella vivace città costiera.

Sicurezza a Tamarindo

Tamarindo è generalmente considerata una destinazione sicura per i turisti, ma come in ogni città turistica, è importante fare attenzione. La maggior parte dei crimini che si verificano sono di tipo opportunistico, come furti di oggetti lasciati incustoditi. È sempre consigliabile non lasciare oggetti di valore in auto o sulla spiaggia e prestare attenzione quando si è da soli, soprattutto di notte. Per quanto riguarda la sicurezza in acqua, è importante fare attenzione alle correnti e alle onde forti, soprattutto se ti avventuri in acque più lontane dalla spiaggia principale.

Tamarindo è una destinazione che ha qualcosa per tutti. Appassionati di surf, amanti della natura o semplicemente alla ricerca di una vacanza rilassante in riva al mare, ogni viaggiatore troverà sicuramente qualcosa che lo farà innamorare di questo angolo di Costa Rica. Con la sua atmosfera vibrante, le spiagge mozzafiato e la possibilità di esplorare una delle aree naturali più belle del paese, Tamarindo è una meta ideale per un viaggio che ti resterà nel cuore.

Teahupo’o, il paradiso del surf di Tahiti

30 juillet 2024 à 13:30

Tahiti, l’isola paradisiaca che incanta i viaggiatori di tutto il mondo con le sue spiagge di sabbia bianca, le acque cristalline e la ricca cultura polinesiana, si erge maestosa nel cuore dell’Oceano Pacifico e oggi è sotto i riflettori grazie a uno degli spot di surf più famosi al mondo, Teahupo’o. Qui, infatti, si stanno svolgendo le gare di surf per i Giochi Olimpici di Parigi 2024: non è certo un mistero il perché!

L’onda di Teahupo’o è famosa in tutto il mondo e può essere a pieno titolo detta il sogno di ogni surfista: questo perché in questo preciso angolo di Pacifico, accade un miracolo di Madre Natura. L’onda che si forma a Teahupo’o è a dir poco iconica, definita dai surfisti di tutto il mondo come “l’onda perfetta”.

Teahupo’o e l’onda perfetta

Nella splendida cornice dell’arcipelago delle Isole della Società, Tahiti brilla di luce propria: è l’isola più grande di questo arcipelago polinesiano ed è un vero e proprio trionfo della natura, con la sua flora rigogliosa e tropicale, il territorio vulcanico e spiagge che tolgono il fiato per la loro bellezza.

Proprio a Tahiti incontriamo Teahupo’o, un luogo di straordinaria bellezza ma famoso soprattutto per essere uno degli spot di surf più incredibili al mondo. Teahupo’o è sede di una tappa di World League di surf da oltre vent’anni e surfisti del calibro di Gabriel Medina, Kelly Slater, Jérémy Florès, Andy Irons e Mark Occhilupo sognano di dominare la sua onda e di battere qui i propri record relativi a questo affascinante e adrenalinico sport acquatico.

Surfista a Teahupo'o
Fonte: iStock
Un surfista sull’onda a Teahupo’o

Il nome stesso di Teahupo’o ha un significato ancestrale: nella lingua locale Teahupo’o significa “teste tagliate”, in tahitiano, ma anche “muro di teschi”. Questo termine si lega a una leggenda secondo cui, al confine dell’omonimo villaggio, un tempo i clan del territorio combatterono per l’isola e i vincenti costruirono un muro di delimitazione proprio con i teschi dei clan sconfitti. Ma c’è di più: un’altra leggenda, invece, lega l’origine del nome alle teste tagliate di chi aveva il coraggio di sfidare le possenti onde di Teahupo’o.

Teahupo’o oggi vanta un impianto per le gare di surf che è comunque stato progettato per salvaguardare la natura dell’isola, con strutture modulari. Ma veniamo al dunque, parlando della grande protagonista di Teahupo’o, l’onda perfetta: a far sì che questa spettacolare onda si formi è anche la barriera corallina sottomarina, posta a 400 metri di distanza dalla costa, con un fondale che precipita da una profondità di 45 metri a una di zero. Poiché la laguna è di poco sopraelevata rispetto all’oceano, l’onda si infrange nel momento in cui l’acqua della laguna viene come aspirata, dando vita a  un fenomeno che rende le onde stesse ancora più alte e cave.

