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Il Castello di Thiene è il tesoro nascosto che non ti aspetti, nel cuore del Veneto

Par : elenausai10
13 juillet 2026 à 16:00

Al primo piano del Castello di Thiene c’è una finestra a cinque luci, gotica, che non esiste in nessun’altra villa veneta di terraferma costruita nel Quattrocento. Un dettaglio da solo sufficiente a giustificare una deviazione da Vicenza o Bassano. Ma non fatevi confondere dal nome “castello”: qui non c’è mai stato un fossato, né una vera funzione difensiva.

La storia del Castello di Thiene

Tutto comincia nel 1441, quando Francesco Porto senior eredita un patrimonio fondiario concentrato tra Thiene, Marano e Malo e decide di costruirsi una dimora all’altezza. I lavori partono attorno al 1450 e il risultato è già all’epoca considerato un caso a parte: uno degli edifici gotici più importanti sorti nel Vicentino a uso civile.

Da lì in poi è un susseguirsi di generazioni che aggiungono, ampliano, abbelliscono. Francesco Porto junior, nel Cinquecento, fa alzare l’ultimo piano, decorare le facciate con cavalli e medaglioni di imperatori romani e cura un giardino che oggi sopravvive solo nei documenti d’archivio. Suo nipote Giovanni fa scavare un pozzo firmato Palladio, mentre nel Settecento arriva Francesco Muttoni a disegnare le scuderie, con la collaborazione della bottega degli scultori Marinali. Ogni epoca lascia un segno, senza mai cancellare quello precedente.

L’ultimo discendente diretto, Guardino Colleoni-Porto, muore senza eredi e lascia tutto a un cugino, Antonio Thiene. Il castello resta così in mano alla stessa stirpe fino a oggi, custodito dagli attuali proprietari, i Conti di Thiene.

Cosa vedere dentro il castello

Dal punto di vista architettonico, gli storici considerano il castello un ponte tra il gotico veneziano e quella tradizione della villa che, qualche decennio dopo, Palladio porterà alle sue vette più celebri.

Una volta entrati al suo interno, le sale vi racconteranno cinque secoli di stratificazioni: affreschi cinquecenteschi, una sala con la Caduta di Fetonte dipinta a fine Settecento, arredi accumulati da generazioni diverse senza mai un restauro che azzerasse tutto e ripartisse da zero. È proprio questa continuità, più che un singolo capolavoro, il vero valore di questa dimora, tra le più belle del Veneto.

C’è poi un tesoro meno visibile, ma altrettanto prezioso: l’archivio storico del castello, vincolato dal 1972 e riconosciuto di interesse regionale, che raccoglie una mole enorme di documenti su pergamena e carta. Dal 2022 un’associazione dedicata ne cura la valorizzazione e chi è curioso può prenotare una visita guidata con un archivista, un’esperienza decisamente fuori dal solito giro turistico!

Per chi vuole spingersi oltre una visita mordi e fuggi, il castello offre anche camere per pernottare all’interno della dimora storica.

Gli eventi dell’estate 2026

Oltre alle visite, il Castello di Thiene apre le sue porte con un ricco calendario estivo. Il 19 luglio e il 16 agosto apre eccezionalmente spazi solitamente chiusi al pubblico: la chiesetta gotica, le antiche cucine e il sotterraneo cinquecentesco. Chi cerca qualcosa di ancora più esclusivo può partecipare ai Secret Tour organizzati, con accesso al cucinone antico e ai sotterranei.

Da fine agosto a inizio settembre, invece, il castello cambia completamente registro: diventa la sede della Scuola di Magia Italiana, un’esperienza immersiva per bambini dai 6 ai 13 anni, in scena ormai dal 2019.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Thiene sorge nel cuore del centro storico della città, proprio di fronte al municipio, all’inizio del corso principale in zona a traffico limitato.

In auto, si arriva tramite l’autostrada Valdastico A31 (uscita Thiene-Schio) oppure con la Pedemontana Veneta (uscite Breganze o Malo). In treno, la linea Vicenza-Schio ferma direttamente in città, mentre le autolinee collegano Thiene con Vicenza, Schio, Bassano e Asiago.

