❌

Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
Aujourd’hui — 8 octobre 2026Flux principal

I 7 (+1) Mercatini di Natale di Innsbruck 2026, i più romantici delle Alpi

8 octobre 2026 à 16:41

Il 13 novembre 2026 apriranno i mercatini di Natale di Innsbruck, la deliziosa città austriaca appena oltre confine che, a Natale, si trasforma in un luogo magico. Tante sono le novità di questa nuova edizione e diversi sono i mercatini in città, uno diverso dall’altro, che dureranno fino al 6 gennaio 2027.

Sicuramente i più originali sono quello di Telfs, un mercatino natalizio unico al mondo a tema Vittoriano, e il Mercatino di Natale sul trampolino del salto con gli sci che ha ospitato i XII Giochi olimpici invernali.

A Innsbruck i mercatini di Natale sono ben sette sono e tutti diversi tra loro. Il più caratteristico è quello allestito sotto il celebre Tettuccio d’oro, il simbolo di Innsbruck: un erker in stile tardogotico che sorge sulla facciata del Neuer Hof, l’antico palazzo dei conti del Tirolo, il cui tetto è ricoperto da 2.657 scandole di rame dorato. Poi c’è il mercatino centrale nella Maria-Theresien-Straße, quello di Telfs a tema Vittoriano e quello in quota, affacciato sul trampolino del salto con gli sci che ha ospitato i XII Giochi olimpici invernali.

1. Il mercatino di Natale sotto il Tettuccio d’oro

È il mercatino più antico e suggestivo di Innsbruck, circondato dai caratteristici palazzi medievali. Giò che ci siete, passeggiate sulla Märchengasse, il Vicolo delle Fiabe, lungo Kiebachgasse e Köhleplatz, dove alle finestre compaiono le statue dei personaggi delle fiabe.

innsbruck-natale-mercatino-tettuccio-d-oro
123RF
Il mercatino di Natale sotto il celebre Tettuccio d’oro

2. Il mercatino di Natale di Maria-Theresien-Straße

Questo è il mercatino che si sviluppa nella centralissima Maria-Theresien-Straße, via principale dello shopping in città. Qui l’atmosfera è più moderna. Questo mercatino è famoso per le installazioni luminose in cristallo Swarovski la cui sede principale si trova proprio alle porte di Innsbruck, a Wattens, nel Tirolo austriaco, e dove si può visitare i Mondi di Cristallo Swarovski, un luogo esperienziale dove arte e tecnologia si fondono in modo spettacolare.

3. Il mercatino di Natale della piazza del Mercato

La Marktplatz o piazza del Mercato affacciata sulle sponde del fiume Inn ospita un altro mercatino natalizio perfetto per le famiglie in quanto qui vengono allestite giostre per bambini, un teatrino dei burattini e un imponente albero di Natale di cristallo Swarovski ovviamente.

Innsbruck durante i mercatini di Natale
iStock
Innsbruck vista dal lungofiume

4. Il mercatino di Natale di Wilten

Nella Wilten Platzl, poco distante dal centro storico, questo mercatino vende soprattutto oggetti artigianali locali e artistici e specialità gastronomiche biologiche.

5. Il mercatino di Natale di St. Nikolaus

Questo mercatino si tiene in Hans-Brenner-Platz, sulla sponda opposta del fiume Inn, dove c’è un quartiere tranquillo, molto autentico e lontano dalla ressa turistica. Gli stand espongono prodotti artigianali del Tirolo.

Visitare i mercatini di Natale di Innsbruck nel 2024
iStock
La magia dei mercatini di Natale a Innsbruck

6. Il mercatino di Natale di Hungerburg

Questo mercatino si tiene sulla terrazza panoramica di Hungerburg a 860 metri di altitudine, raggiungibile tramite la meravigliosa funicolare Hungerburgbahn, disegnata dalla celebre architetta Zaha Hadid e che collega il centro città con il quartiere di Hungerburg in appena otto minuti. Da quassù si gode di una vista spettacolare dall’alto su tutta la città illuminata. Il mercatino comprende solo pochi stand intimi.

7. Il mercatino di Natale di Bergisel

Ai piedi del celebre trampolino per il salto con gli sci viene allestito uno dei mercatini di Natale più originali della Alpi. L’atmosfera è molto suggestiva ed è concentrata sulle tradizioni tirolesi d’epoca e sull’artigianato locale.

8. Il mercatino di Natale di Telfs

A circa 25 km da Innsbruck, nella cittadina di Telfs, si svolge un mercatino dell’Avvento unico al mondo. Noto per le sue rievocazioni storiche e agli spettacoli dedicati alla figura di Ebenezer Scrooge e all’atmosfera Vittoriana, è celebre per la combinazione tra la gastronomia locale tirolese, l’artigianato in legno e gli spettacoli di strada a tema ottocentesco.

Tutti i mercatini, urbani ed extraurbani, sono raggiungibili utilizzando esclusivamente i mezzi pubblici, specie se si utilizza la Innsbruck Card che consente oltre che di accedere ai musei cittadini, anche di prendere i mezzi pubblici gratuitamente, incluso il bus turistico panoramico (The Sightseer) e i due impianti di risalita in funivia (viene omaggiata a tutti gli ospiti che soggiornano almeno due notti in un hotel di Innsbruck).

Viaggiare in treno

Proprio il 13 novembre, partirà un’iniziativa organizzata dalle ferrovie tedesche e austriache per portare gli italiani a Innsbruck comodamente in treno. I nuovi Railjet DB-ÖBB partiranno cinque volte al giorno (ogni due ore) dalla stazione ferroviaria di Verona diretti in Austria. A questi si aggiungono i treni che partono da Venezia verso Monaco di Baviera e da Bologna.

treno-innsbruck
©Innsbruck Tourismus/DB Bahn Italia
Il treno che porta a Innsbruck è un’esperienza di viaggio

Convocazione Consigli di Quartiere: Piazzo

8 octobre 2026 à 14:37

Convocazione riunione del 21/10/2026

Si comunica che la riunione del Consiglio di Quartiere, si terrà il giorno mercoledì 21 ottobre 2026 alle ore 19.15 nella sala sita in Piazza Cisterna n 1. per la trattazione del seguente Ordine del Giorno:

1) relazione su sopralluogo quartiere Ass. LL.PP.;
2) relazione su incontro del 30 settembre in Comune;
3) referendum consultivo per spostamento mercato adesione alla proposta di promozione;
4) proposte alternative alla riqualificazione del centro storico;
5) varie ed eventuali.

The post Convocazione Consigli di Quartiere: Piazzo first appeared on Comune di Biella.

Ripartono i treni storici che attraversano la Sicilia, tra borghi incantevoli e paesaggi mozzafiato

Par : losiangelica
8 octobre 2026 à 14:30

Avete mai pensato di attraversare la Sicilia a bordo di un treno d’altri tempi, seduti su vecchie carrozze mentre fuori dal finestrino scorrono campagne, piccoli paesi e tratti di costa? Da ottobre torna un’occasione per farlo davvero. Ripartono i treni storici in Sicilia, con 12 corse in programma dall’11 ottobre al 20 dicembre 2026, lungo alcune delle linee ferroviarie più suggestive dell’isola.

L’itinerario dei treni storici della Sicilia

Il primo itinerario è quello dell’11 ottobre: il Treno delle Stelle partirà da Palermo per poter raggiungere Roccapalumba andando lontano dalle classiche mete balneari e puntando su una Sicilia più rurale e autentica.

Se amate l’artigianato e le tradizioni locali, segnatevi invece il 18 ottobre. Da Messina partirà il Treno della Ceramica diretto a Santo Stefano di Camastra, uno dei borghi siciliani più conosciuti per la produzione di ceramiche artistiche. Qui potrete perdervi tra le botteghe, osservare le maioliche colorate e curiosare tra le lavorazioni che da generazioni caratterizzano il paese.

