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Ristorni frontalieri, da Lombardia 13 milioni a Province e Comunità montane

11 novembre 2024 à 16:57

Approvato dalla Giunta della Regione Lombardia il riparto, alle Province e alle Comunità montane, da quasi 13 milioni di euro derivanti dai ristorni fiscali delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Lo stabilisce una delibera approvata lunedì 11 novembre 2024 in Giunta su proposta del presidente, Attilio Fontana, di concerto con l’assessore a Enti locali, Montagna e ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori.

Da Lombardia trasferimento a Province e Comunità montane dei ristorni dei frontalieri

“Trasferiamo a Province e Comunità montane lombarde – spiegano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – 12.921.697,47 euro, le somme spettanti alla Regione Lombardia dal ristorno delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri relativamente al 2022 versate nei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese”.

La Legge 83 del 2023

Il meccanismo dei ristorni, in base all’accordo Italia-Svizzera sui frontalieri, è regolato dalla legge 83 del 2023, che evita le doppie imposizioni fiscali, e prevede il riconoscimento di una quota ‘compensativa’ alle Comunità Montane e alle Province all’interno dei cui territori sono situati i Comuni di frontiera con una percentuale di lavoratori frontalieri minore del 3% sul totale dei cittadini residenti.

Fontana: operosità lombarda si traduce in ‘tesoretto’

Attilio Fontana“Si tratta di soldi pagati, sotto forma di tassazione nei Cantoni della Confederazione elvetica – ricorda il presidente lombardo –, dalle nostre lavoratrici e lavoratori che in Svizzera lavorano contribuendo a produrre una ‘ricchezza’ che torna, come ‘tesoretto’, in Lombardia per opere pubbliche”.

Corposa rappresentanza

“I frontalieri – conclude Fontana – rappresentano infatti una corposa rappresentanza. Donne e uomini che, ogni giorno, lavorano nell’economia svizzera, nel commercio, nel terziario e nelle industrie dei Cantoni svizzeri. Attraverso i ristorni vengono quindi ‘compensate’ le zone territoriali lombarde di loro appartenenza”.

Sertori: trasferimento fondi in unica erogazione

Massimo Sertori“Anche nel 2024 – dice l’assessore Sertori – Regione Lombardia ha scelto di erogare in un’unica soluzione alle Province e alle Comunità montane beneficiarie, le somme attribuite derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Alle realtà assegnatarie dei contributi il compito di presentare alla Direzione Generale competente, entro 6 mesi dalla data di pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, il provvedimento con il quale approvano il dettaglio della programmazione con la tempistica riguardo all’esecuzione dei lavori relativamente a ogni singolo progetto che si intende realizzare usufruendo dei fondi derivanti dai ristorni”.

Meccanismo ristorni fino al 2033

“Voglio ricordare – prosegue l’assessore – che il meccanismo dei ristorni sarà in vigore fino al 2033, come stabilito nell’Accordo Italia-Svizzera che ha individuato un periodo transitorio decennale, a partire dal 2023, cessato il quale sarà il Governo italiano a ‘compensare’ i territori dei frontalieri”. “I fondi – conclude Sertori – serviranno a Province e Comunità montane per realizzare progetti e interventi sul territorio”.

I riparti

Comunità montane

Di seguito ecco quindi il riparto dei fondi derivanti dai ristorni per Comunità montane:

Como

  • Valli del Lario e del Ceresio: 171.119,25 euro;
  • Lario Intelvese: 67.277,65 euro;
  • Triangolo Lariano: 1.074.979,92 euro.

Lecco

  • Lario Orientale-Valle San Martino: 122.854,85 euro;
  • Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera: 172.581,82 euro.

Sondrio

  • Valchiavenna: 100.916,48 euro;
  • Valtellina di Sondrio: 340.775,95 euro;
  • Valtellina di Tirano: 193.057,62 euro;
  • Alta Valtellina: 312.987,35 euro;
  • Valtellina di Morbegno: 124.317,42 euro.

Brescia

  • Valle Camonica: 46.801,85 euro.