Una mattina qui, un pomeriggio a Vicenza, una sera a Bassano sul Ponte Vecchio: è un itinerario che regge benissimo anche in un solo weekend, con il Castello di Thiene come sorpresa che vale, da sola, la deviazione.

Purché finisca bene – Tempi supplementari: le location del film Rai tra Asiago, Feltre e le Dolomiti

8 janvier 2026 à 12:00

Il nuovo film per la tv Tempi supplementari, diretto da Ago Panini, va in onda su Rai 1 con una storia di sport, riscatto e relazioni familiari. Ma oltre alla trama coinvolgente, una delle grandi protagoniste del film è la splendida ambientazione: le riprese si sono infatti svolte interamente in Veneto, tra le province di Vicenza e Belluno, grazie al sostegno della Veneto Film Commission.

La produzione, curata da Pepito Produzioni, ha puntato alla massima sostenibilità ambientale durante le riprese. Tempi supplementari fa parte del ciclo televisivo Purché finisca bene, una serie di film per Rai 1 che raccontano storie umane a lieto fine. Sempre nel Vicentino, la rassegna proseguirà con L’ora d’Arianna, diretto da Giuseppe Curti e interpretato da Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti e Gabriele Cirilli, girato tra le suggestive strade di Bassano del Grappa.

Di cosa parla

Tempi supplementari racconta la vicenda di Sandro (Giuseppe Zeno), ex allenatore di hockey che ha la possibilità di guidare una squadra giovanile di ragazzi “difficili”. Tra allenamenti e sfide sportive, Sandro ritroverà anche sua figlia Thea, persa di vista da anni. La sceneggiatura, firmata da Sara Cavosi e Luca Monesi, unisce la passione per lo sport a temi universali come la famiglia, il coraggio e il riscatto personale.

Tempi supplementari Rai
Ufficio stampa RAI
Una scena del film tv Tempi Supplementari

Dove è stato girato

Le scene centrali del film, ambientate nel mondo dell’hockey su ghiaccio, sono state girate in luoghi simbolo del territorio. Il palaghiaccio di Feltre ha ospitato alcune delle sequenze più importanti, con la pista ghiacciata ripristinata addirittura in piena estate per esigenze di set.

Non meno importanti sono le riprese ad Asiago, che hanno visto la troupe muoversi tra esterni iconici e location cittadine riconoscibili: dal centro storico agli istituti scolastici come l’Istituto Patrizio Rigoni, trasformato temporaneamente in un “Palazzo del Ghiaccio” scenografico, fino all’Istituto Mario Rigoni Stern. Cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni in provincia di Vicenza, Asiago non è solo una località montana suggestiva, ma un vero simbolo di storia, sport e tradizione. La sua storia legata alla Prima Guerra Mondiale aggiunge profondità e fascino al territorio.

Asiago
iStock
Vista di Asiago

Qui hanno partecipato anche gli atleti locali e giovani talenti della provincia, tra cui Giacomo Vigo di Rosà e le pattinatrici Sara Pilati, Giorgia Rigoni e Nicole Primon, che hanno arricchito il cast insieme ad attori affermati come Giuseppe Zeno, Clotilde Sabatino, Alvise Marascalchi, Bianca Baglioni e Arianna Moro.

Oltre alle città e agli impianti sportivi, le riprese hanno valorizzato le Dolomiti venete, con panorami mozzafiato come Cortina d’Ampezzo, rinomata località sciistica con le sue strade eleganti e le cime imponenti che diventano un simbolo di sfida e resilienza; Marmolada, la “Regina delle Dolomiti” con i ghiacciai e panorami vertiginosi; e le Tre Cime di Lavaredo, che fanno da sfondo a una storia di determinazione e correttezza.

Il paesaggio montuoso, rigido ma affascinante, si integra perfettamente con la trama, diventando quasi un personaggio silenzioso del film.