Le condizioni oceaniche, quali la forza e la direzione delle mareggiate, sono altre variabili che influenzano la formazione di questa onda: soprattutto in inverno, con le mareggiate più frequenti, a Teahupo’o le onde raggiungono la loro massima grandezza e intensità.

Il periodo in cui ammirare e cercare di cavalcare l’onda di Teahupo’o va da aprile a ottobre: questa mitica onda può avere un’altezza che va dai 3 ai 7 metri. Ma la sua caratteristica più affascinante è l’unione di tre aspetti: il barrel iconico, cioè la forma ideale di un’onda per surfare, la discesa alla base ovvero l’heavy drop e il reef poco profondo, ovvero il cosiddetto fondale.

Il periodo migliore per visitare Teahupo’o

Se vi state domandando qual è il periodo migliore per andare a Teahupo’o, sicuramente parliamo di un arco temporale che abbraccia la primavera e l’estate: i mesi da maggio ad agosto sono i migliori per godersi il surf a Teahupo’o e il territorio circostante.

Teahupo'o, villaggio
Fonte: iStock
Vista del villaggio di Teahupo’o

Durante l’inverno in Polinesia, che corrisponde ai mesi tra giugno e agosto, le onde dell’Oceano Pacifico sono più imponenti, ma attenzione: anche il vento può essere più impervio in questa stagione, motivo per cui solo i surfisti più abili possono confrontarsi con Teahupo’o.

Come raggiungere Teahupo’o

La città di Papeete, capitale della Polinesia Francese, si trova si trova proprio sull’isola di Tahiti: ecco perché Teahupo’o, parte del comune di Taiarapu-Ovest, a circa 70 chilometri dalla capitale, è facilmente raggiungibile anche in auto con un tragitto di circa 1 ora e 30 minuti. Per raggiungere Teahupo’o si può anche volare dall’aeroporto di Faa’a, che si trova vicino alla capitale, per poi prendere un’auto o un altro mezzo di trasporto in direzione Teahupo’o.

Cosa mangiare a Teahupo’o

Se vi piacciono i sapori freschi ed esotici, a Teahupo’o troverete pane per i vostri denti: la cucina locale è ancorata fortemente a ciò che offre la natura, per cui il pesce e i frutti di mare sono i grandi protagonisti delle tavole di Tahiti così come il latte di cocco e la frutta in genere. Se andate in viaggio a Teahupo’o vi consigliamo di provare:

  • Poisson Cru: un piatto classico della cucina polinesiana, il Poisson Cru è una sorta di ceviche a base di pesce crudo marinato nel succo di lime e latte di cocco, condito con verdure fresche come cetrioli, pomodori e cipolle.
  • Poisson Frit: il pesce fresco fritto è una scelta popolare nelle cucine locali. Potete assaporare varietà di pesce fresco fritto e croccante servito con salsa aioli o altre salse tradizionali.
  • Poisson Poe: un piatto tradizionale a base di pesce cotto con latte di cocco, vaniglia e altre spezie polinesiane. Viene spesso servito con purè di banane o uru (frutto del pane).
  • Fruit de Mer: date un’occhiata ai ristoranti locali per assaggiare deliziosi frutti di mare freschi, come aragoste, gamberi, cozze e altri frutti di mare locali.
  • Frutta Tropicale: non dimenticate di gustare la vasta gamma di frutta tropicale disponibile sull’isola. Ananas, mango, papaya e cocco fresco sono solo alcune delle delizie fruttate che potete trovare a Teahupo’o.
  • Banane Tahitiane: le banane locali sono un’altra leccornia da provare. Più piccole e più dolci delle banane comuni, sono un’esperienza gustosa da non perdere.