Il 25 ottobre sarà la volta del Treno dei Templi, con partenza da Palermo e arrivo a Porto Empedocle. Una destinazione particolarmente interessante per chi vuole approfittare della giornata per conoscere il territorio agrigentino. Tra le possibilità c’è anche quella di visitare lo storico parco ferroviario ottocentesco, legato alla memoria delle ferrovie siciliane.

Spiaggia di Porto Empedocle
iStock
Porto Empedocle, una delle mete dei treni storici siciliani

Pochi giorni dopo cambierà completamente lo scenario. Il 31 ottobre e il 1° novembre tornerà la Ferrovia del Barocco, con il collegamento tra Siracusa e Modica. Dal finestrino vedrete scorrere campagne, muretti a secco e paesaggi tipici del sud-est dell’isola. All’arrivo vi aspetterà Modica, con le sue chiese, i vicoli in salita e i palazzi che raccontano la grande stagione del barocco siciliano.

A novembre ci sarà spazio anche per chi preferisce i panorami sul mare. L’8 partirà il treno storico da Messina verso Tusa che percorrerà la costa tirrenica, mentre il 15 è il momento di Catania – Taormina con un percorso che rende protagonista la costa ionica.

Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alle eccellenze artigianali e gastronomiche. Il 22 novembre potrete raggiungere Caltagirone partendo da Catania, una meta che merita una visita soprattutto per la sua tradizione ceramica. La città è famosa anche per la scenografica Scalinata di Santa Maria del Monte, decorata con maioliche.

Il 29 novembre arriverà uno degli itinerari più golosi del programma: il Treno del Cioccolato. Si partirà da Caltanissetta per raggiungere Modica, città celebre per il suo cioccolato dalla particolare consistenza granulosa. Se non lo avete mai assaggiato, potrebbe essere l’occasione giusta per conoscere da vicino una delle specialità più rappresentative del territorio.

E dicembre? Il programma non si fermerà con l’arrivo dei primi freddi. L’8 dicembre è prevista una nuova corsa della Ferrovia del Barocco tra Siracusa e Modica, mentre il 13 dicembre il treno partirà da Palermo per raggiungere Castelvetrano, nella Sicilia occidentale.

L’ultima partenza è fissata per domenica 20 dicembre, quando tornerà il Treno dei Templi da Palermo a Porto Empedocle. Sarà l’appuntamento conclusivo di una stagione che punta a far conoscere il territorio anche attraverso il suo patrimonio ferroviario.

Info utili: biglietti e prezzi

Per partecipare a uno dei viaggi dovrete acquistare il biglietto; l’intero costa 10 euro, mentre è previsto un ticket da 5 euro per bambini dai 4 ai 12 anni. I posti sono limitati, così come le partenze previste; dunque, è bene prenotare con anticipo per poter garantire la propria presenza a bordo nell’itinerario preferito. L’iniziativa torna a ripetersi come ogni anno con tanti appuntamenti da non perdere che animano il periodo autunnale in una regione che merita di essere scoperta a ritmo lento per assaporare ogni dettaglio.

Boom di vacanze all’aria aperta: l’Italia è seconda in Europa

Par : elenausai10
8 octobre 2026 à 12:30

Per milioni di viaggiatori, la vacanza perfetta si vive all’aria aperta dormendo in tenda, in un bungalow immerso nel verde o tra le comode pareti del proprio camper. Non è solo una questione di gusti, lo dicono anche i numeri. Il turismo open air, che comprende campeggi e villaggi turistici, si conferma una delle colonne portanti dell’ospitalità europea, in crescita più degli hotel e in grado di allungare la stagione ben oltre l’estate.

A raccontarci lo sviluppo di questo fenomeno è l’assemblea generale di EFCO&HPA, la federazione che riunisce le associazioni dell’open air di 23 Paesi europei. L’incontro si è svolto a Cavallino-Treporti, in provincia di Venezia, una delle capitali italiane del campeggio. In questa occasione sono stati presentati i dati Eurostat sull’andamento del comparto e le prime stime sul 2026.

Il quadro emerso è quello di un’Europa che ama sempre di più le vacanze a contatto con la natura, con l’Italia stabilmente tra i protagonisti.

Il successo del turismo all’aria aperta in Europa

Secondo i dati Eurostat, nel 2025 le strutture all’aria aperta dell’Unione Europea hanno registrato 413 milioni di notti, pari al 13,4% di tutti i pernottamenti turistici. È una fetta importante del mercato che continua a crescere: in dieci anni, il settore è cresciuto del 28,5%, un ritmo superiore a quello degli hotel.

La classifica europea è guidata dalla Francia, che con 154 milioni di pernottamenti si conferma la meta indiscussa del campeggio. Al secondo posto c’è l’Italia, con 69,5 milioni di presenze. Seguono la Spagna, con 49,8 milioni, la Germania con 45 milioni e i Paesi Bassi con 26,8 milioni.

“I campeggi e i villaggi turistici offrono vacanze di alta qualità e sostengono le economie locali”, ha dichiarato Arthur van Disseldorp, presidente di EFCO&HPA. Secondo il presidente, l’Italia rappresenta bene la forza del comparto ed è fondamentale che le istituzioni europee e nazionali creino le condizioni perché le imprese possano continuare a investire e innovare.

Vacanze in Italia anche oltre l’estate

Per quanto riguarda l’Italia, le 2.600 strutture che offrono complessivamente 1,3 milioni di posti letto, stimano un aumento degli arrivi del 2% rispetto al 2025. La vera novità riguarda però il calendario: la stagione dell’open air non si ferma più a fine estate e si allunga fino a ottobre inoltrato. A favorire l’estensione della stagione è stato anche il bel tempo, che ha spinto la crescita delle presenze in tutto il nostro Paese.

Il Veneto, che ha ospitato l’assemblea, è l’esempio più evidente del peso economico del settore. Qui l’open air genera da solo oltre il 27% del fatturato turistico regionale e, durante l’estate, ha registrato il tutto esaurito. Le sue strutture rappresentano oltre un pernottamento su quattro dell’intera regione.

Dietro il successo dell’open air c’è anche un cambiamento nel modo di viaggiare. Lucas Pavanetto, vicepresidente e assessore al Turismo della Regione Veneto, ha spiegato che il settore interpreta bene le nuove richieste dei viaggiatori, sempre più alla ricerca di libertà, contatto con la natura e sostenibilità.

Autunno in Inghilterra (oltre Londra): 3 mete da raggiungere con la promo Vueling

Par : elenausai10
8 octobre 2026 à 11:37

Chi sceglie Londra come meta, spesso non si allontana dalla città. Noi, invece, vi consigliamo di avventurarvi oltre la capitale perché a meno di due ore di strada si aprono gli ampi spazi della campagna inglese, con borghi, castelli e paesaggi che in autunno e inverno assumono un fascino tutto loro.

Arrivarci è semplice perché Vueling collega l’aeroporto di Roma Fiumicino a Londra Gatwick e propone, fino all’11 ottobre 2026, voli scontati a partire da 53 euro per chi vuole organizzare un viaggio tra il 1° novembre 2026 e il 28 febbraio 2027.

Quali sono le mete più belle da raggiungere in questo periodo, noleggiando un’auto o salendo su un treno? Noi vi consigliamo queste tre!

Cotswolds

Una volta atterrati a Londra, noleggiate un’auto e, in circa due ore guidando verso ovest, raggiungerete i paesaggi suggestivi delle Cotswolds. Qui verrete accolti da colline, campi e muretti a secco punteggiati da villaggi in pietra dorata che sembrano usciti da un libro di fiabe.