Cortina D'Ampezzo
iStock
Cortina D’Ampezzo

Cosa vedere a Vicenza, tra ville palladiane e piazze eleganti

26 mai 2025 à 10:34

Nel cuore del Veneto, a metà strada tra Verona e Venezia, si trova Vicenza, una città elegante e ricca di fascino, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Conosciuta in tutto il mondo per essere la “città del Palladio”, Vicenza vanta un patrimonio artistico e architettonico unico che attira ogni anno migliaia di visitatori. Passeggiando per le sue vie, si respira un’atmosfera vivace che incanta e sorprende. Ma Vicenza è anche una città viva, moderna, con eccellenze nel settore orafo, ottima cucina locale e un territorio circostante tutto da scoprire.

In questa guida vi accompagniamo alla scoperta di cosa vedere a Vicenza, con un itinerario tra i suoi monumenti principali, i palazzi palladiani, le piazze storiche e i luoghi più suggestivi.

Cosa vedere a Vicenza

Vicenza è una città a misura d’uomo, ideale da visitare anche in un solo giorno, ma capace di offrire molto di più a chi desidera approfondire la sua storia e il suo patrimonio artistico. Il centro storico si esplora comodamente a piedi ed è un susseguirsi di palazzi nobiliari, chiese, teatri e scorci pittoreschi. Punto di partenza è per molti Corso Palladio, l’arteria principale del centro storico. Questa via pedonale elegante, fiancheggiata da negozi, caffè e palazzi storici, permette di ammirare l’evoluzione dell’architettura vicentina e di raggiungere i principali siti di interesse in città.

Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico di Vicenza è una delle attrazioni imperdibili della città e rappresenta un capolavoro assoluto dell’architettura rinascimentale. Progettato da Andrea Palladio nel 1580, è il primo teatro stabile coperto dell’epoca moderna e uno dei più antichi teatri al mondo. Il complesso è stato terminato dopo la morte di Palladio dal suo allievo Vincenzo Scamozzi, che aggiunse la straordinaria scenografia fissa sullo sfondo del palco.

Questo scenario, con effetto prospettico, riproduce le vie di Tebe e crea l’illusione di profondità grazie a un raffinato gioco ottico di luci e dimensioni. È stato pensato secondo i principi dell’architettura classica, ispirandosi ai teatri dell’antica Roma, ma con canoni innovativi per l’epoca che lo rendono ancora oggi un capolavoro a livello mondiale; per questi motivi è stato incluso nella lista dei siti UNESCO legati al grande architetto vicentino. Il teatro è tuttora utilizzato per eventi culturali e spettacoli teatrali.

Teatro Olimpico Vicenza
Fonte: iStock
Teatro Olimpico Vicenza

Piazza dei Signori

Il cuore pulsante della città di Vicenza è senza dubbio Piazza dei Signori che rappresenta il fulcro della vita cittadina fin dall’epoca medievale. Circondata da alcuni dei più importanti edifici storici di Vicenza, la piazza offre una panoramica eccezionale sull’eredità rinascimentale della città. Qui si affacciano la celebre Basilica Palladiana, la Loggia del Capitaniato, la Torre Bissara e il Palazzo del Monte di Pietà.

Durante l’anno, Piazza dei Signori ospita mercati, concerti, rievocazioni storiche ed eventi culturali che la rendono sempre viva e vibrante. È anche il luogo ideale per sedersi in uno dei tanti bar e ristoranti con tavolini all’aperto e godersi l’atmosfera unica del centro storico di Vicenza. Negli ultimi anni è diventata per molti italiani un luogo noto e riconoscibile perché la Piazza, ma più in generale Vicenza, sono state il set per la celebre serie tv “Luce dei tuoi occhi” con Anna Valle.

Basilica Palladiana

La protagonista indiscussa di Piazza dei Signori è la Basilica Palladiana, uno dei capolavori più noti dell’architetto Andrea Palladio. Costruita originariamente come Palazzo della Ragione nel Medioevo, fu trasformata nel Cinquecento in un capolavoro architettonico da Palladio. La scelta di rivestire l’antico palazzo comunale con un colonnato in marmo bianco fu innovativa e rivoluzionaria per l’epoca, e contribuì a consacrare la fama di Palladio in tutta Europa. Nonostante il nome “Basilica”, però, questo non è un edificio religioso ma è stato ripreso il termine romano per indicare il luogo dove avvenivano assemblee e discussioni.