Viaggio a Lanzarote: visitare l’isola tra vulcani, surf e buon vino

Par : ritarossella
28 mai 2024 à 11:45

Si dice che chi viene a Lanzarote in vacanza ci vuole ritornare presto, perché è un’isola che strega, letteralmente. Saranno le sfumature di nero vulcanico che contrasta con il cielo perennemente azzurro, con il blu dell’oceano e con il verde delle (rare) piante, ma nell’isola più a nord dell’arcipelago delle Canarie si sta bene, anzi benissimo. No stress è la parola d’ordine e forse un vero e proprio stile di vita, qui dove i ritmi sono quasi sud americani e dove non esistono semafori ma solo rotonde; non esistono scarpe, ma solo infradito.

Approcciarsi all’isola di Lanzarote

Ci sono due modi per visitare Lanzarote: quello un po’ schizzofrenico solitamente proposto da viaggi organizzati e tour operator, che in pochi giorni hanno l’audace obiettivo di vedere tutto, musei inclusi; o quello rilassato, in assoluta armonia con l’isola e gli isolani, per cui ci si immerge in pochi km2 (846 scarsi) di superficie, cercando di assaporare il più possibile, lentamente. Non esiste un tempo minimo per stare qui sull’isola, e tanto meno un tempo massimo, perché è difficile annoiarsi. Ecco cosa c’è da vedere, nella costa e nell’interno.

Cosa vedere a Lanzarote: la costa

La costa di Lanzarote non è quella di un’isoletta mediterranea, con le calette di acqua piatta color smeraldo. No, le coste delle Isole Canarie sono quasi sempre rocciose, con un oceano potente e forte, che a seconda del vento e delle maree si infrange sulla riva. Ci sono diversi centri e paesini sulla costa, da vedere tutti, uno a uno.

Arrecife, la città di arrivo a Lanzarote

Arrecife è la città più grande di Lanzarote, quasi sicuramente punto di approdo all’isola, che sia via mare o via aerea. È la città amministrativa e commerciale, dei grandi supermercati e magazzini (e occhio perché non se ne trovano altri in tutta l’isola); dove si noleggia l’auto e dove si fanno pratiche e commissioni. È una città che rispetto alle nostre non ha nulla di stressante e grande, anzi, con un centro storico piccolo e ben tenuto. La zona più affascinante è certamente quella di El Charco de San Ginés, un laghetto di acqua salata, intorno al quale nacque il primo nucleo di pescatori. Oggi, lungo il Charco c’è una lunga passeggiata con dehor di bar e ristoranti, piacevole specialmente di sera. Davanti al centro antico, si trova il Ponte della Palla (XVI secolo) che, coi suoi 175 metri di passerella, unisce la costa al Castello di San Gabriel, la fortezza che oggi ospita il museo della storia di Arrecife. La spiaggia di Arrecife è di sabbia, molto larga, protetta da una scogliera che rende le acque tranquille, anche per i più piccoli.

Costa Teguise, la giusta via di mezzo

Poco più a Nord di Arrecife, si trova Costa Teguise, un centro residenziale e turistico molto vivace, con una caletta di sabbia e mare calmo, un lungomare con bar, chiringuitos e negozi, e diversi complessi residenziali o di case vacanza. Questa può essere una buona base di partenza per chi decide di prendere casa o pernottare in hotel e girare l’isola in autonomia, specialmente per le famiglie, perché è una buona via di mezzo tra servizi e offerta turistica, senza l’eccesso del Sud.

Un luogo senza tempo: Arrieta

Andando ancora verso Nord, merita assolutamente una sosta Arrieta, meta ideale per i viaggiatori più wild. È un centro molto piccolo, con casette basse e bianche, un supermarket, un paio di bar e ristoranti non sempre aperti. All’entrata del pueblo si apre una bella caletta protetta, ottima per i bambini e per chi non ama le onde. Proprio sopra la caletta c’è un bar con dehor che serve tapas e piatti per il pranzo; oltre a un parco giochi e ai bagni pubblici.