Il modo migliore per scoprirle è spostarsi da un borgo all’altro. A Bourton-on-the-Water i ponticelli del Settecento attraversano il fiume Windrush, Lower Slaughter conserva un vecchio mulino affacciato sui canali e Castle Combe è stato il set di film e serie in costume, da Stardust a Bridgerton.

In inverno, con un po’ di fortuna, si possono vedere questi paesaggi coperti di neve. In ogni caso la giornata si chiude al meglio in uno dei tanti pub di campagna, davanti al camino con un sunday roast, il classico arrosto della domenica.

Warwick

Se non volete noleggiare un’auto, con un treno in partenza da London Marylebone si raggiunge Warwick in circa 1 ora e mezza. La cittadina è dominata da uno dei castelli medievali più famosi d’Inghilterra, costruito nel 1068 per volere di Guglielmo il Conquistatore dove prima sorgeva un insediamento fortificato anglosassone. Nei secoli la fortezza è stata ampliata e trasformata fino all’Ottocento, quando già attirava i primi visitatori.

Oggi si possono esplorare torri, camminamenti sulle mura e sale storiche, oltre che ammirare da vicino il trabucco: alto quasi 18 metri, è la più grande macchina d’assedio funzionante del Paese. Tra fine novembre e inizio gennaio il castello si veste a festa con Christmas at the Castle, tra decorazioni e spettacoli a tema. Chi viaggia in auto può abbinare la visita a una tappa a Stratford-upon-Avon, a una ventina di minuti, per vedere la casa natale di Shakespeare.

New Forest

Infine, a circa due ore d’auto da Londra oppure in poco più di un’ora e mezza di treno da London Waterloo, si apre il New Forest National Park, un mosaico di boschi antichi, brughiere e costa dove pony, asini e bovini pascolano liberi. Tra fine autunno e inizio inverno capita di incontrare anche i maiali del pannage, un’antica tradizione che prevede di lasciarli liberi nella foresta per mangiare le ghiande cadute, tossiche per gli altri animali.

Per passeggiare tra faggi e querce, i sentieri di Bolderwood e il Blackwater Tall Trees Trail sono tra i più scenografici. Chi preferisce il mare può spostarsi invece sulla costa di Milford on Sea o Lymington.

Valle dei Templi, riemergono affreschi di 2000 anni fa: la scoperta che racconta l’Agrigento romana

Par : elenausai10
8 octobre 2026 à 10:30

Sulla costa meridionale della Sicilia, ad Agrigento, si estende uno dei siti archeologici più grandi del mondo: la Valle dei Templi. Circa 2.500 anni fa, qui sorgeva Akragas, una delle città più ricche e potenti del mondo greco e, ancora oggi, otto templi ben conservati ne raccontano la grandezza. Eppure, questo non è solo un museo a cielo aperto da ammirare, ma un luogo dove la ricerca non si ferma e continua a sorprenderci con nuove scoperte.

L’ultima novità arriva dagli scavi della Scuola Normale Superiore di Pisa, che hanno riportato alla luce frammenti di affreschi colorati, stucchi ed elementi architettonici del I secolo a.C. Una scoperta che sposta l’attenzione dai fasti greci a un capitolo meno conosciuto: quello in cui Akragas, ormai sotto il dominio di Roma, cambiava il proprio volto.

Scoperti affreschi e colonne sul Poggio di San Nicola

I reperti sono emersi da quanto resta di un antico edificio situato poco a sud dell’ekklesiasterion, la cavea in cui si riunivano in assemblea i cittadini liberi di Akragas. Siamo sul Poggio di San Nicola, all’interno del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, dove la Normale scava dal 2020. Quella di quest’anno, infatti, è la terza campagna-scuola condotta nell’area.

Secondo gli archeologi, i resti appartengono probabilmente al peristilio di una ricca domus o a un portico monumentale, costruiti quando la Sicilia era ormai sotto il dominio di Roma. Lo scavo ha restituito molto materiale ceramico, stucchi modanati e numerosi frammenti di intonaci policromi riconducibili al secondo e al terzo stile della pittura parietale romana. Sono emersi anche una struttura di terrazzamento, un canale e un ambiente quadrangolare di età imperiale, con intonaci alle pareti e pavimento in cotto.

C’è poi un ritorno al passato degli scavi: nel peristilio giacevano ancora i blocchi architettonici portati alla luce da Ernesto De Miro negli anni Sessanta. Spostati per liberare e studiare l’area, sono stati affiancati da nuovi frammenti: capitelli, basi, rocchi di colonna, un architrave modanato e una cornice con kyma lesbio “ieroniano”, motivo decorativo tipico delle produzioni siceliote tra III e II secolo a.C. Catalogazione, disegno e rilievo serviranno a ricomporli per ricostruire l’elevato dell’edificio.

Resta ancora da chiarire, con il proseguire dello studio, quale fosse la funzione dell’edificio. Potrebbe trattarsi di una domus privata di dimensioni imponenti oppure di uno spazio pubblico, come una terrazza porticata collegata al tempio romano, considerando che l’attiguo ekklesiasterion aveva ormai perso le sue funzioni pubbliche. Gli scavi hanno inoltre interessato i resti dell’abside di una piccola basilica paleocristiana, che in passato era stata interpretata come un’esedra: una conferma del fatto che quest’area è stata frequentata a lungo.

Un’area importante per capire l’Akragas romana

La scoperta è stata fatta sul Poggio di San Nicola, un luogo centrale per la città antica. I ricercatori lo descrivono come un’area strategica, situata al centro di Akragas, dove sorgevano edifici civici e assembleari come l’ekklesiasterion, il bouleuterion e il teatro. Proprio per questo è considerato uno snodo chiave per comprendere lo sviluppo urbanistico di questo settore e, soprattutto, come cambiarono le istituzioni cittadine nella fase di passaggio sotto l’influenza romana.

La campagna, iniziata il 7 settembre, si concluderà il 9 ottobre e ha coinvolto studenti, dottorandi e giovani ricercatori di atenei italiani e internazionali come l’UPM di Madrid, l’ITU di Istanbul, PSL di Parigi, la FAU di Erlangen e la BME di Budapest.

I migliori eventi e le sagre di ottobre in Puglia

8 octobre 2026 à 09:00

Il ritmo della vita all’aperto e della convivialità si fa più lento ma intenso, tra giornate luminose e prime brezze fresche che invitano a ritrovarsi nelle piazze. È il periodo delle sagre di paese, delle feste patronali e dei prodotti che arrivano dai campi carichi di colori autunnali. I profumi di forno e di brace si mescolano ai suoni delle bande e alle voci delle comunità in festa, mentre si riscoprano sapori legati alla terra. In Puglia questo momento dell’anno diventa l’occasione ideale per unire viaggio, gusto e tradizioni popolari.

Tra le proposte di ottobre 2026 in Puglia spiccano il fascino storico del Federicus: Corteo Storico Ad Altamura e Palio di San Marco, le atmosfere di gusto della Sagra del calzone: appuntamento con il gusto ad Acquaviva delle Fonti e i sapori autentici della Sagra delle olive a Sannicandro di Bari. Dalle Murge al Salento, passando per piccoli borghi e paesi in festa, il calendario enogastronomico accompagna i viaggiatori tra tavole imbandite, riti popolari e appuntamenti che raccontano l’identità del territorio.