All’interno della Basilica si trovano ampi spazi espositivi che ospitano mostre d’arte di livello internazionale, eventi culturali e manifestazioni. La terrazza panoramica dell’ultimo piano, invece, regala una vista meravigliosa sulla città e su tutto il territorio circostante. La Basilica Palladiana, insieme a molte altre opere di Palladio presenti in città, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Basilica di Vicenza
Fonte: iStock
Basilica di Vicenza

Duomo di Vicenza

Il Duomo di Santa Maria Annunziata, comunemente chiamato Duomo di Vicenza, è la principale chiesa della città. Sorge a pochi passi da Piazza dei Signori e vanta una lunga storia che risale all’epoca paleocristiana. L’edificio che si può visitare ora, però, ha una struttura prevalentemente gotica risalente al XIV secolo che è stata più volte rimaneggiata. Una delle ricostruzioni più importanti è avvenuta dopo la Seconda Guerra Mondiale dato che il Duomo era stato pesantemente bombardato.

Uno degli elementi più noti dell’edificio religioso è senza dubbio la sua cupola, progettata da Andrea Palladio nel 1558. L’interno della cattedrale è sobrio ed elegante, a croce latina con tre navate, arricchito da opere d’arte e sculture realizzate da diversi artisti veneti. Il Duomo è anche un interessante sito archeologico, oltre che religioso, dato che nella cripta si possono vedere i resti paleocristiani, tra cui mosaici, colonne e pavimentazioni antiche.

Palazzo Chiericati

Palazzo Chiericati è un altro dei capolavori dell’architettura palladiana. L’edificio venne commissionato nel 1550 ad Andrea Palladio da Girolamo Chiericati, esponente di una delle famiglie più importanti della città. Dopo la morte del committente e di Palladio stesso, l’edificio venne completato da Vincenzo Scamozzi, allievo del grande architetto. Oggi il palazzo custodisce ancora decorazioni, affreschi e arredi d’epoca ed è diventato sede della Pinacoteca Civica di Vicenza. Al suo interno espone una collezione d’arte che spazia dal medioevo al XVIII secolo, con opere di artisti come Veronese, Tintoretto e Tiepolo.

Palazzo Chiericati Vicenza
Fonte: iStock
Palazzo Chiericati Vicenza

Museo Palladio

All’interno del maestoso Palazzo Barbarano, uno degli ultimi progetti completati di Andrea Palladio, si trova il Museo a lui interamente dedicato. Sicuramente un punto di riferimento per conoscere meglio le opere e l’attività dell’architetto vicentino. Il museo ospita modelli lignei delle ville e dei palazzi progettati da Palladio, disegni originali e trattati di architettura. Inoltre, attraverso ricostruzioni e video interattivi si può meglio comprendere la visione innovativa di Palladio e la sua influenza sull’architettura.

Santuario di Monte Berico

Situato su un colle che domina la città, il Santuario della Madonna di Monte Berico è uno dei luoghi più amati dai vicentini e meta di pellegrinaggio fin dal Quattrocento. Secondo la tradizione, una prima chiesa qui fu costruita dopo che la Vergine apparve a una donna del posto promettendo la fine della peste. L’edificio attuale è il risultato di ampliamenti successivi e al suo interno, il santuario custodisce importanti opere d’arte, tra cui la celebre “Cena di San Gregorio Magno” di Paolo Veronese.

Chi vuole può raggiungere il Santuario a piedi grazie al lungo portico di 700 metri che collega la città alla cima del colle, altrimenti si può salire in auto o con i mezzi pubblici. È una tappa da non perdere anche per chi non è fedele cattolico, non solo per il suo valore architettonico, ma anche perché dal piazzale antistante si gode una magnifica vista panoramica su Vicenza e sulle montagne circostanti.