Varese

  • Valli del Verbano: 450.467,78 euro.

Province

E questo. infine, il riparto dei ristorni per le singole Province:

  • Como: 4.314.545,29 euro;
  • Lecco: 118.467,17 euro;
  • Monza e Brianza: 2.925,12 euro;
  • Sondrio: 112.616,94 euro;
  • Varese: 5.195.005,01 euro.

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Il 20 dicembre messaggio test IT-alert nell’area della diga di Pagnona (LC)

19 décembre 2023 à 12:55

Mercoledì 20 dicembre, a mezzogiorno, verrà inviato un messaggio di test del sistema ‘IT-alert’ sui cellulari che si trovano nei comuni del lecchese nel territorio della diga di Pagnona. Un modo per mettere alla prova il sistema promosso dal Dipartimento di Protezione Civile ancora in fase di sperimentazione, simulando l’invio di un’allerta nell’ipotetico scenario del collasso della diga.

Gli operatori stanno approntando un nuovo sistema a maglie per rendere più settoriale l’invio del messaggio e seguire il percorso già iniziato con il test generale di ‘IT-alert’ effettuato in Lombardia il 19 settembre scorso.

I Comuni coinvolti nel test It-alert della diga di Pagnona

Nei giorni scorsi si è svolta una riunione plenaria organizzata dalla Prefettura di Lecco in collaborazione con la Regione Lombardia. Sono state condivise tutte le informazioni sul test ai comuni di Premana, Pagnona, Valvarrone, Dervio, Sueglio, Casargo e Bellano (tutti in provincia di Lecco). Ed anche alle Forze dell’ordine, ai Vigili del Fuoco e alle infrastrutture come RFI, Trenord, ANAS e Navigazione Laghi. Hanno partecipato anche il Dipartimento di Protezione Civile nazionale, l’ufficio tecnico per le Dighe di Milano, l’Ufficio Territoriale Regionale Brianza sede di Lecco e la Provincia di Lecco. Quest’ultima in particolare per le attivazioni dei volontari a presidio dei territori dei Comuni, al fine di ottenere un feedback sulla diffusione dei messaggi da parte dei vari operatori telefonici.

Assessore La Russa: strumento prezioso al servizio della comunità

“Continua la fase di sperimentazione di IT-alert,  afferma Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza e alla Protezione civile. Questa volta con una simulazione mirata su un’area ben definita della nostra regione. It-alert è uno strumento prezioso che, una volta superata la fase dei test, potrà informare tempestivamente la popolazione in caso di calamità naturali permettendo una migliore gestione delle emergenze”.
Il servizio IT-alert sarà impiegato per diverse tipologie di rischio nel campo della Protezione Civile. Come maremoti generati da un sisma, collasso di grandi dighe, attività vulcanica (Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli). E ancora in caso di incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015 n. 105 e precipitazioni intense.

Il Test

Durante il periodo di test, l’obiettivo è far conoscere il sistema IT-alert ai cittadini. In pratica rendendoli consapevoli del suo funzionamento e mostrando come apparirà e suonerà sui dispositivi mobili. Per ricevere i messaggi, non sarà necessario compiere alcuna azione. Agli utenti verrà chiesto di compilare un questionario online utile per l’implementazione del sistema stesso.

Possibile messaggio anche ai cittadini dei Comuni di confine

I messaggi verranno trasmessi attraverso una modalità di comunicazione unidirezionale utilizzando la tecnologia del cell broadcast. Tuttavia, a causa delle limitazioni tecniche, potrebbe non essere possibile garantire una perfetta sovrapposizione tra l’area stimata come potenzialmente coinvolta nell’emergenza e l’area di copertura delle antenne degli operatori di telefonia. Di conseguenza, è possibile che i dispositivi situati al di fuori delle zone geografiche interessate dai test ricevano comunque un messaggio IT – alert.
La sua introduzione rappresenta un passo fondamentale nella modernizzazione della gestione delle emergenze della Protezione Civile. Segna l’inizio di un nuovo capitolo utile ad affrontare le sfide con strumenti all’avanguardia.

 

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