Ottobre 2026 in Puglia, gli eventi e le sagre da vivere

  • Federicus: Corteo Storico Ad Altamura e Palio di San Marco – Altamura (BA), dal 2 al 4 ottobre 2026.
    Federicus è la festa medievale che rievoca il legame di Altamura con Federico II di Svevia, fondatore della città, coinvolgendo l’intera comunità tra corteo storico e Palio di San Marco.
  • San Francesco d'Assisi – Salice Salentino (LE), il 4 ottobre 2026.
    A Salice la festa di San Francesco d'Assisi prevede una solenne processione con la statua seicentesca del Santo e il tradizionale consumo della prima cicoria selvatica con sugo di maiale.
  • Sagra delle olive a Sannicandro di Bari – Sannicandro di Bari (BA), dal 9 al 11 ottobre 2026.
    La sagra delle olive a Sannicandro di Bari offre ai visitatori prodotti tipici come olive dolci, pane, focaccia, vino, conserve, frutta di stagione e olio extravergine locale.
  • Sagra de la Volìa Cazzata 2025, la festa dell'oliva schiacciata – Martano (LE), dal 15 al 18 ottobre 2026.
    La Sagra de la Volìa Cazzata a Martano celebra l'oliva schiacciata come buon auspicio per la raccolta, con stand gastronomici, musica, spettacoli e concerti dal vivo.
  • La Sagra del calzone: appuntamento con il gusto ad Acquaviva delle Fonti – Acquaviva delle Fonti (BA), dal 16 al 18 ottobre 2026.
    La Sagra del calzone ad Acquaviva delle Fonti anima il borgo con calzone di cipolla e ricotta forte, carni alla brace, vino, spettacoli in piazza, mercatini e attrazioni per bambini.
  • Lu Porcu meu – Muro Leccese (LE), dal 16 al 18 ottobre 2026.
    A Muro Leccese la sagra Lu Porcu meu celebra il maiale con diverse preparazioni, dalla carne lessa agli arrosti e spiedini, riflettendo l’antico soprannome degli abitanti.
  • Fiera di San Simone e Fiera del Gusto – Sannicola (LE), il 25 ottobre 2026.
    La Fiera di San Simone e Fiera del Gusto a Sannicola è una storica fiera mercato autunnale, con numerosi espositori e grande affluenza di visitatori, sostenuta dal patrocinio di enti locali.

Il miglior aeroporto d’Italia non è a Roma né a Milano, ecco quale ha conquistato il primo posto

8 octobre 2026 à 07:30

Tra controlli di sicurezza, attese più o meno disperate al gate, ritardi indesiderati e servizi disponibili nel terminal, l’aeroporto è ormai una parte integrante dell’esperienza di viaggio. Ecco dunque che proprio su questi aspetti si basa l’AirHelp Score 2026, la classifica che mette a confronto 279 aeroporti in 76 Paesi sulla base di puntualità, esperienza dei passeggeri e qualità di strutture e comfort. I voli analizzati coprono il periodo compreso tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026.

Il risultato italiano riserva qualche sorpresa: a dominare la graduatoria nazionale non sono infatti i principali hub internazionali del Paese, ma altri decisamente più inaspettati. Ecco la classifica.

Hier — 7 octobre 2026Flux principal

Da Roma ai borghi più belli del Lazio sui treni turistici gratuiti, come partecipare

7 octobre 2026 à 15:08

Lasciare Roma per una giornata e raggiungere gratuitamente alcuni dei borghi e dei luoghi più affascinanti del Lazio. Fino al 10 dicembre 2026 è possibile farlo grazie ai treni turistici gratuiti del progetto Antichi Cammini d’Italia, che collega la Capitale alla Tuscia e a Cassino lungo itinerari legati alla Via Francigena e agli antichi percorsi di pellegrinaggio.

Il programma prevede complessivamente 18 giornate di viaggio, divise tra sette collegamenti sulla direttrice Roma-Viterbo e undici sulla Roma-Cassino. Il biglietto è a costo zero, ma il posto deve essere prenotato in anticipo attraverso i normali canali Trenitalia. L’iniziativa rientra nel programma Caput Mundi ed è finanziata attraverso PNRR e NextGenerationEU, con il coinvolgimento del Ministero del Turismo, di FS Treni Turistici Italiani e Fondazione FS Italiane.

Da Roma alla Tuscia e a Montecassino con i treni turistici gratuiti

La prima direttrice parte da Roma Termini e raggiunge Viterbo attraversando alcuni dei territori più suggestivi della Tuscia. Il treno ferma anche a Monterotondo e Montefiascone, da dove partono collegamenti in autobus dedicati verso alcune località che non dispongono di una stazione ferroviaria.

Montefiascone
iStock
Scorcio di Montefiascone

Tra le mete raggiungibili c’è Civita di Bagnoregio, il celebre borgo arroccato su uno sperone di tufo e circondato dalla Valle dei Calanchi, ma anche Bolsena, affacciata sull’omonimo lago e attraversata dalla Via Francigena. Da Monterotondo è inoltre previsto un collegamento verso Mandela e l’area di Vicovaro, utile per avvicinarsi al Cammino di San Benedetto.

La seconda direttrice parte invece da Roma Tiburtina e porta a Cassino, uno dei principali punti di accesso alla Via Francigena del Sud. Da qui si può proseguire alla scoperta della città e dei percorsi legati a Montecassino, dominati dalla celebre abbazia fondata da San Benedetto nel VI secolo. A differenza della tratta verso Viterbo, però, sulla Roma-Cassino non è prevista una navetta dedicata dalla stazione all’Abbazia di Montecassino: il viaggio gratuito permette di raggiungere Cassino, da cui è poi necessario organizzare autonomamente il trasferimento verso il monastero.

Come prenotare i treni gratis nel Lazio

Il viaggio è gratuito, ma non è possibile salire a bordo senza prenotazione. Ogni passeggero deve essere in possesso di un biglietto con posto riservato emesso al costo di 0 euro. La prenotazione può essere effettuata sul sito o sull’app Trenitalia, nelle biglietterie ferroviarie, tramite i distributori self-service delle stazioni oppure nelle agenzie di viaggio abilitate.

Per la tratta Roma-Viterbo le prossime corse sono previste l’11 e 18 ottobre e l’1, 15 e 22 novembre 2026. Il treno parte da Roma Termini alle 8.15 e arriva a Viterbo Porta Romana alle 10.35; il ritorno è previsto alle 15.09, con arrivo nella Capitale alle 17.30.

Sulla direttrice Roma-Cassino, invece, le date ancora disponibili nel calendario sono il 20 ottobre, il 5, 12, 19, 24 e 26 novembre e l’1, 3, 8 e 10 dicembre 2026. La partenza da Roma Tiburtina è prevista alle 7.43, con arrivo a Cassino alle 9.57, mentre il viaggio di ritorno parte alle 16.32 e termina nella Capitale alle 18.51. Sulla linea verso Viterbo il biglietto comprende anche gli autobus previsti dal programma, mentre tra i servizi inclusi nell’iniziativa ci sono accoglienza e assistenza durante il viaggio, informazioni sui cammini e la Box del Pellegrino. I posti sono limitati alla capienza dei treni, quindi è consigliabile prenotare con anticipo.

25° Anniversario Fondazione Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile della Città di Biella

Par : carlafiorio
7 octobre 2026 à 14:49

Cerimonia e Porte Aperte alla Protezione Civile sabato 17 ottobre

In occasione del 25° anniversario della fondazione del Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile della Città di Biella, l’Amministrazione comunale, in collaborazione con i volontari del Gruppo Comunale, organizza per sabato 17 ottobre una giornata di “Porte Aperte alla Protezione Civile della Città di Biella”.
Dalle ore 10 alle 17, la sede della Protezione Civile della Città di Biella, in corso G.A. Rivetti 4/a, sarà aperta alla cittadinanza, che potrà così conoscere i volontari del Gruppo Comunale, visionare attrezzature e automezzi e assistere ad alcune dimostrazioni pratiche. Sarà l’occasione per avvicinarsi al mondo del volontariato di Protezione Civile, informarsi sulle attività svolte e sulle procedure di iscrizione.