Villa La Rotonda

Appena fuori dal centro, in una posizione panoramica tra la città e i Colli Berici, si trova Villa Almerico Capra, meglio conosciuta come Villa La Rotonda. Progettata da Andrea Palladio nel 1566 per il nobile Paolo Almerico, è considerata uno dei capolavori assoluti dell’architettura rinascimentale e una delle più famose tra le ville palladiane che si trovano tra Vicenza e i suoi dintorni. Come esempio di progetto palladiano questa villa ha influenzato l’architettura di stampo neoclassico in tutta Europa e persino negli Stati Uniti. Per questo Villa La Rotonda è divenuta un sito patrimonio dell’UNESCO insieme alla città di Vicenza e le altre ville palladiane sul territorio veneto.

Villa La Rotonda Vicenza
Fonte: iStock
Villa La Rotonda Vicenza

Villa Valmarana ai Nani

A pochi passi dalla Rotonda, Villa Valmarana ai Nani è una delle residenze più suggestive di Vicenza. Il nome deriva dalle statue in pietra di nani che adornano il muro di cinta e sono legate a una leggenda popolare sulla figlia di uno dei proprietari che era affetta da nanismo. La villa venne costruita nel 1669 per la famiglia Valmarana, che ancora oggi ne è proprietaria. Il complesso è composto da tre edifici principali: la Palazzina, la Foresteria e la Scuderia. Dal punto di vista architettonico, la villa è un esempio perfetto di dimora nobiliare veneta del XVII secolo, con interni eleganti e giardini ben curati. Ma ciò che rende la villa unica sono gli splendidi affreschi interni realizzati da Giambattista Tiepolo e dal figlio Giandomenico nella Palazzina e nella Foresteria.

Cosa fare a Vicenza

Ma cosa fare a Vicenza oltre a visitare i monumenti che abbiamo appena segnalato? Ecco 3 esperienze originali per immergersi nell’anima della città palladiana, scoprendone le tradizioni e l’anima più profonda.

Parco Querini

Per chi cerca un momento di relax, Parco Querini è un’oasi verde nel cuore della città, situata vicino a Palazzo Chiericati e al fiume Bacchiglione. Si tratta di un grande giardino all’inglese del Settecento, appartenuto all’antica famiglia Querini. Al suo interno si trovano prati curati, viali alberati, statue neoclassiche, un romantico laghetto con un ponticello in legno e un tempietto neoclassico. Il parco è molto amato dai vicentini per passeggiate, jogging e momenti di relax all’aperto.

Museo del Gioiello

Vicenza è anche capitale dell’arte orafa. Nel cuore di Piazza dei Signori proprio sotto la Basilica si trova il Museo del Gioiello. Questo è il primo in Europa interamente dedicato all’arte della gioielleria. Il percorso espositivo è suddiviso in nove sale tematiche e propone un viaggio affascinante tra storia, design e creatività.

Il Museo del Gioiello espone oggetti antichi o religiosi, ma anche gioielli contemporanei ed etnici e creazioni di design. Una visita al museo permette di scoprire di più sull’artigianato vicentino dato che la città è da secoli uno dei poli più importanti della produzione orafa italiana.

Giardini Salvi e Loggetta Valmarana

A pochi passi dal centro storico di Vicenza, proprio accanto a Porta Castello, si trova uno dei luoghi più suggestivi e rilassanti della città: i Giardini Salvi, uno spazio verde elegante e curato, ideale per una pausa tra una visita e l’altra. All’interno del parco si trova anche un piccolo gioiello architettonico: la Loggetta Valmarana, realizzata nel XVI secolo su progetto di Andrea Palladio, o almeno ispirata al suo stile inconfondibile.

La cucina vicentina

La cucina vicentina è un autentico viaggio nei sapori della tradizione veneta, dove ingredienti semplici e genuini danno vita a piatti ricchi di gusto. Il protagonista della tavola vicentina è senza dubbio il baccalà, ma sono da provare anche la sopressa vicentina, il formaggio di Asiago e le ciliegie di Marostica.

Baccalà alla vicentina
Fonte: iStock
Baccalà alla vicentina

Come raggiungere Vicenza

Vicenza è ben collegata e facilmente raggiungibile con tutti i principali mezzi di trasporto. Il capoluogo veneto, infatti, è servito dall’autostrada A4 Milano-Venezia, una delle principali arterie del Nord Italia. Le uscite da utilizzare sono Vicenza Ovest e Vicenza Est, a seconda della provenienza. Dal casello si raggiunge il centro in pochi minuti. Chi arriva da sud può utilizzare anche l’autostrada A31 Valdastico, collegata direttamente all’A4.