A lezione di surf a Famara e La Santa

Sulla costa a Ovest, impossibile non fermarsi a Famara. Si tratta di un piccolo centro di case basse e bianche, con le stradine ricoperte di sabbia e qualche bar o ristorante. Questa è la meta ideale per  giovani e sportivi, famosa soprattutto per le lezioni di surf. Nella sua grande spiaggia, con la montagna alle spalle, si susseguono tutto il giorno corsi, attività e pratiche su tavola, anche per i principianti. Ma non solo: attirando così tanti ragazzi, nel centro si trovano anche scuole di immersione o di yoga e locali per la sera. Surf anche a La santa, un piccolo paesino dalla costa rocciosa che vanta le onde più straordinarie di tutto l’arcipelago; tanto da ospitare diversi contest internazionali.

El Golfo e il lago verde

Sempre sulla costa occidentale, ma più a Sud, si trova El Golfo, un paesino turistico molto piccolo, con alcune casette e ristoranti lungo la costa e vista oceano. El Golfo è visitato soprattutto il famoso lago verde separato dal mare solo da una sottile striscia di spiaggia nerissima. Purtroppo arriva qui durante tutto il giorno una grande quantità di pullman di turisti che scattano qualche foto al lago e poi ripartono senza godere di questa tranquillità senza tempo.

Il Sud di Lanzarote, la zona più turistica

Sulla punta Sud di Lanzarote si trovano le località più turistiche. La costa di Playa Blanca è da cartolina e molto comoda per i bambini, ma molto caotica. Piena di ristoranti, negozi di ogni genere e complessi residenziali turistici, lascia all’immaginazione la quiete del resto dell’isola. Lo stesso vale per Puerto del Carmen, con complessi e casette con piscina, per chi preferisce la comodità all’essenza. Sempre a Sud, c’è Punta del Papagayo: l’estremità di un parco naturale incontaminato, con spiagge incredibili -anche nudiste- e panorama mozzafiato, specialmente al tramonto. La strada per raggiungere la punta è sterrata quindi un po’ lunga e ballerina (ci si arriva solo in auto), ma prendetevi una giornata intera per visitare il parco e ve ne innamorerete.

spiagge lanzarote
Fonte: AS
Punta del Papagayo, il parco all’estremo Sud di Lanzarote

Le piscine naturali di Lanzarote

Per rendere il bagno più facile e l’accesso in acqua più comodo, lungo tutta la costa sono state create artificialmente delle piscine naturali quasi sempre scavate nella pietra. Il concetto è molto semplice: l’alta marea copre quasi completamente le vasche, che con la bassa marea, quando l’acqua si ritrae, rimangono piene d’acqua dell’oceano ma accessibili e senza onde. Questo significa che è molto importante informarsi sull’andamento delle maree, per evitare di arrivare ad una delle piscine in un momento di alta marea.

Tra le tante: Punta Mujeres si trova a Nord-Est, ed è attrezzata con alcune vasche dotate di scalette per la discesa in acqua. Sullo stesso tratto di costa, si trova Los Cocoteros, con una piscina enorme, e tanto di pesciolini. Bellissimo, per chi non patisce la vista alla nudità, è, sempre nella stessa zona a Nord, Charco del Palo. Il villaggio è interamente nudista (lo annuncia un cartello stradale arrivando) e ha due vasche per il bagno meravigliose, comode anche per i bambini. Nei dintorni di El Golfo, si trovano Los Charcones: alcune vasche naturali scavate nella rocciosa, invisibili e coperte dall’oceano con l’alta marea e che rimangono piene di acqua per il bagno quando la marea scende.

Charco del Palo
Fonte: AS
Una piscina naturale a Charco del Palo

L’interno di Lanzarote, i pueblitos e il parco di vulcani

Bisogna lasciare la costa e addentrarsi nell’interno per capire la vera essenza di Lanzarote, tra piccoli centri abitati, l’incredibile Parco Nazionale di Timanfaya e la strada del vino.

Teguise e gli altri paesini

Teguise è il comune più grande dell’isola perché dal centro si estende fino alla costa orientale e a quella occidentale. È stato il primo capoluogo di Lanzarote fino alla seconda metà del secolo XIX, quando Arrecife prese il potere amministrativo e commerciale. A Teguise si viene per una passeggiata nel centro storico la mattina o nel tardo pomeriggio quando il sole è meno caldo, oppure la domenica in occasione del mercato artigianale. Il mercato, dove una volta si trovavano esclusivamente prodotti tipici e dell’artigianato, sta diventando sempre più  turistico e nei periodi di alta stagione è quasi invivibile.