Alle ore 11 è previsto un momento istituzionale con una breve cerimonia alla presenza del Sindaco della Città e delle autorità. L’incontro vuole essere principalmente un ringraziamento per il lavoro svolto dai volontari del Gruppo Comunale cittadino che, instancabilmente ormai da 25 anni, prestano gratuitamente la propria attività per il bene non solo della Città di Biella, ma anche degli altri 24 Comuni convenzionati con la Città per i servizi di Protezione Civile, oltre che a livello provinciale, regionale e nazionale attraverso i Coordinamenti Territoriali.
L’evento rientra inoltre nella Settimana Nazionale della Protezione Civile, istituita dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile per diffondere e rafforzare la cultura della Protezione Civile, con particolare attenzione all’informazione alla popolazione e alla prevenzione dei rischi connessi alle calamità.

Ad oggi, il Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile della Città di Biella è composto da 30 volontari e, con il supporto del personale del Servizio di Protezione Civile cittadino, opera durante tutto l’anno in diverse occasioni, sia per la gestione di allerte ed emergenze collegate ad avversità meteorologiche, sia per attività di supporto alle strutture comunali in occasione di eventi di particolare rilievo.
I volontari sono costantemente formati, sia attraverso attività interne al servizio comunale, sia attraverso la struttura regionale dei Coordinamenti Territoriali, essendo il Gruppo Comunale iscritto a quello di Biella. Vengono inoltre organizzate regolarmente esercitazioni pratiche sull’utilizzo dei mezzi e delle attrezzature in dotazione.
Un’importante attività svolta dai volontari è anche quella della formazione e dell’informazione alla popolazione, attraverso l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione negli spazi pubblici e il supporto al personale del Servizio di Protezione Civile della Città di Biella in occasione di incontri nelle scuole.

Il Gruppo Comunale aderisce da anni alla campagna nazionale di sensibilizzazione sui temi della Protezione Civile “Io non rischio”, per la quale i volontari seguono una formazione specifica.
La giornata di sabato 17 ottobre vuole pertanto essere un invito rivolto alla cittadinanza e alle istituzioni, attraverso le autorità e i loro rappresentanti, a conoscere meglio e più da vicino il mondo del volontariato di Protezione Civile e a sostenerne l’attività ai diversi livelli, ogniqualvolta sia chiamato a mettersi al servizio della Città, del territorio e, soprattutto, delle persone in difficoltà.

The post 25° Anniversario Fondazione Gruppo Comunale dei Volontari di Protezione Civile della Città di Biella first appeared on Comune di Biella.

Nel weekend si aprono i luoghi segreti d’Italia, ecco cosa vedere alle Giornate FAI d’Autunno 2026

7 octobre 2026 à 13:45

Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno 2026, uno degli appuntamenti più attesi per scoprire un’Italia solitamente nascosta al pubblico. La quindicesima edizione coinvolgerà oltre 700 luoghi in 350 città, aprendo le porte di palazzi storici, chiese, giardini, dimore private, aree naturalistiche e siti poco conosciuti o normalmente inaccessibili.

Un grande viaggio diffuso nel patrimonio culturale e paesaggistico italiano, reso possibile dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI, dai volontari e dagli Apprendisti Ciceroni. Tra le regioni protagoniste c’è anche la Puglia, con numerose aperture e itinerari distribuiti sul territorio. Tra questi, abbiamo scelto di raccontarne due particolarmente suggestivi: il debutto di Polignano a Mare con l’apertura eccezionale di Palazzo Miani e il percorso tra acqua e pietra di Castellana Grotte, due esperienze molto diverse che mostrano quanto sia ricco e variegato il programma delle Giornate FAI d’Autunno 2026.

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 nelle regioni d’Italia

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 coinvolgeranno l’intero Paese, con un calendario che spazia da edifici monumentali e palazzi storici a teatri, chiese, castelli, collezioni d’arte, aree naturalistiche, architetture contemporanee e siti insoliti solitamente poco conosciuti o non accessibili al pubblico.

Tra gli appuntamenti segnalati dal FAI ci sono, per esempio, il Polo delle Arti Caselli-Palizzi a Napoli, dedicato anche alla tradizione della porcellana di Capodimonte, l’Atelier Ricci a Lucca, dove arte e alta sartoria incontrano un palazzo seicentesco, e il MAE Museum di Fiorenzuola d’Arda, dedicato alla storia della fibra acrilica e della fibra di carbonio. A Soveria Mannelli, in Calabria, sarà possibile scoprire il Lanificio Leo e il Museo d’impresa e Parco d’arte Rubbettino, mentre a Collegno, in Piemonte, apre al pubblico la Fabbrica della Felicità-Leone 1857.

A Roma, tra le aperture previste figurano anche la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Palazzo Piacentini e, su prenotazione, l’Attrezzeria Rancati, storica realtà specializzata nella creazione di oggetti scenici per cinema, teatro e televisione. L’edizione 2026 dedica infatti particolare attenzione al Made in Italy e all’artigianato di eccellenza, con oltre 75 aperture e visite speciali legate a mestieri, manifatture e tradizioni produttive italiane.

Giornate FAI d’Autunno a Polignano a Mare, apre Palazzo Miani

Per Polignano a Mare quella del 2026 sarà un debutto assoluto. La città partecipa infatti per la prima volta alle Giornate FAI d’Autunno e lo farà aprendo eccezionalmente Palazzo Miani, conosciuto anche come Palazzo Marchesale.

Palazzo Miani
Ufficio Stampa
L’interno di Palazzo Miani

La storica dimora privata si trova nel cuore del borgo antico, subito dopo l’Arco Marchesale, e custodisce circa cinque secoli di storia. Il nucleo più antico risale al XV secolo ed era legato alla residenza cittadina dei feudatari, mentre ampliamenti e trasformazioni successive hanno poi dato all’edificio l’aspetto monumentale che conserva ancora oggi.

Durante il weekend sarà possibile attraversarne il cortile e la loggia, salire lungo lo scalone settecentesco ed entrare nei saloni del piano nobile, tra volte decorate, arredi e testimonianze delle famiglie che hanno vissuto questi ambienti. Le visite si terranno sabato e domenica dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 19.00, con turni ogni 20 minuti e una durata di circa 40 minuti. Non sarà necessaria la prenotazione e l’accesso avverrà con un contributo a sostegno del FAI.

Giornate FAI d’Autunno 2026 a Castellana Grotte, itinerario tra acqua e pietra

Poco distante, Castellana Grotte propone invece un vero itinerario diffuso, costruito intorno a due elementi che hanno modellato per secoli questo territorio, l’acqua e la pietra. Sabato 10 e domenica 11 ottobre il percorso toccherà la Chiesa della Madonna della Grotta, le Gravinelle, la Neviera e la Chiesa di San Nicola di Genna.

La visita sarà un viaggio tra superficie e sottosuolo: alla Madonna della Grotta, cavità naturale documentata come luogo di culto già nel 1091, storia e devozione si intrecciano con le leggende locali. Negli spazi della chiesa sarà inoltre allestita una mostra fotografica dedicata alle alluvioni che colpirono Castellana Grotte nel 1896 e nel 1968.

Alle Gravinelle, due inghiottitoi naturali profondi fino a circa 37 metri, il paesaggio sarà invece raccontato attraverso la geologia e la speleologia, mostrando come le acque piovane vengano assorbite dal terreno carsico e scompaiano nel sottosuolo. Il percorso proseguirà quindi verso la Neviera di Genna, costruita nel Settecento e utilizzata in passato per conservare la neve e produrre ghiaccio, e verso la vicina Chiesa di San Nicola, testimonianza della vita religiosa e comunitaria delle campagne. Accanto alla Neviera si trova inoltre un vigneto ottenuto da piante storiche, dove sono previste degustazioni riservate agli iscritti FAI. I visitatori, inoltre, potranno scegliere una singola tappa oppure compiere l’intero itinerario, raggiungendo autonomamente i diversi siti.