Vicenza è situata lungo la linea ferroviaria Milano-Venezia, servita da treni regionali, Intercity e treni ad alta velocità. La stazione si trova a pochi minuti a piedi dal centro storico ed è un ottimo punto di partenza per visitare la città. Gli aeroporti più vicini a Vicenza sono l’Aeroporto di Verona Villafranca e l’Aeroporto di Venezia Marco Polo.

C’è un teatro antico situato nel cuore di questa città

16 octobre 2023 à 09:24

Se siete amanti dell’architettura elegante, delle atmosfere senza tempo e dei dettagli in stile classico, allora Vicenza deve entrare di diritto nella vostra travel wish list. La città italiana situata nella regione del Veneto, infatti, ospita tutta una serie di capolavori di incredibile bellezza che oggi compongono il patrimonio inestimabile del tessuto urbano.

Tappe imperdibili di un viaggio in città sono la Basilica Palladiana e il Palazzo Chiericati, un edificio rinascimentale che ospita oggi una galleria d’arte. Basta poi spostarsi in periferia per scoprire la suggestiva Villa La Rotonda che, con le sue 4 facciate identiche, domina sulla città dall’alto di una sinuosa collina.

Ma torniamo a passeggiare nel centro di Vicenza, dove a caratterizzare il paesaggio urbano ci sono gli eleganti edifici progettati da Andrea Palladio, il celebre architetto del XVI secolo. Tra questi si erge in tutto il suo splendore un teatro antico situato nel cuore della città: è spettacolare.

Il teatro coperto più antico del mondo

Il nostro viaggio di oggi ci conduce alla scoperta di un capolavoro di inestimabile valore, l’ultimo progetto di Andrea Palladio. Ci troviamo a Vicenza, nella città che proprio l’architetto ha plasmato nella sua essenza e nel suo aspetto.

Per scoprire la storia di questo teatro, dobbiamo tornare indietro nel tempo a quando, sul finire del XVI, l’Accademia Olimpica di Vicenza commissionò l’opera col fine di creare un luogo dedito alla cultura, alla scienza e all’arte drammatica che si ispirasse ai modelli dei teatri romani più celebri del Belpaese. Per costruire il nuovo edificio fu scelto il sito delle vecchie prigioni del Castello, un’antica fortezza medievale che nel corso dei secoli ha funzionato come polveriera e poi come prigione, prima di essere abbandonata.

I lavori di costruzione del teatro iniziarono nel 1580, anno in cui Andrea Palladio morì. Parte del lavoro fu portato avanti da suo figlio, ma in mancanza di un progetto ben definito per la realizzazione del palcoscenico, il cantiere fu affidato a Vincenzo Scamozzi, architetto e scenografo della Repubblica di Venezia. Scamozzi riuscì a creare una scena dall’alto impatto visivo, curata in ogni dettaglio, e dotata di prospettive illusionistiche. Nasceva così il Teatro Olimpico di Vicenza.

Vicenza: dentro il Teatro Olimpico

Il 3 marzo del 1585, con l’inaugurazione del Teatro Olimpico, la città di Vicenza poteva vantare finalmente uno spazio straordinario per gli spettacoli ispirato alle grandi strutture di età classica. Il progetto, inizialmente messo a punto da Palladio, si ispirava proprio al teatro romano, rivisitato però in chiave rinascimentale.

Sin dalla sua inaugurazione, il teatro ha raccolto l’interesse e l’entusiasmo dell’aristocrazia vicentina e dei personaggi più illustri. Spettacoli teatrali, feste e cerimonie hanno visto la partecipazione di Napoleone, Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, giusto per citarne alcuni.

Ancora oggi il Teatro Olimpico, che si è guadagnato il titolo di primo e più antico teatro coperto del mondo, è sede di rappresentazioni, spettacoli e concerti, nonché sito turistico di estrema importanza per la città. L’edificio è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco nel 1994 insieme alle altre opere palladiane che si trovano a Vicenza.

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