Girando in macchina per visitare l’isola, capiterà di passare più volte anche dai centri abitati di Haria e Yaiza, sempre nell’interno. Sono due paesini in apparenza anonimi, residenziali, con casette basse e qualche servizio, da visitare in occasione dei mercati, dei Presepi o per una cena local.

Parco Nazionale di Timanfaya

Il cuore di Lanzarote è nero, totalmente vulcanico. Fa impressione quasi a passarci in mezzo e non si può ripartire senza aver visitato il Parco Nazionale di Timanfaya. Un paesaggio lunare, creato dalle stratificazioni di lava e magmi, dalle sfumature del rosso, arancione e giallo, oltre che nero. Fermarsi, toccare terra, guardarsi attorno a perdita d’occhio. Per visitare il parco di Timanfaya sono possibili tre sentieri. Il più comodo è quello percorso dall’autobus, che attraversa per quattordici chilometri l’Itinerario dei Vulcani. Gli altri due sono da seguire a piedi: l’itinerario del Litorale è autoguidato, lungo 9 km e piuttosto impegnativo; dall’altra parte, l’itinerario di Tremesana è lungo 4 km ed è guidato il lunedì, il martedì, il giovedì e il venerdì. Per i più pigri, da una delle rotonde del parco che certamente vedrete, partono i giri in cammello di 20 minuti all’interno del parco. Al centro visita Parco Nazionale di Timanfaya si può assistere ad alcuni esperimenti di calore e acqua e ammirare, al ristorante, la cottura del pollo con il calore che arriva dal profondo della terra.

Parco Nazionale di Timanfaya
Fonte: AS
Parco Nazionale di Timanfaya

I vini di Lanzarote: La Geria

Nell’interno dell’isola, La Geria è la strada del vino, luogo di coltivazione del vigneto vulcanico unico nel suo genere. Il panorama è incredibile, perché ogni pianta è protetta da muretti individuali che la riparano dal vento. Esistono diversi percorsi di visita e tour di degustazione, per assaggiare e acquistare il vino, ma soprattutto per comprendere le caratteristiche di questa terra e il lavoro della produzione in un paesaggio lunare.

I punti di interesse culturale

I CACT sono i Centri di Arte, Cultura e Turismo di Lanzarote e cioè i principali luoghi di interesse turistico dell’isola. Tra i CACT ci sono le Montagne di fuoco e i vulcani all’interno del parco di Timanfaya con un tour in bus e alcuni esperimenti dimostrativi di fuoco e vapore; e l’incredibile Giardino dei cactus, con oltre 1.200 specie diverse e stupefacente per i bambini. Per intendere il delicato equilibrio tra natura, uomo e arte, si possono visitare la Cueva de los Verdes e gli Jameos del Agua: alcuni spazi allestiti e arredati dall’artista César Manrique all’interno del tunnel formato dal Vulcano della Corona, tra i più estesi e importanti del mondo. All’interno del corridoio vulcanico si trovano ad esempio un auditorium e un bar molto suggestivi. Sempre per opera di Manrique (di cui è visitabile anche la casa-museo), situato a Nord dell’isola sulla cima del Promontorio di Famara, il Mirador del Río (474 metri di altezza) è un belvedere panoramico sul Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo e il Promontorio di Famara. Tutti i CACT hanno un biglietto di ingresso.

lanzarote cactus
Fonte: AS
Il Giardino dei Cactus di Lanzarote

Visita a La Graciosa

Bisogna dedicare almeno un giorno alla visita aLa Graciosa, l’ottava isola delle Canarie, a Nord di Lanzarote. Fino a poco tempo fa, La Graciosa era davvero incontaminata, non costruita e poco abitata, ma oggi la mano dell’uomo si fa sempre più evidente e invasiva. Ci si arriva in traghetto da Orzola, in 20 minuti circa, e vale la pena starci e godersela per un giorno intero o due. Ci sono diversi sentieri e itinerari per visitare questa piccola isola color sabbia: a piedi nei dintorni del porto, o noleggiando le bici. All’arrivo al porto alcuni centri propongono il noleggio delle biciclette o offrono tour in 4×4 per risparmiare tempo e fatica, perdendo un pochino di atmosfera e romanticismo. Unico consiglio: attrezzatevi con cibo e acqua perché alcune zone dell’isola sono quasi del tutto non servite.