Ferrara riapre un palazzo simbolo della città: Palazzo Barbantini-Koch diventa un polo d’arte

Par : elenausai10
7 octobre 2026 à 12:29

Per oltre un secolo, chi passeggiava lungo corso della Giovecca lo ha visto solo da fuori, o al massimo dallo sportello di una banca. Da giovedì 8 ottobre, invece, Palazzo Barbantini-Koch, storica sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, apre le sue porte a tutti con una nuova funzione. Diventa il Polo culturale di Ferrara de La Galleria BPER, uno spazio dedicato all’arte, alla memoria della città e alla ricerca.

Dopo i lavori di recupero partiti nel 2023, l’edificio torna alla città con una collezione permanente che ripercorre cinque secoli di arte ferrarese ed emiliana e una mostra temporanea dedicata ai fiori nella pittura italiana. Il polo ospiterà anche attività didattiche, formazione e spazi per lo studio.

Per chi ama Ferrara, o sta pensando di visitarla questo autunno, c’è un motivo in più per mettersi in viaggio.

Una nuova identità per Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara

Il palazzo rappresenta un pezzo della storia cittadina di Ferrara. Fu costruito tra il 1907 e il 1910 su progetto dell’ingegnere Luigi Barbantini, con la supervisione dell’architetto Gaetano Koch, e venne inaugurato nel 1910 alla presenza di Vittorio Emanuele III. Era stato pensato per dare alla Cassa di Risparmio una sede solida e rappresentativa, all’altezza del suo ruolo in città.

A partire da oggi, 8 ottobre 2026, il palazzo cambia funzione senza cancellare il proprio passato. Il Barbantini-Koch entra a far parte dei “Poli Culturali BPER. Un sistema di patrimonio diffuso”, la rete che collega edifici storici del gruppo bancario e che comprende anche Palazzo San Carlo a Modena e Palazzo Farinosi-Branconi a L’Aquila. L’obiettivo è trasformare sedi e collezioni rimaste a lungo riservate in luoghi accessibili al pubblico.

Cosa vedere, biglietti e orari

L’apertura al pubblico è fissata per giovedì 8 ottobre. Al piano nobile si trova il percorso permanente “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, che raccoglie 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in diciotto sale.

Si parte dal Rinascimento ferrarese, con nomi come Domenico Panetti, l’Ortolano, il Garofalo e Girolamo da Carpi, per arrivare al Novecento di Gaetano Previati, Filippo de Pisis e Achille Funi. Tra i pezzi più preziosi c’è il “Ritratto del comandante Gabriele Tadino”, attribuito a Tiziano e datato 1538, già appartenuto alla Cassa di Risparmio.

Fino al 31 gennaio 2027, il palazzo ospiterà anche la mostra “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni. Le oltre quaranta opere esposte, firmate tra gli altri da Hayez, Segantini, Previati e Casorati, usano il fiore come filo conduttore per parlare di bellezza, desiderio e del tempo che passa, dal Romanticismo al Simbolismo. Il percorso è arricchito dai versi di Leopardi, Manzoni e Pascoli e da elementi olfattivi legati al mondo floreale.

Il palazzo è aperto il giovedì dalle 14:00 alle 19:00; dal venerdì alla domenica fa orario continuato dalle 10:00 alle 19:00, mentre lunedì, martedì e mercoledì resta chiuso. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura, il biglietto intero costa 10 euro e il ridotto 8 euro, entrambi acquistabili online dal sito ufficiale scegliendo data e fascia oraria.

Queste sono le città più sportive del mondo nel 2026: in classifica anche quattro italiane

Par : elenausai10
7 octobre 2026 à 11:39

C’è una nuova numero uno tra le capitali mondiali dello sport. Stiamo parlando di New York che, nel 2026, guida la Classifica delle città sportive stilata dall’agenzia internazionale di comunicazione Burson, strappando lo scettro a Parigi, in testa da tre anni consecutivi.

Giunta alla quindicesima edizione, la graduatoria individua le 100 città del mondo con il legame più forte con lo sport, incrociando percezione e dati. Contano il giudizio di leader sportivi internazionali, media di settore ed esperti, ma anche quanto se ne parla sui social e sulla stampa. Il risultato è una fotografia di come le città costruiscono visibilità e influenza attraverso partite, gare e grandi eventi.

E l’Italia? Sono quattro le città che compaiono nella top 100, con Milano ancora tra le prime dieci.

New York è prima in classifica

Per New York è stato un anno da ricordare: i Knicks hanno conquistato il titolo NBA e il New York New Jersey Stadium ha ospitato la finale dei Mondiali FIFA 2026, portando la città al centro dell’attenzione mondiale. Ma il primato non dipende solo da questi eventi. La forza della Grande Mela sta in un calendario sportivo che non conosce pause, tra grandi franchigie professionistiche, appuntamenti internazionali e un’attenzione mediatica costante. Per chi la visita, assistere a una partita al Madison Square Garden è un’esperienza da mettere in lista tanto quanto una passeggiata a Central Park.

Le italiane in classifica

La migliore delle italiane è Milano, che sale dal 9° al 7° posto e consolida la sua presenza nella top 10. La classifica mette in evidenza la crescita costante della città perché, rispetto al 2024, il capoluogo lombardo ha guadagnato ben 20 posizioni, soprattutto grazie ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Il salto più netto, però, lo fa Cortina d’Ampezzo, che arriva al 37° posto con 10 posizioni guadagnate in un anno e 45 rispetto al 2024. Co-ospitare le Olimpiadi ha trasformato la celebre località di villeggiatura alpina in una città sportiva riconosciuta a livello internazionale.

Poi troviamo Roma al 21° posto, forte di un patrimonio sportivo che va dallo Stadio Olimpico al Foro Italico, e Torino, che negli ultimi anni ha legato il suo nome al grande tennis, posizionandosi così al 75° posto.

Classifica delle Città Sportive: la top 10

Guardando il resto della classifica, emergono alcune tendenze interessanti. I grandi eventi, per esempio, non premiano più solo la città principale, ma tutte le sedi coinvolte: oltre a Cortina, lo dimostrano Atlanta, Houston, San Francisco e Vancouver, che dopo aver ospitato le partite dei Mondiali 2026, hanno scalato tra le 9 e le 14 posizioni.

Essere famosi, poi, non basta. Washington, Miami e Città del Messico sono molto conosciute dal grande pubblico, mentre Losanna e Monaco devono il loro buon piazzamento soprattutto alla stima di federazioni ed esperti: la popolarità può essere passeggera, la reputazione invece si costruisce negli anni.

Per crescere, inoltre, non serve per forza un mega-evento (ma aiuta). Zurigo ha guadagnato 21 posizioni a prescindere dal calendario, mentre Ginevra è entrata per la prima volta in classifica grazie agli Europei di calcio femminile del 2025, anche Innsbruck è salita grazie all’arrampicata sportiva e Shanghai deve la sua crescita agli eSport.

Questa la top 10:

  1. New York, Stati Uniti d’America;
  2. Parigi, Francia;
  3. Los Angeles, Stati Uniti d’America;
  4. Londra, Regno Unito;
  5. Madrid, Spagna;
  6. Barcellona, Spagna;
  7. Milano, Italia;
  8. Losanna, Svizzera;
  9. Monaco, Germania;
  10. Manchester, Regno Unito.

Pioggia o non pioggia, si parte: 3 city break europei con la nuova promozione Ryanair

Par : elenausai10
7 octobre 2026 à 10:35

C’è chi aspetta il bel tempo per partire e chi, invece, ha capito che certe città danno il meglio di sé proprio quando il cielo si fa grigio. Quando le giornate si accorciano, molte città europee continuano a brillare e, anzi, diventano perfino più affascinanti. In fondo, l’unico modo per affrontare davvero il maltempo è lasciarsi conquistare, rifugiandosi in un caffè storico con una bevanda calda o perdendosi tra le sale di un grande museo, senza il senso di colpa di non essere all’aria aperta.

L’occasione giusta per partire arriva con la nuova promozione Ryanair, che propone voli a partire da 16,99 euro da prenotare entro l’8 ottobre 2026, per viaggiare dall’8 ottobre al 17 dicembre 2026.

Noi vi consigliamo queste 3 mete da vivere anche con l’ombrello in mano.

Musei in rete 2026: alla scoperta dei paesaggi biellesi tra montagna, collina e pianura

Par : carlafiorio
7 octobre 2026 à 10:25

Sabato 17 ottobre il terzo appuntamento del ciclo di visite guidate realizzato dal Museo del Territorio Biellese in collaborazione con la Rete Museale Biellese

Prosegue “Musei in rete 2026”, il ciclo di visite guidate gratuite promosso dal Museo del Territorio Biellese in collaborazione con la Rete Museale Biellese, con l’obiettivo di mettere in relazione il patrimonio storico, archeologico e artistico custodito nelle sale del Museo con il territorio e, al tempo stesso, valorizzare i siti che aderiscono alla Rete Museale.

Il terzo appuntamento è in programma sabato 17 ottobre, dalle ore 14.30 alle 18.00, con un percorso dal titolo “Paesaggi biellesi. Montagna, collina e pianura”, dedicato alla rappresentazione e alla scoperta del paesaggio del territorio nelle sue diverse forme.
La giornata prenderà il via alle ore 14.30 nella Sala Conferenze del Museo del Territorio Biellese, dove i partecipanti saranno introdotti al tema attraverso una selezione di dipinti di paesaggio realizzati da artisti piemontesi tra Ottocento e Novecento. Le opere diventeranno il punto di partenza per osservare il territorio attraverso lo sguardo degli artisti e approfondire il rapporto tra pittura, natura e trasformazione del paesaggio.

Il percorso proseguirà quindi a Castellengo, con la visita all’Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge, sito dedicato alla storia e alla civiltà rurale dell’area cossatese, accompagnando quindi i partecipanti direttamente nei luoghi rappresentativi del paesaggio biellese, in un dialogo tra arte, storia, natura e memoria del territorio.

Per il trasferimento da Biella a Castellengo sarà messo a disposizione dei partecipanti, gratuitamente, un servizio navetta, con rientro a Biella previsto entro le ore 18.00. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria entro giovedì 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 25 partecipanti.

Sara Gentile, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Biella, sottolinea: “Musei in rete è un progetto prezioso che valorizza il patrimonio culturale locale creando un dialogo tra le opere custodite nel museo cittadino e i luoghi che raccontano la storia del nostro territorio. Si tratta di un percorso che permette di riscoprire la ricchezza del Biellese attraverso prospettive sempre nuove ma intimamente identitarie: è per questo che continueremo ad impegnarci affinché questo programma possa svilupparsi ulteriormente, in piena sinergia con gli altri enti della provincia.”
—
Informazioni e prenotazioni:
Museo del Territorio Biellese
Tel. 015 3507400
mail: museo@comune.biella.it

 

The post Musei in rete 2026: alla scoperta dei paesaggi biellesi tra montagna, collina e pianura first appeared on Comune di Biella.

Presentata la stagione teatrale Biella in Scena 2026/2027

Par : carlafiorio
7 octobre 2026 à 09:38

Una nuova stagione che rinnova e consolida il rapporto tra teatro, città e pubblico

Ieri presso la Biblioteca Civica di Biella, alla presenza del Vice-Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Biella, Sara Gentile, è stata presentata la nuova stagione teatrale Biella in Scena 2026/2027: un cartellone ricco e variegato, pronto a riportare sul palco emozioni, musica e divertimento.

Una stagione che attraversa linguaggi e generi diversi, tra grandi classici, risate, musica e storie da ascoltare e vivere, con spettacoli capaci di coinvolgere pubblici e sensibilità differenti.

Il teatro torna così a essere luogo di incontro, cultura e condivisione, nel cuore della città.

A seguire link al Contato del Canavese per tutte le Info e il programma allegato.

The post Presentata la stagione teatrale Biella in Scena 2026/2027 first appeared on Comune di Biella.

💾

La città romana di Aquinum continua a sorprendere: ecco cosa è emerso

7 octobre 2026 à 07:30

L’antica città romana di Aquinum, nel territorio di Castrocielo e Aquino, continua a restituire testimonianze preziose del suo passato. La XVIII Campagna di Scavo dell’Università del Salento ha portato alla luce due reperti archeologici di particolare interesse, presentati per la prima volta al pubblico durante il Weekend dell’Archeologia del 3 ottobre.

Le nuove scoperte permettono di aggiungere importanti tasselli alla conoscenza della vita pubblica, religiosa e monumentale della colonia romana. Da diciotto anni gli scavi, diretti da Giuseppe Ceraudo, professore di Topografia antica dell’Università del Salento, coinvolgono ricercatori e studenti in un progetto che unisce ricerca, formazione, tutela e valorizzazione del patrimonio.

La scoperta

Il primo reperto è un cippo riccamente decorato, riutilizzato nella pavimentazione in prossimità di uno degli incroci principali dell’antica città. Sul monumento compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, anche se la lettura completa dell’iscrizione deve ancora essere verificata.

A rendere particolarmente interessante il cippo è l’apparato decorativo, composto da ghirlande, festoni e bucrani che incorniciano tre animali: un bue, un montone e un maiale. La loro presenza nello stesso monumento potrebbe essere collegata alla triade sacrificale del suovetaurilium, uno dei più solenni rituali della religione romana, durante il quale venivano sacrificati proprio un maiale, un ovino e un toro.

L’interpretazione resta prudente, perché il cippo è stato ritrovato fuori dalla sua collocazione originaria. Tuttavia, le immagini potrebbero conservare la memoria di un sacrificio oppure richiamare cerimonie legate alla purificazione, alla consacrazione o alla delimitazione rituale di uno spazio.

Il secondo reperto è un altare votivo in marmo, particolarmente importante perché un nuovo frammento ha permesso di ricomporre parte di un’iscrizione già conosciuta soltanto in maniera incompleta. Ora è possibile riconoscere le divinità alle quali era dedicato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.

A commissionare la dedica fu Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale. L’altare offre così una preziosa testimonianza della dimensione religiosa e civica della colonia, mostrando il legame tra la comunità, il culto imperiale e la vita pubblica.

L’importanza della scoperta

I due reperti contribuiscono a raccontare un’Aquinum nella quale religione, politica e vita cittadina erano strettamente intrecciate. Il cippo apre nuove domande sulle pratiche rituali e sugli spazi pubblici della colonia, mentre l’altare permette di approfondire il rapporto tra il culto della casa imperiale e l’identità della comunità.

La campagna 2026 ha portato alla luce anche altre testimonianze significative. Nel teatro romano sono proseguite le indagini che hanno restituito una lastra marmorea con la formula FVL(GVR) C[ONDITVM], collegata al rituale con cui i Romani seppellivano e consacravano un luogo colpito da un fulmine. Si tratta di una testimonianza rara, che potrebbe indicare un antico evento atmosferico interpretato come manifestazione della volontà divina.