Canarie, la graciosa
Fonte: AS
La Graciosa, l’ottava isola delle Canarie

Info pratiche

Come arrivare e muoversi a Lanzarote

A Lanzarote ci si arriva comodamente dall’Italia, con voli diretti anche low cost dalle principali città. Per chi si sposta all’interno dell’arcipelago delle Canarie può optare per il traghetto tra le isole, specialmente se con mezzo a seguito. A meno che non si viaggi in bicicletta (sono sempre di più i turisti che visitano l’isola su due ruote, magari scegliendo le stagioni meno calde), l’auto è indispensabile per spostarsi all’interno dell’isola. Ci sono diversi punti per il noleggio; ma informatevi sui benzinai perché non ne troverete ovunque.

Dove dormire

La zona più economica è certamente quella più turistica del Sud, con Playa Blanca e Puerto del Carmen. Soluzioni più smart e vivaci si trovano a Famara, specialmente per chi abbina un corso di surf o un ritiro di yoga; mentre per le famiglie Costa Teguise potrebbe essere la giusta via di mezzo. Per chi ama il relax e poca confusione, anche Arrieta dispone di casette per i turisti. Invece, per chi ama l’avventura, uno dei modi migliori per girare Lanzarote è in camper, da noleggiare in loco: partendo da Arrecife si può seguire tutta la costa, tappa per tappa, con qualche incursione nel centro dell’isola e qualche siesta fronte oceano. Non sarete soli: gli isolani e i surfisti nel weekend hanno l’abitudine di prendere il furgone e muoversi in cerca di onda!

viaggio a lanzarote
Fonte: AS
Visitare Lanzarote in camper

Lanzarote, dove mangiare

Oltre a chioschetti, bar e ristoranti, a Lanzarote si può mangiare in un Tele Club (le nostre bocciofile), con piatti tipici e semplici in ambienti familiari e accoglienti. Nella migliore delle tradizioni spagnole, le tapas si trovano ovunque, ottime per uno spuntino e per accompagnare una birra fredda. Da assaggiare: i peperoni verdi fritti, i ciuffetti di calamari fritti, le Papas bravas con la salsa a base aglio, i panini con calamari fritti e le zuppe di pesce. Meglio bere acqua in bottiglia.

Consigli per un viaggio a Lanzarote

Nonostante la posizione, Lanzarote, come tutte le Canarie, fa parte dell’Unione Europea, quindi non c’è bisogno di documentazione particolare o del passaporto. Si trova tutto quello che serve, senza problemi anche per chi viaggia con bambini o persone adulte. C’è chi visita Lanzarote in 5 giorni, ma noi vi consigliamo di starci almeno una settimana.

Alle Canarie si viene tutto l’anno, il clima è sempre mite, piacevole e ventilato: quindi d’estate non è mai afoso e d’estate non fa freddo! Portate sempre qualcosa per il vento e provate a organizzare le escursioni sempre monitorando le correnti e le maree. Per quanto riguarda il bagno: l’acqua dell’oceano non è mai calda come quella del Mediterraneo; ma fa bene, dicono, alla salute e al corpo, basta farci l’abitudine! Diversi complessi hanno la piscina riscaldata a disposizione degli ospiti, altrimenti si può pensare a noleggiare una muta. Ultima avvertenza! È severamente vietato portare via pietre vulcaniche e in aeroporto sono -giustamente!- molto rigidi. Se volete un souvenir in pietra lavica, troverete oggetti e accessori di ogni tipo al mercato di Teguise.