Durante il Weekend dell’Archeologia sono state inoltre presentate cinque teste marmoree restaurate, tra cui il cosiddetto Cesare di Aquinum e un ritratto attribuito a Druso Maggiore.

La campagna segna infine un’importante novità per il progetto: per la prima volta le indagini archeologiche si sono estese anche al territorio comunale di Aquino. La collaborazione tra Castrocielo e Aquino permette così di ricomporre l’unità storica dell’antica colonia romana, superando gli attuali confini amministrativi e ampliando le prospettive della ricerca.

À partir d’avant-hierFlux principal

Meno social, più vacanza: così cambiano le abitudini degli italiani in viaggio

6 octobre 2026 à 15:30

Durante le vacanze gli italiani sembrano voler ridurre, almeno in parte, il rapporto con i social network. A fotografare questa tendenza è un sondaggio di eDreams, piattaforma specializzata nel settore dei viaggi online, che ha analizzato le abitudini dei viaggiatori italiani. Secondo la rilevazione, il 57% degli italiani preferirebbe utilizzare i social solo ogni tanto quando è in vacanza, mentre il 20% vorrebbe rimanere sempre online. Un ulteriore 13%, invece, sceglierebbe un vero e proprio digital detox.

Come i social influenzano le scelte di viaggio

Se due anni fa le percentuali di chi si lasciava influenzare dai contenuti online e di chi non lo faceva erano quasi equivalenti (47% si e 48% no), oggi il 51% degli italiani dichiara di non aver mai cambiato idea su una destinazione dopo averla vista sui social, contro il 44% che, invece, si è lasciato convincere da quanto scoperto online.

I social continuano comunque ad avere un ruolo nella programmazione delle vacanze. Il 36% degli intervistati li utilizza soprattutto per trovare ispirazione e scoprire gemme nascoste, mentre il 20% vuole vedere come appare realmente un luogo o un’esperienza prima di prenotare. Per il 10% conta anche l’approvazione di persone considerate simili o affidabili. Un 9%, invece, non prende affatto in considerazione i social quando organizza un viaggio.

Le differenze tra generazioni sono particolarmente evidenti. La Gen Z è quella più influenzata dalle tendenze social nella scelta della meta, con il 61% degli intervistati che ha scelto una destinazione anche sulla base di ciò che ha visto online. I Boomer si collocano all’estremo opposto: il 69% non si è mai lasciato condizionare dai social. La Gen Z è inoltre la più interessata alla ricerca di gemme nascoste, mentre i Millennial prestano maggiore attenzione all’approvazione dei propri pari.

Anche tra uomini e donne emergono alcune differenze: le viaggiatrici italiane risultano più propense a lasciarsi influenzare dai social nella scelta della destinazione e a rimanere sempre online in vacanza (21% contro il 18% degli uomini). I viaggiatori maschi, invece, scelgono più spesso il digital detox, indicato dal 15% contro il 10% delle donne.

Cosa pubblicano gli italiani durante le vacanze

Una volta partiti, gli italiani non rinunciano però a raccontare la propria esperienza online. Il contenuto più condiviso sono i paesaggi, pubblicati dal 75% degli intervistati, seguiti da attività ed esperienze, che compaiono nei post del 53% del campione. Il 45% fotografa anche il cibo, mentre il 35% non rinuncia al classico selfie.

A cambiare è anche il modo di raccontare ciò che si è vissuto. Il 37% degli italiani non sarebbe propenso a pubblicare un contenuto positivo su un viaggio o un’esperienza che non ha apprezzato, mentre il 29% continuerebbe comunque a mostrarne online gli aspetti migliori.

Anche in questo caso le generazioni hanno comportamenti differenti. La Gen Z pubblica più frequentemente paesaggi, esperienze, piatti e selfie, mentre i Millennial sono i più interessati a mostrare hotel e case vacanza, con il 32% che condivide questo tipo di contenuti. Sono inoltre loro a essere più “always on” anche in viaggio: il 22% vorrebbe rimanere sempre connesso. La Gen Z, invece, preferisce controllare i social ogni tanto, scelta indicata dall’80%, mentre il 15% dei Boomer approfitta della vacanza per un digital detox.

Sul fronte dell’autenticità, la Generazione X è quella meno propensa a pubblicare un post positivo su qualcosa che non è piaciuto, con il 40% degli intervistati. La Gen Z, al contrario, è la più incline a raccontare comunque in modo favorevole un’esperienza poco soddisfacente, con il 50%.

Abbiamo provato in anteprima l’Halloween di Cinecittà World e brividi e adrenalina sono assicurati

Par : saragambero
6 octobre 2026 à 15:12

Premetto che sono una fan di Cinecittà World, amando il cinema in tutte le sue sfaccettature e al tempo stesso una grande appassionata di Halloween, adorando i film dell’orrore. Aggiungo che dei miei due figli, uno è temerario, l’altro più pauroso. Questa premessa per spiegare perché l’Halloween di Cinecittà World, ovvero il mese a tema horror cominciato il 3 ottobre che proseguirà fino al 31, è adatto a tutte le fasce d’età e tolleranza di paura, con attrazioni più o meno adrenaliniche e più o meno spaventose.

Si passa dallo spettacolo nel gran teatro, a tema Rocky Horror Picture Show (un plauso agli interpreti, tutti bravissimi) alla casa infestata; dalle classiche attrazioni in 3d, che fanno sempre la felicità dei ragazzi, a nuove attrazioni horror, come il Teatro infestato, dove la presenza di veri  attori truccati e mostruosi regala brividi ai più coraggiosi.

Halloween 2026 a Cinecittà World
Ufficio Stampa
Halloween 2026 a Cinecittà World

Cinecittà World: le novità per Halloween 2026

Una delle novità 2026 del parco è infatti proprio The Haunted Theatre, “un vecchio teatro di Broadway dove, dal 1930, si aggirano anime dannate sospese tra la vita e la morte. Un nuovo percorso horror che invita gli ospiti a trovare il coraggio di varcare la soglia e affrontare l’incognito”. Ma il terrore raddoppia anche nelle nuove stanze della Horror House, una immersione cinematografica a tema, tra scenografie, ambientazioni da incubo e incontri ravvicinati con attori in carne e ossa.

Per non parlare dei personaggi che si aggirano mascherati per il parco (e si prestano a foto ricordo). Zombie, streghe e l’amato-temuto Pennywise, omaggio doveroso quest’anno all’attore recentemente scomparso Tim Curry, che diede vita al mostro mutaforma nato dalla penna di Stephen King nella celebre miniserie TV It del 1990. 

Pennywise a Cinecittà World
@SiViaggia - Sara Gambero
Pennywise a Cinecittà World

Le nuove attrazioni dedicate ai più piccoli

Ma nessuna eccessiva paura: anche i meno coraggiosi e più piccoli hanno pane, anzi zucca per i propri denti: La grande novità della stagione è infatti dedicata ai più piccoli con  Spooky Town Playground, il più grande playground al coperto con attori dal vivo, dove il gioco incontra le atmosfere di Halloween in un’esperienza pensata per esorcizzare le piccole paure e trasformarle in divertimento. Mentre nel Villaggio Piccoli Brividi li aspettano labirinti di paglia, zucche, alberi magici, casette di caramelle e mele stregate, insieme al Truccabimbi per trasformarsi nel mostriciattolo preferito, circondati da streghe e fantasmini.

Streghe a Cinecittà World
@SiViaggia - Sara Gambero
Streghe a Cinecittà World

Una giornata insomma adatta a tutta la famiglia, dove ogni età e grado di coraggio trova il proprio divertimento. In attesa del gran finale che arriva il weekend del 31 ottobre, quando la festa continua fino a tarda notte tra live show, cene a tema, musica e dj set.

❌
❌