Le più belle mete della Liguria dove prendere lezioni di surf

Par : marcobaldini
16 octobre 2023 à 12:33

La Liguria è una delle destinazioni italiane più ambite dagli amanti del surf. Da Ponente a Levante gli spot disseminati lungo la costa attirano gli appassionati della tavola da ogni parte d’Italia e da diverse parti del mondo. Già a partire dagli anni ’80, la regione ha visto piccole comunità di surfisti crescere, fino al boom, quando da tutto il Nord della Penisola si riversavano in questa splendida perla affacciata sul mare e accarezzata dalle onde.

Alcuni dei punti migliori per surfare sono raggiungibili solo a piedi, il più delle volte dopo una camminata un po’ impervia tra le rocce, altri invece facili da trovare, ma quello che conta è che sono tutti superbi e assolutamente imperdibili. Se non siete ancora dei surfisti esperti ma desiderate imparare a praticare lo sport acquatico più affascinante che esista, questi sono i luoghi perfetti in Liguria dove prendere lezioni di surf.

Quando fare surf in Liguria

La migliore stagione per fare surf in Liguria non è l’estate, ma l’autunno inoltrato e l’inverno, quando l’esposizione alle mareggiate di libeccio e di maestrale regala onde perfette. Tuttavia, anche durante le mareggiate estive si possono avere onde buone da cavalcare. Inoltre, considerando che con il caldo i giorni giusti per surfare si riducono, può essere il momento ottimo per affidarsi a una scuola. Grazie a diverse app o ricevendo le segnalazioni proprio dalle scuole di surf, si può rimanere costantemente aggiornati sulle condizioni meteo-marine, così da sapere quando trovare le onde perfette su cui planare.

Bogliasco, il borgo dei pionieri del surf in Italia

Bogliasco, col suo fascino d’antan, è una tappa obbligata per gli amanti surf. Qui, infatti, i fratelli Fracas, Marco e Alberto, già negli anni ’70 sono stati tra i pionieri di questa disciplina in Italia, quando era ancora praticamente sconosciuta.

Il caratteristico borgo marinaro si trova a pochi chilometri da Genova, affacciato sul mare della Liguria e dominato alle spalle dagli 800 metri del Monte Cordona. Se ne sta incastonato in un’insenatura naturale alla foce del torrente omonimo, con un litorale variegato in cui piccole spiagge libere si alternano a ripide scogliere, con qualche tratto adatto a tuffi arditi o agli amanti della tintarella perfetta.

Alle tranquille passeggiate sul lungomare o nella piazza centrale, fulcro della vita cittadina, circondati da case color pastello e verdi colline sullo sfondo, si alterna una passione che prende vita in questo importante spot della Riviera di Levante, grazie a una delle insenature dove si formano onde adatte a essere cavalcate con la tavola, tanto da far segnalare la località in molte guide internazionali. La line up, ovvero l’area in cui ci si posiziona per prendere l’onda, è allineata alla punta estrema del porticciolo turistico della cittadina, presa ogni anno d’assalto da una vivace comunità di surfisti.

Proprio a Bogliasco, di recente è stata inaugurata la prima panchina del surf, realizzata con due tavole originali e posizionata davanti a uno degli scorci più belli del borgo ligure.

Levanto, con onde alte fino a 3 metri

Un altro paradiso per gli amanti del surf in Liguria è la baia di Levanto, antico borgo marinaro affacciato direttamente sul mare e racchiuso tra Punta Mesco e Punta di Levanto, in provincia di La Spezia. In tanti lo considerano la porta d’ingresso per visitare le perle della regione, che si possono raggiungere via mare con battelli e barche private, così come in auto, in treno ma anche a piedi, attraverso gli splendidi sentieri panoramici a picco sul mare che collegano la cittadina alle Cinque Terre, alle Baie del Levante e ai borghi storici dell’entroterra.

Tre le caratteristiche per cui Levanto è così amato dai surfisti: le sue onde alte fino a 3 metri, le diverse tipologie di fondale che caratterizzano le acque della baia – sabbiosi, misti e rocciosi, la varietà di venti (maestrale, libeccio e scirocco). Il mare di Levanto è stato spesso teatro di competizioni prestigiose, come il Quiksilver Big Wave Invitational nel 2000 e 2001 e il Salomon Blue Games nel 2005.

Il periodo ideale per fare surf in questa baia è fine primavera/inizio estate o fine estate/inizio autunno. Attenzione però, perché sebbene non bisogna essere dei surfisti professionisti è, tuttavia, necessario avere delle solide basi. Per fortuna, nel borgo si trovano numerose scuole dove prendere lezioni di surf.

Recco e la Blackwave Surf School

Tra le mete preferite dai surfisti c’è anche Recco, che offre condizioni ideali per cavalcare le onde tra panorami mozzafiato e acque cristalline. Nel giro di pochissimi anni, questa ideale porta d’accesso alla Riviera di Levante, situata nel Golfo del Paradiso, a una ventina di chilometri da Genova, si è riempita di tavole. Merito della della rinomata Blackwave Surf School, che organizza corsi sugli sport di tavola basati su metodologie adatte a tutti, senza limiti di genere, età e capacità sportive di partenza.

Le caratteristiche della baia, più piccola rispetto a quella di Levanto, sono ottimali anche per i surfisti alle prime armi, grazie alla particolare localizzazione delle onde che tendono a formarsi sempre nello stesso tratto di mare. L’alta frequenza d’onda piccola è ideale per iniziare a prendere dimestichezza con la tavola prima di lanciarsi. Planando a pelo d’acqua, potrete ammirare da un lato le montagne che si tuffano nel mare, e dall’altro le colorate case dei pescatori che si riflettono nel blu come in un dipinto impressionista.

Recco
Fonte: iStock
Recco, tra le mete della Liguria preferite dai surfisti

Varazze, una delle migliori mete del surf in Europa

Per chi desidera fare surf in Liguria, Varazze con la sua spiaggia Bandiera Blu è considerata una delle migliori mete d’Europa del surf, con ben 7 spot internazionali. Lo splendido borgo a mezz’ora da Genova offre anche un’esperienza unica: lungo la costa, infatti, si possono ammirare emozionanti sessioni di surf notturno grazie all’impianto di illuminazione serale.

Appassionati di tutta Italia e non solo vengono per sfidare una delle onde più impegnative del Mediterraneo. Il periodo migliore per cimentarsi con la tavola è l’autunno inoltrato e l’inverno, quando il libeccio spira forte. Tuttavia, in inverno le condizioni del mare non sono ideali per i principianti. Lo spot migliore è il Centrale, che però in estate è molto affollato. In alternativa, si può optare per gli spot del Backdoor e delle Piscine, dove le onde raggiungono spesso i 2 metri.

Lerici e il decalogo del perfetto surfista alla Venere Azzurra

Tra le destinazioni della Liguria più gettonate dagli amanti del surf ecco, infine, Lerici, altra perla incastonata nel Golfo dei Poeti. Lo spot più apprezzato, specialmente in inverno quando il libeccio batte la Riviera di Levante, è la Venere Azzurra. Grazie alla piccola diga che ripara la spiaggia, si possono cavalcare le onde alte durante le mareggiate più forti in totale sicurezza.

Qui, nel 2021 un gruppo di appassionati ha impresso su una tavola un decalogo del perfetto surfista. Tra le buone pratiche da mettere in atto, non mettersi sul picco appena entrati e aspettare il proprio turno, entrare dalla spiaggia se le onde sono troppo grosse, non mettere in pericolo se stessi e gli altri surfisti, nonché un invito a rispettare la natura. Anche qui non mancano le scuole dove prendere lezioni individuali di windsurf, kite surf, e di e-surf (electric surf),  disciplina acquatica che prevede l’uso di una tavola a motore. Un borgo che merita una visita anche se non siete appassionati di surf, definito un “paradiso balneare” dal Forbes. Lerici è, infatti, la meta ideale per chiunque voglia trascorrere qualche giorno all’insegna del più totale relax lontano dal mondo.

Venere Azzurra, Lerici
Fonte: iStock - Ph: Flavio Vallenari
La bellissima spiaggia della Venere Azzurra a Lerici

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